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ma, tanto più che i cani riuscirono a liberarsi del guinzaglio e rincorsero i feli ni per tutta la casa, buttando all

'aria cavalletti, tele, seggiole, ogni cosa. Il Dalbono, disperato si mise a chieder soccorso dalla finestra. (PIETRO SCARPA, Messaggero, luglio 1933). DALL'OCABIANCA Angelo nato a Verona nel 1858; morto nel 1942; insigne pittore italiano contemporaneo. 3740. Una signorina italiana abitante a Tunisi scrisse un giorno al pittore Ange lo Dall'Ocabianca chiedendogli « una pennellatine », poi che era unico suo conforto la vicinanza spirituale degli artisti che illustravano l'Italia. Voleva in altri termini un quadretto gratis dal pittore. L'arguto pittore le rispose « Amabile signorina, non una, ma tre pennellatine le m ando, che la faranno vibrare del 'più santo ardore ». E sotto mise tre pennellate: u na rossa, una bianca e una verde. (Minerva, 16 luglio 1928). DAMINDA filosofo e capitano spartano del IV secolo a. C. 3741. Quando Filippo entrò, armata mano, nel Peloponneso, qualcuno disse a Daminda che cominciavano i giorni tristi per Sparta e che gli Spartani avrebbero molto sofferto. Ma Daminda: E che cosa possono mai soffrire rispose coloro che non temono la morte? (MONTAIG NE, Essais). DAMOCLE cortigiano del tiranno Dionisio di Siracusa, vissuto circa il 400 a. C. 3742. Il cortigiano Damocle aveva detto a Dionisio, tiranno di Siracusa, che nes suno poteva al mondo esser più felice di lui. Vorresti che ti facessi godere una volta la mia felicità, gli domandò allora Dionisi o. E avendogli Damocle risposto di sì, Dionisio lo invitò a pranzo, e gli fece servire un magnifico banchetto, pieno di leccornie; se non che fece appendere sopra il s uo capo una spada taglientissima appesa a un pelo di cavallo. Damocle, avendo ve duto la spada, stette per tutta la durata del pranzo in grave apprensione, temen do che gli cadesse addosso. Vedi disse Dionisio, appena il pranzo fu finito come è felice la nostra vita, che, non ostante tutte le mie guardie armate, non dipende che da un filo? (PANCKOUCKE). D'ANCONA Alessandro nato a Pisa nel, 1835; morto a Firenze nel 1914; insigne letterato e critico ita liano. 3743. Alessandro D'Ancona fu sempre di sentimenti liberali, e quando era student e a Firenze, l'aveva a morte col Granduca. Una domenica, passava da Santa Trinità il Granduca in carrozza, e il D'Ancona, per non volerlo salutare, si voltò dall'altra parte, trovandosi a faccia a faccia col buon professore Regnoli, che faceva una premurosa scappellata. Lo studente gli si avvicinò, domandandogli ironicamente: L'ha visto, eh, il babbo? Ed ecco il professore farglisi addosso col bastone alzato e rincorrerlo per mezz o Lungarno, gridando: Ah canaglia, ah birbante! che fu un miracolo se le guardie non l'arrestarono per borsaiolo. Passato quel momento di furia, il Regnoli, ch'era tutto di casa, rise dell'avven tura, come ne risero gli altri che la riseppero. (MARTINI, Il primo passo). 3744. Alessando D'Ancona ebbe, ancora giovanissimo, la cattedra universitaria; e d ecco, secondo che lui stesso raccontava, come andò la sua nomina: Verso la fine del 1860 mi trovavo presso il Salvagnoli, che vedevo quotidianamen te, quand'egli mi disse: « Prendi un foglio e scrivi ». E mi dettò: « Eccellenza, non es sendosi presentato ancora in Pisa il professor De Sanctis, e nulla sapendosi del la sua accettazione, chiedo di supplirlo pel presente anno accademico nell'inseg namento delle Lettere Italiane ». Finito che ebbi di scrivere, lo guardai dimandan dogli: « E chi sottoscrive? ». « Oh, bella » mi rispose « sottoscrivi tu! » Ed io ci misi so tto il mio bravo nome. « L'istanza » mi aggiunse « la darò io in proprie mani al Ricasol i, che la invii raccomandata al Tabarrini ». E questi il giorno dopo mi mandò a chia

rispose Dancourt eppure non c'è tanta differenza tra la professione vostra e la mia: io sono commediante del re e voi commediante del papa. uno dei pezzi grossi. DANCOURT (Fiorenzio Carton. le cose non vanno bene in Francia. era un pedantissimo grammatico e non aveva altra passione all'infuori di questa. »io sono a posto. La sua disperazione durò per parecchie ore. perchè credeva ch'io volessi. 3745. Un'altra volta questo stesso abate diceva con un suo amico: Credi a me. Egli li stette a sentire senza commuoversi affa tto e poi disse: Avvenga quel che vuol avvenire. 3750. ordì e capitanò ammutinamenti clamorosi. 1643 . 1661 . morto a Gardone il primo marzo 1938. invocando la madre. lo aiutava volentieri nelle sue ricerche. certo Papi. e direi quasi a proteggere . Correspondance). Il drammaturgo Dancourt. D'Annunzio aneddotico). Vita di Gabr iele D'Annunzio). 3751 Più volte Gabriele d'Annunzio. quando sarò grande. il 3747. Padre. Costui. e la sera la madre lo trovò a letto che piange va. per piazza Santa Croce. strillavano. per affogarvi il dispiacere n el vino. vergognandosi (come disse) di essere un uomo. rimpiangeva con lui che un uomo di tanto ingegno fosse finito comico. Dio ci guardi. attore e commediografo francese. passando un giorno con la madre. bazzicava a Firenze nella Biblioteca Magliabechiana (ora Nazionale). detto) n. Una volta che aveva letto un suo dramma alla ragazza. Restò per lungo tempo famoso quello a p roposito della triplice e quadruplice portata settimanale delle polpette a mensa . Un giorno si mise ad arringare i compagni e li condusse nelle cucine.mare. lettore di Luigi XIV. della biblioteca. rispose candidamente la figlia la sera della rappresentazione andrai a bere alla Cornamusa. (DE LAPLACE. Il famoso comico Dancourt era stato scolaro di un frate predicatore abbast anza noto ai suoi tempi. mi negò la Calan dra del Bibbiena. 3749. e ricordo ancora la scrollata di capo che fece un giorn o. (GRIMM. gridava di voler morire e che niente avrebbe potuto consolarlo. della quale più volte gli attestai di poi la mia gratitudine. 1725. ed io ne ero contento. I nidi cadev ano in frantumi. giovanetto. mi accolse con una benevolenza. soleva andare. (ANTONA TRAVERSI. Gabriele ne fu tanto commosso e addolorato. dopo ogni rappresentazione andata male. membro dell'Accademia. per insegnargli la modestia. 3746. Un giorno. Il Papi narra il D'Ancona mi aveva preso a benvolere. le domandò che cosa gliene pareva. 1723. quando un certo Abate. lavorerò così bene che faranno una statua anche a me. (ANTONGI NI. dove rup . Il primo Passo). additando il monumento di Dante diss e: ' Senti. Raccontava egli stesso che quando era fanciullo. perchè i participi non sono ancora ben conosciuti tra noi. Pièces intéressantes). avendolo riveduto quando D ancourt era già attore della compagnia del re. (Encyclopédie métho dique). Soleva anche leggere i suoi drammi alla figlia Mimì perchè gliene desse il parere. abate) n. celebre po eta soldato italiano. grammatico. 3748. Ed ecco come in quattro e quattr'otto fui fatto professore. L'abate Dangeau. Appassionatissimo fin da ragazzo per gli studi di erudizione. la Bibbia! (MARTINI . a una famosa osteria.m. Papà. gli rispose dandogli un ceffone. signore d'Ancourt. D'ANNUNZIO Gabriele nato il 12 marzo 1863 a Pescara. il fattore con una lunga canna aveva rotto tutti i nidi delle rondini sotto la grondaia della sua casa. si sbattevano contro le muraglie.m. alunno nel Collegio Cicognini di P rato. La mamma. Ma erano tempi di rivoluzione! concludeva modestamente il D'Ancona. DANGEAU (Luigi de Courcillon. le rondini disperate ' svolazzavano. mamma. certo padre Delarue. Una volta alcuni suoi amici si lamentavano dei tempi tor bidi e temevano una rivoluzione. dove un bravo e zelante impiegato. poi che ho in tasca ben trentase i coniugazioni irregolari di verbi. chiamata « La Cornamusa ». quando era ancora ragazzo. che. in Firenze. complete e in ordine.

. in latino. dalle stoviglie alle pentole. che si vide appioppare. credette necessario trasmettere un circostanziato rapporto nientemeno che al Ministero della Guerra. 3757. col tr amite dell'autorità prefettizia. anche D'Annunzio giovane aveva fatto un suo inno in cui s'invocava Satana. (SODINI . (Candide. ma l avorò in modo che il giorno di Pasqua. sorrideva. quando gli gridarono che Byron non s'era ferma tomai. la prigione.. di un certo Giusfredi. e severamente disse al figlio: Che razza d'amici hai a Firenze. certo divertirsi un mondo. (ANTONA TRA VERSI. Ma D'Annunzio atterrò lo stesso:. povero agnolo! Ma il giovanetto. Il padre del poeta. Nel 1880 si era sparsa improvvisamente la notizia che Gabriele D'Annunzio. alla sua grigia divisa a filettature rosse e argento del Collegio Ci cognini di Prato: egli emulava nel portamento i giovani ufficiali appena usciti dall'Accademia. sorrideva. (ANTONA TRAVERSI. rispose sdegnoso: Se l'acqua è fresca. comincia a diventare dello sport. ma il peggio l'ebbe il padre. Molte altre volte. egli non fece come gli altri. 3752. L'effimero ben portan te « capitano » del Cicognini dovette. enigmaticacamente. si precipitò in casa. D'Ann unzio Volle ritentar l'avventura. Vita di Gabriele D'Annunzio). ma l'ha proprio presa a nolo. quando glielo dissero. Vita di Gabriele D'Annunzio). si preparava ad approdare sulla pia zzetta. cioè mangiare. in italiano. le po rterò qualcosa in gattabuia. D'Annunzio fu punito p er insubordinazione. piuttosto stanco. Ariel armato). tutto preso da quell'orgoglio che non lo abbandonò mai durante l a vita. (SODINI. E fu così che. che si conserva anc ora. senza prendere il giornale. 3755. avuta notizia dell'equivoco in cui quei militari eran ca duti. Mi basta. nonostante l'eleganza e le monellerie. prefetto della sua camerata. se dobbiamo credere al rapporto.. Mentre un giorno era accompagnato per l'ennesima volta nel solaio che faceva da prigione di rigore. che dice testualmente c osì: « D'Annunzio è dotato di parecchio ingegno e studia molto. ho sp . Il capo dell'ammutinamento s'ebbe dieci giorni di p ane e acqua in solaio. Sull'esempio di Carducci. 3756. e alla fine disse: Ma no!. il precettore ebbe a dirgli: Mi dispiace. Nel dicembre del 1880. il D'Annunzio non perdeva il suo tempo al Cicognini. per divertirmi un poco coi miei amici. e la ferale notizia era confermata da due giornaletti letterari dell'epoca. il triste elenco delle rotture e il relativo conto. Ari el armato). Partendo dal piccolo porto di Santa Elisabetta . nel Collegio Cicognini di Prato. 3753. aprile 1924).. dormire e far chiasso.pero quanto capitò loro in mano. noto che Byron nuotò una volta dal Lido fino a Venezia. dai tegami ai grand i mortai nei quali gli sguatteri solevano pestare e ripestare gli avanzi del man zo lesso per farne polpette. Andiamo. arrivò a Prato l'ordine di abolire i distintivi dei gradi che nelle uniformi collegiali traevano in errore i soldati. 3754. Chiuse le scuole per l a Pasqua. all a fine del bimestre. Ariel armato). in inglese. lei. per l'eleganza del giovane poeta. se non che il Coma ndo della XV Divisione. che si permettono di questi scherzi di cattivo genere? e gli tendeva intanto il giornale. ospite di am ici. È un'epidemia diabolica propagatasi tra i poeti! esclamò giocosamente Don Cicillo. Allora questa non è più della letteratura disse. in francese e in spagnuolo ». Giovanissimo. s'ebbe il ripetuto onore del saluto regolamentare da vari soldati che lo incontrarono. i suoi genitori potettero ricevere da lui u na busta con dentro sei lettere d'auguri scritte nientemeno in sei lingue: in gr eco. ricevuto uno di questi fogli.. dove Gabri ele era in lieti conversare col suo amico Filippo De Titta. Tuttavia. (SODINI. il pane sia come l'acqua. Gabriele. ma no! sono stato io che. egli traversò la laguna e. ma aveva percorso anche i tre chilometri del Canal Grande. mentre si trovava a Firenze. era morto di colpo. via. con disinvolta eleganza e con d istinzione. Sembra che il D'Annunzio tenesse alquanto. i l padre di D'Annunzio. caduto da cavallo sulla strada di Francavilla a Mare. scambiato per un vero ufficiale dell'esercito.

3764. io lo t olgo. gli si scagliò contro. baril i di vin di Sardegna. che er a un vecchio convento francescano. apprezzava quello che gli proveniva dalle sue c onquiste femminili. Un giorno D'Annunzio. (ANTONIA TRAVERSI. Parlavano di lui e della sua opera. (ANTONA TRAVERSI. Il medi camento salvò il poeta. 3763. A un certo punto qu alcuno disse: Quello che mi dispiace nella tua produzione. (ANTONA TRAVERSI. Quando D'Annunzio. e scotendo il capo in segno di grave rammarico. sei lire abbandonate lì sulla tavola. È do n Gabriele. chiamò Gabriele D'Annunzio a collaborarvi. Vita di Gabriele d'Annunzio). ebbe l'estro di anda re sul campanile a sonare le campane a doppia. che venne curata immediatamente dal medico con del percloruro di ferro. e curiosa è la recen sione di Marco Monnier in una rivista svizzera. Persino Scarfogli o. 3762. Quando uscì l'Intermezzo fu un coro di disapprovazioni. metti in conto ». in cambio delle sue poesie. vide entrando nel suo studio. Vita di Gabriele D'A nnunzio). che al D'Annunzio parvero sconfinare dai limiti di un 'onesta facezia. Il D'Annunzio trovava la cosa bellissima. Quando l'editore Sommaruga fece uscire a Roma il famoso periodico Cronaca bizantina. caro Gabriele. Non è accaduto niente. Anche parecchi giornali e riviste straniere se ne occuparono. Ma uscì in buon punto il Michetti a rassicurarli. Nel marzo del 1881 usciva il Primo vere. 3758. e l'editore gli aveva aperto un credito presso un fioraio e presso un p asticciere. Vita di Gabriele D'Annunz io). Il giovane poeta era specialmente ammirato dalle donne per i -suoi bei ric cioli castani dai riflessi biondi. dicendo loro: Tornate pure tranquilli alle vostre case. (ANTONA TRAVERSI. Vita di Gabriele D'An nunzio). Vita di Gabriele d'Annunzio). pavido di chi sa quale sventura. nell'articolo. che era amico e ammiratore di D'Annunzio. il quale tuttavia . in . Come fu che li perdette? Per un duello che ne l 1885 ebbe con un giornalista abruzzese. 3760. Infatti con l'editore Sommaruga s'era venuto a concordare ta citamente uno strano contratto editoriale: il D'Annunzio dava alla rivista i suo i versi. che aveva avuto scolaro il D'Annunzio e si compiaceva di l ui. Edoardo Sca rfoglio. ma distrusse inesorabilmente la sua capigliatura. forse più d'ogni altro successo.. Anzi. Nel 1884 Gabriele D'Annunzio stava seduto a un caffè di Roma. Le intascò. lasc iando per l'editore questo biglietto: « Ho preso le sei lire argentine che occhieg giavano dal tavolo. chiamandolo « la cocotte della letteratura italiana ». è l'assenza del sentim ento. che fu accolto dalla critica com e una rivelazione. ebbe finito l'Innocente. il suo vo lume era diventato Risaotto al Pomidauro. ricordando che i pittori primitivi avevano dipinto dei quadri per un sacco di fave o per un paio di capponi. recatosi a far visita al Sommaruga che era assente. Il professor Occioni. (ANTONA TRAVERSI. D'Annunzio ebbe anche un duello col suo amico. Ed ecco tutto il popolo accorrere a quel suono. Era il momento che tutta Rom a era conquistata dalle grazie e dalla fama del giovane poeta.arso questa notizia. attorniato da letterati e giornalisti. E perchè? . Vita di Gahriele D'Annun zio): 3765. quasi fratello. Ma io voglio che non ci sia il sentimento.(ANTONIA TRAVERSI. 3761. Vita di Gabriele d'Annunzio). restò malissimo. Colpa: alcuni articoli del giornalista sul Corriere di Roma intorno al famoso Isaotta Guttadauro.. ospite in una villa di Francesco Paolo Michetti. 3759.quanto tutti tr ovavano il libretto di versi eccessivamente audace e immorale. che ha finito nu libbro! (ANTONIA TRAVERSI. Anche Carducci del resto riceveva. Ciò che più aveva offeso il poeta era che. o buona gente. quando nasce spontaneo. prima gli darei una medaglia e poi lo fruste rei ». ripeteva inco nsolabilmente: E pensare che commentava così bene Orazio! (ANTONA TRAVERSI. e nel quale riportò una :ferita al capo. che finiva così: « Se io fossi uno d ei professori dello studente-poeta. Vita di Gabriele D'Annunzio).

Si diceva a un certo punto che la carica doveva essere avvolta in un involucro di carta « violacea ». D'Annunzio nel 1900 era deputato e apparteneva all'estrema destra. dopo aver assistito alla Cavalleria rusticana di Pietro Mascagn i. il quale un bel giorno. Sopravvenuta una violenta tempesta. è fuori di casa. Il sergente lo guardò un poco e gli fece ripetere il periodo. (ANTONA TRAVERSI. testone! Dove hai imparato l'italiano? (ANIONGINI.sieme col suo amico Adolfo De Bosis.Così! Nè volle dare altre spiegazioni su questo suo baldanzoso paradosso. 3769. Una notte. studiate e potrete diventare uno scrittore come il De Amicis. Continuate così gli disse uno degli esaminatori. Ma perchè gli domandava un giorno un amico avevate preso proprio quei due marinai inesperti? Che vuoi? rispose D'Annunzio. spec ialmente per l'assoluta imperizia dei due marinai che avevano preso a bordo e ch e ignoravano affatto la manovra delle vele. ma sicc ome lì si annoiava. 3771. (ANTONA TRAVERSI. di cui egli era collaboratore (il poeta vivev a in quel momento a Napoli) e. Nel 1890. Diede a leggere al D'Annunzio la parte del regolamen to che riguardava la lezione. Furono salvati da un incrociatore ac corso in loro aiuto e che li prese a bordo. essi stavano per naufragare. gli disse severamente: Violacèa. dicendo: Vado verso la vita! (ANTONA TRAVERSI. Il suo reggimento era di stanza a Faenza. 1914). Al rumore che fecero. 3766. e la Commissione esaminatrice. intitolandolo: « Il capobanda ». che era appunto Bologna. per reazione contro i famosi decreti-legge del Pelloux. in Abruzzo. Una notte. q uando dovette fare il soldato. 3770. 3767. composta di un colonnello e di due maggiori. pensò bene di andar a dar gli esami alla sede del Corpo d'Armata. alzatosi dal s uo scanno dell'Estrema Destra. per poter passare qualche giorno a Bologna. Vita di Gabriele D'Annunzio). i ladri vi penetrarono. non si sa mai quando torna. E quando tornerà? Non saprei: quando ci dice che non è in casa. E quando l'ebbe letto. Se non che in quell'anno. Una volta un tale si presentò alla Capponcina. Almanacco gastronomico. su di un cutter di proprietà del De Bosis. l'Est rema Sinistra aveva ingaggiato una violenta campagna parlamentare a base di ostr uzionismo. L'articolo fece chiasso. violacèa devi dire. e D'Annunzio lesse. assegnò al componimento di Gabriele diciassette punti su venti. indignato. Gabriele D'Annunzio era già celebre da parecchi anni nel mondo letterario. in. mentre stava nella sua Villa del Fuoco. Gabriele D'Annunzio è stato sempre un grande solitario e ha difeso sempre ge losamente la sua solitudine. la vil la del D'Annunzio presso Firenze. D'A nnunzio aneddotico). I deputati d'Estrema Sinistra davano uno spettacolo di vivacità e di fo rza che non mancò d'impressionare il poeta. tornò alla redazione del Mattino. e domandò: Vorrei sapere se D'Annunzio è fuori di Firenze. il custode: Ora vado a domandarglielo. andò verso il settore opposto. La prima mattina fu svolto il tema d'italiano. Un sergente doveva spiegargli il caricam ento del cannone di allora. 3768. D'Annunzio era soldato. D'Annunzio aneddotico). 3772. Un'altra volta un tale domandò al servo: C'è il signor D'Annunzio? No. Si chiamavano Valente Valori e Ippolito Santilozzo : dove trovare altri due marinai che avessero nomi così belli e sonori? (ANTONGINI . scassinando la porta. Nel 1887 D'Annunzio intraprese una crociera nell'Adriatico. esclamò: Quale volgarità! Poi volle una penna e scrisse lì per lì un articolo stroncatorio contro il Mascagni. il poeta apparve e doma ndò con molta tranquillità: . (Lettura. 1935 ). trovando in esso « molte buone intenzioni e qualche pregio ». Vita di Gabriele D'Annunzio). Vita di Gabriele D'Annunzio). (JARRO. traduttore di Shelley.

22 aprile 1897). Gabriele D'Annunzio chiese a un amico un prestito di m ille lire di cui aveva stretto bisogno. e vide precipitarsi l'acqua mug gendo nel nuovo letto.. Invece delle mille lire. pretendi rassomigliare al nostro San Francesco ch'era tutta umiltà? D'Annunzio fece notare al frate che i cenci del santo erano foderati di porpora. Tra le virtù di Gabriele D'Annunzio non c'era nè quella dell'umiltà nè quella dell a parsimonia. . D'Annunzio aneddotico). E come fai a sapere che io voglio andar là? E il vecchio brumista: . 3773. questo s'era già incamminato verso il teatro Lir ico dove aveva luogo lo spettacolo. La sera che si dava la prima rappresentazione della Francesca da Rimini. il poeta? Ah. Sì. 3776.. D'Annunzio aneddotico). (ANTONGINI.Vuole che non conosca el poster Gabriel e che non sappia che stasera c'è la prim a della Francesca? (ANTONGINI.. (ANTONGINI. me ne hanno dato ci nquecento lire: mi hai salvato. gli disse: Maestro. allora è un'altra faccenda e non ci resta che ritirarci! Lo salutarono infatti profondamente e si allontanarono in silenzio. mentre la schiuma della cascata saliva al cielo. che vi ho veduto. Egli stesso sorridendo raccontava che un giorno tre francescani an darono a fargli visita. è il contrario di quel che è capitato a me. 3779. gli rispose D'Annunzio mettiti bene in mente che soltanto i ricchi pos sono permettersi il lusso di scendere in un albergo di secondo ordine. Chi sa che non glie ne possa vendere qualche altro. avevo tanto sentito parlare di voi e non vi avevo mai veduto. Un giovane letterato riuscì ad essere presentato a D'Annunzio ed estasiato. Fu una volta invitato all'inaugurazione di un impianto idraulico sulla mon tagna. a cui si sentiva affine profondamente. magnificò la forza dell'acqua.. Abbiti tutta la mia riconoscenza ». Un giorno un suo amico gli faceva notare l a necessità per lui di fare un po' d'economia. il. Egli. tuo autografo. provocò la apertura della diga. 3777. 20 luglio 1935). e il più attempato esclamò: Come! Tu. D'Annunzio. tanto che ho dovuto vender e. 3778. a Milano. Allora D'Annunziò andò su tutte le furie: Come! A compimento di una festa sublime. Un giorno del 1912. e tu hai sem plicemente le mani bucate! (Revue Hebdomadaire). D'Annunzio aneddotico). gli consigliava di prendere alloggio in un albergo modesto. non avete trovato niente di meglio che far masticare carni grossolane a seicento mandibole? (Revue Hebdomadaire). Caro mio. ma non avevo sentit o mai parlar di voi! (Manuel général. Commosso . il poeta contemplava in silenzio questo spettacolo gran dioso. sì riprese il frate. 3775. quando uno degli ordinatori della festa andò a dirgli che lo aspettavano al banchetto preparato per festeggiare l'avvenimento. prese un fiacchere e prima che dicesse al vetturino dove voleva andare. Al teatro Lirico.. Dato loro l'obolo. E Gabriele D'Annunzio: Bisognerebbe almeno sapere l'indirizzo di chi l'ha comprato.. Chi nella vita ha bisogno di trovar denaro deve andar sempre dove presume che ve ne sia e cioè negli alberghi di lusso. t anto per cominciare. il poeta ricevette la seguente risposta: « Il tuo bigliet to mi ha raggiunto in un momento di estrema bolletta. Voi siete D'Annunzio. ma San Francesco aveva nelle mani le stimmate. in un bel discorso. e puoi immaginare con quale strazio. spingendo un bottone elettrico. 3774. D'Annun zio lo interruppe: Già. Aveva sempre bisogno di denaro. I frati lo ascol tarono scandalizzati. D'Annunzio spesso si divertiva a mettere in imbarazzo i suoi ammiratori e le sue ammiratrici dicendo loro se avessero letto un suo volume. (La Tribuna. Dove vai? gli domandò D'Annunzio. che hai tanto orgoglio. il poeta disse il suo grande amore pe r il Poverello d'Assisi.Chi siete? Perchè siete venuti qui in casa mia? Che cosa volete? Io sono Gabriele D'Annunzio. e siccome i due erano in viaggio. uscito dall'albergo. poi.

S'era sparsa la notizia della morte di Gabriele D'Annunzio e alcuni giorna li l'avevano annunciata. si è dimenticato di lasciarmi il Suo nome! (BÜRING. D'Annunzio aneddotico). Ma il poeta aveva dato all'albergo Maurice. Si volse: Che c'è? E l'antiquario: Signore. Qualche tem po dopo. Ma ad un tratto. egli tacque. E il Bordeaux fu uno dei pochi privilegiati c he assistettero a questo eccezionale concerto. felice per la compera..000. (ANTONGINI. Vita di Gabriele D'Annunzio). Non aveva fatto che pochi passi. 3784. La sera disse il poeta è l'ora degli organi! E il Bordeaux diceva che. l'interpellato rispondeva che l'aveva letto e ne faceva anzi le più ampie lodi.000 franchi. per avere un responso più sincero: Oh. 3786. 3782. come Luigi di Baviera esigeva per lui solo un'audizion e speciale del Parsifal. 3781. Quando Gabriele D'Annunzio andò a Parigi ci fu un gran successo di curiosità t ra i giornalisti e nei salotti mondani. D'Annunzio volle metterlo alla prova: scrisse qualche riga su u n foglio di carta e mandò un suo amico a far vedere lo scritto al grafologo. Coolus racconta che D'Annunzio. D'Annunzio mostrò il desiderio di udire sonare gli organi di Notre-Dame s ulle sei di sera. come ispirato. dove era sceso. trascorreva l'ora in cui cade la sera. il quale sulle prime non voleva saperne. ed uscì. Allora posso riassumervi il mio giudizio in poche parole: un megalomane senza l' ombra d'ingegno. Il poeta. 3780. Gabriele D'Annunzio n e dava il malinconico avviso a un suo amico così: Il Governo che ha lasciato vendere la mia casa fra tanta ignobile gazzarra e che lascerà dissipare i miei libri. 3783. L'antiquar io ne chiedeva 15. Se non che un giornale francese che aveva anch'esso annunziato la morte del poeta. gli organi e il tramonto del sole. fissando D'Annunzio. così D'Annunzio mobilitava per il suo piacere la cattedra le. Henry Bordeaux si chiedeva. come ricompensa. Vita di Gabriele D'Annunzio). Quando il Governo sequestrò la Canzone dei Dardanelli. Fu accontentato. lo avrà per 10. La vostra sincerità rispose il poeta -. Ma finalmente una signora gli rispose un giorn o che non l'aveva letto. perchè questo libro non esisteva. 3785. Quest i esaminò la calligrafia e disse: L'autore di queste righe è vostro parente od amico? l'altro. D'Annunzio aneddotico).e ne diceva un titolo assolutamente immaginario. pone la sporca mano poliziesca a profanare il poe ma da me consacrato alla Patria. perchè è lei. (ANTONA TRAVERSI. quando s'accorse che il negoziante lo rincorrev a. (ANTONA TRAVERSI. Vita di Gabriele D'Annunzio). D'Annunzio aneddotico). diede poi la smentita con questo strano titolo: « La morte di Gabriele D'Annunzio rinviata a data ulteriore ».meriterebbe che. ma ancor più per la nuova prova avuta della sua n otorietà. Tutti facevano a gara per vedere D'Annun zio. Vita di Gabriele d'Annu nzio). In un albergo svizzero dove D'Annunzio si trovava di passaggio c'era un ce lebre grafologo. ri spondeva imperturbabile: D'Annunzio? Non lo conosco. quell'ora che a Venezia egli aveva chiamata « l'ora del Tiziano ».000 franchi. a tutti coloro che venivano a domandare di D'Annunzio. Fu Roberto di Montesquiou a presentare Gabriele D'Annunzio a Maurizio Barrès . pagò. Ebbene. io scriv essi davvero questo libro. nove volte su dieci. D'Annunzio trattava un giorno con un antiquario parigino per l'acquisto di una Madonna di un pittore italiano. (ANTONGINI. (ANTONGINI. maestro nell'ordinare la propria esistenza. in un articolo sul Figaro. dicendo: Quest'italiano non mi piace! (ANTONA TRAVERSI. si fermò sulla soglia a guardarla e. e dopo un istante disse: Insomma. (ANTONA TRAVERSI. Das goldene Buch der An ekdoten). quando fece la sua prima visita a Sarah Be rnhardt. e il portiere. disse: . Il poeta offriva 10. pregando che il quadro gli venisse mandato all'albergo. in che modo il poet a. una rigorosa co nsegna. Naturalmente la notizia fu poi dagli stessi giornali sm entita. 3787. no! Si tratta di un semplice conoscente.

txtArchivio GSplit&{5F9160 D1-68ED-4692-9DC5-DA0556BA26AC}sm3é Ä|Ð N . Un giorno ne fece rimprovero ad Anatole Frante. riprese: Buon giorno. dannunziana! Poi. D'Annunzio si stupiva della pigrizia che hanno i Francesi a variare il lor o vocabolario. Journal). facendosi innanzi. magnifica.Bella. Voi scrivete gli disse con GSPLIT:uPalazzi-Zanichelli 1. signora. (RENARD. 3788.

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