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Preprint 1999

N3

CAMBIAMENTO SEMANTICO NEL LESSICO VERBALE ITALIANO E


LIVELLI DI COMPETENZA SEMANTICA

Massimo Moneglia

LABLITA Laboratorio Linguistico del Dipartimento di Italianistica

UNIVERSIT DI FIRENZE

Il laboratorio linguistico rende disponibili alla lettura esclusivamente i risultati delle ricerche e i corpora in esso elaborati sotto forma di preprint, reprint e pubblicazioni in proprio. Le Collezioni dei Pre-print sono disponibili allindirizzo WEB http://www.unifi.it/unifi/dipita/ling-lab/homepage.htm [N3 Pr 1999]

For correspondence Massimo Moneglia Dipartimento di Linguistica Universit degli studi di Firenze Piazza Brunelleschi, 3 50121 FIRENZE E-mail Moneglia@cesit1.unifi.it

Deve apparire in G. Salvi (a cura di) Semantica e lessicologia storiche, Atti del convegno annuale SLI, Budapest ottobre 1998 Fino alla pubblicazione le citazioni sono consentite solo dietro esplicito consenso dellautore, E vietata la vendita e la riproduzione non autorizzata, anche parziale, per qualsiasi uso.

In copertina Il cantante di Chungai, rappresentazione della voce attraverso grafismi. Arte rupestre della Tanzania Centrale (sito Chungai 3, 8000 a.c.- 1500 d.c.). Calco pubblicato in Mary Leakey, Africa's Vanishing Art. The Rock Paintings of Tanzania, Doubleday & Company, Inc, Garden City, New York, 1983.

Massimo Moneglia (Universit di Firenze) CAMBIAMENTO


SEMANTICO NEL LESSICO VERBALE ITALIANO E LIVELLI DI

COMPETENZA SEMANTICA

1.

Competenza semantica e tipologia dei cambiamenti

Anche in semantica, analogamente a quanto avviene per la sintassi, possibile appellarsi al concetto di competenza per caratterizzare il significato delle espressioni di una certa lingua (Cresswell, 1978; Marconi, 1997). In questa prospettiva il significato si indentifica con le conoscenze che guidano luso linguistico nei soggetti che partecipano ad una comunit linguistica e li rendono capaci di comportamenti semantici sufficientemente omogenei da garantire, nonostante personali incompletezze incomprensioni e idiosincrasie, efficienza nelluso e nella comprensione del linguaggio. I soggetti parlanti nativi, cos come sono capaci di giudizi coerenti riguardanti la grammaticalit o agrammaticalit di una frase, concordano in genere nel giudicare se una certa espressione della loro lingua pu essere assentita o rifiutata di una data entit pragmatica, o se lapplicazione incerta, o se eventuali modificazioni della entit stessa consentono o meno di conservare lapplicazione (Cresswell, 1978; Chierchia McConnellGinet, 1990). Il soggetto capace anche di altri giudizi, cosiddetti semantici, riguardanti il rapporto tra espressioni linguistiche, quali linferenza, lequivalenza e lantonimia (Katz, 1971), ma certamente il compito centrale in cui la competenza semantica si manifesta pragmatico: io conosco il significato di una espressione se sono capace di assentire o rifiutare la sua applicazione in qualsiasi contesto, salvo leventuale incertezza in certi casi. (Carnap, 1956) La proposizione precedente vera, pi che per il lessico tecnico, in cui le opinioni dei sapienti sul significato fanno testo pi della prassi (Putman, 1975), in particolare per quella parte centrale del lessico che caratterizza il fondamento di una lingua e che viene acquisito in modo naturale nei primissimi anni di vita, che chiamiamo lessico di base (cane, uccello, posata, mangia, corre, apre, prende, grande, piccolo, ecc.). Di tale classe di predicati nessun sapiente pu asserire di conoscere il significato pi degli altri e lunico titolo richiesto per detenere la conoscenza di tali significati lappartenenza alla comunit linguistica, n a tale comunit si appartiene se la conoscenza del lessico di base non assicurata. E ci tanto pi vero se la classe lessicale di base a cui ci si riferisce il verbo, in quanto il verbo che assicura il nucleo primario della struttura semantica della frase. La conoscenze semantiche che guidano lapplicazione delle espressioni lessicali, i sensi o significati delle espressioni, non sono direttamente accessibili alla coscienza o allintrospezione, ma, come ho cercato di mostrare in varie ricerche, sono oggetto di ipotesi empiriche fondate sullo studio delle loro manifestazioni positive: i giudizi di applicabilit di cui si diceva, in connessione a una serie di fenomeni pragmatici quali la variazione primaria e lequiestensionalit locale che incontreremo anche pi avanti in questo articolo1.

La questione della consistenza empirica della semantica lessicale controversa e annosa, si veda Moneglia, 1993 e 1998 per le giustificazioni teoriche dellapproccio qui adottato e Marconi (1997) per un punto di vista contemporaneo diverso.

Lo studio del cambiamento semantico dal punto di vista della competenza semantica comporta necessariamente il confronto tra le attestazioni della lingua italiana in un suo stadio e la competenza semantica attuale dellitaliano e non pu mai, ovviamente, essere il confronto diretto tra pi competenze, non essendo accessibili i giudizi dei soggetti che hanno realizzato tali attestazioni. Il cambiamento di competenza semantica pu essere investigato solo attraverso ipotesi sul significato dei predicati in uno stadio della lingua diverso dallattuale, ottenute su base ipotetica dallosservazione dei contesti duso, della loro trasparenza e del loro confronto con i significati e gli usi dei predicati nello stadio moderno della lingua. Una prima condizione perch tale confronto sia significativo ai fini di della competenza semantica che i documenti che offrono la base per tali ipotesi siano omogenei da un punto di vista diacronico, e rappresentino lo stesso stadio della lingua, idealmente frutto di una sfera omogenea di competenze. Se si considera poi la diversit dei sostrati dialettali nelle diverse parti dItalia e la loro influenza nelluso e nella scelta delle espressioni, specialmente nelle prime fasi di formazione dellitaliano, risulta evidente la necessit di selezionare e collazionare esclusivamente testimonianze omogenee da un punto di vista diatopico. Analoga necessit di omogeneit si ha sul piano diafasico, anche se variamente mitigabile, come vedremo, quando uniformit diatopica e diacronica siano osservate, per garantire uniformit relativamente ai criteri di scelta semantica che hanno generato i testi . Una seconda condizione, questa pi complessa da ottenere, che la conoscenza del significato delle espressioni in considerazione nella lingua contemporanea sia portata a livello esplicito, condizione senza la quale, banalmente, non possono essere fatte ipotesi su quali siano i cambiamenti semantici. La ricerca in questione riguarda il cambiamento della competenza semantica del lessico verbale nellitaliano delle origini, con una restrizione diatopica allarea linguistica, inevitabilmente privilegiata per la caratterizzazione dellitaliano antico, della toscana occidentale. Ladozione di un punto di vista empirico che richiede una caratterizzazione sociolinguistica ristretta anche a livello diafasico mi ha fatto preferire lesclusione dei testi letterari dal campione di riferimento e la delimitazione del campo alla sfera dei testi pratici, scelta consentita dal numero consistente di testimonianze non letterarie per litaliano di questarea il cui accesso reso possibile dalla vasta opera di pubblicazione e descrizione di materiali darchivio condotta da A Castellani e dalla sua scuola negli ultimi 40 anni. In particolare considereremo i seguenti testi, tutti della toscana occidentale tra la fine del duecento e la prima met del trecento: Testi Volterrani (Castellani, 1987); Testi Sangimignanesi (Castellani, 1956); Testi Pistoiesi (Manni, 1990); Testi Pratesi (Serianni, 1977); Soderini (Manni, 1978) Le ipotesi e la descrizione si fonderanno quindi su un insieme omogeneo di dati di lingua cancelleresca, che dobbiamo considerare per sua natura arcaica e conservativa, ma insieme legata al darsi pratico della lingua e del suo uso. Linsieme dei dati sar esteso poi, per le necessarie conferme, al pi vasto universo letterario delle origini, per altro oggi facilmente investigabile dopo la pubblicazione della LIZ.

La necessit di ipotizzare un cambiamento di competenza semantica rispetto al dominio verbale2 emerge a seguito di un giudizio negativo che il lettore dotato di una competenza dellitaliano attuale esprime sui modi in cui si realizza un predicato, o addirittura sulla sua applicabilit in un contesto di lingua antica. I glossari in margine a tutti i testi in considerazione, documentano un primo livello di tale diversit di giudizi. Tali glosse possono essere variamente classificate, ordinate e integrate da notazioni proprie della teoresi semantico/grammaticale moderna, a seconda del livello a cui il cambio semantico appartiene e della pertinenza empirica, piuttosto che documentaria o interpretativa, che pu avere la notazione nella glossa. La seguente una classificazione, proposta a titolo esemplificativo, dei tipi di cambiamenti, disposti su una scala che distingue chiaramente i cambiamenti duso, i vari cambiamenti che riguardano l interfaccia tra sintassi e semantica, e i cambiamenti pi propriamente relativi alla dimensione del senso. Il risultato una semplice tipologia del cambiamento semantico nel lessico verbale che illustra come tale cambiamento non sia limitato ad alcuni aspetti ma svari un po su tutte le propriet che definiscono la competenza semantica:3
a) Variazioni nelluso - usi specifici: "compiere una carta" x portare a termine una pratica; piatire x litigare in giudizio; sostenere per imprigionare; stanziare per deliberare usi traslati: "non sappiamo cosa ci incontrer" x non sappiamo cosa ci accadr; b) Variazione nelle proiezioni del senso - cambio della selezione: "noi eravam partiti g da esso " (esso persona) (Commed.) a fronte della restrizione di selezione ai soli luoghi per il riferimento di partire: * partire da Mario - cambio nella tipologia dei complementi: "soddisfare a qualcuno" x soddisfare qualcuno; - cambio di struttura tematica (valenza) (Gruber 1971; Jackendoff, 1983 ): "mi letica di un pezzo di terra" x letica con me per un pezzo di terra; "mi briga di un pezzo di terra" x si d da fare con me per un pezzo di terra ( tema ci che nell'italiano moderno il riferimento); "non si sa perch rimane"- (assoluto del permanere in uno stato del tema) x rimanere a fare, rimanere in (struttura tematica tema / riferimento); - cambio di categoria aspettuale (Bertinetto, 1986): "non si sa perch rimane"- (evento) x rimanere a fare, rimanere in un luogo (stato almeno in una interpretazione) c) Variazioni del senso - cambio del punto di vista (Uspenskij 1970; Kuno 1986) "brighiamocela di fare" (punto di vista neutro) vs. brighiamo per areve quell'appalto (punto di vista negativo) - cambio di valore e scomparsa: barattare x scambiare; menare x condurre; fallare x sbagliare; calere x importare; aggradare x piacere; angere x dolere; furare x rubare; soperchiare x avanzare (avere in pi). In questi casi mutato l'insieme di scelte lessicali possibili per esprimere un "sema" e la voce in questione si marginalizzata fino a scomparire. - cambio di senso: fallire x morire; convenire x bisognare; allungare (Comed.) x allontanare; sforzare e gravare x danneggiare. E' cambiato l'insieme delle scelte lessicali possibili
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Si Veda Ageno 1964 per un punto di riferimento classico. Gli esempi di seguito listati sono presi esclusivamente dai testi volterrani con qualche integrazione dalla Commedia.

per esprimere un sema, ma la voce in questione non scomparsa, bens ha cambiato il proprio senso. E' il caso in cui studiare le trasformazioni avvenute pu evidenziare pi facimente i processi del cambiamento semantico. - cambio di senso e mutamento dei campi semantici: per es. [Campo semantico dello scambio verbale]: intendere x ascoltare; ragionare x parlare; significare x dire a qualcuno. Qui il cambiamento di senso ha trasformato non solo le scelte possibili per l'espressione di un sema, ma un'intero campo semantico. Significativamente, poi, i predicati in questione, cambiando senso, sono passati tutti insieme dal campo semantico dello scambio verbale al campo semantico della "rappresentazione del pensiero", seguendo le tendenze della "metafora cognitiva" (Lakoff e Jonhson 1980) - cambio della struttura del campo semantico. Per es. [Campo semantico della transizione oggettuale]: torre (togliere) x prendere; trarre (tirare fuori - prendere da dentro trazione ) x portare; menare x condurre; tenere (tenere) x trattenere. La trasformazione del senso di tali espressioni, che avviene all'interno dello stesso campo semantico a cui queste appartengono, ha cambiato il modo con cui possibile esprimere, nella lingua, l'insieme delle relazioni pensabili in tale campo. E' la situazione epistemologicamente pi ricca in cui due stadi dell'italiano somigliano, dal punto di vista della competenza semantica, a due lingue diverse.

Interesse particolare riveste il cambio semantico nellultimo caso, proprio in quanto questo coinvolge un intero campo semantico, nella fattispecie il campo semantico della transizione oggettuale in locazione e in possesso. Si consideri il fatto il campo semantico delle transazioni di possesso sembra avere caratteri pressoch identici allitaliano contemporaneo, mentre assai diverso il caso della transizione oggettuale, sia nella sua interpretazione locativa sia nella interpretazione di possesso. Nella tavola riassuntiva dei campi semantici riportata di seguito, costruita sulla base delle attestazioni nei dei testi in questione, i verbi sottolineati risultano avere in italiano antico significati diversi, o sono chiaramente in disuso, cos ci si accorge che lintero campo semantico della transizione oggettuale risulta dissimile in molte opzioni (sono tra parentesi quadra i predicati non attestati): Transazioni del possesso
Vendere Comprare Ricogliere-[riscattare] Perdere Pagare Riscuotere Spendere [Guadagnare] Donare Prestare

Transizione oggettuale
Tenere Dare Ricevere- Avere da Tollere Prendere - Pigliare Mettere- Porre Lasciare Levare MandarePortareRecare a- menare

E immediato rilevare che tollere o torre ha nei testi in considerazione significato incompatibile con lespressione attuale togliere, e che un parlante con competenza semantica attuale non avrebbe mai applicato quel predicato nei contesti linguistici in cui torre appare, preferendogli senzaltro prendere. Si considerino ad esempio le occorrenze di torre nel brano seguente: non azzardato asserire che in italiano moderno al posto di torre avremmo sempre prendere:
costoro ragionarono di volergli torre (a Schiavone) e voleano che io acconsentisse ... E che voleano pure che io assentisse

che questi denari li fussero tolti e che questi mi voleano fare parte ... Berto tolse e fur x fiorini a Shiavone ... Quando detto Schiavone fu andato per (chiedere) laceto tolse x fiorini doro di detti denari e recolli seco detto Schiavone and alla podest di Menzano a lamentarsi dei fiorini che gli erano stati tolti (Volterrani1326)4

Sulla base di questi dati dobbiamo ipotizzare che il cambiamento semantico non riguardi solo togliere, ma coinvolgendo linsieme delle scelte possibili nel campo semantico, anche prendere che, sebbene non sia nei glossari, essendo compatibile in genere il suo uso positivo con la competenza attuale, potrebbe aver avuto un ruolo diverso nel campo semantico e quindi anche un senso diverso. Questa lipotesi che tenteremo di verificare in modo empiricamente controllato in questo articolo, proponendo quindi, pi che altro, un impianto metodologico per lo studio empirico del cambiamento del senso. A tal fine investigheremo in particolare i rapporti tra togliere, prendere/pigliare e levare proponendo una ipotesi significativa sul loro significato in italiano moderno. Poi, sulla base dei risultati empirici raggiunti sulla semantica attuale di tali predicati, studieremo il loro cambiamento semantico, prima nei testi pratici della toscana occidentale, poi in rapporto alle scelte del primo vocabolario della Crusca e infine in rapporto alla lingua della letteratura delle origini. Levare, sembra evidente, divenuto marginale, almeno nelluso che lo avvicina a togliere che qui ci interessa 5, per cui il grosso delle osservazioni riguarderanno il cambiamento di significato di togliere e prendere. Chiuderemo il lavoro proponendo una interpretazione dei processi semantici che sono avvenuti nel cambiamento di entrambi i predicati.

2.

Il lessico di base

Considerando la marginalizzazione subita dal predicato levare possibile indicare un ulteriore motivo di interesse allo studio dei predicati in questione allinterno dei cambiamenti di competenza semantica, che risiede nel diverso rilievo che tali espressioni hanno rispetto, per esempio, ad espressioni come sostenere o stanziare per la caratterizzazione delle conoscenze semantiche che identificano litaliano a livello lessicale. Togliere e prendere appartengono al lessico di base dellitaliano e il loro cambio semantico indica un movimento propriamente nella zona pi centrale della competenza semantica. Lappartenenza al lessico di base pu essere identificata anche rilevando la frequenza di tali predicati in corpora adatti . Per lItaliano contemporaneo il LIP evidenzia come prendere sia un predicato ad altissima frequenza (rango 96), inferiore, tra i predicati azionali, solo a mettere, andare, venire e trovare. Togliere occorre nel LIP con frequenza alta, ma molto minore (76 occorrenze sulle 613 di prendere, rango 477). Il valore di tale frequenza pu essere indotto da un confronto immediato: altri predicati azionali del lessico di base quali chiudere e buttare hanno rispettivamente rango 428 e 510.
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Qui e in seguito il testo antico sempre normalizzato al fine di facilitare quanto pi possibile la trasparenza dellesempio linguistico. 5 Tale giudizio, ampiamente condiviso anche dai parlanti toscani, che pure conservano una competenza molto viva del predicato, trova solo un riscontro relativo nel LIP, nel quale il lemma levare ha s il rango pi basso tra i tre predicati in considerazione (768), ma non pu essere considerato marginale. Si deve notare per che il lemma vitale principalmente nel sema che lo avvicina ad alzare/alzarsi, pi che nel sema che lo avvicina a togliere, per cui il confronto dovrebbe coinvolgere non un lemma ma due entrate lessicali e quindi solo una parte ristretta delle attestazioni. Inoltre il tipo di testi che forniscono la base del LIP, spesso non spontanei, pu contribuire alla discrepanza con il giudizio comune.

Considerazioni di frequenza su testi antichi, cancellereschi o letterari hanno necessariamente minor valore, ma possiamo usare metodologie indirette, proprie della linguistica dei corpora , per assicurarci almeno del fatto che tali voci non erano marginali nell italiano delle origini; in particolare, attraverso la LIZ possiamo ora abbastanza agevolmente valutare, pi che la frequenza, la completezza della variazione morfologica di tali lemmi. Verifichiamo cio la presenza di occorrenze del lemma in tutte le sue flessioni principali, caratteristica questa che manca ai predicati che rivestono una posizione marginale nel lessico delle lingue. In particalare sia prendere che torre sono presenti cospicuamente nelle seguenti flessioni infinito, participio maschile e femminile e la terza persona del passato remoto e dellimperfetto.6 Dunque i cambiamenti di senso relativi alle voci in considerazione avvengono nel cuore della competenza semantica dellitaliano, ovvero nel suo lessico verbale di base. 3. La variazione primaria di torre nei testi della toscana occidentale del duecento I testi della toscana occidentale in considerazione propongono una serie di usi di torre dei quali solo una parte non sovrapponibile alluso moderno, mentre altri risultano invece sovrapponibili. Luso pi pi frequente per quello anomalo, sostituibile al prendere moderno, in cui, in estrema sintesi ed in prima approssimazione, possiamo dire che espressa una relazione di possesso benefattivo del soggetto agente:
A - Togliere possesso benefattivo (1) Federigo e Arrigo hanno tolto e tenuta una vigna (Sangimignanesi 51) (2) (Mi offre dei soldi che ) se io non li tollesse non avrei pi denaro ma mi farebbe peggio di Neruccio che mi batt.. percotendomi il volto (Volterrani1322a) (3) aveva messo del suo in loro e non tolto del loro (Volterrani1322e) (4-8) costoro ragionarono di volergli torre e voleano che io acconsentisse. E che voleano pure che io assentisse che questi denari li fussero tolti e che questi mi voleano fare parte. Berto tolse e fur x fiorini a Shiavone .Quando detto Schiavone fu andato per (chiedere) laceto tolse x fiorini doro di detti denari e recolli seco (Volterrani1326) (9)Non ci lasciamo a torre neuna cosa (Pratesi 458) (10) Diedi ad Arriguccio in sua mano, che li tolse per sue spese x (Pistoiesi 212) (11) Quste sono le spese e i denari che io ho tolti dalle calende di (Pistoiesi 142) (12) Cassata la ragione che aveva con messer lo signore del porco lo quale tolle da lui (Pistoiesi 169) (13) Diedi a Stefano Giovanni, disse che tolse per la vigna (Pistoiesi 199) (14) Di non tollere lana n ricogliere che non sia sua (Sangimignanesi 99)

Parallelamente a tale uso rileviamo una serie cospicua di casi in cui, insieme al senso benefattivo, che sempre ipotizzabile, emerge unaltra possibile interpretazione del predicato, sempre allinterno della sfera del possesso, ma compatibile anche con un interpretazione privativa. Diciamo allora che il predicato ha un possibile fuoco informativo sul senso privativo:
B - Togliere con due fuochi o fuoco sul privativo (1) x denari li altri avea Piero dati per noi a Vanni per zendali e cose che si tollero da lui (Soderini 103)
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Lassenza di unanalizzatore morfologico nella LIZ rende macchinoso formare un repertorio completo, ma la variazione indicata sufficiente ai nostri fini.

(2) Delle moggia di grano che mi faceste dare per comprare se ne perderebbero x perci vi fo sapere che se volete che il tolga (il grano ) s prego che voi istanziate (Volterrani 1317) (3) E tolse misure di grano alla moglie di Nuto (Pratesi 460) (4) Poscia che lui ebbe morto lo si rub e tolseli x denari (Pratesi 453) (5) Prestammo x, toliemoli dal fondaco (Soderini 82) (6) E essi cinque soldi tollere a colui che none osservasse il chomandamento ( Sangimignanesi 109) (7) Involarono questo grano co gli altri loro fratelli , e ritrovosi ne la loro capanna e tolselo di notte (Sangimignanesi 70) (8) detto Schiavone and alla podest di Menzano a lamentarsi dei fiorini che gli erano stati tolti (Volterrani1326)

In tutti questi casi, sebbene si debba ritenere che il predicato significasse qualcosa di diverso dal togliere moderno (se non altro perch rimane sostituibile con prendere), per qualche motivo, che non chiariremo in questo lavoro per motivi di spazio, il suo uso ci pi familiare e potremmo pensare anche di sostituirlo con il togliere moderno. Inoltre, in alcuni degli esempi gi listati, possiamo distinguere alcuni casi in cui la relazione di possesso si esplica anche allinterno di una transizione oggettuale, ovvero allinterno di un tipo di evento categorizzabile in modo indipendente rispetto alla sfera delle relazioni di possesso (sono gli esempi 10, 8, 2 di A e 4, 7 di B). Nellesempio seguente tale relazione domina chiaramente sulla relazione di possesso (sia nella sua interpretazione benefattiva che privativa) per cui possiamo ben dire che esiste un terzo tipo di relazione (con un numero minore di occorrenze) che torre esprime:
C - Transizione oggettuale (1) Mi deve dare due misure di saina: la tolse elli medesimo (Pistoiesi 163) (2-6) (10, 8, 2) di A e (4, 7) di B

Nei testi antichi in osservazione sono attestati, inoltre, due usi nei quali linterpretazione benefattiva incongrua ed emerge al contrario il solo valore privativo, del tutto sovrapponibile al togliere contemporaneo:
D) Togliere privativo (1) Levare via, togliere le forze e le ingiurie che sono fatte per li maggiori ai piccioli (Volterrani1322a) (2)Prego che ( al traditore del castello di Castelnuovo) gli sia tolta ogni franchezza e dignit che avesse nel comune di Volterra (Volterrani1329d) Lidea che gli usi benefattivi anomali, preponderanti dal punto di vista della frequenza rispetto al senso privativo, fossero la base semantica del predicato in italiano antico, confermata dalla estensione marcata del predicato nei campi di metafora cognitiva (Lakoff e Jonhson, 1980; morfismo nei termini di Moneglia, 1987), di cui si hanno due attestazioni nei testi in questione. In tali usi marcati il significato compatibile con una base benefattiva e non con una base privativa. I morfismi seguenti di torre sono cos compatibile con il senso di prendere odierno, non con il senso di togliere odierno: E Morfismi Vuol torre la ragione del comune (Pratesi 456) (morfismo di prendere attuale) Vi piaccia di torre a lui pagatori (Pratesi 457) (morfismo di portare attuale Cfr. Inglese take it to him)

4.

Cambio nella proiezione grammaticale delle espressioni

In connessione al cambio di senso rileviamo diversit non marginali anche nella proiezione grammaticale dei predicati in considerazione, per cui tra le varie proiezioni nella struttura argomentale oggi non accettabili (e di seguito marcate con *) alcune risultavano possibili nei testi in considerazione (le costruzioni indicate in grassetto nello schema seguito). In particolare sia prendere che togliere potevano essere assoluti rispetto al tema (6), mentre togliere aveva le costruzioni tipiche di prendere (1) e in pi, come oggi prendere, togliere poteva essere assoluto rispetto al riferimento(5):
1) Prendere x da qualcuno 2) Prendere x a qualcuno 3) Prendere x da un luogo 4) *Prendere al tavolo x 5) Prendere la palla 6) *Abbiamo preso *Togliere x da qualcuno Togliere x a qualcuno Togliere x da un luogo * Togliere al tavolo x * Togliere la palla * Abbiamo tolto *Levare x da qualcuno Levare x a qualcuno Levare x da un luogo *Levare al tavolo x Levare la palla alzare *Abbiamolevato

Cosa cambiato del senso di togliere? Come sono cambiate le relazioni tra predicati nel campo semantico? attraverso quali processi ? Le domande precedenti possono essere almeno prese in considerazione da un punto di vista empirico solo se possediamo ipotesi empiricamente controllabili su quali siano i caratteri che costituiscono il senso delle espressioni in considerazione in italiano moderno. Proporremo quindi come termine di confronto i risultati che lanalisi semantico/pragmatica offre riguardo alla condizioni che governano lapplicazione di prendere togliere e levare sulla base della competenza semantica dei parlanti moderni, che identifichiamo ancora in parlanti con il sostrato dialettale della toscana occidentale, quali sono i soggetti che, oltre a me, hanno fornito i giudizi che costituiscono la base empirica di questo studio. 7 5. Il senso di prendere e togliere in italiano contemporaneo

5.1. Variazione primaria e equiestensionalit locale Prendere pu essere applicato in senso proprio a campi pragmatici tra loro assai diversi sia per propriet estensionali oggettive sia per caratteristiche esperienziali soggettive. In effetti le azioni individuate nelle Fig. I nei modelli da 1 a 6, sono tutte concrete e molto diverse luna dallaltra, per cui, in via di ipotesi, potremmo anche avere predicati diversi che coprono tali campi. Prendere , dunque, un predicato generale8 che copre i seguenti i seguenti campi:
1)
7

Dislocazione benefattiva delloggetto

Si potrebbe pensare, credo a torto, che tale condizione abbia oggi poca rilevanza. Si consideri per che in molti dialetti settentrionali esiste un uso di torre in gran parte sovrapponibile allitaliano antico, per cui, se non altro, riferirsi alla competenza dei toscani elimina questo problema. Non discuto oltre la questione, che merita per di essere segnalata. 8 Cfr. Choi e Bowerman, 1991 per il termine generale e Moneglia, 1987 per il termine variazione primaria; si veda Wittgenstein 1953, per lorigine dell concetto come famiglia duso.

10

2) 3) 4) 5)

Scambio Transizione oggettuale privativa Prensione Raggiungimento delloggetto 6) Raggiungimento delloggetto attraverso uno strumento (che accompagna o meno lazione)

FIG. I

Come avviene ai predicati generali, in lingue diverse, per es. in inglese o in francese, non potremmo coprire tutta la variazione in 1-6 con un unico predicato equivalente. Per cui la variazione nelle figure precedenti una variazione primaria specifica del predicato italiano, consentita sulla base della competenza semantica attuale.

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La variazione primaria non una variazione legata alla sfumatezza del concetto alla periferia della sua applicazione, infatti nessuno dei campi di applicazione precedenti pu essere considerato periferico, forse ad esclusione di 6 che certo il meno centrale9. Parallelamente lapplicazione di prendere in 1-6, dunque anche in 6, non d adito ad alcuna percezione di marcatezza delluso linguistico, o in altri termini, non emerge chiaramente alcuna trasparenza semantica. La variazione primaria il dato semantico elementare che caratterizza unampia classe di verbi del lessico di base ( non tutti), che chiamiamo generali 10 . Ai nostri fini possiamo richiamare, anche se sommariamente e in modo ingenuo, la diversit tra la variazione primaria in 1-6 e la nozione di uso linguistico. Dobbiamo rimarcare il carattere primario della applicazione del predicato a tali campi, la loro appartenenza allorizzonte azionale ed esperienziale elementare del soggetto, cosicch la definizione dei campi non ha a che vedere con specificit culturali, con convenzioni sociali, con le abitudini linguistiche, qualit che dovrebbero caratterizzare piuttosto la nozione di uso linguistico. Per es. sono certamente usi linguistici di prendere, e non appartengono alla sua variazione primaria, i campi di applicazione nei quali dico il cemento ha preso o la stufa non ha preso. In altri termini sosteniamo che solo la capacit di applicazione del predicato alla variazione primaria caratterizza la competenza semantica di un parlante, non la conoscenza delluso: non si pu dire di conosce il significato di prendere in italiano se non siamo capaci di applicare il predicato in qualcuno dei campi in 16, mentre la stessa cosa non si pu dire se non si sa applicare il predicato alla stufa o al cemento. 11 Allo stesso modo non dovrebbe essere confusa con la variazione primaria la nozione di senso, in quanto vorremmo dire che il predicato, in tali campi diversi, significa sempre prendere, e non si ha polisemia del predicato. Al contrario, per esempio, rimanendo nel dominio ristretto di questo lavoro, diciamo che polisemico il verbo levare, che ha due sensi principali, nei quali uno grosso modo sinonimo con togliere e laltro con alzare. La variazione primaria , dunque, il rilievo pragmatico che documenta la generalit della applicazione del predicato nel suo senso proprio ad eventi qualitativamente diversi. Quindi, contrariamente alla prassi lessicografica, il punto di partenza dello studio empirico del significato lessicale non il rilievo che prendere ha pi usi, n che prendere polisemico: prendere ha, dal punto di vista della teoria empirica del senso una variazione primaria ampia che lo porta ad essere applicabile a classi di eventi di base con propriet pragnatiche diverse quale sia il senso, la condizione che ne guida lapplicazione un problema empirico che non
Si veda per es. Moneglia, 1998 per una spiegazione teorica. Si tenga conto che la variazione primaria e i giudizi sulla perifericit o centralit dei campi qui proposti sono frutto di un lavoro linguistico di modificazione pragmatica condotto a tavolino a cui fa seguito lesercizio del giudizio di competenza. Per quanto concerne lo studio del lessico della lingua di competenza tale passaggio a mio parere pregiudiziale ed essenziale. Solo a seguito di tale lavoro significativo, eventualmente, accostare ai dati dellanalisi pragmatica riscontri descrittivi da corpora e considerazioni di frequenza. Qui questultima operazione, complessa soprattutto per la definizione delle qualit del corpus di riferimento, non era essenziale, per cui ci limitiamo al primo livello di analisi (Cfr. Cresti Moneglia, in stampa, per un corpus di riferimento eventualmente adatto alluso). Basti qui notare esplicitamente il passaggio, che anticipa loperazione sui corpora che dovremo necessariamente fare pi avanti, sui testi delle origini. 10 La variazione primaria un carattere dei predicati generali non prototipici, mentre non un carattere dei predicati prototipici (cfr. Moneglia 1998) 11 Non distinguere qualitativamente variazione primaria e uso linguistico porta alla impossibilit di studiare empiricamente il significato lessicale e abbandona lo studio del lessico allambito dei saperi pratici. E non una bella cosa togliere un dominio di fatti rilevanti del linguaggio umano dallambito delle conoscenze empiriche. Potremmo accettare un tale passo solo se fosse impossibile giungere a individuare restrizioni significative sulla regolazione del predicato, il che, come vedremo, non .
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pu essere risolto indicando un campo di applicazione tipico perch ce ne sono altri con propriet dissimili. Gli accademici, che chiosando allinizio il lemma pigliare asserivano: diversifica questo verbi i significati, secondo le parole che laccompagnano, genialmente mostravano di essersi imbattuti nella questione: se le propriet degli eventi dei quali predichiamo prendere sono cos diverse tra loro, non sappiamo quale tipo di evento indicare per chiarire la natura dellazione nella definizione lessicografica. Se era accettabile e geniale tale osservazione nel seicento nostro compito attuale la spiegazione di una propriet comune nel lessico verbale, la generalit. I campi di variazione primaria sono identificabili, oltre che ostensivamente, come gi abbiamo fatto in figura disegnando il campo di applicazione, anche in quanto ambiti di applicazione di predicati diversi da prendere che si trovano ad essere l equiestensionali con tale predicato. I seguenti predicati, ed eventualmente anche un fascio di altri, possono designare lo stesso evento di prendere rispettivamente in 1-6 e sono con esso equiestesnionali localmente12: spostare/togliere; ricevere, togliere; acchiappare; stringere; colpire.
1) 2) 3) 4) 5) 6) ho preso / tolto / spostato x dal tavolo EQUI prendere/togliere ho preso /*tolto / ricevuto x da Mario ho preso / tolto il cappello al prete EQUI prendere/togliere ho preso / *tolto / tenuto il bambino per lorecchio ho preso /*tolto /acchiappato il ladro ho preso /*tolto / colpito il birillo con il sasso

Tale dato empirico, accanto allidentificazione della variazione primaria il dato essenziale su cui si fonda lanalisi empirica del senso. Notiamo dunque, in particolare, che prendere e togliere sono equiestensionali specificamente nei campi 1e 3, non negli altri, per cui in 1 e 3 lapplicazione di entrambi i predicati individua lo stesso evento. Se lintera classe di eventi in 1-6 non si trova nella periferia dei predicati, ma proprio al centro della loro applicazione, vorrei assumere che la classe in 1 e in 3 costituisce lambito pi frequente del loro uso 13 ovvero che i due predicati sono equiestensionali nel centro del centro della loro applicazione. Sar importante tener presente la centralit di 1 e 3 nelluso contemporaneo, quando confronteremo la variazione primaria in questione con quella dellitaliano antico. Lequiestensionalit di prendere e togliere in 1 e 3 non comporta una eguaglianza di senso. E evidente che in 1 e 3 i due predicati significano un senso diverso. Possiamo indicare tale differenza notando che levento identificato da entrambi i predicati ha due fuochi informativi corrispondenti ai due esiti tra i quali si muove il tema dellatto nella transizione oggettuale: esito privativo rispetto allorigine (indicato come il punto 1 nel primo modello di Fig.1) e esito benefattivo dellagente/destinazione (indicato con il punto 2 nello stesso modello). Levento sempre uno, e non possiamo concepire due eventi in sequenza temporale: per ragioni pragmatiche la realizzazione di un fuoco comporta simultaneamente la realizzazione dellaltro. Diciamo allora, in prima approssimazione, che i
12 Il termine localmente equivalenti, o sinonimia locale, pi legato alla tradizione, che alcuni mi hanno proposto, non mi convince, in quanto ambiguo tra una equivalenza intenzionale e una estensionale, per cui preferisco continuare a usare una terminologia che determina esattamente il dominio estensionale dellequivalenza stessa 13

Questa asserzione la prendiamo come ovvia ma dovrebbe essere dimostata sulla base di analisi di corpora

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due predicati hanno sensi diversi in quanto prendere indica il fuoco benefattivo e togliere il fuoco privativo dello stesso evento, evento che pu essere rappresentato a partire da entrambi i predicati. 5.2. Togliere/ prendere e la specularit dei fuochi informativi Lipotesi di partenza sul senso di prendere e togliere pu basarsi su tale prima interpretazione: prendere indica eventi in cui un tema ha una transizione che porta al benefattivo del soggetto agente (intenzionale) che costituisce anche la destinazione della transizione e togliere indica eventi in cui il tema ha una transizione che comporta la privazione nel rapporto del tema con la propria origine. Se partendo dallidea della transizione oggettuale concepiamo poi un concetto pi astratto di raggiungimento del rapporto benefattivo tema/agente possiamo interpretare secondo il senso in questione tutti i modelli della variazione primaria, dando conto cos, grosso modo, dellidea che prendere significa sempre la stessa cosa in tutti i modelli precedenti Fig. II

A conferma di questa analisi possiamo vedere che lequiestesionalit non si forma pi in quei campi in cui, per ragioni pragmatiche, la rilevanza informativa di uno dei due fuochi della transizione oggettuale viene oscurata. Per cui 1a e 1b non sono equiestensionali in Fig. II in quanto togliere non risulta applicabile al modello in cui si ha un risultato benefattivo senza alcun rilievo informativo al significato di privazione:

1a) 1b)

Mario ha preso il bicchiere dal cameriere Mario ha tolto il bicchiere dal cameriere =/

Al contrario in 2) prendere che non si applica dato lo scarso rilievo del benefattivo:
2a) 2b) Mario ha tolto un ragno da un buco Mario ha preso un ragno dal buco

Ma appena ipotizziamo Mario come un entomologo, collezionista di ragni, prendere diviene applicabile e lequiestensionalit ristabilita. Lapplicazione di prendere e togliere e sensibilissima alla focalit informativa che pu riscontrarsi in una situazione pragmatica in quanto il rapporto tra propriet del senso e qualit del mondo non deve essere concepito come la mappatura delle prime nelle seconde; per es. dovendo scegliere in astratto come indicare levento in 3, la nostra preferenza sar per 3b) (fuoco sul benefattivo della buona minestra), mentre 3a) risulta non gradita:
3a) Mario ha tolto la minestra dalla zuppiera

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3b)

Mario ha preso la minestra dalla zuppiera

I concetti di privativo e benefattivo sono chiaramente ancorati al valore soggettivo di un evento piuttosto che allle qualit del suo darsi oggettivo. Appena il fuoco informativo sulla rilevanza del privativo si evidenzia come in 4a, subito la scelta di togliere diventa preferita, a discapito della applicabilit di prendere (beneficiare di una minestra irrilevante quando si rischia di perderne una zuppiera):
4a) Mario ha tolto la minestra dalla zuppiera perch versava 4b) ??Mario ha preso la minestra dalla zuppiera perch versava

Possiamo concludere, dunque, che lapplicazione dei predicati regolarissima, sebbene non sia prevedibile sulla base di un mapping senso/propriet pragmatica. Il riscontro di una propriet nel campo di applicazione pragmatico , pi che ad un riscontro oggettivo, un processo connesso ad una valutazione sulla rilevanza di tale propriet nel campo. In sintesi:
a) Togliere necessita un fuoco informativo sulla relazione tema/origine b) Prendere necessita un fuoco informativo sulla relazione tema/agente/destinazione e tale fuoco tende ad essere benefattivo. Per cui pragmaticamente: a) Togliere inapplicabile se il fuoco informativo sulla relazione tema/destinazione b) Prendere inapplicabile se il fuoco informativo sulla relazione tema/origine c) I predicati sono equiestensionali localmente se entrambi i punti di vista sui fuochi informativi sono ammissibili.

5.3. Togliere, la relazione di possesso in italiano moderno e la metafora cognitiva Le nozioni di privativo e benefattivo pertengono la relazione di possesso. Prendere sicuramente una relazione di possesso (benefattivo dellattore) nei campi 1,2 3, mentre negli altri campi di fig. A tale relazione non evidente. Lapplicabilit di prendere in un modello di transizione oggettuale si perde e si forma sistematicamente eliminando e introducendo la specifica del benefattio e cos si forma e si perde la relazione di equiestensionalit con togliere;14 per es. si consideri la variazione in 5)
5a) ?? Mario ha preso una pulce a Antonio (per il suo laboratorio ok) 5b) Mario ha tolto una pulce ad Antonio 5c) Mario ha tolto una spina ad Antonio 5d) * Mario ha preso una spina ad Antonio

Se non c dubbio sullappartenenza di prendere alla sfera delle relazioni di possesso dobbiamo evidenziare che, in italiano moderno, togliere non pu essere in alcun modo considerato un predicato che indica specificamente tale relazione. Le motivazioni seguenti costringono ad una posizione netta su questo punto, peraltro stupefacente se consideriamo la facilit con cui noi possiamo comprendere gli esempi dellitaliano antico dando una interpretazione di possesso a togliere. Le motivazioni di una tale recisa affermazione sono le seguenti:

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Ci sono casi come 5d in cui questo non avviene. Spiegheremo pi avanti il motivo

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In primo luogo togliere ha una lettura propriamente metaforica proprio nei campi specificamente privativi. Negli esempi seguenti diciamo che il ladro ha tolto ma intendiamo il predicato tra virgolette, in quanto vogliamo intendere quancosaltro, ovvero, che ha rubato: 6) Il ladro ha tolto la collana alla vecchina il quadro alla galleria i soldi alla cassiera del Supermercato Il ladro ha preso la collana alla vecchina il quadro alla galleria i soldi alla cassiera del supermercato

6)

Tale trasparenza metaforica non compare con prendere in 6. Perch dovremmo intendere tra virgolette una relazione privativa di possesso proprio nel momento in cui pragmaticamente disegnamo una situazione nella quale si verifica una privazione ? Forse togliere, in effetti, non indica una relazione di possesso in italiano moderno, e forse, in questo possiamo ipotizzare una trasformazione ben pi grande rispetto a quanto potevamo intuire, non un cambiamento di fuoco informativo allinterno di una relazione di possesso, ma la perdita della possibilit di indicare tale relazione. La conclusione precedente trova conferma in due ordini di argomenti. In primo luogo notiamo che non solo prendere, ma anche togliere, in italiano moderno, un predicato generale che si applica sia a campi spaziali in cui rimossa la relazione di localizzazione tema origine sia a campi non spaziali, che indicano la rimozione di molti tipi di relazione tema/origine. Possiamo vedere facilmente che la nozione di privativo non si applica alle relazioni spaziali nei campi di togliere (1)
7) Mario ha tolto il libro dallo scaffale 7) Mario ha privato lo scaffele del libro =/ 7) Mario ha spostato il libro dallo scaffale =-

La nozione di privativo non si applica ai campi seguenti propri del modello 3 di Fig. I , che non sono spaziali
7) 8) Mario ha tolto la camicia ad Antonio Mario ha privato Antonio della camicia =/

La nozione coinvolta in 3 non semplice, ma ha estensione: togliere un predicato generale equiestensionale di volta in volta con eliminare e diminuire:
9) ho tolto la macchia al vestito (eliminare) 9) *ho privato il vestito della macchia 10) ho tolto un po di farina dall/al impasto 10) *ho privato limpasto della farina 11) ho tolto un po di rosso dal/al viso del soggetto 11) *ho privato il viso del soggetto del rosso 12) ho tolto laudio/la luminosit/ il primo canale 12) *ho privato il primo canale di luminosit

In nessuno dei campi precedenti la nozione di privazione trova applicazione.

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La nozione di privazione rilevabile invece in alcuni particolari campi, come i seguenti, che appartengono allestensione astratta del predicato:
13) 14) Il giudice ha tolto /privato la casa/i figli a Gino Il direttore ha tolto/ privato lincarico/ lufficio ad Antonio

Possiamo dunque concludere che la relazione tema origine che viene rimossa ha, in italiano contemporaneo una caratterizzazione di base di tipo locativo, in quanto la relazione di possesso non mai presente nei campi di variazione primaria del predicato. Tale relazione locativa, seguendo il principio della metafora cognitiva, pu essere generalizzata a varie relazioni, tra le quali possibile, in certi casi, inserire il controllo ed eventualmente il possesso. La relazione di possesso non , dunque, un carattere specifico del senso del predicato, ma una sua estensione in campi molto particolari di metafora cognitiva. Lidea della metafora cognitiva come processo semantico naturale che permette tra le altre cose di concepire in termini di relazioni di locazione relazioni pi ampie e astratte, tra cui il possesso, certamente attinente a tale ambito di fenomeni. A noi qui, pi che un approfondimento teorico di tale concetto, peraltro ben noto, interessa segnalare che la metafora cognitiva non specifica relazioni semantiche nei termini di qualsiasi altra relazione semantica, ma individua una gerarchia, per cui i significati pi concreti (la locazione) sono usati per leggere relazioni pi astratte. Ora, non sembra possibile immaginare linverso, ovvero, se facilmente intendiamo il possesso in termini di locazione o di transizione oggettuale, ovverosia relazioni pi concrete di esso, ben difficilmente possiamo intendere la locazione o la transizione oggettuale in termini di possesso. Per cui, per es. nelle due serie seguenti le relazioni specifiche di locazione in a) sono intese come relazioni non specifiche di possesso in b), ma le relazioni specifiche di possesso in c) non sono intese come relazioni non specifiche di locazione in d):
a) Maria tiene il libro sul tavolo b) Maria ha tenuto i soldi che le ha dato Giovanni c) Maria ha serbato i soldi che le ha dato Giovanni d) ?? Maria ha serbato il libro sul tavolo a) Maria ha dato un martello a Giovanni b) Maria ha dato 12.000000 a Giovanni c) Maria ha pagato 12.000.000 a Giovanni d) * Maria ha pagato un martello a Giovanni

Dunque la metafora cognitiva ha un verso che va dalla relazione materiale al possesso e non viceversa. La progressione della generalit dalle relazioni materiali e locative alle relazioni astratte in cui il privativo si unisce al concetto di diminuzione ed eliminazione , che togliere mostra in italiano moderno, segue tale verso. Tale riflessione ha conseguenze interpretative rilevanti nel momento in cui dobbiamo interpretare il fenomeno storico per cui togliere perde la primaria espressione della relazione di possesso a favore, come abbiamo dimostrato, di una relazione locativa e materiale. Tale processo non avviene secondo il verso della metafora cognitiva. Dunque il processo di cambio semantico non potr essere motivato allinterno del quadro specificato da questo processo semantico.

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5.4. Parametri per la determinazione del senso E possibile determinare meglio le qualit espresse dai predicati in questione? Per es. che tipo di relazione viene rimossa quando significhiamo togliere in un campo di applicazione? A quali condizioni diciamo che tale relazione viene tolta? In altri termini, cosa determina un fuoco informativo per tali predicati ? E possibile determinare condizioni di senso che prevedano quando, in una situazione pragmatica, si determina un fuoco informativo privativo o benefattivo? La serie di argomenti empirici che segue cercher di chiarire pi in dettaglio a cosa sensibile la regolazione dei predicati in italiano moderno ponendo restrizioni sulle seguenti direttrici:
A) Qualit dell azione B) Relazione agente/beneficiario/destinazione C) Relazione tema/origine

5.4. 1. Il controllo dellazione Inserire il predicato levare nellanalisi pragmatica, a questo punto pu aiutare a identificare le specifiche di senso che giocano un ruolo nel campo semantico. Togliere/levare, aldil della diversit di frequenza, sono sinonimi nelluso moderno ? A prima vista in uno dei suoi due sensi levare dovrebbe essere equivalente a togliere. In effetti levare potrebbe essere sostituito correttamente in tutti i campi precedenti (1-9) in cui togliere usato e non avremmo alcun cambiamento semantico apparente, neppure di trasparenza. I due predicati sembrerebbero dunque intensionalmente equivalenti. Una importante differenza si evidenzia per rispetto alle estensioni pi generali di togliere in italiano moderno levare ha minor generalit di togliere. Levare equienstensionale nei campi centrali di togliere (spaziali e di privazione), ma non nei morfismi, e in particolare in quei morfismi che richiedono una gradualit dellazione come 11), 12) e 12):
9) ho levato la macchia al vestito (eliminare) 10) ho levato un po di farina dall/al impasto 11) *ho levato un po di rosso dal/al viso del soggetto 12) *ho levato laudio/la luminosit alla tv 12)??ho levato il primo canale

Levare sarebbe, dunque, un predicato meno generale di togliere, non comprendendo lintero arco di estensioni che costituiscono lambito di generalit di questultimo. In cosa levare sarebbe pi specifico? In cosa consiste la specificit che lo distingue da un togliere pi generale? Quali sono i caratteri su cui i due predicati si distinguono ? E possibile rispondere a una tale domanda ? Lanalisi pragmatica mostra che si ottiene una dissociazione molto specifica nei campi di equiestensionalit levare/ togliere. Si consideri lopposizione tra i paradigmi in 13) e 14):

13a) Mario ha levato la collana alla signora 13b) Mario ha tolto la collana alla signora =13c) Mario ha preso la collana alla signora =-

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14a) Mario ha tolto gli orecchini alla signora 14b) Mario ha levato gli orecchini alla signora =? 14c) Mario ha preso gli orecchini alla signora =*

In 13) i tre predicati sono tutti equiestensionali localmente, ma in 14), in un campo pragmaticamente quasi identico, solo togliere applicabile. La modificazione coinvolge specificamente la differenza in controllo dellazione che si ha tra la rimozione della collana (facile) e la rimozione degli orecchini (difficile) . Dunque possiamo ipotizzare che togliere, su una scala ideale, sar pi in alto e levare pi in basso rispetto al tratto del controllo dellazione. Modelli pragmaticamente indipendenti che coinvolgono il tratto del controllo ad un alto grado replicano linaccettabilit di levare:

15a) Mario ha tolto il cromosoma x dal DNA di Giulio 15b) Mario ha levato il cromosoma x dal DNA di Giulio =*

Lopposizione tra togliere e levare selettiva e ripetibile rispetto tratto del controllo dellazione: una azione massimamente controllata non pu essere predicata da levare. Mentre sufficiente che si crei limpressione di una qualche maggiore facilit perch si passi dallinapplicabilit alla applicabilit del predicato. Se, per esempio, leggiamo lesempio 17) prima dellesempio 16), 17b) suona strana, perch una operazione necessita un certo controllo; ma se consideriamo ancora 17b)dopo dopo aver constatato linaccettabilit di levare in 16b), 17b) ci risulta una azione pi facile e luso di levare sostanzialmente accettabile:
16a) Claudio ha tolto un tumore a Tony 16b) Claudio ha levato un tumore a Tony =* 17a) Claudio ha tolto un calcolo alla cistifellea a Maria 17b) Claudio ha levato un calcolo alla cistifellea a Maria =-

Se levare si oppone a togliere relativamente al tratto di controllo dellazione, anche togliere si oppone a levare su questo tratto e non pu essere applicato ad atti caratterizzati da completa assenza di controllo, per cui 18d) non accettabile nel campo 18). Il tratto controllo dellazione significativo pi in generale nel campo semantico, possiamo notare che anche prendere ha restrizioni di senso sulla scala ideale che il tratto specifica e si colloca, per cos dire, ancora pi in basso di levare. 18b) fornisce un campo di equiestensionalit possibile tra i predicati in questione in cui il controllo dellazione minimo e prendere ha minori restrizioni di levare:
18a) 18b) 18c) 18d) Lo scippatore ha strappato Lo scippatore ha preso =Lo scippatore ha levato =? Lo scippatore ha tolto la borsa alla signora =/

Dunque concludiamo che lazione in levare e ancora pi in prendere scarsamente controllata. E possibile ipotizzare differenze nel modo con cui prendere e levare godono di tale tratto, che sembra una connotazione specifica nellazione di levare, mentre

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in prendere sembra una totale mancanza di restrizioni sulla qualit dellazione. Prendere indica una qualsiasi azione che porta al possesso indipendentemente dalle qualit dellazione mentre levare una azione concreta priva di controllo. Questa qualit sembra implicare un punto di vista negativo sul predicato e pu essere connessa alla mancata generalit di levare rispetto a togliere. 5.4.2. Controllo dellazione e relazione origine/tema Il controllo dellazione non un carattere pragmaticamente indipendente, ma tanto pi necessario, per es. quanto pi stretta la relazione origine/tema. Pu essere questo il motivo per cui non possibile prendere un chiodo piantato in un asse mentre possibile toglierlo :
24a) Mario ha preso il chiodo piantato sullasse * 24b) Mario ha tolto un chiodo piantato nellasse 24c) Mario ha levato un chiodo piantato nellasse

La relazione tra definizione del rapporto origine/tema e qualit dellazione che porta alla sua rimozione interessante dal punto di vista semantico in quanto dobbiamo decidere se tali caratteri pertengono entrambi alla regolazione del predicato e se solo uno di questi riceve codificazione linguistica. Lesempio seguente mostra che indipendentemente dalla difficolt della rimozione (assai facile) una relazione troppo stretta origine /tema (linvolucro della rivista) blocca lapplicazione di prendere, nonostante sia chiarissimo il valore benefattivo dellatto:
21) 22) Mario ha tolto /levato la videocassetta dallEspresso Mario ha preso la videocassetta dallEspresso =/

Sembra dunque che ci sia una tendenza di prendere ad escludere specificamente azioni controllate e una altrettanto marcata tendenza a rifiutare lapplicazione in presenza di una relazione stretta tema /origine. Tali tratti sono pragmaticamente equivalenti in quanto la presenza delluno tende ad implicare di solito la presenza dellaltro, ma lequivalenza , appunto, solo pragmatica in quanto i tratti sono dissociabili. Dato che il predicato risponde negativamente ad entrambi, il predicato non consente una scelta, entrambi sarebbero a qualche titolo, insieme o alternativamente, chiamati in causa nelle condizioni di applicazione. Lequivalenza di tratti diversi, semanticamente sempre un po imbarazzante, trova possibilit di spiegazione nel quadro delle condizioni che fanno emergere la focalit informativa sui due punti della transizione oggettuale. La rimozione attenta di una relazione, infatti, fa divenire focale la relazione origine/tema, cos come la fa divenire focale il suo essere una relazione pi o meno stretta. Dunque, sembra di poter dedurre, nessuno dei due tratti specifico del senso di prendere, si tratta di propriet pragmatiche che sistematicamente rendono informativo il rapporto tema/origine, che la focalit di prendere nel rapporto tema destinazione esclude. 5.4.3. Restrizioni sulla relazione origine/tema e sullazione di togliere Le condizioni di applicazione di togliere pertengono la rimozione totale di una relazione oggettuale e le modalit di rimozione di tale relazione. Cos

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come prendere esclude la focalit sulla rimozione della relazione, specularmente, al contrario in togliere la relazione tema/origine deve essere tale da determinare un campo informativamente rilevante, per cui la rimozione sar tanto pi rilevante quanto pi prominente sar la relazione stessa. Togliere rifiuta lapplicazione se la relazione tema/origine non costituisce un ambito di rilevanza informativa:
29a) Mario ha tolto la mattonella 29b) Levato la mattonella 29c) Preso la mattonella

FIG.III Se interpretiamo 29) nel modello A di Fig. III e consideriamo che lo spazio disegnato una piazza, luso di togliere incongruo. E si noti che, specularmente, prendere, che non vuole molta focalit in 1, applicabile. Se diversamente immaginiamo che lo spazio che delimita la figura sia un tavolo, lapplicazione di togliere diviene esatta (in equiestensionalit tipica con prendere). Dunque nel passaggio tra la piazza e il tavolo evidenziamo un cambiamento di rilevanza informativa del rapporto tema/origine. La relazione passa da essere irrilevante ad essere rilevante dal punto di vista informativo e in tale cambiamento si crea lo spazio per lapplicazione di togliere. Possiamo replicare lo stesso dato con propriet completamente dissimili, evidenziando che propriamente il concetto generico di rilevanza informativa e non specifiche propriet pragmatiche locali a generare il fenomeno. I modelli C e D identificano due collocazioni possibili di un quadro; in astratto levento della sua rimozione dovrebbe essere indifferentemente predicato con prendere, con togliere e con levare, ma in concreto non cos:
28a) Mario ha tolto il quadro dalla parete (* in C a meno che non dia noia) 28b) Mario ha levato il quadro dalla parete 28c) Mario ha preso il quadro dalla parete =?? (* in D per la focalit speculare)

Nel modello C la collocazione occasionale delloggetto rende la relazione tema/origine irrilevante e 28a) inapplicabile, ma se mettiamo il quadro al suo posto ordinario, come in D, o scopriamo che in C il quadro da fastidio, ovvero se si creaa uno spazio di rilevanza alla relazione tema/origine, osserviamo che togliere diviene applicabile. Concludiamo, dunque, che accanto alla qualit del

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controllo dellazione, tra le condizioni di applicazione di togliere presente la necessit di una rilevanza informativa della relazione origine/tema che viene rimossa. 5.4.4. Leventivit in togliere E interessante notare che la diversificazione delle propriet che presiedono allapplicazione di prendere e togliere, che si badi bene sono entrambi predicati eventivi, si situa anche a livello delle propriet aspettuali, nel sottile rapporto che si instaura tra leventualit pragmatica rappresentata, che abbiamo detto pu essere la stessa, e le focalit semantiche dellevento, che abbiamo visto sono speculari. Togliere eventivo, ma in particolare necessita che la relazione sia rimossa completamente e che tale rimozione possa essere concepita come una azione puntuale. Lidea di puntualit del risultato dovrebbe, grosso modo, consentire di distinguere lapplicabilit di togliere in 32) e 33):
32a) Mario ha tolto la pecora dal recinto 32b) Mario ha levato la pecora dal recinto 32c) Mario ha preso la pecora dal recinto 33a) Mario ha tolto lelefante dal recinto * 33b) Mario ha ha levato lelefante dal recinto *** 33c) Mario ha preso lelefante dal recinto ok

Possiamo spiegare linapplicabilit di togliere a 33a) connettendola alla difficolt di concepire la rimozione dellelefante dal recinto come un risultato puntuale, possibilit che un piccolo animale invece consente. La coppia seguente riporta risultati identici in un dominio pragmatico assai lontano:
34a) Mario ha tolto la barca dalla banchina 34b) Mario ha tolto la nave dalla banchina *

Il fenomeno appena osservato si realizza in special modo quando si esercita lazione di togliere su oggetti di grosse dimensioni, ma evidentemente non dipende da fatti di selezione (dimensione del tema). La nostra ipotesi appunto che linapplicabilit sia legata alla impossibilit di concepire un evento in modo puntuale e completo nella focalit 1. 15 Si consideri come, pur con grandi oggetti, togliere diviene applicabile quando lazione permette di individuare un cambiamento di stato nella relazione tema origine che avviene puntualmente
35a) Mario ha tolto la macchina dal garage 35b) Lautobus dallincrocio 36a) Mario ha tolto laereo dallhangar 36b) Mario ha levato laereo dallhangar (*)

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In prendere la focalit sul benefattivo nella relazione tema destinazione non crea questa necessit in quanto levento si compie nella relazione tema destinazione, eventualmente risultato benefattivo di un processo

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In tutti quei casi sebbene allorigine della rimozione ci sia un processo pi o meno lungo il cambiamento di stato risulta chiaro e puntuale. Lapplicabilit recuperata anche con la nave e lelefante nel momento in cui, per ragioni pragmatiche legate alla qualit della localizzazione, tale cambiamento di stato ha identiche caratteristiche:
33d) Mario ha tolto lelefante dalla gabbia 36c) Mario ha tolto la nave dalla secca/ imboccatura del porto

Togliere una relazione che indica il passaggio dallessere in una certa relazione al non essere in tale relazione. In questo confermiamo la natura di base per il senso del predicato del campo in cui si ha rimozione dello stato locativo: la base materiale, del predicato, che indica questo passaggio in modo completo, direi percettivo, tra lessere e il non essere di un oggetto in relazione di locazione con lorigine.16

5.5. Conclusioni empiriche sul significato di prendere e togliere in italiano moderno Togliere ha perduto la possibilit di esprimere direttamente la relazione di possesso ed diventato un predicato generale che ha come base semantica la transizione oggettuale spaziale. A a partire dalla quale va ad esprimere eventi diversi nei quali predica la rimozione di una relazione focale tema/origine. Tale rimozione ha caratteri determinati relativi a: 1) controllo dellazione; 2) necessit di focalit informativa della relazione; 3) puntualit e completezza della rimozione della relazione nellevento.
16 Nessuna richiesta aspettuale di questo tipo riguarda prendere e relazione di possesso , infatti, se ci pensiamo bene, la relazione astratta di possesso non pu avere restrizioni a livello percettivo. La distinzione aspettuale prendere/togliere che ne consegue ha conseguenze sorprendenti a livello composizionale che costituiscono un interessante dominio di spiegazione e un argomento indipendente per le nozioni semantiche appena evocate. Se levento un cambiamento di stato totale, salvo indicazioni contrarie esplicite di gradazione, il risultato deve coinvolgere loggetto in modo completo; per cui in 38a concludiamo che il contenitore risulta vuoto, ma, coerentemente alla differenza aspettuale tra prendere e togliere non ci aspettiamo necessariamente la stessa cosa in 38b):

38a)Mario ha tolto/levato lo zucchero / il te dal contenitore (contenitore vuoto) 38b) Mario ha preso lo zucchero / il t dal contenitore (contenitore probabilmente non vuoto) Togliere pu rappresentare campi in cui il quantum risultante non vuoto a condizione di una specifica indicazione sintattica. Dato che togliere si esercita di preferenza con controllo dellazione, usiamo spesso a questo scopo la quantificazione delloggetto con il bare plural per indicare una azione gradabile: . 39a) Mario ha tolto zucchero dalla zuccheriera Si noti, a conferma indipendente della distinzione di senso togliere/levare, che levare, che abbiamo visto non consente il controllo fine dellazione, non prevede tale gradabilit, mentre prendere, che non necessita il passaggio totale di stato, non gradisce luso del bare plural, che sarebbe ridondante: 40) * Mario ha levato zucchero dalla zuccheriera 39b) Mario ha preso zucchero dalla zuccheriera (?) La gradabilit una propriet di togliere connessa alla generalit del predicato, che applicabile a campi nellambito delle relazioni percettivamente rilevanti in equiestensionalit con diminuire.

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Prendere indica specificamente lo stabilirsi di una relazione focale tema /agente destinazione che intesa come benefattiva ed estensivamente come controllo positivo del soggetto, agente intenzionale. Prendere non ha condizioni positive sullazione, che per non deve essere troppo marcata informativamente, altrimenti il fuoco informativo si sposta sulla rimozione della relazione origine/tema e il predicato diviene inapplicabile. Prendere e togliere sono equiestensionali in eventi che possiedono entrambi i punti focali indicati con 1 e 2, selinformazione non raggiunge picchi elevati n in 1 n in 2. Allora pu essere congruo definire levento, ci che accade, sia come la rimozione dello stato in 1(togliere), sia come lo stabilirsi di uno stato benefattivo in 2 (prendere). 6. La variazione primaria di prendere/pigliare nei testi cancellereschi della toscana occidentale del due-trecento Se consideriamo lo stadio dellitaliano esemplificato dai testi cancellereschi a questo punto della ricerca, dopo la discussione sui campi di variazione primari di prendere e togliere e sulle conclusioni relative alle condizioni che guidano la loro applicazione in italiano contemporaneo, comprendiamo che linsieme dei dati empirici sulluso antico che abbiamo evidenziato, se ha una certa ricchezza rispetto a torre di cui abbiamo gi evidenziato la variazione primaria, deve essere esteso per prendere, giacch lambito della eventuale corrispondenza con il predicato moderno deve essere verificato su un ambito ampio di fenomeni. Ovviamente non possibile domandare ad alcuno giudizi su formazione e dissociazione di campi di equiestensionalit locale (per cui lambito delle ipotesi sul significato di una voce antica risulter sempre asssai pi sottodeterminato), ma invece possibile ricostruire dalle evidenze positive che abbiamo nei testi almeno la variazione primaria di prendere ed eventualmente formulare ipotesi sul significato che aveva prendere in italiano antico attraverso i dati negativi ottenuti in rapporto alla variazione contemporanea. Possiamo valutare cos se, in connessione alla variazione di significato di togliere, vi sono stati o meno cambiamenti non anche in prendere, peraltro non evidenti

Lo spoglio sullinsieme dei predicati in considerazione operato sui testi cancellereschi della toscana occidentale, che costituiscono la base empirica di riferimento di questo studio, pu essere effettuato riportando la coppia di lemmi prendere pigliare alla variazione primaria vista in Fig. I e considerando inoltre la variazione di levare. Unica avvertenza sar quella di separare gli usi materiali dei predicati dagli usi metaforici e astratti, che ovviamente non possono essere presi come punto di partenza pragmatico per la determinazione del senso di base dei predicati stessi. I risultati di questa operazione sono nettissimi e come vedremo significativi per linquadramento generale di un cambiamento di significato anche di tali predicati.

LEVARE A - alzare/ alzarsi 1) Uno dei detti mercanti, levandosi ritto disse e consigli (Sangimignanesi 95) B - levare (togliere)

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2) Levare via, togliere le forze e le ingiurie che sono fatte per li maggiori ai piccioli (Volterrani1322a) 3)Della pena ai tessitori che levassero o tagliassero alcuno panno se non in presenza di cui fusse lo panno (Sangimignanesi 115) PIGLIARE A- Pigliare / acchiappare 1) Per pigliare lo detto malfattore (Pratesi 460) 2) Si appost per farlo pigliare (Pratesi 460) 3) Voleva rubare i panni che cerano e pigliare luomini e menarli (Pratesi 454 4) Pigliando colombi contro la forma dello stato (Pratesi ) 5) Uccellando e pigliando (Pratesi 461) 6) Diedi a Vanni che diede ai berivieri che dovevano pigliare Francesco (Pistoiesi 209) 7) Diedi ai berovieri che pigliarono messer Lapo (Pistoiesi 167)

PRENDERE A - acchiappare 1) Pagammo quando il Guerra fu preso (Soderini 87) B - morfismi (scegliere *torre) -Dio che signore vi dia a prendere il migliore (Volterrani1329d) -Vi aiuti iddio e la sua santa madre a prendere quello che fia bene e onore per il comune (Sangimignanesi 86) (Ingaggiare il confronto) Seguio consiglio dei savi nel quale si prese e vinse, pochi scordanti, che li pregioni renduti ci fossero senza ricompra (Sangimignanesi 91)

STOLLERE E se alcuno lavorente si stollesse di pagare la condannagione quando fusse condannato per lo consolo sia divietato per la detta arte (Sangimignanesi 124)

Le risultanze dello spoglio secondo la variazione primaria sono semplici: se si escludono gli usi marcati, tutte le occorrenze di prendere/pigliare appartengono al modello in 5 di Fig. I, per cui, stando a questi dati, dovremmo dire che prendere aveva costantemente un senso simile al predicato attuale acchiappare, secondo luso latino, o in modo meno perentorio, che prendere-pigliare avevano come uso pi centrale il campo che abbiamo visto il meno centrale nelluso moderno. Non troviamo mai, in particolare, la scelta prendere/pigliare nei campi che abbiamo visto sono propri di tollere benefattivo, n nei campi della transizione oggettuale che sono oggi di equiestensionalit locale prendere/togliere. Non troviamo cio gli usi pi frequenti e centrali di prendere in italiano moderno. Unendo il dato positivo con il dato negativo possiamo concludere che non ci aspetteremmo tale uniformit se prendere avesse un senso identico al prendere attuale. Quale valore assegnare a questa conclusione? Dobbiamo evidentemente considerare luniformit diafasica dei testi cancellereschi che permette scarse variazioni sugli argomenti trattati e la loro tendenza alluso pi conservativo e latineggiante. Daltro canto per, considerando la particolare rilevanza che levento dellarresto pu evere in testi di questo tipo, non possiamo non considerare anche che la scelta dei parlanti attuali, in tale campo specifico, sarebbe stata diversa da prendere (acchiappare/ arrestare/ bloccare, ecc.) sebbene la comprensibilit e lusabilit del predicato anche nelluso contemporaneo rimanga .

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Lipotesi sar quindi che la rilevanza dei sensi presenti in Fig 5 nel significato di prendere antico fosse assai maggiore rispetto allattuale e che luso di torre nei campi del benefattivo ne fosse il contraltare strutturale.

7. La variazione primaria di prendere / pigliare nella Crusca e nella LIZ Non possiamo chiedere a nessun parlante del tempo se torre qualcosa dal tavolo e prendere qualcosa dal tavolo potessero essere campi di equiestensionalit in italiano delle origini, ma possiamo portare una serie di argomenti che circostanziano e delimitano lambito di rilevanza di tale questione, eventualmente togliendola dal campo delle congetture e ancorandola pi saldamente alla sfera delle decisioni empiriche. Gli strumente privilegiati oggi disponibili sono, a mio parere, insieme garanti di un ampio dominio di osservazione e sufficientemente selettivi per ipotesi controllate. In primo luogo la prima edizione della Crusca, propone pur sempre la scelta di soggetti che costituiscono un ponte, orientato verso il passato, temporalmente a met strada tra noi e i testi della fine del duegento. Anche tali scelte possono essere riportate alla variazione primaria di prendere attuale sulla base della trasparenza dei contesti linguistici cos come abbiamo fatto per i testi cancellereschi. In secondo luogo le concordanze della LIZ consentono un facile spoglio della letteratura delle origini, permettendo un riscontro ampio degli usi presenti che possono essere anchessi classificati in relazione alla variazione primaria. I risultati dellanalisi omogenea restretta alla variet diafasica cancelleresca potranno essere cos confrontati cos con lampia gamma delluso letterario

7.1. La Crusca La Crusca, come indica la selezione riportata nella sintesi seguente, ai lemmi prendere / pigliare specifica primariamente il senso di acchiappare, ma propone, solo per pigliare, anche unampia scelta in cui indica sia relazioni di possesso sia transizioni oggettuali che prensione. Il dato ovvio che nella letteratura delle origini cerano usi di questo tipo contrasta, dunque, con lunivocit delle scelte presenti nei testi cancellereschi e rende molto alta la possibilit di campi di equiestensionalit locale torre/prendere-pigliare nei contesti della transizione oggettuale, presenti nelluso di entrambi i predicati. Dobbiamo notare per che nessuno degli esempi listati dalla Crusca specifica campi di scambio. Non possiamo sapere se questo casuale, possiamo solo congetturare motivazioni a tale mancanza, notando che le scelte della Crusca accreditano lipotesi che i campi centrali delluso di prendere fossero azioni del tipo in 5 e che quindi il predicato avesse un significato diverso. Lordine delle scelte lessicografiche e la mancanza di un campo di variazione, permettono tale congettura. Parallelamente, per il lemma torre, la scelta di proporre una coppia sinonimica con prendere/pigliare a definizione del lemma e di specificare il primo significato con luso arcaico contraddice la selta, poi operata, di dare una esemplificazione quantitativamente pi ricca per il senso privativo, sia negli usi propri sia nei morfismi e indica la tendenza ad ancorare il senso di torre proprio ai campi delluso mederno, evidentemente sentiti come i pi centrali delluso del predicato a quella data.

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Crusca. Esempi normalizzati e riportati alla variazione primaria

TORRE
1) Def. Pigliare prender con mano A- Transizione oggettuale - il familiare forte e sdegnato tolse un gran fiasco - togli quel mortaio e riportalo - torre a se B - Scambio -Togli [per prendi] C- Possesso benefattivo astratto - mai di mio mestier ti torr denaro - tor casa / tor moglie Morfismi [analoghi a prendere moderno] - tor cavallo a vettura ( x mettere) - mi torrei dormire tutto il mio tempo 2) per levare A- Fuoco sul privativo - con recisa risposta se li tolse da dosso - tolle Giovanni dalle reti e Piero - cos questa seccaggine torr via - tor di mano -tu tolta mi fosti - torlo di vita - non mha tolto il debito B- struttura a due fuochi e fuoco privativo -non mi voler tor quello che tu poscia render non mi potresti, - tu mi tolli il mio fallamente Morfismi [analoghi a togliere moderno] - voi dalla povert di mio padre togliendomi - tolto dallimpaccio lavea [liberato] - toglieva dalle fatiche gli animali che fossero in terra - che se io tolsi a te lesser con meco quella notte - sarebbe danno se fosse tolta al mondo s bella cosa - tor fede [levare la fiducia] - quella pi desiata in voi m tolto [vietare] - e torli da questo abominevole guadagno - se io posso tanto fare che il tolga da quella bestialit [dissuadere] - torre di se medesimo [uscire di senno] 3) per innalzare torre al cielo

PRENDERE:Def. pigliare 1) Acchiappare - Sia preso questo traditore e beffator di dio - Che per effetto dei suoi mali pensieri, fidandomi di lui, io fossi preso 2) Morfismi A- ricevere - lei andasse a prendere e il suo piacere ne facesse - Le piaghe che io presi in quel posto - La bont divina ha s gran braccia che prende ci che si vuole a lei [cio riceve, chiosano gli accademici] B- Campi intenzionali mi prese un gelo qual prende suol colui che a morte vada fui preso damore prender bene prender male

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- volendo prendere e ingannare i compratori C- Incominciare presero a fuggire

PIGLIARE Def. Ridurre in sua podest o con violenza o senza, e diversifica questo verbo i significati, secondo le parole che laccompagnano A- Achiappare - Amandue gli fece pigliare a tre suoi servitori B- Prensione - Ormai vedo la rete che qui vi piglia - Con la mano pigli il fondo delle brache del giudice - Pigliarsi ai capelli [accapigliarsi] C- Transizione oggettuale - Distese il braccio per pigliare con la mano il barattiere - Chi pi ne pigliava pi se naveva - Ogni cosa venir pigliando [assoluto] D- Possesso astratto - in ogni luogo vuol pigliar moglie e tor casa a pigione - essendosi accorto che alla donna piaceva il vino pens di poterla pigliare Morfismi A- campi della scelta e della cognizione - in ogni cosa sempre pigliano il peggio (capiscono) - lha preso bene lha preso male - prendere il monte a pi lieve fatica B- campi del sentire - piglia sonno - piglia gli occhi (cattura lattenzione) - sono preso di lei - la febbre mi piglia LEVARE 1) alzare, mandar su - levare i capelli sopra la sinistra orecchia - le bolle che il bollor levava morfismi [analoghi a alzare] nostro intelletto al ciel si leva - nessuno si levato per loro 2) per tor via: io mo lo aurei per maniera levato da dosso levare un forestiero allosteria e condulo alla sua casa Assenza di morfismi analoghi a togliere moderno 3) usi figurati arcaici questo non leva se non tanto [non si pu caricar di pi] levar mercanzie [comperarle] levare qualcuno [prendere uomini a bordo] - levati quinci e non mi dar pi lagna - gi son levati tutti i coperchi

STORRE Rimuovere altrui dal suo pensiero o volont - e da imporlo non mi puote storre quello, che voi mi potete mostrare

7.2. La LIZ delle origini

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I risultati del sondaggio sulla LIZ forniscono un dato per certi versi sorprendente per la sua chiarezza, che ci permette di legare con maggiore sicurezza le scelte qualitative compiute dagli accademici ai dati sulla letteratura delle origini, che tali scelte avevano in gran parte determinato. Limitatamente agli scopi di questo lavoro e ai limiti delloccasione ho ristretto lo studio dei lemmi prendere e pigliare alle occorrenze delle forme pi significative della variazione morfologica, ovvero infinito, participio maschile e femminile e la terza persona del passato remoto e dellimperfetto, in tutto 300 occorrenze da classificare secondo la variazione primaria in Fig. I. Ci attendiamo, e cos avviene, che nelluso letterario, una parte notevole dei predicati sia attestata in senso figurato, astratto o comunque marcato. In effetti si tratta del 30% del totale, che escludiamo dalla classificazione. I risultati sulle forme classificate sono i seguenti: 1) Gli usi propri concreti nel contesto in 5 mostrano un peso quantitativo largamente dominante in quanto risultano essere il 50% dellintera serie. Per es.
Elli nno leoni e tutte bestie da prendere in caccia (Il Milione 186.2)

La perifericit delluso in 5 nellitaliano attuale contrasta nettamente con tale dato quantitativo e ne permette una valutazione in termini qualitativi che si connette alle risultanze dei testi di variet diafasica cancelleresca: in effetti il contesto in 5 il campo centrale delluso di prendere nellitaliano delle origini. C- Luso diverso da 5 pi frequente riguarda campi specifici del possesso, ma anche in questo caso siamo di fronte ad usi piuttosto periferici in italiano moderno, per cos dire, esterni alla variazione primaria. Il possesso in tali esempi inteso come relazione astratta e non connesso ad alcuna relazione oggettuale; tale uso conta il 27% delle occorrenze; per es.:
La reina era morta e lasci che non potesse prendere altra moglie

(Il Milione 17.1) D- Gli usi materiali di transizione e possesso, che costituiscono i campi centrali duso della voce moderna compatibili con i modelli in 1 e 3 di Fig. I contano invece insieme solo il 20% delle occorrenze.
Prendea la coppa l overa lo beveraggio (Tristano Riccardiano 3.3) Prese la spada kave lo scudiero e miselasi sotto (Tristano Riccardiano 37.2)

Dunque i campi 1 e 3, i pi centrali in italiano moderno, hanno una consistenza assai ridotta nelluso antico in rapporto agli usi centrali allora in cui prendere ha il senso acchiappare e agli usi relativi al possesso astratto, che insieme contano il 77% delle occorrenze.
E-

solo il 2,5% delle occorrenze individua campi compatibili con la prensione. .Gheddin s prese per lo freno uno de li kavagli de li cavalieri
(Tristano Riccardiano 47)

F-

e appena lo 0,5 per cento compatibile con linterpretazione dello scambio. Un solo esempio nel Novellino con prendere da in tutta la LIZ:
prendea danari in sagreto da buona gente (Nov. 55.1)

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Tali campi, non periferici in italiano contemporaneo, sono quindi assolutamente periferici o addirittura quantitativamente irrilevanti nelluso antico, non solo cancelleresco ma anche letterario. Tale dato assume particolare rilievo se pensiamo che ci che si realizza in questultimo modello , nella sostanza, latto di ricevere, ovverosia, lopposto pragmatico dellatto di acchiappare. I dati quantitativi permettono quindi di legare linsieme le notazioni relative ai testi pratici, le scelte lessicografiche degli accademici e gli usi letterari in italiano delle origini: prendere doveva avere una base semantica e il centro della sua applicazione in usi materiali molto diversi da quelli che ne costituiscono la base e il centro nellitaliano attuale, ovvero la transizione oggettuale connessa al benefattivo del soggetto.

50 40 30 20 10 0 raggiung. possesso trans.ogg. prensione scambio

Frequenze relative della variazione primaria di prendere nella LIZ Prendere doveva avere lo spessore semantico del contesto 5 (acchiappare) e a partire da tale uso estendeva il proprio ambito di rappresentazione ai campi del possesso e poi, progressivamente alla transizione oggettuale benefattiva. A tali conclusioni portano concordemente sia i testi pratici che le scelte della Crusca, sia le considerazioni sulla frequenza dei vari campi della variazione primaria nella LIZ delle origini. Possiamo supporre, a partire da tali dati, che nei campi del possesso e della transizione oggettuale il predicato mantenesse parte dello spessore semantico del contesto 5, la trasparenza dellacchiappare, trasparenza che probabilmente non estranea alle motivazioni che sostengono la sostituzione di torre, predicato non marcato nelluso benefattivo, con prendere. Torre aveva un significato generale privo di spessore semantico nei campi del possesso e prendere doveva tendere ad occupare tali campi sulla base di un processo naturale di spessimento semantico. La variazione di prendere non riguarda solo il centro ma anche la periferia, dalla quale troviamo conferma alle ipotesi sulla variazione nel centro del predicato. Sono alla periferia i due contesti centrali in italiano contemporaneo. La considerazione semantica che il senso prominente in 2 (ricevere) incompatibile, o meglio opposto, al senso prominente in 5, permette di spiegare in termini qualitativi la mancanza di tale uso, invece centrale nellitaliano moderno, e si offre come evidenza indipendente dellesistenza, nel senso del predicato in italiano antico, della trasparenza del contesto 5. Parallelamente il contesto di prensione, sebbene non possa essere considerato incompatibile con il senso di acchiappare, manca di tutta lattivit e azione diretta verso loggetto che costituisce la trasparenza semantica maggiore del campo in 5 e da questo punto di vista rappre-

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senta un approdo secondario del predicato. La diversit riscontrate nel centro dellapplicazione di prendere giustifica dunque, specularmente, le corpose differenze che risontriamo alla periferia.

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