You are on page 1of 60

N. 1400/12 R.G.N.R. D.D.A.

N. 491/12 R. G.I.P.
N. 69/12 O.C.C .
TRIBUNALE DI REGGIO CALABRIA
- SEZIONE DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI -
- :;::
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE
__
'=-
Il giudice per le indagini preliminari, dotto VINCENZO PEDONE,
Letti gli atti del procedimento penale indicato in epigrafe, iscritto a carico di:
l. MAMMOLITI Saverio, nato a Oppido Mamertina il 13.01.1942;
2. ANASTASI Caterina, nata a Oppido Mamertina il 16.03.1966, ivi residente in
Via Provinciale n. 19;
3. CARPINELLI Danilo, nato a Oppido Mamertina il 05.10.1984, ivi residente in
Via Provinciale n. 19;
4. FRISINA Francesco, nato a Palmi il 11.09.1950, ivi residente in Contrada San
Filippo n. 30;
5. CIPRI Maria, nata a Palmi il 30.09.1959, ivi residente in Contrada San Filippo n.
30;
6. MAMMOLITI Antonino, nato a Taurianova il 24.08.1989, reso a Oppido
Mamertina Fraz. Castellace, via Buzzano nr.45;
7. AUDDINO Marcello nato a Polistena (RC) il 28/07/1960 ivi residente Via
Immacolata 59;
INDAGATI
MAMMOLITI Saverio, ANASTASI Caterina, CARPINELLI Danilo, FRISINA
Francesco e CIPRI Maria
A) reato p e p. dagli artt. 110-81 cpv., 61 n. 2- 629 comma 2, 423 c.p. e 7 L.n.203/1991, per
avere - in concorso tra loro e con altri soggetti allo stato non identificati, al fine di procurarsi un
ingiusto profitto con conseguente danno per le persone offese - costretto SCARCELLA Rosa
Concetta e FIORlLLO Giancarlo. a sottoscrivere, prima, in data 22 gennaio 2010, una scrittura
privata, poi, in data 21 aprile 2011, un verbale di conciliazione di giudizio dinanzi alla Corte
d'Appello di Reggio Calabria (rep. 122 cron n. 1314, reg. a Reggio Calabria il 28 giugno 2011 e
trascritto presso la Conservatoria di Reggio Calabria il 12 agosto 2011 al n. 11063), con i coniugi
FRISINA Francesco e CIPRI Maria, atti con cui a questi ultimi - in realt prestanome di
MAMMOLITI Saverio ed ANASTASI Caterina, i quali, a loro volta, divenivano formali
proprietari dei terreni in data 18 ottobre 20 II - veniva riconosciuto il diritto di propriet dei fondi,
siti in contrada Pietro sa del Comune di Palmi, contrassegnati dalle particelle 19,20,21, 27, 29 e
159, dietro il corrispettivo di 22.000,00, somma del tutto incongrua rispetto al reale valore dei
terreni. estesi su una superficie di mq 28500 circa; invero, il predetto verbale di conciliazione
riguardava la causa civile pendente in grado di appello proposto dai coniugi FRlSINA/CIPRl
.. t?
"' il
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
avverso la sentenza con cui il Tribunale di Palmi, in data 11.09.2006, aveva riconosciuto la
propriet delle suddette particelle a FIORILLO Giorgio. padre del FIORILLO Giancarlo e marito
di SCARCELLA Rosa Concetta, che divenivano, a loro volta, proprietari dei terreni, a seguito della
morte del FIORILLO Giorgio avvenuta il lO aprile 2008; il tutto con le condotte di seguito
descritte, poste in essere, la prima, quella del giugno 2009, dal CARPINELLI Danilo - figlio di
primo letto di ANAST ASI Caterina, moglie del MAMMOLITI dal 27 aprile 2009 - le altre da
persone non identificate, su richiesta degli indagati e, comunque, in accordo con gli stessi:
- in data 22.06.2009, veniva appiccato il fuoco su uno dei terreni contrassegnati dalle
particelle sopra indicate;
- in data 28.10.2009, veniva incendiata l'autovettura Citroen C3 targata CX681HH di
propriet di SCARCELLA Rosa Concetta, madre di FIORILLO Giancarlo;
- in data 2.11.2009, FIORILLO Giancarlo riceveva due telefonate minatorie in cui l'ignoto
interlocutore riferiva testualmente: "vedi di tornare a Palmi e dammi quello che mi devi
dare, altrimenti ilprossimo sei tu";
- in data 16.12.2009, durante la notte, ignoti si introducevano nell'abitazione di FIORILLO
Giancarlo sita in contrada Pietrosa di Palmi, provocando un incendio che ne distruggeva il
piano rialzato;
- nei giorni immediatamente antecedenti il 4.01.2010, veniva dato alle tiamme il piano-terra
dell'abitazione di cui al punto che precede e, sulla recinzione dell'immobile, veniva posto un
cartello con la scritta "VENDESI";
Condotte pluriaggravate, quelle di incendio, perch commesse al fine di eseguire l'estorsione,
nonch tutte, perch poste in essere con metodo mafioso, sfruttando la capacit intimidatoria del
MAMMOLITI Saverio, soggetto condannato quale capo di organizzazione di stampo mafioso
operante in Oppido Mamertina ed in collegamento con gli altri sodalizi della piana di Gioia
Tauro e per altri gravi delitti anche di omicidio.
Con recidiva specifica e reiterata per MAMMOLITI Saverio.
Condotta avuta inizio in Palmi il 22 giugno 2009 e consumatasi in Reggio Calabria il 21 aprile
20 Il, data del verbale di conciliazione davanti alla Corte d'Appello.
MAMMOLITI Saverio, FRISINA Francesco e CIPRI Maria:
B) reato p. e p. dagli artt. 110 c.p. e 12 quinquies L. 7 Agosto 1992 n. 306, perch
MAMMOLITI Saverio attribuiva fittiziamente ai coniugi FRISINA - CIPRI la titolarit dei
fondi contrassegnati dalle particelle, 17 e 18, e 19, 20, 21, 27. 29, 159 del foglio di mappa 26 NCT
del Comune di Palmi, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di prevenzione
patrimoniale.
Condotta aggravata perch posta in essere al fine di agevolare le attivit del sodalizio di tipo
matioso, operante in Oppido Mamertina, capeggiato dal MAMMOLITI.
Con recidiva specifica e reiterata per MAMMOLITI Saverio.
2-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLITI SAVERIO ED Al.TRI
I
f-
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
In Palmi, cDndotta, quanto alle particelle 17-18, iniziata il 7.02.1995 e protrattasi sino al 15.07.2009
(data in cui venivano intestate ad ANASTASI Caterina), quanto alle particelle 19,20,21,27,29 e
159, dal 7.02.1995 all'I 1.09.2006, nonch dal 21 aprile al18 novembre 2011.
MAMMOLITI Saverio, MAMMOLITI Antonino e AUDDINO Marcello
C) reato p e p. dagli artt. 110-81 cpv., 61 n. 2, 56-629 comma 2 c.p. e 7 L.n.203/1991, per avere -
in concorso tra loro, al fine di procurarsi un ingiusto profitto con conseguente danno per le persone
offese - posto in essere atti idonei e diretti in modo non equivoco a costringere i soci della
Cooperativa "Valle del Marro - Libera Terra" a non accettare l'assegnazione, da parte dello Stato,
in comodato d'uso gratuito di fondi siti in loc. Don Fedele, nella frazione di Castellace di Oppido
Mamertina, confiscati alla famiglia MAMMa LITI con decreto nr. 333/92 RGMP e nr. 126/08 Mod.
Patr. datato 22.09.2010 del Tribunale di Reggio Calabria, garantendosi, in tal modo, l'effettivo
possesso e godimento dei fondi medesimi, su cui alla suddetta Cooperativa era gi stata riconosciuta
la possibilit di passaggio per poter accedere ad altro fondo confiscato a loro gi assegnato; in
particolare, AUDDINO Marcello, previo accordo con MAMMOLITI Saverio ed il figlio
MAMMOLITI Antonino, mandava dipendenti della ditta di cui era titolare, tra i quali Lengyel
Adalbert, Aron Viorel Cosmin e Boncut Vasice Felician, cittadini rumeni, sui terreni suddetti,
fornendoli delle necessarie motoseghe, con l'incarico, dagli stessi eseguito, di effettuare il taglio di
complessivi oltre 600 alberi secolari di ulivo, nonch la successiva asportazione del legname
ricavatone, cosa, quest'ultima, riuscita solo in parte per l'intervento dei carabinieri che, avvisati, si
portavano sul terreno e rinvenivano buona parte del legname accatastato, pronto per essere portato
VIa.
Condotte pluriaggravate perch poste in essere con metodo mafioso, sfruttando la capacit
intimidatoria del MAMMa LITI Saverio, soggetto condannato quale capo di organizzazione di
stampo matioso operante in Oppido Mamertina ed in collegamento con gli altri sodalizi della piana
di Gioia Tauro e per altri gravi delitti anche di omicidio.
Con recidiva specifica e reiterata per MAMMOLITI Saverio.
In Oppido Mamertina, tra il29 ed il31 gennaio 2012
MAMMOLITI Saverio, MAMMOLITI Antonino e AUDDINO Marcello
D) reato p e p. dagli artt. 110-81 cpv., 61 n. 2, 56-629 comma 2 c.p. e 7 L.n.203/1991, per avere -
in concorso tra loro, al fine di procurarsi un ingiusto profitto con conseguente danno per le persone
otfese - posto in essere atti idonei e diretti in modo non equivoco a costringere GERMANO' Maria
Rosa a cedere loro il fondo di cui alla particella 126 di mappa, sito in loc. Don Fedele, nella
frazione di Castellace di Oppido Mamertina; in particolare, AUDDINO Marcello, previo accordo
con MAMMOLITI Saverio ed il figlio MAMMOLITI Antonino, mandava dipendenti della ditta
di cui era titolare, tra cui Lengyel Adalbert, Aron Viorel Cosmin e Boncut Vasi ce Felician, cittadini
rumeni, sui terreni suddetti, fornendoli della necessarie motoseghe, con l'incarico, dagli stessi
eseguito, di effettuare il taglio di complessivi oltre 600 alberi secolari di ulivo, circa 500 di cui
presenti sui fondi di propriet della GERMANO', nonch la successiva asportazione del legname
ricavatone, cosa, quest'ultima, che riuscita solo in parte per l'intervento dei carabinieri che, avvisati,
si portavano sul terreno e rinvenivano buona parte del legname accatastato, pronto per essere
portato via; successivamente, MAMMOLITI Saverio, previo accordo con il figlio MAMMa LITI
Antonino, mandava una lettera alla GERMANO' Maria Rosa, con cui la sollecitava a cedere la
propriet del terreno alla sua famiglia, a seguito della ricezione della quale, il MAMMa LITI
-3-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOI.ITI SA VERIO W ALTRI
t
/
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
Antonino provvedeva a contattare personalmente la GERMANO' per comprendere se la stessa
avesse compreso il messaggio e si fosse convinta a cedere il terreno; evento non ancora verificatisi
per cause indipendenti dalla volont dei correi.
Condotte pluriaggravate perch poste in essere con metodo mafioso, sfruttando la capacit
intimidatoria del MAMMOLITI Saverio, soggetto condannato quale capo di organizzazione di
stampo mafioso operante in Oppido Mamertina ed in collegamento con gli altri sodalizi della piana
di Gioia Tauro e per altri gravi delitti anche di omicidio.
Con recidiva specifica e reiterata per MAMMOLITl Saverio.
In Oppido Mamertina dal 29 gennaio al2 marzo 2012 (data di invio della missiva)
MAMMOLITI Saverio, MAMMOLITI Antonino e AUDDINO Marcello
E) reato p e p. dagli artt. 110-81 cpv., 61 n. 2, 624, 625 nn.2, 5 e 7, perch, in concorso tra loro,
al fine di trame profitto, con le condotte descritte ai capo C) e D) della rubrica, si impossessavano di
(parte di) oltre 600 alberi secolari di ulivo, sottraendoli ai detentori, da individuarsi in GERMANO'
Maria Rosa e nello Stato.
Condotte pluriaggravate, entrambe, perch poste in essere al fine di eseguire le estorsioni di cui ai
capi Cl e D) della rubrica nonch con metodo mafioso, sfruttando la capacit intimidatoria del
MAMMOLITI Saverio, soggetto condannato quale capo di organizzazione di stampo mafioso
operante in Oppido Mamertina ed in collegamento con gli altri sodalizi della piana di Gioia Tauro e
per altri gravi delitti anche di omicidio; quella di furto, altres, perch commessa con violenza sulle
cose, da tre o pi persone e su cose sequestrate e destinate a pubblica utilit, nonch, quella di
danneggiamento, perch commessa su boschi.
Con recidiva specifica e reiterata per MAMMOLITl Saverio.
In Oppido Mamertina, tra il29 ed il 31 gennaio 2012
MAMMOLITI Saverio, MAMMOLITI Antonino e AUDDINO Marcello
F) reato p e p. dagli art!. 110-81 cpv., 61 n. 2, 635 commi l e 2 n.5, 7 L. n.203/1991, perch, in
concorso tra loro, con le condotte descritte ai capo C) e D) della rubrica, impossessandosi di oltre
600 alberi secolari di ulivo che sottraevano ai detentori, da individuarsi in GERMANO' Maria Rosa
e nello Stato, distruggevano i rispettivi fondi boschivi.
Condotte pluriaggravate, entrambe, perch poste in essere al fine di eseguire le estorsioni di cui ai
capi Cl e D) della rubrica nonch con metodo mafioso, sfruttando la capacit intimidatoria del
MAMMOLITI Saverio, soggetto condannato quale capo di organizzazione di stampo mafioso
operante in Oppido Mamertina ed in collegamento con gli altri sodalizi della piana di Gioia Tauro e
per altri gravi delitti anche di omicidio; quella di furto, altres, perch commessa con violenza sulle
cose, da tre o pi persone e su cose sequestrate e destinate a pubblica utilit, nonch, quella di
danneggiamento, perch commessa su boschi.
Con recidiva specifica e reiterata per MAMMOLITI Saverio.
In Oppido Mamertina, tra il29 ed il31 gennaio 2012
-4-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69112 - MAMMOLlTl SA VERIO ED ALTRI
.1
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI

I GRAVI INDIZI DI COLPEVOLEZZA
Con riferimento alla posizione degli indagati MAMMOLITI SAVERlO, CARPINELLI DANILO,
MAMMOLITI ANTONINO e AUDDINO MARCELLO nei cui confronti stata richiesta dall'Ufficio
di Procura Distrettuale l'applicazione della misura cautelare di massimo rigore in
relazione ai reati meglio descritti nella rubrica imputativa, di seguito si riporteranno
gli elementi d'accusa' - evidenziati nella richiesta custodiale versata in atti e che qui si
richiama per relationem
2
- alla stregua dei quali questo giudice tenuto ad esprimere, a
mente dell'art. 273 c.p.p., il giudizio di gravit indiziaria che costituisce, in relazione agli
addebiti cautelari in esame, il primo dei presupposti necessari per l'applicazione di una
misura coercitiva di carattere personale, in costanza delle esigenze cautelari di cui all'art.
274 c.p.p ..
*
Orbene, con la richiesta cautelare in esame si segnala, in relazione ai capi A) e B) della
provvisoria imputazione, quanto segue:
Le risultanze procedimentali comprovano pienamente le condotte delittuose contestate,
riconducibili - seppur in concorso con altri soggetti, non tutti allo stato identiicati, tra i quali il
figlio MAMMOLITI Antonino ed il figliastro (figlio della seconda moglie) CARPINELLI
Danilo - a MAMMOLITI Saverio, condannato per diversi omicidi, gi reggente della cosca di
'ndrangheta MAMMOLITI-RUGOLO operante a Castellace di Oppido Mamertina (Re) ed in tutta
la piana di Gioia Tauro (Re), il quale, bench divenuto collaboratore di giustizia, ha continuato ad
agire con lo stesso modus operandi che lo aveva contraddistinto ai tempi in cui reggeva la cosca
suddetta, finalizzato a garantirsi l'effettivo, seppur non formale, possesso di fondi,
intimidendone i relativi proprietari, fondi che, nel procedimento de qua, sono siti, non solo in
Oppido Mamertina, ma anche in Palmi.
Prima di esaminare le vicende che formano specifico oggetto del presente procedimento,
necessario soffermarsi sulla figura criminale del citato MAMMOLITI Saverio.
La pi recente tra le sentenze divenute definitive, sul punto, la n.1I07, emessa dalla Corte
d'Assise di Palmi in data 21 febbraio 2007, con cui il MAMMOLITI Saverio stato ritenuto
responsabile del reato di cui all'art. 416 bis c.p., condotta iniziata nel 1986 e protrattasi sino
Ilo materia di misure cautelari, non nulla per difetto assoluto di motivazione l'ordinanza applicativa di una misura
coercitiva in cui risulti trasfusa integralmente ed alla lettera la richiesta del P.M., sempre che risulti che il giudice abbia
preso cognizione del contenuto delle ragioni dell'atto incorporato, ritenendo le coerenti alla sua decisione. (Sez. 2,
Sentenza n. 13385 del 16/02/20 Il, Soldano; Sez. I, Sentenza n. 14830 del 28/0312012)
2 La motivazione "per relationem" di un provvedimento giudiziale da considerarsi legittima quando: a) faccia
riferimento ad altro atto del procedimento, la cui motivazione risulti congrua rispetto all'esigenza di giustificazione
propria del provvedimento di destinazione; b) fornisca la dimostrazione che il giudice ha preso cognizione del
contenuto delle ragioni del provvedimento di riferimento ritenendo le coerenti con la sua decisione; c) l'atto di
riferimento sia conosciuto dall'interessato o almeno a lui ostensibile. (Sez. 4, Sentenzan. 4181 del 14/11/2007,
Benincasa).
-5-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELiMINARI
all'aprile 1992, di concorso, quale mandante, in rapine aventi ad oggetto fucili, commesse tra il
90 ed il 92, nonch del duplice omicidio IEROANNINIZZA e dell'omicidio di FANTUZZI
Antonio, commessi, rispettivamente, il3 ed il14 giugno 1990 (vedi sentenza in atti).
Trattasi di sentenza che ha riguardato parte della sanguinosa faida di Oppido Mamertina tra famiglie
rivali e che ha avuto nel MAMMOLITI Saverio un protagonista di primo piano, quale capo
dell' omonima consorteria nata nella frazione Castellace di Oppido, ma sostanzialmente egemone in
tutto il territorio.
Lo stesso era gi divenuto collaboratore di giustizia e, come tale, stato sentito anche nel suddetto
processo, ove ha ripercorso la sua carriera criminale.
La parte pi significativa della sentenza - ai fini che qui maggiormente interessano - quella
relativa al suo ruolo di capo-cosca, che si estrinsecava soprattutto nella compravendita dei
terreni" .... "nel senso che gli esponenti delle famiglie mafiose della zona imponevano ai
vellditori. nOli solo gli acquirenti. ma allclle il prezzo .. :" ulla propriet. se la vuole lui 1I0n se la
compra un altro" (cfr. pagg. 142 e 143 sento cit.).
Quest'ultima affermazione fotografa plasticamente quanto accadeva: era Saro MAMMOLITI a
decidere se un terreno andava venduto, chi doveva o poteva comprarlo ed a quale prezzo.
Addirittura l'omicidio FANTUZZI ha una causale di tale tipologia (il passo dell'ordinanza
cautelare):
Il 14/06/1990, in localit Mazzanova di Oppido lvfamertina, venivano esplosi numerosi culpi
d'arma dafuoco al! 'indirizzo di FANTUZZI Antonio classe 1937, che ne pruvocavano la murte.
Il mandallte di tale omicidio da ritenersi il MAMMOL1TI Saverio, che avrebbe telltato. invano,
di farsi svendere dal F ANTUZZI i lussureggianti uliveti e agrumeti di cui quest'ultimo era
proprietario in localit Mazzanova di Oppido Mamertina, gli stessi sui quali il FANTUZZI
veniva ucciso. E' noto altres che il FANTUZZI Antonio, negli anni precedenti, era stato costretto a
cedere ai RUGOLO, parenti del MAMMOLITI Saverio, l'avviatissimo ristorante denominato
"GATTO NERO", sito in localit Pie/renere di Palmi.
Le vicende oggetto del presente procedimento disvelano un MAMMOLITI che, bench sottoposto
a programma di protezione, ha continuato e continua a mantenere condotte del tutto analoghe,
impossessamento di fondi avvalendosi di quella caratura delinquenziale che gli deriva dalle
azioni delittuose eseguite - per come detto anche diversi omicidi - e dal ruolo storicamente
mantenuto nel contesto della ndranglleta.
Iniziamo con le condotte di cui ai capi A) e B) della rubrica, aventi ad oggetto vicende relative ad
un vasto fondo, di oltre 28.500 mq, sito in Palmi alla Contrada Pietrosa, con vista sul mare e sulle
isole Eolie, individuabile con le particelle n. 17, 18, 19,20,21,27,29 e 159 del foglio di mappa 26
N.C.T. (all,l inf. CC Palmi).
E' opportuno prendere le mosse dai dati formali che riguardano le particelle suddette:
a. le particelle n, 17 e 18:
-6-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69112 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
I
/

v
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINl PRELIMINARI
fino al 14.04.1973 sono state di propriet di GENTILUOMO Domenico);
- dal 14.04.1973 al 25.03.1993 sono state di propriet di Societ Investimenti turistici
Santa Tecla S.p.A.4;
dal 25.03.1993 al 07.02.1995 sono state di propriet per l/l di GENTILUOMO
Domenico che ne ha acquistato la propriet per risoluzione vendita per risarcimento
danni;
dal 07.02.1995 al 15.07.2009 risultano intestate a FRISINA Francesco, che ne ha
fonnalmente acquistato la propriet per compravendita;
il 15.07.2009 i terreni venivano acquistati daANASTASI coniugata in seconde
nozze, avvenute in data 27.04.2009, con MAMMOLITI Saverio, nonch madre
convivente di CARPINELLI Danilo.

b. le particelle n.19, 20, 21, 27, 29 e 159, hanno, sino all' Il settembre 2006, un percorso
identico alle precedenti:
- fino al 14.04.1973 sono state di propriet di GENTILUOMO Domenico>;
- dal 14.04.1973 al 25.03.1993 sono state di propriet di Societ Investimenti turistici
Santa Tecla S.p.A.6;
dal 25.03.1993 al 07.02.1995 sono state di propriet per l/l di GENTILUOMO
Domenico che ne ha acquistato la propriet per risoluzione vendita per risarcimento
danni;
- dal 07.02.1995 al 11.09.2006 sono state intestate a FRISINA Francesco che ne ha
fonnalmente acquistata la propriet per compravendita;
- dall'I1.09.2006 sino al 22.01.2007 sono state di propriet di FIORILLO Giorgio
7
, a
seguito di sentenza emessa dal Tribunale di Palmi l' 11 settembre 2006, che ne
riconosceva l'avvenuta usucapione in suo favore ed in danno, evidentemente, del
FRISINA;
- il lO aprile 2008, alla morte di FIORILLO Giorgio, subentravano nel diritto di
propriet, quali eredi, il figlio FIORILLO Giancarlo e la moglie SCARCELLA Rosa;
- il 12 agosto 20 Il i cOlliugi FRISINA - CIPRI ridiventavano proprietari dei terreni, a
seguito della trascrizione, presso la Conservatoria di Reggio Calabria, del verbale di
conciliazione redatto, in data 21 aprile 2011, davanti alla Corte d'Appello di Reggio
Calabria, con cui il FIORILLO e la SCARCELLA rinunciavano a resistere rispetto
all'impugnazione proposta dai FRISINA avverso la sentenza di primo grado che, per
come detto, aveva riconosciuto la propriet al FIORILLO;
- il 18 ottobre 20 Il i terreni venivano venduti dai coniugi FRISINA - CIPRI ad
ANAST ASI Caterina, moglie, per come detto, di MAMMOLITI Saverio, atto che, per
cos dire, chiudeva il cerchio.
3 GENTILUOMO Domenico, nato a Rizziconi il 25.04.1930.
4 S. Tecla S.p.A. avente sede legale a Milano in Via Fiori Scuri n. 9, costituita il 23.08.196Ied avente come oggetto
sociale il compimento di operazioni immobiliari in genere. L'Amministratore unico si individuava in ZIBETTI
Ottorino, nato a Cremona il 27.04.J896.
5 GENTILUOMO Domenico, nato a Rizziconi il 25.04.1930.
6 S. Tecla S.p.A. avente sede legale a Milano in Via Fiori Scuri n. 9, costituita il 23.08.J96Ied avente come oggetto
sociale il compimento di operazioni immobiliari in genere. L'Amministratore unico si individuava in ZIBETTI
Ottorino, nato a Cremona il 27.04.1896.
-7-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLlTI SAVERIO ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
Dunque, il 7 febbraio 1995, FRiSINA Francesco acquistava formalmente la propriet dei fondi
contrassegnati dalle particelle, 17 e 18, e 19,20,21, 27, 29,159 del foglio di mappa 26 NCT del
Comune di Palmi, ma lo stesso era solo un prestanome di MAMMOLITI Saverio, il quale, in quel
momento, era perfettamente conscio del fatto che tutti i beni a lui intestati sarebbero,
verosimilmente, stati sottoposti a sequestro (posizione di mafioso).
Passato del tempo, il MAMMOLITI, nel frattempo accreditatosi come collaboratore di giustizia,
avrebbe, anche formalmente, intestato i beni a s o, comunque, ad un proprio stretto congiunto.
Infatti, oltre 15 anni dopo, il 15.07.2009, i terreni di cui alle particelle 17 e 18 venivano acquistate
da ANAST ASI Caterina, madre convivente di CARPINELLI Danilo, divenuta, da circa 3 mesi,
la moglie di MAMMOLITI Saverio.
Sul punto della fittiziet dell 'intestazione si avr, comunque, modo di ritornare, trattandosi di
condotta che forma oggetto di uno specifico capo d'imputazione.
Il progetto del MAMMOLITI veniva, per, disturbato dalla famiglia FIORILLO, che intentava -
vincendola in primo grado - una causa volta ad ottenere l'acquisto per usucapione dei fondi
contrassegnati dalle particelle n.19, 20, 21, 27, 29 e 159, dunque la parte di gran lunga pi
consistente della propriet.
La famiglia FIORILLO andava, dunque, costretta a cedere i terreni al MAMMOLITI, obiettivo
che veniva raggiunto tra l'aprile ed il novembre 2011, con l'utilizzo della minaccia e della
violenza.
Invero, la gravit e la pluralit delle intimidazioni patite dai FIORILLO, analiticamente
descritte in rubrica, parla da s, ma sul punto si torner da qui ad un momento.
Che il FRiSINA Francesco sia sempre stato solo formalmente proprietario dei fondi di cui in
rubrica, su cui, al pi, ha lavorato per conto del MAMMOLITI e della sua famiglia, comprovato
da una serie di risultanze, che andremo di seguito ad esaminare:
a) missiva inviata da MAMMOLITI Saverio alla Corte d'Appello di Reggio Calabria;
b) dichiarazioni rese, in sede di interrogatorio da SPERANZA Giovanni;
c) costante presenza sui terreni di contrada Pietrosa, di CARPINELLI Danilo, figliastro del
MAMMOLITI in quanto figlio della sua seconda moglie;
d) condizioni economiche della famiglia FRISINA nel 1995 e negli anni precedenti.
Missiva inviata da MAMMOLITI Saverio alla Corte d'Appello di Reggio Calabria.
MAMMOLITI Saverio, con lettera scritta di suo pugno in data 06.05.2008 ed indirizzata al
Presidente della Corte d'Appello di Reggio Calabria, chiedeva di essere sentito come parte lesa
nella causa civile relativa alla propriet del terreno che era della Santa Teela (riferimento
indiscutibile ai terreni della Contrada Pietro sa, atteso che gli stessi, per come visto, sono stati
effettivamente nella propriet della societ Santa Tecla).
-8-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69112 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
Dunque, in tale miSSiva, il MAMMOLITI affenna di essere parte lesa nel procedimento ,
linguaggio certamente poco tecnico, ma dal significato inequivoco, in ordine al fatto che, pur non
avendo mai avuto la formale titolarit delle particelle, ne stato l'effettivo proprietario dal
momento in cui le stesse risultavano, formalmente, ai coniugi Frisina.
II MAMMOLITI continua, definendo il FRISINA un uomo che ha vissuto di solo lavoro e niente
altro, soccombente davanti all'arroganza di un certo avvocato che tentava di appropriarsi
illegittimamente del terreno; ribadiva, invero, che ci che vuole dimostrare l'avvocato non pu
corrispondere a verit poich, se c' una persona che ha coltivato il terreno questi tale
SPERANZA che "!ta messo Il/i per sila richiesta negli anni novanta". (AlI. 9 inf. 28 giugno
2011)
Tale frase emblematica: il controllo di quel territorio era in mano sua gi negli anni novanta e
FRISINA era solo ed esclusivamente un suo prestanome.
Il riferimento temporale agli anni novanta importante, in quanto, per come visto, il 17 febbraio
1995 che FRISINA Francesco e CIPRI Maria acquistano, fonnalmente, la propriet di tutte le
particelle che contraddistinguono ilfondo Pietrosa.
Trattasi, pertanto, di dichiarazioni di elevatissima portata probatoria rispetto ai fatti-reato di cui ai
capi a) e b), peraltro pienamente convergenti con le dichiarazioni di quel tale SPERANZA
menzionato dal MAMMOLITL
Dichiarazioni rese, in sede di interrogatorio da SPERANZA Giovanni.
SPERANZA Giovanni , invero, il soggetto che ha, per molti anni, lavorato sui fondi suddetti,
circostanza, questa, provata, sia nel processo civile tra le parti FRISINAICIPRA-FIORILLO, che
nel processo penale, pendente davanti al Tribunale di Palmi, che lo vede imputato del reato di
tentata estorsione per avere tentato di indurre FIORILLO Giancarlo a cedergli un immobile, nel
rispetto di un accordo che sarebbe intervenuto con il di lui padre deceduto, in forza del quale la
cessione sarebbe stata il corrispettivo della dichiarazione, resa nel procedimento civile, secondo cui
lo SPERANZA avrebbe sempre coltivato il fondo nell'interesse della famiglia FIORILLO; in caso
di mancato rispetto di tale accordo, lo SPERANZA minacciava il FIORILLO - da cui la
contestazione di tentata estorsione - con il fatto che avrebbe, davanti alla Corte d'Appello, riferito
di aver dichiarato il falso nel processo di primo grado quanto alla circostanza che il padre aveva
avuto il possesso del fondo, cosa effettivamente avvenuta.
Lo Speranza Giovanni, nel verbale di interrogatorio reso il 09.11.2009 davanti al G.i.p. del
Tribunale di Palmi nel procedimento n. 3726/09 R.g.n.r, dichiarava:
"[ ... ] sono stato avvicinato dal padre del Frisina che mi disse che il terreno era di Saverio
Mammoliti di Castel/ace. Il Frisina mi disse che era amministratore delegato di tulfo il fndo. lo
gli dissi di chiedere (/[ Mammoliti se potevo coltivare. Dopo un po' il Frisina torn e mi disse che
il Mammoliti mi f(/ceva coltivare ma voleva che gli firmassi IIna carta e cos feci. [ ... ] A fne
Agosto il Frisina ha venduto il terreno alla moglie di Mammoliti (particelle 17 e 18). Da allora non
sono pi sceso alla Pietrosa perch sapevo chi erano i Mammoliti. [ ... ] Veniva sul fondo un certo
"D(/nilo" che era il figlio della moglie di Mammoliti. Fu lui che mi avvert di un incendio. Danilo
il figlio della seconda moglie di }I/ammoliti Saverio e mi diceva di essere amico intimo di
Frisina. ".
-9-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLlTl SAVERIO ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
Tali dichiarazioni - rese da soggetto imputato in procedimento connesso/collegato e come tali,
valutabili ex art. 192 comma 3 c.p.p. - sono elementi pienamente convergenti con le risultanze di
altra natura esaminate nel presente capitolo della richiesta e, in particolare, con quanto affermato
dallo stesso MAMMOLITI nella missiva suddetta.
Interessanti le dichiarazioni dello SPERANZA anche con riferimento alla "stabile presenza sul
fondo "di un certo DANILO, figlio della seconda moglie del MAMMOLIT/", vale a dire il
CARPINELLI Danilo odierno indagato, il quale, guarda caso, lo aveva avvertito di un incendio.
Costante presenza sui terreni di contrada Pietrosa, di CARPINELLI Danilo, figliastro del
MAMMOLITI in quanto figlio della sua seconda moglie;
Il dato, riferito dallo SPERANZA, della presenza costante del CARPINELLI sul fondo di localit
Pietrosa o nelle immediate vicinanze, trova conferma nella annotazioni allegate alle informative in
atti (vedi nota n. 8/83-11-2009 datata 25.04.2012 dei Carabinieri di Palmi), da cui si evince che,
fermato, riferiva ai carabinieri che si stava recando su quei terreni per coltivare i terreni di
FRISINA.
Sul punto, va evidenziato anche quanto riferito da FERRARO Mario in un verbale s.i.t del 17
tebbraio 20 lO, circa la stabile presenza, sui terreni del FRISINA, del CARPINELLI, un ragazzo
che a lui si era presentato come "MAMMOLITI DI CASTELLACE'.
Trattasi di dichiarazioni importanti, non solo perch ulteriormente confermative di un fatto - la
stabile presenza, sui terreni del FRISINA, del CARPINELLI - significativo del controllo
esercitato dallo stesso, per conto del MAMMOLITI, sul fondo, ma anche sotto altro protlo;
invero, il suddetto CARPINELLI avverte l'esigenza, al fine di far capire a tutti chi sia il vero
proprietario e di evitare ogni problema, di presentarsi con il nome del patrigno, ben conosciuto da
tutte le persone del luogo, quale esponente storico di primo piano di una importante cosca matosa.
Particolarmente significativo , poi, il fatto che, in data 23.06.2009, i militari della Stazione di
Palmi, intervenuti in contrada Pietrosa dove vi era stato un incendio, notavano la presenza di
CARPINELLI Danilo e tale CERCEA 10an Flavius.
Con riguardo a tale incendio - da individuarsi come il primo degli atti intimidatori relativi
all'azione estorsiva di cui al capo al della rubrica - il suddetto SPERANZA ha cos riferito in sede
di interrogatorio:
"A Danilo avevo dato il mio numero di telefonico, su sua richiesta. Fu lui ad avvertirmi
dell'incendio; bruciarono 20000 metri di rete. Secondo me sono stati loro, Danilo ed un
extracomunitario ad appiccare l'incendio perch erano l a pulire delle erbacce ed da l che
part il fuoco, come mi confermarono i Vigili del Fuoco. [. . .] Danilo mi disse che le reti me le
avrebbe pagate il Fiorillo. Il fuoco era stato appiccato sul terreno del Frisina, nel posto dove
stavamo parlando. Lui probabilmente non voleva bruciare le reti, ma essendo inesperto e soffiando
un (orte vento, non riuscito a controllare il fwco".
SPERANZA Giovanni, da un lato, dunque, attribuisce l'incendio che ha danneggiato soprattutto i
terreni dell'avv. FIORILLO, al CARPINELLI, dall'altro cerca di salvarlo, ipotizzando la natura
col posa del gesto.
-10-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI r
,
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
In realt, la sola presenza del CARPINELLI Danilo al momento e sul luogo del fatto, dato che -
valutato nell'unitario complesso probatorio - da considerarsi come significativo della
riconducibilit allo stesso, ed al MAMMOLITI come mandante, dell'incendio, che sar solo il
primo di una IUllga serie di atti illtimidatori subiti dall'avv. FIORlLLO e da sua madre nell'arco di
appena sei mesi e che porteranno gli stessi a cedere i terreni agli odierni indagati.
Fermo restando che sulla condotta estorsiva si torner da qui ad un momento, per ora, va
sottolineato come il dato della presenza costante del CARPINELLI sul fondo di localit Pietrosa o
nelle immediate vicinanze, sia ulteriormente confermativo del fatto che i terreni intestati ai coniugi
FRlSINA fossero, da sempre, nella effettiva disponibilit del MAMMOLITI Saverio.
Condizioni economiche della famiglia FRISINA nel 1995 e negli anni precedenti.
Ultimo, non certo per ordine di importanza, elemento probatoriamente significativo della jittiziet
dell'illtestaziolle in capo ai coniugi FRISINA-CIPRI, quello relativa alla loro situazione
economica negli anni precedenti all'acquisto di tutte le particelle, avvenuta nel febbraio 2005.
Invero, per come evincesi dagli accertamenti compiuti dalla Guardia di Finanza, il reddito annuale
del FRISINA stato di poco pi di 5000 euro negli anni 1994 e 1996, e pari a zero nel 1995; la
CIPRI negli stessi anni non ha avuto alcun reddito (cfr. nota Compagnia G.d.F. Palmi del 21
giugno 2012, allegata a nota CC Palmi del 22 giugno 2012).
Dunque, una situazione economica del tutto incompatibile con l'acquisto dei fondi nel febbraio
1995, avvenuto con l'utilizzo del denaro del MAMMOLITI, a quell'epoca nel piello dell'attivit
criminosa riconducibile al sodalizio dallo stesso capeggiato.
Dunque, le risultanze procedimentali non lasciano dubbi circa la configurabilit del reato di cui al
capo b) della rubrica.
Quanto alla condotta estorsiva di cui al capo a), va, in primo luogo, evidenziato come la
conclusione appena riportata, dispieghi la sua effIcacia probatoria anche riguardo al tale fattispecie
criminosa, perch consente di individuare nel MAMMOLITI Saverio il soggetto realmente
interessato a riavere i fondi.
Circa le modalit con cui tale obiettivo stato perseguito, suciente analizzare il mero
succedersi degli accadimenti:
- in data 22.06.2009, veniva appiccato il fuoco sui terreni la cui propriet era passata, per
effetto della sentenza del Tribunale di Palmi, alla famiglia FIORILLO;
- in data 28.10.2009, veniva incendiata l'autovettura Citroen C3 targata CX681HH di
propriet di SCARCELLA Rosa Concetta, madre di FIORILLO Giancarlo,
comproprietaria del fondo;
- in data 2.11.2009, FIORILLO Giancarlo, trasferitosi a Roma, riceveva due telefonate
minatorie in cui l'ignoto interlocutore riferiva testualmente: "vedi di tornare a Palmi e
dammi quello che mi devi dare, altrimenti il prossimo sei tu";
,1 I,
.1
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLITI SA VERIO ED ALTRI ;J
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
- in data 16.12.2009, durante la notte, ignoti si introducevano nell'abitazione di FIORILLO
Giancarlo sita in contrada Pietro sa di Palmi, provocando un incendio che ne distruggeva il
piano rialzato;-
- nei giorni immediatamente antecedenti il 4.01.2010, veniva dato alle fiamme il piano-terra
dell' abitazione di cui al punto che precede e, sulla recinzione dell' immobile, veniva posto un
cartello con la scritta "VENDESI".
Le due ultime azioni criminose tolgono ai FIORILLO ogni, possibile, residuo dubbio: piano terra e
piano rialzato dell 'abitazione sita sui fondi di contrada Pie/rosa vengono dati alle fiamme e viene
anche indicata l'unica strada da percorrere per evitare cose ancora pi gravi: vendere quei
terreni!!!! !
Il messaggio viene compreso benissimo dall'avv. FIORILLO, il quale, appena 15 giorni dopo, in
data 22 gennaio 2010, ha gi sottoscritto una scrittura privata di cessione delle particelle contese,
ai coniugi FRISINA , i quali, regolarizzata la procedura anche davanti alla Corte d'Appello di
Reggio Calabria - in data 21 aprile 2011, sottoscrivendo un verbale di conciliazione di giudizio (rep.
122 crono n. 1314, reg. a Reggio Calabria il 28 giugno 2011) - e presso la Conservatoria di Reggio
Calabria (trascrizione i112 agosto 2011 al n. 11063), cedono, a loro volta, per come visto, il fondo-
contrassegnato dalle particelle 19, 20, 21, 27, 29 e 159 - a MAMMOLITI Saverio, dal 1995 il
reale proprietario.
Dunque, terreni, per cui la famiglia FIORILLO affronta e vince una causa civile durata diversi
anni in primo grado, vengono, in pratica, ceduti, con rinuncia a proseguire la causa stessa in
appello, dietro il corrispettivo di 22.000,00, somma sulla cui palese incongruit superfluo
soffermarsi, trattandosi di fondo esteso su una superficie di mq 28500 circa, con vista sul mar
Tirreno, non a caso acquistata, negli anni 70, dalla Societ Investimenti turistici Santa TecIa
S.p.A.
Nell'informativa la p.g. ha evidenziato che, da una stima analitica fatta sul posto, sulla base di
informazioni fornite da soggetti che possiedono appezzamenti nella stessa zona. si avuto modo di
apprendere che il valore di quelle terre si aggira intorno ai 20 - 25 e a mq; inoltre la presenza di
un fabbricato allo stato rustico e la collocazione del terreno che. sebbene di natura agricola. ha
una posizione geografca particolarmente interessante soprattutto per la costruzione di strutture di
carattere ricettivo - ricreativo (era questo il progetto della Santa Tec/a che poi non si realizzato
per la mancata approvazione del progetto), fanno s che il valore sia superiore a quello con cui si
conclusa la transazione tra le due parti.. ".
In buona sostanza, quel fondo, per posizione, consistenza e per la presenza di un fabbricato, vale, a
dir poco, il quadruplo dei 22.000 euro ricevuti - almeno formalmente - dal FIORILLO e da sua
madre.
Privo di valenza sarebbe l'argomento che, potenzialmente, la Corte d'Appello, ribaltando la
sentenza di primo grado. avrebbe potuto riconoscere la titolarit dei fondi in capo ai FRISINA;
l'unico fallO nuovo era costituito dalle dichiarazioni di un soggetto - SPERANZA Giuseppe - il
quale, nel premettere di aver detto cose non vere davanti al Tribunale di Palmi, veniva ad accusarsi,
subito, della commissione di un reato!!!
Il cerchio si chiudeva in data 18 ottobre 20 Il, data in CUI - a distanza di pochi mesi dalla
trascrizione del suddetto verbale di conciliazione - I coniugi MAMMOLITI Saverio ed
-12-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
ANAST ASI Caterina divengono formali proprietari dei terreni, perch ceduti gli dai coniugi
FRISINA.
L'avv. FIORILLO - da tempo a Roma, ritornato ad occuparsi dei terreni di famiglia solo dopo la
morte del padre - fino a quando ha creduto di avere a che fare solo con i FRISINA e con lo
SPERANZA, ha resistito, sia davanti al giudice civile, che denunciando penalmente le condotta
dello SPERANZA.
Resosi conto - ,aseguito delle pesanti intimidazioni suddette - di chi fosse realmente interessato al
fondo, ha co;;preso che non aveva altra scelta: non poteva permettersi di contrastare il boss
MAMMOLITI Saverio.
Vi un altro dato significativo dell'estorsione patita daIl'avv. FIORILLO e da sua madre.
Invero, in data 16.02.2010, nel rendere dichiarazioni dinnanzi al Pubblico Ministero, il FIORILLO
Giancarlo affermava di non aver pi avuto contatti con il FRISINA dal settembre 2009, guarda
caso, data antecedente l'intensificarsi delle intimidazioni; ugualmente la madre SCARCELLA
Rosa Concetta, in data 17.02.20 I O, riferiva di non aver avuto rapporti con il FRISINA; trattasi,
all'evidenza, di dichiarazione smentite dalla scrittura privata del 22.01.2010 di cui si detto.
evidente che il FIORILLO e la SCARCELLA, solo da poco avevano capito che dietro i
FRISINA c'era il MAMMOLlTI, soggetto realmente interessato ai terreni, il quale aveva dato
ampia prova di tale interesse, danneggiando gravemente i beni delle parti lese e facendo loro, al
contempo, comprendere, che sarebbe presto passato alla loro incolumit.
Trattasi di emergenze che, complessivamente valutate, non lasciano dubbi circa la
contigurabilit dei reati di cui ai capi A) e B) della rubrica e delle relative responsabilit, a
diverso titolo, di MAMMOLlTI Saverio. ANASTASI Caterina, CARPINELLl Danilo,
FRISINA Francesco e CIPRI Maria.

LA VALUTAZIONE DEL G.I.P.
Alla stregua delle suindicate emergenze probatorie, deve convenirsi con la pubblica Accusa
che sussistono a carico degli indagati Mammoliti Saverio, Anastasi Caterina, Carpinelli
Danilo, Frisina Francesco e Cipri Maria gravi indizi di colpevolezza in relazione ai reati ai
medesimi ascritti ai capi A) e B) della rubrica imputativa; indizi che, a mente dell'art. 273
c.p.p., giustificano l'emissione di titolo custodiale nei confronti di Mammoliti Saverio e
Carpinelli Danilo, unici soggetti indagati per i quali stata richiesta l'applicazione della
misura cautelare di massimo rigore.
Ed invero, con la test richiamata richiesta cautelare sono stati puntualmente scanditi le
modalit e !'iter attraverso cui i vasti terreni di contrada Pietrosa di Palmi sono stati, da
ultimo, trasferiti ad Anastasi Caterina dai fittizi proprietari, cio dai coniugi Frisina-Cipri
che, in realt, erano dei meri prestanome di Mammoliti Saverio, marito della prima;
-13-
ORDINANZA DI CUSTDDlA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLITI SAVEI\IO ED ALTRI I
, .
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
inoltre, stata ampiamente delineata la propedeutica attivit minatoria subta da Scarcella
Rosa Concetta e Fiorillo Giancarlo, i quali, per tale ragione, si sono disfatti dei terreni
ricadenti in detta contrada, ereditati dal rispettivo marito e padre, cedendoli, per un
irrisorio prezzo, ai predetti prestanome del Mammoliti.
I requirenti hanno altres messo in rilievo il ruolo giocato nella vicenda estorsiva, descritta
al capo A) della rubrica, da Carpanelli Danilo, quale esponente in loco del patrigno e
diretto interessato, per evidenti ragioni parentali, essendo figlio di primo letto
dell'Anastasi, attuale moglie di Mammoliti Saverio, all'acquisizione con qualsiasi mezzo,
lecito e/o illecito, dei predetti terreni appartenuti in passato alla societ Santa Tecla, e poi,
in buona parte, usucapiti dal defunto aw. Giorgio Fiorillo. Al Carpinelli, infatti, era affidato
il compito di controllare i terreni sui cui, da tempo, il patrigno esercitava per il tramite dei
coniugi Frisina-Cipri, fittizi intestatari, il reale controllo.
Le indagini svolte (di cui danno ampio conto le informative di reato in data 28.6.2011 e
2542012 dei Carabinieri della Compagnia di Palmi) hanno registrato, attraverso le
acquisite fonti di prova di natura dichiarativa e documentale, l'immanente e risalente
presenza sui terreni, appartenuti in origine alla societ Santa Tecla, di Mammoliti Saverio
che, sin dal lontano 1995, ne era il reale dominus attraverso la fattiva opera di affidabili
prestanome: nella specie, Frisina Francesco (e la di lui moglie, Cipri Maria) il quale, in data
7 febbraio 1995, aveva acquistato, in regime di comunione legale, da Gentiluomo
Domenico i terreni di contrada Pietrosa, e cio le particelle n. 17, 18, 19,20,21,27, 29 e 159
del foglio di mappa 26 del N.C.T. del Comune di Palmi (cfr. il relativo rogito a fol. 35
dell'informativa del 25-4.2102 dei Carabinieri di Palmi). Peraltro, emerso che il Frisina
aveva permesso, con il consenso e l'approvazione del Mammoliti, che Speranza Giovanni
coltivasse il suddetto fondo, per come si evince dalle sinergiche emergenze probatorie
esaminate in precedenza: nella specie, le dichiarazioni rese al G.i.p. del Tribunale di Palmi
dallo Speranza, che era stato tratto in arresto, in data 6 novembre 2011, per i delitti di
tentata estorsione in danno dell'aw. Giancarlo Fiorillo (cfr. fol. 126 e segg. dell'informativa
del 28.6.2011 dei Carabinieri di Palmi); la missiva autografa, redatta in data 6 maggio
2008 da Mammoliti Saverio (cfr. ibidem, fol. 150 e segg.) ed inviata al Sig. Presidente della
Corte di Appello di Reggio Calabria al fine di essere esaminato nel giudizio civile per
usucapione, instaurato dai coniugi Frisina-Cipri e da Speranza Giovanni contro gli eredi
dell'aw. Giorgio Fiorillo (cfr. informative di reato dei Carabinieri della Compagnia di Palmi
in data 28.6.2011 e 30.5.2012); la costante presenza sui terreni in questione di Carpinelli
-14-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69112 - MAMMOl.lTI SAVERIO ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
Danilo; le modeste condizioni economiche dei coniugi Frisina, da sempre fittizi intestatari
dei terreni di contrada Pietrosa.
pur vero che nell'intricata vicenda dei terreni di contrada Pietrosa, appartenuti alla fallita
societ Santa Tecla, si sono registrati diversi e distinti interessi che si sono intersecati con
gli ambigui rapporti che hanno visto come protagonisti il defunto avv. Giorgio Fiorillo e
Speranza Giovanni, inquisito per i reati di tentata estorsione e danneggiamento (cfr. O.C.C.
emessa in data 3 novembre 2009 dal G.i.p. del Tribunale di Palmi); tuttavia, la coesistenza
di divergenti, quanto concomitanti, illeciti appetiti (di cui d ampio conto l'informativa di
reato in data 28.6.2011 dei Carabinieri di Palmi, fol. 83 e segg.) su quella cospicua parte di
terreni usucapiti dal defunto avv. Giorgio Fiorillo ha visto, da ultimo, prevalere gli interessi
dei coniugi Mammoliti-Anastasi e l'abbandono del campo da parte degli altri protagonisti
della vicenda: ci si riferisce, in particolare, a Scarcella Rosa Concetta e Fiorillo Giancarlo,
eredi dell'avv. Fiorillo, i quali hanno ceduto la loro cospicua porzione di terreno (nella
specie le particelle 19, 20, 21, 27, 29, 159, giacch le altre, cio la 17 e 18 erano gi state
acquisite dall'Anastasi, sin dal 15 luglio 2009 con apposito rogito; cfr. fol. 43
dell'informativa del 25.4.2012 dei Carabinieri di Palmi) ai coniugi Frisina-Cipri, entrambi
prestanome di Mammoliti Saverio che, all'evidenza, ha fatto valere il proprio peso specifico
di boss mafioso, riconosciutogli anche dal sottomesso Speranza Giovanni.
La tambureggiante azione minatoria subta dagli eredi Fiorillo, proprietari di circa 28.550
mq. di terreno, avvenuta sotto la vigile e interessata presenza del Carpinelli, che stazionava
sui fondi di contrada Pietrosa, spacciandosi, tra l'altro, come un "Mammo/iti di
Castellace", per rivendicarne il diretto controllo, attraverso le condotte delittuose descritte
al capo A) della rubrica, ha consentito di ottenere da parte degli indagati lo scopo
prefissatosi; scopo raggiunto, da ultimo, con la stipulazione del rogito (cfr. !'informativa di
reato in data 2504.2012 dei Carabinieri di Palmi, fol. 51) con cui, in data 18 ottobre 2011,
l'Anastasi, moglie del Mammoliti, diveniva formale proprietaria, ovviamente anche per
conto e nell'interesse di quest'ultimo, dei suddetti cespiti, acquistandoli dai coniugi
Frisina-Cipri, fittizi intestatari, ai quali erano pervenuti dagli eredi Fiorillo. Tale criminoso
disegno si realizzato attraverso la studiata sinergia di strumenti legali e metodi
intimidatori che riconducono indubbiamente, secondo massime di comune esperienza e
criteri logici (tra cui il sempre valido criterio del "cui prodest", che nel caso di specie
supportato da altri elementi di fatto di sicuro valore indiziante), ai predetti indagati.
Alcun rilievo assume poi nella vicenda la circostanza che una rilevante quota dei
danneggiamenti e minacce, perpetrati nei confronti degli eredi Fiorillo, sia stata addebitata
-15-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
in passato al solo Speranza, il quale, per come gi detto, era stato tratto in arresto per i
delitti di tentata estorsione, a seguito di O.C.C. emessa dal G.i.p. del Tribunale di Palmi in
data 3 novembre 2009 (cfr. !'informativa di reato in data 28.6.2011 dei Carabinieri di
Palmi, foI. 126 e segg.), giacch non solo il predetto soggetto si era installato sul fondo di
contrada Pietrosa per "gentile concessione" di Mammoliti Saverio, che ne ha rivendicato la
decisione, alla stregua della citata missiva inviata al Sig. Presidente della Corte di Appello
di Reggio Calabria, ma il susseguirsi delle ulteriori condotte minatorie - puntualmente
descritte al capo A) della rubrica - in danno degli eredi Fiorillo ha conseguito il fine
ultimo di "ammorbidirli" e indurli ad abbandonare definitivamente il campo a favore dei
coniugi Frisina-Cipri, entrambi prestanome del Mammoliti, ai quali la Scarcella e il Fiorillo
vendevano, per un prezzo vile, la suddetta cospicua porzione di terreni, loro pervenuti dal
defunto marito e padre che li aveva a sua volta acquisiti per usucapione.
Non va poi sottaciuto che la relativa vicenda giudiziaria, attinente all'usucapione delle
particelle 19, 20, 21, 27, 29 e 159, che all'epoca era ancora sub iudice (cfr. informativa di
reato in data 28.6.2011 dei Carabinieri della Compagnia di Palmi; foI. 83 e segg.), venne
definita tra le parti con le singolari modalit transattive, meglio descritte al capo A) della
provvisoria imputazione.
quindi di tutta evidenza che gli incendi e le ulteriori condotte minatorie, attuate nei
confronti di Scarcella Rosa Concetta e Fiorillo Giancarlo (le cui reticenti dichiarazioni, rese
in data 16 e 17 febbraio 2010 innanzi al P.m. di Palmi, in relazione ai contatti avuti con il
Frisina, sono oggettivamente sintomatiche delle pressioni subte), hanno avuto l'evidente
finalit di renderli arrendevoli - si fa per dire - alle richieste dei soggetti realmente
interessati a impossessarsi, attraverso la descritta metodologia mafiosa, dei fondi siti in
contrada Pietrosa del Comune di Palmi; terreni che da sempre erano stati nella sostanziale
disponibilit di Mammoliti Saverio che, con la citata missiva inviata al Presidente della
Corte di Appello di Reggio Calabria, li aveva rivendicati per il tramite dei coniugi Frisina-
Cipri, formali, quanto fittizi, proprietari, contestando altres la condotta poco ortodossa di
un "avvocato", cio dell'avv. Giorgio Fiorillo, che, a suo dire, si era appropriato "di cose
non sue", ovverossia di una rilevante quota dei suddetti terreni, la cui estensione era pari a
circa mq. 28.550.
Tale condotta integra il delitto di estorsione aggravata, ascritto agli indagati al capo A)
della rubrica imputativa, giacch "nell'estorsione patrimoniale, che si realizza quando al
soggetto passivo sia imposto di porsi in rapporto negoziale di natura patrimoniale con
l'agente o con altri soggetti, l'elemento dell'ingiusto profitto con altrui danno implicito
-16-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
, l
.' /
:/-
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
nel fatto stesso che il contraente-vittima sia costretto al rapporto in violazione della
propria autonomia negoziale, impedendogli di perseguire i propri interessi economici nel
modo e nelle forme ritenute pi confacenti ed opportune." (Sez. 6, Sentenza n. 46058 del
14/11/2008, Russo).
*
Per come si osservato in precedenza, i terreni di contrada Pietrosa di Palmi, in realt,
erano stati da sempre nell'esclusiva disponibilit di Mammoliti Saverio, noto boss mafioso,
asseritamente pentitosi e divenuto collaboratore di Giustizia. Il Mammoliti, infatti, sin dal
1995 ne aveva attribuita fittiziamente la titolarit a Frisina Francesco, che li aveva
acquistati, in regime di comunione legale col coniuge Cipri Maria, da Gentiluomo
Domenico, all'evidente fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di
prevenzione patrimoniali.
Tale condotta riconducibile all'ipotesi criminosa
8
, prevista e punita dall'art. 12 quinquies,
D.L. n. 306/1992, che stata contestata al capo B) della rubrica a Mammoliti Saverio,
Frisina Francesco e Cipri Maria.
Il reato in esame si caratterizza come una fattispecie a forma libera, comprensiva di ogni
condotta che comporti il concreto risultato di una volontaria attribuzione fittizia della
titolarit o della disponibilit di denaro o altre utilit, al fine di eludere, tra le altre, le
norme in materia di misure di prevenzione patrimoniali cui il Mammoliti era ed stato
passibile, per come documentato dal significativo certificato penale in atti.
A tal proposito, stato chiarito che, sebbene la dizione letterale della rubrica,
"trasferimento fraudolento di valori", faccia pensare a un "passaggio" di titolarit di beni
da un soggetto ad un altro con modalit fittizie o simulatorie, di modo che sembrerebbe
necessario accertare in primo luogo se tale passaggio vi sia stato, e, in secondo luogo, se
esso rivesta carattere fittizio, la fattispecie di reato in esame va esattamente individuata
attraverso il contenuto precettivo della disposizione normativa e alla luce della sua ratio,
che consiste nell'intento di impedire l'elusione di misure di prevenzione patrimoniali o di
contrabbando ovvero l'agevolazione di delitti di ricettazione, riciclaggio o impiego di beni
di provenienza illecita. Pertanto, !'impiego dei termini "disponibilit" e "titolarit",
inidonei a caratterizzare soltanto la condizione del possessore o quella del proprietario,
8 Il delitto di trasferimento fraudolento di valori un reato istantaneo con effetti permanenti, e si consuma nel momento
in cui viene realizzata l'attribuzione tittizia, senza che possa assumere rilevanza il permanere della situazione
antigiuridica conseguente alla condotta criminosa. (Sez. 2. Sentenza n. 23197 deI20/0412012)
-17-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLITI SA VERIO ED AI.TRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
risponde all'esigenza di ricondurre nell'ambito della previsione normativa tutte quelle
situazioni, anche non inquadrabili secondo precisi schemi civilistici, nelle quali il soggetto
viene a trovarsi in un rapporto di signoria con il bene; inoltre, il termine "attribuzione"
prescinde da un trasferimento in senso tecnico-giuridico o, per meglio dire, non descrive
quali debbano essere le modalit della fittizia attribuzione, rimandando, non a negozi
giuridici tipicamente definiti, ovvero a precise forme negoziali, ma piuttosto ad una
indeterminata casistica, individuabile soltanto attraverso l'accertamento che denaro, beni
od altre utilit, che appaiono nella "titolarit o disponibilit" di un soggetto, in realt siano
riconducibili ad un soggetto diverso. (Cass. Peno Sez. 2, 4 ottobre 2004, n. 38733, P.M. in
proc. Casillo ed altri). Il fatto-reato nella sua struttura consiste, quindi, in una situazione di
apparenza giuridica e formale della titolarit o disponibilit del bene, difforme dalla realt,
e nel realizzare consapevolmente e volontariamente tale situazione (Cass. Pen., sez. 3,
15.7.1993 - 23.9.1993, n. 1665, Lai).
Il disvalore della condotta pertanto dato dalle finalit che costituiscono il profilo
soggettivo (dolo specifico) della figura delittuosa, intesa a eludere misure di prevenzione
patrimoniali: sul punto la Suprema Corte ha precisato che il delitto previsto dall'art. 12
quinquies, comma primo, D.L. 306/1992 possa essere commesso anche da chi non sia
sottoposto a misura di prevenzione e anche prima che il relativo procedimento sia iniziato,
occorrendo solo, per la configurabilit del dolo specifico previsto dalla citata norma, che
!'interessato possa fondatamente presumerne l'avvio (Cass. Sez. 1, n. 19537 del 27-4.2004
rv. 227969 ric. Ciarlante e altri).
A tale modalit di interposizione fittizia, penalmente rilevante, vanno ricondotte, a parere
di questo giudice, le condotte indicate al capo B) della provvisoria imputazione. Difatti, gli
elementi probatori emersi dalle indagini preliminari consentono di ritenere che i coniugi
Frisina-Cipri [soggetti assolutamente incapienti dal punto di vista economico in quanto
privi di adeguate fonti di reddito proprie, per come le indagini patrimoniali hanno
ampiamente evidenziato; cfr. in tal senso !'informativa dei Carabinieri della Compagnia di
Palmi in data 25.6.2012 e allegata nota della G.d.F. di Palmi] siano stati il consapevole
strumento attraverso cui Mammoliti Saverio [nel timore di poter essere oggetto di
provvedimenti ablativi del patrimonio accumulato illecitamente, a causa delle vicende
giudiziarie, connesse al suo ruolo di spicco nell'ambito dell'omonima consorteria mafiosa
operante in Castellace di Oppido Mamertina, che lo hanno visto nel tempo inquisito e
condannato] si sia avvalso, nel passato e di recente, al fine di eludere le conseguenze
nascenti in suo danno dall'esito di un'eventuale procedura di prevenzione, rammentando,
18
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
.)
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
altres, che, "ai fini dell'applicazione delle misure di prevenzione ai sensi della legge 31
maggio 1965 n. 575, non occorre la prova della appartenenza del soggetto ad associazioni
mafiose. , infatti, sufficiente - in base al disposto dell'art. 1 della stessa legge - la
sussistenza di semplici indizi di tale appartenenza. Gli indizi possono essere costituiti dai
precedenti penali e giudiziari, dal tenore di vita, dal tipo di amicizia e, in generale, dalle
informazioni fornite dagli organi di polizia sulla base degli accertamenti esperiti, che non
risultino contraddetti o smentiti dagli elementi di convincimento forniti dal proposto"
(Cass., Sez. l, n. 1056 del 17.5.1982, Cimino).
Non ignora questo giudice che il delitto di trasferimento fraudolento di vlori un reato
istantaneo con effetti permanenti, che si consuma nel momento in cui viene realizzata
l'attribuzione fittizia, senza che possa assumere rilevanza il permanere della situazione
antigiuridica conseguente alla condotta criminosa. La consumazione del delitto, infatti,
coincide unicamente con l'attribuzione fittizia del denaro, dei beni o di altre utilit, cio
con il conferimento di un'apprezzabile signoria sulla l'es, sicch il "permanere della
situazione antigiuridica", conseguente alla condotta criminosa posta in essere,
rappresenta un dato "non eccedente l'ambito di un postfatto non punibile" (cfr. Sez. Un.,
24 maggio 2001, n. 8, Ferrarese). Ne consegue, pertanto, che !'intestazione fittizia dei
terreni acquistati, nel lontano febbraio del 1995, da Frisina Francesco (in regime di
comunione legale con la moglie Cipri Maria), per conto e nell'interesse di Mammoliti
Saverio, condotta delittuosa ormai priva di rilievo penale, trattandosi di reato estinto per
prescrizione, a mente del novellato art. 157 c. p., da applicarsi in ossequio al principio del
favor rei; e ci in linea con la citata giurisprudenza delle Sezioni Unite, secondo cui il
delitto previsto dall'art. 12 quinquies, L. n. 356 del 1992, integra un'ipotesi di reato
istantaneo con effetti permanenti e si consuma nel momento in cui viene realizzata
l'attribuzione fittizia, senza che possa assumere rilevanza il permanere della situazione
giuridica conseguente alla condotta criminosa.
Sulla base degli indicati criteri ermeneutici, deve altres escludersi ogni rilievo giuridico,
dal punto di vista penale, a quelle situazioni conseguenti alla fittizia attribuzione dei beni,
che consistono in condotte meramente passive, finalizzate cio al semplice mantenimento
dell'illecito status quo, inteso come un passivo godimento degli effetti permanenti del
delitto. Tuttavia, qualora a una prima condotta fittizia di attribuzione di beni o di utilit
seguano - come nel caso di specie - operazioni dirette ad attribuire, sempre fittiziamente,
nuove utilit agli stessi o a diversi soggetti, deve escludersi che si sia in presenza di un
"postfatto" non punibile, specialmente se tali operazioni sono dirette al medesimo scopo di
-19-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
" J
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
eludere le disposizioni normative cui si riferisce l'art. 12 quinquies della L. n. 356 del 1992.
Diversamente opinando, proprio le condotte elusive pi insidiose, collegate a operazioni di
ripetute fittizie intestazioni, resterebbero fuori dalla portata della norma incriminatrice,
che risulterebbe sostanzialmente aggirata.
A tal proposito la Suprema Corte ha evidenziato che, qualora la condotta criminosa si
articoli in una pluralit di attribuzioni fittizie, il delitto in esame si consuma nel momento
in cui viene realizzata l'ultima di esse (cfr. Sez. 1, Sentenza n. 23266 del 28/05/2010;
Martiradonna; Sez. 2, Sentenza n. 39756 del 05/10/2011; Ciancimino), sicch da
escludersi, per le intestazioni fittizie successive all'anno 1995, !'improcedibilit dell'azione
penale, in quanto tali condotte addebitate ai coniugi Frisina-Cipri, oltre che a Mammoliti
Saverio, non sono coperte da prescrizione.
Orbene, in tale situazione versano i predetti indagati, con riferimento alle successive
cessioni dei terreni di contrada Pietrosa che hanno visto come protagonisti negoziali, da un
lato, i citati coniugi Frisina-Cipri, e, da ultimo, Anastasi Caterina, moglie di Mammoliti
Saverio. Si tratta, in particolare, della cessione delle particelle 17, 18, 19, 20, 21, 27, 29 e 159
che, in data 7 febbraio 1995, erano state acquistate Frisina Francesco e dalla di lui moglie
Cipri Maria, con formale atto di compravendita, stipulato dal procuratore speciale di
Gentiluomo Domenico (cfr. informativa dei Carabinieri di Palmi in data 25-4.2012, follo 35
e segg.).
Mentre le particelle 17 e 18, con apposito rogito stipulato in data 15 luglio 2009, sono state
cedute dai fittizi intestatari [che le possedevano senza soluzione di continuit sin dal 1995,
sicch la relativa condotta coperta da prescrizione, in quanto trattasi di un "postfatto non
punibile"] ad Anastasi Caterina, soggetto rimasto estraneo all'addebito di cui al capo B)
della rubrica (cfr. informativa dei Carabinieri di Palmi in data 25-4.2012, fol. 43 e segg.), le
residue particelle (19, 20, 21, 27, 29 e 159), invece, hanno subito una diversa sorte in
quanto, i predetti coniugi Frisina-Cipri ne avevano, medio tempore, perso la formale
propriet [acquisita nel febbraio del 1995 dal Frisina e dalla di lui moglie] a favore dell'avv.
Giorgio Fiorillo, per poi riacquistarla e cederla alla predetta Anastasi, a seguito delle
vicende descritte al capo A) della rubrica imputativa.
In particolare, le particelle 19, 20, 21, 27, 29 e 159,
dal 7 febbraio 1995 all'n settembre 2006 permanevano in propriet di Frisina
Francesco e Cipri Maria che le aveva formalmente acquistate nel 1995, sicch la
relativa condotta d'intestazione fittizia, ascritta agli indagati al capo B) della rubrica,
-20-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI I
. r"...
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
da ritenersi ampiamente prescritta, in conformit con la richiamata
giurisprudenza di legittimit;
dall'll settembre 2006 sino al 22 gennaio 2007, le particelle in questione venivano
acquisite per usucapione dall'avv. Giorgio Fiorillo, e, poi, trasmesse ai suoi eredi,
Scarcella Rosa Concetta e Fiorillo Giancarlo;
in data 28 giugno 2011, tali beni venivano acquisiti in propriet, con le modalit
sopra riferite, dai coniugi Frisina-Cipri, per conto e nell'interesse di Mammoliti
Saverio di cui erano e sono stati la longa manus; il che integra, per le ragioni
espresse in precedenza, la condotta delittuosa in esame;
i coniugi Frisina-Cipri, con apposito rogito stipulato !il data 18 ottobre 2011,
cedevano i suddetti cespiti alla solita Anastasi Caterina, moglie del Mammoliti, che
anche in questo caso rimasta estranea alla contestazione di cui al capo B) della
rubrica (ibidem, fol. 51 e segg.).
Si , quindi, in presenza, con riferimento ai suddetti cespiti, appartenuti medio tempore
agli eredi Fiorillo, di ulteriori trasferimenti, successivi al 1995, che hanno visto l'Anastasi
quale definitiva proprietaria dei terreni di contrada Pietrosa, fittiziamente intestati ai
coniugi Frisina-Cipri da parte del regista e dominus dell'intera vicenda, cio Mammoliti
Saverio.
Le condotte in esame, per le su esposte ragioni, integrano sia il delitto di estorsione
aggravata, ascritto al capo A) della rubrica a Mammoliti Saverio, Anastasi Caterina,
Carpinelli Danilo, Frisina Francesco e Cipri Maria, ancorch il trasferimento dei terreni in
questione abbia assunto delle forme apparentemente legali
9
(scrittura privata e verbale di
conciliazione), sia il delitto di cui all'art. 12 quinquies, D.L. n. 306/1992, meglio descritto al
capo B) della rubrica imputativa, ascritto a Mammoliti Saverio, Frisina Francesco e Cipri
Maria.
I reati in questione risultano all'evidenza posti in essere con modalit tipicamente mafiose,
e, quindi, riconducibili alla previsione normativa di cui all'art. 7 della legge n. 203/1991,
per come ampiamente evidenziato dai requirenti con la richiesta cautelare alla quale sul
punto si fa espresso (cfr. pago 44 e segg.).
9 Integra il delitto di estorsione, e non quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni (art. 393 cod. pen.), la condotta
minacciosa che si estrinsechi in forme di tale forza intimidatoria da andare al di l di ogni ragionevole intento di far
valere un preteso diritto, con la conseguenza che la coartazione de!l'altrui volont assume "ex se" i caratteri
dell'ingiustizia, trasformandosi in una condotta estorsiva. (Sez. 6, Sentenza n. 41365 del 28/10/2010, Stratce)
-21-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELiMINARI
Tale norma richiede che i delitti punibili con pena diversa dall'ergastolo siano commessi
avvalendosi delle condizioni previste dall'art. 416 bis c.p., ovvero al fine di agevolare
l'attivit di associazioni di tipo mafioso. Si tratta di due ipotesi distinte, quantunque
logicamente connesse. La prima ricorre quando l'agente o gli agenti, pur senza essere
partecipi o concorrere in reati associativi, delinquono con metodo mafioso, ponendo in
essere una condotta idonea ad esercitare una particolare coartazione psicologica - non
necessariamente su una o pi persone determinate, ma, all'occorrenza, anche su un
numero indeterminato di persone, conculcate nella loro libert e tranquillit - con i
caratteri propri dell'intimidazione derivante dall'organizzazione criminale della specie
considerata. In tal caso non necessario che l'associazione mafiosa, costituente il logico
presupposto della pi grave condotta dell'agente, sia in concreto precisamente delineata
come entit ontologicamente presente nella realt fenomenica; essa pu essere anche
semplicemente presumibile, nel senso che la condotta stessa, per le modalit che la
distinguono, sia gi di per s tale da evocare nel soggetto passivo l'esistenza di consorterie
e sodalizi amplificatori della valenza criminale del reato commesso.
La seconda delle due ipotesi previste dal citato art. 7, postulando che il reato sia commesso
al fine specifico di agevolare l'attivit di un'associazione di tipo mafioso, invece, implica
necessariamente l'esistenza reale, e non pi semplicemente supposta, di un'associazione di
stampo mafioso, essendo impensabile un aggravamento di pena per il favoreggiamento di
un sodalizio semplicemente evocato (Sez. 1, 18 marzo 1994, n. 1327).
L'aggravante in questione, in entrambe le forme in cui pu atteggiarsi, applicabile a tutti
coloro che, in concreto, ne realizzano gli estremi, sia che essi siano essi partecipi di un
sodalizio di stampo mafioso sia che risultino ad esso estranei (Sez. Un. 22 gennaio 2001, n.
10; Sez. 1, 23 maggio 2006, n. 20228). Non va, poi, sottaciuto al riguardo che "la
circostanza aggravante di cui all'art. 7 D.L. 13 maggio 1991, n. 152, convertito nella L. n.
203 del 1991, ha natura oggettiva, riguardando una modalit dell'azione rivolta ad
agevolare un'associazione di tipo mafioso, e si trasmette a tutti i concorrenti nel reato, ivi
compreso il soggetto affiliato all'organizzazione criminale, che risulti essere stato
favorito dalla condotta agevolatrice. (Sez. 6, Sentenza n. 19802 del 22/01/2009,
Napolitano)
Alla stregua delle considerazioni che precedono, va emessa, in costanza delle esigenze
cautelari di cui all'art. 274 c.p.p., la misura custodiale di massimo rigore richiesta dalla
pubblica Accusa nei confronti di MAMMOLITI SAVERIO e CARPINELLI DANILO,
sussistendo a loro carico i gravi indizi di colpevolezza, in relazione ai reati di cui ai
22-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLiTI SAVERIO ED ALTRI
~
/
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
capi A) e B) della rubrica imputativa, tenuto, altresi, conto che "la circostanza
aggravante prevista dall'art. 7 D.L. n. 152 del 1991, conv. nella legge n. 203 del 1991, pu
trovare applicazione anche in relazione al delitto di trasferimento fraudolento di valori
(art. 12 quinquies D.L. n. 306 del 1992, conv. in legge n. 356 del 1992), in quanto
l'occultamento giuridico di un'attivit imprenditoriale, attraverso la fittizia intestazione
ad altri, implementa la forza del sodalizio di stampo mafioso, determinando un
accrescimento della sua posizione sul territorio attraverso il controllo di un 'attivit
economica." (Sez. 6, Sentenza n. 9185 del 25/01/2012; Biondo).

LA RICHIESTA DI SEQUESTRO PREVENTIVO
La pubblica Accusa, alla stregua delle indicate emergenze probatorie, che hanno consentito
di ritenere sussistente un grave quadro indiziario a carico degli indagati, in relazione ai
capi A) e B) della rubrica imputativa, ha richiesto il sequestro preventivo dei fondi di
contrada Pietrosa contrassegnati dalle particelle 17, 18, 19, 20, 21, 27, 29, 159 del foglio di
mappa 26 N.C.T. del Comune di Palmi.
A tal proposito, stato evidenziato dai requirenti che "trattasi di terreni attualmente
anche formalmente nella propriet del Mammoliti Saverio e della sua seconda moglie
Anastasi Caterina, acquistati nel 1995. allorch il primo era uno degli esponenti di
maggiore livello della ndrangheta reggina, unica fonte di reddito della sua famiglia;
trattasi di fondi che, per le ragioni sopra esposte, sono stati formalmente intestati ai
coniugi Frisina-Cipri proprio per eludere l'applicazione delle misure di prevenzione.
A ci va aggiunto che le particelle 19. 20. 21. 27. 29. 159. sono anche state oggetto
dell'estorsione di cui al capo A) della rubrica."
*
Tanto premesso e ritenuto, osserva il decidente che, ai sensi dell'articolo 321, comma 1,
c.p.p., il giudice pu disporre il sequestro delle cose pertinenti al reato per cui si procede
qualora accerti l'esistenza di una possibile situazione di pericolo (aggravamento o
protrazione delle conseguenze del reato ovvero agevolazione della commissione d'altri
reati) generata dalla libera disponibilit delle cose medesime.
Tra le condizioni legittimanti l'adozione della misura cautelare reale, non prevista la
sussistenza di "gravi indizi di colpevolezza", atteso che l'articolo 273, comma 1, c.p.p.
disposizione che concerne le sole misure cautelari personali, bens il fumus commissi
de/icti e il periculum in mora. Pertanto, l'ordinanza che dispone il sequestro preventivo
-23-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69112 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
. I
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
non deve motivare sulla sussistenza degli indizi di colpevolezza, ma sull'ipotizzabilit in
astratto della sussistenza del reato, rilevabile attraverso la pendenza del procedimento
penale e la sussistenza di una preliminare imputazione, senza alcuna possibilit
d'apprezzamento in ordine alla fondatezza dell'accusa e alla possibilit di una pronuncia
sfavorevole per !'indagato (cfr. Sez. Un., 25 marzo 1993, n. 4).
In altre parole, requisito indispensabile per l'ammissione del provvedimento la sola
"astratta configurabilit del reato", espressione riferentesi a una fattispecie tipica,
ipotizzabile non soltanto in base ad un eventuale successivo sviluppo delle indagini, ma a
una teorica possibilit, pur sempre collegata con elementi processuali gi acquisiti in atti
(cfr. Sez. 3, 14 dicembre 1991, Graziuso).
A identica conclusione interpretativa pervenuta la Corte Costituzionale, con la sentenza
del 17 febbraio 1994, n. 48 con la quale ha dichiarato infondata una questione di legittimit
costituzionale degli articoli 321 e 324 c.p.p., sollevata proprio traendo spunto dall'anzidetto
orientamento giurisprudenziale della Corte di Cassazione.
Orbene, le emergenze probatorie sopra riportate consentono di affermare, senza tema di
smentita, che gli indagati Mammoliti Saverio, Frisina Francesco e Cipri Maria si sono resi
responsabili, nei termini precisati, delle condotte delittuose in esame.
Difatti, i fondi contrassegnati dalle particelle. 17 e 18. nonch quelli concernenti le
particelle 19. 20. 21. 27. 29 e 159 del foglio di mappa 26 N.C.T. del Comune di Palmi, sono
attualmente e formalmente nella esclusiva propriet di Anastasi Caterina, moglie di
Mammoliti Saverio. Trattasi di fondi che, per le ragioni sopra esposte, erano stati, nel
lontano febbraio 1995, formalmente intestati a Frisina Francesco e alla di lui moglie
proprio per consentire a Mammoliti Saverio di eludere l'applicazione delle misure di
prevenzione. Tuttavia, la condotta concernente la fittizia intestazione delle particelle. 17 e
18 in capo ai coniugi Frisina-Cipri, per come gi rilevato, coperta da prescrizione, per cui
i beni in questione non possono essere sottoposti al richiesto provvedimento ablativo, e ci
in ossequio al principio, secondo cui " illegittimo il sequestro preventivo di un bene,
anche se finalizzato alla confisca, in caso di intervenuta prescrizione del reato ancor
prima dell'esercizio dell'azione penale, rilevando tale aspetto, sotto il profilo della
mancanza delfumus del reato, anche in sede di riesame." (Sez. 3, Sentenza n. 24162 del
06/04/2011, Vitale).
A diversa conclusione conduce, invece, la vicenda attinente alle particelle 19, 20. 21, 27. 29
U5.9. poich le stesse sono state sia provento dell'estorsione di cui al capo A) della rubrica,
-24-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 6911 2 - MAMMOLlTI SAVERIO ED ALTRI
,
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
sia oggetto d'intestazione fittizia, a far data da! 22 gennaio 2010, in capo ai coniugi Frisina-
Cipri, i quali, a loro volta, le hanno trasferite alla predetta Anastasi Caterina.
di tutta evidenza che Mammoliti Saverio, attinto da gravi indizi di colpevolezza in
relazione a! delitto indicato in epigrafe al capo A) della rubrica, ha potuto attuare tale
illecita condotta perch si avvalso di affidabili prestanome che strumentalmente gli
hanno consentito di disporre dei terreni in parola, con le modalit ampiamente descritte
dai requirenti con la richiesta cautelare.
Nel caso di specie, oltre aljmus commissi delicti, in relazione ai reati meglio descritti ai
capi A) e B) della rubrica, comunque ravvisabile il periculum in mora che, ai sensi
dell'art. 321 c.p.p., legittima il richiesto provvedimento ablativo.
A ci si aggiunga che legittimo il sequestro preventivo
to
dei beni indicati nell'art. 12
quinquies, comma secondo, della legge 7 agosto 1992 n. 356, allorch si proceda per il
reato previsto in detta norma, sia perch la libera disponibilit di cose pertinenti al reato
pu aggravare o protrarre le conseguenze di esso o agevolare la commissione di altri reati,
sia perch di quei beni obbligatoria la confisca.
Pertanto, va accolta la richiesta di provvedimento ablativo, nei termini indicati in
dispositivo, atteso che la nozione di cosa pertinente al reato, che delinea l'ambito operativo
del sequestro preventivo, comprende anche il corpo del reato, mentre le cose che
soggiacciono a confisca obbligatoria non possono essere restituite in nessun caso
all'interessato, a mente dell'art. 324, comma 7, c.p.p ..

Capi C), D), E) ed F) della rubrica
ESTORSIONE TENTATA IN DANNO DELLA COOPERATIVA VALLE DEL MARRO
ESTORSIONE TENTATA IN DANNO DI GERMAN ROSA, CL. 29
In relazione a,i residui capi d'impufazione, si legge nella richiesta cautelare quanto segue:
Passiamo ora alla seconda vicenda, descritta nei capi C) e D) della rubrica.
IO Poich ai sensi dell'art. 321, comma secondo, cod prac. peno il giudice pu disporre il sequestro delle cose di cui
consentita la confisca, il sequestro preventivo dei beni nei confronti di persona indagata per il reato di cui all'art. 12 -
"quinquies" della legge n. 356 del 1992 (modificato dalla legge n. 501 del 1994) deve ritenersi pienamente legittimo.
qualora si accerti che detti beni siano intestati all'indagato o comunque, rientrino nella sua disponibilit e che lo stesso
non sia in grado di giustificarne la provenienza o che il loro valore sia 'sproporzionato rispetto al reddito dichiarato
dall'indagato o rispetto all'attivit di lavoro svolta dallo stesso. (Sez. I, Sentenza n. 4704 del 29/0911995, Flachi)
-25-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PREliMINARI
Il 30/01/2012, il rappresentante della Cooperativa Valle del Marra Libera Terra, ZAPPIA
Giacomo, avvisava telefonicamente la Stazione Carabinieri di Castellace di Oppido Mamertina che
in un terreno confiscato, ed a loro in uso, sito in loc. Don Fedele, nella Frazione di Castellace di
Oppido Mamertina, ignoti avevano tagliato ed asportato il relativo legname di numerosi alberi
d'ulivo; nel tardo, pomeriggio dello stesso giorno, militari di quel Comando, unitarnente al
denunciante, si recavano presso la citata localit; ivi giunti, gli agenti operanti potevano quindi
constatare la veridicit dell'accaduto, nonch la presenza di legname, ancora a terra, tagliato e
pronto per essere portato via.
Veniva, pertanto, predisposto apposito serv1Zlo di osservazione volto all'individuazione dei
responsabili del taglio e del trasporto della legna. Il mattino successivo, alle ore 08.10 circa, gli
operanti, giunti nuovamente sul fondo in oggetto, accertavano la presenza di tre persone di sesso
maschile impegnate nel taglio, mediante motoseghe, di alberi di ulivo secolari presenti sul
fondo confiscato.
I tre soggetti venivano successivamente identificati (nei loro confronti si proceduto separatamente
nel! 'ambito del p.p. 329/12).
Gli stessi dichiaravano di lavorare per conto della ditta di legnami "Auddillo Marcello ".
Appena un'ora dopo, si presentava presso la Stazione Carabinieri di Castellace Mammoliti
Antonino, figlio del Mammoliti Saverio, il quale spontaneamente dichiarava di avere lui stesso
contattato la ditta di Auddino Marcello e incaricato i tre rumeni, accompagnandoli sul posto. di
effettuare, in quella data e nei giorni addietro, il taglio delle piante d'ulivo secolari insistenti sul
fondo in questione, precisando di averlo fatto poich riteneva che gli alberi ricadessero nella
propriet della signora German Maria Rosa, dalla quale aveva avuto l'autorizzazione al
taglio, circostanza che, tuttavia, stata del tutto smentita dalla GERMANO', ma sul punto si
avr modo di ritornare (cfr. verbale s.i.!. ali. 1 inf. CC Palmi 30 maggio 2012).
La condotta del MAMMOLITI Antonino va, da subito, intesa nel giusto verso: sa benissimo che
sar indicato dai tre operai rumeni - tratti in arresto in flagranza del reato di furto pluriaggravato -
come colui che li ha accompagnati sui terreni, dicendo loro quali e quanti alberi tagliare; dunque,
meglio anticipare e far finta di essere in buona fede.
Nel corso degli accertamenti urgenti svolti sul luogo del reato si constatava il taglio complessivo -
avvenuto anche nei giorni precedenti - di circa 300 piante d'ulivo di tipo secolare.
Da un primo controllo effettuato dalla p.g. operante e da un tecnico comunale (cfr. all.2 inf. ci!.), le
piante sembravano essere state tagliate tutte nei terreni ricadenti nelle particelle 141 e 142 foglio 9
di mappa del Comune di Oppido Mamertina, (particelle) che unitamente, ad altre, erano state
confiscate con decreto del Tribunale di Reggio Calabria, Sezione Misure di Prevenzione nr.
333/92 RGMP datato 09.12.1992.
Peraltro, tale decreto stato integrato da un successivo provvedimento dello stesso Tribunale - il n.
126/08 del 22 settembre 2010 - con cui stato chiarito definitivamente come oggetto della
confisca sia il terreno (di complessivi ha 12.62.00, compresi i fabbricati) di cui al foglio 9
particelle nn. 139.140-141-142-146-147-148 - 51-52 e 99 (vedi alI. ALLEGATO N. 8 inf. ci!.).
E' stato inoltre possibile constatare che le particelle 141 e 142 erano state richieste in
assegnazione dalla predetta cooperativa che, nelle more della decisione finale, aveva altres
-26-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
richiesto l'autorizzazione al passaggio attraverso le citate particelle, indispensabile per
raggiungerne un'altra (la numero 51) gi nella loro disponibilit. Tale richiesta veniva condivisa ed
avallata dal Comune di Oppido Mamertina che nell'attesa di risolvere alcuni problemi di carattere
catastale, si esprimeva, altres, in senso favorevole per l'assegnazione del fondo alla cooperativa,
nonch affinch alla stessa fosse, nelle more, riconosciuta, dall' Agenzia Nazionale dei Beni
Confiscati, la possibilit di usarlo come passaggio e di occuparsi della relativa manutenzione (cfr.
al!. n. 3 inf. cit.)
Ad integrazione della comunicazione telefonica intercorsa nella serata 30/01/2012, il signor
ZAPPIA veniva invitato a presentarsi presso i locali della Stazione Carabinieri di Oppido
Mamertina per formalizzare la denuncia di reato.
I! predetto, nel confermare quanto gi esposto, dichiarava:
" .... ieri mattina, mi sono recato in localit "Don Fedele ", sila in agro del Comune di Oppido
Mamertina, frazione Castellace, dove insistono alcuni terreni confIScati affidati in gestione a
"Valle del Marro - Libera terra" societ cooperativa sociale di cui sono illegale rappresentante
e, appena giunto nella parte pi interna dell 'appezzamento mi sono accorto della presenza di un
enorme spazio vuoto, creato dal taglio di svariate piante di ulivo secolare. Quindi ho contattato
telefonicamente la Stazione CC di Castellace di O.M e successivamente, nel tardo pomeriggio, mi
sono recato nuovamente sul posto in compagnia dei vostri colleghi, con i quali constatavamo che le
piante tagliate erano circa 300. Notavamo altres che la legna prodotta dal taglio degli ulivi era
stata asportata quasi totalmente, nel contempo notavamo alcuni alberi di ulivo secolari tagliati alla
base ma ancora presenti sul terreno ed altri tagliati in parti pi piccole ed atte a farne uso per
legna da ardere. Ultimate tali operazioni, alle quali assistevo, venivo invitato a sporgere l'odierna
denuncia. L 'area in questione rientra in una pi ampia particella di terreni confiscati, ali 'interno
della quale sono presenti dei frazionamenti che nel corso degli anni hanno dato origine ad altre
particelle. Tale propriet ci stata consegnata in comodato d'uso gratuito dal Comune di Oppido
Mamertina che, a sua volta, la possiede quale patrimonio indisponibile a seguito di confisca
definitiva. Su tale area, al momento della consegna, si proposta una problematica dovuta
ali 'esatta individuazione delle particelle, tanto che sul verbale di consegna si riportava che
l'accesso alla particella 51 era garantito dal solo percorso che attraversava le particelle 125, 141,
142 e 99, per le quali il Comune di Oppido Mamertina, si riservava di chiedere l'autorizzazione
ali 'Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati, in merito alla pulizia e manutenzione della
particella interessata nonch al transito di personale e mezzi. In attesa di ricevere una
comunicazione ufficiale, in seguito alla nostra richiesta datata 22/09/2010, l'Agenzia Nazionale
per i Beni Sequestrati e Confiscati ci autorizzava, per le vie brevi, alla manutenzione e pulizia,
nonch al transito sulle particelle 125,141,142 e 99.
Il danno, che non coperto da alcuna assicurazione, ammonta a circa 40.000 euro salvo
quantificare esattamente il numero degli alberi tagliati. Mi riservo la costituzione di parte civile
nell 'instaurando procedimento penale. Copia del presente verbale viene consegnata ali 'interessato
per gli usi consentiti. Per quanto precede .\porgo formale querela nei confronti dei re.\ponsabili dei
reati che si possono ravvisare nei fatti e5posti. L',,!i riservo la costituzione di parte civile per il
riconoscimento del danno. A norma dell'Art. 107 delle norme di alluazione del c.P.P. - D. L. G.
28.07.1989, 11.271, si rilascia copia della presente per gli usi consentiti dalla legge. Non ho altro da
aggiungere n da modificare ....... ".
Alla luce di quanto sopra esposto si procedeva all'arresto dei cittadini rumeni nonch alla denuncia
in stato di libert di MAMMOLITI Antonino, per i reati previsti e puniti dagli articoli 110-624-625
n. 7 e 635 comma 2 n. 5.
-27-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12- MAMMOLlTl SAVERIO ED ALTRI
}
. , ~ : , ,
{
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
In data 01.02.2012 i tre arrestati comparivano presso la sede distaccata del Tribunale di Palmi sita in
Cinquefrondi ove veniva convalidato l'arresto e veniva applicata agli interessati la misura cautelare
dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria (ALLEGATO N. 4).
Successivamente, in data 21.03.2012, i predetti venivano assolti per mancanza di prova in ordine
ali' elemento psicologico del reato, non avendo, il giudice, ravvisato elementi significativi della
consapevolezza, da parte degli stessi, dell' altruit della cosa (ALLEGATO N. 5).
Le successive indagini consentivano di comprendere il pi grave e generale contesto
delinquenziale in cui andava a collocarsi la condotta dei tre rumeni, effettivamente ad esso
(contesto) estranei, esiti investigativi sulla base dei quali veniva ravvisata, dalla Procura di Palmi,
l'aggravante mafiosa, valutazione cui conseguiva la trasmissione del fascicolo alla D.D.A. di
Reggio Calabria.
E', comunque, necessario tornare ai dati di generica.
Il completamento dell'attivit di sopralluogo - durata alcuni giorni sia per le avverse condizioni
climatiche che per l'elevatissimo numero di alberi - ha consentito di constatare che nella zona
interessata - loc. "Don Fedele" di Castellace - erano stati abbattuti, in totale, mediante taglio c.d.
"rasoterra", ben 640 olivi secolari (ALLEGATO N. 6).
Ci ha reso necessaria una nuova verifica catastale, volta all'individuazione di tutte le particelle
interessate nonch degli intestatari delle stesse; tale controllo veniva svolto, su richiesta della p.g.,
dall'ufficio tecnico del comune di Oppido Mamertina, che, a parziale modifica di quanto
comunicato nella mattinata del 31.01.2012, accertava che il taglio in questione riguardava le
sottoelencate particelle (ALLEGATO N. 7), intestate alle persone/enti a fianco di ciascuna
indicato:
particella n. 141, numero di piante abbattute: L(intestata ai fratelli VOCISANO, di fatto
sottoposta a confisca come da decreto n. 333/92 R.G. M.P. e n. 126/08 Mod. Patr. Tribunale
di Reggio Calabria del 22/09/20 l O, gi sopra indicato - ALLEGATO N. 8);
particella n. 147, numero di piante abbattute: 138 (intestata a FiNANZE DELLO STATO,
anch'essa sottoposta a confisca come da decreto n. 333/92 R.G. M.P. e n. 126/08 Mod. Patr.
Del Tribunale di Reggio Calabria Sezione Misure di Prevenzione del 22/09/2010 -
ALLEGATO N. 9);
particella n. 126, numero di piante abbattute: 500 (intestata a GERMANO' Rosa, nata a
Taurianova il 15.02.1929 (ALLEGATO N.10).
La GERMANO' riferiva di non aver mai dato incarico ad alcuno di effettuare il taglio di ulivi nei
propri terreni, precisando che i MAMMOLITI, ed in particolare Saverio ed il figlio Antonino,
erano fortemente interessati all'acquisto dei terreni medesimi, ma che le trattative erano ferme,
in guanto la loro offerta economica era troppo bassa.
Trattasi di dichiarazioni molto importanti con riferimento alla complessiva azione estorsiva posta
in essere dai MAMMOLITI.
Prima di passare all'esame degli esiti dell'attivit investigativa successiva all'arresto dei tre rumeni,
opportuno ricordare le ragioni per cui si giunti al citato provvedimento di confisca dei fondi de
quibus; invero, per come si evince dal provvedimento n. 126/08 sopra richiamato, alcune delle
particelle suddette erano da ricondurre all'estorsione in danno della famiglia VOCI SANO in
relazione al contratto di compravendita in forza del quale NAVA Maria Caterina (moglie del
-28-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69112 - MAMMOLlTl SAVERIO ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
MAMMOLITI) e RUGOLO Clara" prestanome del MAMMOLITI Saverio - ne erano divenute
proprietarie; ancora, nello stesso provvedimento si fa riferimento alla linea difnsiva mantenuta dal
MAMMOLITI ed in particolare all'assunto secondo cui, alla base, vi fossero regolari scritture
private ancora non perfezionate per espressi accordi tra i contraenti.. ", situazione che non ha per
nulla inciso rispetto alla comprovata riconducibilit ad un'azione che rimaneva estorsiva, tanto che
la Corte d'Appello ha confermato il decreto del Tribunale (decreto C. App. RC n. 1/07 del 7
gennaio 1997).
Trattasi di situazioni di fatto utilissime al fine di comprendere compiutamente le vicende che
formano oggetto dell' odierno procedimento.
Invero, anche rispetto ai terreni della GERMANO' - peraltro espressamente citata anche dalla
Corte d'Appello di Reggio Calabria nel decreto menzionato - il MAMMOLITI continua, anche
oggi, a far riferimento ad una "scrittura privata ancora non perfezionata", che giustificherebbe la
sua pretesa nei suoi confronti, da soddisfare anche, eventualmente, "con le cattive ".
L'attivit investigativa successiva all'arresto dei predetti romeni stata condotta anche attraverso
l'intercettazione di alcune utenze telefoniche, di seguito indicate, compiuta nell'ambito del R.I.T.
29/12 Mod. 37 Procura Palmi:
3459700357;
3336658501;
0966640066;
3396700458
337879592
3316540416
tutte intestate ed in uso ad AUDDINO Marcello, odierno indagato
3400996866 (Vodafone) intestata a MAMMOLITI Antonino, odierno indagato
3493237982 (Vodafone) intestata a MAMMOLITI Antonino, odierno indagato
096683066 (Telecom) in uso al nucleo familiare di MAMMOLITI Antonino, odierno
indagato.
Gli esiti di tale attivit intercettiva, non lasciano dubbi circa la sussistenza dell'azione estorsiva
descritta in rubrica, atteso che il taglio dei numerosissimi alberi d'ulivo secolari - causativo di un
danno enorme, sul piano economico e, prima ancora, ambientale " era funzionale a garantire agli
stessi l'effettivo possesso dei terreni, sia quelli della GERMANO' che quelli gi confiscati,
richiesti in qffidamento dalla Cooperativa Valle del Marro Libera Terra.
I MAMMOLITI, infatti, sanno benissimo che se i terreni confiscati rimanessero in gestione al
Comune di Oppido e non fossero atTIdati alla suddetta cooperativa, non avrebbero, praticamente
ditTIcolt a continuare, di fatto, a gestirli come se ne fossero proprietari.
Invero, i giovani della Cooperativa Valle del Marro Libera Terra, sono gli unici, sul territorio
che non si sono lasciati intimidire dalla figura del MAMMOLITI e da ci che lo stesso ha
sempre rappresentato, richiedendo ed ottenendo l'affidamento delle terre loro confiscate, perch
riconducibili all'attivit delittuosa di tipo mafioso protrattasi per decenni.
-29-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
Quel taglio di alberi aveva, dunque, il significato di un chiaro messaggio, indirizzato, innanzitutto,
ai giovani della cooperativa: non insistete nel richiedere l'affidamento di quei terreni, perch
sono comunque nostri efaremo sempre quello che ci pare l!!
L'altro destinatario del messaggio da individuarsi nella GERMANO' Rosa, proprietaria di terreni
che, da sempre, i MAMMOLITI considerano propri, pretendendone, pertanto, la cessione a
prezzo irrisorio.
In tale direzione depongono pienamente gli esiti dell'attivit intercettiva svolta nell'ambito del
R.I.T. 29112 MOD.37.
In particolare, monitorando le utenze cellulari in uso a MAMMOLITI Antonino cl. 89, sono state
intercettate una serie di conversazioni che il predetto intrattiene col genitore MAMMOLITI
Saverio - il quale utilizza un'utenza intestata alla "seconda" moglie ANASTASI Caterina - il cui
oggetto , appunto, la vicenda del taglio di ulivi sui terreni confiscati e su quelli di propriet di
GERMANO' Rosa.
Ha sottolineato la p.g., come dalle conversazioni intercettate, emerga in maniera chiara l'indole e la
natura 'ndranghetista "vecchio stampo" di MAMMOLITI Saverio, il quale ha sempre misurato la
potenza di una 'ndrina" soprattutto dall'estensione dei terreni posseduti, tanto da umiliare pi
volte il figlio Antonino per aver permesso ad altri di farsi mandare via " .. da dove tuo ... ".
Saverio Mammoliti, comunque, dice al ragazzo che avrebbe provveduto ad inviare una lettera
alla German, attraverso " ... quelli che mi proteggono ... " (ricordiamo che trattasi di soggetti
sottoposto a programma di protezione), per far capire alla donna che occorre" . .. ripristinare le cose
per come erano prima . ", successivamente alla ricezione della quale il figlio stesso si sarebbe
dovuto recare a parlare con la stessa in compagnia dell' avvocato.
La lettura delle trascrizioni delle conversazioni telefoniche che si riporteranno di seguito, non
lasciano dubbi circa la valenza imimidatoria della lettera di cui parla Saverio MAMMOLITI,
nonostante il tono di apparente semplice richiesta, necessitato dal fatto che quella missiva sarebbe
stata inviata per il tramite del servizio centrale di protezione, cosa elTettivamente avvenuta in data
precedente al 21 febbraio 2012, atteso che Saverio Mammoliti, nel corso di una conversazione di
quel giorno, ha riferito al figlio di aver consegnato la lettera a terze persone, che vanno quasi
certamente identificate con personale del Servizio di Protezione.
La GERMANO', tuttavia, nello sporgere querela, in data 27/02/2012, per il danno subito, non ha
fatto cenno a lettere ricevute.
Analizziamo le conversazioni richiamate - ricordiamo, tutte successive al taglio degli alberi -
attraverso le trascrizioni riassuntive della p.g ..
Nelle prime due conversazioni - 8 e 9 febbraio, dunque qualche giorno dopo il taglio -
MAMMOLITI Antonino ed il padre SA VERIO (SARO) discutono della necessit che
quest'ultimo si faccia sentire direttamente, scrivendo una lettera alla GERMANO'; emblematici
alcuni passaggi, come, per esempio, quello in cui il vecchio boss dice al figlio di non preoccuparsi
e quando ora fa tutto lui .. " ..
Conv. n. 122 del 08/02/2012 ore 18:40 in uscita dal 3400996866 in uso a MAMMOLITI
Antonino cl. 89
-30-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAIIrELARE N. 69112 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI "
(
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
Antonino chiama il padre che gli dice che era coricato, aspettava a quelli e non sono venuti, che
forse hanno avuto qualche notizia. Antonino dice che sar a causa della neve. Il padre dice che non
per la neve, che" ... sicuramente hanno avuto qualche notizia ed hanno avuto da fare ... domani
sicuro o telefono ... per oggi aspetto .. .tanto per un paio di giorni non muore nessuno ... speriamo in
una buona notizia ... che mi sbrigaru ifonetico) ... e cos ci vediamo lepresto ... non ti preoccupare ... ".
Poi il padre dice che coricato e non ha che fare, che fuori fa freddo, Antonino dice che anche qua
fa freddo e il padre gli dice che inutile che va in giro con il freddo.
Il padre chiede ad Antonino se sta lavorando e poi aggiunge " ... i1 perito tuo disse quattro piante
di ulivo? ... o il SIlO? .. ", Antonino risponde " ... il perito mio ... " e a domanda dice che il perito
" .. suo ... " lo dovr 1I0millare il giudice. Saro Mammoliti dice che sul giornale c'era scritto che
erano 200 piante, Antonino dice "300" e il padre dice " .. .300 .. manco tutti ... " e poi aggiunge
" ... vedi qua quando vogliono male a uno? .. con niente ... da 4 piedi.. da 8 ... a 200 ... pensa
tu ... ". Antonino dice che verr il tecnico a misurare e che oggi lo ha detto anche ai Carabinieri
i quali hanno detto che chiameranno a quello per misurare. Quindi Antonino Mammoliti
aggiunge " ... ora vedo ... dopo ... .... venerd sera '" vado con l'avvocato a parlare con la sigllora .. .
e le dico che a me quell'altra propriet nOli illteressa ... che nOli ho soldi per comprarmela ... ",
Saro Mammoliti commenta " ... perfetto ... che poi tramite loro se vuoi gli scrivo tutto ...
comandano loro per ... no che interessa .. che faccia ci che vuole ... che se lo prenda chi vuole
'" ti interessa il tuo a te ... quello che abbiamo pagato ... quell'altro si paga quello che ha
quell'altro qua sopra .. illc .. tuo fratello .. e .. e poi si vede ... che io gi parlai con l'avvocato ...
dico ... ma possibile ... che io parlo con loro di tutto ... ma ora non parlo niente, fino a che non
sbrigano ... perci... l'altro non ti interessa a te .. , e prima di tutto deve capire che sono
vent'anni e si perdono le olive e si perde tutto ... illc ... poi quegli altri ... quegli altri dei suoi
nipoti ... a me devono dare COlltO perch l'hallno avuto pagato ... e poi lo hallllo regalato ... loro
dovevano regalare il SIlO, 11011 pagato e regalato .. , eh ... che c'entra che ci so' ... eh ... e vabb ...
poi si parla e si vede che bisogna fare ... l'interessante e che si facciano le cose per legge ... ora
vedi che dice il perito .. illc ... o parli con l'avvocato se c' bisogno di scrivere qllalche cosa gli
scrivo tllttO ... ".
Antonino dice" ... no ma !fii devi scrivere ... gli devi scrivere tu .. .se vellgollo qllesti l ... fagli
malldare lilla lettera perch ... sellll qlla 1111 casino ... perch l dice ... <<gue/lo ... que/lo che
dice tl/O padre no? .. dice l'avvocato ... fagli scrivere direttamente a lui cos lui ... ", Saro
interviene dicendo " ... basta che gli scrivono loro dettato da me ... la caserma dei Carabinieri
gliela portano loro ... ", Antonio ripete " .. s, s, s .. ".
Saro poi dice al figlio di 11011 preoccllparsi e qllando ora fa tl/tto Il/i. I due si salutano e nel
mentre Saro dice al figlio di non andarsene girando e lui dice di non preoccuparsi.
Nella conversazione del giorno seguente, il figlio ribadisce al padre la necessit che lo stesso
scriva una lettera alla GERMANO' prima che lui ci vada a parlare con l'avvocato; il fine
evidente quello di rimarcare che il vecchio boss, bench collaboratore di giustizia e, dunque,
lontano, direttamente interessato al terreno:
Conv. n. 149 del 09/0212012 ore 18:50 in uscita dal 3400996866 in uso a MAMMOLITI
Antonino cl. 89
Antonino richiama il padre (Mammoliti Saverio).
Saro, dopo aver detto che stava guardando la TV e tra un po' scende a mangiare, dice al tiglio di
avere telefonato "a quelli" e gli hanno detto che entro marted gli sanno dire se gi deciso tutto.
Antonino chiede se vengano l o meno, Saro chiede "loro? quelli che mi proteggono? ... certo che
-31-
ORDINANZA DI CUSTOOIA CAUTELARE N. 69112 - MAMMOLITI SAVERIO ED AI.TRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
vengono", il figlio cDnfenna e chiede se vengano prima di marted ma Saro dice di no poich c' la
neve.
Antonino alIora dice al padre" ... perch gli devi scrivere a quella perch domani sera io devo
andare dall'avvocato" e 11011 sa se sabato lo chiama il maresciallo dei Carabinieri e viene
" ... pure lui..". Saro ribatte dicendo " .. io scrivo tutto e gli arriver alIa caserma dei
Carabinieri .. senza che gliela mandano da dove sono io ... che io non la posso mandare senn
l'avrei fatta ... che poi mi trovo io libero ... non la posso mandare ... che devo mandare da loro
l'autorit ... che come io parlo con loro .. .se c' bisogno mando tuta io a lei ... normale ... hai
capito? senza problemi ... ". Antonino quindi dice al padre " ... pure che non gliela puoi mandare
a lei ... gliela mandi direttamente ai carabinieri ... o di CastelIace o di Delianuova .. , che questa
... i/lc ... ". Saro commenta che a Delianuova meglio mentre il figlio gli dice che senn " ... non
posso andare per niente l ... manco nel ... " ed il padre gli dice che ci vogliono 5 giorni,
specificando che lui non pu scrivere "in assoluto" e poi dice che dovrebbero venire (terze
persone) oggi o domani e se" ... aspettano l'imbasciata per come ... per il fatto mio ... e mi disse
entro luned o marted ... poi loro hanno mille impegni .. non che .... possono saltare un
appuntamento ... senn devo fare tante cose per la mia famiglia .. 'ste cose cos... dice alIora
entro luned o marted ... se gi hanno fatto tutto ... disse ... io vengo ... facciamo tutto
arrivederci e grazie .... ed hai capito cosa ti devo dire io ... ulla settimana di tempo in CIIi devono
venire ... perch ora ... domani e dopodomani, sicuro che non cammina nessuno .... entro sabato o
domenica ... .. che dice che c' neve di brutto ...
Molto significativo il passo successivo, in cui MAMMOLITI Saverio , da padre e da boss.
rassicura il figlio circa il suo diretto intervento:
" .. 11011 ti preoccupare di altro .. , tu a lei gli dici .... siccome mio padre stata ulla cosa che ha
capito male... ora lui scrive perch lui 11011 parla ... noll pu farlo altrimellti lo avrebbe gi fatto
... .. .. che non pu farlo e il postino o la notifica l a Delianuova da lei ... che poi gli servono
pure per il nipote ... quel nipote ... ".
Antonino interrompe il padre e dice che ha detto che lei litigata coi suoi nipoti, che uno
primario a Roma e l'altro forse un avvocato .. "
Saro Mammoliti ribatte " .. potevano pure stare a Parigi. .. I/On mi interessa ... so che sono ...
dovevano regararli dei suoi ... I/O pagati a regali ... capito? ... io perci ho parlato COli l'avvocato e
poi mi vedo con l'avvocato tutte cose qua ... vabb 1/011 ti preoccupare di niente ... ".
Antonino dice poi al padre " ... vedi che io glielo aveva detto l per il figliolo ... per il negozio ...
e quando gliel'ho detto lui mi ha detto vabbene mi ha detto e basta cos ... non mi ha
detto niente altro ... ", il padre commenta" ... vabbene ... non ti preoccupare .... basta cos dai ...
non parlare pi '" lascia andare ... ".
Antonino quindi dice al padre che deve vedere se lo chiamano per andare domani in caserma
e glielo dice (ai carabinieri) che fra due o tre giorni gli manda (il padre) " ... Ia .. illc .. e fogli .. che
pure questo ... " ma Saro dice che gli deve dire (ai Carabinien) che " .. a quelli che vengono qua
... Ioro vi devono mandare ... perch lui non la pu mandare .. , altrimenti l'avrebbe mandata
direttamente oggi ... ". Antonino commenta che certamente queste persone l gliela mandano
(ai carabinieri) tramite computer ed arriva subito.
MAMMOLITI Saverio consiglia anche al figlio guale sia il comportamento da tenere nel
procedimento, dire che stato uno sbaglio (il riferimento , chiaramente, agli alberi tagliati) perch
la cosa importante far capire alla signora che i danlleggiati sono loro"; ribadisce il fatto che
scriver la lettera:
-32-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 6911 2 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
r'
;
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
"l'interessante " ... che hai sbagliato ... chiedi scusa ai giudici ... che per colpa di uno sbaglio
.. inc ... qualcosa .... senn facciano quel che vogliono .. , non ti preoccupare ... che poi me la vedo io
con loro ... gi ho parlato con l'avvocato io ... e quando ci possiamo vedere facciamo tute le pratiche
.. .particolarmente l sotto ... quelli l ... quello di quella specie di cugini ... e poi pure l ... che io
devo parlare con lei normale... tu a me mi devi dire ... ah signora ... quello che hai avuto che noi
Ilon .... tUllon hai avuto in vent'anni Iliente ... per colpa loro ... si dovrebbe chiamare i danni lei ...
che gliel'hanno sequestrata a vent'anni ... capito ? ... ".
Ancora Saro aggiunge che c' un avvocato e che secondo la giurisprudenza sanno tutto e
stanno modificando tutto, e non si pu liberare (dissequestrare) una cosa dopo vent'anni e non
si pagano i danni " .. e poi io faccio la lettera ... per quella laggi ... sai che gli dico io a quella
laggi ... sequestrate quello degli altri... e gli spiego tutto normale ... no come in altri tempi ...
adesso si fa tutto per legge ... capito? ... perci non ti preoccupare .. , e questo che gli ha detto
dobbiamo fare ... faccia quello che vuole ... se vuole vuole ... senn niente ... statti bene .. ciao .. ci
sentiamo ... non andare a nessuna parte girando .. non per niente.. perch c' malagente che
non pensa ad altro che al male .. capito? ... ", Antonino gli dice di non preoccuparsi che dagli
animali.
Nelle conversazioni dei gg. 10- I 5- I 6 febbraio, il figlio ritorna sulla necessit della lettera.
Interessante come i due siano concordi nel rivestire il tutto di apparente legalit - presenza
dell'avvocato, interessamento di un maresciallo dei carabinieri - cosa che si spiega con il fatto che
il MAMMOLITI Saverio soggetto protetto dallo Stato. circostanza ben nota a tutti.
Vi la ferma volont di avere iI possesso dei terreni della GERMANO", versandole, "quando
sar possibile. qualcosa":
"chiedo a voi signora di ripristinare le cose per come erano prima" " ... se poi c' qualcosa
ognuno dafare ... qualUlo possibile ... vi sar dato quello che vi spetta .. ".
Si rivede il vecchio boss, descritto nelle sentenze (cfr. sent. cit.) come colui che decideva se un
terreno andava venduto, chi doveva o poteva comprarlo ed a quale prezzo:
Conv. n. 188 del 10/0212012 ore 19:00 in uscita dal 3400996866 in uso a MAMMOLITI
Antonino cl. 89
Antonino chiama il padre il quale gli dice che stava fuori ma rientrato e sta guardando la TV, che
quasi nevica.
Poi Antonino dice al padre di essere andato dall'avvocato e gli ha detto di andare dal
maresciallo a dire che la settimana prossima gli arriva ... si ferma e chiede al padre "gli hai
scritto?", Saro risponde "come arrivano gli scrivo immediatamente". Antonino prosegue e dice
che l'avvocato ha detto che va bene e stanno aspettando " .. l la cosa ... cos poi chiamiamo
tramite il maresciallo la signora e vediamo cosa vuole fare .... ", Saverio ribatte " .. se .. se vanno
gli stessi quelli l .. questi l ... ma di pi quelli l .. che come dove la voglio io la mandano .. e
non vengono perch ... se Dio vuole gi .. illc ... Ciccio .... in settimana se tutto va bene poi non
c' bisogno pi di niente ... mi sbrigo e ci vediamo ... ". Antonino commenta che sicuramente
" ... gli mandano la maiI nel computer ... ", Saro ribatte che "loro" la mandano (la sua lettera)
via fax, forse a quegli altri a Reggio che mandano "quando venite da me di solito" ed aggiunge
che " .. .loro ... " non devono dare conto a nessuno e ieri il capo gli ha detto che la direttrice di
dove stava lui gli ha detto che lo avevano l e lavorava ed era un signore, ed ha detto che
-33-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
"(
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
quando sono buoni si perdono, e lui (il "capo'') non ha potuto dire (alla direttrice) che lo
conosce, perch non pu dire nulla a nessuno, altrimenti commette un reato.
Antonino allora racconta al padre che gli hanno detto che una quindicina di giorni fa era arrivata
una "carta" di qualche processo qua in caserma e loro l'h:;mno inoltrata al carcere che per gliel 'ha
tornata indietro. Saro spiega che le carte prima le mandano a questi i quali poi le mandano a lui ed
aggiunge che anche il giudice non deve sapere dov' lui, non gli interessa nemmeno. Poi cade la
linea.
Cinque giorni dopo, il 15 febbraio, MAMMOLITI Antonino chiede ancora se la lettera stata
spedita, ricevendo rassicurazioni dal padre; nella conversazione del 16 febbraio MAMMOLITI
Saro dice al figlio quali sarebbero stati i termini della sua richiesta alla GERMANO', alla quale,
forse, sarebbe stato corrisposto in cambio qualcosa: " chiedo a voi signora di ripristinare le cose
per come erano prima" " .. .se poi c' ql/alcosa ogllullo da (are ... quando possibile ... vi sar dato
quello che vi spetta.
Conv. n. 381 del 15/02/2012 ore 11:40 in uscita dal 3400996866 in uso a MAMMOLITI
Antonino cI. 89
Antonino chiama il padre (Saverio "Saro" Mammoliti) a cui racconta di aver rotto la macchina a
cui si bruciata la centralina. Saro ribatte che anche Danilo ha rotto la Uno, gli sembra, il figlio
dice che si tratta della Punto.
Saro dice di aver parlato stamattina e gli hanno detto che inutile che faccia la domanda, che le
cose sono brevi perch da qua dovrebbe andare a Reggio e da Reggio a l, e gli hanno detto quindi
di aspettare la risposta e di fare anche la domanda per le terre e per la revisione tramite l'avvocato.
Antonino clliede al padre se gli ha detto (a terze persone) per la lettera, Saverio dice che glielo ha
detto e gli hanno detto di aspettare che entro domani gli danno la risposta. altrimenti poi. ha detto la
terza persona, se vede che ritardano. scrivono prima a Reggio e da Reggio gliela diamo noi
altro perch, precisa Saro, " ... non possono avere contatti coi Carabinieri ... ". Antonino allora
chiede se la facciano (la lettera) " .. .loro stessi...", Saro ribatte di s, che " .. viene qua ... la fa lui
stesso che gli dico io tutto normale .. .i nomi ... gliela manda a Reggio e Reggio gliela porta a
Delianuova ... tanto se le cose sono in imminenza per I/n paio di giorni 1I0n muore nessuno ...
lascia andare cos per come sono ... le cose si (anno tutte ... ".
Poi cade la linea.
Conv. n. 446 del 16/02/2012 ore 18:11 in uscita dal 3400996866 in uso a MAMMOLITI
. Antonino cI. 89
Antonino chiama il padre. Saro poi dice al figlio che domani comincia a scrivere, a mettere i
fogli di carta, perch aspettava che lo chiamasse tra oggi e domani ma possibile che ancora
non hanno fissato la cosa. Saro dice che domattina prepara questa cosa qua per la revisione e
fa nominare ad AL VARO e la manda direttamente "con loro" a Catanzaro, e in pi fa la
lettera "per quella" cos se vengono gliela d e glia danno direttamente, perch "questi qua"
non possono rapportarsi con quelli (Carabillierl) di Castella ce o Delianuova. Poi Saro, dopo
aver specificato che nemmeno al carcere dov'era sanno dove si trova, dice che " ... adesso faccio
la lettera ... per volevo accennare a lei per i nipoti ... ma non glielo accenno .,. perch qua sono
cose mie ... ", Antonino commenta che per i nipoti si deve scrivere direttamente ai nipoti. Saro
dice che lui non parla " ... dei nipoti .. tu gli lasci la propriet ... " ed aggiunge che lui sta
leggendo le leggi che escono, poich sta comprando il Sole240re, ed ora il giudice pu
-34-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
~ ""
I
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
perdonare direttamente, senza causa. Antonino dice che domani sera va dall' avvocato e gfl
dice che la settimana prossima arriva questa lettera, cile lei aspetta, e
Saverio Mammoliti ribatte " ... ma 1I0n c' problema ... io gli dico ... <<siccome .. inc .. mio figlio ...
chiedo a voi signora di ripristinare le cose per come erallO prima ... ", Nino lo interrompe
commentando " .. .io mi faccio i cazzi della propriet pagata ... non mi interessa .. ". Saro
riprende dicendo " ... io ... no no .... io quello che ha fatto in 20 anni non ha mai preso
niente ... i soldi che voi avete avuto ... che sono dei miei figli ... particolarmente le dico si
vede tutto mio figlio Nino ... e le dico tutto normale ... pulito pulito ... <<se voi lo ritenete
opportuno ... se poi c' qualcosa ognuno dafare ... quando possibile ... vi sar dato quello che vi
spetta ... ". Antonino allora dice " .. no .. ma se lei non vuole che io mi faccia i cazzi della
propriet ... di quell'altra ... affinch gliela lasci ... io prendo e vado da un giudice perch cos la
finisce ... perch io non che mi possono mettere con lei ... si va da un giudice e decide un
giudice ... e basta ... ".
Saro allora chiede " ... quale mi lascia? .. quale? ... quale mi lascia? ... ", Nino risponde " ... perch
lei non vuole che io mi faccia i cazzi di quella l che gli avete pagato ... io non ... io gli dico che
vado direttamente .. e l'avvocato ... pure l'avvocato lo dice che mi devo fare i cazzi ... perch
pagata la propriet ... capito? andiamo da un giudice cos stabilisce se mi deve fare le carte o
no ... solo cos si pu sanare ... dopo che riceve 'sta lettera vado davanti ad un giudice ... parlo
con l'avvocato ... ". Saro Mammoliti commenta allora " .. e no ... perch il giudice che fa
quando ...... deve essere lei ... se poi la causa va per le lunghe dura vent'anni ... ". Antonino
chiede allora al padre cosa fare e Saro risponde " ... eh ... niente ... che faccia quello che vuole ...
basta ... sempre l ... in caso .... quelli l sopra inutile se puoi fare ... inc .. l sopra ... dove c'
Ciccio l ... ", Antonino ribatte allora che lui non si sta riferendo a l, che l ancora gli deve
dare i soldi ... poi cade la linea.
La spedizione della lettera una vera ossessione per MAMMOLITI Antonino, perch sa che la
cosa idonea a vincere le resistenze della GERMANO', e il padre SAVERIO gli ribadisce che da l
a qualche giorno la missiva arriver a destinazione:
Conv. n. 500 del 17/02/2012 ore 20:19 in uscita dal 3400996866 in uso a MAMMOLITI
Antonino cl. 89
Antonino chiama il padre a cui dice che l'aveva chiamato prima, Saro dice che (il cellulare) carica e
non carica.
Poi lo stesso Saverio Mammoliti dice " ... mi hanno telefonato oggi e stanno venendo ... no?.affinch
gli dia i cosi... poi mi hanno telefonato un'altra volta e ... chiss che stanno facendo ...... da nessuno
sono mai andati tante volte ... mi hanno detto che non possono venire perch hanno cose urgenti ... e
per quanto ho capito ... dice ... che fanno qualche cosa ... speriamo a Dio ... di quelli che dico io ... ".
Dunque Saro spiega che gli hanno detto (le terze persone) che sarebbero venuti luned e Antonino
chiede se gli consegna la lettera, il padre conferma dicendo che gli presenta tutto e gli mandano
tutto normale alla signora, aggiungendo " .. se poi mi dicono che la cosa buona .... non faccio niente
e poi me la vedo io ... non abbiamo nessun problema ... per gli d la lettera affinch la spediscano
l .. capito? .. ".
Antonino quindi dice al padre che adesso si mette al computer che tanto non esce e Saro gli dice
" .. dove devi andare ... dove devi andare ... che un mondo brutto ... un mondo schifoso ... ".
Si salutano e Saro dice "salutami a Ciccio".
Il 21 febbraio Saverio Mammoliti comunica al figlio di aver mandato la lettera e di aver messo a
tutti i m s c h i ~ la lettura della missiva consentir di comprendere l'esatto significato di tale
35-
ORDINANZA lJl CUSTODIA CAUTELARE N. 69112 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
affermazione; peraltro, lo stesso Saverio Mammoliti, dice al figlio che nel successivo colloquio
avr modo di parlargli di persona alcune cose, tra cui di un probabile investimento immobiliare:
Conv. n. 656 del 21/02/2012 ore 19:11 in uscita dal 3400996866 in uso a MAMMOLITI
Antonino cl. 89
Saro Mammoliti dice al figlio che oggi sono venuti (terze persone) e gli Ila dato "la carta" ed
hanno detto che la mandano ai Carabinieri e quelli gliela portano, la portano " .. a lei .. ".
Nino spiega al padre che proprio ora sta tornando dall'avvocato il quale ha detto che aspetta la
lettera e poi far il riconfinamento di quella particella ma ha detto che non faranno nulla perch
sono tagliati tre piedi, non chiss quanti. Saro Mammoliti commenta che una vergogna.
Saro dice che questa carta l'halatta lui ed " .. ho messo a tutti voi altri maschi .... poi fai tu quello
che vuoi . .inc .. i tuoi fratelli .. .l'ho messa per educazione .. giusto? .. ".
Ancora Saverio Mammoliti dice al ragazzo che ha fatto tre pagine per Reggio per laggi, per l'orto,
per tutto quello che ha e ha specificato che vuole essere interrogato, senza avvocato ma con
l'avvocato d'ufficio, e specificher gli anni di propriet di alcune terre che risalgono alla fine del
1800. Saro dice che se la cosa non sortir effetto, scriver alla Procura Generale e poi spiega di aver
scritto anche a Catanzaro per la revisione.
Saverio spiega di aver visto delle case spettacolari che costano poco e domani gli spiegher
bene; Antonino fa presente che lui domani parte con Francesco per andare a colloquio dal
padre di questi, e cos si prende anche il pezzo della macchina.
E' necessario ora soffermarsi su alcuni passaggi delle riportate conversazioni telefoniche, al fine di
comprenderne meglio il contenuto, tenendo conto degli accertamenti eseguiti nel corso
deiI'indagine.
Il primo aspetto da analizzare concerne la titolarit della particella 126, che sarebbe oggetto di
una sorta di accordo, risalente nel tempo, tra il MAMMOLITI e la signora GERMANO'.
L'accertamento catastale ha rivelato che la suddetta particella intestata all'anziana signora, la
quale, informata, dai militari della Stazione Carabinieri di Delianuova, che proprio su quella
particella erano state tagliate ben 500 piante secolari di ulivo, decideva di sporgere querela
(ALLEGATO N. 13) per il reato di danneggiamento e furto aggravato, precisando di non aveva
dato ad alcuno l'incarico di effettuare pota tu re, tagli o qualsiasi altro tipo di lavoro; la predetta
aggiungeva che vi erano delle trattative, con MAMMOLITI Antonino, per la vendita di alcuni
appezzamenti di terreno, (trattative) che, per, non avevano avuto positiva conclusione in quanto vi
era indisponibilit economica da parte del MAMMOLITI e la GERMANO' non era favorevole
a soluzioni differenti dall'acquisto.
La situazione descritta dalla GERMANO', seppur addolcita da parole quali "trattative",
indisponibilit economica da parte del MAMMOLIT/ e soluzioni differenti dall'acquisto, molto
chiara:
MAMMOLITI Antonino cerca di indurre la GERMANO' a cedere i fondi e, vista la sua
resistenza, pone in essere, in accordo con il padre e l'AUDDINO, la pesante azione intimidatoria
concretizzatasi nel taglio di 500 alberi di ulivo, facendola seguire dalla lettera scritta
personalmente dal MAMMOLITI Saverio.
Sul contenuto della suddetta lettera ci si soffermer da qui ad un momento, ma necessario
premettere dire che, effettivamente, esiste una promessa tli vendita e acquisto tra la signora
-36-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69112 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PREliMINARI
GERMANO' e MAMMOLITI Saverio, datata 5 febbraio 1991 (ALLEGATO N. 14), relativa a
diverse particelle di terreno. tra cui anche la n. 126, scrittura privata in cui si fa riferimento al
pagamento di una caparra da parte del promissario acquirente ed al versamento di un assegno
bancario, da non mandare all' incasso, ma emesso a garanzia del pagamento di una seconda
correspDnsione da effettuare entro e non oltre due mesi da quella data; nel documento si legge,
altres, che il relativo atto notarile avrebbe dovuto essere redatto entro un anno.
I fatti ci dicono - circostanza confermata, per come visto, dalla GERMANO' - che il contratto di
compravendita non si mai perfezionato, perch i MAMMOLITI non hanno mai dato
disponibilit al versamento della somma richiesta dalla GERMANO'.
I MAMMOLITI medesimi - per come evincesi dalle conversazioni intercettate - hanno, talvolta,
detto alla GERMANO' che si sarebbero rivolti al giudice tramite un avvocato, ma, oltre a sapere
benissimo che non potrebbero ottenere nulla sulla base di una scrittura privata risalente ad oltre 20
anni addietro, la loro intenzione quella di risolvere il problema con i modi soliti, vale a dire
quelli emergenti dalla sentenza sopra menzionata: azione illtimidatoria - taglio di 500 alberi da
far passare come uno sbaglio (llll!) - seguita da una richiesta funzionale a far comprendere che
le cose potrebbero peggiorare. obiettivo, quest'ultimo, raggiunto con la lettera scritta dal
MAMMOLITI Saverio su richiesta del figlio e inviata alla persona offesa.
A seguito di autorizzazione dell' A.G. di Palmi, in data 2.03.2012, i Carabinieri procedevano
all'acquisizione della missiva, non ancora inoltrata, trasmessa da MAMMOLITI Saverio " ... alla
sig.ra GERMANO', vedova SOCIANO Pasquale - tramite - il Comando Stazione Carabinieri
Delianuova (RC) ... "; tale lettera (ALLEGATO N. 15) viene di seguito riportata:
!
,
/
-37-
/
/
,/
/
./
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69112 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
--';.....
_'-.k_.......t:L.!:::..s2..z 1fl.._ .. L>"'L& .2:/2 ,'O /-,1 E't) G ...
D " . .s.JLIfJ" /7 ;' /'f],.c)./7 o __ tl.L-.-: __
_ . Fa (2 a vf1SPA, /7/-1 Dj' C/Y,l4,
.... __ __ . .A_LldJ:::::_...sLr;-LL __ .
. SE'PiO cl'=2 ."Co t'l A,;-ID '. P17 .... .V.,IJ44 I,f)/'
;,;._JJJ:i,_.L .... J.Z; __ JZ-d', __ ... iR._, _C'-I _____ ._.____ .'
.__ \: )) "E LI f) IV e2 Il.4 J2. &. ,0/' . . .
Ctt/S/)Cl !tI lA :Jt';;,c.)fJQ,h
c:: 0,1-1 $'/ D:?. rz.6LR E P/ te' l' L (' -o H 7'.s:.H :/ cS '" Ctt4-
/ . 1 1.- Cl.
j >O Y 1. I S, J<... D c--:-z, 7:/,Q t B n..::J dr .l?s
TI/t.;:)-.a/ Z'JiL_._ .. l'_.....J=:t.LL:.o n;, l) ) oJYJl.. 'c,! s'-
T if2-.o. /71' T' 12? 176 g / t?/E / j':::-/ 'f...L..L ;;'1,;c,n... a" .
S'Z--&7:o (" #/71 li/T') . TI/T/D ii: <:tZ::.s:.._
T v r ;:r-o R 1/ E}... L Il <, al P-+,'iU-- rb .. s
(' t-t-E. L.JLZ7' Cl 5' I dr J)( C D a v.rJ J.. IF:. . ..J>'n .
___ -2:.J2..& L (Q R e> .......L12,I3. .: _1::://J tr C-./ ' Dg d _______ .
_--'---1.2'/ 1/ rfk /,ro c r' ili' f, Et P.1iiL ';2.. T't//-Y'-b ___ . __
.. __ ._ .. __ .... ___ _ . ___ ___ ." .
J3J-.Lh. ;Z-A'fL/7.->,..,v"f' f[. __
____ .. L/, . _ . __ . ___ _
___ --"&!P-..a.:n .. --..
. __ _c._ ... __ ....... --
f.!:. ;' 1"<>/'7/ J)";/ !Y/ESt' ./ '7.1./ S'o//-o ... r.
17 .4J17/?c.h/1"/ /J.::,'/' 1"""..,,t/, 'rr", J;:, I?AI>I?.r- /. /rl'FR.9HCl5: fi(" .. ; g .... -rP'*'rV<;
l") RI7<1
-38-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 6911 2 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
Pur essendo disorganica e sgrammaticata, la missiva presenta alcuni passaggi interessanti, che
vanno a confermare quanto finora detto e cio che i terreni oggetto della disputa tra le due parti
sono effettivamente di propriet della signora GERMANO' e che tale situazione era ben nota
al MAMMOLITI, tanto che lo stesso afferma che ci doveva essere pagato, sarebbe stato diviso
tra i suoi tre figli maschi.
I toni della missiva, per come gi detto, sono volutamente all'apparenza concilianti: la stessa
stata inviata per il tramite del Servizio Centrale di Protezione, dunque, quantomeno potenzialmente
leggibile dalle forze dell' ordine; il vero significato della lettera lo apprendiamo, per, per come gi
evidenziato, dalle conversazioni intercettate: i MAMMOLITI, sanno benissimo che non
potrebbero ottenere nulla sulla base di una scrittura privata risalente ad oltre 20 anni addietro, la
loro intenzione quella di risolvere il problema con i modi soliti, vale a dire quelli emergenti dalla
sentenza sopra menzionata: azione intimidatoria - taglio di 500 alberi da far passare come uno
sbaglio (!!!!!) - seguita da una richiesta funzionale a far comprendere che le cose potrebbero
peggiorare, obiettivo, quest'ultimo, raggiunto con la lettera scritta dal MAMMOLITI Saverio su
richiesta del figlio e inviata alla persona offesa.
Il fatto che l'invio della missiva e la funzione che la stessa avrebbe dovuto avere. pur con un
contenuto di apparente legalit, siano stati oggetto di uno specifico accordo tra MAMMOLITI
Saverio e MAMMOLITI Antonino, pienamente provato dalle conversazioni intercorse tra i
due tra 1'8 ed H21 febbraio 2012 sopra esaminate, nel corso delle quali, per come visto. il figlio
a sollecitare reiteratamente H padre a mandare una lettera alla German, per farle
comprendere come il vecchio boss, per quanto lontano da Oppido e, almeno formalmente, dalla
ndrangheta, fosse personalmente e fortemente interessato al possesso dei fondi.
CONCORSO di AUDDINO Marcello
AUDDINO Marcello , per come visto, il titolare dell'impresa i cui dipendenti hanno eseguito, su
richiesta dei MAMMOLITI, il taglio degli alberi di cui si parlato, azione che, per come detto,
da ritenersi avere costituito l'intimidazione nel contesto del reato contestato.
AI fine di apprezzarne la consapevole partecipazione all'azione delittuosa posta in essere dai
MAMMOLlTI, necessario prendere le mosse dalle conversazioni intercettate.
UTENZA INTERCETTATA 0966-640066 INTESTATA AD AUDDINO MARCELLO.
Gi nelle prime conversazioni - registrate a distanza di pochi giorni dal taglio degli alberi -
l'AUDDINO ha contatti tinalizzati alla vendita del relativo legname, da cui intende ricavare
molto denaro, tenendo conto del valore delle piante.
L'et di tali piante - 500 o 600 (/nni - non lascia dubbi sul fatto che stiano parlando degli ulivi
secolari saccheggiati nei giorni precedenti.
I possibili canali di smercio sono anche all'estero.
Conv. n. 51 del 07.02.2012 ore 08.27.08
-39-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/1 2 - MAMMOLITI SA VERIO ED ALTRI
-_L_
i
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINAR!
Marcello parla con Michele Marcico, amico di Pasquale Sgambettera. Michele dice di interessarsi
di legno ed ha dei parenti che trattano ulivi per arredamenti e " ... mi diceva Pasquale che tu sei uno
molto addentrato in questo settore ... ", Marcello conferma. Michele chiede come sono queste
piante e quanti anni hanno, Marcello dice che hanno 500 o 600 anni. Michele chiede se lui
uno che vende in giro per iI mondo e Marcello conferma poi dice a Michele che hanno piante di
tutti i tipi e potrebbe mandare delle foto e a domanda dice che lui ha un sito ma per trascuranza non
ha mai caricato foto. Michele dice che loro (i suoi parenti) hanno iniziato da poco ed hanno bisogno
di essere introdotti ed a domanda spiega che stanno a Foggia, Marcello dice che lui ha fornito
tutti, a Latina, al Nord, in Spagna. Michele chiede circa i prezzi e Marcello dice che vanno dai
500 ai 10.000 euro, ma dipende dalla pianta. Marcello poi dice che loro possono venire a veder
lui che cosa ha ed a domanda dice che per lo pi tratta ulivi. Michele chiede se ha lecci,
Marcello dice che potrebbero averli ma ribadisce che lavora di pi sugli ulivi, sugli aranci ed i tchi.
Quindi Michele chiede di mandargli delle foto e Marcello dice che potr mandare delle foto con la
mail e dice a Michele di dare l'indirizzo alla segretaria.
... l
h
i..I.,.,}:.iKr, 13 S3IilN.:' .
.'.
q
Ora registrazione: 11102/2012 10.56.33
Ora evento: ll/02/2012 10.56.41
Durata: 00.01.04
Direzione (l:Vsc - 2:Entr) 2
Monitorato
Interlocutore: +393389008020
Note 1: M.O. SIRlGATTI
Note 2: VOCALE
Sintesi:
Nilde risponde ali' Avv. FREZZA che chiede i prezzi a cui Marcello acquista il tronco, Nilde
dice che sono tra i nove cd i dieci euro ma lui (Marcello) li vuole sempre prima vedere.
L'avvocato dice che credeva fosse di pi poich adesso stava vendendo adesso una partita
all'impiedi e quindi si voleva regolare su questo. Nilde spiega che il prezzo per la segheria e di
dieci euro ma se poi non buona viene valutata come la legna.
........................ ,." ........... ..i ..... ,
404"
,,:. .. . .. ,:i I<i.;,i>.;...;j
Ora registrazione: 13/02/2012 09.38.02
Ora evento: 13/02/2012 09.38.11
Durata: 00.00.58
Direzione (l:Vsc - 2:Entr) 2
Monitorato
Interlocutore: +390966940515
Note l: M.O. SIRlGATTI
Note 2: VOCALE
Sintesi:
Nilde risponde ad un uomo che chiede 15 quintali di legna ma la donna spiega che loro non
40-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 6911 2 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
vendono al dettaglio, fanno grossi carichi mandandoli al nord.
.
";,
."/ .. iL .......... , .. " ... ' . '.,...'.Y . . 5!1bc ..... .,;,\T " ('ii '/
Ora registrazione: 09/021201214.48.12
Ora evento: 09/02/201214.48.16
Durata: 00.03.13
Direzione (I:Usc - 2:Entr) 2
Monitorato
Interlocutore: +3902218787
Note l: M.O. SIRIGATTI
Note 2: VOCALE
Sintesi:
Marcello risponde a Gianluigi della GlobaIcargo di Milano che gli dice che lo chiama per una
spedizione per Abudabi. Marcello dice che lo aveva gi chiamato la ragazza l'altra volta ma
Gianluigi dice che la prima volta che lo chiamano. Poi Gianluigi gli dice che loro (la ditta di
AUDDINO) dovrebbe avere tre contenitori da 40 " .. per loro ... ", tre container da 40 piedi,
quelli grossi. Marcello chiede quant' l'altezza dei container dentro e Gianluigi, dopo averlo
chiesto a qualcuno, dice che di due e trenta. Marcello gli dice di vedere che lo aveva gi chiamato
una ragazza e quell' altezza del container poco. A domanda, Marcello dice che ci vorrebbe
l'altezza di almeno 2 e settanta perch a due e trenta la pianta verrebbe tagliata molto e si rovina.
Gianluigi dice che allora avviser gi. Gianluigi chiede di che tipo di container si tratta e Marcello
spiega che col cliente hanno deciso di mettere due piante da sei/sette metri di lunghezza, ma
l'altezza dei rami due e settanta altrimenti verrebbe troppo tagliata. Gianluigi dice che costa di
pi e Marcello dice che una cosa che deve decidere il cliente.
UTENZA INTERCETTATA N. 337879592 INTESTATA AD AUDDINO MARCELLO.

,................... ", ....... '. ............:.j:;
692:,";;'.\' i<i/ ...,/L ................
Ora registrazione: 10/02/2012 13 .11.46
Ora evento: 10/02/2012 13.11.50
Durata: 00.00.42
Direzione (I:Usc - 2:Entr) 2
Monitorato
Interlocutore: +393277682777
Chiamante (Origine):
Chiamato (Destinazione):
Intestatario:
Utilizzatore:
Note l: M.O. SIRIGATTI
Note 2: VOCALE
Sintesi:
Felice (uomo che parla con accento straniero) chiama a Marcello e dice che ha una squadra
-41-
I
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N, 69112 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
f-
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PREliMINARI
per lavorare ma Marcello dice che lui di squadre ne ha 4 .

. ''l''\ ..>i ....... ';... '1 . . ;; . . ; .. ...?:.\;'! . j'iDfa
Ora registrazione: 12/02/201216.49.20
Ora evento: 12/02/201216.49.24
Durata: 00.04.42
Direzione (l:Usc - 2:Entr) 2
Monitorato
Interlocutore: +9613622884
Chiamante (Origine):
Note l: M.O. SIRIGATTI
Note 2: VOCALE
Sintesi:
Marcello risponde a George Sali ba (che parla in italiano ma con accento straniero) il quale
gli chiede se l'hanno chiamato dalla compagnia per il carico. Marcello spiega che i container
sono troppo bassi e la pianta si rovinerebbe tagliandola. George dice che dovr sentore prima
il cliente e poi gli far sapere mentre Marcello chiede l in Libano come si sta, George dice che
si sta bene, fa freddo ma non come in Italia e sono tre settimane che piove ininterrottamente.
George poi dice a Marcello che Faro " .. deve mandarti un container di cactus incassati sul cassone
di legno e tu li metti sopra gli ulivi ... ogni due ulivi ... invece ... questi viaggiano senza documenti
perch li fa Faro .. .invece io . .io avrei bisogno di due olivi di quelli alti..alti ... quelli che abbiamo
segnato per Arcangeli ... se ti ricordi ... " e li devono mandare da Faro che deve caricargli due
container. I due parlano nuovamente della problematica della dimensione del container. George poi
si raccomanda per le radici, dicendo che si deve mettere un po' di torba.
Tale conversazioni sono significative in s di come l'AUDDINO sia un imprenditore esperto del
settore, con solidi contatti, anche all'estero; di come lo stesso sia molto attento alle partite di legna
da trattare; prova emblematica ne la conv. n. 353 dell' 11.02.2012, nella quale Nilde, segretaria,
parlando con un cliente, diceva che AUDDINO Marcello era solito vedere sempre i trollchi ed il
legllame che trattava.
Trattasi di elementi utili per escludere che AUDDINO Marcello abbia eseguito l'ordine dei
MAMMOLITI - avente ad oggetto, per come visto, oltre 600 piante - senza essere perfettamente
consapevole del fatto che fossero ulivi secolari presenti su fondi appartenenti a soggetti diversi
dai MAMMOLITI medesimi.
L'AUDDINO soggetto che ha una perfetta conoscenza dei luoghi, ha una pluriennale esperienza
nel settore del legname e, soprattutto, ben conosce il "committellte", la sua storia criminale, fatta,
soprattutto, di uliveti sottratti con l'intimidazione e la violenza ai proprietari, per questo oggetto
di confisca.
Ai fini suddetti, appare opportuno soffermarsi anche su alcuni dati significativi dei suoi rapporti con
circuiti criminali di una certa valenza.
42-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
Sul punto, la Stazione Carabinieri di Cittanova ha evidenziato, tra l'altro, che lo stesso, in data
11/07/2005, veniva tratto in arresto in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare
nr.1355/01 emessa in data 08.07.2005 dall'A.G. di Catanzaro (ALLEGATO N. 11).
La Stazione Carabinieri di Polistena, evidenziava, ancora, a suo carico, quanto segue:
(ALLEGATO N. 12):
>- 06.07.1981 con R.G. nr.286/I dell' Arma di Rizziconi denunciato in stato di fermo di
p.g. alla Procura della Repubblica di Palmi per ricettazione di vespa 125 (sconoscesi
esito);
>- 24.12.1993 con 1.R. Cat. Z2/DIV I/93 del Commissariato di Polistena veniva segnalato
alla Procura della Repubblica di Palmi per violazione delle norme sullo statuto dei
lavoratori (art. 33 L.300/70) e di quelle che disciplinano il collocamento agricolo (art.
IO L. n 83/70), avendo utilizzato prestatori d'opera irregolari, e senza l'attivazione dei
competenti Uffici di Collocamento;
>- 07.04.1994 con decreto nO 4877/125 della Prefettura di Catanzaro gli veniva sospesa la
patente di guida dal 02.04.1994 al 02.05.1994;
>- 11.03.2004 con 1.R. nr. 60/15 di quest' Arma denunciato in stato libero alla Procura della
Repubblica di Palmi per assunzione di lavoratori extracomunitari privi di permesso di
soggiorno (sconoscesi esito);
>- 29.01.2009 con L R. nr. 1/3-2/2009 dell' Arma di Cinquefrondi denunciato in stato
libero alla Procura della Repubblica di Palmi per ricettazione di legname oggetto di
Furto;
>- 17.12.2009 Veniva sottoposto alla misura dell'Avviso Orale da parte del locale
Commissariato di Polistena.
Oltre a quanto riportato, l'AUDDINO annovera numerose frequentazioni con persone pregiudicate
e/o d'interesse operativo, indicate negli allegati sopra menzionati.
Trattasi di un complesso di emergenze idonee a far ritenere l' AUDDINO Marcello pienamente
consapevole dell'aItruit dei fondi ove erano cresciute le piante di ulivo tagliate su richiesta dei
MAMMOLITI, della fUllziol/e il/timidatoria di tale taglio e dell'ingiusto profitto che ne sarebbe
derivato per i committenti, con conseguente danno per le persone offese.
Ulteriore prova del modus operandi - pienamente rispondente ai parametri legislativi rispetto al
concetto di mafiosit - di MAMMOLITI Saverio e dei suoi figli, la si rinviene nelle seguenti
trascrizioni che attengono ad un singolare episodio avvenuto sempre a Castellace il 09.02.2012; in
quella data infatti Saverio apprendeva dall'indagato CARPINELLI Danilo (figlio, per come detto,
della sua attuale moglie ANAST ASI Caterina) che su un terreno di propriet o, comunque, nella
disponibilit di un tale successivamente identificato in RANIERI Antonio, erano in corso dei lavori
di taglio di legna, cosa per nulla gradita al MAMMOLITI, in quanto il RANIERI persona che
aveva avuto una "causa" con la sua attuale moglie.
Appresa la cosa, MAMMOLITI Saverio chiamava tiglio MAMMOLITI Antonino, dandogli - in
almeno due diverse conversazioni - precise indicazioni di comportamento, iniziando con
l'affermare: " ... senti ... devi fare le cose a modo di tllO padre ... come era tllO padre ... ", praticamente
-43-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69112 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
esortando il figliastro a comportarsi come lui, cio con la prevaricazione che caratterizza il
metodo mafioso; proseguendo infatti, Saro incaricava il figlio Antonino di recarsi dal" .. . padre di
quello che si maritato con la figlia di Rosaria ... " (cio, dalla ricostruzione che stata compiuta,
da GIORDANO Vincenzo", colui che eseguiva i suddetti lavori) per dirgli: " ... 10 ringrazi tu da
figlio mio ... /o ringrazi di cuore ... e che non si permetta di andare da chi gli ha dato pane a cercare
giustificazioni ... questo glielo dici tu da uomo ... non ti permettere di andare da chi ti ha dato
pane a cercare scuse o giustifcaziom ... parole chiare ... lo saluti e lo ringrazi e basta ... da uomo
di quello cile sei ... senza niente ... "; tali espressioni venivano pi volte ripetute dal MAMMOLITI
Saverio, il quale, con tono perentorio, ordinava al figlio di parlare con la citata persona, dicendogli
esattamente cosa avrebbe dovuto dirgli; tra i passaggi pi significativi, vi quello attinente
"all'appartenenza" di Antonino ad una determinata famiglia e, soprattutto, quello in cui gli
sottolinea che lui doveva parlare in nome di suo padre: "ti ringrazio pure io ... da figlio di mio
padre; che il messaggio sia stato di natura intimidatoria, lo si ricava, oltre che dal contenuto e dal
tono utilizzato, anche dal passaggio in cui MAMMOLITI Saverio - conscio di una possibile
intercettazione o comunque, del fatto che il GIORDANO o il RANIERI avrebbero potuto
denunciare la cosa - raccomandava al figlio di fare le cose in modo ..... pulito ... " e di dire
..... parole serie ... da uomo ... senza niente ... per l'amor di ... non voglio sapere niente di loro ... lo sai
cile io obbedisco alla /egge ... inc ... e pl/re tl/ ... ".
Si riportano di seguito le conversazioni attinenti al citato episodio:
...... ;; ....... ; .....;;;.; ... ;.;.............. :q.i;.;.j .... .;;...13Q ..
Ora registrazione: 09/02/201210.27.30
Ora evento: 09/02/2012 10.26.03
Durata: 00.03.23
Direzione (l:Usc - 2:Entr) 1
Monitorato
Interlocutore: +393490980680
Sintesi:
Antonino risponde al padre a cui dice che aveva il telefono dentro e che si trova dagli animali.
Quindi il J2adre dice ad Antonino " ... senti .. devi fare le cose a modo di tuo J2adre ... come era tuo
J2adre ... " e quindi prosegue dicendogli di andare dal " .. padre di quello che si maritato con la figlia
di Rosaria .. " e dirgli che lo saluta " .. assai assai ... " e dirgli che lui lo ringrazia che sono quattro anni
che non paga" .. a chi gli ha dato pane ... sono quattro anni che avanza 800 euro e non glieli d ... che
ha il tiglio che cammina con macchine sportive e ... e lui non da meno ... digli che lo ringrazio assai
assai ... digli che lo ringrazio pure che non l sopra per ... inc ... era lui ah ... dove lavoravi tu che
facevi la legna ... il padre di quello che ha telefonato a mia moglie ed un anno che hanno una
causa ... giusto? .. caccia la legna per quello zumbato (fonetico - parte dell'albero che resta nel
terreno) .. non vale ... digli che lo ringrazio di cuore ... che ha una causa la moglie ... normale ... che
penso che non una cosa giusta che faccia la legna a chi l' ha insultata per un anno e che ha una
causa e deve rispondere ... senza niente ... inc ... non solo questo .. .10 ringrazi tu da figlio mio .. .Io
ringrazi di cuore ... e che non si J2ermetta di andare da chi gli ha dato J2ane a cercare giustificazioni
... guesto glielo dici tu da uomo ... non ti J2ermettere di andare da chi ti ha dato J2ane a cercare
scuse o giustificazioni ... J2arole chiare .. .10 saluti e lo ringrazi e basta ... da uomo di guello che sei
... senza niente ... inc .. di straordinario ... la legge ... una cosa pulita ... porta a quello gli fa la legna
... il ... inc ... insultato una mamma di fami>!lia Der un anno ... un muccuso ... che ha una causa e deve
Il Nato ad Oppido Mamertina il 25.04.1957, ivi residente in via Provinciale nr. 3.
-44-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69112 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI -<
( '.
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
rispondere ... porta .. inc .. .l sopra ... lo ha visto Danilo un' ora fa ... senza niente ... lo ringrazi di
cuore e che non si permetta di andare da quello che gli ha dato pane per quattro anni ... oramai i
soldi non valgono pi ... dopo quattro anni zero ... che gli deve dare i soldi.. e hanno un figlio e lui
che fanno i russi non vale... ad una donna che lavora sedici al giorno ... diciotto ore... che deve
mantenere un figlio e una moglie e sa le condizioni in cui siamo ... e non gli ha dato i soldi e fanno i
russi ... a parte questo porta a quello a fare la legna ... trasalito quando li ha visti .. a chi gli ha
insultato la mamma e le creature per un anno ... per telefono .. pure sedici volte al giorno ... e lo porta
l ... sissignore .... ma senza niente ... senza .. .10 ringrazi pure tu ... che sei mio figlio ... ". Antonino dice
che va bene ma poi cade la linea.
;;',C,",':."
,,' ',i, ,.,):;) X/'j';. ,".'}

na
r
'"
',,'J'{.;' :&",'; ::':'t;'" F:': ';
)'i
Ora registrazione: 09/021201210.31.37
Ora evento: 09/02/201210.29.32
Durata: 00.01.58
Direzione (I :Usc - 2:Entr) l
Monitorato
Interlocutore: +393490980680
Chiamante (Origine):
Chiamato (Destinazione):
Sintesi:
Antonino richiama il padre a cui dice che era caduta la linea. Saro Mammoliti chiede al figlio se ha
caRito cosa gli stava dicendo e che non si pennetta (la terza persona) di andare a cercare
giustificazioni, " ... che non si pennetta di andare neanche per sogno ... che veramente poi no ...
inc . .io non voglio nemici ... di nessuno ... tu lo ringrazi ... tu da figlio mio ... e lo saluti...e basta ... hai
sentito tutto pulito pulito? .... eh .. quando vai? .. ", Antonino dice che pi tardi va ma il padre gli dice
di andare adesso che forse sono ancora (terze persone) dalle parti di (sembra dire) " .. munti .. ".
Ancora il MAMMOLITI lladre dice al figlio, dORO avergli detto di telefonargli, " ... parole serie ... da
uomo ... senza niente .... Qer l'amor di ... non voglio saRere niente di loro ... lo sai che io obbedisco
alla legge ... inc ... e pure tu ... ". Poi i due parlano di un cane che ha Antonino da circa due mesi e poi
nuovamente Saro dice" .. .10 saluti ... Qulito Rulito ... che non si permetta di andare a dirgli niente .. .in
assoluto ... che il figlio fa il rosso ... che non ha una lira ... e pensa tu ... quatto anni ... una vergogna ...
non si vergogna una persona ... una cristianeja (fjmetico) che lavora, a parte porta a quello a munti
(fsmetico) .... gli fa la legna ... ma cose ... cose da non credere .... ma non si vergogna uno di questi ...
per ringrazialo assai assai ... per diglielo all'ultimo ... ti ringrazio
12
ure iO ... da tiglio di mio
oadre e_poi telefoni...". Antonino dice che va bene. Si salutano.
MAMMOLITI Antonino, obbedendo al padre, si recava effettivamente presso quei terreni o
comunque alla ricerca degli interessati; confenna di ci fornita, non solo dal contenuto delle
intercettazioni, ma anche da un riscontro fattuale acquisito dai militari della Stazione di Castellace.
lnvero, dalle successive conversazioni tra padre e tiglio, si apprende il MAMMOLITI Antonino,
seguendo le indicazioni del primo, si recava a cercare l'interessato, apprendendo dalla moglie che lo
stesso non c'era; si dirigeva, quindi, "a munti" e lo notava in compagnia di quello (verosimilmente
il GIORDANO), segnalando, al contempo, la presenza di Danilo (CARPINELLl Danilo),
decidendo, pertanto, in quel momento, di non avvcinarsi; MAMMOLITI Saverio, appreso ci,
ribadiva i concetti gi espressi in precedenza, intimandogli di tornare sul posto e di parlargli,:
-45-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69112 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
;
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
" .. o vai a munti .. e lo chiami a parte normale ... inc .. che fai una passeggiata ... vai .. " .... vai .. vai
a parlare e poi mi c/ziami..!!!
Importante quest'ultima afIermazione, in quanto significativa di come MAMMOLITI Saverio,
bench lontano fisicamente da OPPIDO, abbia, comunque, il controllo di tutte le situazioni che
lo interessano:

'", ,t .........' ..
.
'!i.C.,
i/i,...'..."
Ora registrazione: 09/02/2012 12.58.20
Ora evento: 09/02/2012 12.58.17
Durata: 00.02.02
Direzione (I :Usc - 2:Entr) 1
Monitorato
Interlocutore: +393490980680
Sintesi:
Nino chiama il padre (Saverio "Saro" Mammoliti). Antonino dice di essere andato e "sua moglie"
ha detto di Qassare dOllo che non c'era. Poi Antonino dice di essere andato "a munti" e lui (la terza
persona) era con quello e toglievano la legna dalla strada. Saro chiede al figlio se non sia entrato,
Antonino dice di no e il padre gli chiede il perch. Il ragazzo spiega che erano l e c'era " . .lui,
Danilo .. e tutti e due ... ", Saro chiede "ah ... c'era pure Danilo ora? .. " e Antonino spiega che si tratta
di mezz'ora fa. Il Qadre allora gli dice che lui non deve llarlare con Danilo e con questo, " ... tu devi
Qarlare di cose tue ... da mio figlio e da uomo quello che sei ... lo ringrazi...come ti ho detto io ... a
guello non gli dire niente Qerch io ho detto di non dirgli niente ... normale ... io ho a mio figlio ... non
a lui ... normale questo ... o no? .. ", Antonino concorda e Saro prosegue " ... che lui ... eh ... va
trovando la scusa ... non fa niente ... l'interessante che tu faccia come ti dico io ... e basta ... inc .. inc ..
dici .. , vabb va ... meglio che parli...io pensavo che ci avevi gi parlato ... ", Antonino ribatte che la
moglie gli aveva detto che non c'era e ora va di nuovo. Saro dice al tiglio di non andare dalla
moglie ma da lui, di fare tutto normale e poi di chiamarlo, aggiungendo" .. 0 vai a munti .. e lo
chiami a {2arte normale ... inc .. che [jJi una [2.asseggiata ... vai .... inc .. ma scusa ... normale ... se tu
lavori l ... vai va ... che la hai lavorato ... io penso che quando parli con quello di cosa parli 7 ...
lavori tu e basta ... hai capito s o no? ... per come dico io col giusto ... vediamo 'sta giornata ...
vai .. vai a {2arlare e [2.oi mi chiami ... ". I due si salutano.
Sempre rispettoso degli ordini impartiti, Antonino saliva in macchina e chiedeva che gli venisse
chiamato tale Francesco; evidenzia la p.g. che " .. quello che si maritato con la figlia di
Rosaria ... " si chiama proprio Francesco:
Registrazion:' ' .
'. '.

. .... ................ ....


4J',....}
............ '/:. . ...
Ora registrazione: 09/02/2012 13.17.58
Ora evento: 09/02/201213.17.54
Durata: 00.00.09
Direzione (1: Usc - 2: Entr) 1
Monitorato
Interlocutore: +393281044852
-46-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLlTl SAVERIO ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
Sintesi:
Durante gli squilli, oltre ad un rumore di auto ferma e di uno sportello di autovettura che si apre, si
sente la voce di Antonino che dice "me lo chiami a Francesco?".
Prova definitiva dell'avvenuto incontro MAMMOLITI Antonino ed il GIORDANO Vincenzo
stata fornita dai Carabinieri della Stazione Carabinieri di Castellace che, proprio in data 09.02.2012,
notavano i due dialogare nei pressi dell'abitazione del GIORDANO (ALLEGATO N. 16 inf. cit.).
La p.g. ha individuato la causa del "maillmore" del MAMMOLITI Antonino nei confronti dei
RANIERl ; il riferimento ad una causa in corso, attiene ad una denuncia (datata 15.10.2006) sporta
da CARPINELLI Danilo presso la Stazione Carabinieri di Castellace e relativa a delle molestie e
minacce a mezzo telefono subite dalla madre ANAST ASI Caterina, attnale moglie del
MAMMOLITI; dagli accertamenti esperiti emergeva che le utenze con cui venivano fatte le
chiamate anonime erano intestate al sopra citato RANIERI Antonio, ex cognato di ANAST ASI
Caterina poich marito della sorella Giuseppina, dalla quale si era separato alcuni anni prima (vedi
ALLEGA TI da n.17 a n. 22 inf cit.).
Trattasi di episodio che sar approfondito - sentendo le persone interessate - nel prosieguo delle
indagini; oggi, dunque, non vi una specifica contestazione, ma, ripetesi, lo stesso ulteriormente
significativo dell'attualit del comportamento mafioso del MAMMOLITI Saverio.
Ulteriormente significativa di tale modus operandi di MAMMOLITI Saverio e suo figlio
Antonino, la seguente conversazione tra i due; il padre, con riferimento ad un'area, loro
confiscata, ove vi un campeggio
l2
, esorta il figlio ad agire, ad interessarsi dell'immobile,
portando s stesso come esempio e pretendendo dal figlio lo stesso approccio e la medesima
determinazione nel rivendicare ci che, secondo il MAMMOLITI, il loro diritto sul campeggio
stesso; molto interessanti sono i passaggi in cui il genitore faceva riferimento alla necessit di
preservare il "bllon nome" dei MAMMOLITI e di mantenere integro, soprattutto per il paese (ndr.
Castellace), il "prestigio" criminale guadagnato nel corso degli anni.
Trattasi di conversazione che merita di essere letta nella sua interezza:

;"/<c ... ,> ..... .. . .. <l.': ___ T< ......
'537. .. .... )/:: ... ).ijr,. ... .. ./.l;.i ....
Ora registrazione: 19/02/201219.12.51
Ora evento: 19/02/201219.12.46
Durata: 00.06.20
Direzione (I:Usc - 2:Entr) I
Monitorato
Interlocutore: +393490980680
Sintesi:
Saro Mammoliti poi aggiunge che domani dovrebbero portargli la notizia se l'hanno sbrigato,
cosi poi si vedranno presto o laggi al campeggio o ad un'altra parte ... e me la vedo io ... ". Poi
Saro chiede al figlio se andato al campeggio, Nino risponde che non c' andato per niente e il
p_adre seccato !!Ii dice ", .. e non vai per niente l? ... ", Nino dice che pure a piedi e il padre
12 Camping "DUE PINI", sito nel comune di Palmi -localit Scin, comprendente un terreno di mq. 17.280 circa. n. 39
alloggi di mq. 30 circa, n. 4 alloggi di mq. 20 circa e n. 6 alloggi di mq. 40 circa, gi sottoposto a contisca con sentenza
definitiva della Corte di Cassazione in data 29.10.1986 (ALLEGATO N. 24)
47-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLITt SAVERIO ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
l!rosegue (seccato) " ... io dico una cosa scusa ... se uno ha una terra che i cristiani .. l!ure che
hanno due metri ... agiscono ... voi avete ragione che siete cresciuti con l'indegnit di tutti ... ma
la gente la sua se la bada ... l iI tuo l ... l!uoi andare ... me ne fotto di guella e di guelI'altra
l ... fatemi stare 'na cana l (fjmetico) 'na cana 'i strada con l'amante ... guesta dignit ... non
che dici .. l!er me ... che vi devo dire .. a me mi interessa di te ... guella si trova un altro amante
e se lo tiene l ... ma la gente che dicono ... 'sti scisciati gua (fonetico) ... a chi cazzo nato? ..
... figli ... loro dicono di chi sono figli? ... di suo l!adre non hanno niente? ... guando la gente
sa al l!aese .. .Io sanno ... che io nelle mie terre ... sto l!arlando della gente forestiera ... laggi
... inc ... inc ... Ii cacciai con una l!arola sola ... una l!arola ... guando voi sal!ete che a munti lavora
guello l ... non l!assava nessuno mai ... se non l!igli ... seml!re con l'onest l!reciso ... iI tuo l ...
dieci metri o cento metri...o una casetta ... fate comandare ad una troia che va dai tuoi zii ... ma
a me che mi interessa dei tuoi zii ... che se glielo dico io non va nessuno ... manco l!assano
l ... manco con gli aerei ... fanno scialate ... l!izze ... vanno tutte le .. h/c ... e guardano se ci siete ...
ma che cazzo di cervello l!0tete avere tu ... tuo fratello ... si buttato dalla fidanzata ... che cazzo
la vuole ... cio ... guella che gli
l!U
dire ... ci vuole animo l!er badarla ... cio dico la cosa
deIl'uomo ... s .. hai ragione che non avete avuto a nessuno che vi iml!ara che vi hanno
abbandonati tutti... ma uno seml!lice .. il suo suo ... mio fratello va da guella e si vanta che
mangiano e bevono con tutti .. a scialate"l!izze ... ma non che mi interessa che fanno ... l!erch
se ero io ... se era mio ... non l!assa nemmeno un uccello ... eerc// mio e non che c' qualcuno
che eu cacciare me ... ma [!.ure tu stesso ... tuo ... lo ha lavorato tuo [!.adre ... si s[!.arato trent'anlli
di galera .. a parte guanto ... centinaia di rischiate di vita ... non che una barzelletta .. dice
che me ne fotto che ha rischiato la vita mio l!adre? o che ha fatto trent'anni di galera .
Antonino ribatte che sono dieci giorni che a l!iedi e non ha come scendere ed il l!adre gli
sl!iega che non che deve usare guesta scusa e l!0teva farsi accoml!agnare da un amico e, nel
risl!etto della legge, avrebbe dovuto dire (ad una terza l!ersona) <<chi cazzo sei tu qua?,
precisando che non vuole che commetta reati e facendo il paragone con la sua scarcerazione,
dopo la quale lui non si comportato male, perch anche i giudici vogliono la sua (buona)
reputazione. Saro continua dicendo che quando lui era l [uori e lavorava l dentro, comandava
lui normale ed anche quando veniva la dottoressa a cercargli qualcosa, lo chiedeva eer eiacere,
" ... l!erch ci stavo io ... il suo suo ... ora l!er dire ... se tu sei l ... dove c' la signora .. che
l!agato ... e non l!uoi entrare e viene uno e ti dice cosa devi fare ... ma che cazzo caml!i a
fare ... vattene l!er dire ... non lo so ... in Cina ... in India ... in Gial!l!one ... in Africa ... scoml!ari ..
l!erch se tuo .. tuo ... i sacrifici di mio l!adre ... che me lo sono sognato l'altra notte ... sono i
miei ... guello l'ha fatto l!er me .. .I'ha fatto l!er lui l!er andare avanti con tutti i figli ... e io so che
i figli di tuo zio Nino so' 'na merda ... ognuno guarda il suo .. normale ... guello l ... dice che gli
hanno l!reso la macchina e l'hanno snaccato di botte a guello l ... hanno fatto male ... cio sono
cose semnlici ... che tu hai gueste merde l che non valgono ... inc .. .la razza ... un soldo ... un
soldo su tutti ... tutta la generazione ... che non valgono niente ... non hai visto tuo cugino?..fece
una guerra che a munti ci stava guella cristiana ... inc ... ti hanno abbandonato ... l'evidenza
guesta ... gueIIi ti abbandonano e ti fanno morire di fame ... ora guella fidanzata l .. .'sta
scimmia ... guella se ne fotte di te ... di tuo fratello ... e guesta la vita ... che a due ... inc .. la
mantiene".l!rendila ... " ma poi cade la linea.

LA VALUTAZIONE DEL G.I.P.
Alla luce delle indicate emergenze probatorie, deve convenirsi con la pubblica Accusa che
sussistono a carico degli indagati, ad eccezione di Auddino Marcello, gravi indizi di
-48-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
colpevolezza in ordine ai reati ai medesimi ascritti ai capi C), D), E) ed F) della rubrica
imputativa.
Per come ampiamente evidenziato dai requirenti, la vicenda delittuosa in esame si connota
per l'impiego di una duplice metodologia nel cui ambito Mammoliti Saverio gioca un ruolo
apparentemente lecito, che si accompagna a una tipica condotta minatoria consistita nel
tagliare "a zero" [o meglio alla base del tronco: c.d. stroncatura, o taglio al ciocco] ben 640
piante di ulivi secolari e impossessarsi del legname ricavatone.
Di tali ulivi, oltre un centinaio erano allocati su terreni siti in contrada Don Fedele di
Castellace di Oppido Mamertina, confiscati a suo tempo alla cosca Mammoliti e attribuiti
in comodato d'uso gratuito alla Cooperativa "Valle del Marro - Libera Terra", mentre le
residue cinquecento piante insistevano su un terreno di propriet della signora German
Rosa che era oggetto degli appetiti di Mammoliti Saverio e del di lui figlio Antonino che si
era rivolto ad Auddino Marcello, titolare di una ditta specializzata nel settore boschivo
perch ne eseguisse il taglio.
La ricostruzione della vicenda, che stata in precedenza riportata, si offre a una serie di
considerazioni che conducono alla condivisibile conclusione prospettata, con dovizia di
argomentazioni, dalla pubblica Accusa, secondo cui si di fronte a una serie di condotte
delittuose riconducibili a una metodologia tipicamente mafiosa.
In tal senso depongono le seguenti considerazioni:
- Mammoliti Saverio, da oltre un ventennio aveva posto gli occhi sulla propriet della
signora German, che non fu l'unica vittima dello strapotere mafioso del clan
dominante in Castellace;
- il fondo della signora German, vedova Vocisano, rimase un obiettivo non raggiunto in
relazione al quale Mammoliti Saverio non aveva perso la speranza di entrarne in
possesso, sbandierando un muffito contratto preliminare di vendita risalente al 1991;
la caparbia ostinazione della German, che non intendeva soddisfare le richieste dei
Mammoliti, era un ostacolo da superare con le buone e/o con le cattive maniere, visto
che le trattative intercorse negli ultimi mesi con il giovane Antonino Mammoliti non
avevano sortito alcun effetto, pretendendo la venditrice la somma di 150.000,00 euro
per la cessione del fondo: nella specie la particella 126 (cfr. verbale di s.i.t. rese alla p.g.
da German Maria Rosa in data 31.1.2012; cfr. fol. 49 dell'informativa del 30.5.2012);
- si adotta, pertanto, da parte degli indagati una duplice iniziativa che vede quali
protagonisti, con ruoli distinti, ma sinergicamente coordinati, Mammoliti Saverio e il
-49-
I
I
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLITI SAVERIO ED ALTRI r--
I
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
figlio Antonino, il quale, operando sul territorio che storicamente dominato
dall'omonimo clan mafioso, mette in atto una condotta tipicamente minatoria: il taglio
di secolari alberi di ulivo per farne legname, e quindi impossessarsene, al fine di rendere
il vasto fondo della German privo di valore economico.
Orbene, un'iniziativa di tal fatta, che denuncia all'evidenza una proditoria condotta
mafiosa di controllo di fatto del territorio, non pu imputarsi all'asseritamente maldestra
iniziativa di Mammoliti Antonino che, per il tramite degli ignari dipendenti della ditta
Auddino, ha fatto abbattere oltre seicento piante di ulivi secolari, asserendo a sua
giustificazione, una volta che erano intervenuti gli inquirenti che avevano colto sul fatto i
meri esecutori materiali del taglio di un cos vasto bosco di ulivi, che si era trattato di un
mero errore, poich riteneva che le piante abbattute (ivi comprese quelle che si
appartenevano allo Stato) ricadessero nella propriet della signora German, che, a suo
dire, l'aveva autorizzato al taglio questione.
Si tratta all'evidenza di una puerile ed inconsistente scusa, laddove si ponga mente al fatto:
che la German l'ha smentito sul punto, negando di aver autorizzato il giovane
Mammoliti ad abbattere le sue piante di ulivo (cfr. verbale di s.i.t. e querela proposta
dalla p.o.);
che il terreno della German costituiva un antico obiettivo del padre;
che tale minatoria iniziativa di Mammoliti Antonino di certo non poteva essere
intrapresa senza il preventivo assenso del genitore, per come si evince dal tenore delle
conversazioni intercorse tra i due che comprovano come il giovane fosse eterodiretto
dal genitore;
che, per come denunciano le indagini effettuate, ivi compresa l'attivit
d'intercettazione delle conversazioni intercorse tra padre e figlio, iniziata solo dopo la
proditoria azione in danno dei cooperanti e della German, di tutta evidenza la
fattiva partecipazione, o meglio "la regia", di Mammoliti Saverio che assume un
atteggiamento felpato, nella misura in cui sottoposto a programma di protezione in
quanto collaboratore di Giustizia;
che la sussidiaria missiva inviata, su sollecitazione del figlio Antonino, da Mammoliti
Saverio alla signora German serviva a notificare alla persona offesa - con cui le
trattative in corso nei mesi precedenti non avevano sortito l'effetto sperato - il
perdurante interesse, di accaparrarsi il suddetto fondo, al punto di abbatterne tutti i
secolari alberi di ulivo ivi esistenti.
-50-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLITl SAVERIO ED ALTRI
. l'''
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELiMINARI
*
Le indicate emergenze probatorie consentono di affermare che le condotte in esame
integrano i reati indicati ai capi C), D), E) ed F) della rubrica imputativa, ascritti a
Mammoliti Saverio e Mammoliti Antonino, i quali sono i sicuri portatori di un illecito
interesse e di una concorrente comune causale.
E invero, l'attivit estorsiva [di cui ai capi C) e D) della imputazione] attuata dagli indagati
attraverso il proditorio e simbolico taglio di un cos ingente numero di ulivi secolari, stata
volta a conseguire un ingiusto profitto consistente per i Mammoliti nel tentare di
accaparrarsi il fondo della German, inducendola a cederlo a un prezzo verosimilmente
vile, oltre che impedire ai soci della cooperativa Valle del Marro di esercitare la loro attivit
sui fondi siti in localit Don Fedele di Castellace, confiscati da tempo alla cosca Mammoliti.
Avuto riguardo all'intervenuta sottrazione del legname [capo E) della rubrica], va detto
che in tema di furto, sussiste l'aggravante della violenza sulle cose (articolo 625, numero 2,
c.p.) tutte le volte in cui il soggetto, per commettere il fatto, fa uso di energia fisica,
provocando la rottura, il guasto, il danneggiamento, la trasformazione della cosa altrui o
determinandone il mutamento nella destinazione (Sez. 4, Sentenza n. 41952 del
06/11/2006, Di Cola; Sez. 5, Sentenza n. 24029 del 14/05/2010, Vigo).
La suddetta condotta integra, altreS, il delitto di danneggiamento aggravato [capo F) della
rubrica] in quanto, oltre ad essere state abbattute delle piante poste in opera dall'uomo, le
stesse, per la loro vasta estensione erano parte integrante di un bosco di ulivi.
Alla stregua della richiamata giurisprudenza di legittimit, le condotte ascritte ai predetti
indagati ai capi C), D) ed F) della provvisoria imputazione, risultano aggravate, ai sensi
dell'art. 7, legge n. 203 del 1991, essendo di tutta evidenza, nel caso che ci occupa,
l'effettivo ricorso al metodo mafioso che si concretato in un comportamento
oggettivamente idoneo, quale il taglio degli alberi di ulivo, ad esercitare sulle vittime la
particolare coartazione psicologica evocata dalla norma menzionata. Difatti, la letteratura
giudiziaria e le massime di esperienza consentono di affermare che, nel secolare costume
della 'ndrangheta, la pi incisiva intimidazione che si possa infliggere ai proprietari
terrieri, che non si piegano alle richieste estorsive (ad. es. la c.d. "guardiania"), consiste
nella distruzione delle piantagioni, per l'intrinseco simbolismo di tale gesto con cui si
pongono nel nulla decenni di duro lavoro.
Ad analoga conclusione deve pervenirsi in ordine al capo E) della rubrica, in quanto
l'aggravante di cui all'art. 7, legge n. 203 del 1991, che risulta contestata in fatto agli
-51-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69112 - MAMMOI.ITI SAVERIO ED ALTRI L
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
indagati, deve ritenersi pienamente sussistente alla luce delle argomentazioni che
precedono. Peraltro, le condotte descritte ai capi E) ed F) della rubrica, sono riconducibili
alla fattispecie del concorso formale di norme eterogenee, ex art. 81 c.p., sicch ne
comune anche la suddetta aggravante del metodo mafioso ascritta agli indagati.
*
La pubblica Accusa ha puntualmente scandito i passaggi attraverso cui si dipanata la
vicenda delittuosa in esame, pervenendo alle condivisibili conclusioni che vedono un
fattivo e sinergico protagonismo da parte di Mammoliti Saverio e Mammoliti Antonino, i
quali, secondo la prospettazione accusatoria, non sarebbero stati gli unici protagonisti
della vicenda in esame, che non poteva trovare compimento senza la fattiva e consapevole
partecipazione di Auddino Marcello.
A proposito del ruolo rivestito dall'indagato, i requirenti hanno evidenziato che l'Auddino,
imprenditore ben inserito nel settore boschivo e nella vendita di legname (per lo pi ulivi),
anche a livello internazionale, era solito visionare preventivamente gli alberi da abbattere,
sicch era logico ritenere che analoga ispezione avesse riguardato anche i fondi di contrada
San Fedele, ivi compreso quello di propriet della signora German, laddove si ponga
mente al fatto che l'attivit d'intercettazione, effettuata sull'utenza in suo al predetto
indagato, aveva registrato un significativo e inequivoco dialogo (cfr. conv. n. 51 del
7.2.2012, h. 08-27.08) nel cui ambito l'Auddino faceva espresso riferimento a piante di
circa 500-600 anni di vita, abbattute su richiesta del giovane Mammoliti: cio gli ulivi di
propriet della signora German e dello Stato, che aveva concesso in comodato gratuito
alla Cooperativa "Valle del Marro-Libera Terra" il terreno confiscato ai Mammoliti.
Pertanto, secondo la tesi accusatoria, le conversazioni captate consentivano di escludere
che l'Auddino [imprenditore esperto del settore, con solidi contatti, anche all'estero, e
molto attento alle partite di legna da trattare, "per come si evinceva dalla conversazione n.
353 dell'1l.02.2012, nella quale Nilde, segretaria, parlando con un cliente, diceva che
Auddino Marcello era solito vedere sempre i tronchi ed il legname che trattava"] "abbia
eseguito l'ordine dei Mammoliti - avente ad oggetto l'abbattimento di oltre 600 piante di
ulivo - senza essere perfettamente consapevole del fatto che fossero ulivi secolari presenti
sufondi appartenenti a soggetti diversi dai Mammoliti medesimi."
Deponevano in tal senso insuperabili argomenti di ordine logico e fattuale, giacch
'TAuddino soggetto che ha una perfetta conoscenza dei luoghi, ha una pluriennale
esperienza nel settore del legname e, soprattutto, ben conosce il committente, la sua
-52-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOLITI SA VERI O ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
storia criminale,fatta, soprattutto, di uliveti sottratti con l'intimidazione e la violenza ai
proprietari, per questo oggetto di confisca."
L'Auddino, in altri termini, dovrebbe concorrere nei reati ascritti ai Mammoliti, in virt di
una consapevole partecipazione all'attivit delittuosa, attuata dai coindagati.
Tale tesi, ad avviso di questo giudice, non appare sufficientemente persuasiva per le
ragioni che si andranno ad esporre.
I! concorso di persone nel reato, secondo la costante giurisprudenza di legittimit'3,
previsto dalla legge con riferimento ad una struttura unitaria, nella quale confluiscono tutti
gli atti dei compartecipi, per cui gli atti dei singoli sono, al tempo stesso, loro propri e
comuni anche agli altri. Al riguardo, devono sussistere: a) sotto l'aspetto oggettivo, la
connessione dei singoli atti; b) sotto l'aspetto soggettivo, la consapevolezza nei singoli
autori del collegamento finalistico dei singoli atti.
Pertanto, per affermare la penale responsabilit di un soggetto, a titolo di concorso in un
reato doloso, necessario, sotto il profilo oggettivo, che lo stesso abbia apportato un
contributo di ordine materiale o anche solo psicologico alla realizzazione della condotta
tipica di un reato, e, sotto l'aspetto soggettivo, che esista in quel soggetto la coscienza e
volont di concorrere con altri alla realizzazione di quel reato, senza per, che sia
necessaria in tutti i soggetti la reciproca consapevolezza dell'altrui contributo, essendo
sufficiente che sussista in quel soggetto la consapevolezza che vi sia la coordinazione delle
forze anche da parte di un solo concorrente. (Sez. 1, Sentenza n. 2077 del 10/10/1984,
Fiori).
Orbene, tali imprescindibili requisiti, che devono, necessariamente, ricorre, a mente
dell'art. 110 C.p., perch possa ritenersi sussistente una concorrente e consapevole condotta
dell'Auddino volta a realizzare gli illeciti obiettivi perseguiti da Mammoliti Saverio e
Mammoliti Antonino, non dato ravvisare nei termini richiesti dalla giurisprudenza di
legittimit sopra richiamata, per un duplice ordine di ragioni.
13 Perch possa parlarsi di concorso di persone nel reato il necessario. sotto l'aspetto soggettivo, che esista nei
compartecipi la coscienza e volont di concorrere con gli altri nella realizzazione del reato. essendo ravvisabile il
concorso anche se in alcuni dei soggetti non vi sia la consapevolezza reciproca dell'altrui contributo, purch sussista in
quel soggetto la consapevolezza che vi sia la coordinazione delle forze anche da parte di un solo concorrente; sotto il
profilo oggettivo necessario che il soggetto abbia apportato un contributo di ordine materiale o anche solo psicologico
idoneo, con un giudizio di prognosi postumo. alla realizzazione della condotta tipica di un reato posta in essere da un
numero di soggetti superiore a quello che la legge ritiene necessario per la esistenza del reato stesso. (Sez. 6,
Sentenza n. 5449 del 2011211989. Pistoia; Conf. mass n 172797, ed ivi cilate; Conf mass n 168987).
-53-
ORDINANZA DI CUSTODIA C,\lJTELARE N. 69112 - MAMMOLiTI SAVERIO ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
In primo luogo, si osserva che l'Auddino svolge professionalmente una specifica attivit nel
settore boschivo, fornendo una vasta clientela nazionale ed estera, sicch l'abbattimento
degli ulivi secolari in questione si profila come un' esplicazione fisiologica della sua
professione. La conferma che il legname ricavato dal taglio di un cos cospicuo numero di
ulivi secolari, commissionatogli da Mammoliti Antonino, fosse destinato alla vendita, non
pu certo condurre a conclusioni affrettate e suggestive che debordano, senza alcun
concreto supporto probatorio, dal profilo oggettivo, consistente nell'avvenuto
abbattimento delle piante, a quello soggettivo, relativo alla consapevolezza e all'adesione
all' altrui illecita condotta.
Sotto altro profilo, da escludersi un contributo partecipativo - morale o materiale che dir
si voglia - alla condotta criminosa altrui, da parte dell'Auddino, giacch le indagini hanno
evidenziato che i Mammoliti, padre e figlio, avevano concepito e messo in atto un piano,
coltivato da pi di un decennio, volto ad impossessarsi, una volta per tutte, dell'ubertoso
terreno della signora Rosa German che resisteva alle profferte dei predetti imputati, che si
erano fatti vivi anche negli ultimi mesi, senza tuttavia riuscire concludere la trattativa in
corso, in quanto non disponibili a versare la somma di 150.000,00 euro richiesti dalla
proprietaria del vasto uliveto.
Ergo: l'iniziativa di abbattere il secolare bosco di ulivi, per intimidire sia la German sia i
soci della cooperativa Valle del Marro, va ascritta esclusivamente a Mammoliti Saverio e a
suo figlio Antonino, il quale, per portare a termine il progetto condiviso col genitore, si
rivolse all'Auddino, titolare di una ditta specializzata nel settore, ma, verosimilmente, del
tutto ignaro dei sottesi altrui illeciti scopi.
Il mero taglio degli ulivi, esistenti sul fondo della German e dello Stato, rientrava pertanto
nella normale attivit imprenditoriale dell'Auddino la cui condotta, consistita nell'aver
inviato dei dipendenti (arrestati, ma poi mandati assolti, poich non era ravvisabile in capo
ai medesimi la consapevolezza dell'altruit degli alberi abbattuti) per eseguire il lavoro
commissionatogli da Mammoliti Antonio, di certo non pu considerarsi idonea a integrare
un contributo partecipativo dell'indagato, nei termini richiesti dalla giurisprudenza di
legittimit.
Difetta, in altre parole, in capo all'Auddino, qualsivoglia concreto elemento che consenta di
ritenere che !'indagato abbia avuto, quanto meno, sotto l'aspetto soggettivo, la coscienza e
volont di concorrere con i Mammoliti alla realizzazione delle condotte estorsiva e di quelle
strumentali e accessorie funzionali a tali illeciti scopi.
-54-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTEI.ARE N. 69/1 2 - Mi\MMOJ.lTI SAVI'RIO El) ,\LTRI
UFFiCiO DEL GiUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
La conoscenza dei luoghi, la personalit dell'Auddino (che, per come descritta dai
requirenti, potrebbe essere valutabile sotto altri profili socialpreventivi), i rapporti con
Antonino Mammoliti non costituiscono elementi di giudizio annoverabili nella categoria
degli indizi richiesti, dall'art. 273 c.p.p., per emettere nei suoi confronti il richiesto titolo
custodiale di massimo rigore, ma al pi possono costituire motivi di sospetto che tuttavia
non consentono di affermare che l'indagato sia stato l'obbediente esecutore di un piano
delittuoso realizzato per conto terzi, lucrandovi l'illecito vantaggio economico derivante
dalla vendita, anche all'estero, di una cos ingente partita di legname di ulivo, sottratto alla
German e allo Stato, mediante il danneggiamento dei fondi boschivi di rispettiva
pertinenza.
In altri termini, ad avviso di questo giudice, per l'Auddino (oltre che per i suoi dipendenti)
manca la prova certa e tranquillante che egli fosse consapevole dell'altruit degli alberi
abbattuti, su commissione di Mammoliti Antonio. Difatti, oltre al mero interesse
professionale, non emersa l'esistenza di un preventivo accordo avente finalit illecite che,
sebbene coltivate dai Mammoliti, non possono imputarsi per mera propriet transitiva
all'Auddino, il quale, tra l'altro, gestisce un'azienda corrente in Polistena e non in territorio
contiguo a Castellace, frazione di Oppido Mamertina. N pu presumersi che !'indagato
fosse necessariamente consapevole dello stato giuridico dei fondi in questione o dovesse
esserne informato, a cagione dei sopralluoghi che, di norma, effettuava prima di assumere
un simile incarico.

LE ESIGENZE CAUTELARI
Tanto premesso, si rileva che, in tema di esigenze cautelari, le ipotesi previste dall'art. 274
c.p.p. alle lettere a), b), c) sono tra loro alternative, nel senso che, una volta indicato un
elemento che giustifica la scelta del giudice di merito, quest'ultimo non tenuto a
dimostrare anche l'esistenza delle altre condizioni cui la legittimit della privazione della
libert personale dell'indagato subordinata (v. Casso 26-4.1990, Cerati).
Quanto al pericolo attuale e concreto per l'acquisizione o la genuinit della prova, richiesto
per l'emissione di una misura cautelare personale dall'art. 274, lett. a) c.p.p., si osserva che
esso riferibile non solo a condotte proprie dell'indagato, ma anche a quelle di eventuali
coindagati volte ad inquinare, nell'interesse comune, il quadro probatorio emergente nella
fase delle indagini preliminari relative ai fatti per i quali si procede (Sez. 3, n. 40535 del
12/10/
200
7, Russo). Ne deriva che, ai fini dell'applicazione o del mantenimento di misura
-55-
ORDINANZA Di CUSTODIA CAUTELARE N. 6911 2 - MAMMOI.ITl SAVERIO ED ALTRI
/'.
I
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
cautelare personale, il pericolo di inquinamento probatorio va valutato con riferimento sia
alle prove da acquisire sia alle fonti di prova gi individuate, e ci in considerazione della
spiccata valenza endoprocessuale del dato riferito alle indagini preliminari e alla sua
ridotta utilizzabilit in dibattimento. Pertanto, al fine di prevenire il persistente e concreto
pericolo di inquinamento probatorio a nulla rileva il fatto che le indagini siano in stato
avanzato, ovvero siano gi concluse (Sez. 1, n. 10347 del 20/01/2004, Catanzaro).
Ed ancora, "in tema di applicazione delle misure cautelari, l'esigenza di salvaguardare da
inquinamento l'acquisizione e la genuinit della prova non si esaurisce con la chiusura
delle indagini preliminari o con la conclusione del giudizio di primo grado" (Sez. 2, n.
3900 del 12/06/1997, Gava).
Per altro, nell'affermare tale principio, la Suprema Corte ha precisato che nel
procedimento penale la prova conosce le fasi dell'individuazione e dell'acquisizione delle
sue fonti, quella della vera e propria formazione, poi dell'avanzamento e infine della
conservazione, e che ostacoli al corretto evolversi di questo processo formativo e
conservativo possono evidentemente insorgere in ciascuno di questi momenti, sicch il
potere coercitivo attribuito al giudice, con la possibilit dell'imposizione delle misure
cautelari nella loro funzione di tutela di esigenze di tipo probatorio, si estende lungo tutto
l'arco del processo di merito, compreso quello di appello ove la prova pu attraversare
l'ulteriore fase della rinnovazione (Sez. 2, n. 3900 del 12/06/1997, Gava).
*
Il ritenuto pericolo di fuga dell'imputato deve essere, secondo l'art. 274 letto b) c.p.p.,
"concreto", ossia oggettivo ed effettivo, nel senso di trovare uno stretto legame nella realt
di fatto. In tal senso la Suprema Corte ha osservato che "il pericolo di fuga pu essere
ritenuto sussistente ogni qual volta, sulla base di elementi e fatti oggettivi, desumibili
anche dalla natura degli addebiti, sia ravvisabile la ragionevole probabilit che
/'inquisito, ove non si intervenisse, farebbe disperdere le proprie tracce. La "ragionevole
probabilit" di fuga non equivale a certezza o quasi certezza della fuga, ma sussiste
quando si correli ad un pericolo reale, effettivo e non immaginario, e pu ricavarsi anche
dalla sopraggiunta condanna, non ancora definitiva, ad una grave pena detentiva." (Sez.
5, n. 701 del 19/02/1997, Bausone)
*
Quanto al ritenuto pericolo di condotte recidivanti, si osserva che "in tema di esigenze
cautelari di cui all'art. 274, comma primo, lett. c), C.p.p., la pericolosit sociale
56-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 MAMMOI.ITI SAVERIO ED ALTRI
I
.'/
;<
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELiMINARI
dell'indagato pu essere desunta sia dalle specifiche modalit e circostanze delfatto, sia
dalla personalit dell'indagato, evidenziata congiuntamente dalle modalit del
comportamento nell'esecuzione del reato e da precedenti condanne subite. Ne deriva che,
ai fini del giudizio sulla pericolosit dell'indagato, legittima e doverosa la valutazione
del giudice di merito delle specifiche modalit e circostanze del fatto, le quali possono
rivestire una duplice valenza e, pertanto, assumere rilievo, oltre che sul piano della
gravit del fatto, anche su quello dell'apprezzamento della capacit a delinquere,
considerato che la condotta tenuta in occasione del reato costituisce un elemento specifico
assai significativo per valutare la personalit dell'agente." (Sez. 5, Ordinanza n. 8429 del
24/11/2004, Filippelli).
*
Orbene, oltre ai gravi indizi di colpevolezza, ex art. 273 c.p.p., sussistono le esigenze
cautelari, ravvisate dalla pubblica Accusa in ordine ai reati indicati nell'art. 51, comma 3
bis, c.p.p., norma che rende operante la presunzione di cui all'art. 275, comma 3 c.p.p., che
riguarda, non solo l'attuale sussistenza di ragioni cautelari, ma anche la necessit di
applicazione della custodia inframuraria.
Tuttavia, rispetto alle posizioni di Anastasi Caterina. Cipri Maria e Frisina Francesco, il
quadro probatorio esaminato in precedenza stato ritenuto dalla pubblica Accusa
"significativo di una non sussistenza di esigenze cautelari", per cui nei loro confronti non
stata richiesta l'applicazione di misura coercitiva personale, pur in presenza di gravi indizi
di colpevolezza in ordine ai reati loro rispettivamente ascritti.
Avuto riguardo alla posizione di Auddino Marcello, questo giudice ha ritenuto, per le su
esposte ragioni, !'insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati al
medesimo ascritti ai capi C),D), E) ed F) della rubrica, sicch va conseguentemente
rigettata la richiesta cautelare avanzata dai requirenti nei confronti dell'indagato.

LA SCELTA DELLA MISURA COERCITIVA
Dalla ritenuta sussistenza di gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati addebitati a
CARPINELLI DANILO e MAMMOLITI ANTONINO, cos come dalla configurabilit
dell'aggravante di cui all'art. 7 L. 203/91, consegue - in forza di quanto disposto dall'art.
275 comma 3 c.p.p. (come modificato dal D.L. 23 febbraio 2009 n. 11) - l'applicazione
della misura cautelare della custodia in carcere, non potendosi dire acquisiti elementi che
consentano di escludere la ricorrenza di esigenze cautelari: appare, invero, concreto sia il
57
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTEI.ARE N. 69112 MAMMOUTI SAVERIO ED AI.TRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
pericolo di inquinamento probatorio sia il pericolo che i predetti indagati, se non sottoposti
a misura coercitiva (che, per presunzione di legge, non pu che essere quella inframuraria),
possano commettere ulteriori reati della stessa specie di quelli per cui si procede nei loro
confronti.
Per quanto attiene alla posizione di MAMMOLITI SAVERIO, osserva questo G.i.p. che,
quantunque l'indagato sia raggiunto, similmente ai correi, da gravi indizi di colpevolezza,
in ordine ai reati indicati dall'art. 51 comma 3 bis, c.p.p. (in relazione ai quali opera la
presunzione di cui all'art. 275 c.p.p., comma 3, che impone l'applicazione della custodia in
carcere quando, come nel caso in esame, non risultano acquisiti elementi di esclusione
delle esigenze cautelari), nei suoi confronti dovrebbe operare la presunzione di cui all'art.
275, comma quarto, c.p.p., che esclude l'applicabilit della custodia in carcere nei confronti
di chi, come il prevenuto, abbia superato l'et di settanta anni (compiuti il 13.1.2012), a
prescindere dalle condizioni di salute in cui versa, salvo la sussistenza di esigenze cautelari
di eccezionale rilevanza (Sez. 1, Sentenza l. 1438 del 27/n/2oo8, Froncillo e altro).
Tale presunzione in bonam partem prevale, secondo la giurisprudenza della Suprema
Corte, su quella in malam partem di sussistenza delle esigenze cautelari e di adeguatezza
esclusiva della custodia in carcere di cui all'art. 275, comma terzo, c.p.p.; pertanto, nel caso
in cui sia indagato un soggetto ultrasettantenne, il giudice deve valutare come eccezionali
le esigenze cautelari, anche quando sussistano gravi indizi in ordine ai reati di cui al
comma 3 del citato articolo, dando specifica e adeguata motivazione, per cui, nell'assenza
di siffatte eccezionali esigenze, ossia in presenza di esigenze cautelari tipiche o normali,
tenuto a disporre misure coercitive meno afflittive della custodia in carcere (Cass., Sez. 6, 3
novembre 1999, Motisi, rv. 214949).
L'eccezionale rilevanza che legittima l'emissione di titolo custodiale di massimo rigore,
tuttavia, non attiene alle normali esigenze cautelari, ma afferisce alla graduazione
dell'intensit delle stesse che deve essere tale da far ritenere insostituibile la misura
carceraria. Infatti, tali qualificate esigenze cautelari si distinguono da quelle ordinarie solo
per il grado del pericolo, ovvero di reiterazione (che deve superare la semplice concretezza
richiesta dall'art. 274 c.p.p., per raggiungere la soglia della sostanziale certezza che
!'indagato, ove sottoposto a misure cautelari diverse dalla custodia in carcere, continui
nella commissione di delitti della stessa specie di quello per cui si procede), e sono
desumibili dagli stessi elementi indicati per le ordinarie esigenza cautelari, e, pertanto,
dalle specifiche modalit e circostanze del fatto e dalla personalit dell'indagato desunta da
comportamenti o atti concreti o dai suoi gravissimi precedenti penali.
58-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69/12 - MAMMOI.ITI SAVERIO ED ALTRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
Alla stregua di tali criteri giurisprudenziali, la sussistenza delle esigenze cautelari di
eccezionale rilevanza - atte a giustificare l'adozione della custodia cautelare di massimo
rigore nei confronti di Mammoliti Saverio - ben possono ravvisarsi nella quantit e qualit
dei precedenti penali che lo attingono (cfr. certificato penale in atti) e che ne evidenziano
l'abitualit alla commissione di delitti di stampo mafioso (a cagione della contestata
aggravante di cui all'art. 7 della L. n. 203 del 1991, per quanto attiene agli addebiti cautelari
in esame), non venuta di certo meno nel tempo, per come scandito dalle condotte
delittuose commesse in un recente arco di tempo che va dal 2009 al 2012. Per tali ragioni,
a dispetto del fatto che il Mammoliti sia divenuto medio tempore un collaboratore di
Giustizia, appare impossibile fronteggiarne l'eccezionale pericolosit sociale con mIsure
diverse dalla custodia in carcere.
La misura coercitiva di massimo rigore
14
, richiesta e applicata come da dispositivo, risulta
l'unica adeguata ad evitare il pericolo di inquinamento probatorio e a prevenire la
reiterazione di condotte recidivanti da parte degli indagati, oltre ad essere proporzionata
all'entit dei fatti ai medesimi addebitati e all'irroganda pena, che potr essere inflitta in
caso di condanna dei prevenuti, di certo non contenibile nei limiti della sospensione
condizionale.
A ci si aggiunga che risultano soddisfatte le condizioni di cui all'art. 280 c.p.p. in quanto i
delitti ascritti agli indagati per i quali stata richiesta l'applicazione della misura
custodiale, sono puniti con la pena della reclusione superiore il quattro anni; che non
risulta che i fatti-reato siano stati compiuti dagli indagati in presenza di una causa di
giustificazione o di non punibilit; che non sussiste allo stato una causa di estinzione del
reato [salvo quanto precisato in relazione al capo B) della rubrica, per la condotta
d'intestazione fittizia delle particelle 17 e 18, consumata dagli indagati nel febbraio 1995,
che pertanto risulta coperta da prescrizione] o della pena che si ritiene possa essere
applicata, in quanto, per come asserito dai requirenti, "ferma restando l'operativit della
presunzione suddetta - oltre che a sottolinearne il ruolo mantenuto nelle vicende
delittuose oggetto d'indagine - va evidenziato che, Mammoliti Saverio ha una pluralit
di gravissimi precedenti, Carpinelli Danilo ha riportato condanne, divenute definitive, in
14 In tema di scelta e adeguatezza delle misure cautelari, ai fini della motivazione del provvedimento di custodia in
carcere non necessaria un'analitica dimostrazione delle ragioni che rendono inadeguata ogni altra misura, ma
sufficiente che il giudice indichi. con argomenti logico-giuridici tratti dalla natura e dalle modalit di commissione dei
reati nonch dalla personalit dell' indagato, gli elementi specifici che inducono ragionevolmente a ritenere la custodia
in carcere come la misura pi adeguata al fine di impedire la prosecuzione dell'attivit criminosa, rimanendo in tal
modo assorbita l'ulteriore dimostrazione dell'inidoneit delle altre misure coercitive. (Sez. 6, Sentenza n. 17313 del
20/04/20 Il, Cardani)
-59-
ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE N. 69112 MAMMOLiTI SAVERIO ED AI.TRI
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
tema di armi e ricettazione e Mammoliti Antonino gravato da pregiudizi penali, seppur
lievi" (cfr. certificati penali in atti.)
P.Q.M.
Visti gli artt. 273,274,275, 280, 285 e segg. c.p.p., applica la misura coercitiva della
custodia cautelare in carcere nei confronti di MAMMOLITI SAVERIO, CARPINELLI
DANILO, MAMMOLITI ANTONINO, in relazione ai reati ai medesimi ascritti ai seguenti
capi:
MAMMOLITISAVERIO, CAPIA), B), C), D), E) ed F);
CARPINELLI DANILO, CAPO A);
MAMMOLITIANTONINO, CAPI C), D), E) ed F);
Ordina agli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria che gli indagati siano catturati e
immediatamente condotti in un istituto di custodia per rimanervi a disposizione
dell'Autorit giudiziaria;
Rigetta la richiesta di misura cautelare nei confronti di AUDDINO MARCELLO;
Visti gli artt. 321 c.p.p. e 240 c.p.p., dispone il sequestro preventivo dei fondi
contrassegnati dalle particelle 19, 20, 21, 27, 29, 159 del foglio di mappa 26 N.C.T.
del Comune di Palmi; Rigetta nel resto;
Riserva la nomina di custode-amministratore;
Visti gli artt. 92 e 104 disp. atto c.p.p., dispone la trasmissione del presente decreto ai
Pubblici ministeri richiedenti che ne cureranno l'esecuzione, anche con riferimento alle
necessarie trascrizioni e annotazioni.
Manda alla Cancelleria per le notificazioni e comunicazioni alle parti interessate e per gli
altri adempimenti di competenza.

J
' -4.
. i .. S, .......
ReggiO Calabna, 19 novembre 2012 .. ':>:l!'!!j;