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Alberto D'Ottavi aka Hexholden

Web 2.0

Le meraviglie della nuova Internet

ISBN: 88-6084-035-X

II presente volume viene rilasciato con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non Commerciale - Non opere derivate Italia 2.0

t.::\creative Tu sei libero di riprodurre, distribuire, comunicare al ~commons pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire 0 recitare I'opera aile seguenti condizioni:

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Copyright © ottobre 2006 - rgb sri - Milano

www.rgbmedia.it

Finito di stampare nel mese di ottobre 2006 presso Legoprint - Lavis (TN)

, jl\,ol~ce

Prefazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ix

Capitolo 1 - Prima di cominciare: (un'introduzione al Web 2.0) .. 1

II punto di svolta 2

Alberi e nuvole 3

Le nsotrlbu 4

Oggi e domani 5

Capitolo 2 - II motore di ricerca sono io 7

Del.icio.us 7

I tag 9

Iscriversi a Delicious 14

Usare Delicious 18

Reddit 23

Furl 24

Checklist. 26

Glossario 26

Capitolo 3 - Le notizie all'incontrario 29

Digg.com 29

Newsvine 43

OhMyNews 53

Checklist. 54

Glossario 54

Capitolo 4 - Fotografia 2.0 57

Flickr 57

Snipshot 75

Phixr 76

Checklist. 80

Glossario 80

Capitolo 5 - Video 2.0 81

YouTube 83

Google Video 92

Video 2.0: alcuni esempi 99

Checklist. 100

Glossario 101

Capitolo 6 - Musica 2.0 103

L'etichetta impossibile: Pandora 104

Last.FM 108

Yahoo! Musica 122

Checklist. 127

Glossario 127

Capitolo 7 - Sapere 2.0 129

Wikipedia 130

II tuo wiki 136

Yahoo! Answers 137

Checklist. 140

Glossario 141

Capitolo 8 - Persone 2.0 143

MySpace 143

Linkedin 146

Buoni motivi per incontrarsi 149

Checklist. 153

Glossario 153

Capitolo 9 - Te 10 do io iI Web 2.0 155

Ning 157

Checklist. 160

peysolI\,,,LTecVl, collana di strumenti pratici per capire Internet, e gia un caso editoriale: per la prima volta gli au tori vengono dalla rete, e sono quegli stessi lettori che per anni non hanno trovato risposte negli altri manuali. I rnlgliori blogger italiani raccontano Ie nuove tecnologie in modo rapido, visuale e immediato. E finalmente con un linguaggio comprensibile!

L)o\(.;(.tore

Alberto D'Ottavi, giornalista professionista, si occupa di nuove tecnologie sin dal 1989. Nella sua lunga carriera ha collaborato con la quasi totallta delle riviste hi-tech italiane.

Nel tempo libero che gli resta, Alberto si tram uta in Hexholden, iI coord inatore del progetto www. i nfoservi • i t, autorevole e aggiornatissimo blogmagazine di notizie sui fenomeno del Web 2.0 .

... anzi, restera sempre aggiornato proprio nelluogo che 10 ha visto nascere: in rete. Hexholden contlnuera a raccontare Ie meraviglie del Web 2.0 all findirizzo www. i nfoservi • i t.

Su www. rgbmed i a. it troverai aggiornamenti, approfondimenti e tutorial di tutto quanta viene spiegato nellibro.

II mondo non smette di stupirci e confonderci. Ci eravamo appena - 0 forse quasi - abituati ai cambiamenti imposti dalla galassia Internet, con tutte Ie sue favolose diavolerie tecnologiche e quella capaclta spiazzante di curvare spazi e tempi, che e arrivato il Web 2.0 a rimettere tutto in discussione.

Allora, rimettiamoci in cammino: Alberto D'Ottavi in questo agile volume ci porta a spasso con mana sicura per questa nuova Rete fatta di partecipazione, ovvero, in ultima analisi, di persone. Se il"primo" web e state sostanzialmente contenuti e servizi, resi improvvisamente accessibili come mai era state nella storia delle persone, ci renderemo presto conto che il secondo web e iI cangiante campo di energia prod otto dagli stessi internauti, che sono a un tempo autori e utenti e, anzi, sfidano proprio nei lora termini fondamentali queste due definizioni. Si tratta, almeno per alcuni, e forse non a torto, di

un ritorno alia Rete "autentica", fatta di scambi tra i suoi attori, e

non solo di file resi accessibili su di essa, siano essi pure un album musicale 0 un telegiornale.

Chi scrive, che per lavoro si occupa di un quotidiano on-line, puo aggiungere questo: vi sono grandi possibilita sotto il cielo di questa nuova Rete, che nella sua sostanziale reimpaginazione dei ruoli di produttore di contenuti/servizi e di recettore degli stessi mette in campo una rnoblllta - che saremmo tentati di qualificare "sociale" - di cui si sente un gran bisogno, in un momenta della storia che vede fin troppo immobili troppe categorie.

Marco Formento II SecoloXIX

PY~V\,i,&I ol~ COV\,i,~v\'c~&lye: (u.V\,'~V\,tyoolu.z~ov\'e &It web :2..0)

Del Web 2.0 si fa un gran parlare, da un paio d'anni a questa parte. E, come sempre capita durante Ie fasi di innovazione, il fenomeno e circondato plu da confusione che da chiarezza. E normale. Innanzitutto perchs la tecnologia si e sempre mossa a ondate: a lunghi periodi di diffusione silenziosa di nuovi sistemi, sono seguiti momenti in cui questi sembravano diventare di massa all'improwiso. E successo negli ultimi anni con la fotografia digitale, e prima con il peerto-peer, e prima ancora con I'instant messaging. II Web 2.0 e, per Internet, uno di questi momenti in cui I'onda si fa improvvisamente visibile. Negli Stati Uniti e gia successo, in Europa sta succedendo, in Italia sta cominciando.

In secondo luogo la "confusione" e dovuta al fatto che la tecnologia e il terreno primario della convergenza. Non e semplicemente

un insieme di prodotti, come I'industria degli elettrodomestici, ne

un servizio (nel senso di "utility") come quello telefonico, ne propriamente un media, come giornali e tv. Ma e tutto questo e anche qualcosa di plu, perchs consente aile persone di interagire non solo con questi prodotti, servizi 0 informazioni, ma soprattutto tra di loro. E sono quindi Ie persone, sempre plu spesso, a indirizzare I'industria verso sviluppi imprevisti.

Questa tendenza si e resa visibile gia nell'informatica: da sempre guidata dalla ricerca plu avanzata, negli ultimi anni sono stati gli andamenti di acquisto e uso a influenzare la ricerca stessa verso soluzioni plu com patte, economiche, efficaci. Internet, di questa tendenza, e la massima espressione. Come tutti i mezzi di comunicazione, a partire dalle strade che quando si incrociano creane i presupposti per fondare una cltta, cia che mette in contatto Ie persone genera idee, invenzioni e fenomeni imprevedibili, con una dinamica che e stata paragonata alia propagazione dei virus.

CQ'P~toLo 1.

A queste due brutte immagini, "confusione" e "virale", preferisco piuttosto la ricchezza dell'idea di "dlverslta" genetica, che e cia che assicura che il nostro corredo di geni continui a trasformarsi per adattarsi all'ambiente, propagando Ie specie.

Ed e quindi mettendo insieme uno spirito d'indagine da antico naturalista con un moderno approccio pratico e orientato all'uso, che e nato questo libro. Nelle prossime pagine troverete delle tangibili guide visuali per usare subito Ie nuove applicazioni "2.0", contornate dal tentative di chiarire quali ne siano i principi ispiratori. Che

si possono sintetizzare in due aspetti: tecnici e sociali. Come ben iIIustrato dall'inventore del termine, I'editore ed esperto di tecnologie Tim O'Reilly.

rt plA.lI\..to ol~ svolttil

II documento che ha ufficialmente sancito I'inizio del Web 2.0 risale al 30 settembre del 2005, ed e quindi piuttosto recente. II termine vuole segnare una demarcazione con la New Economy, retrospettivamente definita "1.0", ritenuta limitata per i suoi eccessi finanziari, per una certa debolezza del modello e perche, in sostanza, si trattava di una fase del mercato che si poteva considerare conclusa. Molti erano spariti, molti erano soprawissuti, ma soprattutto un gran numero di tecnologie continuavano a fiorire. Internet era plu viva che mai, e bisogna quindi capire come si era trasformata.

Cia che, nella mia modesta opinione, e state sottovalutato nelle discussioni che sono seguite alia pubblicazione di quell'articolo, e iI suo sottotitolo: "Design patterns and business models for the next generation of software". Dove la cosa importante, qui, e "software". O'Reilly identifica quindi una serie di tecnologie che stavano avendo (0 avevano gia avuto) un enorme sviluppo: il modello peer-to-peer,

la programmazione "Ieggera" consentita dai linguaggi di scripting e di descrizione come XML, il collegamento tra elementi consentito da RSS e, in generale, la trasformazione del software da prodotto a servizio, il cui esempio principale e la ricerca in Google. Tutti questi (e altri) elementi, che vanno quindi annoverati tra Ie cause del Web 2.0 e non tra gli effetti, tra gli strumenti e non tra Ie "feature", portano a due concetti cruciali: il web come piattaforma (0 sistema operative), e la central ita dei dati (0 del database).

I database sono sempre esistiti, e vero. Ma il software come siamo abituati a conoscerlo e di solito un insieme di funzioni "vuote", descritte dalle API di programmazione che sono segreti ben custoditi

al cuore delle software house. I dati dobbiamo metterceli noi. Qui e iI contrario: Ie applicazioni esistono in virtu dei lora dati (esempio Google: I'indice dei siti), e vengono messe a disposizione in forma di servizio, da site a utente 0 da site a sito. E per questo motive Ie API devono essere "aperte", visibili, accessibili a chiunque. Perche plu vengono utilizzate plu dati si generano. Primo ribaltamento del mondo.

Cos) il web diventa una piattaforma, essenziale per collegare una funzione all'altra - per esempio un database di ristoranti con uno di mappe stradali. Ed e in questo modo che comincia un altro fenomeno del Web 2.0. Intanto Ie applicazioni, anzlchs monolitiche, diventano dei "mash-up", clos fatte con componenti prese da fonti diverse e che vengono "mischiate". Forse un po' azzardato, ma

non improbabile, e pensare a un word processor specializzato, per esempio, per gli awocati, senza il vocabolario giapponese ne I'editor di equazioni matematiche, ma con I'accesso in tempo reale all'ultima versione del Codice Civile 0 della Gazzetta Ufficiale, e ad altre componenti che ognuno puc comporre come preferisce. E il tutto porta

a un altro paradigma del Web 2.0: portare on-line I'esperienza di cui oggi usufruiamo sui desktop dei nostri computer. Bum, secondo ribaltamento del mondo.

II tutto porta a creare applicazioni aperte, collegate Ie une aile altre in rnodallta "Ieggere", ben diverse dai modelli tradizionali, per esempio i web services, che richiedono metodi di programmazione rigidi e chiusi. E, se sono cos), Ie chiavi delia porta principale vengono consegnate all'elemento plu importante della Rete: Ie persone.

ALbey~ e V\,L-tvoLe

Questo titolo non deve fuorviare, non e per niente fantasioso. Uno dei grandi problemi del web 1.0 era I'organizzazione delle informazioni all'interno dei siti. Con una metafora semplicistica, si parlava di "alberi": un tronco (I'home page) che si divide in rami (i canali), e cos) via fino aile foglie, owero Ie pagine da leggere. Un problema irresolubile, flnche non si e deciso - e sono stati Delicious e Flickr, due "campioni" del 2.0, a farlo - di rigirare il problema agli utenti. Ciascuno poteva quindi etichettare Ie informazioni come preferiva (bum, di nuovo), con dei "tag", che vengono visualizzati a nuvola.

Nasce la folksonomy, perche in americana un modo amichevole per dire "Ie persone" e appunto "folks". Questo e anche I'aspetto plu evidente deli'altra parte essenziale del Web 2.0: I'emergenza del

CQ'P~toLo 1.

contenuto generato dagli utenti. L'esempio principe dello user-generated content e quello dei blog, che ormai hanno circa un lustro

di vita. Ma gli stessi blog, tutto sommato, si puc dire siano semplicemente qualcosa che e sempre esistito e che era in cerca di una piattaforma per esprimersi. Internet, ovviamente, e stata la risposta, e in particolare il meccanismo dei link incrociati, tra un blog e un altro, tra un post di un blog e un altro. Questi "permalink", contrazione di "permanent link", hanno trasformato il web da una piattaforma per pubblicare a una per comunicare. La relazione cosl non e plu "verticale", tra la persona e il sito, ma orizzontale, tra persona e persona, mediata da quanto uno scrive sui blog. Si e creata cosl una forma di comunicazione innovativa: la comunicazione di gruppo.

Gruppi che si incontrano, si riconoscono e interagiscono sulla base di interessi e curloslta comuni, in Internet, ne sono sempre esistiti. Newsgroup, forum e quant'altro hanno sempre rappresentato punti d'incontro di community "specializzate", per cosl dire. Ma sono sempre stati visti come nicchie, un po' maniacali e soprattutto come generatori di "pagine viste", plu che di vero e proprio contenuto.

Niente di plu sbagliato. Intanto la maggior faclllta d'uso degli strumenti ha fatto sl che i contenuti che tutti produciamo, e vogliamo condividere, non siano plu limitati ai messaggi di testo, ma siano completamente polimediali (per inaugurare un termine che sostituisca I'obsoleto "multimediali"). Facciamo foto e generiamo playlist di musica digitale, cloe Ie nostre compilation private, come fossimo DJ. Con i pod cast possiamo addirittura produrre programmi di tipo radiofonico, e da sempre facciamo video di gatti 0 cani, dei figli, delle feste, eccetera. Ma soprattutto esprimiamo preferenze, indichiamo gusti, segnaliamo clo che ci piace e cosa no. In sintesi, produciamo contenuto e vogliamo condividerlo. Partecipiamo.

Sono quindi proprio i gruppi di nicchia, oggi, a segnare la direzione, a dirci come ci stiamo comportando ed evolvendo.

Le v\'eoty~bw.

Nel suo libro "II marketing tribale", Bernard Cova, professore di sociologia del consumo alia Scuola di Management di Marsiglia e visiting professor all'Universita Bocconi, delinea alcuni criteri di interpretazione dei nuovi comportamenti sociali che, pur nati qualche anna fa come teoria di marketing, si rivelano oggi estremamente attuali ed efficaci per comprendere gli aspetti "social" del Web 2.0: partecipazione e condivisione.

In estrema sintesi, Cova parla di come attualmente sia in atto un movimento, inverso rispetto ai decenni passati, di tentato ritorno verso Ie radici, l'autentlclta, illocale. Nell'ambito di una socleta che definisce postmoderna, segnala «un'inversione di polarlta: "tradizionali" oggi sono la modern ita e il progresso, mentre "moderni" sono invece la tradizione e il regresso», quest'ultimo inteso ovviamente non come "tornare indietro" ma come una riscoperta di concetti arcaici come I'appartenenza a una cornunlta, 0, appunto, a una "trlbu",

Una trlbu che non a plu organizzata solo in base a principi familiari, territoriali, di provenienza etnica 0 religiosa, ne tanto meno secondo criteri di classificazione demografica classici come eta, titolo di studio, eccetera. Ma rappresenta invece un microgruppo sociale dove gli individui interagiscono e intrattengono tra lora legami emozionali, condividono passioni ed esperienze similari. Neotrlbu dalle quali si pub entrare e uscire facilmente, anche plu di una volta al giorno 0 in plu di una.

Una delle conclusioni di Cova, quindi, a che Ie aziende devono aiutare i propri "consumatori" (nel nostro caso "utenti") a «prendere il controllo», Che a esattamente clo che Ie applicazioni Web 2.0 consentono di fare.

Prendono cos] nuova luce Ie dinamiche di Rete, il "network effect", la diffusione "virale" delle informazioni, i principi di auto-accrescimento e auto-aiuto propri delle community (on-line ma non solo).

E giungiamo a un'altra semplice considerazione: che usando Ie applicazioni Web 2.0, e generando contenuto, otteniamo sempre di plu di quello che diamo. Pubblicando un link, una notizia, una foto 0 un video con un determinato tag, per esempio, potremo facilmente vedere quello che tutti gli altri utenti hanno classificato nel nostro stesso modo. Trasformandoci da spettatori ad autori, troviamo strumenti e fonti prima impensabili per realizzare ogni nostro interesse.

ogg~ e olOVllttilll\,~

"Del doman non v'a certezza", se non che comincia oggi. Anzi, nel caso del Web 2.0, a gia cominciato. Con Ie parole di Massimo Martini, general manager di Yahoo! Italia: «II fenomeno del blogging, 0 del social networking, nelle sue dimensioni attuali era impensabile fino a 12 mesi fa. Oggi tutti gli operatori del mercato si devono adattare», E Yahoo!, principe del web 1.0, a I'azienda che plu di ogni altra ha investito in questo settore, acquisendo molti dei servizi che trovate nel libro, e continua a comprare. Google, che del Web 2.0 a riconosciuto

CQ'P~toLo 1.

iniziatore, non e ovviamente da meno, anche se attualmente sembra plu impegnato a fatturare con i link pubblicitari. Come dargli torto, d'altronde. Ed e proprio con gli introiti pubblicitari che si sorreggono, per ora, molte imprese 2.0, anche se sono ormai comparsi diversi modelli remunerativi. Per riprendere la metafora genetica, ci sara sicuramente un po' di selezione naturale, ma e certo che il Web 2.0 e qui per restare.

II primo esempio e, di nuovo, Yahoo! che, sempre secondo Martini,

.. ha una road map completamente incentrata sui 2.0», che rlquardera senz'altro anche l'Italia, dove il servizio Answers ha gia raccolto un buon successo.

Italia che, in termini di Web 2.0, appare ancora frammentata, con alcune iniziative interessanti, citate nel corso dellibro, ma principalmente di tipo spontaneo. Un movimento invece forte in termini di opinione, soprattutto tra i blogger, dove il tema e invece "caldissirno'', Ed e proprio su un blog, Infoservi.it, che troverete la continuazione di questo libro.

It VtA.otoye ol~ y~ceycg( SOlJ\,O ~o

'PeL.teto.1A.S

Nato nel 2003, questo sito dal buffo indirizzo (http: / / del. i c i 0 • us) e la prima e piu nota applicazione "Web 2.0". II termine "applicazione" non e scelto a caso: a tutta prima puc) sembrare un normale sito web, 0 piuttosto un motore di ricerca. In realta offre un gran numero di funzionalita, Piu che qualcosa da "Ieggere", 0 in generale da cliccare, e infatti uno strumento da "usare".

L'aspetto un po' spartano non deve ingannare, fa parte di un certo stile modaiolo proprio del Web 2.0. Nomi strani, home page quasi vuote, caratteri grandi ... sono tutte caratteristiche che identificano un nuovo approccio nel modo di sviluppare siti. Molto "cool". Ma non si tratta solo di una posa. Questo stile nasce dall'intenzione di sottolineare un nuovo elemento centrale della seconda (0 terza, a seconda di come la vogliamo considerare) Internet: teo Proprio te che leggi. 0, piu in generale, gli utenti.

Sembra una battuta, ma non 10 e. I siti web 2.0 sono davvero concepiti in modo rovesciato rispetto a quelli tradizionali. Proprio perche sono applicazioni: non si limitano a "dare informazioni". Ma, al contrario, forniscono una piattaforma - un'applicazione, un software - che consente agli utenti di "far delle cose". La prospettiva plu ampia del Web 2.0 e portare on-line, dentro il browser, un'esperienza equiparabile a quella che abbiamo giornalmente sui desktop del nostro computer. E tutto cia e plu vicino di quanto possa sembrare.

Lo scopo di Delicious e semplice: permette di salvare link verso qualsiasi altro sito. In altri termini, si tratta di uno strumento che facilita la gestione dei Preferiti, come si chiamano in Internet Explorer. Ecco come si presenta I'homepage, recentemente rinnovata, la prima volta che ci colleghiamo all'indirizzo http://deLicio.us:

-

seVlA.brGl -pro-pr1.o IA.I/I, VlA.otore otL rLc,erc,Gl

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1"liIII.!I'F_.l:~_.JIIiiMItF:IP.!II H HLi

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LI/I, effettL, qlA.Gl d IA.I/I,Gl lLstGl otL lLI/I,R,

qlA.L-pGlrlGl otLtGlg: c,oSGl SOl/l,07

Archiviare i link e la funzione principale di questo servizio, ma ne rappresenta 5010 il punto di partenza. Si sono visti, e sono facilmente reperibili in Rete, tantissimi software che offrono questa capaclta, Solo sui nostro desktop, perc, Delicious e diverse perche consente di condividerli con altre persone, inviandoli ai nostri conoscenti e curiosando anche tra quelli salvati da sconosciuti. E il cosiddetto aspetto "social", altro ingrediente fondamentale del Web 2.0

Oltre a consentire la condivisione delle informazioni, pero, questo rappresenta un'altra novlta intrigante: e estremamente facile e rapido scoprire cose di cui non si sapeva nulla fino a un attimo prima - mentre in un motore di ricerca, tipicamente, si cerca qualcosa che si conosce gia.

In Delicious I'home page cambia ogni 30 minuti:

LOl Viot LLst n:portOl cLo cVie .stOl OlvveV'veV'vcio .sIAL .sLto:

e L'eLeV'vco cieL LLV'v~ .seg V'vOl LOlH V'vegLL IALHVlA.L i,??OO .secoV'vciL

cov'v "Po-PIALOlr .sL Olccecie OlLLOl LL.stOl cOVlA.-pLetOl cieL LLV'v~ -pL~ ... -po-poLOlri - Lo ciLce LOl -POlroLOl .ste.s.sOl .)

.~. -~r.i~iiiIIII

q IAL vLeV've LV'vciLcOlto q IAOl V'vte -per.soV've ViOl V'vV'vO .sOlLvOlto 1AV'v certo LLV'v~

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Delicious, consente di classificare gli indirizzi web in modo personale. Dimenticate Ie strutture classiche - e noiose - come "news", "business", "tempo libero", eccetera. Ogni link che salvate puc essere classificato liberamente, con una 0 plu parole chiave quali "divertimento giochi online", "esperienzedivita", 0 qualsiasi cosa vi passi in mente. Siccome perc gli utenti vengono da ogni parte del mondo, conviene usare I'inglese - meglio quindi "photography" che "fotografia" .

Queste parole chiave - etichette - si chiamano "tag" e rappresentano la realizzazione pratica della famosa "folksonomy": non e il

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1...0

sistema a organizzare Ie informazioni in modo statico (denominato "taxonomy" 0, in altri scenari, "onthology"), ma, anche in questo caso, sono gli utenti stessi ("Ehi, folks!") a classificare i siti. Per avere un'idea, 0 meglio un col po d'occhio, di quali siano i tag plu usati su Delicious basta seguire il link "more ... " che si trova nella parte destra dell'home page, nella sezione "tags to watch". Si visualizza quella che viene chiamata "tag cloud" (Ia nuvola dei tag), dove la scritta plu grande indica una maggiore popolarlta,

L tGlg -pLiA. !AHLLzZGlH s.ovoo evLc;ievozLGlH -per grGlvoc;iezzGl. ogvoL -PGlroLGl e !AVO LLvoKo c,Vie -portGl GlL s.LH c,LGls.s.Lftc,GlH c,ovo q!AeL c;ieterVlA.LvoGlto tGlg

tIIi!Ij l!o",,",,1J~_-' m ''''IF ...-. Iiii!ril!iiii

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trGlVlA.Lte LGl voce Nb~ s.Lze"

st orc;iLvoGlvoo Le voc,1, -per -po-poLGlrLttl

A sottolineare I'aspetto sociale e di condivisione, dopo essersi iscritti al site la stessa schermata si presenta con alcuni tag scritti in rosso: sono quelli che condividiamo con qualsiasi altro utente.

Anche la funzione di ricerca, a differenza di quanto accade con i soliti motori, non restituisce cia che il sistema ha trovato in Rete, 0 che i gestori del site hanno deciso di registrare, ma proprio cia che Ie diverse persone hanno salvato con un determinato tag.

Estremamente utile e il fatto che si puo usare un numero a piacere

di etichette. Quindi un site si puo classificare, per esempio, per tipo (gossip, news, recensioni), per contenuto (sport, cinema, computer), per quallta (divertente, bello, approfondito), 0 per qualsiasi altra cosa vi venga in mente.

Tecnicamente, questo rappresenta un passe avanti slqniflcatlvo rispetto al metodo pill usato per registrare Ie informazioni: iI file system del vostro disco fisso. Che si tratti di un pc 0 di un Mac, sostanzialmente entrambi i sistemi organizzano i file con una struttura cosiddetta "ad albero". Categoria, sotto-categoria, sotto-sotto-categoria, eccetera. Qualcosa di simile a clo che accade in una libre-

ria: sullo scaffale "cucina" trovero i libri di cucina, divisi in "primi", "secondi", eccetera. Ma cosa succede se cerco un libro di cucina etnica? 0 meglio, se ho voglia di leggere dei racconti sulle cucine di paesi lontani? Questi libri non potrebbero forse stare nello scaffale "viaggi"?

Questo e il famoso problema dell'ornitorinco. Un animale con becco d'anatra, coda da castoro e che depone uova, pur allattando i suoi piccoli. A occhio non sapresti se classificarlo tra i mammiferi, i rettili, gli uccelli, 0 cosa. Fuor di metafora, i sistemi di classificazione tradizionali sono mono-dimensionali: se nel disco fisso organizzi i tuoi file per data, non Ii puoi cercare per argomento - e viceversa.

Ora, per fortuna, i computer sono pill intelligenti di uno scaffale, e sarebbe I'ora che un po' di questa intelligenza fosse messa anche

a nostra disposizione. Metodi di organizzazione multi-dimensionale delle informazioni esistono da tempo, ma sono stati finora accessibili solo per la gestione dei dati delle grandi aziende. Si e visto qualcosa con Ie estensioni OLAP di Excel, giusto per capire di cosa stiamo parlando. Ma chi Ie ha usate Ie sa apprezzare.

II sistema dei tag ribalta il problema. Anzlche interrogarsi su come realizzare la miglior classificazione possibile al mondo, un site come Delicious dice agli utenti: "ok raga fatevelo voi, classificate un po' come vi pare". Cos] facendo si scopre che - ovviamente - la maggior parte delle persone ragiona allo stesso modo, e che la maggior parte dei tag vengono ripetuti, anche se e sempre possibile per ciascuno usare tag esclusivi (il che e bene). E infine, all'atto pratico, si realizza un sistema di organizzazione delle informazioni multi-dimensionale, che non puoi pill disegnare come un albero ma, appunto, viene pill efficacemente rappresentato come una nuvola.

In attesa di un qualche sistema di rappresentazione tridimensionale delia nostra nuvola di tag (anche questo plu vicino di quanto si possa pensare, vedi il capitolo su Digg), che ne metta in evidenza anche Ie relazioni, non stupisce che Microsoft abbia rimandato iI rilascio di WinFS, il nuovo file system eliminato dalla beta di Windows Vista, al contrario di quanto aveva dichiarato. A me basterebbe che iI computer mi permettesse di taggare i miei file come pare a me: non ho assolutamente bisogno che qualcuno mi dica come devo etichettare i miei file, 0 in quale directory devo metterli - avete presente "My Music"?

Tornando a noi: siccome ogni tag e associato ad altre parole simili, la ricerca puc procedere anche per affinita, fino a portarci a risultati inaspettati.

Ecco come si presenta il risultato di una ricerca per "calcio".

qlAL sL veeiol/\,o tGlg c,orreLGlH (reLGlteei tGlgs): ogl/\,lAl/\,O e cLLwGlbLLe e "portGl Glei GlLtrL rLslALtGlH sLVlA.LLL

LGl scrLttGl COl/\, L cGlrGltterL "pLiA. grGll/\,eiL e LL LLI/\,Ko Gl L sLto

I!~"I~ 1ii"·~~11iIifII

LGl LLstGl e oreiLI/\,GltGl "per I/\,IAVlA.ero eiL segl/\,GlLGlzLol/\,L, e qlAL sL veeie qlAGll/\,te "persol/\,e v,GlI/\,I/\,O SGlLvGlto L'i,l/\,eiLrLzzo: cLLcCGll/\,eio SIALLGl scrLttGl evLeiel/\,zLGltGl sL ottLel/\,e LGl LLstGl eieg LL IAtel/\,H

Curiosare su cia che stanno facendo altre persone con interessi simili ai nostri e forse l'opportunlta plu appassionante di queste applicazioni Web 2.0, 0 comunque del loro aspetto "social". Ogni site ha un indice di popolarlta dato proprio dal numero di utenti che ne hanno salvato I'indirizzo. Anche questo e un link, e ci porta alia lista degli username, gli identificativi, dei vari utenti interessati alia stessa tipologia di siti che stiamo cercando noi.

Ogni username e a sua volta un link, collegato alia pagina personale dell'utente. Ma non pensate che si tratti qualcosa di sconveniente, come "fare i guardoni": tutti quelli che partecipano sono 11, appunto, per ... partecipare, clos per condividere cosa hanno scoperto in giro per la Rete. Le pagine personali, quindi, sono utili strumenti per trovare siti che non conosciamo e che sono stati scoperti da utenti con interessi simili ai nostri.

ewo LIA LLstlA ciegLL IA.teV\,H

c,Vie ViIAV\,V\,o .sIALvlAto L1.V\,ciLr1.zzo cieLLIA CtlAzzettlA cieLLo s-port. .st -P0.s.soV\,o LV\,c,oV\,trlA re -per.soV\,e cilA ogV\,L -PlArte cieL VVtoV\,cio

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1n .. ~~ .. li-.iiliJ!llllL~ PliiIlKJ!l!lll'll,.IP-"--i

rscytveyst tt 'PeLtctol;(.s

Cominciare e facile: basta iscriversi. Una volta creato un nostro identificativo, si installeranno nel browser due "bottoni" con i quali salvare i link dei siti durante la navigazione. Questi verranno registrati nella nostra pagina personale, che potremo consultare con comodo ogni volta che vogliamo. Allo stesso modo, potremo catturare i link che troviamo direttamente in Delicious.

Per far questo e sufficiente ricominciare dall'home page. Nell'area destra, in bella evidenza (e anche questa e una caratteristica apprezzabile dei siti "2.0") si trova I'area "sign up now", dopodlche e sufficiente seguire queste istruzioni:

\I Nell'home page inserire 10 username che si preferisce, quindi una password (due volte) e un indirizzo di posta elettronica

\I Nella pagina successiva, riportare nel campo Ie lettere presenti nell'immagine: serve ad accertarsi che siate essere umani (0, almeno, viventi) e non programmi spammer

\I La schermata numero 2 ci dira che il nostro "account" e state creato. Procedere con illink "Install Buttons Now"

\I Segui Ie istruzioni sullo schermo, 0 verificale con quelle nella prossima pagina.

\I Ricordati di controllare la mail e, come al solito, cliccare sui link indicato per confermare che sei un essere umano e non ... eccetera.

'S-otto"",t.§ Lt"",R. sw. :peLtctow.s

I bottoni di Delicious si possono installare direttamente in Internet Explorer, Firefox, Safari, Opera. E si possono creare bottoni speciali anche per Ie toolbar di Google e Yahoo!. Infine, se i bottoni non ci piacciono, si possono salvare nei bookmark del browser direttamente i due link principali. Le istruzioni si trovano all'indirizzo http: I I del.icio.us/help/buttons

II link "Install Buttons Now" di Delicious attiva iI download di un

,

IiIrI • I 'g4" _ ..... ,I •••

piccolo "installer". La prima schermata ci chiede "Salva" 0 "Esegui". Scegliamo "Esegui": il programma sara scaricato tra i file temporanei di Internet Explorer e si cancellera automaticamente quando faremo "pulizia". Dopo il download Windows, che e un insicuro, ci chiede di nuovo se vogliamo eseguirlo. Ovviamente sl.

A questo punto si attiva una normale procedura di Windows che

15

l...G

dovrebbe presentarsi cosl:

:, -=. -= :1 ~II'!

III

.... I( -,

'iIt"~ IkI '!I!i) «. ii;io!.I,~ WI~ [@!; 1f!!~ii'iIA fJq:IIl;iI~r i!i-trf!;ip I!Ib. -.11'

I •• !IlL"" ~ ~1!; .. 1ii!'i!~,_~~ ... _ ... _iII..L. ... u..,~,.IIi ...... ~.!!!jU".....J~~

Una volta arrivati qua, procedete con il tasto Next, quindi accettate I'accordo di licenza e ... insomma, ditegli sempre di sl, Alia fine si apre questa pagina:

flA.l/\,zLol/\,L

otL DelLc,LolA.s .-, .......

Bene, potete ricominciare a navigare dove preferite. Quando incontrate un site che vi interessa, premete sui pulsante Tag. Facciamo un esempio con Zeusnews, site italiano di notizie tecnologiche: dopo aver premuto il bottone, si apre una semplice finestra dove inserire alcune semplici informazioni.

L CGlvv\:pL IA.RL e Descy-L-pHov\' sov\,o gLtl COVlA.-pLLGlH, ciL soLLto. NeL CGlSO VlA.GlV\,CGlsse LGl ciescrLzLov\'e e IAHLe VlA.ettere GlV\,cVie LL V\,OVlA.e cieL sLto. NeLLGl LLstGl cieLLGl tlAGl -pGlgLv\'Gl -persoV\,GlLe, Lv\'fGlttL, vecirGlL soLo LGl ciescrLzLov\'e, v\,0v\, L1.V\,ciLrLzzo, q IALV\,ciL coV\,vLeV\,e scrLvere IAv\'Gl COSGl

veLoce VlA.Gl cOVlA.-preV\,sLbLLe

LL CGl VlA.-p0 Notes v\,0v\, e obbLLgGltorLo. se V\,eLLGl -PGlgLV\,Gl ViGlL seLezLov\'Glto cieL testo, sarebbe stGlto -pre-coVlA.-pLLGlto GlV\,cVie qlAesto

q IAL -PlAoL LV\,serLre L tGlg

ciL vostrGl fGlV\,tGlsLGl, seVlA.-pLLceVlA.eV\,te scrLvev\'cioLL, o-p-plAre LV\,LzLGlre coV\, L slAggerLVlA.eV\,H sotto. -g,GlstGl cLLccGlrcL so-prGl e verrGlV\,V\,o co-pLGlH v\'eL -posto gLlAsto. D'p-PlAre -PlAoL fGlre 1Av\' VlA.Lx cieLLe cilAe ccse. IV\, ogV\,L CGlSO, LV\,LzLerGlL Gl cOVlA.-pLLGlre LGl tlAGl LLstGl -persoV\,GlLe ciL tGlg

:U?

E COS! via. Man mana che navigate, salvate link e aggiungete tag,

la vostra pagina personale su Delicious si popolera, e COS! accadra anche ai vostri tag. Inizierete COS! a estendere anche una vostra rete personale di contatti informali: tutti quelii che hanno salvato gli stessi vostri indirizzi. Sara poi possibile trasformarli in un vero e proprio "network" di vostri amici.

VlSQ re 'PeltctolA.s

Dopo un po', quindi, la vostra pagina iniziale su Delicious dlventsra affollata come quella in fondo a questa pagina. Quasi ogni scritta che trovate e un link, assolutamente facile e autoevidente da capire. I vostri favoriti, nella parte centrale, sono organizzati al contrario: prima gli ultimi. Dovrete cliccare sulla voce "earlier" (precedenti) per visualizzare quelli salvati in passato. Nel web 2.0 e tutto al contrario, e il suo bello,

Nelia parte destra vedete la vostra tag cloud, che potete anche visualizzare come lista, e con diversi ordinamenti. Nel titolo, in caratteri grandi, vedete illink ali'homepage e a questa stessa pagina personale: I'indirizzo http://deLicio.uslvostrouser e gia attivo, e potete comunicarlo a chi vi pare. Subito sotto, un piccolo percorso, che comincia da "your favorites", la pagina in cui ci troviamo.

Tramite illink "arrange tags" potete creare dei raggruppamenti di tag, efficaci per associ are argomenti simili. I vostri tag rimarranno comunque sempre accessibili anche singolarmente.

l/\,eL HtoLo vL SOl/\,O L LLI/\,~ -pr1.I/\,c,L-pGlLL: rGl-p-presel/\,tGl gLtI L'1.l/\,olLrLzzo GlLLGl vostrGl -pGlgLI/\,Gl -persol/\,GlLe

L LLI/\,~ SOl/\,O LI/\, orolLl/\,e c,ol/\,trGlrLo olL regLstrGlzLol/\,e: olGlLL'IA.LHVlA.o GlL -prLVlA.o. IL c,oLore -pLiA. 0 VlA.el/\,o sc,lA.ro Ll/\,olLc,Gl LGl -po-poLGlr1.ttl olL

og I/\,L Ll/\,olLr1.zzo

qlA.L Le o-pzLol/\,L -per c,GlVlA.bLGlre LL VlA.oolo LI/\, c,IA.L SOl/\,O v[sIA.GlLLzZGlH e -per gesHrLL

,~_", ·iIto-_ ......... 1IIIIIIso.-\l rAr...i ~'IIIII

......... u

-..._ ......... II: ~~~iiiiIIII -.&IIII!!II-.-.nllhd"".-.rI.I"U~ • ....... .u.- ............. ~'Iok.l ..... --~----~ ... ~....-~--- .. ~

~ ........... ~ ........ -~ a:i!Iii!II .-..r...ii!li ~--. ....... __ ...-r~ DI_~

!ft!IIIiIIIIiI ....... ~~

~E..!~'JYirioI -.~!llWlr1lll!!l!ll

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-

.~.rR~II ..

• l.IOIit..,~I~1 .~I ... ~ -IRI!!~~a

.~'

..... -

q IAL LV'v.serLre LL V'vOVlA.e cieL blAV'vciLe cVie voLete creGlre

V'veLLGl ftV've.strGl -prLV'vcL-pGlLe LV'v.serL.scL L tGlg cVie woL .sLGlV'vo rGlggrlA-P-PGlH .sotto qlAeL blAV'vciLe: bGl.stGl cLLccGlre .sIAL tGlg -pre.seV'vH V'veLLGl vo.strGl LL.stGl

.. J"

rLcorciGlr.sL ciL satvare .)

Rivediamo un attimo nel dettaglio la parte del titolo e del percorso delia pagina. II secondo link e "your network", e ovviamente ali'inizio sara vuoto, perche non avete ancora "fatto amicizia" con nessuno.

E facile: bastera cliccare sui nome di un utente, visualizzando COS!

la sua pagina personale, perche nella fascia grigia diventino visibili

Ie istruzioni per inserire quella persona nel nostro network. AII'inizio converra, magari, farsi mandare da un amico I'indirizzo della sua pagina personale, anzlchs collegarsi con uno sconosciuto. Ma ognuno ha i suoi gusti.

ciGl qIAL.sL GlggLIAV'vge L'lAteV'vte ArGlVlA.Ko GlL V'vo.stro V'vetworKo

qlAL LV'vvece.sL vL.sIAGlLLzZGlV'vo L .slAoL GlVlA.LcL

Ecco come appare la pagina del network: sulla destra la lista dei nostri "Amici di Delicious":

c,o.st .sL -pre.seV'vtGl LGl -pGlgLV'vGl c;io-po GlVer cLLwGlto .sIA YOlAr NetworKo

qlAL -PlAoL GlggLIAV'vgere c;iLrettGlVlA.eV'vte GlLtrL GlVlA.LcL, se cOV'vo.scL LL Loro lA.serV'vGlVlA.e

.I~.j~~rt!!!~

I!II"J ~~J ... -- iD.DlI-:l.-'P.!r ...

~"!I

.~""'III

-.

--

- .

"""' ....... ~-Pi:.i!l~

.---'1!1

c;iGl qlAe.sto LLV'vKo -PlAoL reV'vc;iere LL tlAO V'vetworKo -prLvGlto, cLot LVIA.-pec;iLre che GlLtrL -po.s.sGlV'vo clArLo.sGlre trGl L tlAoL cOV'vtGlttL

Nella vostra "inbox", invece, troverete segnalazioni relative a tag ai quali vi siete "abbonatl'', Per cui vi verranno proposti link che altre persone hanno "taggato" con quella parola. Ecco come si presenta la prima parte della rnla,

trGl VlA.Lte LL LLV'vKo "ec;iLt LV'vbox" -PlAoL

LV'v.serLre L tGlg cVie H LV'vtere.s.sGlV'vo

..... ~.

ir.II:Yr.i~~ ~!IIP .... .dI_~IFllBqp 11iIp'II1 ........

!P1F!p~i ,~

;;iftI;~ 1&., ~. -~ PiMtr .:n~"!~1l""'!: jilill~

II prossimo passe a "link for you": qui troverete gli indirizzi che i vostri amici vi segnalano, pensando che potete trovarli interessanti. Per fare questo si usa un tag speciale, "for:", come in questo esempio:

)

qL-tC1V'vo!O sC1lvL L-tV'v LV'vo!LrLzzo C1ggLL-tV'vgL Ll tC1g "for:" segL-tLto o!C1l V'voVIAe L-tteV'vte, seV'vZC1 spC1zLo

Cos] sto mandan do I'indirizzo di questo sito, una piattaforma per creare wiki di tipo commerciale, al mio amico e socia di blog Luca Galli, iI cui nick a "alter".

Un'ultima cosa: nello spazio bianco dopo il vostro nome, nella zona del titolo, potete inserire un tag per vedere immediatamente la lista dei vostri link con quell'etichetta. Niente di che, cliccare su un tag nella tag cloud ottiene 10 stesso effetto, ma utile per capire che in qualsiasi momenta si puc scrivere, nel browser, ht t p : / / del . ; c t 0 • us/tag/; 1 t aqchevoq l t 0; 0 per vedere cos a c'e di nuovo su quelI'argomento.

Bene, il tour della nostra prima applicazione Web 2.0 a praticamente finito. In realta non abbiamo detto proprio tutto: quasi. Qualcosa

a sempre meglio lasciare che si scopra man mano, altrimenti che gusto c'a? Ah, e quando 10 scoprite non mancate di segnalarmelo. That's all, folks!

'R.eol 01 tt

Delicious fa parte di un movimento che nell'ultimo anna si e fatto molto popolato. Un altro esponente di questa schiera e Reddit (www • reddi t. com). Molto simile, anzi ancora plu spartano, e state fatto da un gruppo di quattro studenti.

seL s« reototLt.coVlA.:

trGl VlA.Lte Le frecce Gl L LLv\'~ vLeV\,e GlssocLGlto (,[v\, voto

LV\, q('[est'GlreGl sL trOVGlV\,o Le f(,[V\,zLoV\,L otL servLzLo,

trGl c('[L LL LLv\'~ -per L'1.scrLzLoV\,e

Non ha il meccanismo dei tag. Pero ha alcuni "sub-reddit", owero pagine tematiche. Quella sui web 2.0 offre una lista piuttosto nutrita di applicazioni.

Reddit e una via di mezzo verso cia che vedremo nel prossimo capitolo, perohe oltre a salvare i link permette di "votarli", e cos] facendo genera delle classifiche. Similmente fa con gli utenti: ai plu attivi viene assegnato un "karma" plu forte. Insomma: si tratta di una cosa un po' "hard core", proprio da campus americano. Pero merita una navigata, capita che offra link a notizie un po' diverse dal solito. II che, tutto sommato, e una quallta non cos] frequente, in Rete.

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I_~~"""""~~~

.... ~~ ..

..... ...

Fw.yL

II nome di Furl (www. furl. net) deriva da "file URL", owero link a un file. AI meccanismo descritto in Delicious aggiunge un ingrediente simile a quei software che consentono di salvare i siti web in "locaIe", clos sui proprio computer. E esattamente quello che fa: oltre al bookmark, salva anche una copia della pagina segnalata, sui loro server. In plu offre una funzione di ricerca interna al testo della pagina salvata. Una specie di mini-Google solo sulle pagine che interessano a me. Forte.

oto-po L1.sc,r1.zLov\'e H c,oV\,vLeV\,e LV\,stGlLLGlre LGl tooLbGlr: c,oV\, "FlArL It" LGl -pGlgLv\'Gl vLeV\,e SGlLVGltGl

V\,eL tlAO s-pGlzLo -persoV\,GlLe SIA FlArL

L tGlb c,oV\,seV\,toV\,o L'Glwesso GlLLe flAV\,zLoV\,L reLGlHve GlL tlAO GlWOIAV\,t

w=:~-~':c:;;::: ~I'.!'i..=-t.

F!!'I!'lAJ:

:-c..- - 1""1 n. --. ~I""""'-

........ -~~-, I!'ft ... r ......

1Av\' eLev\'c,o cieLLe -PGlgLV\,e c,!tJe stGl v\,v\,o SGlLvGlV\,cio gLL GlLtrL IAteV\,H

L rl.sIALtGlH olL IAv\'Gl rLc,erc,Gl GlLL1.V\,terV\,o oleLLe VlA.Le -PGlgLV\,e SIA FlArL: LV\,otLc,Gl slAbLto LV\, qlAGlLe oteLLe-PGlgLV\,e c,Vie Vio SGlLVGlto e -preseV\,te LL V\,oVlA.e uMGlSGll:j0sViL 50V\,", c,Vie stGlVO c,erc,GlV\,olo

!!IiI

V\,eLLGl -PGlrte bGlsSGl FlArL c,L segV\,GlLGl GlLtrL rLslALtGlH c,oVlA.-PGlHbLLL, rec,lA-perGlH GlLL1.V\,terV\,o oteL sLto stesso ° LV\, gLro -per LGl Rete

~ ........ - ...

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--

-

Furl permette quindi di personalizzare la ricerca Internet in un modo ancora piu accurato di quanto abbiamo visto finora: all'interno di pagine che abbiamo salvato nol, Diventa COS! un nostro piccolo "Internet Archive" personale. Ma cosa sia l'lnternet Archive 10 scoprirete in un prossimo capltolo,

cltlee~Ltst

Abbt"VtA.o 'P"yt"to ott ...

\I Come curiosare in Delicious alia ricerca di link strani, nuovi e divertenti. Alia scoperta di cia che i motori di ricerca non dicono

\I Vedere quel che stanno salvando sui site gli altri utenti proprio mentre 10 visitate (be', diciamo in un intervallo di 1.800 secondi)

\I Come funzionano i tag, cos'e una tag cloud e perche e uno stru-

mento efficace per organizzare Ie informazioni

\I Iscriversi a DeLicio.us e installare i "bottoni"

\I Salvare i Preferiti e organizzarli con i tag

\I Creare un proprio network di amici e scambiare i link

'1 Loss til yto

"for:": E il tag usato in Delicious per segnalare indirizzi interessanti ad altri utenti

Folksonomy: L'organizzazione basata su tag definiti dagli utenti ("folks"). A differenza di "taxonomy" e "onthology", non e rigida e permette di usare un qualsiasi metodo di categorizzazione

Link: Noti anche come URL, per Uniform Resource Locator, owero "[indirizzo] univoco per identificare una risorsa". Insomma, sono gli indirizzi delle pagine web. Internet Explorer Ii chiama "Preferiti". Netscape, ai tempi, Ii chiamava invece "bookmark", segnalibri, ed e forse questo il termine plu diffuso

OLAP: On-Line Analytical (transaction) Processing, owero analisi ed elaborazione on-line delle transazioni. Un modo complicato per definire una tecnologia di analisi e visualizzazione multidimensionale dei dati. Si applica quando si vogliono analizzare i fenomeni da diversi punti di vista. L'esempio classico e I'analisi delle vendite per regione, negozio, e periodo di tempo. Queste sono tre dimensioni, che definiscono un "cubo" di dati. Questi, perc, possono facilmente avere plu di tre dimensioni, che definiscono quelli che vengono chiamati "iper-cubi". Roba un po' matematica, da immaginare. Come hanno fatto plu di vent'anni fa Gibson e Sterling, gli scrittori di fantascienza che hanno inventato il termine "ciberspazio": e questa roba qua.

Pop-up: Le maledette finestrelle che si aprono ("pop!") davanti al browser. Quelle appena appena plu furbe che si aprono dietro si chiamano "pop-under"

Social: La caratteristica di condivisione delle informazioni proprio delle applicazioni Web 2.0

Tag cloud: La "nuvola" dei tag, dove la grandezza del carattere indica la popolarlta del termine

Tag: Serve a etichettare Ie informazioni nel modo che si preferisce Username: Detto anche "nickname", e il nomignolo che ci identifica in un qualsiasi sito

Con DeLicio.us abbiamo visto come funziona quel che si chiama "social bookmarking", owero la condivisione degli indirizzi Internet, detti appunto anche "bookmark" (segnalibri). E uno strumento utile ed efficace, ma generico. Se Delicious e nato nel 2003, gia poco tempo dopo nascevano i primi servizi 2.0 che ne applicavano i principi in diversi scenario

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'P/..gg .COVll(,

Digg (www.di99.com) e un modo per condividere informazioni, trovate in giro per la Rete, che si ritengono interessanti. Opera con un meccanismo di segnalazione dei link vagamente simile a quello di Delicious, a cui aggiunge un'altra funzione peculiare: iI fatto di attribuire un punteggio alia singola notizia segnalata.

30

q lA.e.sto e LL V\,1A.VlA.ero cieLLe .segV\,GlLGlzLoV\,L c,Vie LGl v\'oHzLGl ViGl r1.c,evlA.to: og V\,L IA.teV\,te -PIA.O LGl.sc,LGlre 1A.v\' .soLo "ciLgg"

L'VioVlA.e-PGlge -pre.seV\,tGl Le .stor1.e -pL~ -pO"floLGlrL GlL VlA.oVlA.eV\,to, VlA.Gl vL .s0V\,0 VlA.oLte GlLtre VlA.ociGlLLtt! ciL vL.sIA.GlLLzzGlzLoV\,e

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-pre.seV\,tGl GlV\,c,Vie 1A.v\' VlA.ocio c,LGl.s.sLc,o ciL orgGlV\,LzzGlzLoV\,e cieLLe v\'oHzLe LV\, "c,GlV\,GlLL"

c,LLWGlv\'cio .s1A. qlA.e.sH LLV\,Ko .sL vecioV\,o Le v\'oHzLe -pL~ "ciLggGlte" LV\, ciLver.sL LV\,tervGlLLL ciL teVlA.-Po

lA.-pc,oVlA.LV\,g storLe.s .s0V\,0

Le .storLe Gl-p-peV\,Gl .segV\,GlLGlte, LV\, Gltte.sGl cieL Loro ciLgg

Anche Digg ha una "tag cloud", ma meno efficace di quella di Delicious:

c,oV\, qlAesH tGlsH LLV\,Ko sL -PGlSSGl ciGlLLGl vLslAGlLLzzGlzLoV\,e trGlciLzLoV\,GlLe Gl qlAeLLGl Gl V\,lAvoLGl e vLceversGl

fGlceV\,cio "-pGlgLv\'Gl gLiA." cOVlA.-PGlre GlV\,cVJe L'orGl LV\, clAL sov\,o stGlte "fotogrGlfGlte" te vGlrLe V\,lAvoLe

-~ .,.

~j~ipI;!!

i'iIi!!i'!M II

Se trovi una notizia interessante, puoi dargli un punto - il tuo "digg". Le notizie che hanno piu punti, cloe che sono piaciute a un plu alto numero di utenti, avranno maggiore vlslblllta, Cliccando sui link, si va alia notizia originale, oppure si puo "sostare" su Digg per com mentarla.

Come al solito, pero, la prima pagina del site presenta cia che sta accadendo - 0 meglio, cia che gli utenti stanno facendo plu 0 meno nel momenta in cui ci si coliega, 0 comunque in un lasso di tempo piuttosto breve. Digg, con la versione 3 rilasciata quest'estate, ha anche sviluppato degli interessanti strumenti di visualizzazione avanzata per vedere cia che accade veramente in tempo reale, come il nuovo Digg Stack (http://labs.di 99. com/stack).

L rettGlV\,goLLV\,L bLGlV\,c,ViL c,Vie c,GloloV\,o soV\,o L UolLggers", c,Loe gLL IAteV\,H

c,Vie segV\,GlLGlV\,o 0 olLggGlV\,o IAv\'Gl storLGl

Le storLe segV\,GlLGlte st "Lw,:pLLGlV\,o" qlAGl sotto. IL c,oLore LV\,olLw LL V\,IAVIAerO olL olLgg

qlAesH oroLogL LV\,olLc,GlV\,o L1.V\,tervGlLLo olL teVlA'Po verLflc,Glto. !-to 1Av\' GlVlALc,o LV\,

bGl V\,c,Gl c,Vie LVIA'PGlzzLrebbe 'Per c,oV\,troLLGlre LGl sLtlAGlzLoV\,e LV\, VlAoolo sLVlALLe

L'abbiamo detto nel capitolo precedente: plu di vent'anni dopo I'invenzione del termine, signore e signori, ecco a voi il ciberspazio: solo che non si tratta di un ambiente creato ad hoc, come in certe fantasie cinematografiche della realta virtuale. E generato in tempo reale dall'attlvlta degli utenti. L'altro tool simile, Swarm, oltre aile storie mostra anche come si muovono gli utenti, quali storie stanno leggendo e in quanti, come Ie storie sono collegate, eccetera.

c;io-po stGlC~, eeeo SWGlrVlA.!

L cercViLettL rGl-p-presevotGlVOo gLL IAtevoH

IAVO lAte vote -pIAO Leggere -pLCt storLe covoteVlA.-porGlvoeGlVlA.evote - ° LL covotrGlrLo, ovvLGlVlA.evote

Ma questi sono strumenti ancora un po' futuribili, anche se rappresentano solo una delie molte applicazioni delie ricerche avanzate in corso nel mondo del web. Un giorno e probabile che ne vedremo una diffusione plu ampia. Nel frattempo, meglio non farsi ipnotizzare.

Insomma, come dicono loro, «Digg is ali about user powered content», tutto ruota intorno al contenuto "potenziato" dagli utenti. Torneremo su questo punto, intanto vediamo come cominciare: per partecipare in prima persona, oltre a punteggi e commenti e ovviamente possibile aggiungere link alie notizie che si ritengono interessanti. Ed e proprio qui che viene fuori un'altra importante differenza tra i servizi 2.0 e i classici portali web vecchio stile. Siamo infatti noi a creare contenuto sui sito, cloe ad aggiungere informazioni destinate ad altri. In parte questo e gia vero con Delicious, dove, con la descrizione e I'eventuale annotazione allink che registriamo, iniziamo a "dire la no-