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Matej Klemenc ˇic ˇ

Antonio Corradini: appunti e proposte

il quale era altrettanto infelice nei concetti e nella composizione dei suoi gruppi 3. III. carriera che non ha confronto con altri esponenti della stessa arte nella laguna. 110-111. P er tracciare la fortuna critica dello scultore veneziano Antonio Corradini (Venezia 1688 – Napoli 1752)1. pp. Bottari. che è una cosa che ha fatto stupire tutta la città. presente a Udine con alcune delle sue statue di altissima qualità. S. 6c2 Atti del convegno . Il Cicognara sottolinea anche i difetti e le stravaganze di questo quanto arditissimo. a riuscire ed uscire con tanta grazia d’un tal impegno. 6 – A. scultura ed architettura. B. Secondo lo storico ottocentesco il solo merito delle statue velate di Corradini – parlando della donna velata in casa del Marchese Manfrin – consiste nella meccanica imitazione del velo che ricuopre la sottoposta figura. Durante la sua permanenza nella città natale le sue opere ornavano già le corti di La Scultura 6c3 Fig. Raccolta di lettere sulla pittura. Il Balestra scriveva: Ancor qui in Venezia abbiamo di presente un giovane scultore. scritta un secolo dopo da Leopoldo Cicognara nel suo libro Storia della scultura. Nella seconda citazione. particolare. oltre la figura tuttavia graziosa. dal pittore Antonio Balestra nel Natale del 1717.ˇic ˇ Matej Klemenc Antonio Corradini: appunti e proposte 1 Cfr. Corradini. 125. Ticozzi. 96. Milano 1822 (ristampa A. Este 1996 (con la bibliografia precedente). che si porta assai bene. ed ha fatto una statua d’una Fede col capo e Faccia velata. Sara. G. ben vestita e ben disegnata2. La prima è tratta da una lettera indirizzata a Francesco Gaburri. la lode del Balestra si trasforma in un duro criticismo. chiamato Antonio Corradini. Udine. Cogo. Chiesa di San Giacomo. 3 L. Forni 1979). La lode del Balestra corrisponde all’inizio della carriera internazionale dello scultore veneziano. Cicognara. di far con il marmo apparire un velo trasparente. II. Storia della scultura dal suo risorgimento in Italia sino al secolo XIX. conoscitore d’arte fiorentino. Antonio Corradini. 1688-1752. p. 2 M. Venezia 1818. sono esemplificative due citazioni molto note. Scultore veneziano. e abilissimo lavoratore del marmo.

nonché i problemi della committenza. oppure. in marmo. Roma e Napoli7 Anche nell’Ottocento. fig. pp. Goi). si può menzionare anche la statua della Castità di Matyás ˇ Bernard Braun a Kuks in Boemia. p. pp. ora nella collezione Rotschild nel castello di Ferrières-en-Brie in Francia13. 8). provenienti da collezione Pajaro e dunque della produzione veneziana di Corradini. pp.. München – Leipzig 1998. s. pp. XLI. J. 535. tab. pp. Antonio Corradini. pp. Poznan 1981. scolpite o modellate da seguaci poco noti o imitatori del maestro6 La maniera del Corradini ebbe eco anche fuori del confine della Serenissima. “Victoria and Albert Museum Bulletin”. la sua posizione privilegiata tra gli scultori veneziani simile a quella di uno “scultore di stato” e non da ultimo le ragioni e i modi dei suoi spostamenti ri’. alcuni aspetti stilistici e iconografici delle opere del Corradini restano ancora troppo poco studiati. M. e precisamente nelle tappe della sua carriera – Vienna. 299-300. infine Arianna e Bacco di una collezione privata in Scozia14. Dal Quattrocento al Novecento (a cura di P. “Zbornik za umetnostno zgodovino”. Roma e Napoli. M. per es. 7 Per la discussione su alcuni imitatori cfr. Pavanello. studiata dalla studiosa viennese Monika Weber11. 369-371. Tschudi.. ma anche in quelle più piccole. 727. al cimitero di Sant’Anna. 1) del Bodemuseum di Berlino. XVI. Berlin 1888. Das Standbild Kaiser Karls VI.. Corradini. 165-169. Tra questi annoveriamo senza dubbio la formazione dello scultore. 9 Cfr. 6c4 Atti del convegno La Scultura 6c5 . “Connoissance des Arts”. 2003. 13 H. Per le informazione sulle statue cfr. Ferrières découverts. 40. 78-79. 8 Cfr. 14 De Vincenti. scoperti recentemente. la Fede. Antonio Corradini. Anche Giammaria Morlaiter. I/3. 1997. scolpita per Forio d’Ischia nel 1786 e per lungo data per perduta. 11 M. Radcliffe. che ringrazio per la fotografia delle statue. menzionata nelle fonti nel 1749 risale probabilmente alla seconda metà degli anni Trenta. in Alessandro Vittoria e l’arte veneta della Maniera. 1 – A. una nel Duomo di Capodistria /Koper/ e una nel Duomo di Fiume /Rijeka/. in La scultura…. Cogo. O. Episodi di scultura veneziana del Settecento a Sant’Andrea della Zirada. in La scultura…. i due gruppi di Dresda. 11). la Prunksaal nel Hofburg di Vienna.und Osteuropa. in La scultura nel Friuli. Berlino.. pp. 299-300. A. Nuovi studi (a cura di G. M. 1965. Cogo. menzionare ancora una statua sulla facciata di San Gaetano a Padova. Beschreibung der Bildwerke der christlichen Epoche. in Encyclopedia of Sculpture (a cura di A. 726-730.. in Barockskulptur in Mittel. Zanuso). Bacchi. pp. De Vincenti. Kalinowski. S. le due statue allegoriche della Ricchezza e Gloria (fig. A parte le opere molto note di Innocenzo Spinazzi. Cogo. si possono per es. Die bildenden Künstler aller Zeiten und Völker. p. Questo è dimostrato anche dalla recente acquisizione del corpus delle opere dello scultore: la statua dell’imperatore Carlo VI scolpita tra il 1732 e il 1736 per la posizione centrale nella Biblioteca del Corte. Bacchi e S. in corso di stampa. Antonio Corradini…. scultore formatosi a Roma ed attivo a Firenze (Fede Velata nella S. Scultori classicisti del primo ‘700. frutto di un contato diretto con Venezia (cfr. Blaz ˇic ˇek. anche W. a cura di K. fig. in La scultura veneta del Seicento e del Settecento. Guerriero. 483-485. 136. 21. Durante il Settecento le donne velate di Corradini divennero modelli da seguire: il più famoso dei seguaci era sicuramente Antonio Gai. pp. 37-39). 290). Grandsart. im Prunksaal der Nationalbibliothek in Wien: ein neuentdecktes Werk des Venezianers Antonio Corradini. p. II. Maria Maddalena de’ Pazzi). 2005. 236-242. Antonio Corradini…. e a Napoli di Giuseppe Sanmartino (presente anche a Trieste. Goi. Udine 2001. pietra e legno. P. recentemente pubblicato da Giuseppe Pavanello5 L’invenzione corradiniana del velo che ricopre e scopre il volto e il corpo femminile non fu copiata solo nelle statue di grandi dimensioni scolpite da maestri di spicco. Università di Udine. Cogo. 266-267. Piacere. 6 A parte alcune statue. pp. 112. un riflesso dell’attività del Corradini a Vienna e per Praga. H. S. Atti del Convegno Internazionale di Studi. 57-60. 25–27 ottobre 2000 (a cura di L. Proprio lo stato della conoscen- Fig. nell’altare nella chiesetta di Villa Baglioni a Massanzago. 12 A parte la menzione nella voce dell’Allgemeines Künstlerlexikon (B. attribuite allo scultore dal conservatore del museo Michael Knuth12. cat. 240. Italienische Impulse und Reflexe in der böhmischen Barockskulptur. per es. 10.. 737.ˇic ˇ Matej Klemenc Antonio Corradini: appunti e proposte 4 Cfr. che nel 1730 scolpì una figura velata per l’altare maggiore della chiesa veneziana di San Vidal4. le statue sono ancora in attesa di una pubblicazione. g. p. Milano 2000 (Repertori fotografici. le Marche e la civiltà adriatica. n. Klemenc ˇic ˇ. in corso di preparazione da parte di Michael Knuth. pp. Il Seicento e il Settecento. Allgemeines Künstlerlexikon. pp. fig.. Boström). A. si presenta con una figura dello stesso tipo. 290-291. Nuove schede enciclopediche: B. un’altro degli scultori di primo piano del Settecento veneziano. in Saur…. Klemenc ˇic ˇ. Venezia 2002. 224-225). cfr. Pavanello). pp. Cogo. Finocchi Ghersi).. 115. Bodemuseum. Dopo decenni di studi su Antonio Corradini nel Novecento e la monografia scritta da Bruno Cogo nel 199610. in Saur. per es. pp. 17-19 (Venezia. la Verità e la Scultura. In generale restano da approfondire alcuni interi periodi della sua attività soprattutto a Vienna e Roma. lo sviluppo della sua invenzione della donna velata. “Venezia Arti”. Appunti sul neocinquecentismo nella scultura veneziana del Settecento. 25-38. già pubblicate (cfr. Cogo. se la datazione nel 1719ca è vera. “Arte Documento”. Chiappini Di Sorio). Weber. 270-271 (figg. a cura di I. come per esempio Raffaele Monti9. e.Venezia Giulia.. New York – London 2004. p. 5 G. Ricchezza e Gloria. 380. Zanuso. con la Religione. pp. tra Roma e Napoli. v. Monti‘s Allegory of the Risorgimento. fig. Bode. tra Austria ed Italia. nonostante le parole di disprezzo dei critici8. ‘Piacere ai dotti e ai miglio- San Pietroburgo e Dresda e la sua carriera continuò a Vienna. la meccanica imitazione del velo continuerà a suscitare interesse tra gli scultori. 10 Tra le pubblicazioni sucessive cfr. Pordenone 1988. Le statue della chiesetta di villa Baglioni a Massanzago. 3). in La scultura a Venezia da Sansovino a Canova (a cura di A. 138. La statua. 236243. 1996. Zanuso.

De Vincenti. 18 A. Questo di fatti. o da alcune statue presenti in Italia meridionale. p. 25 dicembre 1717. 182. sono state offerte ad una pubblica visione sulla Piazza di S. Per il gruppo di Dresda cfr. Tra queste. è stato pubblicato in una rivista tedesca già nel 1926-1927 e dopo ancora alcune volte da Oldr ˇich J. e presenti sotto il nome dello scultore ancora nel libro del Cogo15. Antonio Corradini…. Cogo. Parigi. Virtu e fortuna. la studiosa veneziana propone una rilettura del famoso passo del Balestra sopra citato. Praha 1980 (Edice profily a pr ˇehledy. O. Mentre non ho potuto consultare il libro Monte Giove. “Reales Sitios”. in Ignác Platzer. Monumento Manin.5 cm). Sankt-Peterburg 2004. Art exhibitions in 18th Century Venice. Udine 1983. “Arte veneta”. 49-50. la donna velata ammirata dal pittore veronese sarebbe da identificare con il marmo nella collezione Manfrin. Torretti e gli altri nei mausolei Manin di Udine. Antonio Corradini…. Lavalle Cobo. Sui monumenti Manin del Duomo di Udine. Eremo di Monte Giove. Skici. Pietro il Grande e la scultura italiana. storia. 127. Piacere. pp. Haskell. pp.giove/S toria. con la statua velata del Louvre (fig.fano. sebbene note da tempo agli storici locali delle zone di loro provenienza. La De Vincenti propone però l’identificazione della statua con la Religione (fig. come segnala la De Vincenti. J. pp. 61-68 (per una rilettura del programma iconografico dei monumenti). dovuta alla bibliografia precedente. Quattro piccole statue del duomo di Rovigo (cfr. Per i documenti cfr. 4 – A. 2000. cfr. 3 – A. e a partire dal primo Ottocento. tra l’altro. 367). “Archivo español de arte”. Lasciando da parte alcune sculture di attribuzione assai discutibile. Tra alcuni con- 20 De Vincenti. 19 Calabria (a cura di R.. Antonio Corradini…. J. Roma 2002 (Atlante del Barocco in Italia). di notevole interesse – anche per la questione delle statue in Friuli – è soprattutto l’articolo di Monica De Vincenti sugli scultori classicisti del primo Settecento. Localización de las esculturas del Palacio Real de La Granja de San Ildefonso según los Inventarios Reales. come si può dedurre dalla statua di San Romualdo (fig. Scultori veneti nel Settecento a Lubiana. In precedenza. ma prima esposta – secondo Sava Ragusinskij.comune. il quale ha tenuto la sua posizione a Roma tra 1720 e 1731. pp. per la posa in opera delle statue22. 180). Tra le opere dell’attività veneziana dello scultore si inserisce anche una terracotta della Galleria nazionale di Praga: il bozzetto per il gruppo il Tempo che scopre la Verità. 19-20 dicembre 1996). in Arte.. Donna velata. 2 – A. fig. 21 Cfr.1 (con bibliografia precedente). ibidem. Cfr. 13 (cat. pp. Marco (F. la qualità del disegno. Un eremo camaldolese a Fano. la componente del “grazioso”.. forse la più importante è un’altra donna velata.12. la stessa identificazione è stata sostenuta anche da A. databile verso la metà degli anni Trenta (cfr. P. l’agente del zar russo – nella chiesa di San Marco. non poche volte le importanti opere d’arte. a cura di C. pp. Fano 1996. p. O.. Duomo. modely a kresby z praz ˇské sochar ˇské dílny pozdního baroku (Praha. dove. fig. Per Monumenti Manin. Anche durante il suo soggiorno a Roma a Napoli. Piacere. 16 Pubblicata come opera del Corradini da T. pubblicati dopo la monografia del Cogo. la maestria capace di rendere nel marmo con tecnica audacissima l’illusione della realtà20. pensasse. 38). p. 211-216. commissionata a Corradini dai conti Manin per loro monumenti nel Duomo di Udine. prosinec 1980 – únor 1981). 237. proveniente dal fondo di bottega dello scultore praghese Ignác Platzer. Jir ˇsky ´ Klás ˇter. Infatti. Belogi. Corradini. scolpito verso il 1719 per il Grosser Garten di Dresda17. Milano 1990. 109. corrisponde molto bene alle date rinvenute da Paolo Goi tra le carte Manin: il 22 dicembre 1717 le statue del Corradini per il monumento – menzionate come la Fede e la Fama – sono evidentemente state appena scolpite. Národní galerie.ˇic ˇ Matej Klemenc Antonio Corradini: appunti e proposte za del corpus di Corradini dimostra che la situazione degli studi sullo scultore non è soddisfacente. Herrero Sanz. poiché in questa data furono costruiti due cassoni per la loro spedizione a Udine e il 18 maggio del 1718 furono donate 75 lire al fratello di Corradini. Levey. 709. XII. Fig. (cfr. 178-180) sono già state avvicinate a Jacopo Contieri (M. Italienische Impulse. Udine 1998. Domenico a Soriano Calabro del 1750–1751. Blaz ˇíc ˇek. M. LXII/246. pp. si apre il problema dei legami tra Corradini e Roma già negli anni Venti. 2) scolpita nel 1746–1747 per l’Eremo di Monte Giove presso Fano nelle Marche18. pervenutoci in stato frammentario19. Fig. nel caso di Corradini anche la Religione. Frank. 122-123. con la bibliografia precedente. San Romualdo. 1989.. Furlan e G. Blaz ˇíc ˇek. rileva tutti gli elementi dell’arte del Corradini più ammirati dai contemporanei: l’estro inventivo. a cura di M. p. Secondo gli studi precedenti. pp. Se questo sia vero. Religione. M. Fano. la data della lettera del Balestra. cultura e musica in Friuli nell’eta del Tiepolo. La statua è documentata in Spagna nel 1746 e menzionata con il nome dell’autore già in un inventario del 1773 (M. Androsov. 17 Il bozzetto (altezza 34. 22 De Vincenti.. l’artista era evidentemente più attivo di quanto si Fig. Louvre. Venezia 1996 (anche per un quadro generale della committenza della famiglia) e M. p. Cogo. Il mecenatismo e le committenze artistiche della famiglia Manin tra Friuli e Venezia nel XVII e XVIII secolo. 237-238. la Fede. Secondo le fonti la statua fu donata alla regina Isabella Farnese dal nunzio Aldobrandini. ma non di mano del Corradini. 1958. Narducci in http://www. almeno in forma dubitativa. La galleria scomparsa del maresciallo von der Schulenburg. p. Cagliostro). 253-254 (non citato dal Cogo). Goi.. p. 3)21. 6c6 Atti del convegno La Scultura 6c7 . 11. dispersa verso la metà del Ottocento e identificata recentemente. Klemenc ˇic ˇ. tributi sul Corradini. pp. 24). Atti del Convegno internazionale di studi (Udine. S. obra de Antonio Corradini. 164-177. Secondo la proposta di Monica De Vincenti.. arrivata in Russia nel settembre di 1722.it/cultura/storia/m. in “Venezia Arti”.htm [1/7/2005]. prima di essere esportate da Venezia. Giovanni Battista. l’opera più nota del Corradini in 15 Tra queste sono da menzionare almeno le quattro statue delle virtù sui due altari laterali nella chiesa di San Carlo Borromeo a Vienna. collocata in una delle sale del palazzo reale La Granja a San Ildefonso in Spagna e secondo ricerche locali risalente agli anni Venti del Settecento16. 2). M. 290-293). pp. Infatti. si possono elencare non poche opere assenti invece dalle pubblicazioni monografiche sul Corradini.. XXXVII/144. 241-243. 4). La estatua de La Fe velada del Palacio de La Granja. 17. Binion. Cogo. Blaz ˇic ˇek.ps. 1997). Pavanello. Corradini. Corradini. come per esempio l’angelo di S. Udine. in Studi Forogiuliesi in onore di Carlo Guido Mor.

p. p. pp. Torretti…. i frammenti delle due statue a Petergof in Russia (la Fede del 1718 e la Religione del 1720/1722). Il periodo romano e quello napoletano sembrano invece riproporre un ritorno alle origi- 6c8 Atti del convegno La Scultura 6c9 . 184. 24 Per la discussione della bibliografia sulle statue cfr. Successivamente. 29. dimostra una continuazione nella stessa direzione. I tre puttini nella parte superiore sono stilisticamente collegabili con l’ambito marinaliano e si avvicinano alle opere di Angelo (de) Putti. 366-367. Si può inoltre aggiungere che la datazione della Madonna delle Eremite va forse anticipata per qualche anno (nel Cogo. Storia dell’arte in Friuli. passim. inoltre la donna velata del Louvre. 204-208. pp. Nel 1947 Giovanni Mariacher fa risalire le statue ancora al periodo romano. Di queste purtroppo non abbiamo notizie documentarie. pp. attivo nel secondo decenio a Ljubljana e proprio intorno al 1719 trasferitosi a Ferrara. La tradizione locale attribuisce una provenienza romana alle due statue fino ai primi anni Trenta del Novecento. oppure negli anni Quaranta. Antonio Corradini. Cogo. soprattutto con Aldo Rizzi (1967). Per lo scultore diventa importante l’intera composizione delle statue o dei gruppi più che l’abilità tecnica nei particolari delle superfici. Friuli è dunque legata agli esordi della fama internazionale dello scultore. in La scultura…. Francesco Robba in benes ˇko baroc ˇno kiparstvo v Ljubljani. nonché Zanuso. Antonio Corradini. M. pp. p. Ljubljana 1998. Attraverso puntuali confronti tra opere simili. quando si trova invece l’attribuzione al Corradini. Questo è rilevabile a partire dai gruppi di Dresda scolpiti dal 1719 al 1723. come anche nella Pietà di San Moisè del 1723 e nell’Altare del Santissimo Sacramento del Duomo di Este degli anni 1722–172526 La differenza tra i due periodi è dimostrabile con il confronto tra le prime figure velate e la Fede velata dall’altare estense.. la Religione del 1717. 26 Cfr. Una conferma sarà possibile soltanto dopo un’attenta ricerca archivistica. 23-27. Goi. e Zanuso. Cogo. pp. la Donna velata di Ca’ Rezzonico. come per esempio il Tempo che scopre la Verità.. A. Pietro il Grande… 2004. l’Arcangelo Raffaele e Sara. nonché Androsov. 203-216. Verso la fine di questo periodo. passim. pp. Rizzi. 5–6). cfr. tra il 1719 e 1720... Lo scultore Antonio Corradini. 1947. Una ricerca intensiva sulla composizione prevale però già nella Verginità del 1722–1723 della chiesa dei Carmini a Venezia (fig. nei primi anni Venti. dimostra ancora una vera raffinatezza nella modellazione collegandosi dunque al periodo precedente. I. dove in alcuni. possiamo dedurre alcune peculiarità stilistiche dei vari periodi dell’attività dell’artista. che in seguito hanno trattato il corpus dello scultore. la Religione velata e la meno interessante Fama23. le ricerche stilistiche del Corradini prendono una nuova direzione.. 68. Cogo. “Arte Veneta”. Antonio Corradini…. Giuseppe de Masotti24. 23 Per la Fama cfr. datata 1721-1723). ancora poco studiato. Udine 1967. 726-730. Antonio Corradini…. quando Corradini si trovava effettivamente a Roma. 7. A parte le due statue per il monumento Manin. fig. 195-197.ˇic ˇ Matej Klemenc Antonio Corradini: appunti e proposte si può solo riconsiderare come le due statue si inseriscano nella cronologia del corpus del Corradini. Klemenc ˇic ˇ. la Madonna col Bambino della chiesa delle Eremite a Venezia e Sant’Ambrogio di San Stae del 172025 dimostrano tutte una ricerca intensiva sulle tecniche per rendere naturalistico sia il corpo. Gli storici d’arte. che i diversi materiali delle vesti. alla quale decisamente manca la raffinatezza delle statue precedenti.. 729. Per il Putti cfr. coperto dal velo. Rimane molto interessante ancha la storia dell’altare della Confraternita delle Anime Purganti: secondo le conoscenze attuali sarebbe stato edificato alla fine del ‘600 e forse rifatto intorno a 1719-1720 (Cogo. sia per trovare i dati sulla Confraternita delle Anime Purganti che sul presunto committente. 7). Mariacher. Nel frattempo 25 Per le statue menzionate cfr. Le statue udinesi. a Udine si trovano ancora due statue sull’altare delle anime nella chiesa di San Giacomo: l’arcangelo Raffaele e Sara (figg. Antonio Corradini…. si sono dunque posti il quesito sulla datazione delle statue udinesi: se siano state realizzate nel periodo quando Corradini scolpiva la Religione per il Duomo e quando. si propone una datazione subito dopo il 1720. sono datati anche lavori di restauro nella chiesa di San Giacomo. G. siccome sembra di precedere stilisticamente la Verginità della chiesa dei Carmini del 1722-1723. in La scultura…. Il Settecento. La raffinatezza dei panneggi rivela una ricerca attenta della statuaria classica e cinquecentesca. 204). Il periodo viennese degli anni Trenta.

La sua arte potrebbe aver esercitato un influsso sul giovane scultore veneziano e questo spiegherebbe la ricerca sulle possibilità offerte dalla modellazione delle superfici. Sant’Anastasia. Giovanni Bonazza si era trasferito da Venezia a Padova negli ultimi anni del Seicento e al tempo era già riconosciuto come personaggio centrale nella scena della scultura padovana. R. sebbene da questi condotta con risultati molto diversi da quelli del nostro scultore. La statuina della Fede di Padova rimane problematica come attribuzione. Nonostante questa precisa definizione dei vari periodi nel corpus dello scultore. Il confronto tra queste due donne velate e quelle scolpite all’inizio della sua carriera. e la collaborazione di Corradini nella statuaria sulla facciata di San Stae (cfr. Per i confronti con il Bonazza cfr. Ivanoff. 9). Proprio per questo. più tardi diventato suo suocero28. 32 Come confronto vorrei presentare una Maria Madallena (fig. cat. cfr. 60-62. pp. 229-230. per Bonazza in generale M. Poco dopo il soggiorno padovano. stilisticamente chiaramente assegnabile a Giovanni Bonazza. Museo d’arte sacra. Maria Madallena. 33 Sant’Anastasia è la prima opera documentata del Corradini. Cogo. Sculture dei Musei Civici di Padova dal Trecento all’Ottocento. ma sembra possibile di inserirla nel periodo prima del 1717. 30 Cogo. R. 39. come già detto. Tomic ´. ni: Corradini esalta nuovamente l’abilità tecnica con le sue due famose donne velate. S. 39-41. 2002 [2003]. 113. p. 45. 201-202. XCI. Zibaldon. ma ancora ignota agli studi veneziani e nella bibliografia attribuita allo scultore romano Bernardino Ludovisi. 237... se non nell’idea del neocinquecentismo e nel richiamo della statuaria cinquecentesca. Queste differenze vanno forse collegate con la questione iconografica. Roma 2003. dimostra una grande differenza: le due sculture tarde non hanno l’aria fresca e l’inventiva dei lavori giovanili. III. databile intorno a 1713. Monumento a Giuseppe Maria Bottari. Enggass. Fig. O. Temanza. legata soprattutto al classicismo bolognese. Musei Civici agli Eremitani. De Vincenti e F. Klemenc ˇic ˇ. prima opera certa – firmata – del Corradini. 116. Vestale Tuccia (1743) del Palazzo Barberini a Roma e la Pudicizia (1752) della Cappella Sansevero a Napoli27.. Romualdo del 1746–1747 stranamente lontana dal virtuosismo delle donne velate di Roma e Napoli. pp. p. Fonti e testi.31 possiamo notare una modellazione del volto e alcuni particolari. 8 – A. 9 – G. Pellegrini. rimane la notizia sulla documentata presenza del giovane Corradini a Padova. in Sculture romane del Settecento. 8) di Zara. pp. Venezia . Per l’attività padovana di Giovanni Bonaza e del suo ‘valente discepolo’ Francesco Bertos. pp. 41-43. simili a tante opere del Bonazza o dei suoi epigoni32. 184. 28 T. CXX/901. dove nel 1709 si trattenne per un mese nella bottega dello scultore Giovanni Bonazza e fece alcuni lavori per Bortolo Verona30. Rossi. Banzato. tipica anche del Bonazza. p. pp. Museo Spencer. attribuito a Francesco 29 P. VI. Klemenc ˇic ˇ. Antonio Corradini…. Zara /Zadar/ 6c10 Atti del convegno La Scultura 6c11 . databile al 1708. in “Bollettino del Museo Civico di Padova”.ˇic ˇ Matej Klemenc Antonio Corradini: appunti e proposte 27 Cfr. 105-120. Debenedetti). La professione dello scultore (a cura di E. Venezia. recentemente riproposta da Paola Rossi come opera giovanile di CorraFig. “The Burlington Magazine”. 36-37. 153. pp. quando Corradini cominciò ad apprendere la sua arte. 308-319. a cura di D. sembrano però più sicure nell’idioma stilistico conquistato ormai da lungo tempo dallo scultore. Cogo. Barokni oltari i skulptura u Dalmaciji. saranno in futuro da chiarire anche alcuni casi di statue che non si inseriscono bene in una tale periodizzazione. Antonio Corradini…. 3). 10 – A. Antonio Corradini…. A parte la statua di Zara. Purtroppo ci mancano gli elenchi dei contratti di garzonato del periodo. Bernardino Ludovisi: A New Attribution. alla quale il Tarsia comincia a guardare solo dopo il periodo di apprendistato del Corradini. sebbene poco studiata.Roma 1963 (Civiltà Veneziana. nella statua di Sant’Anastasia (fig. 1978. testimoniata dalle fonti ottocentesche mi sembra problematica. pp. Negli scritti di Tomaso Temanza risulta però chiaro che il maestro dello scultore era Antonio Tarsia. Cogo. dini29. Nuovi contributi su Bernardino Ludovisi scultore romano. si riconosce più palesemente solo in una piccola statua della Fede del museo di Padova. Si tratta di monumento a Giuseppe Maria Bottari (fig. Nonostante gli importanti contributi agli studi sul Corradini degli ultimi anni. fig. 31 Cogo. catalogo della mostra di Padova. Minervino. Seria Prima. edizione a cura di N. Antonio Corradini…. Zagreb 1995. p. Guerriero. University of Kansas. alla quale lo stile della scultura si doveva subordinare. Corradini. 20/2 – 16/7/2000. 291 (nota 110). Esiste però un’altra opera a Venezia. Bonazza. 702-704.. Per la statua al Museo Spencer. Antonio Corradini. uno dei temi da approfondire resta quello della formazione dell’artista. 296-301. 148-150). La prima maniera di Tarsia. chiesa dei Frari. Appunti….. soprattutto gli occhi socchiusi. Venezia 2000. come per esempio la statua di S. in Dal Medioevo a Canova. Interessante. pp. in: La scultura. sembra più giustificato collegare le due statue udinesi di Sara e Raffaele con il periodo intorno al 1720 piuttosto che con periodo romano di Corradini. Corradini (?). Fig.. non abbiamo altre opere certe di Corradini prima degli episodi udinesi del 1716/171733. Tra le opere certe del Corradini lo stile del Tarsia è quasi impossibile da decifrare. che potrebbe appartenere al periodo giovanile e di fatti non sembra ancora dimostrare richiami allo stile del Bonazza. M. 33. 10) ai Frari. pp.

59). & nell’altra la tavola37. 357. Milano 1992. ma in ogni caso dimostrano alcuni elementi stilistici di Corradini poco noti nelle altre sue opere. Altare del Santissimo Sacramento. In un album dei disegni. di Francesco)40. Scribonia. nel caso della Pittura. 227. Venecijanska skulptura u Boki Kotorskoj. sito nel Castello di San Salvatore dei Conti di Collalto a Susegana. Soprattutto la Scribonia (fig. p.ˇic ˇ Matej Klemenc Antonio Corradini: appunti e proposte Penso Cabianca34. dopo il periodo della grande raffinatezza. & ritorti in diverse maniere. trasparente panneggio sul seno. M. Angelo. 37 C. dove sono riportate tutte le statue della prima spedizione dei marmi da Venezia a San Pietroburgo. in Antonio Canova e il suo ambiente artistico fra Venezia. 12 – A. Più stringenti mi sembrano invece i legami con alcune opere del Corradini. per il volto Santa Lucia nella Madonna del Pilastrello a Lendinara. M. S.. Antonio. Klemenc ˇic ˇ. pp. 13) e di Josephsbrunnen di Vienna39. del Bonazza. Tomasso e Francesco (cfr. Barokni oltari…. in La scultura…. Pietro il Grande collezionista d’arte veneta. 94). Corradini (?). 6c12 Atti del convegno La Scultura 6c13 . scolpite nel 17161717. Androsov. con capelli negri. Pietro il Grande… 2004. scolpito in marmo di Carrara. 12). Ripa. Antonio Corradini…. Pittura. 700-705. 213. 38 S. pp. anche M. occhi grandi e il sottile. Roma e Parigi (a cura di Giuseppe Pavanello). in La scultura…. 368-369. 57. pp. Fig. Cogo. Cogo. con angiolini sulla tomba di S. 711 (con bibl. 32 ss. non confermano questa ipotesi35. e Petronia Prima. con la proposta di individuare il collaboratore del Corradini in un’altro scultore. anche il ta39 Cfr. Iconologia [Padova 1618]. di una tipologia sicuramente non Fig. D’altra parte dimostrano una certa dipendenza dai motivi bonazzeschi. 40 Per i Bonazza e le loro opere cfr. La gran parte delle opere russe del Corradini. Giuseppe Ziminiani. & grossi. Zanuso. Podgorica 2001. per esempio con quelle di Cattaro /Kotor/. Corradini (bottega). come per esempio il modellato del volto e. che mostrino pensieri fantastici […] con una catena d’oro al collo. Confronti con opere certe di questo periodo del Cabianca. p. sparsi. moglie di Vittelio sono purtroppo evidentemente un lavoro di bottega38. Zanuso. vicina alla produzione di Corradini. Giardino d’Estate. Susegana. Il busto. in La scultura…. 35 Per le opere di Cabianca nelle Bocche di Cattaro e Dalmazia cfr. 47-48. Si tratta di un busto (fig. p. figg. anche se questa proposta di attribuzione deve ancora aspettare una conferma più precisa. il busto potrà essere datato verso il 1716/1717 vicino ai busti russi oppure. Sebbene questi legami con i Bonazza siano in linea con la nostra ipotesi sull’influsso degli scultori padovani nell’opera del Corradini. può essere avvicinato ai due superstiti della grande serie di 18 busti scolpiti nella bottega del Corradini tra la fine del 1716 e l’inizio del 1717 per il Giardino d’Estate. 215 (fig. è andata dispersa durante l’Ottocento. cfr. Buscaroli. p. p. p. 249-274. di Tommaso. vicino alle opere di Este e Vienna della metà degli anni Venti. 11 – A. De Grassi. Duomo. San Pietroburgo. attivo per la committenza Russa. e per i capelli anche Santo Stefano della parrocchiale di Montona /Motovun/. per esempio per il busto il ritratto di Cardinale Rezzonico. L’antico nella scultura veneziana del Settecento. si trovano due busti provenienti dalla bottega dello scultore. 34 Cfr. Antonio Corradini…. Androsov. Castello di San Salvatore. con i cappelli con i riccioli stilizzati. Este. edizione a cura di P. nel contempo gettano un’ombra del dubbio sull’attribuzione qui proposta. con le ciglia inarcate. Un giudizio simile si presenta per un’altra opera. scolpito per il Duomo di Padova da Antonio. Scribonia. 13 – A. 712. prima moglie di Augusto. 36 Cfr. ma meno verosimilmente. Emma a Gurk e sull’altare del Santissimo ad Este36. per esempio i riccioli stilizzati nella figura degli angeli di Este (fig.). ma in questo caso sotto un più forte influsso Fig. 81ss. si avvicina alla Pittura. Corradini. Tomic ´. De Grassi. 273 (figg. dalla quale penda una maschera […] Terrà in una mano il pennello. Alcuni di questi elementi si trovano anche nelle altre opere del Corradini. 11) inedito. glio della intera figura. Venezia 2000. pp. in particolare con le opere dei figli di Giovanni Bonazza. pp. Venezia 1999. e che corrisponde molto bene alle parole di Cesare Ripa sulla personificazione della pittura: Donna bella. Se questa sarà confermata.

Antonio Corradini…. 171 (nota 4). Esiste però ancora un altro busto veneziano (fig. 158. ed è stato pubblicato dal Moschetti. un conoscitore del Settecento potrebbe riconoscere una citazione da Michelangelo. Anche le pieghe del panneggio sotto il seno ricordano alcune sue soluzioni. 17 – A. Pietro Baratta per le corti del Nord. 58. Donna in angoscia. la qualità di questo busto rivela il mano del maestro e la più minuta modellazione del panno bagnato e trasparente si avvicina al periodo “raffinato” del Corradini. ma a mio avviso non mostra gli elementi stilistici di questo scultore toscano trasferitosi a Venezia nell’ultimo decennio del Seicento43. anche questo nel castello a Susegana: stilisticamente è diverso. attributed to Cristoforo Solari: Erotic Patos in a Renaissance Bust. 1987. XXIV/47. 15 – Disegno da A. fig. tradizionalmente nominato Speranza (fig. Verginità della chiesa dei Carmini a Venezia. Susegana. Ai richiami evidenti a quest’opera si possono aggiungere alcuni elementi vicini a Tullio stesso. “Artibus et Historiae”. De Grassi. 230. 60. rimane problematico per la questione iconografica44. 1997. Questa è comprensibile poiché il busto evidenzia lo stile del primo Settecento. pp. la moglie di Ercole (cfr. Susegana. 18 – C. che propone per il busto di Susegana una datazione verso la fine del ‘600 o nel primo ‘700. Neverov. dunque non del Corradini. presentato dal De Grassi come una probabile Virtù guerriera. Corradini. Pietro Baratta…. 57-58. 225. Conversione. Busto femminile. La Venere (fig. Il busto è stato pubblicato qualche anno fa da Massimo De Grassi e attribuito a Pietro Baratta. Castello di San Salvatore. Anche nella scritta sulla fascia del petto. 18) del primo ‘500 già attribuita a Tullio e adesso a Cristoforo Solari46. Londra. A queste tre nuove proposte per il corpus del Corradini. pubblicato da De Grassi. Anche qui si potrebbe pensare a qualche reminiscenza degli stilemi bonazzeschi nella modellazione del volto. 155. pp. consueta o almeno un po’ diversa dagli altri busti nell’album. pp. Klemenc ˇic ˇ. 13. Per il Baratta cfr. 16 – Busto femminile. ma è soprattutto il vestito trasparente e aderente sul seno a richiamare le idee del Corradini. pp. 14 – A.ˇic ˇ Matej Klemenc Antonio Corradini: appunti e proposte Fig. Fig. Fig. 14). 16) simile. scolpito da un’altro veneziano. ma evidentemente dello stesso motivo iconografico. è mutilato. 45 A. 51. 15) e la Pallade con la testa inclinata e con lo sguardo diretto verso cielo. potrebbe essere anche Onfale. Recentemente è stato pubblicato da Allison Luchs con un interessante confronto con la Donna in angoscia (fig. un busto. senza testa. quando una moderna reinterpretazione dei modelli cinquecenteschi era Fig. “Arte Veneta”. vorrei aggiungere una quarta. pp. non pubblicato nel catalogo del Sergej Androsov e sicuramente non parte della spedizione del 1717 che potrebbe dunque risalire a qualche anno dopo. Venezia 1932. 690-692. Castello di San Salvatore. I danni ai monumenti e alle opere d’arte delle Venezie nella guerra mondiale MCMXVMCMXVIII. in La scultura…. databile dunque intorno al 1720 o poco prima. Victoria & Albert Museum. pp. Il busto. sono purtroppo andate disperse41. la stampa del gruppo marmoreo di Ercole e Onfale. 85-109. 14). forse il più interessante e sicuramente il più noto: si tratta del busto femminile del Castello di Susegana. “Xenia. Al contrario dei busti di Petronia Prima e Scribonia. Pietro il Grande… 2004. come per esempio nell’arcangelo di Udine 44 Il busto. pp. 41 Cogo. vestita nella pelle di leone. ma nessuna di queste proposte corrisponde alle indicazione di Cesare Ripa. 219. Luchs. Il busto è scolpito non in marmo bianco ma in una pietra verdastra. ora a Oranienbaum. 154-160. The London Woman in Anguish. 2003. San Pietroburgo. Solari. nel libro sui danni subiti dai monumenti durante la prima guerra mondiale. O. Corradini (?). con una – forse tradizionale – attribuzione a Tullio Lombardo45. 42 Per i commitenti russi dei scultori veneziani cfr. Fig. Androsov. figg. ed anche di qualche decenio precedente. Semestrale di Antichità”. potrebbe rappresentare anche una Fortezza. Una donna. 55 (fig. 8). Moschetti. alla moda. 46 A. 201-217. Venere. Oranienbaum. (con corrispondenze anche nel volto) e la 6c14 Atti del convegno La Scultura 6c15 . M. Corradini. Nuovi materiali per una storia delle sculture decorative del Giardino d’estate. Filippo Catasio. 43 M. Nel veneziano conosco solo un’altro busto (fig. 17). passim. per l’album cfr. come anche le due statue velate del Corradini giunte a San Pietroburgo nel 1719 e 172242.

. 51 Come notato già dalla Luchs (The London Woman…. 60. Un confronto utile per il panneggio si trova nelle opere del periodo intorno al 1720 e soprattutto nella Verginità (fig. segno evidente di qualcuno in angoscia. A. 49 Cfr.ˇic ˇ Matej Klemenc 47 Si trovano però dai angeli sul Josephsbrunnen di Vienna. 50 Ripa. Iconologia [1618]. la Conversione (fig. & sottilissimo velo ricoperta. sia contestuali che formali. cfr. citazione dalla Vulgata. & con li occhi rivolti al Cielo [. 489-491. Iconologia. 6c16 Atti del convegno . vestita di verde48. Venezia 1987.. le stampe di Alexander Mair (I quattro Novissimi.. oppure più precisamente di un’anima in purgatorio in attesa di giudizio49. Anche qui il problema si potrebbe spiegare con una citazione da Tullio oppure come precisazione iconografica. pp. Episodi…. Nonostante alcune differenze. & non solo per terra saranno veste di grandissimo pregio & stima. p. sarà ignuda. nella quale sia scritto IN TE DOMINE SPERAVI. speravi. Casa Busetto su Fondamenta Briati. Scultura esterna a Venezia. 416. 496-497. ma da un candido.. p. A questa è sicuramente legato. Ripa. Questo di fatti corrisponde alla definizione della Speranza in Ripa come donna. p. pp. Questi appunti sull’attività del Corradini – in Friuli e altrove – e queste quattro nuove proposte di attribuzione allo scultore dimostrano una volta in più la necessità di continuare gli studi sullo scultore – nonostante la recente monografia – con ricerche sia archivistiche che stilistiche. 19): Una bellissima Donna di età virile. Il busto in realtà non presenta affatto la Speranza. Collane d’oro. prima del 1610).] Starà con il capo alto. 7) della chiesa dei Carmini. & perle & altre ricchezze. il verde51. L’unico problema è presentato dagli occhi incisi che non trovano spesso riscontro nelle opere del Corradini47. Guerriero. In te domine. 4-5). salmo 30 (come pure il penultimo verso del Te Deum). Si tratta dunque di un altro caso di neocinquecentismo e anche qui a mio parere attribuibile al Corradini. ma anche per il materiale con cui è scolpita. bambino dell Madonna delle Eremite. puttini in Sant’Andrea della Zirada ecc. non solo per la scritta sul petto. 19 – Conversione di C. 171. di qualcuno che spera nell’aiuto di Dio. terrà ad arma collo una Cinta di color verde. fanno parte di un’altra personificazione del Ripa. Rizzi. presenta dunque la Conversione nella quale lo scultore ha sottolineato soprattutto il colore della Speranza. [. (per gli ultimi cfr. Però la scritta stessa e le lacrime negli occhi. esiste anche una versione del busto su un palazzo veneziano. nota 4). Iconologia. figg. DD 229.] versando copiosissime lagrime50. 48 Ripa. il busto rap- Fig.