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cinquemila parole; ma la lingua francese ne ha più di quarantamila! Che ne fate de lle altre trentacinquemila?

Anatole Frante preferì cambiar discorso. (Revue Hebdom adaire). 3789. Quando D'Annunzio preparava il Mistero di San Sebastiano, a furia di legge re libri ascetici venne a rimeditare più profondamente alcuni dei problemi massimi della vita: si parlò persino di una conversione spirituale. Un'attrice francese, che ebbe la fortuna di visitarlo in quei giorni nella solitudine d'Arcachon, ci dice di averlo trovato inginocchiato su una poltrona. Restò in quest'atteggiamento a parlar con l'attrice. (ANTONA TRAVERSI, Vita di Gabriele D'Annunzio). 3790. D'Annunzio raccontò a Marcella Tinayre che una strega gli aveva predetto che sarebbe diventato re e sarebbe morto poco dopo. Non sono ancora re concluse; ma mi vado preparando alla morte nella solitudine e nella penitenza. Marcella Tinayre gli osservò: Perchè far penitenza? Mi pare che la migliore preparazione alla morte sarebbe nel profittare delle dolcezze della vita. Gioire della vita! esclamò il poeta, indicando il cielo con un dito e l'Eternità? Ch e cosa fate voi dell'Eternità? (ANTONA TRAVERSI, Vita di Gabriele D'Annunzio). 3791. Durante il suo esilio in Francia, fu attaccato sui giornali con ingiuste a ccuse. Perchè non ricorrete. ai tribunali? gli chiese un amico. I miei avvocati rispose D'Annunzio mi dicono che per far cause mi ci vorrebbero dei milioni... che non ho. Rimango pertanto dell'opinione di Socrate che diceva: « Se un asino mi avesse dato un calcio, dovrei io fargli causa? » (ANTONGINI, D'Ann unzio aneddotico). 3792. Il poeta voleva vivere in solitudine ad Arcachon, e il portiere aveva ordi ne di non lasciar passare nessuno. Una mattina una signora elegantemente vestita scese da una carrozza davanti alla villa. - Toh! fece il portiere tra se ecco un'altra innamorata che viene in cerca del p adrone. E si avvicinò alla visitatrice per pregarla di allontanarsi. Sono rispose la signora la sua legittima sposa, e vorrei visitare la casa dove e gli vive in esilio. Il portiere pensò che anche le altre dicevano la stessa cosa, e non sapeva che far e. Stava per dirle di non aver le chiavi della casa, quando, guardandola meglio, s'accorse che la signora piangeva, e allora capì che non aveva mentito. Accompagnò la signora, che poi gli chiese di poter cogliere dal giardino una rosa, per ricordo, e lo ringraziò dicendogli: Grazie d'aver oggi reso felice una povera disgraziata! (ANTONA TRAVERSI, Vita di Gabriele D'Annunzio). 3793. Una signora che era andata a trovarlo ad Arcachon ci narra di aver veduto sopra il suo tavolo un'infinità di cartelle scritte di fresco. Questo disse il poeta è un atto del Caprifoglio che ho scritto sta notte, come se qualcuno me lo dettasse. Io stesso non posso credere d'essere sta to io a scrivere tutto questo. (ANTONA TRAVERSI, Vita di Gabriele D'Annunzio). 3794. Un giornalista francese era andato a intervistare Gabriele D'Annunzio, e i l discorso cadde sul genio. Il genio è una cosa rara, molto rara osservò il poeta e spesso si abusa di questa pa rola, affibbiandola a persone che non la meritano. Il genio è una cosa divina. In Italia io non conosco che due persone che possono chiamarsi veramente geni. Il p rimo è Leonardo da Vinci. E siccome D'Annunzio taceva, il giornalista gli domandò: E il secondo genio italiano chi sarebbe? D'Annunzio, per tutta risposta, diede al giornalista ingenuo un'occhiata che avr ebbe dovuto incendiarlo. (Les nouvelles littéraires, 18 agosto 1928). 3795. Mentre si facevano le prove della Pisanella al teatro lo Châtelet di Parigi, uno dei direttori così riassumeva le sue impressioni sul poeta: Saliva i gradini del teatro come un re avrebbe salito i gradini di un trono: con la stessa elegante disinvoltura piena di maestà. E assisteva alle prove, prima fr eddo e quasi silenzioso, poi a mano a mano riscaldandosi. Il suo ardore bollente

qualcuno domandò a Maurizio Barrès che cosa pensasse del poeta. Nell'agosto 1914. fatta la regolare visi ta sommaria. se non mancò mai a ogn i bel cimento. Tutti sanno -che. D'Annun zio aneddotico. D'Annunzio ane ddotico). quan do si presenta a casa mia e le rispondono che non vi sono. se ne andò. Abitava in una villetta sperduta in un paese delle Lande francesi. non poteva dirsi un soldato molto regolare.. re d i Polonia. Non esiste che un mezzo per salvarsi. 3797. Mentre i due amici stavano chiacchierando accanto a una finestra. il commissario diede una ramanzina al gendarme. cominciò a prendere appunti. era infatti ora in tr incea come un fante. che per simili scherzi andava matto. accompagnata dalla cameriera. gli chiese in purissimo accento abruzzese: . il quale tuttavia si scusò dicendo: Io sapevo bene che era D'Annunzio.damento della nostr a artiglieria. ci avrebbe potuto dar a inten dere che un gatto era una tigre! (ANTONA TRAVERSI. esclamò: Si prepara una magnifica biografia! (ANTONA TRAVERSI. la spia! Un gendarme lo prese sotto braccio e l'invitò a seguirlo al commissariato. per accertarsi che non si tratti d'una finz ione.. Un giorno era andato a trovare Anatole France. e D' Annunzio venne liberato. 3801. Sì. Ordinò al suo se gretario di parlarne con la guardia campestre a cui era devoluto l'incarico dell a pulizia del viale. che. perchè. Io sono come Augusto il Magnifico. lo chiamò: Un irregolare del pericolo! (ANTONA TRAVERSI. Se raccontaste la cosa alla vostra ammiratrice americana. tirato fu ori un taccuino. mezzo che ho messo in atto un'altra volta: nascondersi in quest'armadio mentre ella fa il giro di casa. e ora invece imbarcato in qualche nave da guerra. D'Annunzio s'era fermato una sera a contemplare l'incant evole paesaggio di Parigi notturna vista dal Pont Royal i riflessi di luce. io inve ce ho subito ottenuto ciò che volevo. con una bella immagine. corse subito a nascondersi insi eme con France nel nascondiglio. D'altra parte ho voluto prendermi su di lui questa picco la rivincita. Vita di Gabriele D'Annunzi o). tenente non più giov anissimo. (ANTONGINI. e i due grandi uomini uscir ono circospetti dall'armadio. stupito di vedersi dinanzi un. acquisterebbe l'armadio a qualunque prezzo! disse al France il D'Annunzio.. che lo guardò e. ma questa se ne d imenticò. (ANTONGINI. tutto era così suggestivo. durante la guerra. ora in perlustrazione come aviatore. il D'Annunzio.. France si volse di scatto verso D'Annunzi o e gli disse: Siamo fritti! Sta arrivando un'americana. 1938). mia implacabile ammiratrice. Vita di Gabriele D'Annunzio). Qualche tempo dopo il segretario si accorse che fl viale era finalmente pulito. Vita di Gabriele D'Annunzio). qualche tempo fa ero di servizio al teatro dello Châtelet ed ho dovuto sorbirmi tutt'intiero un dramma di questo signore! Il commissario rise di cuore. mostrandogli una moneta d'oro : « Se questo ducato fosse vostro. esige di visitare l'a ppartamento dalla cantina al solaio. lo terreste per voi.. 3796. Il segretario avvertì la guardia campestre.era tale che. che il poeta. 3799. Padre Semeria. Tu non sei stato capace di ottener nulla. appartenente alla Brigata operante in quel settore. Un gior no vide che dinanzi al suo cancello c'erano troppe foglie secche. (Le cri de Paris. D'Annunzio. Vedi? gli disse il D'Annunzio. con la sola magia della sua parola. si trovò di fronte un fante. io invece lo regalo e sono sicuro che mi tornerà nelle tasche centinaia di volte ». O 3800. Quando Gabriele D'Annunzio venne in Italia a predicare la guerra accanto a gli Alleati. Al commissariato l'equivoco fu subito chiarito. Il Barrès. A un tratto si vide circondato da un a folla minacciosa che si mise a gridare: La spia. alzando gli occhi al cielo. giunto nelle linee conquista te da pochi minuti e tuttora sconvolte dal terribile bombar. 3798. ma l'ho portato qui per sottrarlo alla folla che lo voleva linciare. D'Annunzio. nel fargli l'osservazione. Partito il poeta. Durante la prima guerra mondiale. che disse all'avarissimo re di Prussia. La pericolosa americana. Invano il poeta disse il suo nome.. ho dato a l guardiano cinquanta franchi di mancia. le o mbre delle torri di Notre-Dame.

durante il pranzo. (Russo. Vita di Gabriele D'Annunzio). Vi sbagliate. Che cosa tocchi? gli domandava. Rispose: Non posso venire a Roma. Ne nacque un putiferio: arance e mele cominciarono a volare per la s ala. in presenza di un sovrano. 3802. Dando conto a un suo amico di alcune sue disperate imprese guerresche. spe cialmente aviatorie. 3808. Legno rispondeva di solito il soldato. racchiusi in un sacc hettino tricolore col suo biglietto di visita e due parole di scherno per coloro ch'eran stati i distruttori dei gingilli graziosi! (BARILLI. le signore ridevano senza ragione. mettendo amichevolmente una mano sulla spalla del poeta. in basso. in presenza del Comandante. generale. ma il disgraziato autore continuava imperterr ito senza preoccuparsi molto degli ascoltatori. fin che il povero autore smise la lettura. ella ha due mire: la medaglia d'oro e la placca di mutilato. D'Annunzio ebbe un drammatico coll oquio col generale Pittaluga che il Governo aveva mandato con la missione di cac ciarlo dalla città. il giorno dopo. E il re. come l'antica donna di Pistoia. Il legionario aviatore Keller an dò allora a finire sotto la tavola. al tempo stesso mammifero e oviparo che si chiama l'Ornitorinco. tutti erano stanchi. . (ANTONA TRAVERSI. ce stanno tante mamme che fanno dei figli. vicino alla stanza di D'Annunzio. Tre tonnella te di esplosivo rovesciate sulle linee nemiche valgono più di tre once d'eloquenza pesate a Centocelle. esclamò: Questo luogo mi fa pensare a quello strano anfibio. esclamò quasi con tristezza: La morte per me si chiama Nontivoglio. avendo molto lavoro nella mia squadriglia. cominciando a far il solletico sulle gambe deg l'invitati. Io debbo imporglielo anche con le armi. A Fiume esisteva una trattoria: Il cervo d'oro. fu il primo a riderne.. tutti facevano un chiasso indescrivibile . Le ordino di retrocedere! aveva intimato il generale. chi si'? Io? Io so' D'Annunzio rispose il poeta col medesimo accento. protestò dicendo che. Tu si' D'Annunzio? gridò meravigliato il fante. Una mela anzi colse lo stesso re.. D'Annunzio aneddotico). non si poteva tollerare che. cadde una bomba lanciata da un aer oplano. Quando le sorti di Fiume precipitarono. 3805. Un giorno. A Fiume. Talvolta egli si divertiva a far stringere il suo braccio contratto a una nuova recluta a cui aveva bendato gli occhi. e frantumò solo qualche vaso di porcellana. Ella farebbe sparare anche sui miei soldati che sono frat elli dei suoi. 3807. (Candide . la tratt oria era frequentata dal popolino. nel campo di aviazione della Comina. . prima che sugli altri.Ma tu. Al Vittoriale con D'Annunzio).. (ANTONGINI. (BARILLI. faccia fuoco su me! Generale. durante la guerra mondiale. anzi che aversene a ma le. Prima del volo su Vienna. . aprile 1924). volando su Pola. tra le risa dei compagni. i legionari ammiravano la sua resistenza fisica e il suo vigore. Oratori). 3806. un venerando patriota fiumano volle leggere al D'Annun zio. Ma un colonnello. Dia ordine di sparare! Il generale è commosso e. e i convitati si bombardarono con mele e con prugne. siccome D'Annunzio era un sovrano. D'Annunzio fu invitato a Roma per ricevere a Cen tocelle l'offerta di un velivolo da parte di fuorusciti triestini. ma si tu mori che t' arrefà. 3804. non era sdegnata dall'aristocrazia fiumana ch e vi andava a pranzo nelle sale superiori. (Revue Hebdomad aire). una sua tragedia in cinque atti. A Fiume. un giorno. li lasciò cadere sulla città. rispose D'Annunzio anche dinanzi al Re Sole una v olta a pranzo avvenne qualcosa di simile. Il giorno dopo il Cervo d'oro non esisteva più: era nato l'Ornitorinco. Non ricevo ordini da nessuno! ribattè il poeta. D'annunzio). Ma allora che ci fai qua? Vattene via! Se io moro.. Al Vittoriale con G. Ebbene. si tenesse un contegno così scandaloso.. 3803.Ho capito. Dopo un'ora di lettura asfissiante. caro colonnello. Il comandante ne raccolse i cocci e il giorno seguente. D'Annunzio vi passò e vedend o che vi si mangiava nel tempo stesso carne e pesce e che se. che aveva disappr ovato quella scena.

quando lavorava nel suo studio. (Tom ANTONGINI. 3809. e un funzionario del ministero. 3816. vestiva un pigiama d i seta nera. sottoponendola al nuov o ministro. E concludeva: Che triste vecchiaia mi si prepara! Io non amo nè il fumo.m. settembre 30). D'Annunzio aneddotico). e tutt'e tre le volte era stato punito con sudori e vomito e avevano dovuto metterlo a letto . rispose: Non ne sono degno! (ANTONA TRAVERSI. Fumava poco e solo sigarette leggere. avendolo veduto in questa tenuta. meno che a D'Annunzi o. io non farò mai spargere sangue italiano! (ANTONA TRAVERSI. Ah. Continuerò a vivere come vivo in questo momento. fumando. il sindaco di Ravenna lo invitò a commemorare Dan te. 3815. non uscì per questo dalla sua semplice vita. E la villa divenne il Vittoriale. raccontò po i a un suo camerata: .. 3812. L'on. e gli era stata sempre negata. Voglio restar l'uomo più semplice del mo ndo. Aveva cominciato a fumare tardi. Aveva settanta anni. . ed alcuni malevoli gliene fec ero accusa al Vescovo come di un atto d'empietà. C'è suo padre con lei. ma ora capovolgeremo questa tradizione così: a nessuno. come bene sequestrato ai nemici. In tal caso avvertite la signorina che per me le attrici sono tutte orfane. Vita di Gabriele D'Annunzio). Quando andò ministro dell'Ind ustria e Commercio l'on. ah! insorse il Comandante. DANTE (della famiglia degli Alighieri) n. D'Annunzio. sorrise e rispose: Bene. Eg li disse ad un giornalista che riuscì ad avvicinarlo: Ve ne prego. mi sono accorto che non l'ho. e allora si rese conto che. nè i caffè. come un ufficiale di cavalle ria. che in quel giorno era di buon umore. nè l a compagnia di amici. Tu dimentichi che io non ho più sessanta anni! (ANTONGINI. Un'attrice domandò di essere ricevuta da Gabriele D'Annunzio al Vittoriale. meno che a D'Annunzio. Belotti ascoltò. marzo 1924). Sempre a proposito del fumo. 3814. gli disse: . 3811. ma la tradizione ormai formata è che si dia a tut ti. dop o i cinquanta anni. A Gardone D'Annunzio. non s'inginocchiò nè si tolse il cappuccio all'Elevazione. nessuna réclame: niente fiori. Vita segreta di G. Gabriele D'Annunzio aveva presentato ripetute domande al governo per avere la villa di Gardone. T ra i convenuti era una bella e giovane signora straniera che manifestò la sua pred ilezione per il Lago di Garda e la decisione di soggiornarvi a lungo. Passi concesse il poeta. Un amico sussurrò al D'Annunzio: Ecco una buona occasione per farle la corte Ma sei matto? rispose. ascoltando un giorno la messa. allo scoppio delle ostili tà. L'Italia letteraria. Narrano i cronisti che il sommo poeta. deputato bergamasco. nè le carte. D'Annunzio). il tempo dell'attesa. Vita di Gabriele D 'Annunzio). diceva: Fumare non può rappresentare un vero piacere che quando diventa un vizio. a Parigi. 1265 . disgraziatamente. cadeva sotto l'amministraz ione appunto del Belotti. ed io qu esto vizio. Uno dei suoi legionari. 1938). (M.Sai? Ho veduto il comandante vestito da poeta! (Le cri de Paris. sommo poeta italiano. Eccellenza. a fumar la pipa. 3817. la domanda fu rip resentata. Bortolo Belotti. (Piccole cose del tempo della guerra). Quando. D'Annunzio aneddotico). per convincere il suo ospite: Ho conservato a mala pena sette od otto domestici! (Candide. 3810. come un francescano nella sua grotta! E il « francescano » aggiunse.D'Annunzio ridomanda la villa. RAMPERTI. dove. un giorno che una comitiva di amici andò a visitarlo. Raccontava di aver provato tre volte.esclama: Oh. 1321. nell'ottobre 1921. 3813. ebbe l'o scrupolo di avvertire il domestico la signorina non è sola. (Tom ANTONGINI. La villa. inutilmente. nè il vino. durante la guerra.sembrava-p iù breve e la noia più sopportabile. creato principe. era obbligato a far le code per le carte d'identità e per altri documenti.

o lei? . di cattivo umore. le donne se la additavano e dic evano: Ecco colui che è stato all'Inferno. storpiandoli. prese martelli.Ditemi: la vita di mia moglie la conoscete meglio voi. . Das goldene Buch der Anekdoten). e deve esser vero. Un giorno incontrò un t ale che gli domandò a bruciapelo: Qual è il miglior cibo? Un uovo rispose il poeta. (A. Alcuni amici consigliavano Dante di allontanare sua moglie perchè non gli er a fedele. poichè si curavano della mia persona. L'esprit des grands hommes).. (Encyclopédie méthodique). L'esprit des grands hommes) . Il libro degli an eddoti).E tu dunque che fai? Perchè non vai a bere? disse il poeta. L'esprit des grands hommes) O 3819. per lo più. senza farsi notare. tutti notarono fingendo stupore. A un importuno Dante domandò: . . 3825. alla tavola di Cane della Scala. (DE LA BATUT. Novelle ). gli era stato assegnato il pos to d'onore tra il padre e il figlio. hanno divorato tutto! (BÜRING.Lei! . Un anno dopo. ignorante e pazzo com e sono? Io diverrò ricco rispose egli quando avrò incontrato un uomo. Dante non era affatto quello strambo misantropo che spesso ci viene descri tto. il buon vino. com e voi ne avete trovato uno del vostro. Quando Dante passava per le vie di Verona. alcuni versi della sua Divina Commedia. Dante aveva infatti. del mio carattere. Dante rispose: In verità. nella loro qualità di «cani ». da non sapere quali atti il mio corpo compiesse.ella sostiene che voi avete mentito.Qual è la più grossa di tutte le bestie? . dicendo al fabbro: Tu rovini l'opera mia. Dante domandò loro: . Raccontano che Dante avesse una formidabile memoria. di ciò talvolta gli altri a pprofittavano per farsi beffe di lui. 3824. Oh. (BOCCACCIO. 3820. perchè vedi che ne porta anco ra i capelli bruciati. Vita di Dant e).. 3821. PADOVAN. senza aprir bocca.. Dante. Avendo un tale dimostrato al poeta la sua meravigli a per una tale preferenza. questi rispose: È ora da ire ad abbeverare le bestie. Ben quelli che vennero a te per accusarmi dovevano avere la mente lo ntana da Dio. ed io mi vendico distruggendo la tua! (SACCHETTI. 3823.Chiamato dal Vescovo e udita l'accusa. essi. Dante rispose: Niente affatto: ogni simile ama il suo simile. Durante il pranzo. quel mucchio di resti e felicitarono ironicamente il poeta per l'appetito di cui godeva. Q uando però aveva bevuto era. 3822. si accorse che gli Scaligeri apprezzava no il loro buffone più di lui. e sono ricco io. lasciatemi dunque tranquillo. 3826. A quel tempo si aveva ancora l'abitudine di gettare i resti del cibo sotto la tavola. vicini! Ma mentre le ossa io le ho avanzate. avevo l'anima così raccolta in Dio. PADOVAN. le ossa e le lische dei loro piatti e dì quelli d egli altri ospiti ai piedi di Dante. andatevene! (DE LA BATUT. Dante udì un fabbro che lavorando cantava. (DE LA BATUT. siete povero.Ebbene. i capelli tendenti al rosso fuoco. I contemporanei riferiscono che egli amava la buona tavola. press'a poca nello stesso . lo stesso viandante incontrò ancora Dante. i due Cane gettaro no man mano. Avendo Dante chiesto a un contadino che ora fosse. scalpelli e tutto quanto trovò e lo gettò in mezz o alla strada. (A. così abile. 3818. Il buffone di un principe domandò a Dante: Come mai che voi. Il Bracciolini ci racconta che. elefante. entrò nell'officina.L'elefante. rispose Dante ho mangiato ancor poco in confronto ai miei.Ebbene. Il libr o degli aneddoti). Passando per una via di Firenze. Quando il pranzo fu finito. Quando il sommo poeta fu a Verona.

Era proprio un uomo da combattere coi tori . Il ministro non accettò e allora anche Danto n rifiutò la carica. 3831. avrebbe detto al Ministro: . dalla disperazione. all'Assemb . si accorsero che alla Divina Commedia mancavano gli ultimi tredici canti del Paradiso. facendo un bel componimento in cui descriveva la incoronazione del re. Danton). (PADOVAN. un toro infuriato gli diede una cornata che g li rovinò per sempre il labbro superiore. in questa occasione. Durante un pranzo tra amici a casa sua durante i primo rdi della Rivoluzione. (Encyclopédiana).luogo. senza paura. 3827. Comunque. Nel 1787. diventato Ministro Guardasigilli. Uno di questi tuttavia riuscì a dargli un'a ltra cornata che gli schiacciò il naso. Jacopo si desta. vide in sogno il padre che gli indi cava una finestretta della sua casa ricoperta di una logora stuoia e gli diceva: Èqui ciò che cercate. voleva portarlo con sè come segretario. ma la regola quasi conventuale lo faceva impazzire. Danton). 3832. riuscendo ad addormentarsi. Il ragazzo volle assistervi e scappò di collegio recandosi a Reims a piedi. Ministro avesse a sua volta ac cettato un piano di riforme che egli aveva ela borato per prevenire una rivoluzione. 1759 . 3828. 1794. e gli domandò: Con che? Col sale rispose pronto il poeta. Naufraghi e vittoriosi). in quest o egli ebbe il massimo dei punti. Furono inutilmente frugati e ri frugati tutti i mobili. Scoppia a piangere di gioia. In questa carica Danton si fece presto notare per intelligen za e anche per un certo spirito rivoluzionario. avendo piena fiducia nella pers ona del carissimo signor Danton e nella sua fedeltà e lealtà lo nominiamo avvocato n ei nostri Consigli ».Ma non sentite avvicinarsi una valanga? (MADELIN. 3830. Danton). Mentre era in collegio. Nella notte dal 9 al 10 agosto. Danton aveva capeggiato la sommossa che av eva portato all'invasione delle Tuileries e alla fuga del re in seno. riordinando le carte di lui. Già erano scaduti otto mesi dalla morte del sommo poeta. li aizzava. DANTON Giorgio Giacomo n. aveva perduto il sonno. Danton).m. avvocato e uo mo politico. scopre un fascio di carte già coperte di muffa. e per vendicarsi di quell'oltraggio. Diventato più grandicello e saputa la stor ia. dichiarò guerra ai tori. Una notte tuttavia. entra trepidando. Jacopo. va alla finestrella. sentì dire che a Reims ci sarebbe stata la sagra del l'incoronazione di re Luigi XVI. per grazia di D io re di Francia e Navarra. Voglio vedere disse ai suoi amici come si fa un re. celebre personaggio della Rivoluzione Francese. Danton). Quando Danton aveva un anno. 3833. Lo esasperava soprattutto il suono della campanella che lo ch iamava a sempre nuovi doveri. e Danton esclamò: Se si pensa che bisogna rimuovere tutto questo fango. Per quanto rivoluzionario. nel vano sottoposto. Egli. il re emanava il seguente decreto: «Noi Luigi XVI. Ma il manoscritto di quei tredic i canti era introvabile. facciamo sapere che. e con un'ansia indicibile corre alla casa del poeta insieme col suo amico Pier Giardini. Danton si fece perdonare la scapest reria. solleva la stuo ia e. Da nton disse di accettare solo a condizione che il. Questa campanella diceva finirà per sonare il mio funerale! Strana profezia: i suo i compagni lo chiamavano l'antisuperiori e il repub blicano! (MADELIN. I genitori l'avevano messo in seminario. 3829. Pie ro e Jacopo. ogni volta che ne vedeva uno. quando i figli. e mentre sin allora i suoi componimenti erano passati sempre inosservati. (MADELIN. Le sfog lia e dà un grido: sono gli ultimi tredici canti del Paradiso. tornato in collegio. messo tutto sottosopra. il Presidente dei Cons igli. sembra che Danton non avesse molta stima e molt a simpatia per il popolo. (MADELIN. i commensali eran venuti a parlare appunto dei tumulti di quei giorni. per cavarne fuori una rivo luzione! (MADELIN. Certo il re in quel momento solenne non poteva pensare che tra la folla -accorsa a vederlo consacrare c'era un piccolo ragazzo che un giorno avrebbe disposto de lla sua testa! Intanto.

3836. Tornato a Parigi dopo il suo breve ritiro ad Arcis. Dic tionnaire d'anecdotes). sulla linea Bayonn e-Paris. che familiarmente era chiamato. fece esumare il cad avere seppellito già da sette giorni. (MADELIN. Ma siete proprio certi che mi abbiano fatto Ministro? domandava. 3841. No. JeanGab. Egli osservò malinconicamente: Ricorre proprio oggi l'anniversario dell'istituzione che io ho fatto fare del Tr ibunale Rivoluzionario. 3838. Giustizia e grazia. incredulo e mez zo assonnato ancora. Si può dire infatti: io giustizio. . Daragnes. fieram ente rispose: Ma un uomo come me è impagabile! in un certo senso era vero. E. (E. Se non che i suoi amici insist evano perchè tornasse e riprendesse la lotta. a Montmartre. fu messo nella prigione del L ussemburgo e poi condannato a morte. la sua mente fosse rivolta alla filosofia. denari da tut te le parti.). DARAGNES Giovanni Gabriele incisore e pittore contemporaneo. nascendo in treno. Studiò incisione alla scuola Bernard Palissy. aveva dat o una prima manifestazione d'indipendenza.Meglio essere ghigliottinati che ghigliottinatoci! (MADELIN. Danton). con un'atroce sofferenza nel cuore. Das goldene Buch der Anekdoten). predicò la clemenza. Danton era in missione politica in Belgio. (FEROCI. rispose: . sul punto di ricevere il colpo fatale. era andato a riposarsi nel suo paese natale. ma faceva sempre ciò che voleva. Ora tu devi farmi sottosegretario gli disse Fabre d'Eglantine. io sarò giustiziato. Danton. poi la rimise lui stesso nella tomba con le proprie mani.Ma sono sazio degli uomini! (MADELIN. sembrava impazzire dal dolore. 3837. ma non: io sono stato giustiziato. e a dimenticare in quella pace agreste i tumulti della capitale. per riabbracciare la sua cara. quando morì la sua adorata moglie Gabriella. (GUERARD. GUERARD. (BÜRI NG. Quando le cose cominciavano ad andar male per Danton. perché mette conto che la veda. Un compagno di prigionia gli chiese se in quelle ore e streme. e sembra non ingiustamente. 3840. (MADELIN. Danton.. si sentì scuotere nel sonno. la voce tonante di Danton copriva il suono del campanello che il presidente scoteva invano per imporgli silenzio. 3835. Danton. e contro i nemici della Francia alle frontier e. Danton). Danton). Un uomo che difende la propria vita se ne ride del tuo campanello! rispose Danto n.lea. Egli. potentissimo in quel momento. Qu ando davanti al Tribunale gli contestarono d'essersi lasciato corrompere. tuttavia egli prendeva il denaro. Poi Danton era andato pacificamente a dormire. Dicti onnaire d'anecdotes). ad Arcis. Danton se ne stava med itabondo nella sua cella. un suo amico gli pro pose di fuggire prima che gli capitasse qualcosa di male Fuggire! esclamò Danton: E tu credi che la patria si possa portare sotto la suola delle scarpe? (LEON VALLÈE. Fu accusato. verso le cinque.. e per farne prendere la maschera. E a chi gli faceva comprendere i pericoli di questa politica pacificatrice. Ne domando perdono a Dio e agli uomini. 3834. La Sarabande). di avere accettato. Danton). Alcuni di essi andarono apposta ad A rcis per persuaderlo che il suo posto era a Parigi. rispondeva: . Erano i suoi amici Desmoulins d'Eglantine che venivano a partecipargli la sua nomina a Ministro della Giustiz ia.. 3839. Non senti il mio campanello? gridò il presidente. La mattina. Mentre più accanita era la lotta contro Danton. riprese spietato la lotta inumana contro i suoi implacabili nemici interni. Il giorno precedente a quello della sua esecuzione. 3843. che con trariava la politica di Robespierre. disse al boia: Mostra poi la mia testa al popolo. 3842. In che senso? Pensavo che il verbo « giustiziare » non si può coniugare come tanti altri. questi improvvisamente sparì d a Parigi. E a me tuo segretario particolare incalzò Desmoulins. arrestato per ordine di Robespierre. alla filologia rispose Danton. Danton). Dinanzi al Tribunale Rivoluzionario. (MADELIN. Tornato a Parigi.

I suoi genitori abitavano in rue Doudeauville. e per qualche anno i coinquilini non riuscirono a capire com'era che le targhe d'ottone attaccate alla loro porta col loro nome sparissero.txtArchivio GSplit&{5F9160D1-68ED-4692-9DC5-DA0556BA26AC}sm¦V! KyoO . Ebbero un bello spiare e stare in agguato!GSPLIT:uPalaz zi-Zanichelli 1.