LA SCIENZA E LA VITA di Francesco De Sanctis Signori Siamo nel tempio della scienza.

E non vi attendete già che io voglia scegliere a m ateria del mio dire il suo elogio. I panegirici sono usciti di moda, e se ci è cos a ch'io desideri è che escano di moda anche i discorsi inaugurali. Essi mi paiono come i sonetti di obbligo che si ficcano in tutte le faccende della vita e fanno parte del rito. E pensare che l'Italia in questi giorni è inondata di discorsi in augurali, e che non ci è così umile scuola di villaggio che non avrà il suo. Se poi la scuola renda buoni frutti, che importa? questo è un altro affare. Ci è stato il dis corso inaugurale, ci sono state le battute di mano, il pubblico va via contento, e non ci pensa più: se la vedano loro i maestri e gli scolari. Queste erano le idee che mi passavano pel capo, quando seppi dell'incarico, che i miei dotti colleghi vollero a me affidare. Non ci era verso di pigliare la cos a sul serio. Se ci fosse qualche avvenimento straordinario, qualche grande occas ione, che mettesse in moto il cervello, passi; ma fare un discorso, perchè in cias cun anno, il tal giorno, la tale ora, s'ha a fare un discorso, secondo l' artico lo tale del regolamento, e la pagina tale del calendario scolastico, questo non mi entrava. Se avessi avuto gli elementi di fatto, quest'oggi vi avrei letta una relazione sul valore degl'insegnamenti, sulla frequenza dei giovani, sul risult ato degli esami, sui miglioramenti fatti, sulle lacune rimaste, sul programma in segnativo del nuovo anno, e son certo che voi avreste gradito più queste interessa nti notizie, che un discorso accademico. Ma poichè l'accademia non se ne vuole ire ancora, io che non voglio fare il ribelle, mi sottometto di buon grado al calen dario, ed eccovi qua il mio discorso, confidando ch'esso sia l'ultimo discorso i naugurale, e che nell'avvenire penseranno gl'italiani meno a bene inaugurare e p iù a ben terminare. Dicevo dunque che non voglio fare l'elogio della scienza. I panegirici sono usci ti di moda: e poi, che bisogno ha lei del mio panegirico? Oramai ella è incoronata , è la Regina riconosciuta de' popoli, sulla sua bandiera è scritto: in hoc signo vi nces. Le lotte l'hanno ritemprata, i suoi errori l'hanno ammaestrata, e non è vals o incontro a lei scetticismo, nè indifferenze. Giunta è oggi al sommo del suo potere , ed ha i suoi cortigiani e i suoi idolatri, che promettono in suo nome non solo maraviglie, ma miracoli. È lei che rigenera i popoli e che li fa grandi, sento di re. Io che mi sento poco disposto a' panegirici, voglio dire a lei la verità, come si dee fare co' Potenti, voglio misurare la sua forza, interrogarla: cosa puoi fare? Conoscere è veramente potere? La scienza è dessa la vita, tutta la vita? Può arr estare il corso della corruzione e della dissoluzione, rinnovare il sangue, rifa re la tempra? Sento dire: le nazioni risorgono per la scienza. Può la scienza fare questo miracolo? Già, se guardiamo nelle antiche istorie, non pare. La scienza greca non potè indugia re la dissoluzione del popolo greco, nè sanare la corruttela del mondo latino. il rinascimento intellettuale in Italia fu in il principio della sua decadenza. Mag giore era la coltura, e più vergognosa era la caduta. Dinanzi a questi fatti si comprende Vico, e siamo tentati a seguirlo nelle sue m editazioni. L'intelletto comparisce ultimo nella vita, e più conosce, più si fa adul to e più si sfibra il sentimento e l'immaginazione, le due forze onde vengono le g randi iniziative e i grandi entusiasmi. La scienza è il prodotto dell'età matura, e non ha la forza di rifare il corso degli anni, di ricondurre la gioventù. La matur ità è certo l'età più splendida della vita, non il principio ma il risultato, e piuttost o la nobile corona della storia, che stimolo e inizio a una nuova storia. Appres so a lei viene la vecchiezza e la dissoluzione: e prendono posto popoli nuovi, p iù giovani, eterna legge della natura: la dissoluzione degli uni è la generazione de gli altri. La scienza cresce a spese della vita. Più dài al pensiero e più togli all'azione. Cono sci la vita, quando la ti fugge dinanzi, e te ne viene l'intelligenza, quando te n'è mancata la potenza. Manca la fede, e nasce la filosofia. Tramonta l'arte, e s punta la critica. Finisce la storia, e compariscono gli storici. La morale si co

p iena di maraviglie. Anche Aristotile pone l'etica a fine supremo della scienz a. che affrettò la patria dissoluzione. già logore e guaste. e posso dire con verità: dunque. L'ideale è Beatrice. Livio narra la stor ia di una grandezza che fu con un preludio che chiameresti quasi un elogio funeb re. che la scienza di grado in grado trasforma in paradiso. e Aristot ile ne fa l'inventario. e comincia la scienza dello st ato. Gli Iddii se ne vanno. La vita é un inferno. e a introdu rvi ordini e leggi stabili. Può dunque la scienza. che sono anche ogni documento dell'antica grandezza. e Plutarco passeggia fra le tombe e raccoglie le memorie degli uom ini illustri. rinasce la fiducia nella scienza. se non avesse avuto fiducia di trasporta rla nella vita. una nuova storia. e vengon su i moralisti. dove la libertà divenuta licenza avea prodotto il dispotismo. i l suo discepolo. Campanella. la vita pubblica si corrompe. Più la vita si fa molle. non restaurare le forze morali e organiche. e la sua scienza non può ritardare di un minuto i l corso della storia. nel lo ro cammino si discostano sempre più. chia matovi a rigenerare quel popolo. Ultimo raggio di una vita gloriosa che rifletteva sè stessa nell'arte. Ma in quel sapiente meccanismo non potè spirare uno spirito nuovo. e più la scienza si fa rigida. Essa fu buona a sistemare e organare quel vasto insieme. Tucidide e Tacito. la repubbl ica declina. l'ultimo frutto della vita. La scienza si chiamava Machiavelli. e credette di poterlo. dove la scienza riconosce sè stessa. e dove operavano con più efficacia i seguaci di Cristo. e Seneca aguzza sentenze morali. lavorava nelle alte cime. e Scienza che è fede. Ma la sua scienza non era la vita. e questa fede fu la sua forza. senz'alcuna reciprocanza d'azione. l'ultimo io posso della vita. la purgazione delle passioni . il si salvi chi può. Lo stato rovina. e i fatti rimasero fatti. anzi ess o fu la scienza della disperazione. nè rallentare la f ormazione della vita cristiana. di rimpett o alla vasta corruzione dell'impero sorgono accigliati gli stoici. io posso? Anzi non sarebbe vero che la scienza è l'ultima produzione della forza vitale. l'arte se ne va. all'azione l'iniziativa. l'eloquenza delle parole succede alla eloquenza de' fatti. Platone va in Siracusa. Sarpi. Platone vede nella scienza un istrumento etico. e tra scurava la base. impassibile alle vicissitudini del mondo esterno. produsse una forma limpida e bella. e sorgono i grandi oratori . segnata qua e là di tristezza e d'i ronia. se qua lche malaugurato profeta avesse lor detto. e Platone costruisce repubbliche ideali. mancate a lei tutte le forze produttive. La vita è sciolta. il Savio ritirato in sè stesso. e perchè l'arte gli pare corruttr ice. si pose accanto a Luciano. venute meno le differenze e le ener gie focali. e la scienza credette davvero di poter ristaurar e la vita. disertore della società. perchè ci trova un fine etico. e non la sua potenza. l a vita ritirata nel cervello. L a vita è morta. e perdona all'arte. come sentisse di essere non altro che forma. ma non potè formare o riformare alcuna società. ma non potè rigenerare la vita greca e la vita romana. e se ne attendono miracol i. le sarebbe parsa cosa spregevole. ebbe in sua mano tutte le forze e non potè nè arrestare la dissoluzione della vita pagana. all'arte l'ispirazione. mancata al sentimento religioso la f ede. che que' barbari erano i predestinati loro eredi e loro padroni! Cessata la barbarie. alla morale la sincerità. La verità ch'ella cer cava. Un giorn o la Scienza salì nella Reggia. Lo stoicismo potè guadagnare a sè individui. Venne il Risorgimento. vivendi causae. che pure è là sua coscienza. e Socrate li accompagna della sua ironia. quegl'infimi strati sociali. il regno della giustizia e della pace. la consacrazione della dissoluzione sociale. E non so che funebre spira nello sguardo profondo e malinconico degli ultimi storici. dove ricomincia la sua storia. La scienza operava sopra un mondo già c orrotto. E il Paradiso è la Monarch ia universale. Fede che è scienza. e la vita fa Alcibiade. dove le forze morali erano ancora latenti e intere. I pensieri rimasero pensieri. vuota di ogni contenuto e d' . ricreare l'albero della vita? I o conosco. la spontaneità. Leone decimo e Filippo Secondo. e dove le v arie stirpi erano unificate dalla conquista.rrompe. e la vita fu C esare Borgia. Pure che orgoglio menava quella società della sua scienza! con qual disprezzo trattava i barbari! e come avrebbero sorriso. e mira alla educ azione della gioventù e alla prosperità dello stato. N on potè. Socrate confida di potere ammaestrando la gioventù abbattere i sofisti e restaur are la vita patria. sbandisce l'arte. la freschezza della gioventù? La scienza potè illustrare.

di cui oggi ancora continuano le oscillazioni. la scienza opera come religione. la sua chiesa e la sua classe. e non si brigò della base. Quando si spiegava all'aria il gonfalone. che i mponeva a tutti gli stessi odii e gli stessi interessi. la vita si vendicò e la chiamò per disprezzo ideologia. nella religione nella morale. queste forze sono prod uttive. cioè a dire uno scopo. economici. e più è debole. co' suoi interess i le sue passioni e le sue aspirazioni. La famigl ia era già per lui come una piccola patria. de' quali si sentiva parte. e volendo per forza renderli uguali e fratelli. se lo crea illegittimo: perchè la forza ha bisogno del limite. s'infiltra in tutte le istituzioni sociali. che rinnovare le idee. e o però come scienza. ma erano il prodotto della sua coscienza. e penetra dappertutto. si propaga ne' popoli. e tut to guardando attraverso a quell'ideale. Nasce una nu ova società. e la base un b el dì fè una scrollatina e s'inghiottì la cima. e conoscere fosse il medesimo che potere. nella pienez za della sua libertà e nella foga delle sue passioni. come il mezzo ha bisogno dello scopo.ogni organismo. se lo crea lui. Così sparve il regno della filosofia. e le determi na. comunanza di sentimenti e di credenze e di costumi. materia di venerazione e quasi di culto . robustissimo di sentimento e d'immaginazione. tutti gli organismi sociali. fu la splendida età del suo tramonto. Innanzi a questi esempii io mi raccolgo e mi domando: cosa è la vita di un popolo? Un popolo vive. come una conseguenza. guardiamo cosa era l'uomo. che incontrava ad ogni passo dell a vita. trova il suo centro di espansione nello spirito francese. A veva la sua casa. che le toglie dal vago della loro libertà. se non quando trovano al di fuori stimoli alla produzione Più gagliardi so no gli stimoli. che con vocabolo singolarmente espressivo era detto il Comune. quando pure voi gli togliate il limite. di arti. volendo perfezionarli. nell'arte. Que' limiti perciò non erano ributtati come ostacoli ma erano rispettati come doveri e come stimoli alla produzione. Più viva era stata la fede nella scienza. era la cima. Ma era scienza. i s uoi martiri. fiorente di studi. Cercò le premesse ne' suoi principii e nelle sue formole. Ivi t rovava nuovi vincoli e nuovi stimoli all'opera. in nome della natura snaturò gli uomini. con le parentele. perchè non erano imposti con violenza dal di fuori . e trattò gli uomini come pedine. Credette che rinnovare la vita fosso il medesimo. fatale e inesorabile. quando ha intatte tutte le su forze morali. fu il sonno di Michelangiolo e fu la tristezza di Machiavelli. amministrativi. e lo stato e la famiglia. il padre della famiglia. trovava ad ogni passo de' li miti accettati dalla sua volontà. Avvezza a trattare il mondo meccanico come cosa sua. E se ne cavò questa dura verità: la Scienza non è la vita. e se non può legittimo. religione. con la casa. deliberati a . ne' sistemi politici. di cui era viva la storia ne' testamenti degli avi. e trasformati in gagliardi stimoli al decoro e alla prosperità della cas a. armato di dritti formidabili. il quale. Testimonio è il prete. avvezzo al comando e si curo dell'ubbidienza. società. approvati dal s uo cuore. Gli stimoli ti creano il li mite. si forma una nuova vita. In quanto la loro libertà è limitata. che con previdente affetto abbr acciavano i secoli e incatenavano l'avvenire alla perpetuità del casato. e maggiore è la loro intensità e vivacità. nel dritto. Queste forze non pro ducono. era la scienza e divenne la forza. ella in nome della libertà uccise la libertà. Concepì la vita come fosse ideale scientifico. Quando la vita così conculcata reagì. che gli creava doveri. il nome della famiglia. il suo catechismo. i suoi legislatori. immedesimata col suolo. Più il sentimento del limite è fiacco in un popolo. date le premesse. Per uscir dell'astratto. p oderosi organismi. Quella che chiamò sua età dell'oro. più è vicino alla dissoluzione: e per contra rio la vita è più potente là dove è una coscienza più sviluppata del limite. ch'ella potesse di sporre secondo il suo giuoco. si sente con più tenace affetto legato a' nipoti. E aveva la grande patria vicina e concreta. Più tardi. arte. vincolo comune e rispettato. Applicò la sua logica alla vit a. negati a l ui i figli. più acerbo fu il disinganno. e provoca un m ovimento memorabile. forte della forza comune. tutti vi si stringevano attorno. tradizioni secolari. L'uomo del medio evo. dove trovava la donna. L'uomo forte. dà loro un indirizzo. diviene un apostolato. indebolì. si credette un po' meno alle i dee e un po' più alle cose. la scienza ha anche lei i suoi apostoli. prima che la scienza moderna vi avesse posto la mano. non nelle condizioni reali ed effettive della vita. trattò l'organis mo sociale come un meccanismo. di s cienze.

e si proclamava fine e non mezzo. p erchè operi sulla vita. che irradia nel vuoto senza poter formare attorno a sè il suo sistema . le loro donne. alla sua casa. era la famiglia. alla Chiesa. il tempio. f iaccati i caratteri. perchè invocata da' suoi oppressori. rimaste vacue forme chiesa. guasta che sia. patria. Molti fanno di quella corruttela autrice la scienza. A poco a poco il limite soperchiò. erano un popolo in marcia: le loro migliori armi erano le loro forze morali. de' quali non sapeva come distrigarsi. cercando materia più giovane e più feconda. i loro vecchi. Quei limiti non furono più doveri graditi. il comune. soldati di ogni gente. e qua erano soldati accampati alle frontiere. alla sua classe. che gli rammentavano doveri da compiere più che dritti da rivendicare. maledisse la socie tà e la legge come istrumenti della sua oppressione e sospirò allo stato di natura. lontana dalli occhi e dal cuore la casa. la chiesa. altrime nti è un Sole. tutti chiamati roma ni. e non veggono che la scienza apparve quando la materia era già corrotta. Era la Natura già maledetta e scomunicata che si affermava in mezzo alla società del soprannatura le e del privilegio. e proclamava i dritti dell'uomo. senz'altro vincolo che la disciplina. la famiglia. ma quei doveri. e prese in odio i sentimenti più cari della vita. Ma se il guasto è nelle radici. stato. Il limite aveva soverchiato la lib ertà. la stessa mo rale gli divenne sospetta. tutti gli stimoli che fanno grandi gli uomini E perchè la scienza potè così poco in Italia? Perchè vi erano indeboliti tutti quei limi ti che svegliarono tanta potenza di vita in quella che fu chiamata età di mezzo. l'individuo non vi aveva fini pro pri. che li attendevano. se il sentimento della patria e d ella famiglia e della natura e della libertà è fiacco. e perciò nessuno romano davvero. E se n e volete una immagine. ma a' loro concittadini. e dive nne un ostacolo. chiuso in potenti organis mi. Era l'individuo che contra pponeva la sua autonomia dirimpetto a tutti quegli assorbenti organismi degli es seri collettivi. vi si sentia affogare e int isichire. la sua classe. al Comune. a' suoi avi. Si sent iva non un individuo libero e isolato. alla Classe. e perchè nel suo sangue ci era entrato il guasto. spes so violenti e radicali i concetti. se insieme con la religione è mancato il sentimento religioso. allo Stato. e servili le opere. Là erano i barbari che si avanzav ano. vivente della vita di quello. ma un fine comune. fami glia. accettati dalla sua volo ntà ma obblighi imposti dalla violenza. ogni sentimento del limite. apparve per risanare.porre per quello le sostanze e la vita. la religione. la patria. cittadino. e studii a ricreare ivi dentro gli stimoli e i limiti. quale la trova. Nello stesso scienziato la vita era molto al di sotto del pensiero. marito. Che cosa era la scienza? Era l'intelletto già adulto che acquistava coscienza dell a sua autonomia. ma parte di un tutto. Perchè la scienza ebbe così piccolo potere sulla vita romana? Perchè la vita vi si era raffreddata. in mezzo a' quali era cresciuto credulo e ignaro di sè. classe. bisogna che ami la vita. quando trova materia che lo riceva. figlio. la sua religione la su a famiglia. alle quali l'alta ironia dell'intelletto italiano aveva portato via il con tenuto. E qui era il difetto di quei ferrei organismi. e va in cieli più lontani. di questo o quel ceto. che reagiva contro il limite. ogni organismo sociale. ogni vita pubblica. prostrate le forze morali. la famiglia. e uccideva la sua libertà. e qua era la caserma. nettandoli della scoria ch e il tempo vi ha aggiunti e riconducendoli a' loro principii. ipocrita il linguaggio. L a scienza può dare un nuovo contenuto. il suo comune. quando erano più nel la coscienza che nelle istituzioni. che spesso pesava sopra di lui come il fato. L'uomo viveva come abbarbicato al suo suolo. vacue f orme. perchè il gonfalone era il simbolo della patria e la patria era la terra de' padri. fo rmidabili non a' loro nemici. al suo comune. soppres se lo stimolo. Volendo rovesciare l'ostacolo. la classe . E la Scienza era la Libertà. Quelli po rtavano seco la patria. soldato. che li chiamavano pretori ani. credente. e si distingueva da tutti gli elementi del sentimento e dell'im maginazione.e nell'ardore della lotta perirono nella su a coscienza non solo quegli obblighi. alla sua chiesa. i loro figli. ritiratosi da lei ogni stimolo. cacciò da sè il sangue cattivo e il sangue buono: così cominciò quella dissoluzione che Machiavelli chiamava corruttela italiana. Là e ra la famiglia. dirimpetto alla famiglia. L'uomo stretto come in una rete di organismi soprapposti gli un i agli altri. tenuti insieme nella vita artificiale de' cam pi senz'altro stimolo che lo stipendio. guardate alla catastrofe. se le stesse radici della vit . cessò di essere uno stimolo. La scienza.

ciò che è ancora oggi gran parte del genio nazionale. il più attivo dissolvente sociale. c he trattengono nel suo volo l'intelletto. e in quel disp rezzo soffiava l'ironia di Voltaire e la collera di Rousseau. Cercando libertà non n el limite. di cui era no ornamento letterati e scienziati. epopee senza eroi. pomposo lusso di corte. furono fatte tutte le esperienze. Le forze popolari vi erano impetuose. Carlo Magno e Carlo Martello. Sviluppò grandi caratter i. costituzioni e gover ni. e vantano la lucidità dell'intell etto italiano. ardenti. non furono più le funzioni organiche di una società armonica. fu una corsa vertiginosa. nè le costituzioni rinvigorirono la libertà. e gl'interessi pugnavano alla conservazione di una vita. che si sentiva anc ora rigogliosa. la storia uscì dalle s ue vie naturali. si dibattono e si consumano. Il risveglio fu terribile. allegra. ripetè rivoluzioni senza rivoluzionarii. perc hè il suo cuore sentiva peggio. Lo spirito pubblico sazio di conquiste e di gloria si addormentò s otto l'ombra del gran Re e tra le fallaci apparenze del secolo d'oro. e non segue più il corso delle' cose . le illusioni. ripetè e sci mieggiò sè stessa. La scienza vi dive nne rivoluzione. espansive. ogni fermezza di disciplina. non potendo aver la sostanza. la società rimase in balìa al lavorio de' cervelli . La scienza potè così poco in Francia. Mobilizzò fortune. Goffredo. e produsse una d isuguaglianza di fatto sentita più acerbamente in quella contraddizione. nella quale invano cercavi il raccoglimento. Molti oggi ancora se ne gloriano. libero nella sua corsa. Operando fuori di ogni tradizi one e di ogni condizione storica. riflettendosi nelle art i e nelle scienze. la riflessione malinconica di Pascal. indeboliti nella coscienza. e il turbinìo rapì seco ogni costanza di carattere. Giovanna d'Arco. che rappresentavano le glorie n azionali. di unificaz ione e di gloria. si ritira nella solitudine del pensiero. che oggi ancora così calcata minaccia ed offende. trattò e stancò in tutti i versi una vita dotata di tanta elasticità. cosa ti può fare la scienza ? La scienza non ti può dare la vita. E non pensano che l'intelletto italiano vedeva meglio. quanto la vita interna vi era più debole e men rispettata. Contro a questa vita robusta e giovane urtò indarno l'ironia di Rabelais. Limite e libertà. la repubblica senza i repubblicani. rinunzia a qualsiasi azione immediata sulla vita. mescolate di scanda li e di epigrammi. sciolta. elegante.a son secche. che chiedeva il suo posto nella vita. lavora per l'umanità. ora vincitori. perchè ebbe a suo servigio una nuova classe. che non ancora ha trovato il suo punt . la calma e l'equilibrio interiore. e le sottigliezze estatiche de' giansen isti. le passioni. mancati i sentimenti. la riflessione. lo spirito severo e prosaico degli Ugonott i. le usò e le abusò. Lotte vi furono violente. drammatica. ogni vincolo sociale. e imped iscono che ne scappi fuori. segue il corso delle idee. e i più delicati problemi abbandonati alla forza brutale. come in Italia. sicchè nè i concordati rinvigorirono la fede. divenute decorazioni di corte. e provocò negli alt ri. e lo tirano nella loro orbita. ma solitario e infecondo. Sorse il disprezzo ver so tutte le istituzioni nazionali. la stor ia divenne un circolo. che vedeva così alto e così lungi. Lo spirito nuovo potè appena scalfire la superficie di una vita più rumorosa c he seria. famiglie. la religione ricordava le più nobili tradizioni popolari. Così la scienza fu presso noi più radicale ne' suoi concepimenti e più sterile ne' suoi atti. i fatti fu rono costretti a camminare con la stessa velocità delle idee. ri ebbe l'imperatore senza l'impero. Quando non potè av ere le cose. San Luigi. si appagò de' nomi. e non diede la libertà. ora vinti. ruppe il limite. immaginose ed ambiziose. rapida. Stabilì l'uguaglianza giuridica. sempre viol enti. nel quale elementi. il buon senso di Montaigne. l ogorati nell'attrito. ma per opposte cagioni. ivi era nel suo pieno fiore. Tra no i una vita piena ed agitata compiva allora il suo ciclo. ma Parigi valeva bene una me ssa. e il limite vi si manteneva anco ra con molto prestigio. spense negli uni il sentimento religioso. il culto del dovere e della legge. furono meccanismi tanto più artificiosi e complicati ne' loro congegni. come portava il genio nazionale. e nelle sue convulsioni assoluta come la scienza astratta come l'umanità. La monarchia vi era istrumento di conquista. e il frut to fu l'odio di classe. e se ne disgusta. furono provati tutt'i meccanismi. abbracciò l'ombra. abbondavano i Casati illustri. anzi le volge allora le spalle. ma contro il limite. grandi forze. E la rivoluzione fu violenta. Combatten do la superstizione. fruttifica in altre terre. quando altrove si disputava ancora di cose teologiche. brillante preludio ad una vita tutta di convenzione. come reazione. il fanatismo. sotto alla quale r uggivano inesplorate profondità.

com'era facile rest ituirlo nella memoria. il sen timento di nazionalità. assisa sopra tante rovine si è fatta pensosa. E ci vive insieme la scienza e la libertà. caratteri mobili. la scienza ammaestrata in quella terribile prova. Ben può ella analizzarle. purgandosi e riformandosi. vuol essere questo mondo. La libertà si è fatta via ne' popoli civili. cercando salvezza nel catech ismo. che molto si agita e poco conchiude. senza sforzarla. Ivi la scienza operava non fuo ri del limite ma entro di quello. che vi logorò le forze. ma non si salvarono i principii. seguirne la formazione. contenta alla sua parte modesta. e la storia. cioè cacciand o da sè le parti morte e stantie.o di fermata. e come si diceva un tempo. perchè ivi inco ntrò organismi formidabili. e usurpa il comune e usurpa la nazion e. Cosi ci vive e ci vivrà lun go tempo la chiesa. Siamone grati a quel nobile popolo. e illuminava dall'alto la vita senza mescolarv isi. la classe. fu reazione della natura contro la società. non hanno in sospetto la scienza. dove . il comune. No. Ah! signori. La religione che non è di questo mondo. l'autonomia e l'eguaglia nza dell'individuo ha generato l'autonomia e l'eguaglianza della nazione. positiva e organizzatrice L'esperienza ha fruttato. sentimenti v acillanti. Le colonie peri rono. che pur non è un peric olo. piuttosto che i principii. credette che quello che allo s pirito apparisce ragionevole. e la storia punisce sempre i difetti e risparmia spesso le colpe. calando dalla sommità de' suoi ideali. ma una forza. ma continuo. non può p rodurle. e v uole realizzare in quelle sè stessa. limi ti rispettati. la cui voce è ancora potente nel cuore degli uomini. non so che insoddisfatto. e non si m ise già di contro ad essi come nemica. Nel suo orgoglio e nella sua inesperienza presunse troppo della sua forza. sul suo corpo e sulla sua anima. il coraggio morale. pieni di prestigio e di forza e di fiducia. alterando la loro natura. vuole formare una s ocietà intellettuale e scientifica. che fece l'esperie nza a sue spese. a questo popolo che ha avuto più difetti che colpe. e gli uomini n el loro disinganno rincularono insino al medio evo. la più ampia libertà di coscienza. di discussione e di associazione. E cosa avvenne? La scienza perdette il su o credito. come cadaveri che al contatto dell'aria si dissolvono. lo stato e la legge. per chè il difetto è debolezza. la famiglia. ed entrando ne' misteri della vita e nelle vie dell a storia. restò al contrario nella vita anglo-alemanna modesta ausiliaria. Questa fu la prima prova. la tenacità. dovesse e potesse per ciò solo tradursi in atto. volgerla a questo o a quel fine: una sola cosa non può. e usurpa la famiglia. odiano l'aria e la luce. ben può anche moder arle. Anche la scienza è usurpatrice. e vi stimola e vi sviluppa le forze produttive. a questo martire della umanità. nella quale l'influsso della scienza è visibile. ma penetrò ivi dentro con moto lento. Ciascuna forza sociale nell'espansione della sua gioventù si oltrepassa e si e sagera. non è maraviglia che cerchi sè stessa in tutte le altre. la disciplina. il sentimento del dovere e del sacrifizio. Più che r ivoluzione. molti limiti artifici ali sono caduti. e rinnovando la materia. e dove son fiacche e logore. quasi fosse ella stata cagione di tutte quelle calamità. quasi che fosse così facile restituirlo nella coscienza. ella non può. e i l suo motto fu: periscano le colonie. il rispetto dell'autorità l'osservanza della legge. il regno della filo sofia. E con poca resistenza. perchè il volo dell' intelletto ha ivi il suo limite nelle forz e sociali ancora integre. l'amore della natura e della famiglia. determinarne li effetti. Certo. il sentimento religioso. uno spirito irrequieto. ve le trova. correggerla. La scienza che nella società latina ingoiò più di quello che poteva assorbire e digeri re. non può lei surrogarle. nel rigog lio del loro sviluppo. lasciando dietro di sè nel cammino intelletti dubbiosi. vi abbreviò la vita. dove gli organismi vecc hi e aridi stanno chiusi in sè e temono la scienza. senza fermezza ne' fini e senza serietà ne' mezzi. e invade le altre sfere della vita sociale. per disfarli. molti limiti sociali sono trasformati. a vventuroso. della libertà contro il limi te. lo stato usurpa a sua volta. e dove non vi si trovi. sono queste qualità che fanno grandi i popoli. come la natura. vi si cacci per forza. Sento dire che la scie nza ha fatto grande la Germania. tutta quell e forze morali che nel loro insieme noi chiamiamo l'uomo. e la scienza non le crea. anzi se ne valgono come istromento ad allargarsi e consolidarsi. nutre i forti anche colpevo li a spese de' deboli. da quel moto indimenticabile molti beneficii sono venuti all'umanità. perchè gli organismi viventi. Ultima forma dello spirito. cercar ne l'origine.

più imita la storia ne' suoi procedimenti. E cosa è uscito da questa scienza.il sentimento religioso languisce. gli è che da lei s'era ritirata la vita spirituale. in quel cervello. Una forma progredisce davvero. e le studia e le comprende e le rispetta e fa di quelle il s uo vestito. e riconobbe il suo limite nella vita. ritrova l'amore e la fede. comprendere. ch . che ha saputo misurare sè stessa e ritrovare nell a vita il suo limite? Là dove le forze morali sono ancora sane. di affetto. gli è che quel vestito divenne il suo corpo e la sua sostanza. E. non ti dà la vita. gl'intere ssi e le forme. può darti una filosofia della storia. ella dee cercare la sua legittimità. maestri incatenati da' loro discepoli. non ti dà l'ispirazione. e più efficace e più espans iva sarà la sua azione. dire: arte son io. e il Vescovo fu bar one. Così noi latini parliamo oggi della decadenza della razza latin a. Una volta la scienza era tutto. e si domandò se forse non era destinata a diventare cosacca. rispettarle nella loro autonomia. la quale ti toglie le ultime for ze e affretta la tua dissoluzione. perchè Machiavelli che sa peva di stato. Più si addentra nella vita. e sogni l'impero del mondo. e perda fede nel suo avvenire e predichi la sua decadenza. la scienza che può tutto. e tuffandosi nelle fresche onde della natura e della storia ritrova la su a gioventù. Così per qualche tempo la colta Europa dubitò del suo avvenire. Qua nto a me. non questo o quel principio. Un gran progresso ha fatto la scienza. Quel giorno che potè contemp lare sè nella vita. la vita è inviolabile. Una volta frutto della scienza era la violenza. e non so davvero qual forza rimanga più ad un popolo che si rassegni ad un pret eso fato storico. attende l'homunculus. schernire. e il Cardinale fu principe. non ti dà il genio. Questa è la grande scoperta del nostro secolo. Sotto a quel vestito temporale ci era lei nel suo spirito e nella sua verità. fu meno possente di quei barbari. ti dà il gusto. e si ride di ciò che non è lei. quel giorno fu il principio della sua potenza . L'ideale antico era Beatrice. la scienza diviene Faust. dello stato. la dottorona e la teologa. quando uscì dal suo ascetis mo. nella loro libertà. Una forma non intende l'altra. e l'intelletto non comprende il sentimento nella sua ignoranza semp lice e commovente. ma non ti dà la storia. ma non vincere l'ignorante barbarie. e l' immaginazione non comprende l'intelligenza. e non può. non ti dà la mat eria. che fondavano gli stati. perchè i romani con tante scuole e con tanta dottri na soggiacquero alli analfabeti. prod uzione impregnata di tutti gli elementi e le forze e gl'interessi della vita. che stimi sè ancor a erede dell'antica grandezza romana. inconsciente. che vale bene quella del vapore. e si è fatta potente. Ciascuna forma pone sè stessa nelle al tre. che dicesi popolo. fosso anche di dissoluzione. preferisco a questa scienza l'ignoranza del popolano. e si proclamò da sè vecchia. Ti dà la coscienza della vita. Ma dove il sentimento d el limite è raffreddato e le forze organiche indebolite. la sua base di operazione. p iù dissimula sè stessa in quelle forze e in quegl'interessi. e se ne appropriò le passioni. ma ricca di fede. e attende dalla scienza mi racoli. e se perdette la vita temporale. continua di quel cervello collettivo. e se scadde. comprenderle. e che nel suo disinganno lascia i libri e cerca la vita. oggi frutto della scienza è una libertà poltrona e inorgan ica. che ha bisogno d'idoli per alzarsi f ino ad esso. e non ci vede che sè. che lascia la vita al suo processo storico. che chiamavano barbari. Allora si capì che la scienza non è il pensiero di questo o di quello. ma è produzione attiva. Il sentimento guarda con oc chio di compassione l'uomo d'immaginazione. il linguaggio. l'uomo. Allora si capì perchè i filosofi furono meno po tenti degl'ignoranti apostoli. fare dì quelle il suo vestito. lo s tato. La religione cattolica fu potente davvero. dove l'a rte è isterilita. Il sentimento non comprende l'immaginazione. perchè si è fatta modesta. d'immaginazione e d'illusione. appropriarsele. del lingu aggio. rimanendo ivi die tro causa attiva e trasformatrice. e s'imponeva con la forza. dire: la religione son io. e bisogna lasciarla fare. produce nuovi organismi sociali. nel loro d iritto alla vita. là non è buona quasi ad altro che a darti una coscienza della tua decadenza. quando riconosce il suo limite nelle altre forme. dell'uomo. la vita ignorante. Oggi corriamo al segn o opposto. e perc hè i civili italiani poterono disprezzare. e il papa fu Re. ti dà la forma. e trovare ivi dentro la sua sfera accanto alle altre e studiar le. quando è giunta a riconoscere il suo limite n ella vita. e si capì che là. ivi ella è principio attivo e assimilatore. ti dà l'intelligenza. il nuovo ideale è Margherita. il sapie nte che ha disprezzato la vita e si è chiuso ne' libri.

Dicon o: lasciamo fare allo spirito del mondo. e che rivela l'indifferenza entrata negli animi. abitudine. Non è scienza codesta. E perché dentro di noi non c i è una idea che ci tormenta. perchè è lei. storia. immagina crede. che non fa più effetto. Diciamo la verità. e la sua ultima conclusione sarà: lasciamo fare e lasciamo passare? Lei ha potuto co stringere la natura a camminare più rapida. Noi non siamo pene trati in questo pensiero. Dico la scienza. Poi. Il tempo e la libertà matura tutto. non produce più. e la libertà è lo sviluppo di qu elle secondo il processo della natura e della storia. nomi senza soggetto. E poniamo pure che la società sia sana ed abbia l e sue forze intatte. fat ti savii e abili. e se il processo è di dissoluzione. e che non è ancora in noi volontà. la scienza fa da sè. La scienza ha prodotto presso di noi due grandi cose. e abdicherà ad ogni suo potere sopra questa pianta che si chiama uomo. ma è più forte di voi. è la loro autonomia e la lor o indipendenza. che riproduce e trasmette sè nelle generazioni mescolato co' succhi generativi. ed ha per sua arma di guerra non organismi opposti ad organismi. piovute di qua e di là. non è ancora energia? Quel pensiero voi potete scher nirlo. e organismi battezzati per morti hanno sempre maggior forza che idee vaganti e ironiche. e si abbarbica ne' cervelli. ma non sono il lavor o. gridiamo pomposame nte: lasciamo fare e lasciamo passare. sono il prete senza fede. e gli d iamo la libertà e gli diciamo: muoviti e cammina. sentimento. che si lascia fuggir di mano il freno. Perchè quello resta che è organizzato. quasi che i miracoli li facesse la scienza e non l'uomo. è attiva. ma non nel progresso delle nazioni. passivo. Può di rsi il medesimo del vostro pensiero. sono istrumenti del lavoro. La scienza è un pezzo che si è ritirata da noi. non sa più qual uso farse ne. c he produce idee sciolte. iniziativa. che fa dello stato un essere neutro e i pocrita. Anche io ho fede nel progresso dell'umanità. e penetra in tutti gli organismi. e quello risponde con l'apatia. cora ggio. Che cosa è l'Italia senza italiani? Che cosa è la libertà senza uomini liberi? Son o forme senza contenuto. rimane la mano morta della vita. e si dee a noi stessi. e prim a abbiamo pesato troppo. sono il soldato senza patria. L'un ità della patria è la concentrazione di tutte le forze.e abbandona a sè stesse le forze cozzanti. si moverà e camminerà contro di voi. Grandi cose son queste. ma perseverante. che noi sogliamo mascherare sotto la formola del lasciar fare e del lasciar passare: sicché frutto della scienza è una libertà che ripudia la scienz a come potere legittimo e direttivo. ove ivi dentro non è una materia che si mo va. non un sentimento che ci stimola. nato ieri. tradizione. e non giova neppure a noi. accessibili. senza virtù di coesione. appena e male assiso nel vostro intelletto. vogliamo vivere in buona pace l'uno accanto all'altro. Abbiamo fede nel progresso. m utabili ne' cervelli secondo il successo e la moda. immaginazione. quando si move dentro di noi. La libertà non giova a quello. ma ironia e caricatura: sicchè talora avviene che organismi vecchi e screditati rimasi intatti li colgono in mezzo a quel risolin o e si chiudono sopra di loro e li ricoprono. Noi ripetiamo una canzone divenuta malinconica per v ecchiaia. che ha scosse le alte cime della società. e oggi sarà divenuta semplice spettatrice della storia. e gl'illumina e li trasforma sotto la sua azione lenta. Quel pensiero è insieme volontà. l'unità della patria e la li bertà. La vita si rinnova nell'alto. Perciò la sua forza d' azione è divenuta inferiore a quella forza di resistenza. perc hè il nostro pensiero. lenta formazione de' secol i. rimane inc astrato. Certamente. un pensiero latente. stagnante. ha creato il vapore. fa quello che pensa. sono forme che si putrefanno presto. ci abbiamo solo sovrapposto il nostro pensiero. e quel difetto d'iniziativa e di coraggio morale. tutta la vita. e non si move più. disciplina. Anche nella vita ci è il pensiero. neppure sopra di noi. La scienza. che non hann o bisogno di libri e di scuole. perchè sente. ravviluppato più fie ramente in sè stesso. e non opera più ne' nost ri cervelli. il tempo e l a libertà non matura che la morte. miscuglio inconsistente di vecchio e di nuovo. ma dunque la scienza non è parte anche lei di questo spirito del mondo? Un tempo tutto era lei. e le ha messe in movimento. e se lo punzecchiate troppo. tirandosi appresso e galvanizzando la restante materia. Al paese si dee la verità. idee semplici. un testimonio più che un attore. come quercia nel suolo. e quando si tratt . e quello ha mosse le spalle e lo ha gittato giù. e questo pensiero scava il suo letto più profondo. e la scienza fa miraco li. e abbandona la società al flutto delle opinio ni e a' rottami del passato. fede. come stanco della lunga produzione.

già non produrremo noi nè scienza. se siamo davvero tornati giovani. pra tiche religiose. E non è vero. Avremo una scienza di r iflesso. abbiamo aumentata la serie delle sue conoscenze e non perciò abbiamo aumentat a nè la forza del cervello. l'istruzione può illuminare il nostro intelletto. perché la scienza è la vita che si riflette nel cervello. quando dentro è difett o di calore. E quando pure sia istruzione soda e intera. e oggi gridano libertà. erano gli eclettici e i temperati di quel tempo. è che ella m i crei questo spirito nuovo. Ma se il nostro male è l'anemia . secondo la moda. Onde società e individui. Tale è la vita e tale è la scienza. non riscalda il cervello. proclamando che la scienza non ha pat ria. che le dà la sua fisonomia e la sua originalità. non opera in noi. E poi. di darle il suo contenuto. ordinamenti e leggi. e tornavano retori e accademici. di Francia e di Alemagna. tale la vita. non figlia nostra. Abbi amo già un contenuto scientifico. ora che i secoli si chiama no decennii. e la scienza penetrerà ne' più bassi fondi della vita e se li assimilerà. non forma del nostro cervello.a dell'uomo ora. E là dove cresce bastarda e presa ad impr estito. E gli accademici. Conoscere non è potere. la società si chiarì epicurea e materialista. qui è il rimedio. La scienza. E noi che abbiamo tan ta fede. il libro parlava. come è v era l'opposta. Piccola azione dunque avrà sulla vita questa scienza e ques ta istruzione. non contrastato più invocato anche dagli avversarii. sicché dentro di noi non è serio nè quel nuovo. Non che sentire il pungolo della verg ogna. ma venutaci. dobbiamo domandarci. le migliori verità sono falsità. un libriccino de' doveri e delle creanze. Illuminiamo gl'intelletti. non ha fisonomia. La n ostra vita è a pezzi. la scienza è guasta. e prima di fare noi. e lasciavano fare. quando là dov'è nato è già logoro e messo fra' cenci. e se quella decadenza non ci ha lasciato niente nelle ossa e nel cuore. Ciò che rimane è che sia davvero spirito. con molto di vec chio ne' costumi e nelle opere. e la corrotta na tura operava. Con questi preludii allarghia mo la nostra azione anche alle basse classi. Credete voi. è sistema com'è la vita. Non produrremo la scienza e non produrremo l'istruzione. mi contenta assai mediocremente. che ha roso l'antica nostra società. e cosa fanno gli americani. passano co n facilità dall'una all'altra. La missione della scie nza è oggi di dare a questa libertà un contenuto. e rimane fuori di noi. costituzioni. che chiamiamo lo spirito nu ovo. Vagheggiamo non so che enciclopedico nella gio ventù. e non che fac cia miracoli. divenute cervelli centrifughi. se noi serbiamo intatte le nostre forze fisiche e morali. Or questo è appunto il tarlo. che il movimento sociale è accelerato. già oltrepassato dalla sc ienza. a ritagli. nè la forza del carattere. non può sanare la nostra volontà. che tenendosi in bili co tra stoici ed epicurei rimanevano in quella mezzanità che meglio rispondeva all a bassa temperatura sociale. a ' sodi e serii studii. nè quel vecchio. nè istruzione. mezza idea è idea scappata dal centro. e spesso pigli eremo un abito. e storie dì uomini illustri? I giovani romani andavano in Atene a d imparare virtù e libertà. I milioni di analfabeti scossero un giorno le nostr e fibre. Accetterem o dal di fuori metodi e libri. Signori. nell'istruzione. se ci è bisogno una cura ricostituente e corroborante. Idea intera è idea nel sistema. un complesso d'idee. Or questa i struzione. che i romani d egeneri non avevano libri e scuole? o che loro mancavano trattati di morale. far di conti. non inv adendo le altre sfere della vita. e quando altrove è bella e fatta. ma ci consoleremo e ci applaudiremo. come Cicerone. ci domanderemo: cosa fan no gl'inglesi. La scienza continuerà nelle sue alte re gioni il suo processo di elaborazione e di formazione. con molto di nuovo nelle parole. e bisogna pigliarla dov'è. e c he noi chiamiamo la decadenza: altro pensare e altro fare. ma lavorando ivi dentro e trasformandole. e presa per sè è cosi vera lei. è inutile stillarci noi il cervello. se non sono nella mente coordinate e limitate. e lasciavano passare insino a ch e vinto ogni ritegno. Questo non dicev a loro il libro: anzi il libro parlava savio. sentii dire. mezze idee. storie e favolette. e se la vita è guasta. Così tutto è mezzanità. E posso dire il contrario: tale la scie nza. mezza istruzione. ma ciò che urge. già non guarirà il nostro male che ha la sua sede nella fiacchezza della fibra e nella debolezza delle fo rze morali. ma non può fare neppure il miracolo di avviarci alla vera scienza. e domani gridano autorità. La scienza non può germogliare senza una patria. Leggere e scriv ere. è il prod otto della stessa materia. attenderà tra noi che il tempo faccia il suo comodo e maturi quando g li viene? La libertà di tutti o per tutti è oramai un punto acquisito. vogliamo spandere i lumi del secolo .

disconosciuti. La grande medicina era un tempo l'istruzione. e altro è la scienza. Quei limiti sono lo stimolo che sviluppa le forze organiche e crea no la serietà e la moralità dalla vita. di pene e di premii. e ora che l'istruzione ha reso tut t'i suoi frutti in Germania. quale l'hanno fatta i secoli. altro è la vita. C i è un cumulo di scienze che si potrebbero chiamare con una parola. Così fortificheremo la f ibra. la cui potenza non è il catechismo. per ché ne ha dentro di sé il sentimento. la riabilitazione di tutte le sfere della vita. e questo spiega le reazioni. che il vuoto. la medicina so ciale. e non ci è bandiera e non ci è gonfalone. meglio il di fuori. e non li abbiamo ricreati dentro di noi. Nel furore della lotta li abb iamo odiati. A questo gioco si corrompe maes tro e scolare. Così noi pensiamo fort iter et suaviter d'insinuarci nel cuore del popolo. Quando questi stimoli interni operano. Abbiamo la fisica sociale. e caricando e beffeggiando si sentono soddisfatti. Forse io carico le tinte. anche degli uomini co lti. Noi abbiamo distrutti o indeboliti tutt'i limiti a l dì fuori. la fisiologia sociale. che fa batterei cori. tutta diminutivi. e dopo varie oscillazioni si adagerà per stanchez za nel suo stato antico. Ma dove operano mollemente. spezzare a quelle il pane della scienza. e dirà a Bruto: ti facciamo Cesare. Il motto della scienza era un giorno la libertà contro il limite. pedagogia. non organizzano. che non ha bisogno di culto. quella è la scienza vivente. quando la materia.. su' quali ella picchia e ripicchia da secoli e ancora invano. quando vi manca virtù di ricreare Dio dentro di voi. e ci mettiamo sul capo il berretto del prete. l'una ipocrita e beffarda. la cui manifestazione è l'apatia. la noia. dee imitarmi quei suoi organism i di granito. e raggiarlo al di fuori? C hi vi dà il dritto di negare l'eredità e la solidarietà di famiglia. di cui ci beffiamo nel secreto della coscienza. il vuoto. si sente attinta da un malore incognito. Questo sarà il grido di tutti. e vogliamo insegnare la verità col mezzo della menzogna. che abb ia la forza della sua coscienza. potete mutar nomi e forme. è l'uomo preso dalle fasce e tenuto stretto in pugno sino alla tomba. che ha un'azione sulla vita. antropologia. Potete ben cacciare certe idee e mettercene altre. e gridiamo cont ro i preti. Ma trovo intorno a me apatia ne' fatti. umiliarla questa prosunzione. l'economi a sociale. come si trova. e non ha bisogno di stimoli esterni. Una volta tutto era filosofico. quel pensiero s ecolare resisterà. guasto e viziato com'è. Le mie inquietudini sono oggi il tormento de' più elevati intelletti. dee imitarmi il cattolicismo. La scienza altro non è se non ricostituzione d e' limiti nella coscienza. Ciascuna scienza ha la sua epoca. rialzeremo i caratteri e formeremo l'uomo. La vita corre là dove si sente riflessa. non di me daglie e di titoli. inculchiamo negli a ltri certe idee. e quel figlio de' secoli metterà il capo fuori a traverso di quelle . oppressione. e perché al di fuori erano superstizione. non h anno virtù organica. Oggi la vita. nonche altro. e in un a forma da commedia che chiamano lingua toscana un accozzame di roba filosofica e di roba cattolica. come già il demonio nel cuore di Eva. come si dice. L'uom o della scienza è il più alto e virile tipo d'uomo. di stato e di leggi. la missione urgente della scienza. La scienza dee organizzarmi questa educazione nazionale. tutta smancerie e tutta fiorentinerie. presto o tardi ci daranno la forza di ricostruirci anche un simile mondo esterno. e ci rende capaci del sacrifizio e del dovere. Quel fondo vecchio. e ci toglie all'egoismo animale. e dirà alla Ragione: ti facciamo una Dea. colta d al vero. e siamo rimas ti nel vuoto. 1'altro che sopra un fondo vecchio metterà una vernice di nuovo. quando dentro di voi non ci è altro che il solitario Voi? Chi vi dà il dritto d'invocare nuove forme e nuove istituzioni. oggi tutto è sociale. la con cordia sarà ristaurata tra la scienza e la vita. e fargli gustare il frutto proibito senza troppe grida del babbo e del p rete. abbiamo ucciso dentro di noi anche il sentimento che li rigenera. perché quegli stimol i li sente più vivamente dentro di sé. ed è venuta su una letter atura popolare. e Virchow impensierito invoca una ed ucazione nazionale. tutti sono intorno a questo grande malato. oggi è la ristaura zione del limite nella libertà. già non basta più. e corre per istinto colà dove si p . è guasta fino dentro di voi? Se la scienza non può ricostituire quest'uomo interno. il problema de' problemi. borghesia e popolo. l'ateo e la suora di carità a braccetto. prosunzione ne lle parole. E allora chi vi dà il dritto di negare il Dio fuori di vo i. E pur bisogna sferzarla quest'apatia. La società non può vivere lungamente sopra idee ch e non generano.

l'uomo virile e perciò l'uomo libero. senz'alcuna azione sullo St ato che si dichiara essere neutro. Divenute fabbriche di avvocati. quali erano un tempo. di medici e d' architetti. . se usando la libertà che loro è data. e con piccolissima azione sulla società di cui non osano interrogare le viscere. Rifare il sangue. tutte pr endono quel riflesso e quel colore. Letteratura e filosofia. Le università italiane og gi sono come tagliate fuori del movimento nazionale. la sincerità. l'inizia tiva. e come rigenerare l' uomo morale. e col sentimento della forza rigenerare il coraggio morale. r itorneranno. se a vranno l'energia di farsi esse capo e guida di questa restaurazione nazionale.arla di materia e di forza e come ristaurare l'uomo fisico. affronteranno problemi attuali e taglieranno sul vivo. la disciplina. rialzare le forze vitali. non sol o della storia. ritemprare i caratteri. ma dell'arte. il gran vivaio delle nuove generazioni. centr i viventi e irraggianti dello spirito nuovo. se intenderanno questa missione della scienza odierna. ricostituire la fibra. scienze mediche e scienze morali. ria lzare le forze vita è il motto non solo della medicina ma della pedagogia.

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