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© Massimo Ghimmy

periodico mensile Numero 40 Mercoledì 7 Maggio 2008 ISSN 1972-9669

Sono 3,2 che faccio lascio?

Un regime..?
Dire che viviamo sotto un regime è eccessivo. E invece, dire che siamo in un momento di transizione? Dalla democrazia verso il regime...? Forse alcuni lo troveranno altrettanto eccessivo. Internet è ancora libera, in Italia (per quanto non sia economica come nel resto dell’Europa). I cittadini hanno ancora i loro diritti sanciti e tutelati dalla legge (anche se spesso non li conoscono e non li sfruttano, vedi il caso di Atesia1). Alcuni penseranno, abbastanza ingenuamente, che un regime si debba instaurare necessariamente con un colpo di stato. Ma il colpo di stato, la bomba, l’esercito ed i generali sono solo il modo più eclatante e rapido di prendere il potere: un metodo spiccio che non è possibile applicare in Europa. Sfortunatamente, non è l’unico. Anche il fascismo di Mussolini non si installò esattamente con un colpo di stato (a meno di considerare tale la ridicola marcia su Roma), ma con una serie di provvedimenti nel tempo sempre più restrittivi. Basta dare un’occhiata ai giornali dell’epoca. Col passare degli anni, progressivamente e subdolamente, gli articoli si fanno sempre più fascisti. Si parte con un piccolo squilibrio di potere, un piccolo sopruso alla democrazia: la gente si indigna. Il sopruso però permane. Dopo un po’, se ne aggiunge un’altro. Ci si indigna ancora (ma intanto, lentamente, ci si abitua al precedente). Mattone dopo mattone, il muro tra i cittadini e il controllo del potere viene eretto. Concentrare toppo potere nelle mani di poche persone è fortemente antidemocratico (non sto parlando solo di Berlusconi). E’ ovvio che in un paese maturo ed istruito come il nostro, ci sarà sempre uno zoccolo duro di persone forti delle proprie capacità critiche, che continuerà a denunciare la gravità della situazione e a fare una corretta (contro) informazione. Non si potrà mai impedirlo. Sara possibile, però, neutralizzare questo gruppo rendendolo invisibile alla massa, sfiduciarlo agli occhi dell’opinione pubblica, ridicolizzarlo tramite la propaganda ufficiale (non sto solo parlando degli incazzati scesi in piazza con Grillo). No, non siamo in un regime. Siamo in un momento di tranisizione: ricordate che ufficialmente il nostro paese è quasi libero2? Ovviamente la lancetta che oscilla tra regime e democrazia è ancora fortemente polarizzata verso la democrazia; ma questo 25 aprile il giornale Libero titolava a caratteri cubitali “La festa dei banditi”. Avrebbe potuto farlo 10 anni fa’? Simone Marini
[1] Atesia, enorme call center dove, grazie ad un’iniziativa popolare dei lavoratori, tutti i dipendenti a progetto sono stati assunti a tempo indeterminato; poiché era loro diritto. Vedi il documentario “Parole Sante” di Ascanio Celestini [2] Rapporto ufficiale freedom house del 2006: l’italia si classifica al 79esimo posto nel mondo come libertà di informazione, a parimerito con il Botswana. L’italia è “Partly Free” (parzialmente libera) a causa di “20 anni di amministrazione politica fallimentare, della controversa legge Gasparri del 2003 e della capacità del primo ministro di influenzare il servizio di trasmissione pubblica RAI, un conflitto di interessi tra i più flagranti del mondo”. da http://www.freedomhouse.org

Video Slam 2008
Videosorvegliati da solo 15-18 Maggio ore 21:00

Edizioni pericolose
Nuovo editore a Pavia
Nel 2003 c’erano i Kuaderni. Copertina azzurra, 10-20 pagine, piegati e pinzati rigorosamente a mano dalla redazione. Li pubblichiamo ancora, non è della loro scomparsa che si sta scrivendo. Vogliamo invece portare la vostra attenzione a un nuovo progetto editoriale, partito da pochi mesi. Un progetto editoriale di qualità, onesto e trasparente. Ma è dai Kuaderni che siamo è partiti, ed è giusto ricordarli in questa sede. Le edizioni O.M.P. (Officina Multimediale Pavese) si propongono di pubblicare libri (con tanto di codice ISBN, invii alle biblioteche nazionali, distribuzione ecc.) seguendo tre principali linee guida. continua a pagina quattro

seconda edizione

Osteria sottovento via Siro Comi 8, Pavia
Gara di cortometraggi indipendenti giuria popolare

Il giudice e il Giurato
Siamo in un momento molto delicato. Il nostro Sindaco non minaccia più di dimettersi, né in sala consiliare nè in presenza dei suoi giornalisti, ma è doveroso che si metta in discussione. Vi ricordate del caso Giurato? E’ il capo della polizia locale, sospeso dal servizio in base ad accuse non verificate. Ebbene, è stato predisposto dal giudice del lavoro il reintegro di Giurato, ma il Sindaco non vi ha ancora provveduto e aspetta la data di udienza dell’appello. Cosa vuol dire? Praticamente la Capitelli ritiene di non dover seguire ciò che le detta la legge. Non sapevo che fossero tali i privilegi della politica, o forse sì, lo sapevo, visto il nostro parlamento... accidenti! Ma torniamo a noi. Vista la situazione, le opposizioni hanno convocato una seduta in sala consiliare per discutere del caso Giurato ma il Sindaco ha deciso che non potranno entrare nè cittadini nè giornalisti. Al momento della stampa della nostra rivista, mancano 24 ore circa a questa seduta. Non sapremo come andrà a finire. Certo è che ci sembra Poco Democratico. P.D’Occhio

3e20 - Terza Edizione
(Pavia - Via Faruffini n.5)

PaviArtPoetry
SPAZIOMUSICA

20 e 27 Maggio, 3 Giugno
Tre serate di poesia, musica, performance. Un modo diverso di proporre la poesia, uno sguardo intenso e partecipato verso la sperimentazione e il sottobosco creativo del territorio italiano.

[Max Bevilacqua, Stefano Lorefici – Reading e parole cantate; Francesca Giono al violoncello e Elvis Ghibello al contrabbasso] [chiude la serata il progetto “Musica da Cucina!!!”] [Simone Molinaroli, David Napolitano – Spoken; Musiche Jacopo Andreini] [Dada Ensemble (di Martin Bauer,Vera Bauer, Anne Flore) – Perfomance dadaista e recitazione del testo di K. Schwitters: Franz Muellers Drahtfruehling/Il Filo Primaverile di Franco Molino] [Edizioni O.M.P. FarePoesia On Stage – A. M. Petrosino, C. di Francescantonio, Gruppo H5N1, T. Truglia – Musiche: NoiseArt; Paul Terlingo and Others – Ospite della serata Tomaso Kemeny]

I serata Martedì 20 Maggio: Valtellina Soundscape II serata Martedì 27 Maggio: Pistoia Research

III serata Martedì 3 Giugno: RockPoetry PaviaExplosion

info: 0382-574190 – titoxy@libero.it; - 0382-20198 – www.spaziomusica.it; Organizzano O.M.P. Officina Multimediale Pavese, Farepoesia, Otip-so, SpazioMusica, Osteria Letteraria Sottovento, Radio Aut, Kronstadt.

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C.S.A. Barattolo, 18 marzo scorso. Alle ore 23, una quindicina di persone, a volto coperto, hanno preso d’assalto il centro sociale di via Dei Mille a Pavia. Dopo aver sfondato il cancello gli aggressori hanno lanciato numerose pietre contro lo stabile, distruggendo diversi vetri e danneggiando seriamente la porta d’ingresso, prima di dileguarsi nel nulla a bordo di un furgone Doblò. Roberto Poloni, 37 anni, mentre tentava di scappare dal Barattolo, dove si stava tenendo una riunione, è stato circondato e picchiato ripetutamente con pugni e calci. Portato al pronto soccorso, i medici gli hanno diagnosticato 15 giorni di prognosi. Secondo i membri del centro sociale si è trattato di un’aggressione da parte dei militanti di Forza Nuova, partito di estrema destra, che da circa un anno ha aperto una sede a pochi metri dal Barattolo. “Siamo riusciti a riconoscere alcuni di loro – spiega un ragazzo presente – e lo abbiamo già comunicato alla polizia”. Forza Nuova da parte sua nega ogni responsabilità, minacciando querele. Questo partito politico, di chiaro stampo fascista, aveva già fatto sentire la propria voce a Pavia. Nell’autunno scorso, cavalcando il caso dello sgombero dei Rom dalla ex SNIA, si era nominato portavoce di una xenofobia e di un razzismo che da tempo non si facevano sentire. Aveva organizzato cortei di protesta e fiaccolate incoraggiando il linciaggio dei nomadi e chiedendo la loro espulsione dall’Italia in quanto ladri, criminali, inferiori1. Da allora la situazione si era calmata, e sembra strano che tutto sia ricominciato proprio in concomitanza con la campagna elettorale per le elezioni del governo, elezioni a cui Forza Nuova ha partecipato. In questa vicenda le istituzioni tacciono. Il Prefetto ed il Questore si sono rifiutati nei giorni scorsi di rilasciare interviste, spiegando alla stampa la necessità di restare in silenzio durante la campagna elettorale. Eppure il dirigente del-

Post-elettorato: dedichiamo le frasette di questo numero alle dichiarazioni pre-elettorali del Ferrarone, rigorosamente in ordine cronologico... Bravo, Giuliano, almeno ci hai provato, dai...

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Grandi, grossi e post fascisti
la Prefettura ed il capo della assistito a minacce di quereQuestura sono rispettivamenle da parte di Roberto Fiore, te un funzionario pubblico ed leader del partito di estrema un agente di pubblica sicurezdestra, per la pubblicazione za, e non rappresentanti di da parte di Feltrinelli del film qualche partito. Evidentemendocumentario di Claudio Lazte una loro risposta avrebbe zaro “Nazirock”. Questa pellipotuto arrecola mostra care danno effettivaa qualche mente come come Forza Nuova schieramenForza Nuova riesca ad arruolare to politico riesca ad arimmischiaruolare cencentinaia di militanto nella vitinaia di miti dai gruppi di ultras cenda, e forlitanti dai [...] e come li orienti se colpevole gruppi di uldi reato. tras di estrenell’odio verso gli avDichiarazioma destra, versari politici, verso ni si sono e come li avute inveorienti neli deboli ce dal Col’odio verso mune di Pagli avversavia. “Le provocazioni e i fatti ri politici, verso i deboli, verdi violenza e aggressione soso i diversi. Il tentativo di Forno ovviamente da condannaza Nuova di screditare questo re fermamente”. Sono queste documentario potrebbe non le parole del Sindaco Capitelessere altro che un’azione li, parole talmente vaghe da mediatica per aumentare la risultare ai nostri occhi inupropria fama e popolarità. tili e banali. Decisamente più Probabilmente è vero che a disponibile si è dimostrato il costoro si dà più importanza Vicesindaco Filippi. “Persodi quella che realmente han-

Forza Nuova, parla Filippi
Sempre in merito ai fatti avvenuti al C.S.A. Barattolo, la nostra Redazione ha cercato di intervistare le figure istituzionali, nella speranza di ottenere un quadro complessivo e, soprattutto, oggettivo di quanto avvenuto. Prefetto, Questore e, più o meno, Sindaco hanno preferito non rilasciare dichiarazioni: i primi due perché in periodo elettorale, mentre il Sindaco Capitelli ha preferito risolvere la questione lasciando una dichiarazione scritta aluna città come la nostra, dove materialmente non esiste un terreno fertile ai movimenti di estrema destra, non ci sia un rischio reale, e quindi sarebbe necessario non dare a costoro l’importanza che gli si da quotidianamente”. - Quindi non sono un problema? “Sono un problema, ma dal punto di vista sociale. Per lo più sono giovani disadattati ed emarginati dalla società”. - E dal punto di vista politico?

nalmente ritengo che in una situazione come Pavia, dove non esiste terreno fertile perché Forza Nuova possa ottenere consenso, la sola cosa da fare è quella di non riconoscere a queste persone un’importanza che in realtà non hanno”. “I militanti di questa formazione – spiega Filippi – sono per lo più sbandati ed emarginati della società, che hanno trovato in Forza Nuova un luogo di aggregazione, ed un punto di partenza per sfogare le proprie frustrazioni”2. Proprio in questi giorni si è

no. Molto spesso sono gli stessi partiti di sinistra che, nel rivendicare la lotta antifascista, indicano loro come gli eredi politici del ventennio, dando loro automaticamente un forte valore. È da dire però che, per quanto Forza Nuova tenti di avvicinarsi al vecchio Partito Fascista, non può che emergere per quello che è veramente: un gruppetto di squadristi disadattati. Le ultime elezioni ne sono una prova (Forza Nuova ha ottenuto lo 0,3%). Qui non si vuole entrare nel merito della politica, dell’incostituzionalità di questo partito o del suo programma, ma semplicemente evidenziare il fatto che regolarmente, nel richiamare ideologie superate e ignoranti, della gente finisce all’ospedale. Si tratta di un problema di grande importanza, ma sembra che a buona parte dei cittadini non importi. Riccardo Scanarotti
Note: [1] Vedi inchiesta su Kronstadt numero 35 [2] Vedi articolo a fianco

la sua segreteria (apparsa nel“Da questo punto di vista la sol’articolo precedente, n.d.a.). la cosa da fare sarebbe quella La sola figura pubblica, e polidi coprirli di ridicolo”. tica, che si è resa disponibile - Ma allora tutti i gruppi che si è il Vicesindaco Ettore Filippi occupano di antifascismo? che ci ha dato la sua opinione “Sono strutture necessarie, su Forza Nuova. ma bisogna cercare di capire “ Fo r za se si ha di Nuova è fronte un veSono un problema, ma una forro fenomedal punto di vista sociale. no di fascimazione politica smo, perché Per lo più sono giovani che ha altrimenti disadattati ed emarginati il rischio è dei chiari richiaquello di ridalla società mi al faconoscere scismo. loro un’auIn diversi momenti delle sue torità ed una qualifica che in attività compie quella che si realtà non hanno. Il rischio è potrebbe definire apologia di che a volte queste associazioni una dottrina illegale”. antifasciste si comportino così - Pensa che Forza Nuova possa per giustificare la loro esistenessere un pericolo per Pavia? za”. “Personalmente ritengo che in RS

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“La mia lista arriverà all’8 per cento e anche di più in Lazio e in Lombardia, perché la gente è stufa di questa situazione” (Giuliano Ferrara, Corriere della sera, 14 febbraio 2008).

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que essa sia) di una VITTORIA e soprattutto del valore dell’UNITÀ. Si perché il berlusconismo è stato sconfitto solo quando il centro sinistra ha percepito e realizzato il valore dell’unità. Solo quando ha cercato di restare incollato allo straccio di una possibilità di vittoria. Tito A mio avviso è stata una sconfitta salutare, un bel bagno di realtà. Forse finalmente capiremo che la sociologia da quattro soldi in cui ci siamo cullati negli ultimi 14 anni (italiani rincoglioniti dalla tv=Berlusconi, eccetera) ha portato la sinistra al disastro ed uno dei capi di governo più inetti di sempre, uno che era già cotto e stracotto da un paio d’anni, a governare per la terza volta... Domenico Oggi è il ritorno ufficiale alla belle epoque dell’opposizione: tranquillizziamoci, mettiamoci un bel pigiamone largo, non scomodiamoci neanche più di infilarci le scarpe e giriamo per casa con i calzettoni antisdrucciolo. È l’ora del riposo: leggiamo libri, guardiamo film, ascoltiamo la musica, fidanziamoci, andiamo ai concerti e ai festival di cinema indipendente. E se dobbiamo fare, facciamo qualcosa di creativo: finiamo il nostro romanzo o impariamo a suonare il piano. È ora di riscoprire l’ozio. P.E. Non è il momento di adagiarsi, questo! Ma di tirare fuori i coglioni e ricostruire tutto da capo. Iniziando dal cambiare noi stessi… Ricky …viste le premesse saranno 5 anni difficili per tutti e 5 anni per ricominciare a capire e studiare i problemi della gente. E a stare sul territorio. la Fra E iscriversi in massa al Pd? Ema Dobbiamo diventare una sinistra più vicina alle esigenze del popolo tutto, e non delle piccole realtà che alla fin fine vanno dove tira il vento. Dobbiamo tornare in fabbrica, nelle scuole e nelle università. Dobbiamo capire perché la gente ha paura degli immigrati, perché non arriva alla fine del mese, insomma perché la gente ha votato la Lega e non noi. Nell’ultima campagna elettorale non lo abbiamo fatto. E siamo morti. È morta la sinistra. Viva la Sinistra. Ciop

Elaborazione del lutto
Commenti ed interventi senza filtro, direttamente dalla mailing list di Kronstadt. Raccolti rigorosamente a mano da Riccardo Maccabruni. *** È sparita la sinistra! Tutti scontenti e “non si può andare avanti così” e poi l’85% dei voti va a chi c’era prima: PD e PDL! Il problema non sono i partiti, sono gli elettori. Luca Per la prima volta da quando il fascismo li aveva resi fuorilegge, nel parlamento non sederanno ne’ comunisti ne’ socialisti. La sinistra italiana sarà rappresentata in parlamento ESCLUSIVAMENTE dal partito democratico! Quanta gente è rimasta senza rappresentanza? Ad esempio, chi ci sarà in parlamento contrario alla TAV o al NUCLEARE? Makka Secondo me è più drammatico il fatto che per certi club d’elite non ci si possa dire di sinistra se si è favorevoli sia alla TAV che al nucleare. Marco A Vicenza siamo passati dal 9.7 al 3. Il popolo del No-DalMolin dove cazzo è finito? A Susa dal 24.2 al 6.6. Il popolo della No-TAV dove cazzo è finito? Di una cosa sono sicuro: noi non dobbiamo più essere il popolo del “no-e-basta”, perché è evidente che la gente vuole la TAV, vuole i termovalorizzatori, vuole il nucleare. Ciop Il vero macellaio della sinistra è stato Veltroni: non ha fatto la campagna elettorale contro Berlusconi ma solo ed esclusivamente contro gli arcobaleno. E infatti è “abbastanza” soddisfatto dell’obiettivo centrato. Ho trovato la sua strategia oltremodo illogica. Pensando alla Resistenza, al ‘68, ad Antonio Gramsci, ad Enrico Berlinguer, al ‘77, al 25 aprile al I maggio a centomila feste dell’Unità… Veltroni ha distrutto la storia di milioni di persone. E anche la sua. Si perchè lui da solo non vincerà mai. Se sommate i voti del PD con Di Pietro + i voti di Sinistra Arcobaleno + Sinistra critica, + partito dei lavoratori + Unione consumatori + Socialisti, arrivate quasi al 45%. Se ci mettiamo un 2% di astenuti che “avrebbero” potuto recuperare... il centro sinistra unito avrebbe potuto ancora vincere. Veltroni è (dopo Berlusconi) il male assoluto. Tito Sommare i partiti non porta alla somma matematica dei voti (fate i confronti AN+Forza Italia che danno più voti di PDL), alza un po’ ma ne disperde altri, tipo quelli di chi, come me, non credono nel bipolarismo. …non è stato né veltroni, né berlusconi, né la destra, il centro, l’alto o il basso. È stata quella nostra stupida idea di voler cambiare il mondo che ci ha fatto perdere di vista il fatto che gli operai e i lavoratori da anni non avevano un aumento di stipendio, che continuavano a morire in quelle fabbriche i cui imprenpresentanti del Partito Socialista Europeo, è sicuramente traumatizzante. Lo è ancora di più constatare che l’Arco Costituzionale, cioè l’insieme delle forze che la Costituzione di questa Repubblica l’hanno elaborata, scritta e vissuta sono diventate minoranza in questa stessa Repubblica. È la Restaurazione dell’Ordine Precostituito. Ema Bisogna prenderne atto: l’Italia è un paese con poca cultura. Possiamo fregiarci dei fasti intellettuali di un tempo che fu, ma la situazione attuale è ben diversa. E anche nel substrato elettorale storico della sinistra italiana si avverte questa mancanza di cultura imperante e dilagante. Di conseguenza diversi lavoratori che un tempo potevano votare PC si sono tramutati oggi in ottusi leghisti xenofobi. La sinistra italiana, per contro, si è gradualmente trasformata, in questi quindici anni, da movimento di massa per la massa ad accozzaglia salottiera e parolaia. E per favore finitela di difendere Fausto Bertinotti, il degno rappresentante di questo approccio ipocrita e disfattista, che giustamente ha perso totalmente di credibilità all’interno delle fabbriche italiane. Bertani Sui libri di storia si parlerà di un ventennio berlusconiano e di alcuni tentativi (di Prodi e del centrosinistra) andati al macero.

Ricordate, se diminuiscono le scelte, non esistono scelte. Due partiti (all’americana) equivalgono ad un solo partito. Carbo Non sono d’accordo che il macellaio della SA sia stato Uolter-ma-anche-Veltroni. Noi della sinistra abbiamo fallito, e ha fallito chi ci guidava, lasciando che la Lega ci sradicasse dalle fabbriche. Ce l’ho con ogni componente della dirigenza della SA, con ogni persona (me inclusa) che ha fatto propaganda tra gli amici e non è stata convincente, con ogni elettore che ha votato altrove pur dichiarandosi di sinistra. Sono tutti questi i macellai della sinistra, non solo Bertinotti. Ma Bertinotti (per scelta sua) è stato il simbolo della SA, ed è corretto che sia lui a pagarne le conseguenze. Questo è quello che dovrebbe fare ogni politico che si rispetti. Ciop Veltroni il male assoluto? Forse. Forse ha solo provato a scommettere su qualcosa che fino ad ora non si era provata. L’unita’ delle sinistre (i Progressisti) sono stati sconfitti nel 1994. Il centro sinistra di Prodi si è suicidato nel 1998. Nel 2001 non fare accordi di desistenza con Di Pietro e un paio di governi D’Alema abbastanza imbarazzanti hanno regalato Genova a questo paese. L’armata brancaleone di Prodi (peraltro praticamente minoritaria dopo le elezioni del 2006) si è avvitata in un gorgo di personalismi... Forse era il caso di tentare con qualcosa di diverso. Ema

ditori sono stati accolti a braccia aperte da Veltroni, che poco a poco si sono sentiti talmente abbandonati dal “grande partito comunista” da avere abbracciato gli ideali della lega nord. Ricky Quello che è successo in questo paese mi sembra vada ben al di là dei meriti o demeriti di alcuni leader. Walter ha fatto una campagna perfetta, che in un paese come la Spagna avrebbe sicuramente fatto vincere il Partido

Popular. Questo è un paese di destra. Ha avuto 4 o 5 governi di moderato centrosinistra per un totale di 10 anni (a dire tanto) su 60. La scomparsa dagli emicicli di rappresentanti comunisti e, fatto ancora più grave in un’ottica europea, di rap-

I due momenti di vittoria che abbiamo vissuto sono stati conseguiti da un centrosinistra pur incollato fragilmente ma pur sempre incollato e per pochi momenti vincente. Vorrei sottolineare appunto l’importanza, in termini politici, della possibilità (qualun-

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...segue dalla prima

“Le mie liste prenderanno il 6-7 per cento in tutte le regioni in cui ci presenteremo” (Giuliano Ferrara, “In mezz’ora”, Rai3, 17 febbraio 2008).

speciale editoria

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Edizioni pericolose
Nuovo editore a Pavia
La prime di queste consiste nel mantenere un alto profilo qualitativo, in opposizione alle banali logiche di mercato che attualmente stanno distruggendo l’editoria. In secondo luogo, offriamo agli autori la possibilità di pubblicare senza essere tenuti a versare denaro o ad acquistare copie di libri (molte piccole case editrici campano sulle spalle degli autori facendo pagare la pubblicazione). Terzo pilastro fondamentale dell’iniziativa, il copyleft: utilizziamo le licenze Creative Commons (www.creativecommons.org), che prevedono la possibilità di un parziale utilizzo “pubblico” dell’opera e la pubblicazione via internet dell’intero testo senza fini commerciali. Attualmente pubblichiamo in edizione a tiratura limitata, da concordare con gli autori, fino a un massimo di 300 copie. Le opere saranno distribuite in tutte le librerie di Pavia e nelle migliori librerie delle maggiori città italiane. I libri inoltre saranno presenti nei festival e nelle rassegne librarie, e in tutte le occasioni dove sarà possibile intervenire con i nostri banchetti. Per collaborazioni e proposte: associazioneomp@gmail.com Informazioni, ordinazioni e libri in formato digitale: www.mupa.it/libri
I responsabili editoriali

Un giorno ideale per i pescebananalettori*
Simone Battig è uno scrittore italiano. Ha pubblicato Da quando non sono qui (2007), Neogenesis (2006), Scritti postumi 1990-1999 (2000), Sul nulla (1999), Fuck Vitalogy Today (1997). http://www.multimodo.com/ simonebattig/ decidere quali pubblicare, ormai divenuto un rito sciamanico di marketing professato da gente che di marketing non ne capisce nulla. Questo si può facilmente riscontrare dal tentativo continuo di indovinare un presunto gusto del pubblico che non è mai esistito semplicemente perché ad ogni perso[...] l’autore pensa sia necessana in momenti diversi possorio portare l’attenzione anche no piacere cose diverse: ogni sui fattori umani che condizioparola ha un tempo per essenano il fare libri. [...] Storie vecre letta, e ognuno di noi ha un chie, dirà qualcuno, ma il folle tempo diverso, per questo anautore risponderà che, rispetto cora scriviamo e leggiamo. [...] a quadri precedenti, in questo Dovendo sorvolare su molte dipinto assumono un valore altre questioni per ragioni di fondamentale il culto dell’imspazio l’autore vorrebbe conmagine (detto anche divismo cludere con suggerimento ai ciociaro), della superiorità pescibananapiccolieditori. Non dei ruoli esercitata attraverso serve lamentarsi della situaziouna ghettizzante scala sociane e poi migrare tutti verso le le di fatui ma invasivi poteri, stesse scelte e le stesse logiche e del solito immancabile denadei pescibananagrandieditori, ro. Quest’ultimo viene elargifacendo troppi libri, non cuto in maniera faziosa quando rando un proprio catalogo di viene fatpescibato circolananare da “fette scrittori, Provate ad amare i vostri della torta incapo pescibananascrittori e a che gestianendosi mo” a vana cercanon trattarli come merce taggio di re visibianche voi “altre fette lità neldella torle grandi ta che gelibrerie stiamo”, o in maniera controdove i pescibananagrandiediproducente e antieconomica tori pagano per nascondere i quando si acquista qualsiasi lipescibananapiccolieditori. bro venga dall’estero anche se Provate, implora l’autore, ad di dieci anni fa pagando miamare i vostri pescibananagliaia di euro di diritti d’autoscrittori e a non trattarli come re e non si pubblica a costo zemerce anche voi, provate a coro un autore italiano, salvo poi struire una distribuzione alterandarlo a strapagare all’estero nativa con i piccoli librai (ce per pubblicarlo in Italia (vedi ne sono almeno duecento in ad esempio Ferrandino), o anItalia, dieci copie per ogni ticora facendo viaggiare tale detolo fanno duemila copie con naro sotto forma di abili scamuna reale visibilità sul territobi e favori, volgarmente detti, rio e, guarda caso, rappresenmarchettoni reciproci. A metano la prima tiratura di un rito (?) dei campioni di quelibro per un pescebananapicsto modo di intendere il fare licoloeditore) per aggirare assiebri c’è da dire che tutto questo me l’ostacolo della distribuzioavviene alla luce del sole delne che strangola entrambi. l’oblio delle coscienze e della (*) Nel 1948 Salinger propose al vanteria pruriginosa. [...] The New Yorker un breve racconDel resto i pescibananaeditor to intitolato “A Perfect Day for Badimostrano di voler far tutto nanafish”. “È un giorno perfetto meno che il loro lavoro, che per pescare i pesci banana” e’ una credo potrebbe essere nobile e frase di Seymour Glass, il fratelconsista nel leggere i libri, orlo maggiore del ‘Giovane Holden’ mai divenuto un optional, e (ndr)

Edizioni O.M.P. - sezione prosa
Per quanto riguarda la sezione dedicata alla prosa, ci proponiamo di dare spazio a scrittori esordienti e a coloro che sono interessati ai vari mestieri dell’editoria. Ci opponiamo fermamente alle logiche seguite da quelle piccole case editrici che pubblicano a pagamento gli autori, fornendo un’alternativa che, grazie alla cultura del copyleft, offre la possibilità di intraprendere scelte editoriali non influenzate da interessi e necessità economiche. La sezione prosa ha attualmente due collane: Parapagal, che raccoglie romanzi e racconti, e Realeimmaginario, dedicata a quei testi che si collocano a metà strada tra fiction e non-fiction, che raccontano i fatti, le cronache e la storia con gli strumenti della narrazione. La scelta delle pubblicazioni viene affidata ad un gruppo di lettori che valuta i lavori degli autori, tenendo come linee guida la qualità e la potenzialità delle scritture proposte. Una seconda fase viene poi dedicata alla revisione e all’editing in stretto contatto con gli autori stessi. All’interno di un mondo così complesso come quello legato alla carta stampata, fare la differenza in questi anni di crisi significa proporsi con scelte originali e lungimiranti, che guardino al futuro degli scrittori esordienti ma che siano anche in grado di lanciare un messaggio per il futuro dell’editoria. Che l’esigenza economica, portata ormai all’estremo da logiche di mercato spesso controproducenti, non vada mai a discapito della qualità.

Edizioni O.M.P. Farepoesia
L’Associazione culturale O.M.P. Officina Multimediale Pavese e la Fanzine FarePoesia (Fanzine murale ed elettronica di poesia e arte sociale), da tempo attive nell’organizzazione di eventi artistici e culturali e nell’ambito della microeditoria, uniscono gli sforzi e le energie per proporre al pubblico (non solo pavese) il progetto Edizioni O.M.P. Farepoesia. Tre linee d’azione per il pogetto: a) Le contrapposizioni poetiche degli anni Sessanta e Settanta condite con i “riflussi” e i contro-riflussi in auge a partire dagli anni Ottanta, hanno prodotto un ambiente poetico estremamente povero di proposte e di realizzazioni. Pensiamo sia giunto il momento di rimescolare tutte le carte e ripartire con nuovi slanci e nuove energie. b) Bisogna tentare di superare la diffusa mediocrità puntando sulla ricerca, sulla qualità e sulla coscienza critica. Ci sembra necessario incentivare una seria cultura poetica che faccia della connessione con altri ambiti di conoscenza il proprio punto di partenza. Il fare poetico deve nutrirsi di volontà e di immaginazione ma anche di coscienza critica e soprattutto di una relazione intensa con la realtà. c) Il nostro progetto editoriale si configura in aperto contrasto (per quanto ci è possibile) con la dinamica di “interesse” fatta propria da molti piccolieditori sparsi per lo “stivale” che favoriscono un sottoprodotto poetico che nuoce allo sviluppo della poesia. Per essere chiari fino in fondo... Esiste una diffusa “mala-editoria” che sfrutta la sincera creatività e la sacrosanta voglia di emergere di decine di migliaia di autori, che specula su illusori “valori aggiunti” del proprio marchio o su immaginarie copie vendute e distribuite. Noi non pubblichiamo a pagamento. Il progetto Edizioni O.M.P. Farepoesia si concretizza in tre diverse collane: La collana Antilogos ospita opere e autori che esprimono una particolare sensibilità verso la realtà. Poesia civile, poesia di protesta, poesia politica, di opposizione, o di movimento. Con questa collana vogliamo provocare una particolare attitudine critica della scrittura in rapporto alla realtà e al sociale. Ci interessa valorizzare una poetica che rifiuti l’intrattenimento, gli atteggiamenti consolatori e il puro spettacolo e che ritorni all’essenzialità dei contenuti. La collana L’Arabesco vuole proporre autori e opere che al di là di qualunque direttiva stilistica mettono al centro il “fare poetico” ovvero l’eterogenea propulsione lirica dell’artista. Ospitiamo dunque in L’Arabesco autori che in assoluta libertà tematica e stilistica propongono coraggiosamente la forza creativa della propria “ispirazione”. Nella collana Collective diamo il massimo di visibilità a progetti artistici collettivi. Anche qui senza alcuna preclusione di stile o di temi, ma con un forte stimolo al lavoro d’insieme. Pubblicheremo quindi lavori di gruppi già precostituiti che abbiano alle spalle una elaborazione critica e una linea di intervento comune, oppure raggruppamenti e miscellanee occasionali, ma con una forte identità tematica e di obiettivi.

Il simbolo di Farelibri, un’altra realtà editoriale in copyleft - www.bloggers.it/farelibri

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speciale editoria
mamente, inviandone buona mio carico: 100 copie da acparte a premi letterari, riviste, quistare al prezzo di coperticritici e varie appendici del na avrebbero obbligato la camondo editoriale. All’epoca sa ad una stampa di sole 200 l’informazione sull’argomencopie. Tuttavia, che senso to era difficilmente reperibiavrebbe avuto immettere nel le, così decisi di recarmi presmercato un quantitativo di so la sede legale della casa: copie così basso? da MilaLa rino ragchiesta giunsi di conRoma, tributo Il numero degli esordienti via Sistida parediti a pagamento raggiunna 121, te di un dove ineditoge cifre vertiginose contrai re non Silvio è prassi, Scorsi. bensì un Ammetulterioto che il colloquio fu distenre tentativo di estorsione alsivo: l’opera era stata letta l’interno di un mercato govere valutata, alle mie domannato da logiche spesso oscure; de trovai risposta e molti dei l’unico criterio di pubblicabimiei dubbi sulla serietà dellità sembra essere un sicuro la casa editrice svanirono. Si successo nelle vendite da otproposero come una piccola tenersi con nani e ballerine. realtà che chiedeva all’autoO con esordienti danarosi. re una collaborazione nel riSono passati due anni e la sischio di impresa. Io dissi che tuazione è pericolosamen3.750 euro sarebbe stati difte immutata. Ne ha parlato ficilmente reperibili. Circa Silvia Ognibene nel volume Esordienti da Spennare; l’amico Ettore Bianciardi sul sito internet Riaprire il Fuoco ha denunciato gli annunci omissivi di differenti case editrici a pagamento; il giornalista Paolo Bianchi sulle pagine del Giornale ha realizzato un servizio di inchiesta sulla casa editrice il Filo, la stessa che si era proposta di pubblicarmi. Questo tipo di editoria lascia perplessi. Lamenta difficile accesso a canali pubblicitari, ma gli annunci promozionali hanno l’unico intento di reperire il più alto numero di autori. Perché con quei fondi non pubblicizzare le opere degli stessi? due settimane dopo ricevetGarantisce diffusione sul terti un nuovo contratto, uguaritorio eppure, citando Paole in tutto e per tutto al prelo Bianchi, “non ha una recedente, se non per l’onere a te promozionale di venditori che offra sul mercato il prodotto-libro in quantità sufficiente a renderlo visibile ai potenziali lettori”, se non su ordinazione. Espone come un sicuro successo per l’autore la visibilità sul cataloghi web, che però offrono la possibilità di ordinare l’opera, ma non di conoscerla preventivamente. Il numero degli esordienti editi a pagamento raggiunge cifre vertiginose: oltre 1400 in soli 4 anni di attività presso una singola casa editrice, mentre chi opera senza contributo lamenta notevoli difficoltà di promozione. Francesca Novello mi ha scritto su rivistaculturale.blogspot.com riportando l’offerta di Altromondo editore che si

“Abbiamo tra il 4 e il 6 per cento” (Giuliano Ferrara, Il Giornale, 28 febbraio 2008)

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diceva disposto a pubblicare la sua opera con modalità di analogo mercanteggio. Tempestivamente Alessandro Busi mi ha comunicato che tale prassi è attiva anche presso la Nuovi Autori e non si tratta di situazioni isolate. Esordienti, rivolgetevi a Las vegas edizioni, Eclissi editrice, I sognatori, Terre di mezzo, Stampa alternativa (tanto per citarne alcune) ed eventualmente accettate il loro motivato rifiuto, ma non rivolgetevi a tipografi camuffati da editori. Boris Borgato Sitografia disponibile su http://rivistaculturale.blogspot.com/

Sulla controversa realtà dell’editoria a pagamento
Ricordo di aver trovato una busta intestata a mio nome: dopo nemmeno tre settimane di attesa avevo ricevuto risposta da un’importante casa editrice italiana, i cui annunci occupavano spazi del Corriere della Sera e de La Repubblica e le cui opere ricevevano dalle medesime testate recensioni puntuali. La busta era ingombrante e pensai che vi avrei trovato un contratto editoriale impegnativo, prolisso, complicato. Non fu così: una breve lettera si complimentava per l’“opera”; un contratto editoriale in duplice copia ed un opuscolo invitavano gli autori a pubblicare con tale casa, riportando simili esperienze di altri esordienti. Inutile dire, esperienze entusiastiche. Il contratto che ricevetti due anni fa dalla casa editrice il Filo imponeva l’onere d’acquisto di 250 copie a prezzo di copertina pari a 15 euro; quindi, una spesa di 3.750 euro che aveva come unica ga-

ranzia la stampa di 500 copie per la prima tiratura, con le rimanenti 250 che la casa editrice avrebbe gestito autono-

Tre domande a…
Claudio Sorge, responsabile editoriale delle edizioni Apache (Rumore, Pulp) getta uno sguardo sulla condizione dell’editoria musicale indipendente italiana, tra oscillazioni di tendenze, settarismi e dinamiche di potere. gio dei gruppi editoriali più forti. Chi costruisce il consenso difficilmente entrerà in crisi, continuando nell’opera di americanizzazione in senso deteriore delCome spesso accade in Ital’Italia, di banalizzaziolia, chi è riuscito ad accedene e mercificazione della cultura. re a queste sovvenzioni con il lizzazione notevoli. Il problema è che alla fine, al lato pratico, l’editoria musicale soffre testata. Prima, la condizione di affitto della testata rientrava nei costi che venivano rimborsati, mentre ora non è più così. Come spesso accade in Italia, chi è riuscito ad accedere a queste sovvenzioni con il passaparola romano ha potuto godere di privilegi enormi, arrivando all’assurdo di riviste che non vendono più di mille copie e hanno rimborsi pari a centinaia di migliaia di euro. Questa condizione andrebbe rivista… per carità, ne hanno usufruito in molti, anche giornali come La Repubblica… dopotutto la legge lo consentiva, con tutti gli appoggi possibili di avvocati… ovviamente bisognava tenere una contabilità molto costosa, ma il gioco evidentemente valeva la candela. La percezione media del pubblico di oggi ? La metà dei lettori di Rumore è costituita da una schiera di fedelissimi, che ormai seguono la testata da anni… purtroppo devo ammettere che non c’è stato un ricambio equilibrato con generazioni più recenti. In generale il lettore di oggi tende ad essere più disincantato, in un certo senso passivo: spesso vede il prodotto editoriale più come un mero servizio informativo che come uno strumento di crescita culturale, legato a fattori che magari vadano al di là del semplice discorso musicale. La rete poi, per quanto consenta di avere tutto a portata di mano, spesso fornisce informazioni caotiche, approssimative e in certi casi addirittura sbagliate, e non sempre il lettore ha la possibilità o la voglia di verificare la veridicità delle fonti. Paolo Bertazzoni

Come è cambiata l’editopassaparola romano ha potuto Quali sono le dinamiche ria indipendente da quangodere di privilegi enormi, arche si muovono nel campo do hai iniziato ad oggi? delle sovvenzioni statali? Oggi l’editoria musicarivando all’assurdo di riviste In questo momento la le indipendente deve che non vendono più di mille legge consente di accefare i conti con diverdere a delle provvidensi fattori, come la genecopie e hanno rimborsi pari a ze statali per cooperative rale tendenza a leggere centinaia di migliaia di euro che abbiano una confordi meno, ed il moltiplimazione di un certo ticarsi di iniziative che degli stessi mali di cui soffre po…però le condizioni rispetto creano concorrenza, dalla rela musica: meno pubblicità di a tre anni fa, quando feci dote all’editoria mainstream. Da settore portano ad una dimimanda, si sono inasprite. Ci un lato sicuramente la qualinuzione sempre maggiore delvogliono più anni per arrivatà dell’informazione è migliole risorse, e questo quadro non re ad averle (da 3 si è passarata: è molto meno dilettanteè sicuramente entusiasmanti a 7), e si deve essere obblisca e spesso vengono raggiunti te, anche perché va a vantaggatoriamente proprietari della livelli di competenza e specia-

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La questione “licenze libere” è una delle grandi seccature fra chi si occupa di software libero o di copyleft. Frugando nell’imbarazzante giungla delle licenze più o meno libere, con un po’ di lavoro si riesce a restringere il campo ad una ventina fra quelle sufficientemente usate. Fortunatamente, considerato che questo è uno speciale sull’editoria, le posso buttare nel cesso un po’ tutte e considerarne solo tre: GNU Free Documentation License, Creative Commons (in generale), General Public License. - GFDL. La GFDL (o FDL, per gli amici) è, secondo chi l’ha creata, la trasposizione della GPL (General Public Lincense – vedi più avanti) alla “roba che si scrive e si legge”. In effetti per certi scopi non è male ed

“I sondaggi mi danno allo 0,5 per cento? Sbagliano. Raccoglierò non meno del 4,5% dei consensi, puntando sul voto di passione” (Giuliano Ferrara, Corriere. it, 28 marzo 2008)

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Copyleft e Open Source, amici ma non troppo
zioni non modificabili”: io decido che nel mio documento una sezione è più bella di altre e non consento modifiche, perché quella sezione è cotua festa di laurea, o se voglio anche nella tua gelateria, puoi farne una cover per triangolo e basso tuba senza dovermi vendere i reni, e tutte queste cose non sono esclusive. Posso scegliere di non vincolarti alla Creative Commons, oppure posso farlo, posso scegliere di escludere i fini di lucro, e così via. Lo svantaggio principale è uno: non è una licenza libera, per cui non è conciliabile praticamente in nessun modo con quelle che vengono propriamente dette “libere” e con l’Open Source, da un punto di vista legale. Dove sta il problema? Beh, non ce ne sarebbe, dato il target vero e proprio della Creative Commons (chi è l’idiota che rilascerebbe del software sotto CC?), e il “non essere libero” in confronto alla GPL non è un “non essere libero” in toto. - GPL. La General Public License è un po’ la licenza più usata in campo software. Ce ne sono un sacco di varianti, ad esempio la LGPL, scoraggiatissima dai puristi, che è quella che consente al programma libero di essere usato come base di programmi non liberi: si usa per molte librerie importanti, come quelle di GIMP, ad esempio. Consente più o meno tutto, libertà di ridistribuire, di modificare, di migliorare, e perché no, persino di vendere (se qualche poverino è disposto a pagare per del software che potrebbe avere gratis in un’altra forma). È dura pensare che al mondo così tante persone siano disposte a smontare libri, fotografie o canzoni, per cui l’uso di questa licenza in campo artistico non sembra avere significato, mentre sembra non esserci nessun problema per guide e manuali tecnici, in sostituzione di una GFDL che non piace poi così tanto come doveva. In conclusione, o le cose le facciamo bene, senza surrogati, oppure optiamo per Creative Commons, che è innegabilmente la scelta giusta per quelli che si occupano di produzione letteraria, musicale, e così via. La GPL (e la cugina BSD con cui ha un rapporto travagliato) la si utilizza già egregiamente in campo software, ed è da usare qualora l’interesse sia focalizzato sull’ottimizzazione e l’utilità piuttosto che sul prodotto finito (un programma piuttosto che un racconto), tanto per separare nettamente i due ambienti: visto anche il largo uso in campo di manualistica, penso che la prossima seppur contestatissima versione della GPL segnerà la sepoltura della GFDL, che non sembra essere stata pensata così tanto bene. Marco Cabizza marco@autistici.org

La questione “licenze libere”

sì bella che nessuno potrebbe migliorarla. La cosa ha senso, eccome, ma perde abbondantemente di significato nel momento in cui la si vuole conciliare con “la più totale libertà”, che è un po’ quello cui la GPL aspira; ironia della sorte, per vari motivi (probabilmente incluso questo qui), GFDL e GPL

Lettere dal Cestino
La posta di K aspetta le vostre lettere. Opinioni, elucubrazioni e suggerimenti saranno pubblicati nella rubrica Lettere dal cestino, proprio su queste pagine. Scrivete a info@kronstadt.it.

è del tutto naturale. Il grande calcio in culo di questa licenza è arrivato quando tempo fa si scoprì che da un punto di vista legale contempla un aspetto un po’ oscuro, e che creò di conseguenza una controversia chilometrica, le cosiddette “se-

non sono compatibili, da un punto di vista legale. - CC. Le Creative Commons sono tante, piuttosto carine, e su misura. Quali siano i vantaggi, beh, li sappiamo tutti. Alcuni diritti riservati, dunque, puoi suonare il mio pezzo alla

Considerazioni sul mondo dell’arte
Le librerie d’arte si stanno moltiplicando ed espandendo e ordinare on-line è sempre più facile. Peccato che tutto ciò richieda comunque una particolare capacità di ricerca da parte del consumatore. Inevitabilmente il mondo dell’arte è stato contaminato da gossip, scandali promozionali e immondizia che sembrava far parte solo del mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento: l’arte figurativa, però, si sarebbe prefissata di fare cultura e non intrattenimento! È davvero incredibile come debba essere tutto accettato in nome di un falso progressismo e al tempo stesso si debba essere spettatori e anche vittime di un conformismo perbenista conservatore che fa di ogni simo di artisti molto validi. Anche soltanto scoprirli, ancora prima di studiarli, è molto soddisfacente e rassicurante. Inoltre ci sono molti critici, È indubbio che ci sia molta confusione, all’interno della quale si muove anche il mercato che ha un dichiarato interesse ad alimentare tale caos. Ma non ci si deve disorientare: il mercato è talmente imponente che a volte lo si identifica con il mondo dell’arte stesso! Cosa sono le gallerie, i musei e le fiere se non attività commerciali? Cosa sono le riviste specializzate se non spazi pubblicitari? La mia è una chiara provocazione, ma esagerando e generalizzando spero di lanciare un messaggio per fare in modo che chi voglia muoversi nel mondo dell’arte anche da semplice interessato abbia la speranza di farlo non necessariamente secondo un percorso prestabilito. Nicola Zinni Lo Zen preferisce l’attività alla speculazione intellettuale. Obiettivo dello Zen è pervenire al Satori, il “vuoto” che porta ad un più alto livello di conoscenza per la partecipazione attiva e consapevole al mondo. Agenda personale on-line: www.zinnisiincazza.splinder. com

Zinni – Zen

Cosa sono le gallerie, i musei e le fiere se non attività commerciali? Cosa sono le riviste specializzate se non spazi pubblicitari?
giovane artista poco conosciuto una nullità. Siamo tutti impazziti? Per fortuna no! Il sottobosco contemporaneo è ricco, anzi, ricchisamatori e opinionisti che non vengono per nulla toccati dai gusti “proposti e imposti”, dalle mode e dal fascino dell’autorità.

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“Trenta deputati, per un totale di 2 milioni di voti. Questo è il risultato che conta di raggiungere Giuliano Ferrara alle elezioni politiche con la sua lista ‘Aborto No Grazie” (Libero, 13 aprile 2008)

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Libera Morte
(parte quinta)
Spesso è la nostra coscienza o in generale la pubblica coscienza, più che un sistema giuridico incapace, a pretendere una condanna capitale. La nostra coscienza infatti ha sempre bisogno di individuare un responsabile (di delitti o calamità) e imporgli un castigo, proprio per la profonda tendenza dell’uomo a proiettare su un suo simile un’energia negativa non facilmente sopportabile. Il capro espiatorio, scontando le colpe altrui, esorcizza il peccato, può ristabilire Jackson (1919-1965), la scrittrice dei “terrori tranquilli”, che ha aperto la strada al noir contemporaneo statunitense. La prima parte del racconto è abilmente giocata sul filo dell’apparenza: la scena si apre in una serena cittadina della provincia americana, in una ridente giornata di sole, pregna però di un’estraniante irrealtà: attraverso brevi analessi che si susseguono, possiamo capire che la lotteria è una sorta di cerimonia, un rito di potere, sempre esistito all’interno della comunità e che va portato avanti, celebrato ogni anno nelShirley Jackson, scritlo stesso giorno. Le patrice dei “terrori tranrole di nonno Warner hanno un ruolo fonquilli”, ha aperto la damentale nell’econostrada al noir contemmia del racconto, egli è infatti preoccupaporaneo statunitense to che l’abbandono di questa terribile usanza un rapporto di fiducia nei conpossa apportare guai, ribaltare fronti della divinità ed è colle gerarchie sociali e compropevole solo di rappresentare mettere il pacifico andamento l’idea del male. Il capro immodella città. L’impronta allucilato sull’altare della discolpa è natoria dello stile della Jacksicuramente il modo più rapison forma un crescendo di do e indolore per risolvere un horror psicologico che si insiproblema, alleggerire un connua nel lettore a poco a poco e flitto e tacitare il nostro bisolo accompagna alla scoperta di gno di giustizia. La storia e la un finale inaspettato. Anche i letteratura sono costellate di dialoghi sempre più frequenti casi del genere: basti pensare nella seconda parte del testo e all’antico costume ebraico dele espressioni della folla in atscritto nel libro del levitico, altesa provocano un’accelerata le leggende e tragedie greche, movimentazione, portando il all’istituzione inquisitoria dellettore a intravedere l’agghiacl’auto da fé, e così via. Ma anciante epilogo. Ed ecco Tessie che ai giorni nostri processi Hutchinson circondata dalla sommari e/o mediatici testifolla, protestare inutilmente moniano con vigore che queper l’ingiustizia che dovrà susta tradizione non si è spenta e bire; ecco gli abitanti del vilche il capro continua ad esselaggio, e i suoi stessi familiari, re sacrificato seppure con difavanzare verso di lei incitanferenti modalità. A volte la vitdosi a vicenda; eccoli scagliare tima è ben designata e la sua ferocemente, sulla donna, piescelta è condivisa e accettatre e ciottoli, accatastati preta; altre volte invece il capro cedentemente con ordine dai espiatorio è scelto senza tropbambini; eccoli smaniosi di aspa cura, casualmente, come solvere il loro compito per tornell’estrazione di una lotteria. nare il prima possibile alle loE proprio La lotteria è il titoro vite. lo della short-story di Shirley Emanuela Iannotta

Concorso Urban Design Fest
TEMA DEL CONCORSO - LABORATORIO Dare concretezza e formulare i propri bisogni e desideri: un laboratorio che si articola in incontri curati da esperti della comunicazione. PARTECIPANTI Giovani dai 14 ai 3O anni

(Scadenza 15/O9/2OO8) I creativi saranno fonti di ispirazione per i Designer che tradurranno i loro desideri in nuovi strumenti per comunicare in città. Possono inserire da subito i loro contributi (testi, immagini, animazioni e filmati, musica...) sul sito internet. In premio visibilità ai migliori creativi durante la mostra conclusiva (spazio espositivo, materiale di promozione audio e video)

CATEGORIA A “CREATIVI“

(Scadenza 31/1O/2OO8) Progettisti, professionisti e non, che inventino nuovi arredi urbani. Primo premio: 2.OOO,OO euro Secondo premio: 1.OOO,OO euro Segnalazione per il progetto piu’ originale ed innovativo: 5OO,OO euro Segreteria organizzativa: Comune di Pavia, Tiziana Provera – tprovera@comune.pv.it; Led.up di Antonietta Mealli - segreteria@ledup.it Info: www.comune.pv.it

CATEGORIA B ”DESIGNER”

Ero molto più ubriaco di voi
Sogni e visioni - III
I bicchieri tintinnano, si ode un vociare confuso. Sui tasti della fisarmonica sobbalza una melodia, che si tende sulle corde del violoncello, in contrappunto con lunghe note gravi. Subito incalza una voce prepotente e sabbiosa, che alterna canto e parlato. È Vyssotski, un brano dedicato al grande cantautore russo che il regime ostacolò ferocemente; in vita gli fu impedito di pubblicare dischi, ma divenne ugualmente molto popolare: la gente sussurrava le sue canzoni sugli autobus, le insegnava di nascosto agli amici, ai figli, alla fidanzata. Poi è un pianoforte che srotola una musica convulsa - la stessa voce, ora più calda e concitata, canta la fuga dei tedeschi sul Po la primavera del ‘45: si gettavano a fiume aggrappandosi a galleggianti di fortuna, balle di paglia che la corrente subito scioglieva, copertoni di bici sgangherate, alcuni affrontando i gorghi con la sola forza delle braccia. Nell’ultimo brano la voce di prima si fa intima e commossa per narrare la storia che Jacques Stroumsa, violinista della comunità ebrea di Salonicco, ha raccontato nel suo libro Violinsta ad Auschwitz1. Jacques fu salvo perché ai tedeschi piacque come suonava. Un’armonica inquieta e drammatica mima il suono di quel violino: insegue, è inseguita dalla voce, e a tratti la intreccia. Queste tre canzoni insieme ad altri sette gioielli compongono il prezioso mosaico di Resolvezvous, Messieurs, unico CD di Mario Mantovani. I personaggi che Mario canta golari, raccolte personalmenvivono e respirano nelle sue te in quell’angolo prediletto di canzoni, perché lui regala loLombardia. ro il suo fiato, il suo cuore, la Pubblica “La Trilogia della piasua stessa vita. Il suo stile, così personale e partecipato, ci catapulta in Potessi essere i fiumi pochi minuti dentro il che scorrono / e avebrano, accanto al poeta steso sul letto di un re le lavandaie sulla albergo a Torino, nella mia riva pioggia sulla Judenrampe di Auschwitz, legati al pioppo più grande della pianura sotto il temporale. nura”: L’uomo delle bamboPotessi essere la polvere della le (Vallecamonica, 1998), Voci strada / e i piedi dei poveri mi d’acqua (Collana La Biblioteca calpestassero... / Potessi essere i del Vascello 2001), I treni sbuffiumi che scorrono / e avere le favano sulle loro vite (Collana La lavandaie sulla mia riva... / PoBiblioteca del Vascello 2003). tessi essere i pioppi sulla sponda Seguono Riso amaro (Stampaldel fiume / soltanto col cielo soternativa 2004) e i Partigiani pra e l’acqua sotto...2 di pianura tra Oglio Adda e Po Mario Mantovani è autore di (Stampalternativa, 2005). racconti, canzoni e spettacoContestualmente Mario rili. La sua anima vive ancora prende i fatti e i personaggi su quella striscia di pianura storici del Novecento che spesche s’allunga tra Lodi, Crema, so attraversano le sue canzoni Cremona, Brescia, dove abitae i suoi racconti e lavora ad alva un casello ferroviario della cuni spettacoli, coniugando la linea Iseo-Cremona, dismessa dimensione musicale e canora da molti anni. con il teatro: Lettere dalla meLe canzoni sono raccolte in tre moria (1993), Dimenticare il nocassette e un CD autoprodotti: vecento? (1998), La guerra di AlStrada statale n.235 (1987), Prido (2001), Erano gli ultimi giorni ma che bruci Parigi (1989), Sendi guerra (2005). za luogo (1990) e Resolvez-vous, Apre un blog nell’estate 2006, Messieurs, CD (2001), custodituttora attivo per merito di fato nel Museo di Koszalin (Pomiliari e amici: www.mariolonia) intitolato a Vladimir Vymantovani.net sotsky (www.wysotsky.com). L’urgenza di utilizzare la scritElisabetta Verri tura si fa prepotente nel corNote so degli anni 90. Comincia una 1) Jacques Stroumsa - Violinista lunga ricerca, che lo porterà a ad Auschwitz, Brescia, Morcelliapubblicare quattro libri di racna, 2000 conti, molti dei quali nati da 2) Alberto Caeiro, eteronimo di testimonianze di contadini, paPessoa - Guardador de rabanhos stori, personaggi con storie sin(Guardiano di greggi), verso XVIII

Vignetta dalla storica “La linea”, del grande Osvaldo Cavandoli

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Reg. Trib. PV n°594 - ISSN 1972-9669 - Stampa: Industria Grafica Pavese sas, Pavia - Chiuso in Redazione 04-05-2008 - Tiratura 2000 copie - 2008, Alcuni diritti riservati (Rilasciato sotto licenza Creative Commons 2.5 by-nc-sa)

racconti e poesie
Costanza Masi, Simone Tempia, Enrico Bacciardi, Alessio De Santa, Vorrei vedere te. Racconti. Quando sei stata qui quella sera dopo cena ed eri sul letto è stato come avere lo stecco di un Sorbello Sammontana accanto. Non ti muovevi per niente, a ripetere ho sonno, tanto che nemmeno il sonno mi è parso mai così immobile, ma fa niente, perché pur sempre eri accanto a me fino a che non t’ho detto rimani a dormire e m’è parso tu ti svegliassi. Fino a che non t’ho sentito forte la testa in una mano (la destra) e avrei voluto dirti spogliati, ma che vuoi, mica sempre si può. Con te lì che eri ferma peggio che se ti stessero torturando, peggio che. E ti metti di spalle e mi chiedi ma li sai fare i massaggi? e che vuoi che ti risponda, t’avrei risposto sì anche da monca. [Costanza Masi, La Svizzera dentro] Parcheggio nel primo posto libero che trovo a circa mezzo chilometro dalla casa e cerco un bar dove infilarmi a bere qualcosa per calmarmi i nervi: ho le zampe che tremano e non si possono avere tremori quando si fa una cosa così. Ne trovo uno abbastanza distante dalla casa, entro e ordino un bicchiere di latte: l’ho visto in un film francese che i sicari bevono sempre latte. Mi arriva il bicchierone bianco, ne sbatto giù una sorsata. Mi fa schifo. Ordino un Bushmill doppio e ce lo sbatto dentro: fanculo ai killer francesi. Mi fa ancora schifo, il latte è proprio tremendo. Lascio lì il bicchiere bianco e chiedo un altro whisky e una media bionda. Li mischio. – Il whisky nella birra? Ma che fai? – Mi faccio i cazzi miei con un barista che, a quanto pare, i suoi non se li fa mai. [Simone Tempia, Una brutta storia] Lui la guardò ancora. Sopra non era male. Il giorno dopo, al bar, lui stesso avrebbe detto: – Il sopra, la parte alta, dico, non era male. Grassoccia in faccia, ma non troppo. Era il sotto che non andava per un cazzo bene. Il culo mica bello. I piedi mica belli. Le caviglione... – e poi si sarebbe guardato attorno per vedere se gli altri avventori avrebbero approvato o meno. Avrebbe studiato i loro sguardi con attenzione per vedere se davano l’impressione di osteggiare o giustificare il suo atteggiamento; e avrebbe risposto in base a quello: – Me la sono chiavata comunque – oppure – E quindi non me la sono sentito di chiavarla. Davvero, non ne valeva la pena... non sono così un morto di figa. [Enrico Bacciardi, Storielle da febbre]

“Al mio grido di dolore... gli italiani hanno risposto con una sonora pernacchia” (Giuliano Ferrara, La repubblica, 15 aprile 2008)

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Dedichiamo questa pagina alla presentazione di aluni stralci tratti dai nuovi libri delle Edizioni O.M.P. e delle Edizioni O.M.P. Farepoesia, piccole realtà editoriali pavesi. Rimandiamo chi fosse interessato ad approfondirne la conoscenza all’articolo di prima pagina o al sito web www.mupa.it/libri, dove si trovano le edizioni integrali dei testi. Il lettore perdoni l’imperfetta impaginazione, ma ci è sembrato dovuta una seppur piccola citazione a tutti gli autori ad oggi pubblicati.
Da Tracks for Mira Carlo di Francescantonio track 6 ci sono delle volte in cui mi sento un pianeta di solitudine e allora rido per svegliarmi vero parlo ad alta voce mi rifugio tra le braccia di Mira colleziono i suoi film fingo che ci sia sempre qualcuno vicino a me

– [...] Ho smesso di mangiare, di dormire. Neanche torturare mi dà più la stessa soddisfazione di una volta. – Sì, credo di aver inquadrato il problema, ci sarà da lavorare. – Ci vediamo martedì prossimo, alle dieci, allora – dice il diavolo. – Ma veramente io martedì ho la signora Cazzaniga. Il diavolo consulta una pergamena ripetendo a bassa voce: Casagrande, Caselli, Cazzani. Alza gli occhi sorridendo e mentre scompare dice: – Non si preoccupi, per martedì la libero io. [Alessio De Santa, Col cuore in pace]

Francesco Vietti, Lo straniero. Misterioso delitto nella Torino del Lombroso. L’imputato intende forse… intende forse accusare il compianto Arturo Carena, e con lui tutto il popolo italiano, di aver distrutto la sua primitiva abitazione e di aver compiuto atti indegni in terra d’Africa? Se è questo… se è questo che l’imputato intende dire, signor giudice, io mi indigno e chiedo che mai più sia permesso all’imputato di denigrare e insultare l’Italia in tal modo! E poi… di quali spiriti andrebbe mai vaneggiando, imputato? Cosa crede di ottenere evocando degli spiriti in questo tribunale del Regno? Stiamo parlando di un omicidio, non di magia da quattro soldi!. da Assalti Poetici Tito Truglia Il grande vuoto Annotazioni di poetica… A volte, quando senti l’ispirazione bussare necessaria, ti senti felice al pensiero di ciò che pensi di realizzare… E allora ti prepari afferrando un giornale o una rivista, e prefiguri già la tensione dell’evento con la coscienza che finalmente stia per succedere qualcosa nella tua noiosa giornata… Quindi, apri la porta, ti slacci la cintura, mandi giù i calzoni (o tiri su la gonna). e ti siedi. Senti un freddo gelido sul fondo ma fai finta di niente e aspetti… Ti sforzi... Spingi… Continui a leggere il giornale ma non succede ancora niente… Hai finito di sfogliare e niente! Allora ormai deluso ti rialzi. Guardi, incredulo nel vuoto… Ti ricomponi con indifferenza. Stacchi lo sciacquone e riprendi il tuo schifo di giornata.

Da Autostrada del Sole in un giorno d’eclissi Alfonso Maria Petrosino Nella cantina della Casa bianca Nella cantina della Casa bianca ci sono molti puzzle senza pezzi: un punching-ball e attrezzi di palestra ed una bambola portafortuna, il corpo intatto di un extraterrestre e sassi provenienti dalla Luna e imbalsamata una balena franca e una fotografia di quella bianca. Ci trovi un Golden Globe e un paio di Oscar e fibre di carbonio e poliesteri, l’elenco telefonico di Mosca, lasciapassare degli Affari Esteri, la penna dei trattati e l’uniposka nero per non evidenziare ai posteri i numeri di enormi conti in banca ed una scheda elettorale bianca. Nella cantina della Casa bianca ci sono bibbie senza il libro di Ester, una videocassetta di Blockbuster, probabilmente un vecchio western apologia del generale Custer, una cassa di whisky ed un winchester a cui però il caricatore manca, polvere nera e polverina bianca. Spaghetti surgelati e carne kosher e sedie elettriche e tori seduti e la regina e il re di Bobby Fischer e i suoi pedoni variamente astuti, migliaia di bandiere a stelle e strisce per le madri piangenti dei caduti, e se l’esercito in battaglia arranca una bandiera bianca

Da Poesia d’amuro gruppoH5N1 Hanno già scritto tutto sulla nebbia, le hanno attribuito pelli e squame e zampe sincopate per i graffi sibilanti su stipiti ed infissi. L’accusano di occultare il piacere tra stelle e puntali di campanili o gli occhi di chi fugge gli orizzonti. Cerco qualche crepa nel cielo lurido da cui s’infiltri un sussurro di luce che non trovo nei nostri sguardi grigi impiccati ai lettori mp3.

da Elegia di Dumbarton Oaks, Latitudini Pierluigi Lanfranchi V. Il giornale ha la data di oggi e la lancetta più lunga nel quadrante doppia l’altra esattamente a ogni ora. E sia. Ma non potrebbe essere il padrone di casa a farsi beffe degli ospiti, a mettere apposta gli orologi avanti? I minuti per una loro logica inesplicata invece di scorrere a schiere si addensano, ritardano. Fuori un giardiniere

La foto di prima pagina è di Riccardo Scanarotti, fotomontata dal vostro impaginatore ringraziamo Marco Prete per il manifesto funebre di pagina 3 le vignette di pagina 2 sono di Mauro Biani, (cc by-nc-nd2.5) http://maurobiani.splinder.com la vignetta di pagina 3 è di Stanga Oh, non c’è il Dottor Gonzi... Scana ci ha portato le siga!!! Ho rischiato di rovinare tutto. Orsikkia Per fortuna ci sono i Led Zeppelin! Scana KRONSTADT: iniziativa realizzata con il contributo concesso dalla Commissione A.C.E.R.S.A.T. dell’Università di Pavia nell’ambito del programma per la per la promozione delle attività culturali ricreative degli studenti. Altre entrate sono rappresentate da eventi culturali, feste, concerti, il sangue di chi collabora, libagioni e gozzoviglie varie

Contatti Utili: - Simone Marini, direttore, marinisimone@yahoo.it; - Riccardo Scanarotti, fotografie, scanarovich@libero.it; - Luca Schiavi, impaginazione e grafica, schiavi.luca@gmail.com; ronstadt periodico mensile Numero 40 La redazione di Kronstadt è aperta a ogni tipo di collaborazione. Potete contattarci a: www.kronstadt.it info@kronstadt.it

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