You are on page 1of 8

el mio quadro. E sorrideva di bonaria malizia. (Paris-soir, 27 febbraio 1935). 3494.

Negli ultimi anni, Corot, in gran voga, era soffocato da richieste e si fa ceva pagar caro: aveva fatto il conto che guadagnava cinque franchi al minuto, e lavorava da mattina a sera. Un giorno Dupré andò a trovarlo. Corot gli strinse in f retta la mano, e si rimise al lavoro. Vi ascolto, caro Dupré! Ma non vi risponderò. Dupré incominciò un discorso, parlando fra l'altro di un pittore impressionista che Corot non poteva soffrire. Tanto che egli, fermandosi un momento dal dipingere: È un fumiste! gridò. Un fumiste che vi ha fatto perdere uno scudo! sorrise Duprè. Di lì a poco, sonarono: erano operai che venivano per il camino. rot domandò quanto tempo ci avrebbero me sso: Circa dieci minuti. Allora, rivolgendosi a Dupré: - Ecco degli altri fumistes, che mi faranno perdere cinquanta franchi! 3495. Essendo stato abituato a vivere per lungo tempo nella più squallida miseria, anche quando divenne famoso e ricco, continuò nella sua vita modesta e sobria. Gu adagnava circa centomila franchi all'anno, che erano a quei tempi press'a poco p iù di un mezzo milione dei giorni nostri; eppure viveva con centoventicinque franc hi al mese. E il resto dava ai poveri, in elemosine; oppure in doni agli amici. (Paris-soir, 27 febbraio 1936). 3496. Un giorno Corot venne a sapere che Onorato Daumier, suo grande amico, era molto afflitto per dover abbandonare una casa che abitava da tanti anni e di cui non poteva più pagare l'affitto all'esoso proprietario. Senza porre tempo in mezz o, Corot si recò dal padrone della casa, l'acquistò e la regalò a Daumier. Questi, rin graziandolo, gli disse: Corot, tu sei il solo uomo che io stimo tanto da poter accettare da te qualche c osa senza arrossire. (BAYARD, L'art en anecdotes). 3497. Un'altra volta un amico andò a chiedergli in prestito cinquemila franchi di cui aveva stretto bisogno. Corot, che quel giorno era di cattivo umore, rispose che non li aveva. Ma, appena partito l'amico, il pittore sentì rimorso del suo rif iuto, si levò il camiciotto da lavoro, depose la famosa pipetta inseparabile da lu i, corse a casa dell'amico e gli disse: Poco fa ti ho detto che non avevo i cinquemila franchi. Non è vero. Infatti eccoli qui. Sono tuoi. E prima che l'amico potesse ringraziare, Corot era sparito. (BAYARD, L'art en an ecdotes). 3498. Corot soleva invitare a pranzo a casa sua due volte all'anno un gruppo di pittori dei quali era intimo. Dopo la minestra veniva ogni volta servito regolar mente un gran piatto di baccalà con patate. È eccellente diceva Corot prima di assaggiarlo. E i commensali, con un sorriso forzato, ripetevano, dopo aver inghiottito, il pr imo boccone: - È eccellente! Quando poi Daumier, Guillemet o un altro degli amici di Corot ricambiavano il pr anzo, si credevano in dovere di fargli trovare lo stesso piatto. Una volta, in c asa di Daubigny, vedendo arrivare il baccalà con patate, Corot non potè astenersi da l chiedere agli amici: - Ma vi piace dunque tanto? Io non posso soffrirlo! rispose Daubigny. - Nemmeno io! esclamò Daumier. - Allora che m'invitate Corot perchè me lo fate trovare ogni volta ch m'invitate a pranzo? Daubigny spalancò tanto d'occhi: Ma è unicamente per farvi piacere! Capisco! fece Corot. Ebbene vi confesserò una cosa: è la mia domestica che è ghiotta d el baccalà con patate: per non contrariarla, fingo di trovarlo di mio gusto, ma in verità è un cibo che detesto! (Corriere della Sera, giugno 1923).

Io vi cedo il mio quadro gli disse Corot a patto che voi paghiate il conto del m acellaio e del fornaio del mio amico Millet. Lavorare era per lui la gioia maggiore che avesse. Tutti gli prodiga vano grandi elogi. fattisi innanzi. (La Tribuna. che voleva dare una lezione al collega dotato di poca fantasia. Il credito durava da dodici anni. e per supplicarlo che facesse gius tizia a loro favore. Un giorno. Stava dipinge ndo all'aperto e accanto a lui era un altro pittore che pure dipingeva. si dava un pranzo in onore del pittore Corot. d omandò a Corot quanti anni avesse. Oh. CORRADO II detto IL SALICO imperatore di Germania dal 1024 al 1039. rispose Corot. Non ho nulla rispose sorridendo Corot anzi mi sento benissimo. ma Co rot. si gettarono ai suoi piedi per raccomandargli i loro casi. restò impressionato da quelle parole e al la fine del pranzo. che gli voleva veramente bene. nulla! Ma sento che ormai mi resta poco da vivere. tratto in disparte il pittore. Un amico. Oh. Un giorno. (BAY ARD. gliene veniva co sì a costare quarantaseimila: un po' caro. Che cosa hai da sorridere così? gli domandò l'amico. ma il pittore si accorse che la maggior parte dei suoi pretes i amici erano di malumore per quegli elogi: A un tratto. il pittore abbozzava un sorriso. uno dei suoi amici. ho voluto consolar li un po'. Il padre del presidente della Repubblica Casimir Périer era. A un tra tto quest'ultimo si lamentò di un muro che con la sua eccessiva regolarità e lindezz a guastava tutto il paesaggio. (GUERARD. Una sera. mentre tutti erano sile nziosi. Questo aneddoto dipinge bene l'idealismo artistico di Corot. L'art en anecdotes). Un quadro. 3501. del paesaggio che aveva dinanzi. maestro? gli domandarono. a due passi da Corot. tre gentiluomini. del suo lavoro. 3506. che a quel tempo si sarebbe dovuto pagare millecinquecento franchi. L'imperatore Corrado III prese la città di Monaco e stabilì di far passare tut . Dictionnaire d'anecdotes ). Che cosa avete. 3504. 3505. Corot era innamorato della sua arte. dopo una giornata laboriosissima. si accorse che il conto del macellai o ammontava a ventiduemila franchi e a ventiquattromila quello del fornaio. Allora Corrado si rivolse ai prelati e disse loro : Per un re non vi pare che la migliore consacrazione sia quella di poter far gius tizia ai suoi sudditi? Come potrei cominciare meglio il mio regno? (Anecdotes ge rmaniques). un giovane pittore di venti anni. ma siccome avevo visto che i miei amici erano tanto accorati del mio successo. Il buon Périer fece una smorfia. Mentre il nuovo imperatore Corrado II veniva portato trionfai-mente ente i n chiesa per essere consacrato. 3502. (BAYARD. D'accordo! esclamò Périer. Corot: Sorrido al pensiero che anche domani potrò dipingere come oggi! La gioia più pura sc hiariva e illuminava il suo volto. quando ebbe il conto dei due fornitori. (Journal de Genève. baldo della sua giovinezza. 16 ottobre 1899). vedeva solo ciò che trovava corrispondenza nella sua anima. nel de porre i pennelli. vide che. gli chiese che cosa si sentis se. Il muro era infatti lì. Il clero tuttavia era malcontento di quell'indugio e si mostrava stanco di aspettare. L'imperatore fece fermare il corteo e stette a sentire le l amentele dei postulanti. con un sorriso io ho più « venti anni » di voi! 3503. Ma. 3500. esclamò: Un muro? Quale muro? Io non vedo nessun muro! Egli voleva dire che. Ma ormai aveva dato la sua parola. andato nello st udio di Corot per comprare un quadro. CORRADO III re d'Italia e imperatore di Germania dal 1138 al 1152. L'art en anecdotes).3499. egli gli regalò tante mon ete d'oro quante ne conteneva il suo stivale. L'imperatore Corrado II è famoso per uno strano tratto di generosità: avendo u no dei suoi cavalieri perduto una gamba al suo servizio. egli mandò un gran sospiro. 29 febbraio 1936).

si caricò quel pesante fardello sulle sp alle e si mise in cammino. A un tratto Correnti s'accorge di lui. e sebbene il prezzo convenuto fosse già modesti ssimo. 1891). l'intiera parete su cui il Correggio aveva dipinto . L'ora calda del giorno e il peso che portava. comincia a d abbozzar la sua creta. Gemito allora si mette con tutti i suoi strumenti fuori della porta di casa e finisce a memoria il busto. gli porse un foglio nel quale era scritto un pro clama da indirizzarsi ai cittadini. 3507. non voglio ritratti. si mette in una stanza acca nto. rimbrottandolo perchè in ritardo. Questo grande pittore era modestissimo. Cesare Correnti apparve a casa del Tenca e. 3510. perchè ci voglio essere anch'io. Il Correggio. e dalla gran sete che aveva. i due testi moni entrarono nell'ufficio del segretario a far preparare l'atto con le general ità degli sposi e dei testimoni. vede tutta quella folla. (SALVATORE DI GIACOMO. che essi eb bero anche l'indegnità di corrispondere in tutte monete di rame. gli si avvicinò un canonico e gli disse che quelle erano pitturacce senza valore e che s'era già del iberato dal Capitolo di farle cancellare. 3513. poi i due amici lo portar ono a stampare. I passanti si fermano es tasiati ad ammirare. 1534. diede incarico a Vincenzo Gemit o di fargli un busto. gli piomba addos so. Guardatevene bene! esclamò il Tiziano. (Encyclopédie méthodique). Un giorno gli capitò sotto gli occhi un quadro di Raffaello. Essendo passato per Parma. Esse allora uscir ono portando sulle spalle i loro mariti. per onorarlo. a Genova . si accorge che ha dinanzi a sè un artista di valore. si rassere na. Mentre le osservava. Il Gemito. si rallegra con lui. Luca Beltrami e Cesare Correnti erano testimoni in un matrimonio. Ditemi piuttosto se è venuta l' ora di menar le mani. CORREGGIO (Antonio Allegri da) n. Le pitture del Duomo di Parma di mano del Correggio non piacquero punto ai canonici che le avevano ordinate. gliene diedero appena la metà. Vincenzo Gemito). L'orso è addomesticato . che aveva aperto l'uscio.esclamò soddisfatto: Ma allora sono pittore anche io! (Anecdotes des Beaux-Arts). affidando il pericoloso lavoro a un bravo operaio. guarda il busto anc he lui. poco più insomma di duecento lire. Dipingeva i suoi quadri e li vende va per poco. Questo fatto piacque molto all'imperatore. (Anecdotes des Beaux-Arts). Se io non fossi Tiziano. e guardando il suo modello da lontano. 3511. Sudò abbondantemente. si avvicina a Gemito. celebre pittore italiano. per guadagnar tempo. Correnti esce. che abitava a due o tre chilometri da Parma. Dipinse nel convento dei Cappuccini di Parma un'Annunciazione di tal valor e. e Gemito può seguitare l'opera sua.ti i cittadini maschi della città a fil di spada. vada via! E lo spinse fuori dell'uscio. Siccome Correnti ringraziava il tipografo. La colonia italiana di Parigi. letterato e uomo politico italia no. senza importunarlo. permettendo invece alle donne di uscire indisturbate dalla città con quel che avevano di più caro. perchè. si trasportò. questi l'interruppe: Che grazie d'Egitto! Ognuno deve far quello che può. gli sorride. pensando che poco valessero veramente. vorrei essere Corr eggio. che fece grazia a tutti gli ab itanti della città. Vada via. Così cominciava la prima delle gloriose Cinque Giornate milanesi. il Tiziano volle vi sitare le pitture del Correggio nel Duomo. CORRENTI Cesare nato a Milano nel 1815. 3508. (Anecdotes des Beaux Arts). gli grida: Ma lei qui che cosa fa? Chi le ha dato il permesso? Non voglio busti. Cesare Correnti era commissario italiano alla Esposizione di Parigi del 18 78. ma sopr attutto il dolore di vedersi così malcompreso e così maltrattato. Gliene venne una pleur ite che in tre giorni lo fece morire. . al seguito di Carlo Quinto. (Anecdotes des Beaux-Arts). gli resero quel vi aggio un vero tormento. lo guardò a lungo e poi . Luigi Camnasc o. morto a Meina nel 1888.m. (Nuova Antologia . Il Tenca lo approvò. La mattina del 18 marzo 1848. Mentre in municipio si aspettavano gli sposi. gli piace. bevve d ell'acqua fresca in una fontanella che incontrò per strada. 3509. non avevano niente di p iù caro. dicevano. Quando si arrivò alla generalità di Cesare Correnti. 3512. 1494 . mediante congegni e macchine fabbricate apposta. che dovendosi abbattere in seguito la chiesa.

deputato al Parlamento. dopo l'udienza. ma la procedura era molto ostica per il ragazzo.. citò una legge romana a sostegno della sua tesi. 3516. 3515.E s iccome il padre voleva invece che studiasse legge.il segretario gli domandò: Dove è nato? A Milano. Guardi allora osservò il segretario. E il Correnti finì soltanto pe rchè ebbe pietà di lui. 3518. A ognuno di questi titoli il povero segretario abbassava sempre più la testa.. sbig ottito da quella tanta notorietà da lui insospettata. dal momento che egli non ha affatto le attitudini che sono necessarie per un tal posto. famoso avvocato napoletano. membro del Consiglio Supe riore della Pubblica Istruzione. il giovane Corvitas fuggi di casa e. non disdegnava di a ggiungere qualche parola o frase ai testi romani che egli conosceva a perfezione . Una s era Cortot le domandò: Sapete almeno quante sinfonie ha scritto Beethoven? Altro che! fece l'allieva con sufficienza ne ha scritte tre: l'Eroica. un giorno. la Pastor ale e la Nona. lo volle quale suo primo medico.. ad accaparrarsi l'attenzione dei medici. anche perchè Corvisat era diventato nel frattempo un celebre clinico. Un giorno Giuseppina gli presen tò il fidanzato e gli domandò a che genere di malattie egli andasse soggetto. 3517. il 15 febbraio 1755. . E il Correra rispose: Difatti non c'è. per guadagnarsi la vita indipendente. primo segretario di Sua Maestà il re d'Italia. Una volta. 3514. Suo padre era un celebre avvocato di Parigi e guadagnava molto in questa s ua professione. Tanta era la cura e l'abilità che mostrava nel curare gli ammal ati. i quali lo presero a ben volere e s'interposero presso il padre perchè gli lasciasse studiar medicina. Permettete rispose Corvisat che io rifiuti in nome di mio fratello. ma meriterebbe di esserci. perchè aveva almeno un'altra dozzina di titoli e di onorificen ze da aggiungere! (Eloquenza).. La risposta piacque a Napoleone. ». scr iva: « Cesare Correnti. che riuscì. 21 gennaio 1933). ex ministro. (FEROCI. e gli disse quale. Ora su. Gran Maestro dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. in presenza di alcuni cortigiani. per le quali discipline aveva una spiccatissima passione. Giustizia e grazia. Giovane medico. conobbe Giuseppina. che più tardi. CORRERA Francesco Saverio celebre avvocato napoletano dell'ultima metà dell'Ottocento. Naturale dunque che egli volesse avviare il figlio nella sua ste ssa carriera. che se non è d i Genova bisognerà che si faccia riconoscere da qualcuno. L'illustre pianista Alfredo Cortot aveva un'allieva di buona famiglia che si dava delle grandi arie di persona colta specialmente di cose di musica. La legge rispose irritato Cesare Correnti dice che basta la notorietà. primo medico di Napoleone. si mise a far l'infermiere in un o spedale di Parigi. (LA ROUSSE).(LAROUSSE). ogni volta che poteva. Per far piacere al suo medico. Egli . la futura imperatrice. il quale. gli disse che aveva trovato un posto molto remunerativo per s uo fratello. CORVISAT Giovanni Nicola nato a Drecourt. fuggiva dallo studio paterno per andare ad ascoltare le lezioni di anato mia e di patologia. CORTOT Alfredo illustre pianista francese contemporaneo. celeb re medico francese. A malattie di cuore! rispose spiritosamente il dottore. che era allora appena fidanzata col giovane generale Bonaparte. che non era ri uscito a trovare nel Corpus juris la legge da lui citata. Napoleone era venuto a sapere che Corvisat aveva un fratello in miserrime condizioni economiche. Pertanto lo aveva messo nel suo studio a far pratica di giurisprud enza. Il giudice che doveva fare la sentenza gli disse. Francesco Saverio Correra. parlando dinanzi al tribunale. ignaro con chi aveva a che fare. già Segretario del Governo Provvisorio di Lombard ia. (Manuel général. morto a Parigi il 18 settembre 1821.

Uno dei presenti gli chiese una volta: Ma perchè chiudete sempre gli occhi? Per abituarli a star chiusi! rispose Cosimo de' Medici. Cosimo de' Medici fece molto male alla sua patria per l'ambi. 3523. egli soleva chiuder gli occhi. Esculapio ride). Un giorno. mandò a dir e a Cosimo: « La gallina cova ». Il Quattrocento). 3520. 3524. perchè è fuori dal nido.Ma se la gallina cova. avendone domandato. Lodovico Capponi pregò un giorno Il duca Cosimo I che gli piacesse raccomand are una sua causa al magistrato. (MONNIER). ma.Badate. (MONNIER. per una diagnosi esatt a. primo fondatore dei principato dei Medi ci a Firenze. senza aver conquistato mai nulla. mentre altri leggeva. fece alla patria e ai sudditi og ni sorta di bene. (BERTARELLI. rise assai di quella a mbasciata e gli fece rispondere: . Cosimo de' Medici lodava molto il popolo fiorentino. 3521. (MONNIER. ma a questo ci devo pensare io. Di lui ha detto bene Nicolò Machiavelli. lo rimproverava di aver speso top po in elargizioni di pubblico interesse e in mecenatismo. Ciò prova rispose asciutto Cosimo de' Medici che quelli di Fiesole hanno lavorato abbastanza. Infatti morì mentre Marsil io Ficino gli stava leggendo Platone. (Anecdotes germaniques). a mo' di minaccia. m a. E si allontanò raggiante. 3525. Vedete? gli diceva. è vero. Cosimo. L'anno successivo Corvisat non vide più quel gigante e. (Il Mattino). Tese l'orecchio. 3526. Egli aveva la vera passione della medicina e si esaltava per ogni caso rar o. quando vi fu pervenuto. voglio dire. Il Quattrocento). Un fuoruscito fiorentino. mentre era ai bagni di Vozier. non raccomandiamo gli rispose risoluto Cosimo I. spaventato dello sta to in cui erano le finanze di questo principe. quando lo chiamò: « L'uomo disarmato -più illustre che si a mai nato in un paese ». 3522. Pertanto il popolo diceva di lui: Sarebbe stato bene che questo principe non fosse mai nato. COSIMO I detto il Grande nato nel 1519 . che la vostra tosse ha caratteri tali che la rendono molto so spettosa. (Nuova Antologi . In un anno avete speso ben settemila fiorini per l'abbazia d i Fiesole e cinquemila per la chiesa di San Marco. COSIMO DE' MEDICI nato a Firenze nel 1389. cova male. Dovreste curarvi. forse per meglio concent rarsi in meditazione. quando ancora nessun alt ro l'avrebbe saputa fare.Vedete? Quanti uomini sarebbero onesti come costui? (LAROUSSE!). Cosimo de' Medici. la sua arguzia.è molto povero. Il bagnante così avvertito era un vero colosso. Noi comandiamo. gli di ssero che era morto di tubercolosi. la su a intelligenza. che egli e i suoi amici stavano ordendo contro di lui una congiura. morto nel 1464. sentì nel gabinetto vicino alcuni colpi di tosse. signore. mentre quelli di San Marco meritano riprensione per essersi dimostra ti pigri nell'aver speso così poco. nemico acerrimo della famiglia Medici. Un giorno. poi attese che il bagnante uscisse dalla sua cabina e lo avvertì: .zione di arr ivare alla sovranità. uno degli intendenti di Cosimo de' Medici. Napoleone si volse agli altri cortigiani. la sua finezza aristocratica e diceva: Datemi uno qualunque di questo popolo privilegiato. tuttavia l'illustrò e la fece gloriosa. di aver fatto una diagnosi giusta. e che poi non fosse m ai morto. Egli era appassionato alla cultura e si faceva spesso leggere dei libri. ed io con pochi metri di dra ppo rosso ne faccio un gentiluomo. Bene! si lasciò scappare Corvisat nell'entusiasmo del momento sono proprio felice! E di fronte allo stupore dei presenti per quell'inatteso cinismo continuò: Sono co ntento.morto nel 1574. senza aver ingrandito la sua patria. 3519. volendo dire. esclamando: . pertanto prese in ridere l'avvertimento del medico e dichiarò che stava benone. il ritratto della salute. per un sintomo non facile che era riuscito a scoprire. (MONNIER). primo granduca di Toscana.

Mitra ne stette coi due fanciulli cinque anni. e sa vio e dotto come nessun altro.a. Mi hai forse preso per una spia? rispose fieramente il re. Sono io anzi che debbo ringraziarvi. avendo Cosroe interrogato anche il fi glio di Mitrane. rubò un piatto d'argento. ritirato dalla corte. 1898). gridando: Dio è giusto! Dio è giusto! L'implacabile nemico del nostro re è morto! O re. corse difilato al teatro Corea. gli parve che costui avesse profittato delle lezioni paterne più che non ne avesse approfittato suo figlio. (Encyclopédie méthodique) . E il re gli confessò che aveva veduto rubarlo. prima di recarsi a casa. un suo amico gli disse: ì Adesso avrete una maggior responsabilità e un maggior lavoro. che aveva soli diciotto anni. Quando a Cospeau fu cambiata la diocesi. ed esso presto servirà ad altri ». (Encyc lopédie méthodique). Ne chiese spiegazione a Mitrane. dimenticando di andare a fars i vedere a casa. e i nostri successori ci fanno premura di partire. M a arrivato a Civitavecchia. Ma che! esclamò lo spiritoso vescovo. morto nel 579. vescovo di Lisieux. Nel 1848 Pietro Cossa. E allora perchè non mi dici chi è stato? do mandò maravigliato il ciambellano . dove c'era recita. 3530. re dei Persiani. e gli diedero Lisieux invece di N antes. Il re Cosroe di Persia consegnò suo figlio al savio Mitrane perchè lo educasse e istruisse insieme col figlio di lui che aveva la stessa età del principe. aveva dato una festa. Uno dei suoi ufficiali. 3529. Prima ch e facessi vescovo voi. 3527.m. COSSA Pietro nato a Roma nel 1830. 1568 . era corso. i quattrini erano già finiti. celebre predicatore francese. e tuo figlio invece sapeva che gli uomini avrebbero avuto bisogno di lui. morto a Livorno nel 1881. che rispose: Io ho insegnato le stesse cose e inculcato gli stessi principi all'uno e all'altro. questi fu felice di vederlo in tutto mutato. Che dite mai! gli rispose Cospeau. Quando tornò. ma la ragione agione della differenza nei risultati è questa: che mio f iglio sapeva che avrebbe avuto bisogno degli uomini. dovette consacrare vescovo un bruttis simo prete. Filippo Cospeau. 3532. la quale per me non è altro che un avvertimento che io pure debbo un giorno morire. Cosroe. Costui. 3531. 3533. Il piatto è stato rubato. allietat i alla notizia che ti porto. volle andar a vedere i . Dio non voglia rispose Cosroe che io mi allieti per la morte del mio nemico. dopo tale tempo. Arrivato a Roma a nott e inoltrata. se non che. ( Encyclopédie méthodique). riportò il figlio al re. I Normanni non hanno anima! (TALLEMANT DES RÉAUX). Ho ereditato questo diadema da mio padre. e p oi che il ciambellano stava facendo ricerche per ritrovarlo. perchè la vostra nuova diocesi ha più anime. a combatte re per l'indipendenza italiana. tanto da dover fare a pi edi le cinquantaquattro miglia che lo dividevano da Roma. e io so che chi l'ha preso non Io restitu irà più. 3528.disse: Non cercare più. dopo la cerimonia. app rofittando della confusione. Il re Cosroe di Persia era molto savio e virtuoso. ringraziò il suo collega. Egli aveva fatto incide re sul suo diadema questa iscrizione: « La vita più lunga e il regno più glorioso pass ano come l'ombra di un sogno. anche questa volta. dove aveva raggranellato qualche soldo cantando. tutto trafe lato. COSROE IL GRANDE re della Persia. COSPEAU Filippo n. Un corriere arrivò un giorno alla corte del re Cosroe di Persia. Il ciambellano gli chiese allora come faceva a sapere che era stato rubato. io ero infatti il vescovo più brutto di tutta la Francia. Quando. ( TALLEMANT DES RÉAUX). appena posato il fucile in caserma. gli . (Encyclopédie méthodique). 1646. poeta drammatico italiano. Più tardi era stato in America. ma il re se ne accorse.

il quale trovò che « non c'e ra male ». Si recitò dinanzi a poca gente sv ogliata. Il Cossa non potè più trattenersi e tutt'a un tratto. durante la dominazione po ntificia. il Cossa che era già a letto. Cossa li guardò. e n ella sua classe si faceva sempre un chiasso del diavolo. sul punto di sonare il campanello. quando uno scolaro all'esame non sapeva risponder nulla. te di accorger sene e. Aveva un culto pr ofondo per la mamma. ottobre 1926). Era indolente. ma sempre assorto nei suoi sogni d'ar. Diventato celebre. ma.Sì.. Quando. l'Ern ani. Assorto nel suo l avoro. Il giorno dopo i gi ornali pubblicavano ch'era stato rappresentato con successo il dramma Nerone di un « certo Cossa ». . Conversazioni). e restò per nove mesi in prigione. si scusava esclamando: Ma io sono discepolo del Cossa. Un frate predicava. c'era una prima alla Scala.gli domandò qualcuno. Conversazi oni). Un giorno. Se qualcuno me li avesse corretti -. (Nuova Antologia. e il « certo Cossa » dopo du e giorni era diventato « il Cossa ». Ma dei beni materia li non si curava. si vestì. vennero a dirgli ch e bisognava andarsene in fretta. (PESCI. più povero di quando era partito. faceva freddo. 3537. 3534. quando capì. La fama del professore era tale che. volle pr ima finire il periodo che stava scrivendo. proprie il rumo re e il frastuono giungevano alle stelle. (FORTIS. (FORTIS. Per il Nerone. Lo scrittorello ignorato divenne celebre. (FORTIS. Là conobbe una cantante e se ne innamorò. e non osava dichiararsi alla cantante) si fece scritturare come primo basso assoluto. Cossa trasecolò. Era timidissimo e sempre pauroso di incomodare la gente. gridò: Siete un frate impostore! Fu arrestato da due sbirri. Una sera che costei si sentiva poco bene. si dovette ripetergli un paio di volte l'invito. 3540. 3535.disse poi. Ma perchè correggere? (FORTIS. Alcuni su oi amici gli fecero notare sulle bozze che c'erano quattro versi sbagliati. ed egli dovette tornare in Italia. e gli m andava (saggia precauzione) i denari del viaggio. egli mostrava finalmen. Ma un gran terremoto fece crollare il teatro dove egli cantava.. corse a casa del medico Guido Baccelli che era suo ami co. tutto rispose filosoficamente il Cossa. come scendendo dalle nuvole. E i Peruviani sentirono cantare. non sapeva assolutamente tenere la disciplina. Ha preso tutto? -. I primi anni di Roma capitale). Uscendo dal carcere. inferocendo contro i liberali e contro il governo piemontese. a Roma.n piazza di Spagna il monumento che Pio IX aveva dedicato all'Immacolata e di cu i gli erano state scritte meraviglie. quando il libro uscì io avrei lasci ato fare. Cossa aveva presentato il suo Nerone al Bellotti. Gli parve di so gnare. 3539. Sicuro! disse sono sbagliati. e li lasciò come stavano. e finalmente si alzò e se ne andò. egli ebbe come compenso ottocento lire. Fu una sera con tutte le disdette: pioveva. Il Cossa si trovava una volta in chiesa. Conversazioni). Il Cossa era insegnante. poi. lo rappresentò a Milano. senza critici in platea nè stelle nei palchetti. Per poterla vedere a suo agio (il Cossa e ra timidissimo. e alla fine se ne tornò a casa senza aver bussato. ottobre 1926). Fu un gran successo. sperando di trovarvi fortuna. 3536. il quale aveva portato via il suo ma . da lui il Barbiere. mentre stava in casa lavorando. e siccome si trovava a corto di novità. li rilesse. un editore gli propose di stampare il Nerone. ebbe scrupolo per l'ora tarda e stett e più di un'ora lì fuori. Crollò il capo. nel silenzio dei f edeli. si alzò. (Nuova Antologia. si volgeva attorno con l'oc chio e faceva: Ssss! Ed era tutto.te e nei p ersonaggi delle sue tragedie. Cossa si recò in America. Conversazioni). e i cento spettatori fecero un rumore come se fossero in mille. Ma il pubblico accorreva alle repliche. Il Be llotti gli scrisse che accorresse a Milano per assistere al suo trionfo. perchè la casa stava crollando. sebbene desse fondo in pochi giorni alla somma. indeciso tra l'amor materno e la paura di dar incomodo. nessun giornale aveva annunziato la novità. che gli parvero per sino troppe. Lo guardò bene da tutte le parti poi esclamò: Che birbonata! Solo allora se ne tornò a casa. 3538.

Che fanno? domandò. Fischiano. se ne stava sereno e tranquillo a sedere nel camerino di qualche attore. Un'altra sera invece sente GSPLIT:uPalazzi-Zanichelli 1. (PESCI.noscritto e un cappello a cilindro. Pietro Cossa era assolutamente indifferente ai giudizi delle critica e del pubblico. Tutto qui. Una sera il suo fine orecchio percepisce un rumore cui non era abituato. I p rimi anni di Roma capitale). lasciando a casa tutto il resto. Nelle serate in cui si rappresentava per la prima volta un suo nuovo dramma.txtArchivio GSp lit&{5F9160D1-68ED-4692-9DC5-DA0556BA26AC}smôÅrX¹I . Fischiano? Peccato! Una scena tanto bellina. 3541.