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La poesia crepuscolare

La tendenza all’avanguardia
• I Crepuscolari non danno vita a un movimento organizzato • Periodo circoscritto: 1903 – 1911 • L’atteggiamento dimesso e autoironico può sembrare lontanissimo dalle avanguardie • È significativo che alcuni di essi (Govoni e Palazzeschi) aderiscano al Futurismo (in modo assolutamente personale)

Gli elementi tipicamente avanguardistici
• 1. Rifiuto del Sublime e di qualsiasi concezione estetizzante dell’arte
“Sono forse un poeta? No, certo. (…) Chi sono? Il saltimbanco dell’anima mia” (Palazzeschi)

• 2. Critica della figura del poeta e rifiuto dell’immagine del poeta come genio e vate • “Io mi vergogno (…) d’essere un poeta”
(Gozzano) “Non sono dunque un poeta: io so che per essere detto: poeta, conviene vivere ben altra vita!” (Corazzini) “… gli uomini non domandano più nulla dai poeti: e lasciatemi divertire” (Palazzeschi)

• 3. Accettazione dello squallore piccoloborghese e della condizione massificata che accomuna il poeta agli altri uomini
• “le buone cose di pessimo gusto” (Gozzano)

• 4. Negazione della tradizione poetica (D’Annunzio in particolare) • 5. Uso dell’ironia in poesia

Nuove forme
• Verso libero, ironizzazione della metrica tradizionale
• “Perché tu mi dici poeta? Io non sono un poeta. Io non sono che un piccolo fanciullo che piange” (Corazzini) • “Loreto impagliato ed il busto d’Alfieri, di Napoleone i fiori in cornice (le buone cose di pessimo gusto)” (Gozzano)

Nuovi registri espressivi e nuovi temi
• Forte prosasticità • Lessico basso e colloquiale • Sintassi parlata
• “I fratellini alla sala quest’oggi non possono accedere che cauti (hanno tolto le federe ai mobili. È giorno di gala) Ma quelli v’irrompono in frotta. È giunta, è giunta in vacanza la grande sorella Speranza con la compagna Carlotta!” (Gozzano)

Un nuovo paesaggio
• Orti, sere domenicali in provincia, ospedali, conventi, periferie, parchi….
• “Primavera di foglie in una via diserta (…) Sfogli la tua tristezza monotona davanti alla piccola casa provinciale che dorme” (Corazzini)

• “M’era più dolce starmene in cucina tra le stoviglie a vividi colori: tu tacevi, tacevo, Signorina: godevo quel silenzio e quegli odori tanto tanto per me consolatori, di basilico d’aglio di cedrina…” (Gozzano) • “… In quel silenzio di chiostro e di caserma vive Totò Merumeni con una madre inferma, una prozia canuta ed uno zio demente.” (Gozzano)

Nuovi personaggi
• Monache, vecchie, mendicanti, vagabondi….
• “Sei quasi brutta, priva di lusinga nelle tue vesti quasi campagnole, ma la tua faccia buona e casalinga…” (Gozzano) • “Per la partita, verso ventun’ore giungeva tutto l’inclito collegio politico locale: il molto Regio Notaio, il signor Sindaco, il Dottore” (Gozzano)

• “Smagrita, ricurva, la piccola vecchia girando le strade saltella e balletta. Si ferma la gente a guardarla, di rado taluno le getta denaro” (Palazzeschi) • “… c’è il Mondo: quella cosa tutta piena di lotte e di commerci turbinosi, la cosa tutta piena di quei “cosi con due gambe” che fanno tanta pena…” (Gozzano)

Nuovi oggetti
• Organetti di Barberia, mobilio abbandonato, piccole cose…..
• “Bellezza riposata dei solai dove il rifiuto secolare dorme. (…) Tra i materassi logori e le carte v’erano stampe di persone egregie;” (Gozzano) • “Elemosina triste di vecchie arie sperdute,” (Corazzini: Per organo di Barberia)

• “Un qualche raro balocco, gli scrigni fatti di valve, gli oggetti col monito salve, ricordo, le noci di cocco” (Gozzano)

• → storie private di emarginazione dalla vita • → vicende di un’esistenza umiliata, reclinata su se stessa

Sergio Corazzini

• Nasce a Roma nel 1886 • Muore di tubercolosi nel 1907 (21 anni) • Le sue poesie sono pubblicate tra i 18 anni e la morte • Consapevolezza della malattia e del destino di morte

Contro D’Annunzio
D’Annunzio Corazzini

Sovrapposizione tra arte e vita La poesia aspira al sublime L’autenticità è possesso privilegiato della poesia Superuomo

La vita vera di un giovane malato La poesia aspira all’autenticità Sofferenza, negazione dell’essere poeta Fanciullo che piange

Il “fanciullo”
Pascoli Corazzini

Scoprire la verità attraverso l’innocenza infantile Garante di un privilegio e di una funzione sociale

Il “fanciullo che piange” riflette la condizione reale (negativa) di un’adolescenza priva di futuro Dichiarandosi non-poeta, prende atto della crisi di quel privilegio e di quella funzione sociale → Presa d’atto della crisi della figura del poeta e del valore stesso dell’arte

Ricerca di un nuovo modello di poesia
• Ricerca di un tono umile e dimesso • → profonda consapevolezza della condizione storica della poesia • → disillusione critico-negativa verso i modelli tradizionali • → fiducia nella rifondazione di un modello nuovo

L’ “inutilità” della poesia
• “Piccolo libro inutile” (1906) • In conflitto con la condizione di mercificazione e con l’ideologia della produttività ed efficienza • Verità esistenziale del “fanciullo” destinato alla morte → verità riguardante la funzione del poeta e della poesia nella società di massa

Bisogno di autenticità
• Esperienza reale del dolore • Amore per le “gioie semplici” e le “tristezze comuni” • Sentirsi uomo tra gli uomini • Registro e codice comunicativo comune, quotidiano, che rifiuta il sublime

La metrica
• Il verso libero dannunziano tende a sottolineare le potenzialità musicali della forma • In Corazzini il verso libero crepuscolare tende a un tono medio-basso, intimo e raccolto, desublimante (antidannunziano)

Guido Gozzano

La vita
• 1883 – Nasce a Torino • 1903 – intraprende gli studi universitari presso la Facoltà di Legge a Torino • Si dedica tuttavia alla letteratura, interessandosi soprattutto agli scrittori francesi contemporanei • Attento lettore di Schopenhauer e Nietzsche

• 1907 – prima raccolta di poesie: La via del rifugio • 1911 – seconda e ultima raccolta: I colloqui • La vita è condizionata dalla tubercolosi che si manifesta nel 1907 • 1912 – viaggio in India • 1916 – muore a Torino (33 anni)

La reazione al modello dannunziano
D’Annunzio Gozzano

“Vita inimitabile!” Splendida libertà formale Eccezionalità di temi Poesia come privilegio Gabriele D’Annunzio

Vita breve di malato Schemi metrici chiusi Tematiche borghesi e intimistiche “Io mi vergogno di essere un poeta” guidogozzano

L’importanza del modello dannunziano
• Il rovesciamento e il rifiuto presuppongono l’esistenza e la conoscenza del modello • Anche Gozzano, come D’Annunzio, è letterato (poeta) di mestiere • Anche in Gozzano al centro c’è il binomio arte-vita • → ma: l’arte è una consolazione privata che prende il posto della vita come un sostituto insufficiente

La poesia e l’ironia
• Non è più in grado di affermare alcun valore positivo • Non può indicare prospettive agli uomini • Ha a che fare con valori sorpassati e morti • Potrebbe dedicarsi ad esprimere la nostalgia, ma sarebbe comunque un’illusione (L’amica di nonna Speranza)

• → consapevolezza dell’inutilità della letteratura • → scrivere è prendere in giro se stessi • → l’ironia diventa autoironia (Totò Merumeni)

Le scelte formali
• Le strutture metriche sono regolari e tradizionali, classiche • Ma viene ironizzata tale classicità • Vari artifici: • → ripetizione di parole (“sicuro… sicuro… sicuro”) • → uso di enjambements che mettono in contrasto la “naturalezza” del racconto e l’artificiosità del metro

• → uso di rime eccentriche (“Napoleone – buone” , “camicie – Nietzsche”) • Termini e strutture sintattiche alti dentro a coordinate stilistiche medio-basse • Non rinuncia al linguaggio letterario, ma adotta l’ironia