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Domande/risposte Tesario Economia Aziendale

1. Nozione di processo e ciclo di operazioni. Un processo è costituito da una


concatenazione di operazioni od altri processi o micro-processi elementari, fisici o logici,
che si sviluppano nel tempo e portano ad un risultato di qualche specie. Il ciclo delle
operazioni è determinato dall'ordine temporale o logico secondo il quale si svolgono una
serie di operazioni collegate in feedback, in serie od in parallelo e che costituiscono una
rete di processi.
2. La nozione di organizzazione del sistema. Organi del sistema sono gli elementi che
risultano specializzati e che sviluppano una funzione. L'organizzazione del sistema è
determinata dalle relazioni stabili che esistono tra gli organi e che ne determinano
funzione, funzionalità e topologia.
3. Differenza tra organizzazione e struttura. L'organizzazione è determinata dalle relazioni
stabili esistenti tra gli organi del sistema. La struttura è formata dagli organi comuni
connessi tramite legami strutturali che ne limitano i gradi di libertà, ma ne aumentano le
potenzialità all'interno del sistema.
4. Sistemi aperti e le loro dinamiche. I sistemi aperti sono sistemi organizzati che tramite i
loro organi presentano un accoppiamento strutturale con l'ambiente per ricevere input ed
emettere output. E' caratterizzato da organi recettori (che ricevono input) e da organi
effettori (emettono output in seguito ad una stimolazione). Tra di essi vi sono gli organi
interni.
5. Le due forme di macro-dinamiche nei sistemi aperti. I sistemi aperti sono caratterizzati
da due tipi di macro-dinamiche:
1-interna: si presenta come dinamica strutturale (od interna) ed è la rete di processi svolta
dalla struttura. Distinta in organica od elementare.
2-esterna: si presenta come dinamica ambientale ed è il macro-processo che si origina
dalla dinamica strutturale.
6. Il feedback micro-macro nei sistemi dinamici. Il feedback micro-macro nei sistemi
dinamici è di questo tipo: gli elementi che compongono la struttura a loro volta sono
vincolati da essa che ne limita i gradi di libertà. Inoltre gli elementi originano i micro-
processi che determinano i macro-processi che a loro volta vincolano i micro-processi.
7. Le classificazioni fondamentali dei sistemi. I sistemi sono classificabili per:
1-tipo di struttura;
2-modalità di costituzione;
3-in relazione alla costanza dell'organizzazione;
4-in relazione alla mutabilità della struttura;
5-per numero di processi;
6-in relazione alla tempificabilità dei processi;
7-per dimensione temporale dei processi;
8-per tipo di collegamento con l'ambiente;
9-per numero di input-output.
8. Tipologie di input e di output nei sistemi aperti. I tipi di input-output nei sistemi aperti
sono:
1-I/O cognitivi: perturbazioni/adattamenti
2-I/O energetici: flussi energetici acquisiti e rilasciati;
3-I/O metabolici: flussi di elementi assorbiti nella struttura e poi ceduti per
degrado/sostituzione;

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4-I/O strumentali: flussi di materiali trasformati nel sistema senza modificare la struttura.
A queste trasformazioni conseguono flussi di materiali che costituiscono gli output.
9. La nozione di programma. Un programma è una successione di input istruttivi che
consentono alla struttura di sviluppare processi micro-macro e di produrre un risultato.
10. Tipologie di programmi nei sistemi aperti. Ci sono 4 tipi di programmi nei sistemi
aperti:
1-operativo: comprende istruzioni di stato iniziale della rete dei processi; di transizione di
stato (come si comporta il sistema in presenza di un dato input) e di stato finale che
determinano l'output;
2-applicativo: comprende le istruzioni insieme ad input energetici e strumentali che
consentono di ottenere determinati output, tramite uno specifico programma operativo;
3-genetico: programma applicativo che permette ad un a sistema generatore di generare
un nuovo sistema (replica, copia o figlio del precedente);
4-regolativo: programma operativo applicato ad un sistema regolatore che consente di
mantenere la struttura del sistema.
11. Quali relazioni ricordate tra struttura, programmi, processi? Tra struttura, programmi
e processi esistono le seguenti relazioni: i processi devono essere compatibili con la
struttura; i programmi devono essere coerenti con i processi e realizzabili dalla struttura; la
struttura deve essere adeguata ai processi ed ai programmi.
12. Differenza tra sistema causale e sistema dinamico proprio. In un sistema causale
l'output è funzione solo degli input (Gli stessi input quindi producono gli stessi output). In
un sistema dinamico proprio l'output dipende non solo dagli input, ma anche dalla
dinamica degli stati del sistema che vengono modificati ad ogni input.
13. Ricordate i principi di logica dei sistemi dinamici? I principi di logica dei sistemi
dinamici sono:
1-gli output non derivano dagli input ma dai processi strutturali da essi attivati;
2-gli output derivano dal programma operativo che regola i processi;
3-gli output dipendono dalla struttura che supporta i processi;
4-la struttura dipende dal programma genetico e dal programma regolativo;
5-il comportamento di un sistema dinamico dipende dalla storia;
6-il comportamento di un sistema dinamico dipende dalla quantità e dalla qualità di
energia fornita ad esso per attivare i processi strutturali;
7-il moto dell'output dei sistemi aperti dipende dall'accoppiamento con altri sistemi ed in
particolare dal feedback con altri sistemi.
14. Quando un sistema dinamico si definisce finalizzato? Un sistema dinamico è
finalizzato se viene posto qualche obiettivo (valore di output per un sistema puntatore,
dinamica temporale degli output per un sistema percorritore, mantenimento di parametri
interni per i sistemi omeostatici) al processo svolto.
15. Sistemi sotto controllo. È sotto controllo un sistema cui è accoppiato in serie un sistema
controllore, cioè un sistema in grado di percepire ed eliminare deviazioni dall'obiettivo.
16. Sistemi cibernetici. Un sistema è cibernetico se il sistema controllore è un organo del
sistema stesso, per cui il controllo è automatico.

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17. La struttura di un sistema cibernetico. Un sistema cibernetico produce output
attraverso il programma operativo, il sistema controllore percepisce eventuali deviazioni
dall'obiettivo ed agisce di conseguenza sugli organi del sistema su cui è possibile
intervenire (leve di controllo) originando input detti azioni di controllo. I disturbi sono input
del sistema che alterano le dinamiche programmate e non sono controllabili.
SISTEMA SISTEMA
DISTURBI
CONTROLLORE CONTROLLATO OUTPUT
DESIDERATI

CONTROLLO
PROGRAMMA OUTPUT
SCELTA DELLE OPERATIVO EFFETTIVI

LEVE DI
AZIONI CONTROLLO 1 OBIETTIVO
2
...
DEVIAZIONE
DALLO
OBIETTIVO
FEEDBACK
CONFRONTO

18. La direzione di un sistema dinamico. La direzione di un sistema dinamico può essere:


1-esterna: quando il sistema controllore appartiene all'ambiente (il controllo è aperto:
sistema eterodiretto);
2-interna: il sistema è accoppiato in feedback permanente con il sistema controllore
(controllo chiuso e sistema autodiretto);
3-automatica: il sistema controllore è un organo del sistema (controllo automatico e
sistema cibernetico).
19. La nozione di sistemi di trasformazione. I sistemi di trasformazione sono sistemi
preordinati per attuare processi di trasformazione mediante i quali input strumentali
vengono trasformati in output strumentali, con l'applicazione al sistema di un programma
di trasformazione.
20. Tipologia dei sistemi di trasformazione. I sistemi di trasformazione possono essere di
questi tipi:
1-qualitativi (modificano la qualità degli input);
2-quantitativi (trasformano gli input mediante scale quantitative). I quantitativi a loro volta
sono suddivisi in:
A. eterogenei (input ed output espressi in unità di scala differenti);
B. omogenei (input/output espressi nelle stesse unità di scala): ulteriormente
suddivisi in:
a- amplificatori (i processi fanno sì che gli output siano maggiori degli input);
b- riduttori;
c- vettoriali (se si osserva ampli/ridut del singolo input correlato al singolo output);
d- integrali (se si osserva ampli/ridut del volume complessivo degli input nel
volume complessivo degli output).

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21. Alcuni indicatori di performance di un sistema quantitativo di trasformazione.
Indicatori di performance sono:
1-efficienza: quante unità di output sono ottenute da un'unità di input;
2- fabbisogno: inverso efficienza;
3-efficacia: grado di conseguimento di un dato obiettivo di output;
4-risultato: (per sistemi omogenei) esprime l'efficienza come livello e non come grado;
5-scostamento: esprime l'efficacia come scostamento dall'obiettivo e non come grado;
6-rendimento: risultato ottenuto per ogni unità di input;
7-durata;
8-velocità;
9-potenza unitaria;
10-numero cicli;
11-durata media.
22. La nozione di efficienza, di efficacia e di fabbisogno in un sistema di
trasformazione. L'efficienza indica quante unità di output si possono ottenere da un'unità
di input; il fabbisogno è l'inverso dell'efficienza (unità di input necessarie per ottenere
un'unità di output), l'efficacia indica il grado di conseguimento di un dato obiettivo di
output.
23. La nozione di risultato in un sistema di trasformazione. Il risultato si determina solo
per sistemi omogenei ed indica l'efficienza come livello invece che come grado.
24. Nozione di sistema cognitivo. Un sistema cognitivo è un sistema spontaneo in grado di
sviluppare processi per ottenere informazioni sull'ambiente, per strutturarle in conoscenze
e preferenze e per interagire con l'ambiente per sopravvivere, mantenendo la propria
identità.
25. La nozione di sistema combinatorio. Un sistema combinatorio è un sistema non
organizzato che produce fenomeni collettivi non riferibili ai singoli, pur essendo generati
dal loro comportamento.
26. Gli elementi fondamentali dei sistemi combinatori. Un sistema combinatorio è formato
da una pluralità di elementi. Il singolo elemento attua un micro-comportamento cui
consegue un micro-effetto che combinandosi a livello di sistema determina il macro-
comportamento, cui è associato un macro-effetto (assimilabile all'output del sistema).Tra
micro-comportamento dell'elemento e macro-comportamento del sistema esiste un
feedback di questo tipo: le micro-regole (necessitanti) stabiliscono il micro-comportamento
in funzione del macro, le macro-regole (ricombinanti) indicano come i singoli
comportamenti si combinino per sviluppare il macro-comportamento. Il comportamento del
sistema può essere condizionato da azioni che possono rinforzare od indebolire il suo
comportamento. Il controllo può avvenire attraverso opportuni rinforzi od indebolimenti a
livello di macro-comportamento (macro-controllo) o di micro-comportamento (micro-
controllo).
MACRO

COLLETTIVITA’ MACRO
che sviluppa il COMPORTAMENTO
O MACRO-EFFETTO

combinato FEEDBACK condiziona il


con altri
MICRO-MACRO

SINGOLO
MICRO che attua il
COMPORTAMENTO
O MICRO-EFFETTO
MICRO

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27. Tipologia di sistemi combinatori. Esistono sistemi combinatori:
1- di accumulazione: portano all'accumulo di oggetti attuato da una collettività;
2- di diffusione: portano alla diffusione di un oggetto da un numero limitato di individui ad
un numero elevato;
3- di inseguimento: portano allo spostamento graduale verso un obiettivo;
3- d'ordine: sviluppano un processo interpretabile come il raggiungimento ed il
mantenimento di un ordine;
5- di miglioramento o progresso: i cui processi hanno come effetto di produrre un
progresso della collettività in cui i singoli perseguono la ricerca di un miglioramento
individuale.
28. La nozione di organizzazione come sistema. Un'organizzazione è un sistema sociale
che si forma quando più individui, per loro motivazioni particolari, accettano di essere
vincolati da relazioni organizzative che impongono di attuare comportamenti coordinati o
cooperativi, per svolgere un processo orientato ad un fine comune.
28. Tipologia di organizzazioni rispetto alla durata. Rispetto alla durata distinguiamo
organizzazioni:
1- occasionali: si costituiscono per perseguire un fine comune e hanno poco rilievo i fini
individuali, hanno genesi spontanea;
2- a vita limitata: costituite per perseguire finalità di singoli da cui si origina il fine comune;
3- permanenti: il fine comune è preminente rispetto alle finalità individuali, si pongono
anche il raggiungimento di fini sociali.
30. Le condizioni di teleonomia delle organizzazioni permanenti. L'organizzazione vive a
lungo nell'ambiente e gli individui che la compongono permangono durevolmente nella
struttura se le finalità individuali come le sociali sono intense o giudicate positive
(organizzazioni permanenti a lento rinnovo caratterizzate da elevata teleonomia endogena
ed esogena). L'organizzazione deve rinnovare continuamente i suoi elementi se invece le
finalità individuali sono poco intense (organizzazioni durevoli a rapido rinnovo
caratterizzate da bassa teleonomia endogena ma alta esogena).
31. Il processo di conoscenza. La conoscenza è il sistema dei modelli coerenti e dotati di
senso che abbiamo capito ed imparato. Il processo di conoscenza è la formazione e la
continua modificazione del sistema dei modelli che formano il sapere.
32. I processi cognitivi fondamentali. I processi cognitivi fondamentali per arrivare alla
conoscenza sono:
1- il capire: cioè derivare dagli stimoli percepiti modelli coerenti e dotati di senso della
realtà;
2- lo spiegare: cioè derivare dei modelli da altri modelli;
3- l'imparare: ovvero saper ripetere ed utilizzare i modelli utilizzati per comprendere.

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33. La struttura del processo di cognizione.
Modelli e programmi
di apprendimento Conoscenza
tacita

Conoscenza
Stock di modelli
Stimoli dal
mondo OSSERVAZIONE Conoscenza
esplicita
Capire e spiegare
il mondo

Giudizio Controllo
ESPERIENZA

Decisione Azione

34. La differenza tra capire ed imparare. Capire significa derivare dagli stimoli percepiti
modelli coerenti e dotati di senso della realtà e del mondo; imparare significa saper
ripetere ed utilizzare i modelli utilizzati per capire.
35. I processi di descrizione e di definizione. Descrivere un oggetto significa scegliere un
certo numero di dimensioni osservative e specificare lo stato assunto da ciascuna di esse
nell'oggetto da descrivere. La definizione è una descrizione generale costitutiva che
specifica i limiti di variabilità delle descrizioni puntuali di oggetti affinché essi possano
essere considerati analoghi, cioè appartenenti allo stesso insieme aperto costituito dalla
definizione.
36. Le caratteristiche delle leggi scientifiche. Una legge empirica si definisce scientifica se:
1- si presenta come un enunciato del tipo "tutte le volte che succede questo accade
quello";
2- ha contenuto empirico;
3- stabilisce relazioni tra oggetti appartenenti ad insiemi aperti definiti
connotativamente, per cui esse valgono anche per gli altri oggetti non osservati
appartenenti allo stesso insieme;
4- la relazione non deve derivare da convenzioni a dall'applicazione di procedure;
5- deve essere verificabile o falsificabile;
6- deve essere coerente con altre leggi scientifiche accettate.
37. La nozione di teoria scientifica. Una teoria è un modello ipotetico formale dell'universo
osservato, utilizzato per descrivere l'universo. In particolare una teoria scientifica deve
essere confermabile o falsificabile per cui ogni conferma aumenta la sua verosimiglianza
ed una falsificazione la confuta irreversibilmente.
38. La logica del processo di spiegazione. Spiegare un fenomeno F (denominato
explanandum) significa costruire un modello derivandolo da qualche altra conoscenza
individuando un'argomentazione deduttiva (explanans) da cui è possibile ricavare F quale
conclusione valida.

39. Il concetto della chiusura operazionale della spiegazione. La spiegazione è un


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processo ricorsivo all'indietro per cui ogni explanans necessita di una successiva
spiegazione. Raggiungiamo la chiusura operazionale della spiegazione quando arriviamo
ad un explanans che non ha ulteriori explanandum e quindi abbiamo un limite alla
conoscenza.
40. I 4 fondamentali processi di spiegazione. Sono:
1-spiegazioni comuni;
2-spiegazioni scientifiche classiche;
3-spiegazioni scientifiche procedurali;
4-spiegazioni scientifiche sistemiche.
41. Differenze tra spiegazioni scientifiche classiche e sistemiche. Le spiegazioni
scientifiche classiche spiegano un fenomeno F in questo modo: date le condizioni iniziali
C, F deriva dalle leggi scientifiche L, se accettiamo la teoria T. la chiusura procedurale è
data dalla teoria e dai postulati di base. Le spiegazioni sistemiche spiegano F nel
seguente modo: F deriva dai processi prodotti dalla struttura nell'ambiente tramite i
programmi. La chiusura operazionale della spiegazione è rappresentata dal sistema.
42. Il processo di previsione. Il processo di previsione ha la stessa struttura formale di
quella della spiegazione, con la differenza che le premesse precedono temporalmente le
conclusioni. La previsione scientifica classica recita: osservate le leggi L e supposta valida
la teoria T, una volta verificatesi le condizioni C allora si manifesterà il fenomeno F. la
previsione sistemica si basa invece sulla comprensione della struttura, dei programmi e
dell'ambiente con cui il sistema opera in modo che si potrà prevedere F come derivazione
dei processi.
43. Il processo di rilevazione. Il processo tramite il quale un sistema cognitivo ricerca dati
dai quali desumere le informazioni necessaire per conoscere o per agire è il processo di
rilevazione.
44. Fasi del processo di rilevazione. Le fasi sono:
1- posizionamento degli obiettivi di rilevazione;
2- individuazione dell'oggetto di rilevazione;
3- specificazione delle dimensioni dell'oggetto di rilevazione;
4- determinazione delle dimensioni ed ottenimento dei risultati;
5- annotazione dei risultati ed ottenimento dei dati;
6- elaborazione dei dati;
7- trasmissione dei dati;
8- utilizzo dei dati per l'ottenimento delle informazioni.
45. Differenza tra determinazioni certe, approssimate ed astratte. La determinazione può
portare all'ottenimento di risultati:
1- certi: se il rilevatore ritiene di aver raggiunto livelli di precisione nei limiti di
tolleranza consentiti per gli obiettivi di rilevazione;
2- approssimati: se ottenuti per stima o previsione associando ad essi una probabilità
che ne indica la verosimiglianza;
3- astratti: se ottenuti per dimensioni non scindibili relative a parti di oggetti uniti,
separati con qualche ipotesi finzione.
46. La struttura dei sistemi di comunicazione. I sistemi di comunicazione presuppongono
un organo emittente (dal quale il dato parta) ed uno ricevente (al quale il dato arrivi),
nonché di un canale di comunicazione tra essi. Il dato in partenza può essere amplificato
e/o codificato, al suo arrivo potranno essere eseguite operazioni opposte.

47. Differenze tra dato ed informazione. Un dato è il risultato di una determinazione,


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annotato con un prescelto linguaggio su un supporto, indipendentemente dalla sua
utilizzabilità per il conseguimento degli obiettivi. Il dato viene generato nella fase di
annotazione. Un'informazione è un dato utilizzabile per il conseguimento degli obiettivi
conoscitivi.
48. I processi di rilevazione contabile. I processi contabili, i cui oggetti di rilevazione sono
reti di processi dinamici, sono caratterizzati da flussi di input e di output omogenei i cui
valori sono sommabili algebricamente in modo significativo.
49. Cosa si intende per processo di rilevazione in tempo reale? È un processo attuato
prima che sia decorso il termine ultimo affinché i dati ottenuti dal processo stesso siano
utilizzabili come informazioni.
50. Cos'è un conto? I conti sono supporti nei quali annotare le quantità di input ed output
relative all'oggetto di conto e devono presentarsi anche graficamente in due parti dette
sezioni, nelle quali annotare le variazioni di opposto segno.
51. La nozione di entità contabile. L'entità contabile è il processo che presenta dimensioni
dinamiche delle quali si ha interesse a seguire l'evoluzione nel tempo. Dato che in genere
per ogni entità contabile interessa un unico oggetto di conto, si può, con approssimazione,
identificare con gli oggetti di conto.
52. Metodo della partita doppia e regola della freccia. Per rendere efficiente il processo di
rilevazione nei conti si adotta la convenzione nota come metodo della partita doppia: ogni
annotazione nella sezione di un conto deve essere accoppiata ad una annotazione della
stessa quantità aperta (doppia) nella sezione opposta di un altro conto, entrambe nello
stesso giorno. La regola della freccia equivale alla logica dell'annotazione dicotomica con
il metodo della partita doppia: la freccia rappresenta i flussi tra processi aperta (la coda gli
output, la testa gli input).
53. Rilevazioni contabili a mastro e giornale. Le rilevazioni a mastro sono rilevazioni
sistematiche. Il mastro rappresenta una concreta raccolta di conti nel sistema contabile.
Le rilevazioni a giornale sono cronologiche da affiancare a quelle sistematiche. Il giornale
rappresenta così il supporto per le annotazioni temporali.
54. Definire un sistema contabile. Un sistema contabile è uno strumento per l'annotazione
delle variazioni di una pluralità di entità contabili elementari.
55. Cosa si intende per bilancio di un sistema contabile? Dopo aver trasferito i saldi di
tutti conti in uno, il bilancio consente di attuare la sintesi finale e di ottenere dati relativi allo
stato ed ai flussi dell'intera rete.
56. Come definiresti l'economia aziendale? L'economia aziendale è la scienza che si
propone di osservare e spiegare il comportamento economico dell'uomo ed il
comportamento economico delle –e nelle- aziende. È una scienza perché ricerca
definizioni, leggi e teorie per spiegare una realtà costituita da comportamenti economici
umani, dalle aziende quali sistemi di trasformazione e quali sistemi combinatori.
57. Cosa si intende per comportamento economico dell'uomo? Il comportamento
economico dell'uomo è l'insieme di attività ed azioni attuate per consumare e produrre dei
beni destinati al soddisfacimento dei bisogni e all'appagamento delle aspirazioni.
58. Cosa sono e come si classificano i bisogni e le spiegazioni? I bisogni sono stati
spiacevoli di disequilibrio psicofisico che si vogliono eliminare o a attenuare o evitare. Le
aspirazioni sono stati piacevoli che vogliamo acquisire, mantenere od incrementare. I
bisogni si dividono in primari (fondamentali per l'uomo come sistema biologico) e
secondari (necessari per una vita migliore).

59. Cosa sono e come si classificano i beni? I beni sono ogni risorsa che l'uomo può
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destinare al soddisfacimento di bisogni o al conseguimento di un'aspirazione, ottenuti con
il lavoro e relativamente scarsi. I beni possono essere materiali, ossia rappresentati da
oggetti, o immateriali, cioè servizi, che consistono nell'applicazione di un bene che
soddisfa un bisogno od appaga un'aspirazione senza che il fruitore possegga il bene che
eroga il servizio unto
60. Cosa si intende per produzione? La produzione è l'attività volta all'ottenimento dei
beni.
61. Definire il consumo. Il consumo è l'attività volta all'applicazione dei beni ai bisogni.
62. C'è differenza tra utilità e valore? Sì, l'utilità e l'attitudine dei beni a soddisfare i bisogni
o a permettere il conseguimento delle aspirazioni. Il valore è l'attitudine del bene ad
essere desiderato da un soggetto.
63. Da cosa dipende il valore? Il valore dipende:
1- dall'utilità;
2- dal modo in cui è prodotto;
3- dall'importanza attribuitagli dal soggetto che lo deve utilizzare;
4- dalla sua destinazione
5- da fattori di rarità ed abbondanza.
64. Sapresti indicare alcune specie di valori? Alcune specie di valori sono:
-valore di acquisto: attribuito da chi non ha un bene e vuole acquisirlo;
-valore di vendita: attribuito da chi ha un bene e vuole cederlo;
-valore d'uso: attribuito da chi possiede un bene e vuole continuare ad utilizzarlo;
-valore di scambio: di acquisto o di vendita;
-valore di produzione: attribuito da chi non possiede il bene e vuole ottenerlo tramite
produzione;
-valore intrinseco: attribuibile alle sue componenti;
-valore di sostituzione: attribuito da chi è privato di un bene e vuole sostituirlo con uno
analogo.
65. Cos'è la ricchezza? La ricchezza è uno stock di beni caratterizzati quantitativamente e
qualitativamente, dotati di valore, può essere individuale o collettiva ed è anche detta
patrimonio di quell'individuo o di quella collettività.
66. Qual è l'unico fattore attivo della produzione? L'unico fattore attivo della produzione è
il lavoro: senza lavoro infatti non è possibile avere ricchezza o beni di cui esso e la fonte.
67. Cosa si intende per scambio? Per scambio si intende la trasmissione di due o più beni
tra due o più soggetti in due epoche, secondo dati rapporti denominati ragioni di scambio.
68. Quali forme di scambio conosci? Vi sono diverse forme di scambio:
-il baratto: in cui oggetti scambiati sono beni materiali;
-scambio monetario: in cui uno degli oggetti scambiati e un bene e l'altro è una quantità di
moneta;
-scambio immediato: in cui le epoche di scambio coincidono;
-scambio differito: in cui le epoche di scambio non coincidono che abbiamo un creditore
ed un debitore.
69. Cos'è il risparmio? Il risparmio è l'attività con la quale l'uomo non consuma interamente
i beni di cui dispone per il soddisfacimento di bisogni attuali, ma ne destina una parte ai
bisogni futuri. Il risparmio è astensione dal consumo attuale in vista di un consumo futuro.
70. Dare la definizione di investimento. L'investimento é l'attività economica consistente
nel rinunciare al consumo di determinati beni oggi al fine di ottenerne una quantità di beni
maggiore in futuro.
71. Cosa si intende per rischio? Per rischio si intende la possibilità di non recuperare
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quanto investito, non tutti gli investimenti presentano lo stesso grado di rischio, ma molti
presentano un rischio tecnico ed economico.
72. Come definiresti il capitale? Il capitale è il valore attribuito ad uno stock di ricchezza
che viene posta in rischio, in quanto inserita in qualche investimento.
73. Quali tipi di investimento conosci? Ci sono tre tipi di investimento:
-investimento economico- reale: in cui si cerca di incrementare in valore di un bene
oggetto dell'investimento;
-investimento economico-produttivo: in cui si cerca di incrementare il valore di beni detti
fattori, trasformandoli da beni in produzioni;
-investimento finanziario: in cui si cede un capitale monetario dietro la corresponsione di
un interesse.
74. Cos'è l'auto produzione? L'auto produzione è la produzione finalizzata al consumo.
75. Dare una definizione di azienda. L'azienda è un'organizzazione durevole nel quale
sono svolte in forma collettiva tutte le attività circa la produzione ed il consumo della
ricchezza.
76. Cosa studia l'economia aziendale? L'economia aziendale in generale considera quale
oggetto di osservazione scientifica l'amministrazione delle aziende ed, in particolare, la
gestione quale un momento specifico, onde formalizzare leggi di equilibrio monetario ed
economico. Ricerca norme e modelli per il comportamento efficace ed efficiente delle
aziende.
77. Quali sono i postulati osservativi dell'economia? I postulati osservativi dell'economia
sono:
1-l'uomo tende alla sopravvivenza della specie, quindi è un essere teleonomico;
2-i bisogni e le aspirazioni sono limitati per numero e specie;
3-si tende a massimizzare il grado di soddisfacimento di bisogni ed il grado di
appagamento delle aspirazioni;
4-le risorse sono limitate;
5-l'uomo è operoso;
6-l'uomo è risparmiatore ed intraprendente;
7-l'uomo è razionale e tende a massimizzare il rapporto benefici-sacrifici del lavoro.
78. Quali sono i postulati osservativi dell'economia aziendale? I postulati osservativi
dell'economia aziendale sono:
1-l'attività economica è svolta interamente nell'ambito delle aziende in cui si sviluppa il
lavoro specializzato ed organizzato per la produzione ed il consumo;
2-il collegamento tra aziende di produzione e di consumo si sviluppa tramite scambi
monetari ed investimenti;
3-gli individui e le aziende sono in grado di porre scale di preferenza tra beni tramite
misure di valore.
79. Come definiresti il postulato della razionalità? L'uomo è razionale in quanto tende a
massimizzare il rapporto tra il beneficio del consumo e il sacrificio della produzione.
80. L'investimento può essere pensato come un trasformatore? L'investimento può
essere pensato come un sistema di trasformazione efficiente di capitale: l'investitore
impiega un capitale ottenendo un risultato e recuperando il capitale investito.
81. Come si misura la resa di un investimento? La resa o rendimento di un investimento
si misura come risultato ottenuto per unità di capitale: (K'(T')-K(T))/K(T)=R(T)/K(T)
[K(T)=cap. Investito, K'(T)=montante recuperato, R(T)=risultato]

82. Disegnare un modello di investimento produttivo quale trasformatore


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K(t) K'(t')
TRASFORMATORE
CAPITALE MONTANTE
INVESTITO RECUPERATO
R(T)
TRASFORMAZIONE
PRODUTTIVA
ACQUISTI VENDITE

+QF(t)
-QF(t) # +QP(t') -QP(t')
PAGAMENTI CASSA INCASSI
INVESTIMENTO
- KI(t) +KI'(t')

RO = KI'(t') - KI(t)

83. Cosa si intende per capitale investito? Il capitale investito è rappresentato dalle
risorse monetarie -rifornite dalla cassa- da investire nell'operazione. Il capitale investito
può essere di equity (ossia proprio) o KD ossia di debito attinto dai finanziatori.
84. Definire il risultato operativo. Il risultato operativo RO è dato dalla differenza tra incassi
K'(T') e pagamenti K(T) effettuati per ottenere il fattori produttivi.
85. Cos'è il business? Un business è un investimento produttivo per il quale sono
specificate le seguenti dimensioni:
-il bene da produrre;
-i bisogni e le aspirazioni che possono soddisfare;
-il processo di produzione;
-il fattori necessari;
-i consumatori cui è destinato;
-le quantità da produrre e da vendere;
-i prezzi di vendita;
-il capitale necessario;
-dove reperire il capitale.
86. Come si misurano i valori? I valori si misurano tramite i prezzi che quantificano le
produzioni cedute o l'acquisto dei fattori, i capitali investiti e da recuperare.
87. Quali sono le unità di misura dei valori? Le unità di misura dei valori sono i prezzi.
88. Qual è la funzione dei prezzi nell'investimento produttivo? La funzione dei prezzi
nell'investimento produttivo è quella di determinare una trasformazione economica in
termini di apprezzamento della ricchezza ottenuta rispetto a quella impiegata.
89. Cosa si intende per investimento economico? L'investimento economico destina un
certo risparmio all'ottenimento di nuova ricchezza in quantità maggiore rispetto a quella
investita; l'operazione economica richiede una quantità di capitale iniziale da investire e
offre una quantità di ricavo recuperabile attraverso la produzione.

90. Sapresti interrelare investimento economico e finanziario? Gli investimenti

11
economico e finanziario sono interrelati in quanto un investimento produttivo deve avere,
in parallelo, un investimento finanziario a titolo di conferimento (equity) o titolo di debito.
Ogni investimento finanziario deve avere, in parallelo, un investimento produttivo. Non
può esistere investimento produttivo senza investimento finanziario e viceversa.
91. Cosa sono i costi e i ricavi in un investimento produttivo? In un investimento
produttivo i costi sono CF=QF*pF*cambio ed i ricavi di vendita RP=QP*pP*cambio. I primi
sono i capitali investiti per l'acquisto dei fattori di produzione, i secondi sono i capitali
ottenuti dalla vendita delle produzioni.
92. Come si quantificano i costi? I costi si quantificano in questo modo: sono dati da
CF=QF*pF*cambio e rappresentano i capitali investiti per l'acquisto dei fattori.
93. Come si quantificano i ricavi? I ricavi si quantificano in questo modo: sono dati da
RP=QP*pP*cambio, cioè i capitali ottenuti dalla vendita delle produzioni.
94. Cosa intendi per capitale investito? Per capitale investito si intendono le risorse
monetarie destinate alla cassa per l'operazione produttiva. Può essere di equity o di
debito.
95. Cos'è l'equity? L'equity è il capitale in rischio assoluto portato dal capitalista per attivare
un investimento produttivo.
96. Chi gestisce l'investimento? L'investimento viene gestito dal management, che può
coincidere con investitore che allora gestisce in prima persona il rischio, altrimenti la
gestione viene delegata dall'investitore al management.
97. Cosa si intende per asimmetria informativa negli investimenti? Per asimmetria
informativa si intende che generalmente il management conosce meglio il business ed i
rischi ad esso connessi rispetto all'investitore che invece agisce in base ad uno stock di
informazioni più limitato.
98. Indicare due uguaglianze fondamentali tra capitali e risultati nell'investimento
produttivo. Le due equazioni fondamentali dei capitali e di risultati sono:
1-KD=KI-KE cioè il capitale investito nell'investimento produttivo da un investimento
finanziario a rischio relativo (KD) è uguale al capitale investito dall'investimento produttivo
(KI) meno il capitale investito nell'investimento produttivo da un investimento finanziario a
rischio assoluto (KE);
2-RN=RO-IP cioè il risultato netto (RN) è un risultato residuale in quanto è ciò che resta
all'imprenditore del risultato operativo (RO) dopo aver pagato gli interessi passivi al
finanziatore (IP).
99. Cosa si intende per capitali in rischio assoluto ed in rischio relativo? I capitali in
rischio assoluto sono quelli portati dall'investitore che pone interamente questa ricchezza
in rischio. I capitali in rischio relativo sono quelli portati da finanziatore dietro una
remunerazione finale in termini di interessi.
100. Cosa afferma la legge generale degli investimenti? La legge generale degli
investimenti afferma che chi effettua un investimento finanziario può essere remunerato
solo se da vita ad un investimento produttivo.
101. Cosa si intende per efficienza di un investimento? L'efficienza di un investimento
indica quante unità di capitale finale si possono ottenere da un'unità di capitale iniziale:
K'(T')/K(T).

102. Quali sono i tre indicatori fondamentali di resa dell'investimento? I tre indicatori
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fondamentali di resa dell'investimento sono:
-ROI=RO/KI rendimento dell'investimento;
-ROD=IP/KD rendimento per il finanziatore;
-ROE=RN/KE rendimento per il capitalista.
103. Sapresti indicare il significato del numeratore e del denominatore del ROI? Il
numeratore del ROI è il risultato dell'investimento calcolato come differenza tra il
montante recuperato ed il capitale investito. Rapportandolo al capitale investito si ottiene
il rendimento per unità di capitale investito.
104. Qual è il significato del numeratore e del denominatore del ROE? Il numeratore del
ROE è il risultato per l'investitore calcolato come residuo dopo che è stato pagato il
finanziatore. Rapportandolo al capitale di equity si ottiene il rendimento per ogni unità di
capitale portata dall'investitore.
105. Cosa si intende per relazione finanziaria fondamentale dell'efficienza
dell'investimento? La relazione finanziaria fondamentale dell'efficienza dell'investimento
è la seguente:
ROE=ROI+(ROI-ROD)+(KD/KE).
Il significato è che se l'investimento è in grado di ottenere un rendimento maggiore del
rendimento spettante al finanziatore allora il capitalista ha realizzato una rendimento
maggiore delle rendimento dell'investimento (ROI).
106. Cos'è lo spread? Lo spread è il differenziale di rendimento tra il rendimento
dell'investimento ed il rendimento del finanziatore. (ROI-ROD).
107. Cosa si intende per DER? Per DER si intende il rapporto KD/KE debit/equity ratio, si
tratta della leva finanziaria.
108. Qual è la funzione della leva finanziaria? La funzione della leva finanziaria è quella di
far ottenere al capitalista un rendimento pari al rendimento dell'investimento maggiorato
del differenziale di rendimento con un fattore moltiplicativo pari alla leva finanziaria.
109. Sapresti indicare un modello per rappresentare alla leva finanziaria?

ROI - ROD
KD

KE
ROE

110. Cosa dicono le prime leggi generali dell'investimento? Le prime cinque leggi

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generali dell'investimento dicono:
1-differenziale di rendimento: se l'investimento genera un differenziale di rendimento
positivo, il capitalista ha convenienza a contrarre prestiti per finanziare l'investimento;
2-leva finanziaria: quanto più è elevato il DER tanto più elevato risulta il rendimento per il
capitalista, anche se il risultato netto si riduce;
3-limite minimo del ROI: perché tutti i finanziatori, sia titolo di equity, sia titolo di debit,
abbiano la stessa remunerazione occorre che ROI=ROE=ROD;
4-limite massimo dei finanziamenti: l'ammontare massimo dei debiti prima che il risultato
netto diventi negativo è pari a
KD <= KI*(ROI/ROD);
5-limite minimo del capitale proprio: l'ammontare minimo dell'equity per finanziare un
investimento è pari a
KE >= KI*((ROD-ROI)/ROD).
111. Come si calcola il limite massimo dei finanziamenti prima che il risultato netto
diventi negativo? Il limite massimo del finanziamento prima che il risultato netto diventi
negativo si calcola così:
IP <= RO. Gli interessi passivi devono essere minori del risultato operativo. Scriviamo la
disequazione come:
ROD*KD<ROI*KI quindi KD<KI*(ROI/ROD).
112. Come si calcola il limite minimo del capitale proprio prima che il risultato netto
diventi negativo? Il limite minimo del capitale prima che il risultato netto diventi negativo
si calcola così:
RN=RO-IP perciò RO>=IP. Inoltre KI*ROI>=ROD*KD quindi KD<=KI*(ROI/ROD).
Consideriamo ora che è KI=KD+KE e sostituiamo KD=KI-KE nell'equazione precedente,
perciò
KI-KE<=KI*(ROI/ROD) da cui KE>=KI+[1-(ROI/ROD)] e quindi KE>=KI*[(ROD-
ROI)/ROD].
113. Cosa si intende per investimento a ciclo ripetuto? Un investimento è a ciclo ripetuto
se il processo di trasformazione del capitale investito in beni è ciclico.
114. Cos'è il CIR in un investimento a ciclo ripetuto? Il CIR (cost/investiment ratio) in un
investimento a ciclo ripetuto è il rapporto:
rotKI=(CF/KI) tra i costi ed il capitale investito.
115. Definire la rotazione del capitale investito. La rotazione del capitale investito (o CIR) è
data dal rapporto rotKI=(CF/KI) tra i costi ed il capitale investito. Indica quante volte il
capitale investito torna in forma liquida al termine dei processi produttivi per essere
nuovamente impiegato nell'acquisto di fattori.
116. Cos'è il ROC? Il ritorno sul costo ROC (return on cost) è dato dal rapporto tra RO/CF
tra risultato operativo e costi dei beni acquistati. Rappresenta la percentuale di utile
ponendo quale base il costo d'acquisto.
117. Che relazione esiste tra rotazione e ROC di un investimento? Tra ROC e ROI esiste
una relazione che viene ricavata in questo modo:
ROI=(RO/KI)=(CF/KI)*(RO/CF)=rotKI*ROC per cui il ROI si ottiene moltiplicando il ROC
con il rotKI.
118. Cosa si intende per integrità monetaria? L'integrità monetaria è la capacità del
capitale di mantenere inalterato il suo potere d'acquisto, cioè di crescere almeno in
misura pari all'inflazione.

119. Come definiresti l'integrità finanziaria? L'integrità finanziaria è la capacità del capitale
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di ottenere una remunerazione o un risultato almeno pari a quello degli investimenti
alternativi possibili, cioè alla suo costo opportunità.
120. Dare una definizione di inflazione. Per inflazione si intende l'aumento generalizzato,
continuo e rilevante, in un determinato periodo T, di tutti i prezzi del sistema economico.
L'inflazione si misura come variazione dell'indice dei prezzi di un determinato paniere di
beni e si calcola: INF(T)=i(t2)/i(t1) [i(t) sono gli indici dei prezzi].
121. Cos'è il costo opportunità di un investimento? Si definisce costo opportunità di un
investimento il rendimento prodotto dal migliore degli investimenti alternativi possibili.
122. Definire la nozione di potere d'acquisto di un capitale. Si può definire potere
d'acquisto di un capitale monetario K all'epoca T il mix di beni facenti parte di un prescelto
paniere di beni, acquistabili con K ai prezzi dell'epoca T.
123. Come si misura il potere d'acquisto di un capitale? Se riusciamo a calcolare un
prezzo medio ponderato di tutti i beni del "paniere" a t, e lo indichiamo pm(t), allora il
potere d'acquisto di K(t) si determina: paK(t) = K(t) / pm(t). Se K(t) = 1um e pm(t)
riguarda tutti i beni del sistema economico il reciproco del prezzo medio determina il
potere d'acquisto "della moneta".
124. Cosa sono gli indici dei prezzi e chi li calcola? Gli indici dei prezzi i(t) sono
rappresentarli come prezzi medi calcolati dall'Istat mensilmente.
125. Quando due capitali sono monetariamente equivalenti? Due capitali K(t) e K'(t') sono
monetariamente equivalenti se risultano uguali i loro poteri d'acquisto cioè:
K(t)/i(t)=K'(t')/i(t'). Dato un capitale K(t) il capitale monetariamente equivalente Km(t') e:
Km(t')=K(t)*[i(t')/i(t)]=K(t)*INF dato dal prodotto di K(t) per l'inflazione.
126. Cosa si intende per perdita da inflazione? Per perdita da inflazione si intende la
differenza tra il capitale non investito (che si svaluta secondo la legge della perdita
monetaria) e il suo equivalente monetario:
PERDITA(T) = K(t) - Km(t') = K(t) – [K(t) INF(T)]== K(t) [1-INF(T)]= - K(t) [INF(T)-1].
127. Come definiresti l'integrità finanziaria di un capitale? Un capitale si mantiene
finanziariamente integro se il suo rendimento risulta non inferiore a quello della possibile
migliore delle alternative, cioè al suo costo opportunità (vedi 119).
128. Quando un capitale si mantiene finanziariamente integro? Sia K il capitale e sia R il
reddito prodotto dell'unità di tempo, K si mantiene finanziariamente integro se il suo
rendimento ROI risulta non inferiore al ROI*(costo opportunità di K), cioè il rendimento
prodotto dal migliore degli investimenti alternativi possibili.
129. Quando due capitali sono finanziariamente equivalenti? Definiamo finanziariamente
equivalente a K(t) il capitale Kf(t) tale che:
Kf(t)=R/ROI* con K(t)=R/ROI dove R è il reddito prodotto.
130. Quando un capitale si svaluta finanziariamente? Un capitale K si svaluta
finanziariamente rispetto a Kf(t) se ilROI*>ROI cioè se il costo opportunità è maggiore del
rendimento.
131. Come definiresti l'azienda di consumo? L'azienda di consumo è l'azienda in cui si
soddisfano i bisogni e le aspirazioni dei soggetti che la compongono, applicando i beni e i
servizi ottenuti dalle aziende di produzione al conseguimento delle motivazioni
economiche. Le aziende di consumo sono i centri di decisione economica fondamentali
per il risparmio, il consumo e l'investimento finanziario della ricchezza.

132. Cos'è la combinazione di consumo? La combinazione di consumo rappresenta il

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rapporto che lega tra loro vari fattori di consumo impiegati in una data azienda. Tale
rapporto può essere osservato relativamente ad un singolo processo di consumo o
all'insieme dei processi svolti in un dato periodo. La combinazione di consumo è inerente
all'aspetto strutturale del consumo svolto nell'azienda stessa in un dato periodo.
133. Cosa si intende per risparmio in un'azienda di consumo? Per risparmio nell'azienda
di consumo si intende una certa forma di investimento che può essere di due tipi:
1-risparmio monetario: dato dalla differenza tra le risorse disponibili e la parte destinata
all'approvvigionamento dei beni da destinare ai consumi;
2-risparmio economico: dato dalla differenza tra i valori dei fattori consumabili e il valore
di fattori consumati.
134. Come classifichi le aziende di consumo rispetto alle fonti delle entrate? Rispetto
alle fonti monetarie classifichiamo le aziende di consumo in quattro modi:
1-aziende domestico-patrimoniali (famiglie): in cui i partecipanti all'azienda di consumo
prestano il loro lavoro in aziende di produzione ed ottengono una remunerazione
monetaria che rappresenta la fonte primaria delle entrate da destinare all'acquisto dei
fattori di consumo;
2-associazioni: in cui i partecipanti contribuiscono alla copertura dei fabbisogni di moneta
con una quota determinata da essi stessi;
3-fondazioni: le risorse monetarie provengono da qualche soggetto che ha inteso fondare
l'azienda di consumo dotandola di un patrimonio adeguato o da lasciti o donazioni di
soggetti benefattori;
4-aziende assistite: le risorse monetarie sono erogate da qualche altra azienda sotto
forma di sussidio, risultando economicamente assistita.
135. Come definiresti le aziende di produzione? Le aziende di produzione sono quelle che
ottengono, in forma specializzata ed organizzata, i beni o i servizi tramite i quali le
aziende di consumo possono soddisfare i bisogni e le aspirazioni. Essi sono i centri in cui
si assumono le decisioni economiche fondamentali per la produzione e l'investimento
produttivo della ricchezza.
136. Quali sono le condizioni di esistenza duratura di un'azienda di produzione? Le
condizioni di esistenza duratura di un'azienda di produzione sono:
1-l'ottenimento di beni ad un costo inferiore a quello di autoproduzione di qualche
consumatore;
2-l'esistenza di un rapporto di scambio tra produttore e consumatore tramite il quale il
primo possa cedere al secondo le produzioni ottenute.
Dunque condizione di esistenza duratura di un'azienda di produzione è che con il suoi
investimenti produttivi essa sia in grado di remunerare convenientemente gli investimenti
finanziari dai quali ha ottenuto risorse, garantendo il mantenimento di integrità monetaria
e finanziaria.
137. Come si classificano i fattori di produzione? I fattori di produzione si classificano in
due modi:
1-fattori di produzione a veloce ciclo di impiego od a fecondità semplice;
2-fattori di produzione durevoli o fattori a lento ciclo di impiego.
138. C'è differenza tra prodotto e produzione? I prodotti sono beni o servizi
merceologicamente definiti, le produzioni sono volumi di prodotti ottenuti e venduti in un
dato periodo T.
139. Come si calcolano i costi di acquisto? I costi d'acquisto sono dati da
CF=QF*pF*cambio e rappresentano i valori dei fattori acquistati con lo scambio.
140. Come si calcolano i costi di produzione? Il costo di produzione è la somma dei valori
16
dei fattori produttivamente consumati per ottenere le produzioni.
141. Come si quantificano i ricavi di vendita? I ricavi di vendita rappresentano i valori delle
produzioni cedute con lo scambio e si quantificano in questo modo: RP=QP*pP*cambio.
142. Cos'è il valore della produzione di un'azienda di produzione? I valore della
produzione di un'azienda di produzione è dato da VDP=RP(T)+MP(T')-MP(T) cioè dal
valore del produzioni ottenute e cedute una volta sottratte le rimanenze iniziali.
143. Come definiresti il risultato operativo di un'azienda? Il risultato operativo di
un'azienda è il risultato del divenire della trasformazione economica in un periodo,
determinato dalla differenza tra il valore della produzione al tempo T e il valore dei
correlati consumi produttivi al tempo T.
144. Perché esistono le aziende di produzione? Le aziende di produzione esistono perché
in esse la produttività è maggiore rispetto a quella dell'autoproduzione.
145. Come definiresti il la produttività del lavoro? La produttività (media) del lavoro è la
misura dell'efficienza del lavoro organizzato nella produzione. Essa e indica quante unità
di prodotto (benefici) è possibile ottenere con una unità di lavoro (sacrificio) viene indicata
con il simbolo π=QP/QL.
146. Qual è la caratteristica della prestazione di lavoro per l'autoproduzione?
Nell'autoproduzione la quantità di lavoro viene minimizzata, perché il prodotto serve
unicamente a soddisfare i consumi familiari.
147. Quali sono i fenomeni della specializzazione produttiva? La specializzazione
produttiva è una condizione economica fondamentale ed è caratterizzata da:
1-separazione tra produzione e consumo;
2-dalla produttività;
3-dai differenziali di produttività;
4-dallo scambio;
5-dalla moneta come mezzo di scambio;
6-dallo svolgimento delle attività in forma organizzata.
148. Definire il differenziale di produttività. Il differenziale di produttività si origina quando
la produttività del produrre supera quella dell'autoproduzione ed è rappresentato dalla
differenza tra i costi unitari delle produzioni: π'(b)=CA(b)-C(b).
149. Quali sono i fattori della produttività? Con il termine fattori della produttività si
intendono tutti gli elementi o fenomeni che possono aumentare il livello della produttività.
150. Quali tipi di fattori della produttività conosci? I tipi di fattori di produttività sono 6:
1-passivi: fertilità (influisce sulla quantità di produzione);
2-attivi: abilità, attrezzatura, organizzazione (influiscono sulla quantità-qualità della
produzione);
3-endogeni: motivazioni, appagamento (sono le condizioni che spingono l'uomo a
prestare attività lavorativa).
151. Quali fattori della produttività ritieni più importanti? Tutti i fattori della produttività
restano grande importanza, ma all'interno di essi il più rilevante è quello della fertilità, in
quanto permette di ottenere maggiori quantità di prodotto a parità di lavoro impiegato.

152. Sapresti indicare qualche fenomeno sociale connesso ai fattori della produttività?
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Fenomeni sociali e fattori della produttività sono strettamente correlati poiché tutto è
spinto da una forte ricerca di produttività. Ecco alcuni esempi:
-scoperte geografiche e proprietà fondiaria per quanto riguarda la fertilità;
-sviluppo dell'istruzione per quanto riguarda l'abilità;
-sviluppo della ricerca per quanto riguarda l'attrezzatura;
-creazione di migliori strutture per quanto riguarda l'organizzazione;
-successo e profitto come obiettivi per quanto riguarda motivazioni ed appagamento.
153. Enunciare la legge olistica della produzione. La legge olistica della produzione
afferma che in ambiente fertile la produttività da lavoro abile, attrezzato, organizzato,
motivato e appagato è inferiore a quella di lavoro abile, attrezzato, organizzato, motivato
e appagato reso collettivamente in ambiente fertile nelle aziende di produzione. Il ruolo
dell'azienda di produzione è di applicare la legge olistica della produzione, cioè di
aumentare la produttività del lavoro rispetto a quello prestato nell'autoproduzione.
154. Come si ripartisce il differenziale a livello di scambio? Il differenziale π'(b) a livello di
scambio viene ripartito secondo rapporti di potere. Il produttore scambia il bene con il
consumatore secondo la ragione di scambio ossia il prezzo compreso tra il costo di
produzione e il costo di autoproduzione: C(b)<p(b)<CA(b). Se il potere è del produttore
allora il prezzo tenderà al prezzo di autoproduzione è il profitto del produttore (r.p.=
rendita produttore) è massimo; se il potere è del consumatore allora il prezzo tenderà al
prezzo di costo è il profitto del produttore è minimo.
155. Come si ripartisce il differenziale di produttività nel sistema economico? Nel
sistema economico il differenziale di produttività è distribuito in maniera differente a
seconda che la produzione sia profit-oriented o no-profit: nel primo caso il produttore
tende a massimizzare il suo profitto, altrimenti il consumatore beneficia di una rendita che
tende al suo valore massimo.
156. Cos'è la rendita del consumatore? La rendita del consumatore è data dalla differenza
tra il costo di autoproduzione e il prezzo del bene: CA(b)-p(b)=r.c. .
157. Cosa si intende per attori economici e fattori della produzione in senso classico?
Gli attori della produzione sono rappresentati dai portatori dei fattori di produttività che
non vogliono svolgere direttamente la produzione e conferiscono alle aziende di
produzione i fattori della produttività che diventano fattori della produzione.
158. Come si quantifica il costo di produzione quando vi sono remunerazione
integrative? Se la produzione si svolge con vari fattori di produzione allora costo di
produzione diventa C(b) = rendita + interessi + salario. Se poi vi sono delle remunerazioni
i costi di produzione sono quantificati sulla base del potere contrattuale dei portatori di
fattori, più è alto maggiore sarà la remunerazioni integrativa e di conseguenza avremo
maggiori costi di produzione: C(b) = (rendita + interessi + salario) + (s rendita + s interessi
+s salario).
159. Come si ripartisce il differenziale di produttività tra i fattori della produzione? Il
differenziale di produttività si ripartisce tra i fattori in questo modo: con una quota al
consumatore come rendita del consumatore (rendita consumatore = costo
autoproduzione -prezzo del bene); una parte come remunerazioni integrative ai fattori
della produzione (s rendita + s interessi + s salario); infine una quota al produttore come
profitto (rendita produttore = prezzo del bene -costo di produzione del bene).

160. Qual è il significato del profitto nell'azienda di produzione? Il significato del profitto
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nell'azienda di produzione è che esso rappresenta la parte di maggiore produttività
rispetto all'autoproduzione che non viene distribuita ai consumatori (sotto forma di
diminuzione dei prezzi) né ai fattori della produzione (come aumento della rendita o dei
salari o degli interessi).
161. Come storicamente è stato distribuito profitto? Storicamente il profitto è stato
acquisito dal portatore del fattore più scarso, con maggior valore ai fini della produzione e
quindi dotati di maggior potere contrattuale nella distribuzione del differenziale di
produttività. L'esperienza storica dimostra che il profitto è andato a beneficio dei soggetti
che hanno attuato o le anticipazioni necessarie per la produzione, assumendosi in prima
persona il rischio economico della produzione: vale a dire ai fornitori di capitale.
162. Sapresti indicare i rischi della produzione? Le aziende di produzione sopportano
rischi di tre tipi:
1-rischi tecnici: di non ultimare le trasformazioni produttive;
2-economici: di domanda (cioè di non poter vendere la produzione) o di concorrenza (che
porta ad un abbassamento dei prezzi ed ad un possibile risultato negativo);
3-finanziari: di non incassare i corrispettivi e di non avere i capitali per rimborsare i
finanziatori.
163. Sapresti dare la definizione di mercato? Il mercato è un sistema di scambi all'interno
di un sistema combinatorio formato dai produttori di un dato bene e dai consumatori di
quel bene.
164. Quali forme di mercato conosci? Vi sono diverse forme di mercato: nazionale,
internazionale, monetario, finanziario, primario, secondario (borsa valori, mercato
ristretto, terzo mercato).
165. C'è differenza tra rischio della domanda e rischio dell'offerta? I rischi della domanda
e dell'offerta sono entrambi rischi economici. Il primo significa perdere o non avere clienti
perché vi è libertà per i consumatori di scegliere il fornitore di un dato bene (c'è possibilità
di ampliare nel sistema combinatorio la base dei consumatori). Il rischio dell'offerta invece
sorge quando vi è libertà di iniziativa di istituire nuove aziende di produzione per la
produzione di un bene già prodotto da altri (esiste la possibilità di ampliare la base dei
produttori di sistema combinatorio).
166. Sapresti dare una definizione operativa di impresa? Definiamo impresa l'azienda di
produzione che attiva i processi con risorse monetarie conferite a titolo di capitale proprio,
organizzandosi autonomamente il lavoro e sopportando i rischi economici della domanda
e dell'offerta al fine di ottenere una risultato denominato profitto.
167. Cosa si intende per organizzazione controllante? Un'organizzazione controllante è
quella che riesce a far sì che in presenza di un aumento di produttività, a parità di lavoro
prestato, sia effettivamente ottenuta una maggiore quantità di produzione. Per questo
motivo la maggiore produttività si traduce in maggior produzione.
168. Quali sono i fenomeni della produzione in forma di impresa? I fenomeni della
produzione in forma di impresa sono:
1- una maggiore produttività;
2- la diminuzione dei costi di produzione e dei prezzi dei beni;
3- un aumento della ricchezza del sistema economico;
4- la remunerazione degli investimenti finanziari;
5- il mantenimento dell'integrità monetaria dei capitali investiti, a patto che vi sia libertà di
iniziativa e di impresa.

169. Quali fenomeni si manifestano nel macro sistema da un aumento della


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produttività? Nel macro sistema se si verifica un aumento della produttività a parità di
lavoro impiegato L(t') =L(t) si ha una maggiore abbondanza di beni a disposizione
QP(t')>QP(t). Se invece la quantità di prodotto ottenuta è la medesima QP(t') =QP(t)
allora avremo una diminuzione della quantità di lavoro impiegata QL(t')<QL(t).
170. Le imprese possono controllare la produttività? L'impresa può essere rappresentata
come un sistema trasformatore con regolazione. Il management funge da organo
regolatore per cui se è il RO si discosta da uno obiettivo prefissato, esso può regolare la
produttività o diminuendo i costi di produzione o aumentando i prezzi di vendita.
171. Le imprese possono controllare i prezzi? L'aumento dei prezzi è inibito nel lungo
periodo dalla libertà del consumatore e di iniziativa. Infatti un aumento di p(b) da un lato
comporta un miglioramento della RO dall'altro comporta un aumento dei rischi economici
legati alla domanda e alla concorrenza.
172. Cosa afferma la legge generale della dinamica dei costi di produzione dei beni? La
legge della dinamica dei costi di produzione afferma che, se la produzione è in forma di
impresa:
-solo l'azione di riduzione dei costi è perseguibile nel lungo periodo;
-l'aumento dei prezzi di vendita non è sostenibile a lungo.
173. Perché le imprese non possono sostenere a lungo l'aumento dei prezzi? Le
imprese non possono sostenere a lungo l'aumento dei prezzi perché, se c'è libertà di
iniziativa e del consumatore, esso provoca un aumento dei rischi economici della
domanda e dell'offerta, vale a dire di perdere clientela e di avere un maggior numero di
aziende in concorrenza.
174. Come cercano le imprese di manovrare i prezzi per ottenere un risultato operativo
desiderato? Le imprese per controllare la diminuzione del RO anziché tentare la via di
una diminuzione dei C(b) tentano di attuare un aumento dei p(b), ricercando posizioni di
monopolio in modo da eliminare la concorrenza e impedire a consumatore di avere
alternative di approvvigionamento.
175. Cosa dice la legge generale della dinamica dell'efficienza? La legge generale della
dinamica dell'efficienza afferma che l'efficienza individuale aumenta ove la produzione è
svolta in forma di impresa.
176. Cosa dice la legge generale della dinamica della produttività? Le legge generale
della dinamica della produttività afferma che la ricerca individuale di miglioramenti di
efficienza di singole imprese comporta un continuo aumento della produttività nel sistema
combinatorio delle imprese.
177. Cosa dice la legge generale della dinamica della qualità? La legge generale della
dinamica della qualità afferma che la ricerca di miglioramenti individuali della qualità delle
singole imprese comporta un continuo aumento della qualità nel sistema combinatorio
delle imprese.
178. Perché la produttività e destinata ad aumentare sempre? La produttività è destinata
ad aumentare sempre perché con il progresso non solo si cerca di aumentare il
differenziale di produttività tra produttore e auto-produttore, ma anche tra impresa e
impresa che si trovano in competizione. Nessuna impresa vorrebbe aumentare all'infinito
la produttività, ma l'aumento di essa è la condizione di esistenza per le imprese stesse.
Quindi il differenziale di produttività della singola impresa influenza quello di tutte le altre
imprese.

179. Quali azioni si possono immaginare per contrastare l'aumento continuo della
20
produttività? Per ridurre, o almeno contrastare, l'aumento continuo della produttività
sarebbe possibile seguire due alternative: o diminuire le quantità delle produzioni (che
però andrebbe contro il postulato il sistema combinatorio delle imprese) o tentare di
aumentare progressivamente la quantità del lavoro impiegato, cosa che però risulterebbe
controproducente. È quindi necessario che aumentino:
-il consumo medio di beni di consumo immediato;
-il consumo di beni di consumo durevole;
-la rotazione da beni di consumo durevole.
180. Sapresti indicare alcuni fenomeni dell'economia monetaria? L'economia monetaria
è caratterizzata da alcuni fenomeni come:
1-la ricerca continua della ricchezza;
2-la diffusione del risparmio e dell'investimento finanziario;
3-la trasformazione delle imprese da strumenti di produzione di beni a strumento di
produzione di remunerazioni finanziarie per il capitale e il lavoro.
181. Quando un'impresa diventa finanziaria? Un'impresa diventa finanziaria quando
diventa strumento di produzione e trasformazione di capitale sia finanziario che di
investimento. Infatti le imprese attingono i capitali investiti sia titolo di prestito che di
rischio assoluto, tramite piccole quote di soggetti risparmiatori. Pertanto esse sono mezzi
per l'investimento di capitali che il management deve mantenere economicamente integri
mediante in un continuo flusso di investimenti e disinvestimenti. L'impresa finanziaria ha il
compito di trasformare capitali di prestito in remunerazioni a titolo di interessi e quelli di
rischio in profitti.
182. Quali sono le caratteristiche delle aziende pubbliche? Le aziende composte
pubbliche hanno la funzione di attuare servizi pubblici tramite i quali soddisfare i bisogni
pubblici. Esse devono acquisire i fattori produttivi o di consumo reperendo i mezzi
monetari di cui abbisognano tramite tributi erogati dalle aziende di consumo e produzione
cui i servizi pubblici sono destinati.
183. Cosa si intende per amministrazione? Definiamo amministrazione il complesso delle
attività svolte dai soggetti aziendali per dare vita, fare funzionare ed estinguere una data
azienda. Tutte le operazioni svolte nell'azienda da parte dei soggetti che sono in grado di
decidere, di operare e di controllare l'esecuzione dell'operazione compongono
l'amministrazione. I soggetti che possono porre in essere l'amministrazione si
denominano, nel loro complesso, amministratori.
184. Indicare i tre momenti dell'amministrazione. I tre momenti dell'amministrazione sono:
1-la gestione: cioè l'insieme delle decisioni e delle operazioni tramite le quali le aziende
pongono in essere gli scambi sui mercati ed attuano i processi di produzione e
consumo per raggiungere gli obiettivi del soggetto economico;
2-l'organizzazione: l'attività organizzativa di ordinazione e specializzazione dell'unità
aziendale e dei vari organi;
3-la rilevazione: l'attività di ricerca e di elaborazione delle informazioni.
185. Cosa si intende per soggetti aziendali? Definiamo soggetti aziendali l'insieme delle
persone fisiche e giuridiche che consentono l'esistenza di una data azienda e che da
essa traggono benefici economici.

186. Definire il soggetto giuridico. Nell'economia aziendale per soggetto giuridico si indica
21
la persona fisica o giuridica (o il gruppo di persone) che, per legge, ha il potere di
costituire un'azienda e a cui fanno capo doveri, poteri diretti, gli obblighi relativi ai rapporti
tra l'azienda ed i soggetti con cui opera. La figura del soggetto giuridico si distingue in:
1-soggetto giuridico di responsabilità: comprende le persone che hanno la responsabilità
dell'attività dell'azienda;
2-soggetto giuridico di rappresentanza: comprende tutte le persone che hanno la facoltà
di rappresentare l'azienda nei rapporti che essa intrattiene nei confronti di terzi.
187. Definire il soggetto economico. Si definisce soggetto economico l'insieme delle
persone fisiche nel cui prevalente interesse l'azienda svolge la propria attività, ovvero
l'insieme delle persone portatrici di interessi istituzionali nell'azienda. Il soggetto
economico, in quanto ad egli fanno capo gli interessi istituzionali, ha il massimo controllo
dell'attività aziendale ed il potere di far cessare l'azienda.
188. Definire il soggetto operativo. Si definisce soggetto operativo l'insieme delle persone
che, prestando la propria opera nell'azienda, ne consentono l'esistenza sviluppandone
l'organizzazione, in generale, e la gestione, in particolare. Distinguiamo tra:
1-soggetto operativo decisionale: coloro che nell'azienda assumono le decisioni di
maggiore importanza;
2-soggetto operativo esecutivo: coloro che danno esecuzione alle decisioni assunte dal
soggetto operativo decisionale;
3-soggetto operativo di controllo: coloro che verificano la corrispondenza tra decisioni
assunte ed esecuzioni attuate.
189. Quante forme di soggetto giuridico conosci? Esistono due forme di soggetto
giuridico:
1-soggetto giuridico di responsabilità: comprende le persone che, per legge, hanno la
responsabilità dell'attività dell'azienda;
2-soggetto giuridico di rappresentanza: comprende le persone che hanno la facoltà di
rappresentare l'azienda nei rapporti che essa intrattiene nei confronti di terzi.
190. Le diverse forme di società. Esistono due forme di società:
1-le società di persone in cui soggetto giuridico è rappresentato dai soci amministratori;
2-le società di capitali in cui soggetto giuridico si identifica con la società stessa.
Il soggetto giuridico di rappresentanza comprende tutti coloro che hanno potere di
gestione. Il soggetto economico è costituito dal titolare del capitale di comando, ma in
casi particolari anche i lavoratori (come sindacato) o i creditori possono farne parte.
191. Quante forme di soggetto economico conosci? Esistono diverse forme di soggetto
economico: nelle famiglie è il capofamiglia, nelle imprese individuali è l'imprenditore, nelle
società per azioni è costituito dai titolari del capitale di comando, nelle aziende pubbliche
è costituito dalla comunità sociale che usufruisce dei servizi pubblici.
192. Cosa si intende per gestione? La gestione è l'insieme delle decisioni e delle
operazioni con cui le aziende pongono in essere gli scambi sui mercati ed attuano i
processi di produzione e consumo per raggiungere gli obiettivi del soggetto economico.
La gestione quindi rappresenta il momento fondamentale dell'amministrazione.
193. Cos'è la rilevazione come momento dell'amministrazione? Nell'ambito
dell'amministrazione, la rilevazione è la raccolta e l'elaborazione di informazioni utili per
assumere decisioni.
194. Cos'è l'organizzazione come momento dell'amministrazione? Nell'ambito
dell'amministrazione, l'organizzazione è l'attività organizzativa di ordinazione e
specializzazione delle unità aziendali e dei suoi organi.
195. Quali sono i rapporti tra i tre momenti dell'amministrazione? Anche se sono stati
22
individuati tre momenti dell'amministrazione essa costituisce un unico processo. Con la
gestione l'azienda vive, con l'organizzazione vive in forma efficiente, con la rilevazione si
raccolgono le informazioni necessarie per lo svolgimento degli altri due momenti.
196. La classificazione fondamentale delle aziende per settori. Per classificazione
fondamentale delle aziende per settori si intende la distinzione delle aziende in base al
settore economico di base cui esse appartengono:
1-primario: include aziende che ottengono beni in forma originaria, cioè che prima non
erano disponibili per l'utilizzo o non esistevano;
2-secondario: include aziende che attuano la trasformazione dei beni;
3-terziario: è formato da aziende che svolgono attività di distribuzione dei beni o attività
ausiliarie alle precedenti;
4-quaternario: comprende aziende che producono beni o servizi nel campo della cultura,
dello spettacolo, della ricerca e dello sport.
197. C'è differenza tra impresa ed industria? L'impresa è un'unità economica che sviluppa
processi produttivi volti all'ottenimento di beni o servizi; l'industria è l'insieme dei processi
produttivi della stessa specie svolti dalle imprese di un dato ambiente territoriale.
198. Quali sono le caratteristiche delle aziende agrarie? Le aziende agricole sono le
tipiche aziende di produzione primaria che sviluppano processi di produzione per
l'ottenimento di beni agricoli da destinare all'alimentazione o all'industria. Si classificano in
agricole (coltivazioni e aziende boschive) e di allevamento (allevamento di animali
terrestri o acquatici).
199. Quali sono le caratteristiche delle aziende estrattive? L'oggetto principale dell'attività
produttiva delle aziende estrattive consiste nel rendere disponibili per ulteriori
trasformazioni materie od energie altrimenti non disponibili. Esse sfruttano i giacimenti
naturali e le ricchezze del sottosuolo.
200. Quali sono le caratteristiche delle aziende industriali? Le aziende industriali
presentano come caratteristica comune quella di avere come oggetto della gestione la
trasformazione fisico-tecnica di altri beni ad opera del lavoro umano la cui produttività può
essere incrementata da impianti e macchinari. Possiamo classificare le aziende industriali
come aziende produttrici di beni (che operano la trasformazione di materie prime in
prodotti) o come aziende produttrici di servizi. O ancora distinguiamo aziende industriali
che producono beni per il consumo finale o producono beni strumentali (utilizzati come
fattori di produzione da altre aziende). Infine le aziende manifatturiere sono distinte a
seconda che producano beni a veloce o a lento ciclo di impiego.
201. Quali sono le caratteristiche delle aziende conserviere? Le aziende conserviere
hanno quale oggetto tipico della loro gestione la conservazione nel tempo di date merci,
la loro funzione economica è quella di consentire l'utilizzazione, in un dato periodo
successivo, di beni disponibili solo ad una data epoca. Le aziende conserviere operano
soprattutto nel campo alimentare con l'intento di eliminare o attenuare i la stagionalità
della produzione. Sono distinte in base al fatto che esse operano o meno trasformazione
dei beni da conservare.
202. Quali sono le caratteristiche delle aziende edili? L'oggetto tipico della gestione delle
aziende edili è la produzione di fabbricati o accessori. Si classificano in aziende
dell'edilizia residenziale-abitativa o aziende dell'edilizia industriale.

203. Quali sono le caratteristiche delle aziende di trasporto? Le aziende di trasporto


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hanno quale oggetto tipico della gestione la prestazione dei servizi di trasporto per conto
terzi. Si dividono in aziende di trasporto per terra-per mare-per aria oppure in aziende di
trasporto passeggeri o merci.
204. Quali sono le caratteristiche delle aziende di credito? Le aziende di credito sono
specializzate da un lato nella raccolta di risorse monetarie da aziende che presentano
surplus monetari, dall'altro nella erogazione di tale risorse a titolo di credito ad aziende
che ne abbisognano per avviare processi produttivi o di consumo. Le aziende bancarie
sono dunque intermediarie del credito.
205. Quali sono le caratteristiche delle aziende mercantili? L'oggetto tipico della gestione
delle aziende mercantili consiste nell'acquistare beni prodotti da altre aziende e nel
rivendere tali beni senza apportare loro trasformazioni fisico-tecniche rilevanti. La
funzione economica delle aziende mercantili consiste nel rendere disponibili in dati luoghi,
in dati tempi ed in partite adatte al consumo merci che sono state prodotte in altri luoghi,
tempi ed in diverse partite. Possono essere suddivise in aziende mercantili all'ingrosso o
al dettaglio (grande o piccolo).
206. Quali sono le caratteristiche delle aziende assicurazione? L'oggetto tipico della
gestione delle aziende di assicurazione è quello della copertura di dati danni tramite il
riparto iniziale del danno potenziale su un insiemi di soggetti sottoposti a quel rischio. La
funzione economica delle aziende di assicurazione è quella di coprire i rischi degli
assicurati, quindi di offrire il servizio assicurativo. Le imprese di assicurazione a seconda
dell'oggetto assicurato si classificano in aziende di assicurazione sulla vita, contro i danni
o che coprono i rischi connessi all'attività lavorativa.
207. Quali sono le caratteristiche delle aziende dello sport e dello spettacolo? Le
aziende dello sport offrono un particolare tipo di servizio: quello delle manifestazioni
sportive e ginniche. Per poter offrire i loro servizi devono utilizzare impianti, fabbricati ed
attrezzature, ma devono anche acquisire le attività professionali di soggetti che di fatto
attuano l'attività sportiva. Le aziende dello spettacolo sono unite a quelle sportive con la
differenza che offrono rappresentazioni artistiche.
208. Quali sono le caratteristiche delle aziende del settore quaternario? Nel settore
quaternario vengono incluse aziende che sviluppano attività eterogenee, ma comunque
non inquadrabili nel primo-secondo-terzo settore. In questo settore sono comprese
aziende di locazione (che acquistano beni per cederli in concessione ad altre aziende
dietro al pagamento di un canone); dello sport (che offrono manifestazioni sportive e
ginniche); dello spettacolo (che offrono rappresentazioni artistiche).
209. C'è differenza tra azienda mono e pluriprocesso e tra azienda mono e
pluriprodotto? Le aziende monoprocesso sono spesso di modeste dimensioni e sono
quelle che attuano, solitamente in forma specializzata, un solo processo produttivo. Con il
crescere delle dimensioni si sviluppa la diversificazione delle produzioni, cosicché è
possibile attivare nello stesso periodo di tempo più processi produttivi (aziende
pluriprocesso). Le aziende monoprodotto producono un solo tipo di prodotto con un unico
processo produttivo, mentre quelle pluriprodotto producono più beni ottenendoli da un
solo processo produttivo. Tali beni possono essere complementari, concorrenti od
economicamente disgiunti.

210. Fare esempi di forme di congiunzione tecnica. La congiunzione tecnica da materie


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(da cui s'ottengono più beni in proporzioni rigide) è diffusa nell'agricoltura (paglia e
frumento), nell'allevamento (carne e latte), nella molitura (farina e crusca), nella
raffinazione (benzina e gasolio), nella macellazione (differenti parti commestibili), nella
produzione chimica (diversi prodotti dagli stessi componenti), nell'industria estrattiva
(metano e petrolio dallo stesso pozzo). La congiunzione tecnica da processo
caratterizza diversi processi per cui il soggetto operativo può decidere di ottenere da un
solo processo diversi prodotti in proporzioni variabili: ad esempio nell'edilizia
(appartamenti, box e uffici ottenuti nello stesso processo), nella pesca non selettiva e nel
trasporto (persone e cose trasportate colo stesso processo di trasporto).
211. Quante forme di congiunzione produttiva ricordi? Vi sono due diverse forme di
congiunzione produttiva: quella tecnica e quella economica. Quella tecnica, classificabile
in congiunzione tecnica da materie o da processo, è dovuta all'ottenimento di più prodotti
nello stesso processo produttivo. La congiunzione economica, a sua volta distinguibile in
complementare e sostitutiva, riguarda l'influenza sulla commercializzazione tra più
prodotti.
212. Indicare le forme di congiunzione tecnica. Esistono due forme di congiunzione
tecnica: una da materie (a proporzioni rigide) per cui nel processo produttivo da una
stessa materia si ottengono più prodotti in proporzioni rigide; l'altra da processo (a
proporzioni variabili) che caratterizza processi in cui soggetto operativo può decidere di
ottenere da un unico processo produttivo più prodotti in proporzioni variabili.
213. C'è differenza tra gestione nell'aspetto oggettivo e soggettivo? Nell'aspetto
oggettivo la gestione è osservata come sistema di operazioni di gestione considerate
quale oggetto diretto di osservazione. Nell'aspetto soggettivo si considerano invece i
processi di gestione con cui il soggetto operativo produce quelle operazioni.
214. Cosa si intende per gestione interna ed esterna? La gestione esterna è l'insieme
delle operazioni di gestione che connettono l'azienda con il macro-sistema di cui fa parte.
Alla gestione esterna appartengono le operazioni con cui l'azienda entra in rapporto con i
soggetti che la costituiscono e la finanziano e quelle con cui attua scambi con clienti e
fornitori. La gestione interna invece è data dall'insieme delle operazioni con cui si attuano
le trasformazioni di consumo o produzione.
215. Qual è la differenza tra gestione economica, monetaria e finanziaria? La gestione
economica è data dall'insieme delle operazioni con cui le aziende ottengono i fattori
produttivi o di consumo, li trasformano e cedono le produzioni od il lavoro sui mercati. La
gestione finanziaria comprende tutte le operazioni relative all'approvvigionamento di
mezzi monetari, e quindi le operazioni di finanziamento attive e passive. La gestione
monetaria comprende il operazioni di regolazione di acquisti e vendite (può essere
considerata uno sottoclasse della gestione finanziaria).
216. Cosa sono i processi di operazioni? I processi di operazioni sono il complesso delle
operazioni di gestione che l'economia aziendale vuole porre in modo ordinato, in base a
raggruppamenti significativi.
217. Esemplificare alcuni processi di operazioni. Alcuni processi di operazioni sono: i
processi di acquisto delle merci; di vendite; di incassi; di pagamenti; di consumi; di
fabbricazione.
218. Cosa si intende per processo di consumo? Per processo di consumo si intende
l'insieme delle operazioni tramite le quali si attua la trasformazione di beni e servizi, non
direttamente consumabili, in beni e servizi da destinare al consumo.

219. Cosa si intende per processo di produzione? Per processo di produzione si intende il
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sistema di operazioni tra loro concatenate e coordinate, che consentono all'impresa di
ottenere un dato risultato attraverso le trasformazioni economico-produttive.
220. Sapresti disegnare il processo produttivo tipico delle aziende mercantili?
CICLO ECONOMICO = DA COSTO A RICAVO
ACQUISTO VENDITA
COSTO RICAVO

STOCCAGGIO M

DURATA DEL DURATA DEL


DEBITO CREDITO

DEBITO PAGAMENTO CREDITO INCASSO

CICLO MONETARIO = DA USCITA A ENTRATA


CICLO TOTALE

221. Sapresti disegnare il processo produttivo tipico delle aziende industriali?


CICLO ECONOMICO = DA COSTO A RICAVO
ACQUISTO VENDITA
COSTO RICAVO
STOCCAGGIO TRASFORMAZIONE STOCCAGGIO

M M#P P
DURATA DEL DURATA DEL
DEBITO CREDITO

DEBITO PAGAMENTO CREDITO INCASSO


CICLO MONETARIO = DA USCITA A ENTRATA
CICLO TOTALE
222. Dare la definizione di combinazione economica. La combinazione economica è il
rapporto individuabile tra le diverse specie di operazioni necessarie per ottenere le
produzioni o per sviluppare i consumi. La combinazione economica si misura con il
rapporto tra i valori dei semplici fattori necessari per la produzione ed il consumo. Nelle
aziende di consumo è combinazione di consumo, in quelle di produzione è combinazione
di produzione.
223. Cosa si intende per coordinazione economica? Per coordinazione economica si
intende il sistema dei processi di operazioni, osservati nelle relazioni di reciproca
interdipendenza e complementarietà economica e finanziaria. L'osservazione della
coordinazione economica rende ancor più evidente l'estrema concatenazione delle
operazioni di gestione.

224. Sapresti il significato di periodo e di esercizio amministrativo? Per periodo


amministrativo si intende un arco di tempo nel quale viene svolta significativamente

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l'osservazione dell'amministrazione dell'azienda ed in particolare della gestione, che ne
costituisce il momento fondamentale. In genere coincide con l'anno solare. Per esercizio
amministrativo si intende la " parte " di amministrazione (e di gestione) svolta in un
periodo amministrativo.
225. Indicare le otto classi fondamentali di processi di operazioni. Nelle aziende di
produzione le otto classi fondamentali di processi di operazioni nelle aziende di
produzione sono:
1-costituzione;
2-finanziamento;
3-acquisizione;
4-regolamento degli acquisti;
5-trasformazione;
6-cessione;
7-regolamento delle vendite;
8-cessazione.
226. Qual è la funzione delle operazioni di costituzione? La funzione delle operazioni di
costituzione è quella di dare vita autonoma all'azienda. Tali operazioni rientrano nella
gestione esterna ed economica e con tali operazioni si generano i primi flussi di fattori
produttivi sia fisici che monetari. Le operazioni di costituzione hanno due funzioni, una
giuridica-formale (di consentire all'azienda di perfezionare le formalità per avere esistenza
giuridica) e una economica-sostanziale (di dotare l'azienda del primo stock di fattori
produttivi necessari per avviare i primi processi produttivi).
227. Come può avvenire la costituzione? La costituzione può avvenire dall'atto giuridico-
formale con i seguenti adempimenti minimi:
1-costituzione regolare (con la richiesta della forma giuridica prescelta, delle licenze, delle
autorizzazioni e di iscrizione al registro delle imprese);
2-dichiarazione di inizio attività;
3-apertura della posizione contributiva.
Dal lato economico-sostanziale occorre attuare i primi conferimenti in denaro o in natura
(l'ammontare di queste risorse è detto capitale di costituzione).
228. Cosa si intende per fabbisogno monetario? Per fabbisogno monetario si intende
l'ammontare delle risorse di cui l'azienda necessita all'atto della costituzione per avviare
convenientemente i processi di trasformazioni economica e monetaria.
229. Come può avvenire l'operazione di finanziamento? L'operazione di finanziamento
può avvenire con il finanziamento passivo: le aziende ottengono la disponibilità di somme
di denaro dietro l'obbligo della restituzione e del pagamento di interessi. Può essere in
varie forme, a seconda della durata (a breve, medio o lungo termine), della forma
assunta (finanziamenti passivi in senso proprio o crediti commerciali), della forma del
rimborso (indiviso o frazionato), del soggetto finanziatore (banche o privati), della forma
tecnica (mutuo, anticipazione, apertura di credito, obbligazione).
230. Quali sono i valori tipici delle operazioni di costituzione? I valori tipici delle
operazioni di costituzione sono quelli dei fattori produttivi che entrano nell'impresa dalla
capitalista-imprenditore e l'ammontare degli impegni dell'impresa nei confronti del
capitalista-imprenditore.

231. Indicare i valori tipici delle operazioni di finanziamento. I valori tipici delle operazioni
di finanziamento al momento dell'accensione del debito sono quelli dei fattori monetari
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che entrano nell'impresa del finanziatore e l'ammontare degli impegni dell'impresa nei
confronti del finanziatore. I valori che sorgono al momento dell'estinzione del debito sono
quelli dei fattori monetari che escono dall'impresa e sono corrisposti al finanziatore.
232. Come si sviluppano le operazioni di approvvigionamento? Le operazioni di
approvvigionamento hanno la funzione di consentire all'azienda di ottenere dai fornitori i
fattori produttivi di cui necessita per lo svolgimento dei propri processi produttivi.
L'impresa entra in rapporto con i fornitori tramite scambi che si definiscono scambi in
acquisto: di tale scambio le operazioni di approvvigionamento costituiscono la parte reale
cui si contrappone la parte monetaria rappresentata dalle operazioni di regolamento degli
acquisti.
233. Quali sono i valori tipici degli approvvigionamenti? I valori tipici
dell'approvvigionamento sono i valori dei fattori che entrano nell'impresa dai fornitori e i
valori degli impegni dell'impresa verso i fornitori.
234. Come si sviluppano i regolamenti degli acquisti? I regolamenti degli acquisti hanno
la funzione di regolare gli impegni che l'impresa si era assunta nei confronti dei fornitori
dei fattori produttivi. Essi costituiscono le contro-prestazioni monetarie che si correlano
alla prestazione reale attuata dal fornitore. Le operazioni di regolamento consentono
all'azienda di estinguere i debiti nei confronti dei fornitori.
235. Indicare i valori tipici di regolamenti degli acquisti. I valori tipici di regolamenti degli
acquisti sono i flussi monetari che vanno dall'azienda verso i fornitori che possono essere
rappresentati dall'ammontare dei pagamenti effettuati dall'impresa e dall'ammontare degli
impegni estinti.
236. Cosa sono i differenziali di regolamento degli acquisti? Il differenziale di
regolamento degli acquisti è un elemento aggiuntivo nell'equazione dei pagamenti e
dipende dal rapporto contrattuale tra imprenditore e fornitore.
237. In quali forme può avvenire il regolamento degli acquisti? Il regolamento degli
acquisti può avvenire:
1-a pronti (quando è attuato alla stessa data dell'acquisto)
2-differito (quando è attuato dopo la data dell'acquisto)
3-anticipato (prima di ricevere i fattori)
4-in conto corrente (il compenso avviene sulla base di altre crediti precedenti
dell'azienda).
238. Come si sviluppano le operazioni di trasformazione produttiva? Le operazioni di
trasformazione produttiva mirano a combinare fattori e a sviluppare processi per ottenere
le produzioni. Sono tipiche della gestione interna e vengono attuate sui materiali,
attraverso la lavorazione, per raggiungere lo stadio di prodotto finito. Con tali attività
vengono impiegati fattori specifici, fattori semplici o fattori generali. Le produzioni ottenute
possono essere intermedie o finali.
239. Come si determinano i costi di produzione? I costi di produzione si determinano in
base a quelli di acquisto sommati a quelli intercorsi nel periodo di produzione. Costo di
produzione = consumo materie + consumo macchinari + consumo lavoro.
240. Come si sviluppano le operazioni di cessione? Le operazioni di cessione hanno la
funzione di consentire all'impresa di cedere ai clienti i risultati delle produzioni e di
ricuperare gli investimenti attivati per l'approvvigionamento di fattori produttivi. Possono
essere di due tipi: cessione di prodotti finiti o di fattori di produzione.

241. Indicare i valori tipici delle operazioni di cessione. Nelle operazioni di cessione si
originano i flussi di prodotti o di fattori produttivi che vanno dall'azienda ai clienti: possono
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essere interpretati come i diritti sorti nei confronti dei clienti per cessioni di produzioni che
si connettono ai valori delle produzioni cedute dall'impresa ai clienti.
242. In quali forme può avvenire il regolamento delle vendite? La funzione di
regolamento delle vendite permette all'azienda di incamerare il corrispettivo dai clienti a
cui ha ceduto la propria produzione. Assume le stesse forme di regolamento degli
acquisti:
1-a priori (quando è attuato alla data di vendita)
2-differito (quando è attuato dopo la data di vendita)
3-anticipato (quando è attuato prima della cessione delle produzioni)
4-in conto corrente (l'azienda non riceve alcuna somma dal cliente, ma lo compensa con
altri debiti sorti in precedenti rapporti).
Si distingue anche tra regolamento monetario (che può avvenire in contanti, a mezzo
banca o cambiali) e reale.
243. Quali valori tipici insorgono nel regolamento delle vendite? Nel regolamento delle
vendite sorgono i flussi di moneta dal cliente verso l'azienda: i diritti nei confronti dei
clienti si legano alle risorse monetarie incassate dai clienti.
244. In quali forme può avvenire la cessazione aziendale? L'operazione di cessione è
l'operazione di gestione con cui termina la vita economica dell'azienda di produzione. Può
avvenire in quattro forme:
1-liquidazione (con la vendita dei fattori produttivi ancora utilizzabili, l'incasso di crediti ed
il pagamento dei debiti)
2-cessione (l'azienda ceduta da un soggetto giuridico ad un altro)
3-trasformazione (muta la forma giuridica)
4-fusione (l'azienda entra far parte di un'azienda più ampia).
245. Quali valori tipici sorgono nella cessazione aziendale? Nella cessione aziendale
sorgono flussi opposti rispetto a quelli della costituzione, ossia ai valori in natura o
monetari che residuano dopo la liquidazione si contrappone l'ammontare degli impegni
estinti nei confronti dell'imprenditore-capitalista.
246. I tre significati dei costi e dei ricavi. I costi e i ricavi possono assumere tre diversi
significati:
1-significato monetario: i costi equivalgono alle remunerazioni corrisposte dall'impresa ai
fornitori, i ricavi equivalgono alle remunerazioni corrisposte dai clienti all'impresa;
2-significato economico: i costi rappresentano il valore dei fattori acquisiti, i ricavi
rappresentano il valore delle produzioni cedute;
3-significato finanziario: i costi rappresentano l'ammontare di capitale monetario investito
per l'acquisto dei fattori, i ricavi rappresentano l'ammontare di capitale monetario
recuperato e reinvestibile per il rinnovo dei fattori consumati.
247. I tre significati di reddito. Il reddito può assumere tre diversi significati che dipendono
da quelli attribuiti ai costi e ai ricavi:
1-monetario: il reddito rappresenta la remunerazione all'imprenditore capitalista ed è
eventuale (spetta solo se il reddito è positivo) e residuale (il profitto spetta solo dopo
aver remunerato i fornitori dei fattori);
2-economico: il reddito è la quota di valore delle produzioni che eccede il valore dei fattori
produttivi impiegati;
3-finanziario: il reddito è l'ammontare delle risorse monetarie ottenute in più rispetto a
quelle investite per l'approvvigionamento dei fattori produttivi.
248. Sapresti indicare una forma semplice per calcolare il reddito? Il reddito prodotto nel
periodo T è dato dalla differenza tra ricavi di vendita conseguiti nel periodo di vendita -al
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netto dell'eventuale rettifiche- e dei costi dei fattori produttivi consumati. La formula è
quindi: reddito (T) = ricavi di competenza in T-costi di competenza in T.
249. Come recita il principio di correlazione? Il principio di correlazione recita che il
risultato economico in un periodo T deve essere determinato dalla differenza tra costi
ricavi aventi competenza economica in T. Reddito (T) = ricavi di competenza in T -costi di
competenza in T.
250. Come recita il principio di funzionamento? E il principio del costo? Secondo il
principio di funzionamento le valutazioni devono essere fatte nell'ipotesi che il
funzionamento avvenga senza le conoscenze della data di cessazione dell'impresa. Il
principio del costo afferma che i valori degli acquisti sono la base per le valutazioni di fine
periodo e che le date degli acquisti sono ininfluenti economicamente per il calcolo delle
risultato economico di esercizio.
251. Cosa si intende per principio di competenza economica per la misurazione delle
reddito? Il principio di competenza economica per la misurazione del reddito afferma che
il reddito è correlato ai costi ed ai ricavi misurati nel periodo T ed ivi aventi competenza
economica (cioè se sono correlati per il tramite di qualche processo produttivo). Un costo
ha competenza economica quando è sostenuto per fattori utilizzati in qualche processo
per il quale si sono già ottenute produzioni e quantificati i relativi ricavi, quando i fattori
per l'acquisto dei quali è stato sostenuto il costo non sono utilizzabili oltre T. Un ricavo ha
competenza economica in chi se è stato conseguito dalla vendita di produzioni ottenute
dai processi, sviluppati in T, per lo svolgimento dei quali sono già stati utilizzati i fattori e
quantificati i costi.
252. Cosa si intende per rimanenze iniziale e finale? Dove si scrivono nelle CE (conto
economico) e nello SP (stato patrimoniale)? Rimanenze iniziale e finali sono le
quantità di prodotti che avanzano nell'anno moltiplicate per il prezzo. Sono rettifiche da
apportare per il principio di correlazione. Le rimanenze finali sono necessarie per stornare
al periodo successivo una quota di costi. Per il principio di correlazione le rimanenze finali
attive stornate in un periodo devono essere imputate nel successivo nel quale diventano
rimanenze iniziale.
Rimanenza iniziale: nel conto economico in dare con segno meno; nello stato
patrimoniale in dare con segno più.
Rimanenza finale: nel conto economico in dare; nello stato patrimoniale in avere.
253. Come si valutano le rimanenze di merci e di materie? Le rimanenze iniziali e finali si
quantificano come prezzo per quantità di prodotti che avanzano nell'anno.
254. Come si valutano le rimanenze di prodotti finiti? Le rimanenze di prodotti finiti
devono essere considerate combinazioni di fattori produttivi che, pur avendo ultimato il
processo di produzione, non hanno ancora terminato quello di commercializzazione. La
base per la valutazione di tali rimanenze è rappresentato dal costo di produzione. Per
valutare le giacenze magazzino occorre determinare il costo unitario medio.
255. Cosa si intende per ammortamento? Come si calcola? Dove si scrive nel conto
economico e nello stato patrimoniale? L'ammortamento è una fonte di costi pluriennali
che vengono imputati a ciascun esercizio. Si calcolano come rapporto tra il valore da
ammortizzare e il numero di anni in cui avviene l'ammortamento. Nel conto economico si
scrive nel dare (come quota d'ammortamento), nello stato patrimoniale si scrive in avere.

256. Cosa si intende per svalutazione? Dove si scrive nel conto economico e nello
stato patrimoniale? Per svalutazione si intende una percentuale che va moltiplicata per i
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ricavi di produzione. Nel conto economico si scrive nel dare; nello stato patrimoniale in
avere.
257. Cosa si intende per TFR? Dove si scrive nel conto economico e nello stato
patrimoniale? Per TFR si intende il trattamento di fine rapporto corrisposto
posticipatamente al lavoratore all'atto della cessazione del rapporto di lavoro. Può essere
interpretato come un costo pluriennale a valorizzazione anticipata. Nel conto economico
si scrive nel dare (tra i costi e ricavi ); nello stato patrimoniale si scrive in avere (tra le
attività e le passività).
258. Cosa si intende per costruzioni in economia? Dove si scrivono nel conto
economico e nello stato patrimoniale? Per costruzione in economia si intende che
l'impresa, anziché ottenere i fattori produttivi tramite specifici scambi, li ottiene mediante
processi produttivi interni. Nel conto economico si scrivono nell'avere; nello stato
patrimoniale nel dare.
259. Cosa si intende per valore delle produzioni? Da quali valori è composto? Per
valore delle produzioni intendiamo il valore di tutto quanto viene prodotto con l'impiego
dei fattori produttivi che formano i consumi di esercizio. Esso rappresenta la somma del
valore della produzione venduta (costituita da ricavi di vendita) e non venduta,
rappresentata dagli incrementi del magazzino e dalle costruzioni in economia.
260. Cosa si intende per costo delle produzioni? Da quali valori è composto? I costi
delle produzioni rappresentano i costi di esercizio e si calcolano come somma di questi
valori:
consumi di materie (CM) + costo del lavoro (CL) + quota d'ammortamento (qa) = costo di
produzione (CDP).
261. Cosa si intende per differenziali di regolamento? Dove si scrivono nel bilancio? Il
differenziale di regolamento vi è quando vengono regolati i pagamenti in tempi differenti
rispetto al ricevimento delle merci. Se è attivo si scrive in avere, se è passivo se scrive in
dare.
262. Conosci componenti di reddito da iscrivere " sotto " il risultato operativo? Come
si originano? Componente del reddito da scrivere sotto il risultato operativo è il risultato
netto che si ricava sottraendo dal risultato operativo il valore di gli interessi passivi e delle
imposte.
263. Cosa sono le attività, le passività e il capitale netto? Le attività sono i valori dei fattori
di cui l'impresa può disporre in un dato istante per le future attività produttive, le passività
sono i valori dei finanziamenti ancora accesi a quel momento. Il capitale netto è della
differenza tra attività e passività.
264. Conosci alcune configurazioni di capitale? Le configurazioni di capitale sono:
1-capitale di costituzione (valore della dotazione iniziale dei fattori);
2-capitale di finanziamento (valore attribuito in istanti successivi alla costituzione ai fattori
disponibili per le trasformazioni future);
3-capitale di cessazione (quantificabile alla cessazione dell'attività e comprendente
capitale di liquidazione, di cessione, di fusione, di trasformazione);
4-capitale economico (valore riferibile all'impresa già costituita ed avviata).

265. Cosa si intende per capitale netto e per sue parti ideali? Il capitale netto è un valore
residuale determinato dal saldo tra attività e passività. Le parti ideali del capitale netto
31
sono le sue componenti e specificano come si sia verificata la differenza tra attività e
passività. In un'impresa sotto forma di società per azioni le parti ideali sono: il capitale
iniziale, le riserve di utili, l'utile di esercizio, le riserve di capitale.
266. Conosci la distinzione tra valori fissi e correnti del capitale di funzionamento?
Attività e passività del capitale di funzionamento possono essere distinte come fisse e
correnti:
A- attività correnti: rappresentate dai fattori che sono destinati a trovare impiego in pochi
processi produttivi.
B- passività correnti: costituite dai debiti a veloce ciclo di rimborso.
C- attività fisse: costituite dai fattori acquistati per essere impiegati in un periodo
pluriennale;
D- passività fisse: costituite dai debiti a lento ciclo di regolamento (mutui, TFR,
obbligazioni).
267. Conosci le tre principali basi su cui si fondono i criteri di valutazione? Le tre
principali basi su cui si fondono i criteri di valutazione sono: la base variata, multipla e
semplice.
268. La nozione di capitale di funzionamento. Il capitale di funzionamento viene
determinato in qualsiasi istante della vita dell'impresa successivo alla costituzione e
rappresenta il valore dei fattori produttivi disponibili per le successive trasformazioni
produttive. Esso viene calcolato al termine di ogni periodo amministrativo.
269. La nozione di capitale di cessione ed il capitale economico. Il capitale di cessione
rappresenta il valore attribuibile alle attività e passività dell'impresa nell'ipotesi che essa
venga ceduta ad un acquirente che ne continui l'attività. Il capitale economico
rappresenta il valore attribuibile all'impresa quale bene unitario in grado di fruttare redditi
in futuro.
270. La nozione di avviamento. Nel caso in cui il capitale di cessione, calcolato sulla base
delle attività e passività che lo compongono in ipotesi di cessione dell'impresa, non
corrisponda al capitale economico, il valore di avviamento funge da raccordo tra queste
due configurazioni di capitale. Esso rappresenta la differenza (positiva o negativa) di
quanto un ipotetico compratore sarebbe disposto pagare in più -o vorrebbe pagare in
meno- rispetto al valore delle attività e passività acquistate.
271. Definire il cash flow in generale. La gestione finanziaria produce un cash flow
determinato dalla differenza tra i flussi monetari in entrata (cash inflow) e in uscita (cash
outflow). Tale quantità modifica l'entità delle risorse monetarie così che il cash flow può
essere pensato come la variazione apportata dalla gestione nelle risorse monetarie
dell'impresa.
272. Quanti tipi di cash flow conosci? Esistono tre tipi di cash flow: operativo, di periodo e
di esercizio.
273. Definire il cash flow operativo. Il cash flow operativo è la variazione potenziale delle
risorse monetarie, cioè la variazione nei flussi di casa che si sarebbe manifestata se tutti
ricavi monetari fossero stati incassati nel periodo " n " e se tutti costi monetari fossero
stati pagati. Per il calcolo del cash flow operativo si suppone quindi gli acquisti generino
costi monetari che si traducono interamente in uscite e che le vendite generino ricavi
monetari che si traducono interamente in entrata.

274. Distinguere tra cash flow operativo lordo e netto. Il cash flow operativo netto non
considera le variazioni del magazzino, il cash flow operativo lordo misura il cash flow che
32
sarebbe prodotto se l'impresa non avesse incrementato le rimanenze.
275. Sapresti costruire un modello analogico per rappresentare i flussi di cassa? Il cash
flow può essere pensato come la variazione delle risorse monetarie dell'azienda
apportate dalla gestione finanziaria e determinato dalla differenza tra i flussi monetari in
entrata (inflow) e quelli in uscita (outflow).
276. Cosa si intende per cash flow di esercizio? Il cash flow di esercizio è definito come il
cash flow che misura la variazione di risorse monetarie conseguenti agli inflow e dagli
outflow di cassa provocati dalle operazioni di gestione i cui valori compongono l'esercizio.
277. Cosa si intende per cash flow di periodo? Il cash flow di periodo " n " è la variazione
delle risorse monetarie in tale periodo.
KF(n)=KF(n)-KF(n-1).
278. Le due procedure di calcolo del cash flow operativo lordo? Esistono due procedure
per il calcolo del cash flow operativo lordo:
1-diretta: sommando alla differenza tra ricavi e costi monetari le rimanenze di magazzino;
2-indiretta: sommando all'utile di esercizio i costi non monetari (le quote di ammortamento
e le quote TFR).
279. Come viene considerata la variazione del magazzino del calcolo del cash flow
operativo netto? Il cash flow operativo netto risulta invariato qualunque sia la
valutazione delle rimanenze del magazzino.
280. Come viene considerata la variazione dei crediti e dei debiti di regolamento del
calcolo del cash flow d'esercizio? La variazione dei crediti e dei debiti di regolamento
nel calcolo del cash flow d'esercizio viene così considerata:
-il decremento dei crediti commerciali rappresenta un cash inflow;
-l'incremento dei crediti commerciali rappresenta un cash outflow;
-l'incremento di debiti commerciali rappresenta un cash inflow;
-il decremento dei debiti commerciali rappresenta un cash outflow.
281. Quali sono i flussi fondamentali che producono una differenza tra cash flow
d'esercizio e di periodo? I flussi fondamentali che differenziano cash flow d'esercizio e
di periodo sono:
1-le variazioni di capitale;
2-le variazioni dei finanziamenti passivi;
3-le variazioni dei costi pluriennali di struttura.
282. Cosa e quali sono i componenti di reddito non monetari? Come si utilizzano per il
calcolo del cash flow? Sono non monetari i ricavi e di costi sospesi che sorgono quali
rettifiche per realizzare la correlazione, come le quote TFR e di ammortamento.
Sommandoli all'utile di esercizio otteniamo il cash flow operativo lordo.
283. Definire il rendiconto finanziario. Il rendiconto finanziario è il prospetto delle variazioni
nella situazione patrimoniale e finanziaria dell'impresa in quanto, nell'interpretazione
finanziaria del conto del capitale, le attività assumono il significato di investimenti e le
passività quello di finanziamenti e, nel loro complesso, definiscono la situazione
finanziaria dell'impresa.
284. Quante forme di rendiconto conosci? (non si trova nulla…)
285. Cosa si intende per autofinanziamento netto? L'autofinanziamento è il fenomeno
secondo il quale l'azienda finanzia nuovi investimenti senza ricorrere a risorse apportate
da finanziatori esterni. Se l'autofinanziamento avviene con la ritenzione di utili si parla di
autofinanziamento netto.
286. Cosa si intende per autofinanziamento lordo? L'autofinanziamento lordo è l'insieme
delle risorse monetarie, che derivano dall'accumulo del cash flow operativo lordo,
33
utilizzate per finanziare in nuovi investimenti senza ricorrere a risorse apportate da
finanziatori esterni.
287. Ricordi la meccanica dello sviluppo aziendale da autofinanziamento netto? La
meccanica di sviluppo aziendale da autofinanziamento netto osserva che il tasso di
sviluppo dell'azienda e pari al tasso di espansione del capitale netto:
s=[ROI+(ROI-ROD)*DER]*(1-d)*(1-t).
288. Quali sono gli effetti finanziari dell'ammortamento? Gli effetti finanziari
dell'ammortamento sono:
1-effetto copertura: tramite l'ammortamento l'impresa riesce a produrre un cash flow
operativo sufficiente a coprire l'investimento inizialmente effettuato per l'acquisto
dell'immobilizzazione;
2-effetto rinnovo: tramite l'ammortamento l'impresa riesce a produrre un cash flow
operativo sufficiente a rinnovare l'immobilizzazione alle stesse condizioni;
3-effetto espansione: tramite l'ammortamento l'impresa riesce produrre un cash flow
operativo sufficiente di incrementare il parco macchinari.
289. Definire il rinnovo e l'effetto rinnovo dell'ammortamento. Il rinnovo consiste nella
sostituzione delle immobilizzazioni. L'effetto rinnovo si ha quando l'impresa, tramite
l'ammortamento, riesce ad ottenere un cash flow operativo sufficiente a rinnovare
l'immobilizzazione alle stesse condizioni.
290. Cosa sono i fondi rinnovamento? I fondi di rinnovamento hanno la stessa natura delle
riserve di utili ed hanno destinazione specifica al rinnovo dei fattori pluriennali.
291. Definire l'effetto copertura. L'effetto copertura avviene nel momento in cui, tramite
l'ammortamento, l'impresa riesce produrre un cash flow operativo sufficiente a coprire
l'investimento inizialmente effettuato per l'acquisto dell'immobilizzazione.
292. A cosa servono e come si rilevano gli ammortamenti finanziari? L'ammortamento
finanziario si rende necessario per produrre l'effetto rinnovo e la tecnica utilizzabile è
quella di computare accanto al normale ammortamento una nuova quota denominata
quota di ammortamento finanziario.
293. Definire l'effetto espansione. L'effetto espansione avviene nel momento in cui, tramite
l'ammortamento, l'impresa riesce produrre un cash flow operativo sufficiente ad
incrementare il parco macchinari, qualora sia in grado di investire sistematicamente il
cash flow in macchinari. Viene anche definito effetto Lohmann-Ruchti.
294. Ricordi quali sono le caratteristiche delle imprese concessionarie? Le imprese
concessionarie sorgono per rendere servizi pubblici subordinatamente all'ottenimento di
una concessione da parte di qualche ente pubblico territoriale. Le imprese concessionarie
si impegnano a devolvere gratuitamente le immobilizzazioni e le attrezzature necessarie
per la produzione del servizio pubblico in cambio del monopolio legale del servizio.
295. Sapresti descrivere l'effetto Lohmann-Ruchti? (Vedi 293)
296. In quale senso le imprese possono essere considerati trasformatori produttivi?
L'impresa può essere pensata come un trasformatore produttivo in quanto tramite i propri
processi produttivi trasformano materie prime (con impiego di macchinari, impianti,
attrezzature e del lavoro umano) in diversi prodotti oltre che una varia quantità di residui
di lavorazione.

297. In quale senso le imprese possono essere considerati trasformatori economici?


L'impresa può essere considerata come un trasformatore economico in quanto sostiene
34
costi per l'acquisizione dei fattori e ottiene ricavi dalla cessione delle produzioni ottenute.
Per questo si può pensare che con la propria attività l'impresa attui una trasformazione
economica di costi e di ricavi.
298. In quale senso le imprese possono essere considerate trasformatori finanziari?
L'impresa può essere considerata come un trasformatore finanziario poiché, per poter
esistere, deve continuamente trasformare capitali in remunerazioni a titolo di interesse
(per i capitali di prestito) e a titolo di profitto (per i capitali a titolo di rischio).
299. In quale senso le imprese possono essere considerate trasformatori
imprenditoriali? L'impresa può essere considerata un trasformatore imprenditoriale in
quanto può essere pensata come un sistema in cui le informazioni, per mezzo del calcolo
economico, vengono trasformate in decisioni dall'imprenditore per raggiungere gli obiettivi
dell'impresa. Senza l'intervento imprenditoriale non è possibile attuare le trasformazioni
produttive, economiche e finanziarie.
300. Sapresti costruire il modello di impresa quale sistema di 4 trasformatori?

Informazioni Obiettivi

Grado di rischio Trasformazione Decisioni


imprenditoriale
Operazioni
Trasformazione
QF Fattori produttiva QP*IP Produzioni def. in q.tà e qual.

Costi Ricavi
Trasformazione
CF=QF*pA economica RP=QP*pV

pA pV
CI=FP+CN RO=RP-CF
Cap. Inv. Red. Oper.
Trasformazione
FP Cap. di prestito IP Int. passivi
finanziaria
CN Cap. di rischio RN+IMP Redd. Netto ed
imposte
301. Quali sono gli indicatori di efficienza produttiva? L'efficienza produttiva caratterizza
l'impresa quale sistema trasformazione produttiva. Può essere misurata come il rapporto
di rendimento tra quantità di prodotto ottenuto e quantità di fattori impiegati
(REND=QP/QF) o con l'inverso di questo rapporto, detto il tasso di impiego o fabbisogno.
302. Quali sono gli indicatori di efficienza economica? L'efficienza economica caratterizza
l'impresa come sistema di trasformazione economica. Può essere misurata tramite il
rapporto di economicità tra ricavi e costi: E=RP/CF o alternativamente dal suo reciproco,
detto tasso di costo. Il rapporto di economicità misura quante unità monetarie di ricavo si
possono ottenere da un'unità monetaria di costo.
303. Quali sono gli indicatori di efficienza finanziaria? Possiamo fornire 3 indicatori
dell'efficienza finanziaria, considerando come input i capitali investiti nell'impresa e come

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output i risultati ottenuti:
1-ROE=RN/KI cioè il tasso unitario di remunerazione del capitale di equity;
2-ROD=IP/KI cioè il tasso unitario di remunerazione dei finanziamenti attinti dall'impresa;
3-ROI=RO/KI che indica il rendimento unitario del capitale investito dall'impresa.
304. Come si può analizzare il rapporto di economicità? Si può analizzare il rapporto di
economicità introducendo i rapporti sui prezzi al fine di individuare quali siano le vie per
realizzare l'economicità.
E=((QP*pV)/(QF*pF)=(QP/QF)*(pV/pF). Il primo dei due rapporti esprime l'efficienza
produttiva che già caratterizza la trasformazione, il secondo invece esprime la capacità
dell'impresa di negoziare " al meglio " le produzioni ed è definita come efficienza
commerciale.
305. La teleonomia endogena ed esogena. La trasformazione di efficienza in profitto.
Consideriamo il rapporto di economicità e dividiamo numeratore e denominatore per QP:
E=(RP/QP)/(CF/QP)=pum/cum. Il rapporto diventa tra prezzo unitario medio e costo
unitario medio. Essendo il profitto unitario medio um=pum-cum il profitto, e quindi la
trasformazione economica, è tanto più efficiente quanto più elevata è l'abilità dell'impresa
a negoziare sui mercati di vendita e quanto maggiore diventa la sua efficienza produttiva,
consentendole di ridurre il cum.
306. La relazione economica fondamentale per l'analisi dell'efficienza economica. La
relazione economica fondamentale tra i tre rapporti di rendimento, riguarda il fatto che il
ROE può essere ottenuto dal prodotto dei seguenti rapporti:
ROE=(KI/KE)*(CK/KI)*(RP/CF)*(RO/RP)*(RN/RO) cioè dall'IER, dal CIR (tasso di
rotazione del capitale investito), dall'economicità i, dal ROS (return on sales) e dal NOR
(net operating ratio) che esprime l'incidenza dei costi finanziari sul reddito operativo.
307. La relazione finanziaria fondamentale per l'analisi dell'efficienza finanziaria. La
relazione finanziaria fondamentale è la seguente:
ROE=ROI+(ROI-ROD)*(KD/KE) per cui se l'investimento è in grado di ottenere uno
rendimento (ROI) maggiore delle rendimento spettante al capitalista-finanziatore (ROS),
allora il capitalista-investitore realizza uno rendimento (ROE) maggiore del ROI, in quanto
si aggiunge al ROI il differenziale di rendimento, con un fattore moltiplicativo pari al DER.
308. Cosa sono le azioni e quali tipi conosci. Le azioni sono titoli di credito rappresentativi
di una partecipazione societaria; sono pertanto dei documenti che attestano il concorso di
colui che li possiede alla formazione del capitale di rischio dell'impresa. Possono essere:
azioni ordinarie, azioni privilegiate, azioni di risparmio.
309. Cosa sono le obbligazioni. Le obbligazioni sono titoli di credito rappresentativi del
debito della società verso colui che li possiede. Si classificano in: ordinarie, convertibili,
con warrant, indicizzate.
310. Le funzioni della borsa valori. La borsa valori è il luogo dove vengono concentrate,
disciplinate e controllate le negoziazioni dei titoli di credito, delle divise estere, dei metalli
preziosi e del loro monetato. Le sue funzioni sono quelli di finanziamento, investimento e
segnaletica.

311. Le fasi di contrattazione della borsa valori. La seduta borsistica si attua in cinque fasi
di contrattazione:
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1-preapertura
2-validazione
3-apertura
4-negoziazioni in continuo
5-chiusura
312. Cosa rappresenta un indice di borsa? Gli indici di borsa si definiscono settoriali o
generali a seconda che il campione di società sia rappresentativo dell'intero mercato o di
un particolare settore. Rappresenta una sintesi dell'andamento del mercato sulla base
della capitalizzazione presentata da un determinato numero di società scelte come
campione in differenti archi temporali.
313. Sapresti indicare la differenza tra attività causate e finalizzate? Le attività causate si
svolgono al verificarsi di una causa (cioè un evento o fenomeno indipendente dalla
volontà del soggetto). Le attività finalizzate sono invece poste in essere per raggiungere
un obiettivo posto dal soggetto.
314. Descrivete brevemente il processo della cosiddetta " catena pensiero-azione ". Il
processo della catena pensiero-azione:
1-porre gli obiettivi (individuare le cause);
2-ricercare le informazioni;
3-assumere la decisione;
4-sviluppare la programmazione;
5-attuare l'esecuzione;
6-sviluppare il controllo. (I primi quattro punti riguardano il pensiero; gli ultimi due
l'azione).
Tramite il pensiero sorgono bisogni e aspirazioni che costituiscono cause ad obiettivi
economici, quindi si ricercano le vie più efficaci per il conseguimento degli obiettivi e si
sceglie l'alternativa più conveniente (decisione), stabilendo le procedure per eseguire
l'alternativa scelta. Queste sono le fasi che compongono il pensiero. Si procede quindi
all'esecuzione delle decisioni prese durante la quale si sviluppa il controllo che consente
di eseguire correttamente le operazioni programmate. Esecuzione e controllo
costituiscono l'azione.
315. Definite la decisione dal punto di vista oggettivo e soggettivo. Nell'aspetto
oggettivo, la decisione rappresenta la scelta anticipata di un'azione per raggiungere un
obiettivo. Nell'aspetto soggettivo la decisione si può identificare con il processo svolto per
attuare quella scelta (questo processo si definisce processo decisorio).
316. Illustrare le fasi secondo le quali si sviluppa il processo decisorio. Il processo
decisorio si sviluppa in sei fasi:
1-individuare gli obiettivi per il conseguimento dei quali sorgono problemi;
2-individuare le azioni alternative che sono in grado di conseguire gli obiettivi;
3-individuare le variabili non controllabili dal soggetto che deve decidere;
4-stabilire dei criteri di scelta per giudicare le alternative;
5-determinare anticipatamente come previsione i risultati di ciascun alternativa;
6-scegliere l'alternativa preferita sulla base dei criteri di scelta.

317. Indicate alcune possibili classificazioni di decisioni. Le decisioni possono essere


classificate in diverse maniere:
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-decisioni in condizioni di certezza, a rischio, ad incertezza assoluta o relativa;
-decisioni contro caso o contro osservazioni razionali;
-decisioni strategiche, tattiche e di routine;
-decisioni strutturate e non strutturate;
-decisioni assolutamente e limitatamente razionali.
318. Cosa si intende per criterio decisorio? Le decisioni vengono attuato dopo aver
valutato le alternative con un criterio di scelta. Il criterio decisorio generale della massima
efficienza afferma che, compatibilmente con informazioni possedute, tra le alternative
possibili è necessario dare la precedenza all'alternativa che, a parità di risultati richieda il
minimo sacrificio, oppure che, a parità di sacrificio, consenta di raggiungere il massimo
risultato o che consenta di realizzare il massimo rapporto sacrifici-risultati.
319. Qual'é il ruolo delle informazioni e del caso del processo decisorio? Le
informazioni sono importantissime nel processo decisorio in quanto permettono di
calcolare l'affidabilità delle alternative ed il grado di rischio che possono comportare. Il
caso comprende le variabili non controllabili dal soggetto decisorio, ma che devono
essere in conto perché influenzano i risultati.
320. Sapreste illustrare (anche graficamente) il processo di gestione dal punto di vista
soggettivo? Il processo di gestione è unitario e si sviluppa con continuità nel tempo ed è
composto da tre fasi:
1-fase decisionale: è il momento in cui si assumono decisioni di intraprendere operazioni;
2-fase esecutiva: è il momento in cui si attuano i corsi di azione decisi;
3-fase del controllo: è il momento in cui si accerta la corrispondenza tra operazioni decise
ed operazioni eseguite.
321. Quando una decisione può essere definita "razionale "? Una decisione si definisce
razionale se viene assunta dopo l'esecuzione di un corretto processo decisorio. È
assolutamente razionale una decisione assunta nell'ipotesi di conoscere tutte le possibili
alternative possibili e tutte le conseguenze connesse a ciascuna alternativa (completa e
perfetta informazione). È limitatamente razionale se non si ha la completa e perfetta
informazione.
322. Cosa si intende per processo di gestione nelle aziende? La gestione è il processo
mediante il quale i soggetti aziendali decidono, pongono in essere e controllano quelle
operazioni.
323. Vi è differenza tra gestione e direzione? La gestione viene spesso assimilata alla
direzione. In realtà la direzione è quella parte della gestione nella quale si assumono le
decisioni e si programmano le attività per imprimere e mantenere la direzione del sistema
aziendale e non si identifica in essa perché non comprende il momento dell'esecuzione
delle decisioni.
324. Cosa si intende per management di un'azienda? Il management di un'azienda
corrisponde alla direzione e le sue attività fondamentali sono:
1-la fissazione degli obiettivi dell'azienda;
2-la programmazione delle operazioni;
3-il controllo dell'esecuzione.
Si distingue tra top management (che fissa gli obiettivi di lungo periodo) e direzione
operativa (relativa alla gestione di breve periodo).

325. Quali sono le relazioni tra economicità, ROC e ROI? Indicando con E il rapporto di
economicità, con ROI il rapporto di redditività e con ROC la redditività rapportata al costo
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risulta:
E=ricavi P/costi F ROI=RO/KI ROI=RO/KI=(RO/CP)*(CF/KI)=ROC*CIR CIR=CF/KI
326. Come può essere espresso il criterio decisorio della massima efficienza? Il criterio
decisorio della massima efficienza può essere espresso in questi termini:
-preferire quella cui è associato il minimo costo a parità di risultato;
-preferire quella che consente il massimo ricavo a parità di costo;
-preferire quella cui è associato il valore massimo del rapporto di economicità E.
327. Come può essere espresso il criterio decisorio della massima redditività? Il criterio
della massima redditività viene espresso in questi termini: tra diverse alternative
caratterizzate da diversa economicità e che richiedono diverse quantità di capitale si
preferisce:
-quella con il miglior rapporto di economicità E a parità di capitale richiesto;
-quella che richiede il minore ammontare di capitali a parità di economicità;
-quella per la quale è massimo il rapporto di redditività.
328. Le imprese quale sistemi strumentali. Le imprese possono essere considerate qual'i
sistemi strumentali in quanto strumenti attraverso i quali l'uomo realizzare attività
economiche fondamentali della produzione, del consumo, del risparmio e
dell'investimento della ricchezza.
329. Cosa significa considerare le imprese quale sistemi direzionali? Le imprese
possono essere considerate quali sistemi direzionali in quanto unità che, grazie alla
direzione, possono porre al loro interno un sistema di obiettivi e possono sviluppare un e
evoluzione per raggiungerli.
330. Qual'è il massimo obiettivo aziendale? Perché? I massimi obiettivi aziendali sono
quelli istituzionali, in quanto possono continuare a vivere solo realizzando questi obiettivi,
mantenendo le condizioni di teleonomia endogena.
331. Descrivete la relazione tra obiettivo ROE e ROI. Il conseguimento dell'obiettivo del
ROE implica prima il conseguimento di un dato obiettivo di ROI. Infatti essendo
ROE=RN/KE il reddito netto è il residuo del RO detratti interessi passivi e le imposte
(RN= RO-IP-imposte), quindi il RN è funzione del RO. Quindi gli obiettivi di ROE devono
essere correlati con adeguati obiettivi di ROI.
332. Ricordi l'obiettivo del valore dell'impresa? L'obiettivo di valore dell'impresa consiste
nel rendere massimo il capitale economico dell'impresa, cioè il valore che si ottiene
attualizzando il flusso di redditi medi futuri previsti.
333. Descrivete brevemente la relazione tra gli obiettivi di economicità, di fatturato e di
valore aggiunto. Per raggiungere gli obiettivi di ROI, il manager dovrà raggiungere dati
livelli di costo e di tassi di rotazione del capitale, dati livelli di fatturato e di ricarico sul
fatturato. La differenza tra fatturato e valore delle merci, delle materie e dei servizi
necessario per ottenerlo rappresenta il VA =RP-CM che dipende a sua volta dall'efficienza
interna ed esterna. L'obiettivo del VA si riconnette agli obiettivi di efficienza interna ed
esterna che caratterizzano l'economicità. Gli obiettivi di economicità, di fatturato e di VA
sono necessari per ottenere dati livelli di ROI.
334. Cosa si intende per " piramide degli obiettivi aziendali "? Gli obiettivi operativi di
redditività e di sviluppo aziendale formano un sistema organico di obiettivi. Tali obiettivi
dovranno essere ulteriormente specificati in mete operative da raggiungere
concretamente nell'esecuzione dei diversi processi di operazioni formando così una
piramide degli obiettivi di impresa.
335. Ricordi la nozione di vettore dell'efficienza e di azione strategica? Per vettore di
efficienza si intende un vettore dei fattori controllabili dall'efficienza:
39
VETTORE DELL’EFFICIENZA=
[TECNOLOGIA/ORGANIZZAZIONE]/[PRODOTTO/MERCATO/CANALE].
Per azione strategica intendiamo ogni processo direzionale volto a modificare i valori di
almeno due valori del vettore dell'efficienza.
336. Sapresti definire la nozione di strategia? Per strategia si intende un sistema di azioni
volte al conseguimento del sistema di obiettivi massimi dell'impresa.
337. Cosa si intende per indici di rendimento e di produttività dei fattori? Gli indici di
rendimento esprimono l'efficienza produttiva sulla base dei rapporti:
1-σM=QP/Qmaterie
2-σL=QP/Qlavoro
3-σI=QP/QI
Sono numeri puri indicanti quante unità di produzione si ottengono da un'unità di fattore al
denominatore. Gli indici di produttività indicano quante unità di ricavo di vendita delle
produzioni si possono pensare ottenute per ogni unità di costo del fattore al
denominatore:
1-πM=RP/CM
2-πL=RP/CL
3-πI=RP/CI
Sono anch’essi numeri puri.
338. Quali sono i limiti dell'uso degli indici di rendimento? Gli indici di rendimento
indicano quanta produzione si ottiene con unità di fattore produttivo e si tratta di misure di
rendimento medio e non marginale (ovvero in termini di QP ottenibile in più aggiungendo
un’unità di fattore nel processo produttivo, tenendo fisse le quantità degli altri fattori)
come sarebbe conveniente in un'analisi micro economica.
339. Per quali ragioni indici di produttività per singoli fattori sono scarsamente
utilizzati? Gli indici di produttività non trovano frequenti impiego in quanto le informazioni
dai essi desumibili possono essere ottenute anche attraverso il calcolo dei margini
operativi dei diversi processi.
340. Ricordi qualche indice composito di rendimento del lavoro? Gli indici compositi di
rendimento del lavoro sono:
σLAV ASS=
[QP/Q.LAV IMP]*[Q.LAV IMP/Q.MACCH IMP]*[Q.MACCH IMP/Q.MACCH
ASS]*[Q.MACCH ASS/Q.LAV ASS]
che, nell’ordine, sono:
1-la produttività effettiva del lavoro;
2-il tasso di impiego del lavoro uomo rispetto al lavoro macchina;
3-il tasso di utilizzo degli impianti rispetto alla capacità produttiva assegnata al centro;
4-il tasso di dotazione di macchina per il lavoro effettivamente prestato.
341. Ricordi alcuni fattori per attuare il controllo del rendimento del lavoro? I fattori per
controllare il rendimento del lavoro sono:
1-la qualità del lavoro;
2-razionalizzazione dell'impiego del lavoro;
3-controllo organizzativo delle prestazioni lavorative;
4-organizzazione razionale delle mansioni;
5-miglioramento della qualità di impiego degli altri fattori.

342. Sapresti indicare una definizione di qualità di un prodotto? Per qualità possiamo
intendere l'insieme delle caratteristiche che rendono un dato oggetto idoneo ad esser
40
utilizzato per qualche scopo (qualità funzionale); oppure l'insieme delle caratteristiche che
rendono un oggetto conforme ad un campione di riferimento che ne definisce il
funzionamento (qualità strumentale).
343. Come si controlla la qualità funzionale di un prodotto? Il controllo della qualità
funzionale tende ad accertare che prodotto mantenga la sua funzione d'uso attraverso la
funzione marketing.
344. Ricordi il concetto di funzione d'uso di un prodotto? Per funzione d'uso si intende
l'insieme delle caratteristiche di un prodotto che lo rendono in grado di soddisfare tanto le
esigenze tecniche quanto le esigenze dei consumatori.
345. Come si controlla la qualità strumentale di un prodotto? La qualità strumentale
viene controllata in tre forme:
1-controllo della qualità delle materie e dei componenti;
2-controllo delle lavorazioni attuate per ottenere il prodotto;
3-controllo e collaudo del prodotto finito.
346. Cosa si intende per quality assurance? Per quality assurance si intende la politica di
assicurazione della qualità, in modo da permettere la completa soddisfazione dell'utente
finale.
347. Ricordi cosa si intende per analisi del valore (value analisys)? Per analisi del valore
si intende una serie di tecniche e di studi volti a ricercare la migliore composizione del
prodotto sia per la forma che per la struttura. La analisi del valore ricerca la massima
razionalizzazione dei processi di produzione.
348. Cosa si intende per calcolo economico? Quali forme assume? Per calcolo
economico intendiamo l'insieme delle determinazioni necessarie per quantificare il grado
di economicità e di redditività delle diverse alternative per assumere decisioni aziendali di
produzione e vendita in condizioni di razionalità. Può riguardare: singole operazioni,
processi di operazioni, processi produttivi, unità economiche relative, l'intera
coordinazione produttiva per un dato periodo.
349. Cosa si intende per costo di produzione? Il costo di produzione C(p) di una data
produzione p è la somma dei costi degli N fattori che si ritengono consumati
produttivamente per ottenere p.
350. Ricordi le fasi fondamentali della procedura di calcolo dei costi di produzione? Le
fasi fondamentali della procedura di calcolo dei costi di produzione sono:
1-individuare gli obiettivi di calcolo dei costi;
2-specificare l'oggetto di costo;
3-determinare i costi elementari;
4-attuare l'imputazione dei costi elementari alle produzioni;
5-effettuare la sintesi dei costi elementari;
6-effettuare la rilevazione dei dati;
7-verificare l'adeguatezza dei risultati ottenuti.
351. Quali significati assumono i costi di produzione? I costi di produzione assumono un
significato economico come valore dei fattori produttivamente consumati ed un significato
finanziario come misura delle risorse monetarie investite nella produzione e recuperate
tramite i ricavi di vendita.

352. Come classifichi i costi di produzione in relazione all'oggetto di costo? Possiamo


distinguere tra:
41
1- costi totali relativi al volume della produzione riferito ad un dato periodo di tempo;
2- costi unitari relativi all'unità di un volume più ampio di produzione ottenuto in un dato
periodo di tempo (i costi unitari si classificano ulteriormente in costi marginali e medi);
3- costi suppletivi (relativi ad una certa quantità di produzione aggiuntiva);
4- costi di periodo (relativi alla produzione in quel periodo).
353. Sapresti delineare il fenomeno delle economie di scala e di apprendimento dei
costi? Le economie di scala si manifestano quando la produzione richiede l'utilizzo di
fattori a costo fisso che devono essere impiegati per qualunque in livello della produzione
(per cui i costi fissi vengono ripartiti su una quantità maggiore di produzione). Per
apprendimento dei costi si intende un complesso di circostanze per le quali all'aumentare
delle quantità prodotte s'accompagna un aumento di rendimenti dei fattori.
354. Quali sono gli obiettivi del calcolo dei costi di produzione? Il calcolo dei costi viene
effettuato per fini di:
1- decisione (per decidere se ad un dato un prezzo di vendita conviene produrre, quale
prezzo fissare, se acquistare o produrre internamente);
2- controllo (importante per il controllo di gestione sui processi produttivi);
3- valutazione.
355. Come si classificano gli elementi di costo? Gli elementi di costo sono classificati per:
1- natura (costi di materie e materiali-di energie e servizi-di macchinari-per brevetti-per
manodopera-per servizi pubblici-per l'utilizzo capitale monetario)
2- destinazione (costi di fabbricazione-costi commerciali-costi di stoccaggio-costi
generale amministrativi).
356. Ricordi le fondamentali configurazioni di costo? Le configurazioni costo
raggruppano i costi sostenuti ad un prefissato stadio del processo produttivo e sono
modalità di presentazione dei risultati delle procedure di calcolo. Le fondamentali
configurazioni costo sono:
+ costo del lavoro diretto
+ costo delle materie prime dirette
= costo primo diretto
+ costi di macchinari
+ costi indiretti industriali
= costo di fabbricazione
+ costi commerciali
= costo della produzione da vendere
+ costi generali amministrativi
= costo totale di produzione
+ costi figurativi
= costo economico-tecnico
+ mark up
= prezzo di vendita
357. Sapresti descrivere il problema fondamentale dell'imputazione? Il problema
fondamentale dell'imputazione consiste nel correlare al meglio il valore dei fattori
impiegati agli oggetti di costo ottenuti.

358. Ricordi i fondamentali sistemi di costing? I sistemi di costing fondamentali sono:


1-il sistema dell'attribuzione diretta (quantificati gli elementi di costo li si attribuisce
42
direttamente agli oggetti di costo);
2-il sistema dell'attribuzione a più stadi (il costo di produzione viene quantificato come
misura dei costi dei servizi utilizzati dai vari centri operativi in cui l'impresa è divisa).
359. Qual è la distinzione tra costi indiretti ed indiretti? I costi diretti sono quelli impiegati
per un solo oggetto di costo a cui sono direttamente riferibili; i costi indiretti sono quelli
sostenuti per costruire la struttura produttiva.
360. Cosa sono i criteri e le basi di imputazione? I criteri di imputazione sono le ipotesi
finzione tramite le quali si tenta di correlare l'utilità unitariamente erogata dai fattori
comuni all'utilità complessivamente assorbita dagli oggetti di costo. Le basi di
imputazione sono parametri numerici che consentono il riparto del costo con formule
computistiche.
361. Ricordi i fondamentali criteri di imputazione? I fondamentali criteri di imputazione
sono:
1-operativi (ripartire il costo comune in proporzione servizi resi alle produzioni);
2-funzionali (ripartire il costo comune in proporzione ai volumi di prodotti ottenuti);
3-strumentali (ripartire il costo comune in proporzione ai volumi di altri fattori impiegati).
362. Sapresti indicare le fondamentali basi di imputazione? Le fondamentali basi di
imputazione sono:
1-basi fisiche: rappresentate da parametri quantificabili in unità di misura fisico-tecniche;
2-basi economiche: che fanno riferimento a prezzi, sono quindi quantità monetarie.
363. Qual è la distinzione tra imputazione a base unica ed a base multipla?
L'imputazione a base unica si distingue da quella a base multipla per il numero di basi
contemporaneamente adottate per il riparto di un dato costo.
364. Qual è la distinzione tra imputazione a base uniforme ed a base variata?
L'imputazione è a base uniforme se, scelta una o più basi, esse vengono utilizzate per
tutti i costi da ripartire. L'imputazione è a base variata se viene scelta una base di
imputazione particolare per ciascun costo in diretto.
365. Sapresti fare un esempio, con dati a scelta, di imputazione di un costo comune?
(Vedi libro)
366. Cosa si intende per matrice di costo? Per rendere agevole il calcolo dei costi di
produzione è opportuno rilevare i costi dei fattori in una matrice che possiamo
denominare matrice di costo, si costruisce riportando sulle righe gli elementi di costo e
sulle colonne gli oggetti di costo.
367. Qual è la logica del sistema di costing dell'attribuzione immediata? Con il sistema
dell'attribuzione immediata si procede all'attribuzione degli elementi di costo direttamente
agli oggetti di costo.
368. Qual è la logica della localizzazione dei costi? La localizzazione dei costi è un
sistema di costing che consiste nel suddividere i processi produttivi in centri operativi e
nel calcolare costi di funzionamento di tali centri.
369. Cosa si intende per centro di costo? I centri di costo sono entità contabili create per il
calcolo dei costi di produzione.
370. Come si classificano i centri di costo? I centri di costo si classificano in:
1-operativi (rappresentati dai centri operativi che rendono i propri servizi direttamente alla
produzione);
2-di servizio (che forniscono servizi agli altri centri diretti);
3-fittizi (creati per comodità contabile).
371. Cosa si intende per ribaltamento? Come lo si attua? Il ribaltamento è l'operazione
tramite la quale i costi di un centro di basso livello vengono attribuiti a centri di più alto
43
livello. Avviene secondo questo schema:
CF + CS -> CO dove CF è centro fittizio, CS è centro di servizio e CO è centro operativo.
372. Quante matrici di costo, in teoria, devono essere costruite con il sistema della
localizzazione? Devono essere costruite 3 matrici con il sistema della localizzazione:
1-per l'attribuzione dei costi dei fattori ai centri di costo (matrice F/C);
2-per l'attribuzione dei costi dei centri di servizi e fittizi ai centri produttivi (matrice C/C);
3-per l'attribuzione dei costi dei centri produttivi alle produzioni (matrice C/P).
La concatenazione delle tre matrici forma una matrice F/P.
373. Qual è la distinzione tra costi per commessa e per processo? La logica del calcolo
dei costi per commessa è questa: si calcolano i costi di produzione per unità di prodotto
individuabili in ogni loro caratteristica. Il calcolo dei costi per processo si sviluppa quando
non è possibile individuare quantità di produzione e quindi si calcola il costo del processo
produttivo svolto in un dato periodo di tempo.
374. Ricordi il significato dell'analisi costi-benefici? Qual è lo strumento più semplice
per attuarla? L'analisi costi-benefici si propone di indicare i limiti alla convenienza di dati
processi, produzioni ed addirittura investimenti, tenendo conto della dinamica dei costi,
dei ricavi e dei risultati correlati. Il calcolo economico più semplice è quello che si sviluppa
con riferimento ad un solo processo produttivo: si denomina BEA (break even analysis).
375. Cosa si intende per funzione di risultato operativo? Qual è la variabile
indipendente? La funzione di risultato operativo è la funzione RO(Q)=R(Q)-C(Q) che
descrive il valore di RO alla variare di Q. La variabile indipendente è proprio Q, in base ad
essa si ottengono ricavi e costi la cui differenza da RO.
376. Cosa sono le funzioni di costo e di ricavo? Assumendo l'ipotesi fondamentale di
linearità dei costi e ricavi, cioè che costi e ricavi varino linearmente al variare della
quantità prodotta e venduta abbiamo le funzioni:
1-di ricavo: R(Q)=p*Q (p = prezzo);
2-di costo totale: CT(Q)=CV+CF.
377. Come si classificano le funzioni di costo in relazione alla dinamica? In relazione
alla dinamica le funzioni costo si classificano in:
1-costi che possiedono dinamica lineare: costi variabili elementari, costi fissi, costi uni-
variabili, costi semi-fissi;
2-costi che possiedono dinamiche differenti: costi progressivi, degressivi, costi con
dinamica irregolare.
378. Qual è la nozione di costo fisso e di costo variabile? Un costo fisso è un costo
sostenuto indipendentemente dal volume della produzione; i costi variabili sono costi per
la produzione e variabili al variare di essa.
CV=cv*Q
CF
Costi Costi Cv
Q
fissi variabili
Q

379. Sapresti rappresentare le curve lineari di costo e di ricavo? (Per i costi fissi e
variabili vedi 378).
CV=cv*Q
R=p*Q
44
Ricavi Costi
P Q totali Cv

CF
380. Cosa si intende per break even analysis? La break even analysis è il calcolo
economico più semplice, nell'analisi costi-benefici, con riferimento ad un solo processo
produttivo, specificando l'andamento dei costi e dei ricavi al variare della quantità
prodotta in quel processo per determinare, per ciascun livello di produzione, il risultato
operativo. La break even analysis (BEA) ci fonda sull'ipotesi fondamentale che costi e
ricavi varino linearmente al variare di Q.
381. Cosa si intende per margine unitario di contribuzione? Il margine unitario di
contribuzione è la quantità (p-cv) = mc in quanto indica per ogni unità venduta, quanto
residua sul prezzo di vendita p, coperti costi variabili unitari cv, per coprire costi fissi CF e
lasciare un risultato operativo.
382. Qual è la forma la fondamentale della BEA? La forma fondamentale della BEA in
forma lineare è la seguente:
RO(Q)=p*Q-(CP+cv*Q).
383. Cosa si intende per punto d'equilibrio o BEP? Per punto di equilibrio o BEP si
intende la quantità QE di equilibrio, in quanto rappresenta il volume di quantità da
produrre e vendere perché si abbia pareggio tra ricavi di vendita e costi di produzione.
384. Nel punto di equilibrio qual è la relazione tra costi fissi e margine di
contribuzione? Nel punto di equilibrio BEP la relazione tra costi fissi e margine di
contribuzione si ricava in questo modo:
p*QE-CF-cv*QE -> QE=CF/(p-cv)=CF/mc cioè significa che la quantità di equilibrio QE
esprime il numero di unità da vendere affinché la somma dei margini unitari di
contribuzione copra i costi fissi.
385. Cosa si intende per area dei profitti e per area delle perdite? Rappresentazione
grafica della BEP: R=p*Q
CT=cv*Q+CF
Costi BEP Area dei
Ricavi profitti
CV=cv*Q
Area CF
perdite RO

QE Q

Per area delle perdite intendiamo l'area racchiusa tra le curve R e CT a sinistra del BEP
in cui ogni segmento verticale misura la perdita essendo CT>R. Per area dei profitti
intendiamo l'area compresa tra R e CT a destra del BEP in cui ogni segmento verticale
misura un profitto essendo R>CT.

386. Cosa si intende per margine di sicurezza? Come si calcola? Il margine di sicurezza
rappresenta la misura di quanto, percentualmente, possono diminuire gli ricavi di vendita
prima che l'impresa cominci a realizzare perdite per quel processo:
MS%=[R(Q)-R(QE)]/R(Q)*100. Il significato di quest'espressione è che la produzione può

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sopportare una costrizioni dei ricavi uguale alla percentuale del margine di sicurezza
prima di produrre perdite.
387. Cosa sono le indagini di simulazione? Le indagini di simulazione sono prospezioni
circa la futura evoluzione del sistema biennale e circa le probabili future modificazioni
della struttura dei processi produttivi. Le indagini di simulazione corrispondono al calcolo
economico prospettico. La BEA può essere d'ausilio per le analisi di situazione
economica, che sono orientate al futuro, attraverso le indagini di simulazione finché è
possibile considerare la relazione RO=R(Q)-CF-cv(Q).
388. Sapresti indicare i termini del problema del confronto prezzi-costi? Il problema del
confronto prezzi-costi significa risolvere il problema di come confrontare
significativamente prezzi e costi unitari per poi effettuare decisioni di produzione.
389. Cosa si intende per metodo di costing? Quali metodi conosci? I metodi di costing
sono logiche per correlare i costi e di prezzi unitari. Ne esistono due:
1- il full costing method (del costo pieno);
2- il direct costing method (del costo diretto variabile).
Le due logiche presuppongono la possibilità di costruire le funzioni di costo per ogni
produzione e di quantificare ricavi e di i costi sulla base di una data quantità normale di
produzione: QN.
390. Quali sono le regole fondamentali del full costing method? Le regole fondamentali
del full costing method per il confronto prezzi-costi sono:
1-il prezzo di vendita deve sempre essere superiore al full cost: p>cv+cf;
2-un prodotto che presenta un prezzo p inferiore al full cost non deve essere fabbricato,
perché la sua produzione comporterebbe una perdita per l'impresa;
3-tra due prodotti che presentano diversi utili unitari occorre potenziare la produzione di
quello più remunerativo.
391. Ricordi alcuni inconvenienti del full costing method per il confronto prezzi-costi?
Il full costing method presenta alcuni inconvenienti in quanto può portare a conclusioni
non razionali. Se per esempio l'impresa decide di sospendere la produzione di un bene in
base al calcolo economico del full cost, potrebbe andare incontro a perdite maggiori
perché deve comunque sopportare costi fissi che non risultano più coperti almeno in
parte dal margine di contribuzione. Inoltre la seconda regola vale solo se la nuova
produzione, agli stessi costi fissi, presenta un maggior margine di contribuzione. Quindi il
prezzo può scendere anche al di sotto del full cost perché copra almeno i costi variabili.
392. Quali sono le regole fondamentali del direct costing method? Le regole
fondamentali del direct costing method sono:
1-il prezzo di vendita p deve sempre superare il direct cost p>cv al fine di lasciare un
margine di contribuzione che copra almeno una quota di costi fissi;
2-se l'impresa non ha vincoli alla capacità produttiva occorre potenziare la produzione di
quello che presenta il maggior margine di contribuzione unitario;
3-se l'impresa ha vincoli alla capacità produttiva, deve potenziare la produzione che
presenta il maggiore rapporto tra margine di contribuzione e quantità di fattori a
disponibilità limitata.
393. Ricordi alcuni vantaggi del direct costing method per il confronto prezzi-costi? Il
direct costing method ha il vantaggio di portare a conclusioni più razionali rispetto al full
cost, perché risulta dimostrato che l'impresa consegue un utile non tanto quando il prezzo
supera il costo unitario, ma quando il prezzo lascia un margine di contribuzione sufficiente
a coprire i costi fissi.
394. Qual è la regola per decidere il mix ottimale di produzione con il full costing? La
46
regola per decidere il mix ottimale di produzione con il full costing method è quella di
valutare la convenienza alla produzione ed alla vendita di un dato prodotto sulla base
dell'utile o della perdita unitaria ottenibile.
395. Qual è la regola per decidere il mix ottimale di produzione con il direct costing?
Con il direct costing method la regola per decidere il mix ottimale consiste nel confronto
tra i margini di contribuzione globali dei diversi prodotti con i costi fissi globali.
396. Come calcolare il mix ottimale di produzione in presenza di un vincolo di
capacità? In presenza di vincoli di capacità produttiva il mix ottimale di produzione è
quello nel quale risulta potenziata al minimo la produzione del prodotto per il quale il
rapporto margine di contribuzione e risorsa risulta più elevata (direct cost).
397. Ricordi cosa si intende per programmazione lineare della produzione e quando si
impiega? La programmazione lineare è una tecnica che consente di ripartire un insieme
limitato di risorse tra un certo numero di richiesti in concorrenza tra loro, per ottimizzare
una funzione economica relativa ai risultati e/o costi. Si applica quando è verificata la
condizione fondamentale di linearità per cui le risorse devono essere impiegate in misura
proporzionale alla quantità di produzione ottenute.
398. Quali tipologie di programmi si possono individuare in base ai dati in essi
contenuti? In base ai dati in essi contenuti distinguiamo tra:
1-programmi tecnici: riguardano l'aspetto tecnico dell'operazione di gestione;
2-programmi economici: considerano i costi e gli ricavi connessi all'esecuzione di date
operazioni;
3-programmi finanziari: formalizzare le decisioni circa i futuri flussi monetari derivanti dalle
operazioni programmate.
399. Quali tipologie di programmi si possono individuare in base al loro oggetto? In
base all'oggetto distinguiamo tra:
1-progetti particolari: programmi relativi a particolari operazioni processi;
2-programmi generali: riguardano l'intera coordinazione economica sviluppata
dall'impresa in un dato periodo di tempo.
Si distinguono ulteriormente in programmi di costituzione, di cessazione, di
funzionamento (annuali, pluriennali, e budget funzionali).
400. Come si inserisce il processo di programmazione nella catena pensiero-azione?
La programmazione rappresenta un momento fondamentale della catena pensiero-azione
sviluppata da management nell'ambito della trasformazione imprenditoriale. I programmi
rappresentano quindi il risultato dell'attività direzionale.
401. Illustrate brevemente le fasi del processo di programmazione. Le fasi del processo
di programmazione sono:
1-la fissazione degli obiettivi;
2-lo sviluppo di un sistema di previsioni;
3-la ricerca di vincoli all'azione imprenditoriale;
4-lo sviluppo dell'ipotesi operative (eventualmente riformulando gli obiettivi);
5-l'individuazione dei corsi d'azione per il conseguimento degli obiettivi;
6-la verifica della compatibilità tra piano, programma ed obiettivi.
Infine si può procedere alla fase esecutiva che viene controllata ed all'eventuale revisione
dei programmi.
402. Cosa si intende per previsione? Per previsione si intende un processo tramite il quale
si cerca di conoscere anticipatamente un evento futuro od il futuro svolgimento di un
fenomeno già in corso.
403. Previsione e programmazione sono sinonimi? No, la previsione non s'identifica con
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la programmazione, ma ne costituisce un momento fondamentale.
404. Quali sono le previsioni necessarie per lo sviluppo del processo di
programmazione aziendale? Le previsioni maggiormente rilevanti ai fini della
programmazione aziendale sono:
1-previsioni di base (previsioni circa il contesto ambientale in cui si devono assumere le
decisioni);
2-previsione operative (previsioni relative al mezzo tecnico tramite cui è possibile
intraprendere corsi d'azione);
3-previsioni contingenti (previsioni relative alla situazione del contesto e dell'azienda).
405. Elencate alcuni esempi di vincoli all'attività di impresa. I vincoli all'attività
dell'impresa sono:
1-tecnico-produttivi (relativi a fattori tecnici);
2-economici (costituiti dalle condizioni di mercato);
3-finanziari (ostacoli che si frappongono alla trasformazione finanziaria);
4-socio-politici (condizioni sociali e regime politico);
5-manageriali (livelli minimi di obiettivi di redditività).
406. Cos'è il budget? Il budget rappresenta il sistema delle decisioni operative che
dirigeranno la futura gestione e deriva da un razionale calcolo economico fondato su un
affidabile sistema di previsioni. Il budget è un documento nel quale il soggetto operativo
aziendale determina anticipatamente le quantità fisico-tecniche, i valori economici e
finanziari. Ha la forma approssimata di un mastro nei cui conti usa predeterminati ricavi,
costi e movimenti finanziari.
407. Cosa rappresenta il budget d'esercizio nell'ambito del management? Il budget
d'esercizio è un documento riassuntivo dei budget funzionali e ha la forma di un bilancio,
ma è formato con dodici mesi di anticipo rispetto allo svolgimento della gestione. Per il
management rappresenta un documento vincolante a cui attenersi nello svolgimento delle
operazioni di gestione.
408. Sapresti descrivere (anche graficamente) un esempio di struttura di budget
d'esercizio?
Obiettivi Informazioni

Decisioni

Pianificazione del budget

409. Quali sono le funzioni del budget d'esercizio? La funzione del budget d’esercizio è
stabilire anticipatamente i valori dei ricavi, dei costi, degli investimenti e dei finanziamenti
della futura gestione, valori che saranno vincolanti per il management che dovrà quindi
rispettarli nel prendere le decisioni.

410. Perché il budget è strumento di direzione? Il budget è rappresentano strumento


fondamentale dell'attività direzionale poiché esplica le operazioni di eseguire per
conseguire prefissati obiettivi finali: è quindi la rappresentazione formale della traiettoria
programmata del sistema impresa.

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411. In quale senso il budget è strumento di controllo della gestione? Il budget è sistema
di controllo di gestione poiché permette di rilevare eventuali deviazioni dall'obiettivo
prefissato e quindi di correggerle.
412. Perché il budget è lo strumento per il controllo a feedback? Il budget è necessario
per il controllo a feedback perché permette di cogliere lo scostamento dall'obiettivo e di
correggerlo successivamente.
413. Perché il budget è necessario per realizzare il controllo a feedback? (Vedi 412).
414. Cosa si intende per budget funzionale? E per budget di responsabilità? Il budget
funzionale indica i valori della futura gestione distinta per funzione atta a produrli. Il
budget di responsabilità è una forma di analisi che consiste nell'individuare i responsabili
di ciascuna funzione aziendale e di assegnare ad ogni responsabile uno specifico
segmento del budget.
415. In quale senso le imprese possono essere considerate sistemi cibernetici? Le
imprese possono essere considerate sistemi cibernetici perché tanto la direzione quanto
il controllo sono attuati all'interno dell'impresa stessa, così che questa può essere
considerata un sistema di autocontrollo, cioè un vero e proprio sistema cibernetico.
416. Cosa si intende per struttura organizzativa aziendale? La struttura organizzativa
aziendale è intesa come il sistema degli organi aziendali tramite i quali si svolge
l'amministrazione di impresa.
417. Indicate le principali relazioni che si possono instaurare tra gli organi aziendali. Le
principali relazioni che esistono tra gli organi aziendali sono:
1-relazioni di autorità e potere;
2-relazioni di gerarchia;
3-relazioni di comunicazione.
418. Cosa si intende per relazioni di autorità e potere? Il potere è la capacità di un
soggetto di influenzare coscientemente l'attività di altri soggetti in virtù di una forza;
l'autorità è potere legittimato, cioè riconosciuto da coloro che vi sono assoggettati.

419. Quali sono le principali tipologie di relazioni gerarchiche tra gli organi aziendali?
Le principali tipologie di relazioni aziendali sono:
1-relazione di line: relazione che unisce un organo super-ordinato a quelli subordinati;
2-relazione di staff: relazione tra organi non direttamente collegati da una linea di autorità,
ma da linee di informazione.

420. Ricordi alcuni principi di organizzazione? I principi di organizzazione sono:


1-della decisione integrata (l'attività delle organizzazioni deve essere diretta verso
specifici obiettivi programmando le attività con anticipo);
2-semplicità della struttura e della standardizzazione;
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3-specializzazione delle funzioni;
4-divisione del lavoro;
5-coordinamento;
6-direzione per obiettivi (ciascun individuo che opera dell'organizzazione deve svolgere
un'attività in grado di conseguire uno specifico obiettivo);
7-unità di comando (le decisioni devono formare una piramide al cui vertice vi sono le
decisioni massime sugli obiettivi dell'organizzazione);
8-di responsabilità;
9-di motivazione;
10-di selezione del personale e valutazione dei compiti.
421. Ricordi quali sono, secondo il modello Seiner, le variabili che condizionano il
comportamento dell'organizzazione? Le variabili che condizionano il comportamento
dell'organizzazione secondo il modello di Seiner sono:
1-variabili ambientali (esterne al sistema);
2-variabili di contesto (interne al sistema) si distinguono in: variabili individuali, sociali,
tecniche, istituzionali ed organizzative.
422. Ricordi qualche tipologia di stile di direzione caratteristico delle relazioni tra capo
collaboratori? Esistono due forme estreme di stile di direzione caratteristico delle
relazioni tra capo e collaboratori:
1- stile autoritario: caratterizzato dall'impiego esclusivo dell'autorità;
2- stile partecipativo: in cui i subordinati partecipano alle decisioni in fase di assunzione e
critica.
Lo stile di direzione misto consiste nel far accettare decisioni assunte di autorità con
l'ostentazione di familiarità. Tra due forme estreme e esistono una gamma di forme miste
caratterizzate da differenti gradi di autoritarismo o partecipazione.
423. Cos'è un organigramma? Qual è la sua funzione? Un organigramma è un modello
schematico del sistema degli organi aziendali che caratterizzano la struttura
organizzativa. Serve a mettere in evidenza i rapporti che legano in vari organi aziendali e
per conoscere i responsabili ad essi assegnati.
424. Conosci lo schema e le principali caratteristiche della struttura lineare pura?
Struttura lineare pura:

Coordinatore Responsabile Massimo

Resp. Obiett. A Xa Resp. Obiett. B Xb Resp. Obiett. C Xc

X X X X X X X X X
1a 2a 3a 1b 2b 3b 1c 2c 3c

Caratteristiche: unità di comando spesso imposta con stili di direzione autoritari,


elevato grado di teleonomia, capacità di auto mantenimento.
425. Conosci lo schema e le principali caratteristiche della struttura funzionale pura?
Struttura funzionale pura:
Coordinatore Responsabile Massimo

50
Resp. Funz. 1 Resp. Funz. 2 Resp. Funz. 3

X X X X X X X X X
1a 1b 1c 2a 2b 2c 3a 3b 3c

Caratteristiche: specializzazione operativa, coordinamento tra organi preposti a funzioni


differenti. Svantaggio della vulnerabilità: se una funzione non può aspettare i propri
compiti allora anche le altre funzioni sono compromesse.
426. Come evolvono le strutture organizzative nelle imprese moderne di grandi
dimensioni? Delle forme estreme di strutture organizzative esistono numerose varianti:
1-struttura per line e staff;
2-struttura funzionale modificata per product manager;
3-struttura funzionale per progetti;
4-struttura direzionale;
5-struttura a gruppo.
427. Qual è il fenomeno spiegato dal modello di Greiner e quali sono le dimensioni in
esso rilevanti? Il modello di Greiner cerca di evidenziare i mutamenti della struttura
organizzativa in relazione all'età ed alle dimensioni dell'azienda. In questo modello è
indicato un possibile processo di sviluppo della struttura aziendale tramite un sistema di
coordinate aventi riferimento temporale astratto. Sull'asse delle ascisse è espresso
l'aumento dell'età aziendale (da giovane a matura), sull'asse delle ordinate la dimensione,
in relazione ai ricavi, dell'azienda da piccola a grande.
428. Illustra brevemente le fasi di sviluppo e di crisi del modello Greiner. Le fasi di
sviluppo e di crisi del modello di Greiner sono 5:
1-fase di creatività e crisi di comando;
2-fase di autorità e crisi di autonomia;
3-fase della delega e crisi di controllo;
4-fase del coordinamento e crisi di burocrazia;
5-fase di collaborazione.
429. Sviluppo e crisi delle imprese, nella prima fase del modello di Greiner. La prima
fase è denominata di creatività, in cui il comportamento imprenditoriale si presenta
altamente creativo ed innovativo, lo stile di direzione è legato alla personalità
dell'imprenditore. È di breve durata perché dopo poco subentra una crisi di comando,
cioè un'attenuazione della leadership dell'imprenditorialità creativa per il sorgere di limiti
di incompetenza funzionale, di incapacità di controllo o di logoramento fisico.
430. Sviluppo e crisi delle imprese, nella seconda fase del modello di Greiner. La
seconda fase si sviluppa così: dalla crisi di comando si esce trasferendo potere a persone
dotate di maggiore competenza specifica. Si entra nella fase di sviluppo grazie
all'autorità: suddivisione razionale delle funzioni, strutturazione dell'azienda per livelli
gerarchici definiti ed alla statuizione dei poteri decisionali con specificazioni di
responsabilità ben individuate. La crisi è di autonomia, che dà luogo ad un periodo di
involuzione caratterizzato da un contrasto tra la autorità del vertice e la ricerca di
autonomia da parte di gli organi subalterni.
431. Sviluppo e crisi delle imprese, nella terza fase del modello di Greiner. Nella terza

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fase, per uscire dalla crisi di autonomia, l'impresa deve fare ricorso ad una delega
sempre più accentuata di funzioni e potere. La struttura organizzativa diventa fortemente
decentrata, si amplia la distanza tra il soggetto operativo centrale ed i centri operativi
periferici; si pongono le premesse per un periodo di crisi che si identifica in una crisi di
controllo del primo rispetto ai secondi.
432. Sviluppo e crisi delle imprese, nella quarta fase del modello di Greiner. Nella quarta
fase, per superare la crisi di controllo, le aziende attuano un ritorno al principio di autorità,
anche se incompatibile con le dimensioni aziendali. La soluzione più corretta è quella di
cercare una nuova fase di evoluzione grazie alla ricerca di coordinamento dei metodi di
lavoro e delle forme di delega. Tale fase sfocia in una nuova crisi, di burocrazia, dovuta al
sovraccarico di strutture e sovra-strutture organizzative.
433. Sviluppo delle imprese nella quinta fase del modello di Greiner. La quinta fase è
così strutturata: alla crisi per eccessiva burocrazia segue una fase in cui l'azienda è
impegnata nello sforzo di sopravvivere e di ulteriore sviluppo. Si punta all'ottenimento di
atteggiamenti collaborativi degli organi mediante l'ampliamento del lavoro di gruppo e la
conseguente elasticità organizzativa.
434. Quali sono le principali indicazioni offerte dal modello di sviluppo organizzativo di
Greiner? Il modello di Greiner cerca di evidenziare i mutamenti della struttura
organizzativa in relazione all'età dell'azienda ed alle dimensioni della medesima.
435. Sai indicare alcune motivazioni al lavoro nelle organizzazioni? Le motivazioni di
lavoro nelle organizzazioni possono essere:
1-di identificazione dell'individuo con l'organizzazione;
2-estrinseche od intrinseche: le estrinseche sono quelle connesse all'interesse
economico individuale, cioè la ricerca di un vantaggio economico derivante da uno
stipendio appagante, da incentivi o premi; le intrinseche sono legate alle relazioni sociali
ed all'auto-realizzazione del lavoratore (ad esempio l'appartenenza ad un gruppo, l'essere
accettato dai colleghi e considerato dai superiori).
436. Cosa si intende per motivazioni intrinseche al lavoro nelle organizzazioni? (Vedi
435).
437. Conosci la scala dei bisogni di Maslow? La scala dei bisogni di Maslow è un modello
di ordine e priorità dei bisogni ed è costruita su due principi:
1-la probabilità di manifestazione motivante di un bisogno è funzione del grado di
continuità della soddisfazione del bisogno (un bisogno soddisfatto regolarmente non è
spunto di motivazione);
2-un bisogno non appare motivante se non sono soddisfatti quelli di livello inferiore.
438. Secondo quale ordine di priorità Maslow ritiene che bisogni motivino l'operare
umano? Maslow ritiene che bisogni motivino l'operare umano in questo ordine:
1-bisogni fisiologici;
2-bisogni di sicurezza;
3-bisogni associativi;
4-bisogni di individuazione sociale (aspirazioni di autostima e status sociale);
5-bisogni di auto realizzazione: cioè di sviluppare le proprie capacità potenziali, di
svilupparsi e crescere in modo costante ed autonomo.

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