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re anche voi il romanzo d'appendice!

Niente affatto rispose Courteline - in quanto a opere di fantasia, io non leggo che il bollettino meteorologico. (Manuel général 7 dicembre 1935). 3581. Quando apparvero le prime manifestazioni del simbolismo, l'umorista Courte line esclamò: - t fatta! Han messo in libertà i pazzi! (Candide, aprile 1924). 3582. Courteline, ispirato dal suo talento umoristico, aveva raccolto una quanti tà di ridicole croste, ordinandole in un Museo degli Orrori. Pare che vi fossero p ezzi irresistibili. Noi non possiamo offrire che qualche titolo scelto dal racco glitore stesso: L'uomo che ha dimenticato le natiche, Inondazioni in un cimitero , Ostriche strepitanti, L'ultimo sospiro della gallina faraona, La Vergine dagli occhi bolliti. (BUZZICHINi e PIAZZI, Taccuino di Musetta). 3583- Egli aveva una ammirazione sconfinata per Victor Hugo. Un giorno, nell'atr io della Comédie Francaise, mentre si dava una commedia dell'Hugo e una del Courte line, una signora, a bella posta, fermò il Courteline e gli disse: Oh, mio caro maestro, com'è noioso quel dramma di Hugo! Fortunatamente c'è il vostro lavoro. Courteline si fermò, con le sopracciglia irritate, mordendo i baffi; avrebbe volut o contenersi, ma l'indignazione lo trasportò: Signora, le disse quando si è così poco capaci di giudicare, non si va a teatro; si resta a casa a cucire la biancheria. (Candide, luglio 1930). 3584. Schwob voleva avere Courteline a pranzo con lui. Impossibile rispondeva Courteline io pranzo sempre in famiglia. Eppure gli osservava Schwob voi pranzate tutti i martedì in casa di Mendès. - Ma Mendès è ancora la mia famiglia. (JULES RENARD, Journal). 3585. Come risposta alle numerose inchieste che i giornali indicono, Courteline inviava un foglio poligrafato, con queste parole: « Ho l'onore di informarvi che io mi infischio completamente della questione che t anto vi interessa. Nella speranza, ecc. ». (DE LA BATUT, L'esprit des grands homme s). 3586. Un amico, andato a far visita a Courteline, si complimentava con lui per l a sua bella cera. - E tuttavia rispose Courteline ho una terribile malattia. - Una malattia terribile? Non si direbbe! - Eppure ho proprio un male spaventoso, che non perdona. - E che male è dunque? - È il medico, amico mio, è il medico! (Histoires medicales). 3587. Georges Courteline parlava una sera tra amici di un suo viaggio in Olanda e lodava specialmente, non senza qualche esagerazione, la pulizia straordinaria di quei paesi. Ma, essendosi accorto lui stesso dell'esagerazione a cui lo sping eva il suo tanto entusiasmo, scherzosamente ironizzando la sua stessa narrazione , aggiunse: L'Aia, per esempio.... è così pulità, così pulita, che, quando viene voglia di sputare, la gente prende il treno per andar a sputare in campagna. (Hist oires pour lire en voyage). 3588. Raccontano di Courteline che una sera, giunto in una piccola città di provin cia e scelta una camera, mentre scriveva il proprio nome sul libro dei viaggiato ri, scorse sul libro stesso un insetto che passeggiava tranquillamente. Inorridito, il celebre umorista prese il cappello e s'avviò all'uscita. . Signore, disse all'albergatore non mi farete mai dormire in un albergo dove le cimici s'informano in quale camera dormirò! (BIENSTOCK, Le livre de chevet). 3589. Una sera, in un gruppo di amici, si parlava delle donne, dei loro tradimen ti, della loro volubilità in amore. E Courteline osservò malinconicamente: Ma è così bello far l'amore a occhi chiusi! Perchè mai dovremmo aprirli? In questa riflessione c'è tutta la filosofia bonaria di Boubouroche! (Les nouvelle s littéraires, 17 dicembre 1927). 3590. Un giorno gli venne presentato al caffè il musicista Levadé. Ah, voi siete dunque musicista! esclamò. Benissimo. Ditemi allora che cosa pensate del violoncello. Il giovane musicista restò sbalordito a guardarlo e poi ripetette i soliti luoghi

Faceva per . Niente affatto interruppe Courteline. morto nel 1903. si dichiarò favorevole al famoso progett o di legge (che sollevò tante agitazioni in Inghilterra) perchè fosse permesso a un vedovo di sposare la sorella della prima moglie. signore. (Les nouvelles littéraires. E siccome voi non avete forse familiarità con le mie commedie gli disse vi ho porta to i biglietti per un palchetto. se ne tornarono a casa sempre a piedi. . Lord C ourtney. 3592. L'eminente filosofo era innamorato alla follia di Luisa Colet.. (LAROUSSE). strimpella tutto il giorno il violoncello.. Ma. è un vitello. uno del pubblico gli domandò a bruciapelo: Se vostra moglie dovesse morire. Ma io non voglio rispose Courteline credo che si tratti di tagliarmi il dito di un piede. filosofo. Era da parecchi mesi all'ospedale e non guariva. ebbene voglio morire con tutte le mie dita. vi dico io. ma di tutta la gamba disse Wolff. Vestiti. e Courteline guarì. Siete ammogliato ? Sì rispose l'interruttore. uomo politico inglese. morto a Cannes il 2 gennaio 1867. Non voglio spendere venti franchi per vedere se Olimpia sposa o no. COURTNEY Leonardo Enrico nato in Cornovaglia nel 1832. Era proverbiale la sua spilorceria. Ebbene concluse lord Courtney la mia invece sì. 30 gennaio 1910).. e quando incontrava un becchin o. COUSIN Vittorio nato a Parigi il 28 novembre 1792. Gli fu tagliata la gamba. 29 giugno 1929). (Le cri de Paris. poi disse: Per rispondere alla vostra domanda. Appena Augier se ne andò. Non si tratta del dito. fece la visita d'obbligo a Cousin... 1937). u omo politico e letterato francese. Più tardi s'inca mminarono. Quando ebbe finito il suo discorso. Allora comprese che dalla sua decisione dipe ndeva la sua vita e rispose: Va bene. ma Courteline n on voleva saperne. è un vitello. Courteline lo guardò e s 'accorse che il suo amico piangeva.comuni sul violoncello: Ma. lecorde . il violoncello è lo strumento che s'avvicina di più alla voce umana.. debbo prima farvene una io. Su. Un giorno gli si presentò il suo grande amico Pietro Wolff che gli voleva molto bene. Impossibile! esclamò il segretario. perchè possiate assistere stasera al mio Matrimon io d'Olimpia. 3594.. la cassa sonora.. non avvezzo a questi splendori. della morte. Si calava due anni d'età. quando furono alla porta del teatro. Quando Augier pose la sua candidatura all'Accademia.Torniamocene via fece allora al segretario. 3593. naturalmente a piedi... vestito col camiciotto degli infermieri. che sta di casa un pian o sopra il mio.. Courteline aveva orrore della vecchiezza. sapete che cos'è il vostro violoncello? t un vitello che ha perduto sua madre! Sicuro! Un imbecille... E vostra moglie è presente? No rispose ancora l'interruttore. o almeno tentò di portarcelo. (Les nouvelles littéraires. diceva: Non capisco come si faccia circolare della gente come quella! E vestita a quel m odo! E non sapeva darsene pace. parlando in un pubblico comizio. Operatemi pure.. gli disse bisogna andare subito in sala operatoria. Eppure una sera portò a teatro il suo se gretario... Cousin chiamò il suo segretario: Stasera gli disse andremo a teatro. e per di più un vitello che ha perduto sua madre! E non volle sentir altro. 29 giugno 1929). non si fece mai chiamare nonno dai nipotini. 3595. amico mio. Cousin s'accorse di aver dimenticato a casa i biglietti. Il medico che lo curava a veva più volte accennato che bisognava sottoporlo a un'operazione. 3591. (Minerva. voi dunque sareste pronto a sposare sua sorella ? Lord Courtney sorrise.

esclamando: . s'era deciso finalmente a lavarsi le mani! E questo lo chiamava: sacrificare alle Grazie. professore universitario e Min istro della Pubblica Istruzione. Perdutamente innamorato di Luisa Colet. giovanotto. Racconta Cicerone che l'oratore romano Crasso. CRASSO Lucio Licinio nato nel 140. Giustizia e grazia. che doveva comandare la spedizione. generale romano. La ricerca della carrozza durò più che Cousin non pensasse. Ma faceva anche di più.. 3596. in occasione di un suo viaggio a P arigi. Vittorio Cousin s'era attardato un a sera a casa sua. 3600. se io me ne vado? osservò l'onesto portiere. morto nel 53 a. sorridendo disse loro: State di buon animo. Cratete. C. discepolo di Diogene. Costui. esercitò fedelmente le umili mansioni di portiere . senza accorgersi che di fuori diluviava. Può darsi infine incalzò Crasso che tu non l'abbia mai udita! Cicerone nota che tale uscita giunse così inaspettata e provocò tale scoppio di risa.lei ogni sorta di spropositi. morto nel 91 a. lo accompagnò a ll'uscio e. che era correttissimo. a far visita al celebre filosofo. (FEROCI. per potersi dedicare tutto allo studio. mentre il giovane italiano era già per le scale. fiorì verso il 325 a.. Femmes). di Tebe. sulla soglia del portone. Crasso. e pregò il portiere di andargli a cercare una carrozza. Come? rispose il filosofo francese. resto qui io al vostro posto. Sul punto di partir per la guerra. non si peritava di met tere a disposizione della Colet la carrozza che gli passava il Ministero per tut to il tempo che fu ministro della Pubblica Istruzione. Quando a mezzanotte se ne andò. esse ndo vecchio. che quegli da cui hai udito narrare la cosa che riferisci l'abb ia detta in un momento d'ira? Il testimone Silo annuì. Chi aprirà agli inquilini ritardatari. 1893). o Silo. 1881). Lui. e diceva che qu el « noi abbiamo bisogno » era sommamente caratteristico e curioso.. celebre oratore e avvocato romano. Egli. aveva le mani che tremavano e l'oggetto gli sfuggì di mano. 3598. gettò tutti i suoi denari i n mare. si avvide. (Nuova Antologia . finita la visita. 3597. Può darsi anche seguitò Crasso che tu non l'abbia bene intesa? il teste Silo ancora annuì. Voi sapete che la spada però non mi è caduta mai di m ano! (Diversitez curieuses). Quando Terenzio Mamiani gli fece visita a Parigi. (LENOTRE. e i ritardatari a cui egli apriva la porta dicevano tra loro: Guarda come è buffo stanotte mastro Achille il portiere! Ha una testa diversa dal solito! (Gazzette anecdotique). Nel frattempo Cousin. 3601. poco prima che morisse.). per togliere valore ad una falsa deposizione resa dal testimone Silo contro il suo difeso Pisone. che noi abbiamo bisogno di un Dio personale e dell'immo rtalità dell'anima! Minghetti raccontò spesso agli amici questa scena indimenticabile. CRASSO Marco Licinio nato nel 114. che il testimone si perdette d'animo. Ma non posso lasciare la portineria.. Non ci pensate rispose Cousin. 3599. C. andò. i sacerdoti romani diedero in mano a Cr asso. I soldati presenti impallidirono. gli gridò dietro: Ricordatevi. e il portinaio fu di rit orno un'ora dopo. o Romani. interpellò il testimone così: Può darsi. C. non so che oggetto sacro. perchè la cosa era di cattivo augurio e i soldati romani erano molto superstiziosi. Accortosi Crasso della brutta impr essione che l'incidente aveva prodotto sui soldati. Quando Marco Minghetti era giovane. formò con Pompeo e con Cesare a primo triumvirato. che non era prudente uscire con quel tempo e senza ombrello per le strade ridotte a torrenti. CRATETE filosofo cinico. che era trascuratissimo della persona e poco amante della pulizia. (Nuova Antologia. filosofo. Vorreste anche un'altra vita? Per me anche q uesta è soverchia. gli domandò se credeva a un'altra vita oltre la tomba.

se mi vorrai sposare. se s aranno filosofi. 3610. Invano costoro cercarono di dissuaderla. A Crébillon fu chiesto un giorno quale delle sue opere ritenesse egli la mig liore. ma. domandarono a Cratete a che cosa serviva la filosofia: A contentarsi di legumi rispose e a vivere senza cure e senza affanni.dunque ereditare da colui che si assassina? (Enc yclopédiana). poeta tragico francese. GUERARD. Il suo medico curante lo pregò di dedicargli il suo nuov o dramma. Crébillon lesse infatti il manos critto del poeta e gli disse: Volete vedere quanto questo genere di poesia è facile e perciò disprezzabile? La pro va più bella è che ci siete riuscito anche voi. e visse da allora in poi da perfetta mogl ie di un cinico. Neanche questo valse a disarmare la caparbia ed innamorata Ipparchia. che pe r suo amore era disposto a far riedificare le mura di Tebe. (E. nel caso che essi non siano filosofi. CRÉBILLON (Prospero Jolyot de) n. Ho preso molta affezione per i cani rispose Crébillon da quando ho conosciuto bene gli uomini. Dictionnaire d'anecdotes). Catilina. Non mi disturbate in questo momento disse Crébillon all'importuno perchè sono a un p unto dei più interessanti: pensate che sto per impiccare un ministro briccone e pe r cacciarne uno imbecille. 3606. 1762. (PANCKOUCKE). se ne innamorò pazzamente. 3607. GUERA RD. non aveva fiele per nessuno. e indicò suo figlio. Un giorno. verrà poi un altro Aless andro. Alla fin e si rivolsero allo stesso Cratete. alla vostra età! (PANCKOUCKE). poi che quella se ne mostrò indifferente. 3603. ch e egli aveva abbattute. r . 3608. venne un tale per parlargli. Crébillon era malato. 3605. che egli non poteva soffrire a causa dei suoi scandalosi romanzi. 3602. come tutti gli spiriti generosi. che finì per averla vinta e per sposare Cratete. non sapranno che cosa farsene. E il figlio. Quando Ipparchia andò a trovare il filosofo. e io infatti mi ci sono gettato a corpo morto. Alessandro aveva tanta stima e ammirazione per il filosofo Cratete. per n on essere da-meno del suo amato sposo. 3611. le diss e: Vedi gli stracci che porto? Questi sono tutti i miei beni. Tu sei ricchissima.gliene dicesse il suo parere. se non avesse potut o ottenere Cratete per marito.Ed ecco finalmente che io sono completamente libero. So soltanto qual è la peggiore. Come! gli rispose Crébillon si può. alludendo alla diceria che il padre mettesse talvolta il suo nome a tragedie fatte da altri. Domandarono a Crébillon perchè nelle sue tragedie avesse adottato il genere te rribile. un poeta giovanissimo gli fece legge re una satira perchè . dicendogli: Questi denari li darai ai miei figli. Corneille ha preso per se il cielo. 1674 . Dictionnaire d'anecdotes). (PLUTARCO). che si opponevano. Dictionnaire d 'anecdotes). R acine la terra. (PANCKOUCKE). costui le fece veder bene la gobba di cui era deturpato. La mia patria vera è la filosofia. (E. Crébillon. Non avevo altra scelta rispose il Crébillon. che promise infatti di far di tutto per disg ustarla. sulla quale la fortuna nulla può.che le riabbatterà. La bellissima Ipparchia. tanto da preferirlo ai migliori partiti di Atene e da m inacciare ai suoi genitori. Un giorno che Crébillon stava nel suo studio lavorando a una tragedia. e a me non restava altro che l'inferno. rispose il poeta. e p erciò odiava la satira e l'ironia. (PANCKOUCKE). 3604. m a. Un giorno. Indossò subito anch'essa degli stracci. GUERARD. dovrai partecipare alla mia miseria e andar vestita com e me. Se tu le fai riedificare.m. di uccidersi. (E. (PLUTARCO). Diede il ricavato a tenere a un s uo amico. 3609. Crébillon amava molto i cani e ne allevava parecchi. sedotta dall'eloquenza e dai sofismi di Cratete. Una volta gli domandaro no la ragione di questa sua passione. la patria di lui. Che m'importa? rispose Cratete. Cratete aveva venduto tutti i suoi beni.

incontrando per strada un ufficiale austriaco (era allora a Pavia). aveva proclamato quel quadro un capolavoro. essi alzavano le spalle come contrariati e scontenti. 3613. ma i l contino non parlava di pagare. nel pre pararsi un paio di calze per la mattina dopo.vane conti no che desiderava imparare da lui il disegno. e sospirando disse: Amici miei. gli sputò addosso un pezzo di liquirizia che stava masticando. si buttò in una poltrona. morto a Milano nel 1878. seguì il veicolo come fosse un funerale. (PISA. e. ad ogni bel motto ch'egl i diceva. tenendo una torcia in mano e cantando il Misere re. e una sera che egli era anche più spiritoso e brillante del solito. Tabl eau de Paris). Vedendo ciò. affaticandosi p oi a ricercarle in una specie di giuoco a nascondere. pigione. Fu sfrattato dallo studio perchè da più di un anno non pagava la. lo so. per misura di prudenza. una vo lta. cavalletti. Giuseppe Grandi).ispose: Però si dice che anche quest'opera non l'abbiate fatta voi! (BÜRING. inseguito dall'ufficiale. Il Cremona stava visitando con un amico l'Esposizione annuale che si facev a allora a Brera. i colleghi partecipanti al mesto corteo. Tranq uillo Cremona). ho esaurito il mio compito: sta a te poi farti pagare. Quando. Il Cremona cominciò le lezioni. Mi vado istupidendo. e il Cremona avrebbe dato chi sa che per andarci. All ora caricò. ho capito esclamò il Cremona. non potendo resistere. Arrivarono davanti a un quadro di un professore accademico che era nemico giurato del Cremona e che aveva esposto un quadro rappresentate un r agazzo con un cane. Non faceva nessun conto del denaro. 3615. quando. nascondendosi in c asa di sua sorella Giovanna. Come fare? Si rassegnò a starsene a casa. La stampa. portando a casa il provento di qualche quadro. se dobbiamo c redere vere tutte le burle che raccontano di lui a quell'età. forse per so ttrarle a mani rapaci. Ma il contino non mi ci piglia. Potè a stento sfuggirgli. saltando dalla gioia. e il Cremona non osava dirglielo direttamente. ligia al professore. e il Cremona: . gli diss e come stavano le cose: ma l'amico si limitò a rispondergli: Io. Altre volte nascondeva i d enari nei buchi dei topi o in fondo a calze riposte nel cassettone. tele. Una sera c'era un veglione. chiamati a raccolta i suoi amici. che impressionò mol to coloro che lo incontrarono e non sapevano capacitarsi di che si trattasse. L'amico. cui facevano ecc. gli aveva presentato un gio. gli domandò che cosa gli par eva del quadro. di sera. famoso pittore. scusatemi. e alla fine. 3612. Crébillon passava giustamente per uno degli uomini più spiritosi e delicati de l tempo suo. Tranquillo Cremona). Diceva poi che non s'era mai divertito tanto com e quella sera! (PISA. è da parecchio tempo infatti che io m'accorgo di non essere più divertente e spiritoso come ero una volta. 3614. che ricoprì con una coltre nera e. gli spiegarono la piccola soperchieria che essi avevano ordito. sapendolo in strettezze. CREMONA Tranquillo nato a Pavia nel 1837. per punzecchiare il Cremona. Io intant o. (MERCIER. Figuratevi se furono i benvenuti! Si rivestì in fretta. si divertiva a sparpagliare le monete per casa. e in un attimo fu fuori di casa. Das goldene Buc h der Anekdoten). 3616. abbracciando Crébillon . incontrò l'amico che glielo aveva presentato. che aveva sguainato la sciabola e voleva ammazzarlo a tutti i costi. Tranquillo Cremona non era però proprio tranquillo da ragazzo. qualche tempo dopo. Un amico. I suoi amici si misero d'accordo per fargli uno scherzo. sedie e le altre poche suppellettili su un carro. e tappatosi dentro. il bu on Crébillon divenne triste e muto. stava già per andar a letto. Ma poi gli capitava di dimenticarsene. vi trovò in fondo un paio di marengh i. Ma voi perchè non me ne avete -avvertito? Gli amici restarono commossi a quella prova di modestia. Ho capito. nel Messaggero del luglio 1933). e po i se la diede a gambe. ma non aveva un soldo in tasca: era compiutamente al verde. 3617. Tra le altre. presentandotelo. (P IETRO SCARPA. Spesso. nelle mie lezioni gli ho insegnato tutto il contrario ! (FONTANA. che lo tenne celato per alcuni giorni.

che voleva parer giovane. mettiamoci bene d'accordo: o la pittura lee o pitturi mi. 1687. Una signora già anziana. 3618. secondo il capr iccio della cliente. consumi prima la falda d ella giacca che l'orlo dei calzoni. Il buon Crillon voleva imparare a danzare e prese pertanto un maestro di b allo. gli diceva: Crillon. e inoltre ora aveva un color acceso di minio sulle labbra e le gote pallide. esclamava : Non vorrei aver perduto quello che questa donna va cercando. Dio non mi ha risparmiato neppure un gradino! (L EON VALLÉE. 3622. che sei così piccolo che. .Mio buon Gesù. Alla fine perdette pazienza e dis se: Signora. I su oi ufficiali cercavano di dissuaderlo dall'impresa. Tranquillo Cremona. celebre capitano francese. io non mi sono chinato mai. Giuseppe Grandi). 3620. maresciallo di Francia. facendogli osservare tra l'a ltro che quella fortezza non era stata conquistata neppure da Barbarossa. però erano tutti tre molto bassi di statura. Me ne guardo bene rispose Créqui. (CHORIER. È stato proprio un miracolo gli disse un amico. (PISA. Vie du marécha l de Créqui). rispose: Quel che non ha potuto far Barbarossa. 3626. pretendeva d'ess ere il più alto. andando in giro. Cremona detestava chi per un motivo o per un altro andava a fargli visita nel suo studio e gli faceva perdere tempo. accarezzandosi la sua bella barba grigia. (PIETRO MADINI nella Lettura del 1° ottobre 1923). il pittore Ranzoni e lo scultore Grandi erano amicissi mi e stavano quasi sempre insieme. Tranquillo Cremona). La Sarabande). posava per un ritratto ne llo studio del Cremona. Una volta. lo farà Barbagrigia.m. Ora li aveva chiari. Meneghino ride). Il Cremona però. e gli amici li chiamavano « i nani giganti ». ora scuri. Un giorno. (Mussi. Crillon era molto devoto.. Scrisse allora sulla porta del suo st udio: « Tranquillo Cremona prega di lasciare Cremona Tranquillo ». e il ragazzo da. Ma ogni volta veniva coi capelli tinti in modo diverso. un cane! (FONTANA . e puoi proprio ringraziare Dio.. io non ho indietr eggiato mai. Il maresciallo di Créqui si preparava ad assediare la fortezza di Gavi. Grandi). che si era discusso co me il solito di statura. chinatevi. se io fossi stato presente. 1624 . dinanzi a un quadro che rappresentava l a crocefissione.m.Ecco: il cane mi par dipinto da un ragazzo. Quando il duca di Créqui vedeva una donna molto leggera e civetta. CRILLON (Luigi Balbino de Berton de) n. 3621. 1615. (O dipinge le i o dipingo io). 3619. (Enciclopédiana). E Crillon di rimando: Non ne facciamo niente. e le percorse tutte a ruzzol oni. Il maresciallo. il Cremona disse al Grandi: Sta' zitto tu. amico mio. abile capitano francese. 3623. 3624. non ti avrebbero crocifisso! (TALLEMA NT DES REAUX). Diceva il Cremona al Grandi: Tu non potrai mai fare un bassorilievo con effetto di luna. esclamò: . ma anche nelle sue manifestazioni di pietà non d imenticava di esser guascone. il Grandi al Cremona: E tu non riuscirai mai a farmi sapere quanti bottoni ha di dietro il soprabito d i un uomo al quale farai il ritratto di fronte! (FONTANA. L'amicizia del pittore Cremona e dello scultore Grandi era soltanto turbat a da qualche leggero e scherzoso bisticcio sulle possibilità e sui limiti delle ri spettive arti. O 3625. donde continue dispute comiche. senza farsi tuttavia alcun male. insegnandogli. Un giorno Créqui cadde dalle scale di casa sua. Costui. e il pittore doveva tutte le volte modificare. le tonalità del suo quadro. ora invece aveva pallida la bocca e le guance accese. fate un passo in dietro. CREQUI (Francesco duca di) n. chiamato da Enrico IV « il bravo dei b ravi ». 1543 . dei tre.

Quando. Alle due derelit te superstiti il giovane miracolosamente apparso sembra l'angelo salvatore! Ma b isogna vivere. Ma il rettore capì che quelle er ano manifestazioni di un carattere fiero e che bisognava placarlo. prende u n cavallo e con quello fugge a Palermo. e alzandosi da tavola disse: . Appena Crispi lo sa. lasciando una bambina di pochi mesi. 3633. dicendo: Un figlio di Francia che alloggia da Crillon non ha bisogno di guardie. Una volta. giovinotto. 3631.E. quando i suoi genitori lo mandarono a pas sare qualche giorno presso alcuni loro parenti a Castabellotto. per vedere se fosse vero che Crillon non aveva mai paura di niente: fece venire i suoi servi spaventati ad a nnunziare. Il padre di Crispi lo andò a trovare a Palermo e lo fece tornare a Sciacca. specialmente per la troppa giovinezza dei due innamorati. comandante di Palermo. sc appò di casa e percorse a piedi i vari chilometri. n oi abbiamo combattutto ad Arques. 3632. era stato assassinato per vendet ta il capo delle guardie. sire. morto a Napoli nel 1901. coraggiosamente. (PANCKOU CKE). e non resistendo all 'idea che la sua Rosina potesse esser caduta malata del tremendo morbo. Un . costì dicendo. ragazzo. rispose Crillon. facendo arresti in massa e dando il bando a intere famiglie. (PANCKOUCKE). vi avrei pugnalato lì per lì. non si può più frenare. Enrico IV. 3628 Il fratello del re. rispose che le immagini erano stupide superstizioni! Pensate lo scandalo che pr ovocò tale risposta. Francesco Crispi). si precipita alla casa di Rosina. 3629. che i nemici avevano preso la città alla sprovvista. fu messo in Seminario. se mi fosse capitato di dar segno di paura. Francesco Crispi). e tu non c'eri! » (PANCKOUCKE). per-che. Francesco Crispi pass ava davanti all'immagine senza far riverenze. Lo sta to di Palermo è spaventoso: vi sono milleducento morti al giorno! Il giovane. i due giovani così ritrovati si sposavano. presso Palermo. ma per amore dei genitori si rassegnava. lo licenziò. bisogna morire da coraggiosi! Allora il giovane Guisa gli spiegò che si trattava semplicemente di uno scherzo. I due giovani avevano giurato di sposarsi. dopo la battaglia d'Arques. annoiato di quella residenza e desideroso di rivedere i suoi. durante il suo soggiorno ad Avignone. Enrico IV aveva molta ammirazione e amicizia per Crillon. Il piccolo Francesco. Perbacco! esclamò Crillon l'avete passata buona. stan co morto. davanti alla quale chiunque passasse faceva un riverente inchino. Essendo suo ospite a Ma rsiglia il famoso Crillon. Du e mesi dopo. In un paesello. (ARDAU. In due giorni compie il tragitto. Due anni dopo Rosina era morta. CRISPI FRANCESCO nato a Ribera nel 1819. (TALLEMANT DES REAUX). ch e qualche tempo dopo morì anch'essa. Crillon non diede segno di nessuna commozione. m ettendo una mano sulla spalla di Crillon. Il figlio di Guisa era governatore della Provenza. ma è morta la loro madre. Lei e la sorella sono vive. e che aveva voluto provare se era vero che Crillon restava sempre imperturbabile nel suo fiero coraggio. grande statista italiano e insi gne patriotta. (ARDAU. disse: . In uno dei pianerottoli della scala principale. ma le due famiglie non volevano. Crispi aveva appena nove anni. 3627. morto il fratello. alloggiò in casa di Crillon. Belmonte. Francesco aveva appena sei anni. Quand'ecco a Palermo scoppia il colera. distante alcuni chilometri da Ribera.Ecco il più gran capitano del mondo. Crisp i). il paese dove abitavano i genitori. il più gran capitano del mondo siete voi . Ripreso dal rettore del Seminario. Se non che la loro felicità durò poco. 3634. Voi avete mentito. gli scrisse scherzosamente così: « Caro Crillon. 3630. non era un seminarista esemplare. Rosina. reagì con la ma ssima violenza. morte due altre sue sorelle. Come? Crispi vendette il cavallo per mantenere le due sorelle. c'era un'immagine sacra. (TALLEMANT DES REAUX). impiccati. durante il pranzo. s'era innamorato pazzamente di una signorina di Pal ermo. (FORTIS. e non volle nessuna guardia. Il giovane Crispi mordeva il freno. Giovane di venti anni. Il generale Vial. In presenza di tutta la corte e degli ambasciatori stranieri. gli fece questo scherzo.Andiamo.

faceva l'agenGSPLIT:uPalazzi-Zanichelli 1. si rivolse-a l giovane che esercitava allora l'avvocatura a Napoli. Crispi pensò che bisognava ricorrere direttamente al re. Quando Crispi era in Francia. 3635. Continuate. Siete ben ardito gli disse re Ferdinando. che apparteneva a una di queste famiglie colpite. maestà. continuate disse il re. Chiese e ottenne udienza a re Ferdinando.txtA rchivio GSplit&{5F9160D1-68ED-4692-9DC5-DA0556BA26AC}smÚ ¥õÃ K . l'ordine di bando era revocato. Crispi). guardandolo sorpreso Troppo ardito per chi domanda una grazia. Crispi non si lasciò smontare e rispose: Non domandiamo grazia. (FORTIS. domandiamo giustizia.amico del Crispi. In prese nza del sovrano parlò con molta fierezza. Due giorni dopo.