L'evoluzione Dott.

Orazio Longo

giurisprudenziale

in

materia

di

colpa

medica

Il testo ripercorre brevemente le tappe fondamentali dell'evoluzione della giurisprudenza nel settore della responsabilità medica, con particolare riferimento alle condotte colpose. Il tema della responsabilità in ambito sanitario non è solo di natura giuridica ma rappresenta un problema di carattere sociale. Sin dalle origini il rapporto medico-paziente è stato caratterizzato da un ambivalenza di fondo! si assiste infatti, da un lato, ad un atteggiamento positivo e fiducioso nei confronti della medicina, dall'altro, si rileva una sorta di riprovazione di fronte all'insuccesso di una terapia c"e si finisce con l'addebitare, sempre e comun#ue, al sanitario. $egli ultimi anni si è assistito, in #uesto settore, ad un notevole aumento del contenzioso, sia civile c"e penale, dovuto, per un verso, alla presa di coscienza da parte della collettività del diritto alla salute %grazie anc"e all'attività di sensibilizzazione da parte di molteplici associazioni tra cui il &'ribunale dei diritti del malato(), per altro verso, all'aumento delle patologie curabili e alla c.d. ipermedicalizzazione della società, ovvero al diffondersi di terapie in realtà poco utili ma ugualmente risc"iose. Sul versante civilistico la responsabilità del medico è stata originariamente in#uadrata nel modello della responsabiltà a#uiliana e* art. +,-. c.c., per poi passare, dapprima, ad un regime in cui responsabiltà contrattuale ed e*tracontrattuale si cumulavano e approdare, infine, all'attuale modello della responsabiltà contrattuale. Sul versante penalistico la giurisprudenza "a seguito due linee di tendenza! il fondamento della liceità dell'attività medica %e #uindi il consenso informato) e il rapporto tra medico e paziente, con particolare riferimento alla colpa professionale e al nesso di causalità e alla posizione di garanzia rispetto alle condotte omissive dei sanitari. /iguardo alla colpa medica l'evoluzione giurisprudenziale si è orientata ad una tutela dei diritti del paziente sempre pi0 incisiva, assumendo un atteggiamento di maggior rigore nei confronti dei medici, venendo, in tal modo a svolgere un ruolo suppletivo rispetto alla carenza di specifici riferimenti normativi all'attività medica. 1rima di esaminare le principali tappe del suddetto percorso evolutivo della giurisprudenza occorre premettere alcuni cenni sulle peculiarità c"e caratterizzano le condotte colpose nell ambito delle attività medico-c"irurgic"e. $el nostro ordinamento la condotta colposa è connotata da due re#uisiti essenziali! uno di carattere negativo, ovvero la non volontà dell evento %o assenza di dolo)2 l altro di carattere positivo, c"e ricollega la verificazione dell evento ad una condotta colposa in #uanto negligente, imprudente o imperita %colpa generica) ovvero posta in essere non osservando leggi, regolamenti, ordini e discipline %colpa specifica). Le fonti delle regole cautelari, c"e vanno individuate all interno di un sistema normativo di riferimento a cui la disposizione rinvia, sono accomunate dallo scopo c"e le caratterizza! si tratta della finalità cautelare, ovvero il rispetto delle stesse serve ad evitare la realizzazione di eventi dannosi o pericolosi. 3uindi la tipicità della colpa si connota come realizzazione di un fatto c"e, alla luce delle regole cautelari, doveva essere evitato. L attività medico-c"irurgica è caratterizzata dalla presenza, oltre c"e di regole di comune diligenza e prudenza, di regole tecnic"e in prevalenza non scritte, la cui violazione è fonte di imperizia e per la cui individuazione la giurisprudenza e la dottrina utilizzano i criteri della prevedibilità ed evitabilità dell evento, a loro volta rapportati al parametro dell agente modello %il c.d. "omo eiusdem professionis et condicionis). Occorre precisare c"e, accanto a regole tecnic"e di natura consuetudinaria, esistono regole di valenza ancora sperimentale! in #uesti casi l individuazione della regola cautelare è tutt altro c"e agevole. 4on riferimento al

contenuto delle regole cautelari #ueste possono imporre al medico un dovere di astenersi ovvero un dovere di attivarsi! nell ambito di #ueste ultime la condotta pu5 avere anc"e natura omissiva. . La 4orte 4ostituzionale con sentenza +:. 7saminiamo adesso analiticamente le fasi dell anzidetto percorso evolutivo. la distinzione tra errore dovuto ad imperizia ed errore determinato da negligenza e@o imprudenza. n. L'inaccettabilità di tale impostazione è desumibile non solo dal fatto c"e essa finisce per introdurre. ++. essendo il primo c"iamato a rispondere %ad. In dottrina e in giurisprudenza prevale. ritenendo c"e la colpa del sanitario fosse ravvisabile soltanto nell'errore inescusabile ovvero nella mancanza delle generali cognizioni della scienza medica. -.c.9 c. ai fini dell'operatività in sede penale dell'art.9 c. lungi dal voler introdurre una zona franca a vantaggio dei professionisti o a giustificarne l'errore da incuria.. c.p. -+ e <:= c. oltre c"e alle ipotesi di imperizia.! tali norme avrebbero realizzato. nella banale trasgressione alle norme c"e presiedono l'ars medica. . A partire dagli anni Ottanta nella giurisprudenza di legittimità si afferma un indirizzo improntato ad una maggiore severità nella valutazione della condotta del medico! attestatasi su una interpretazione rigoristica del criterio di assoluta autonomia ed impermeabilità del sistema penale. per #uanto specific"e e dettagliate. in relazione alle prestazioni comportanti problemi tecnici di speciale difficoltà. trova giustificazione nei caratteri oggettivi dell'attività svolta dal professionista.c. tenuto conto delle peculiarità del caso singolo e delle differenti caratteristic"e di ogni paziente. le pronunce della giurisprudenza di legittimità c"e segu?. La seconda fase evolutiva è caratterizzata dalla introduzione del concetto di colpa grave desunto dall'art. La 4orte "a osservato c"e l'esenzione o limitazione di responsabilità di cui all'art. linee guida o protocolli diagnostici e terapeutici.c. in ambito sanitario. essenzialmente rivolta al giudice. il legislatore. e costituire #uindi il presupposto per un addebito di colpa specifica oppure costituire dei criteri per valutare l esistenza della colpa generica. dal canto suo. per circa un decennio.9 c.. 3uesta decisione influenz5.p.c. La dottrina. etc. alle sole ipotesi di colpa grave2 mentre le condotte colpose negligenti o imprudenti rimangono ancorate a criteri di normale severità. la 4orte nega la validità del ric"iamo a principi enucleati in altri rami . obiettava c"e con l'art. -.. nel difetto della necessaria abilità tecnica. si è posto l'obiettivo di formulare un parametro o direttiva. anc"e a #uelle di negligenza e imprudenza. ++. $aturalmente ai fini del rimprovero colposo non è sufficiente la violazione della regola cautelare ma occorre accertare c"e l agente avesse la possibilità e la capacità di osservarla! occorre #uindi la rappresentabilità ed evitabilità dell evento da accertare in concreto alla luce del parametro dell "omo eiusdem professionis et condicionis.88. in proposito. le linee guida.! la giurisprudenza dando una lettura estensiva della norma in #uestione applicava il suddetto concetto. non possono essere considerate del tutto esaustive con la conseguenza della irrinunciabilità al paradigma dell agente modello. 899 "a dic"iarato non fondata la #uestione di legittimità costituzionale degli artt. nei confronti del #uale la responsabilità colposa derivante da imperizia viene limitata. una indebita disparità di trattamento tra c"i era medico e c"i non lo era. un criterio di valutazione della condotta colposa differente rispetto a #uella dell'agente modello.c. es. in relazione all'art. La terza fase si caratterizza per l'accoglimento giurisprudenziale della suesposta interpretazione dottrinale dell'art. per valutare la conformità della prestazione alle regole dell'arte sotto il profilo della perizia %intesa come diligenza in senso tecnico). di omicidio colposo) solo per colpa grave a differenza di #ualun#ue cittadino c"e avrebbe dovuto risponderne anc"e per colpa lieve. In una prima fase %prima metà del secolo scorso) la responsabilità del medico veniva circoscritta ai soli casi di condotta grossolanamente erronea. 4ost.d.. 6ra l altro bisogna sottolineare la tendenza a &formalizzare( le regole dell arte medica attraverso l individuazione delle c.9 c. ma anc"e dalla circostanza c"e. secondo il 'ribunale di >arese. disattenzione o negligenza. un atteggiamento piuttosto e#uilibrato affermandosi c"e. ++. ++. aderendo alla suddetta tesi. 8.9 c. +. verrebbero avallate condotte superficiali o non improntate al necessario rigore scientifico. ++. Il dibattito sulla natura ed efficacia giuridica delle stesse è ancora aperto! esse potrebbero rientrare nel concetto di discipline di cui all art.

<:.c. ma gode comun#ue di una certa autonomia. pronunce della 4orte di 4assazione c"e. peraltro. L'orientamento attuale. tra cui #uello dell'art.. si sottolinea c"e il medico in posizione subordinata non è un mero esecutore di ordini.: n.9. ++. di necessità ed urgenza terapeutic"e. 88. 'ale orientamento interpretativo è stato di recente smentito da 4ass. tra le decisioni pi0 significative in tema di colpa medica occorre mettere in rilievo 4ass. caso Cassimo) c"e si occupa del caso di un c"irurgo c"iamato a rispondere del delitto di omicidio preterintenzionale in #uanto aveva sottoposto un paziente ad un intervento pi0 invasivo e pi0 grave rispetto a #uello di cui lo stesso era stato preventivamente informato. Sez.< nella #uale si afferma c"e #ualora in mancanza di un valido consenso informato ovvero in presenza di un consenso prestato per un trattamento diverso il c"irurgo esegua un intervento da cui derivi la morte del paziente.p. "anno precisato c"e la regola di esonero della responsabilità risarcitoria contenuta nella suddetta norma pu5 ben essere utilizzata dal giudice come parametro legale nella valutazione della condotta colposa del sanitario %ovverosia pu5 valere come massima di esperienza). per cui egli pu5 e deve manifestare al sanitario sovraordinato le eventuali riserve o se occorre il proprio dissenso rispetto a scelte terapeutic"e da lui non condivise altrimenti potrà essere ritenuto personalmente responsabile degli esiti infausti c"e ne derivino per il paziente.dell'ordinamento. I> 89.9 c. .-.d.8. a partire dalla nota sentenza 6ranzese %c"e fa luce fra l'altro sul controverso problema del nesso di causalità nel reato omissivo). <. proprio in #uesto periodo. sottolineando la peculiarità dei problemi inerenti la colpa professionale medica e pur continuando a negare la valenza in sede penale dell'art. >anno inoltre segnalati i pi0 recenti indirizzi in materia di colpa nell'attività medica svolta in e#uipe! ferma restando la posizione di garanzia riservata al primario o comun#ue al soggetto in posizione apicale. 'ale indirizzo "a peraltro ricevuto l'adesione da parte di autorevole dottrina. afferma. ++... sez.+. in assenza. La 4orte "a ritenuto di dover #ualificare volontarie le lesioni provocate al paziente! da #ui l imputazione per omicidio preterintenzionale a seguito della morte cagionata dalle suddette lesioni. abbandonate le posizioni pi0 intransigenti e meno garantiste nei confronti dei medici. condizione #uest ultima necessaria per integrare il reato di cui all art.. c"e nell'ambito della responsabilità medica il parametro di riferimento su cui graduare il concetto di colpa va individuato in concreto e in relazione al livello di professionalità e di conoscenze del medico. non è configurabile il delitto di omicidio preterintenzionale poic"D la finalità curativa perseguita dal medico deve ritenersi incompatibile con la volontà di provocare un alterazione lesiva dell integrità fisica del soggetto.c. $on sono mancate tuttavia. Infine.. la #uale "a ritenuto c"e la graduazione del parametro alla cui stregua valutare la colpa del sanitario dev'essere fatta discendere dalla individuazione di differenziate figure di "omo eBusdem condicionis et professionis %Cantovani).8==+ %c. > +8.

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