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TEMARIO PER GLI ESAMI DI ESCATOLOGIA

ASPETTI INTRODUTTIVI 1. Qual è la nozione di escatologia? Elementi essenziali.  È il trattato tradizionale dei “nuovissimi”, così nuovo che ancora non accade; come un figlio che nasce domani. È qualcosa che ancora non si dà – non si dà pienamente, ma è già cominciata. La morte è già cominciata. In termine tecnico, si usa l‟espressione patristica Prolixitas mortis, ripresa da K. Rahner in Teologia della morte.  La escatologia cristiana quindi ha doppia valenza: o Discorso sull‟escaton, cioè, sugli ultimi (morte, giudizio, inferno, purgatorio e cielo). o Intendendo però che tutto il cristianesimo è escatologico. La Chiesa è escatologica (LG48-53), i sacramenti sono escatologici. Infatti, i sacramenti profetizzano il futuro, ma anche lo anticipano.  Il termine “escatologia” fu coniato nel Settecento da un protestante. Escatologia indica sia l‟intero cristianesimo, sia gli ultimi. Quindi occorre un nuovo concetto di escatologia, non legata solo al futuro. Anche la creazione è escatologica, ma perché è sempre aperta al futuro.  Non solo. L‟escatologia è l‟atto definitivo che Dio ha posto all‟esistenza. La creazione non è separata della salvezza, ma è il primo atto della salvezza. La salvezza non è solo liberazione (che comporta una situazione negativa da uscire, il peccato di Adamo). La salvezza esiste comunque, anche se la negatività del peccato. La salvezza è atto positivo di Dio posto una volta per sempre in atto, già prima del peccato.  La escatologia allora è scienza salutis. Meglio, tutta la teologia è scienza salutis, tutto è in vista della salvezza. La redenzione non è l‟unico atto di salvezza. Creazione e redenzione vanno insieme: il Cristo per mezzo del quale il mondo fu creato, è lo stesso che ci ha dato la vita per la redenzione. Cioè, già all‟inizio il Padre ha pensato il Figlio per la nostra salvezza, indipendente del peccato.  Questo implica il concetto di “predestinazione del Verbo”. Dall‟origine Dio ha pensato il Figlio perché «fossimo immacolati nel suo nome». Cioè, sin dall‟eternità siamo predestinati a Cristo e Cristo è predestinato a noi. Egli è il modello della Creazione e anche dell‟umanità stessa. Cristo è il mediatore degli inizi, del frattempo e della fine.  Per Dio non vi è passato, presente e futuro. Vediamo l‟incarnazione dal punto di vista storico, ma per Dio tutto è eterno, quindi tutto è presente. Per questo si può parlare di un Emanuele eterno. Ciò significa che da sempre il Padre vede il Figlio incarnato. Non solo. Da sempre il Padre vede il Figlio sulla croce. La croce di Cristo è la mediazione non solo della redenzione, ma di tutta la Creazione – in quanto primo atto di salvezza.  Il Figlio si è incarnato per ristabilire nell‟uomo la sua immagine che era stata macchiata da Adamo. Quindi, si può quasi dire che Gesù viene per sé, non per noi, nel senso che viene per ristabilire l‟immagine sua nell‟uomo. Il peccato è una realtà che si è interposta in mezzo ad una storia di salvezza già posta in atto.

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Qualificazioni dell‟Escatologia cristiana 1) Qualificazione cristologica - La storia della salvezza è cristiana (perché ha Cristo al centro) - La escatologia è una forma di storia della salvezza (l‟inizio e la fine si assomigliano) - Quindi Gesù è il centro dell‟Escatologia. Conclusione: la Escatologia è una cristologia speciale. - La storia della salvezza è: o Storia verso Cristo o Storia di Cristo o Storia con Cristo 2) Qualificazione soteriologica: storia della salvezza. - La teologia non dice come è il cielo, il purgatorio e l‟inferno, ma dice «che» saremo salvati e «in quale condizione» entriamo nella vita di Dio. 3) Qualificazione antropologica: - il “già e non ancora” significa che è escatologico il “già” e anche il “non ancora”. - È vero che tutto è escatologico, ma si può dire che il “dopo” è più escatologico 4) Qualificazione dossologica: - Il cristianesimo è centrato sulla categoria della gloria. - Nel cristianesimo “gloria” e “croce” vanno insieme - La gloria di Dio è la salvezza dell‟uomo - La risurrezione non è solo gloria, ma ha almeno tre ragioni: o Schema R (redenzione) o Schema G (glorificazione) o Schema E (elevazione)  La teologia non può dimenticare il fondamento nella discesa di Dio. Tre domande importanti oggi spesso tralasciate. Gesù, dove sta? Sta in cielo. Cosa fa? È l‟attuale maestro, attuale pastore e attuale sacerdote. Cosa vuole? Vuole la salvezza di tutti. Infatti, il Gesù dell‟Escatologia è il Gesù di adesso.  La teologia scolastica considera due movimenti: Dio che viene all‟uomo; l‟uomo che ritorna a Dio. L‟orizzonte ultimo è la Trinità. Il cielo è il cuore del Padre: attraverso il cuore ferito di Cristo arriviamo al cuore del Padre. Le acquisizioni dell‟escatologia oggi Contenuti nuovi: a) Recupero dell‟evento Cristo dentro la escatologia - È Cristo che dà senso alla dicitura “escatologia cristiana”. - Evento è un insieme di fatti notevoli. Evento di salvezza sono fatti pregne di grazia. Evento è ciò che inside nella storia e la cambia. L‟evento Cristo è stato così notevole che ha spaccato la storia in due momenti: avanti e dopo Cristo. - Il tempo cristiano è lineare, mentre quello pagano era ciclico. Lineare vuol dire che ha un futuro. Ma l‟evento Cristo ha fatto un‟irruzione nella storia e l‟ha cambiata. Cristo è un punto nella linea, ma un punto che cambia tutta la linea.

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b) Dimensione Trinitaria - Tutta la storia, dall‟inizio alla fine, è opera della Trinità. È la Trinità il Dio creante, redentore, e anche giudice – anche se un‟azione o altra viene applicato più specificamente al Padre, al Figlio o allo Spirito. - La scatologia è anzitutto Dio stesso: Dio che ci giudica, che ci accoglie nella morte, che ci purifica (von Balthasar). Così il cielo è Dio che ci accoglie, e l‟inferno è il Dio assente. c) Ricupero della gloria - Come premessa, cristologia e soteriologia vanno insieme. Cioè, la condizione di Cristo (Verbo incarnato) è condizione perché Egli sia il salvatore. - Salvezza è il seme della gloria. La gloria è la salvezza compiuta. La gloria è il frutto della filiazione divina in Cristo. d) Ricupero dell‟aspetto comunitario - Tuttavia, la escatologia non può perdere la singolarità. Rahner diceva che uno dei pericoli del cristianesimo è la perdita della singolarità. Alla fine comunque saremo giudicato uno per uno.

2. Difficoltà di futuro nella cultura «presentistica» contemporanea.  La escatologia non è solo il futuro, ma anche il passato. Il futuro è assoluto, ma anche il passato lo è, perché Dio non lo ritratta. In realtà, il futuro è già ieri, è già cominciato nel passato. È escatologico ciò che Dio crea in vista della salvezza. La creazione è definitiva: Dio crea una volta per sempre, non si pente di ciò che ha fatto. Ma vi è un crescente, come un albero: nell‟albero è tutto il seme, ma un seme che si è spanto. Così l‟uomo è già pieno sin dalla creazione, ma lo sarà chiaramente solo nella escatologia: il massimo della espansione – perché adesso è uomo pieno ma pellegrino.  La Creazione è definitiva; la ricreazione è definitiva; la salvezza è definitiva. Quindi tutto è escatologico, anche il passato.  Skilenberg afferma che il cristianesimo è la religione di un futuro assoluto, cioè, una metà ultima non cambiabile. La Chiesa, l‟uomo, la Creazione saranno perfetti solo nella escatologia, perché Dio li ha creati in vista del futuro escatologico.  La salvezza è già accaduta (salvezza oggettiva), adesso ci compete solo applicarla (salvezza soggettiva).  Nel periodo dell‟ideologia marxista vi era ancora l‟utopia, che pensava ad un futuro prossimo. Oggi la cultura invece è presentistica: si è perso il passato (storia) e si è perso il futuro (speranza). Il cristiano è quello che non si accontenta di un futuro utopico o prossimo, ma crede ad un futuro assoluto.  Questo non significa che sappiamo cosa sarà il futuro, ma che lo crediamo. Parliamo del futuro assoluto a partire dal passato, dalla profezia, soprattutto dalla profezia di Gesù. Il cristianesimo allora è profetico, ma non in senso di narrazione. La “memoria del futuro” non è narrazione, ma profezia – e la profezia non è logica, non è geometrizzabile. Non possiamo dire “come” sarà la salvezza, ma “che” ci sarà una salvezza.  Fine dell‟utopia. Utopia è ciò che ora non è ma può essere. Al contrario di quanto a volte si pensa, l‟utopia spesso si realizza. L‟obiezione di coscienza, per esempio, era utopia 20 anni fa; oggi è banalità. L‟utopia è l‟attenzione per il futuro. 3

 Presentismo: è una difficoltà attuale. Presentismo è ritenere che siamo capaci di pensare e amministrare solo il presente. Il pensiero debole o cultura debole è quella contro la cultura forte. La cultura forte è quella delle grandi narrazioni, che parte da Adamo ed Eva (per esempio, il cristianesimo stesso). Il pensiero debole afferma che non abbiamo niente da raccontare se non il fallimento. Adorno, nella “Dialettica dell‟illuminismo”, afferma che “la terra tutta illuminata (dalla ragione) è tutta desolazione” (le guerre del „900). Il pensiero debole è la crisi della fiducia della ragione. Oggi abbiamo un pensiero depotenziato, una ragione sfiduciata.  Pensiero debole è sinonimo di post-modernità, che però è un termine più ampio: tocca l‟ambito dell‟arte, della musica, dello stile di vita, ecc., mentre pensiero debole è piuttosto filosofico. Post-moderno non indica soltanto ciò che viene temporalmente dopo la modernità. È piuttosto la modernità timida, meno euforica, poco fiduciosa, che va oltre il soggetto.  Due rinunce interessano all‟escatologia: la rinuncia alle grandi narrazioni e la rinuncia alle grandi previsioni. Anche la assenza di narrazioni, quindi, assenza di un passato, implica il discorso escatologico, perché crediamo che anche il passato è escatologico, perché sin dalla creazione è cominciata la escatologia. Le grandi previsioni compromettono il discorso escatologico perché il cristianesimo è la religione del futuro. Senza escatologia il cristianesimo sparisce.  Se cadono le narrazioni (passato) e le previsioni (futuro), resta solo il presente: il presentismo. In questo contesto, è inutile insistere in una escatologia pensata per un periodo diverso di questo. Il presentismo è una cosa utile se ben compreso, come Agostino che per parlare del passato dice “presente del passato”, e per il futuro dice “presente del futuro”. Ma il presentismo post-moderno è disperato, perché rinuncia completamente il passato e il futuro.

3. Perché preferiamo parlare di escatologia cristiana anziché di teologia dei novissimi?  Non solo i cinque luoghi ultimi (morte, giudizio, purgatorio, cielo e inferno) sono contenuto di escatologia. In realtà, tutto è escatologico perché tutto è atto definitivo posto per la salvezza.  Tutto il mistero cristiano è escatologico. La protologia è scatologica; il frattempo (la storia) è scatologica; il futuro è scatologico. I cinque luoghi ultimi sono particolarmente escatologici, ma non sono l‟unica parte dell‟escatologia. Tutto, infatti, è stato creato per mezzo di lui (protologia) e in vista di lui (escatologia).  Perché cristiana? Vi sono due modi di dire escatologia cristiana: o Modo debole e ovvio: Escatologia del cristianesimo o Modo forte: Escatologia qualificata dal Cristo, che ne è il centro.  Vi è un unico modo di morire: si muore in Gesù. Quindi la morte viene eternizzata, perché è la più grande espressione dell‟amore del Figlio per il Padre. Cristo asceso nuovamente alla destra del Padre è il Cristo che diede la vita per amore – e così rimane tutta l‟eternità.

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tutta la storia della salvezza. Occorre che per fare l‟escatologia bisogna considerare tutto il cristianesimo.  Tutto il mistero cristiano è escatologico. meglio. non per noi. l‟uomo dopo la morte sarà ancora uomo. Il Figlio si è incarnato per ristabilire nell‟uomo la sua immagine che era stata macchiata da Adamo. si tende a cancellare le idee troppo cosmologiche dei luoghi ultimi. nel senso che viene per ristabilire l‟immagine sua nell‟uomo. il frattempo (la storia) è scatologica. Il peccato è una realtà che si è interposta in mezzo ad una storia di salvezza già posta in atto. 5 . il futuro è scatologico. in particolare la salvezza in vista della quale tutto è stato creato. perché la protologia lo impedisce.  Tutto è escatologico perché tutto è atto definitivo posto per la salvezza. 7. ma non sono l‟unica parte dell‟escatologia. Che significa che il "settoriale escatologico" pervade il "generale cristiano"? Settoriale escatologico sono i cinque luoghi ultimi. è stato creato per mezzo di lui (protologia) e in vista di lui (escatologia). CIOLA. Tutto.  Tuttavia.  Non si può eliminare completamente l‟idea di una certa località nei luoghi ultimi del cielo e inferno. Oggi si chiede di decosmologizzare l'escatologia. quindi è vera se è vera sin dall‟inizio. non può diventare angelo. [Cfr.4. M.] 6. mentre le realtà ultime sono eterne. infatti. si può quasi dire che Gesù viene per sé. La protologia ci impedisce di parlare dell‟uomo solo come spirito: dalla polvere siamo creati e alla polvere ritorneremo. Protologia ed escatologia vanno insieme. La protologia è scatologica.  È da evitare quindi l‟ “angelismo” cartesiano: l‟uomo solo spirito. l‟intera linea della storia della salvezza. ma fino a quando lo vedi possibile?  Descosmologizzazione della Escatologia: perché il cosmo è transitorio. Una cosa è vera se è vera fino alla fine. allora qualche località deve esserci. Generale cristiano è tutto il cristianesimo. Che significa che l'escatologia è un nome di tutto il cristianesimo?  Cristianamente si dice che l‟atto della Creazione è già l‟inizio della morte: l‟inizio e la fine vanno insieme. BORDONI – N. I cinque luoghi ultimi sono particolarmente escatologici. 5. Gesù nostra speranza. Che significa che il "generale cristiano" si concentra nel "settoriale escatologico"? È l‟inverso: tutto il cristianesimo deve essere permeato di escatologia. perché quello che resterà alla fine di tutta la vita cristiane saranno soltanto le realtà ultime. Se la risurrezione è anche del corpo. Quindi. le realtà ultime non possono essere completamente slegate dal cosmo. dalla creazione alla gloria finale. Quindi.

che tuttavia può trasformarsi in giorno di ira per coloro che rimangono nel peccato. chiunque si troverà scritto nel libro. in quel tempo.  Il linguaggio è fortemente profetico-apocalittico e prevede la vita eterna a coloro che sono rimasti fedeli all‟alleanza e hanno confidato nella potenza di Dio. ma giorno di perdizioni per i pagani che avranno combattuto Jahvé. Nel NT. Sarà un tempo di angoscia.28) e nella promessa di vita legata alla fedeltà (7. soprattutto nei profeti. qui appare certificato dall‟espressione “alla fine dei tempi” e dall‟idea di un giudizio sempre più universale.. la persecuzione del re Antioco IV verso il 164 . Molto significative sono le parole conclusive della madre: «Senza dubbio il creatore del mondo. Nell‟AT.C. concentrazione cristologica. Quali sono i testi veterotestamentari più significativi in tema escatologico?  Il tema della risurrezione appare soprattutto in Dn e 2Mac.  Il fondamento di questa speranza è chiaramente la fede nell‟onnipotente forza creatrice di Dio (7.ASPETTI BIBLICI 8. I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento. Ma rimane in sospeso il destino degli empi. il gran principe.  Figli e madre esprimono l speranza di una risurrezione. 7 del secondo libro dei Maccabei. in quel tempo sarà salvato il tuo popolo. che vigila sui figli del tuo popolo.6). 6 . Molti di quelli che dormono nella regione della polvere si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l‟infamia eterna. coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre». come voi ora per le sue leggi non vi curate di voi stessi» (Mac 7.  Il libro di Daniele. il Giorno del Signore può essere giorno di condanna o di salvezza. Il «Giorno del Signore»: molteplicità di sensi.  Nel c. che ha plasmato alla origine l'uomo e ha provveduto alla generazione di tutti. Non si risponde neanche al “quando” e al “dove” avverrà la risurrezione. perché si rifiutano a seguire l‟ordine del re Antioco che gli obbligava di mangiare carne suina. che si riassumono nell‟idea di un giorno di gloria e di salvezza: 1) Giorno decisivo: giorno della manifestazione della giustizia di Dio (= parusia). sette fratelli sono arrestati con la loro madre e sottomessi alla tortura. sorgerà Michele. 9. riflettendo sulla stessa situazione del libro dei Maccabei. Se l‟aspetto escatologico non era tanto chiaro in 2Mac. come non c‟era stata mai dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo. esprime la speranza in termini di risurrezione reale: «Ora. cioè. troviamo un‟altra varietà di significati.23). 2) Dopo la cattività babilonese assume un significato pienamente positivo: giorno di salvezza e benedizione per Israele e per i pagani che lo avranno cercato. in quanto effetto della fedeltà o infedeltà all‟alleanza: 1) Prima dell‟esilio era soprattutto giorno di punizione e giudizio: ma era anche giorno di liberazione per il piccolo resto rimasto fedele. per la sua misericordia vi restituirà di nuovo lo spirito e la vita.

è presente nell‟AT l‟intuizione della risurrezione. 11. rallegratevi [. che lo ha fatto capire che questa vicinanza deve essere per sempre..  “Parusia” può indicare tutta l‟escatologia universale: la risurrezione dei morti. Questi eventi escatologici universali si operano nel Giorno del Signore e sono provocati dalla parusia del Cristo.2) Giorno di salvezza: Cristo apparirà per quelli che lo attendono in vista della salvezza Però Dio è incompatibile con il peccato.  Al termine della storia. mentre l‟ingiusto vive bene.  Tuttavia. Non possiamo trovare i luoghi ultimi nell‟AT. 69-79] 10. che si renderà operativamente presente. Tutta la storia della salvezza è escatologica. Esso è il giorno della “parusia” del Cristo. I restanti aspetti ne sono conseguenze ed effetti. l‟escaton (singolare) non diventa escata (plurale). più che qualcosa. ve lo ripeto ancora. mostrare il Padre e lo Spirito. [Cfr. poi comunitaria. man mano si è concepita l‟idea di una retribuzione postmorte.La "preparazione ideologica" dell'A T sul tema della risurrezione. Nel condizione di glorificato. il rinnovamento del mondo e il giudizio universale. perché è tesa al futuro.  Alcune idee del giudaismo che hanno aperto le porte dell‟escatologia: o Inizialmente si pensava ad una retribuzione materiale.4-5). perché è un annuncio così grande che solo il Figlio di Dio poteva mostrare la risurrezione.]. la storia di salvezza. esiste un‟unica escatologia. 4) Giorno di Gioia: Paolo trova proprio nell‟avvicinarsi del Risorto il motivo della gioia e dell‟allegria: «Rallegratevi nel Signore.  Nell‟Antico Testamento. come il 2Mac e Dn (vedi domanda 8). perciò perciò questo giorno si cambia in condanna per chi non rifiuta il peccato. 3) Giorno di gloria e di vittoria: è la parusia in quanto compimento dell‟articolato processo che riguarda la persona di Cristo: Incarnazione – Pasqua – Ascensione – Glorificazione. Cristo potrà finalmente esercitare il suo giudizio.  Il grande scandalo dell‟israelita era vedere come il giusto finisce male. G. L'Antico Testamento conosce il tema della risurrezione?  L‟AT silenzia. pp. sempre.  Nell‟Antico Testamento. Da questo scandalo. Masciarelli. Israele ha scoperto la vicinanza di Dio.  II Giorno del Signore ormai possiede essenzialmente una dimensione cristologica. cioè. c‟è qualcuno: è Gesù. È questo avvenimento che lo specifica. Il Signore è vicino» (Fil 4. 7 . la fine. ecc. e solo alla fine una retribuzione singolare e spirituale (2Mac). Per molto tempo Israele ha creduto in Dio senza concepire una vita dopo morte.. che non si parzializza. fino ad arrivare a testi molto espliciti. quanto alla risurrezione. il popolo di Israele scopre l‟escatologia molto tardivamente. in grande parte. Poco a poco. Alla conclusione del pellegrinaggio dell‟umanità ci sarà il Signore. ma troviamo l‟idea di salvezza globale. Concentrazione Cristologica:  Nella prospettiva neotestamentaria il Giorno di Jahvé si focalizza attorno alla venuta del Cristo. Il giudice alle porte. che a poco a poco fu maturata.

intuizione mistica di essere eternamente uniti a JHWH (Sl 16.  Per l‟uomo anticotestamentario.26).  I profeti minori hanno un visione fortemente ottimista. ANCONA. il futuro nel “giorno del Signore”. come Ciro. Vi sono le figure dei re. che diventa strumento di Dio. giubilare. 73). ecc. il futuro è già realizzato. ma figure storiche – al contrario dell‟escatologia dei popoli vicini. esperienza di esilio. Ez. come la perdita della forza vitale nell‟uomo. dimenticato pure da Dio.1-3). 13. ossa inaridite che ricevono nuova vita (Ez 37. Dn.La via del dinamismo vitale alla risurrezione. ecc. Os. ma sempre nella prospettiva di eterna unione dei giusti con JHWH. La morte rompe ogni relazione con il “Signore. Egli è nelle Scrittura il “Dio della vita”. 49.  Il futuro nella Bibbia si va realizzando già nel presente.): per i profeti. intervento di Dio per salvare il popolo dal re Antioco (Dn 12. non ho trovato nel libro o negli appunti una risposta chiara a questa domanda. Ho provato a formulare questa idea insicura e incompleta a partire dalla letteratura sapienziale: G. Ger. L‟epoca profetica quindi ha come messaggio centrale la salvezza portata dal messia.9-11). interrogazioni sulla vita e sulla morte. non dei morti.  Letteratura profetica (Is. Gb. in quanto fenomeno biologico. perché “è entrata nel mondo per invidia del diavolo” (Sap 2. torna ad essere polvere (Gn 3. 1-2Re. amante della vita” (Sap 11. visto che nella vita presente l‟uomo esperimenta la comunione con Dio. il salmista intuisce che essa non può venir meno con la morte (Sl 16. la morte è considerata. retribuzione in un futuro assoluto. solo Dio può garantire l‟avvenire del popolo. storica. e il soffio vitale che viene da Dio (rûah) ritorna alla sua fonte. pp. Nasce nell‟uomo pio la fiducia che Dio non vorrà togliere la pienezza della vita esperimentata in questa terra. Nella morte. Lv. una salvezza molto concreta. o Il castigo ha aperto il cuore degli israeliti all‟obbedienza. ritorno dall‟esilio come un ritorno alla vita.24).o Il giudaismo di linea messianica ha fatto nascere il discorso escatologico: l‟annuncio del messia ha riempito il futuro di Israele. o La via della promessa: Isaia già annunciava una nuova epoca.  Letteratura sapienziale: tema della “visita del Signore” nel futuro per salvare il giusto (Sap). 40-46] 8 . Infatti.  Non vi sono figure mitiche nell‟escatologia di Israele. idea ellenistica di immortalità nel libro della Sapienza. I profeti maggiori invece annunciano il giudizio. ma comunque rimane l‟elemento di speranza nella promessa di una salvezza finale. di liberazione. Dt. il corpo ritorna alla terra. ma si va compiendo. 12. Il tema della risurrezione e dell‟escatologia in generale appare adombrato. Nell‟escatologia biblica non manca mai la storia. dinamismo promessa adempimento. 1-2Sam.  Tuttavia. meglio. La storia è scatologica perché già contiene la decisione definitiva e irrevocabile di Dio.4-14). in diverse parti:  Letteratura storica (Gn.19). Am. [In realtà. Il regno dei morti (sheol) è solo ombra.La "preparazione letteraria" dell' AT sul tema della risurrezione. nel‟‟AT.): storia orientata al futuro.

Sarà quindi il popolo il soggetto della retribuzione il mediatore tra l‟individuo e la giustizia retributiva di Jahvé.  Il tema della retribuzione è ineludibile per Israele dato che Jahvé è un Dio giusto. Quali novità il Nuovo Testamento comporta sul tema della risurrezione?  Nel NT la novità è Gesù: 1) Egli si inserisce nella linea profetica: toglie l‟incanto del passato. con frequenza accadeva il contrario (vedi Giobbe). ma di misericordia. allora vi sarà dopo.  Dopo le contestazioni di Geremia e Ezechiele. ridando vita. nel salmo 37: coloro che compiono ingiustizie non sono degni di invidia giacché la loro felicità inaridisce come il fieno: c‟è una fiducia in un intervento di Dio che ristabilisca l‟ordine (fede escatologica). Il ritorno dell‟esilio sarà visto come un ritorno alla vita (risurrezione nazionale) per azione di JHWH. dato che il popolo è oggetto di elezione divina. LA RISURREZIONE 16. per chi 9 .  Il popolo di Israele ha fatto fatica a inserire nella loro fede la speranza di un futuro oltre la morte. Jahvé tutela l‟ordine morale premiando il bene e castigando il male. Se non vi è la retribuzione in questa vita. valorizza il presente in modo radicale.  Se Dio può intervenire e salvare il popolo dall‟esilio dandogli nuova vita.  Però nella vita reale si verificava che non sempre i giusti erano felici e i peccatori disgraziati.La via della "risurrezione nazionale" d'Israele alla risurrezione personale. Non possiamo chiuderci nel passato. 15. castigo: morte. clan. ma esso deve far capire come agire nel presente. Pertanto il concetto tradizionale di retribuzione va in crisi.La via della retribuzione alla risurrezione.14. 2) Atteggiamento fondamentale è la vigilanza: 3) Immagine giuridica degli ultimi tempi: il giudizio non è luogo di condanna. ma Dio interverrà e gli libererà. nazione. è con il popolo che Dio ha fatto alleanza. la retribuzione viene spostata a poco a poco in un futuro escatologico. soprattutto nella letteratura profetica. Geremia pone il problema: Perché i cattivi hanno fortuna e i traditori sono felici? Risposta ad es. Ma questa salvezza può significare per alcuni la condanna. di salvezza.  La risurrezione nazionale è la speranza dell‟Israele in Esilio: il popolo è come morto nell‟esilio.  Come si attua questa giustizia retributiva? I presupposti che condizionano la risposta sono le idee sulla vita e sulla morte: premio: vita. le proteste di Qoèlet e Giobbe. Il tema della retribuzione è stato la porta per la speranza nel futuro escatologico. Altro elemento relativo al problema della retribuzione è la dimensione sociale dell‟uomo e la solidarietà che unisce in un comune destino l‟uomo e la sua famiglia. ma un presente aperto al futuro. La dimensione comunitaria è anche un fatto religioso. Dio sancisce il bene o il male con premi o castighi temporali e collettivi. per anal ogia Israele comprende che Egli può anche salvare ogni individuo dandogli nuova vita (risurrezione personale).

sono queste due le prove tradizionali della storicità della risurrezione di Gesù: la tomba vuota e le sue apparizioni ai discepoli. e un animale ferito diventa ancora più violento. circa quaranta ore dopo la sua sepoltura. riflessione. Paolo ha tre fasi nella sua escatologia: l‟attesa del ritorno di Gesù la preoccupazione di questa vicinanza è motivo di speranza In Giovanni: tutto ciò che Gesù fa è già escatologia Il giudizio è già avvenuto: con la sua croce. anche se essi non sono presentati in maniera sistematica e non sono del tutto privi di contraddizioni. Il Simbolo esprime l‟esperienza battesimale. quando ogni lavoro era vietato. con l‟accusa di essere un sedizioso e ribelle al potere romano.  Di Gesù. se non diventa condanna. 1) 2)  1) 2) non sarà capace di rimanere di fronte a Dio. ma poi muore. ma di un'esperienza. parla e mangia con loro. Rom 8. [cfr. e qui viene implicato il discorso escatologico: “credo nella risurrezione”.  A partire da queste esperienze dei primi discepoli. [Comunque non sono sicuro di questa risposta] 10 . La risurrezione non è solo oggetto di un annuncio. poi si fa dottrina. una fede che ha come centro appunto la confessione di Gesù morto e risorto per la nostra salvezza. Il giudizio è l‟ultimo atto salvifico di Cristo. Poi anche Giovanni e Pietro vanno a vedere questo sepolcro vuoto.  Infatti. e li manda come testimoni della sua risurrezione nel mondo.  Per esempio. prima si vive un‟esperienza e si crede ad un‟idea. Fu giudicato reo di morte dal sinedrio radunato nel palazzo del sommo sacerdote Caifa per l‟accusa di bestemmiatore e falso messia. Non solo: nei giorni successivi Gesù stesso appare ai discepoli con i segni della crocifissione.  Deposto dalla croce fu sepolto frettolosamente in un sepolcro vicino al luogo del supplizio. presso il Padre. dal quale possiamo trarre diversi dati storici. La risurrezione di Cristo: tra approccio storico e professione di fede. della sua morte e risurrezione abbiamo poche prove storiche. gli apostoli e i loro successori hanno elaborato la professione di fede detta “cristiana”. e intercede per noi (cfr. nel primo giorno della settimana le donne trovano il sepolcro vuoto. che ora vive in cielo. E fu poi condannato a morte di croce da Pilato sotto pressione dei giudei.  Nella teologia.  Quindi. quanto la morte e risurrezione di Gesù. 17. 105-115]. sappiamo che egli fu condannato alla morte dopo 2 anni e mezzo o tre di predicazione itinerante (secondo Giovanni). Gesù ha ferito a morte a Satana. allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede» (1Cor 15. in La Civiltà Cattolica 1993 II. soprattutto gli onori funebri. della sua vita. ma l‟atto salvifico va accolto.14). I vangeli canonici rimangono la principale fonte. esperienze vissute nella storia. 18.34). «Gesù nella storia». della sua opera. Se togliamo la risurrezione tutto il discorso cristiano cade: «Ma se Cristo non è risuscitato. perché la mattina dopo era sabato.

19. E prima risorgeranno i morti in Cristo. Ciò mette alla prova la fedeltà di Dio e il suo amore. poiché nella stessa maniera in cui Dio resuscitò Gesù così porterà con se coloro che sono solidali con lui.16 Perché il Signore stesso. b) a immagine di Cristo risorto. primizia di coloro che sono morti.46)». Cristo è risuscitato dai morti. i superstiti.29. per andare incontro al Signore nell'aria.  Dimensione antropologica della resurrezione: una antropologia che vede nella corporeità un momento costitutivo dell‟essere uomo deve pensare il futuro umano definitivo in termini di incarnazione: se l‟uomo ha realmente un futuro al di là della morte. invece. non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti. saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole.  La risurrezione di Cristo ha significato la ratifica di questa speranza: Dio non abbandona i suoi eletti al potere della morte.13-17: “13 Non vogliamo poi lasciarvi nell'ignoranza. non semplicemente in modo spiritualizzato. ma dovrà essere il futuro di uno spirito incarnato perché corpo e mondo sono altrettanti elementi costitutivi del nostro essere. e come tutti muoiono in Adamo. ma che verrà restituita la vita all‟uomo intero. Paolo ci dice che in Cristo Gesù Dio ci ha co-risuscitati.  Il cristocentrismo della resurrezione può così sintetizzarsi: risorgiamo. e così saremo sempre con il Signore. questo non può consistere in una soggettività spirituale. alla voce dell'arcangelo e al suono della tromba di Dio. perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza. Questa tematica è presente in diverse parti delle lettere paoline.14 Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato.  Il punto di partenza è la morte e risurrezione di Cristo. cfr MT 25. anche noi risorgeremo nella carne. 11 . a) perché Cristo è risorto.  Poiché Cristo è il capo del corpo mistico che è la Chiesa.  Dimensione cristologica: la resurrezione è la risposta di Dio all‟interrogativo della morte umana. discenderà dal cielo. Ciò non vuol dire che nella resurrezione avremo una restituzione dei corpi alle anime.17 quindi noi.15 Questo vi diciamo sulla parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore. a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti.20-22: «Ora. La fedeltà di Dio e il suo amore sono più forti della morte. la resurrezione si deve estendere al corpo di Cristo di cui noi cristiani siamo membra. L‟espressione: porterà con sé non significa esplicitamente resurrezione. La fede in questa risurrezione riguarda coloro che morirono in Gesù. La risurrezione di Cristo e la nostra risurrezione. ma la suppone. Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui. La risurrezione per la vita e la risurrezione per la morte.”.  LG 48: «E alla fine del mondo “usciranno dalla tomba. Per conseguenza. c) come membra del corpo risorto di Cristo.  Un altro testo importante è 1Cor 15. 20. a un ordine. ma soprattutto in 1Ts 4. così anche quelli che sono morti. se Cristo è risorto nella carne. così tutti riceveranno la vita in Cristo». i vivi. La risurrezione di quelli che sono in Cristo è il culmine del mistero già iniziato nel Battesimo. e chi ha operato il male a risurrezione di condanna” (Jn 5. fratelli. chi ha operato il bene a risurrezione di vita. Poiché se a causa di un uomo venne la morte. circa quelli che sono morti.

 Lungo la storia della Chiesa.  Ma anche l‟antropologia aristotelica è problematica: per unire corpo e anima. Risurrezione o immortalità dell'anima?  Il problema di fondo è l‟antropologia binaria di tipo platonica (l‟uomo è anzitutto l‟anima. chiamando di risurrezione la pura sopravvivenza dell‟anima dotata di una certa corporeità. troviamo la negazione da parte dei sadducei (Mc 12.  Nel NT. ha pensato ad un “sinolo”.  Se la escatologia non può smentire la creazione. o Gnosticismo: si opponeva alla salvezza della carne. allora non si può pensare ad una vita eterna solo dell‟anima. ma non pensa alla sopravvivenza dell‟anima. Già il libro di Dn considerava una doppia risurrezione: per la vita o per la condanna. 4. Secondo Mt 25. o Tnetopsichismo: dottrina sostenuta da Taziano e alcuni eretici arabi. ma bisogna considerare anche l‟elevazione e la glorificazione. 12 . ma non pensa alla sopravvivenza dell‟anima. ma reincarnazione. ma non è causa formale o finale (dannazione o gloria). i quali pensavano che il corpo morisse totalmente in modo che neppure l‟anima sopravvivrebbe. Quali negazioni sull'evento delle resurrezione? Breve carrellata storica. Cristo è causa efficiente di ogni risurrezione. Ma anche l‟antropologia aristotelica è problematica: per unire corpo e anima. e che tornerà al cielo quando il corpo morirà) che ci ha fatto confondere l‟immortalità dell‟anima con la risurrezione. tutti risorgono per mediazione di Cristo. n.32). Il problema dell'anima separata.  Il problema di fondo è l‟antropologia binaria di tipo platonica (l‟uomo è anzitutto l‟anima. At 23. eresie si sono formate in torno al tema della risurrezione: o Manicheismo: sosteneva l‟idea della trasmigrazione dell‟anima fino alla completa purificazione. soprattutto all‟Areopago di Atene (At 17. La risurrezione finale veniva concepita come una nuova creazione del nulla dell‟uomo morto.  Nei nostri giorni la mentalità esistenzialista (Sartre) vede l‟uomo come un nulla e considera la risurrezione di Cristo un‟invenzione dei discepoli. uni per la condanna. 2° articolo] 23. non vi è risurrezione. 21.  L‟antropologia biblica invece è l‟antropologia dell‟uomo intero. che esiste da sempre..18 e par. [Vedere anche dispensa “La civiltà cattolica”. Quindi. Quando l‟AT parla di “anima” non si riferisce ad una parte dell‟uomo. ma comunque all‟uomo intero. allora muore anche come muore intero e così risorgerà. ha pensato ad un “sinolo”. Alcune questioni attuali riguardanti l’escatologia (1992).  Nelle altre religioni e nella mentalità di molti cristiani. che esiste da sempre.2]. [Cfr. 22. non bipartito.8) e dei greci. altri per la vita. e che tornerà al cielo quando il corpo morirà) che ci ha fatto confondere l‟immortalità dell‟anima con la risurrezione. non basta parlare di risurrezione. L‟uomo nasce come uomo intero. COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE.

Alcune questioni attuali riguardanti l’escatologia (1992). Mt 24. la seconda avverrà in modo ostentato.COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE. che doveva risorgere quel medesimo corpo che adesso vive.29-31. la fine. Viene indicato un avvenimento concreto come momento della risurrezione dei morti. 1° e 2° articoli] 24. e che. Secondo essa infatti il corpo non è un carcere. che è la primizia. il Nuovo Testamento esprime in modo radicale e definitivo la relazione dell‟avvento del Regno con l‟evento Cristo.A volte si parla della parusia per indicare tutta l‟escatologia universale: la risurrezione dei morti. 25. che considerano un residuo di platonismo. il termine parusia indica il ritorno di Cristo nella gloria al termine della storia per giudicare il mondo (cfr. il rinnovamento del mondo e il giudizio universale. glorioso.31-46).Le due venute di Cristo sono fenomenologicamente diverse: la prima avviene in uno scenario dimesso. 69-73: .Nei primi documenti cristiani (cfr. Le antiche formule di fede sostenevano. del compimento della sua opera e della definitiva manifestazione della sua gloria». in modo tale che non si vede che si tratta realmente di «questa carne nella quale ora viviamo». G. Ma proprio per questo non si comprende bene come i teologi che rifuggono dal platonismo affermino la corporeità finale. «arrivo». 1 Ts 4. n.Con la categoria della parusia. n. alla sua venuta. 13 . . parola che in greco significa «presenza». poi. [Vedere anche dispensa “La civiltà cattolica”. 2. significava in antico il giorno speciale della visita ufficiale di un sovrano in una città o comunque al suo popolo. aggiunge: «Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo. in campo profano. dal quale bisogna liberare l'anima. MASCIARELLI. È molto comprensibile il timore che muove i teologi favorevoli alla risurrezione nella morte: il platonismo sarebbe una gravissima deviazione dalla fede cristiana. . con ben altra forza.Occorre presentare questi due avventi di Gesù in profonda continuità salvifica: «In realtà doveva trattarsi del compimento di ciò che era già cominciato con l‟incarnazione.15. umile. dopo aver enunciato che la risurrezione dei morti avrà luogo per Cristo e in Cristo. quelli che sono di Cristo» (1Cor 15. La parusia: senso teologico. . pp.Parusia.1: Nel Nuovo Testamento alla risurrezione dei morti viene attribuito un momento temporale determinato. solenne (cristologia dossologica). termine che quasi sempre come referente il Signore. cioè la risurrezione. . 2. semplice e tale che non ha attirato l‟attenzione di molti (cristologia kenotica). Paolo. croce e risurrezione di Gesù Cristo. 1 Cor 15. .1: I teologi che propongono la risurrezione nella morte vogliono sopprimere l'esistenza dopo la morte di «un'anima separata». Il giudice alle porte. COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE.23: en teì parousia autou).23). Alcune questioni attuali riguardanti l‟escatologia (1992).

L‟inferno non è una seconda strada. perché l‟escatologia è sempre un discorso sulla salvezza. non esiste una teologia del peccato. Vi è solo una strada: la salvezza. più ancora possiamo desiderare. ma lo abbiamo creato noi quando siamo usciti dall‟unica strada della salvezza. Alcune questioni attuali riguardanti l‟escatologia (1992): n.13) e la manifestazione della parusia (cf.. La morte è raffigurata come una porta. ma della grazia – e del suo fallimento. di 14 .  La morte è un inizio di risurrezione che porterà alla glorificazione. 108-111] LA MORTE 25. purgatorio e cielo.. glorificato. 11 al 15 Cristo è presentato come unico salvatore). L'escatologia dei cinque luoghi ultimi. Tt 2. pp. e G. anche Gv 6. ANCONA. l‟uomo dimostra di non essere fatto per la morte.La parola greca parousia significa la seconda venuta.39-40). un‟aporia.] Sebbene con la morte usciamo da questo corpo e ci vediamo così privati dalla nostra pienezza esistenziale. un luogo di non salvezza.  L‟inferno in sé non è un luogo escatologico. Questa opzione non ci deve scoraggiare a vivere già da ora in Cristo. una difficoltà. anche se il corpo fisico non coinciderà con il corpo della risurrezione che sarà trasformato. (in Dominus Jesus dal n. L‟inferno non è una creatura di Dio. Morte incontro con Cristo: purificatore e giudicante.16-17 ed è affermata dalla grande tradizione dei padri: «Alla sua venuta tutti gli uomini risorgeranno». Io risorgo da singolo ma devo attendere che tutta l‟umanità risorga con me (tutta la creazione verrà glorificata). Escatologia Cristiana. del Signore nella gloria. La morte: aspetti dogmatici. quando essa arriva. o per la gloria (vita) o per la dannazione (seconda morte). ma è il burrone dal quale si scappa dall‟unica strada della salvezza. Lo stesso avvenimento viene espresso nel Vangelo di Giovanni (6. Perché non è possibile la reincarnazione?  GS 18. L‟inferno è un non luogo vero e proprio. c‟è una grande paura (Hegel parla di un fiore nero). per cui bisogna parlarne. nota che c‟è una repulsione verso la morte. nuovo. non si può concentrare tutto nella morte. Allo stesso modo.  I cinque luoghi scatologici: morte. giudizio. la accettiamo di buon animo. La medesima connessione di avvenimenti si ha nella vivace descrizione della lettera 1Ts 4. L‟opzione finale deve essere preparata da una vita cristiana vissuta nella fedeltà. come risorgeremo? Benedetto XII parla di risurrezione immediata per la sola anima. 6: La morte cristiana [.  Domanda. 2Ts 2. ancora futura. 26. Morte come luogo di opzioni finali: chi non ha conosciuto Cristo lo conosce lì. diversa dalla prima venuta in umiltà: la manifestazione della gloria (cf. ma noi dobbiamo considerare l‟uomo nella sua completezza. [Vedere ancora nella dispensa “Civiltà cattolica” l‟articolo sul “giudizio finale”. Ma è una possibilità reale. Tutti risorgeranno dopo la morte.54) con le parole «nell'ultimo giorno» (cf. COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE.8) si riferiscono alla medesima venuta. È un uscire dall‟unica strada.

] Ma il suo errore principale consiste nella negazione della soteriologia cristiana. Questo nuovo modo di morire è una partecipazione al mistero pasquale di Cristo [. assumerà nelle sue nuove incarnazioni un corpo ogni volta meno materiale.4. La nostra vita attuale non è né la nostra prima esistenza corporale né sarà l'ultima. con Cristo. Dopo molti o pochi secoli..2. che può coesistere con il timore naturale della morte. non si può più parlare in nessun modo di Cristo Redentore. 9. contraddicono le affermazioni centrali della rivelazione cristiana.. che il proprio spirito patisce in incarnazioni nuove e difficili (negazione della redenzione). Nella proporzione in cui l'anima progredisce verso la perfezione finale. può essere ridotta sinteticamente a quattro punti.2. In questo modo la vita terrena è ordinata alla comunione con Cristo dopo la morte. Non occorre insistere ulteriormente sulla sua diversità nei confronti dell'antropologia caratteristicamente cristiana.]. la tendenza al reincarnazionismo. il quale è.. Questa stessa legge conduce le anime a vite sempre nuove e non permette alcun ritorno e neppure un arresto definitivo. Le esistenze terrene sono molte. Siamo già vissuti prima e vivremo ancora ripetutamente in corpi materiali sempre nuovi.2. 9. In questo modo sostiene una soteriologia autoredentrice. poiché contraddice completamente la sacra Scrittura e la tradizione della Chiesa.] La morte si considera allora come porta che conduce alla comunione.. Ebbene. non perché la morte venga soppressa fisicamente. Questo mistico desiderio di comunione... Tutto il male commesso sarà riparato con espiazioni personali.3.«abitare presso il Signore» (2Cor 5. e dev'essere inteso nel suo vero senso. Questi quattro elementi. la connessione originaria tra la morte e il peccato quasi si rompe.. 9. n.2. appare più volte nella tradizione spirituale della Chiesa. Senza che sia possibile esporre qui dettagliatamente tutti gli aspetti con i quali i diversi reincarnazionisti espongono il loro sistema. dopo la morte. è stata sempre rifiutata dalla fede e dalla teologia cristiane. 9.2. dopo la morte. in ogni nuova esistenza l'anima progredisce in proporzione ai propri sforzi. La meta finale si raggiunge per i propri meriti. ma in quanto comincia a condurre alla vita eterna.].8). I problemi della reincarnazione 9. alla quale la grazia di Dio ci chiama e per la quale ci assiste con il suo aiuto.. con Cristo e non come liberatrice dell'anima nei confronti di un corpo che le sarebbe di peso [.1... che costituiscono l'antropologia reincarnazionista. senza dubbio.. 9: Irripetibilità e unicità della vita umana. s'incarna di nuovo.1.2.] 9. nel quale finalmente vivrà sempre libera dal corpo e indipendente dalla materia (negazione della risurrezione). la quale. oggi prevalente nel mondo occidentale. A fortiori viene escluso uno stato definitivo di condanna senza fine. [. tutti giungeranno alla perfezione finale di un puro spirito (negazione dell'inferno). ontologicamente imperfetto e incompleto [. in tal modo. [.. Con questo cammino l'anima giungerà a uno stato definitivo. se si sopprime l'eteroredenzione. [. che si raggiunge già nello stato di anima separata. 9. soprattutto nei santi. del tutto opposta alla soteriologia eteroredentrice cristiana. Si tratta di una concezione nata nel paganesimo. L'anima si salva attraverso il proprio sforzo. Attraverso la vita santa. C'è una legge in natura che spinge a un continuo progresso fino alla perfezione.3. 15 .]. Con la parola reincarnazione viene denominata una dottrina la quale sostiene che l'anima umana dopo la morte assume un altro corpo e. In tal senso l'anima ha la tendenza verso una definitiva indipendenza dal corpo.

Inoltre la fede cristiana insegna che la morte corporale. Questa vittoria l'ha conquistata il Cristo risorgendo alla vita. Tutti i tentativi della tecnica. Marcel parla della morte come un tradimento della persona amata. la Chiesa invece. teologico.  Tuttavia vi è nell‟uomo un germe di eternità che ci fa vincere la morte. in una comunione perpetua con la incorruttibile vita divina. cosa possiamo mettere. dandoci la speranza che essi abbiano già raggiunto la vera vita presso Dio ». Il germe dell'eternità che porta in sé. sarà vinta un giorno. biologico. Dio infatti ha chiamato e chiama l'uomo ad aderire a lui con tutto il suo essere. Dio ci ha creati per la vita. la morte è sempre la stessa. e logicamente nessuno dei vivi ha esperimentato la morte.27. umanamente senza via di uscita. ma 16 . con effetti per tutti coloro che sono nati prima o dopo la venuta di Gesù. più ancora.  Tuttavia la morte è reale. ma anche. per non finire più. una volta per tutte. Ma l'istinto del cuore lo fa giudicare rettamente. irriducibile com'è alla sola materia. Perché la nostra conoscenza è sempre esperienziale. E dopo la morte la condizione è la stessa: la felicità eterna. per quanto utilissimi. ed anzi. offrendosi con solidi argomenti a chiunque voglia riflettere. La morte e risurrezione di Gesù è mediatrice di tutta la creazione. quando aborrisce e respinge l'idea di una totale rovina e di un annientamento definitivo della sua persona. È una sfinge. Conosciamo il morire. invincibilmente ancorato nel suo cuore. 9 delle Confessioni piange dolorosamente la morte della sua mamma. non per la morte! Se la creazione stessa è grazia. Toglie l‟ansietà. non riescono a calmare le ansietà dell'uomo: il prolungamento di vita che procura la biologia non può soddisfare quel desiderio di vita ulteriore. ma della vita eterna. insorge contro la morte. L‟ansia è una paura moltiplicata. quando l'onnipotenza e la misericordia del Salvatore restituiranno all'uomo la salvezza perduta per sua colpa. G. dal timore di una distruzione definitiva. La paura è cosa passeggera ma risolvibile: possiamo liberarci dalla paura. Dio ha creato definitivamente.  La morte è il sublime: appare alla ragione come una cosa più grande di lei stessa. liberando l'uomo dalla morte mediante la sua morte.  La fede cristiana toglie ansietà di fronte alla morte. L'uomo non è tormentato solo dalla sofferenza e dalla decadenza progressiva del corpo. perché è esperimentata come la fine totale di un rapporto. 18: «In faccia alla morte l'enigma della condizione umana raggiunge il culmine. non la paura. Non importa a quale età muore una persona. Ma con il peccato la morte è diventata drammatica: è morte macchiata dal peccato.  La pasqua di Cristo ha vinto definitivamente la morte. e al tempo stesso dà la possibilità di una comunione nel Cristo con i propri cari già strappati dalla morte. una realtà dura che tutti affronteremo. indipendente del peccato. Sant‟Agostino nel c. dà una risposta alle sue ansietà circa la sorte futura. lo sarà sempre. Pertanto la fede. afferma che l'uomo è stato creato da Dio per un fine di felicità oltre i confini delle miserie terrene. Il tema della morte in GS 18. istruita dalla Rivelazione divina. dalla quale l'uomo sarebbe stato esentato se non avesse peccato. La paura della morte rimane sempre. Se qualsiasi immaginazione vien meno di fronte alla morte. n. È grazia all‟inizio e lo sarà alla fine.  Il cristianesimo non è la religione della longevità.  La morte è un‟enigmaticità anche per coloro che la studiano dal punto di vista filosofico. ma non la morte e nemmeno lo stato di morte.  La morte biologica esiste comunque.  La morte è un enigma che la ragione non può comprendere completamente: non sappiamo cosa c‟è dentro.

nella creazione Dio ci ha metto già il seme dell‟immortalità. realtà che costituiscono. Boff. a nessun livello la grazia annulla la natura umana. i suoi riti funebri. ma la morte sarebbe esistita comunque. 1 L. Prolixas mortem. La morte è un fatto naturale. altri meno. ecc. 17 . Dal punto di vista della costruzione umana il massimo abbiamo nella morte. per non applicare a sé stesso l‟idea che un giorno verrà la morte. Oggi vi è una tendenza di dire al generale: “si muore”. Tanto che Kierkegaard ha chiesto di scrivere sulla sua tomba: “quel singolo”. Quello che cambia è il modo di morire. La morte luogo complesso di escatologia? Giudizio. Una teologia che non sia conforme a ciò che la Chiesa celebra non può reggere. di una celebrazione liturgica. la morte è sempre un fatto individuale. nella loro sostanza. anche se non ci saranno più rapporti del tipo sacerdote-fedele. Tuttavia. di fronte alla morte. Questo istinto di immortalità rasserena l‟uomo angosciato di fronte all‟enigma della morte. allora questa teologia non regge. nel credere. Anche Gesù ha sofferto la paura di fronte alla sua morte. rimaniamo noi stessi. non esiste una natura pura senza la grazia. opzione finale. perché tutto ciò che esiste viene dalla stessa grazia divina. ma l‟ha superato pensando che sarebbe stata la morte salvifica per tutti gli uomini. Ubaldo Terrinone afferma che la morte è come un parto: uscire da una condizione e entrare in un‟altra più ampia. Se la comunità crede nella risurrezione. 28. marito-moglie. Discuti queste ipotesi alla luce della «Lettera» della Congregazione per la Dottrina della Fede (1979). n. Altro dettaglio è che se muore uno per uno. quindi quando Dio verrà alla fine dei tempi ci troverà già predisposti alla vita eterna. Quella paura intrinseca non è mai cancellata del tutto. altrettanti luoghi teologici».  Una teologia che non spiega quello che accade nella morte non è buona. Ogni tema teologico che manca di un luogo teologico. che renderebbe assurdi o inintellegibili la sua preghiera. alcuni avranno più paura. Quindi. ecc. Sicuramente a questo punto aveva già sviluppato la sua coscienza messianica. Per Rahner. la comunità credente. Tutto è grazia. La morte per il cristiano non è causa di disperazione. Questo istinto è in noi sin dall‟inizio. ma il fatto della morte è sempre reale. Nella nostra umanità vi è una gradualità nel conoscere. anche se moriamo insieme. purgatorio. La morte non è un fatto finale solo. risurrezione nella morte. prima ancora del peccato.       siamo stati liberati dall‟ansia della morte. perché Gesù ha dato definitivamente la soluzione alla morte. il suo culto dei morti. cioè. nel sentire. 4: «La Chiesa esclude ogni forma di pensiero o di espressione. La vita dopo la morte. Possiamo fare teologia se vi è un luogo teologico. Nella nostra condizione attuale possiamo collegarla al peccato. Leonardo Boff1 parla di due linee: una è l‟esperienza della morte. cioè. ma un elemento diffuso nella vita. la lunga durata della morte. quanto è un luogo teologico. Moriamo e viviamo insieme. altra è la vita dopo la morte. Si può aggiungere un‟ipotesi: dopo la morte la nostra individualità non sparisce. anche senza peccato.

e questo è più vicino alla concezione cristiana.  La morte per i cristiani non è un tema da fuggire. in “Morte e Immortalità” reclama il silenzio sulla morte nel Novecento. e non si può parlare della risurrezione senza passare per la morte. ma non credono alla vita eterna. accadrebbe la risurrezione – ma non oltre la morte!  Se queste ipotesi fossero vere. Ma non sa dire cosa viene dopo la morte.  Il marxismo vede l‟eternità come la memoria eterna dell‟eroe. Nella morte avrebbe anche l‟opzione finale: se la salvezza è l‟incontro con Cristo. nella morte tutti ci incontreremo con lui. La morte allora sarebbe un luogo complesso di escatologia. Gabriel Marcel parla della morte come un tradimento: chi muore rompe un patto con chi lo amava e resta in vita.  Oggi rimane questo grande silenzio sulla morte. ma resta la specie. Perché questo numero? Perché ci sono ipotesi teologiche (ad es. sospendeva la filosofia quando bisognava spiegare quello che è specificamente cristiano. Anche il silenzio su certe verità tradisce la nostra fede. Il problema è che se la risurrezione nella morte fosse vera. Non c‟è la vita eterna come concepiamo. ma tutto l‟essere umano risorge. perché chi non resisterebbe al suo sguardo se ne andrebbe da solo. tanto nella letteratura quanto nella predica. 18 . Il kerigma cristiano originale è la morte e risurrezione di Cristo. Nella morte accadrebbe l‟incontro con Cristo. Ma resta il dubbio se questo numero fu scritto appunto contro queste ipotesi o no.. ma il caso serio affrontato e risolto da Cristo. sarebbero comunque d‟accordo con l‟antropologia dell‟uomo intero. nel riprendere Aristotele e Platone. un autogidizio. Ma davvero questa ipotesi è contraria al rito funebre?  Un‟obiezione ragionevole all‟ipotesi appena presentata potrebbe essere: come è possibile caricare così la morte della quale nulla sappiamo? Com‟è possibile mettere nel luogo teologico più complesso (la morte) tutti i luoghi ultimi? 29. La morte nella cultura contemporanea: atteggiamenti maggiori. Michele Frederico Tchaca. Ladislao Borges) che affermano che nella morte accade tutto. Il cristianesimo però è molto diverso: non l‟anima. molto intenso.  Salvatore Natoli parla del neopaganesimo come coloro che vivono da cristiani.  Aristotele parla dell‟uomo come anima e corpo. L‟idealismo afferma che l‟individuo muore.  Platone vedeva la morte come un uscire dal carcere della vita: l‟anima resiste alla morte del corpo. L‟eresia non è l‟unico modo di tradire la fede cristiana. anche chi non lo ha conosciuto.  Nel Novecento. infine. sulla morte ha parlato l‟esistenzialismo. Dice soltanto che corpo e anima si scinde nella morte. Quindi è una teologia che non regge. ma sembra che comunque scostruiscono queste ipotesi. Nella morte. un incontro purificante nel quale con i suoi occhi fiammeggianti ci purificherebbe: questo sarebbe il giudizio. ma senza la temporalità creduta dalla Chiesa. Tomaso. allora sarebbe inutile il rito funebre – perché la persona è già risorta!. Ma questo sarebbe anche il purgatorio.

Per questo il culto israelitico non accettava che gli impuri comparissero davanti a Jahvè.42 ricorsero alla preghiera. Per questo Davide accetta le conseguenze penali dei suoi peccati. Due esigenze bibliche: 1) Purezza per vedere Dio: nella Scrittura appare l‟idea che solo un‟assoluta purezza è degna di essere ammessa alla visione di Dio. Si parte dall‟affermazione dogmatica: il purgatorio c‟è.8).40 Ma trovarono sotto la tunica di ciascun morto oggetti sacri agli idoli di Iamnia. pp.  Questo doppio insegnamento – sulla purezza per vedere Dio e sulla responsabilità dell‟uomo per le sue azioni – ha come conseguenza la necessità di un complemento di purificazione ultraterrena per i giusti che sono morti senza aver raggiunto il grado di maturità richiesta per vivere in comunione con Dio. nella omiletica (non solo nei funerali). accettando le conseguenze penali dei propri peccati. Il purgatorio. in Civiltà Cattolica 1992 (III). poiché si compiva la settimana. Il nobile Giuda esortò tutti quelli del popolo a conservarsi senza peccati.30. che implica la necessità di una riconciliazione con Dio. bisogna ragionare. perché esso è parte essenziale del cristianesimo. [Cfr.39 Il giorno dopo. nella catechesi (tolto per non impressionare).  Fatto è che tutti noi dovremo passare per la morte. fu perciò a tutti chiaro il motivo per cui costoro erano caduti. supplicando che il peccato commesso fosse pienamente perdonato.112-114]. Il tema della morte nei servizi della Parola. non si giustifica l‟assenza del discorso della morte e del discorso escatologico nelle predicazioni ordinarie.41 Perciò tutti.18-19). che la legge proibisce ai Giudei. per via di completezza si può fare menzione soprattutto a due testi: 2 Mac 12. 2) Responsabilità per le proprie azioni: ognuno è responsabile delle sue proprie azioni nel processo di giustificazione.  Non si può rinunciare nei servizi della Parola il tema escatologico. benedicendo l'operato di Dio. per questo Gesù ha detto: “beati i puri di cuore perché vedranno Dio” (Mt 5. giusto giudice che rende palesi le cose occulte. Togliere la escatologia è accorciare il discorso cristiano.40-46 “Giuda poi radunò l'esercito e venne alla città di Odollam. è ridurre Gesù ad un grande uomo. si purificarono secondo l'uso e vi passarono il sabato. ed è meglio arrivarci preparati che arrivarci senza consapevolezza. per questo vi è terrore di “vedere Dio” (Es 20. quando ormai la cosa era diventata necessaria. Tuttavia.  Oggi bisogna reinserire i temi escatologici nei servizi alla Parola: nel Kerygma (qui c‟è già il tema escatologico). IL PURGATORIO 29. Il purgatorio: quale giustificazione biblica?  Anziché cercare testi biblici a sostegno del purgatorio. Quindi. avendo visto con i propri occhi quanto era avvenuto per il peccato dei caduti. gli uomini di Giuda andarono a raccogliere i cadaveri per deporli con i loro parenti nei sepolcri di famiglia.1314). 19 . anche se Dio lo aveva già perdonato (2Sam 12.

E definisce che i suffragi della Chiesa giovano ai defunti che si trovano in questo stato. 30. suggerito dal pensiero della risurrezione. che siete voi. 11 Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che gia vi si trova.12 E se. Perciò egli fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti. . come un sapiente architetto io ho posto il fondamento. Ma ciascuno stia attento come costruisce. 20 . che non hanno soddisfatto con la penitenza tutti i propri peccati. argento. Perché santo è il tempio di Dio. le inviò a Gerusalemme perché fosse offerto un sacrificio espiatorio. . 1 Cor 3. sarà punito: tuttavia egli si salverà. con tanto a testa. Decreto sulla giustificazione (13 gen. 1563): . Dio distruggerà lui. 15 si parla di coloro che pur avendo edificato non sono stati sufficientemente scrupolosi nella scelta dei materiali.10-17 “Secondo la grazia di Dio che mi è stata data. che è Gesù Cristo. costui ne riceverà una ricompensa. castigo e una correzione dolorosa (un salvarsi attraverso il fuoco) che implicherebbe la dottrina del purgatorio. 1) Concilio di Firenze (1439): . si costruisce con oro. fieno. 1547): .” Nel v. pietre preziose. un altro poi vi costruisce sopra. ma rimane il debito della pena temporale da scontare in questa vita o in quella futura nel Purgatorio.43 Poi fatta una colletta.” La colletta è per favorire il perdono di Dio per i soldati morti e possano partecipare alla resurrezione.Definisce lì esistenza di uno stato nel quale i cristiani defunti. però come attraverso il fuoco.Prescrive ai vescovi di vigilare perché la dottrina del purgatorio sia conservata ed insegnata ovunque. sopra questo fondamento. vengono purificati.14 Se l'opera che uno costruì sul fondamento resisterà. b. perché fossero assolti dal peccato. Una triplice retribuzione: premio. Il purgatorio: quali aspetti dommatici? Cerchiamo di cogliere gli aspetti dogmatici a partire dalle formulazioni dogmatiche dei Concili della Chiesa.44 Perché se non avesse avuto ferma fiducia che i caduti sarebbero risuscitati.Definisce la natura penale e espiatoria di tale stato. 16 Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? 17 Se uno distrugge il tempio di Dio.45 Ma se egli considerava la magnifica ricompensa riservata a coloro che si addormentano nella morte con sentimenti di pietà. Decreto sul Purgatorio (3 dic. . la sua considerazione era santa e devota.13 l'opera di ciascuno sarà ben visibile: la farà conoscere quel giorno che si manifesterà col fuoco.La grazia della giustificazione rimette la colpa e la pena eterna. paglia. agendo così in modo molto buono e nobile.Proibisce le questioni che soddisfano soltanto la curiosità e la superstizione. legno.15 ma se l'opera finirà bruciata. e il fuoco proverà la qualità dell'opera di ciascuno. sarebbe stato superfluo e vano pregare per i morti. per circa duemila dramme d'argento. 2) Concilio di Trento (1545-1563): a.

altri infine godono della gloria contemplando “chiaramente Dio uno e trino. alcuni dei suoi discepoli sono pellegrini sulla terra.  E dobbiamo essere attenti alla preghiera di suffragio per i defunti. se i meriti infiniti di Cristo hanno già ottenuto la loro integra soddisfazione. - 21 . 33. presente nella Chiesa almeno sin dal III secolo (nelle epigrafi funerarie a Roma). cioè. ma non usa il termine purgatorio (che rimanda a concetti di espiazione e purgazione.  Si può anche parlare di “fuoco” come immagine del purgatorio. È una pena nel senso di attesa dello sposo che viene. si purificano ancora. che non esista l‟obbligo di soddisfare per i peccati. Il purgatorio: perché i protestanti lo negano?  Coerentemente con la loro teologia della giustificazione. preferendo invece il termine “purificarsi”. È il dolore dell‟amante che si vede in ritardo nel possesso della persona amata. ha senso soltanto se si concepisce uno stato intermediario di purificazione. Ove questa non sia integrale. la preghiera e le opere di carità. distrutta la morte. 3) Concilio Vaticano II: . oppure in quanto amore che brucia ardentemente e purifica l‟anima che sale verso Dio (San Giovanni della Croce). credono che non rimanga pena temporale dopo la remissione della colpa. rinvio) della visione divina. un linguaggio di procedure giuridiche).31) e. Il purgatorio: quale senso teologico?  Il senso teologico-dogmatico del purgatorio scaturisce dal suo senso biblico: è concessa al cristiano la visione divina solo se egli ha raggiunto una perfetta purezza. . ma è anche gioia perché è già un luogo di salvezza. compiuta questa vita. anche il purgatorio ci chiama a serietà di vita e a impegno di fede e di carità.  La pena del purgatorio consiste appunto nella dilazione (cioè: rimando. 31. Mt 25. e che la fede sia il solo strumento che applica quei meriti all‟uomo.  La preghiera per i defunti. ma solo in senso metaforico in quanto sofferenza per non poter ancora vedere Dio.LG 49: «Fino a che dunque il Signore non verrà nella sua gloria. Decretum pro Graecis)».Il Vaticano II conferma la dottrina dei Concilio precedenti. qual è” (Conc. ma al desiderio di compiacere Dio per la sua infinita bontà. altri.  La speranza nella divina misericordia non deve spingerci all‟incuria della propria anima. non vi è più passo indietro. l‟Eucaristia. 32.Ordina che i sacerdoti adempiano con zelo il loro dovere in favore dei defunti (le messe per i defunti. accompagnato da tutti i suoi angeli (cfr.). l‟imputabilità del peccato alla libera volontà umana esige una dolorosa purificazione.26-27). ecc.  Dobbiamo chiederci cosa abbiamo fatto del tempo che Dio ci ha dato. Il purgatorio: quali attenzioni personali?  Come le altre realtà escatologiche. che denota un‟immagine escatologica meno giuridica e più vicina alla teologia Orientale. di Firenze. non gli saranno sottomesse tutte le cose (cfr. è la garanzia della salvezza definitiva. 1Cor 15.

come il pastore separa le pecore dai capri. Qui è sempre presente l‟elemento del ritardo.. lontano da me. ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 22 . Mt 24-25:  Parabola delle dieci vergini  Parabola dei talenti  Il giudizio finale: “Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli... Via.]. eventualità che bisogna saper prevedere (vedi le vergini stolte).un grandioso scenario che profetizza il giudizio universale. e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. pronti per ascoltare la sentenza del Giudice. Prima ancora che venga pronunciata la sentenza la sterminata massa dei uomini e delle donne è separata in due grandi gruppi. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite. ma Cristo stesso: il comportamento che gli uomini avranno assunto nei suoi riguardi. Si tratta di inculcare un atteggiamento di attesa davanti all‟evento escatologico. il quale agisce nella ferma persuasione che il regno di Dio è indissolubilmente unito alla sua persona. 1.. di là del carattere narrativo. è una profezia: a) profezia cristologica: manifesta il Cristo in tutta la sua personalità messianica.]. MASCIARELLI. maledetti. si siederà sul trono della sua gloria. e dunque volto al passato.. Il giudizio: aspetto biblico (cf. Matteo e Apocalisse)..  Quindi sono tre i temi guida: o L‟attesa di una venuta che consumerà la storia o La non conoscenza del momento della venuta o L‟esigenza di una costante vigilanza.31-46): . al massimo della sua signoria pasquale.  Il regno di Dio è vicino: è un annuncio allarmante. (che probabilmente riprende una venuta in maestà presa dal profeta Daniele) è Gesù stesso. i cui elementi essenziali sono: l‟ingresso e l‟assidersi del Giudice.IL GIUDIZIO 34. che ha i tratti del racconto apocalittico. Lo scenario del giudizio.31-34). in vista del giudizio finale. ed egli separerà gli uni dagli altri. la chiamata delle genti a radunarsi davanti a lui. Primo scenario del giudizio (Mt 25. si apre con l‟apparizione del giudice [. L‟azione „giudiziaria‟ inizia con la convocazione di tutte le genti (non dei solo eletti) davanti al tribunale supremo.  Il padrone. L‟invito sollecito di Gesù è alla vigilanza e penitenza. che complica per sempre l‟elemento martoriale e di Croce.. l‟adozione come criteri di giudizio del servizio d’amore portato al Cristo nella persona dei «piccoli» che egli aveva chiamato a rappresentarlo [.. direttamente o nella persona dei di quelli che egli ha scelti per farsi rappresentare [. 38-48. Il giudice alle porte. nel fuoco eterno” (Mt 25.]. la pronuncia del giudizio da parte del Giudice della sentenza di ammissione al Regno e di condanna al «fuoco eterno» per gli infedeli. benedetti del Padre mio. pp. G. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti. Il testo d‟accusa su cui essi sono scrutinati non è la legge. La scena matteiana del Giudizio.

.. c) È ancora profezia ecclesiologica: le comunità cristiane devono. c‟è il simbolo del libro. E vissero e regnarono con il Cristo per mille anni. senso. che procede in avanti. E vidi i morti. . conservare viva l‟attesa e il come colmarla. fine. E furono aperti dei libri. E il mare restituì i morti che erano in esso e la morte e gli inferi restituirono i morti che erano in loro e ciascuno venne giudicato secondo le sue opere. lo stagno del fuoco. gli uomini comprenderanno che cosa comporta l‟essere uomini e quanta è la sua profondità e quale il suo senso pieno.]. ma alla conversione e alla salvezza.Doppio simbolismo del libro: 23 . ripetutamente toccato nell‟intero arco del libro [.].. l‟autore dell‟Apocalisse conclude il tema del giudizio. è una profezia etica: il brano infatti profetizza nel presente su che cosa verterà il giudizio futuro e ultimo.9. vv. del resto questa è la finalità generale dei giudizi divini (cfr. È Cristo che fa dei nostri frammenti di tempo una storia di salvezza.11. Secondo scenario del giudizio (Ap 19-20) L‟Apocalisse è «un‟opera organica.Il tema del giudizio è strettamente legato a quello della venuta di Cristo [. . E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita. 2. Da sottolineare questi due brani del cap. in maniera che nessuno possa dirsi non avvertito in tempo. 20. ad un tempo.]. che si lega in modo assai significativo ed evocativo della figura di Cristo giudice. e (vidi) le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola del Dio e quanti non si erano prostrati alla bestia e alla sua statua e non avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Alcuni elementi: . d) Infine. i grandi e i piccoli. 4-6: «E vidi alcuni troni e sedettero su di essi quelli cui fu dato il potere di giudicare.. che di per sé è simbolo particolare ed eminente ed è assai importante per l‟evento del giudizio.b) È poi profezia antropologica: specchiandosi con il Giudice. . Questa è la prima risurrezione. . fu gettato nello stagno del fuoco». che è quello della vita. che è stato «l‟unico Dio che l‟arte antica abbia raffigurato con un rotolo scritto fra le mani». orientamento. cfr. Beato e santo chi ha parte alla prima risurrezione: su di loro non ha potere la seconda morte..Con il c.. dalla promessa al compimento pieno e definitivo [. Questa è la seconda morte. Ap 16. che è l‟Adamo più di Adamo. quindi. e fu aperto anche un altro libro. E la morte e gli inferi furono gettati nello stagno del fuoco.20s). 20: vv.Tale giudizio non mira al castigo e alla distruzione. Gli altri morti non tornarono in vita fino a che si compissero i mille anni. che stavano davanti al trono. dando ad essa unità. ma saranno sacerdoti del Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni». 11-15: «E vidi un grande trono bianco e Colui che sedeva su di esso: dalla sua presenza fuggirono la terra e il cielo e non si trovò posto per essi.Il giudizio è sempre basato sulle opere concrete. 9. che vuol mostrare in Cristo il compimento della storia della salvezza d‟Israele e dell‟umanità intera. e i morti furono giudicati in base a ciò che era scritto nei libri secondo le loro opere.. attraversato da un movimento a spirale.Oltre al simbolo del trono.

«Il giudizio finale è un atto di salvezza di Cristo. della zizzania. da intendere con gioia e speranza.. la competenza del giudizio è solo di Dio. p. coloro che si prostreranno in adorazione dinanzi alla bestia e saranno gettati nello stagno di fuoco (cfr. Egli giudica in modo escatologico. se da un lato significa il rigore del Giudice. 35. La dimensione giudiziaria del libro della vita.  Si tratta del giudizio escatologico. ma questo non significa togliere ogni aspetto di rigore al giudizio di Dio. in senso proprio.8.1) essere scritti nel libro della vita: è il registro degli abitanti della nuova Gerusalemme [. allora anche noi dobbiamo salvare quando giudichiamo. ma della comunità. perché i giudizi morali ci sono già nel presente.  Il giudizio è anche una grazia (si vedano le parabole del ricco opulente.  Alla fine troveremo un giudice singolare. ma questo non toglie l‟aspetto rigoroso del giudizio. finirà nel giudizio. Il giudizio è per la salvezza. Comunque.. le mani ferite del giudice che ci voleva salvare. 17.10) per ricevere la ricompensa della vita vissuta». quindi definitivo. che pure vuole essere solo per la salvezza (Gv 3. ecc).]. della vergine. il paradosso cristiano. della rete. 24 . che nulla dimentica e nulla trascura nel suo atto di giustizia. salva. Il giudice alle porte. G. Esso è intimamente legato alla signoria di Cristo. dato che c‟è chi lo rifiuta a propria condanna».10) e. senza mai dimenticarlo. Ap 20.  Kant collocava il giudizio come prerequisito per l‟azione morale. 5.8). Ed in più: tutti dovranno “presentarsi al tribunale di Dio” (Rm 14. di fatto discrimina. quando giudica.31). dall‟altro non deve impedire di ricordare e di considerare fino in fondo che quel libro è nelle mani di un Salvatore.  Tutta la storia è sul segno del giudizio.17). perché resta sempre vero che “è terribile cadere nelle mani del Dio vivente!” (Eb 10. cfr. In negativo. che per la salvezza dell‟uomo è morto in Croce. noi “dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo” (2 Cor 5. I giudizi umani sono sempre parziali e provvisori. MASCIARELLI.  Se Gesù. ma solo Dio giudica l‟intensione. Tuttavia. Tuttavia: «L‟intervento di Dio. 2) libro che contiene il racconto della vita degli uomini: è una documentazione di tipo giudiziario.15) non sono scritti: «fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell'Agnello ucciso» (Ap 13. Avere i propri nomi scritti nel libro della vita (o in cielo) significa prendere parte alla salvezza eterna. che è anche avvocato – una realtà inconcepibile nei tribunali umani. Il libro della nostra vita è caduto nelle migliori mani. Possiamo giudicare gli atti. Interpretazione teologica del giudizio: atto di salvezza di Cristo. il giudizio finale comincia nella condotta morale: chi agisce moralmente si fa giudicare da un paradigma non creato dalla persona stessa. È una grazia perché finalmente le cose saranno messe al loro posto. Il nostro giudice è colui che è morto per darci il perdono.

CONCILIO DI LIONE II. CONCILIO DI LIONE II. pp. Benedictus Deus: DS 1002. MASCIARELLI.26). Mt 16.]. che senso e peso può avere un giudizio finale? Occorre «vedere il giudizio particolare che si svolge dopo la morte in relazione dinamica con il giudizio finale». in quest‟ottica. In parole diverse. nel quale si avrà la manifestazione universale di quello che avviene nel giudizio particolare. o l‟immediata beatitudine del cielo3. ma come lo svelamento del vincolo profondo che lega ogni persona all‟intera storia della salvezza [. Bolla Ne super his: DS 991. anche se è implicitamente contenuta nelle dichiarazioni dei secoli XIII-XV in cui si insegna che. Decretum pro Graecis: DS 1305. 25 . Decretum pro Graecis: DS 1304.]. da intendersi non come un rendere pubblico ciò che era privato. Sessio 25a. che di quella storia è il primo punto. Problema linguistico: Non esiste invece una decisione magisteriale esplicita sul giudizio particolare. attenzioni pastorali.23.]. nell‟ora della sua morte. è quanto si evince dalla parabola del povero Lazzaro (cfr. 4 Cfr. Perché due giudizi? G. Cost. Fil 1. Da tale incontro l‟anima dell‟uomo è orientata ad entrare nel misterioso territorio di una sorte eterna (cfr. Immediatezza del giudizio particolare. pp. Cost.23)..27. fa l‟esperienza di un giudizio particolare che pone la sua vita in rapporto a Cristo (cfr. immediatamente dopo la morte la sorte ultima delle anime può essere diversa: o un processo di purificazione2. del fallimento ultimo. Così. 37. Eb 9. dal IV secolo si comincia a parlare in modo esplicito del giudizio particolare o personale che segue immediatamente alla morte e dal quale dipende il destino ultraterreno [. Decretum de purgatorio: DS 1820. Lc 23.. Decretum pro Graecis: DS 1306. dopo la morte. BENEDETTO XII.36. si comprende come ogni uomo. Il giudice alle porte. nel bene e nel male.22) e dalla parola detta dal Crocifisso al buon ladrone (cfr. CONCILIO DI FIRENZE.. verrà data a ciascuno in corrispondenza delle sue opere e della qualità della sua fede.. Il giudizio universale e particolare. MASCIARELLI. Il giudice alle porte. Lc 16. Benedictus Deus: DS 1000-1001. Un dubbio s‟insinua innegabilmente sul tema del giudizio particolare: se la sorte dei singoli è decisa al momento della morte. 3 Cfr. lo sdoppiamento della prospettiva escatologica del giudizio è almeno legato all‟affermarsi dell‟escatologia intermedia [. G. Professione di fede di Michele Paleologo : DS 856. in quanto distinto da quello universale.43)..8. della sofferenza molteplice e definitiva4. consegue dalla congiunzione della dottrina definita della immediatezza della retribuzione con l‟asserzione della realtà dello stato intermedio. 29-30: La verità del giudizio particolare. o l‟entrata nel vortice di un‟ir-risolvibile contraddizione. Professione di fede di Michele Paleologo: DS 857. 12. Vi si dice esplicitamente che ogni uomo. CONCILIO DI FIRENZE. 2 Cfr. CONCILIO DI TRENTO. Perciò. CONCILIO DI FIRENZE. sia in comunione con l‟intera creazione. e ad esso previo. 28-29: È innegabile che nei testi del Nuovo Testamento si afferma anche la retribuzione immediata che. CONCILIO DI LIONE II. BENEDETTO XII. GIOVANNI XXII.. Il problema linguistico. Professione di fede di Michele Paleologo: DS 858. 2 Cor 5.

ma anche il suo collaboratore nell‟uomo: l‟iniziativa (o etero giudizio) che Dio pone incontra la collaborazione o auto-giudizio di salvezza con cui l‟uomo corrisponde all‟iniziativa divina [..]. Una specie di Dies irae di pietra scolpito sul protiro della cattedrale di Ferrara (prima metà del XIII secolo)5. L‟uomo dovrà verificare su Cristo la sua identità. così neppure c‟è un auto-giudizio e un‟auto-glorificazione [. Infatti. MASCIARELLI. pp.. non per nulla esso è collocato a sinistra.. ma abbiamo bisogno di un fratello per diventare figli di Dio: figli nel Figlio. sulle mani di colui che è morto per la nostra salvezza.. la forma del suo volto [. Di solito.38. Questo è possibile farlo se si considera il giudizio di Cristo come un atto di salvezza. un libro: laddove tutto è registrato non può che prevalere l‟aspetto accusatorio. La recente ipotesi dell‟auto-giudizio Non senza ragione la teologia più recente rimarca il fatto che l‟etero-giudizio esercitato da Dio incorpora una decisiva componente di auto-giudizio esercitato dall‟uomo. un‟auto-santificazione. P. le mani piagate sono invece volte ad assolvere.]. cioè. Qui non si tratta del libro della vita. G. non abbiamo bisogno di un fratello per nascere. Il senso ultimo dell‟iconografia del timpano appare quello di far incontrare tra loro in modo drammatico la scena del giudizio finale con la figura del Cristo pasquale. STEFANI. È giudice ed è avvocato. perché diventassimo figli abbiamo avuto bisogno di un fratello. la misura della sua statura. 89-95: La coerenza è stringente: come non si dà.  Il libro del giudizio è caduto sulle mani migliori. un‟auto-creazione.. 119-120. Scrive l‟apostolo Giovanni: «E il giudizio è 5 Cfr. in Humanitas. appoggiato sulla coscia sinistra.]. un‟auto-salvezza.]. trova il suo mediatore in Cristo.. È un giudice salvatore. 26 . non è prima salvatore e poi giudice. perché Egli è l‟Adamo vero (modello della nostra umanità) e perché siamo diventati figli di Dio per mezzo di lui. pp.. Perché il giudice è Cristo?  Gesù è “il fratello necessario”. ma d‟una specie di „promemoria‟ universale orientato verso la dannazione. L‟interpretazione del giudizio come auto-giudizio può basarsi soprattutto sulla teologia giovannea del giudizio [. nel cristianesimo. ma il suo giudizio è l‟ultimo atto di salvezza. 39.. la realizzazione della sua figura. Alla stessa altezza del libro da ambo i lati sono però mostrate le palme aperte e piagate del Crocifisso risorto. MASCIARELLI. Il giudice alle porte. L‟uomo cristiano è l‟uomo figlio. Il giudice con i segni della crocifissione tiene aperto. 3 (1998) 555-570. ogni atto salvifico è posto da Dio. E possibile un autogiudizio? G. Il giudice alle porte. un‟auto-redenzione. Il senso possibile di auto-giudizio. Questo senso viene rafforzato dal fatto che il codex è aperto verso l‟osservatore: è lui che deve leggerlo scorgendovi la registrazione delle proprie colpe. Gesù non è un giudice come un giudice umano. Per questo è lui che ci può giudicare. In questo particolare va scorso il sopravanzare della misericordia sulla rigida giustizia: le pagine del libro tendono a condannare. Per una lettura iconografica del protiro della cattedrale di Ferrara.

]. ha chi lo giudica: la parola che ho detto. perché le loro opere erano cattive» (Gv 3. negli stili di vita delle società occidentali. per la luce (fede e amore) o per le tenebre (incredulità e odio). l‟Enciclica Fides et ratio si preoccupa di un pensiero così rinunciatario6. per l‟offuscarsi dell‟orizzonte di senso: è la nascita di un cinico mondo senza speranze.] Giudizio particolare come «auto-giudizio»: possibilità d‟intendere il giudizio particolare non come una sentenza di premio o di castigo pronunciata da un giudice. il giudizio è anzitutto un “giudizio di Dio”: tanto perché le leggi per cui l‟ “auto-giudizio” avviene sono state poste da lui. illuminata da particolare grazia. Col 1) (dimensione di etero-giudizio).. [. sarà essa a giudicarlo nell'ultimo giorno» (Gv 12.48). 40. Giustamente. accentua molto la verità del giudizio di Dio anticipato nel presente: «E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo. sia.. sintomo dello smarrimento del senso del giudizio divino. pp.] Ma. ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce» (Gv 3. Fides et ratio (14.questo: la luce è venuta nel mondo. secondo alcuni. nn. ci metterà in condizione (dimensione di etero-giudizio) di vederci quali siamo effettivamente e a prenderne atto (dimensione di auto-giudizio). dà a se stessa in tutta verità.. senza aggiungervi nulla dall‟esterno. anche quella che non permetterebbe di sapere e d‟insegnare dove si è diretti.. Giovanni. MASCIARELLI. diventa cinico. [. 61-62. Com‟è anticipato il giudizio? G. 27 . 6 GIOVANNI PAOLO II. cosicché oggi vi sarebbe solo la possibilità di vivere nella condizione di chi non è diretto da nessuna parte. tuttavia in esso Cristo Giudice riconosce ciò che una creatura umana ha fatto. ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce. [.1998)..19). Lett enc.. Il cinismo. Oggi. sia con l‟affermare Cristo come “criterio oggettivo” di giudizio. e nessuno può sfuggirvi. Fra le debolezze del pensiero post-moderno vi sarebbe. Da un lato bisogna parlare di etero giudizio. senza futuro e sembra portare in sé i germi della sua stessa fine. 10-12: Il giudizio di Cristo è attivo già nel presente [. etero-giudizio o auto-giudizio? è troppo creare un‟alternativa fra l‟una e l‟altra forma di giudizio.9. quanto perché Dio vi interviene direttamente. pp. nonostante ciò. lo specchio è lui per mezzo del quale e in vista del quale l‟uomo è stato creato (cfr.. dipende il giudizio: «Chi mi rifiuta e non riceve le mie parole.. negli orientamenti culturali. perciò. ma piuttosto come il giudizio che l‟anima. nelle scelte politiche. con l‟elargire loro la gloria eterna». MASCIARELLI.] Il Giudizio è etero e auto giudizio: il metro di paragone è Cristo. Il giudice alle porte. 41. gli orientamenti e le scelte che ha dato alla sua libertà. Ef 1. per quanto riguarda i soli eletti. diviene sempre più palese la “risi” dei valori e delle fedi moderne. perché il Giudice è il Cristo: è lui che con la sua chiara manifestazione. Ma allora. ma proclamando la definitività della responsabilità di ciascuno (dimensione di auto-giudizio). G. Il giudice alle porte. 80-91. Ma un uomo che vive senza la speranza in un futuro ultimo e nel convincimento conseguente di non dover rendere conto a nessuno alla sera della sua vita. Dalla decisione attuale. nel suo Vangelo.19).

se lo facesse.2.Il mondo non potrebbe stare senza giustizia. di temi che sembravano «di sacrestia»: inferno.]. . il quale ha bisogno di verità con se stesso.. Lo sguardo al futuro di Dio 1. .Il desiderio del giudizio è comportato dalla vita stessa dell‟uomo.] una protesta contro le ingiustizie del mondo e della storia universale. giudizio. Nessuno e niente garantisce che il cinismo del potere non continui a spadroneggiare nel mondo» (SS 42).1. poiché senza di esso. una storia di peccato e di infedeltà.In che cosa è consistita questa alterazione del Giudizio nell‟età moderna? Sostanzialmente in lotta per la giustizia dentro la storia compiuta dall‟uomo e con mezzi umani. per la „luce‟ o per le „tenebre‟. 107-120: Premessa: Coniugando il tema della speranza con quello del Giudizio.. Ora però assume una forma totalmente diversa» (SS 42). 1. Ogni volta che deve decidersi e non può rinviare la sua azione.Senza un Dio Giudice all‟orizzonte escatologico. Guardando alla giustizia divina: «La fede in Cristo non ha mai guardato solo indietro né mai solo verso l‟alto. Già in vita è dato all‟uomo. di autenticazione della propria esistenza. di riordino definitivo dei propri giorni... papa Ratzinger vede come assurda l‟idea che l‟uomo può portare al mondo una giustizia che Dio non avrebbe di fatto portato: «Un mondo che si deve creare da sé la sua giustizia è un mondo senza speranza..Tuttavia. ma nemmeno può darsela da sé. così. la vita dell‟uomo diventa pericolosa. . Altre volte. . sperare non ha senso perché è senza ragioni. Il giudice alle porte. nel quale esiste una tale misura di ingiustizia. ma sempre anche in avanti verso l‟ora della giustizia che il Signore aveva ripetutamente preannunciato» (SS 41).Il giudizio avviene già nella decisione attuale. di sofferenza degli innocenti e di cinismo del potere. Il Giudizio nella Spe salvi di Benedetto XVI. 28 . purgatorio. per l‟amore o per il disamore [. diventerebbe assolutamente pericoloso (SS 41). la cui necessità si è resa evidente proprio negli sconvolgimenti degli ultimi secoli (SS 42). non può essere l‟opera di un Dio buono.]. Un mondo. MASCIARELLI. di rinascita costante.L‟ateismo del XIX e del XX secolo è [. di vivere la situazione di crisi-giudizio. . Papa Benedetto.Per questo la fede nel Giudizio finale è innanzitutto e soprattutto speranza – quella speranza. Si giudica [. Il cinismo di una vita senza „giudizio finale‟: Il contenuto fondamentale dell‟attesa del Giudizio non è semplicemente scomparso. che era già diventata „naturale‟. di chiarificazione della propria volontà.. . è smascherata da altri o da una situazione critica che lo sorprende e gli distrugge l'orizzonte delle evidenze esistenziali. Il giudizio finale nella morte è il potenziamento in forma di pienezza dell'esperienza del giudizio e della crisi che già in questa vita possiamo fare. «un mondo che si deve creare da sé la sua giustizia è un mondo senza speranza» (SS 42). 1. in modo «comprensibile» al mondo secolare. 42.. torna a parlare. G. Di conseguenza.. la Spe salvi tocca uno dei suoi punti più importanti e significativi dell‟intero tema del Novissimi. qua e là. senza che si faces se sentire la voce della coscienza soffocata colpevolmente. Il tema su cui insite di più è quello del Giudizio. Nessuno e niente risponde per la sofferenza dei secoli. pp. per la fede o per la non credenza. Allora l'uomo rientra in sé e si scopre nella sua alienazione. egli si rende conto di un impegno che lo coinvolge totalmente e gli traccia i segni del cammino futuro. .

immagine del Padre perché suo Figlio essenziale. in cui l‟impuro ed il malsano del nostro essere si rendono a noi evidenti. ma Adorno e l‟idealismo in generale negano la risurrezione (SS 42).]. . Il Papa proprio questa idea ci pone dinnanzi: «Dio è giustizia e crea giustizia. Ma nel dolore di questo incontro. “stagno di fuoco e zolfo” (Ap 19. È questa la nostra consolazione e la nostra speranza» (SS 44). Davanti al suo sguardo si fonde ogni falsità [. Ci giudicherà il Salvatore: «Il giudice è alle porte» (Gc 5. .  Comunque.50).Se la speranza è Cristo. Giudice e Salvatore: Non pensiamo il Cristo solo come colui che amministra la giustizia e non come colui che la fa e la crea.9). Ma andiamo in-contro a quale Giudice? Non potrebbe essere proprio il Giudizio la distruzione della speranza? Papa Ratzinger insiste molto nel dire che ciò non può accadere. .20). ma anche revocato ciò che è irrevocabilmente passato”. Un Giudizio di speranza 2. come un incontro con lui da volto a volto. pur non svuotando il Giudizio di serietà: «L‟immagine del Giudizio finale è in primo luogo non un‟immagine terrificante. Le cose edificate durante la vita possono allora rivelarsi paglia secca.». del doloroso radicale allontanamento da Dio.1. Questo. 2.].«Alcuni teologi recenti sono dell‟avviso che il fuoco che brucia e insieme salva sia Cristo stesso. 29 . il Giudice e Salvatore.È importante che il Papa abbia riaccostato le parole Giudice e Salvatore: Gesù non può essere prima Salvatore e poi Giudice.9).. Questo lo sappiamo volgendo lo sguardo sul Cristo crocifisso e risorto» (S 44).«Anche Adorno ha affermato che giustizia. ma che ora è nella gloria e tornerà a chiudere la storia nell‟ultimo giorno.. Cristo. . ma un‟immagine di speranza.. sta la salvezza» (SS 47).Il giudizio ha struttura dialettica come la speranza: «Ma nella sua giustizia è insieme anche grazia.La Spe salvi incoraggia a imboccare vie che chiamano a oltrepassare le soglie d‟un impegno e d‟una speranza che si consumano dentro futuri brevi [. però. L‟incontro con Lui è l‟atto decisivo del Giudizio. Sono espressioni simboliche per indicare la possibilità reale del fallimento. .. La reale possibilità del fallimento finale: prova biblica. una vera giustizia. l‟inferno è creduto dalla Chiesa come una realtà esistente. Misericordia e giustizia non sono opposte: la misericordia di Cristo è giusta e la sua giustizia è misericordiosa: fare giustizia significa salvare. è capace di revocare ciò che è irrevocabilmente passato (SS 43). richiederebbe un mondo “in cui non solo la sofferenza presente fosse annullata. . Quello che la teologia può fare è spiegare cos‟è questo inferno: un fallimento finale. IL FALLIMENTO FINALE 42.2.. vuota millanteria e crollare.  La Bibbia descrive l‟inferno come “geena di fuoco” (Mt 18. significherebbe che giustizia non può esservi senza risurrezione dei morti. che è la vita del Figlio che si è incarnato nel tempo. da sguardo a sguardo.. cioè. possiamo avere speranza solo partecipando alla sua vita. Egli pensa il Giudizio come un incontro purificatore con il Cristo.43). “fuoco inestinguibile” (Mc 9. per noi forse addirittura l‟immagine decisiva della speranza» (SS 44). aspetti dommatici. . “fornace ardente” (Mt 13. 2..È impressionante quanto il Papa insista nel legare il Giudizio all‟amore: lo fa in diversi contesti.Gesù.

 La predicazione cristiana ha come suo oggetto diretto. hanno cercato di rivalutare il simbolo. tecnico-scientifica ha difficoltà di comprendere i simboli. e spesso li considera espressione delle società arcaiche. È un linguaggio connaturale con il modo di pensare semitico. Le altre idee possono essere discusse. un‟aporia. le verità della visione del Signore e la gioia suprema riservata ai discepoli fedeli di Cristo. la poesia.9). “fornace ardente” (Mt 13. Quindi parla di Dio usando categorie umane.. un luogo di non salvezza. coinvolge tutta la persona. però. ecc. ma lo abbiamo creato noi quando siamo usciti dall‟unica strada della salvezza. Sono simboli che vogliono sottolineare che la privazione eterna di Dio suppone per l‟uomo il tragico fallimento della sua vita e. Ma è una possibilità reale. Vi è solo una strada: la salvezza.20). Allo stesso modo.  L‟inferno è un non luogo vero e proprio. Il dogma afferma: l‟inferno esiste. “stagno di fuoco e zolfo” (Ap 19.  L‟inferno in sé non è un luogo escatologico.  La Scrittura usa simboli e immagini perché parla del Dio invisibile nel suo rapporto con l‟uomo. Per questo. cultura. una difficoltà. 44. arte e sogno. che è il linguaggio della Scrittura per trattare delle realtà escatologiche. ecc. È un uscire dall‟unica strada. 43. di conseguenza. 30 . il simbolo deve essere letto all‟interno delle esperienze umane di gioia e dolore. che vede tutta la realtà e tutta la storia come segni della presenza di Dio. dubbio. ma il vuoto di una vita senza comunione con Dio (un‟esistenza frustrata).  La retribuzione del giusto è descrita nel NT come “geena di fuoco” (Mt 18. Molti autori attuali. ma della grazia – e del suo fallimento. amore. perché neanche l‟amore si comprende fuori di un linguaggio simbolico. perché l‟escatologia è sempre un discorso sulla salvezza. non esiste una teologia del peccato.  Due simboli biblici particolari quanto ai temi escatologici: “cielo” (retribuzione del giusto) e “fuoco” (retribuzione dell‟empio). “fuoco inestinguibile” (Mc 9. ma è il burrone dal quale si scappa dall‟unica strada della salvezza.  Una delle grandi difficoltà che la predicazione incontra nei nostri giorni è l‟uso del linguaggio simbolico. è eterno.  La nostra civiltà razionalista. per quanto riguarda le realtà ultime. il massimo della sofferenza. Carattere antiescatologico del fallimento ultimo.50). Non esprime il dolore fisico per l‟esclusione del Regno. Il problema linguistico e attenzioni pastorali. L‟inferno non è una creatura di Dio.43). per cui bisogna parlarne. ma non deve omettere il richiamo a quella terribile possibilità reale di fallimento. L‟inferno non è una seconda strada. come la descomologizzazione. Indica poi l‟ostilità di tutto il creato contro quel uomo che si è fatto nemico di Dio.

il modo più adeguato di dire cielo è la partecipazione alla vita trinitaria. Tuttavia.17). È la 31 . Quindi. la vita in Cristo (Gal 2.21). cambiandola avendo come orizzonte il cielo. quando la morte sarà sconfitta (1Cor 15.  Ef 2. Mt 5. Comunque. Lo stesso concetto riappare in Ap 3. Invece. ma era il seno della Trinità. Siamo partecipi di una vocazione celeste (Eb 3. diventa signore anche come uomo – non è la stessa signoria in quanto verbo eterno. Oppure: elevato sopra il cielo.  Altre accezioni della parola “cielo: “abitazione di Dio” (1Re 8.45. Risorgendo lui.19). tutte le espressioni comprendono un moto verso l‟alto.25 afferma che la nostra patria è il cielo. E nel cielo è seduto alla destra del Padre. che non esisterebbe cielo per noi se non fosse il cielo di Gesù.26 si dice addirittura che Gesù ha attraversato il cielo.  Il cielo è sì il luogo più umano e più ecclesiale che possiamo pensare. In 1Pt 3. Gesù rappresenta tutti noi. la glorificazione. Sembrano testi contradditori. viene costituito Signore.11). È una forma narrativa. 21 si dice in modo passivo: Gesù è accolto in cielo. la nostra vita nella carne. il primo dato che abbiamo sul cielo è che è il cielo di Gesù. ma bisogna considerare che non sono descrizioni. figlio di Dio incarnato. “Gerusalemme nuova” (IDEM). Si dice anche “fu portato in cielo” (Lc 24. Vita eterna a volte conicide con Regno di Dio (Mc 9.16.25). Segue l‟ascensione (elevazione – E) e la glorificazione (G). Onomastica biblica e teologica sul Cielo.30.LA GLORIA 45. È detto in forma descrittiva un concetto teologico. Gal 5. La risurrezione allora può essere vista come un processo graduale.43.20).26. formando lo schema R-E-G. ecc.  Fil 3. 51) o “fu elevato in alto” (At 1. Glorificazione e salvezza sono sinonimi. quasi per dire che Egli non si ferma nel cielo. L‟uomo Gesù. ma che sarà piena solo nella parusia del Cristo. vivendo qui nel provvisorio. In At 3. il cielo non era un luogo disabitato. Il cristiano è un intensivo. Ma non possiamo negare l‟incarnazione. c) Visione beatifica  La teologia usa anche il termine “visione beatifica”.  In Eb 4. ma va oltre. 7. sulla terra. significa amare contemplando e contemplare amando. Non indica una durata illimitata.22. “paradiso” (2Cor12. meglio.6 afferma che siamo già in cielo: “Con lui siamo già risuscitati”. a) Cielo  Dice la Scrittura che Gesù è salito in cielo (Mt 16. ecc). uno squilibrato.  La risurrezione (R) non è sola.15. Tutta la vita cristiana è escatologica.55 Stefano vede il cielo aperto e Gesù alla destra del Padre.22 si dice che Gesù è alla destra del Padre dopo che è salito in cielo (E-G). Viviamo a operiamo nella storia. che ha portato all‟equivoco di pensare un cielo estatico. In senso essenziale. cominciamo a risorgere anche noi. In At 7. una realtà già iniziata. Lo sfondo è il concetto di personalità corporativa. b) Vita eterna  Un‟espressione molto ricorrente nel NT per indicare il cielo è “vita eterna”.21: il vincitore si siederà con Cristo nel cielo. che vive nel finito teso verso l‟infinito. ecc.12). “Siamo già seduti in cielo con lui” nel senso che la sua glorificazione è l‟inizio della nostra. protesa verso il cielo. cioè. ma la pienezza della salvezza. per dire il nostro credo.4). “tempio di Dio” (Ap 3. come Gn 1-2.32. cioè. passivo. Rom 14.

senza mai raggiungere la totalità. Il Cristo della gloria e il Cristo della croce vanno insieme.4).  Solo nel cielo «lo vedremo così come egli è» (1Gv 3. è difficile di sostenere una visione immediata anche per Cristo. Se Cristo è l‟essenza del cristianesimo. Altre dimensioni: 1) Cristologica: Cristo è entrato nella gloria del Padre.8-10. che indica la glorificazione. Nella Gerusalemme celeste i servi di Dio «vedranno la sua faccia» (Ap 22. Per vederlo meglio bisogna accendere il lume della fede. una conoscenza beatifica. in una condizione enigmatica. La Scrittura lo 1Re 8. ma Dio in sé non lo possiamo conoscere. un incontro diretto con lui. la differenza è che nel cielo lo vedremo direttamente e senza bisogno di altre luci. “Camminiamo nella fede e non ancora in visione” (2Cor 5. 32 . l‟Eden. nel cielo. Passeremo di gloria in gloria.23 dice che il cielo è il nome di Dio.12 Paolo dice che vediamo Dio come in uno specchio. figura perfetta del Dio invisibile (Gv 14.7). facciamo teologia. cosmica ed ecclesiale del cielo. perché nel nuovo cielo saremo figli di Dio in Cristo. dire cielo è lo stesso che dire Dio. e da qui si apre la strada anche per la dimensione trinitaria. il secondo cielo è nel seno del secondo Adamo. Il nostro rapporto con Cristo non è solo di vicinanza. non ha senso che lo sia solo adesso e non dopo. ecclesiale.15). Excursus (non fa parte della domanda): I due cieli: a) Cielo protologico: il primo cielo. 1 chiama il cielo di “trono di Dio”.30 chiama il cielo “abitazione di Dio”. senza chiarezza. alla rovescia. E una visione immediata: quella del regno dei cieli. Mt 16. Noi viviamo interposti tra un cielo perduto e un cielo che recupereremo nella grazia.8). Is 66.19 presenta il cielo come una realtà trascendente. Col 1. non sarà mai completamente compreso da noi. La domanda di partenza della cristologia dovrebbe essere: dov‟è e cosa fa Cristo adesso? Non basta guardare la pasqua (che rimane pur sempre centrale). Quindi. Il primo cielo era abitato dal primo Adamo. nonostante vedremo Dio faccia a faccia. Vi è continuità ma anche discontinuità.5 e 1Pt 9. antropologica.soddisfazione di contemplare la persona amata.2). Anzitutto vi è una dimensione misterica perché. Questa è la visione escatologica di Dio.  Rahner differenzia Trinità immanente ed economica. La nostra visione di Dio è mediata dal Verbo incarnato.  Vi è una visione mediata: quella delle strutture sacramentali. In 1Cor13. Dn 4. dal quale Adamo è cacciato dopo il peccato. umana. tuttavia anche in cielo Dio rimane mistero. La teologia è propria dell‟intertempo: finché non vediamo Dio. Gesù loda i puri di cuore «perché vedranno Dio» (Mt 5.4 dice che il cielo è il luogo della salvezza definitiva. perché possiamo conoscere quello che Egli ha manifestato (economia). ma occorre pensare anche all‟ascensione. cosmica. ma di mutua immanenza: siamo in Cristo già adesso. Col 1. 46. Dimensioni del Cielo: misterica. e lo saremmo perfettamente dopo: «Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno» (Fil 1. trinitaria.21). Nell‟esperienza terrena. b) Cielo escatologico: è il luogo della glorificazione ultima. perché Egli sarà la pienezza della luce. Si tratta di un cielo che è profezia del cielo ultimo. Poi non ci sarà più bisogno della stessa. Il cielo escatologico è anzitutto abitazione di Dio per poi diventare abitazione nostra. Quindi il cielo è Cristo. Per le religioni del cielo.

allora vi sarà differenza nel senso che alcuni hanno vissuto più sotto la grazia. la natura divina è ugualmente presente nel Padre. al contrario. 3) Umana: la nostra umanità è imperfetta. Solo nel cielo la nostra umanità sarà piena. è partecipazione alle relazioni intertrinitarie. il cielo cristologico è anche trinitario. Ognuno avrà la gloria e la felicità che è capace di accogliere. Ef 1. altri meno. ma possiamo ragionare: se la gloria è la espansione della grazia. Abbiamo il massimo rapporto con il Padre (che è il vertice del cielo trinitario).28). il cielo è la comunione nostra con la comunione divina. Uguaglianza del Cielo?  Il cielo non è uguale per tutti... relativa. Questa partecipazione alla signoria di Dio sul cosmo viene dalle origini (Gn 1.  Tuttavia. dallo Spirito. In altre parole. nel Figlio e nello Spirito. Ignazio di Antiochia diceva: “quando sarò in cielo sarò perfettamente uomo”.20-21) in questi «nuovi cieli e nuova terra» (2Pt 3. inaugurando un nuovo rapporto con il mondo: Egli che ha riconciliato a sé tutte le cose (Col 1. Cristo allora è il fraterno necessario. Anche le amicizie e le relazioni sponsali saranno ricordate. Cristo fa entrare la nostra umanità nel Dio Trinitario. Cioè. Infatti.2) Trinitaria: Gesù Cristo incarnato è il Gesù uscito dalla Trinità. cosicché ognuno avrà la sua massima felicità e si rallegrerà per la felicità dell‟altro. partecipa al potere regale di Dio sulla creazione (1Cor 15. e senza esclusivismi. solo in cielo saremo uomini secondo il progetto iniziale di Dio. Quindi. perché questa comunione si fonda nella Trinità. 47.21-23). ma in maniera diversa. ma sarà autenticamente piena solo in cielo. più profonda. che ci vuole a sua immagine e somiglianza (Gn 1. parziale.26) e conformi a Cristo (Col 1. la nostra figliolanza divina è trinitaria. La figliolanza divina e la fratellanza umana saranno massime nel cielo. in cielo saranno rivelati i veri rapporti fra gli uomini e con Dio.  Questo non significa conflitto: tutti saranno in una armoniosa comunione nella diversità.20). La mediazione di Cristo rimane anche in cielo: entriamo nella comunione divina sempre mediante il Cristo. 4) Cosmica: con la risurrezione. Non possiamo certo fare geometria del cielo.24-28) e ci fa partecipare alla sua signoria sul cosmo. la santità vissuta in terra non sarà cancellata: chi ha vissuto santamente sarà ancora più santo nel cielo.1ss. e noi con essa entreremo «nella libertà della gloria dei figli di Dio» (Rom 8. Più grande sarà chi più ha vissuto nella carità.1ss). nel Figlio. perché allora tutta la creazione sarà «liberata dalla schiavitù della corruzione». dallo Spirito siamo innestati in Cristo e diventiamo figli del Padre. Non solo: se il cielo è partecipazione alla vita trinitaria. che alla Trinità ritorna. essendo diventati figli in Cristo: figli del Padre. 33 . noi siamo di Cristo e Cristo è di Dio» (1Cor 3. è il fratello senza il quale non saremmo figli. Quindi. 5) Ecclesiale: se in Cristo diventiamo figli. il cielo non riproduce le gerarchie di questo mondo. il massimo rapporto con lo Spirito. In terra non possiamo mai realizzarci del tutto. diventiamo Chiesa.13). perché «tutto è nostro. allora è essenzialmente comunitario. allora in lui diventiamo fratelli degli altri. grande sarà la ricompensa nel cielo. Per quelli che hanno praticato la beatitudine. Quindi.

VII della Lumen gentium (nn. per questo siamo beati. abbiamo un trattato sulla escatologia di S. purgatorio. Gv 15. 3) Vita di grazia: già attualmente viviamo il rapporto tra grazia e gloria. I cap. Molte saranno le opere apologetiche in polemica contro le deformazioni degli eretici come docetisti e gnostici. LA STORIA DEL DOGMA 49. a) Nell‟era sub apostolica: . Parla della retribuzione immediata dell‟anima che resta anche oltre la morte. in un certo senso. pregustazione della gioia piena promessa da Cristo (cfr. 48.Il cielo è presentato come visione di essenza divina (Dio). Retribuzione perché tutto avverrebbe alla morte: risurrezione. essa è anticipazione del paradiso. sperare ed amare). 1) Vita teologale: tutta la vita cristiana in quanto discepolato di Cristo è un anticipo della vita del cielo. ma rimane la singolarità inconfondibile di ognuno. 73). c) 1336 Bolla Benedictus Deus di Benedetto XII.Abbiamo una grecizzazione del tema escatologico: influsso greco (immortalità dell‟anima e giudizio particolare. Il cap. perché la grazia è il seme dal quale la gloria si sviluppa. V sulla vocazione universale alla santità comporta una santità escatologica.11). che è in sé escatologico.Cadono la mediazione delle creature e quella delle virtù teologali (meno l‟amore).Simboli della fede: affrontano anche il tema escatologico. . Il cap. La battaglia si polarizza intorno a due punti: la risurrezione. . unione di anima e corpo. VIII sulla Vergine Maria la vede come figura escatologica. “pegno della gloria futura” (cfr. il corpo è una prigione). G. In particolare la vita teologale (credere. VII è dedicato specificamente all‟indole escatologica della Chiesa pellegrinante. ma che per noi sta nelle tre persone della trinità. Breve excursus sulla coscienza di fede della Chiesa sul mistero escatologico. l‟identità e natura del corpo risorto. 2) I sacramenti: l‟Eucaristia è tensione verso la meta. . 34 . p. Giuliano da Toledo. Questa disuguaglianza ci ricorda ancor‟una volta che il cielo non è un essere generico. b) Nel VII sec. 48-51). Si parla in termini di pura anima. il cap.C‟è anche una concezione duale dell‟uomo. Anche le vocazioni e i carismi saranno distinti nel cielo come furono nella terra. perché solo in un approccio di fede può essere vissuto. I tratta appunto del Mistero della Chiesa. MASCIARELLI. VI sui religiosi gli considerano in quanto anticipazione della condizione escatologica. Infine. ma questo rapporto è aperto al compimento escatologico. d) Nell‟età moderna abbiamo il cap. Analisi del Cap. Il cap. inferno. L‟escatologia incrocia la pietà popolare. . Anche la fede rimane in cielo perché passeremo di conoscenza in conoscenza. . Avviene una sistematizzazione della escatologia. Come anticipiamo la vita di Cielo? Occasioni pastorali. La beatitudine celeste è data per la contemplazione di Dio. Il giudice alle porte. VII della LG 50.Saremo corpo glorificato: entri nella morte come uomo intero ed esci trasformato.

perché è cristiforma. 8) «Prima infatti di regnare con Cristo glorioso. Il senso della vita presente è in vista della gloria futura. occorre mantenere la vigilanza assidua per entrare nel banchetto nuziale ed evitare il fuoco eterno. senza perdere la comunità. Nel seno della vergine madre sono cominciati i tempi nuovi. noi tutti compariremo “davanti al tribunale di Cristo. 6) Abbiamo già la caparra del futuro nello Spirito. Lo Spirito è quello che sta sempre alla fine – anche se era già presente all‟inizio e nel mezzo. tutti 35 . la creazione nuova. Comunque. nell‟escatologia. Cristo ha determinato una volta per tutte la salvezza dell‟umanità.La dimensione pneumatologica della Chiesa è la più escatologica.29. cioè. Rahner diceva che l‟escatologia in quanto realtà futura deve influenzare il presente.E una dimensione trinitaria: partecipazione alle relazioni trinitarie.È significativo che il Concilio ha voluto trattare la escatologia dentro dell‟ecclesiologia per rafforzare la dimensione ecclesiale – senza perdere la singolarità. 5) La Chiesa pellegrinante è passerà. ma la comporta.Vi è una apertura cosmica. . come la creazione. . Un unico punto nella linea della storia la rese tutta storia di salvezza. ma non si può dimenticare che il giudizio sarà in criteri individuali. .Infine una dimensione pastorale: l‟escatologia va insegnata e vissuta. Secondo Mt 25.10)». ma con altra motivazione: perché è stato creato dalle mani di Dio (protologia). secondo quel che avrà fatto di bene o di male” (2Cor 5. è fugace. il futuro viene adesso. ma soprattutto attenti alla singolarità.46)». Importante il legame della escatologia con lo Spirito.Dimensioni dell’escatologia: . 4) La storia è storia di salvezza perché Gesù l‟ha toccata. chi ha operato il bene a risurrezione di vita. È profezia dell‟avvenire. n. anche le realtà terresti vanno ricondotte all‟escatologia. di comunione con Dio. cfr MT 25. Il cristiano lotta per difendere la natura come tutti gli altri. partecipa già della gloria di Dio. 48: 1) La Chiesa temporale è una realtà provvisoria. allora non si può far perdere l‟individualità della persona umana. e chi ha operato il male a risurrezione di condanna” (Jn 5. Il giudizio finale non è un atto diverso dell‟atto di salvezza. 3) L‟escatologia è tutto quello che è irrimediabilmente irrevocabile. per ricevere ciascuno il salario della sua vita mortale. È lo Spirito che raffina l‟opera d‟arte del Padre nella Creazione e la Redenzione nel figlio.L‟escatologia ha anche una dimensione comunionale. 2) Tuttavia. La salvezza può essere comunitaria. Se anche Dio Trino è unità in tre persone diverse. Quindi la escatologia è già iniziata. . Bisogna mantenere l‟equilibrio. con l‟incarnazione di Gesù. 9) «E alla fine del mondo “usciranno dalla tomba. . 7) Siccome non conosciamo il giorno e l‟ora. ma un particolare dell‟unico atto di salvezza. è perché è destinata alla gloria (escatologia). Già il libro di Dn considerava una doppia risurrezione: per la vita o per la condanna. la escatologia non può ridursi all‟ecologia. perché sarà definitiva solo alla fine. Così anche Heidegger: l‟esistenza autentica non può perdere di vista la morte.

Oltre ad autenticare. i santi. Paolo Vi nell‟Evangelium nutiandi afferma che la pietà popolare non va cancellata. Per questo la litania dei santi in alcune celebrazioni solenni. distinte ma non separate. quindi l‟imitazione vera si rivolge al figlio. nel dolore e nella gloria. ci invitano ad andare dove si trovano già nella Chiesa celeste. 49: . Il figlio che si comporta male disonora la famiglia. ma è Lui che presiede alla comunione di ciò che ha distinto.risorgono per mediazione di Cristo. 36 . quando parliamo di Dio dobbiamo tenere in conto coloro che prima di noi hanno fatto esperienza di Dio. 48).La liturgia della Chiesa viale e della Chiesa celeste è una sola. la Chiesa fa memoria e prega per gli antenati. Sono condizioni diverse della stessa Chiesa: pellegrinante. disciplinare e integrare. e mezzi per andare a Dio.Oltre a ricordare i santi. Distinzione nell‟unione. Cioè.La funzione dei santi è doppia: ci insegnano come essere Chiesa. Tutta la Chiesa celeste. Anche se non usa il termine. Non sono tre Chiese. ma anche il figlio che si comporta bene la onora. dobbiamo imitare la Trinità nella sua comunione. il Padre nella sua paternità. perché è sempre in pellegrinaggio. Due movimenti verso i santi: amore riverente e imitazione. Escatologia è futuro.Tratta della comunione tra Chiesa pellegrinante e Chiesa celeste. È lo Spirito che amm inistra tutti i distinti carismi. n. lo Spirito nel suo amore 7. Cioè. Sono immagini di Dio e segno del suo Regno. Dall‟altra parte. 51: . per dire che è una Chiesa sola pregando insieme. Maria per prima. Per questo la Chiesa è una realtà sempre giubilare. 50: . altri per la vita. ma bisogna considerare anche l‟elevazione e la glorificazione. Cristo è causa efficiente di ogni risurrezione. saremmo giudicati secondo la nostra somiglianza con Cristo. Allargando il concetto. e essa sarà glorificata in Cristo.Presenta alcuni spunti pastorali del culto dei santi. . non basta parlare di risurrezione. Imitare lo Spirito è distinguere i compiti di uno e altro. In questo senso diamo gloria al Padre. La glorificazione è l‟azione propria della santità. .La Chiesa pellegrinante deve pregare continuamente per la Chiesa purificante (purgatorio): suffragare le anime purganti è parte della missione della Chiesa pellegrinante. Cristo sarà glorificato nella Chiesa. . La devozione ai santi porta all‟adorazione a Dio. . iperduria per Maria. ma un‟unica realtà complessa. 7 Lo Spirito inoltre è quello che distingue Padre e Figlio.I santi ci spingono a cercare la città futura. bisogna storicizzare. è presente in mezzo a noi. perché la memoria è profezia (2Mac 12). 10) Nell‟escatologia. vocazioni e ministeri. n. adorazione per Dio. ma autenticata (n. si può dire che i santi sono “sacramento di Dio”. Infatti. ma anche memoria. ma non è causa formale o finale (dannazione o gloria).Il culto dei santi dovrebbe essere gerarchizzato: duria per i santi. purificante. . la Chiesa celeste fa missione con noi della Chiesa pellegrinante. Quindi. n. L‟imitazione dei santi è subordinata a questa. il Messia è sempre legato al popolo messianico. e gloriosa. uni per la condanna. Questo dovrebbe essere contenuto della predicazione soprattutto nelle feste dei santi. come le nature umana e divina in Cristo.

pronunciando una solenne professione di fede. lo splendore di Dio illuminerà la città celeste e la sua lucerna sarà l'Agnello (cfr. E lo concluse in piazza San Pietro.6. Νοi crediamo che la moltitudine delle anime.24)»..1968): cosa afferma sul tema escatologico? Tra il 1967 e il 1968. papa Paolo VI dedicò un anno di celebrazioni agli apostoli Pietro e Paolo. forma la Chiesa del cielo. Noi crediamo alla comunione tra tutti i Fedeli di Cristo. in diversi gradi. ma anzi lo arricchisce». «Credo» di Paolo VI (30.. quando queste anime saranno riunite ai propri corpi. che si recita in ogni messa. noi attendiamo la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. intercedendo per noi ed aiutando la nostra debolezza con la loro fraterna sollecitudine. santo. Amen.- - - «. che sono riunite intorno a Gesù ed a Maria in Paradiso.] Noi crediamo nella vita eterna. costituiscono il Popolo di Dio nell'aldilà della morte. rispondiamo all'intima vocazione della Chiesa e pregustando partecipiamo alla liturgia della gloria perfetta». Il testo di questo Credo ricalcò quello formulato al Concilio di Nicea. purché lo si concepisca alla piena luce della fede.il nostro rapporto con gli abitanti del cielo. [. Ma con importanti complementi e sviluppi. Lo chiamò "Anno della Fede". sia che dal momento in cui lasciano il proprio corpo siano accolte da Gesù in Paradiso. in occasione del diciannovesimo centenario del loro martirio. di coloro che sono pellegrini su questa terra. 37 .. la quale sarà definitivamente sconfitta nel giorno della risurrezione. Sia benedetto Dio santo. «Mentre comunichiamo tra noi nella mutua carità e nell'unica lode della Trinità santissima. i quali tutti insieme formano una sola Chiesa. E con la fede e nella speranza. dei defunti che compiono la propria purificazione e dei beati del cielo. con i santi Angeli al governo divino esercitato da Cristo glorioso. santo. il 30 giugno 1968.. Noi crediamo che le anime dl tutti coloro che muoiono nella grazia di Cristo. dove esse nella beatitudine eterna vedono Dio così com'è e dove sono anche associate. il sole (la gloria dell‟agnello) illuminerà definitivamente la luna (la Chiesa). secondo la parola di Gesù: Chiedete e riceverete. non diminuisce affatto il culto di adorazione reso a Dio Padre mediante Cristo nello Spirito. come egli fece per il Buon Ladrone. il "Credo del popolo di Dio". Alla fine dei tempi. noi crediamo che in questa comunione l'amore misericordioso di Dio e dei suoi Santi ascolta costantemente le nostre preghiere. sia che debbano ancora esser purificate nel purgatorio. AP 21. 51. «Quando Cristo apparirà e vi sarà la gloriosa risurrezione dei morti.

La escatologia è l‟albero del seme che è la Creazione. narrativo. Analisi della «Lettera» della Congregazione per la Dottrina della Fede su alcune questioni di escatologia (17. ma non esprime tutta l‟idea del purgatorio.5. prima si vive un‟esperienza e si crede ad un‟idea.  Se il cristianesimo non è più capace di dare un contenuto all‟espressione vita eterna. performativo.  Afferma che il contenuto dell‟escatologia deve rimanere.  Cerca di rispondere alla domanda di diversi vescovi che si trovavano in difficoltà pastorale: la teologia dice una cosa. interrogativo. profetico. non sull‟escatologia. analitico. dialogale-sfumato. Si può reinterpretare. Altro esempio: Paolo VI per spiegare la transustanziazione usa altri due termini molto utili: transfinalizzazione e transignificazione. assertivo (non dà luogo a dialogo). In altre parole. allora l‟annuncio del vangelo già non serve.52. poi si fa dottrina. ma non esclude il primo termine. interpretativo. ma siano anche fedeli alla Tradizione e al Magistero. anche se nessuna ipotesi va esclusa completamente. la descrizione della Divina commedia non può reggere un discorso religioso. che restano per sempre.  La purificazione del linguaggio religioso consiste nel liberarci della mania descrittiva. cioè. ogni catechesi deve essere imbevuta di escatologia.  Questo documento rimane un paradigma per giudicare alcune ipotesi. Le rivelazione private non sono dogma. allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede» (1Cor 15. Infatti. perché nessuno lo ha visto. il tema maggiore è quello più trascurato. il fuoco per parlare di inferno. e qui viene implicato il discorso escatologico: “credo nella risurrezione”.  Il sinodo si concentra quindi sulla pastorale.  La escatologia è la teologia concreta della creazione. Per esempio. sintetico. ma lo è la Rivelazione oggettiva. ogni predicazione. Se togliamo la risurrezione tutto il discorso cristiano cade: «Ma se Cristo non è risuscitato.1979). perché ne è il futuro: è come un seme che non diventa albero. viene dopo che la Parola è stata già detta. la croce di Cristo è l‟atto mediativo della Creazione stessa. ma non cancellare. ma avendo come criterio che la pastorale deve preoccuparsi delle cose definitive.  Nella teologia. L‟epoca contemporanea è l‟epoca del linguaggio. ma pochissimo nella predicazione e nella catechesi.  Il linguaggio può essere: espositivo (nel fare teologia noi raccontiamo ciò che abbiamo esperimentato). pedagogico. Per esempio. proibitivo. Il linguaggio è limitato. della comunicazione verbale. La teologia è una scienza secondaria. Nell‟evangelizzazione non si può solo usare i termini che siano comprensibili. Ma anche il linguaggio. Ogni azione pastorale.  Il documento chiede una doppia responsabilità: al pastore e al teologo. imperativo. e la gente crede ad un‟altra! Il sinodo quindi ha in vista anzitutto l‟evangelizzazione dei vescovi stessi nel tema dell‟escatologia. I luoghi ultimi non vanno descritti. Il Simbolo esprime l‟esperienza battesimale. riflessione. ma le metafore usate anche dalla Scrittura non possono essere eliminate senza criterio: esempio. il termine “maturazione” (Leonardo Boff) per parlare di purgatorio è significativo oggi.  Oggi il tema dell‟escatologia è tornato nella teologia. giuridico. 38 .  Ci sono sì alcune digradazione nel nostro linguaggio religioso.14).

Infatti.Il documento non elimina il termine «anima». Quando l‟AT parla di “anima” non si riferisce ad una parte dell‟uomo. . . allora muore anche come muore intero e così risorgerà. un incontro purificante nel quale con i suoi occhi fiammeggianti ci purificherebbe: questo sarebbe il giudizio. di un elemento spirituale. . il suo culto dei morti. ma nel senso di risurrezione. la Chiesa adopera la parola «anima».Una teologia che non spiega quello che accade nella morte non è buona. per gli eletti questa non è altro che l'estensione agli uomini della risurrezione stessa di Cristo». altrettanti luoghi teologici». nella loro sostanza. il quale è dotato di coscienza e di volontà. L‟uomo nasce come uomo intero. Senza ignorare che questo termine assume nella Bibbia diversi significati. . perché chi non resisterebbe al suo sguardo se ne andrebbe da solo. e che tornerà al cielo quando il corpo morirà) che ci ha fatto confondere l‟eternità dell‟anima con la risurrezione. non bipartito.L‟antropologia biblica invece è l‟antropologia dell‟uomo intero. ha pensato ad un “sinolo”. Un termine va sempre adoperato per indicare l‟io umano dotato di intelligenza e volontà. la comunità credente. . cioè. Possiamo fare teologia se vi è un luogo teologico. 3) «La Chiesa afferma la sopravvivenza e la sussistenza. Ma se l‟anima non muore. Scrittura e della Tradizione. ma non pensa alla sopravvivenza dell‟anima.Perché questo numero? Perché ci sono ipotesi teologiche (ad es. 4) «La Chiesa esclude ogni forma di pensiero o di espressione. consacrata dall'uso della S. che renderebbe assurdi o inintellegibili la sua preghiera. che esiste da sempre. . allora non si può pensare ad una vita eterna solo dell‟anima. ma non esclude altri modi di parlare. non è sempre e solamente il principio spirituale. quanto è un luogo teologico. Per designare un tale elemento. di una celebrazione liturgica. Se la comunità crede nella risurrezione. allora questa teologia non regge. inoltre. dopo la morte. ma comunque all‟uomo intero. i suoi riti funebri. Una teologia che non sia conforme a ciò che la Chiesa celebra non può reggere. il termine «anima» nella Bibbia assume diversi significati. Ogni tema teologico che manca di un luogo teologico. Ladislao Borges) che affermano che nella morte accade tutto. Nella morte accadrebbe l‟incontro con Cristo. essa ritiene tuttavia che non esista alcuna seria ragione per respingerlo e considera.Se la escatologia non può smentire la creazione. un autogidizio.L‟uomo intero significa non il solo corpo. La morte allora sarebbe un luogo complesso di escatologia.Il problema di fondo è l‟antropologia binaria di tipo platonica (l‟uomo è anzitutto l‟anima. che è assolutamente indispensabile uno strumento verbale per sostenere la fede dei cristiani». in modo tale che l'«io» umano sussista. non di continuazione della vita dell‟anima quale era prima (platonismo). 2) « La Chiesa intende tale risurrezione come riferentesi all‟uomo tutt’intero. .Nella risurrezione è implicita la sopravvivenza. e questo termine può essere «anima».. Ma anche l‟antropologia aristotelica è problematica: per unire corpo e anima. anche l‟anima deve risorgere. realtà che costituiscono. come può risorgere? . Ma questo sarebbe anche 39 .Il documento presenta sette tesi: 1) «La Chiesa crede nella risurrezione dei morti: quindi il teologo non ne può fare a meno».

ma non nella morte. ma lo qualifica. Quindi è una teologia che non regge. Si pensa la gloria a partire della grazia.La parusia è la seconda venuta del Signore. nella morte tutti ci incontreremo con lui. Il documento parla di risurrezione subito dopo la morte. come distinta e differita rispetto alla situazione che è propria degli uomini immediatamente dopo la morte. ma sembra che comunque scostruiscono queste ipotesi. Scrittura. perché a Dio tutti i tempi sono presenti. e la risurrezione piena alla fine dei tempi. Il problema è cosa significa risurrezione. la risurrezione comporta una gradualità. Così.Riprendendo l‟obiezione secondo la quale se fosse vera l‟ipotesi. peraltro. . Il problema è che se la risurrezione nella morte fosse vera. . . Cioè. Anche qui.Qui ritorna il problema dell‟ipotesi della morte come luogo complesso di escatologia. Non è una semplice restituzione della vita ad un cadavere. perché annullerebbe la parusia. ma vi è poi una risurrezione definitiva finale. del Figlio e dello Spirito – tutti i tempi sono di tutta la Trinità. . 6) La Chiesa. Maria Assunta ci supera in due punti: è glorificata più di noi e prima di noi. Nella morte. conformemente alla S. Quindi stiamo nel tempo della Chiesa. Nella morte avrebbe anche l‟opzione finale: se la salvezza è l‟incontro con Cristo. accadrebbe la risurrezione – ma non oltre la morte! Se queste ipotesi fossero vere. allora sarebbe inutile pregare. attende «la manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo» (Dei Verbum. che essa considera. c‟è chi nega l‟ipotesi sopra considerata. Obiezione equivoca. È come tirare su uno strappo: quando arriva su un punto. allora sarebbe inutile il rito funebre – perché la persona è già risorta!. si potrebbe dire che vi è già una risurrezione nella morte. anche chi non lo ha conosciuto. infine. tutto il resto sta già salendo. 40 .  Cioè. Anche se bisogna stare attenti a non separare troppo nitidamente il tempo del Padre. ma senza la temporalità creduta dalla Chiesa. nessuna teoria può minare il dogma della Assunzione. sarebbero comunque d‟accordo con l‟antropologia dell‟uomo intero. nel suo insegnamento sulla sorte dell'uomo dopo la sua morte. È una glorificazione e una glorificazione. Si risorge anche senza morire. 4). Maria non sarebbe glorificata prima di noi. Quindi. Quindi. dentro della quale si trova il giudizio. molto intenso. perché cancellerebbe il dogma dell‟Assunzione. La parusia è più ampia del giudizio. esclude ogni spiegazione che toglierebbe il suo senso all'Assunzione di Maria in ciò ch'essa ha di unico. nulla impedisce di pensare la risurrezione del singolo al momento della morte. riprendendo l‟ipotesi. nel tempo dello Spirito. Il tempo della Chiesa è il tempo tra l‟incarnazione e la parusia. I. Ma davvero questa ipotesi è contraria al rito funebre? Un‟obiezione ragionevole all‟ipotesi appena presentata potrebbe essere: come è possibile caricare così la morte della quale nulla sappiamo? Com‟è possibile mettere nel luogo teologico più complesso (la morte) tutti i luoghi ultimi? 5) La Chiesa. ossia il fatto che la glorificazione corporea della Vergine è l'anticipazione della glorificazione riservata a tutti gli altri eletti.- - il purgatorio.La manifestazione della gloria del signore nella fine dei tempi è la parusia. Ma resta il dubbio se questo numero fu scritto appunto contro queste ipotesi o no. Quando un depresso si riprende si dice che è risorto.

e il giudizio è prerogativa per il cielo. purificazione preliminare. Non è valida teologicamente. Essa crede. il rapporto ostile con il cosmo. perché resterebbe solo la depressione per la comunità cristiana. crede alla felicità dei giusti. Non è domanda da esame. ma serve semplicemente a indicare la sofferenza di quella situazione. 53. L‟immagine del fuoco è biblica. la morte è passaggio. pena di tutto l‟essere. ecc. è più vicina al cielo. ma non eventuale inferno.  Questo numero rimane nella visione dell‟inferno come un luogo opposto al cielo.7) La Chiesa. non possiamo perdere di vista il cielo. Non significa che ci sarà il fuoco inestinguibile.  Comunque. perché cielo e inferno sono due realtà qualitativamente diverse. in fedele adesione al Nuovo Testamento ed alla Tradizione. ma completamente separata dall‟inferno. La vita cristiana è dura. del tutto diversa dalla pena dei dannati. come crede alla ripercussione di tale pena in tutto il suo essere. Se l‟inferno è vuoto o pieno non ci interessa. Allora. l‟inferno è creduto dalla Chiesa come una realtà esistente. Quindi. Se esiste o non esiste.  Si osservi che il documento parla di eventuale purificazione. tuttavia. il quale sarà privato della visione di Dio. è una reale possibilità. Anche la filosofia antica sapeva come motivare la morale con l‟idea di felicità. Comunque è oggettivamente possibile. La pretensione kantiana di fare una morale ridotta alla ragione e senza motivazioni è condannata al fallimento. Il cielo infatti è la motivazione dell‟escatologia. L‟inferno però non è un certezza. Ma l‟unico vero luogo ultimo è il cielo: il purgatorio è tempora rio. vedere dispensa “Materiale di Escatologia”. resta solo la depressione. L‟inferno allora sarebbe il rapporto comunitario insopportabile. ad una loro eventuale purificazione che è preliminare alla visione di Dio ed è.  La visione di Dio può essere preceduta da un‟eventuale purificazione. i quali saranno un giorno con Cristo. psicologicamente. l‟inferno è un non luogo. Questa è del tutto diversa dalla pena dei dannati. ci interessa invece evitare di andarci e aiutare gli altri a non andare. Comunque. per quanto concerne gli eletti. Senza motivazione. Documento della Commissione Teologica Internazionale su alcune questioni escatologiche (1992). l‟inferno non è che l‟assenza della salvezza. fisicamente.  L‟immagine estetica più usata per indicare il cielo è la visione beatifica di Dio: un vedere godendo. infine. 41 . È quanto la Chiesa intende quando parla di Inferno e di Purgatorio. per cui occorre il cielo come motivazione sicura.  Quindi sono tre realtà oggetto di fede: felicità dei giusti. è difficile da rispondere. Essa crede che una pena attende per sempre il peccatore. ma non solo:: è tutto l‟essere che soffre. Il cielo è la pienezza della salvezza. la crisi psicologica depressiva. sociologicamente. Quello che la teologia può fare è spiegare cos‟è questo inferno: un fallimento finale.  La sofferenza dell‟inferno colpisce tutto l‟essere. l‟inferno sarebbe la privazione della visione di Dio. L‟inferno comporta sì una sofferenza fisica.

 Ci interessa non solo la condizione attuale di Maria. riunisce per cosi dire e riverbera i massimi dati della fede» (LG 65): dai primordi (è la “nuova Eva”) al mistero del popolo di Israele (è la “Figlia di Sion”) e al nuovo popolo nato sotto la croce (è la “Chiesa nascente”). che diventa tempo denso di salvezza. (2) perché ha collaborato nell‟opera messianica del Figlio. rendendo il tempo definitivo per la salvezza. Gesù rende il tempo escatologico. (3) e perché è rimasta al suo fianco fino al cuore del mistero dell‟Ora che ha cambiato la storia. Ha contribuito in modo oggettivo. Per questo il documento del 1979 sull‟escatologia afferma: n.  Maria rende la Chiesa escatologica perché è “membro sovreminente della Chiesa”. ma Ella è la Chiesa nascente (sulla croce e nel cenacolo) ed è la Chiesa escatologica.DIMENSIONE MARIANA 54. Tutti i misteri di Cristo fanno della salvezza una realtà escatologica. ma diventa ancora più violento negli ultimi istanti di vita. E Maria è stata in tutti i misteri di Cristo. per la salvezza. Cioè. Non è che Gesù è venuto quando il tempo era maturo. Ma quello che interessa nella storia della salvezza non è il “dire”. La vittoria definitiva è escatologica. E Maria partecipa a questa escatologizzazione del tempo operata dal suo Figlio perché (1) Gesù entrò nel mondo e si è fatto uomo in Maria. ma il tempo si è reso maturo quando Gesù è venuto.  Sotto la croce. nel suo insegnamento sulla sorte dell'uomo dopo la sua morte. ma anche quella originale.  Gesù quindi inaugura i tempi nuovi. la Chiesa pienamente realizzata. cioè.  Maria non ha detto molte parole nel vangelo. esclude ogni spiegazione che toglierebbe il suo senso all'Assunzione di Maria in ciò ch'essa ha di 42 . Ma la nostra condizione è più ravvicinata a Maria. Quando Gesù sulla croce compie il mistero pasquale. finiremo come lei. Ella ha partecipato in un modo speciale al darsi dell‟escatologia. Gesù ci ha salvato “legando” satana. Egli inaugura i tempi nuovi. Però è già ferito a morte e non vi è più scampo. La problematica escatologica (come finiremo?) trova la risposta in Maria. Poi ha partecipato alla vittoria di Cristo contro l‟antico nemico (Gn 3 e Ap 12). anche il tempo. nel suo mistero intero Ella è icona di tutto il cristianesimo.  Resta la domanda: a quale salvezza ha partecipato Maria? Ha partecipato alla salvezza in quanto cambiamento di direzione della storia. E in questo mistero Maria ha “collaborato” alla salvezza. Oppure: lo ha ferito a morte. anche se è già segnata sin dalla croce di Cristo che ha ferito a morte il nemico. Quale collaborazione ha recato Maria all'escatologizzazione della storia degli uomini?  Maria è simbolo del cristianesimo. mentre noi siamo la Chiesa che vuole diventare come Maria. 6: «La Chiesa.  Per usare una metafora. Anzitutto finiremo come ha finito Cristo.  Maria non è solo presente nella Chiesa. ma lo “stare”. è icona del futuro. E Maria ha partecipato a questa lotta in quanto ha generato il combattente che ha spaventato satana sin dalla sua nascita da Maria. La domanda è: che ruolo ha avuto Maria perché i tempi diventassero escatologici? Tempo escatologico è il tempo diventato definitivo per la salvezza. Quindi. costringe i tempi a cambiare. È la forma della Chiesa. Per questo De Fiores la chiama “microstoria della salvezza”: «per la sua intima partecipazione alla storia della salvezza. Cristo ha lottato contro il satana e l‟ha vinto. anche se quando una animale viene ferito non muore subito. In particolare.

Sulla croce Gesù emette il suo grido di affidamento a Dio. la consegna dello Spirito che è offerto dalla croce sul mondo. Quel grido messianico si eleva nel contesto delle tre misteriose consegne: la consegna del Figlio che offre la vita per gli uomini. L‟icona della “Pietà”. sponsale e verginale: 1) Maria e la “maternità” della morte: la dimensione materna della morte si concentra nell‟idea della Chiesa celeste quale madre che ci fa nascere dall‟alto mediante lo Spirito. e dal libro di M. l‟affidamento di chi non ha uomo o donna. Maria è madre dei fedeli nella comunione con la morte di Gesù. Gesù muore sulla croce nella sua figliolanza dinanzi al Padre e dinanzi alla madre. coincide con Lei. 55. Sotto la croce Maria decifra la natura scopre della morte. così sarà anche nella nostra morte. e così sarà anche per noi. un patto nuziale sigillato nel sangue di Cristo. anzi. [Risposta formulata a partire dagli appunti. anche se dentro di una comunità. Quando sopraggiunge per costoro il momento di accedere alla comunione di morte. cos‟ anche noi moriremo da figli del Padre e figli della Chiesa-Maria. ossia l‟immagine materna di Maria che accoglie fra le braccia il Figlio morte. 3) Maria e la “verginità” della morte: verginità è il totale affidamento a Dio. ossia il fatto che la glorificazione corporea della Vergine è l'anticipazione della glorificazione riservata a tutti gli altri eletti».  Maria quindi è glorificata in corpo e anima. Così anche ognuno di noi sarà glorificato singolarmente. questa madre è presente. anche se membro della Chiesa. Maria icona di speranza. La presenza di Maria alla morte di Cristo e di ogni uomo. pp.26). che sono il vero distintivo del cristianesimo. la morte di Gesù e la morte di ogni essere umano è un atto verginale in quanto affidamento a Dio. Ella è glorificata singolarmente. e nella sua compagnia Gesù consegna sé stesso al Padre. ci insegna a lottare contro “l‟ultimo nemico” (1Cor 15. ad essere vicini a chi muore. Anche Maria illumina questo enigma per la sua partecipazione al mistero di Cristo: come Lei è stata vicino a Cristo morente. interprete dalla morte dell‟essere umano: la morte è un mistero. In Lei si congiungono il sì dell‟amore di Dio e il sì dell‟umanità redenta da Cristo. [Risposta formulata a partire da: M. 4) Maria. G. MASCIARELLI. Maria icona di speranza. 70-78].6). 43 . a credere che la morte non è la fine di tutto.26). ma la morte è materna anche perché è mariana: la Chiesa che accoglie il morente è legata a Maria. MASCIARELLI. G. 45-50]. Così. Cioè. la consegna del Padre che dona il Figlio per la salvezza del mondo. un grido messianico e verginale. 2) Maria e la “sponsalità” della morte: ai piedi della croce Maria è allo stesso tempo icona dell‟amore trinitario e primizia dell‟umanità nuova rivestita della veste nuziale della carità. pp. Il mistero di Maria porta alcune luci sull‟enigma della morte.unico. Si tratt a di un mistero materno. perché “l‟amore è più forte della morte” (Ct 8. ma solo Dio. Al punto di morte Gesù rivolge queste parole a Maria: “Ecco il tuo figlio” (Gv 19. Maria accoglie il morente. È l‟icona della civiltà della compassione e della misericordia. e perciò ci occorre Cristo per poter decifrarla.