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Introduzione ai sistemi informativi territoriali

un dato grezzo può essere:     Un numero Un testo Un'immagine Etc..

Un dato grezzo NON contiene alcuna informazione. Differenza tra dato ed informazione: un dato è una descrizione oggettiva (risultato di misure o rilevamenti), per ottenere informazione c'è bisogno di una interpretazione/elaborazione dei dati. Questa interpretazione varia a seconda degli scopi, del destinatario, del contenuto, dei tempi etc. Perché una dato abbia contenuto informativo è necessario un DESCRITTORE cioè dei metadati. Un sistema informativo è un insieme di persone, apparecchiature (software and hardware, nel caso queste siano informatiche) e infine di procedure. Il sistema INFORMATIVO serve a trasformare una grande massa di dati in poche informazioni, altamente significative per lo scopo cui sono finalizzate. Oppure a gestire flussi di dati e informazioni.  Questo avviene mediante l'acquisizione, il rilevamento, l'archiviazione ed l'elaborazione. Per poi comunicare le informazioni necessarie ad un'organizzazione per poter gestire le proprie attività. Un sistema INFORMATICO è una parte del sistema informativo, che gestisce informazioni per mezzo della tecnologia informatica (software + hardware). I dati territoriali (o dati geografici): sono caratterizzati da una posizione nello spazio. Troviamo due definizioni di dato territoriale:  ESRI : unisce un dato spaziale con un dato descrittivo; il dato spaziale è un dato sulla posizione, forma e relazione tra le entità geografiche solitamente archiviato come coordinate e topologia; mentre il dato descrittivo è un attributo, cioè un dato che descrive le caratteristiche delle entità geografiche (es. numeri, testi, immagini etc..).
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Quindi un Sistema Informativo Territoriale è un insieme ordinato intorno ad un computer formato da hardware, software e persone per l'input, archiviazione, aggiornamento, visualizzazione, trattamento, analisi e integrazione di tutti i tipi di dati geografici (secondo ESRI 1997). Le componenti in un GIS sono l'hardware, il software, i dati territoriali, le conoscenze delle persone e i metodi/procedure per svolgere un'operazione.

Dal mondo reale al database territoriale
La rappresentazione del mondo reale in un GIS richiede un processo di astrazione e modellizzazione. Il modello del mondo reale dipende da:  Livello di dettaglio  Intenzioni e scopi  Ambiente decisionale (decisioni breve/lungo termine per es.). I fenomeni geografici/territoriali sono modellizzati utilizzando:  Modello campi geografici (model field based);  Modello ad oggetti (model object based). Modello campi geografici: utilizzato per fenomeni continui (cioè che si manifestano in ogni punto della superficie terrestre). Es. temperature, piovosità o elevazione. Abbiamo due tipi di campi geografici:  Scalari, es. quota o temperatura aria, quindi funzioni continue su tutta un'area;  Vettoriali, cioè esistono all'interno di un confine. Stesso valore per tutte le posizioni all'interno di un confine. Es. tipi di suolo, uso del suolo. Modello campo ad oggetto: usati per fenomeni geografici che si manifestano in modo discontinuo. Il fenomeno è facilmente identificabile e nominabile. Es. casa, ponte od albero. Ha proprietà geometriche (es. lunghezza, area) e topologiche (es. intersezione, adiacenza, connettività).

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3 .  Poligono. è una sequenza di punti. ha solo una dimensione e la sua proprietà è la lunghezza. griglie di punti (quote). Ha non ha dimensione.  Linea. La rappresentazione della componente spaziale del dato territoriale si basa sulle seguenti primitive geometriche:  Punto. ha due dimensioni e le proprietà sono il perimetro e la superficie. I principali modelli di rappresentazione dei dati sono il vector e il raster. TIN e raster. La realtà viene rappresentata come una "pila" di layers. e la sua proprietà è la posizione. Modelli di rappresentazione di dati Formalizzano il modo in cui il modello concettuale del mondo reale viene codificato o rappresentato nel modello dei dati ovvero nel computer quindi in forma digitale. Mediante i layers si può separare le informazioni territoriali in funzione del tema.Layers: in un GIS un fenomeno territoriale viene rappresentato con un layer tematico (cioè uno strato informativo che riflette una caratteristica o un particolare uso).  3D che a sua volta si suddivide in : curve di livello. che possiede delle coordinate x e y. Modello vettoriale: usato per fenomeni geografici discontinui (modello ad oggetti) e campi geografici vettoriali. Troviamo modelli di rappresentazione :  2D che a sua volta si suddivide in modello vettoriale o modello raster. è un insieme di linee chiuse.

linee e poligoni. adiacente Contenimento. In un GIS è l'insieme delle regole che rendono esplicite le relazioni spaziali tra i punti. 4 . coincidente. connesso/collegato Contiguità. Senza la topologia le relazioni spaziali sono visualizzate sullo schermo ma non sono archiviate nel database. contenuto Prossimità.Archiviazione di oggetti vettoriali: i dati vengono archiviati come paia di coordinate xy. Tipi di relazioni spaziali topologiche tra entità nel modello vettoriale:      Connettività. Le relazioni spaziali tra entità nel modello vettoriale: TOPOLOGIA è lo studio del luogo. l'accuratezza della rappresentazione dipende dalla densità dei vertici (es. vicino Coincidenza. curve più arrotondate se i vertici sono più ravvicinati).

j). o controllo sull'accuratezza del database (es. direzione e poligoni a sx e dx (contiguità)  Poligoni. ognuno con una sua identità.  basato su geometrie con topologia ed attributi. tubature etc. annotato con (i. individuazione automatica degli errori). o è più costosa. o richiede un aggiornamento insieme a quello della mappa.Struttura di dati topologica:  Primitive del modello vettoriale topologico:  Nodi.  una rete è un sistema di entità lineari (archi) collegate nei nodi.  adatto a simulare spostamenti di risorse (da un punto ad un altro) o destinazione di risorse (da o verso un centro). cioè attributi per il flusso di oggetti come per es. acqua o il traffico.  Archiviate in tabelle del database Vantaggi e svantaggi della struttura vettoriale topologica:  Vantaggi: o archiviazione più efficiente del dato spaziale. archi collegati per racchiudere un'area (definisce una superficie). Quindi fornisce una direzione esplicita.  Semplice e relativamente efficiente per visualizzazione cartografica.  Svantaggi: o richiede più tempo. 5 .  usato per strade. o analisi più veloci ed efficienti per grandi moli di dati. o facilita l'applicazione di tecniche di analisi avanzate (possibili analisi di flussi lungo reti). nelle forma di: da nodo i al nodo j. ferrovie. Struttura a spaghetti (CAD):  Priva di struttura topologica. Modello vettoriale a rete:  struttura vettoriale complessa. collegano archi con nodo inizio e nodo fine (connettività)  Archi..  Richiede più memoria.  ogni arco della rete è rappresentato da due nodi in sequenza. reti elettriche.

Bit = carattere che rappresenta una delle due cifre del sistema binario. 0 od 1. immagini da telerilevamento. modelli digitali del terreno.  La posizione è data dalle coordinate xy oppure dal numero riga e colonna. Proprietà della cella/pixel:  La risoluzione spaziale o geometrica è data dal lato della cella/pixel sul terreno.Modello di rappresentazione raster: rappresenta la superficie come un insieme di unità discrete (tasselli) connesse tra loro. 6 . Le celle sono localizzate con un numero di riga e colonna di una griglia riferibile anche a coordinate del terreno. con celle/tasselli con unica forma e dimensione. rappresenta un pixel. Sistema binario e scale misura dati digitali raster: dati nel Pc vengono codificati con un sistema binario. Possibili tasselli con diverse forme e dimensioni (di solito celle quadrate). Esempio dati raster: scansioni mappe. foto aeree. La griglia è appunto definita da :  N° di righe e colonne  Coordinate degli angoli La risoluzione geometrica dipende dalla dimensione della cella. ortofoto. La griglia nel modello raster: La griglia corrisponde ad un layer tematico od immagine. La cella è la primitiva del raster :  Punti come celle  Linee come sequenza di celle  Poligoni come insieme di celle La cella nelle immagini raster è detta PIXEL. il sistema di riferimento è arbitrario. Adatto per fenomeni geografici continui.  Attributo unico è il DN (numero digitale).

TIN). 7 . Confronto modelli vettoriale e raster Riepilogo modelli di rappresentazione dei dati:  La conoscenza dei modelli di rappresentazione dei dati geografici è importante perché controlla il modo e il livello di approssimazione con cui le entità e i processi sono rappresentati nel database.  Modello raster per fenomeni continui.  Non esiste il modello di rappresentazione ideale. cioè un carattere.  Applicazioni cartografiche avanzate richiedono modelli complessi (es. velocità del sistema). Il numero di bit determina l'intervallo dei valori utilizzabili per una variabile. Considerazioni sul lato della cella Il lato delle cella è un compromesso tra accuratezza che si vuole ottenere e risorse disponibili (es.  Ogni modello è pensato con uno scopo specifico :  Modello vettoriale è per rappresentare "oggetti".  Influenza il tipo di operazione e anche le operazioni che si posso eseguire. volume dati.1 byte = 8 bits.

Il mancato rispetto di questa regola porterà a cattivi risultati o alla mancata integrazione delle mappe in un unico database. il sistema di coordinate delle mappe deve essere lo stesso per garantire la coerenza nella localizzazione delle entità. 8 .Sistemi di riferimento e risoluzione dei dati nei GIS Alcune definizioni (da ISO TC 211): In ogni analisi effettuata con un GIS. che preveda l'uso di due o più mappe.

 Coordinate. poter risalire alla posizione esatta del luogo. 9 .  Identificativi geografici: un sistema di riferimento geografico basato su identificativi geografici comprende una raccolta strutturata di modalità di localizzazione con i corrispondenti identificativi geografici. codice Istat comuni o il CAP. Tali tipi possono essere in relazione di aggregazione o disaggregazione tra loro e formare gerarchie. È essenziale. un indice dei toponimi ufficiale che contiene tutti gli identificativi per il tipo di localizzazione scelto e collega il nome o codice del luogo con le sue coordinate o con una descrizione dettagliata della posizione. Una posizione è un luogo identificabile nel mondo reale.Sistemi di riferimento geografico Sistemi di riferimento geografici:  Identificativi geografici. per es.

10 .  Sistemi di coordinate:  Coordinata: un numero di un insieme ordinato di N numeri che designa la posizione di un punto in uno spazio N-dimensionale (numeri qualificati da unità di misura).  Sistemi di coordinate piane: o sono riferite a una superficie piana. datum (ellissoide e orientamento ellissoide) e primo meridiano. o Griglia di coordinate Est e Nord a 2 assi cartesiani ortogonali. o Reticolo di latitudine e longitudine. Di Udine 030. Friuli 06. prov. o definite da sistema di coordinate geografiche. un sistema di coordinate piane è diviso in zone con proiezioni separate (es.Esempi: I codici ISTAT sono un esempio di identificativi geografici (es. sistema di proiezione e parametri di proiezione. rotazione del cilindro di proiezione su più meridiani con quindi una creazione di più fusi).  Sistemi di coordinate geografiche: o sono riferite a una superficie curva. oppure il CAP. o definite da geoide.  Sistema di coordinate: insieme di regole (matematiche) che specifica come le coordinate devono essere assegnate ai punti. Sistema di coordinate piane: sono basate su:  Un sistema di coordinate geografiche (ellissoide)  Proiezioni cartografiche. comune di Bertiolo 030-010). Per preservare l'accuratezza della posizione assoluta e relativa di un'entità geografica.

WGS84 Sistema Gauss-Boaga Sistema Cassini-Soldner (cartografia catastale) Rappresentazione di GAUSS: Il fuso nella rappresentazione di GAUSS: 11 .E.M. . 50 Sistema U.T.D.T. .In Italia in uso più sistemi di coordinate piane:     Sistema U.M.

Il sistema di coordinate Gauss-Boaga: Il sistema di coordinate Gauss-Boaga: 12 .

Il sistema di coordinate UTM-ED50: Il sistema di coordinate UTM-WGS84: 13 .

N.prj. Mentre il datum globale. 14 . per una certa area.I datum in uso sul territorio italiano:  WGS84. È adimensionale. datum locale europeo per la cartografia internazionale con rappresentazione UTM. L’ellissoide può essere orientato rispetto al geoide in modo che vi sia coincidenza tra il centro dell’ellissoide ed il centro di massa del geoide.B. la migliore approssimazione. Datum globale fa riferimento ad un ellissoide globale geocentrico. datum globale geocentrico per le misure GPS su tutta la superficie terrestre. realizzata mediante la rappresentazione di Gauss. Datum locale e datum globale Nel datum locale si fa riferimento ad un ellissoide orientato localmente e costituisce.: in arcgis i parametri del sistema di coordinate è memorizzato nel file . l'ellissoide è geocentrico cioè origine coincidente con il centro di massa della Terra.  ED50. datum locale per la cartografia ufficiale italiana dell'IGMI. Rapporto di scala: rapporto tra distanza tra due punti sulla mappa e distanza degli stessi punti sulla superficie terrestre.  Roma40.  GE02. datum geodetico per la cartografia italiana con rappresentazione Cassini-Soldner.

E sul dato (immagine) viene rappresentato con la dimensione della cella. È legata al numero e alla dimensione (in termini di ampiezza) delle bande. Perché più piccolo è il pixel e più è alta la capacità del sensore di distinguere due punti diversi vicini tra loro.Tipi di risoluzioni:  Risoluzione spaziale: si usa questo termine di solito nel caso di immagini da telerilevamento (cioè per dati raster). e si concretizza nella dimensione della cella oppure quando si parla di rilevamento con satellite vuol dire anche la dimensione dell'unità minima che il sensore riesce a riconoscere a terra. È la dimensione della minima unità con cui il sensore riesce a distinguere ciò che c'è a terra. Risoluzione spaziale descrive la dimensione della minima unità rilevabile dato il livello di scala. più piccolo è il lato della cella e più alta è la risoluzione.  Risoluzione spettrale: quando il sensore è in grado di scindere l'energia riflessa dalle superfici in tante bande dello spettro. Cioè la capacità di rilevare due punti distinti tra loro che poi viene espressa nella dimensione del pixel. 15 . più bande sono e più strette sono e maggiore è la risoluzione spettrale.

ovviamente scelte in funzione degli obbiettivi della realizzazione. Risoluzione tematica: nel caso di una carta tematica.5 cm sulla carta. La MUC viene stabilita in funzione della scala della carta che voglio realizzare. perciò 0. la MUC verrà scelta in base a quanto rappresentano 0. Quindi la MUC minima è 50x50 metri. Essa viene stabilita per garantire una migliore leggibilità della carta. 16 . Minima unità cartografabile: identifica la più piccola unità rappresentabile sulla carta e al di sotto della quale non vengono rappresentate le entità. Es. Solitamente si stabilisce come minima dimensione quella di 0. Es. Descrive il livello di aggregazione tematica. quindi resa più agevole grazie al fatto che nella carta vengono rappresentate le caratteristiche essenziali. cioè 1cm sulla carta corrispondono a 100m nella realtà.5cm.5cm sulla carta sono 50metri. carta 1:10000. rilevati sulla carta. in quanto è la minima dimensione facilmente riconoscibile sulla carta stessa. carta con 10 classi ha una risoluzione tematica maggiore rispetto ad una carta con solo 5 classi. è praticamente il numero di classi presenti nella legenda.

georeferenziazione etc.  Raccolta di dati in campo. Foto aeree.) oppure con dati cartacei (digitalizzazione). GPS.Acquisizione e immissione di dati territoriali Ogni analisi o progetto territoriale si basa su una banca dati territoriale (database territoriale). con GPS. Sviluppo di un database territoriale: riguarda tutte quelle operazioni per portare i dati territoriali in un unico database territoriale del GIS. Cosa richiede:  Definire il fabbisogno di dati. Parametri di qualità del dato definiti. conversione di coordinate.  Integrazione nel database. con dati digitali (importazione in formato voluto. La creazione di un database territoriale è la parte più onerosa (in termini di tempo.  Acquisire dati esistenti. Mappe cartacee. Immagini satellitari. es. 17 . Modello di rappresentazione del dataset (raster o vector) compatibile con il tipo di analisi e operazioni previste dal progetto. La banca dati territoriale di un GIS è un insieme di datasets (cioè di layers del GIS) con:     Copertura geografica dell'area.  Richiede operazioni di immissione il più possibile automatizzate e standardizzate. Stesso sistema di coordinate. risorse economiche ed umane) di un progetto territoriale. Principali fonti di dati:       Mappe digitali. Rilievi topografici.

modelli di rappresentazione vector/raster).  Proprietà o distributore. Esistono degli standard che li definiscono: es. scala. Esempio di un insieme minimo di metadati: Informazioni utili per acquisire dati esistenti (informazioni consultabili nei metadati):  Compatibilità fisica dei dati (es.  Metadati: strumento indispensabile per accesso.Acquisizione di dati esistenti:  Fonti interne alla propria organizzazione (dati già presenti all'interno del proprio GIS). la qualità. fornitori pubblici o privati.  Vincoli. ISO 19115. Metadati: sono dati su dati. acquisizione ed uso dei dati. copyright. Consentono una corretta interpretazione ed uso dei dati. di coordinate. 18 .  Fonti esterne. es. per es. cioè descrivono il contenuto. le condizioni ed altre caratteristiche dei dati. sist.

Terraitaly. Mapcenter.it. 19 . Etc.it.Fornitori pubblici di dati territoriali: Fornitori privati di dati territoriali:     Geoshop.it.

o immettere attributi. o ed infine rilevare errori di immissione dati.. e devono avere linee più grosse di 0.  Altre periferiche. non devono essere rovinate o piegate. es.Digitalizzazione di dati territoriali: cioè la conversione di un dato territoriale (es.:  Per produzione od analisi di carte tematiche:  Fotointerpretazione a video. scanner o tavoli digitalizzatori. mouse. o Altre operazioni dipendono dal tipo di lavoro successivo.  Integrazione di grandi quantitativi di carte di base in un GIS:  Vettorializzazione automatica di mappe.  oppure per carte tematiche storiche. o Usato per:  grandi quantità di carte di base in B/N.  Vettorializzazione manuale di entità.  Digitalizzazione con scanner: o Conversione di dato territoriale da cartaceo a digitale (immagine raster) per mezzo di scanner.tastiera etc. foto aerea o mappa) da formato cartaceo a formato digitale.  stampe o negativi di foto aeree. 20 .1mm.  Software GIS o altro software dedicato con funzionalità per: o immettere valori coordinate (interfaccia con digitalizzatore oppure editing a video). es. o Richiede sempre la georeferenziazione. La digitalizzazione di dati territoriali richiede:  Hardware dedicato. per es. o Le mappe per poter essere scannerizzate devono avere una buona qualità cartografica.

schiaccia un pulsante per registrare la posizione del punto e le sue coordinate).  La tolleranza di snapping definisce la distanza entro la quale due punti sulla mappa sono considerati come coincidenti. È una funzione dell'editor del software e viene usata durante l'editing cioè l'editazione (per es. un punto per una schiacciata di pulsante. o Produrre carte tematiche da immagini telerilevate.  Servono specifiche funzionalità del software (es. (usa cursore o mouse. vettorializzazione manuale di entità) delle entità a video.) su layers separati.  Lo snapping si applica a punti e linee. 20 punti al secondo). Nelle linee curve una maggiore quantità di punti equivale a maggiore accuratezza.  Digitalizzazione di linee: inserire punti a inizio e fine e dove ci sono relazioni topologiche.  Si usa per: o Digitalizzare mappe cartacee (con tavolo digitalizzatore). Il software per la vettorializzazione manuale prevede alcune funzioni per migliorare ed alleggerire il lavoro. nella digitalizzazione dei poligoni in una carta dell'uso del suolo.Vettorializzazione manuale di entità:  L'operatore traccia le entità geografiche della carta memorizzando coppie di coordinate di punti. linee etc. 21 .  Digitalizzare entità con geometrie diverse (es. software dedicato). Per esempio:  Proprietà di snapping:  Lo snapping consente di digitalizzare nuovi elementi geometrici facendo coincidere il loro limite con quello di elementi preesistenti dello stesso o di altri strati informativi. Si utilizza per es. o Stream mode. o I requisiti di memoria variano a seconda della modalità. immissione di punti a tempo (es. o Vettorializzare scansioni di mappe (con mouse a videoterminale). linee e poligoni.  Due modalità di tracciamento: o Point mode. punti. Alcune regole per la vettorializzazione manuale:  Digitalizzare entità una sola volta.

 Ha una buona accuratezza nel posizionamento dei punti cioè a cursore fermo e schiacciato in continuo. il valore delle coordinate varia di soli 0. o Registrazione mappa una sola volta. o Correzione errori (reediting). o Preparazione mappe. Le operazioni tipiche per vettorializzare a video:  Scansioni. linee e poligoni. da un cursore per permettere l'immissione dei dati e da un software per il settaggio del tavolo. o Tutte le entità saranno in coordinate reali. o Risparmio costo del tavolo.15mm.  Correzione entità.  Preparazione digitale: o Registrazione mappa: utilizzo di punti di controllo e trasformazione da coordinate tavolo a coordinare reali. è formato da una superficie rigida (formato A0/A1) con all'interno una griglia di fili elettrici sottili.  Salvare spesso i dati. l'origine è l'angolo del tavolo in basso a sinistra e gli assi xy sono i due lati del tavolo. Operazioni tipiche per digitalizzare un dato con digitizer:  Preparazione fisica: o Set up del tavolo digitalizzatore.  Registra le coordinate in un sistema di riferimento arbitrario. Digitalizzazione con tavolo (digitizer):  Il tavolo digitalizzatore. Vettorializzazione manuale a video: l'operatore traccia le entità geografiche con il mouse a videoterminale a partire da immagini da telerilevamento o scansioni di mappe.  Tracciamento di entità. o Migliore organizzazione del lavoro. 22 .  Georeferenziazione.  Vettorializzazione delle entità: o Tracciamento a video di punti.  Vantaggi rispetto al tavolo digitalizzatore: o Possibile ingrandimento a piacere (zoom).

Problemi: o Stanchezza e noia dell'operatore.Alcune considerazioni sull'accuratezza nella vettorializzazione manuale: o o o o La digitalizzazione non migliora l'accuratezza della mappa cartacea. Quindi sconsigliata su mappe cartacee senza plastificazione indeformabile.  Trend futuro è verso scansioni e digitalizzazione a video. Valutare stabilità supporto fisico. mappe piegate o rovinate. Vettorializzazione manuale:     Metodo più comune per creare dati geografici digitali. che porta a commettere degli errori. es. o Entità sono generalizzate. Problemi ai margini o in mosaici di carte cartacee. Digitalizzazione manuale o automatica?? 23 . Alto investimento di risorse umane e di tempo. spostate (offsets) o esagerate (edifici più grandi della realtà). per es. Metodo accurato se effettuato con attenzione. su copie di mappe o su mosaici di mappe. Gli errori su mappe cartacee vengono trasferiti nelle mappe digitali.

conversione automatica da raster a vettore. contenuti in una tabella.  Il dataset è contenuto nel database perché appunto la tabella sta nel database.Conversioni tra modelli dati:  Molti software GIS le prevedono. 24 .  Dataset è una collezione di dati.B.  Vettorializzazione.:  Database o banca data (DB) indica un archivio di dati. conversione automatica da vettore a raster.  Rasterizzazione.  Possibile perdita di parte di informazioni durante la conversione. N.

Integrare immagini da telerilevamento oppure scansioni di foto. Fa parte del processo di immissione e integrazione dati in un GIS. Digitalizzazione manuale di dati territoriali con tavolo digitalizzatore. "aggiustare" il posizionamento sbagliato di un dataset. Le applicazione principali sono:     Integrare scansioni di cartografie in un GIS.Georeferenziazione di dati territoriali Processo per portare un dataset vettoriale o raster da un sistema di coordiante arbitrario ad un sistema di coordinate geografiche o piane noto. 25 .

Ingredienti per una georeferenziazione:  Usare un'appropriata trasformazione geometrica cioè utilizzare equazioni di tipo polinomiale per stabilire una relazione tra coordinate planimetriche di punti noti (di controllo) nei due sistemi di riferimento. Vengono scelti in base:  Facile riconoscibilità.  Serve un dato già georiferito con le coordinate che si vuole utilizzare.  Un parametro per valutare l'errore della trasformazione.  Scelti in maniera uniforme cioè ben distribuiti. 26 .  Non devono essere allineati tra loro. es.). Dato da georiferire: È un dato che non ha associato un sistema di riferimento oppure non conosco il suo sistema di riferimento. In genere si prendono gli angoli della carta. Punti omologhi (punti di controllo GCP): Sono punti sulla superficie terrestre con coordinate note sia sul dato da georiferire che sul dato georiferito (di riferimento). Distorsioni presenti nel dato da georiferire. Preferibilmente in formato digitale vettoriale. incroci. ponti o angoli degli edifici. Dato di riferimento: È una dato in cui sono note le coordinate ed in genere è più accurato del dato da georiferire. In genere si prende il doppio dei numeri minimi.  Un numero sufficiente di punti omologhi (o punti di controllo). una foto aerea oppure un'immagine da telerilevamento. Il loro numero minimo dipende da:     Equazione di trasformazione (es. Riconoscibilità del dato. Può essere una scansione di una mappa.  Un software apposito. polinomiale di 1° ordine o di 2° etc.

Polinomiali di ordine superiore).  Trasformazioni curvilinee ( eq.Trasformazioni geometriche: Usano delle equazioni per stabilire una relazione tra coordinate planimetriche di punti noti nei due sistemi di riferimento. Il numero minimo di punti di controllo dipende dall'ordine del polinomio di trasformazione. Esprime l'accuratezza della trasformazione cioè misura la bontà dei punti di controllo. Lineari di primo grado). L'RMSE deve rientrare nella tolleranza che si intende rispettare. Le trasformazioni più usate sono:  Trasformazioni affini ( eq. Usate se il dato ha distorsioni complesse. Misura dell'errore della trasformazione: si calcola RMSE cioè la radice dell'errore quadratico medio. che misura la deviazione tra il valore delle coordinate reali e il valore delle coordinate stimate nella trasformazione. Calcolo dell'errore su un punto: 27 .

Metodi di ricampionamento dei dati raster: Per aree omogenee: 1. Si effettua il ricampionamento dei valori dei pixel.) 3.  Per variabili quantitative (es. Cubic convolution:  Assegna valore derivante da media pesata della 16 celle più vicine nella griglia di origine.Ricampionamento di dati raster: Applicato su dati raster.  Per variabili qualitative e quantitative. Per aree meno omogenee e quindi più frammentate: 2. 28 . cioè è un processo per determinare nuovi valori dei pixel nella nuova griglia (generata con la trasformazione) a partire dai valori dei pixels della griglia originale. quote. Nearest neighbour:  Assegna valore della cella più vicina nella griglia di origine. Bilinear interpolation:  Assegna valore da media pesata della 4 celle più vicine nella griglia di origine. temperature etc. C'è un confronto tra i pixels.

una superficie. poligoni). o un solo attributo per ogni griglia raster. gestione e interrogazioni Attributi: sono la componente descrittiva dei dati geografici. poligono). o stessa entità è collegabile a più attributi. Es.  descrittori qualitativi o quantitativi di proprietà non spaziali (es.  Nel caso del vector: o è associato alle entità (es. area).Attributi: immissione. seminativo).  quantitative cioè che quantificano per es. L'attributo posso inserirlo come 29 . I tipi di attributo: L'attributo può descrivere delle variabili:  qualitative. Gli attributi sono dei:  descrittori spaziali (es. il punto è un pozzo. Posso assumere diversi valori:  Nel caso del raster: o è associato alla cella. l'inquinamento riguarda metalli pesanti etc. punto. il pozzo è inquinato. linea.  descrittori derivati da proprietà spaziali (es.