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DIARIO

MARTEDI 7 APRILE 2009

DI REPUBBLICA
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La protesta contro i manager superpagati
è la spia di un malessere sociale che fa fatica
a trovare una voce e un’espressione politica

RIVOLTA Quando gli esclusi
dicono “basta”
ADRIANO SOFRI
a parola rivolta è tor- Soffitta so di lavorare, e si può acchiap-
LIBRI
JOHN M.
KEYNES
GUIDO ROSSI
Possibilità
economiche
L nata a circolare inse-
guendo il fatto. Ci sia-
mo sforzati di impara-
re la nonviolenza, sa-
premmo combinarle la rivolta?
Non è la ribellione, non è l’insur-
rezione, né la sua versione van-
Oggi la parola rivoluzione
anche solo come sinonimo
di grande cambiamento
ha fatto il suo tempo.
pare per un po’ qualche ricco, un
amministratore delegato o un ta-
gliatore di teste, in fuga a Varen-
nes con il portafoglio gonfio e la
coda fra le gambe. Nichilista, la ri-
volta? Be’, le avete tolto tutto, an-
che la lepre della rivoluzione.
per i nostri
nipoti
deana, l’insorgenza. Non è nean- È stata superata, mandata Quanto alla convalescenza, stava
che, non tanto, la rivolta nelle appena studiandosi di smettere
Adelphi piazze e nelle officine, quella di in soffitta, mandata via di dirsi riformista e cominciare a
2009 cui Fitoussi ha rintracciato qui la oppure anestetizzata essere riformatrice, che le sue ri-
genesi e che ha insieme additato cette diventano aspirina per l’e-
JOHN R. come un pericolo per la demo- Autoesproprio lefante. La cosiddetta crisi ecce-
TALBOTT crazia. Vecchio aneddoto: la ri- de rivoluzione e riforma. Peggio:
Obamanomics volta che invece rassicura l’an- Il capitalismo è tutto investe gli Amministratori dele-
Dalla crisi cien régime. (14 luglio 1789, pre- gati delle potenze statali di
dell’alta sa della Bastiglia. Luigi XVI: “E' e il suo contrario. Riesce un’ambizione rivoluzionaria, di
finanza
all’economia
una rivolta?” Ufficiale della Guar-
dia: “No, Maestà. E' una rivolu-
a chiedere in prima persona una recita prometeica. Sono loro,
adesso, quando la macchina
dal basso zione”). E’ la rivolta morale che che le banche vengano mondiale è imbizzarrita, a im-
Università
Bocconi 2009
ha spiegato qui Ezio Mauro. Suc- nazionalizzate e i debiti maginarsi capaci di metterle
cede quando l’ordinaria ingiusti- morso e redini, a fissarle date di
zia e assurdità dei nostri modi di collettivizati. È capace un’agenda da luna park, a som-
LORETTA
NAPOLEONI
vita eccede il limite, e diventa, al- di autoespropriarsi ministrarle, in mancanza di qua-
la lettera, rivoltante. Dunque è il lità, quantità di trilioni. Era giudi-
Economia momento di ripassarla. ziosa, la mano invisibile del mer-
canaglia Il La rivolta si è definita nel con- cato: dissuadeva dalla megalo-
lato oscuro fronto con la rivoluzione. Di nor- La rivoluzione ha fatto il suo tutti i progetti di governo delle mania demiurgica, suggeriva di
del nuovo ma, venendone colonizzata: la ri- tempo. Strana espressione que- cose, la rivoluzione sociale e po- maneggiare con cura, di lasciare
ordine volta è scialacquatrice, cieca e sta, di fare il proprio tempo. Per- litica era il più ambizioso: una che il risultato venisse dalla li-
mondiale sprovveduta, mentre la rivolu- ché vuol dire essere superati, specie inconsapevole di inge- bertà di innumerevoli corsi e in-
Il Saggiatore zione è lucida, sa dove vuole arri- messi in soffitta, buttati via, ma gneria genetica ante litteram ap- croci delle cose. Naturalmente,
2009 vare, sa come arrivarci, sa anche anche, in qualche origine, aver plicata al corpo sociale universa- questo campo libero poteva in-
riscattare la rivolta tramutandola preteso di forgiare il tempo sulla le. Se ne è disillusa, ed è diventa- clinare alla giungla, e dato che
CHARLES R. in una tappa del proprio cammi- propria misura. La parola stessa è ta scettica e conservatrice, o pru- poteva l’ha fatto. Il capitalismo è
MORRIS no. La rivoluzione ha la sua rivol- così anestetizzata che si può dentemente riformista. Così, per ambedue le cose, capricciosa-
Crack. ta premeditata, la chiama insur- reimpiegarla nelle conversazioni chi non ci sta e ha membra agili ed mente: l’ordine e perfino il pro-
Come siamo rezione, e le assegna un anno, un perbene, disincarnata, disossa- è troppo giovane o troppo stanco gresso che viene da quel libero
arrivati al mese e un giorno preciso – il 6 no- ta, mero sinonimo di un cambia- per provare interesse a un futuro, corso, e il tracollo. Nazionalizza-
collasso del vembre sarebbe stato troppo mento, di un grande cambia- è rimasta la rivolta. Per strada, re le banche, collettivizzare i de-
mercato e presto, l’8 troppo tardi. La rivolta mento. Si può perfino dire “una nelle periferie notturne, o nelle biti, diventa affar suo, del capita-
cosa ci è intempestiva, il suo giorno vie- vera rivoluzione culturale”, non incursioni in centro in certi gior- lismo che si autoespropria, e nel
riserva il ne a caso, per una scintilla cadu- so, per il modo di appendere i ni di gala, quando un’ufficialità momento in cui dichiara la ban-
futuro ta sulla paglia, o naturalmente, quadri in una mostra, e non sen- ne offra il pretesto. O nei luoghi in carotta della propria presunta ra-
Elliot 2008 come un terremoto. Ma la spon- tire più i brividi dell’originale. Di cui si lavora, e si smette così spes- zionalità –della propria giustizia,
taneità e la genuinità della rivolta nemmeno parlarne- simula di
HUGUES può anche essere rivendicata poter governare il mondo. Man-
LAGRANGE contro il raffreddamento calco- ca poco che annunci i piani quin-
MARCO lato della rivoluzione. La rivolta SILLABARIO ALBERT CAMUS quennali. D’altra parte, bisogna
OBERTI
Gli autori
non ha da giustificare se stessa pure rassegnarsi a sperare che
La rivolta che con il rifiuto della servitù e RIVOLTA Dio ce la mandi buona, e che i go- IL TESTO del Sillabario di Albert
delle dell’inganno. Nonostante il pa- vernanti, e Obama per tutti, non Camus è tratto da L’uomo in rivolta
periferie. ella prova quotidiana che è nostra, la rivol-

N
radosso di Camus, che vuole far ce la mandino troppo cattiva. Chi (Bompiani). Jacques Le Goff è uno
Precarietà durare la rivolta, la rivoluzione non abbia l’età o il reddito ba- dei maggiori medievisti contempo-
urbana e
ta gioca lo stesso ruolo del cogito nell’or-
può (invano) sognarsi perma- dine del pensiero: è la prima evidenza. Ma stanti a questa pazienza, potrà ranei. Aldo Schiavone ha appena
protesta nente, la rivolta si brucia in un gi- imbattersi nella rivolta. Non la pubblicato L’Italia contesa (Later-
giovanile: il questa evidenza trae fuori l’individuo dalla soli-
ro di notti. La rivoluzione vitto- sceglierà: quello lo fanno, peggio za)
caso riosa costruisce un nuovo ordine tudine. È un legame comune che fonda su tutti gli per loro e per noi, i black block. La
francese impegnato a schiacciare la con- uomini il primo valore. Mi rivolto, dunque siamo. rivolta vera non ha uniformi né
Bruno trorivoluzione fuori e dentro le La storia prodigiosa qui evocata è la storia del- visi coperti. E’ come un incidente
Mondadori proprie file, la rivoluzione scon- stradale: uno si ferma a dare
l’orgoglio europeo. L’uomo è l’unica creatura che
2006 fitta lascia uomini impegnati a un’occhiata, e finisce nella mi-
rifiuta di essere ciò che è. La questione è sapere se
cavarne la lezione e preparare la questo rifiuto può portare solamente alla distru- schia. Dopotutto la crisi dell’auto I Diari online
ALBERT O. prossima. La rivolta è sconfitta era stata annunciata dalle decine
HIRSCHMANN per definizione, e dopo aver in- zione degli altri e di lui stesso. Se ogni rivolta deve e centinaia di automobili date al- TUTTI i numeri del “Diario” di Repub-
Lealtà fiammato insieme gli individui e risolversi in giustificazione dell’omicidio univer- le fiamme in una notte nei nostri blica, comprensivi delle fotografie e
defezione una moltitudine – «Je me rèvolte, sale, o se, al contrario, senza pretendere un’inno- Paesi: soprattutto in Francia, già dei testi, sono consultabili su Internet
protesta donc nous sommes – mi rivolto, cenza impossibile, può scoprire il principio di una patria della famosa rivoluzione, e in formato Pdf all’indirizzo web
Bompiani dunque siamo» – lascia persone ora della malfamata rivolta. Altri www.repubblica.it. I lettori potranno
2002 colpevolezza ragionevole. La rivolta è il movi-
sole a passare attraverso file di mento stesso della vita e non è possibile negarla sciagurati vanno a sparare all’im- accedervi direttamente dalla home
carcerieri, a registrare impronte pazzata in un qualunque luogo page del sito, cliccando al menu “Sup-
digitali, a camminare su e giù in
senza rinunciare a vivere. affollato, o si portano all’altro plementi”.
un cortile, forse per tanti anni, mondo i propri cinque figli. Al-
forse per un’ultima notte. l’altro mondo possibile.

Repubblica Nazionale
Victor Hugo Henrik Ibsen Gustave Le Bon
Una rivoluzione Il vero spirito di rivolta Rivoltarsi o adattarsi
significa l’esatto contrario consiste nell’esigere non c’è quasi
di una rivolta la felicità qui, nella vita altra scelta nella vita
I miserabili (1862) Gli spettri (1881) Aforismi del tempo presente (1913)
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SPARTACO IL MEDIOEVO MASANIELLO BOXER OGGI
Schiavo originario della Tra le molte rivolte del Nel 1647, a Napoli, la La rivolta dei Boxer, La crisi economica dà
Tracia, nel 73 a. C. fu a XIV secolo, la più grande rivolta popolare nazionalisti e anti luogo a proteste contro
capo di una rivolta di celebre fu l’insurrezione contro la pressione cristiani, ha luogo, tra i protagonisti della
schiavi che sconfisse contadina “Jacquerie” fiscale imposta dal il 1899 e il 1901 nel finanza o contro i
le legioni romane del 28 maggio 1358 governo spagnolo Nord della Cina manager delle industrie

Le tappe

Intervista a Jacques Le Goff Se le élites vengono messe in discussione

GLI UMILIATI UGUAGLIANZA
DEL MEDIOEVO E DEMOCRAZIA
FABIO GAMBARO ALDO SCHIAVONE
l medioevo fu un’epoca di grandi rivolte, violen- ell’incipit di un saggio una volta famoso, oggetto

«I te e sanguinose.» Lo sottolinea lo storico france-
se Jacques Le Goff, ricordando le molte ribellio-
ni popolari scoppiate tra il X e XIV secolo: «No-
nostante spesso si creda il contrario, il medioevo non fu
un’epoca dominata dall’ubbidienza. Questa era richiesta
N di una polemica violentissima, Albert Camus
scriveva che “l’uomo in rivolta”, nel “dire no”, af-
ferma l’esistenza di una frontiera, di un limite in-
tollerabilmente superato, e dunque formula in modo bru-
ciante un giudizio di valore, che è insieme per lui “tutto” e
FILM
LOUISE
MICHEL
Un gruppo di
soprattutto ai servi e ai monaci. Questi ultimi però non sem- “niente”, ma in nome del quale vale comunque la pena di operaie
pre la rispettavano, specie nei monasteri riformati e negli or- mettersi in gioco. E sono proprio uomini e donne “in rivol- assolda un
dini mendicanti, che quindi non di rado partecipavano alle ta”, nel senso letterale di Camus, quelli che nei giorni scor- killer per
rivolte popolari. A quel tempo, per la chiesa la giustizia era si sono improvvisamente comparsi per le strade d’Europa: uccide il
più importante dell’ubbidienza. Di conseguenza, le nume- non solo black bloc, rivoluzionari contro il capitale - agita- padrone che
rose rivolte che scoppiavano contro le gravi e diffuse ingiu- tori “no global” carichi di ideologia - ma anche persone che ha chiuso la
stizie sociali non sempre venivano condannate dal mondo dicevano semplicemente “basta”, “non si può andar ol- loro fabbrica.
ecclesiastico». tre”, e che sentivano, confusamente ma pure in maniera di Gustave de
La tipologia della rivolte varia da un secolo all’altro? assai forte, che un confine era stato violato, e che ciò non si Kervern,
«Attorno all’anno Mille, le rivolte scoppiano innanzitut- poteva accettare in silenzio. Benoît
to nelle campagne, dove ci si ribella contro i signori. Dal XII Episodi limitati, per ora. Che abbiamo tuttavia l’obbligo Delépine
secolo, le rivolte si spostano soprattutto nei centri urbani, di capire: senza tragediare, ma anche senza addolcire. Nel- Francia, 2008
sempre più importanti per via delle loro attività artigianali e la mente di chi protestava, la misura appariva colma fino
commerciali. In città, il solco tra ricchi e poveri si fa sempre all’insopportabile per due ragioni, molto serie, e anzi cru- SPARTACUS
più profondo, alimentando un forte malcontento, a cui va ciali: una ragione che chiamerei di legittimità, e un’altra Il gladiatore
aggiunta l’insofferenza nei confronti del dominio dei ve- che definirei di eguaglianza. Entrambe arrivano a toccare Spartaco e la
scovi. Si spiegano così molte rivolte, tra cui quelle scoppia- i fondamenti stessi delle nostre democrazie. sua rivolta di
te a Roma al seguito d’Arnaldo da Brescia o Cola di Rienzo». In questi mesi, in queste settimane, la crisi economica schiavi contro
Roma. Fino alla
sconfitta e alla
Jacquerie Consenso nuovo crocifissione.
di Stanley
Attorno all’anno mille le sommosse scoppiano innanzitutto La crisi economica coinvolge direttamente la vita Kubrick
nelle campagne. Dal XII secolo si spostano nei centri di grandi masse in tutto il pianeta investendo con Kirk
Douglas,
urbani. Il Trecento è il secolo delle grandi sollevazioni identità, ruoli, prospettive. Per questo alla politica Laurence
di contadini, alimentate dalla povertà spetta il compito di costruire un nuovo consenso Olivier
Usa, 1960

Nel XIV secolo le rivolte si moltiplicano. Come mai? sta cominciando a investire direttamente la vita di grandi BLOODY
«È un secolo di crisi, dominato dalle guerre, dalle carestie masse, da un capo all’altro del pianeta: identità, ruoli, pro- SUNDAY
e dalla peste. La povertà alimenta grandi sollevazioni di con- spettive. Essa non è un fenomeno “naturale” - anche se so- Derry,
tadini in Inghilterra e Catalogna. A metà secolo, la grande no in molti ad affannarsi per farcela percepire così. Non era nell’Irlanda del
jacquerieinfiamma la regione di Parigi. Qui per la prima vol- inevitabile. È un evento prodotto dalle scelte politiche, Nord, una
ta, accanto alla dimensione sociale, emerge una dimensio- economiche e culturali (sì, anche culturali) del ventennio marcia di
ne politica, dato che la ribellione prende di mira la monar- che ci ha preceduto. Chiama in causa responsabilità, valu- protesta di
chia francese e produce un’inedita alleanza tra il popolo e tazioni, errori precisi, che rimandano a individui e cerchie diecimila
una parte della borghesia. Nel XIV secolo abbiamo anche la altrettanto determinati e individuabili, che spesso hanno cittadini
prima rivolta operaia, quella dei Ciompi a Firenze, nel 1378». ricavato vantaggi enormi dalle loro decisioni. Si pone dun- diventa un
Quali erano le ragioni delle rivolte? que in modo evidente un problema di discontinuità, di rot- massacro.
«Le motivazioni erano essenzialmente economiche. Il tura rispetto a questo passato. In altri termini, un proble- di Paul
popolo si ribellava alla povertà e all’oppressione fiscale, ma ma di rapporto fra masse e (responsabilità delle) élite, fra Greengrass
chiedeva anche il rispetto della propria dignità, denuncian- governanti e governati. Se non si rende evidente la novità, con James
do l’arroganza dei signori. Globalmente, le rivolte restano che si sta voltando drasticamente pagina - nelle persone, Nesbitt, Tim-
sul terreno sociale, dato che l’aspirazione alla giustizia solo nelle idee, nei comportamenti - la legittimazione popola- Pigott Smith
di rado dà luogo a un vero disegno politico. Non vanno poi re di chi detiene il potere ne esce compromessa, se non Gran Bretagna
dimenticate le rivolte nate dalle eresie come pure quelle, completamente spezzata. Questo innanzitutto esaspera- 2002
meno conosciute, condotte da gruppi di giovani in rotta con va le donne e gli uomini in rivolta, in questi giorni: la man-
la società. Insomma, il medioevo fu un’epoca tormentata, cata evidenza del cambiamento. Credo del resto che Oba- CREPA
ma a poco a poco emerse una tendenza al negoziato e al ma lo abbia capito benissimo - e che stia cominciando a PADRONE,
compromesso». esplorare le strade per la costruzione di un nuovo consen- TUTTO VA
Nell’età moderna le rivolte tendono a diminuire? so. Ma le classi dirigenti europee? E l’Italia? BENE
«In realtà aumentano, dato che l’industrializzazione pro- C’è poi un problema di eguaglianza: una parola che dob- Una coppia di
duce disuguaglianze sempre più profonde, che verranno biamo reimparare a pronunciare. La crisi sta creando, so- intellettuali
compensate solo tardivamente e in modo insufficiente dal- prattutto nei Paesi più ricchi, una dismisura di disegua- partecipa
le conquiste operaie. Nel corso della modernità assistiamo glianze mai prima sperimentata. E non solo in termini di all’occupazion
alla progressiva politicizzazione delle rivolte. Tuttavia, solo quantità (che pure non vanno certo trascurati). Ma so- e di una
raramente la politicizzazione ha permesso alla rivolta di tra- prattutto di qualità, se così si può dire, di proporzioni nei fabbrica.
sformarsi in vera e propria rivoluzione, di rimettere in di- confronti di quei “nuovi esclusi” di cui ci hanno appena di Jean-Luc
scussione l’intera società». parlato Ezio Mauro ed Eugenio Scalfari su questo giorna- Godard
Vede qualche analogia tra la realtà medievale e quella le. D’improvviso, nel cuore delle nostre società, si stanno con Jane
odierna? aprendo voragini di squilibrio che minacciano di inghiot- Fonda, Yves
«Oggi come allora la disperazione sociale nasce dalla po- tire e di disintegrare intere trame del nostro tessuto comu- Montand
vertà, ma anche da un sentimento di umiliazione. Chi sta nitario, fasci interi di vincoli e di legami. Democrazia e di- Francia-Italia
perdendo tutto non sopporta lo spettacolo della ricchezza suguaglianza sono compatibili (e addirittura funzionali) 1972
Sopra, Zapata e Pancho Villa in un murales; in ostentato da alcuni. Tutto ciò è particolarmente percepibi- solo se queste ultime non superano livelli di guardia pre-
alto, rivolta operaia a Budapest (illustrazione A. le nelle città dove, come nel medioevo, le grandissime di- stabiliti. Oltre, c’è la comune rovina civile e democratica
Beltrame); a sinistra, Masaniello (Mary Evans) sparità economiche continuano ad alimentare l’ingiustizia dei soggetti coinvolti in entrambi i lati dello squilibrio. An-
sociale». che di questo gridavano le nostre inattese rivolte.

Repubblica Nazionale