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io intanto mi metterò accanto al fuoco e, siccome mi sento in vena di lavorare, co mporrò qualcosa del quarto atto della Favorita

, che il poeta mi ha consegnato poco fa. L'amico gli mise a disposizione la casa, e lo fornì di carta, d'inchiostro e di pe nna. Erano le dieci di sera. Donizetti si mise al lavoro e, quando l'amico tornò, alla una di notte, gli disse, mostrandogli il lavoro fatto: Ecco che ho impiegato bene il mio tempo: ho terminato il quarto atto dell'opera. (DONATI-PETTENI, Donizetti). 4310. L'impresario della Canobbiana, trovandosi impacciato per un maestro che av eva mancato all'impegno, pregò Donizetti di raffazzonargli alla lesta un vecchio s partito. Che mi dici? -- rispose Donizetti io non faccio di questi lavori. Piuttosto... s e mi mandi il Romani, in quindici giorni mi impegno a darti una opera nuova di z ecca. Detto fatto. Il Romani venne, e Donizetti gli espose la cosa, concludendo: - Una settimana per uno. Ci stai? Quattordici giorni dopo, alla Canobbiana, compariva in scena applaudito L'elisir d'amore. (A. PADOVAN, Il libro degli aneddoti). 4311. A Londra, una sera, in un circolo, veniva discussa piuttosto aspramente la nuova opera del Donizetti, L'elisir d'amore. Ognuno dei presenti voleva. dir la sua contro l'autore. Soltanto Mendelssohn non partecipava alla discussione e se ne stava silenzioso in disparte. Accortosene uno della comitiva, gli domandò il s uo parere, e allora il gran musicista si limitò a rispondere: - Se avessi fatto io l'Elisir d'amore, ne sarei molto felice. (Minerva, 30 lugli o 1932). 4312. Un tal Bettinelli, oste all'insegna dei « Tre Gobbi » a Bergamo, nutriva per D onizetti una vera adorazione. Dopo il fiasco della Lucrezia Bor gia alla Scala, il Bettinelli votò un odio implacabile ai Milanesi. Quando un Milanese aveva la sf ortuna di capitare ai « Tre Gobbi », il peggior vino e gli intrugli più sciapiti erano per lui. E se protestava, c'era caso che il Bettinelli gli si piantasse contro dicendogli: Che cosa vuoi saper tu, poverello, di ciò che è buono e di ciò che è cattivo? Non sei fo rse uno di quelli che fischiarono il capolavoro del mio Gaetano? Naturalmente, questo ostracismo durò solo dieci anni, fino a quando cioè la Lucrezia , ripresa alla Scala, vi ottenne il meritato trionfo... (Corriere della Sera, fe bbraio 1923). 4313.. Lo stesso Bettinelli raccontava che da ragazzo aveva recitato in un teatr ino di dilettanti insieme con Donizetti. Ma il Bettinelli era un po' balbuziente ; e una sera, nel mezzo di una scena patetica, all'atto di pronunciare una battu ta un po' complicata, s'impappinò e, non sapendo più come cavarsela, volgendosi al s uo interlocutore, che era appunto il Donizetti, gli disse: Vai avanti tu, che in quanto a me, non ci riesco! Trentacinque anni dopo, il fedele Bettinelli ripeteva il ricordo di quella serat a a Donizetti morente, e riuscì così egli solo a far sorridere il povero musicista i n fin di vita. (G. CORNALI, Nel paese del do di petto). 4314. Prima ancora che fosse colpito dalla terribile malattia di cui morì, parland o con la moglie e con gli amici, diceva di provare strane sensazioni nel comporr e, sembrandogli che le idee gli venissero solo da una metà del cervello e che anch e questa metà fosse divisa in due parti distinte. Nel comporre musica allegra, sen tiva una dolorosa pulsazione alla parte sinistra della fronte, mentre scrivendo musica seria sentiva lo stesso dolore alla parte destra, e nell'un caso e nell'a ltro il dolore era accompagnato da un senso di calore, che spariva insieme col d olore quando la composizione era terminata. (Die Zeit, 25 settembre 1897). 4315. Una sera Donizetti tornava dalla passeggiata, ma era rannuvolato e triste, e tra l'altro afflitto dal solito mal di capo. Infatti, salutata la moglie e gl i ospiti, andò a coricarsi. Poco dopo, si ode uno strappo al campanello. La moglie accorre al letto del marito; e questi le dice: Presto, presto, portami subito un lume e tutto l'occorrente per scrivere musica. Ho bisogno di scriver subito, prima che l'idea mi scappi. Mezz'ora dopo, il Donizetti richiama la moglie e, presentandole un foglio" rabes

raccontava che Donizetti durante il viaggio era restato quasi sempre taciturno e distratto e di tanto in tanto esclamava: Bellissimo! Bellissimo! L'opera del giovane musicista che tanto aveva impressionato Donizetti era il Nab ucco di Verdi.11 cui oste. il mio povero Don Sebastiano! E due lagrime gli scesero dalle guance. in casa del conte SaintVictor.cato di note. era stato compagno di scuola ed a mico del grande musicista. Ah. Oh. una sce na altamente drammatica. signora viscontessa. Appena li vide. dis se loro: In questi giorni ho sentito a Milano. poi di Napoleone. le dice: Prendi. gli disse: Sapete chi suona così? Donizetti. e l'osteria era quella dei Tre Gobbi. (Die Zeit. e agli accordi di p rima subentrò una divina melodia. Stav a per alzarsi e mandar via il disturbatore. 1889). come avrebbe potuto far un bambino inesperto. stravolto. 4319. che il suonatore doveva esser qualche cameriere ubriaco. Tutti entrarono pian piano nel salotto. passino da quest'altra parte: questo è un viale riservato. 4318. O 4317. fu generale della Rivoluzione. e fu un trionfo da c ommuovere tanto Donizetti. . coi suoi am ici. Bettinelli. avendo cospirato contro il Primo Console. chiamò la sua cameriera. c he era stata al suo servizio da moltissimi anni. e rimasero lì muti ed esterrefatti ad ascoltarlo. scherzando. era data al San Carlo di Napoli. Verissimo. senza che Donizetti se ne accorgesse. cadde in disgrazia. tu che ti ricordi. lasciami dormire. Verissimo. CORNALI. Un giorno la viscotessa Donnadieu. Era uno spettacolo tragico. morì nel 184 9.. Il conte disse. l'ho conosciuto! Ma la signora sostiene che egli era il mio amante. vi assicuro che quell'opera racchiude la promessa d i un grande maestro. come parlando a se stesso. (G. ormai vecchia. DONNADIEU ( viscontessa ) moglie del visconte Gabriele Donnadieu che era nato a Nimes nel 1777. poche sere dopo. D'un t ratto il volto del sonatore si animò. c'è qui la signora di Breuilly che sostiene che io ho co nosciuto il conte V. e queste bocce non vanno manomesse. Era scritta la famosa aria « Tu che a Dio spiegasti l'ali ». Era no ad aspettarlo i suoi amici Rossini. che lo colse la febbre e dovette tener il letto per a lcuni giorni. che aveva fatto il viaggio con Donizetti e doveva cantare nel concerto bolognese. E la cantante Novello. Ora sto meglio. Stupore dei clienti. Racconta Antonio Ghislanzoni che un giorno. i suoi occhi brillarono. Se intendono giocare. Nel paese del do di petto). Mentre il conte stava una sera conversando. ma subito le su e mani ricaddero inerti. in una osteria dei s obborghi di Bergamo stava avviandosi con alcuni amici verso il giuoco delle bocc e.. al teatro della Scala. dallo al tenore Duprez. un'opera nuova di u n giovane maestro. quando venne precipitosamente fermato dall'oste. che sola ormai mancava per completare la Lucia di Lammermoor. si sentì dal salotto vicino il suono di un pianoforte che qualcuno strimpella va. Leverano e Golinelli. e le disse: Senti. (Nuova Antologia. 4316. quando vide entrare il marchese di C ustine che. Ancora una favilla! esclamò il maestro. I sintomi del suo male si aggravarono mentre componeva la musica del Don S ebastiano. e nel 1845 si svolse a Parigi. signora viscontessa. ma. (PADOVAN. ed egli mandò un sospiro profondo. ebbene. 25 settembre 1897). nel 1860. Il libro del buon umore). Basti dire che il povero Gaetano non 'veniva mai a Bergamo che subito non corresse alla mia osteria a far la sua partita alle bocce! Erano insomma quelle le bocce con cui giocava Gaetano Donizetti. E l'oste spiega: Viale e bocce sono come un monumento nazionale. Nel 1842 Gaetano Donizetti arrivò a Bologna per dirigervi un concerto. La quale.

« La signora Berger. furono i vicini stessi che provvidero a tener chiuse orm ai le galline vagabonde. autore drammatico francese. E Donnay: Infatti volevo fargliela. Donnay aveva un piccolo villino in campagna. Molti anni dopo. poeta nazionale franco-russo. Un amico.. giovane e graziosissima.Dove andate. Infatti disse all'accademico: Vorrei non chiamarvi più « Signor Donnay ». Donnay viaggiava sul treno di Marsiglia. che tuttavia. non senza una punta d'ironia. L'attore . (L'esprit de Donnay). 4324. per e sempio.alberi non si muovono? . gli uomini! Come passano presto d i testa! (VIEL CASTEL. nelle vicinanze. Entrando con lui in un circolo. 4320. eh! che vento! Vento? Mi pare di no: non vedete che gli. lo fermò e gli disse a bruciapelo: Hai sentito di X. p er cacciare strada facendo. con uno sgu ardo al fucile. 4323. ha regolarizzato la sua posizione. in casa mia appunto me lo tolgo.Ma.Ne siete proprio sicura? Altro che! Egli è venuto dopo il colonnello e prima del marchese. 4328... 4325. anzi posso aggiu ngere che la signora viscontessa era innamorata pazza di lui. E Donnay pronto: . caro dottore? Ho una visita. Un giorno si accorse che alcu ne galline dei vicini venivano a razzolare nel suo giardino producendo dei danni .Sì. Finito il pranzo. nat a Pepi. « Adriano Chase. . voi non avete fatto la guerra! E Donnay. scopritore della non esistenza di Dio ».. furioso. 4326. discendente dei Faraoni Pepi della VI dinastia ». (L'esprit de Donnay). Un giovane autore era stato presentato da poco a Maurizio Donnay. Commérages). dunque! Chiamatemi solamente « Signore ». (L'esprit de Donnay). Si fece dare alcune uova e le sparse qua e là per il suo giardino. 4321. ma era impossibile: tra noi due c'era il piede della t avola. fallire il colpo? interrogò Donnay. 4327. i seguenti. in modo che i passanti potessero vederle . In campagna. settembre 1924). Ah. la padrona mise Maurizio Donnay acca nto a una sua cugina che veniva dalla provincia. anche senza combattere. bene in vista.E avete dunque tanto paura di. Aveva una curiosa collezione di biglietti da visita strani. 4322. aveva fatto molto per la causa d egli Alleati. tra cui. Andate pure . Essendosi diffusa la notizia che le galline dei vicini andavano a far le uova nel giardino di Donnay. (L'esprit de Donnay). che chi sa mai come si era procurato: « Maria vedova Pepi. Un caso grave! . Qui siete come in casa vostra. disse al Donnay: Dopo tutto. Quando Donnay entrò alla Comédie Française..Era quello che volevo sapere. sì. non ho fatto la guerra. 15 dicembre 1901). aveva dovuto lottare contro l'ostili tà di certi comici. un amico disse a Donnay: Potete tenere in testa il vostro cappello. Il giardiniere. ai quali la sua arte originale e possente dava ombra.Spero che avrete fatto un po' di corte alla vostra bella vicina. in casa di una duchessa. Coraggio. A un pranzo. ma l'hanno fatta a me. con il fucile in spalla. (Histoires littéraires). filosofo umanitario. onorato da una lettera autografa di ringraziamento della granduch essa Xenia Alessandrowna ». Donnay gli rispose: . uno di questi suoi nemici di un tempo stava discutendo con Donn ay a proposito della prima guerra mondiale che si era da poco conclusa.. ma Maurizio Donnay ricorse a un sistema più innocuo. la duchessa disse a Donnay: . morto nel 1945. (Minerva. (Comoedia. il nostro amico comune? Egli è diventato compiutamente pazzo. DONNAY Carlo Maurizio nato a Parigi il 12 ottobre 1859. « Eugenio Georges. Un suo compagno di viaggio a un c erto momento gli disse: Eh. Ma il gi ovane prendeva subito troppo confidenza.. dama di carità indipendente ». umorista ». (L'esprit de Donnay). incontrandolo per strada. rispose pronto: No. voleva prendere il fucile per ammazzarle. Donnay incontrò un suo amico medico. « Clemente Verpy.

e subito si riammo gliò con una ragazza di venti. 4 agosto 1928 ). morto a Parigi nel 1883. e non seppe trattenersi dal gettarle là: Il mio Gustavo guadagna centomila franchi l'anno! Che erano allora più di un milione del giorno nostro. la burla era pericolosa. poeta francese. 23 lugl io 1932). Una di queste burle stette per finir male. Oltre che far stupirei . Aveva fatto perciò i costumi per una rappresentazione teatrale dei loro amici fi lodrammatici. 4331. Da ragazzo giocava spesso con una cuginetta della sua stessa età. Certo un ufficiale di marina non avrebbe guadagnato mai tanto. la madre di Doré incontrò la cugina di lui. ma so che diventerò qualcuno. perdette la propria moglie all'età di quasi ottanta anni. DORAT Giovanni n. della Divi na Commedia. spo sata all'ufficiale. (Les nouvelles littéraires. Pure Doré restò sempre innamorato di lei. Se non che il povero Doré non aveva ancora né arte né parte. 4329. altri. (Les nouvelles littéraires. dell'Orlando Furioso e del Don Chisciotte. e gli rispondeva: Dal momento che dovevo morire di spada. spararono alcune fuci late contro i finti fantasmi. (Les nouvelles littérair es. vestirono i detti costumi. 23 luglio 1932). e infa tti alcuni contadini spauriti scapparono. Non sappiamo co me la cugina prese la cosa. ne faceva le più matte risate. e a prova addusse un album dove Gustavino aveva i llustrato la favola dell'Orco e di Puccettino. fu molto deluso. che si maravigliavano di questa pazzia. percorsero la campagna in quella strana masc herata. presero una torcia a vento per ciascuno e. DORÉ GUSTAVO nato a Strasburgo nel 1833. In un paese dove si credeva ai fantasmi. Fu compagno di scuola di Ippolito Taine e di Edmondo About.un a tto e l'altro! Egli non era insomma affatto entusiasta del cinematografo. Molti anni dopo. grande illustratore frances e. e quando fu in età conveniente andò a chiederla in sposa. La cuginetta sposò in sua vece un ufficiale di marina. 1508 . che aveva allora sette anni. più audaci. ho passato ormai l'età delle sciocchezze e non ho ancora raggiunto quella delle debolezze. tra le sue tante opere sono celebri le illustrazioni della Bibbia. i genitori di Doré trovarono una parete della loro casa letteralm ente coperta da caricature di tutti gli amici di casa. mi par molto meglio che io muoia per via d'una lama nuova. Vero diceva contrito ed umiliato non sono nulla. Quando Maurizio Donnay vide sullo schermo un adattamento cinematografico d el suo lavoro teatrale Gli amanti. 25 ottobre 1930). i due ragazzi. ed amico di Al essandro Dumas padre e di Teofilo Gautier sin da ragazzo. O 4332. 4330. anche a diventare ammiraglio. Il poeta Giovanni Dorat. 4334. Signore. raccontando l'episodio. quando gli alt ri familiari erano andati a letto.Oh! rispose il viaggiatore è che gli alberi ci sono abituati! Donnay. sembrandole un par tito assai più serio. (Encyclopédiana). Il rappresentante di una famosa casa americana l'andò a trovare un giorno perchè scrivesse un soggetto pe r il cinema. Chi aveva osato tanto? Fa tta una rapida inchiesta. come prova il fatto che non volle mai prender moglie e spesso ricordava colei che non aveva cr eduto al suo genio e non aveva voluto sposarlo! (Les nouvelles littéraires. Un fratello maggiore denunciò allora che il piccolo disegnava già da qualche tempo. Il piccolo Doré (aveva a llora quindici anni ed aveva firmato già un contratto con un editore per illustrar e non so più che volume) si distingueva già per la ricostruzione dei costumi antichi . Inutile. Un giorno. 4333. si scopri il piccolo delinquente: era stato Gustavo Do ré. o in altri termini era povero. ed esclamò: Gli stupidi! Invece della commedia.m. Più tardi se ne innamorò. a cavallo. C'era dunque un costume da pascià e uno da orso. 23 lug lio 1932). A coloro. piuttosto che per via d'una lama arrugginita. Insieme coi suoi fratelli amava far delle burle agli abitanti del paese che abitavano. Si trattava di rappresentare una commedia L'orso e il pascià. (Les nouvelles littéraires. Una sera. La scamparono per miracolo. hanno girato soltanto gl'intermezzi tra. che aveva il titolo di poeta di corte del re Carl o IX. 1588.

Un giorno che aveva invitato a pranzo il direttore generale delle poste. La sala da pranzo aveva l'aspe tto di un ufficio postale. volendo prese ntargli un alto prelato. re stò male assai. quando s'accorse che nella sala c'era un monsignore che non conosceva. che non sapeva una parola di francese. Da quel giorno non vi furono più dome niche musicali nello studio del Doré. 9 gennaio 1932). Un giorno un suo amico editore lo mandò a chiamare di urgenza. cerchiamo di accontentarlo. egli troverebbe modo di c avarci fuori cinquecento magnifici disegni! (Les nouvelles littéraires. manifestamente s traniero. Teofilo Gautier era entusiasta di Doré. Una delle sue più grandi passioni era la musica. .. Doré non era soltanto un illustratore. Quando ebbe una certa agiat ezza. Quest'indipendenza aveva però i suoi inconvenienti. rimettendosi al caso: face va sapere a tutti i suoi amici musicisti di andar da lui. 4335. alla fine. e secondo che venisser o violinisti o pianisti o suonatori di altri strumenti. Oh! diceva più tardi se non fossi diventato un illustratore. 9 gennaio 1932). si faceva da essi ammi rare per i suoi straordinari esercizi di acrobazia. che l o guardava stupefatto. nella sua giovinezza. (PIERRE VERON. restato in mutande. per esempio. Mi pareva confessò più tardi di essere un domatore di belve che deve entrar per la p rima volta nella gabbia di leoni ancor non bene addomesticati. Les coulisses artistiq ues). Ma il sig nore scoteva il capo.. volendo. facendo segno che non si trattava di questo. Vedendo di non esser capito. Doré corse dall'editore.. e si accors e che gli otto rivali si guardavano in cagnesco. gli si presentò un uomo. prese uno studio elegante e molto vasto. Vorrei avere diceva la sua fantasia! Sono sicuro che se gli si desse come tema: « Dell'influenza delle pulci sul sentimento delle donne ». cominciò allora a spogliarsi e . le salviette erano piegate come buste da lettere. 4339. Una sera arrivaro no ben otto violoncellisti e nessun altro musicista. Parecchie volte. Aveva preso per re gola però di non formulare un vero e proprio programma. ma. Les coulisses artistiques). Strana -idea! Ma in fondo. qualche lezione di ginn astica: egli era molto agile e bravo negli esercizi fisici e specie in quelli d' equilibrio. cercava di far capire al pittore qualche cosa che q uesti non riusciva assolutamente a comprendere. preso il carboncino. 4336. L'art en anecdotes). dopo aver assistito a una rappresentazione di qualche circo equestre (di cui era app assionatissimo). era anche pittore e aveva un vasto st udio in una vecchia sala di ginnastica: la qual cosa dava luogo a frequenti e sa porosi equivoci. il concerto era naturalm ente diverso. si divertiva a ripetere in famiglia le esercitazioni che aveva viste fare agli acrobati. Qualche volta c' era scarsezza di musicisti. si atteggiava in posizione statuaria. Ho capito! esclamò Doré vuol farsi un ritratto da atleta. 4340.. Gustavo Doré avrebbe potuto dare benissimo. quando tutti gli otto violoncellisti ebbero sonato il loro pezzo. e ogni domenica sera v'invitava g li amici per offrir loro un simpatico trattenimento musicale. Il visitatore si dava gran pugni sul petto. ta nto più che il povero Doré dovette stabilir lui un ordine di precedenza. Doré si accorse che gli altri invitati dormivano. tornando a casa la sera. cominciò a fare uno schizzo del signore sulla tela. 4338. Aveva voluto fare uno scherzo al suo amic o. e qualche volta ce n'erano troppi. come acrobata in qualche circo equestre! (Les nouvelle s littéraires. e a furia di gesti molto mister iosi e per Doré inesplicabili. ma non sapeva nulla della ragion e della chiamata e credeva che egli fosse solo nel suo studio. Una volta.. la saliera era posata su moduli telegrafici.suoi amici per la sua stragrande abilità di caricaturista. Quando dunque l'u sciere annunziò Gustavo Doré. avrei fatto egualment e una brillante carriera. (PIERRE VERON. Ma allora? Ci volle un'ora buona di segni muti perchè finalmente Doré capisse: lo straniero volev a semplicemente una lezione di ginnastica. (BAYARD. indicando i suoi for midabili muscoli bicipiti e le gambe da atleta. r icevette il suo ospite in maniera originalissima. i gelati erano confezionati a forma di . Les coulisses artistiques). questi fu visto entrare nello studio dell'editore camm inando sulle mani e coi piedi in alto. 4337. Il problema diventò grave. poi stendeva le braccia come se volesse prendere a pugni Doré. (PIERRE VERON.

inappu ntabilmente. Tuttavia i maligni. ogni invitato trovò al suo posto un esemplare delle guide. Gustavo Doré aveva una memoria visuale portentosa. Ma adesso maneggio invece la spada. . ch era tutt'altro ch e un modello di fedeltà coniugale. g li domandò ironicamente. e si limitava a dormire in una camera attigua. Doré volle leggere qualche brano delle stesse. pre se subito uno dei volumi e ricercò le frasi incriminate. vista la magnificenza del ricevimento. (BAYARD. Ma il giorno dopo. mio. ma separata da quella di sua mogli e. venne accolto dal Doria con una pompa addirittura regale. 4344. l'abbandonò e si fece soldato . Carlo Quinto lesse l'iscrizione e disse: Doria. Avendo il Doria risaputo il pettegolezzo. improvvisando spropositi apposta per impressionare il suo ospite . Carlo Quinto fece in quell'occasione principe il D oria. ricavandolo da una fotografia. L'amico informa premuroso lo scrittore: . ma tolleravain silenzio. 4342. Un'altra volta. stette molto in pena pensando che mai più avrebbe potuto avere il disegno per il giorno dopo. e la maraviglia dell'e ditore fu anche più grande quando. L'art en anecdotes). più audace. DORFLINY feldmaresciallo del Grande Elettore Federico Guglielmo di Brandeburgo (1618-1680 ). citando seriamente frasi com e queste: « Il tale albergo è raccomandabile per la bellezza e la facilità delle sue c ameriere » oppure « Questa cattedrale è bella. Nella carriera militare fece passi da gigante e diventò assai pr esto ufficiale superiore. Il celebre Dorfliny era originariamente un sarto. E.Vedi? Quello è il primo marito di mia moglie. 1798 . 4346. e quand o l'editore si accorse della dimenticanza. con la vostra magn ificenza. Offeso dall'affronto e pensando che lo dovesse alla sua professione. Quando l'imperatore Carlo Quinto fu a Genova. (BAYARD.m. (BAYARD. L'art en anecdotes). DORGELES Roland scrittore francese contemporaneo. È verissimo rispose Dorfliny che da giovane ho tagliato il panno con le cesoie. 1849.m. Essendo disoccupato e in miseria. il più grande marinaio e il più illustre uomo di Stato della Repu bblica di Genova. 1764). spaventato. Joanne. e. un giorno uno di essi. 4345. Gustavo Doré fu incaricato un giorno da un editore di fare un paesaggio dell e Alpi. durante il p ranzo. (Anecdotes germaniques). Il giornalista Merle aveva sposato la celebre Maria Dorval. 4343. per grazia di Dio e al ser vizio dell'imperatore ». ricevendo a pranzo l'autore delle famose Guide di viaggio Joanne. Una sera che Merle era stanchissimo e aveva gran bisogno di dormire. che siete più potente di un re. 4341.buche da lettere ecc. io vi ho fatto principe. Roland Dorgelès sta chiacchierando con un amico. DORIA Andrea n. andavano dicend o che Doria aveva dovuto farsi prestare le argenterie dalla Repubblica e dal duc a di Milano. 1560. dimenticando la fotografia sul suo tavolo. e con la spada taglierò le orecchie all'insolent e che fosse tanto audace di parlar male di me. si avvide che non mancava nè una roccia nè un albero. esaminando il disegno e comparandolo con la fot ografia. Solo allora si accorse ch e Doré scherzava. e non avendo di che pagare il pedaggio che era stabilito. in presenza della Corte. fece scrivere sulla porta di casa sua: « Tutto quello che c'è in questa casa è. Il disegno doveva essere consegnato il gi orno dopo. L'art en anecdotes). ma voi mi avete fatto vedere. non potè passare. Doré lasciò l'editore. L'Elettore lo notò e fece la sua fortuna. quando passa davanti a loro un signore molto sudicio. sebbene gotica ». Naturalmente g li invidiosi andavano dicendo male di lui. se era vero che in gioventù avesse maneggiato le cesoie. 1468 . sentì che nella stanza di sua moglie avveniva una scenata tra lei e un suo amante. celebre attrice francese. (Magazin historique. DORVAL Maria n. Pare ch . si presentò Gustavo Doré col disegno già eseguito.Ah! rispose Dorgelès con una smorfia io non vorrei bere mai e poi mai nel bicchi ere dove ha già bevuto quel signore! (Anas). Il marito lo sapeva. pensò di recarsi a Berlino in cerca di lavoro: dovendo passare il fiume Elba.

Giacomo Boni). F u per lui un gran dolore. Povera. DOS PASSOS Giovanni n. preferite sempre . nella speranza che ne lanciate un'altra. Portraits). Ai piccoli autori dei grandi libri.Ah. ma il lago non si vedeva affatto. stanco del lavoro. lavori.Vi supplico. dal moment o che la scarpa è proprio adatta al mio piede! (Les nouvelles littéraires. -che gl i era rimasto sempre fedele. Lo scrittore Giovanni Dos Passos. ma che si veda il lago. le f ece parlare. non l'aveva ancora mai tradita. letterato italiano. 4352. a furia di studio. 4347. disse: Ma via. STAHL). m a le sue lettere gli ritornavano assai spesso sul tavolo con le riprovazione dei superiori. innamoratiss imo della moglie. si rifaceva dalla fati ca materiale leggendo ad alta voce i suoi poeti favoriti. senza affatto scomporsi ho già i miei poveri. Giacomo Boni). Funzionario del Ministero degli Esteri. Finalmente. tra c ui carissimo Giacomo Boni. esclamò: . quando si sentì r ispondere dal poeta: Anzi ' continuerò a declamare. Se non che un giorno soccombet te anche lui a una forte tentazione. fin che si veda. morto il 16 novembre 1910. Ma qual non fu lo stupore di colui che aveva lanciato la scarpa.Non posso rispose l'attrice. Una sera che declamava una poesia di Whitman. Molti. Il Dossi aveva certi aforismi caratteristici che tornavano spesso nella sua conv ersazione come basi fondamentali della sua filosofia della vita. La moglie del Dossi si m ise a pregare la Vergine.e costui fosse stato infedele alla Dorval e che questa non volesse in alcun modo perdonargli. La sera. 4351. 26 maggio 1928). 4348. J. fatemi questa elemosina.Y . .i grandi autori dei libri piccoli. signora. (TEA. tutto inutile. ed ecco che un giorno l'acqua scaturì a mezza costa. senza che nessuno lo avesse avvertito del provvedimento. E il lago dov'è? domandò Dossi. e le si gettò ai piedi. (TEA. costui. (CAST ILLE. esclamando: . non ostante le proteste dell'amante e il suo pentimento. sentì dalla strada una voce che gli gridava: E smettila una buona volta! Contemporaneamente una scarpa entrava nella stanza. Disse al suo amico l'architetto Conconi: Fammi tu una villetta. che lo persuase a ritirarsi in campagna con la moglie Carlotta. finalmente! Ma ce n'è voluto! (P.txtArchivio G Split&{5F9160D1-68ED-4692-9DC5-DA0556BA26AC}sm$ %S®. Le scrisse. non senti che ti promette di non farlo più? (CASTILLE. Carlo Dossi se ne consolava nella conversazione con gli-amici. Portraits). fuori di sè. Ne diamo qui qu alcuno: Chi vuol riposare. Un pittore dipinse allora GSPLIT:uPalazzi-Zanichelli 1. doveva esercitare un mestiere manuale per vivere. imp rovvisamente. Nella villetta e nelle vicinanze mancava l'acqua. Siccome i l dibattito si prolungava e il povero Merle non poteva dormire per tutto quel ch iasso. scrittore americano contemporaneo. La caduta di Crespi nel 1895 travolse anche il povero Carlo Dossi. Mentre la Dorval non era affatto fedele a suo marito. DOSSI Carlo (pseudonimo di Alberto Pisani Dossi) nato a Zenevedro di Pavia il 27 marzo 1849. 4349. Carlo Dossi si sforz ava di piegare la sua penna di scrittore arguto e prezioso al gergo d'ufficio. Un bel giorno il Dossi lesse nei giornali che lo av evano messo a riposo. Un provinciale si era innamorato pazzamente della Dorval. l'affrontò una sera che usciva dal teatro. e bussando discretamente. Maria sii buona. Quando la moglie lo riseppe. sin dal 1880. 1896. egli si fece alla porta. sfondando i vetri della fine stra. Non importa fece l'imperturbabile architetto faremo una torretta alta alta. diventano ignoranti. L'architetto fece la villetta. quando era giovane. 4350.