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RADICALI

Definizione ingenua : estrarre la radice n-esima di un numero a significa determinare un numero b la cui potenza n-esima sia uguale ad a. In simboli
n

a = b b n = a con n N, n > 1

dove a il radicando, b = n a il radicale ( risultato dellestrazione di radice ), n lindice. [ N.B. se n = 1 il radicale uguale al radicando ; se n = 0 il radicale non esiste. ] Osservazione :

5 non un numero razionale, il problema dellestrazione verr risolto ampliando Q .


Osservazioni e problemi connessi allestrazione di radice

Occorre distinguere fra indice pari e indice dispari. a) n dispari esempio:


3 3

8 = b

b 3 = 8 quindi b = + 2

esempio: 8 = b b 3 = 8 quindi b = 2 Dato un radicando ad esso corrisponde uno e un solo radicale e viceversa. Sussiste una corrispondenza biunivoca fra radicando e radicale e si conserva il segno: infatti se a > 0 anche b > 0 , se a < 0 anche b < 0 , a = 0 anche b = 0. b) n pari esempio : 4 16 = b b 4 = 16 d una potenza negativa.
4

b non esiste perch nessun numero reale elevato a esponente pari

16 = b b 4 = 16 b = 2 oppure b = 2 e loperazione sarebbe indeterminata avendo

due risultati. N.B. Affinch il radicale di indice pari esista, il radicando deve essere NON NEGATIVO. Non vero per che, dato un radicando non negativo, ad esso corrisponda uno e un solo radicale e viceversa, viene quindi a mancare la corrispondenza biunivoca fra radicando e radicale. Per ripristinare la corrispondenza biunivoca e avere unoperazione determinata, si conviene di considerare il radicale di indice pari di un numero non negativo in senso aritmetico. Quindi
4

16 = + 2 , 2 lopposto di

16 , perci 2 = 4 16 .

Osservazione : il segno meno pu essere trasportato fuori o dentro radice SOLO se lindice dispari. ESEMPI invece
3

8 =2=

,
4

4 64 = 8

mentre

64

non esiste in R

FUNZIONI IRRAZIONALI Esaminiamo la funzione y = n x , con x R . Occorre distinguere fra indice pari e indice dispari. a) n pari : affinch la funzione esista il radicando deve essere non negativo, in tal caso la funzione restituisce valori reali non negativi. Dominio ( o C.E. ) : x 0 , codominio : y 0 .

Adriana Cerri & Maria Grazia Luini

b) n dispari : la funzione esiste comunque sia il radicando e restituisce valori concordi con il radicando. Dominio ( o C.E. ) : y esiste purch esista x , codominio : y R . Esaminiamo la funzione y=
n

f (x ) , con x R .

Il radicando una funzione della variabile x . Anche in questo caso occorre distinguere tra: a) n pari : affinch la funzione irrazionale esista il radicando deve essere non negativo, in tal caso la funzione irrazionale restituisce valori reali non negativi. Dominio ( o C.E. ) : f (x) 0 , codominio : y 0 . b) n dispari : la funzione irrazionale esiste purch esista il radicando e restituisce valori concordi con il radicando. Dominio ( o C.E. ) : y esiste purch esista f (x) , codominio : y R . ESEMPIO 1 Stabilire le condizioni di esistenza del radicale:

y=

x2 5x + 6 x +1 y=

ove f ( x ) =

x2 5x + 6 e x +1

n=2 (numero pari)

1) si eseguono, se possibile, i passaggi algebrici per arrivare alla scomposizione del radicando

x2 5x + 6 = x +1

( x 2)( x 3) x +1

2) poich lindice pari il radicale esiste quando il radicando non negativo. Si risolve perci la disequazione razionale fratta

( x 2)( x 3) 0 x +1
x20 x30 x+1>0 x2 x3 x > 1 1 x 2 3

imp N.B. x+1>0 e non x+10 Grafico da interpretare con la regola dei segni C.E. ( dominio) 1 < x 2 x 3

+ codominio

y 0.

ESEMPIO 2 Stabilire le condizioni di esistenza del radicale:

y=

x 1 x 5x 6
2

ove f ( x ) =

x 1 e x 5x 6
2

n=3 (numero dispari)

1) si eseguono i passaggi algebrici per arrivare alla scomposizione del radicando

y=3

x 1 ( x + 1)( x 6)

2) poich lindice dispari il radicale esiste se esiste il radicando. Il radicando una funzione razionale fratta che esiste quando ogni fattore del denominatore diverso da zero. C.E. ( dominio) x R / x 1 x 6 codominio y R .

Adriana Cerri & Maria Grazia Luini

ESEMPIO 3

y =5 x2

Lindice dispari , il radicando una funzione razionale intera che esiste per ogni x R . C.E. x R . ESEMPIO 4

y=

x+3 = x 2x + 1
2

x+3 ( x 1) 2

Lindice pari , la condizione di realt data dalla disequazione razionale fratta :

x+3 0 ( x 1) 2
-3 x+30 x 3 x1 C.E. x3 x1 0 + x + 1

( x 1) 2 > 0

ESEMPIO 5

y=

x2 + 2x 1 = x2 + 2x + 1

( x 1) (x + 1)2

Lindice pari , la condizione di realt data dalla disequazione razionale:

( x 1) 0 (x + 1)2
2

Poich

C.E. numeratore.

( x 1) 0 x 1 il radicale esiste solo quando il radicando uguale a zero. (x + 1)2 N.B. una frazione, ridotta ai minimi termini, si annulla solo quando si annulla il x =1
2

ESEMPIO 6

y = 4 x 4 10
x 4 10 0

Lindice pari , la condizione di realt data dalla disequazione razionale: Tale disequazione non mai verificata e pertanto il radicale non esiste.

DETERMINAZIONE DEL CAMPO DI ESISTENZA DI UN ESPRESSIONE Se nellespressione compaiono pi radicali, prima ancora di eseguire le operazioni indicate, si determina il C.E. dellintera espressione. Si ottiene il C.E. dellintera espressione determinando il C.E. dei singoli radicali e poi si mettono tali condizioni in sistema. ESEMPIO

x 2 5x + 6 x3 3 1 4 x +1 x4 ( x 2) 2
( si veda ESEMPIO b)1 pag. 4 )

C.E. 1 radicale : 1 < x 2 x 3 C.E. 2 radicale : x 30 x3 x2

x3 0 ( x 2) 2
2 x _ 0 3 +

( x 2) > 0
2

C.E. 2 radicale

x3

Adriana Cerri & Maria Grazia Luini

C.E. 3 radicale : x 4 poich lindice dispari sufficiente che esista il radicando, quindi che il denominatore sia diverso da zero. Si imposta il sistema : 1 x

1 < x 2 x 3 x 3 x 4
2 3 4 verificata

x Si determinano gli intervalli in cui tutte le condizioni sono verificate. La soluzione del sistema data dallunione degli intervalli in cui sono evidenziate tante righe quante sono le disequazioni. C.E. dellespressione : x 3 x 4 . OSSERVAZIONE Il C.E. dei singoli radicali e quello dellintera espressione devono essere determinati prima di effettuare qualunque trasformazione perch le trasformazioni potrebbero alterare il C.E. dellespressione assegnata. ESEMPIO C.E. 1 radicale x 2

x 2 x +3
C.E. 1 radicale x 3 2

Si imposta il sistema :

x 2 x 3
x2.

Il C.E. dellintera espressione :

Se per si eseguisse la moltiplicazione prima di determinare il C.E. si otterrebbe

( x 2)( x + 3)

Per determinare il C.E. di questa espressione formata da un solo radicale si deve risolvere la disequazione razionale intera (x2)(x+3)0 3 2 x20 x2 x+30 x3 + 0 0 + Il grafico deve essere interpretato con la regola dei segni ( non si tratta di un sistema ) . C.E. dellespressione : x 3 x 2. Come si pu notare il C.E. dellespressione assegnata diverso da quello ottenuto eseguendo prima la moltiplicazione.

Determinare il dominio

1) a) 2) a) 3) a)

10

2 x 2 18 7 2x x3 + x2 x 2 + 2x 3 5(x 2 4) 7 3x

x 3 3 x <

7 2

b) b) b)

x2 + 3 x2 x 6 5x 2 7 x 2 4x + 4 x2 9 x 3 27

[x 3 x 2]

[ 3 < x < 1 x 1 x = 0]
7 2 x 2 x > 3

10

[imp.] [x 3 x 3]
4

10

Adriana Cerri & Maria Grazia Luini

4) a) 5) a) 12

x 2 2x 2x + 6

[ 3 < x 0 x 2]

b)

6 x 25 x 10 x + 1
2

1 5

(8x

3x 2 x
3

+1

) (x 4)

1 1 x < 0 x x > 4 2 3

b) 21

(8x

3x 2 x
3

+1

) (x 4)

1 x x 4 2

x 3 3x 2 + 3x 1 6) a) x 2 5x + 6 x2 + 4 +2 7) a) x2
6

[1 x < 2 x > 3] [ 2 x 0 x > 2]


2 3 x 3 3 x= 2

b)
12

x 3 3x 2 + 3x 1 x2 + 6

[x 1]
5 x= 2 2 x 3

4 x 2 + 20 x + 25 b) x6 4 b) b)
3

8) a) 6 x + 3 4 2 3x 9) a) 12 4 x 2 + 12 x + 9 x2 +1 4 x 1

x + 3 4 2 3x
1 x2 4 x+2 3 2 x x2 4x

[imp.]

Per gestire il calcolo con i radicali si devono dimostrare alcune propriet che verranno di seguito introdotte insieme alle loro applicazioni. Teorema uguali. Se le potenze di ugual esponente di due numeri positivi sono uguali allora le basi sono

Hp. a > 0 b > 0 n N a n = b n


n n Da a = b si ricava

Th. a = b

a n b n = 0 . Scomponendo in fattori il 1 membro si ottiene (a b ) a n1 + a n2 b + a n3b 2 + ............ + ab n2 + b n1 = 0

poich per ipotesi a > 0 b > 0 , anche tutte le loro potenze sono positive, perci il secondo fattore positivo(quindi diverso da zero) Osservazione
n n

a b = 0 da ci si ricava a = b . Se a = b = 0 evidente che a = b = 0

N.B. In maniera analoga si dimostra che il teorema sussiste anche nel caso in cui entrambe le basi siano negative. N.B. Se non si conosce nulla sul segno di a e b e lesponente comune pari, non si pu sapere se le basi sono uguali od opposte Esempio 1

a = b = 2 a = b = 2
4 4 Se a = b = 16

uguaglianza verificata

(a = 2 b = 2) (a = 2 b = 2 )

uguaglianza non verificata

Se lesponente dispari dalluguaglianza delle potenze (di ugual esponente) si pu dedurre luguaglianza delle basi poich in tal caso sussiste la concordanza dei segni tra basi e potenze.
Esempio 2
3 3 Se a = b = 8 a = b = 2 .

Teorema 1 Moltiplicando o dividendo per uno stesso numero naturale lindice di radice e lesponente del radicando di un radicale aritmetico si ottiene un radicale equivalente al dato

Adriana Cerri & Maria Grazia Luini

Hp a 0 m N n N {0} p N {0}
n am np

Th

am =

np

a mp

Se a = 0 , entrambi i membri sono nulli. Se a > 0 eleviamo allo stesso esponente np entrambi i membri 1 membro 2 membro n m n am = = a propr . potenze def . radicale
np p

( )

mp = propr . potenze a

np a mp

= a mp def . radicale
np

Dalla positivit delle basi e dalluguaglianza delle potenze np-esime si deduce luguaglianza delle basi. Applicando la propriet simmetrica si ottiene

a mp = n a m .

Se la base del radicando negativa la propriet non sussiste qualora si moltiplichino o dividano N.B. indice ed esponente del radicando per uno stesso numero pari.
Esempio
4

( 2)3

non un numero reale, mentre


3

( 2)6

un numero reale

( 2)3

8 ( 2)

invece

( 2)6

= 4 2 = 4 23 .
Osservazione importante

Se per calcolare unespressione contenente radicali si sottopongono i radicali a trasformazioni, necessario che tali trasformazioni lascino inalterato tanto il campo di esistenza quanto il codominio. I problemi legati alle trasformazioni sono di due tipi: a) problema di esistenza ( che riguarda il radicando ) b) problema di concordanza del segno ( che riguarda il radicale ).

SEMPLIFICAZIONE DI UN RADICALE Caso 1 Se si dividono indice ed esponente del radicando per uno stesso fattore comune pari possono sussistere sia problemi di esistenza che problemi di concordanza del segno.

a)

Luguaglianza

x 2 = x non identicamente vera


x0.
4

C.E. del radicale dato ( primo membro ) : x C.E. del radicale trasformato ( secondo membro ):

Come si pu osservare sussiste un problema di esistenza : infatti mentre

x2

esiste per ogni valore di x ,

x esiste per x 0.

La trasformazione restringe il dominio.


4

Per risolvere il problema necessario scrivere

x2 =

Per sciogliere il modulo si ricorre a un grafico ausiliario che riguarda largomento del modulo e si sovrappone a questo grafico il C.E. dellintera espressione, cancellando gli intervalli in cui lespressione non esiste.

x se x 0
4

x2 =

x =
x se x 0
[ N.B. il segno meno sotto il simbolo di radice, infatti per x < 0

NON ESISTE ! ]

b) Luguaglianza

x2 = 3 x

non identicamente vera .

Adriana Cerri & Maria Grazia Luini

6 x 2 esiste per ogni x come pure Non si tratta per di un problema di esistenza, infatti In questo caso sussiste invece un problema di concordanza del segno.

x .

Esaminiamo il radicale a primo membro : di indice pari inteso in senso aritmetico. Esaminiamo il radicale a secondo membro : nullo perch il radicale di indice dispari
concorde con il radicando.

y= y=

x2
x

non negativo perch il radicale pu essere positivo, negativo o

Sussiste un problema di concordanza del segno, per risolverlo necessario scrivere:


3

x se x 0 x = 3 x se x 0

x2 =

x =
3

[N.B. Il segno pu essere portato fuori di radice poich lindice dispari]

Caso 2 Se si dividono indice ed esponente del radicando per uno stesso fattore comune dispari non sussiste alcun problema .

a)

Luguaglianza

x 3 = x identicamente vera
x0 x0. y=

C.E. del radicale dato ( primo membro ) : C.E. del radicale trasformato ( secondo membro ): Non sussiste alcun problema di esistenza.

Esaminiamo ora i due radicali: tanto il radicale y = 6 x 3 quanto il radicale sono non negativi perch i radicali di indice pari sono intesi in senso aritmetico. Non sussiste alcun problema di concordanza del segno b) Luguaglianza
9

x 3 = 3 x identicamente vera

C.E. del radicale dato ( primo membro ) : x C.E. del radicale trasformato ( secondo membro ): x Non sussiste un problema di esistenza. Esaminiamo i due radicali : y = 9 x 3 concorde con x che concorde con x e anche y = Non sussiste un problema di concordanza del segno.
Esempio
3

x concorde con x.

Si debba semplificare il seguente radicale :

( x + 1) 2 ( x 2) 2

Si determina innanzitutto il C.E. risolvendo la disequazione :


C.E x x2
4

( x + 1) 2 0 ( x 2) 2

Si semplifica

( x + 1) 2 = ( x 2) 2

x +1 x2

Si ricorre ad un grafico ausiliario che riguarda unicamente largomento del modulo . Il grafico traduce la condizione x+10 x2>0 x1 x>2 +

x +1 0 [ N.B. non un campo di esistenza ] x2


-1 2 x 0 +

Adriana Cerri & Maria Grazia Luini

Si sovrappone a questo grafico il C.E. ( o addirittura il C.E. dellintera espressione se il radicale inserito in unespressione ), cancellando gli intervalli in cui lespressione non esiste ( nellesempio lespressione costituita da un solo radicale con C.E. x 2) Si interpreta il grafico con la regola dei segni e si ottiene :

+
4

( x + 1) 2 = ( x 2) 2

x + 1 se x 1 x > 2 x2 x + 1 se 1 x < 2 x2

[N.B. il segno meno sotto il simbolo di radice]

Riassumendo: a) Se si semplificano indice ed esponente del radicando per un fattore comune PARI possono presentarsi problemi di esistenza o di concordanza del segno. b) Se si semplificano indice ed esponente del radicando per un fattore comune DISPARI non sussistono problemi, qualunque sia lindice del radicale assegnato.

Determinare il C. E. e semplificare i seguenti radicali affrontando le problematiche connesse

1) 2) 3) 4)

x 2 10 x + 25 x6 4x5 + 4x 4 x 4 6x3 + 9x2


x 4 6x3 + 9x 2

x5

se x 5;
3

5 x

se x 5

3 x 2 ( x 2 ) x ( x 3)
x3 6 2x + 3

se x 2 x = 0; se x 0 x 3;
3 x 2x + 3

x 2 (2 x ) se x 2

x (3 x ) se 0 x 3
se 3 < x 3 x 0 2
con x 5

12

(2 x
2

+ 3x

3 se x < x 3; 2

5)

12

(3x

(x 5)8

+2

3x 2 + 2 3 2 ( x 5)

6)

12

(3x + 2)8 (x 5)4

(3x + 2)2 3 x5

2 se x > 5 x = ; 3

(3x + 2)2
5 x

se x < 5

7)

60

(x

x x3 + 6x 2

+ 2x

) (x
5

) + 12 x + 8)
2

2x + 1

30 2 3 x ( x + 2 )( x 1) se x < 2 x 1 ; 30 3 3 2 x + 2 x (1 x ) se 2 < x 1 x 0

8)

x 3 ( x + 5) (x 5)6 x 2 ( x + 5) (x 5)4

x ( x + 5) 2 ( x 5)
x ( x + 5) 3 2 ( x 5) se x 5 x 0 x 5;
3

se

x 5 x 0 x 5
se 5 x 0

9)

( x 5 )2

x ( x + 5)

Adriana Cerri & Maria Grazia Luini

10) 11) 12)

1 6 12 2 + 8 3 x x x
x 3 125 + 3x 25 5 x

1 2x x

1 se 0 < x 2

12

[imp.]

48

(x

7 x + 10 ( x 5)

(x

4x + 4
2

( x 5)3 16 x2
se 2 x 0 x 2; 3 x 3 4 x se

se

x < 2 x 5

13) 14)

x 2 (x 2 4 )

3 x 3 4 x

x 2 0 x 2
1 + 2x 3 x x 0

1 6 12 + 2 + +8 3 x x x
8(3 x 1) 27 x 3
12

15) 16)
17)

25x 6 50 x 5 + 25 x 4

[ 5x (x 1)
3 2

4 2(3 x 1) 3x

se

1 x < 0 x = 3

se x 1 x = 0 ; 3 5 x 2 (1 x ) se x 1
18

36

(27 x

x 2 14 x 3 + 49 x 4
3

54 x 2 + 36 x 8

x2 7x 2 se x 0 < x 7; 18 3 3 (2 3 x )

(3x 2)3

x2 7x

se 0 x <

2 x 7 3

TRASFORMAZIONE DELLINDICE DI UN RADICALE Caso 1 Se il radicale da trasformare di indice dispari e si moltiplicano lindice e lesponente del radicando per uno stesso numero pari , pu sussistere un problema di concordanza del segno.

Luguaglianza

x =

x2

non identicamente vera .


3

Non si tratta di un problema di esistenza, infatti Esaminiamo il radicale a primo membro:


3

x esiste x ( indice dispari ) come pure

x2 .

y = x pu essere positivo, negativo o nullo perch il radicale di indice dispari concorde con il radicando. Esaminiamo il radicale a secondo membro: y=
6

x 2 invece non negativo perch il radicale di indice pari inteso in senso aritmetico .

Sussiste un problema di concordanza del segno. Per determinare il segno del radicale da trasformare si ricorre a un grafico ausiliario che riguarda il radicando del radicale di indice dispari, prima che venga effettuata la trasformazione.
6
3

x2

se x 0

x=
6 x2 se x 0 [ N.B. il segno meno fuori dal simbolo di radice, infatti
6

x 2 , per x 0 , NON ESISTE ! ]


9

Adriana Cerri & Maria Grazia Luini

Caso 2 Se il radicale da trasformare di indice dispari e si moltiplicano lindice e lesponente del radicando per uno stesso numero dispari , non sussiste alcun problema.

Luguaglianza

x =

x3

identicamente vera . x. x.

C.E. del radicale a primo membro : C.E. del radicale a secondo membro : Non sussiste alcun problema di esistenza Esaminiamo i due radicali :

3 3 y = x concorde con x che concorde con x che concorde con y = Non sussiste alcun problema di concordanza del segno.

x3 .

Caso 3 Se il radicale da trasformare di indice pari e si moltiplicano lindice e lesponente del radicando per uno stesso numero dispari non sussiste alcun problema.

Luguaglianza

x =

x3

identicamente verificata . x0 x0

C.E. del radicale a primo membro : C.E. del radicale a secondo membro : Non sussiste alcun problema di esistenza. Esaminiamo i due radicali :

y = x non negativo come pure il radicale y = 6 x 3 perch i radicali di indice pari sono intesi in senso aritmetico . Non sussiste alcun problema di concordanza del segno.
Caso 4 Se il radicale da trasformare di indice pari e si moltiplicano lindice e lesponente del radicando per uno stesso numero pari , occorre tenere presente che il C.E. quello del radicale di partenza.

Esaminiamo luguaglianza

x =

x2 .
x0 x .

C.E. del radicale a primo membro : C.E. del radicale a secondo membro :

Nonostante il C.E. si sia allargato eseguendo la trasformazione, non sussistono problemi: infatti nel calcolo di unespressione il C.E. viene determinato una volta per tutte prima di qualunque trasformazione e viene successivamente utilizzato solo il C.E. determinato inizialmente. Esaminiamo i due radicali : y = x non negativo come pure il radicale senso aritmetico . y=
4

x 2 perch i radicali di indice pari sono intesi in

Non sussiste alcun problema di concordanza del segno. Quindi

x =

x 2 vera purch x 0 .

Riassumendo: a) Se un radicale di indice DISPARI viene trasformato in un radicale di indice PARI pu presentarsi un problema di concordanza del segno. b) In tutti gli altri casi non sussistono problemi.
Esempio

Si debbano trasformare allo stesso indice i seguenti radicali :

2 x x+2

2x + x 2 x2 10

Adriana Cerri & Maria Grazia Luini

1) Si determina innanzitutto il C.E. dei singoli radicali


per il 1 radicale si pone
2x>0

x+2 0 2x
-2 2 x 0 +
x<2

da cui

x2<0 2< x2 x 2

x + 2 0 ; x 2
C.E. 1 radicale C.E. 2 radicale

2) Si determina il C.E. comune risolvendo il sistema C.E. comune


2< x<2

2 < x 2 x 2

da cui

3) Si esegue la trasformazione dei radicali allindice comune 6 ( m.c.m degli indici dei radicali dati) Per il radicale di indice pari non sussistono problemi

(2 x ) 2x =6 x+2 (x + 2)3
3

se 2 < x < 2

Per il radicale di indice dispari che si trasforma in radicale di indice pari si ricorre a un grafico ausiliario

2x + x 2 0 da cui che riguarda il radicando, prima che venga effettuata la trasformazione: x2


x( x + 2 ) 0 x2 x0 x + 2 0 ; x 2
x2>0 ; x>2 -2 0 2

0 2 x

4) Si sovrappone a questo grafico il C.E.comune, cancellando gli intervalli che non appartengono a tale C.E.

-2

x non esiste + 0 non esiste Si interpreta il grafico con la regola dei segni . Esaminando il grafico ausiliario si deduce che per il radicale di indice dispari ( che concorde con il suo radicando ) sussistono due casi:

x 2 (x + 2)

x(x + 2) = x2

(x 2)2

se

0 x<2

+6

x 2 (x + 2)

(x 2)2

se

2< x0

Trasformare i seguenti radicali allo stesso indice dopo aver determinato il C.E. comune
4

1) 2)

x+2 2 x

; ;

(x 2)(x 2 4)
x2

12 ( x + 2)3

12

(x 2)8 (x + 2)4
;
20

se x 2
se x 2

20 (x 2 )4

(x 2)5

Adriana Cerri & Maria Grazia Luini

11

3)

x 1

;
3

x 2 5x + 6
+ 12

+ 12 +

(x 1)

(x 2 ) (x 3)
4

dove i segni superiori valgono se 1 x 2 x 3 e i segni inferiori valgono se 2 x 3 x 5 (x + 3)5 10 (x 3)5 x 2 ( x 3) se 3 x 0 x > 3

4)

x 2 + 3x x3

3x x

10

5) 6)

9 x2 x2
1 x x +1
+ 6 +

x 2 x 12

(x + 3)7 (3 x )7 14 x14

; 14 ( x 4 ) (x + 3)
2

se 3 x 3 x 0

[
7)
3

x2 + x 1 x
6 +

(1 x )3 (x + 1)3
;

x 2 (x + 1)

(1 x )

dove i segni superiori valgono se 1 < x 0 e i segni inferiori valgono se 0 x < 1

x2 4

2 x x 12
2

6 2 2 (x 2) (x + 2)

( x 4 ) ( x + 3)
3

se x < 3 x > 4

8)

(x 1)(3x 4) (x + 2)3

3x 4 (x 2) x 2 4

1 1 x

( x 1)3 (3x 4)3 12 (x + 2)9


9)
4

12

(3x 4)4 (x 2)8 (x + 2)4

12

(1 x )6

se 2 < x < 1

[
[

4 x 2 20 x + 25 2x + 3

4 x 2 + 12 x + 9 2x 5

2x + 3

+ 12 +

(2 x 5) (2 x + 3)3

12 +

(2 x + 3) (2 x 5)4

+ 12 +

(2 x + 3)6

dove i segni superiori valgono se < x < 2 2 5 x> 2 5 x> e i segni inferiori valgono se

] ]

10)

12

x 3 3x 2 + 3x 1 2 x 4 (x + 1)
7

1 x 2x 2 + 2x

(x + 1)3
x 1

+ 12 +

x 3 3x 2 + 3x 1 2 x ( x + 1)
4 7

+ 12

(1 x )4 4 16 x 4 ( x + 1)

+ 12 +

(x + 1)6 (x 1)2

dove i segni superiori valgono se x < 1 e i segni inferiori valgono se x > 1

Teorema 2 Il prodotto di radicali aritmetici dello stesso indice un radicale avente lo stesso indice e per radicando il prodotto dei radicandi.

Hp a 0 b 0 n N {0} Th
n

b = n ab

Eleviamo allo stesso esponente n entrambi i membri

Adriana Cerri & Maria Grazia Luini

12

1 membro

b
n

= propr . potenze

( a) ( b)
n n n

= ab def . radicale

2 membro

ab

= ab def . radicale
n

Dalla positivit delle basi e dalluguaglianza delle potenze n-esime si deduce luguaglianza delle basi. Applicando la propriet simmetrica si ottiene

ab = n a n b
2 4 8 non eseguibile poich i fattori non sono numeri

( 2)( 8) = 4 16 = 2 4 4 reali 4 ( 2 )( 8) 2 8 .
Esempio
4

N.B. se a o b sono negativi luguaglianza non sussiste qualora lindice sia pari

mentre

Teorema 3 Il quoziente di radicali aritmetici dello stesso indice un radicale avente lo stesso indice e per radicando il quoziente dei radicandi.

Hp a 0 b > 0 n N {0}

Th

a :n b = n a:b = n

a b

Eleviamo allo stesso esponente n entrambi i membri 1 membro 2 membro

a :n b

= propr . potenze

( a) :( b)
n n n

= a:b def . radicale

a :b

= a:b def . radicale


n n n

Dalla positivit delle basi e dalluguaglianza delle potenze n-esime si deduce luguaglianza delle basi.

a:b = a : b Applicando la propriet simmetrica si ottiene N.B. Se a o b sono negativi luguaglianza non sussiste qualora lindice sia pari.
Esempio
4

( 192) : ( 12) = 4 16 = 2 mentre 4 192 : 4 12 non eseguibile poich gli 4 ( 192) : ( 12 ) 4 192 : 4 12 operandi non sono numeri reali

Teorema 4 La potenza di un radicale aritmetico un radicale avente per indice lo stesso indice e per radicando la data potenza del radicando.
n Hp a > 0 n N {0} m N Th a = n am Eleviamo allo stesso esponente n entrambi i membri m

( )
m

1 membro 2 membro

n a

( )

= propr . potenze
n

( a)
n

= propr . potenze

( a)
n n

= def . radicale

am ;

n m = am def . radicale a

Dalla positivit delle basi e dalluguaglianza delle potenze n-esime si deduce luguaglianza delle basi. Applicando la propriet simmetrica si ottiene
n

am =

( a)
n

N.B. Se la base del radicando negativa la propriet non sussiste qualora lindice sia pari
Esempio

12

non un numero reale mentre

( 2)12

= 4 212 = 2 3

12

4 ( 2) .
12

Adriana Cerri & Maria Grazia Luini

13

TRASPORTO DI UN FATTORE FUORI DAL SEGNO DI RADICE Teorema 5

Dato il radicale

aq

con esponente del radicando maggiore dellindice di radice, se

m il quoziente intero della divisione q : n e p il resto di tale divisione, allora Ricordando che
Hp
n

dividendo = divisore quoziente + resto ,


Th
n

aq = am n a p risulta q = mn + p
n

a 0 n N {0} q N q > n q = mn + p

aq = am n a p
n

a q = n a nm + p

= propr . potenze =

a nm a p

= propr . radicali

a nm n a p

= m n p propr . radicali a a

N.B. Se la base del radicando negativa la propriet non sussiste qualora lindice sia pari Esempio
4
4

( 2)6 un numero positivo; mentre 2 4 ( 2)2


( 2)6
= 4 26 = 2 4 22 = 2 4 22 .

negativo 4 ( 2) 2 4 ( 2)
6

invece

Se il radicando non un numero , ma una funzione si scompone in fattori il radicando e si vede se qualche fattore ha esponente maggiore o uguale allindice di radice.
Caso 1

Se lindice dispari si pu trasportare il fattore con esponente maggiore o uguale allindice


n

fuori dal segno di radice senza alcun problema ricordando che in questo caso
Esempio 1

xn = x

Luguaglianza

3 x3z = x z

identicamente verificata.

C.E. del 1 radicale : x z . C.E. del 2 radicale : x z . Non sussiste alcun problema di esistenza. Esaminiamo ora i radicali : tanto y =
3
3 x 3 z quanto y = x z assumono valori positivi se x e z sono

concordi, negativi se x e z sono discordi, nulli se x = 0 z = 0 , non si presentano quindi problemi di concordanza del segno .
Caso 2 Esempio 2

Se lindice pari possono sussistere problemi di concordanza del segno . Luguaglianza

x 2 z = x z non identicamente verificata.** C.E. del 2 radicale : z 0. C.E. del 1 radicale : x z 0 x = 0 z .

Non sussiste alcun problema di esistenza. Esaminiamo ora il radicale a primo membro: y = x 2 z non negativo perch il radicale di indice pari inteso in senso aritmetico. Esaminiamo il radicale a secondo membro: y = x z pu essere positivo, negativo o nullo perch concorde con x . Sussiste quindi un problema di concordanza del segno. Per risolvere il problema necessario scrivere: x z se x 0

x2z = x

z =
+ x z se x 0

Adriana Cerri & Maria Grazia Luini

14

Esempio 3

Dato il radicale

( x + 1) 2 ( x 1) ( x 2) 3

trasportare quanto possibile fuori dal segno di

radice. C.E. x1 x>2

( verificarlo per esercizio ) .

( x + 1) 2 ( x 1) = ( x 2) 3

x +1 x2

x 1 x2

Per sciogliere il modulo si ricorre ad un grafico ausiliario che riguarda unicamente largomento del modulo . Il grafico traduce la condizione

x +1 0 x2
x+10 x2>0 x1 x>2

[ N.B. non si tratta di un C.E. ] -1 2

x 0 . + Si sovrappone a questo grafico il C.E. ( o addirittura il C.E. dellintera espressione se il radicale inserito in unespressione ) cancellando gli intervalli in cui il radicale ( o lintera espressione ) non esiste . 1 1 2
o

0 non esiste

Si interpreta il grafico con la regola dei segni .

( x + 1) 2 ( x 1) = ( x 2) 3

x +1 x2 x +1 x2

x 1 x2 x 1 x2

se x 1 x > 2

se 1 x 1

Esempio 4

x 4 ( x + 1)
2 x 4 ( x + 1) = x

C.E. x 1 ( verificarlo per esercizio ) .

x +1 = x2

x +1

x 2 infatti sempre non negativo.


Riassumendo:

a) se si trasporta un fattore fuori da un radicale di indice DISPARI non sussiste alcun problema.
b) se si trasporta un fattore fuori da un radicale di indice PARI concordanza del segno. si pu presentare un problema di

Data lespressione , determinarne il C.E. e trasportare fuori dal simbolo di radice tutto ci che possibile affrontando le problematiche connesse

1)

(a

2a ) a4

2 a 2a

1 con a > 4 a = 0 a = 2 a4

Adriana Cerri & Maria Grazia Luini

15

2) 3)

1 x2 x2 6x + 9 x 2 2x + 1 x 2 2x
1 se x < 0 x = 1; (1 x ) 2 x x 2 x 1 x 2 se x > 4 x = 1; x 4

1 1 x 2 con 1 x 1 3 x

(x 1)

1 se x x > 2 = 1 x 2 2x

4)
3

(x 1)(x 2 3x + 2)
x 2 8 x + 16 27 27 x x 3 + 9 x 2 x5

1 x x 2 se 2 x < 4 x = 1 x4 3 x x
3

5)

1 x
2

con x 0

6)

(a
4

a 2) (a + 1)

(a 1)2
9b

a +1 a 2 con a 2 a = 1 a 1

7)

(81 18b + b )

2 2

1 se 0 < b 9; (9 b ) 4 9b

(b 9) 4

1 se b 9 9b

8)

( x 2) x 2 + x 6 ( x 2 10 x + 25) 5

2 x 2 ( x 5)

(x + 3)3 ( x 5 )2

se 3 x 2;

( x 5 )2

x2

(x + 3)3 ( x 5 )2

se x 2 x 5

9)

(x

1) x

2 3 1 se x 1 x = 1; x 1 x

(1 x )

2 3

1 se 0 < x 1 x = 1 x

10)

a 4 4a 3 + 4a 2 a 3 3a 2 + 3a 1

a (a 2 ) 1 se a 2 a = 0; a 1 a 1

a (a 2 ) 1 se 1 < a 2 a = 0 1 a a 1 1 x x 2 con 0 x 1 2 x x 2

11)

(x 2) (x + 1)
2 6

x x2

12) 13) 14)

25 20 27 4a + a

3 5 se 0 < a ; (5 2a ) a 2 1 x 2 x x + 3 se 3 x 1 x 0;

(2a 5)

3 se a a

5 2

(x 1)2 (x + 3)
x4

x 1 x + 3 se x 1 2 x con 1 x 2

x 2 + 3x 2 x 2 x 2 6x + 9

1 2 x 2 + 3x 2 x 3x

15)

(a

(a
2

4a + 4
2

2a a2 a 2 9 a 2 se a > 3 ; a 2 9 a 2 se 2 a < 3; a 2 2 a se 3 < a 2; 2 a 2 a se a < 3 a2 9 a2 9 x 2 2 (x 4)


3

16)

(x

2x3 + x 4 4

x + 3 con x 2

17)

( x 2) x x 2
2

( x 2)3 ( x + 1)2 x + 1 se x 2 x = 1; 3 2 (2 x ) ( x + 1) x + 1 se 1 x 2

Adriana Cerri & Maria Grazia Luini

16

TRASPORTO DI UN FATTORE SOTTO IL SEGNO DI RADICE

Come corollario del teorema 2 segue il


Teorema 5

Hp a > 0
n

Th

am

a p = n a nm + p
n

Infatti

am

ap

n n = = a nm n a p = a nm a p propr . potenze propr . radicali propr . radicali

a nm + p

N.B. se a<0 la propriet non sussiste se lindice pari

Es. 2 4 2 negativo, mentre invece

2 4 2 = 2 4 2 = 4 2 4 2 = 4 2 5

( 2)4 2 un numero positivo;

2 4 2 4 ( 2) 2
4

Se il radicale non un numero ma una funzione sussistono due casi.


Caso 1

Se lindice dispari non sussiste alcun problema.


3

si avr x 3 z = Ricordando che x = n xn Tale uguaglianza identicamente verificata . C.E. del 1 radicale : x z . C.E. del 2 radicale : x z . Non sussiste alcun problema di esistenza.

x3z .

Esaminiamo ora i radicali: tanto y = x 3 z quanto y =

x3z

assumono valori positivi se x e z sono

concordi, negativi se x e z sono discordi, nulli se x = 0 z = 0 , non si presentano quindi problemi di concordanza del segno .
Caso 2

Se lindice pari sussistono problemi di concordanza del segno.

Luguaglianza x z =

x 2 z non identicamente verificata

C.E. del 1 radicale : z 0. C.E. del 2 radicale : x z 0. Non sussiste alcun problema di esistenza. Esaminiamo lespressione a primo membro: y = x z pu essere positivo, negativo o nullo perch y concorde con x ( il radicale non negativo perch lindice pari ) . Esaminiamo il radicale a secondo membro: y = x2z non negativo perch il radicale di indice pari inteso in senso aritmetico. Sussiste quindi un problema di concordanza del segno. Per risolvere il problema necessario scrivere:

x2z x2z

se x 0

x z =
+ se x 0

Esempio

x + 2 1 x x +1 x + 2

C.E. del fattore esterno : x 1 ( funzione razionale fratta ) . C.E. del radicale : 2 < x 1 ( verificarlo per esercizio ) .

Adriana Cerri & Maria Grazia Luini

17

Per risolvere leventuale problema di concordanza del segno si ricorre ad un grafico ausiliario che riguarda unicamente il fattore da trasportare sotto il segno di radice ( prima che tale fattore sia stato
trasportato ) . Il grafico traduce la condizione x+20 x+1>0 x 2 x > 1

x+2 0 x +1
2 1

x + 0 + Si sovrappone a questo grafico il C.E. ( o addirittura il C.E. dellintera espressione se il radicale inserito in unespressione ) cancellando gli intervalli in cui il radicale ( o lintera espressione ) non esiste . + 2 1 1 x non esiste x + 0 non esiste

Si interpreta il grafico con la regola dei segni .

( x + 2) 2 (1 x ) = ( x + 1) 2 ( x + 2)

( x + 2)(1 x ) ( x + 1) 2

se 2 < x < 1

x + 2 1 x = x +1 x + 2
+ Riassumendo: a) se si trasporta un fattore sotto una radice di indice DISPARI non sussistono problemi se si trasporta un fattore sotto una radice di indice PARI si pu presentare un problema di concordanza del segno.
Determinarne il C. E. e trasportare sotto il simbolo di radice affrontando le problematiche connesse

( x + 2) 2 (1 x ) = + ( x + 1) 2 ( x + 2)

( x + 2)(1 x ) ( x + 1) 2

se 1 < x 1

1) 2 x

3 4x

3x

con x > 0
1 3 2 con x 0 x

2)

2 6x 3x

8 3x

con

x < 0

3)

13 x x

4)

3 4

x 27 a2 a + 4a + 4
2

4 3x con x 0 a2 con a 2

5)

1 2 x

x2 +1 2 2 3
9 a2 a 4 + 6a 2 + 9

[ imp.]

6) (a + 2)

2 7) ( a 3)

9 a 2

con 3 a 3

1 3 8) x

x2 42 3

1 se x < 0; 1 se x > 0]

Adriana Cerri & Maria Grazia Luini

18

9)

x3 x +1 x 1

(x 3)2 (x + 1) (x 1)2

se 1 x < 1 x 3;
1 x(x 2 )

(x 3)2 (x + 1) (x 1)2
se x<0

se 1 < x 3
x > 2 3 2

10)

x x2

x2 x3

(x + 2)(2 3x ) 4 x 2 12 x + 9 11) 2 3 3x + 4 x 4 8 x 36 x 2 + 54 x 27
12) 13)

2x 3 2 con x < 2 < x < (x + 2)(2 3x ) 3

2+x

2 x2

0 se x < 0; 2 2

se x > 0

x 12 x 12 : x 1 x 1 x2 x4 a a 4
2

x 1 se x < 1 x > 12 x 12
( x 5 )2 2 x 6x + 8 se x < 2 x 5;

x5 14) x2

( x 5)2
x 2 6x + 8

se 4 < x 5

15) (a + 2)(a 2) 16) a(a + 2 )(a 2 )

a 3 4a a 4 4a 2

se 2 < a 0; se a < 2;

a 3 4a a 4 4a 2

se a > 2 se a > 2

1 a 4
2

x 1 x + 2 4 17) x + 2 ( x 1)2
18)

2 ( x 1)2 ( x 1) 4 4 > 1 ; 2 < < 1 se x se x 3 3 ( ) ( ) + 2 + 2 x x

(2 x 1)2
x3
2x 1 x3

x3 2x 1
2x 1

(2 x 1)3
x3

se x <

1 ; 2

(2 x 1)3
x3
2 x 1 se

se x > 3
x>3

19)

( x 3)2

2 x 1 se

1 < x < 3; 2

20) a

1 a a

a a3

se a 1;

a a3

se 0 < a 1

Adriana Cerri & Maria Grazia Luini

19