BLOODNET – Capitolo 2

29 Gennaio 2020, Night City. La luce del sole era scomparsa da poco dietro i grattacieli della città, ma nello sprawl il buio arrivava molto prima. Muddled entrò nel Pálinka, un ricettacolo di criminali, marinai e prostitute, il genere di posto dove ti aspetti di essere accoltellato per uno sguardo sbagliato. Nikolaij gli fece cenno da dietro il bancone col il suo braccio meccanico, lui rispose al saluto mentre si avvicinava. “il solito, Nik” ,disse Muddled mentre si guardava intorno alla ricerca di dell’unica cosa che lo trascinava ogni sera in quello squallido locale, e alla fine la vide attraverso il fumo che invadeva la stanza, seduta ad un tavolino nell’angolo più buio. Joaquina era una bella donna, la pelle bianca come neve e i capelli corvini che le incorniciavano il volto, ma c’era in lei qualcosa di inaccessibile, antico, che Muddled non era mai riuscito a comprendere. Ma in fondo non era per la sua bellezza che la incontrava tutte le notti. “Ciao Mud, sei indietro col pagamento…” disse lei sorridendo allungandogli un flacone di Morfeus. “Grazie” disse Muddled mentre il flacone scompariva nelle sue tasche, “non ti devi preoccupare, ho qualcosa tra le mani, un lavoretto facile per la MLK Spa, a breve avrò i soldi che ti devo, te lo assicuro.” “Perché lavori per quei bastardi? Hanno ucciso mio fratello giusto due notti fa!” “Mi spiace” disse lui. “Non l’hanno neanche fatto apposta, c’era un programma ambush nei loro protocolli, Dobry non se ne è accorto, il suo cervello si è letteralmente fritto; gli avevo detto di non andare a ficcare il naso dove non doveva.” Per un attimo i suoi occhi antichi si velarono di tristezza. “Non sapevo avessi un fratello…” disse Muddled, lei lo guardò sorridendo coi suoi bianchissimi denti, “la mia famiglia è della vecchia Europa, ho un sacco di fratelli…” Mentre camminava per le strade dello sprawl, ripensava alla fortuna che aveva avuto a trovare quest’ultimo lavoro. Era da un po’ di tempo che non navigava in buone acque, l’ultimo impiego non era andato bene, avrebbe dovuto sistemare alcuni membri di una gang che aveva alzato troppo la cresta, ma in un modo o nell’altro sembravano prevedere ogni sua mossa. Il cliente non era sembrato soddisfatto, e quelle non sono persone che vanno fatte arrabbiare, hanno in mano la Rete e possono arrivare ovunque. MLK Spa. agenzia di spionaggio e informazione mondiale, “la Rete siamo noi”, così recita il loro slogan. Gli avevano dato un’ultima possibilità: avrebbe dovuto eliminare uno dei pilastri della Faerie Wards Co. Sapeva poco su quella corporazione; era relativamente giovane rispetto alle grandi multinazionali che dominavano il pianeta, ma negli ultimi anni aveva fatto parlare di sé grazie ad una rapida ascesa dovuta alle sue tattiche di business aggressive. Non era il primo corporativo che ammazzava, sapeva di essere un bravo sicario, ma la droga lo aveva fottuto, era rimasto senza un soldo e aveva cominciato ad accettare lavori di ogni genere pur di avere un’altra dose. Anche questa volta se la sarebbe cavata, gli avevano assicurato che sarebbe stato facile, il bersaglio era uno dei soci fondatori, quel tipo di persone che è capace in una sola notte di spendere l’equivalente di un anno di stipendio di un poveraccio dello sprawl e poi andare a letto all’alba senza battere ciglio; ed era lì che lui avrebbe colpito, di giorno, mentre dormiva, stordito da tutte le droghe di cui aveva fatto uso durante la notte. L’unica cosa che non gli era chiara, era la strana richiesta riguardo al metodo di esecuzione: avrebbe dovuto colpirlo con un paletto di legno in pieno cuore e poi spalancare tutte le finestre per far entrare la luce del sole nella suite, forse i suoi mandanti erano degli appassionati di Dracula ... Ma la cosa non lo riguardava, la paga era esorbitante e lui ne aveva bisogno.