La visione dell'uomo in Psicosintesi

Febbraio 2010

Ogni psicologia prevede un’antropologia, vale a dire una visione dell’uomo. La prima cosa da dire in proposito è che, per la Psicosintesi, la coscienza individuale è semplicemente un riflesso di un’unica Coscienza Universale. Tale posizione è condivisa da qualsiasi approccio della «psicologia transpersonale», cioè di quel nuovo sviluppo della psicologia che si apre alla dimensione spirituale dell’esistenza. Nell’essere umano il campo della Coscienza arriva a restringersi progressivamente, per cui l’individuo perde sempre più il contatto con la sorgente originaria del suo essere, è cacciato dal Paradiso Terrestre. Quanto più l’uomo riduce il suo campo di coscienza, tanto più la sua visione delle cose è parziale e distorta; ma non solo: oltre a non sapere chi è e che cosa vuole,tanto più appare infelice e incapace di amare. All’interno di questa visione, la Psicosintesi si prefigge il compito di ampliare la coscienza dell’individuo, «integrando» parti sempre più ampie del Sé. In che modo? Per offrire un quadro di riferimento utile a delineare con una certa chiarezza il cammino di crescita personale, la Psicologia Transpersonale ha elaborato un «modello» dello ‘spettro’ della coscienza, vale a dire del suo raggio di attività e di manifestazione, dai livelli più ristretti e patologici a quelli più sani ed evoluti. Il seguente grafico mostra – in forma semplificata - una suddivisione essenziale, che si basa su tre livelli preceduti dallo Stato Indifferenziato, o psicotico, e seguiti dallo Stato Perfetto, la Coscienza dell’Unità. In questo grafico, a destra della linea trasversale si colloca tutto quanto rimane inconscio, ciò che viene percepito come non sé.

quello che lo divide dalla Coscienza dell’Unità. avvertono una spinta verso uno sviluppo ulteriore. la struttura che delinea l’immagine di sé. l’individuo presenta i tipici bisogni carenziali. che appare. Ogni . lo porterà . che la Psicologia Transpersonale definisce ‘del centauro’. che si esprime attraverso il piacere che nasce da un corpo vivo e vibrante e la carica energetica che scaturisce dall’intimità e dalla autenticità delle nostre relazioni. La «persona» è la maschera esteriore e cosciente. Posto di fronte a questi limiti. l’homo normalis. così. dove l’Ego. un livello. Il Livello Sub-egoico è definibile tale perché indica una condizione in cui manca un «centro» capace di orientare in maniera univoca la vita dell’individuo. A questo stadio. Il Livello Egoico costituisce il campo d’azione della Psicosintesi Personale. schiavo delle diverse e contrastanti parti di sé (in psicosintesi ‘subpersonalità’). della sicurezza. l’uomo la cui coscienza è pervenuta al «Livello Trans-egoico». di disadattamento. presenta una condizione deficitaria. senza dubbio importante. Alcuni individui. Un individuo del genere non è perseguitato dal proprio rimosso.ad abbattere anche l’ultimo confine. La linea tracciata in obliquo indica il confine che divide ciò con cui l’individuo s’identifica e ciò che rimane fuori dal campo della sua coscienza. desidera la completa realizzazione di sé in senso spirituale. che è il campo d’azione della Psicosintesi Transpersonale. la solitudine e. questo modo di concepire l’essere umano ha. oltre la quale si nasconde tutto ciò che rientra nel campo delrimosso. naturalmente. fino a raggiungere un soddisfacente adattamento egoico.Nella parte inferiore del grafico troviamo il «Livello Sub-egoico». il risveglio ultimo. dell’appartenenza e dell’autostima. è insidiato da un disagio particolare definibile come «frustrazione esistenziale». cioè quella più meno vaga mancanza di senso. Il «Livello Egoico» occupa la parte centrale del grafico e riguarda l’individuo mediamente adattato. dalla nevrosi più o meno grave alla vera e propria crisi psicotica. Questo stato di salute. Il lavoro terapeutico tenderà a raggiungere il vero stato di «salute». la morte sono le situazioni limite dell’esistenza di ogni uomo. non esaurisce tuttavia la potenzialità evolutiva dell’essere umano. una spinta pervasa da un’inquietudine particolare di fronte alla caducità di ogni aspirazione «umana»: il fallimento. consiste nella ritrovata unità della mente con la sensibilità profonda del corpo. Per questo motivo. che Jung definisce la nostra «ombra» e che deve essere reintegrato nell’identità del sé. in ultima analisi. la liberazione.se troverà in sé le sufficienti risorse . vale a dire la definitiva ‘guarigione’. Il Lavoro spirituale. Il raggiungimento di tale risultato. Come vedremo. la pace. dovuta alla negazione del vero sé in nome del falso sé. sufficientemente ‘centrato’. Ciò prevede un trattamento psicoterapico. pochi. profonde ripercussioni riguardo alla pratica effettiva della psicosintesi. ricomponendo la frattura che aveva delineato il confine dell’Ego in quanto ‘cavaliere che guida il cavallo’. ma non è ancora in contatto con le proprie energie più vitali e creative. cioè.

il concetto stesso di ‘inconscio’ debba essere esteso. all’interno di una visione psicosintetica dell’uomo. Fabio Guidi . ad esempio. la propria identità cosciente (ciò con cui siamo identificati) con strati più o meno ampi di «inconscio». la linea di confine separa. La prossima volta analizzeremo come. lo studio di sé o la mortificazione dell’Ego.livello. ad ogni livello. In definitiva. richiede un approccio particolare: il rafforzamento dell’Io.