FOCUS

ALLA SCOPERTA DELLA GEOGRAFIA DELL’IMMAGINARIO
di Gianfranco De Turris *

Un professore di Oxford, John R. R. Tolkien; uno scrittore americano, Howard Lovecraft; un grande poeta argentino, Jorge L. Borges: si parte dall’analisi delle opere di questi tre Grandi per esplorare terreni ignoti nella realtà, ma reali nella fantasia in quanto descritti anche nei minimi particolari da opere che hanno fatto, e continuano a fare, il giro del mondo. Sono credibili le pur entusiasmanti avventure di questi viaggiatori letterari? Certamente, purché ci si creda, qualità indispensabile per tutti coloro che si vogliano inoltrare nella pseudogeografia creata da questi grandi viaggiatori della penna. E modo efficace per evadere dalla “prigione della realtà”, come teorizzato dagli autori citati, e non solo da questi.

An Oxford professor, John R. R. Tolkien; an American writer, Howard Lovecraft; a great Argentinean poet, Jorge L. Borges. From the analysis of the works of these great writers, we are driven into an exploration of unknown territories of reality, very real in fantasy because described to the smallest details in works which have always been popular all over the world. Are these travellers exciting adventures credible? Most certainly so, as long as you believe in them; this is the necessary condition for those who want to explore the pseudo-geography created by those typewriter journeymen. This can also be seen as an effective way to escape the “prison of reality”, as these and other writers would put it.

* Giornalista e scrittore, redattore capo dei Servizi culturali di RadioRai

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Anno III - n. 7

he si fa quando si parte per un viaggio turistico consapevole e culturale? Ci si attrezza alla bisogna e ci si procurano guide, manuali, documentazione, mappe: insomma, strumenti utili per attraversare un territorio che si conosce poco o che non si conosce affatto, in modo da non perdersi, da non essere presi di sorpresa, da sa__________________

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Una geografia alternativa al reale in cui ambientare sogni e incubi che non hanno diritto di cittadinanza nella nostra ultrabanale quotidianità. grazie ai mass media globali.Alla scoperta della geografia dell’immaginario FOCUS per affrontare gli eventi e riconoscere quanto ci si appresta a visitare. a seconda delle varie sensibilità e del vario modo di intendere questa dualità. anche nei minimi particolari. Prendiamo Howard Philips Lovecraft: è noto che tutti i suoi racconti imperniati su quello che oggi si definisce comunemente “ciclo di Cthulhu” (e che lo scrittore preferiva invece riferire ad Arkham. riproduzioni di Anno III . È l’entusiasmante avventura del viaggiatore letterario che s’inoltra nella pseudogeografia creata da un Grande. della sua amata Providence. Tolkien e Borges. Vermont. quindi imperniare su un preciso luogo geografico) sono ambientati in una pseudo Nuova Inghilterra. con l’immaginazione stimolata da narratori che hanno un particolare talento per ricreare ex novo un mondo che in realtà non esiste.L. nell’opera di qualche scrittore. 7 94 SILVÆ . quasi attraverso uno specchio scuro. O meglio: di esistere soltanto perché descritto. i puritani scacciati dalla Gran Bretagna: Connecticut. sede della relativa Università dove si studia “scientificamente” la magia nera e nella cui biblioteca si conservano innumerevoli “libri proibiti”. Rhode Island. come possono essere Lovecraft.P. hanno al loro centro Arkham e i docenti del suo eterodosso ateneo. Massachusetts. tale nonostante si sia assediati.n. da ogni possibile dramma personale e collettivo. ma che al contempo esiste perché ad esso credono fermamente i lettori. Qui Lovecraft ha ideato i luoghi dell’orrore per eccellenza. primo fra tutti quella visione deformata. Un viaggio che si compie con la fantasia. cioè quel gruppo di piccoli Stati in cui s’insediarono i primi coloni. i Padri Pellegrini. Più o meno. La questione si complica notevolmente quando ci si propone di esplorare un territorio ignoto a tal punto da non esistere. I gradi di approssimazione al Fantastico e di distanziamento dalla Realtà possono essere diversi. ormai. percorsa dal funesto Miskatonic. tutto normale. esistono immagini e piantine. Maine. New Hampshire. che è appunto Arkham. il più famoso e pericoloso dei quali è il Necronomicon: da L’abitatore del buio a Colui che sussurrava nelle tenebre. Di Arkham. tutte le più importanti storie di H.

si è pensato bene di cancellarla dalle cartine geografiche e addirittura di eliminare i cartelli stradali che ne indicavano la direzione: sicché. solo in apparenza normale. ma così trasformate da non sapere quale sia la realtà: quella vera o quella di Lovecraft? Salem. l’inquietante artista. Volendo ci si potrebbe anche andare: tutto sta nel trovarla. dopo i fatti abominevoli colà accaduti e descritti nel famosissimo L’orrore di Dunwich. come quasi sempre avviene. Lovecraft teorizzava proprio questo: la “realtà” nelle sue storie non doveva avere confini e poteva debordare. Ex luce ad tenebras). Invece è impossibile rintracciare Dunwich e non perché se l’è inventata Lovecraft. Lo scrittore argentino è assai più metafisico e. paradossale: infatti. Anche di tutto questo paesaggio onirico esistono ormai mappe dettagliatissime.. nella Terra dei Sogni in cui si penetra scendendo i gradini del Sonno Profondo per andare alla ricerca prima del volto degli dèi scolpiti sul Monte Ngranek e poi alla ricerca degli dèi stessi sul Monte Kadath che sorge al centro del gelato altopiano di Leng. e magari d’incontrare qualcosa di peggio.. chi s’inoltrasse all’interno del Massachusetts corre l’inevitabile alea di non trovarla. di perdersi. Uqbar. 7 edifici e carte stradali. volendo. Se poi incontrasse proprio Pickman.. Orbis Tertius ci inoltriamo sì in un territorio fantastico. ma che nasconde nelle sue viscere tutti quei dèmoni che la moderna civiltà delle macchine ha scacciato dalla superficie. ma allo stesso tempo in un terri- FOCUS . ma solo perché. E ciò avviene anche per le sue storie più fantastiche.. allora non ci sarebbero più problemi.. Randolph Carter. ad esempio. la città della caccia alle streghe. se vogliamo seguire la carta geografica immaginata in Tlön. quelle ad esempio che conducono il proprio alter ego letterario. della Miskatonic University ci sono le magliette con relativo stemma e relativo motto rigorosamente in latino (Ex ignorantia ad sapientiam. nei territori di un immaginario “realistico”. Ma il viaggiatore lovecraftiano nella sua mappa s’imbatte anche in città verissime accanto a città d’immaginazione. Non è difficile fare qui qualche incontro poco acconcio leggendo certi racconti di HPL come Orrore a Red Hook o Il modello di Pickman..Alla scoperta della geografia dell’immaginario SILVÆ 95 Anno III . oppure Boston.n. oltre che le sue foto. Diversa è la pseudogeografia di Jorge Luis Borges.

autore del Chisciotte. che vuole rifare l’opera di Cervantes “parola per parola”. quello della Terra di Mezzo descritto in Lo Hobbit. L’ambiguità del mondo si manifesta nei luoghi. anche per i libri: c’è per esempio il protagonista di Pierre Menard. Questo gioco degli equivoci vale. le piante. magari il nostro viaggiatore crede di attraversare un Paese conosciuto e invece non sa di attraversare. creato dall’opera certosina di geografi maniaci. la terra che ospitava questi esseri. diversi ma combacianti. Ma. perché i cartografi del suo racconto a forza di essere vieppiù precisi e minuziosi allo scopo di accontentare le sempre più pressanti richieste del loro sovrano. vale a dire inventare nuovi linguaggi. Una vera pseudogeografia. Come è possibile ciò? È possibilissimo. nascosto. e viceversa. Il Signore degli Anelli e Il Silmarillion. un Paese sconosciuto. una copia uguale ma diversa perché compilata da un altro. gli animali. lingue immaginarie. alla fine realizzano una pianta così esatta da essere grande proprio come il Paese che deve raffigurare. Una specie di coincidentia oppositorum letteraria e geografica: noi viviamo in un mondo reale e allo stesso tempo in un mondo di fantasia. si chiedeva il professor Tolkien: ma chi parlerà le lingue che ho inventato? Quindi immaginò gli esseri che le parlavano. un uomo di un tempo successivo. Anno III . dice lo scrittore con sofistica sottigliezza.n. secondo Borges: il Reale e il Fantastico sono simili e dissimili. Infatti. occulto. il filologo di Oxford affetto da quello che lui stesso definisce “un vizio segreto”.. eccetera eccetera. nei libri e nei personaggi: sono infatti innumerevoli le narrazioni di Borges con al centro il problema del “doppio”. la sua geografia dettagliata. passando senza soluzione di continuità da questo a quello. che non voleva in realtà copiare ma solo fare una cosa uguale e diversa. E prendiamo infine John Ronald Reuel Tolkien. E magari non lo sappiamo.. e sottile simbologia della nostra esistenza. un francese e non uno spagnolo. Vizio innocuo? Non si direbbe se il risultato è stata alla fine la creazione di un Mondo Secondario. si dovrebbe dire. il secondo dei quali sembra abbia venduto cento milioni di copie in tutto il mondo. 7 96 SILVÆ . contemporaneamente.. ma alla fine è così preciso e minuzioso che il risultato è una sua copia.. in Borges. per non parlare di pseudostoria e altro.Alla scoperta della geografia dell’immaginario FOCUS torio reale. uguali e contrari. al punto da sovrapporsi esattamente ad esso! Metafisica della geografia.

nettamente separato dal Mondo Primario (la realtà nostra. del tutto alternativo al mondo reale. il suo immenso successo. Da qui la sua enorme suggestione e quella che potremmo definire la full immersion di chi ad esso si avvicina leggendo. 7 Inoltrarsi per queste terre mitiche oggi non è per nulla difficile: a oltre mezzo secolo dalla pubblicazione de Il Signore degli Anelli. è possibile attraversare foreste. di scrittori e lettori) e quindi deve avere una sua autosufficienza logica intrinseca che gli permette di esistere in quanto tale. ad esempio. in tutto il mondo. Da qui. Tutto vero. È possibile vedere la ricostruzione di locande. tutto reale e al contempo tutto fantastico. seguire nei minimi particolari le tappe della Compagnia dell’Anello dalla Contea a Mordor. paesi. di conseguenza. rinverdito dai tre film di Peter Jackson. le cartine. se si partecipa come lettori all’attività subcreatrice di Tolkien.Alla scoperta della geografia dell’immaginario SILVÆ 97 Anno III . ancor prima dei film (2001-2004). quanto a valori. senza riferimenti “esterni”. Tolkien si proponeva esattamente questo: la sua teorizzazione della subcreazione di un Mondo Secondario presuppone appunto la totale adesione del lettore a quanto l’autore descrive. è allora facilissimo avviarsi in una ricognizione della Terra di Mezzo: ci sono tutti i presupposti pratici e tutte le notizie utili. Tolkien.n. Quello che critici sussiegosi avevano definito negativamente come un “mondo pseudomedievale” ha così influenzato in maniera diretta o indiretta il variegato ambiente del “gioco” al punto tale da aver creato ormai una serie parallela di realtà storiche e geografiche nei diversi generi di roleplayng games e soprattutto videogames. da coinvolgere centinaia di migliaia di persone. immergersi nelle viscere della terra. a priori. curato dalla Società Tolkieniana Italiana e pubblicato da Bompiani). navigare fiumi. scalare montagne. Credervi incondizionatamente. se non milioni. e a quaranta anni dalla nascita del suo “culto”.R. le minuziose ricostruzioni effettuate per i giochi di ruolo ed i relativi moduli di espansione (il che vale anche per il “ciclo di Cthulhu” lovecraftiano). In ciò contribuendo. i dizionari. le mappe ad esso dedicati non si contano più (ultimo in ordine di tempo il Dizionario dell’universo di J. anche perché il mondo descritto nella Terra di Mezzo è. villaggi. Il Mondo Secondario tolkieniano è. Per la verità. È quindi possibile. che adottano FOCUS . castelli e rocche.R. Se ci si crede. con le date e i tempi di percorrenza. i libri.

2006). Il tutto è diventato così complesso che ne sono derivati addirittura dei dizionari: tanto per citarne un paio. personaggi di opere letterarie amati da milioni di lettori. L’ambiguità è sovrana: una geografia inesistente ma allo stesso tempo codificata. e di crederci in tanti. tantissimi. Anno III . quel solitario e bizzarro scrittore di Providence. ecco il Manuale dei luoghi fantastici di Gianni Guadalupi (Rizzoli. A forza di crederci. Un modo efficace per evadere dalla prigione della Realtà. È sufficiente crederci. si creano delle forme-pensiero. Sfogliandoli si entra in un’Altra Realtà. È sufficiente crederci. come spiegano gli snobbati esoteristi. libri.n. luoghi e località nati dalla potente fantasia degli scrittori. regole e valori mutuati dalla saga tolkieniana. oppure confinate nel Piano Astrale. 1982). Qualità necessaria e indispensabile per tutti coloro che si vogliano inoltrare nella pseudogeografia creata da questi Grandi. 7 98 SILVÆ .Alla scoperta della geografia dell’immaginario FOCUS criteri. o quel cieco e vecchio bibliotecario di Buenos Aires. bellissimo e ormai rarissimo. E non solo personaggi immaginari. Viaggiatori della Fantasia forniti di opportuni Baedeker per l’Ignoto. e il più recente Dizionario dei luoghi letterari immaginari di Anna Ferrari (UTET. delle entità pseudoreali definite “eggregori” che vivono di vita propria. come teorizzavano quell’improduttivo e distratto professore di Oxford. ma anche oggetti.