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Principi di fire investigation

Alberto Lagi

Milano, 19 settembre 2013
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Di cosa parleremo
1. Obiettivi di un’indagine di fire investigation 2. Richiami su grandezze fisiche e concetti fondamentali Come avviene una combustione Potenza, temperatura ed energia Le reazioni chimiche I combustibili e le loro caratteristiche L’incendio

3. Doloso o accidentale? La ricerca delle cause di un incendio Gli elementi da analizzare e alcuni semplici calcoli
4. Analisi di tre casi, con il contributo dell’Ing. Roberto Cincotti 5. FDS, Fire Dynamics Simulator. A cura degli Ingg. Ilario Cavallo e Giorgio Cucurachi Lo scopo del convegno è fornire un metodo di analisi rapido ma basato su elementi quantitativi per inquadrare l’origine e le cause di un incendio. A. Lagi - 19 settembre 2013

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OBIETTIVI di un’indagine di fire investigation
Individuare l’origine e la causa dell’incendio attraverso un’analisi tecnica e scientifica dei luoghi.

Un’indagine di fire investigation è un’attività complessa che

presuppone specifiche conoscenze di chimica e fisica e in molti casi il
coinvolgimento di laboratori e specialisti.

A. Lagi - 19 settembre 2013

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Lagi .19 settembre 2013 4 . A. Quantità minima di combustibile che deve essere accesa affinchè la combustione si autosostenga e proceda. il quadrilatero 1. L’energia d’attivazione 4. Il comburente 3.Come avviene una combustione: il triangolo del fuoco – o meglio. Il combustibile 2.

Richiami su grandezze fisiche e concetti fondamentali • ENERGIA: è l’attitudine a compiere lavoro. Esempio: Per sollevare 1. Erg. A. ecc. Calorie..000 kg ad un’altezza di 10m occorre un’energia (lavoro) pari a: 1.8 X 10m = 98..000 Joule • POTENZA: è il lavoro o l’energia liberata nell’unità di tempo.000 kg X 9.19 settembre 2013 5 . Si misura in Watt (Joule/sec) Kcal/h ecc. Si misura in Joule (Newton per metro). Lagi .

000 kg ad un’altezza di 10 metri in un’ora occorre una potenza di 98. Si misura in Watt (Joule/sec) Kcal/h ecc.000 Joule/10 sec = 9.000 Joule/3600 sec = 27 Watt. seppur dotato di opportune leve non ha la potenza per eseguire questo lavoro in 10 secondi. qualsiasi sia la sua robustezza. Lagi .800 Watt. Un uomo. Per sollevare 1. A. Esempio: Per sollevare 1.000 kg ad un’altezza di 10 metri in 10 secondi occorre una potenza di 98.19 settembre 2013 6 . Un uomo dotato di opportune leve ha la potenza per eseguire questo lavoro.Potenza • POTENZA: è il lavoro o l’energia liberata nell’unità di tempo.

ma l’energia immagazzinata nel condensatore. sarebbe capace appena di sollevare una massa di 50 g all’altezza di 1 cm.19 settembre 2013 7 . Lagi .000 Volt ha al suo interno immagazzinata un’energia pari a: 1/2CV2 = 1/2X100X10-12X10. A. Avviciniamo i reofori del condensatore ed immaginiamo che la durata dell’arco elettrico da noi così artificialmente provocato abbia la durata di 5µs (10-6 s) allora la potenza dell’arco elettrico è di 5mJ/5µs = 1.0002 = 5 mJ (10-3 Joule). fra due punte scocca un arco elettrico se queste vengono poste alla distanza di circa 1cm. se potesse essere trasformata in lavoro.000 Watt potenza notevole.Potenza Esempio: Un condensatore elettrico della capacità di 100pf (10-12 Farad) caricato alla tensione di 10. Reofori In aria secca.

15 °C . correlata allo stato di agitazione della materia. Si misura in gradi centigradi °C. tra l’altro.Temperatura TEMPERATURA: è la grandezza fisica. A. gradi fahrenheit °F. Questa quantità di energia è piccolissima. ma sempre diversa da zero. Allo zero assoluto le molecole e gli atomi di un sistema sono tutti allo stato fondamentale (ovvero al più basso livello di energia possibile) e il sistema ha il minor quantitativo possibile di energia cinetica permesso dalle leggi della fisica. Lagi . gradi assoluti = °C + 273. All’aumentare della temperatura aumenta lo stato di agitazione di molecole e atomi e pertanto la loro energia cinetica.15°C è la temperatura in gradi °C dello zero assoluto.273.19 settembre 2013 8 .

A.19 settembre 2013 9 . Lagi .Correlazione tra temperatura e potenza La legge di Stefan-Boltzmann. stabilisce che la potenza.67 x 10-8 W / (m2 K4) In generale la potenza termica emessa per irraggiamento da un corpo è funzione diretta della quarta potenza della temperatura assoluta. irradiata da un corpo nero è proporzionale alla quarta potenza della sua temperatura: P = σ * T4 σ = 5. per metro quadrato di superficie.

gas)  responsabile dei danni termici a quote elevate (rispetto a quella del focolaio). Conduzione  responsabile dei danni di beni a contatto con sorgente di calore. Convezione (fumi. A.Come si trasmette il calore Rilascio di energia termica per: Irraggiamento  responsabile di danni termici a tutti i beni situati in vista della fiamma.19 settembre 2013 10 . Lagi .

19 settembre 2013 11 .L’energia e la tendenza della natura La natura procede verso la stabilità che è in generale lo stato energetico più basso compatibilmente con le condizioni al contorno. A. Lagi .

Lagi . A.I mattoni della natura Tutta la materia è costituita da una combinazione di elementi (gli atomi). raggruppamento di più atomi.19 settembre 2013 12 . Le molecole. si compongono in maniera tale che la loro aggregazione porta ad uno stato energetico complessivo più basso e pertanto più stabile.

Gli elementi in natura A.19 settembre 2013 13 . Lagi .

ossia hanno un energia interna minore di quella dei singoli elementi che li costituiscono. A. l’ Ossigeno.19 settembre 2013 14 . Lagi . Gli ossidi degli elementi che si trovano a SX della tabella degli elementi. Gli ossidi sono i composti che derivano dalla reazione fra un elemento capace di perdere elettroni con l’ossigeno. sono in generale più stabili. La reazione pertanto è esotermica.Le caratteristiche chimiche di nostro interesse Analizzando la tabella del Mendeleev si nota che: Alcuni elementi hanno facilità a perdere elettroni (elementi che si ossidano facilmente) Alcuni elementi hanno facilità ad acquisire elettroni (elementi che si riducono facilmente) come il Cloro. Fluoro.

a parità di concentrazione fra le specie. Lagi .19 settembre 2013 15 . Affinché le reazioni avvengano. è necessario che l’energia cinetica posseduta dalle molecole dei reagenti sia superiore ad un certo valore (energia di attivazione).Le reazioni chimiche Le reazioni chimiche avvengono per urti fra molecole e sono influenzate dalla concentrazione delle specie reagenti. A.

Lagi .19 settembre 2013 16 .Le reazioni chimiche URTO ELASTICO NON c’è reazione tra molecole a bassa temperatura e quindi sono lente REAZIONE tra molecole ad alta temperatura e quindi sono veloci A.

Le specie si urterebbero in maniera elastica. A.19 settembre 2013 17 . L’energia di attivazione di una reazione può essere elevata utilizzando degli inibitori di reazione. L’energia di attivazione di una reazione può essere ridotta mediante l’utilizzo di opportune sostanze chiamate catalizzatori. Lagi .Energia di attivazione Se non si somministra una quantità di energia sufficiente a fare avvenire la reazione questa non ha luogo.

19 settembre 2013 18 .Energia di attivazione e energia di reazione A. Lagi .

19 settembre 2013 19 . Lagi .nell’unità di tempo) generata dal combustibile infiammato è in grado di fornire al combustibile non infiammato l’energia necessaria affinché la reazione di ossidazione (combustione) proceda. La reazione procede se la potenza termica (funzione diretta della quantità di combustibile ossidato .La combustione La combustione è la reazione di ossidazione di una sostanza combustibile che procede autonomamente. dopo il suo innesco. A.bruciato .

Lagi . Solido: ha forma e volume proprio 2.19 settembre 2013 20 .Come gli stati di aggregazione della natura influenzano la combustione Stati di aggregazione della materia: 1. Gassoso: non ha ne forma ne volume proprio A. Liquido : non ha forma propria ma ha volume proprio 3.

Combustibili solidi: principali caratteristiche Materiali plastici. carta e legno T.024 0.43 0.0.0.17 0.580-5.22 0.4 0.078 955 3.167-9.19 0.645-10.078 4.866-7.016 6.48 Polipropilene (PP) Polistirene (PS) Poliammidi Polimetacrilato di metile 350 488-496 429 450-462 10.65 Poliuretaniche Poliesteri Fenoliche Epossidiche 460 483-488 497 >300 A.12 .400 0.122 8.12 0.078 5. Auto accensione °C Potere Calorifico Inferiore Kcal/Kg Conduttività termica λ (W/m °K) Calore Specifico Kcal/kg°C PVC rigido PVC elastico Polietilene (PE) 450 450-454 394 3. combustibili.211-8.054 0.17 0.034 0.033 4. Lagi 7.778-9.30 0.19 settembre 2013 0.38 0.495-6.30 21 .406 .21 0.23 – 0.45 0.038 – 0.32 0.210 2.12 .43 0.990 7.540-6.690 6.17 0.28 0.21 0.33 0.32 0.36 ABS Carta Legno 480 360 400 TERMOINDURENTI 9.690 0.990 0.08 0.41 0.122-10.32 0.1.021 – 0.

più flusso termico genera. Temperatura di autoaccensione è la temperatura alla quale il combustibile prende fuoco spontaneamente.1. a parità di velocità di combustione. Lagi .19 settembre 2013 22 . A. Combustibili solidi: Importanza dei vari coefficienti La capacità termica influenza l’energia di innesco (più alta è la capacità termica del combustibile più alta è l’energia d’innesco a parità di temperatura di autoaccensione) Il coefficiente di trasmissione termica è importante per calcolare sia la facilità sia la velocità del procedere della combustione (perché misura la facilità con cui il calore generato dalla combustione si trasferisce dal combustibile già incendiato a quello non ancora incendiato) Il potere calorifico è importante perché più alto esso è.

2.19 settembre 2013 23 . temperatura di autoaccensione. Combustibili liquidi: principali caratteristiche Sono caratterizzati oltre che da calore specifico. Lagi . Con campo di infiammabilità si intende l'intervallo di concentrazione percentuale massima e minima (cioè i limiti di infiammabilità) di un gas o del vapore di un liquido combustibile miscelato con un comburente (generalmente aria). A. anche da punto di infiammabilità (flash point) e campo di infiammabilità. Punto di infiammabilità (o flash point) di un combustibile è la temperatura più bassa alla quale si formano vapori in quantità tale che in presenza di ossigeno (aria) e di un innesco danno luogo al fenomeno della combustione. tra i quali può avvenire la combustione in presenza di un innesco.

19 settembre 2013 24 . di sono necessarie 385 Joule.186*(250-30) • Per portare 1gr di rame alla temperatura di 1.Quantità di energie a confronto Esempi: • Per portare 1 kg di legno al suo punto di infiammabilità circa 250 °C da una temperatura iniziale di 30 °C in condizioni adiabatiche (ideali) occorrono circa 598 Kjoule (0.000-0) A. Lagi .000 °C partendo dalla temperatura iniziale di 0°C.001 kg * (385J/ °K kg)*(1.65 kCal/°K kg)*1kg*4. 0.

19 settembre 2013 25 .2. Combustibili liquidi: Temperature d’infiammabilità Sostanza Temperatura di infiammabilità (°C) Valori indicativi -18 -20 65 13 11 4 > 23 Acetone Benzina Gasolio Alcool etilico Alcool metilico Toluolo Kerosene A. Lagi .

6 0.1 1. Combustibili liquidi: Campo di infiammabilità Sostanza Acetone* Benzina Limite inferiore % 2.2. Lagi .9 Limite superiore % 13 7.19 settembre 2013 26 .1 6.3 7 1.0 * Campo di esplosività A.16 6 19 44 7.5 Gasolio Alcool etilico Alcool metilico* Toluolo * Kerosene 1 3.

3.19 settembre 2013 27 . Lagi . Combustibili gassosi Combustibile Idrogeno Metano Butano Propano * .60 -104 Temperatura Flash point °C Temperatura di autoaccensione °C 560 537 365 450 Esano Acetilene* -22 240 305 * Limite di esplosività A.

5 Limite superiore % 75 15 8.2 2.1 1. Lagi .7 81 * Limite di esplosività A.3.5 2.5 7.19 settembre 2013 28 .5 9. Combustibili gassosi Combustibile Idrogeno* Metano* Butano* Propano * Esano* Acetilene* Limite inferiore % 4 5 1.

02 mJ 0.25 mJ 0.25 mJ 0.15 mJ 0.215 mJ 0.25 mJ 0.02 mJ 0.19 settembre 2013 29 . Lagi .5 – 2 mJ 0.29 mJ 0.55 mJ A.215 mJ Alcool metilico Toluolo 0.29 mJ 0.3. Combustibili gassosi o vapori di combustibili liquidi: energia d’innesco Combustibile Idrogeno Metano Butano Propano Esano Acetilene Benzina Kerosene Gasolio Acetone Alcool etilico Energia d’innesco mJ 0.5 – 2 mJ 1.

205 1. Lagi .Colore e temperature Colore della fiamma Amaranto pallido Amaranto Rosso sangue Rosso scuro Rosso Rosso chiaro Rosso Pallido Rosa Arancione Giallo Temperatura in °C 480 525 585 635 675 740 845 900 940 995 Giallo pallido Bianco Azzurro / Blu viola 1.080 1.400 A.19 settembre 2013 30 .

600 a 3.300 a 1.500 °C Combustibili gassosi: Temperatura da 1.Le temperature della fiamma Combustibili solidi: Temperatura da 500 a 800 °C Combustibili liquidi: Temperatura da 1.000 °C A.19 settembre 2013 31 . Lagi .

L’incendio L’incendio è una combustione incontrollata che avviene al di fuori di un luogo deputato a contenerla. Un incendio ha origine da: Sostanze Carenze impiantistiche Uomo A.19 settembre 2013 32 . Lagi .

Sviluppo del’incendio: LE FASI Le fasi dell’incendio: Fase 0: Incubazione Fase 1: iniziale o di accensione Fase 2 : Incendio vero e proprio caratterizzato da una emissione di potenza termica quasi costante (velocità di combustione costante) Fase 3: Estinzione A. Lagi .19 settembre 2013 33 .

Lagi . s’annuncia con l’emissione di cattivi odori. Esempio: per gli incendi d’origine elettrica.Fase 0: Incubazione Questa fase è presente nei fenomeni di autocombustione. negli incendi di origine elettrica si sviluppa in archi temporali notevoli.19 settembre 2013 34 . A.

propagazione A.19 settembre 2013 35 . Questa fase è suddivisibile a sua volta in diversi stadi: 1.Fase 1: iniziale o di accensione E’ caratterizzata da grande instabilità. All’interno del volume dove si sviluppa l’incendio vi sono notevoli differenze di temperatura fra le varie zone. Ignizione 2. Lagi . Il fenomeno della combustione può procedere od estinguersi a seconda delle condizioni al contorno.

A. La propagazione della fiamma dipende: dalla quantità di calore prodotto dalla combustione (energia termica generata.19 settembre 2013 36 .Fase 1: iniziale o di accensione 1. Ignizione Dipende dall’infiammabilità dei combustibili (capacità termica dei combustibili. potere calorifico) dalla velocità di combustione (potenza termica generata). propagazione del calore all’interno del combustibile (λ coefficiente di trasmissione termica ) dalla capacità di produrre un notevole volume di gas e vapori infiammabili dalle condizioni al contorno come: geometria e volume degli ambienti l’aumento di temperatura media all’interno dei volumi interessati dall’incendio è modesta. ossigenazione. Lagi . punto d’infiammabilità temperatura di autoaccensione).

Tutto s’incendia. posizione rispetto al focolaio. λ. Lo sviluppo dell’incendio in questo stadio è irregolare e si può spegnere per mancanza di adeguata ossigenazione. 500°C). A questa temperatura tutti i materiali combustibili si accendono.a. Se il calore fornito non è sufficiente a scaldare il materiale combustibile adiacente a quello in cui si è sviluppata la combustione. temperatura di flash point/autoaccensione. (Meccanismo di trasferimentoA. viene raggiunta la temperatura di flash over (c. energia di attivazione. Propagazione La combustione interessa i materiali combustibili la cui ignizione dipende dalle caratteristiche intrinseche degli stessi (capacità termica. pertanto finestre aperte o rotte e l’apertura di porte facilita lo sviluppo dell’incendio.19 settembre 37 .Fase 1: iniziale o di accensione 2. l’incendio può estinguersi. Lagi . La temperatura cresce ancora ed i materiali combustibili solidi emettono vapori e gas infiammabili. ossigenazione). Se la combustione nei materiali combustibili prosegue ed il calore generato è maggiore di quello disperso all’interno del volume. del calore: per 2013 convezione ed irraggiamento).

Lagi . bocche di lupo. Pertanto nell’indagine sull’origine e le cause dell’incendio è importante conoscere non solo la quantità dei combustibili ma anche la loro disposizione (la geometria dei locali e la dislocazione di finestre..La quantità di calore prodotto: il carico d’incendio e l’ossigenazione La quantità di calore sviluppato dipende sia dalla quantità di combustibile sia dalla capacità di ossigenazione della combustione.19 settembre 2013 38 .). ecc. A. porte.

Lagi . Cause della propagazione Espansione dovuta al riscaldamento dell’aria PV = kRT rottura di finestre e porte Effetti camino (cavedi scale. ecc penetrazioni d’impianti) Impianti di ventilazione e condizionamento Coperture isolanti Lucernari Vento A.Propagazione dell’incendio E’ importante analizzare le modalità di propagazione della combustione per comprendere se la presenza di altri focolai sia dovuta all’azione dell’uomo od alla sua propagazione naturale.19 settembre 2013 39 .

soffitti ed in minima parte pavimenti. Fatto 100 il calore sviluppato dall’incendio il 60% circa se ne va con i cosiddetti fumi. Lagi .Fase 2: Incendio vero e proprio La combustione procede a velocità costante. la potenza. Il 10% viene irradiato attraverso le aperture (finestre ecc. Se tutti i materiali combustibili avessero lo stesso potere calorifico allora il flusso termico generato. sarebbe costante.) il 30% viene accumulato nelle strutture muri. 30% • Calore accumulato nei materiali • Calore irradiato attraverso le aperture 10% Calore A.19 settembre 2013 60% • Fumi 40 .

Questo è un fatto importante per la determinazione della causa dell’incendio A. Lagi .Fase 2: Incendio vero e proprio La temperatura all’interno del volume interessato dall’incendio non è costante: è più elevata a livello soffitto e decresce con la quota e perciò è minima sul pavimento.19 settembre 2013 41 .

Fase 3: Estinzione
L’incendio dopo aver raggiunta la sua temperatura massima inizia a raffreddarsi per mancanza di ulteriore apporto di energia termica dalla combustione. L’incendio può considerarsi concluso quando si raggiunge la temperatura di 300 °C.

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Dinamica dell’incendio

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DOLOSO O ACCIDENTALE?

In sintesi bisogna capire:
1. Se l’incendio è mono focolaio

2. A quanto ammonterebbe l’energia necessaria ad innescare la combustione
3. La modalità di propagazione dell’incendio Implica in prima istanza la valutazione della distanza fra focolaio e il materiale combustibile circostante

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in condizioni ideali (adiabatiche) alcuni combustibili solidi .DOLOSO OD ACCIDENTALE ? ALCUNI SEMPLICI CALCOLI Calcolo della quantità di energia per portare alla temperatura di autoaccensione.19 settembre 2013 45 . A. Lagi .

381 KJ 751 KJ 594 KJ 627 .36 378 KJ 378 .21 0.32 0. Auto accensione °C Temperatura iniziale Calore Specifico Kcal/kg°C Energia Joule = Kcal*4. combustibili.41 0.034 KJ Poliuretaniche Poliesteri Fenoliche Epossidiche 460 483-488 497 >300 20 °C 20 °C 20 °C 20 °C 0.65 640 KJ 1.186 PVC rigido PVC elastico Polietilene (PE) Polipropilene (PP) Polistirene (PS) Poliammidi Polimetacrilato di metile 450 450-454 394 350 488-496 429 450-462 20 °C 20 °C 20 °C 20 °C 20 °C 20 °C 20 °C 0.21 0.43 0.43 0.38 0.627 KJ 819 KJ >387 KJ A.32 0. carta e legno T.48 0.33 792 KJ 620 .666 KJ ABS 480 20 °C 0.638 KJ 651 KJ 648 .19 settembre 2013 46 . Lagi .45 0.32 616 KJ Carta Legno 360 400 TERMOINDURENTI 20 °C 20 °C 0.Materiali plastici.

sia della bassa capacità termica del rame.CALCOLO DELLA RESISTENZA ELETTRICA DI CONTATTO FRANCO FRA CONDUTTORI DI RAME PREMESSA La resistenza di contatto fra due conduttori è influenzata dalla forza con cui i due conduttori sono tenuti a contatto fra loro. Supponiamo che due conduttori ormai privi d’isolante. siano forzati a rimanere a contatto fra loro. Primo effetto: dopo un tempo misurabile in millisecondi.19 settembre 2013 47 . A. i due conduttori si fondono fra loro a causa sia dell’elevata densità di corrente richiamata dal corto circuito. Lagi .

19 settembre 2013 48 . valore che corrisponde alla sezione nominale dello stesso. La larghezza di contatto per fusione: 0.1 mm A. La lunghezza della fusione dei due conduttori sia di 6 mm (millimetri).CALCOLO DELLA RESISTENZA ELETTRICA DI CONTATTO FRANCO FRA CONDUTTORI DI RAME DATI GEOMETRICI Due conduttori cilindrici a treccia uniti per una generatrice con le seguenti caratteristiche geometriche: Φ = 2. Lagi .5 mm ciascuno a cui corrispondono le seguenti dimensioni: Circonferenza: 7.9 mm2 considerata 4mm2 perché cavo a treccia.85 mm Sezione: 4.

per semplicità di calcolo. quindi la corrente si distribuisce uniformemente su tutta la sezione del conduttore (*).Per il calcolo della resistenza della giunzione appoggiamoci ad una similitudine idraulica. Lagi .5mm (altezza) di ogni parallelepipedo elementare pari al diametro di ogni conduttore. che il contatto sia schematizzabile come due parallelepipedi elementari connessi per una faccia ciascuno con le seguenti dimensioni: a = 6mm b = 0. Se assumiamo. A. La corrente passa da un conduttore all’altro attraverso la sezione di contatto.19 settembre 2013 49 .1mm. senza tuttavia perdere di generalità. c = 2.5 millimetri. (*) Effetto pelle trascurabile alla frequenza di 50 Hz per conduttori del diametro di 2.

588 volte e passa da 0. il corto circuito franco realizza resistenze di contatto veramente basse.78X10-3 = 281X103 A (a 1.78X10-3Ω Come si può vedere.5)X10-3m/(0.19 settembre 2013 50 .14X10-3Ω a 0.14X10-3 = 1.083 °C la resistività specifica del rame diviene: ρ = ρ0(1+0.083 °C) A.5+2. aumenta di 5.017Ωmm2/mX(2. capaci di far circolare correnti intensissime. alla temperatura di 1083 °C.1mmX6mm) = 0.571X103 A (a 20 °C) 220V/0. Con un generatore ideale di tensione da 220 Volt il corto circuito farebbe circolare rispettivamente correnti del valore di: 220V/0.0043X(1083°C-20°C)) = 0.14X10-3 Ω Alla temperatura di 1. Lagi .095Ωmm2/m La resistenza di contatto.La resistenza dei conduttori di rame a temperatura 20 °C è: R = 0.

A.19 settembre 2013 51 . Lagi .

Schematizzazione della zona di contatto R = ρ ( ϴ ) l/s Q = R I2 ϴ = Temperatuta ρ ( ϴ ) = Resistività l = lunghezza A. Lagi .19 settembre 2013 s = sezione 52 .

017mm2/m(1+0.Quantità d’energia rilasciata da un corto circuito franco Ipotizziamo che la linea elettrica utente dove occorra il corto circuito. Lagi . Temperatura ambiente: 30 °C. si possono trascurare la reattanze dei cavi che hanno.0177X(10m+10m)/4mm2 = 0.0177mm2/m Per semplificare i calcoli.0886 Ω A. in modulo. un valore di almeno un ordine di grandezza inferiore al valore della loro resistenza. ρ(30°C) = 0.78X10-3Ω Resistenza dei due conduttori a 30 °C = 0. allora si ottiene: Resistenza di corto circuito 0.0043(30°C-20°C)) = 0.19 settembre 2013 53 . senza perdere di generalità rispetto al nostro problema. abbia le seguenti caratteristiche: Sezione dei conduttori: 4mm2 nominali Lunghezza conduttori dal punto di cortocircuito fino all’arrivo cavi Enel che sono di sezione ben maggiore della nostra linea interna: 20m (10m andata+10m ritorno).

Lagi .049 Ω A. il che ci permette di semplificare i calcoli senza perdere di generalità. e pertanto si può ritenere che l’impedenza interna sia puramente resistiva.500 A = 0.Supponiamo che il trasformatore abbassatore dell’ENEL sia di piccola taglia ed abbia una corrente di corto circuito di fase 4. circa 0.5 kA (kilo Ampère). In questo caso il cosφcc (fattore di potenza al corto circuito) è elevato.19 settembre 2013 54 .7. Con queste assunzioni la resistenza interna del generatore equivalente di una fase del trasformatore è pari a: 220V/4.

589)2 = 223 kW + 1. si sfascerebbe per forze elettrodinamiche) La potenza dissipata sul carico formato dalla porzione di linea di 10 metri e sulla resistenza di corto circuito sarebbero: (0.049 + 0. supponendo nulla la resistenza delle linea ENEL che trasporta energia elettrica dal trasformatore abbassatore al contatore.969 Watt sulla resistenza di corto circuito.0886)X(1. A.78X10-3) = 220/0.0886)X(1. la corrente erogata dal generatore di tensione equivalente sarebbe pari a: I = 220/(0.0886 + 0. Quasi tutta la potenza fornita dal trasformatore sarebbe dissipata lungo la linea di trasmissione e non sul corto circuito. Lagi . alla lunga.78X10-3X(1.589)2 A = 347 KW in calore (il trasformatore.13838 = 1589 A La potenza dissipata in linea e sulla resistenza interna del generatore di tensione equivalente sarebbe: (0.589)2+0.In caso di corto circuito franco.049 + 0.19 settembre 2013 55 .

• Tipo e posizione dei sensori dei due impianti (se presenti). • Tipo di sostanze stoccate con schede di sicurezza. • Fluidi / gas di processo / produzione. Lagi . • Stampa dei Log degli eventi degli impianti anti intrusione e rilevamento fumi se presenti.19 settembre 2013 56 . • Disposizione degli impianti produttivi.Aiuti all’indagine • Informazioni da reperire: • Planimetrie e prospetti degli edifici. A. prodotti finiti). semi lavorati. • Consumi elettrici. • Disposizione delle sostanze stoccate (materie prime.

Lagi . Incendio da autocombustione in un’azienda di riciclaggio gomme e granulati ecologici 2. Incendio da corto circuito in un capannone A. Incendio partito da un frigorifero in una clinica 3.19 settembre 2013 57 .ALCUNI CASI 1.

Verificare la validità della tesi dell’assicurato. I luoghi erano completamente alterati. TESI DELL’ASSICURATO Incendio da autocombustione dei prodotti finiti. Determinare le cause dell’incendio. 1. QUESITI L’indagine di fire investigation è stata eseguita 6 mesi dopo l’accaduto. 2.Caso 1: Incendio in un’azienda di riciclaggio gomme PREMESSA L’azienda si occupa di riciclaggio di pneumatici per produrre gomma per altri utilizzi. A supporto di questa tesi è presentata la relazione del Politecnico di Barcellona sull’analisi di un incendio occorso in una discarica spagnola di prodotti gommosi. Lagi .19 settembre 2013 58 . TESI di fire investigation INCENDIO DOLOSO A. I prodotti finiti sono stoccati in big bag lasciati all’interno dell’azienda.

dipendono matematici. 59 . La reazione di ossidazione del ferro è molto esotermica. Passi scelti 1. La quantità di calore prodotto e la Trovato un errore di stampa nei passaggi potenza di calore prodotto. del Politecnico e giungendo per altra via A. Commenti dopo l’analisi tecnica e scientifica dei luoghi Premessa Analizza il processo di autocombustione avvenuto in una discarica spagnola di materiali gommosi (luogo con un’alta presenza di agenti inquinanti).19 settembre alla 2013 La velocità di corrosione dipende stessa conclusione. Il generatore di calore che aveva causato l’incendio nella discarica era stato attribuito alla corrosione dei residui dei fili di acciaio sepolti nella discarica .Quesito1: Verifica della validità della relazione del Politecnico di Barcellona Relazione del Politecnico di Barcellona Relazione di Fire investigation. Il processo produttivo dell’azienda si trova in un’area industriale ai margini di un paese. 2. Lagi . L’inquinamento industriale è contenuto. partendo dall’ipotesi iniziale dalla velocità di corrosione.

di Barcellona Commenti dopo l’analisi tecnica e scientifica dei luoghi Tesi L’incendio occorso all’interno della discarica spagnola è causato da autoaccensione Se le condizioni atmosferiche nell’azienda esaminata fossero state identiche a quelle del caso spagnolo. Lagi .19 settembre 2013 60 . sarebbe stato impossibile nell’arco temporale intercorso tra la produzione del materiale racchiuso nel big bag e il giorno in cui è scoppiato l’incendio. avessero potuto portare i prodotti finiti all’autocombustione. che l’energia prodotta in condizioni estreme e assolutamente non paragonabili a quelle reali. Il punto d’infiammabilità della gomma è maggiore di 250 °C.Relazione del Politecnico Relazione di Fire investigation. La sopratemperatura massima raggiungibile in queste condizioni estreme era di appena 34 °C. La temperatura di autoaccensione è > 290 °C L’incendio non è stato causato da autocombustione dei prodotti finiti A.

ipotesi probabile ma non attendibile per le conoscenze di chimica e fisica che l’attentatore avrebbe dovuto avere. La conclusione:  impossibile l’ipotesi dell’incendio casuale dovuto a sopratemperatura dei prodotti finiti causata dal processo produttivo (frantumazione)  impossibile l’ipotesi dell’incendio casuale per fulminazione da evento atmosferico  impossibile l’ipotesi dell’incendio con ordigno incendiario e/o esplosivo  Possibile l’innesco per sabotaggio attraverso l’utilizzo di opportuni ossidanti dall’effetto ritardato. VERIFICHE alla luce dei fatti rilevati e delle analisi.19 settembre 2013 61 . SOPRALLUOGO ACCURATO dove è stato rilevato:  3 distinti focolai dell’incendio. A. Lagi .Quesito 2: Determinazione delle cause dell’incendio L’indagine è stata così condotta: 1. tutti non collegabili tra loro  2 di questi assolutamente incorrelabili per la dinamica dell’incendio  In uno la combustione era partita dal basso e non dall’alto 2.

. E’ necessaria una grande perizia unita ad 62 Intenzionale mediante l’utilizzo di opportuni accelerati SI SI Sabotaggio Poco SI . però. Con questi tipi d’innesco però non sono spiegabili i seguenti fatti: 1) il danneggiamento localizzato di alcune aree dei portoni di chiusura dello stabilimento. Casuale Autocombustione per fenomeni corrosivi su NO acciaio Elettrico Poco Combustione causata da sovratemperatura generata dal processo di NO produzione del ciabattato Fulmine NO NO Attentato con ordigno esplosivo Attentato con ordigno Incendiario Poco SI Intenzionale Se l’attentato avviene con più di un ordigno incendiario di tipo e potenza diversi gettati sia all’interno dello stabilimento sia all’esterno e contro i portoni allora i fatti rilevati possono coincidere con questo tipo d’innesco. I VV. non hanno rilevato la presenza di residui dovuti ad ordigni incendiari I fatti osservati e riportati nella relazione sono tutti spiegabili con questo tipo d’innesco.Tipo d’Incendio Causa dell’innesco Probabile Possibile NO SI NO NO NO NOTE Con l’innesco casuale però non sono spiegabili i seguenti fatti: 1) il grande danneggiamento del muro esterno del capannone. a partire dal livello stradale. in corrispondenza della tettoia. 2) il danneggiamento localizzato di alcune aree dei portoni di chiusura dello stabilimento.FF.

Lagi .19 settembre 2013 63 .A.

Lagi .A.19 settembre 2013 64 .

19 settembre 2013 65 .A. Lagi .

Lagi .A.19 settembre 2013 66 .

A.19 settembre 2013 67 . Lagi .

I big bag contenenti i prodotti finiti A.19 settembre 2013 68 . Lagi .

19 settembre 2013 69 . C&P srl A. Roberto Cincotti. Lagi .Caso 2 incendio in una clinica Diamo la parola all’Ing.

valvola di strozzamento.Caso 2 Incendio in una clinica Premessa Il frigorifero era adoperato per la conservazione dei medicinali utilizzati nella clinica (tra questi contenenti composti a base di acetone e etere dietilico) Il frigorifero era la sede del focolaio Determinare se il frigorifero (apparato meccanico/elettrico: motocompressore. Lagi . termostato e illuminazione interna). sia stato la causa dell’incendio o lo abbia subito. condensatore. tubazione. I fatti Quesito Tesi di fire investigation Incendio intenzionale: il frigorifero ha subito l’incendio A. evaporatore.19 settembre 2013 70 .

RACCOLTA DELLE INFORMAZIONI • Raccolta delle informazioni (internet e presso il costruttore) delle caratteristiche del frigorifero: potenza assorbita. 2.19 settembre 2013 71 .. ecc.Come è stata condotta l’indagine 1. Lagi . cercando di alterare il meno possibile la situazione interna (Documentazione fotografica di tutti i passaggi). materiali isolanti utilizzati. • Richiesta al danneggiato dell’elenco dei beni contenuti all’interno del frigorifero. ANALISI DEL FRIGORIFERO • Trasporto del frigorifero nei laboratori per eseguirne l’analisi • Rimozione dei residui della combustione con aspirazione.. struttura costruttiva. tensione di funzionamento. A.

lo ha subito. non vi è stata alcuna fuga significativa di gas frigorigeno dal circuito chiuso del sistema refrigerante. ha subito l’incendio e non ha partecipato alla combustione.  l’impianto refrigerante vero e proprio (composto da compressore azionato da motore elettrico monofase. l’unica utenza elettrica posta all’interno del frigorifero era la lampada d’illuminazione. la cui combustione poteva essere innescata mediante un semplice arco elettrico. vista la sua modesta massa complessiva. anche la totale fuoriuscita del gas frigorigeno. A. interna ed esterna) Il maggior carico d’incendio era localizzato nel porta oggetti in basso della porta anteriore. non avrebbe potuto generare all’interno del volume del frigorifero un’atmosfera infiammabile.E’ stato rilevato: La combustione si è sviluppata sulla porta del frigorifero (zona lontana da ogni utenza elettrica. evaporatore. Lagi . fluido frigorigeno) funziona correttamente. con esclusione di quello appartenente alla porta. tubazioni di adduzione e ricircolo gas frigorigeno.19 settembre 2013 72 . condensatore.  il coibente del frigorifero. CONCLUSIONE: il frigorifero non ha causato l’incendio. In ogni modo.

I prodotti infiammabili erano contenuti nei volumetti ricavati nella porta del frigorifero. La quantità di calore prodotta è stata in ogni modo modesta. comandato meccanicamente dal termostato. e non è stata in grado d’accendere anche il resto del materiale plastico presente all’interno del frigorifero. più probabilmente in fase di apertura del circuito di alimentazione del motore del frigorifero. A. Lagi .Conclusione: meccanismo dell’incendio L’incendio è scaturito da un’atmosfera infiammabile generatasi all’interno del frigorifero per la presenza di contenitori non perfettamente chiusi contenenti sostanze con basso “Flash Point” e grande intervallo d’infiammabilità (ad esempio acetone o Etere dietilico). in fase gassosa. Solo in questo senso il frigorifero è da ritenersi causa dell’incendio.19 settembre 2013 73 . anche per lo scarso ossigeno a disposizione per la combustione. è stata innescata da un arco elettrico che si è generato all’interno dell’interruttore. La combustione. Questo spiega bene la completa combustione del coibente e della plastica di detta porta.

1 Vista dall’alto del frigorifero con l’anta di chiusura del mobiletto al cui interno esso era collocato posta sulla bocca d’ingresso dello stesso.Foto n. 74 .

2 Vista circolare di tutte le superfici esterne del frigorifero sede di focolaio d’incendio.Foto n. 75 .

76 .Foto n.3 Vista circolare di tutte le superfici esterne del frigorifero sede di focolaio d’incendio.

4 Vista circolare di tutte le superfici esterne del frigorifero sede di focolaio d’incendio. 77 .Foto n.

5 Vista circolare di tutte le superfici esterne del frigorifero sede di focolaio d’incendio.Foto n. 78 .

Foto n.6 Si nota il condensatore ed in basso a sinistra il compressore. Questa superficie è quella posteriore rispetto alla superficie da cui si accede all’interno del frigorifero. La parete superiore appare concava, con la concavità rivolta verso l’alto. Il calore generato all’interno del frigorifero, ha prodotto un allungamento delle fibre interne. A causa del materiale isolante con cui sono costruite le varie pareti del frigorifero il calore non si propaga facilmente verso l’esterno. La superficie superiore è rimasta significativamente più fredda della corrispondente interna. Sulle superficie esterna le fibre si sono allungate in maniera minore causando la concavità riportata nella foto. Questo è un chiaro indizio che l’incendio ha avuto origine all’interno del volume utile del frigorifero.
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Foto n.7 Vista dell’interno del frigorifero

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Foto n.8 Vista dell’interno del frigorifero dopo la rimozione delle parti e dei detriti in esso alloggiati.
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Foto n.9 Il coibente della porta di chiusura del frigorifero è completamente combusto.

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Foto n.10 L’interno del frigorifero. Si notano in alto i maggiori danni termici dovuti al fatto che il calore trasportato per convezione tende a salire unito al fatto che il maggior carico d’incendio fosse localizzato nel volume superiore del frigorifero..
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84 .Foto n.. Si notano in alto i maggiori danni termici dovuti al fatto che il calore trasportato per convezione tende a salire unito al fatto che il maggior carico d’incendio fosse localizzato nel volume superiore del frigorifero..11 L’interno del frigorifero.

La scatola bianca indicata dalla freccia rossa è una parte non appartenente al frigorifero (cosa dimostrata con le argomentazioni riportate all’interno del rapporto e nelle didascalie delle foto richiamate).Foto n.57.12 Sulla destra della foto. . Sembra un componente di controllo temperatura per fan coil 85 (vedi foto del particolare n. indicato dalla mano guantata.56 e n. si nota la scatola in plastica all’interno della quale era alloggiato il termostato che impostava e regolava la temperatura all’interno del frigorifero. La scatola ha subito il maggior danno termico nella porzione più vicina alla porta di chiusura del frigorifero.

Foto n. 86 .13 particolare della penetrazione all’interno del frigorifero (visto dall’interno frigorifero) del tubo trasportante gas refrigerante in ingresso ed uscita (espanso).

87 . Il frigorifero non era dotato di resistenza per lo sbrinamento.Foto n.14 lato nascosto dell’evaporatore. Su questo lato non si notano alloggiamenti e attacchi elettrici per la resistenza di sbrinamento. Si nota l’ingresso del tubo trasportante il gas frigorigeno in ingresso ed uscita dall’evaporatore.

Foto n. 88 .15 particolare del frontale dell’evaporatore non so nota alcun attacco per energia elettrica per resistenza di sbrinamento. Il frigorifero non era dotato di resistenza per lo sbrinamento.

16 particolare dell’arrivo della energia elettrica all’interno del frigorifero si nota: la spina con i reofori di neutro e fase e con connessione a terra sul fianco. Per le connessioni si rimanda alla foto n. 89 . uno marrone ed uno nero. Dalla basetta isolante si dipartono tre fili: uno grigio.Foto n. I cavi marrone ed azzurro connessi con due faston in basso sulla basetta isolante.19 che mostra lo schema elettrico.

16 all’interno del frigorifero.Foto n. 90 .17 particolare della penetrazione del cavo elettrico proveniente dalla basetta di cui alla foto n.

Foto n.18 particolare dell’arrivo dei cavi elettrici all’interno della scatola contenete termostato e luce interna del frigorifero si notano: A sinistra interruttore per l’accensione spegnimento della lampada interna 230V 15 W . I cavi marrone nero e grigio (vedi foto n. L’arrivo del cavo di terra connesso sulla carcassa metallica del termostato.19 schema elettrico allegato) 91 .

Foto n.19 Schema elettrico del frigorifero 92 .

49. n.54 e n. 53b.51. 93 . si nota il porta lampade indicato dalla freccia verde ed il termostato meccanico basato su una membrana che aziona un contatto pulito il cui movimento è generato dall’espansione di un gas contenuto in un tubo ed in bulbo ad esso collegato (per i dettagli si vedano le foto n. n. n.55).Foto n.50.52.20 L’interno della scatola di cui alla foto precedente. n. n.53a.

Il poliuretano sottostante è giallo ed integro.Foto n. 94 . Notare il contrasto fra zona nera dove vi è stata una combustione limitatissima.21 Il coibente in corrispondenza della cornice superiore del frigorifero ha subito calore ma non ha partecipato alla combustione.

22 La foto mostra come il maggior danno da calore subito dal materiale isolante è localizzato nella zona inferiore del frigorifero (freccia rossa e bianca).Foto n. 95 .

La foto mostra inequivocabilmente come il materiale isolante ha subito il calore e non ha partecipato alla combustione.23 La foto mostra il particolare del danno termico in corrispondenza del coibente appartenente al lato destro della cornice. 96 .Foto n.

24 La foto mostra il particolare del danno termico in corrispondenza del coibente appartenente al lato sinistro della cornice.Foto n. La foto mostra inequivocabilmente come il materiale isolante ha subito il calore e non ha partecipato alla combustione. 97 .

Foto n.25 La foto mostra il particolare del danno termico mostrato nella foto n. 98 .24.

26 Dopo la rimozione del condensatore è evidente come vi è danno termico sul coibente della parte posteriore del frigorifero. Non vi è danno termico nemmeno in corrispondenza del foro di passaggio delle tubazioni che trasportano sia il gas frigorigeno compresso dal condensatore verso l’evaporatore sia il gas espanso dall’evaporatore al compressore. 99 . Questa parete è quella soggetta al maggior riscaldamento generato dalla dissipazione del calore asportato dall’interno del condensatore.Foto n.

27 mostra come in corrispondenza del lato destro della cornice verticale del pannello posteriore. 100 .Foto n. sotto la pellicola protettiva esterna il poliuretano sia assolutamente integro.

sotto la pellicola protettiva esterna il poliuretano sia assolutamente integro. 101 .Foto n.28 mostra come in corrispondenza del lato sinistro della cornice verticale del pannello posteriore.

Questa foto conferma che l’incendio ha avuto origine all’interno del volume utile del frigorifero.Foto n. 102 .29 Vista particolare del volume dove è alloggiato il compressore. La foto mostra chiaramente come questo dispositivo non ha subito gravi danni termici e pur essendo la macchina con maggior potenza elettrica installata non è stato interessato in maniera significativa dall’incendio.

Foto n.30 Particolare del compressore e del contenitore della morsettiera elettrica che risultano non visibilmente danneggiati da calore. 103 .

Non danneggiata da calore e pulita.Foto n.31 Vista interna della morsettiera. 104 .

32 L’isolamento elettrico dell’avvolgimento del motore monofase del compressore. misurato con opportuno tester d’isolamento a 500 VDC Volt Corrente Continua). risulta corretto 550 MΩ (Megaohm) a 527 VDC.Foto n. 105 .

Anche questo dispositivo non è stato significativamente interessato dall’incendio 106 .Foto n.33 Vista della spina del frigorifero.

107 .34 Particolare ce mostra la lampada d’illuminazione del volume interno del frigorifero.Foto n. Il vetro è integro.

35 La lampada svitata dal porta lampada. 108 .Foto n. E’ integra.

36 Il filamento della lampada è interrotto. 109 . La misura effettuata con il tester lo dimostra.Foto n.

110 .37 Vista particolare del termostato (indicato dalla freccia bianca) che ha la funzione sia d’impostare la temperatura che si vuole ottenere all’interno del frigorifero sia di controllare e mantenere il valore impostato comandando l’accensione e lo spegnimento del motore elettrico del compressore.Foto n.

38 Il contatto del termostato risulta aperto.Foto n. ossia motore elettrico del compressore disalimentato. 111 .

Foto n. 112 .39 Temperatura interna sull’evaporatore con frigorifero in equilibrio termico con l’ambiente circostante.

Foto n.40 Chiusura provvisoria e non a tenuta del frigorifero per test di raffreddamento con lo scopo di verificare l’eventuale presenza di gas frigorigeno all’interno del circuito di raffreddamento attraverso la misura della temperatura sull’evaporatore (durata della prova 5 minuti). 113 .

114 .41 Chiusura provvisoria e non a tenuta del frigorifero per test di raffreddamento con lo scopo di verificare l’eventuale presenza di gas frigorigeno all’interno del circuito di raffreddamento attraverso la misura della temperatura sull’evaporatore (durata della prova 5 minuti).Foto n.

Foto n.42 Chiusura provvisoria e non a tenuta del frigorifero per test di raffreddamento con lo scopo di verificare l’eventuale presenza di gas frigorigeno all’interno del circuito di raffreddamento attraverso la misura della temperatura sull’evaporatore (durata della prova 5 minuti). 115 .

Foto n.43 Connesso il motore alla rete elettrica chiudendo il contatto del termostato il motore si avvia correttamente (lo strumento mostra la tensione di alimentazione 233 VAC Volt Corrente Alternata) 116 .

631 Ampère a 232 Volt per una potenza apparente di 146 VA (Volt Ampère). La differenza fra la tensione misurata dallo strumento di cui alla foto n. 117 . potenza attiva dichiarata 100 Watt.43 e quella misurata con il tester qui mostrato è dovuta alla differente classe di precisione dei due strumenti.44 Il frigorifero durante il suo funzionamento continuo assorbe 0.Foto n.

9 °C 118 .Foto n.3°C a 4.45 Dopo circa cinque minuti di funzionamento la temperatura nel volume dell’evaporatore è scesa da 21.

Foto n.46 Disalimentato elettricamente il frigorifero e rimossa la porta e lasciata circolare liberamente l’aria la temperatura all’interno dell’evaporatore inizia a salire. 119 .

47 La temperatura via via scorre il tempo aumenta. 120 . dopo circa uno/due minuti dallo spegnimento del frigorifero e dalla rimozione della imperfetta chiusura anteriore la temperatura all’interno del volume dell’evaporatore prosegue nella sua salita.Foto n.

121 . La classe energetica è la “B” ossia il frigorifero consuma in un anno da 300 a 400 KWh questo consumo è misurato secondo le norme Cen En 153.48 Dati di targa ed identificativi del frigorifero. Dalla targhetta si rileva che la classe climatica di funzionamento è la “N” ossia il frigorifero funziona bene in ambienti la cui temperatura è compresa fra 16°C e 32°C.Foto n.

per la verifica del grado di tenuta dell’interruttore elettrico azionato dal termostato.Foto n. situato all’interno del volume utile del frigorifero.49 Fase-1 dello smontaggio ed apertura del termostato. 122 .

50 Fase-2 dello smontaggio ed apertura del termostato. 123 . per la verifica del grado di tenuta dell’interruttore elettrico azionato dal termostato. situato all’interno del volume utile del frigorifero.Foto n.

124 . per la verifica del grado di tenuta dell’interruttore elettrico azionato dal termostato. situato all’interno del volume utile del frigorifero.Foto n.51 Fase-3 dello smontaggio ed apertura del termostato.

situato all’interno del volume utile del frigorifero.Foto n.52 Fase-4 dello smontaggio ed apertura del termostato. 125 . per la verifica del grado di tenuta dell’interruttore elettrico azionato dal termostato.

La freccia bianca indica l’attuatore azionato dall’espansione del gas che agisce sull’interruttore sotto mostrato Foto n. per la verifica del grado di tenuta dell’interruttore elettrico azionato dal termostato.53b Fase-5 dello smontaggio ed apertura del termostato. 126 . situato all’interno del volume utile del frigorifero. Vista dell’interno dell’interruttore azionato dal termostato.Foto 53a.

Foto n. Essi si trovano all’interno di un volume aperto ossia penetrabile dall’atmosfera interna del frigorifero. 127 .54 Particolare dei contatti elettrici azionati dalla membrana mobile del termostato (vedi foto 53a).

Foto n. Essi si trovano all’interno di un volume aperto ossia penetrabile dall’atmosfera interna del frigorifero. 128 .55 Altra vista dei contatti elettrici azionati dalla membrana del termostato (vedi foto 53a).

molto probabilmente è il coperchio di un termostato da FAN-COIL.Foto n.56 particolare del coperchio di un apparato elettrico trovato all’interno del volume del frigorifero che non appartiene all’impianto dello stesso. 129 .

Foto n. molto probabilmente è il coperchio di un termostato da FAN-COIL. 130 .57 particolare dell’interno del coperchio di un apparato elettrico trovato all’interno del volume del frigorifero che non appartiene all’impianto dello stesso.

19 settembre 2013 131 . adiacente al contattore Enel dell’energia.3. L’innesco dell’incendio che ha portato al corto circuito. Incendio in un capannone Premessa Tesi dell’assicurato Incendio del 2001 all’interno di un capannone L’incendio è di natura elettrica e il focolaio è in un quadro elettrico generale sito in una zona adibita a magazino. rinvenuti dall’assicurato in prossimità di un soppalco. L’incendio una volta innescato si sarebbe sviluppato rapidamente per le ampie finestrature e gli ampi portoni di accesso. è avvenuto fra due conduttori di rame. Lagi . Quesito Tesi di fire investigation Richiesta di fire investigation del 2012 Incendio intenzionale A.

Giorgio Cucurachi e Ilario Cavallo A.Come è stata condotta l’indagine 1. Lagi . LA PROVA DEL NOVE  La simulazione con FDS – Fire Diynamics Simulator. RACCOLTA DELLE INFORMAZIONI Lettura critica delle relazioni dei fatti realizzate dopo l’incendio:  relazioni dei periti  rapporti dei VVF  Testimonianze documentate rilasciate dopo l’incendio 2. CONSIDERAZIONI 3. A cura degli Ingg.19 settembre 2013 132 .

19 settembre 2013 133 .1.48 • L’ultima visualizzazione oraria della centralina di allarme è 3.45 l’incendio era eclatante • I vigili del Fuoco vengono avvisati all’3.15 non vi è alcun segno dell’incendio • All’3. A. Le informazioni documentate raccolte • All’ 3.55. Lagi .

 nei campioni prelevati in contraddittorio ed analizzati vengono trovate tracce di sostanze acceleranti.  Carico d’incendio: 256.000kCal/(4.400kCal/kgX800m2) = 73 kg Legno/m2 A.1.  La copia del file “Log degli eventi” della centralina dell’impianto anti intrusione perimetrale dell’azienda alle ore 05:25 segnala che è venuta meno l’alimentazione elettrica della centralina (mancanza rete).19 settembre 2013 134 . Fatti rilevati dai periti nel corso dei sopralluoghi  l’incendio si è sviluppato a macchia di leopardo ed è stato causato da più di un focolaio d’incendio. Lagi .904.

800 Joule per ogni secondo di permanenza del corto circuito franco. in termini d’energia: 1. Per saldare i due conduttori fra loro.800 Watt. 27 millisecondi. si dissipa per effetto Joule lungo i conduttori che portano l’energia elettrica dal trasformatore abbassatore alla resistenza del corto circuito 3. Perchè l’energia termica riolasciataA. fra due conduttori di rame del diametro di 2. La maggior parte dell’energia fornita dalla rete elettrica. che scomparso l’isolante interposto fra i due conduttori di rame a causa della sua combustione. nel nostro caso 49 Joule).19circuito settembre 2013 135 combustibili allo stato solido. • La potenza termica prodotta da un corto circuito franco. I conduttori. i fili nudi fossero venuti a contatto fra loro generando un corto circuito franco. inoltre. grazie al calore generato dalla corrente elettrica. La centralina rimane alimentata dalla rete elettrica fino alle ore 5. in caso di corto circuito franco. la bassissima resistenza del contatto avrebbe richiamato dalla linea di alimentazione una corrente d’intensità tale da generare una notevole forza di repulsione fra i conduttori separandoli. . questi dovrebbero essere stati tenuti a contatto fra loro da una forza esterna di cui non c’è nessuna evidenza e nessuna spiegazione. si sono fusi solo parzialmente. il corto circuito pertanto deve aver avuto una durata brevissima c. sul corto è modesta e è incapace di accendere Lagi .5 mm (millimetri) è modesta (circa 1. Considerazioni: le contraddizioni 1.a. Due cavi elettrici si saldano per cortocircuito SE e solo se sono tenuti da una forza esterna (legge di Biot-Savart): • Ammesso per assurdo.25 nonostante la tesi dell’assicurato sostenesse che l’incendio fosse stato di natura elettrica  incompatibilità con la saldatura dei due cavi e se questa è ritenuta origine 2.2.

Lagi .3. La prova del nove • A questo caso è stato applicato il software FDS Fire Dynamics Simulator.19 settembre 2013 136 . per verificare in maniera scientifica le ipotesi formulate. A.

19 settembre 2013 137 . La trasmissione del calore per convezione è dovuta al moto di fluidi allo stato gassoso. Delle potenzialità e dei risultati ottenibili con il software “Fire Dynamics Simulator” ve ne parleranno gli Ingg.Propagazione della combustione Equazioni Stokes Navier Il meccanismo della trasmissione del calore per convezione è un meccanismo efficiente ed efficace. Lagi . L’avvento del calcolatore numerico permette la soluzione di questo sistema di equazioni per via numerica utilizzando il metodo degli elementi finiti. A. Il moto dei fluidi allo stato gassoso è descritto dalle seguenti equazioni alle derivate parziali che sono chiamate equazioni di Stokes Navier. Questo sistema di equazione ammette facili soluzioni solo con geometrie e semplici sistemi poco complessi. Giorgio Cucurachi ed Ilario Cavallo.