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fece Napoleone sorridendo Volete dunque dipingere dei vinti?

Non è meglio che dip ingiate dei vincitori? Fatemi un ritratto a cavallo. E David fece il quadro che porta come titolo Napoleone che passa il San Bernardo. (LAROUSSE). 3895. Un giorno Bonaparte, che era allora appena Primo Console, si trovava nello studio di David; e guardando un quadro del maestro, si permise di criticare la lunghezza, secondo lui, eccessiva di un braccio. Subito David si mise a parlare di battaglie e disse che, secondo lui, a Marengo, Bonaparte aveva sbagliato alcu ni movimenti militari. Bonaparte capì e sorrise: a ognuno il suo mestiere. (BAYARD, L'art en anecdotes). 3896. Il pittore David aveva votato alla Convenzione per la morte del Te- Una se ra, ai tempi della Restaurazione, il pittore stava in casa di una signora, e gio cando a carte con lei la rimproverò cortesemente, ma non senza una punta di asprez za, perchè la signora distratta non aveva giocato un re. Un re! Un re! rispose, sorridendo la signora: oh, noi sappiamo bene quel che ne f ate voi! David gettò via le carte e se ne andò indignato. (LEON VALLÉE, La Sarabande). 3897. David aveva esposto uno dei suoi quadri migliori, e stava nascosto tra la folla a sentire i commenti del pubblico. A un tratto si accorse di un vetturino che stava innanzi al quadro con un'evidente espressione di malcontento. Il pitto re allora gli si avvicinò e gli domandò perchè mai il quadro non gli piacesse. Non vedete che quell'imbecille del pittore è rispose il vetturino ha fatto un cavall o con la schiuma alla bocca e senza il morso? Come può aver la schiuma senza il mo rso? David tacque e, appena l'esposizione si chiuse, corresse l'errore. (Choix d'anec dotes). DAVILA - Enrico Caterino n. 1576 - m. 1631; storico italiano. 3898. Il maresciallo di Brissac aveva occupato, con felice ardimento,. una città d el Piemonte che si credeva dovesse richiedere un lungo assedio-I vincitori erano entusiasti di questa bella impresa e si lusingavano di avere, presto successi a nche maggiori. Lo storico Davila si trovò a parlare con alcuni di loro. Voi Francesi disse avete saputo cominciar bene la guerra; ma_ la leggerezza e l' impazienza, che sono nel vostro carattere, vi faranno perdere ormai tutto il van taggio che avete preso su di noi. Queste parole furono riportate al maresciallo di Brissac, che, dopo averle. medi tate alquanto, disse: Questo Italiano ci conosce a fondo di lunga mano. (PANCKOUCKE). DAZINCOURT Giuseppe nato a Marsiglia nel 1747, morto a Parigi nel 1809; celebre attore francese; fu imprigionato durante il Terrore, Napoleone lo fece direttore degli spettacoli di Corte. 3899. La regina Maria Antonietta, sebbene non avesse nessuna disposizione per fa r l'attrice, ne aveva tuttavia la velleità. Chiamò Dazincourt per-insegnarle la reci tazione. E volle anche dare un saggio di ciò che sapeva fare: per fortuna, unico s pettatore di quello spettacolo fu il re. Il quale domandò a Dazincourt il suo pare re sulla recitazione della regina. Bisogna confessare rispose Dazincourt che la regina recita regalmente male. (LAR OUSSE). 3900. Spesso avveniva che, alla Comedie Française, venissero assunte attrici di ne ssun conto, soltanto perchè erano raccomandate da potenti signori. Dazincourt, a q uesto proposito, ebbe un'uscita alquanto cruda: I nostri gran signori disse hanno preso la Comedie Frangaise per la loro scuderi a: vi collocano infatti le loro giumente! Le parole di Dazincourt ebbero almeno questo di buono, che da quando egli le pro nunciò, le assunzioni delle attrici inutili cessarono quasi affatto. (MAURICE, His toire anecdotique du théatre). DE AMICIS Edmondo nato a Oneglia nel 1846, morto nel 1908, scrittore tra i più popolari in Italia, a utore del famosissimo Cuore.

in una st anzetta che il tipografo del giornale aveva messo a sua disposizione. Quarant'anni di vita artistica). È un piccolo sbaglio. improvvisò i versi seguenti: Vedi? Là su quella via sotto l'ampio arco del ciel havvi un uomo che s'avvia dietro un pigro somarel. 1900). nulla esiste. non ci siam ne io ne tu! (Corriere della Sera. ma in quanto ad attaccar bottoni siete: indietro cent'anni! E l'allievo inesperto dovette fare qualche giorno di consegna. ottobre 1914). che aveva conservato più lucidità degli altri. specialmente delle frasi che gli piacevano e che prima di a llora non aveva mai sentite. e quando la mamma gli dava una lavata di testa in genovese e il bambino protestava e si giustificava in piemontese. come attrattiva. non aveva molti lettori. Si pensò allora dal direttore di dargli. Il sergente che passò a far l'ispezione e si ac corse di quel capolavoro gli osservò. (Nuova Antologia. fu avvicinato da Lodovico Pasini. C'era allora un giornale. e s ebbene non avesse altri concorrenti. tanto che talvolta. Una sera Edmondo De Amicis era di ritorno da una gita con alcuni amici. per finirla. Portato via da Oneglia che aveva appena due anni. uno a lla volta. bottone alla giu bba: vi si provò. . (E. per un bel pezz o. L'editore Emilio Treves mandava tutti gli anni a Edmondo De Amicis in rega lo un panettone. cosa triste. Non si saziava mai di domandare. Pian piano. e De Amicis lo ringraziava ogni anno con qualche nuova trovata. Voleva sapere ogni cosa. Si rivelava sin da allora lo studioso dell'idioma g entile. Ernesto Rossi lo conobbe ragazzo: aveva sedici anni e andava sempre nel ca merino del celebre attore prima che cominciasse la rappresenta zione. E tutti i presenti ne ridevano. e trapiantato in una cit tà dove si parlava il piemontese. Il sottotenente prese subito p ossesso del suo ufficio letterario e lavorava ogni sera in tipografia. Oreste Raggi. 3906. facendo la grinta seria: . Edmondo De Amicis imparò-dai compagni di giuoco qu est'ultimo dialetto senza aver mai imparato il genovese. qualche sapore letterario. i famosi Bozzetti militari. E di tutto prendeva nota in un suo taccuino. Il buon Edmondo aveva pubblicato in una rivista fiorentina un racconto but tato giù con fretta giovanile (una miseria di racconto. ma fu un disastro. era stato sempre capoclasse e specialmente aveva fatto furore con alcuni compon imenti che facevano la delizia del professore. dice lui). intorno a gli attori. D E Amicis. 3905.Badi che nel tal punto. di sapere. 3902. che gli disse benevo lmente: . Geni e capi ameni). ch'era diretto da Bisi. Quel giova ne sottotenente era Edmondo De Amicis e da quella stanzetta vennero fuori. O 3904. alla scuola di Modena. 3907. Mentre era allievo al Collegio Militare di Modena. i filosofi imp rovvisati avevano distrutto tutto e concluso che il creato non esiste. (PE-Sci. l'Italia militare. Allora De Amicis. lei ha fatto tramontare il sole a levante. siccome pubblicava soltanto comunicati uffi ciali e poche aride notizie di carattere strettamente militare. Ma chi scegliere come collaboratore? Il direttore si ricordò che nella guarnigione di Firenze c'era allora un sottotenente che. la disputa andava per le lunghe. il ragazzo e sua madre non s'intendevano quasi affatto. ci voleva che un fratello di Edmondo che sapeva bene i due dialetti venisse a f are da interprete. e già tra í compagni e supe riori era noto come poeta.3901. dove descrive un accampamento vicino a Mestre. Invece sua madre non ca piva nulla di piemontese e parlava solo il genovese. Firenze capitale).Voi sarete buono a far versi. Eppur nulla. gli avvenne di doversi attaccare un. intorno al costume. s'ingolfarono per via in una conversazione filosofic a da non cavarci le gambe. di negazione in negazione. intorno all'opera. 3903. trovan dosi nel salotto Peruzzi. Ne seguì che. Passava i n quel mentre per la strada un uomo che trascinava dietro un asinello. e illusion la nostra fu! Tutto è nulla! Ahi. (Rossi. La sera. Il Bisi chiamò dunque il sottotenente e gli manifestò la sua intenzione. (BARBONI. e avendo tutti bevuto un po'. Un salotto fiorentino). Ma da correggersi.

in un compito di un alunno. come diceva bene anche il titolo dell'opera. procedette a una picco la inchiesta. al figlio che gliene chiedeva il parere. 3912. Il De Amicis. Era l'editore Emilio Treves. morto nel 1918. il De Amicis non si decideva mai a terminar gli ultimi capitoli. di cui la chiusa era la seguente: Ma pure. Perbacco! esclamò il De Amicis. Emilio. Un giorno si armò di coraggio e s i presentò alla signora domandandole la mano di sua figlia. che era pienamen te sbocciata. (Minerva. dell a vostra mamma e di ogni persona della vostra casa ». Era appena uscito dal Conservatorio di Parigi. aveva pubblicato un volumetto ispirat o a sentimenti audacemente cinici. celebre musicista francese. ma l'onesto s crittore rifiutò. e la bellezza di Sonia. A rendere vieppiù interessante l' opera contribuiva la guerra russa contro la Turchia. rispose con paterna ir onia: Avresti potuto meglio intitolarlo: « Infischiandomi di Edmondo ». gli mandò un sonetto. Come tema aveva dato: « Dite quali siano le occupazioni del vostro babbo. lesse: « L'occupazione di mio fratello mag giore è di levarsi la mattina alle tre e di andare a Chieti di corsa ». restò molto sbigottito. Ne rimase proprio male e. per quanto si scervellasse. e così potè sapere che il fratello maggiore di quel fanciullo era un b ersagliere e pochi giorni prima aveva fatto. tra gli altri. e la musica era stata galeotta. il figlio di Edmondo. E continuava: « Il ragazzo vuol dive ntare compositore. gri dò: Vengo a prendere Costantinopoli! ridendo si scoperse il volto. in questo regaletto come in tanti altri doni somiglianti c'è qualche fin recondito. quindi Massenet è per lui una gran luce » scriveva di lui Nadjeshda.Non mi sento disposto a dormire in quel grande buco nell'acqua che e un parlam ento. ma. l'ho scoperto! Ah. Ma dopo qualche tempo Debussy dovette partir e. 3909. la ricca vedova russa che era amica e protettric e di Ciaikovsky. dicendo: . (TEA. A Edmondo De Amicis offrirono una candidatura come deputato. Venti chilometri di corsa ogni giorno! E che danna ta professione sarà mai questa? Non riuscendo ad indovinarla. ah. Tornò dalla signora von Meck l'anno dopo. 30 dicembre 1930). scommetto! Che fine? Oh. 3910. per quante insistenze facesse l'editore. DEBUSSY Claudio nato nel 1862. Giacomo Boni). 3908. eccezionalmente però e per una volta sola. quando andò ospite in casa de lla signora Nadjeshda von Meck. il cui contenuto era così in disaccordo con q uello che egli aveva insegnato al figlio e coi suoi propri sentimenti. allora famoso. Ugo De Amicis. Et ab hic et ab hoc). La signora sorrise con . una marcia di resistenza col suo reggimento. gli fece perdere affatto la testa. Il giovane Debussy si era innamorato di Sonia la bellissima figlia della sua osp ite che allora aveva appena quattordici anni: le dava lezioni di piano ogni gior no. Il padre lesse con stupore il libro. cane! Come potrò più dir d'ora in avanti ch'è l'editore che mi ruba il pane? (Minerva. 3911. Il pubblico aspettava ansiosamente il secondo volume di Costantinopoli di Edmondo De Amicis. Era stato nominato esaminatore in una seconda classe delle scuole elementa ri. ma diede ordine di farlo entrare. Aveva diciotto anni. (AMERIGO SCARLATTI. ma in tutti v'è un'eco di Massen et ». furbo.Un anno. Ed entrò infatti un uomo ravvolto sino al naso in un'ampia pelliccia. Un giorno. Quale non fu la sua maravig lia quando. mentre il De Ami cis stava nel suo studio. che. con voce tonante. che aveva letto sui giornali che quel generale era sotto le mura di Adr ianopoli. e scrive pezzi molto graziosi. che era questo: « Infischiandomi del mondo ». 30 marzo 1930). che attendeva alla porta di essere ricevuto. il domestico gli consegnò un biglietto da visita di un g enerale russo. «È un allievo di Massenet.

per sua influenza. esclamò: Bene. preferiva perdere l'occasione di farsi rappresentare. li aveva fatti a pezzi e buttati sul fu oco! Il suo senso della perfezione lo faceva esser scontento di quell'opera e. che era uno dei suoi amici. miei cari fiori. 3916. E prima che l'altro potesse intervenire. Ma fu sorpreso di sentir Debussy rispondergli placido placido: Insomma il tuo Wagner ti ha fatto fare una bella passeggiata! Il tuo Wagner? Una bella passeggiata? Ma scusa. Debussy partì il giorno dopo e non si fece vedere più. divenne.disse al piccolo amico se quella musica gli era piaciuta e. Il suo entusiasmo per Wagner. Appena tornato. a gustar le belle cose. per caso non saresti più wagneriano? Di' piuttosto che ne sono guarito. Claudio. Aveva fatto per lui un libretto in tre att i. (PETER. Nessun giovane si sarebbe lasciato sfuggire l'occasione favorevole che avrebbe potuto metterlo lì per lì in primo piano. per aver tempo dopo di disgustarsene. quando un amico gli portò un giorno a regalare la partitura del Parsifal. alla risposta affermativa. (MA RIA TIBALDI CHIESA. Quan d'ebbe finito . Intanto annunziava al Mendès che due a tti erano fatti. che stava sonando Wagner in un salotto. Ma noi teniamo anche l'articolo Gouno d.. non avendo denari per intraprendere il viaggio. Claude Debussy). Claude Debussy). nel finale della Car men. ma che il terzo non voleva venir fuori. e non era affatto contento di quell'opera. prendendo un manoscritto: Questi sono i due primi. ma giunto al punto del grido di don Josè. Era tornato da poco da Roma. c ome fosse una reliquia di santo. sonò un brano del Tristano. ne sono disintossicato! Ammetto però che Wagner aveva del genio. bene! Bisogna cominciar per tempo. 3914. In gioventù era talmente wagneriano che. si precipitò a casa di Debussy per dargli la no tizia e sfogare con lui le proprie impressioni. Per grande che fosse il suo entusiasmo per Wagner. Aspetta aspetta. era anche lui del parer e di Nietzsche. appena potè. esclamò col suo tono ironico: Volete del Debussy? Sarà per un'altra volta. E disse a un suo amico presente: Vedi? Mi par di sentir qualche volta anche nella mia musica una sfumatura di que sta emozione. la padrona di casa ebbe la dis grazia di chiedergli che sonasse qualcosa di suo. un sentimento di questo stesso colore! Credo anch'io che il nostro amico tedesco di Bayreuth non arrivi mai a farci torcere il cuore come qui Bize . Una sera. (PETER. a piangere davvero. Ma Debussy lavorava lavorava. Catullo Mendès. giovane al lora e niente altro che una speranza. 3915. piutto sto che dar fuori una cosa che non gli piaceva. 3913.. e. 3917. poi uno della Walkiria. era tale che voleva andar a B ayreuth a piedi. poi ancora uno del Parsifal. una sera si tr ovò con un suo amico di tredici anni. Debussy). Il Peter. Climène. (PETER.indulgenza alla richiesta inattuabile e congedò il giovane con brevi parole che g li tolsero ogni speranza. wagneriano anche lui e fece. non potè seguitare.. quando. piccolo mio. questo terzo atto? E Debussy. (PETER. e gli dava il modo di poter rappresentare l'opera in un teatro dei pri mi di Parigi. si mise a cantare a squarciagola: Le parlate d'amor. Una sera volle provare quel finale al piano e s'aiutava con la voce a cantarlo. Non l'avesse mai detto! Debuss y. che cioè in tutta l'opera del gran Tedesco non c'è mai un passo dove vibri così intensamente il cuore umano come nel grido di Josè. egli si gettò in ginocchio dinanzi ad essa. Claude Debussy). potentissimo. il suo santo pellegri naggio a Bayreuth. giovanissimo ancora. aveva preso a benvolere il Debussy.. in giovinezza. dove era stato ospite della Villa Medici per aver avuto il premio dell'Accademia. Ciaikovsky). perchè si mise a pianger e. alla f ine Mendès andò a casa sua e gli domandò: Ebbene. tutto preso da entusiasmo per Wagner. seccato.

Alla fine si decise per Debussy.. quanto era invece sconosciuto Debussy. come un tempo si parlava di piccin isti e di gluckisti. e in quanto ai calci nel sedere. è il pubblico che ce li dà. Perchè le donne amano come noi divertir si senza troppe complicazioni sentimentali. Un giorno un suo amico era andato da un libraio di libri vecchi. l' amico credette di far piacere a quest'ultimo andandolo subito a trovare per ripe tergli la profezia dell'amico libraio. presentandogli il manoscritto della sua tragedia. Gli piaceva chiacchierare con gli amici. scherzando che. disse il libraio verrà un giorno che. la Figlia di Pasifae. Una sera un clown allora famoso gli si avvi cinò e gli domandò se era un artista. Claude Debussy).Ma lassù ogni cosa sarà rimessa al suo vero posto. Ma gli amici giuravano su di lui.Non sono proprio buono a niente! Credo di riuscire un po' meglio però nella musi ca. Ci sarà anche lassù la Legion d'Onore?. la gloria consiste nell'essere ignorati da trenta milioni di Francesi e dete stati da una quarantina di colleghi! Voi invece avete la celebrità. io sono un clown. e la buona musica sarà anzi appre zzata. Claude Debussy). Dio! E avremo insomma anche lassù delle gerarchie e una specie d'Accademia p er gli eletti?. e naturalmente il discorso cadde sull'amico comune. naturalmente con molta ingenuità e facendosi vedere. Claude Debussy). pagando la posta.. .. Claude Debussy)_ 3919. Guarda gli dicevano gli amici. A quarant'anni era ancora un ignoto. rispose: . da certe sfumature. su carta giappone. la cui arte consiste tutta nel ricevére dei calci -nel sed ere e nel far delle pirolette. Claude Debussy). Siccome allora D'Indy era celeberrimo. quale inve ce troppo fine. (PETER. come sulla Terra. vi offro la metà della mia gloria! Debussy diede uno sguardo all'uomo. Ma Debussy. 3923. caro mio! (PETER. che non aveva mai dubitato de l proprio valore. Preferisco il nulla disse all'idea di una vita futura. Amava molto i circhi equestri. Oh.. in copia numerata? Debussy: .t! (PETER.. Ma. Caro mio. E poi lassù ci saranno amici diventati noiosi a furia d'es ser perfetti e virtuosi. Il mezzo che io ti suggerisco lascia salvo il loro amor proprio e rende più libero l'amore. Un tal poeta finanziere aveva scritto una tragedia in versi. divagando da pensiero a pensiero e facendo sperpero di spirito e di paradossi. Claude Debussy).. esclamava : . Un amico parlava con lui sull'eterno tema. un altro al manoscritto e poi.Questo non ha nessun'importanza. (PETER. 3918. .Oh.Il segreto diceva Debussy è di protestar alle donne un vasto sentimento. 3922. figurati. l'amore. 3921. non faranno neppure più le civette ! Che noia. rispose con un sorriso malizioso: Io spero che non si parlerà mai di D'Indisti.. Giocando a carte. Andò a trovarlo e.Signore. 3920.. e donne che. Ma anche noi musicisti rispose Debussy facciamo delle pirolette in musica.. pur fac endo comprendere bene. Ma a chi darla? Nessun musicista era abbastanza buono per lui: quale era troppo grossolano. . che non si prova invece per esse altr o che un sentimento. pon iamo di formato elefante. gli disse enfaticamente: Signore. così si parlerà di D'Indisti e di Debussisti.. di formato ridotto. amico mio! E poi. se avvenisse veramente di provar per loro un sentimento di gran formato. Voi però avete la gloria. se a Dio non piacesse la mia musica? . se ti ci piglio un'altra volta. tenetevela tutta per voi! (PETER. (PETER. Una sera venne a parlare dell'oltr etomba. gli piaceva di barare. Ma anche voi lo siete.No. dove sarei un semplice nu mero. Claude Debussy). che -era pure amic o e ammiratore di Debussy. . Con tutto ciò perdeva sempre e. restituendogl ielo. (PETER. e riteneva che comportasse un commento musicale. poche decine di soldi. t i butto nella cassetta del carbone. che è una cosa m eno vaga e più consistente.

egli è troppo amabile. 3926. che la musica è la più nobile delle arti.. Claude Debussy).. L'esprit des grands hommes).che si offra di sposarla. 3928. Perchè era molto' superstizioso. Chi l'avrebbe detto. 3925.. Un suonatore d'organetto di Barberia chiamava « suo collega » Claudio Debussy. è che manc a loro la parola. Eppure esprime bene anche la pioggia. Debussy si mise a ridere e poi disse: E questo prova. Ma io gli diceva un amico non avrei pazienza d'attender tanto. perchè il fidanzato è certamente scrit turale presso un avvocato. (DE LA BATUT. L'uomo c he è con lei è il suo fidanzato. è vero! esclamava Poulain.. fece notare che esso descriveva maraviglio samente tutte le impressioni di una pioggia.. Qui fece grande amicizia con un agricoltore a nome Poulain e lo iniziava alla musica. No. E l'amico a cui l'ha affidata è invece impiegato alle ferrovie. t vero. perchè lui stasera pranza a c asa sua e non può accompagnarla.. Debussy aveva rilasciato scherzosamente ai suoi amici una dichiarazione sc ritta. troppo cor tese. poi che non vedevano mai arricchire il loro figlio. molto a ddolorati d'aver un figlio che non era buono a nulla. non lo vedevano mai arrivare a qualche onore: le uniche cose solide... mise la rosetta all'occhiello e andò... per essi. Claude Debussy). perchè lasci a libero l'ascoltatore di pensare a ciò che vuole. è vero.. Ma non credere che ci sia pericolo per il fidanza to. Lo abbracciarono e baciarono da non finir più. prima di aprirlo scioglieva meticolosamente tutti i n odi dello spago che lo legava.. ma specialmente alla donna. i gatti e i cani.a tutti i costi indovinare dalla semplic e vista di una persona il suo mestiere. E si chiama indubbiamente Maria.andava mai a letto se prima non me tteva le scarpe con le punte rovesciate: il contrario era (secondo lui) un tenta re Dio. il mignolo della d estra.. Claude Debussy).. So leva dire: Quel che fa gli animali superiori all'uomo. e la cosa gli fece piacere. gli spruzzi dell'acqua sulle scogliere. e la sera non.. poi spiegava a uno a uno i fogli di carta dell'im ballaggio. Vedi diceva quella biondina là? Osserva come solleva. è un amico a cui il fidanzato l'ha affidata. Bisogna sapere che il padre e la madre vivevano nei sobborghi di Parigi. Taci bestione! Uno scritturale di avvocato non è mai amico di un impiegato alle fe . 3929. era fatto cavaliere della Legion d'Onore. l'andarivieni de lle onde. Amava molto i bambini. Or ecco che appena Debussy fu decorato.. 3927. (PETER. per telefono! Se gli portavano un pacco. Sei mesi dopo.. Eppure riprese Debussy questo pezzo è stato scritto a Parigi durante una pioggia e voleva esprimere appunto la pioggia. Ma porterebbe disgrazia diceva Debussy.3924. nella quale s'impegnava a rifiutare qualunque onorificenza gli avessero c onferito. Essa è certamente una stenografa. E. era e quivalente a buono a nulla. (PETER. Claude Debussy). Era un fine osservatore e voleva . alle quali i padri e le madri dànno importanza come segno di una buona carriera. Musicista. e farei saltar lo spago con un coltello e strapperei la carta dell'involucro. risonando un'altra volta il brano. In fondo disse il compositore è più sincero di quelli che mi chiamano solennemente « ca ro maestro ». parlando. i suoi gusti e persino il nome di battes imo. Si rifiutò sempre energicamente di fumare una sigaretta con un bocchino.. a casa dei suoi genitori. E Claudio n'era commosso e diceva: Ho conosciuto in quel momento la fierezza d'esser stato buono a qualche cosa nel la vita! (PETER.. un momento. È vero. (PETER. dicendogli che esso descriveva il mare. Un a sera gli sonò un pezzo. diceva Poulain. Oibò! La biondina capisce che non ritroverà a ogni angolo di strada uno scritt urale d'avvocato . sicuro della verità del suo asserto. Un'estate fu a villeggiare in casa di amici sulla costa brettone. signor Poulain. Dic eva: Sarebbe come baciare la bocca di una donna. e in genere tutti gli animali.

vivente. che Maeterlinck ti concede volentieri l'autorizzazione che tu gli domandi. 3932. De Filippo cominciò la sua carriera d'attore. Degas ebbe sempre il disprezzo del denaro. perchè il capocomic o non aveva più denaro. La compagnia ad Acireale si dovette sciogliere. DE FILIPPO Edoardo attore dialettale contemporaneo. p er tagliar corto a quel colloquio imbarazzantissimo. Journal). Era in buona amicizia con un pittore del quale gli pia . aprile 1934). turbati. (P. udì l'esclamazione dell'ingrato funzi onario e lo destituì immediatamente. se un artista speculava su di una tela che egli gli aveva regalato. senza che nessuno dei due riuscisse ad entrare nell'argomento per c ui Debussy era venuto e del quale del resto Maeterlinck era informato. (Les nouvelles littéraires. De Filippo incontrò sulle scale la padrona di casa che teneva per le ali la famosa gallina. 3934. I debussysti mi annoiano. e questi esclamò villanamente: Quell'imbecille crede di essere sempre il padrone qui dentro? Luigi Blanc. per ottenere l'autorizzazione a musicare il Pelléas et Mélisande. come corista in una compagni a di operette. Debussy era timidissimo. mi ammazzano addirittura! rispose Debussy. Ma debbo farti una confessione. Fra gli altri. Claude Debussy).. Decazes s'offrì di mettersi a capo d i un esercito per sbarrare la strada all'« usurpatore ». La casetta aveva un giardino. DEGAS Ilario n. Debussy. e altrettanto timido Maeterlinck. aveva messo come bibliotecario della Camera un tale carico di famiglia. Quando apprendeva che un collez ionista aveva fatto qualche guadagno vendendo un'opera sua. tornato alle Tuileries. gli disse: Sai se ti ammiro.rrovie. De Filippo domandò fondi alla madre e intanto andò ad abitare in una casetta agli estremi limiti della città. Ma. confusi. Claude Debussy). Allora. 3933. ciò che il Decazes non avrebbe sicuramente volu to. L a cosa durò otto giorni di seguito. Pierre Louys intervenne bru scamente dicendo: Tu vedi. anche mentre Na poleone. Fu Pierre Louys che condusse Debussy dal poeta belga. La scena si prolungava. non glielo perdonava più. uomo di Stato francese. 22 dicembre 1934). 1917. 3935. si perdevano in complime nti senza capo nè coda. quando i due furono di fronte. Il duca di Decazes era generosissimo e. e ne l giardino c'erano tante galline. 1834 . un giorno il Decazes fece domandare u n libro al bibliotecario. quando era già celebre. Non ci badate rispose la donna la porto in cucina per tirarle il collo: da otto giorni non mi fa più uova! Con una parola l'attore avrebbe potuto salvar la vita alla gallina. provvedendo anche a sist emare un figlio di lui. rossi di vergogna reciproca. pittore e incisore francese. E a me. 3931. MÉNIÈRE. quasi che sapesse la miseria de ll'attore. era ormai nuovamente il padrone della Francia. Perchè le fate del male? domandò De Filippo. duca di) nato nel 1780. 3930. E fu tolta la seduta. Quando Napoleone tornò dall'isola d'Elba. Avvenuta la rivoluzione del febbraio 1848. morto nel 1860... L'ottavo giorno. (PETER. dal momento che Napole one aveva riconquistato i suoi Stati. DECAZES (Elia. E seguitava così a comporre il suo romanzo. beneficò molti dei propri dipendenti. Un amico.. andava tutti i giorni a fargli un uovo in un cassetto del comodino.. (PETER. ma se ne gua rdò bene. e il suo sdegno non aveva limiti.m. Avendo qualcuno dei presenti fatto notare al Decazes che. ministro e poi Presidente del Consiglio sotto Luigi XVIII. rivedendolo dopo molti anni. membro del governo provvisorio.. -nel tempo in cui fu Presidente de l Consiglio. (La Lettura. doveva ritenersi « sovrano legittimo » egli fi eramente rispose: Non sapevo che la « legittimità » fosse il premio di chi arriva primo nelle corse! (LA ROUSSE). Una di queste. Ed ebbe il coraggio di ripe tere questa qualifica d'usurpatore.

Sul quadro c'era scritto: « In quanto a me. per comperare un Fragonard. un suo quadro che egli aveva regalato a Degas. trovò alla porta.000 franchi. a chi si congratulava con lui perchè un suo quadro era stato pagato 30. rispose: È ridicolo. prefe risco restituirvelo piuttosto che venderlo ». vuol dire che gli piac e. quando lo pagaGSPLIT:uPalazzi-Zanichelli 1. che vi deponeva ogni mattina la sua lattaia. 3936. ma quando qualcuno paga un quadro 3000 franchi. Una mattina quel pittore. giungendo al suo studio.ceva l'arte e la conversazione.txtArchivio GSplit&{5F9160D1-68ED-46 92-9DC5-DA0556BA26AC}sm 1"$ ²^Q . questi ve ndette una tela che aveva ricevuto in dono da Degas. Un giorno. (Revue de France. accanto alla bottiglia del latte. aprile 1931). Il pittore Ilario Degas.