Torino, 23 marzo 2014

400 metri ad ostacoli velocità e ritmo musica e dintorni

l’allenamento è un’attività economica

Dio non fa sport

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il meccanismo di adattamento (G.a.S.)
• lo stress è la risposta a-specifica a qualsiasi stimolo o richiesta cui viene sottoposto l’organismo • se la stimolazione è abbastanza elevata (eu-stress) essa attiva i processi di adattamento a livelli superiori • se la stimolazione è eccessiva (di-stress), anziché provocare adattamento lo stress deprime l’organismo • la risposta allo stress è estremamente individuale

Hans Selye
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training & stress
• stimoli insufficienti non allenano
(stress insufficiente, nessuna super-compensazione, adattamento, plafonamento, regressione)

• stimoli eccessivi deprimono

(di-stress)

• la somma di troppi stimoli di bassa intensità può “stressare” quanto pochi stimoli di elevata intensità • va assolutamente evitato l’adattamento • mai dimenticare lo stress extra-training
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training & stress
• eu-stress di-stress

livello di stress

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il training non è tutto
• fino al completamento dello sviluppo il miglior allenatore è madre natura • siamo già bravi se non esageriamo, limitando così i danni (primum non nocere) • lo stress non è confinato al campo sportivo • lo stress della crescita si somma al resto • non montiamoci la testa attribuendoci tutto il merito dei risultati dei giovani
(ricordate il principio cinese delle quattro palle)
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training & stress
• progressività:
lo stimolo di ieri non basta più (ma l’elemento quantitativo non può crescere indefinitamente)

• specificità: lo stimolo si sposta dalla quantità
all’intensità (ma ad un certo punto s’incontra un limite)

• variatività: rompere gli schemi, spostare il limite,
ingannare il sistema, creare un margine di performance (il buon lavoro dell’anno scorso è comunque sbagliato)

• densità: recupero, riposo, rigenerazione, evitare il distress e attivare le super-compensazioni
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imparariamo…
• imparariamo a vedere • imparariamo a guardare • imparariamo ad ascoltare • imparariamo a capire • imparariamo a cambiare idea • imparariamo a rispettare l’atleta sovente l’atleta allena l’allenatore
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cerchiamo giovani:
• • • • • • • • longilinei e con buona mobilità articolare geneticamente elastici e reattivi capaci di movimenti rapidi e facili coordinati aggressivi dotati di buon senso del ritmo meglio se sessualmente non precoci tendenzialmente velocisti-saltatori
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• non sappiamo come si svilupperanno • non vogliamo precludere loro scelte future • non sappiamo ancora se saranno centometristi, quattrocentisti, ostacolisti veloci o intermedi (o, perché no, ottocentisti…) • non precludiamoci la possibilità di abituarli ad accettare lavori di corsa su distanze medie
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nella fase iniziale:
• cerchiamo di sviluppare ogni capacità coordinativa e condizionale all’età giusta • consideriamo la presenza, negli adolescenti, di disomogeneità e di differenze tra età biologica ed età anagrafica • favoriamo un precoce sviluppo delle corrette sensibilità relative a tempi e intensità d’impulsione, prima che esse siano fuorviate da sovrastanti sensazioni di velocità • aiutiamoli a sviluppare il giusto senso del ritmo
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nella fase iniziale:
• il rapporto PCG/PCS sarà tanto più alto quanto più il nostro atleta è giovane • un nostro preciso obiettivo consiste nell’evitare la specializzazione precoce • ciò ci impedisce all’inizio di conoscere il destino del nostro atleta (velocista, saltatore, ostacolista, sulla distanza breve o sui 400?) • utilizzeremo in sostanza moltissime esercitazioni con ostacoli con gli atleti che ci paiono potenziali velocisti, e faremo correre molto sul piano (sia in prove di sprint che di media lunghezza) i potenziali futuri ostacolisti

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nella fase iniziale:
• sviluppare al massimo grado possibile le capacità coordinative generali • sviluppare parallelamente da subito le capacità coordinative specifiche, ossia le doti di sensibilità:
• • • • • • • • • • ritmo nella corsa equilibrio negli atterraggi valutazione delle distanze in corsa tempi e modi d’impulsione tempestivo adattamento dei gesti alla fatica aggredire le barriere con decisione correre in frequenza correre in ampiezza modulare in un ampio range ampiezza e frequenza correggere prontamente ogni squilibrio

• far acquisire loro le abilità necessarie a:

• utilizziamo da subito molte esercitazioni di passaggio completo dell’ostacolo
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criteri di massima
• per quanto riguarda tutti i mezzi di preparazione specifici della corsa, ma non specificamente tecnici o ritmici degli ostacoli, l’impostazione del training dovrà tenere conto che non esiste esercitazione utile per un velocista che non lo sia anche per un ostacolista • da un punto di vista metodologico più generale (periodizzazione, gestione del mezzi, ecc.) con gli specialisti della distanza breve imposteremo il lavoro come con i duecentisti. mentre con gli ostacolisti dei 400 seguiremo i criteri dei quattrocentisti piani facendo l’occhiolino agli 800
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criteri di massima
• sempre grande attenzione va posta nell’inserimento delle esercitazioni specifiche per gli ostacoli • esse non possono essere semplicemente “aggiunte” pena un eccessivo carico di training • va attentamente valutato il loro apporto in termini di forza speciale, di meccanismi energetici e vie metaboliche interessate (compreso il lavoro di tecnica) • l’obiettivo consiste nell’identificare, per ogni mezzo di allenamento specifico di ostacoli, quale altro mezzo, utile per la velocità o la resistenza, esso può validamente sostituire, gestendolo poi correttamente sotto il profilo di quantità, intensità, recupero, ecc.
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criteri di massima
• da subito massima priorità alle esercitazioni di ambidestrismo sulle barriere, con 4 obiettivi:
• sviluppare le capacità coordinative all'età giusta • riequilibrare costantemente la forza negli arti inferiori • salvaguardare la possibilità di migrare ai 400hs • limitare i rischi traumatici insiti nella ritmica pari
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l’iniziazione didattica
• da un lato sviluppare al massimo grado possibile, con gli appositi esercizi, tutte le abilità coordinative generali dall’altro utilizzare da subito esercitazioni di passaggio delle barriere (i ragazzi si soddisfano e si divertono nel fare qualcosa di completo, di compiuto), senza curare eccessivamente le finezze tecniche, bensì solo i punti fondamentali, senza alzare troppo le barriere, ma soprattutto senza troppo avvicinarle non preoccuparsi se l’impulsione di seconda gamba genera una parabola troppo alta abbondare nelle esercitazioni di rapidità, ma senza l’utilizzo delle barriere (solo in questa prima fase) utilizzare una grande varietà di andature di corsa e insegnare la loro corretta esecuzione
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la tecnica • distinguere bene gli aspetti essenziali da quelli ininfluenti • non confondere le cause con i sintomi • apprezzare l’estetica del gesto • (bello = giusto, brutto = sbagliato)
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la tecnica • aspetti assolutamente ininfluenti:
• la prima gamba flessa o tesa nel superamento della barriera • l’inclinazione del busto in attacco
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la tecnica: i sintomi

• l’ostacolo “volato” • le anche non in linea sulla barriera • l’abbassamento delle anche in atterraggio • azioni sconclusionate di braccia
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la tecnica: gli aspetti essenziali
• “potente” impulsione di seconda gamba • attacco sufficientemente lontano • attacco di prima gamba a ginocchio alto flesso (mai calciato…) • tenuta di prima gamba in atterraggio (i bimbi…) • discesa della seconda gamba solo quando è tornata in linea di corsa • azione naturale ma controllata delle braccia
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la tecnica: gli aspetti essenziali

• frasi da dimenticare:
• “tira avanti ‘sta seconda gamba…!” • “velocizza ‘sta seconda gamba…!” • “controlla ‘sto braccio…” • “accelera il ritorno a terra della prima…!”

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la tecnica
• evitare la ricerca spasmodica e costosa della perfezione tecnica, che sugli ostacoli (e non solo…) è un’illusione • mai dimenticare che la cinematica si modifica variando la dinamica, e che questa cambia man mano che l’atleta cresce e si sviluppano la sua forza e la sua velocità • concentrarsi sugli aspetti essenziali, e curare che l’atleta acquisisca la sensibilità sufficiente a “sentire” le spinte, i tempi, il suo rapporto con lo spazio e il tempo durante l’esecuzione dei gesti tecnici
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la tecnica
• la ripetizione dell’errore porta alla perfezione nell’errore • e, dato che è più facile assimilare nuovi schemi motori che disimpararne di vecchi e riprogrammarsi, è fondamentale che gli esercizi siano eseguiti correttamente da subito • in caso contrario si fanno solo danni • uno dei risultati tipici è la carenza d’impulsione di seconda gamba • oltre il 90% degli atleti non sa eseguire gli esercizi, non è possibile che più del 90% dei tecnici non se ne accorga
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la tecnica: i mezzi specifici
• oltre alle esercitazioni ormai “classiche”, si può arricchire la preparazione specifica con: • esercitazioni “autosensibilizzanti”:
• • • • drills eseguiti a braccia avanti barriere con un passo a distanze crescenti barriere più alte e più basse navette con gli ostacoli, ecc.

• modulazione non solo del parametro di frequenza (distanze ridotte tra gli ostacoli), ma anche di quello dell’ampiezza, stressando sì l’abilità, ma anche la capacità di utilizzare e mantenere la forza • esercizi di prima gamba in controtempo (l’unico mezzo per correggere l’azione “calciata” in attacco e per imparare a “stare dentro”)
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la ritmica
• l’esercitazione ritmica non può essere intesa come il banale allenarsi a correre determinati intervalli tra le barriere con un certo numero di passi ad una certa velocità • né la ritmica di gara si esaurisce nell’esercitarsi a correre intervalli di gara con il numero di passi che si utilizzano in gara e alla velocità di gara • la ritmica è la capacità d’interpretare il gesto tecnico in modo corretto, realizzando un perfetto binomio di armonia ed economicità
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la ritmica
• l’atleta deve arrivare a “sentire” musicalmente il tessuto ritmico che sottende il suo gesto, quello che meglio gli permette di esprimersi in mezzo alle barriere • in una gara a ostacoli non può sviluppare sempre frequenza e ampiezza ideali, poiché agisce su intervalli predeterminati, costretto da un modulo di passi a gradino • nella distanza breve effettua in realtà 11 accelerazioni, a una velocità media non elevatissima, ma senza una frequenza di riferimento, poiché nell’intervallo di 9,14 o 8,50 non esistono neppure due passi comparabili come ampiezza, tempo di contatto o azione tecnica
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100/110hs: si modula solo la frequenza
8 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 50 12,90 8 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 50 13,90 8 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 50 14,90 8 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 50 15,90
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la ritmica
• nei 400hs deve invece conciliare la necessità di correre veloce con quella di distribuire le energie correttamente, mantenendo un’ampiezza che non solo non è quella ideale, ma che può adattare solo per gradini, dovendo operare difficili scelte tra ridurre l’ampiezza, con i problemi coordinativi che ciò comporta, oppure sostenere artificiosamente un passo forzato, con costi energetici onerosi • la ritmica è perciò la capacità d’interpretare la corsa tra le barriere ottimizzando molti fattori e incorporando nell’azione, in modo armonioso e assieme violento, il superamento delle barriere, in modo che esse non disturbino la continuità dell’azione e rallentino il meno possibile la sua velocità • non a caso le tristamente note azioni “a elastico” sono tanto diffuse quanto letali per le prestazioni.
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400hs: illimitate combinazioni
Passi al 1

°

Passi intermedi

Fino al

Cambio a

Fino al

19 19 19 (20) 20 (19) 20 20 21-22 21-22 21-22 22 22-23 22-23 23-24 23-24 23-24 24 24 24

12 12 12 13 13 13 14 14 14 15 15 15 16 16 16 17 17 17

10° 7° 5° 10° 5° 8° 10° 5° 7° 10° 5° 8° 10° 5° 8° 10° 5° 8° 18 18 10° 10° 17 17 10° 10° 16 16 10° 10° 15 15 10° 10° 14 14 10° 10° 13 13 10° 10°

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la velocità nella corsa
• la velocità nella corsa è il prodotto della frequenza per l’ampiezza
• frequenza = numero di passi al secondo • ampiezza = lunghezza di ogni passo
• cinque passi di due metri al secondo, 10 metri/sec, corrispondono a 36 km/h, 10 secondi netti sui 100m lanciati
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frequenza/ampiezza

4 m/s

6 m/s

8 m/s

10 m/s

tecnica e coordinazione
• in ogni disciplina, in ogni momento, per ogni atleta, esiste una velocità massima alla quale egli riesce a mantenere la coordinazione e oltre la quale un’ulteriore ricerca di velocità fa decadere il risultato (limite biomeccanico) • in ogni disciplina di corsa va distribuita la velocità e la coordinazione va mantenuta per tutta la durata della prova, ed è modulata dalle modificazioni fisiologiche indotte dalla fatica progressiva (limite metabolico)
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la velocità nella corsa
• in pratica però le possibili combinazioni ampiezza/frequenza non sono né infinite né neutre rispetto al risultato

• esiste uno “sweetspot”, un limitato spettro di combinazioni di frequenza/ampiezza che, ad un certo atleta, in un determinato momento della sua carriera sportiva, permettono di ottenere la massima velocità possibile o, a parità di velocità, il massimo risparmio energetico possibile

• la ricerca sia di un’ampiezza che di una frequenza eccessive lo allontanerebbero dalla sua massima velocità potenziale in quel momento, o a una data velocità, dalla massima economicità di corsa
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la velocità nella corsa
- l’ampiezza è sostenuta dalla forza - la frequenza è sostenuta dal SNC

- saper gestire ampiezza e frequenza per un velocista è molto importante, per un ostacolista è essenziale
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il ritmo nella corsa veloce: lo sweetspot

• lo sweetspot si ottiene ricavando la frequenza dall’obiettivo realistico di velocità, tenendo conto dell’ampiezza teorica ideale, definita a suo tempo da Tabachnik e utilizzata da Carlo Vittori per mettere a punto il modello prestativo che porta il suo nome: • uomini • lunghezza della gamba in cm * 260 (236 media/100) • donne • lunghezza della gamba in cm * 247 (222 media/100)

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il ritmo nella velocità: modello frequenza/ampiezza
• un esempio:
• • • • lunghezza dell’arto inferiore ampiezza ideale (98*236) obiettivo frequenza risultante 98 cm 232 cm 10”30 4,19

(4,19 * sec * 2,32 = 9,73 m/sec = 10”29)
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ritmo: come usare la variatività (m)
(modello prestativo di Carlo Vittori)

Modello ->
obiettivo in gara

arto inf. 98 cm

num. passi 43,2
obiettivo nelle esercitazioni

ampiezza 2,32

frequenza 4,12

10,50
corsa rapida

10,68
4,65 49,70 2,01
frequenza num. passi ampiezza

3,58 38,26 2,61

corsa ampia

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ritmo: come usare la variatività (f)
(modello prestativo di Carlo Vittori)

Modello ->
obiettivo in gara

arto inf. 88 cm

num. passi 43,7
obiettivo nelle esercitazioni

ampiezza 2,00

frequenza 4,10

12,20
corsa rapida

12,41
4,64 57,54 1,74
Frequenza num. passi ampiezza

3,57 44,30 2,26

corsa ampia

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ritmo: e sugli ostacoli?
• mentre un velocista può arrivare a correre alla combinazione frequenza/ampiezza ideale (funzione continua), un ostacolista deve fare un numero fisso di passi entro una distanza predefinita tra le barriere (funzione a gradino) • nei 100/110hs non esistono due passi uguali nel modulo dei tre passi più l’ostacolo • nei 400hs è necessario un ulteriore adattamento a causa della fatica progressiva
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400hs: scelta della ritmica
passi
Uomini teorico medio Modello corsa ampia Passi sui 100m lanciati Donne teorico medio Modello corsa ampia Passi sui 100m lanciati

12 13 14 15 16 17 18 19

2,68 2,46 2,27 2,12 1,98 1,86

3,03 2,78 2,57 2,40 2,24 2,10

37,3 40,7 44 47,1 50,5 53,8

2,27 2,12 1,98 1,86 1,76 1,67

2,57 2,40 2,24 2,10 1,99 1,89

44 47,1 50,5 53,8 56,7 59,8
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400hs: intervalli/velocità
Tempo tra due barriere 3,40 3,50 3,60 3,80 4,00 4,20 4,50 4,80 5,00 5,20 5,40 Velocità in m/sec 10,29 10,00 9,72 9,21 8,75 8,33 7,78 7,29 7,00 6,73 6,48 Tempo sui 100 lanciati 9,71 10,00 10,29 10,86 11,43 12,00 12,86 13,71 14,29 14,86 15,43
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differenziale e distribuzione
Il differenziale tra il tempo sul piano e con gli ostacoli dovrebbe essere compreso tra 1,5 e 2 secondi per i maschi di elevata qualificazione (sub 50”) e tra 2 e 3 secondi per la fascia di prestazioni medie (50”5-52”). per le atlete le differenze sono di norma leggermente più elevate. Possono essere attorno a 2-2,5 secondi per l’alta qualificazione (sub 55”), salire fino a 3 secondi al di sopra e addirittura 4 secondi per le più giovani che corrono attorno ai 60”.
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distribuzione (m)
tempo finale 46,50 47,00 47,50 48,00 48,50 49,00 49,50 50,00 50,50 51,00 51,50 primi 200 22,25 22,50 22,75 23,00 23,25 23,50 23,75 24,00 24,25 24,50 24,75 secondi 200 24,25 24,50 24,75 25,00 25,25 25,50 25,75 26,00 26,25 26,50 26,75 5° ostacolo 20,75 20,98 21,21 21,45 21,68 21,91 22,15 22,38 22,61 22,85 23,08 equiv./110 12,24 12,38 12,51 12,65 12,79 12,93 13,06 13,20 13,34 13,48 13,61
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distribuzione (f)
tempo finale 54,00 54,50 55,00 55,50 56,00 56,50 57,00 58,00 59,00 60,00 61,00 primi 200 26,00 26,25 26,50 26,75 27,00 27,25 27,50 28,00 28,50 29,00 29,50 secondi 200 28,00 28,25 28.50 28,75 29,00 29,25 29,50 30,00 30,50 31,00 31,50 5° ostacolo 24,25 24,48 24,71 24,94 25,18 25,41 25,64 26,11 26,58 27,04 27,51 equiv./100 13,00 13,13 13,25 13,38 13,50 16,63 13,75 14,00 14,25 14,50 14,75
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400hs: scelta della ritmica • tre strade possibili
• metodo empirico • metodo del modello prestativo • metodo del costo energetico

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400hs: scelta della ritmica
• metodo empirico
• si sceglie la velocità per i primi 200m (considerando sia
il margine di velocità che la corretta distribuzione energetica)

• si eseguono prove di 100m “in libertà” ( al 90/95%, la
velocità ipotizzata per i primi 200m)

• si contano i passi impiegati dall’atleta • si calcola la loro ampiezza media • s’identifica la ritmica corrispondente • si verifica in pratica (t&e), e si adotta questa ritmica
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400hs: scelta della ritmica
• Metodo del modello prestativo
• si misura la lunghezza degli arti inferiori • si ricava l’ampiezza dal modello prestativo • si verifica la capacità di modulazione a/f • si ricava la ritmica corretta • si confronta con il metodo empirico • si riverifica per una regolazione fine • si adotta questa ritmica e la si testa in gara
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400hs: scelta della ritmica
passi
Uomini teorico medio Modello corsa ampia Passi sui 100m lanciati Donne teorico medio Modello corsa ampia Passi sui 100m lanciati

12 13 14 15 16 17 18 19

2,68 2,46 2,27 2,12 1,98 1,86

3,03 2,78 2,57 2,40 2,24 2,10

37,3 40,7 44 47,1 50,5 53,8

2,27 2,12 1,98 1,86 1,76 1,67

2,57 2,40 2,24 2,10 1,99 1,89

44 47,1 50,5 53,8 56,7 59,8
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400hs: scelta della ritmica
• Metodo del costo energetico
• si valuta la spesa energetica su vari moduli ritmici (a.e. con test di lattacidemia) • s’identificazione la ritmica corretta • si confronta con i due metodi precedenti • si valida e si adotta la ritmica corretta

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400hs: fasi di qualificazione

• iniziale (informale) • formale (non autonoma) • libera (autonomia totale)
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400hs: fasi di qualificazione
• fase iniziale (informale):
• vai e uccidi… • corri e vediamo che cosa sai fare • entra deciso…! una fase che dura poco
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400hs: fasi di qualificazione
• fase formale (non autonoma):
• corsa e ritmica “controllate” • c’è un programma “da eseguire” • è fondamentale il rispetto del “compito” • è secondario correre e controllare gli avversari • culmina nel virtuosismo: spartito ben eseguito

una fase che dura molto (talora per sempre)
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400hs: fasi di qualificazione
• fase libera (autonomia totale):
• struttura ritmica ormai stabile in “background” • l’atleta pensa solo ad andare forte • sa gestire vento, sole, pioggia, corsia e avversari • è un artista che interpreta la musica senza spartito • è un jazzista che improvvisa una jam session

una fase cui pochi arrivano
(talora ci entrano e ci escono, a seconda della forma e del morale) 54

non è sempre vero che “meno passi” è bello - 1

• l’ampiezza non è sostenuta dalla speranza o dalle urla dell’allenatore, ma solo dalla velocità e/o dalla forza dell’atleta • il miglioramento del margine di velocità implica anche quello di forza (veloce), ma non sempre è vero il contrario, anzi… • facendo meno passi non si va più forte, è essendo più forti che si possono fare meno passi…
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Non è sempre vero che “meno passi” è bello - 2

• la ritmica scelta dev’essere sostenibile dall’atleta in ogni condizione
(vento, freddo, fase della stagione, corsia, ecc.)

• non si riduce l’intervallo di un passo solo in quanto l’atleta “arriva sotto perché non sa gestire la frequenza” (una pessima scelta
di comodo)
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si cambia una volta sola e ben freschi

• si cambia una volta sola • il costo del cambio di ritmo (se ben eseguito) è di almeno 25/35 centesimi • si deve cambiare ancora “freschi e lucidi”, ossia almeno un ostacolo prima di dove si ritiene di poter arrivare (quando non se ne potrebbe più fare a meno)
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quando si passa ad un passo in meno?

• si scende a un passo in meno solo quando si è ormai in grado di sostenere l’attuale ritmica per tutta la gara senza cambiare
• ad esempio si passa da 15 a 14 passi quando si è in grado di sostenerne 15 dalla prima all’ultima barriera

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ma, in fondo, che cos’è la ritmica ?

• la ritmica non consiste nel percorrere la distanza tra due ostacoli con un certo numero di passi • consiste nell’interpretare la corsa “danzando” tra gli ostacoli in modo armonico e perciò economico, “sentendo” il tessuto ritmico e la musica scandita dai piedi sulla pista
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ritmo
dominare la gara
anziché

esserne dominati
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Gli ostacoli sono ritmo, il ritmo è musica, gli ostacoli sono musica
De la musique avant toute chose, Et pour cela préfère l’impair, Plus vague et plus soluble dans l’air… ……… …Et tout le reste est littérature. Paul Verlaine
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un ringraziamento a chi non è stato citato

Sandro Calvesi Inhelder & Piaget, 1955 Hettinger, 1966 Ter Ovanesian, 1971 Grassel, 1972 Filin, 1974 Tran-Thong, 1974 Tschiene, 1976 Kobayashi, 1978, Verkhoshanski, 1979 Astrand & al., 1980 Israel & Buhl, 1980 Bormann & al., 1981 Sack, 1981 Maater, 1981 Volkov, 1983 Foix & Mathews, 1984 Platonov, 1984 Komi, 1985 Poortmans & al., 1986 Toberto Bonomi, 1987 Weinek, 1986 Lacour, 1987 Rieu, 1988 Debesse, 1988 Flandrois, 1988 Cometti, 1989 Gacon, 1992 …e poi Zatziorski, Pavek, Crielard, Vladimir Kustnetsov, Tudor Bompa e chissà quanti altri… un ricordo a Carmelo Bosco e Robert Zotko

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Eddy Ottoz Aosta, 28 aprile 2004

Allenamento, corsa, ritmo, ostacoli

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Eddy Ottoz Aosta, 28 aprile 2004

Allenamento, corsa, ritmo, ostacoli

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la velocità

velocitas velocitatum et omnia velocitas

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il risultato è sempre una questione di velocità
a parità delle altre condizioni: • nei lanci:
• velocità di uscita dell’attrezzo

• nei salti:
• velocità di uscita allo stacco

• nelle corse:
• massima velocità media sulla distanza
(da 60m indoor alla maratona, ai 50km di marcia…)
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“Noi non abbiamo atleti di colore, dobbiamo essere sofisticati, perfetti…” Sarà vero?
• Se si, vale la pena di spaccare il capello in quattro • Se no, le nostre sono solo m.m. • Esistono ancora ambiti inesplorati, l’allenamento sta tra astigianato e arte, allenare è pura esperienza umana • La scienza ci può certamente aiutare, ma dobbiamo saper filtrare le informazioni • Nel gioco delle infinite scatole nere, a un certo punto dobbiamo pur fermarci… • Caveat emptor
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Peter Mac arthur
• ogni impresa di successo richiede tre uomini:
• un sognatore • Un uomo d’affari • Un figlio di puttana

• un ostacolista deve avere tre anime:
• Quella di un ballerino • Quella di un velocista che ama i salti • Quella di un gatto selvatico o di un ghepardo
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la velocità massima non si può ottenere senza una buona tecnica
parità delle altre condizioni significa, infatti, parità di “tecnica esecutiva”
• la tecnica è il descrittore geometrico, il modello matematico di come debbono muoversi nello spazio, e in quale sequenza temporale coordinata, i segmenti corporei, per ottenere, a parità di velocità, il miglior risultato

(ottimizzazione economica)
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velocità e tecnica sono inscindibili
• a parità di velocità di esecuzione prevale la migliore tecnica • a parità di tecnica prevale la maggiore velocità di esecuzione • la tecnica è dinamica, si modifica con la velocità • a parità di velocità, con una tecnica peggiore il costo energetico globale è maggiore • il “collante” delle sequenze tecniche è la coordinazione specifica • la massima performance è quella più economica
(ecco di nuovo l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse)
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velocità e tecnica sono inscindibili

consuma di meno la Panda o la Red Bull di Vettel?

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velocità e tecnica sono inscindibili
• gita al bar:
(in chilometri per litro)

la Panda la Red Bull F1

• consumo specifico: • dipende dagli obiettivi:

(grammi di carburante per cavallo/ora)

• risparmio in assoluto: • performance in assoluto: • rendimento termodinamico:

Panda F1 F1
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Eddy Ottoz Roma - 9 dicembre

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