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DIRITTI NATURALI E DIRITTI UMANI


L'oPPoszIoNE DI PIo XI AI ToTALITARISMI

Nella recente storiografra si opportunamente insistito sul mutamento della posizione di Pio XI nei confronti dei totalitarismi di destra. Da un atteggiamento inizialmente ad essi assai favorevole Ratti passava, nella fase frnale del papato, ad una linea di scontro che solo la morte avvenuta nel febbraio 1939 impediva di portare a pubbliche manifestazioni solenni: il mutamento di prospettive politiche voluto dal successore avrebbe poi indirizzato il governo della Chiesa su altre linee,. In questa ottica si talora sottolineato che la contrapposizione pontificia agli stati totalitari veniva condotta rn
nome della difesa dei

diritti dell'uomo. La tesi,

di un approccio teologico di natura apologetica,, stata ripresa da studiosi di storia. Ad esempio Fabrice Bouthillon nel s.ro preg"uole Naissance d.e Ia
mardit trovava efttivamente fondati nell'insegnamento papale i lamenti espressi dal nunzio a Lisbona secondo cui I'ultimo Ratti si era perduto nella " dfense des droits de I'hommet,. Pi recentemente, in un libro che ha ottenuto grande fortuna editoriale, Emma Fattorini ha ricordato che, se la condanna pontifrcia del totalitarismo dipendeva dal fatto che veniva consrderato come anello conclusivo della catena di errori moderni originata dalla Rivoluzione francese, nondimeno essa implicava la difesa del diritto di tutti
e

da tempo avanzata nel quadro

di ognunoa,

Ora noto che il papato romano, dopo la fase di netta conrrapposizione ai didtti umani seguita alla Rivoluzione francese, arrivava con ieone XIII allssunzione di una nozione di legge naturale di cui il magistero si proclamava custode ed interprete: su questa base ideologica si formulava un programma di tutela di diritti economico-sociali con lbbiettivo di rilancraGiovanni Mrccorr, I diienmi
e

silenzi

di Pio XII, Milano, zooo.


papes

Franco BiFFL Les dloirr de |honme dans le magistrc des I'honne- Approche chrrienne, Roma, 1984, p. r53r59.

r xx, sicle, dans Droirs de

Fabrice BourHrLLoN, La naissance de lamair llne thologie politique 1,ge totalitairc: PieXI (ryzzagsd, Sttasbourg, zoor, p. z7r,:93. Emm FArroRrNr, Pio XI, Hitler e Mussolini. La solnuine di xn pa1a,Torino, 2oo7, p. ro8192.

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DIRIT"II NATURALI E DIRI"|TI IIMANI

re la prospettiva di una riconquista cristiana del consorzio umano su scala planetaria5, All'interno di tale nozione di legge naturale erano comunque inseriti anche diritti attribuiti alla persona. ln tal modo la Chiesa si ergeva a paladina di garanzie giuridiche per gli individui; ma tali diritti naturali della persona, connessi allesigenza di ricostruire un regime di cristianit, avevano ben poco a che spartire con i diritti umani elaborati dalla concreta esperienza maturata nel percorso storico dell'Occidente moderno. Come emergeva con chiarezza dall'insegnamento stesso di Pecci, questi ultimi erano infatti presentari come antitetici a quei didtti di Dio e di Cristo, ai quali doveva conformarsi ogni ordinamento che volesse essere autenticamente civile6. Sappiamo infrne che, sulla spinta di una elaborazione culturale iniziata durante la seconda guerra mondiale, con la Pacem in terris (1963) di Giovannr XXIII, il magistero pontifrcio giunse a rovare larghe zone di convergenza non certo a sovrapporli e identificarli- tra i diritti narurali sostenuri -ma dalla Chiesa e i diritti dell'uomo?. Il problema storico che dunque si pone risulta chiaro: lbpposizione di Pio Xl ai totalitarismi si aliment di una visione dei diritri naturali della persona che si apriva ai diritti umani ? Nel 1947 John Eppstein, il pubblicisra cattolico inglese forternente impegnato ad assicurare alla Chiesa un ruolo internazionale nel mondo democratico post-bellico, ricordava che nella seconda parte degli anni Trenta alcune voci cattoliche si erano levate contro

Bernard PrcrcrnoN ,lglise et les dclarations d"es dtoits d,e |honme dr xvrrr iicle, dans uelle reuue thologiqle, ror/r (rqZq), p.:S8-:77 ; FranzXaver Ke.uruANN, \yirsensorioIogische berlegungen zu Renaissance und Niedergang des larlulisclwn Nararrechrdenlens im ry. und zo. lahrhundrt, in Franz BcKrE und Ernst-Wolfgang BocxENFRDE (d.), Nd, tuirecht in der Ktitik, Malnz, ry'13, p. 126'164.

No

Si u.du, ud esempio, ltnciclica De Jesr Christo rcdemptorc, i^ La cl')i cattolica, 5tl4


(r9oo), p.5rr-512, in cui si auspicava per il secolo ventesimo, riprendendo un prospettiv gi delineatada de Bonald inLa igislddon pdmitive (Lours Gabriel Ambroise DE BoNLD, tl,vres cornpltes, t. Il, Genve-Paris, r98u, p. z5o), la subordinazione deidnitri dell'uomo, che avevano trionfatonel secolo precedente, ai diritti di Dio proclamati dalla Chiesa. Del resro con I'enciclica Annrm s.rcrrn Pecci assumeva quell'ideologia della reglir socile

di Cristo che era nata per proclamare i diritti sovrni di Cristo come criterio ordinatore della vita collettiva: Daniele MENozzI, II primo licotroscimeflto porifcio della regalit so. ciale di Crisro, in Bruna BoccHrNr C^MraNr e Anna Scarrro.ro (d.), Anina e paura. St{di in al1orc di Michele Rancherri, Macerata, 1998, p.28?-305.

Vincenzo Frnnour, Chiesa cattolica e moer.it. Ld scopefia li dititti dell'uono opo I'ev petienza dei totalitarismi, in Franco BoLcINl, Vincezo FERRoNE, Francesco Mancrorr,r. Bnocrro (d.), Chiesa cattolica e modernit, Bologna, :oo4, pp. r7-r3r. Si veda anche Tamara Brocn, Die Stellungnahmen der rmisch-katholischen Arntskirche zur Frage d,er Menschenechte seit r:r5, Frankfurt, :oo8. Non va peraltro dimenticato il ruolo giocaro nell'accertazione dei diritti umani d prte di Giovanni XXlll dal principale estensore dell'enciclica Pacem in tenis, Pietro Pavan: il suo volume, Pietro Priver, La democrazia e le sue ragioni, Roma, 1958, riporrava in appendice la Dichiarazione dei dirrtti dell'uomo del
1789 e quella del 1948.

DANIELE MENOZZI

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i totalitarismi a difesa della persona; ma non poteva fare a meno di aggiungere: n this was somewhat different from the familiar enumeration of the
"Rights of Men and the Citizen" [dal momento che] by the "human person" the christian opponents of the state absolutism meant particulary man as a spiritual being. The most important thing about man, to the Christians, is not his cirizenship but his souls ". Eppstein faceva specico riferimento ad un intervento del domenicano Joseph Thomas Delos all'lnternational Catholic

Conference svoltasi all\a nel 1937; ma basta pensare all'elaborazione compiuta da Jacques Maritain in Humanism e intgral (t936) pet individuare nella cultura cattolica di quegli anni la presenza di una opposizione ai regimi totalitari che definiva le libert della persona a partire non dalle Dichiarazioni dei diritti sostenuti dalla tradizione politica liberal-democratica, bensi dalla considerazione della natura spirituale dell'uomo. Ovvie erano le ricadute di questa impostazione nel determinare limiti alla sfera di autonomia dei singo-

li riconosciuta dai diritti umanie. ll governo di Ratti si sarebbe dunque spinto oltre quella linea di demar'
cazione tra due visioni che gli intellettuali cattolici avve$i ai rcgimi totalitari avevano mantenuto ferma negli anni Trenta, quando avevano con cura evitato di confondere e sovrapporre la tavola dei diritti della pelsona con quella dei diritti dell'uomo ? Certo, a[ momento di diffondere la Carta delle Nazioni Unite pubblicata nel rg48, Maritain sosteneva che le contrapposte correnti politico-ideologiche presenti nel mondo contemporaneo (cattolica, liberale, socialista) non avrebbero mai condiviso le ragioni teoriche di quel documento; si trovavano invece pienamente d'accordo nel promuoverlo sul delle riflessioni indotte in piano pmtico'o. Ti.rttavia tale posizione

-frutto ambienti cattolici dalla dura esperienza del conflitto certo gradita alla S. Sede". 8
e

mondiale'r-1s1

61a

ro I testi essenzili sono raccolti nel volume

John Eemrur.r, Defend tirese hurnan righrs, oxford, 1947, p 8 ll discorso di Delos riportato in Te Fornda tions of lntetnational (hder. Reports presented ar.d Conclusiolts ado|ted at a cotholic Congess on intetnational Peace, Oxford, 1938. Per Maritain rinvio all'edizione che ho sotto mano: lacques MenIrr'Ir, Hllmanisme intpal, Paris, 2ooo, p.I85-r92. Si potrebbero anche aggiungere le prese dl posizione di Charles Journet, semprecondotte innome della difesa dei diritti naturali della persona e dei dirirri delle genti, peraltro ostacolate nella loro manifestazione pubblica dallbrdinario di.esano, che sostenevadi agire in confornitalle direltive pontifrcie: Guy Borss.r*o, Clurles lournet. t89vr97 5, Paris, zoo8, p. 369-44I
Jacques ManIrr'Ir.r, Les droirs de l'honme, Ren

t'

MoucEL (d.), Paris, rq89. Rene Boenroe, Dans Ja tourmente ry4o'r944 Des dtoits de la personne aux roits de l'omme, in Pierre Corr N (d.), Les catholiques franais et I'hritage de ry89- D'un centeaire l'outre. 89-ry89,Paris, 1989, p.199-212 Si veda anche Marcel MrnLE, Le disco&6 des attholiques franan sur les droits de I'homme, iv L, p.355j62.

''

Ole agli inequivocbili articoli de Lossruatore rcmallo e I'a cirilt catrolica, basta rr cordare il tentativo di Pio Xll di appoggiare, in contrapposi?ione quella delle NazLonr

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DIRITTI NATURALI E DIRITTI UMANI

Si pone insomma il problema di capire se il magistero papale, sotto il pontiflcato di Pio Xl, aveva anticipato tendenze e orientamenti emersi assai pi tardi nelle pi aperte correnti cartoliche e riconosciuti intne a livello ufficiale solo dal pontiflcato giovanneo. Ratti avrebbe realizzato una qualche convergenza di Roma con la tesi n da a sessione dellbttobre -avanzata r9z9 dell'lnstitut de droit international di Bruxelles in evidente chiave an. titotalitaria- che i diritti sanciti dalle carte pubblicate negli Stati Uniti ed in Francia nel XVlll secolo erano sottratri alla disponibilit dell'autorir sta. tale, in quanto, appartenenti ad ogni uomo indipendentemente da razza, religione, nazione e sesso, dovevano ritenersi universali, sacri, inalienabili'l ? Non v' dubbio che a queste domande si potr dare una esauriente ri. sposta sulla base di una esplorazione sistematica degli archivi vaticani ora accessibili. Tanto pi che, come hanno mostrto recenti ortimi studi'4, le articolazioni politiche interne alla curia romana appaiono all'epoca assai pronunciate, sicch la comprensione del processo che port allhssuinzione di una determinata linea richiede accurata e paziente indagine. Tuttavn, rimanendo sul piano dei pubblici interventi compiuri da Pio XI, si pu tentare di fornire una prima ricostruzione sufficientemente fondata e atrendibile. Certo non emergono in tal modo le scelte che, tra i diversi orientamenti curiali, vennero concretamente effettuate dal pontefrce, ma si pu certamente chiarire I'insegnamento da lui diffuso che (al di l di eventuali asserzioni rimaste private, come il giudizio sull'ingiustizia dellggressione italiana all'Etiopia) resta quello storicamente rilevante. Per affrontare la questione conviene partire dai primi interventi compiuti da Ratti di fronte al pro{ilarsi all'interno del regime fascista di tendenze che manifestavano la volont di conligurare lo stato italiano in senso totalitario'5. L'enciclica illius magistri (dicembre r9z9)- che Pio XI -Diuini questione dedica alla delltducazione cristiana della giovenr ne costituisce un esempio. Emanata dopo la frrma dei Patti laterunensi, essa riflette la preUnite, la redazione nell'amblto delle Conversazioni cartoliche inrernzionali di San Sebstin di una Carta carrolica dei diritti dell'uomo: Doc,mentos, r (1949), p. r-r5o. Si vedano anche le cririche rivote da Carrigou-Lagrange alle resi marirainiane in nome della tutela dei "diritti di Dio" e dei .dirirri della Chiesa" sulla base dell'insegnamento papale: Charles Jouurr-Jacques Mlmrerr, Coftesponda ce,lll, Saint-Maurice, 1998,
p.635'642.

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14

La Declaration des droits internationaux de l'homme addottata nellbttobre r9z9 in occasione della sessione svoltasi a New York inserita nel sito dell'lnsritutde droit inrerntional : hnp ://www.idi-iil.ore/idiF/resolutionsF/re2e_nyork-o3 Lucia Crcr, La manca ta lettera di Pio Xl a Mussolii pet fermarc I'apessione all'Etiopia, i^ Siidi storici, 48/3 (:oo7), pp.8r7-8+o; Io., " II Fascismo madn I'halia ii roaind.". LE note ineite di monsignor Domeico Ta'dii (zj settembre,tj dicembre ryj5), in Rivijra stor.co itnliana, noh (zoo8), p.313-367.

'5

Rinvierei su questi aspetti l mio saggio L'at teggiamento della Chiesa una iffcok pet la "resis.enza" carrolicd in corso di pubblicazione.

uelso

iI totali.a.rsmo :

DANIELE MNOZZI

48?

occupazione per la caduta di quella prospettiva di una cattolicizzazione delle istituzioni del paese, che aveva spinto il papa a sottoscrivere gli accordi, In effetti Mussolini nel celebre discorso con cui il r3 maggio 1929 presentava alla Camera la Conciliazione aveva sottolineato, tra scroscianti applausi, che il carattere " esclusivamente, essenzialmente fascista n dello stato, implicava lbrganizzazione di una istruzione pubblica conforme a valori derivanti da una fede la nostra fede religiosa ", esclam- che owiamente non pote- " va coincidere con quella cattolica'6. Il documento pontificio, che si richiamava alla replica immediatamente espressa da Ratti il 14 maggio in un discorso tenuto agli alunni del collegio dei gesuiti di Mondragone, asseriva che esisteva un diritto naturale all'educazione anteriore e indipendente rispetto a quello dello stato in quanto scaturiva immediatamente dallbrdine voluto da Dio pet lbrganizzazione della societ civile'7. Tale diritto attribuiva alla famiglia il compito di provvedere all'educazione della prole sotto I'autorit e la sorveglianza della Chiesa. La legge naturale comportava che anche lo stato avesse un compito educativo sui giovani, ma esso era subordinato a quello primario della Chiesa: consisteva nel " proteggere e promuovere, non gi assorbire la famiglia e I'individuo o sostituirsi ad essi ". Il fondamento di queste concezioni stava in una precisa tesi: la " Chiesa, come societ perfetta, non solo ha diritto indipendente sui mezzi rispondenti al suo frne ", ma anche "ogni azione umana [e quindi pure quelle compiute in campo educativo] ha necessaria relazione di dipendenza dal ne ultimo dell'uomo, e per non pu sottrarsi alle norme della legge divina, di cui la Chiesa custode, interprete e maestra infallibile ". Non a caso le affermazioni di Ratti erano supportate da frequenti rinvii a passi del magistero di Leone XIII, in cui, come si detto, il richiamo alla legge naturale, posseduta dalla Chiesa, forniva la base ideo. logica del progetto di una restaurazione cristiana della societ rivolto a tutti

gli uomini.

E dunque evidente che, di fronte al delinearsi nel fascismo di orientamenti totalitari nel campo educativo, Pio XI aveva fatto ricorso alla categoria di legge naturale, per asserire I'esistenza di intangibili diritti nativi " " attribuibili alle persone raggruppate nel consorzio umano, che lo stato doveva rispettare, anzi proteggere; ma anche evidente che la determinazione concreta di tali diritti ela riservata alla Chiesa: non si trattava tanto di riconoscere ad ogni uomo una sfera di autonomia, ma di rivendicare l'au-

torit della Chiesa nello stabilire le fondamentali forme giuridiche della


16 Renzo Dr Fsncr, Mmsoiini ilfascrsrc. llaryaniTyalior,e ello stato fascista (ry25-r9zQ,1o. rino, 1968, p.428-434.

'7

Enchiridion delle enciclice. V Pio XL 1922-1939, Erminio LoR^ e Rir SrMroNfl (d.), Bologna, 1995, p.442-5r7. Ildiscorso del papa agli allievi del collegio di Mondragone rn La cwlt c auohca, Solz (re:e), p.4oj.4o7.

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DIRITTI NATURALI E DIRITTI T]MANI

in funzione della prospettiva di ricostruire una societ cristiana. In tale ottica i diritti dell'uomo acquisivano rilevanza nella mi. sura in cui erano I'esito dellhttribuzione alla Chiesa della direzione della vita collettiva. Di fatto erano i diritti della Chiesa a frssare il contenuto ed
convivenza civile i limiri dei dirifti umani. Poco dopo, di fronte al tentativo del regime di giungere, anche attraverso il ricorso alla violenza, ad uno scioglimento dellAzione cattolica in modo da ottenere un controllo completo della giovent, il pontece eman la nuova enciclica Non abbiano bisogrro (giugno r93r), Qui la pretesa fascista del monopolio educativo veniva qualifrcara come statolatria paganars >. In " tal modo Pio XI cui vocabolario politico non era estranea la categoria -al " totalitarismo " - preferiva ricorrere ad una espressione che la cultura cattolica aveva da tempo utilizzato per stigmatizzare 1o stato liberal-in quanto, separandosi dalla Chiesa, aveva linito per attribuire alla politica la stessa assolutezza e cogenza che spettavano ai valori religiosi'e. Era insomma un modo per ribadire che il papa aveva acclamato nei Patti laremnensi -dopo la frne dei " disordinamenti libe.ali " - che le rivendicazioni della Chiesa in rnateria di diritti all'educazione si distinguevano da quella tradizione politica che aveva elaborato i diritti dell'uomo. La presa di distanza dal fascismo non doveva confondersi con un sostegno a quelle concezioni liberal-democratiche, che Mussolini nei suoi discorsi aveva pi volte deriso. La linea pontifrcia appariva comunque chiaramente espressa nella lettera inviata da Ratti il 3o maggio rgzg, al momento pi acuto delle polemiche sui Patti lateranensi, al segretario di stato, card. Gasparri. I1 papa vi ricordava che il concordato aveva dato vita ad uno ( stato cattolico > che senza difcolt dichiarava potesse definirsi anche " staro fascista,, manifestndo cosl che egli non vedeva, in via di pincipio, antiresi rra cattohcesimo e fascismo. La convergenza tra i due termini era subito chiarita: in tale stato, appunto in quanto cattolico e fascista, non dovevano ammettersi n il diritto alla libert religiosa n il diritto alla libert di manifestazione del pensiero, perch, come Ratti sosteneva fermamenre " libert di coscienza e di discussione devono intendersi e praticarsi secondo la dottrina e la legge cattolica'o,. Questa stessa concezione di fondo riemergeva ancora nell'enciclica Casn connubii (dicembre rg3o) a proposito della famiglia, del matrimonio, dell'eugenetica: senza dilungarci in un esame analitico, basta ricordare che sultB
Enchiridion d,e e enciclice... lvedi n. r?], p.816.

re Il Risorgimento itlino, in quanto ricezione nello stato nazionale dei principi rivoluzronri, era infarti stro dipinro sulle pagine de La ci{.,iL carrolicd come ritorno all'idolatria pagana. Si veda ad esempio Crlo Maria CuRcr, Del moderno regresso al paganesimo, in Lo cioilt canoiica, ro/3 (18 59), p.427-442, e Maueo Lrnrnaronr, Uno replica pel ruTionalisno,

ivi, r/r (r85o),

p. 188-289.

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Enchitidiot delle enciclice... [vedi n.

q],p.rr]e':..zt.

DANILE MENOZZI

48s

la base della rivendicazione del possesso della legge naturale da parte della
Chiesa erano qui determinati i

diritti dei vari attori, individuali e collettivi, implicati in queste materie". Di fronte alle prime tensioni tra papato e fascismo in seguito al delinearsi del volto totalitario del regime, Ratti aveva dun. dirifti della persona umana; ma netta appariva la differenza rispetto ai diritti umani: lbttica ecclesiocentrica che guidava il suo insegnamento ne impediva una piena accettazione: alcuni elementi basilari, che erano in evidente contrapposizione allbrdinamento totalitano alla libert religiosa, diritto alla manifestazione del pensiero -ne -diritto restavano esclusi, Queste posizioni si riproponevano anche di fronte all'a fermarsi di un pericolo totalitario ancora pi netto e preoccupante, quello nazionalsocialista I Ben presto la curia romana, sullbnda della condanna dei hbri di Alfred Rosenberg (Der Mlthus des xx Jahrhunderts, r93r) e Ernst Bergmann (Die deutscheNationalkirche, 1933), fu investita di un preciso problema: occorreva giungere ad una condanna esplicita della dottrina nazista o almeno delle sue espressioni pi radicali ? Non interessa ora seguire il lungo procedimento, del resto gi studiato, che sulla questione ebbe luogo al Sant'Uffrzio"; invece opportuno ricordare la risposta dei due consultori, Alois Hudal e Louis Chagnier, incaricati dalla congregazione romana di preparare una relazione sulla questione, alla richiesta papale di un esame approfondito su tre punti specifrci: nazionalsocialismo, razzismo, totalitarismo'1. 11 testo, presentato nel maggio 1935, nellhffrontare il totalitarismo, ne notava I'antitesi all'insegnamento pontifrcio proprio sul tema dei diritti. ll documento, strutturato come un elenco di proposizioni da condannare, svolgeva l'argomento su tre piani. A livello generale censurava I'assetzione secondo cui lo ttaro totalitario non riconosceva a persone o ssociazioni l'esistenza di diritti anteriori o indipendenti da esso. Seguiva poi una proposizione concernente gli errori attribuiti dallo stato totalitario al magistero ponti6cio che conviene riportare I
que sollevato la questione dei

Errarunt Summi pontices vindicando hominibus iura, quae eis, quoad eorum originem et substantiam non primo comperant ex concessione sratus, sed immedi:te ex iure sive divino positivo sive naturae r ita inter alia: ius vitae et integritatis memEnchiriion d,elle encicliche... fvedi n.
r

/,

p. 588-5e3.

Dominik Bunxeao, Hresie unMlthus des zo. lahrhunderts. Rosenergs nationaisolialistiche \Yeltanschauuns utr dem Tribunal der Rmcen Inqlisilion, Padrborn zoo5, p.98rco, r82-r92, j54'357,38r i Hubert'7or-r' Pils XI nddie "Zeitirltiimer, Die Inititttiven det
rmiscen Inqrisition gegen Rassism,s und Narionaiisrn s, chichte, sth Qoo), p. t-+2.

in Vietteljahrshefl' f

Zeitges'

ll documento riportaro, in latino e in versione italiana, nell'ppendice Peter GoDMAN, Hittet e ilvaticafla. Dasli /'rchiai sesteti vaticai Ia Qeft stol|a ei l/,|Poi.i lta iI naaisno e la
Ciesa, Torino, :oo5, p.276-u99.

DIRITTI NATURALI E DIRITTI UMANI


brorum, ius veree religionis et 6nis supernaturalis; ius mediorum quae ad vitrm
srve

naturalem sive supernaturalem necessaria sont : prearerea' suppositis supponendis : ius connubii fertilis in eoque ius Procreenda et educandae prolis, ius vitae coelibis, ius famae, ius propriettis Ptivatae, ius contrahendi' ius coalnionis.

Infine il terzo punto riguardava I'ambito economico, dove veniva riprcvata la tesi secondo cui individui ed associazioni non godevano di libera iniziativa, ma spettava unicamente allo stato dirigere l'attivit ploduttiva in
vista del bene comune. Ilesigenza di prendere posizione nei confronti del totalitarismo nazista non determinava dunque spostamenti rilevanti nell'affrontare il tema dei diritti attorno cui orgnizzare la societ civile. Si riproponeva la linea espressa nei precedenti documenti pontifici I il totalitarismo metteva in di' delle scussione il controllo ecclesiastico della legge divina e naturale -e poste umadella convivenza essere a base che dovevano loro specifrcazioni na- sicch esso era condannato non in quanto ledeva i diritti umani, ma in quanto ledeva il diritto della Chiesa a flssare le rcgole giuridiche fonda-

mentali della vita collettiva. E peraltro noto che alla frne Pio XI decise, anzich di promulgare un documento di censura del totalitarismo nazista, di emanare in rapida suc' brenneer Sorge, cessione nel corso del marzo 1937 tre encicliche -Mit che avrebbero trattato rrconstantiamFirmissimam Diuini Redemptoris, paesi sottoposti in Germania, nei religiosa situazione spettivamente della
al comunismo ateo e nel Messico anticlericale, prendendo cosi in considerazione, oltre al nazionalsocialismo, anche altri errori presenti nel mondo contempotaneo. I documenti presentano un tratto comune: nelle tre situazioni -carat' terizzabili come egemonizzate da nazismo, bolscevismo e laicismo- viene individuata, sia pure con modalit divene, la negazione dei diritti di Dio e della Chiesa. Tirttavia appariva in essi vigorosa anche l'affermazione, come recitava la Mit brennender Sorge, che .l'uomo, in quanto persona, possiede didtti dati da Dio, che devono essere tutelati da ogni attentato della comunit, che avesse per scopo di negarli, di abolirli e di impedirne I'esercizio " La loro elencazione eta variamente accentuata. Nella situazione tedesca riguardavano in particolare la questione educativa I n i genitori [..,] hanno il diritto essenziale alltducazione dei 6gli, loro donati da Dio, secondo lo sptrito della vera fede e in accordo con i suoi diritti e le sue presli2iqni'a ", Nei paesi comunisti prevaleva il richiamo alla dimensione economico-sociale: il "diritto alla vita, all'integrit del corpo, ai mezzi necessari all'esistenza; [...] diritto alla associazione, alla propriet e all'uso della propriet'5 ". Nel
2a Enchiriion delle

.5

encicLche.. . [vedi

n. rz],p.rroq.

Enchiridion delle enciclice... lvedi n. r7l,p.rr53.

DANIELE MENOZZI

49r

contesto messicano la sottolineatura si volgeva all'.. esercizio dei diritti clvili e politici ', per consentire alle associazioni cattoliche lo svolgimento di un'attivit di assistenza e di giustizia sociale'6. Ma comune a questi testi em pur sempre lncoraggio di tali diritti ad una legge naturale di cui la Chiesa restava non solo I'interprete, ma anche la depositaria frnale del giudizio circa la corrispondenza ad essa della norma positiva: in tal modo I'autorit ecclesiastica rivendicava la decisione ultima sulla legittimit del rifiuto di sottostare ai dispositivi della legislazione statale. Certo la legge naturale era proclamata leggibile anche dalla n sana ragio' ne, in quanto, sulla scorta di Rm z,r4 e ss, era dichiarata impressa dal dito di Dio " nelle tavole del cuote umano > ; ma nella misura in cui la ragione si rivelava sana solo se o non ottenebrata da peccati e passioni " I'intervento della gerarchia, in quanto mediatrice della grazia, appariva pur semprc necessario per giungerc ad una sua retta e piena intelligenza'?. Ci si potrebbe in realt chiedere se in qualche passo di questi documenti non si verifrchi uno slargamento della onnipresente prcspettiva ecclesiocen' trica. Nella M brennender Sorge ad esempio, mentre i diritti educativi erano rivendicati per coloro che si conformavano ai precetti della " vera fede ", il rispetto del diritto alla libert religiosa era espresso in termini ben pi generali : " Der glubige Mensch hat ein unverliesbares Recht, seinen Glauben zu bekennen und in den ihm gemssen Formen zu bettigen'8 >. La formu' lazione non sembra imporre restrizioni all'esercizio del diritto alla libert religiosa, dal momento che non viene riservata ai soli adepti della vera religione. Analoga la rivendicazione presente anche nella Divini Redemptoris. Ma si possono facilmente comprendere le ragioni di questa impostazione: essa appare coerente con quella tradizione che presentava in tale libert una , laddove i cattolici erano minoranza. Gli ostacoli posti " ipotesi accettabile all'esercizio del culto dal regime nazista e da quello comunista, rendevano un diritto, giudicato di per s estraneo alla legge naturale, legittimamente pmticabile in quella concreta situazione politica, a condizione tuttavia di non erigerlo a tesi sempre e dovunque valida. Lultimo esito del procedimento iniziato tempo prima al Sant'Ufzio fu I'emanazione, nell' aprile del 1938, da parte di mons. Ruffrni, segretario della Congregazione dei Seminari e delle Universit, di un elenco di otto proposizioni che gli insegnanti delle istituzioni educative cattoliche erano invitati a confutarc n validamente e competentemente'g ,. Si trattava di proposizioni
26 Enchiridion delle enciciice. . lvedi n. rz],
turelare tali
p. rzzs-r:u r. Qui emergeva peralrro la preoccup?ione specilic di circoscrivere le condizioni in cui era leciro ricorrere alla violenza per

diritri.
delle encicliche..

"7

Enchiridion delle enciclice... lvedi n. La letcera riportata

28 Enchiridion
29

r?],p IIo?. lvedin rr],p.rro8.


cottolica, Sg/: (rq:8), p.8:-8+-

l^La cirih

492

DIRITTI NATURALI E DIRITTI UMANI

-tratte I'ultima per riguardava

per lo pi dal libro di Rosenberg- che riguardavano il razzismo; lbrganizzazione dello stato. Recitava infatti: " I singoli uomini non sono se non per lo stato e a causa dello stato; qualunque ragione di diritto, da essi posseduto, deriva unicamente dalla concessione dello stato ". Anche in questo caso non venivano in rilievo i diritti umani,

ma si affermava esclusivamente I'esistenza di diritti naturali che lo stato era tenuto a rispettare. E noto che nell'estate rg38 si moltiplicarono i segni di insofferenza di Pio XI verso fascismo e nazismo. Ci si pu dunque domandare se, negli ultimi mesi del suo governo, egli cambi o quanto meno indeboli la linea, sostenuta frno a quel momento, che legava i diritti della persona alla legge naturale interpretata dalla Chiesa. Una prima valutazione generale si pu ricavare dal fatto che in questo periodo Ratti ritorn esplicitamente sulla questione del totalitarismo. Nel discorso pronunciato il r8 settembre 1938, ricevendo a Castel Gandolfo il pellegrin aggio della Confdration Franase des Slndicats chrtiens, egli prendeva proprio posizione sul problema e lo faceva in termini inequivocabili. di Proclamava infatti che o se c' un regime totalitario -totalitario fatto e di diritto- il regime della Chiesa, perch I'uomo appartiene totalmente alla Chiesa, deve appartenerle, dato che I'uomo la creatura del Buon Dio, egli il prezzo della Redenzione divina, il seruitore di Dio, destinato a vivere per Dio quaggi, e con Dio in cielo. E il rappresentante delle idee, dei pensieri e dei diritti di Dio, non che la Chiesar" ". [n tal modo il pontefrce non metteva in discussione un ordinamento totalitario della vita collettiva, perch asseriva esplicitamente che totalitario era il regime vigente nella Chiesa e che tale regime essa intendeva estendere al mondo. Ma non solo al contempo sosteneva l'antitesi tra i regimi totalitari esistenti quello nazista, ma anche, con tutta evidenza, quello fascista, nonostante l'attribuzione implicitamente rivolta a Mussolini, in un passo di quel discorso, della qualifrca di uomo serio e dotato di talenti- e la dottrina cattolica. In. somma la Chiesa non si faceva paladina di diritti umani come erano emersi dalla esperienza storica delle rivoluzioni settecentesche; ma rivendicava la facolt di forgiare la vita collettiva, in virt di unutorit totalitaria, sulla base della propria concezione di legge naturale. Che poi tale legge implicasse una strutturazione del consorzio civile in contrasto con quella auspicata dagli esistenti ordinamenti totalitari, non infrciava l'assunzione di un criterio organizzativo in fondo totalitario: infatti a determinare gli assetti della vrta

lo

Pro Xl, Dxcorsi, Domenico BRrErro (d.), t. lll, Totino 196r, p.8I4. Sulle varie declinazioni del tema del totalitarismo nella cultura cattolica dellepoca, Daniele MENozzlRenato Mono (d.), Cattolicesimo e toralitarisno, Bresci, 2oo4- La concezione di " totalitrismo salfrvico ' presen.e in curi delineata da Hubert Worr,Il papa e il diauolo. II Vaticao e il-fefto Reich, Roma, zoo8, p. z4o-246.

DANIELE MENOZZI

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sociale era pur sempre un potere non sottoposto al controllo di uomini dota,

ri, in quanto tali e non in quanto catrolici, di diitti polirici. M4 al di l di questa impostazione generale che suonava come una indi. retta legittimazione del regime totalitario, anche se diversamente ordinato rispetto a quelli esistenti, alcuni documenti entmvano pi precisamente nel tema dei diritti, Particolarmente signicativa a questo proposito la lettera Sollemnia iubiLtria indirizzata dal papa il zr settembre del 1938 allbpisco.
pato degli Stati Uniti per commemorare il cinquantenario della fondazione dell'Universit cattolica di Washingtonr'. Pio XI vi ricordava che da tempo circolavano errori nella societ, ma nel momento presente si era giunti a propagandarli persino da pubbliche autorit in rivolta contro la croce di Cristo: con tutta evidenza, pur senza citarli esplicitamente, si riferiva a nazismo e comunismo, In contrapposizione a queste dottrine, che riducevano gli uomini alla condizione di schiavi, egli proclamava che i cattolici erano i migliori difensori n dei legittimi diritti e delle legittime libert dell'uomo ". Ne era ragione il fatto che "solo la dottrina cristiana [...] riconosce alla persona umana il suo valore e la sua dignit : infatti n una volta messa da " parte I'idea di Dio non si pu comprendere in nessun modo la natura stessa dell'uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio stesso e riscattato dal suo unico Figlio n. I vescovi statunitensi, in una lettera collettiva del successivo ottobre che chiamava i fedeli ad una ( crociata cattolica " a favore della * democrazia cristiana n avrebbero letto in questo testo il supremo e solenne avvallo papale a quella costituzione americana che garantisce istituzioni democratiche e < prctegge i diritti imprescrittibili delluomoi'". Era una lettura forzata, dal momento che, ancora una volta, Pio XI faceva riferimento soltanto a diritti e libert " legittimi " : la loro legittimit risiedeva nella conformit ad una * natura o umana definita dalla relazione dell'uomo con il Dio cristiano cosi come era proposta dall'istituzione ecclesiastica. Anche in questo documento Ratti non sfuggiva alla logica che attribuiva alla Chiesa e solo ad essa, in quanto esclusiva interprete della legge naturale, la specificazione di quei di. ritti che dovevano essere posti alla base della convivenza umana. Persino nell'" enciclica nascosta " documento sull'unit del genere -il umano che Pio XI commission a collaboratori, ma non fece in tempo a promulgare, probabilmente anche in seguito a manovre curiali- I'esplicita condanna di razzismo ed antisemitismo non sr accompagnava a nessuna asserzione dei diritti umani, ma alla ripetizione della tesi frnora sempre ribadita dai documenti uf6ciali: lunico crirerio su cui misurare la tutela giuridica degli individui realizzata nei diversi ordinamenti consisreva nel rispetto della

3' ll resto in l^a docnmetation carholiqt, 4o (r93q), cc. 3-6. I' La lettem pastorale ir La docrmetation catholique, 4o \rg39), cc. 6'ro.

DIRITTT NATURALI E DIRITTI UMANI


legge naturale di cui la Chiesa era depositarial3. Se non si pu ovviamente .oiio.,"l rt"r. la novit che questo intervento, se reso pubblico, avrebbe im-

plicato nelltteggiamento cattolico verso la persecuzione degli ebrei, non si deve nemmeno leggervi quanto non vi scritto. Sar ancora una volta Maritain ad individuare lo snodo attraverso cui si poteva prospettare una convergenza tra diritti naturali e diritti umani' Il suo ,rol.l*.tto Les droits d,e I'homme et Ia Loi naanelb, apparso a New York una legge non scritta che nel maggio rg4z, notava che la legge naturale la coscienza umana nel corso del suo cammino storico cercava di penetrare sempre pi profondamente- si rifrangeva nel diritto naturale, nel diritto delle genti e nel diritto positivo. Ed egli cominciava a far entrare nellmbito del diritto naturale, cio in norme universali ed invariabili, alcune di quelle acquisizioni (ad esempio il diritto alla libert religiosa, ma non altri iiritti come quelh politici) che la modernit aveva presentato come diritti inalienabili dell'uomola. Si awiava per questa via quell'incorporamento restato frno ai nostri giorni sempre circoscritto e parziale- dei -peraltro dirirti umani nella legge naturale che avrebbe portato il magistero papale, molti anni pi tardi, a mostrare apprezzamento per essi, tanto da farne uno degli aspetti centrali della pastorale contemporaneal5. Ma si tratta di un processo storico che si avvi ben dopo la lotta che Pio XI aveva ingaggiato contro i totalitarismi in nome di un totalitario controllo ecclesiastico sui

diritti naturali.
Scuola Normale SuP eriore Pisa

Daniele MrNozzt

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Ceorges P^ssrrrca Bernard Suorecxv, tencvcliqte cache de E e de l ghse lace I anrrsdmrrrrflP Prts roor.F.Joo Jacq.es M,rrurarr.r, Les roits e
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Huben Worr, Ilpapa vonGalen un * avvocato dei diritti umni " e non " un difensore dei diritti ecclsiastici', quando del r94I predic a difesa del dirrtto alla vita: rali prediche infatti si riferivan 'l un diritro iscritto nella legge naturale proposta dalla Chiesa' Giorglo FIrrnrcr, I diritti ell'uomo nell'insegnamento ella Chiesa Da Giote'ffii XXIII d Gioudnni Paolo II. Citt del Vaticano, zooI.

iidiaoolo

7z-75 Difficile vedere, come fa

lvedi n. ]ol, p u3u-:j3, nel vescovo Clemens August