Documento di discussione

Formazione professionale, apprendimento e tecnologie L’insegnante come professionista dell’apprendimento

A cura di G. Marconato e P. Litturi

Documento di discussione Formazione professionale, apprendimento e tecnologie
L’insegnante come professionista dell’apprendimento Mission della FP → centralità dell’apprendimento → ruolo delle tecnologie didattiche Il miglioramento delle performance dei sistemi formativi passa attraverso la focalizzazione sull’apprendimento e sulle strategie didattiche che lo attivano, lo promuovono e lo sostengono. Le tecnologie sono uno degli strumenti in grado di sostenere questo processo di miglioramento. Questo breve documento muove dall’esigenza di offrire un contributo al miglioramento delle performance complessive del sistema formativo altoatesino affrontando direttamente l’insoddisfazione che da più parti viene espressa per i livelli di apprendimento che presentano gli allievi che frequentano la FP e per il grado di preparazione che questi allievi presentano quando escono “qualificati” dalla FP. Come si vedrà, la chiave di volta identificata è la focalizzatone sull’apprendimento, da cui deriva la visione di un insegnante come facilitatore dell’apprendimento. Infatti, il processo chiave su cui si focalizza la scuola, ed in questa la scuola professionale, è rappresentato dall’apprendimento, dalla sua facilitazione e dalla sua promozione Dovremo, quindi, ripensare le modalità con cui stiamo organizzando le risorse per gestire il processo chiave al fine di ri-allineare i risultati che produciamo con la mission che ci è stata data. Alcuni concetti chiave Ci sembra utile evidenziare tre concetti chiave da cui ne derivano alcuni altri, che dovrebbero stare alla base del nostro agire strategico (pianificazione, organizzazione) e tattico (didattica). I 3 concetti chiave 1. Finalità della Formazione Professionale La FP persegue la finalità di sviluppare la “competenza professionale”. 2. Competenza professionale La competenza professionale va vista come la capacità di attivare e di combinare risorse in un contesto definito. La FP dovrebbe, quindi: - prioritariamente, favorire lo sviluppo di “risorse”; - successivamente, sviluppare la capacità di diagnosticare la situazione in cui queste risorse devono essere utilizzate; 2

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quindi, sviluppare la capacità di attivare queste risorse e di combinarle per il conseguimento dello scopo della pratica professionale.

3. Navigazione professionale Correlata con il concetto di “competenza professionale” qui proposto vi è la questione del suo sviluppo e del suo mantenimento agli standard richiesti dalle pratiche professionali. La competenza professionale non è una dimensione che si sviluppa una volta per tutte nel primo periodo della vita delle persone. E’ oramai acquisita l’idea dell’apprendimento continuo, lungo tutto l’arco della vita, ma va chiarito che le modalità attraverso cui si apprende in questo scenario non sono quelle convenzionali basate su dispositivi di apprendimento centrati sulla didattica d’aula. La conoscenza, la competenza, la professionalità si mantengono e si sviluppano sempre più spesso attraverso modalità di “apprendimento senza insegnamento” con la conseguente valorizzazione di una molteplicità di luoghi di apprendimento, in percorsi individualizzati ed auto-governati, di “navigazione” tra una molteplicità di opportunità che il contesto offre e che il soggetto si crea. I corollari A. Conoscenza Sulla base di queste premesse, la “conoscenza” va concepita e va sviluppata come uno strumento che aiuta ad affrontare situazioni, a risolvere problemi contestualizzati e non come una mera memorizzazione di nozioni, fatti, procedure appresi in modo astratto e generale/generico. Coerentemente con gli scopi della FP, va realizzata una visione operativa ed applicativa di “conoscenza”: conoscere vuol dire saper usare quanto appreso. La conoscenza non è un deposito, più o meno ampio, di informazioni ma la capacità di situarsi e di finalizzare le informazioni di cui si è in possesso alla soluzione di problemi ed all’ottenimento di risultati. B. Conoscenza distribuita Nella “società della conoscenza” la conoscenza, la struttura cognitiva che consente ad una persona di operare con efficacia, non si connota come una dimensione individuale ma sociale avendo una conformazione “distribuita”: delle conoscenze che utilizzo per rendere efficace il mio agire, solo una parte è in mio diretto possesso; la maggior parte si trova nelle altre persone e negli artefatti che sono presenti nel mio ambiente rilevante. Una skill importante è rappresentata, quindi, dalla capacità di connettersi con altre persone, di saper identificare i luoghi della conoscenza rilevante, di sapervi accedere e di saper organizzare il tutto in una pratica professionale adeguata al contesto.

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C. Apprendimento L’apprendimento è il processo chiave dello sviluppo della competenza professionale e della costruzione di conoscenza. L’apprendimento è un processo intenzionale di approccio a nuove conoscenze e di loro integrazione nel sistema di conoscenze possedute. Metaforicamente, apprendere non vuol dire aggiungere un mattone ad un muro di mattoni esistente per renderlo più “grande” (apprendimento come una questione di “quantità” dei contenuti) ma mescolare un nuovo liquido a quello presente in recipiente in una mutua modifica dell’esistente con il nuovo (apprendimento come una questione di “qualità” dei contenuti e di legami tra questi). E’, quindi, utile adottare una concettualizzazione di “apprendimento” che ne vede le principali caratteristiche nel suo essere profondo (non superficiale) , significativo (non astratto) e solido (non volatile). Solo così le conoscenze sviluppate a scuola possono essere utilizzate nella pratica professionale e non rimangano “inerti”, confinate, cioè, in un apprendimento meramente scolastico e meccanico. Le persone apprendono in modo profondo (costruiscono conoscenze stabili, applicabili, utilizzabili per realizzare attività e risolvere problemi) quando riescono a dare un senso personale alle nuove conoscenze, quando le integrano con le conoscenze che posseggono già modificando la propria struttura cognitiva. Le persone apprendono svolgendo attività di apprendimento, cioè quando hanno la possibilità di lavorare materialmente e cognitivamente con le nuove informazioni. Strategie di apprendimento coerenti con questi principi sono, prevalentemente: - apprendimento attivo (si è focalizzati sull’esplorazione) - apprendimento costruttivo (si apprende all’interno di contesti reali a partire dalla propria esperienza, conoscenza ed interesse) - apprendimento collaborativo (si apprende attraverso la condivisione di conoscenza) - apprendimento riflessivo (viene data l’opportunità di costruire una propria conoscenza e comprensione) - apprendimento autentico (si apprende attraverso compiti autentici, desunti dal mondo reale e si è impegnati ad applicare conoscenze per svolgere quei compiti). D. Risorse Le “risorse” necessarie a fronteggiare la pratica professionale odierna sono di tipo: - tecnico/professionale (teorie e pratica); - personale/cognitivo (responsabilità, organizzazione del tempo, lavorare per un obiettivo, orientamento al problem solving, esplorazione, analisi, riflessione, monitoraggio, transfer…); - sociale/relazionale (comunicazione, confronto, negoziazione, interazione...) Negli allievi della FP andrebbe, quindi, promossa: - la capacità di utilizzare le conoscenze sviluppate nell’ambiente scolastico nel lavoro e nella vita di tutti i giorni; - la capacità di pensiero (abilità cognitive e metacognitive); 4

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la capacità di correlarsi con altre persone per il conseguimento di obiettivi personali e professionali; la capacità di migliorare continuativamente le proprie conoscenze e le proprie competenze; l’autonomia e la responsabilità per il proprio autosviluppo. La funzione didattica delle tecnologie

Le tecnologie rappresentano, nel contesto sopra delineato, uno degli strumenti a disposizione di chi ha la responsabilità di organizzare e gestire i sistemi di formazione e di educazione; non l’unico e neppure il più importante, ma certamente uno strumento ricco di potenzialità. Riteniamo che le tecnologie possano essere finalizzate al miglioramento dell’apprendimento dei nostri allievi se utilizzate per sostenere la realizzazione di “attività di apprendimento” da parte degli allievi. Con le tecnologie, gli allievi sono invitati a svolgere “attività” che li portano ad esplorare ed a costruire nuove conoscenze, ad applicarle per la realizzazione del “prodotto” ed a rappresentare ciò che hanno appreso. Usando le tecnologie per “costruire” (artefatti materiali ed immateriali) gli allievi: - assumono un ruolo attivo nel proprio apprendimento e sviluppano responsabilità; - sono coinvolti cognitivamente ed emozionalmente; - elaborano e rielaborano le proprie conoscenze; - esplorano ed analizzano nuove conoscenze; - sviluppano abilità di pensiero; - comunicano ed interagiscono. Usando in questo modo le tecnologie, ci focalizziamo sul soggetto che apprende, sul suo apprendimento e sulle sue modalità di apprendimento: cogliamo quello che sembra essere uno stile di apprendimento dominante (o preferito) nei nostri allievi: il “fare qualcosa” (produrre, ottenere un risultato visibile), piuttosto che trattare concetti astratti. Usiamo, pertanto, le tecnologie per facilitare lo sviluppo delle risorse professionali e personali e che sono gli obiettivi della formazione orientata alla competenza. La finalità della formazione professionale è, così, perseguita focalizzandosi in modo consapevole, mirato ed attraverso adeguate strategie didattiche, sull’apprendimento. Con questa visione del senso didattico delle tecnologie è necessario utilizzare le stesse all’interno di specifiche strategie didattiche che, come abbiamo detto, sono quelle che mettono al centro il soggetto che apprende, che danno responsabilità all’allievo, che richiedono da lui un impegno diretto, che lo portano a costruire qualcosa, ma sempre sotto una costante “presenza” didattica agita dall’insegnante. Come orientamento didattico pratico per gli insegnanti, questo approccio si concretizza in una didattica focalizzata su “attività di apprendimento” da realizzarsi con il supporto delle tecnologie.

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Queste “attività” sono: - concepite, progettate e gestite dagli insegnanti; - svolte dagli allievi con la guida degli insegnanti. La competenza necessaria all’insegnante per sviluppare questo approccio didattico ha le seguenti componenti: - consapevolezza dei meccanismi cognitivi ed affettivi che regolano il processo di apprendimento; - consapevolezza delle condizioni in cui le tecnologie possono sostenere il processo di apprendimento; - conoscenza delle tecnologie disponibili per realizzare “attività di apprendimento”; loro caratteristiche tecniche e didattiche - come ideare, progettare, sviluppare e gestire “attività di apprendimento”; - come valutare gli apprendimenti.

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