La Strategia Rifiuti Zero

Ciascuno di noi ogni giorno produce 1/1,5 kg di rifiuti a testa per un totale di migliaia di tonnellate di materiale inutilizzato che quotidianamente finisce in discarica o, peggio, in impianti di incenerimento. Una società progredita non dovrebbe produrre rifiuti, essi sono un’invenzione dell’uomo. La natura non produce rifiuti, tutto ciò che esiste ha un proprio destino e segue un iter preciso, fino a diventare uno dei fattori che contribuiscono a dare vita a nuovi organismi. Nella strategia “Rifiuti Zero” ideata dal Prof. Paul Connet, esperto in chimica e docente alla St. L a w r e n c e University di New Yo r k , e s i s t o n o principalmente tre parole d’ordine, che sono: Riduzione, Riutilizzo e Riciclo.

R R R i i
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d u z i o n e

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i c i c l a g g i o

Riduzione e riutilizzo
Impariamo a produrre ed utilizzare le risorse con responsabilità. Il primo passo per risolvere il problema dei rifiuti sta alla fonte e consiste nel non metterli in circolo. Prima cosa da fare: evitare prodotti “usa e getta”. Tali articoli, a parte gli utilizzi nel campo medico e sanitario, dovrebbero essere resi illegali in quanto non sono ecologicamente sostenibili. Tutto ciò che può essere riutilizzato dovrebbe esserlo. Ciò che interessa di un prodotto è il contenuto, non il contenitore. Le bottiglie non sono altro che contenitori e come tali devono essere trattate. Oggi esistono le tecnologie adeguate per risolvere anche questa situazione. In Piemonte sono già presenti ed operativi 11 distributori alla spina nei maggiori supermercati delle catene Ipercoop, Auchan e Crai di Torino, Alessandria, Casale Monferrato, Verbania, Asti e Cuneo. Sul nostro blog è possibile prendere visione di una mappa che contiene i principali supermercati della Regione che hanno adottato questa soluzione. Il sistema dei distributori alla spina permette di riutilizzare un numero pressoché infinito di volte lo stesso contenitore, con anche un risparmio sul prezzo del prodotto dato che non è necessario pagare il contenitore. Nel caso dell’acquisto di una bottiglia d’acqua, sulla spesa di 30 centesimi il costo del contenuto equivale ad una cifra irrisoria, il resto è il contenitore. Optando per la bottiglia “usa e getta” si alimenta l’incremento dei rifiuti e quindi un maggiore costo sociale. Sempre nel campo del riutilizzo esistono poi pratiche come quella del compostaggio, che possono ridurre il numero dei rifiuti del 33% trasformando gli scarti organici in materiale fertilizzante. Un'altra strada altrettanto valida per curare la parte della frazione organica è

quella degli impianti a TMB (Trattamento Meccanico Biologico): questo trattamento avviene a freddo, senza incenerire e senza rischi per la salute, risolvendo il problema della frazione organica nell’indifferenziato in quanto, trattandolo in seguito ad una selezione meccanica post-raccolta, rende il rifiuto stabile ed innocuo. Nelle sue varianti (stabilizzazione pre-discarica, bioessicazione e produzione di frazioni stabilizzate per applicazioni paesisticoambientali) permette di recuperare almeno il 70% dei materiali che entrano, perciò la vera parte residua da smaltire è soltanto il 30% di ciò che entra nell’impianto. In tutto il mondo sta prendendo piede: attualmente rappresenta il miglior sistema di smaltimento dei rifiuti. La sua flessibilità permette inoltre di poter far funzionare gli impianti anche se un giorno si dovesse raggiungere il risultato del 100% di raccolta differenziata (cosa impossibile nel caso degli inceneritori). In sintesi, il residuo delle raccolte differenziate entra nell'impianto e viene separato meccanicamente in diversi flussi relativi ai vari materiali presenti (vetro, metalli, plastiche et cetera). La parte organica separata dal residuo inorganico è ulteriormente separata per sottoporla in parte al compostaggio ed in parte alla digestione anaerobica per produrre biogas (impiegato come combustibile). Alla fine del processo rimane una piccola frazione residua da mettere in discarica (attualmente stimabile in un 9% di tutti gli RSU). Tale frazione è inerte ed è dieci volte meno inquinante rispetto agli RSU (Rifiuti Solidi Urbani) non trattati presenti nelle discariche tradizionali.

Riciclaggio
Serve ad evitare che i rifiuti prodotti finiscano in discarica, o peggio, negli impianti di incenerimento, ma non solo: rappresenta anche uno dei tanti modi per incrementare l’aumento occupazionale nei lavori cosiddetti “verdi”. Realtà geograficamente vicine a quella biellese, come quella di Novara (102.000 abitanti), hanno dimostrato che si può raggiungere una percentuale di riciclaggio del 68% in poco più di due anni. Nel Biellese siamo ancora fermi al 31,8 % (dati 2006), ma i nostri politici/ dipendenti promettono di toccare il 63% entro il 2011. Il modo più efficiente per raggiungere questo traguardo è quello di una differenziata “porta a porta”. Questa tecnica è particolarmente indicata in quanto permette ai cittadini di lasciare il proprio cestino dei rifiuti fuori di casa alla sera per essere ritirato dai netturbini la mattina presto, permettendo così da preservare l’igiene e l’ambiente dello spazio antistante l’abitazione. Per questo è necessaria una buona efficienza e preparazione da parte dei netturbini. Tramite questo sistema il cittadino può accedere ad un ulteriore vantaggio, vale a dire l’opportunità di pagare i rifiuti al kg e non più al metro quadro. In questo modo chi produce meno rifiuti ha vero e proprio vantaggio economico, incentivando la sostenibilità del territorio. Esistono città come San Francisco (744.000 abitanti), la quale ha deciso di adottare la “Strategia Rifiuti Zero”, che si sono impegnate a puntare verso il 100% di raccolta differenziata entro il 2020. Oltre alle capacità e all’impegno dei rappresentati politici appare quindi fondamentale la responsabilità di ogni singolo cittadino al fine di conseguire il migliore risultato possibile tanto nella Riduzione e nel Riutilizzo che nel Riciclaggio.

Distributori alla Compostaggio spina TMB: senza incenerire !