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Rapporto sulla competitività dei settori produttivi - Edizione 2014

RAPPORTO SULLA COMPETITIVITÀ DEI SETTORI PRODUTTIVI
EDIZIONE 2014

ISBN 978-88-458-1784-7 © 2014 Istituto nazionale di statistica Via Cesare Balbo, 16 - Roma Salvo diversa indicazione la riproduzione è libera, a condizione che venga citata la fonte. Immagini, loghi (compreso il logo dell’Istat), marchi registrati e altri contenuti di proprietà di terzi appartengono ai rispettivi proprietari e non possono essere riprodotti senza il loro consenso. Approfondimenti e contenuti aggiuntivi sono pubblicati alla pagina web http://www.istat.it/it/archivio/113149

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Introduzione e sintesi
L’INDUSTRIA MANIFATTURIERA DURANTE LA CRISI 2011-2013: SETTORI E IMPRESE VINCENTI E PERDENTI

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1.1 - Un confronto tra cicli produttivi nei principali paesi europei 1.2 - Il ciclo industriale dei settori in Europa 1.3 - La dinamica del fatturato industriale in Italia 1.4 - L’andamento del fatturato industriale nei principali paesi europei 1.5 - Il fatturato in Italia e in Europa: una visione settoriale

1.  Evoluzione ciclica della produzione industriale e del fatturato in Italia e in Europa

15 16 19 21 23 25 29 30 33 36 38 45 46 49 53 55 57 59

2.1 - Un triennio difficile per la manifattura italiana 2.2 - Propensione all’export, performance e strategie Box: L’indicatore sintetico di competitività dei settori manifatturieri 2.3 -  La performance interna ed estera delle imprese manifatturiere nel triennio 2011-2013: una lettura strategica 3.1 - Un esame degli effetti della crisi: la valutazione delle imprese 3.2 - Le strategie adottate dalle imprese Indici sintetici per confronti temporali: un indice statico e uno dinamico Performance e strategie: un modello logit multinomiale L’indicatore sintetico di connettività

2.  La manifattura italiana durante la crisi del 2011-2013: vincitori e vinti

3. Le risposte strategiche alla crisi

Note metodologiche

Riferimenti bibliografici

a. manutenzione ed installazione di macchine ed apparecchiature 62 64 66 68 70 72 74 76 78 80 82 84 86 88 90 92 94 96 98 100 102 104 106 Altre attività economiche B Estrazione di minerali da cave e miniere D Fornitura di energia elettrica. confezione di articoli in pelle e pelliccia 15 Fabbricazione di articoli in pelle e simili 16  Industria del legno e dei prodotti in legno e sughero (esclusi i mobili). apparecchi di misurazione e di orologi 27  Fabbricazione di apparecchiature elettriche ed apparecchiature per uso domestico non elettriche 28 Fabbricazione di macchinari ed apparecchiature n. apparecchi elettromedicali. Attività manifatturiere 10 Industrie alimentari 11 Industria delle bevande 13 Industrie tessili 14  Confezione di articoli di abbigliamento. vapore e aria condizionata E Fornitura di acqua.c. reti fognarie. rimorchi e semirimorchi 30 Fabbricazione di altri mezzi di trasporto 31 Fabbricazione di mobili 32 Altre industrie manifatturiere 33  Riparazione.Edizione 2014 SCHEDE SETTORIALI Pag. attività di gestione dei rifiuti e risanamento F Costruzioni G Commercio all’ingrosso e al dettaglio. gas. 29 Fabbricazione di autoveicoli. fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio 17 Fabbricazione di carta e di prodotti di carta 18 Stampa e riproduzione di supporti registrati 19 Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio 20 Fabbricazione di prodotti chimici 21 Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici 22 Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche 23 Fabbricazione di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi 24 Metallurgia 25 Fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature) 26 Fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica.4 Rapporto sulla competitività dei settori produttivi . riparazione di autoveicoli e motocicli H Trasporto e magazzinaggio I Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione J Servizi di informazione e comunicazione L Attività immobiliari 109 110 111 112 114 116 118 120 122 .

di intrattenimento e divertimento S Altre attività di servizi 124 126 128 129 130 131 . agenzie di viaggio. scientifiche e tecniche N Noleggio. sportive.Indice 5 M Attività professionali. servizi di supporto alle imprese P Istruzione Q Sanità e assistenza sociale R Attività artistiche.

.

Le imprese maggiormente orientate all’export hanno potuto sfruttare la più vivace domanda internazionale. una indagine ad hoc condotta a dicembre 2013 presso un campione rappresentativo di imprese manifatturiere permette di esaminare in maggior dettaglio gli effetti della crisi sui diversi aspetti dell’attività produttiva. Analizzando gli effetti dei due episodi recessivi del 2008-2009 e del 2011-2013 sulla produzione industriale. i principali mercati di destinazione delle merci italiane. nonostante la progressiva attenuazione osservata negli ultimi mesi del 2013. La Germania è l’unico paese ad avere recuperato quasi pienamente i livelli produttivi precedenti alla crisi. Infine (capitolo 3). Successivamente. Italia e Spagna hanno perso. . compreso il nostro. le strategie di risposta adottate dalle imprese e il loro giudizio sul potenziale produttivo e la capacità di intercettare un eventuale scenario di ripresa. Le dinamiche competitive e le strategie adottate per affrontare la crisi rappresentano quindi elementi cruciali per spiegare le dinamiche congiunturali recenti e. in ultima analisi la sopravvivenza stessa delle imprese durante questa fase economica avversa. nell’ultimo anno si sono osservati segnali positivi in tutti i paesi esaminati. di quella estera. si mette in relazione la performance della manifatturiera italiana sui mercati nazionale e estero. nel nostro Paese la caduta dell’output si è manifestata con un’ampiezza maggiore rispetto a quella osservata in molti tra i partner dell’Unione economica e monetaria. Per quanto riguarda i beni intermedi. per questo motivo nel Rapporto si pone particolare attenzione a tali aspetti e alla loro interazione. Francia e Regno Unito si situano in un ambito intermedio tra questi due poli. si evidenzia chiaramente come l’impatto sulle economie europee sia stato notevolmente differenziato. nel corso del biennio 2011-2013 (capitolo 1). espressa in termini di variazione di fatturato.Introduzione e sintesi 7 INTRODUZIONE E SINTESI L’edizione 2014 del Rapporto sulla competitività dei settori produttivi analizza la recente performance delle imprese e dei comparti manifatturieri italiani. Gli effetti della crisi sono stati notevolmente marcati per il settore dei beni di consumo durevoli. quasi un quarto e un terzo del prodotto industriale. Il ciclo industriale e del fatturato italiano in un contesto europeo L’attuale fase recessiva si sta rivelando particolarmente lunga e intensa. nel 2013. con le caratteristiche strutturali e le strategie adottate dalle imprese (capitolo 2). in un contesto ciclico comunque caratterizzato da notevoli difficoltà nei paesi europei. dopo le consistenti diminuzioni registrate tra il 2008 e il 2011. Nelle pagine che seguono si presenta dapprima un confronto a livello europeo che permette di inquadrare la performance complessiva dei settori produttivi. in termini di produzione industriale e fatturato. A differenza degli episodi precedenti. in un periodo recessivo (tra il 2011 e il 2013) caratterizzato da una forte e persistente caduta della domanda interna e da un rallentamento. rispettivamente. in particolare in Spagna e in Italia.

sulla riallocazione delle vendite tra mercato interno ed estero. il 51 per cento delle imprese industriali ha aumentato il fatturato totale. alla luce della forte eterogeneità nel grado di apertura tra imprese. desumibile dagli indici mensili del fatturato. Apertura all’export e performance: un’analisi strategica Il crollo della domanda interna dovrebbe aver determinato. la base dati è stata poi integrata con i risultati di conto economico relativi al 2011 e con le informazioni sulle strategie d’impresa desunte dal 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi 2011. l’industria delle bevande. gli effetti della recessione sono risultati particolarmente pervasivi sul tessuto produttivo di Italia e Spagna. Gli andamenti del fatturato totale sono stati caratterizzati da evidenti eterogeneità settoriali. dove si osservano cali produttivi di oltre il 20 per cento in ben due terzi dei settori negli anni tra il 2007 e il 2013. facendo segnare comunque una lieve crescita (pari a circa il 3 per cento). posizionandosi a un livello inferiore rispetto al punto di minimo della prima recessione. mentre le vendite dei beni d’investimento hanno mostrato una maggiore uniformità. sulla performance all’interno dei diversi settori. il 61 per cento ha aumentato quelle sul mercato estero. sia su quelli esteri. La Spagna è l’unica grande economia dell’area euro ad aver mostrato una divaricazione tra componente estera e interna del fatturato industriale di entità comparabile con quella italiana. mentre più positiva è risultata l’evoluzione delle vendite all’estero. Si è voluto quindi analizzare quanto la crisi del periodo 2010-2013 abbia inciso sui livelli di fatturato delle imprese. che fornisce indicazioni sull’andamento dei ricavi realizzati sia sul mercato italiano. impatti differenziati sul tessuto produttivo del nostro Paese. mostra un’evoluzione molto differenziata tra mercato nazionale e estero.Edizione 2014 Anche a livello maggiormente disaggregato (gruppi di attività economica). Tra i settori “vincenti”. la peggiore performance del fatturato complessivo italiano e spagnolo ha riguardato in particolare i beni intermedi e di consumo. per entrambi i paesi tale divergenza è imputabile alla debolezza delle componenti interne di domanda. quello estero ha registrato un rallentamento. il 39 per cento del totale delle unità ha incrementato le vendite sul mercato interno. Tra gennaio-ottobre del 2010 e lo stesso periodo del 2013. tra gennaio e novembre 2013 la maggior parte dei gruppi di attività economica ha registrato livelli produttivi largamente inferiori a quelli del corrispondente periodo del 2007. La caduta ciclica del 2011-2013 è stata contrassegnata dall’eccezionale divaricazione tra le due componenti del fatturato industriale: quello nazionale è diminuito di circa il 17 per cento.8 Rapporto sulla competitività dei settori produttivi . Rispetto ai mercati di destinazione. Nel confronto con gli altri principali partner europei. l’industria alimentare . In Italia l’andamento delle vendite dei prodotti della manifattura industriale. Per quanto riguarda le dinamiche più recenti. Queste ultime permettono di investigare sulla relazione tra performance recenti e caratteristiche strutturali e strategiche delle imprese. rappresentativa delle oltre 30mila unità con almeno 20 addetti. emergono alcuni di quelli tipici del modello di specializzazione italiano: gli articoli in pelle. emerge una forte eterogeneità tra paesi. A questo scopo si è fatto ricorso alle informazioni dell’indagine ISTAT sul fatturato delle imprese manifatturiere.

Ripartendo le imprese sulla base della propria quota di fatturato estero in quattro classi di uguale ampiezza. “crescenti all’estero”. il raggiungimento di un elevato grado di connettività produttiva e l’innovazione (di prodotto e di processo). Al contrario. La difesa della quota di mercato da parte delle imprese che hanno subito una riduzione di fatturato sul mercato interno (“crescenti all’estero”. che tendono cioè a spostare le imprese manifatturiere verso gruppi a performance più elevata. si osserva come tra il 2010 e il 2013 solo in quattro comparti si sia verificata una variazione negativa di fatturato estero (produzione di mobili. b) l’attività innovativa. Suddividendo l’insieme delle imprese del campione rispetto alla propria performance del fatturato sui mercati interni e internazionali (“vincenti”. Questo risultato può essere frutto di precise strategie difensive di ripiegamento su nicchie di domanda interna a seguito di una perdita di competitività sui mercati esteri. a questi passaggi si associano generalmente variazioni di fatturato totale positive e strategie prevalentemente “aggressive”. un vantaggio rilevante soprattutto per quelle che hanno evidenziato incrementi di fatturato sul mercato interno. “in ripiegamento”) si è stimato il contributo fornito da una serie caratteristiche strutturali. La relazione tra profili strategici d’impresa e andamenti di fatturato è approfondita attraverso i risultati di un’analisi empirica. Tra le leve competitive. associata a una variazione positiva della probabilità di appartenere al gruppo delle “crescenti in Italia”. che ha contribuito in misura significativa alla performance delle imprese attive sul mercato interno nel biennio successivo. tra il 2010 e il 2013 si sono delineati “spostamenti netti” di imprese verso classi più elevate. e solo in uno (alimentari) un incremento di fatturato sul mercato interno. risultano essere principalmente l’investimento in capitale umano (attivazione di programmi di formazione). orientate all’espansione all’estero attraverso l’ampliamento della gamma di prodotti e servizi offerti. “in ripiegamento”) incrementa di circa 3 punti percentuali la probabilità di appartenere a tale insieme. dall’altro risulta quella che più “allontana” un’impresa dall’appartenere a gruppi che presentano una buona performance di fatturato estero (diminuirebbe di 13 punti la probabilità di collocarsi nel gruppo delle “vincenti”). la confezione di articoli di abbigliamento e le industrie del legno. si segnalano la fabbricazione di mobili. guidate dunque da forti cadute dei ricavi sui mercati esteri. strategiche e di bilancio alla probabilità di trovarsi in ciascuno dei quattro gruppi. a passaggi verso classi meno elevate di propensione all’export si accompagnano aumenti di fatturato nazionale e riduzioni del fatturato totale. l’investimento in capitale umano accomuna settori molto eterogenei per tecnologia e prodotti: dai comparti del polo chimico (chi- . Ne è conseguito un generalizzato incremento della propensione all’export. si segnala l’importanza assunta da: a) l’intensità delle relazioni con altre imprese o istituzioni. Il ridimensionamento dell’attività ha invece caratterizzato le imprese “in ripiegamento”: da un lato tale scelta aumenta di circa 20 punti percentuali la probabilità di appartenere a questo gruppo. In particolare. le strategie “trainanti” del sistema. A conferma della netta divaricazione tra un mercato domestico depresso e mercati esteri tendenzialmente in crescita. c) l’investimento nella formazione del personale (tramite corsi o training on the job) svolta nel corso del 2011. legno. “crescenti in Italia”. In ottica settoriale. misurata come la percentuale di fatturato esportato su quello totale. stampa e abbigliamento).Introduzione e sintesi 9 e la fabbricazione di macchinari e attrezzature. Tra i comparti che evidenziano le più forti contrazioni di fatturato.

poi. dal momento che alla contrazione occupazionale si accompagnano dichiarazioni di generalizzata tenuta della qualità del personale. si rileva prevalentemente un rafforzamento delle politiche di commercializzazione. Se si considerano le strategie esterne. Oltre una impresa su due. Per contrastare la recessione.Edizione 2014 mica. . interessando mediamente oltre i due terzi delle imprese dei comparti. in particolare quelle dell’abbigliamento. Da un punto di vista settoriale. coke e raffinazione. in misura pressoché identica in Italia e all’estero. delle pelli e dei prodotti della lavorazione dei minerali non metalliferi. mentre analoghe percentuali di aziende della metallurgia e dei macchinari hanno rivolto questo tipo di strategia principalmente all’estero. gomma e plastica) ad alcuni settori del modello di specializzazione italiano quali pelli. l’ampliamento della gamma di prodotti offerti e il contenimento dei prezzi e dei margini di profitto. altri mezzi di trasporto. macchinari. risulta assai meno frequente il ricorso all’insourcing. all’attivazione di nuove relazioni produttive con altre imprese. il miglioramento qualitativo dei prodotti. ha conservato invariata la propria dotazione di capitale fisico. una certa resilienza agli effetti della crisi. si segnala una diminuzione netta dell’occupazione complessiva.10 Rapporto sulla competitività dei settori produttivi . Ancora limitato è il ruolo ricoperto dalle catene globali del valore. alla duplice strategia di differenziazione verticale e orizzontale dei prodotti hanno fatto ricorso in prevalenza le imprese dei comparti dell’elettronica. Ciò è accaduto per lo più in attività relativamente più esposte sul mercato interno. Pur tenendo in considerazione che l’analisi non considera le imprese uscite ed entrate nel mercato nel periodo osservato. alla concentrazione dell’attività in segmenti di mercato più redditizi o dinamici. Le risposte strategiche alla crisi nella valutazione delle imprese Le strategie in risposta alla crisi del 2012-2013 e il giudizio rispetto all’attuale potenziale produttivo sono stati analizzati su un campione rappresentativo di imprese manifatturiere. quali la stampa e la metallurgia. le aziende sopravvissute all’ultimo biennio sembrano mostrare. macchinari). che dovrebbe aver riguardato soprattutto la forza lavoro meno qualificata. il recupero della competitività ha richiesto una diminuzione dei prezzi o dei margini di profitto. Un elevato grado di connettività rappresenta invece la leva competitiva più vantaggiosa in particolare per i comparti della filiera del metallo (metallurgia. la ricerca di una produzione a costi più contenuti ha accomunato soprattutto le imprese dei settori autoveicoli. altri mezzi di trasporto. in generale. prodotti in metallo. In un numero non infrequente di casi. le aziende manifatturiere hanno principalmente fatto ricorso a orientamenti strategici “interni” di difesa della propria competitività: la riduzione dei costi di produzione. in tutti i comparti. Tra le strategie “esterne”. L’attività innovativa (soprattutto di prodotto) ha rappresentato un rilevante fattore di espansione del fatturato estero per le imprese dei macchinari e dei comparti del Made in Italy. con ogni probabilità anche a causa dei maggiori costi economici e gestionali richiesti. il rafforzamento delle pratiche di commercializzazione in Italia e all’estero ha riguardato circa i due terzi delle imprese dei comparti delle bevande e dell’elettronica-elettromedicale.

con valori settoriali che variano dal 71 per cento del coke al 92. La resilienza agli effetti della crisi per le imprese che sono sopravvissute alla selezione causata dagli effetti della recessione sembra infine emergere dai giudizi forniti dagli imprenditori circa la possibilità di rispondere in modo repentino ed adeguato a un significativo aumento della domanda. ha dichiarato di poter far fronte a un aumento di domanda nazionale attraverso un utilizzo della capacità esistente.6 per cento delle bevande. consorzi.Introduzione e sintesi 11 All’attivazione di nuove relazioni produttive (joint ventures.6 per cento del campione. reti eccetera) hanno invece fatto ricorso in prevalenza imprese appartenenti a settori a elevata intensità di capitale o caratterizzati da gradi molto diversi di integrazione verticale. interna o estera: l’86. le imprese del comparto della raffinazione e gli autoveicoli. quali l’elettronica-elettromedicale. infatti. .

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L’INDUSTRIA MANIFATTURIERA DURANTE LA CRISI 2011-2013: SETTORI E IMPRESE VINCENTI E PERDENTI .

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In quel caso il crollo della domanda estera. ma in misura meno accentuata e più uniforme tra i principali paesi europei.1 per cento della crisi “asiatica” del 1998 e il 5. • Tale caduta risulta assai più lunga (31 mesi) che in passato e più ampia rispetto a quella osservata in molti tra i partner dell’Uem. seppure di durata (10 mesi). • La Spagna è l’unica grande economia dell’area euro ad aver mostrato una divaricazione tra componente estera e interna del fatturato confrontabile con quella italiana.9 per cento. tra aprile 2011 e novembre 2013. associato alla forte e repentina caduta degli scambi commerciali (che sono passati dal +7. La recessione. In flessione anche le vendite di beni di investimento. • In Italia. • L’impatto della crisi è stato particolarmente marcato per il settore dei beni di consumo durevoli in Italia e in Spagna. in conseguenza all’esplosione della crisi finanziaria internazionale e le sue ripercussioni sull’economia reale.8 per cento registrato dopo la fine degli accordi europei di cambio. . Come termine di confronto. portando a una caduta complessiva del prodotto del 25. secondo gli indici di fatturato. dal 2008 fino ai dati più recenti disponibili. ha rappresentato l’elemento caratterizzante dell’intensa flessione produttiva. La prima fase di contrazione ha avuto luogo tra maggio 2008 e marzo 2009. nel 1992-1993.9 per cento. il 10. una perdita produttiva di circa il 24 per cento portando il livello dell’indice su valori inferiori a quelli dell’inizio degli anni ’90 (Figura 1. Evoluzione ciclica della produzione industriale e del fatturato in Italia e in Europa 15 1. In questa prima parte del Rapporto si analizza l’andamento del ciclo produttivo e del fatturato italiano in un contesto europeo. EVOLUZIONE CICLICA DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE E DEL FATTURATO IN ITALIA E IN EUROPA • L’indice della produzione industriale italiana ha perso complessivamente. la caduta ciclica del 2011-2013 si è contrassegnata per l’eccezionale divaricazione tra il livello della componente nazionale (diminuito di circa il 17 per cento) e quello estero. che ha segnato una lieve crescita (pari a circa il 3 per cento). inoltre.6 per cento del 2009.1). secondo i dati del Fondo monetario internazionale del 2013). le flessioni produttive determinate dalle recessioni degli anni novanta furono comprese tra il 4.9 per cento in volume del 2007 al -10. ha avuto un’ampiezza molto maggiore rispetto al passato. non diversa da altri episodi di contrazione del settore industriale. nel periodo che abbraccia l’intera fase della crisi globale. La dinamica ciclica della produzione industriale italiana negli ultimi sei anni è stata caratterizzata dalla presenza di due forti recessioni che hanno determinato.1. nel periodo compreso tra aprile 2008 e novembre 2013.

non è ancora possibile individuare un termine della fase recessiva del 2013. rispetto al minimo di marzo 2009. pari al 15. laddove per tutto il decennio scorso si è invece osservata una sincronia degli andamenti ciclici della produzione industriale.9 per cento la variazione tra aprile 2011 e novembre 2013). non è ancora possibile stabilire il termine. nel nostro Paese la caduta dell’output si è manifestata con un’ampiezza maggiore rispetto a quella osservata in molti tra i partner dell’Unione economica e monetaria (Uem). La moderata ripresa del 2009-2010 ha consentito un parziale recupero della produzione. contrariamente a molti altri partner dell’Ue. ma assai inferiore a quanto necessario per tornare ai livelli produttivi precedenti. nonostante la progressiva attenuazione osservata negli ultimi mesi del 2013. A questa ripresa ha fatto seguito. con modesti incrementi produttivi a partire dal mese di settembre.6 per cento in Francia. associata al forte calo della domanda interna.1 Un confronto tra cicli produttivi nei principali paesi europei La divaricazione del ciclo industriale tra Italia e principali partner europei caratterizza quindi la più recente fase recessiva.16 Rapporto sulla competitività dei settori produttivi . 1.1 per cento. Anche nel Regno Unito.8 per cento tra novembre 2012 e lo stesso mese del 2013). base 2010=100) (a) 123 118 113 108 103 98 93 88 gen-90 gen-94 gen-98 gen-02 gen-06 gen-10 Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a) L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.Indice della produzione industriale dell’Italia (dati mensili destagionalizzati. infatti. In questo periodo.Edizione 2014 Figura 1.1 per cento. per questi ultimi la riduzione della produzione si è concentrata nel 2012. . nel corso dell’ultimo anno. Nel nostro Paese. una modesta ripresa. un nuovo più lungo episodio recessivo del quale. i mesi finali dello scorso anno hanno visto un moderato miglioramento. è stata particolarmente lunga (31 mesi) e intensa (-10. tuttavia.1 per cento tra ottobre 2012 e novembre 2013). mentre nell’ultimo anno si è osservata una relativa stabilizzazione e. mentre in Germania il periodo di recupero manifestatosi nell’arco temporale tra febbraio e novembre 2013 ha determinato un incremento produttivo del 4. nell’Uem l’attività industriale ha registrato un lieve incremento (+2. Quest’ultima recessione. la produzione industriale è risultata in crescita (+3. in alcuni casi. A differenza degli episodi precedenti. nello stesso arco di tempo è aumentata dell’1. questo dato è in linea con quello osservato in molti paesi europei (con la rilevante eccezione della Germania).1 . a partire da maggio 2011.

2 . .Indice della produzione industriale in alcuni paesi europei (dati mensili destagionalizzati. base 2010=100) (a) 128 123 118 113 108 103 98 93 88 83 apr-07 apr-08 apr-09 apr-10 apr-11 apr-12 mar-01 mar-02 mar-03 mar-04 mar-05 mar-06 apr-13 apr-13 apr-13 apr-13 Germania Regno Unito 127 122 117 112 107 102 97 92 mar-01 mar-02 mar-03 mar-04 mar-05 mar-06 apr-07 apr-08 apr-09 apr-10 apr-11 apr-12 apr-12 apr-12 Francia 127 122 117 112 107 102 97 92 apr-07 apr-08 apr-09 apr-10 mar-01 mar-02 mar-03 mar-04 mar-05 mar-06 apr-11 apr-11 Spagna 131 126 121 116 111 106 101 96 91 86 apr-07 apr-08 apr-09 mar-01 mar-02 mar-03 mar-04 mar-05 mar-06 apr-10 Fonte: Elaborazioni su dati Eurostat (a) L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero. Evoluzione ciclica della produzione industriale e del fatturato in Italia e in Europa 17 Figura 1.1.

base 1991=100) 120 110 100 90 80 70 60 gen-91 gen-94 gen-97 gen-00 gen-03 gen-06 gen-09 gen-12 Fonte: Elaborazioni su dati Eurostat .9 per cento. infine. pur ancora al di sotto dei massimi toccati quasi sei anni fa. Tavola 1. rispettivamente. infatti. nel 2010. quasi un quarto e un terzo del prodotto industriale rispetto ai livelli pre-crisi. la sincronia si è manifestata attraverso la generalizzata caduta di output industriale del 2008-2009. mentre Germania e Francia hanno sperimentato un calo. la nuova recessione è risultata più intensa per i paesi maggiormente investiti dalla crisi legata all’aumento del costo di finanziamento del debito sovrano e al riequilibrio dei conti pubblici: Italia e Spagna hanno perso. del 4. Rapporto tra gli indici della produzione industriale italiana e tedesca � Anni 1991-2013 (dati mensili destagionalizzati.1. Sul versante opposto.18 Rapporto sulla competitività dei settori produttivi . rispettivamente. Variazione complessiva della produzione industriale dal massimo ciclico del 2007-2008 all’ultimo dato disponibile (valori percentuali) PAESE Italia Germania Regno Unito Francia Spagna Fonte: Elaborazioni su dati Eurostat Punto iniziale Apr-08 Apr-08 Oct-07 Oct-07 Jun-07 Punto finale Nov-13 Nov-13 Nov-13 Nov-13 Nov-13 Variazione percentuale -24. anche i paesi che non hanno sperimentato una recessione industriale hanno comunque registrato tassi di crescita relativamente contenuti (Figura 1. con perdite produttive comprese tra il 20 e il 25 per cento per i principali paesi dell’Uem e di quasi il 14 per cento per il Regno Unito.Edizione 2014 Nella prolungata fase di stagnazione degli anni 2001-2005.9 e del 5. rispettivamente. l’effetto sulle economie europee sia stato notevolmente differenziato. In un ambito intermedio tra questi due poli si situano la Francia e il Regno Unito. è l’unico paese ad avere recuperato quasi pienamente i livelli produttivi precedenti la crisi.8 -14.5 per cento del loro prodotto industriale. Successivamente. seppure di intensità non uniforme.9 e il 13. tutte le economie europee hanno sperimentato una ripresa.0 Gli effetti complessivi dei due episodi recessivi del 2008-2009 e del 2011-2013 sono riassunti nella tavola 1.2). La Germania. nonostante la sincronia ciclica. Figura 1.0 -2. In seguito. spiccano le flessioni dei paesi mediterranei: Italia e Spagna hanno perso.3 -12. il 10. Nel corso del 2011.3 . Si evidenzia chiaramente come.1 .9 -30.

5 10.1 34.1 100.3 3.2).5 per cento).8 15.6 4.3 per cento) e un calo assai marcato anche per l’Italia (-38. Quota di gruppi di attività economica del settore manifatturiero per classe di variazione percentuale della produzione industriale � Anni 2007-2013 (gennaio-novembre. compreso il nostro. variazioni percentuali) (a) VARIAZIONE % DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE Oltre 20% Oltre 10% fino al 20% Oltre 0% fino al 10% Oltre -10% fino al 0% Oltre -20% fino a -10% Oltre -30% fino a -20% Meno di -30% Totale Germania Spagna Francia Italia 6.6 9. ha perso quasi il 15 per cento dal massimo di fine 2006. . ad esempio. inoltre. Un simile andamento rispetto alla Germania si è osservato anche per gli altri grandi paesi qui considerati: Regno Unito.9 19.8 10.0 9.5 5.2 Il ciclo industriale dei settori in Europa Guardando ai principali raggruppamenti di industrie. Tale tendenza si è manifestata a partire dal 1997-1998 senza apparentemente risentire delle diverse fasi cicliche susseguitesi in tale arco temporale.6 13.5 7. Evoluzione ciclica della produzione industriale e del fatturato in Italia e in Europa 19 Il confronto tra la Germania e Italia evidenzia un progressivo e continuo ampliamento del differenziale nella produzione industriale in senso sfavorevole al nostro Paese (Figura 1.0 Fonte: Elaborazioni su dati Eurostat (a)  Le variazioni sono calcolate sulla base dei dati corretti per i giorni lavorativi e riguardano il periodo gennaio-novembre 2013 rispetto a gennaionovembre 2007. Il settore dei beni durevoli.3 per cento del Regno Unito al -38.5 33.0 2. peraltro. 1  Ci si riferisce ai gruppi di attività economica della classificazione ATECO 2007. si evidenzia la modesta diminuzione complessiva in Germania nell’arco temporale compreso tra aprile 2008 e novembre 2011 (-3.1 52. Anche a livello maggiormente disaggregato. In tutti i paesi esaminati. questo settore ha mostrato segnali positivi nell’ultimo anno.2 13.5 15. Nel caso della Spagna. e ha determinato un vero e proprio crollo della produzione del comparto per il paese iberico (-65. dove si osservano cali produttivi di oltre il 20 per cento in ben due terzi dei settori negli anni tra il 2007 e il 2013. In particolare è possibile notarne la pervasività sul tessuto produttivo di Italia e Spagna. Per quanto riguarda i beni intermedi.7 6.6 18.2 3. Francia e Spagna.8 28.6 21 32.3 100. a fronte di diminuzioni consistenti in tutti gli altri paesi (dal -15.9 3.2 .7 7.1. 1.8 100.3). è stato quello maggiormente colpito anche negli altri paesi europei: la Germania.1 nel confronto tra i paesi emerge una netta eterogeneità relativa agli effetti della doppia recessione (Tavola 1. in particolare in Spagna e in Italia: la fase di calo è partita dal gennaio 2007.5 per cento della Spagna).6 per cento).7 8. nella metà dei settori si registra una perdita di un terzo del prodotto.3 100. l’impatto della crisi è stato particolarmente marcato per il settore dei beni di consumo durevoli. Tavola 1.0 1. quindi prima dell’inizio della recessione. pari a circa 80/90 nei diversi paesi.

Edizione 2014 In Francia l’andamento risulta solo marginalmente attenuato rispetto a questa dinamica: la percentuale di settori che perdono oltre venti punti di produzione rappresenta poco più della metà del totale. peraltro in parte compensate da una quota analoga di comparti produttivi che registra incrementi superiori al 10 per cento nell’arco temporale considerato. Figura 1.4 . che suggerisce molta cautela in merito alla pervasività dei segnali di ripresa.4). accompagnando la fase di stabilizzazione della produzione. da maggio essa si è portata lievemente al di sopra del 50 per cento. Per quanto riguarda l’Italia.Quota percentuale dei settori industriali italiani in espansione � Anni 2006-2010 (a) 100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 gen-06 gen-07 gen-08 gen-09 gen-10 gen-11 gen-12 gen-13 0 Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a) Sono classificati in espansione i settori per i quali un indicatore di trend segnala una variazione congiunturale positiva.20 Rapporto sulla competitività dei settori produttivi .5 . anno precedente l’inizio della cosiddetta grande recessione (Figura 1. La maggior parte dei gruppi di attività economica nel corso del periodo gennaio-novembre 2013 ha registrato livelli produttivi largamente inferiori a quelli del corrispondente periodo del 2007.5). Figura 1.Indici della produzione industriale in Italia per gruppo di attività economica: distribuzione delle variazioni percentuali � Anni 2007-2013 (gennaio-novembre. dati corretti per il diverso numero di giorni lavorativi) 35 30 25 20 15 10 5 0 -100 -90 -80 -70 -60 -50 -40 -30 -20 -10 0 10 20 30 Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale . dalla seconda metà del 2011 la frazione dei settori in espansione è stata molto bassa fino ai primi mesi del 2013 (Figura 1. Ancora una volta. la Germania si segnala per un andamento più positivo: le perdite superiori al 20 per cento sono confinate ad un sesto dei settori. I valori più recenti di questo indicatore mostrano un leggero decremento.

7). di autoveicoli e motocicli (Figura 1. cemento e gesso.7 .3 La dinamica del fatturato industriale in Italia In Italia. gli accumulatori elettrici. prova e navigazione. variazioni percentuali) Armi e munizioni Prodotti di elettronica di consumo audio e video Medicinali e preparati farmaceutici Batterie di pile ed accumulatori elettrici Strumenti e apparecchi di misurazione. appare utile guardare alle indicazioni sull’andamento delle vendite dei prodotti della manifattura industriale. serie corrette per gli effetti di calendario. variazioni percentuali) Prodotti in calcestruzzo. la fabbricazione di prodotti e strumenti di misurazione (Figura 1.1. l’andamento dell’attività industriale negli anni della doppia recessione ha riflesso evoluzioni fortemente differenziate tra mercato nazionale e estero. rimorchi e semirimorchi Computer e unità periferiche Industria del tabacco -100 -80 -60 -40 -20 0 Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale Figura 1. quest’ultimo permette di ottenere indicazioni sull’andamento delle vendite . Tra i pochi settori in crescita tra il 2007 e il 2013 sono da citare le armi e munizioni. Evoluzione ciclica della produzione industriale e del fatturato in Italia e in Europa 21 In tale arco temporale risulta drasticamente ridotta la produzione delle industrie del tabacco e dei computer. desumibili dagli indici mensili del fatturato. i medicinali.6 . orologi 0 5 10 15 20 25 Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale 1. la fabbricazione di prodotti di elettronica di consumo audio-video. la fabbricazione di elettrodomestici. Figura 1. serie corrette per gli effetti di calendario. i prodotti in calcestruzzo.6). cemento e gesso Mezzi di trasporto nca Carrozzerie per autoveicoli.Settori che presentano il massimo incremento della produzione industriale nel periodo 20072013 (gennaio-novembre. Settori che presentano la massima riduzione della produzione industriale nel periodo 20072013 (gennaio-novembre. Ai fini dell’analisi. mentre si sono fortemente ridimensionate (con una perdita complessiva superiore al 50 per cento) anche la fabbricazione di prodotti in legno (esclusi mobili).

le giacenze di magazzino). l’andamento dell’indicatore del fatturato industriale.22 Rapporto sulla competitività dei settori produttivi . b) può derivare da lavorazione in conto terzi con materie prime fornite da imprese estere e quindi rappresentare solo il valore del servizio incorporato nella lavorazione (mentre il corrispondente indice di produzione misura la quantità effettivamente prodotta). del fatturato (Figura 1. l’indice del fatturato presenta alcune differenze. Lo shock esogeno attivato dalla crisi finanziaria internazionale si è successivamente diffuso ai settori industriali maggiormente orientati al mercato interno: tale fase recessiva si è chiusa in maniera sincrona per le due componenti del fatturato (entrambe hanno presentato un minimo ciclico nel terzo trimestre del 2009).8). Rispetto a quello della produzione. è stato contrassegnato da due intense contrazioni. a differenza dell’indice di produzione. in particolare: a) rileva la parte di produzione effettivamente venduta dall’impresa (dunque non include. Indici del fatturato italiano per mercato di destinazione (numeri indice destagionalizzati. tenendo conto anche della durata della fase recessiva.2 A partire dalla seconda metà dello scorso decennio.Edizione 2014 industriali per tipologia di mercato di destinazione. dal momento che viene rilevato nelle due componenti relative al mercato interno e a quello estero. mese in cui è possibile segnare un massimo ciclico nella datazione dell’indicatore: rispetto al livello minimo osservato nella precedente recessione (giugno 2009). Tra queste. base 2010=100) 120 110 100 90 80 70 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 interno estero Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile su fatturato e ordinativi La fase espansiva che è seguita ha visto un sensibile recupero dei livelli di attività: l’indice del fatturato industriale ha beneficiato di andamenti favorevoli in entrambe le componenti delle vendite. Figura 1. c) il fatturato di prodotti a lungo ciclo di lavorazione è dato dalle fatture emesse per avanzamento lavori o anche per acconti (mentre il corrispondente indice di produzione misura la quantità effettivamente prodotta in un mese). Essa ha mostrato una perdita di livello con un anticipo di circa un trimestre rispetto al fatturato domestico.9 per cento). Essa è proseguita fino ad aprile 2011. ad eccezione delle industrie dell’energia elettrica e del gas). l’incremento delle ven2  L’indice del fatturato misura l’andamento nel tempo dell’ammontare in valore delle vendite delle imprese industriali (comprensive delle attività economiche estrattive e manifatturiere. l’intensità della caduta ciclica è risultata nettamente più accentuata rispetto a quella osservata per la componente domestica. analogamente a quello della produzione. interna ed estera.8 . . La prima fase (compresa tra luglio 2008 e giugno 2009) è risultata particolarmente marcata a causa della contemporanea perdita di livello di entrambe le componenti. La riduzione dell’indice generale è risultata pari al 24 per cento (simile all’entità del calo della produzione industriale): questo dato è la sintesi di una riduzione del fatturato estero (-31. La componente estera del fatturato è stata maggiormente colpita dagli effetti negativi della crisi finanziaria internazionale e dalle sue ripercussioni sulle economie reali.8 per cento) più accentuata di quella del fatturato interno (-24.

pur con intensità più contenute nell’ultimo biennio.4 Le indicazioni più recenti indicherebbero un modesto recupero delle vendite industriali sul mercato interno. mettendo in luce una maggiore ampiezza ciclica. in quanto attivata da uno shock esogeno comune tra i principali sistemi economici europei (Figura 1. la caduta ciclica avviatasi nell’aprile del 2011 trova origine nella debolezza della domanda interna. La caduta ciclica del 2011-2013 si è quindi contrassegnata per l’eccezionale divaricazione tra le due componenti del fatturato industriale: quello nazionale è diminuito di circa il 17 per cento. facendo segnare comunque una lieve crescita (pari a circa il 3 per cento). quelle effettuate sui mercati esteri hanno recuperato pressoché interamente le perdite della prima recessione. Quest’ultima componente ha infatti continuato a evolversi favorevolmente.9). così da risultare pari al 28. Il divario tra i livelli delle due componenti (+5 per cento a favore del fatturato estero ad aprile 2011) si è incrementato di circa 1 punto percentuale per ogni mese della fase recessiva. L’indice generale si è infatti attestato a un livello inferiore di circa 3. Il peggioramento delle condizioni di vendita sul mercato interno ha condizionato l’evoluzione dell’indice aggregato.5 per cento nel minimo ciclico di aprile 2013: ciò ha inoltre segnato una discontinuità nella sincronia ciclica che storicamente ha caratterizzato le due componenti del fatturato industriale.1 per cento. in presenza di una moderata espansione di quella estera. Evoluzione ciclica della produzione industriale e del fatturato in Italia e in Europa 23 dite totali è risultato significativo (+21. posizionandosi a un livello inferiore rispetto al punto di minimo della prima recessione. 1.5 punti percentuali rispetto a quello di metà 2008. Così come evidenziato per il ciclo industriale. Essa rifletterebbe il deterioramento della componente interna. Rispetto al minimo ciclico di giugno 2009. il livello dell’indice di fatturato estero risulta superiore a quello del fatturato interno già a partire dalla metà del 2005. Diversamente dalla contrazione del 2008-2009. segnata dagli effetti di shock esogeni di natura internazionale. la riduzione delle vendite in valore nel mercato domestico è risultata N pari al 26 per cento.5 per cento). Sulla base della datazione effettuata sui livelli dell’indice complessivo destagionalizzato. Questi ultimi hanno mostrato riduzioni del  el periodo febbraio 2008-aprile 2013. la prima fase recessiva è apparsa sincrona tra i paesi. essenzialmente a causa del parziale recupero delle vendite sul mercato interno rispetto ai livelli pre-crisi (+21 per cento l’aumento. circa 5 punti percentuali in meno rispetto a luglio 2008). ma non sufficiente a recuperare interamente le perdite subite nel corso della prima recessione. che si accompagnerebbe a una lieve riduzione del divario accumulato rispetto al fatturato estero.3 quello estero ha registrato un rallentamento. 4  Ribasando gli indici al 2005.1.4 L’andamento del fatturato industriale nei principali paesi europei Le ripetute flessioni cicliche che hanno caratterizzato l’indice complessivo del fatturato italiano a partire dalla metà del 2008 sono state osservate anche per le principali economie europee. i livelli del fatturato estero in valore si sono incrementati del 38. accentuata dall’adozione delle politiche di consolidamento fiscale (peraltro dettate dalle condizioni sui mercati internazionali) e dall’inasprimento delle condizioni di accesso al credito. Nello stesso periodo. delineando una prolungata fase espansiva tuttora in atto. la seconda fase recessiva si è chiusa a distanza di due anni (con un minimo ciclico ad aprile 2013). che ha mostrato una nuova inversione ciclica. 3 .

-8 per cento in Spagna. secondo i dati più recenti. una flessione più contenuta si è osservata soltanto in Francia (-15. La Spagna è l’unica grande economia dell’area euro ad aver mostrato una divaricazione tra componente estera e interna confrontabile con quella italiana (oltre il 39 per cento a ottobre 2013).Edizione 2014 fatturato totale di intensità analoga a quella sperimentata in Italia. nel Regno Unito (18 mesi) e in Spagna (dove la fase recessiva non si è ancora conclusa).4 per cento in Francia e -0. In primo luogo. (a) L’area ombreggiata rappresenta i periodi di recessione. In secondo luogo.10). tuttora in atto. Figura 1. mentre si è avviata in ritardo in Francia (quarto trimestre 2011) e soprattutto in Germania (terzo trimestre 2012).4 per cento). la recessione ha avuto durata diversa nelle diverse economie europee: è stata particolarmente estesa in Italia (24 mesi). Spagna e Regno Unito. Tali diversità possono essere analizzate alla luce dell’andamento delle componenti nazionale ed estera del fatturato industriale (Figura 1. Ciò non si è verificato in Italia e Spagna dove la perdita di livello del fatturato industriale ha contrassegnato buona parte della recente fase ciclica. -1.9 . base 2010 =100) (a) 130 120 110 100 90 80 70 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Germania 130 120 110 100 90 80 70 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2011 2012 2012 2013 2013 Francia 130 120 110 100 90 80 70 2000 2001 2002 2003 Spagna 130 120 110 100 90 80 Regno Unito 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 70 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 Fonte: Elaborazioni su dati Eurostat.4 per cento in Germania. essa è risultata asincrona tra i principali paesi: ha avuto inizio tra il primo e il secondo trimestre 2011 in Italia. riflettendo le diverse specificità nazionali.8 per cento in Italia e nel Regno Unito. Negli altri paesi. Infine. come risultato di diminuzioni meno marcate delle due componenti dell’indicatore. le due componenti mostrano . più breve in Francia (12 mesi) e in Germania (5 mesi). che ha favorito il ritorno dei livelli delle vendite sui valori di metà 2008. Indice del fatturato complessivo per le principali economie europee (numeri indice destagionalizzati. con il risultato che i livelli attuali. a partire dal minimo ciclico del 2009. nell’ultima fase recessiva si è osservata una divaricazione anche nell’entità della caduta ciclica: -11. A questa flessione del ciclo è poi seguita una fase di recupero. sono ancora inferiori a quelli pre-crisi. La “seconda recessione” ha mostrato eterogeneità tra le economie europee.24 Rapporto sulla competitività dei settori produttivi .

Vi hanno contribuito i consistenti cali della componente interna. l’Italia e la Spagna figurano come le economie che hanno accusato le maggiori perdite di fatturato. sia durante la prima recessione (rispettivamente. Nel comparto dei beni intermedi. sia nel corso della seconda (-11 e -14 per cento). Indici del fatturato per mercato di destinazione delle principali economie europee (numeri indice destagionalizzati. base 2010 =100) 150 140 130 120 110 100 90 80 70 60 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 150 140 130 120 110 100 90 80 70 60 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2013 Francia Germania 150 140 130 120 110 100 90 80 70 60 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Spagna 150 140 130 120 110 100 90 80 70 60 2000 2001 2002 2003 Regno Unito 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Interno Estero Fonte: Elaborazioni su dati Eurostat 1. Figura 1.1. Evoluzione ciclica della produzione industriale e del fatturato in Italia e in Europa 25 un andamento congiunto. superiore al 31 per cento). Nel comparto dei beni di consumo il fatturato ha presentato andamenti particolarmente soddisfacenti in Germania e in Francia. sarebbe ancora in atto) e nel Regno Unito. pur contenuta.7 per cento). in Italia. in Germania e nel Regno Unito è scomparso il divario osservato nel decennio precedente l’inizio della fase recessiva del 2008. mostrando una crescita prolungata (oltre 50 mesi in en- 2012 . in particolare. Quella estera ha mostrato una maggiore tenuta nel corso della contrazione 2011-2013. che ha registrato la flessione più accentuata (nello stesso periodo.5 Il fatturato in Italia e in Europa: una visione settoriale Gli effetti della difficile fase ciclica avviatasi a metà 2008 hanno interessato.10 .11). i principali raggruppamenti di industrie (Figura 1. L’indicatore è risultato immune alla caduta ciclica di inizio 2011. -34 e -35. con impatti differenziati. il comparto ha sperimentato una durata della caduta ciclica nettamente inferiore rispetto a quanto registrato nelle maggiori economie dell’area euro (in Germania e Francia la diminuzione delle vendite estere. In questo periodo.

Edizione 2014 trambe le economie) e tuttora in atto. sia quelle orientate al mercato estero (+30 per cento in Germania.26 Rapporto sulla competitività dei settori produttivi . Fatturato dei principali paesi europei per raggruppamenti principali di industrie (numeri indice destagionalizzati. hanno contribuito sia le vendite destinate al mercato interno (+7 per cento in Germania.11 . circa il 20 per cento in Francia). pari nei due paesi a circa il 14 per cento tra il minimo ciclico del 2009 e ottobre 2013. All’incremento complessivo. oltre il 12 per cento in Francia). base 2010 =100) 140 130 120 110 100 90 80 70 60 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2013 2013 Beni di consumo 140 130 120 110 100 90 80 70 60 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Beni intermedi 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2011 Beni di investimento 140 130 120 110 100 90 80 70 60 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2012 Italia Fonte: Elaborazioni su dati Eurostat Germania Francia Spagna Regno Unito 2012 . Figura 1.

cui è seguito un rilevante incremento tra il 2009 e il 2011 (circa il 21 per cento). per poi stabilizzarsi nei mesi successivi. dove l’indice del fatturato estero è risultato in lieve flessione (-3. Tuttavia. Tale componente è infatti risultata in forte crescita dall’inizio del 2009 nelle principali economie dell’Uem (oltre il 40 per cento la crescita cumulata in Italia.5 per cento. Per quanto riguarda l’Italia. in presenza di una contrazione di quello estero). l’aumento del fatturato è risultato pari a circa l’11 per cento rispetto al minimo di agosto 2009 (grazie all’incremento di quello interno. L’indice complessivo è così risultato in deterioramento fino ad aprile 2013 (-5. impatti differenziati sul tessuto produttivo del nostro Paese. le vendite di beni di investimento (che rappresentano circa il 27 per cento del fatturato complessivo di prodotti industriali dell’Italia) hanno mostrato una maggiore uniformità tra i paesi europei. risultata particolarmente debole. il fatturato industriale dei beni di consumo è stato soprattutto supportato dalle vendite sul mercato domestico: queste si sono caratterizzate per una flessione contenuta nel periodo 2008-2009 (-5. il crollo della domanda interna dovrebbe aver determinato. Anche nel Regno Unito si è registrata una diminuzione (-4. Quella estera. a livello settoriale.4 per cento nel periodo settembre 2011-aprile 2012). le vendite totali del comparto hanno mostrato un incremento: a ottobre 2013. diminuita nel periodo 2011-2013 di circa il 9 per cento. -40 per cento in Spagna). a causa del forte deterioramento della componente interna. Allo stesso modo. Al contrario.5 per cento a ottobre 2013). gli effetti della positiva evoluzione delle vendite estere di beni di consumo (+33 per cento nello stesso periodo) sono stati frenati dalla debolezza della componente interna. la “seconda recessione” ha mostrato forti eterogeneità tra le economie europee è risultata più intensa per Italia e Spagna. L’impatto della crisi è stato assai marcato per i beni di consumo durevoli e.1. nel Regno Unito. la più bassa tra le economie considerate). L’indice complessivo è risultato soltanto in leggera flessione in Germania e Francia. Evoluzione ciclica della produzione industriale e del fatturato in Italia e in Europa 27 In Italia. In sintesi.6 per cento nel periodo maggio 2011-marzo 2012). determinando una divaricazione del ciclo industriale rispetto ai principali partner. In Italia e Spagna. ha comunque registrato una crescita nei confronti del minimo della prima fase recessiva (+6. le vendite estere si sono incrementate soltanto lievemente e hanno successivamente accusato un significativo ridimensionamento (-15.1 per cento). Nello stesso periodo. particolarmente pervasivo sul tessuto produttivo di questi due paesi. all’approfondimento di tali dinamiche è dedicata la prossima sezione del Rapporto. Germania e Spagna) con la sola eccezione della Francia. . Le vendite all’estero di beni capitali non sarebbero state significativamente frenate dalla “seconda recessione”. alla luce della forte eterogeneità nel grado di apertura tra imprese.5 per cento la flessione tra agosto 2011 e marzo 2013). che ha vissuto una prolungata fase di contrazione (marzo 2010-maggio 2013). Anche in Spagna la negativa performance dell’indicatore è soprattutto attribuibile al peggioramento della componente interna del fatturato. Italia e Spagna appaiono accomunate dall’eccezionale divaricazione tra i livelli delle due componenti del fatturato industriale. in presenza di una moderata espansione di quella estera. Durante la “seconda recessione”. la diminuzione dell’indice settoriale è interamente attribuibile all’andamento sul mercato interno (-21 per cento in Italia tra il 2010 e il 2013.

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composta da: a) l’indagine Istat sul fatturato delle imprese manifatturiere. in questa sezione del rapporto si valuta in dettaglio la performance dei settori industriali nel periodo 2010-2013. le “vincenti” sono accomunate da investimenti in capitale umano. si sono associate variazioni di fatturato totale positive e strategie prevalentemente “aggressive”. emerge l’importanza dell’attività innovativa per molti settori tradizionali della manifattura italiana e delle relazioni tra imprese per i comparti del metallo e dei macchinari. Dopo aver analizzato l’andamento del ciclo produttivo in Europa e in Italia. • Performance positive sui mercati esteri hanno riguardato tutti i settori tranne mobili. il 61 per cento su quello estero.700 imprese della manifattura italiana con almeno 20 addetti. in particolare i beni di consumo durevoli e quelli strumentali. c) informazioni qualitative sulle strategie aziendali desunte dal 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi del 2011. il 51 per cento delle imprese industriali ha aumentato il fatturato totale. • A diminuzioni di propensione all’export si sono accompagnate aumenti di fatturato nazionale e riduzioni del fatturato totale. in un contesto di elevata eterogeneità delle strategie adottate. • Al generalizzato aumento della propensione all’export. LA MANIFATTURA ITALIANA DURANTE LA CRISI: VINCITORI E VINTI • Tra il 2010 e il 2013. guidate dunque da forti cadute dei ricavi sui mercati esteri. L’andamento sul mercato interno ed estero è stato divergente: il 39 per cento del totale delle unità manifatturiere ha incrementato le vendite sul mercato interno. stampa e abbigliamento. • La caduta della domanda interna ha riguardato tutti i settori. attività innovativa e intense relazioni produttive con altri soggetti.2. misurata come la percentuale di fatturato esportato su quello totale. • Sul piano settoriale. per i beni intermedi e per i non durevoli la diminuzione di fatturato interno è stata più che compensata da incrementi realizzati sui mercati esteri. A questo scopo vengono utilizzate le informazioni di una base dati integrata rappresentativa delle oltre 30. . La manifattura italiana durante la crisi: vincitori e vinti 29 2. legno. orientate all’ampliamento della gamma di prodotti e servizi offerti. b) i risultati di conto economico relativi al 2011. che riporta i ricavi realizzati dalle imprese sul mercato italiano e su quelli esteri. Allo stesso tempo solo negli alimentari si è registrato un incremento di fatturato sul mercato nazionale. le imprese “perdenti” tendono a ridimensionare la propria attività e a difendere la quota di mercato. • Secondo un’analisi empirica della relazione tra strategie e performance.

le relazioni tra performance recenti e caratteristiche strutturali e strategiche delle imprese. 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi.8 7. ottica.1 . Risultati economici delle imprese) e dati amministrativi .7 -0.4 -8.7 -0.6 0. un aspetto che ha caratterizzato l’Italia in misura assai maggiore rispetto ai principali partner europei. elettromedicale.3 33 30 26 22 29 20 21 19 25 13 24 17 28 10 11 15 10 11 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 - Alimentari Bevande Tessile Abbigliamento Pelle Legno Carta Stampa Coke Chimica Farmaceutica Gomma e plastica Altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi Metallurgia Prodotti in metallo Computer.6 1.1 per cento di quello del complesso dell’economia. cui ha fatto seguito una prolungata contrazione (2012 e 2013) come evidenziato nella prima parte del Rapporto. apparecchi di misurazione Apparecchiature elettriche Macchinari e apparecchiature nca Autoveicoli Altri mezzi di trasporto Mobili Altre industrie manifatturiere Riparazione.5 31 14 16 27 23 18 32 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 - 21. 2. manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature Fonte:  Elaborazioni su dati Istat (Indagine mensile sul fatturato.6-13. le imprese manifatturiere con almeno 20 addetti hanno realizzato un fatturato all’esportazione pari all’89 per cento circa del totale manifatturiero e al 73.30 Rapporto sulla competitività dei settori produttivi . attraverso evidenze descrittive e analisi empiriche. L’uso delle informazioni statistiche tratte dal Censimento consente di qualificare. Figura 2. Tra gennaio-ottobre del 2010 e lo stesso periodo del 2013.6 -6.5 -14.1 Un triennio difficile per la manifattura italiana Nel 2013. Rispetto ai mercati di destinazione.9 1.5 -6.1 -1.4 -0. elettronica. il 61 per cento ha aumentato quelle sul mercato estero.9 0. il 51 per cento delle imprese industriali ha aumentato il fatturato totale.Variazione percentuale mediana del fatturato totale delle imprese manifatturiere per settore di attività economica tra il 2010 e il 2013 (gennaio-ottobre) 25 20 15 10 5 0 -5 -10 -15 -20 -12.4 11 -3.6 9.Edizione 2014 Il primo obiettivo dell’analisi è valutare i percorsi delle imprese negli ultimi tre anni.2 -2.3 3. caratterizzati in una prima fase da una sostanziale stagnazione produttiva (2011).8 4.7 -8. Si intende inoltre valutare in che misura la crisi del periodo 2011-2013 abbia inciso sulla riallocazione delle vendite tra mercato interno ed estero e sulla performance delle imprese all’interno dei diversi settori. La base di dati permette di indagare sulle recenti dinamiche di divaricazione del fatturato interno e estero. il 39 per cento del totale delle unità ha incrementato le vendite sul mercato interno.

9° Censimento generale dell’industria e dei servizi.4 -15.6 10 0 -10 -20 -30 Energia Prodotti intermedi fatturato totale Beni strumentali fatturato estero -2. con una diffusa espansione tra il 2010 e il 2011. seguita da una nuova caduta ciclica tra il 2011 e il 2012.6 per cento). gli articoli di abbigliamento (-13. infine.5 0.2. invece. altri una sostanziale stabilità (bevande.9 0.9 18.1 7. Tra i top performer emergono alcuni dei settori che caratterizzano il modello di specializzazione italiano: gli articoli in pelle. il cui incremento di fatturato nel periodo è risultato di gran lunga il più elevato (21. in 10 comparti produttivi. hanno sperimentato consistenti decrementi (coke e raffinazione.6 -6.7 15. i settori hanno evidenziato un andamento differenziato: alcuni hanno registrato aumenti del fatturato (alimentari e macchinari). per raggruppamenti principali di industrie delle imprese manifatturiere tra il 2010 e il 2013 (gennaio-ottobre) 30 20 10.4 -9. Quest’ultima ha accomunato tutti comparti con l’eccezione dell’industria alimentare e delle bevande. Quest’ultima è risultata positiva. Nel corso del 2013. Variazione percentuale mediana del fatturato totale.6 per cento). In ciascun anno del periodo 2010-2013. che figurano tra i bottom performer nel triennio).4 per cento) i macchinari e le attrezzature (7.5 4. interno ed estero. tra i comparti che hanno registrato le contrazioni più vistose (bottom performer) si segnalano il settore dei mobili (-14. Differenze di performance tra i settori manifatturieri sono rilevabili anche dall’analisi della variazione mediana del loro fatturato totale (Figura 2. carta e tessili.0 -23.1).5 3. prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi).2 . La manifattura italiana durante la crisi: vincitori e vinti 31 Questi andamenti sono caratterizzati da marcate eterogeneità settoriali: per il fatturato totale. Al contrario. Figura 2. Altri comparti. ma tra questi si trovano anche gli articoli in gomma e gli autoveicoli.7 Fonte: E  laborazioni su dati Istat (Indagine mensile sul fatturato. la quota passa dal 62 per cento nel settore alimentare al 19 per cento in quello dei mobili.8 per cento).9 Beni di consumo durevoli fatturato interno Beni di consumo non durevoli -2. l’incremento del fatturato riguarda una quota di imprese compresa tra il 43 (abbigliamento) e il 73 per cento (farmaceutica). l’industria delle bevande (11 per cento). invece. e superiore alla dinamica della manifattura nel suo complesso. l’andamento del fatturato totale ha sostanzialmente ricalcato l’evoluzione del ciclo produttivo aggregato. la quota di imprese in crescita nel periodo considerato varia tra un massimo del 71 per cento per il settore alimentare ad un minimo del 24 per cento per quello dei mobili. sui mercati esteri. Risultati economici delle imprese) e dati amministrativi . l’industria alimentare (9. nel caso del fatturato interno.8 23. La produzione di mobili è l’unico settore ad aver mostrato diminuzioni di fatturato in ciascuno dei tre anni considerati. mentre in 13 ha registrato un calo.5 per cento).5 per cento) e le industrie del legno (-12.

32 Rapporto sulla competitività dei settori produttivi . ottica. il fatturato totale è stato invece sostenuto dagli incrementi realizzati sui mercati esteri. 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi. apparecchi di misurazione Apparecchiature elettriche Macchinari e apparecchiature nca Autoveicoli Altri mezzi di trasporto Mobili Altre industrie manifatturiere Riparazione. in grigio: fatturato totale invariato (variazione in valore assoluto <1%. . elettromedicale. Il dettaglio settoriale (secondo la disaggregazione per divisione di attività economica) conferma come l’andamento della domanda internazionale abbia rappresentato un elemento decisivo nel sostenere l’attività produttiva nel triennio 2010-2013 (Figura 2. Figura 2. legno.3): in soli quattro casi si è verificata una variazione negativa di fatturato estero (produzione di mobili.2).Edizione 2014 L’analisi della dinamica del fatturato nei mercati interno ed estero consente di qualificare con maggior dettaglio sia le differenze di performance osservate per l’intero periodo. manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature Fonte: E  laborazioni su dati Istat (Indagine mensile sul fatturato. Variazione percentuale mediana del fatturato interno ed estero delle imprese manifatturiere tra il 2010 e il 2013 per settore di attività economica (a) 10 10 5 0 13 17 11 19 24 25 21 15 Variazione fatturato interno -5 -10 -15 -20 14 -25 -30 -35 -10 -5 0 18 33 20 26 22 29 32 16 23 27 28 30 31 5 10 15 20 25 30 Variazione fatturato estero 10 11 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 Alimentari Bevande Tessile Abbigliamento Pelle Legno Carta Stampa Coke Chimica Farmaceutica Gomma e plastica 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 Altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi Metallurgia Prodotti in metallo Computer. elettronica.3 . In termini dei raggruppamenti principali di industria (Figura 2. in rosso: fatturato totale in diminuzione. Risultati economici delle imprese) e dati amministrativi (a) In verde: fatturato totale in aumento. per i prodotti intermedi e i beni di consumo non durevoli. la caduta della domanda interna si è riflessa soprattutto nel risultato negativo dei beni di consumo durevoli (a sua volta alla base della riduzione peggioramento del fatturato totale) e di quelli strumentali. sia le eterogeneità tra settori. stampa e abbigliamento).

gli altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (+2 e .2 Propensione all’export. da un aumento del fatturato estero o da una combinazione di questi due andamenti.5 per cento del fatturato sul mercato nazionale). Le imprese dei comparti top performer (istogrammi di colore verde) mostrano una notevole eterogeneità in termini di apertura all’estero: le unità del settore alimentare si segnalano infatti per quote modeste di fatturato esportato. tutti i settori manifatturieri sembrano aver beneficiato. degli altri mezzi di trasporto e delle altre industrie manifatturiere (i settori rappresentati da istogrammi di colore rosso). al contrario. la performance sui mercati esteri è risultata particolarmente brillante.8 e -23. La manifattura italiana durante la crisi: vincitori e vinti 33 Allo stesso tempo. Tale evidenza è confermata da un incremento. delle quote di fatturato esportato (Figura 2. metà delle imprese manifatturiere doveva alle vendite sui mercati esteri oltre il 28 per cento dei propri ricavi complessivi (questa incidenza era pari al 22. È il caso dei macchinari (che hanno registrato un incremento del 21. +12. pur in misura fortemente differenziata. D’altro canto. La tendenza è comune alla gran parte dei settori. e non oltre il 41. performance e strategie L’aumento dell’esposizione all’estero delle imprese esportatrici italiane può derivare. tra il 2010 e il 2013. per la maggior parte delle imprese esportatrici. pertanto. le imprese dei comparti delle pelli e dei macchinari sono caratterizzate da propensioni all’export particolarmente elevate. In altri settori.2 e -4. non sorprende che alcuni dei comparti che presentano incrementi particolarmente elevati della quota di fatturato all’export (Figura 2.9 per cento e -5. solo in un comparto (alimentari) si è registrato un incremento di fatturato sul mercato interno.2 per cento). il mercato domestico continua a rappresentare la principale destinazione delle proprie produzioni: il 60 per cento delle imprese manifatturiere esportava non più del 35 per cento del proprio fatturato nel 2010.3).6 per cento) e della metallurgia (+14. In alcuni settori. da una contrazione del fatturato interno. occorre considerare che. dell’andamento più dinamico della domanda estera rispetto a quella nazionale.8 per cento all’estero a fronte di un decremento del 15.2. della farmaceutica (con variazioni rispettivamente +22.4): alla fine dello scorso anno. Alla luce della performance settoriale registrata sui mercati nazionale e internazionali (Figura 2. In sintesi. Variazioni positive o negative del fatturato totale hanno sotteso dinamiche divergenti sui mercati di destinazione. nonostante .5 per cento nel 2013.7 per cento). le apparecchiature elettriche (+5.3 per cento di quello interno).1 per cento di fatturato estero contro il -16. in particolare.9 per cento). in misura tale da più che compensare il calo sul mercato interno e determinare una variazione positiva del fatturato totale. in particolare farmaceutica. non sarebbe corretto considerare i comparti bottom performer come quelli meno esposti sui mercati esteri.4) abbiano registrato performance negative in termini di fatturato totale. il marcato crollo della domanda interna non è stato compensato dall’incremento (in qualche caso percentualmente elevato) del fatturato all’estero: tra questi si segnalano. 2. È il caso dei settori dei mobili. In primo luogo.7% nel 2010). che più ha risentito fortemente della crisi nel periodo osservato. macchinari e pelli.16. mentre in due casi (bevande e pelli) si è verificata una sostanziale invarianza dei livelli iniziali. coeteris paribus. infatti. gli altri mezzi di trasporto (rispettivamente. Un esempio è fornito dal settore dei mobili.

A sua volta. è connotato da una distribuzione delle unità produttive tutt’altro che simmetrica. Nello stesso periodo. apparecchi di misurazione Apparecchiature elettriche Macchinari e apparecchiature nca Autoveicoli Altri mezzi di trasporto Mobili Altre industrie manifatturiere Riparazione. oltre 7. pur presentando un grado di apertura pari a quello medio manifatturiero. elettromedicale.105 unità produttive che hanno registrato un . circa il 65 per cento delle imprese della manifattura industriale con 20 e più addetti. ha mantenuto invariata la classe di fatturato. quella compresa entro la soglia del 25 per cento (79. La percentuale di imprese “persistenti” è più elevata nel caso delle due classi estreme. in misura tale da determinare il passaggio da una soglia all’altra: si tratta di 4. e quella oltre il 75 per cento del totale (90. ottica.932 casi di movimenti verso le classi più elevate. tuttavia. Queste ultime sono ripartite in quattro classi di uguale ampiezza (25 punti percentuali). manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature (a)  In rosso i settori con variazione negativa del fatturato totale tra il 2011 e il 2013. in verde i settori con variazione positiva del fatturato totale tra il 2011 e il 2013. ma fortemente polarizzata tra i valori minimo e massimo della quota di fatturato esportato.34 Rapporto sulla competitività dei settori produttivi .000 unità.800 e oltre 3. elettronica. si registra anche un considerevole numero di imprese che hanno incrementato il proprio grado di apertura all’estero. valori mediani) (a) 70 60 50 40 30 20 10 0 28 10 11 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 - 2010 2013 Totale manifattura 2010 2010 2013 Totale manifattura 2013 30 32 15 31 27 21 22 26 29 24 20 13 25 14 11 19 17 23 10 16 18 33 Alimentari Bevande Tessile Abbigliamento Pelle Legno Carta Stampa Coke Chimica Farmaceutica Gomma e plastica 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 - Altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi Metallurgia Prodotti in metallo Computer. La tavola 2. rispettivamente.8 per cento del totale della classe). La diagonale principale della tavola evidenzia il numero di unità produttive che tra nel periodo considerato hanno mantenuto inalterata la classe di propensione all’export.Edizione 2014 circa la metà delle imprese del comparto abbia presentato nel 2013 una quota di fatturato estero superiore al 50 per cento. contro 1.4 .1 permette di analizzare più in dettaglio la variazione delle quote di fatturato estero tra il 2010 e il 2013. Valori al di sotto (al di sopra) della diagonale indicano il numero di imprese che hanno registrato un incremento (decremento) della quota di fatturato estero di ampiezza sufficiente a determinare la transizione da una soglia inferiore a una superiore (e viceversa). il settore dell’abbigliamento. Tra il 2010 e il 2013.7 per cento). Figura 2.Propensione all’export per divisioni del comparto manifatturiero – Anni 2010 e 2013 (fatturato esportato in percentuale del fatturato totale. dove si collocano.

0 10.6 -60 Passaggi a classi meno elevate Variazione fatturato totale Persistenza nella stessa classe Variazione fatturato estero Passaggi a classi più elevate Variazione fatturato nazionale -9. La manifattura italiana durante la crisi: vincitori e vinti 35 movimento opposto.892 504 36 5. Inoltre.819 5.571 <25% 25-49% 50-74% >=75% Totale Fonte: E  laborazioni su dati Istat (Indagine mensile sul fatturato. Risultati economici delle imprese) e dati amministrativi .4 50.095 4.064 5. Tavola 2.395 23.5 -4. si osserva un aumento di propensione all’export. 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi.9 Fonte: E  laborazioni su dati Istat (Indagine mensile sul fatturato.7 28. 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi.342 264 5.870 632 137 0 8. ad esse sono associate strategie prevalentemente “aggressive”.310 3. orientate all’espansione all’estero attraverso l’ampliamento della gamma di prodotti e servizi offerti.1 . lo stesso andamento del fatturato (sebbene in misura molto più contenuta) e le stesse strategie aggressive appaiono prevalenti tra le imprese collocate nelle classi di “persistenza”.369 3.2 -25.683 2.114 50-74% 200 1.175 >=75% 66 171 1. Figura 2. si sono delineati “spostamenti netti” di imprese verso classi più elevate di propensione all’export.642 9. interno ed estero.294 3. per cambiamenti e persistenze delle classi di propensione all’export � Anni 2010-2013 (variazioni mediane) 60 40 20 0 -20 -40 -40. Anche all’interno di queste ultime. gli spostamenti verso classi di propensione all’export più elevate si accompagnano a una variazione di fatturato totale positiva e a un forte aumento della componente estera (Figura 2.639 25-49% 1. Risultati economici delle imprese) e dati amministrativi Tali dinamiche possono essere qualificate attraverso l’uso congiunto delle informazioni sulla performance e sulle strategie aziendali presenti nella base dati utilizzata. Nel complesso.2.2 2. quindi. infatti. di entità tuttavia non sufficiente a determinare un cambio di classe.5 .Matrice di transizione della propensione all’export delle imprese manifatturiere – Anni 20102013 (numero di imprese) PROPENSIONE ALL’EXPORT 2010 Propensione all’export 2013 Totale <25% 7. Andamento del fatturato totale.5).4 4. che si riflette pertanto in una ricomposizione tra quote di fatturato interno ed estero a favore delle seconde. In primo luogo.

Seguendo approcci consolidati. Dall’analisi è escluso il settore dei tabacchi. 4  Gli indicatori utilizzati sono: l’indice della produzione industriale.2 Le dimensioni prese in considerazione sono quattro: competitività di costo.8 per cento). la chimica e la meccanica) che spiegano nel 2011 circa un quarto del valore aggiunto manifatturiero (24.3 L’indicatore. ha un campo di variazione piuttosto ampio. Il quadro che emerge mostra come nel corso dell’anno i settori che hanno riscontrato maggiori difficoltà (quelli che nel grafico si collocano a sinistra della media indicata sull’asse delle ascisse) siano quelli del coke e della metallurgia. un “Indicatore sintetico di competitività” (Isco)1 che permetta di definire una graduatoria dei 23 settori manifatturieri considerati. la redditività lorda. il comparto della stampa ha invece continuato a evidenziare una dinamica competitiva in peggioramento (Figura 2). La competitività dei settori e delle imprese appare un fattore cruciale per la fase di ripresa. rispettivamente: il rapporto tra produttività apparente del lavoro (valore aggiunto per addetto) e il costo unitario del lavoro. però. è possibile identificare un gruppo di settori più performanti (la farmaceutica.4 alla base dell’indice sintetico. le bevande.Edizione 2014 L’indicatore sintetico di competitività dei settori manifatturieri I dati e le analisi del presente Rapporto mostrano che gli anni della crisi hanno condizionato in modo profondo ed eterogeneo la performance economica dei settori produttivi italiani. 1 2 . basandosi sui dati delle statistiche strutturali sulle imprese e del commercio estero riferiti al 2011. ma con tendenza al miglioramento (in quanto si collocano al di sopra della media dell’asse delle ordinate). Da segnalare. Solo il settore farmaceutico presenta una situazione competitiva iniziale superiore alla media. performance sui mercati esteri e innovazione. sottolineano soprattutto gli aspetti dinamici della performance dei diversi settori. La figura 2 mette in relazione il livello di performance raggiunto da ciascun settore all’inizio del 2013 (asse delle ascisse) con la sua dinamica tra il primo e il terzo trimestre del 2013 (asse delle ordinate). il grado di utilizzo degli impianti. con circa il 20 per cento del valore aggiunto totale). del legno e dei mobili. anche per questa edizione del rapporto si è provveduto a calcolare per ciascun settore manifatturiero italiano.5 per l’industria farmaceutica (Figura 1). partendo da una situazione competitiva inferiore alla media di sistema. La disponibilità d’informazioni di carattere congiunturale permette inoltre di offrire una rappresentazione delle performance dei settori nel periodo più recente.36 Rapporto sulla competitività dei settori produttivi . all’estremo opposto i settori delle riparazioni. redditività. di autoveicoli e della metallurgia. Al di sopra della media sono invece collocati la fabbricazione di apparecchiature elettriche (in 5a posizione). Si veda la nota metodologica presente nel volume. 3  Gli indicatori rappresentativi delle quattro dimensioni sono. ne deriva la necessità di avere a disposizione indicatori in grado di misurarne la complessità attraverso una sintesi dei diversi aspetti che la caratterizzano. Nella parte bassa della graduatoria (con valori dell’indicatore inferiori alla media) si trovano alcuni settori significativi per la manifattura italiana. particolarmente rilevante nel caso degli autoveicoli e i mezzi di trasporto. Due dei comparti che rappresentano i punti di forza della specializzazione italiana (tessile e macchinari) appaiono invece sostanzialmente in linea con la competitività media del sistema.1 per il settore della riparazione e manutenzione di macchine e apparecchiature a un massimo di 156. hanno evidenziato un miglioramento in corso d’anno. quali la fabbricazione di prodotti in metallo e l’alimentare (rispettivamente al 17° e al 18° posto della graduatoria. della stampa. la presenza di alcuni settori (in prevalenza appartenenti al comparto dei beni intermedi) che. la quota di fatturato esportato e la propensione all’innovazione. che per il complesso dei settori assume valore pari a 100. che rappresentano circa il 10 per cento del valore aggiunto del 2011. abbinata a una positiva dinamica nel corso dei tre trimestri del 2013. da un minimo di 48. i tre indicatori utilizzati. l’indice del fatturato estero. In maggior dettaglio.

La manifattura italiana durante la crisi: vincitori e vinti 37 Figura 1 . 2013 29 120 115 30 110 24 105 23 31 22 14 28 Media 25 13 16 18 95 90 92 94 96 98 100 102 104 106 108 110 Indicatore sintetico di competitività I trim 2013 32 15 27 10 26 17 21 100 33 20 11 . apparecchi di misurazione Apparecchiature elettriche Macchinari e apparecchiature nca Autoveicoli Altri mezzi di trasporto Mobili Altre industrie manifatturiere Riparazione. 2013III trim.Indicatore sintetico di competitività strutturale per i settori della manifattura – Anno 2011 (numeri indice) 160 140 120 100 80 60 40 20 0 21 10 11 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 20 27 24 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 32 22 Media 13 14 10 31 16 Alimentari Bevande Tessile Abbigliamento Pelle Legno Carta Stampa Coke Chimica Farmaceutica Gomma e plastica Altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi Metallurgia Prodotti in metallo Computer. manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature Figura 2 . 2013-III trim. ottica.vasriazione I trim.2. elettromedicale.Indicatore sintetico di competitività congiunturale per i settori della manifattura – I trim. 2013 (numeri indice) 125 Indicatore sintetico di competitività . elettronica.

per le quali le strategie prevalenti sono rappresentate dalla difesa delle quote di mercato.6 per cento del totale). che spiegano l’11 per cento del valore aggiunto complessivo. È il caso. le imprese caratterizzate al 2010 da una presenza sui mercati esteri già significativa in termini di quota sul fatturato totale hanno maggiormente beneficiato di questo effetto di ricomposizione. tuttavia. che spiegano il 30.1 per cento del totale). Si tratta di oltre 4. è possibile individuare quattro classi di performance (cfr.100 unità produttive (il 35. che nel . anche negli anni di crisi 2011-2013.500 imprese (il 33 per cento del totale). delle imprese che sono passate dalla seconda alla prima classe di esposizione all’estero della Tavola 2. ma hanno registrato un fatturato estero in diminuzione. insieme a un ridimensionamento dell’attività. Per alcune unità produttive.600 unità (pari al 18. sia tra le imprese all’interno degli stessi. Il gruppo più numeroso è rappresentato dalle imprese “in ripiegamento”. che spiegano il 20 per cento del valore aggiunto complessivo.3 La performance interna ed estera delle imprese manifatturiere nel triennio 20112013: una lettura strategica Le numerose informazioni contenute nella base dati consentono di approfondire quali profili strategici di impresa siano sottesi ai diversi andamenti di fatturato sui mercati interni e internazionali. b) la classe delle imprese “crescenti all’estero”.1. 2. le performance sono risultate eterogenee sia tra comparti. In sintesi. passaggi verso classi meno elevate di propensione all’export si accompagnano ad aumenti di fatturato nazionale e una riduzione di quello totale. In generale. il “rientro” in Italia potrebbe configurarsi come il risultato di precise strategie difensive. hanno visto aumentare il proprio fatturato sia in Italia sia all’estero. Si tratta di poco più di 3.400 unità (il 13.3): a) la classe delle imprese “vincenti” che. il fenomeno della ricomposizione delle quote di fatturato interno ed estero ha riguardato tutti i settori manifatturieri. che hanno realizzato una buona performance all’interno. c) la classe delle imprese “crescenti in Italia”.2 riporta le principali caratteristiche strutturali delle classi appena descritte. La tavola 2.3 per cento del totale). ad esempio. sarebbe attribuibile al prolungato deterioramento delle condizioni di domanda nel mercato domestico.6 per cento del valore aggiunto complessivo. tuttavia. d) la classe delle imprese “in ripiegamento”. che spiegano circa il 38 per cento del valore aggiunto complessivo. di ripiegamento su nicchie di domanda interna a seguito di una perdita di competitività sui mercati esteri.Edizione 2014 Al contrario. In particolare. il cui fatturato è diminuito sia in ambito nazionale sia sui mercati internazionali. L’insieme comprende circa 8. guidato dalla più vivace dinamica della domanda internazionale. causata da una forte caduta dei ricavi sui mercati esteri. Non sempre migliori risultati ottenuti oltre confine sono stati in grado di compensare le forti contrazioni sul mercato nazionale. a conferma delle difficoltà che hanno caratterizzato il periodo sotto osservazione: si tratta di unità produttive con i valori più bassi di produttività e profittabilità. Tavola 2. A questa classe appartengono oltre 9. Questo risultato. che nello stesso periodo hanno aumentato il fatturato estero ma ridotto quello interno.38 Rapporto sulla competitività dei settori produttivi .

relative all’innovazione (di prodotto o processo).9 65. l’eventuale “premio” assicurato da una maggiore efficienza in termini di produttività del lavoro. ma una dimensione media molto diversa: la più bassa per la prima classe. Melitz e Ottaviano (2008).7 28. misurata attraverso un “Indicatore sintetico di connettività”.4 64. Per quanto riguarda il contributo fornito dagli elementi relativi alla struttura. Wagner (2011). si è quindi stimato1 il contributo fornito da una serie di caratteristiche strutturali.6 80. Per i dettagli sul questa tipologia di modelli e sulla stima qui effettuata si veda la Nota metodologica “Performance e strategie: un modello logit multinomiale”. La manifattura italiana durante la crisi: vincitori e vinti 39 2010 esportavano prodotti per poco più del 30 per cento del loro fatturato complessivo. Inoltre. 2  Per i dettagli sulla costruzione di questo indicatore si rimanda alla Nota metodologica “L’Indicatore sintetico di connettività”. sono state considerate una serie di specifiche leve competitive. le stime ne confermano il ruolo positivo sulla crescita del fatturato. strategiche e di bilancio al diverso andamento sui mercati interni ed esteri. 1 . In particolare si è valutata l’incidenza della struttura d’impresa (in termini dimensionali.2 A tutti questi aspetti si aggiungono ulteriori informazioni relative agli orientamenti strategici adottati delle singole imprese nel periodo osservato: l’ampliamento della gamma di prodotti e servizi.4 36. le imprese “vincenti” (pari a circa la metà di quelle in “ripiegamento”).4 34.669 88. un ridimensionamento dell’attività produttiva. la scelta di delocalizzare.0 Fonte: E  laborazioni su dati Istat (Indagine mensile sul fatturato.8 97. in linea con i risultati consolidati nella letteratura.677 411.415 9.518 274. Risultati economici delle imprese) e dati amministrativi) Per ciascuno dei gruppi così definiti. la tutela delle quote di mercato. sono caratterizzate da una produttività mediana più elevata.7 58. Benfratello e Razzolini (2008). I gruppi “crescenti in Italia” e “crescenti all’estero” hanno registrato risultati divergenti in termini di performance sui mercati esteri: mostravano al 2010 lo stesso grado di apertura mediana all’estero.3 91. settoriali e territoriali).6 31. l’espansione su nuovi mercati. il ruolo dei livelli di profittabilità relativi al 2011. Hollenstein (2005).3 Profittabilità Propensione media all’export (MOL/valore nel 2010 aggiunto) (fatturato estero/ fatturato totale.2 31. All’opposto.3  L’analisi viene effettuata attraverso la stima di un modello logit multinomiale.339. 3  Si vedano.4 34. Una elevata connettività è qui individuata da valori dell’indicatore corrispondenti all’ultimo decile della distribuzione.817 827.637 8. valori mediani) Vincenti Crescenti all’estero Crescenti in Italia In ripiegamento Totale 4.Caratteristiche delle imprese per classi di performance interna ed estera (anno 2011. la più elevata per la seconda. alla presenza di un’elevata intensità di relazioni con altre imprese o istituzioni.2 .2.148 25.592 825.742 2.477 3. dove non specificato altrimenti) Numero di imprese GRUPPI DI IMPRESE Numero di addetti Dimensione media (addetti) Produttività media (valore aggiunto per addetto. alla produttività e alla profittabilità delle imprese.1 63.3 37.6 28. all’investimento in capitale umano (attività di formazione svolta attraverso corsi o training on the job).4 32.4 90. 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi. Tavola 2. migliaia di euro) 66.1 36. tra gli altri. Rondi e Sembenelli (2001).

 Le tavole riportano i contributi degli orientamenti strategici e delle leve competitive risultati statisticamente significativi al 10.6 -2. Al contrario.9 Ampliamento gamma prodotti Fonte:  Elaborazioni su dati Istat (Indagine mensile sul fatturato.Strategie e performance sui mercati nazionali e internazionali – Anni 2011-2013 (aumento/ diminuzione della probabilità di appartenere a una classe di performance.9 1. 2013d). il contributo fornito alla probabilità di trovarsi in ciascuno dei quattro gruppi di performance.7 1.6 0. il ridimensionamento dell’attività che rappresenta.3 Delocalizzazione Difesa quota di mercato 19.6 3.0 Alta connettività Delocalizzazione Alta connettività 0. attività 16 12 8 4 0 Mantenimento quota di mercato 3.5 2.6 Innovazione di processo -3. tale tendenza è quella che più “allontana” un’impresa dall’appartenere a gruppi che presentano una buona performance di fatturato estero (diminuisce di 13 punti percentuali la probabilità di collocarsi nel gruppo delle “vincenti”).7 4. 5 o 1 per cento. attività . Risultati economici delle imprese) e dati amministrativi Considerando gli orientamenti strategici.6 . tale strategia aumenta di circa tre punti percentuali la probabilità di appartenere ai gruppi che hanno subito una riduzione di fatturato sul mercato interno (“crescenti all’estero” e “in ripiegamento”). Sempre in una prospettiva di strategie difensive.4 -0.2 -4.8 Crescenti all'esterno 4. 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi.6 -6. attività -6. la delocalizzazione si delinea come una strategia premiante nel caso delle imprese del gruppo “crescenti all’estero” (aumenta di 6. punti percentuali) Vincenti 10 8 6 4 2 0 -2 -4 -6 -8 -10 -12 -14 -16 10 8 6 4 2 0 -2 -4 -6 -8 -10 -12 -14 -16 20 10 8 6 4 2 0 -2 -4 -6 -8 -10 -12 -14 -16 6. 2013c. per ciascuna delle leve competitive e orientamenti strategici considerati.7 -0.40 Rapporto sulla competitività dei settori produttivi .6 riporta.3 3.7 Crescenti all'interno 4.0 0. come rilevato dall’Istat in altre occasioni. 4 Formazione Ampliamento gamma prodotti Innovazione di prodotto Formazione Ridim.2 -4. caratterizza in larga misura le imprese “in ripiegamento” (aumenta di circa 20 punti percentuali la probabilità di appartenere a questo gruppo). 5 Si vedano ad esempio Istat (2013b.8 -13.Edizione 2014 La figura 2.5 Delocalizzazione Alta connettività Ampliamento gamma prodotti Difesa quota di mercato Innovazione di processo Innovazione di prodotto Formazione -1.5 la preoccupazione per la tutela della quota di mercato si connota come una strategia di tipo difensivo. tra tutti gli orientamenti considerati. Allo stesso tempo.1 -0.5 punti percentuali la probabilità di appartenenza al gruppo) e limita la probabilità di risultare tra le imprese “vincenti”.4 Innovazione di prodotto -4 Ridimensionamento attività -8 -12 -16 -2.0 Alta connettività Ampliamento gamma prodotti Innovazione di processo Difesa quota di mercato Innovazione di prodotto Ridim. Secondo l’evidenza empirica.4 Figura 2.1 In ripiegamento 1. quello a cui le imprese ricorrono quando le altre strategie non sono percorribili.5 Innovazione di processo Ridim.0 0.1 -1.6 0.

per oltre un terzo dei settori. I risultati sono riportati nelle tavole 2. Si tratta di un risultato che accomuna settori molto eterogenei per tecnologia e prodotti: dai comparti del polo chimico (chimica. replicando l’esercizio di stima per ciascun comparto.7 punti percentuali). assume particolare rilevanza la possibilità di fruire di una estesa rete di relazioni produttive con altre imprese o istituzioni. della stampa e delle altre industrie manifatturiere. per le imprese di ciascun settore.3 B. In questo modo è stato possibile individuare quali strategie abbiano contribuito in misura più significativa all’aumento o alla diminuzione della probabilità. Infine. da un lato. l’investimento in formazione sembra rappresentativo. In generale. Introdurre innovazioni di prodotto si accompagna a risultati positivi sui mercati esteri. Anche per l’innovazione di processo sono stati stimati effetti positivi e significativa. le strategie “trainanti” del sistema. altri mezzi di trasporto. Le imprese che hanno dichiarato di aver effettuato attività formative hanno incrementato la probabilità di permanenza nell’insieme delle “crescenti in Italia” (+4. Essi sono risultati rilevanti in particolare per le imprese che hanno registrato una performance positive su entrambi i mercati di destinazione. Il vantaggio connesso a questa specifica strategia è rilevante soprattutto per le imprese che hanno evidenziato incrementi di fatturato sul mercato interno: tale caratteristica è associata. alla significativa riduzione della probabilità di appartenere al gruppo delle imprese “in ripiegamento” (-6 punti percentuali). Più in dettaglio. gomma e plastica) ad alcuni settori del modello di specializzazione italiano quali pelli. macchinari. dei prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi.2. negativa (ma di scarsa entità) nel caso delle “crescenti all’estero”. di appartenere a uno dei gruppi di performance considerati. avere raggiunto un elevato grado di connettività rappresenta infatti la leva competiti- . questo tipo di investimento in capitale umano riduce in misura significativa (-8.6 punti percentuali) il rischio di trovarsi tra le imprese “in ripiegamento”.3 A e 2. Questi risultati sono stati ulteriormente qualificati in un’ottica settoriale. In particolare. La manifattura italiana durante la crisi: vincitori e vinti 41 Tra le leve competitive. il raggiungimento di un elevato grado di connettività e l’innovazione (di prodotto e di processo). ciò favorisce l’uscita dalla classe delle imprese “crescenti in Italia” (-4 punti percentuali la riduzione della probabilità di persistenza). sebbene di entità più contenuta rispetto alle altre tipologie descritte. che tendono cioè a spostare le imprese manifatturiere verso gruppi a performance più elevata. al più elevato contributo alla probabilità di appartenere al gruppo delle “vincenti” (+4. allo stesso tempo. dall’altro. al contrario. Allo stesso modo. Altrettanto trasversali tra i settori sono le principali strategie trainanti per la classe dei “vincenti”. un’elevata connettività è associata a una variazione positiva della probabilità di appartenere al gruppo delle “crescenti in Italia”. l’avere investito nelle competenze del personale attraverso attività di formazione nel corso del 2011 è risultata una leva competitiva che ha contribuito in misura significativa alla performance delle imprese sul mercato interno nel biennio successivo. Anche avere delocalizzato prima del 2011 ha contribuito in diversi settori a limitare la probabilità di registrare una performance negativa sui mercati interni ed esteri: è il caso dei comparti della farmaceutica.9 punti percentuali) e delle “vincenti” (+3 punti percentuali). risultano essere principalmente la formazione del personale. di un profilo d’impresa che favorisce l’uscita dal gruppo di quelle “in ripiegamento”. ovvero l’attivazione di una rete di relazioni intensa ed estesa (anche all’estero) e l’ampliamento della gamma di prodotti e servizi offerti.

quali gli autoveicoli. gomma e plastica. risultati economici delle imprese) e dati amministrativi (a) Il trattino “-” indica i casi in cui non vi sono strategie statisticamente significative. nel gruppo delle “vincenti”. Tavola 2. per le quali operare in stretta connessione con altri soggetti costituisce allo stesso tempo la scelta che più ha limitato la probabilità di registrare una performance negativa su entrambi i mercati e la strategia più efficace nel trainarle verso il gruppo a performance più elevata. le stime non hanno individuato una singola strategia cui ricondurre i buoni risultati conseguiti durante l’ultima crisi. macchinari). hanno nell’attività . elettromedicale.a Autoveicoli Altri mezzi di trasporto Mobili Altre industrie manifatturiere Riparazione. prodotti in metallo. ottica. che nel periodo considerato si segnala come uno dei più performanti in assoluto nell’ambito delle manifattura italiana. apparecchi di misurazione Apparecchiature elettriche Macchinari e apparecchiature n. in particolare quelle dell’abbigliamento. imprese di settori molto distanti dal punto di vista tecnologico e merceologico.c. Le imprese dei macchinari e dei comparti del Made in Italy “crescenti all’estero” (ma in perdita sul mercato domestico). in particolare quelli della filiera del metallo (metallurgia. abbigliamento. Nel caso del settore delle pelli. delle pelli e dei prodotti della lavorazione dei minerali non metalliferi.42 Rapporto sulla competitività dei settori produttivi . elettronica. altre industrie manifatturiere.Anni 2001-2013 (stime) (a) SETTORI Strategie trainanti Alimentari Bevande Tessile Abbigliamento Pelle Legno Carta Stampa Chimica Farmaceutica Gomma e plastica Altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi Metallurgia Prodotti in metallo Computer.3 A .Edizione 2014 va più vantaggiosa per un nutrito insieme di comparti. È significativo l’esempio delle imprese del settore dei mobili – tra quelli maggiormente in sofferenza nel periodo 2011-2013 –. manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature Innovazione processo Delocalizzazione Ridimensionamento attività Ampliamento gamma prodotti Difesa quota mercato Alta connettività Innovazione prodotto Formazione Delocalizzazione Ampliamento gamma prodotti Innovazione processo Alta connettività Alta connettività Vincenti Strategie frenanti Strategie trainanti Crescenti all’estero Strategie frenanti Ridimensionamento attività Delocalizzazione Ridimensionamento attività Ridimensionamento attività Ridimensionamento attività Ampliare prodotti/servizi Ridimensionamento attività Difesa quota mercato Ampliare prodotti/servizi Ridimensionamento attività Ridimensionamento attività Alta connettività Ampliamento gamma prodotti Delocalizzazione Innovazione prodotto Difesa quota mercato Ridimensionamento attività Ridimensionamento attività Ridimensionamento attività Delocalizzazione Formazione Ridimensionamento attività Ridimensionamento attività Difesa quota mercato Ridimensionamento attività Delocalizzazione Innovazione prodotto Innovazione prodotto Formazione Delocalizzazione Formazione Formazione Formazione Innovazione prodotto Difesa quota mercato Ampliamento gamma prodotti Innovazione prodotto Delocalizzazione Innovazione processo Alta connettività Ampliamento gamma prodotti Formazione Alta connettività Ampliamento gamma prodotti Ridimensionamento attività Ridimensionamento attività Ridimensionamento attività Innovazione processo Difesa quota mercato Ridimensionamento attività Alta connettività Innovazione prodotto Ridimensionamento attività Ampliamento gamma prodotti Difesa quota mercato Ampliamento gamma prodotti Ridimensionamento attività Delocalizzazione Difesa quota mercato Delocalizzazione Difesa quota mercato Innovazione prodotto Ridimensionamento attività Ampliare prodotti/servizi Alta connettività Ridimensionamento attività Ridimensionamento attività Alta connettività Fonte: Elaborazioni su dati Istat (Indagine mensile sul fatturato.Strategie delle imprese per classi di performance interna ed estera . Anche la strategia di ampliamento della gamma dei prodotti accomuna. 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi. questi sembrano piuttosto dovuti a significativi e generalizzati aumenti della produttività.

autoveicoli. tuttavia. risultati economici delle imprese) e dati amministrativi (a) Il trattino “-” indica i casi in cui non vi sono strategie statisticamente significative . altre industrie manifatturiere). manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature Alta connettività Ampliamento gamma prodotti Innovazione processo Alta connettività Difesa quota mercato Delocalizzazione Ridimensionamento attività Ampliamento gamma prodotti Formazione Innovazione prodotto Ridimensionamento attività Formazione Innovazione processo Crescenti in Italia Strategie frenanti Delocalizzazione Delocalizzazione Ridimensionamento attività Innovazione prodotto Ridimensionamento attività Innovazione prodotto Innovazione prodotto Innovazione prodotto Ridimensionamento attività Ridimensionamento attività Ridimensionamento attività Strategie trainanti Ridimensionamento attività Delocalizzazione Ridimensionamento attività Ridimensionamento attività Ridimensionamento attività Ridimensionamento attività Difesa quota mercato Ridimensionamento attività Ridimensionamento attività Alta connettività Ampliamento gamma prodotti Ridimensionamento attività Formazione Formazione Formazione Delocalizzazione Formazione Delocalizzazione Formazione Delocalizzazione Alta connettività Innovazione processo In ripiegamento Strategie frenanti Innovazione processo Ampliamento gamma prodotti Difesa quota mercato Innovazione prodotto Innovazione prodotto Formazione Formazione Alta connettività Ridimensionamento attività Formazione Innovazione prodotto Difesa quota mercato Innovazione processo Innovazione prodotto Ampliamento gamma prodotti Difesa quota mercato Innovazione processo Ridimensionamento attività Ridimensionamento attività Innovazione processo Difesa quota mercato Ridimensionamento attività Ridimensionamento attività Difesa quota mercato Ridimensionamento attività Ridimensionamento attività Formazione Innovazione prodotto Ampliamento gamma prodotti Formazione Ridimensionamento attività Formazione Alta connettività Delocalizzazione Innovazione prodotto Ampliare prodotti/servizi Difesa quota mercato Formazione Fonte: Elaborazioni su dati Istat (Indagine mensile sul fatturato. ottica. Questo risulta meno evidente a una lettura settoriale.Anni 2001-2013 (stime) (a) SETTORI Strategie trainanti Alimentari Bevande Tessile Abbigliamento Pelle Legno Carta Stampa Chimica Farmaceutica Gomma e plastica Altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi Metallurgia Prodotti in metallo Computer.Strategie delle imprese per classi di performance interna ed estera . anche in un contesto di elevata eterogeneità delle strategie adottate. Questo risultato assume maggiore forza alla luce del fatto che l’attività innovativa e la differenziazione di prodotto hanno rappresentato i principali fattori trainanti per le analoghe imprese del gruppo delle “vincenti”.2. l’investimento nelle competenze del personale la scelta di operare in stretta connessione con altre imprese o istituzioni e l’innovazione (principalmente di processo) rappresentano le strategie che più di altre hanno contribuito a dare forma agli esempi di migliore performance delle imprese manifatturiere sui mercati interno ed estero nel difficile biennio 2011-2013. emerge l’importanza dell’attività innovativa per molti settori tradizionali della manifattura italiana e delle relazioni tra imprese per i comparti del metallo e dei macchinari. alcune strategie hanno consentito alle imprese di limitare le perdite sul mercato estero e crescere sul mercato interno. Infine. elettronica. In sintesi.3 B . La manifattura italiana durante la crisi: vincitori e vinti 43 innovativa (soprattutto di prodotto) un rilevante fattore di espansione del fatturato estero. apparecchi di misurazione Apparecchiature elettriche Macchinari e apparecchiature nca Autoveicoli Altri mezzi di trasporto Mobili Altre industrie manifatturiere Riparazione. elettromedicale. 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi. come nel caso dell’attività innovativa di processo e di prodotto per alcuni settori tradizionali della manifattura italiana (mobili. Tavola 2. tessile.

.

• L’86. • Per contrastare la recessione. consorzi. LE RISPOSTE STRATEGICHE ALLA CRISI • I risultati di un’indagine su un campione rappresentativo di imprese manifatturiere evidenziano elementi di resilienza agli effetti della crisi del biennio 2011-2013. i prezzi di vendita e lo stock di capitale fisico e umano. legate all’aumento di qualità e gamma dei prodotti e al contenimento dei costi. coke e raffinazione. Nel complesso le imprese dichiarano di avere mantenuto sostanzialmente invariati i livelli occupazionali. le aziende della metallurgia e dei macchinari hanno rivolto questo tipo di strategia principalmente all’estero. la difesa del potenziale produttivo non si è limitata alle sole risorse fisiche ma ha interessato anche il capitale umano. alla duplice strategia di differenziazione verticale e orizzontale dei prodotti hanno fatto ricorso in prevalenza le imprese dei comparti dell’elettronica.3. ha dichiarato di poter far fronte rapidamente e in misura adeguata a un significativo aumento di domanda nazionale attraverso l’utilizzo della capacità esistente. con valori settoriali che variano dal 71 per cento del coke al 92. infine. la partecipazione alle catene globali del valore e l’attivazione di nuove relazioni produttive con altre imprese. meno utilizzate delle “interne”.6 per cento del campione. Assai meno frequenti sono il ricorso a strategie di insourcing. . La riduzione di occupazione dovrebbe aver riguardato soprattutto la forza lavoro meno qualificata. • All’attivazione di nuove relazioni produttive (Joint ventures. le aziende manifatturiere hanno fatto ricorso soprattutto a strategie “interne”. Le risposte strategiche alla crisi 45 3. • Tra le imprese sopravvissute alla fase recessiva. • Tra le strategie “esterne”. • Il rafforzamento delle pratiche di commercializzazione in Italia e all’estero ha riguardato circa i due terzi delle imprese delle bevande e dell’elettronica-elettromedicale. • La ricerca di una produzione a costi più contenuti ha accomunato soprattutto le imprese dei settori autoveicoli.6 per cento delle bevande. prevale il rafforzamento delle politiche di commercializzazione (in Italia e all’estero). reti eccetera) hanno invece fatto ricorso in prevalenza imprese appartenenti a settori a elevata intensità di capitale o caratterizzati da gradi molto diversi di integrazione verticale. e altri mezzi di trasporto. definito come dotazione di risorse umane qualificate.

Un importante caveat da tenere presente in questo esercizio è che l’analisi non considera le imprese uscite ed entrate nel mercato nel periodo osservato.2 1.3 0.6 0.2 Prezzi di vendita Diminuito Inalterato Fonte: Indagine sul clima di fiducia delle imprese manifatturiere (dicembre 2013) 1 2 n proposito vengono utilizzati.2 28.4 18.7 1.1).5 16.0 11. Una indagine su un campione rappresentativo di imprese manifatturiere1 permette di esaminare in maggior dettaglio su quali aspetti dell’attività produttiva la crisi abbia impattato nel corso del 2012 e del 2013.0 Capitale fisico Molto aumentato 0.9 0. dopo il parziale recupero che ha fatto seguito alla profonda recessione determinata dalla crisi finanziaria mondiale.46 Rapporto sulla competitività dei settori produttivi .5 7. e quindi non è in grado di valutare la variazione di potenziale del sistema produttivo italiano che ne consegue. in analogia con l’edizione 2013 del Rapporto. Tale percentuale è in linea con l’evidenza descritta nella seconda parte del Rapporto. Figura 3.9 Occupati Aumentato 1.1 69. all’interno della rilevazione mensile sul clima di fiducia delle imprese manifatturiere. si teme.1 0. quelle che sono sopravvissute hanno comunque ridotto l’occupazione.3 1.Effetti della crisi sui principali aspetti dell’attività d’impresa nei settori manifatturieri � Anni 2012-2013 (valori percentuali) 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% Fatturato Molto diminuito 36. i risultati di una sezione ad hoc I inserita.2 23.4 6. 3.4 15.Edizione 2014 Come si è visto nella prima parte del Rapporto.2 8.7 22. caratterizzati da una forte e persistente caduta della domanda interna. nel mese di dicembre 2013.2 la maggior parte delle aziende manifatturiere sopravvissute all’ultimo biennio di crisi dichiara di avere mantenuto sostanzialmente invariati i livelli occupazionali. diminuito per circa il 45 per cento delle imprese. considerando che il periodo qui preso in esame si limita al biennio 2011-2013.4 Capitale umano Non risponde 30.3 1. .1 Un esame degli effetti della crisi: le valutazioni delle imprese Sulla base di tali premesse. quale sia il giudizio delle imprese stesse rispetto all’attuale potenziale produttivo e alla capacità di intercettare un eventuale scenario di ripresa.3 0.5 2. anche il proprio potenziale produttivo. le imprese maggiormente orientate al mercato interno hanno sofferto più di altre gli effetti della crisi.2 78. In questo contesto. in ultima analisi.2 61. pur attuando strategie difensive.8 0. a fronte di una sofferenza in termini di fatturato complessivo. il ciclo manifatturiero ha sperimentato due anni difficili. i prezzi di vendita e lo stock di capitale fisico e umano (Figura 3. quali strategie le imprese abbiano adottato per contrastare la crisi e.2 0. sulla base dei dati di  impresa relativi al campione delle indagini sul fatturato. il fatturato e. si osserva in primo luogo che. a fronte di una più vivace dinamica della domanda estera.3 54.1 .

2 . a fronte di un incremento per poco più del 15 per cento di unità. oltre una impresa su due in tutti i comparti ha conservato invariata la propria dotazione di capitale fisico (Figura 3. La percentuale netta è pari alla differenza tra la quota di imprese che dichiarano di avere aumentato la dotazione di capitale fisico e la quota di imprese che dichiarano di averla diminuita. ottica. Sotto il profilo settoriale. non vi è alcun comparto manifatturiero nel quale. la percentuale di imprese che dichiarano di avere mantenuto inalterata tale forma di capitale è quasi ovunque compresa tra il 70 per cento (nel settore dell’elettronica ed elettromedicale) e il 90 per cento (nel caso del Coke e raffinazione).1 per cento). macchinari e attrezzature (52.3. manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature Fonte: Indagine sul clima di fiducia delle imprese manifatturiere (dicembre 2013) (a)  Percentuali di imprese che dichiarano di non aver variato la propria dotazione di capitale fisico. ad eccezione dei settori relativi . tra il 2011 e il 2013. la stabilità del potenziale produttivo non si è limitata alle sole risorse fisiche ma ha interessato anche il capitale umano. tra le aziende sopravvissute alla crisi. si sia rilevata una contrazione netta di capitale fisico presso le imprese intervistate.3). Nei diversi comparti. Figura 3. elettronica. Quest’ultima dovrebbe aver riguardato soprattutto la forza lavoro meno qualificata. Il settore delle bevande è quello nel quale è più elevata la percentuale di imprese che hanno aumentato la dotazione di impianti.6 per cento) dalle imprese della farmaceutica. Un aspetto di particolare rilievo è rappresentato dal fatto che. elettromedicale. percentuale netta: punti percentuali) (a) 100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 11 21 22 30 26 17 18 15 10 28 27 25 32 29 24 31 13 19 23 20 33 14 16 Nessuna variazione 10 11 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 Alimentari Bevande Tessile Abbigliamento Pelle Legno Carta Stampa Coke Chimica Farmaceutica Gomma e plastica 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 - Percentuale netta Altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi Metallurgia Prodotti in metallo Computer. Le risposte strategiche alla crisi 47 Le difficoltà della fase congiunturale si riflettono in una diminuzione netta dell’occupazione complessiva: circa il 30 per cento delle imprese segnala una riduzione.Variazione dello stock di capitale fisico delle imprese manifatturiere � Anni 2012-2013 (nessuna variazione: percentuali di imprese. qui definito come dotazione di risorse umane qualificate (Figura 3. dal momento che alla contrazione occupazionale si accompagnano dichiarazioni di generalizzata tenuta della qualità del personale (lo stock di occupazione qualificata aumenta in oltre l’11 per cento e diminuisce nel 9 per cento delle imprese). In generale. apparecchi di misurazione Apparecchiature elettriche Macchinari e apparecchiature nca Autoveicoli Altri mezzi di trasporto Mobili Altre industrie manifatturiere Riparazione.2). seguito (47.

2 per cento di imprese che hanno visto ridursi la dotazione di occupazione qualificata). manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature Fonte: Indagine sul clima di fiducia delle imprese manifatturiere (dicembre 2013) (a)  Percentuali di imprese che dichiarano di non aver variato la propria dotazione di capitale umano. In altri comparti. La percentuale netta è pari alla differenza tra la quota di imprese che dichiarano di avere aumentato la dotazione di capitale umano e la quota di imprese che dichiarano di averla diminuita.Edizione 2014 alle altre imprese manifatturiere e alle bevande. ottica. percentuali significativamente positive di imprese che aumentano la propria dotazione di capitale umano si registrano anche nei settori dell’elettronicaelettromedicale (circa 25 per cento). vetro. dove comunque non scende al di sotto del 67 per cento.3 .48 Rapporto sulla competitività dei settori produttivi . È il caso dei settori del legno (dove il capitale umano si è ridotto in oltre il 12 per cento delle aziende) e dei prodotti derivanti da minerali non metalliferi (ceramiche. Le risposte delle imprese appaiono in linea con gli andamenti descritti nelle parti precedenti del Rapporto: nell’ambito del 45 per cento delle imprese che ha visto diminuire i propri ricavi. della gomma e plastica (23. apparecchi di misurazione Apparecchiature elettriche Macchinari e apparecchiature nca Autoveicoli Altri mezzi di trasporto Mobili Altre industrie manifatturiere Riparazione. elettromedicale. cemento. Come per il capitale fisico. . Sotto questo profilo. Figura 3. degli altri mezzi di trasporto (22. la generale tenuta dell’occupazione altamente qualificata si è accompagnata a saldi negativi tra le imprese nelle quali si sono registrati aumenti e quelle che hanno vissuto diminuzioni. percentuale netta: punti percentuali) (a) 100 80 60 40 20 0 -20 -40 21 25 31 20 27 14 19 26 13 18 28 30 11 24 23 29 33 15 22 16 10 32 17 Nessuna variazione 10 11 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 Alimentari Bevande Tessile Abbigliamento Pelle Legno Carta Stampa Coke Chimica Farmaceutica Gomma e plastica 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 - Percentuale netta Altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi Metallurgia Prodotti in metallo Computer. la generalizzata difesa della capacità produttiva da parte delle imprese sopravvissute alla crisi è avvenuta a fronte di un quadro molto variegato in termini di andamento del fatturato. tuttavia. peraltro. quasi il 22 per cento per le altre industrie manifatturiere).2 per cento). questi ultimi due esempi si accompagnano a percentuali significative di imprese che segnalano un aumento della qualità delle risorse umane (oltre una impresa su quattro nel caso delle imprese delle bevande. Anche in considerazione della difficile congiuntura economica attraversata dalle imprese manifatturiere nel periodo qui considerato. Variazione dello stock di capitale umano delle imprese manifatturiere � Anni 2012-2013 (nessuna variazione: percentuali di imprese. con il 17. elettronica.8 per cento).

8 per cento). modifiche alla qualità o alla gamma dei prodotti offerti.3.4 54.6 Offshoring Inshoring 70.4 .4 per cento).8 20.5 64. distinguendo tra una serie di strategie “interne” ed “esterne” all’impresa stessa. della farmaceutica (72. Le percentuali più elevate di imprese con fatturato in aumento si rintracciano nel comparto degli alimentari (63 per cento). Strategie adottate dalle imprese manifatturiere in risposta alla crisi nel periodo 2012-2013 (percentuali di imprese) 80 70 60 50 40 30 20 10 0 Modifiche organizzative Miglioramento qualità Riduzione prezzi/margini Ampliamento gamma Downsizing Riduzione costi Ristrutturazione debiti 8.8 per cento). variazioni nell’organizzazione dell’attività d’impresa. 3. degli autoveicoli (71. la ristrutturazione dei debiti o una permanente riduzione del numero di occupati (downsizing).9 27.8 per cento).9 46.7 per cento). legno (56. la farmaceutica risulta essere il comparto nel quale la maggior percentuale di imprese ha investito in capitale fisico e umano durante la crisi. di pelli e altre industrie manifatturiere (poco più del 60 per cento in entrambi).4 46. Tra le strategie interne figurano gli interventi sui costi di produzione o sui margini di profitto.0 16.2 80 70 60 50 40 30 20 10 0 Più commercializzazione estero Più commercializzazione Italia Concentrazione in nicchie Più relazioni Insourcing Outsourcing 20.2 Strategie interne 49. Figura 3.5 40. metallurgia (55.2 per cento) e nella lavorazione di minerali non metalliferi (56.2 Le strategie adottate dalle imprese Dai risultati dell’indagine è possibile inoltre ricavare indicazioni in merito alle strategie d’impresa sottostanti alle dinamiche descritte in precedenza.7 7.8 20. Le risposte strategiche alla crisi 49 le percentuali più elevate si sono osservate nei comparti dei mobili (circa 57. Alle aziende manifatturiere è stato infatti chiesto a quali leve competitive abbiano fatto ricorso per contrastare la recessione del periodo 2011-2013.2 Strategie esterne Fonte: Indagine sul clima di fiducia delle imprese manifatturiere (dicembre 2013) . Tra questi.4 20.

lavorazione Metalli non metalliferi.7 69. offshoring. solo quattro sono state adottate con percentuali non inferiori al 50 per cento.3 la ricerca del recupero di competitività successivamente al 2011 non sembra avere stimolato una significativa intensificazione di tali legami. reti o joint ventures. elettromedicale Altri mezzi di trasporto Autoveicoli Appar. elettriche Bevande Pelle Abbigliamento Macchinari Metallurgia Tessile % 90.Edizione 2014 Le strategie “esterne” all’impresa riguardano invece la commercializzazione (in Italia e all’estero).6 52. sembra delinearsi come.0 73.2 per cento dei casi).8 77. con ogni probabilità anche a causa dei maggiori costi economici e gestionali richiesti: circa un quinto delle imprese ha segnalato di avere riportato all’interno dei confini aziendali attività precedentemente esternalizzate (insourcing). su quindici modalità proposte. Le altre strategie di tipo esterno risultano adottate con frequenza molto inferiore.4 84. Le imprese manifatturiere che hanno attraversato l’ultima fase della crisi dichiarano infatti di avere fatto ricorso prevalentemente a un rafforzamento delle politiche di commercializzazione.7 79. ad esempio attraverso l’istituzione consorzi. In metallo Alimentari Appar.4 Fonte: Indagine sul clima di fiducia delle imprese manifatturiere (dicembre 2013) 3  i tratta in particolare delle note su “Mercati.0 61.2 Ampliamento Gamma Principali settori Elettronica.7 Riduzione Prezzi/margini profitto Principali settori Stampa Autoveicoli Metallurgia Carta Rip. “Le microimprese S italiane” e “Le relazioni delle imprese italiane”.7 64.3 77..0 70. Macchine/appar.50 Rapporto sulla competitività dei settori produttivi . inshoring) e l’attivazione di relazioni produttive stabili con altre aziende. la difesa della competitività delle imprese nazionali abbia raramente varcato i confini della singola azienda.4 78.3 65..6 69. insourcing. elettromedicale Stampa Macchinari Bevande Altre manifatturiere Mobili Chimica Farmaceutica Tessile Appar. Istat 2013c. elettriche Mobili Tessile % 72.0 63.3 69.1 . In generale. di avere provTavola 3. e si tratta sempre di orientamenti strategici di tipo “interno”. strategie e ostacoli alla competitività”. ottica. negli ultimi anni. Bevande Gomma e Plastica Carta % 87.4 48. elettriche Altri prod. le aziende manifatturiere italiane dichiarano di essere sopravvissute alla crisi dell’ultimo biennio difendendo la propria competitività attraverso la riduzione dei costi di produzione.0 57.7 49.7 82.3 81.2 64.4 55. elettriche % 74.9 55.0 64. il miglioramento qualitativo dei prodotti.Principali strategie “interne” adottate dalle imprese in risposta alla crisi nel periodo 2012-2013 (primi 10 settori per percentuale di imprese) Riduzione costi Principali settori Autoveicoli Coke e raffinazione Altri mezzi di trasporto Metallurgia Stampa Appar.8 75. disponibili sul sito Istat dedicato all’argomento: http://censimentoindustriaeservizi. . man.8 81.1 66.9 e 46.istat.2 Miglioramento Qualità Principali settori Elettronica.5 70.9 78. ottica. la rilocalizzazione di fasi o di interi processi produttivi (outsourcing.6 62. Prod. almeno di tipo produttivo.it/istatcens.2 74.6 66. Sebbene altri lavori dell’Istat evidenzino come il sistema produttivo nazionale sia composto da imprese spesso legate tra loro da articolate relazioni di filiera e da varie forme di accordi (si vedano Istat 2013b.3 62.4 75. l’ampliamento della gamma di prodotti offerti e il contenimento dei prezzi e dei margini di profitto. Confrontando la frequenza di risposte relative al ricorso a strategie “interne” ed “esterne”.1 68. inst. Istat 2013d). in misura pressoché identica in Italia e all’estero (rispettivamente nel 46.7 54.

Le aziende attive nei settori della stampa e macchinari si sono concentrate soprattutto sull’ampliamento della gamma offerta.1 Coke e raffinazione 35.1 21. Da un punto di vista settoriale. man. quali la stampa e la metallurgia. il costo maggiore in termini di frequenza di fenomeni di downsizing è stato pagato dalle imprese dei settori coke e raffinazione (oltre il 63 per cento di esse ha ridotto stabilmente l’occupazione) e dei prodotti derivanti dalla lavorazione di minerali non metalliferi (ne ha sofferto oltre una impresa su due). ottica.9 30. ancora limitato.6 34. . coke e raffinazione.4 37.1 per cento).4 e 6. elettromedicale Tessile % 44.9 35.8 22.2 52. elettromedicale Bevande Carta Chimica Farmaceutica Stampa Metallurgia Altri prod. Tavola 3. Queste strategie non sembrano peraltro essere quelle maggiormente praticate dai settori con le migliori performance.4 55.4 Gomma e plastica 50. e altri mezzi di trasporto.0 29. se si considerano le strategie “interne”. inst. ottica.7 2013) Mobili Fonte: Indagine sul clima di fiducia delle imprese manifatturiere (dicembre Alla duplice strategia di differenziazione verticale e orizzontale dei prodotti hanno fatto ricorso in prevalenza le imprese dei comparti dell’elettronica. la ricerca di una produzione a costi più contenuti ha accomunato soprattutto le imprese dei settori autoveicoli. elettromedicale 63.6 25.4 36.7 25..4 69.8 36.3 58. Infine.5 Chimica 49. ottica.1 Altri mezzi di trasporto Appar.3.0 Insourcing Principali settori Autoveicoli Appar.6 Segmenti/mercati più redditizi/dinamici Principali settori Altri mezzi di trasporto Autoveicoli Metallurgia Farmaceutica Chimica Altre manifatturiere Appar.6 66..9 Altre manifatturiere 50. mentre i settori degli autoveicoli e altri mezzi di trasporto hanno principalmente puntato sull’aumento del contenuto qualitativo. ottica. elettriche Gomma e plastica Elettronica.1 24.3 66. e di avere attivato nuove relazioni produttive con altre imprese.6 per cento ha seguito la strategia inversa. elettriche Altre manifatturiere Elettronica. elettriche Macchinari Farmaceutica 26.5 24. elettriche Mobili Pelle 56.6 24. I casi più rari di ridimensionamento si sono osservati invece presso le imprese delle bevande e della farmaceutica (rispettivamente 10.3 40.2 31. elettromedicale % 43.1). interessando mediamente oltre i due terzi delle imprese dei comparti. macchine/appar.4 Intensificazione relazioni Principali settori Autoveicoli Rip. Mobili % 67.9 Rafforzamento strategie commerciali all’estero Principali settori Bevande Macchinari Metallurgia % 69.3 Metallurgia Mobili 20. elettromedicale Macchinari Stampa Gomma e plastica % 50.8 26. ottica.9 54. Elettronica.2 Stampa Altri mezzi di trasporto Appar. mentre il 7.5 30. in misura sempre compresa tra l’81 e l’87 per cento delle aziende (Tavola 3.1 67. Ciò è accaduto per lo più in attività relativamente più esposte sul mercato interno.3 25. lavorazione Metalli non metalliferi.6 23.7 51.9 Elettronica.2 Principali strategie “esterne” adottate dalle imprese in risposta alla crisi nel periodo 2012-2013 (primi 10 settori per percentuale di imprese) Rafforzamento strategie commerciali in Italia Principali settori Elettronica.4 22.3 59. è il ruolo ricoperto dalle catene globali del valore: meno del 9 per cento delle imprese ha spostato all’estero parte dell’attività produttiva precedentemente svolta in Italia. nella difesa della competitività del sistema manifatturiero italiano.5 19.8 Altri mezzi di trasporto 23.1 54. il recupero della competitività ha richiesto una diminuzione dei prezzi o dei margini di profitto.3 53.1 23.8 50. In un numero non infrequente di casi. poi. Infine. Le risposte strategiche alla crisi 51 veduto a concentrare l’attività in segmenti di mercato più redditizi o dinamici.

il rafforzamento delle pratiche di commercializzazione in Italia e all’estero ha riguardato circa i due terzi delle imprese dei comparti delle bevande e dell’elettronica-elettromedicale.6 per cento del campione. consorzi.6 per cento delle bevande. il 35 per cento circa delle imprese del comparto della raffinazione e circa il 43 per cento delle imprese degli autoveicoli.7 per cento). appare rafforzato dai giudizi forniti dagli imprenditori circa la possibilità di rispondere in modo repentino ed adeguato a un significativo aumento della domanda. con valori settoriali che variano dal 71 per cento del coke al 92. infatti. All’attivazione di nuove relazioni produttive (Joint ventures. reti eccetera) hanno invece fatto ricorso in prevalenza imprese appartenenti a settori a elevata intensità di capitale o caratterizzati da gradi molto diversi di integrazione verticale: il 37 per cento delle aziende dell’elettronica-elettromedicale. si può concludere che la recessione degli ultimi due anni.Edizione 2014 Se si considerano le strategie esterne. Infine. interna o estera. caratterizzato da una situazione di difficoltà ma di sostanziale resilienza agli effetti della crisi per le imprese che sono sopravvissute alla selezione causata dagli effetti della recessione. non sembra aver intaccato in modo permanente e in misura sostanziale il potenziale produttivo delle imprese manifatturiere sopravvissute alla crisi. ha dichiarato di poter far fronte a un aumento di domanda nazionale attraverso un utilizzo della capacità esistente. nonostante le visibili difficoltà sul piano produttivo e dei risultati economici delle imprese. Tra le imprese che hanno dichiarato di avere riorganizzato la filiera produttiva in direzione di una maggiore frammentazione attraverso l’esternalizzazione di fasi o attività già svolte all’interno vi sono principalmente gli altri mezzi di trasporto (più del 50 per cento) seguiti dalla farmaceutica (32. L’86. il quadro d’insieme fin qui delineato.2).52 Rapporto sulla competitività dei settori produttivi . mentre analoghe percentuali (67 per cento) di aziende della metallurgia e dei macchinari hanno rivolto questo tipo di strategia principalmente all’estero (Tavola 3. . In sintesi.

ealla valori dicon SCI superiori di 100 indicano settori con un livello dicompetitività competitività inferiore. grazie alle proprietà dei numeri indici. è possibile costruire un indice “dinamico” di competitività ( Dynamic Composite Index ) mediante la la è possibile costruire un indice “dinamico” di degli competitività (Dynamic Composite Index) mediante Per confrontare sinteticamente l’andamento indicatori di ciascun settore è possibile costruire un indice “dinamico” di competitività (Dynamic Composite Index ) mediante la Per confrontare sinteticamente l’andamento degli indicatori di ciascun settore dal tempo t al tempo t . t=t . t ).   DCI  t1 / t0DCI t / ii  1  t0SCI  DCI i   DCI . per ciascun settore economico. metodi (OECD 2008). si calcola una media semplice media geometrica semplice di quando rapporti. In tal modo.  t0   t x 1 m  m t0 j 1   ij   j 1  xij  x  ij j 1   xij  . t1 . n . Per confrontare sinteticamente l’andamento indicatori di ciascun settore dal tempo t0 al tempo di competitività inferiore. Ida due indici sono mediante coerenti tra loro e. emodo. siamediante un indice “dinamico” i(Mazziotta confronti in non passare uno una formula e Pareto 2012a). Lo proposto può costituire un valido ausilio per la misura della competitività può costituire un valido ausilio per la misura della competitività settoriale e del competitività suo decrescente). mentre valori minori di 100 indicano settori un livello a 100 di 100 indicano settori con un livello di competitività inferiore. in un’ottica non compeneconomici. indichiamo il valore indicatore t con ij Per illustrare il calcolo degli indici proposti. rilevati a livello Italia. la media geometrica è una delle tecniche più usate nella sintesi degli indicatori in quanto degli indicatori in quanto rappresenta una soluzione intermedia tra metodi compensarappresenta una soluzione intermedia tra metodi compensativi. come la media aritmetica. come l’indice di 2008). temporali. come l’indice diIn Jevons. In tal gli elementari sono trasformati numeri indici (standardizzazione). gli indicatori  la media  esempio. quando si calcola una rappresenta una soluzione intermedia tra compensativi. e metodi Com’è noto. livello Italia. numeri indici. la media nazionale. la media geometrica è una tecniche più usate nella sintesi degli indicatori in quanto Com’è noto.il i= 1. La metodologia adottata consente di costruire. un’applicazione di principali costruire. t …. Com’è noto. t t Per illustrare il calcolo degli indici proposti. la media media nazionale. rilevati a livello Italia. Iall’anno valori ottenuti (superiore inferiore alla media) e alla variazione rispetto all’anno base (crescente o o interesse (superiore o inferiore alla media) e alla variazione rispetto base (crescente variazione rispetto all’anno base (crescente o decrescente). per esempio. per settori dell’indice di Jevons a un insieme di indicatori di competitività. L’indice t1per ). un’applicazione dell’indice Jevons a uneinsieme di indicatori di competiUno Uno dei principali problemi nellanella costruzione di indici sintetici riguarda la scelta di metodi che che dei principali problemi costruzione di indici sintetici riguarda la scelta di metodi tività.Indici sintetici per confronti temporali 53 NOTA METODOLOGICA INDICI SINTETICI PER CONFRONTI TEMPORALI: UN INDICE STATICO E UNO DINAMICO NotaNota metodologica metodologica Nota metodologica Nota metodologica Uno dei principali problemi nella costruzione indici sintetici riguarda la scelta di Indici sintetici per confronti temporali: un indice statico e uno Indici sintetici per confronti temporali: un di indice statico e dinamico uno dinamico Indici sintetici per confronti temporali: un indice statico e confronti uno dinamico metodi che consentano di realizzare. tn 0 0 1). I due indici sono tra loro e. DCI ti1 / t0   t0   SCI . per settori economici. confronti temporali. agevolmente. la media geometrica è delle una delle tecniche più usate nella sintesi degli indicatori in quanto Com’è noto. per settori consentano di realizzare. t0  r SCI t0 r t 1   i   i  SCI ii    t1 / t0    DCI r . esempio.1. e valori di SCI superiori a 100 elementari trasformati in numeri indici (standardizzazione).  DCI i t0  iij     DCI ti1 / t0   100 . tività superiore alla media. . peresempio. I valori ottenuti consentono disemplice classificare i per settori economici in e base al un’ottica loro da all’altro uno all’altro una semplice formula (Mazziotta Pareto 2012a). come la media aritmetica. particolare. t=t0. In l’analisi particolare. t elementari sono trasformati in numeri indici (standardizzazione). sia un indice economici. sviluppo nel tempo. Si propone. e metodi rappresenta una soluzione intermedia tra metodi compensativi. Per illustrare il calcolo degli proposti. pertanto. grazie alle proprietà deitemporali. per esempio. settori sativa. . confronti temporali. I valori ottenuti compensativa. pertanto. I due sono coerenti tra e. …. …. siadiun indice “statico” per ia confronti Uno dei problemi costruzione di temporali. è possibile consentono di classificare i settori economici in base al inferiore loro livello di competitività nell’anno di di consentono di classificare idisettori economici in base al loro livello di e competitività nell’anno livello di competitività nell’anno interesse (superiore o alla media) alla consentono di classificare io settori economici in base al loro livello di competitività nell’anno di passare interesse da uno all’altro mediante una semplice formula (Mazziotta e Pareto 2012a). per settori dell’indice di Jevons ainsieme un insieme di indicatori di competitività. per nazionale. In tal modo. desiderabili dal punto di vista assiomatico (Diewert 1995). I valori ottenuti passare da uno all’altro mediante una semplice formula (Mazziotta e Pareto 2012a). Lo strumento proposto può costituire unvariazione valido ausilio per la misura della interesse (superiore o inferiore alla media) e alla rispetto all’anno base (crescente o settoriale e del suo sviluppo nel tempo. pertanto. Jevons. rapporti. grazie alle proprietà dei numeri indici.n i= …. Inl’analisi particolare. la media geometrica è una delle tecniche più usate nella sintesi degli indicatori in quanto tivi. . …. rilevati livello Italia. mentre minori Per confrontare sinteticamente l’andamento deglidegli indicatori di ciascun settore dal valori tempo t0 al tempo t1 . rilevati ai economico. m . per ciascun settore economico. i= 1. SCI and sono sono legati j 1  x Per la proprietà di “circolarità” o “transitività” della dei numeri indici. i risultati godono di molte proprietà punto di vista assiomatico (Diewert 1995). “statico” L’indice di competitività ( Static Composite Index ) può essere definito nel modo “statico” di competitività (Static Composite Index) può essere definito seguente nel seguente modo L’indice “statico” di competitività ( Static Composite Index ) può essere definito nel seguente modo competitività per il settore economico i al tempo t ( j= 1. …. confronti Si propone. x il valore base riferimento.r . come la media aritmetica. quando si calcola non-compensativi. sia loro un indice “dinamico” per i per confronti temporali. mentre valori minori elementari sono trasformati in numeri indici (standardizzazione). I due indici sono coerenti tra loro e. Lo strumento proposto può costituire valido ausilio per la misura della competitività decrescente). La metodologia adottata consente di costruire. un’applicazione consentano di realizzare. i= 1. i risultati godono di molte proprietà media geometrica semplice di rapporti. 0 1 (Mazziotta e “statico” Pareto 2012b): L’indice di competitività (Static Composite Index) può essere definito nel (Mazziotta e Pareto 2012b): (Mazziotta e Paretodi 2012b): L’indice “statico” competitività (Static Composite definito nel seguente modo seguente modo (Mazziotta e Pareto 2012b): Index) può essere 1 1 (Mazziotta e Pareto 2012b): 1t t m m m m t i t i    xm ij  xij t t t  m    x  1 100 SCI  SCI  ij  i t  i   xm  x t 100  SCI   m  xtt 100  1 j rj   x ij  j 1  rj  j 1    rj SCI   100 t   t x t j 1 rj xrj è il valore basebase o di riferimento. t1). e metodi rappresenta una soluzione intermedia tra metodi compensativi. competitività per il indici settore i al tempo t (tempo j= 1. agevolmente. indichiamo xij ilx valore del jdel -mo j-mo indicatore di di Per illustrare ililcalcolo degli indici proposti. Per confrontare sinteticamente l’andamento degli indicatori di ciascun settore dal tempo t 0 al tempo t1. indichiamo con xij il valore del j-mo indicatore di indicatore di competitività per ileconomico settore economico i al t (m j= …. SCI and DCI sono legati dalladalla seguente relazione (Mazziotta e Pareto seguente relazione (Mazziotta e Pareto 2012b): dalla seguente relazione (Mazziotta e Pareto 2012b): Per la proprietà di “circolarità” o “transitività” della teoria dei numeri indici. proposto settoriale e del suo sviluppo nel tempo. rilevati a livello Italia. iassiomatico risultati godono di molte proprietà desiderabili desiderabili dal punto di vista (Diewert 1995). in indice un’ottica non non “statico” per i confronti settoriali. per ciascun economico. …. come divista Jevons. di 100 indicano settori con un livello di competitività inferiore. come lai media aritmetica. t=t 0. . sia un indice “dinamico” per i confronti temporali. grazie alle proprietà dei numeri indici. confronti temporali. è possibile costruire un indice “dinamico” di competitività dal tempo t0 al seguente formula: 1 è possibile costruire un tempo indice “dinamico” di competitività (Dynamic Composite Index) mediante la 1 1 (Dynamic formula: seguente formula: Composite Index) mediante la seguente 1 t1 t1  m m  x m m   x t ij t1 / t t11/ t0   m 0 x 100  ij 1 100 DCIm . desiderabili dal punto di vista assiomatico (Diewert 1995). come multicriteria (OECD 2008). è possibile compensativa. La metodologia adottata consente di costruire. gli indicatori elementari sono trasformati in numeri indici (standardizzazione). gli indicatori è il valore o di riferimento. agevolmente. Si propone. I due indici sono coerenti tra loro e. Lodi strumento proposto interesse (superiore o inferiore alla media) e in alla variazione rispetto all’anno base (crescente o consentono di classificare i strumento settori economici base al un loro livello competitività nell’anno di decrescente). come l’analisi multicriteria (OECD 2008). t=t . per la nazionale. èun “statico” per iindici confronti settoriali.m t=t t1). indichiamo con xij del j-mo indicatore di competitività il settore economico i al tempo t (j= 1. i= 1. pertanto. . un’applicazione settoriali. come la media aritmetica. In tal modo. mentre valori indicano settori con un livello complessivo di competitività superiore alla media. come l’indice di geometrica Jevons. Lo strumento può costituire un valido ausilio per la misura della competitività Com’è noto. come l’indice di Jevons. competitività per il settore economico i al tempo t (j= 1. in un’ottica “statico” per i confronti settoriali. sia un indice economici. …. quando si calcola una una non-compensativi. SCI DCI and DCI legati ij  teoria Per la proprietà di “circolarità” o “transitività” della 2012b): teoria dei numeri indici. quando si dal calcola una desiderabili dal l’indice punto di assiomatico (Diewert 1995). agevolmente. come l’analisi multicriteria (OECD In particolare. è possibile “statico” perpassare i confronti settoriali. come multicriteria non-compensativi. nvalore . la media nazionale. DCI ti1 / t0   100 t0   Per la proprietà di “circolarità” o “transitività” della teoria dei numeri indici. di 100 indicano settori con un livello di competitività inferiore. In tal tdovedove rj dove xrj è il valore base o di riferimento. Si propone. per ciascun settore siaper dell’indice di Jevons a un insieme di indicatori di competitività.1. è possibile compensativa. Indici sintetici per confronti temporali: un di indice statico uno dinamico pertanto. indici sintetici riguarda la scelta di metodi che dell’indice di Jevons anella unsettore di indicatori competitività. m . decrescente). settoriale e del suo sviluppo nel tempo. 0 1 seguente formula: seguente formula: t . sia uncoerenti indice “dinamico” per i formula confronti temporali. sia ungrazie indice “dinamico” confronti temporali. La metodologia adottata consente di costruire. risultati godono diemolte proprietà media geometrica semplice di metodi rapporti. i risultati godono di molte proprietà non-compensativi. indicano settori con un livello complessivo di competitività superiore alla media. in un’ottica non economici. agevolmente. e metodi non-compensativi. alle proprietà dei numeri indici. un’applicazione consentano di realizzare. e valori di SCI superiori a 100 minori e valori di SCI superiori a 100 indicano settori con un livello complessivo di competiindicano settori con un livello complessivo di competitività superiore alla media. la nel media geometrica è una delle tecniche più usate nella sintesi settoriale e del suo sviluppo tempo. I valori ottenuti 2012a).Nota metodologica . In particolare. mentre valori minori indicano settori con un livello complessivo di superiore media. m . indichiamo con con il valore del j-mo illustrare calcolo degli indici proposti. gli indicatori modo. per ciascun settore economico. La metodologia adottata consente Uno dei principali problemi nella costruzione di indici sintetici riguarda la scelta di metodi che consentano di realizzare. come l’analisi multicriteria (OECD 2008). SCI and DCI sono legati t0SCI  ti1  t1 / t0 t1 / t0 dalla seguente relazione (Mazziotta e Pareto 2012b): ti1SCI t1 / 1 / t0 t1  tiDCI  t0DCI SCI  . sia un indice possibile passare da uno all’altro mediante una semplice (Mazziotta e Pareto compensativa.. Si propone. valori di indicatori SCI superiori a 100 dove xrj è il valore basesono o di in riferimento. media geometrica semplice di rapporti.n …. .

in quanto assume che ciascuna componente della competitività non sia sostituibile. con le altre componenti. è possibile costruire un indice “dinamico” di competitività (Dynamic Composite Index) mediante la seguente formula: Rapporto sulla competitività dei settori produttivi .54 indicano settori con un livello complessivo di competitività superiore alla media. la media geometrica è minore o uguale alla media aritmetica. DCI ti1 / t0    SCI t0   DCI r . t0   x j 1  ij  Per la proprietà o “transitività” della teoriadella dei numeri indici. La media geometrica e la media I aritmetica coincidono se tutti i valori sono uguali. . 1 1 n generale. non ammette compensazione tra i diversi valori.1 Tale approccio. SCI indici. i   Si noti che l’uso della media geometrica consente di “penalizzare” implicitamente le distribuzioni con valori sbilanciati dei termini.Edizione 2014 1 m  x t1 m  DCI ti1 / t0    ij 100  . pertanto. and DCI Perdi la “circolarità” proprietà di “circolarità” o “transitività” teoria dei numeri SCIsono e legati dalla seguente relazione (Mazziotta e Pareto 2012b): DCI sono legati dalla seguente relazione (Mazziotta e Pareto 2012b):  SCI ti1  t1 / t0 . mentre valori minori di 100 indicano settori con un livello di competitività inferiore. Per confrontare sinteticamente l’andamento degli indicatori di ciascun settore dal tempo t0 al tempo t1. mentre assumono valori diversi tanto più i valori differiscono tra di loro. o lo sia solo in parte.

…. P(y =   j  |  x).  Tali Tali  casi casi  sono sono  analizzati analizzati  empiricamente empiricamente attraverso  una una  estensione estensione  della della  metodologia metodologia   rdinabili  (( jj=1.  h k fattore parih a log(βj/βh).  –  β β ). =1.k  conviene  considerare  l’espressione  della  probabilità  relativa  per  y  =  j  rispetto  alla  modalità  di  iferimento: ferimento:    spressione riferimento:  della probabilità relativa per y = j rispetto alla modalità di riferimento: Pr�� � �� Pr�� �� � �� Pr�� � exp��� exp��� �� � � �� ���� �    � exp���� ��  � �� Pr�� � � �� Pr�� � Pr��� � �� continua)  è è  approssimativamente approssimativamente pari  a a β  β exp(x xβ β ∆x xkk.   non non   egue segue  che  le  stime  del  modello.   I   modelli   per   variabili   nominali   possono   essere   interpretati   come   una diretta   esiste un ordinamento (variabile politomica nominale). ).  Per Per   dove x  è è  un un  vettore vettore di  variabili variabili  esplicative esplicative  e e  β βm m   è   di m ove  x   di è  il   vettore   di   parametri parametri  per   la  tipologia   m  (m=2.…. La probabilità di osservare la modalità i è data da modalità  jj  = =   è   data  da da  (ponendo (ponendo   =1   come  categoria categoria  di di  riferimento): riferimento):   modalità ii  è data jj=1 come (ponendo j  =1 come categoria di j=1 riferimento): modalità   j  = i è data  da  (ponendo  come categoria di riferimento):  � exp��� exp��� ��� exp��� Pr�� � � ������ ������ � � �� �   Pr�� �� � � �� � � Pr�� � ������ � exp��� � � � �  ∑���� � �� �∑ exp��� � � � � ��� � � ∑ � exp��� � � ��� ’appartenenza   di di   ciascuna ciascuna   unità unità statistica alle singole   tipologie tipologie è espressa attraverso una   variabile variabile   appartenenza L’appartenenza    statistica    alle    singole      è    espressa    attraverso    una di ciascuna unità statistica alle singole tipologie attraL’appartenenza  di  ciascuna   unità   statistica   alle   singole   tipologie  èèespressa   espressa   attraverso  una  variabile  ualitativa  verso che   presenta presenta un   numero numero finito di   modalità modalità tra   cui cui   finito non   esiste esiste un   ordinamento ordinamento (variabile   una variabile qualitativa che presenta un  numero di modalità tra cui non    (variabile ualitativa che    un    finito    di tra non    un qualitativa  che  presenta  un  numero  finito  di  modalità  tra  cui  non  esiste  un  ordinamento  (variabile  olitomica   nominale). ne segue che P( = 1| x ) date le probabilità per y  = =  1 1  | |  x x)) è  nota.  somma  delle  probabilità  è unitaria. La roprietà  IIA IIA  è è  verificata verificata  dai dai  dati..….  exp( exp( xβ βj)/exp( xβ βh).…. Jpiù ). La   scelta scelta   del del   modello modello   multinomiale multinomiale   è è   supportata supportata   da da   erformance   aziendale    La performance   aziendale   nel  periodo   2011‐2013. Italia”. Per un’interpretazione più intuitiva dell’effetto marginale di una  condizionata   della  un’interpretazione   intuitiva   dell’effetto  marginale   di  una   variabile   xk  sulla  probabilità celta  jj‐‐ma. Inoltre. La trasformazione ai   logaritmi ilβrisultato in jk  logaritmi xk trasformazione ai   fornisce   il  risultato  in  termini   linearifornisce   nella  x  (x j. Questi  ultimi ultimi   ifferenti  insiemi   (“Vincenti ”   all’estero”.2. irrilevanti”.  Ne  egue   che che   le le   stime stime   del del   modello.  realizzazione Analogamente..….JJ‐‐1).  I  modelli  per  variabili  nominali  possono  essere  interpretati  come  una   diretta politomica  nominale).J).2. 2013.  a  variazione variazione della   probabilità relativa della realizzazione rispetto  alla alla realizzazione  h h. log  odds odds ratio)) Analogamente. “Crescenti differenti   insiemi   (“Vincenti ”.  Il modello consente di stimare l’effetto delle variabili  esplicative di  interesse x)   modello modello   consente consente di   stimare stimare l’effetto delle variabili esplicative   di di   interesse interesse x)) sulla  ( probabilità di      di    l’effetto    delle    variabili    esplicative (( x    sulla probabilità    di Ilsulla   modello   consente   di  stimare   l’effetto   delle  P( variabili  ).   Il  test  è effettuato effettuatonella   nellaforma   formadi   di   un   test   di   specificazione  di  Hausman  tra  proprietà IIA è verificata dai dati. multinomiali (MNL). un test di specifican  modello modello  non non  ristretto ristretto  (che (che  include include  le le  alternative alternative  irrilevanti) irrilevanti)  e e  un un  modello modello  ristretto ristretto  che che  le le  esclude.Nota metodologica . modello.  jj=1. ne segue che  ma delle è unitaria.  ne ne  segue segue  che che   sservare   ciascun .esplicative  .kk. l’insieme di variabili esplicative è rappresentato da informazioni individuali (rilevate  nel 2011) relative  individuali a   scelte scelte   strategiche strategiche dell’impresa che si   presume presume influenzino significativamente la   (rilevate nel 2011) relative a scelte strategiche dell’impresa che si el   2011)    mazioni relative a    dell’impresa    che    si    influenzino    significativamente    la nel  2011)  relative  a  scelte  strategiche  dell’impresa  che  si  presume  influenzino  significativamente  la  presume influenzino significativamente la performance aziendale nel periodo 2011performance aziendale   nel nel   periodo periodo   2011 2011‐‐2013.   ottenute ottenute   includendo includendo   o o   escludendo escludendo   le le   “alternative “alternative   irrilevanti”. Tali casi sono analizzati empiricamente attraverso una estensione della ogit  e e   prendono   il   nome  di di   modelli   logit  multinomiali multinomiali   (MNL). -1). il attore   pari   a   log( β / β ).…. nota. “In  ripiegamento”).   La  scelta   evidenze del  modello   multinomiale   è  supportata  da  2013.….  Per  dove   xx   èè   un   vettore   di   variabili   esplicative  e   βm è dove un vettore di variabili esplicative e vettore tiposulla  probabilità probabilità  condizionata condizionata  della della   un’interpretazione   più  intuitiva intuitiva  dell’effetto dell’effetto  marginale marginale  di di  una una  variabile variabile  x xkk  sulla n’interpretazione logia m (più m = 2.2.2.  Ne Ne   n un  modello  non  ristretto  (che  include  le  alternative  irrilevanti)  e  un  modello  ristretto  che  le  esclude. unità produttive osservate due principali mercati estinazione   (estero    e domestico)    per il periodo    2011    di destinazione (estero e domedestinazione (estero e domestico) per il periodo 2011‐2013. di   interesse   (x)  sulla  probabilità  di  probabilità di osservare ciascun outcome . esclude. JJ ). conviene considerare l’escelta  j‐ma.   jβh attore pari a log(βj/ ). unitaria.….….….   ogit prendono il nome modelli logit (MNL).   test    forniscono risultati significativamente diversi riguardo i parametri delle alternative rimanenti.  Poiché Poiché  la la  somma somma  delle delle  probabilità probabilità  è è  unitaria. j.  IIA).J). ).  “Crescenti   all’estero”.  ottenute  includendo  o  escludendo  le  “alternative  irrilevanti”.  La evidenze  di empiriche   per parallele l’ipotesi  di   regressioni  parallele   (Indipendenza   dalle   Alternative   Irrilevanti. =2.…. Ne segue che per una variazione unitaria di x .  La La  probabilità probabilità  di di  osservare osservare la   (( y   è jj=2.…. Questi  ultimi a partire dalle  performance delle  mercati  di ono  ottenuti   a  partire   dalle  performance delle  sono unità ottenuti produttive   osservate sui  due  principali sono  ottenuti  a  partire  dalle  performance  delle  unità  produttive  osservate  sui  due  principali  mercati  di  estinazione (estero e   domestico) per sui   il   periodo 2011‐‐2013. “Crescenti in  Italia”.  La La   Una variazione di  questo questo  rapporto rapporto  (nel (nel  caso caso  di di  x xkk  continua) jk j)   pari   exp( ∆ na  variazione   di jk j) Una variazione di questo rapporto (nel di xk continua) è approssimativa  è  approssimativamente   pari  a β Una  variazione   di  questo   rapporto   (nel   caso   dicaso   xk  continua) jk  exp(xβj)∆xk. la variazione della prola   variazione   della   probabilità   relativa   della   j  rispetto   alla  realizzazione   h. stico) per il periodo 2011-2013.   La   probabilità   di  osservare  la  le j = 2. rimanenti.  della log odds-ratio ).  Tali   casi   sono  analizzati   empiricamente   attraverso   una  estensione   della  metodologia  ( j =1. ripiegamento”). J). 2013.jJ= ‐1).  j Nell’esercizio empirico..y  Poiché  è lanota.  date date  le le  probabilità probabilità  per per  le le  restanti restanti  modalità modalità  (( =2.  exp(xh βj)/exp(xβh).….  La  rasformazione ai  logaritmi logaritmi fornisce  il il  risultato risultato in  termini termini  lineari lineari nella  x x  (( xβ βj. il test  di Wald consente  di di rifiutare l’ipotesi  nulla nulla  di di non significatività  congiunta congiunta  dei dei parametri associati a  ciascuna ciascuna   i  Wald   consente   rifiutare   l’ipotesi   non   significatività   parametri   associati   a di Wald consente di rifiutare l’ipotesi nulla di non significatività congiunta dei parametri associati a ciascuna  log-odds ratio varia di un fattore pari a log(βj/βh).   l’insieme   di   esplicative   è   da   informazioni   individuali Nell’esercizio empirico.  varia h ).2..   “In  ripiegamento”). “Crescenti all’estero”.   Questi  ultimi  ono   ottenuti   a   partire   dalle   performance   delle   unità   produttive   osservate   sui   due   principali   mercati di   Italia”.JJ.    mente pari a  β exp( x β j) Δ . J. J Poiché la somsservare ciascun  outcome outcome P( y  = =  jj  | |  x x).2. asformazione   ai   fornisce   in nella x   log ‐‐ratio   Analogamente.….   segue   unitaria ‐‐ uò  scriversi   come β h jodds   di   xk.  conviene conviene  considerare considerare  l’espressione l’espressione della  probabilità probabilità  relativa relativa per  y y  = =  jj  rispetto rispetto  alla alla  modalità modalità  di di   celta   della   per variabile x sulla probabilità condizionata della scelta j -ma.J). ).2.   attraverso ordinabili   (J j=1. La scelta del modello multinomiale è supportata da empiriche per videnze   empiriche   per   l’ipotesi   di   regressioni   parallele   ( Indipendenza   dalle   Alternative   Irrilevanti .  il il  log log odds  ratio ratio varia  di di  un un   può scriversi come relativa  x x(( β j – babilità della realizzazione j  rispetto alla realizzazione h . (date   le  J probabilità   per  le  restanti   modalità   (j=2..  Il Il  test test  è è  effettuato effettuato  nella nella  forma forma  di di  un un  test test  di di  specificazione specificazione  di di  Hausman Hausman  tra tra   roprietà proprietà   IIA  è   verificata   dai   dati.  il il test orniscono   parametri   alternative   Inoltre. y = j | x j =1. 1).   “Crescenti   in   “In   in Questi campione in quattro differenti insiemi (“Vincenti”.….  Ne  segue  che  per  una  variazione  unitaria può scriversi come x ( β – β ).  IIA).  il  log ‐odds  ratio  varia  di  un  può  scriversij  come   x(βj  –  βh). l’insieme di variabili esplicative è rappresentato da infor.   IIA).  La  l’ipotesi regressioni (Indipendenza dalle alternative irrilevanti � IIA).  I  modelli  per  variabili  nominali  possono  essere  interpretati  come  una  diretta  possono essere interpretati come una diretta estensione dei modelli ad  di outcome stensione li  dei dei modelli ad  outcome outcome binario in  cui cui la  variabile variabile dipendente presenta più di due  categorie categorie non   stensione   modelli   ad   binario   in   la   dipendente   presenta   più   due   non estensione   dei   modelli   ad  outcome   binario   in  cui  la   variabile   dipendente   presenta   più  di  due  categorie  non  binario in cui la variabile dipendente presenta più di due categorie non ordinabili ordinabili =1.Performance e strategie: un modello logit multinomiale 55 NOTA OTA  METODOLOGICA METODOLOGICA   NOTA METODOLOGICA N NOTA METODOLOGICA  PERFORMANCE E STRATEGIE: UN MODELLO LOGIT MULTINOMIALE Performance e strategie: strategie: un un modello modello logit logit multinomiale multinomiale erformance e Performance e strategie: un modello logit multinomiale e  stime stime  presentate presentate nel presentate  Capitolo Capitolo  2 2 sono effettuate raggruppando le  imprese imprese  le del campione in  quattro quattro   e   nel   sono   effettuate   raggruppando   le del   campione   in Le stime nel capitolo 2 sono effettuate raggruppando imprese del Le  stime   presentate   nel  Capitolo   2  sono   effettuate   raggruppando   le  imprese   del   campione  in  quattro  differenti insiemi (“Vincenti ”.   “Crescenti   in  Italia”. j=1. Inoltre.   La   videnze  empiriche  per  l’ipotesi  di  regressioni  parallele  (Indipendenza  dalle  Alternative  Irrilevanti. “In ripiegamento”). I modelli per variabili nominaolitomica  nominale).  (rilevate ell’esercizio  empirico. l’insieme di  variabili variabili esplicative è  rappresentato rappresentato da informazioni individuali (rilevate   Nell’esercizio empirico. .…. ma.exp( xβ )/exp( x βh).  “Crescenti “Crescenti all’estero”. logit  e prendono  il e nome  di modelli  logit  multinomiali   metodologia logit prendono il nome di modelli logit (MNL).   j)/exp(   della probabilità   relativa   realizzazione   jj  rispetto   realizzazione   x x termini lineari nella x (xβj .  log  odds‐ratio)  Analogamente. dati.  non  orniscono  risultati risultati  significativamente significativamente  diversi diversi  riguardo riguardo  ii parametri  delle delle alternative  rimanenti.   la P( y restanti =  1  |  xmodalità )  è  nota.  Ne Ne segue  che che  per per  una una  variazione variazione unitaria  di di   x x . ).  P( y osservare  probabilità ciascun outcome . è  il il  vettore vettore di  parametri parametri  per per  la la  tipologia tipologia  m m  (( m=2.2.

Infine. Inoltre. il test di Wald consente di rifiutare l’ipotesi nulla di non significatività congiunta dei parametri associati a ciascuna variabile esplicativa.56 Rapporto sulla competitività dei settori produttivi . Ne segue che le stime del modello. . ottenute includendo o escludendo le “alternative irrilevanti”. il test su combinazioni di modalità della variabile dipendente rifiuta l’ipotesi nulla circa l’esistenza di coppie di categorie non significativamente diverse rispetto alle covariate del modello. non forniscono risultati significativamente diversi riguardo i parametri delle alternative rimanenti.Edizione 2014 zione di Hausman tra un modello non ristretto (che include le alternative irrilevanti) e un modello ristretto che le esclude.

5-9.Nota metodologica . riguarda l’ampiezza della rete di connessioni. Di conseguenza. successivamente standardizzati attraverso la metodologia [(xi . . Pertanto il valore dell’indicatore assume valori tra 0 e 3. b) l’ampiezza della rete di soggetti coinvolti. accordi formali (quali consorzio. Ogni indicatore elementare standardizzato può assumere valori compresi tra 1 (assenza di relazioni e dunque di controparti) e 100 (massima numero di relazioni e di controparti). consentono di calcolare per ogni impresa una misura dell’intensità dei rapporti di cooperazione produttiva intrattenuti con altri soggetti.L’Indicatore sintetico di connettività 57 NOTA METODOLOGICA L’INDICATORE SINTETICO DI CONNETTIVITÀ Le informazioni ricavate dal 9° Censimento dell’industria e dei servizi. mentre min e Max rappresentano il minimo e il massimo “teorici” assunti dall’indicatore. per ciascuna delle otto tipologie di relazione. 2-4. Gli indicatori elementari sono stati. joint ventures eccetera) e accordi informali. relativo alla varietà degli strumenti. Il secondo indicatore elementare. c) l’estensione geografica coperta dalle relazioni. Occorre in primo luogo considerare la natura multidimensionale del fenomeno: sulla base delle informazioni raccolte. è dato dal numero di diverse tipologie di relazioni che l’impresa ha dichiarato di intrattenere nel 2011. 10 soggetti e oltre). L’indice elementare somma i soggetti indicati per tutte le tipologie di accordo (1 soggetto.min)]*100. In ciascuno dei tre casi è stato attribuito un valore pari a 1 se l’impresa ha dichiarato di avere interlocutori all’estero. L’indicatore. con specifico riferimento all’eventuale presenza di controparti estere. Per tali dimensioni si sono pertanto ricavati tre indici elementari. rispettivamente. varia tra 0 e 8. infatti.min) / (Max . attribuendo alla classe il suo valore mediano e un valore pari a 12 all’ultima classe. è possibile ricondurre la “connettività” di un’unità produttiva ad almeno tre dimensioni: a) la varietà dell’insieme di strumenti utilizzati nell’attivazione delle relazioni. L’ultimo indicatore riguarda l’estensione geografica delle relazioni. di subfornitura e per l’insieme delle altre tipologie di accordo intrattenute. l’indicatore può variare tra 0 e 96. pertanto. rete. Il primo. che comprendono rapporti “di filiera” (Commessa e subfornitura). Alle imprese è stato infatti chiesto di indicare l’area di localizzazione dei propri interlocutori per le relazioni di commessa. con quante controparti intrattenessero relazioni. Alle imprese è stato chiesto. e 0 altrimenti. che l’impresa presenti una connettività nulla o massima connettività. Anche questo indicatore assume valori compresi tra 1 e 100 a seconda. dove xi è il valore dell’indicatore elementare relativo all’impresa i-esima. La media geometrica dei tre indicatori elementari standardizzati precedentemente descritti fornisce un “indicatore sintetico di connettività” (ICO) che misura l’intensità delle relazioni intrattenute da ciascuna impresa. franchising. Si tratta di otto tipologie. in particolare quelle relative alla capacità delle imprese di attivare relazioni con altre aziende o istituzioni.

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Riferimenti bibliografici 59 RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI Benfratello L. International Trade and Firm Performance: A survey of Empirical Studies since 2006. Diewert W. Paris: OECD. M. Roma: Istat. “Indici Sintetici per Confronti Spazio-Temporali: un’Applicazione alla Dotazione Infrastrutturale”. Fondo monetario internazionale. Competition. (Working paper N. (NBER Working Papers. P. 5104). Razzolini T. Rome. 2013. Ottaviano.. Istat. strategie e ostacoli alla competitività. Roma: Istat. 2001. Relazioni e strategie delle imprese italiane. 2008. Wagner. OECD. Handbook on Constructing Composite Indicators: Methodology and user guide. E. e A. 75(1): 295-316. Review of Economic Studies. “Market size. 210. J. 2012b. Roma. Primi risultati. In Atti della XXXIII Conferenza Italiana di Scienze Regionali. Istat. 2012a.. 2013c. August).W. and productivity”. World Economic Outlook. “Firm’s Productivity and Internationalisation Choices: Evidence for a Large Sample of Italian firms”. Mayer T.. Working Papers 2011-11. Melitz e G. CEPII research center. Istat. 24: 431-450. n. 2013d. I. Roma: Istat.. Mazziotta M. Sembenelli A. 2013a. 2008. January. Development Studies Working Papers n. and Ottaviano. 2013b. “Are multinationality and diversification complementary or substitute strategies? An empirical analysis on European leading firms”. Istat. Pareto. 1995. Roma: Istat. e A. Pareto. Rondi L. Hollenstein H. In Proceedings of the 46th Scientific Meeting of the Italian Statistical Society. 20-22 June 2012. 19: 1315-1346. 2011. and the Product Mix of Exporters”. Centro Studi Luca D’Agliano. “Market Size. Axiomatic and Economic Approaches to Elementary Price Indexes. “A Well-Being Index based on the Weighted Product Method”. Internazionalizzazione e performance dei settori produttivi. G. International Journal of Industrial Organization. Davies S. trade. 2011. Rapporto sulla competitività dei settori produttivi. Melitz. Cambridge: National Bureau of Economic Research. Ottobre. University of Luneburg. 9° Censimento dell’industria e dei servizi e Censimento delle istituzioni non profit. 236. 2005 “Determinants of International Activities: Are SMEs Different?” Small Businnes Economy. 13-15 Settembre 2012. . Mazziotta M. M. Mercati. 2008.

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SCHEDE SETTORIALI .

6 5.7 136.0 11.5 1.686 3.5 24.9 13.5 43.2 ….9 34. I dati fanno riferimento alla media d’anno.8 91.6 ….4 13.8 109. ….1 47.4 17.6 40.7 10.0 8. ….4 34. ….5 21. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.2 34. 31.1 ….6 55.0 40.7 18.5 84.0 78.5 45.6 28.1 99. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico. 6. (e) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto. …. ….1 26.1 -4.8 105.0 1.4 14. …. ….1 105.2 1.1 40.891.869 9.5 19.186 5.0 30.0 34. ….659 3.7 7.114 5.0 1.9 17. …. 18.6 133.213 9.3 48.353 396. 20.4 140.2 7.5 18.6 6. ….2 14.5 30.7 4. (c) I dati si riferiscono all’insieme dei settori alimentari.155 3. …. 22.3 100.300 Manifattura Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a) 106 104 102 100 98 96 94 92 90 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 dati destagionalizzati trend Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a) L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero. 106.0 0.963 301.0 103.703 3.121 57.9 39.Scheda settore 10 INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale manifattura) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) (c) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (e) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (c) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (c) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all'estero (in % del fatturato interno) (c) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) (c) Indice sintetico di competitività (a) 11.492 552.2 85.4 6.9 ….1 ….3 33.2 34.389 100.8 8.9 ….1 32.756 27.7 34.6 7.6 1.2 39. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) Escluse le società cooperative sociali. ….2 ….9 32. …. ….223 386. ….1 106.682 3. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume.8 100.7 ….324 3.3 101.6 100.21 54. 13.9 31. (d) Il valore è al netto del settore petrolifero.0 100. 425.3 10. ….3 10.002 391. bevande e tabacco.3 136.194 9.9 2.1 11. ….4 100.25 55.0 82. ….213 9.983 60.3 31.0 22.1 0.3 1.0 1. 52.6 19. 22.2 3.8 50.216 396.931.7 14.944 ….0 2.4 21.047 9.4 1.6 2.4 2.0 33. 62 2013 .5 84.339.015 9.89 (d) 2009 2010 2011 2012 Totale manifattura ultimo anno (a) Per maggiori dettagli su fonti.0 11.2 39.

2013 63 .Anni 2001-2013 (variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) 40 30 20 10 0 -10 -20 -30 -40 C: attività manifatturiere 10: industrie alimentari Clima di fiducia del settore e ciclo economico .Grado di utilizzo degli impianti del settore e media manifatturiera Anni 2008-2013 (a) (b) Anni 2008-2013 (in percentuale. Indicatore di tensione creditizia del settore e media manifatturiera .Concentrazione settoriale .Anni 2001-2013 (indici destagionalizzati) (a) 160 150 140 130 120 110 100 90 80 70 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 T1-2013 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Fonte: Commercio estero Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a) L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.Industrie alimentari Esportazioni del settore e media manifatturiera .Anni 2008-2013 (valori percentuali) (a) alle unità locali su quota nazionale) 45 40 35 30 25 20 15 10 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 10: industrie alimentari Fonte: Indagine mensile sul fatturato e ordinativi (a) I dati sono destagionalizzati. Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere Incidenza dell’export sul fatturato per le imprese esportatrici del set.Anno 2011 (quota provinciale degli addetti tore e media manifatturiera . dati destagionalizzati) 50 40 C: attività manifatturiere 10: industrie alimentari 80 C: attività manifatturiere 10: industrie alimentari 75 30 20 10 70 65 0 M G SN D GFA M AS O ND GF M A M GLAS O N D GF M A M GLAS O N D GF M A M GLAS O N D GF M A M GLAS O ND 2008 2009 2010 2011 2012 2013 60 T1-2008 T3-2008 T1-2009 T3-2009 T1-2010 T3-2010 T1-2011 T3-2011 T1-2012 T3-2012 T3-2013 Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a) L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli. (b) La rilevazione sul credito viene effettuata regolarmente con cadenza mensile a partire da settembre 2009.

8 50. ….5 1.2 8.2 34.6 19.324 3.1 57.891.8 ….9 34.5 ….5 43.1 44. 31.983 60.7 100.2 …. …. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume.1 99. 64 .6 100.2 3.89 (d) 2.9 47.5 1.6 28.9 6.0 0.4 1.0 8.9 19.8 100.792 34.1 42. 101.9 22. ….Scheda settore 11 INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale manifattura) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) (c) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (e) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (c) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (c) Quota di lavoratori ad alta qualifica (imprese con almeno 10 dipendenti) (%) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) (c) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) (c) Indice sintetico di competitività (a) 50. (c) I dati si riferiscono all’insieme dei settori alimentari.4 14.8 132.4 30.6 5.6 100.5 15.9 18.1 99.300 Manifattura Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a) 115 110 105 100 95 90 85 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 dati destagionalizzati trend Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.0 1.9 32.1 106.1 21.762 35.121 57.2 59.7 ….2 1. ….9 2.0 2.1 105.5 ….788 35.7 17. (e) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto.9 49. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.931. 13.913 1. bevande e tabacco. ….5 6.8 101. I dati fanno riferimento alla media d’anno.3 9.5 130.5 75. ….2 85. (d) Il valore è al netto del settore petrolifero.0 3.0 16.6 …. ….0 18. ….4 132 139 24.5 22.6 7.564 1.6 54. ….8 107.155 3.9 17.7 47.334 30. 20.7 18.21 2.5 3.8 90.6 98. 18.339.0 111.9 15. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) Escluse le società cooperative sociali.3 -3. …. …. 425. ….920 1.7 4.0 112 115 23.8 210.2 (a) Per maggiori dettagli su fonti.126 847 462 552.389 100.659 3.4 6. ….944 ….0 34.879 35. ….6 …. 9.2 100.8 59.0 228.0 132. 22.6 133.6 2009 2010 2011 2012 Totale manifattura ultimo anno ….4 21.3 100.3 28. ….3 10.2 130 144 21.2 1.4 21. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.8 47.5 36.756 27.1 22. ….5 21.2 14.7 7. ….9 39.4 169. …. 52.7 49.1 28.25 2.2 50. 6.8 28.

Industria delle bevande Esportazioni del settore e media manifatturiera .Anni 2001-2013 (indici destagionalizzati) (a) 160 150 140 130 120 110 100 90 80 70 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Fonte: Commercio estero Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.Grado di utilizzo degli impianti del settore e media manifatturiera Anni 2008-2013 (a) (b) Anni 2008-2013 (in percentuale.Anni 2008-2013 (valori percentuali) (a) 50 45 40 35 30 25 20 15 10 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 11: industria delle bevande Concentrazione settoriale . 65 .Anni 2001-2013 (variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) 40 30 20 10 0 -10 -20 -30 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 -40 C: attività manifatturiere 11: industria delle bevande Clima di fiducia del settore e ciclo economico .  Indicatore di tensione creditizia del settore e media manifatturiera .Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) Fonte: Indagine mensile sul fatturato e ordinativi (a) I dati sono destagionalizzati. dati destagionalizzati) 50 40 30 20 10 0 65 70 C: attività manifatturiere 11: industria delle bevande 80 C: attività manifatturiere 11: industria delle bevande 75 -10 M GSND GFA M ASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND 2008 2009 2010 2011 2012 2013 60 T1-2008 T3-2008 T1-2009 T3-2009 T1-2010 T3-2010 T1-2011 T3-2011 T1-2012 T3-2012 T1-2013 T3-2013 Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli. Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere Incidenza dell’export sul fatturato per le imprese esportatrici del settore e media manifatturiera . (b)  La rilevazione sul credito viene effettuata regolarmente con cadenza mensile a partire da settembre 2009.

1 0.9 39.243 162.1 33.4 21.9 39.0 1.3 100.8 50.944 ….0 34. 66 .2 8.892 3.239 552.8 100.5 1.155 3.3 4.6 4.5 93.6 28.9 32.9 38.273 5.5 583 1. ….5 43.8 106. ….0 18. ….6 4.0 5.4 3.89 (d) 2009 2010 2011 2012 Totale manifattura ultimo anno (a) Per maggiori dettagli su fonti.659 3. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume. ….0 4.3 33.704 141.0 -20.0 98.7 ….527 3.6 133.301 1. …. 26.339.121 57.7 18.9 30.9 32.9 34.3 100.931.1 106.3 25. 16. …. ….2 76.0 24.6 24.0 38.9 2.6 24. ….3 621 1.5 20.756 27.2 31. ….8 33.0 3.8 667 1.9 20.7 99.0 2.0 88.Scheda settore 13 INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale manifattura) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) (c) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (e) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (c) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (c) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) (f) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) Indice sintetico di competitività (a) 32.8 ….2 24. 107.392 2. …. 14.9 14.2 7. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) Escluse le società cooperative sociali.1 …. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.4 ….0 20.3 85. (d) Il valore è al netto del settore petrolifero.2 127.5 34.269 121.6 6.2 ….2 100. (c) I dati si riferiscono all’insieme dei settori tessile.83 15.2 85.7 8.1 31.1 106.8 106. ….2 43. ….6 5.1 26.4 14. (f) I dati si riferiscono all’insieme dei settori tessile e abbigliamento.5 20.7 0.9 4.4 32.9 31.5 121.973 2. I dati fanno riferimento alla media d’anno.389 100. ….492 150.831 144. abbigliamento e pelli.311 4. 425.3 20. ….3 10.90 16.3 5. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.324 3. ….2 34.223 5.0 23. 52.6 0.0 17.2 ….0 10.7 100.9 3.8 0.6 19.891.9 19. …. 22. 4.0 27. ….300 Manifattura Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a) 165 155 145 135 125 115 105 95 85 75 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 dati destagionalizzati trend Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero. ….0 1. (e) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto.983 60.4 1.6 108.4 30. …. ….9 23.7 4.1 105.

Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere Incidenza dell’export sul fatturato per le imprese esportatrici del settore e media manifatturiera .Anni 2001-2013 (indici destagionalizzati) (a) 140 130 120 110 100 90 -20 -30 -40 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 70 60 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Fonte: Commercio estero Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.Grado di utilizzo degli impianti del settore e media manifatturiera Anni 2008-2013 (a) (b) Anni 2008-2013 (in percentuale.Anni 2001-2013 (variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) 40 30 20 10 0 -10 80 C: attività manifatturiere 13: industrie tessili Clima di fiducia del settore e ciclo economico .Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) Fonte: Indagine mensile sul fatturato e ordinativi (a) I dati sono destagionalizzati.Anni 2008-2013 (valori percentuali) (a) 60 55 50 45 40 35 30 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 13: industrie tessili Concentrazione settoriale . Indicatore di tensione creditizia del settore e media manifattura . (b)  La rilevazione sul credito viene effettuata regolarmente con cadenza mensile a partire da settembre 2009.Industrie tessili Esportazioni del settore e media manifatturiera . 67 . dati destagionalizzati) 60 50 40 30 20 10 0 M GSND GFA M ASO ND GFMA M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 13: industrie tessili 80 C: attività manifatturiere 13: industrie tessili 75 70 65 60 T1-2008 T3-2008 T1-2009 T3-2009 T1-2010 T3-2010 T1-2011 T3-2011 T1-2012 T3-2012 T1-2013 T3-2013 Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli.

(e) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.… .5 43.5 . Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) Escluse le società cooperative sociali.931.6 ….4 21.920 223.… .983 60.354 1.4 119.6 28. (g) I dati si riferiscono all’insieme dei settori abbigliamento e pelli.6 19.9 39.4 107.… .1 25. (f) I dati si riferiscono all’insieme dei settori tessile e abbigliamento.2 100.… .3 10.… .944 .6 89.… .… 102.2 32.6 6.… 26.659 3.… .1 2.0 1.3 2. (d) Il valore è al netto del settore petrolifero.1 32.5 0.7 0.324 3.83 30.3 9. abbigliamento e pelli.1 106.Scheda settore 14 INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale manifattura) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) (c) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (e) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (c) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (c) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) (f) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) (g) Indice sintetico di competitività (a) 2009 2010 2011 2012 Totale manifattura ultimo anno 34.3 100.0 9.6 32.0 1.891.721 226.695 244.354 3.0 22.0 84.281 3.2 34.9 -21.5 76.5 27.2 2.6 104.0 (a) Per maggiori dettagli su fonti.4 3.5 . (c) I dati si riferiscono all’insieme dei settori tessile.4 19.0 2.617 11.5 20.3 21.2 25.508 3.756 27. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.9 .6 21.9 100.89 (d) 52.7 0.389 100.3 45.2 18.… .3 19.… .7 18.… .… 22.7 29..9 0.0 4.7 43.6 32.9 4.8 50. 3.7 101.6 133.… .454 4.4 25.4 23.121 57.5 32.… .0 2.984 3.4 100.312 226.0 2.0 100.3 26.… .7 4.4 43.0 .281 11. 68 .7 14.0 10.7 30. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume.… 16.1 32.3 100.… .9 34.711 12.339.6 4.… .9 32.6 0.… .142 3.610 552.5 37.9 8.6 20.90 27.2 85.1 .9 2. 17.7 2.1 105.850 3. 16.0 34.8 100.6 5.5 1.1 102.0 1.… .0 19.… 425.155 3.… .300 Manifattura Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a) 115 110 105 100 95 90 85 80 75 70 65 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 dati destagionalizzati trend Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.3 5.… .7 34.560 188. I dati fanno riferimento alla media d’anno.1 127.7 20.… .9 2.4 32.… .6 83.6 21.

(b)  La rilevazione sul credito viene effettuata regolarmente con cadenza mensile a partire da settembre 2009. articoli in pelle e pelliccia Clima di fiducia del settore e ciclo economico .Confezione di articoli di abbigliamento.Anni 2008-2013 (valori percentuali) (a) 60 55 50 45 40 35 30 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 14: confezione di articoli di abbigliamento. articoli in pelle e pelliccia M GSNDGFA M ASO ND GFM A M GLASO ND GFMA M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND 2008 2009 2010 2011 2012 2013 60 T1-2008 T3-2008 T1-2009 T3-2009 T1-2010 T3-2010 T1-2011 T3-2011 T1-2012 T3-2012 Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli.Anni 2001-2013 (variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) 40 30 20 10 0 -10 -20 -30 -40 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 14: confezione di articoli di abbigliamento. Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere Incidenza dell’export sul fatturato per le imprese esportatrici del settore e media manifatturiera . dati destagionalizzati) C: attività manifatturiere 50 40 30 20 10 0 85 80 75 70 65 C: attività manifatturiere 14: confezione di articoli di abbigliamento.Anni 2001-2013 (indici destagionalizzati) (a) 140 130 120 110 100 90 80 70 60 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 T1-2013 2013 T3-2013 Fonte: Commercio estero Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero. confezione di articoli in pelle e pelliccia Esportazioni del settore e media manifatturiera . 69 .  Indicatore di tensione creditizia del settore e media manifatturiera .Grado di utilizzo degli impianti del settore e media manifatturiera Anni 2008-2013 (a) (b) Anni 2008-2013 (in percentuale.Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) Fonte: Indagine mensile sul fatturato e ordinativi (a) I dati sono destagionalizzati. articoli in pelle e pelliccia 14: confezione di articoli di abbigliamento. articoli in pelle e pelliccia Concentrazione settoriale .

950 552.093 120.8 31. (c) I dati si riferiscono all’insieme dei settori tessile. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) Escluse le società cooperative sociali. 70 .2 100. …. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.1 23.2 34.4 101.4 3. ….0 105.8 ….5 112. (e) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto.4 4.8 50.3 5.361 1.3 819 1.5 -19. …. (f) I dati si riferiscono all’insieme dei settori abbigliamento e pelli. ….0 1.Scheda settore 15 INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale manifattura) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) (c) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (e) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (c) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (c) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all'estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) (f) Indice sintetico di competitività (a) 2009 2010 2011 manifattura 2012 Totale ultimo anno 16. ….5 20.6 4.3 100.2 1.339. abbigliamento e pelli.091 140. ….944 …. ….4 14. I dati fanno riferimento alla media d’anno.671 137.6 15.6 28.6 19.3 30.2 100.9 2.6 27.8 23.983 60.5 90. ….2 31.90 31. ….6 133.7 0.4 21.6 6.8 3.6 34.312 135.0 2.1 46.0 44.9 34.5 20. ….89 (d) 52.236 2.0 27. …. 14.4 17.268 140. ….9 32.83 43. ….7 ….0 1.3 28.756 27. …. ….3 28.3 ….891.0 98.7 4.1 103.2 85.6 104.6 4.0 5.6 3.8 100.3 27. ….5 43.1 105. 16.121 57.295 14.389 100.659 3.9 ….1 15.6 5.7 4.3 85.8 26. …. 22.9 39.4 0.4 97.092 1.7 100.7 23. ….0 30.5 0.8 24.9 ….6 1.3 28.1 51. (d) Il valore è al netto del settore petrolifero.8 23.289 16.8 144.6 106.510 14. ….0 34. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.300 Manifattura Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a) 190 170 150 130 110 90 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 dati destagionalizzati trend Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a) L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.324 3.7 43.0 (a) Per maggiori dettagli su fonti.681 1.4 24.7 14.736 2.7 18. 103.871 2.931. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume. ….8 0.8 19.1 19.3 29.4 20.9 31. 26. 3.6 993 1.2 29.3 10.1 106.8 4.155 3.4 0. ….7 139.7 33. 425.0 1.5 1.

Fabbricazione di articoli in pelle e simili Esportazioni del settore e media manifatturiera . Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere Incidenza dell’export sul fatturato per le imprese esportatrici del settore e media manifatturiera .Anni 2008-2013 (valori percentuali) (a) 80 75 70 65 60 55 50 45 40 35 30 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 15: fabbricazione di articoli in pelle e simili Concentrazione settoriale .Anni 2001-2013 (variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) 40 30 20 10 0 -10 -20 -30 -40 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 15: fabbricazione di articoli in pelle e simili Clima di fiducia del settore e ciclo economico . (b)  La rilevazione sul credito viene effettuata regolarmente con cadenza mensile a partire da settembre 2009.Anni 2001-2013 (indici destagionalizzati) (a) 140 130 120 110 100 90 80 70 60 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 T1-2013 T3-2013 Fonte: Commercio estero Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a) L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero. T3-2012 71 . Indicatore di tensione creditizia del settore e media manifatturiera . dati destagionalizzati) 50 40 30 20 10 0 M GSND GFA M ASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 15: fabbricazione di articoli in pelle e simili 85 80 75 70 65 60 T1-2008 T3-2008 C: attività manifatturiere 15: fabbricazione di articoli in pelle e simili T1-2009 T3-2009 T1-2010 T3-2010 T1-2011 T3-2011 T1-2012 Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli.Grado di utilizzo degli impianti del settore e media manifatturiera Anni 2008-2013 (a) (b) Anni 2008-2013 (in percentuale.Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) Fonte: Indagine mensile sul fatturato e ordinativi (a) I dati sono destagionalizzati.

12 33. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.121 57. …. carta e stampa.9 28.3 100.659 3.1 7.9 9. 20.6 104.4 14.7 53.0 34.2 40.5 45.2 8.6 5.5 28.1 25.1 105. 33. …. ….6 19.8 ….2 34.547 138.313 5. 72 2013 .9 34.2 15.0 28.3 40.483 481 552.0 1.0 101.944 ….5 6.6 28. 22.1 0.3 100.0 5. ….4 21.0 98.3 13.8 104.0 100.0 15.9 964 2. ….2 0. 0.1 3. 34. 425. ….8 34. ….891.4 100.7 …. …. 6.456 2.12 33.645 137. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume.1 106.3 26.0 29.5 28.1 3.7 4. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico. ….8 29.1 9.7 51. 52.8 102.4 1.0 * 31.324 3.4 6.6 34.5 1.8 …. 22.9 8.769 140.0 1.300 Manifattura Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a) 165 155 145 135 125 115 105 95 85 75 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 dati destagionalizzati trend Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a) L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.4 ….Scheda settore 16 INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale manifattura) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all'estero (in % del fatturato interno) (e) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) Indice sintetico di competitività (a) 8.7 18.8 100. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) Escluse le società cooperative sociali. 104. I dati fanno riferimento alla media d’anno.9 102. ….417 2.8 50.756 27.2 1.7 10.8 9.6 133.9 100.4 0.339.8 3. (e) I dati si riferiscono all’insieme dei settori legno.89 (c) 2009 2010 2011 2012 Totale manifattura ultimo anno (a) Per maggiori dettagli su fonti.5 1.0 ….299 4.088 1.336 4.7 3.9 2.2 85.2 ….155 3.3 25.8 38.018 2.983 60.9 32.0 8.3 8. ….931.5 43. (c) Il valore è al netto del settore petrolifero.0 18.264 144.3 6.2 0.9 39.0 ….9 1.3 10.9 12.389 100.3 29.4 4.711 2.443 91.1 66. …. …. ….6 …. ….0 27.0 1.7 51. ….0 * 939 2.0 2. ….7 -26.1 101. ….

Indicatore di tensione creditizia del settore e media manifatturiera .Concentrazione settoriale .fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio 80 C: attività manifatturiere 16: industria del legno e dei prodotti in legno e sughero (esclusi mobili). 73 .Anni 2001-2013 (variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) 40 30 20 10 0 -10 -20 -30 -40 C: attività manifatturiere 16: industria del legno e dei prodotti in legno e sughero (esclusi mobili). fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio Fonte: Commercio estero Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a) L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero. Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere Incidenza dell’export sul fatturato per le imprese esportatrici del set.fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio 75 70 65 60 T1-2008 T3-2008 T1-2009 T3-2009 T1-2010 T3-2010 T1-2011 T3-2011 T1-2012 T3-2012 T1-2013 T3-2013 Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a) L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli. fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio Clima di fiducia del settore e ciclo economico . (b) La rilevazione sul credito viene effettuata regolarmente con cadenza mensile a partire da settembre 2009.Industria del legno e dei prodotti in legno e sughero (esclusi i mobili).Anni 2001-2013 (indici destagionalizzati) (a) 140 130 120 110 100 90 80 70 60 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2013 Esportazioni del settore e media manifatturiera .Anno 2011 (quota provinciale degli addetti tore e media manifatturiera .Anni 2008-2013 (valori percentuali) (a) alle unità locali su quota nazionale) 60 55 50 45 40 35 30 25 20 15 10 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 16: industria del legno e dei prodotti in legno e sughero (esclusi mobili). dati destagionalizzati) 60 50 40 30 20 10 0 M G SN D GFA M AS O ND GF M A M GLASO N D GF M A M GLASO N D GFM A M GLAS O ND GF M A M GLASO N D 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 16: industria del legno e dei prodotti in legno e sughero (esclusi mobili).Grado di utilizzo degli impianti del settore e media manifatturiera Anni 2008-2013 (a) (b) Anni 2008-2013 (in percentuale.fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio Fonte: Indagine mensile sul fatturato e ordinativi (a) I dati sono destagionalizzati.

169 75. 425.837 2. (c) Il valore è al netto del settore petrolifero.8 50.7 52.2 4.5 5. …. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.1 63.5 24.2 100. ….5 21.0 94.5 39.7 8. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto.756 27.5 38.9 ….9 ….1 106.2 53.6 123.983 60.1 3. ….8 98.0 1.6 4.0 -8. 22. 6. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) Escluse le società cooperative sociali.056 1.3 37.2 85.7 3.3 35.8 8. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.8 151.2 39.0 10. ….9 34.0 4. …. ….7 22.6 28.7 18.7 ….8 1.4 18.65 4.811 1.155 3.7 16.0 8.7 29.3 27.325 552.3 37.891. 34.1 105.0 34. 11.389 100.3 ….0 93. ….2 91. I dati fanno riferimento alla media d’anno.5 38. ….5 1. ….8 14.0 20.300 Manifattura Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a) 120 115 110 105 100 95 90 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 dati destagionalizzati trend Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.3 100. ….2 23. …. (e) I dati si riferiscono all’insieme dei settori legno.5 61.1 ….9 35.9 127 221 19.5 34.7 4.931.6 5.89 (c) 2009 2010 2011 2012 Totale manifattura ultimo anno (a) Per maggiori dettagli su fonti. 20.3 41.1 40.0 1.181 68.944 ….2 17.339.8 3.2 34.887 2. 7.9 32.2 4. …. ….7 149 230 19. 74 .6 37.425 2.1 98.5 150.8 104.8 97.630 73.1 9.2 ….2 36.93 4.5 43.1 8.5 47.4 1.0 51.6 19.0 100.0 104.3 10. carta e stampa. ….121 57.1 3.3 4.9 2.3 133 232 19. 104. ….2 …. 22.Scheda settore 17 INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale manifattura) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) (e) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) Indice sintetico di competitività (a) 38.8 100.5 1.324 3.9 39.5 19. ….659 3.140 74.0 48.4 100. 52.6 29.126 74.4 21.3 24. ….8 …. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume.2 103.6 133. ….

T3-2013 75 .Anni 2001-2013 (variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) 40 30 20 10 0 -10 -20 -30 -40 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 17: fabbricazione di carta e prodotti di carta Clima di fiducia del settore e ciclo economico . (b)  La rilevazione sul credito viene effettuata regolarmente con cadenza mensile a partire da settembre 2009. dati destagionalizzati) 60 50 40 30 20 10 0 -10 M GSND GFA M ASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 17: fabbricazione di carta e prodotti di carta 85 80 75 70 65 60 T1-2008 T3-2008 C: attività manifatturiere 17: fabbricazione di carta e prodotti di carta T1-2009 T3-2009 T1-2010 T3-2010 T1-2011 T3-2011 T1-2012 T3-2012 T1-2013 Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli.Anni 2001-2013 (indici destagionalizzati) (a) 140 130 120 110 100 90 80 70 60 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Fonte: Commercio estero Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a) L  ’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero. Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere Incidenza dell’export sul fatturato per le imprese esportatrici del settore e media manifatturiera .Fabbricazione di carta e di prodotti di carta Esportazioni del settore e media manifatturiera . Indicatore di tensione creditizia del settore e media manifatturiera .Anni 2008-2013 (valori percentuali) (a) 45 C: attività manifatturiere 17: fabbricazione di carta e prodotti di carta Concentrazione settoriale .Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) 40 35 30 25 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Fonte: Indagine mensile sul fatturato e ordinativi (a) I dati sono destagionalizzati.Grado di utilizzo degli impianti del settore e media manifatturiera Anni 2008-2013 (a) (b) Anni 2008-2013 (in percentuale.

057 8.9 589 1.8 98.1 110.5 …. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.8 0. ….9 39.8 3.121 57.9 ….73 16.756 27.1 38.9 8.9 32.0 2.6 5.5 6. …. ….2 35.0 -16. ….324 3.0 34. 425. ….2 85.6 100. ….2 5.7 14.5 1.5 4.7 18. ….2 36.3 10.5 64.9 34.624 70.1 105.3 10.0 0.4 21.7 3.4 100.5 43.0 12. ….1 16.0 21.4 76.292 105.0 67.983 60.4 11. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) Escluse le società cooperative sociali.4 11.965 2.1 32.595 94.76 16. ….012 9.592 1. ….8 50. carta e stampa.0 12. I dati fanno riferimento alla media d’anno.339.659 3. 22. (e) I dati si riferiscono all’insieme dei settori legno.4 5. 3.4 61. ….9 31. ….6 6.360 2.8 14.944 ….9 16.3 11.0 17.7 4.8 100. ….6 8.908 99.7 42. 23.7 0. …. ….6 133.6 15.0 18.6 38.2 0. ….736 92. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto. 34.4 5.5 35.1 106. …. 52.6 2.015 9. 76 .155 3.0 106.9 35.6 19. ….5 20.1 592 1.3 100. ….9 14.0 ….891.7 0.5 dati destagionalizzati trend Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.8 116. 22.89 (c) 2009 2010 2011 2012 Totale manifattura ultimo anno (a) Per maggiori dettagli su fonti.5 667 1.7 0.8 41.2 36.931.2 14.4 ….2 34.6 34. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume.3 33.463 690 552. ….9 2.1 3.5 0. (c) Il valore è al netto del settore petrolifero.0 97.1 11. ….2 16.389 100.300 Manifattura Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a) 130 120 110 100 90 80 70 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 1.7 ….Scheda settore 18 INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale manifattura) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) (e) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) Indice sintetico di competitività (a) 37.2 32. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.8 4.614 1.6 28.1 3.0 101.2 42.

Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) Fonte: Indagine mensile sul fatturato e ordinativi (a) I dati sono destagionalizzati. (b)  La rilevazione sul credito viene effettuata regolarmente con cadenza mensile a partire da settembre 2009.Anni 2008-2013 (valori percentuali) (a) 50 45 40 35 30 25 20 15 10 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 18: stampa e riproduzione di supporti registrati Concentrazione settoriale . T3-2013 77 . Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere Incidenza dell’export sul fatturato per le imprese esportatrici del settore e media manifatturiera .Grado di utilizzo degli impianti del settore e media manifatturiera Anni 2008-2013 (a) (b) Anni 2008-2013 (in percentuale.Stampa e riproduzione di supporti registrati Esportazioni del settore e media manifatturiera .  Indicatore di tensione creditizia del settore e media manifatturiera .Anni 2001-2013 (indici destagionalizzati) (a) 140 130 120 110 100 90 80 70 60 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Fonte: Commercio estero Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero. dati destagionalizzati) 60 50 40 30 20 10 0 M GSND GFA M ASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 18: stampa e riproduzione di supporti registrati 80 C: attività manifatturiere 18: stampa e riproduzione di supporti registrati 75 70 65 60 T1-2008 T3-2008 T1-2009 T3-2009 T1-2010 T3-2010 T1-2011 T3-2011 T1-2012 T3-2012 T1-2013 Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli.Anni 2001-2013 (variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) 200 160 120 80 40 0 -40 -80 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 18: stampa e riproduzione di supporti registrati Clima di fiducia del settore e ciclo economico .

definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume. 33. 22.1 -48. 27. ….3 5. ….2 34.9 69.0 17. …. 31.6 133.8 3.8 100.7 * * 12 79.3 43.389 100.944 ….6 90.6 86.9 34.2 24.6 28.Scheda settore 19 INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale manifattura) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (c) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (d) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (d) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all'estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) Indice sintetico di competitività (a) 22. ….7 ….1 173.4 39. 52. …. 1.2 17. ….1 106.1 105. ….6 44.6 321 15.8 50.8 100.5 ….931.2 100.0 103.9 105.601 0.0 75. ….2 86.9 32.4 19.9 ….659 3. ….2 0.5 96.6 0.6 19.9 39.342 0.300 Manifattura Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a) 125 120 115 110 105 100 95 90 85 80 75 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 dati destagionalizzati trend Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.5 193 15.4 75.2 19. ….302 15.495 246 110 552. 78 .1 23.5 130.7 83.8 * ….7 14.3 35.2 * 111.983 60. chimico.5 60.8 30. ….4 …. 146.1 3. (c) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto.5 12 15 78.0 1. 10 14 82. I dati fanno riferimento alla media d’anno.4 64.0 0.0 62.9 128.9 4.2 3. (d) I dati si riferiscono all’insieme dei settori petrolifero. 20.0 34.992 0.7 4.6 5.756 27. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.3 100.155 3.5 43. 6.7 ….7 121.2 98. ….7 147.4 21. ….891.3 …. 425.5 99.5 ….5 1.6 22.121 57.324 3. ….3 ….1 65.8 100.2 85. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.9 11.9 2. ….8 87. ….9 39.89 326 16.0 118. ….5 73.45 334 15.8 * 97. farmaceutico.0 49.0 1.7 96.3 100.339.3 34.7 18. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) Escluse le società cooperative sociali.3 35.9 19. ….3 2.89 2009 2010 2011 2012 Totale manifattura ultimo anno (a) Per maggiori dettagli su fonti.3 10.2 86.6 4. gomma e plastica e altri minerali non metalliferi.

Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere Incidenza dell’export sul fatturato per le imprese esportatrici del settore e media manifatturiera .Anni 2001-2013 (variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) 120 100 80 60 40 20 0 -20 -40 -60 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 19: fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio Clima di fiducia del settore e ciclo economico .Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio Esportazioni del settore e media manifatturiera . Indicatore di tensione creditizia del settore e media manifatturiera . (b)  La rilevazione sul credito viene effettuata regolarmente con cadenza mensile a partire da settembre 2009. 2013 79 .Anni 2008-2013 (valori percentuali) (a) 50 45 40 35 30 25 20 15 10 5 0 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 19: fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio Concentrazione settoriale .Anni 2001-2013 (indici destagionalizzati) (a) 140 130 120 110 100 90 80 70 60 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 T1-2013 Fonte: Commercio estero Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.Grado di utilizzo degli impianti del settore e media manifatturiera Anni 2008-2013 (a) (b) Anni 2008-2013 (in percentuale.Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) Fonte: Indagine mensile sul fatturato e ordinativi (a) I dati sono destagionalizzati. dati destagionalizzati) 60 50 40 30 20 10 0 -10 -20 -30 2008 C: attività manifatturiere 19: fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio 90 85 80 75 70 C: attività manifatturiere 19: fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio M GSN D GFAM ASO ND GF M AM GLASO N D GFM A M GLAS O ND GF M A M GLASO N D GFM A M GLAS ON D 2009 2010 2011 2012 2013 65 60 T1-2008 T3-2008 T1-2009 T3-2009 T1-2010 T3-2010 T1-2011 T3-2011 T1-2012 T3-2012 T3-2013 Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli.

Scheda settore 20
INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale manifattura) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all'estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) Indice sintetico di competitività (a) 53,0 30,3 45,8 -22,6 43,0 96,3 …. 44,8 129,6 54,3 33,3 46,2 30,4 44,7 100,0 16,0 44,5 129,4 54,4 34,5 48,3 9,7 43,7 108,3 17,3 42,0 130,9 …. …. …. …. …. 113,5 …. …. …. 20,9 32,2 34,3 10,8 50,1 105,4 21,7 18,3 100,0 13,8 72,3 34,9 4,7 95,4 5,3 15,4 72,3 35,1 3,2 100,0 4,6 13,9 …. 27,3 5,0 107,2 3,8 …. …. 31,8 3,5 108,8 …. 6,5 43,9 34,7 4,1 106,9 2,5 66,9 48,1 139,1 29,2 81,0 50,6 159,9 38,4 84,6 52,2 162,1 39,2 …. …. …. …. 52,9 39,6 133,6 28,6 4.571 115.333 4,3 31,5 180 206 16,5 18,9 1,85 4.565 113.812 4,5 37,9 165 237 19,2 19,0 1,80 4.535 111.551 4,5 37,2 172 208 18,6 18,4 2,1 …. …. …. …. …. …. …. …. …. 425.155 3.931.389 100,0 34,6 19.756 27.944 …. 22,6 5,89 (c) 2009 2010 2011 2012 Totale manifattura ultimo anno

(a) Per maggiori dettagli su fonti, definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico. I dati fanno riferimento alla media d’anno. (c) Il valore è al netto del settore petrolifero. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto. (e) I dati si riferiscono all’insieme dei settori petrolifero, chimico, farmaceutico, gomma e plastica e altri minerali non metalliferi.

Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a)
Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) Escluse le società cooperative sociali. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti. 4,2 95,8 100,0 2,4 2,4 14,2 85,8 100,0 1,5 1,5 4.665 106.202 110.867 2.659 2.640 552.659 3.339.324 3.891.983 60.121 57.300 Manifattura

Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a)
120 115 110 105 100 95 90 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 85

dati destagionalizzati

trend

Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a) L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.

80

Fabbricazione di prodotti chimici
Esportazioni del settore e media manifatturiera - Anni 2001-2013 (variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente)
40 30 20 10 0 -10 -20 -30 -40 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013
C: attività manifatturiere 20: fabbricazione di prodotti chimici

Clima di fiducia del settore e ciclo economico - Anni 2001-2013 (indici destagionalizzati) (a)
160 150 140 130 120 110 100 90 80 70 60 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012
T1-2013

Fonte: Commercio estero

Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a) L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.

Indicatore di tensione creditizia del settore e media manifatturiera - Grado di utilizzo degli impianti del settore e media manifatturiera Anni 2008-2013 (in percentuale, dati destagionalizzati) Anni 2008-2013 (a) (b)
60 50 40 30 20 10 0 -10 -20 -30
M GSND GFA M ASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND 2008 2009 2010 2011 2012 2013
C: attività manifatturiere 20: fabbricazione di prodotti chimici

85 80 75 70 65 60 T1-2008 T3-2008

C: attività manifatturiere 20: fabbricazione di prodotti chimici

T1-2009

T3-2009

T1-2010

T3-2010

T1-2011

T3-2011

T1-2012

T3-2012

Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a) L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli. (b) La rilevazione sul credito viene effettuata regolarmente con cadenza mensile a partire da settembre 2009.

Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere

Incidenza dell’export sul fatturato per le imprese esportatrici del settore e media manifatturiera - Anni 2008-2013 (valori percentuali) (a)
50
C: attività manifatturiere 20: fabbricazione di prodotti chimici

Concentrazione settoriale - Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale)

45

40

35

30 2008 2009 2010 2011 2012 2013

Fonte: Indagine mensile sul fatturato e ordinativi (a) I dati sono destagionalizzati.

T3-2013

2013

81

Scheda settore 21
INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale manifattura) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) Indice sintetico di competitività (a) 2009 2010 2011 2012 Totale manifattura ultimo anno

490 65.895 4,0 73,3 28 24 23,3 28,3 1,21 110,1 64,3 171,3 41,7 13,3 70,9 34,9 4,7 100,3 3,0 62,4 43,9 55,0 0,9 86,8 99,3 …. 62,6 163,0

506 63.693 4,2 77,1 26 30 24,8 32,7 1,18 135,3 65,6 206,4 51,7 12,3 70,9 35,1 3,2 100,0 2,5 61,5 49,1 54,4 20,7 86,9 100,0 19,5 62,2 162,8

483 62.863 4,0 71,7 27 21 24,9 30,1 1,1 131,2 68,5 191,5 47,9 13,7 …. 27,3 5,0 99,8 2,5 63,6 49,2 57,2 -0,2 79,7 100,7 19,9 61,3 156,0

…. …. …. …. …. …. …. …. …. …. …. …. …. …. …. 31,8 3,5 98,1 …. …. …. …. …. …. 103,1 …. …. ….

425.155 3.931.389 100,0 34,6 19.756 27.944 …. 22,6 5,8 (c) 52,9 39,6 133,6 28,6 6,5 43,9 34,7 4,1 106,9 2,5 20,9 32,2 34,3 10,8 50,1 105,4 21,7 18,3 100,0

(a) Per maggiori dettagli su fonti, definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico. I dati fanno riferimento alla media d’anno. (c) Il valore è al netto del settore petrolifero. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto. (e) I dati si riferiscono all’insieme dei settori petrolifero, chimico, farmaceutico, gomma e plastica e altri minerali non metalliferi.

Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a)
Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) Escluse le società cooperative sociali. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti. 0,4 99,6 100,0 1,5 4,0 14,2 85,8 100,0 1,5 1,5 243 62.482 62.725 936 2.539 552.659 3.339.324 3.891.983 60.121 57.300 Manifattura

Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a)
125 120 115 110 105 100 95 90 85 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013

dati destagionalizzati

trend

Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a) L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.

82

Concentrazione settoriale . 83 .Anno 2011 (quota provinciale degli addetti tore e media manifatturiera .Anni 2001-2013 (indici destagionalizzati) (a) 140 130 120 110 100 90 80 70 60 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 T1-2013 2013 T3-2013 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Fonte: Commercio estero Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a) L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.Anni 2008-2013 (valori percentuali) (a) alle unità locali su quota nazionale) 50 45 40 35 30 25 20 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 21: fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici Fonte: Indagine mensile sul fatturato e ordinativi (a) I dati sono destagionalizzati. Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere Incidenza dell’export sul fatturato per le imprese esportatrici del set. Indicatore di tensione creditizia del settore e media manifatturiera .Grado di utilizzo degli impianti del settore e media manifatturiera Anni 2008-2013 (a) (b) Anni 2008-2013 (in percentuale.Anni 2001-2013 (variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) 80 70 60 50 40 30 20 10 0 -10 -20 -30 -40 -50 2001 2002 2003 2004 C: attività manifatturiere 21: fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici Clima di fiducia del settore e ciclo economico . dati destagionalizzati) C: attività manifatturiere 50 40 30 20 10 0 -10 -20 -30 -40 -50 2008 2009 C: attività manifatturiere 21: fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici 90 85 80 75 70 65 21: fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici M GSND GFA M ASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND 2010 2011 2012 2013 60 55 T1-2008 T3-2008 T1-2009 T3-2009 T1-2010 T3-2010 T1-2011 T3-2011 T1-2012 T3-2012 Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a) L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli.Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici Esportazioni del settore e media manifatturiera . (b) La rilevazione sul credito viene effettuata regolarmente con cadenza mensile a partire da settembre 2009.

389 100. 52.0 1.6 35.89 (c) 2009 2010 2011 2012 Totale manifattura ultimo anno (a) Per maggiori dettagli su fonti.5 54.6 133.1 106.4 45.6 34.3 29.1 102. …. ….2 10.6 5.1 38.891.2 31.9 30.0 105.4 21.0 389 591 15.5 100. ….6 11.5 2.9 108.3 -19.635 2.5 43. ….5 ….0 7. 425.Scheda settore 22 INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale manifattura) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) Indice sintetico di competitività (a) 44.2 1.9 24.5 1.3 ….906 184. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.9 32.8 17.6 18. ….3 5.129 179. (e) I dati si riferiscono all’insieme dei settori petrolifero. 22.7 4. chimico.931.932 4.7 98. 20.1 14. ….5 56. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.1 105. …. 7.0 ….4 98.156 4.1 24.2 100.9 4.0 31.5 1.6 36.709 3. …. gomma e plastica e altri minerali non metalliferi.0 2.2 7.9 10.0 25.1 28.5 ….9 2.5 ….43 10.8 100.5 ….3 100. I dati fanno riferimento alla media d’anno.756 27.123 189.1 45. ….2 85.9 27.506 166. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto.5 92.8 ….0 1.300 Manifattura Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a) 135 125 115 105 95 85 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 dati destagionalizzati trend Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero. ….1 18.9 37.3 10. 16.8 3.8 23.0 30.2 ….1 46.8 36.5 13.820 552.4 23.5 46.865 181. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) Escluse le società cooperative sociali. ….2 360 657 11. ….155 3.2 103. …. 84 .944 ….0 34.6 35.9 39. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume.339. ….4 141.1 30.5 106.1 141.7 18.0 129.4 431 613 12.121 57. 107. …. farmaceutico. 31.1 100.8 50.9 24.659 3.324 3.6 19.3 103. 27. ….60 10.6 40.5 29.983 60.5 46. 6.352 4.0 1. ….9 25.1 3.5 1. ….2 34.0 22.9 34.5 1. (c) Il valore è al netto del settore petrolifero.6 28.

Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) Fonte: Indagine mensile sul fatturato e ordinativi (a) I dati sono destagionalizzati.Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche Esportazioni del settore e media manifatturiera .Anni 2001-2013 (indici destagionalizzati) (a) 140 130 120 10 0 -10 -20 -30 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 100 90 80 70 60 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 T1-2013 2013 T3-2013 Fonte: Commercio estero Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a) L  ’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero. (b)  La rilevazione sul credito viene effettuata regolarmente con cadenza mensile a partire da settembre 2009. dati destagionalizzati) 60 50 40 30 20 10 0 -10 M GSND GFA M ASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 22: fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche 80 C: attività manifatturiere 22: fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche 75 70 65 Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli.Grado di utilizzo degli impianti del settore e media manifatturiera Anni 2008-2013 (a) (b) Anni 2008-2013 (in percentuale. 60 T1-2008 T3-2008 T1-2009 T3-2009 T1-2010 T3-2010 T1-2011 T3-2011 T1-2012 T3-2012 Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere Incidenza dell’export sul fatturato per le imprese esportatrici del settore e media manifatturiera .Anni 2008-2013 (valori percentuali) (a) 60 55 50 45 40 35 30 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 22: fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche Concentrazione settoriale .Anni 2001-2013 (variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) 40 30 20 110 C: attività manifatturiere 22: fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche Clima di fiducia del settore e ciclo economico .  Indicatore di tensione creditizia del settore e media manifatturiera . 85 .

….9 100.5 78.7 19.5 102.0 2.389 100.736 552.0 101.8 20. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) Escluse le società cooperative sociali.609 216.4 0.8 47.004 170.8 15.5 28.8 126. ….6 19.8 7.3 653 1. ….8 725 1.121 57. ….324 3.4 21.0 4. …. 9.905 2.Scheda settore 23 INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale manifattura) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) Indice sintetico di competitività (a) 2009 2010 2011 2012 Totale manifattura ultimo anno 24.3 24. gomma e plastica e altri minerali non metalliferi.6 22.9 39.6 27.9 34.983 60.6 5.6 133.1 85.8 33.5 46.1 3.1 13.9 8.1 ….7 ….9 32.3 2.5 22. (c) Il valore è al netto del settore petrolifero.7 6.891.2 85.1 24.4 100.21 43.8 50.9 100.9 2.6 28. …. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume.7 127.8 100.5 1.0 34. ….7 100.383 4.2 17. I dati fanno riferimento alla media d’anno.211 204. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto.1 79.8 37.5 9.089 232.7 4. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.5 35.1 116. 22.408 6.300 Manifattura Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a) 170 150 130 110 90 70 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 dati destagionalizzati trend Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero. ….5 34.6 6.130 5.0 1. ….9 14. 425. 86 .2 20.9 4.409 6.3 ….2 37.4 746 1.2 34.347 6. …. farmaceutico.3 32.3 100. ….1 17.81 47.3 5.4 11. ….7 7.2 33. 101. ….3 …. ….155 3.89 (c) 52.5 20.0 32. (e) I dati si riferiscono all’insieme dei settori petrolifero.001 5. 14.756 27.6 28.7 18.8 33. ….4 3. 27. chimico. ….1 105.0 (a) Per maggiori dettagli su fonti.7 16.8 3.2 38.0 ….6 19.3 10.2 100.2 20.5 43.931. …. ….4 13. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti. ….0 30.659 3.7 101.781 1.6 -20.9 49.2 77.944 …. ….4 6.5 20. 31.1 11.339.5 28.901 198.6 26.0 1.1 106. ….

Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere Incidenza dell’export sul fatturato per le imprese esportatrici del settore e media manifatturiera .Grado di utilizzo degli impianti del settore e media manifatturiera Anni 2008-2013 (a) (b) Anni 2008-2013 (in percentuale.  Indicatore di tensione creditizia del settore e media manifatturiera .Anni 2008-2013 (valori percentuali) (a) C: attività manifatturiere Concentrazione settoriale .Fabbricazione di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi Esportazioni del settore e media manifatturiera .Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) 45 40 35 30 25 20 2008 23: fabbricazione di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi 2009 2010 2011 2012 Fonte: Indagine mensile sul fatturato e ordinativi (a) I dati sono destagionalizzati.Anni 2001-2013 (indici destagionalizzati) (a) 140 130 120 110 100 90 80 70 60 50 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 T1-2013 40 30 20 10 0 -10 -20 -30 -40 2001 2002 2003 23: fabbricazione di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Fonte: Commercio estero Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.Anni 2001-2013 (variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) C: attività manifatturiere Clima di fiducia del settore e ciclo economico . dati destagionalizzati) C: attività manifatturiere 80 C: attività manifatturiere 23: fabbricazione di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi 60 50 40 30 20 10 0 23: fabbricazione di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi 75 70 65 M GSND GFA M ASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND 2008 2009 2010 2011 2012 2013 60 T1-2008 T3-2008 T1-2009 T3-2009 T1-2010 T3-2010 T1-2011 T3-2011 T1-2012 T3-2012 T3-2013 Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli. 2013 2013 87 . (b)  La rilevazione sul credito viene effettuata regolarmente con cadenza mensile a partire da settembre 2009.

2 58. 32.155 3.1 105. …. (e) I dati si riferiscono all’insieme dei settori metallurgia e prodotti in metallo.9 33.7 18.6 3.7 35.4 ….4 14.7 6.3 45.4 13.5 4.0 3.0 1.2 1.2 85. 88 .0 57.5 1.1 5.5 41. ….8 40.0 38.0 1.6 36.923 552.8 50. 3.5 235 221 22.9 14.0 2.749 126.8 6.0 100.944 ….1 106.5 114.6 ….891.2 14. 102.3 -39. …. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume.0 86.6 28.3 100.526 1. 6. (c) Il valore è al netto del settore petrolifero.0 9.9 32.983 60.24 3.8 27.0 34.3 ….8 27. 52.Scheda settore 24 INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale manifattura) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all'estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) Indice sintetico di competitività (a) 39. ….702 121. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) Escluse le società cooperative sociali. 20.8 13.5 45.3 10. ….6 222 240 23.1 11.4 34.6 5.4 93.89 (c) 2009 2010 2011 2012 Totale manifattura ultimo anno (a) Per maggiori dettagli su fonti.2 103.9 148.1 42. ….3 100.3 48.3 15.300 Manifattura Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a) 135 125 115 105 95 85 75 65 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 dati destagionalizzati trend Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.6 3.15 3. I dati fanno riferimento alla media d’anno.881 129.6 19.2 …. ….1 1.121 57.2 58.3 6. ….364 4.931.5 14.7 96.451 1.6 39.5 3.339.5 2.0 13. …. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti. 20. 425.9 39.0 ….7 107.4 58.7 45.8 109.1 …. 22.0 33.0 76.0 47.324 3.947 134. …. …. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.8 100.0 107.9 57.726 3. …. …. ….389 100. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto.2 34. 11.7 4.2 153.659 3.3 …. ….0 19.6 106.756 27.913 127.6 133.7 63.9 34.4 21.5 43.8 100.5 6.1 69.9 2.5 42. …. ….2 ….9 189 241 23. ….7 50.728 4.1 26.2 37.

Anni 2001-2013 (variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) 70 60 50 40 30 20 10 0 -10 -20 -30 -40 -50 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 24: metallurgia Clima di fiducia del settore e ciclo economico . dati destagionalizzati) 60 50 40 30 20 10 0 M GSN D GFA M ASO ND GF M A M GLAS ON D GF M A M GLASO ND GFM AM GLASO N D GF M A M GLASO ND 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 24: metallurgia 85 80 75 70 65 60 55 50 T1-2008 T3-2008 T1-2009 C: attività manifatturiere 24: metallurgia T3-2009 T1-2010 T3-2010 T1-2011 T3-2011 T1-2012 Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli.Metallurgia Esportazioni del settore e media manifatturiera .Concentrazione settoriale .Grado di utilizzo degli impianti del settore e media manifatturiera Anni 2008-2013 (a) (b) Anni 2008-2013 (in percentuale.Anni 2001-2013 (indici destagionalizzati) (a) 140 130 120 110 100 90 80 70 60 50 40 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 T1-2013 2013 T3-2013 Fonte: Commercio estero Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.Anni 2008-2013 (valori percentuali) (a) alle unità locali su quota nazionale) 45 C: attività manifatturiere 24: metallurgia 40 35 30 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Fonte: Indagine mensile sul fatturato e ordinativi (a) I dati sono destagionalizzati.Anno 2011 (quota provinciale degli addetti tore e media manifatturiera .  Indicatore di tensione creditizia del settore e media manifatturiera . Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere Incidenza dell’export sul fatturato per le imprese esportatrici del set. T3-2012 89 . (b)  La rilevazione sul credito viene effettuata regolarmente con cadenza mensile a partire da settembre 2009.

931.1 1.983 60.8 100.8 100.0 6.5 25.9 44.2 36.0 99.0 1. ….9 6.643 7.944 ….5 2.5 18.5 27. ….9 34. (e) I dati si riferiscono all’insieme dei settori metallurgia e prodotti in metallo.7 45. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) Escluse le società cooperative sociali.2 17.8 …. (c) Il valore è al netto del settore petrolifero.9 2.0 9.1 106.8 ….4 14.353 4. ….424 4. ….3 21. 32.0 34.252 2. 6.0 0. ….9 41.253 5.891.5 16.0 10.0 1.2 30.8 9.0 ….3 31.5 ….0 126.8 82. ….422 13.4 6.1 41.8 100.3 100.2 12.756 27.9 ….474 599.834 11.8 50. ….2 16.3 10.258 2. ….0 0. 5. I dati fanno riferimento alla media d’anno.4 35.9 0. ….5 21. 425.0 99.4 21. ….727 552.9 102.5 39.177 544.2 102.5 27.2 34. 17.4 21.9 -23.6 5.346 12. ….3 ….7 4.1 105.225 7.5 ….6 23. ….5 3. ….5 3.4 84.84 71. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.5 1.7 103.121 57.6 77.324 3.9 39.5 5. …. ….5 97.2 85.3 0.1 14. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume.2 100.589 559.048 447.6 15.89 72.318 2.155 3. 90 .927 548.4 120. 22.6 7.1 31. 20.6 3.6 133.339.6 28. 52.2 23. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto.6 123.1 9.389 100.9 32.4 …. …. 20.0 2.89 (c) 2009 2010 2011 2012 Totale manifattura ultimo anno (a) Per maggiori dettagli su fonti.2 3.8 83.7 18.5 43. ….0 1.8 23.659 3.9 11. 103.4 1.300 Manifattura Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a) 145 135 125 115 105 95 85 75 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 dati destagionalizzati trend Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.6 11.0 32.Scheda settore 25 INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale manifattura) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) Indice sintetico di competitività (a) 15.3 89. ….7 24.4 0.6 19.

Anni 2001-2013 (variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) 40 30 20 10 0 -10 -20 -30 -40 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 25: fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature) Clima di fiducia del settore e ciclo economico . Indicatore di tensione creditizia del settore e media manifatturiera . 60 T1-2008 T3-2008 T1-2009 T3-2009 T1-2010 T3-2010 T1-2011 T3-2011 T1-2012 T3-2012 Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere Incidenza dell’export sul fatturato per le imprese esportatrici del settore e media manifatturiera .Fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature) Esportazioni del settore e media manifatturiera . dati destagionalizzati) 50 40 30 20 10 0 M GSND GFA M ASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 25: fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature) 80 C: attività manifatturiere 25: fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature) 75 70 65 Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli.Anni 2001-2013 (indici destagionalizzati) (a) 140 130 120 110 100 90 80 70 60 50 40 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 T1-2013 2013 T3-2013 Fonte: Commercio estero Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a) L  ’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero. (b)  La rilevazione sul credito viene effettuata regolarmente con cadenza mensile a partire da settembre 2009.Anni 2008-2013 (valori percentuali) (a) 55 50 45 40 35 30 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 25: fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature) Concentrazione settoriale . 91 .Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) Fonte: Indagine mensile sul fatturato e ordinativi (a) I dati sono destagionalizzati.Grado di utilizzo degli impianti del settore e media manifatturiera Anni 2008-2013 (a) (b) Anni 2008-2013 (in percentuale.

121 57. 20. 69. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) Escluse le società cooperative sociali.1 39.5 -0.0 1.8 100. ….4 21.699 3. 5.5 43.055 2.5 48.5 0. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.127 3.218 105.389 100.3 101.5 25.7 4.3 102.944 ….378 118.0 4.Scheda settore 26 INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale manifattura) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) Indice sintetico di competitività (a) 37.190 113. 22.4 ….0 9.6 19.0 55. 24.0 35. (c) Il valore è al netto del settore petrolifero.5 ….1 48.6 133. 52. I dati fanno riferimento alla media d’anno. 102.3 20.5 ….1 106.5 100.2 ….659 3. ….1 25.356 2.3 130.0 100.6 28.195 3. 92 .4 47. …. ….5 31.8 ….7 102.8 252 388 19.1 28.1 12.4 42. ….0 30.0 1. ….339.8 50.5 31.1 2.1 100. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.0 2.9 8. ….0 34. ….0 48.756 27. ….300 Manifattura Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a) 150 140 130 120 110 100 90 80 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 dati destagionalizzati trend Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.9 102.0 0.1 -20.7 38.6 6.2 0.3 14.724 112.9 272 370 20.2 85.5 100. 6. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto.5 94.324 3. ….9 37.9 39.0 10. ….3 136.7 18.9 2.4 40.4 75.1 18.3 6.9 41. 46.891.5 54.2 34.5 1.7 ….6 5.89 (c) 2009 2010 2011 2012 Totale manifattura ultimo anno (a) Per maggiori dettagli su fonti. ….6 0. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume.0 46.50 5.7 ….3 48.8 120. ….1 63.1 282 430 19.3 38.5 8. ….4 104.9 34.0 45.4 67.1 101.5 24.540 552.0 0. ….1 105.4 4.155 3. 425.8 5.5 6.9 ….9 32.3 10. ….8 58.5 51.983 60.3 100.6 63.51 6.3 107.931.4 47. …. ….837 112.

apparecchi elettromedicali. apparecchi elettromedicali. 2013 T3-2012 93 .Grado di utilizzo degli impianti del settore e media manifatturiera Anni 2008-2013 (a) (b) Anni 2008-2013 (in percentuale. apparecchi elettromedicali.Anni 2001-2013 (indici destagionalizzati) (a) 140 130 120 110 100 90 80 70 60 50 40 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 T1-2013 2013 T3-2013 50 40 30 20 10 0 -10 -20 -30 -40 2001 2002 26: fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica.Fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica Esportazioni del settore e media manifatturiera . Indicatore di tensione creditizia del settore e media manifatturiera .Anni 2001-2013 (variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) C: attività manifatturiere Clima di fiducia del settore e ciclo economico . Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere Incidenza dell’export sul fatturato per le imprese esportatrici del settore e media manifatturiera . apparecchi di misurazione e di orologi 2009 2010 2011 2012 Fonte: Indagine mensile sul fatturato e ordinativi (a) I dati sono destagionalizzati.Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) 65 60 55 50 45 40 35 30 2008 26: fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica. dati destagionalizzati) 60 50 40 30 20 10 0 -10 M GSND GFA M ASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 26: fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica. apparecchi di misurazione e di orologi 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Fonte: Commercio estero Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a) L  ’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero. apparecchi di misurazione e di orologi T3-2008 T1-2009 T3-2009 T1-2010 T3-2010 T1-2011 T3-2011 T1-2012 Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli.Anni 2008-2013 (valori percentuali) (a) C: attività manifatturiere Concentrazione settoriale . apparecchi di misurazione e di orologi C: attività manifatturiere 85 80 75 70 65 60 T1-2008 26: fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica. (b)  La rilevazione sul credito viene effettuata regolarmente con cadenza mensile a partire da settembre 2009. apparecchi elettromedicali.

5 33.0 1.700 2.50 9. 20. ….9 37.9 32.1 97.2 100.6 19.8 102. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) Escluse le società cooperative sociali.6 40.2 85.1 106.8 …. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume. ….944 ….4 33.6 26.5 0.53 9. ….892 166. ….121 57.983 60.7 41.7 2.0 26.8 59.2 0.0 28.8 3.5 ….059 4.6 -19.324 3. 33. …. 47.3 100. ….2 0.2 41. ….8 41. …. I dati fanno riferimento alla media d’anno.0 1. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti. 6.389 100.4 42.8 38. 425. ….300 Manifattura Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a) 160 150 140 130 120 110 100 90 80 70 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 dati destagionalizzati trend Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.155 3.3 2.6 5. (c) Il valore è al netto del settore petrolifero.2 41.8 50.4 21.0 30.931. 6.203 154.2 0. 22.4 147.871 552.5 147.154 168.0 5.3 104.6 ….7 93.2 42. (e) I dati si riferiscono all’insieme dei settori apparecchiature elettriche e fabbricazione di macchinari.7 4.7 132.5 11. ….1 29.479 4.9 34.3 5.6 133.8 100.0 377 561 16.7 103.6 31.5 43.5 53.2 50.0 1.7 2.9 2.5 ….9 14.659 3. …. 103.6 ….5 49.5 25.6 36.1 105.5 378 533 15.9 39. 94 .756 27.0 119.6 28.339.2 34. …. 52.191 173. ….6 1.7 53.068 4.095 2.8 124.5 1.1 25.0 34.8 46. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto.2 98.7 3.891.4 61. …. ….2 ….9 53. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico. 32.Scheda settore 27 INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale manifattura) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) Indice sintetico di competitività (a) 37.5 ….0 5.9 47.0 33. ….3 100.9 38.7 14. ….8 100.7 305 527 18.3 ….6 9.4 54.3 10. ….7 18.9 118.89 (c) 2009 2010 2011 2012 Totale manifattura ultimo anno (a) Per maggiori dettagli su fonti.9 45.049 170.0 6.7 26.

Fabbricazione di apparecchiature elettriche ed apparecchiature per uso domestico non elettriche Esportazioni del settore e media manifatturiera . Indicatore di tensione creditizia del settore e media manifatturiera . 2013 95 .Anni 2001-2013 (indici destagionalizzati) (a) 140 130 120 110 100 90 80 70 60 50 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 T1-2013 2013 T3-2013 40 Fonte: Commercio estero Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) 2008 2009 2010 2011 2012 Fonte: Indagine mensile sul fatturato e ordinativi (a) I dati sono destagionalizzati.Grado di utilizzo degli impianti del settore e media manifatturiera Anni 2008-2013 (a) (b) Anni 2008-2013 (in percentuale.Anni 2008-2013 (valori percentuali) (a) 65 60 55 50 45 40 35 30 C: attività manifatturiere 27: fabbricazione di apparecchiature elettriche ed apparecchiature per uso domestico non elettriche Concentrazione settoriale .Anni 2001-2013 (variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) 40 30 20 10 0 -10 -20 -30 -40 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 27: fabbricazione di apparecchiature elettriche ed apparecchiature per uso domestico non elettriche Clima di fiducia del settore e ciclo economico . dati destagionalizzati) 50 40 30 20 10 0 -10 M GSND GFA M ASO N D GFM AM GLASO ND GF M A M GLASO N D GF M A M GLASO ND GFM A M GLASO N D 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 27: fabbricazione di apparecchiature elettriche ed apparecchiature per uso domestico non elettriche 80 C: attività manifatturiere 27: fabbricazione di apparecchiature elettriche ed apparecchiature per uso domestico non elettriche 75 70 65 60 T1-2008 T3-2008 T1-2009 T3-2009 T1-2010 T3-2010 T1-2011 T3-2011 T1-2012 T3-2012 Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli. (b)  La rilevazione sul credito viene effettuata regolarmente con cadenza mensile a partire da settembre 2009. Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere Incidenza dell’export sul fatturato per le imprese esportatrici del settore e media manifatturiera .

21.8 ….144 8. ….0 28.2 42. 52.2 41.0 100.7 125.8 93.6 24.3 102. ….5 ….3 8. I dati fanno riferimento alla media d’anno.9 27. ….1 …. ….2 85.607 462.7 2.0 0.7 4.5 50.89 (c) 2009 2010 2011 2012 Totale manifattura ultimo anno (a) Per maggiori dettagli su fonti.944 ….8 126.056 473.0 1.9 34.5 40. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.001 13.121 57.3 14. ….3 140.8 100.324 3.0 24. …. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto.6 772 1. ….6 30. 6.9 14.3 44.63 24. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume. ….6 5. …. 22. 96 .0 44.5 29.6 0.891.283 426.7 101.2 100. 425.1 46.756 27. 102.5 31.1 ….1 106.8 43.3 100.0 ….4 48. …. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.3 10. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) Escluse le società cooperative sociali.3 100.4 138.7 0.3 31.6 133.4 21.8 22.7 18.6 22. ….0 26.8 6.5 1. ….5 ….6 …. 32.604 8.9 1. (e) I dati si riferiscono all’insieme dei settori apparecchiature elettriche e fabbricazione di macchinari.673 457.8 21.3 125.3 32.9 101.3 -23.3 711 1.Scheda settore 28 INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale manifattura) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) Indice sintetico di competitività (a) 49.2 34.659 3.633 552.155 3.1 41.9 2.6 19.6 0.4 0.0 34.9 39. ….2 62. …. ….5 20.931.8 50.2 61.0 5.8 100.7 65.143 8.2 21.300 Manifattura Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a) 140 130 120 110 100 90 80 70 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a) L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.3 122. 6.4 21.389 100.2 759 1. 20.6 51.129 7.8 32.9 50.1 100.6 5.8 3.956 8.339.9 32. 47.0 1.607 457. ….4 0.5 43. (c) Il valore è al netto del settore petrolifero.7 3.62 24.1 105.1 28.7 2. ….600 14.9 50.4 49.6 28.3 62.983 60.7 …. ….718 13.

Indicatore di tensione creditizia del settore e media manifatturiera .Anni 2008-2013 (valori percentuali) (a) 80 75 70 65 60 55 50 45 40 35 30 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 28: fabbricazione di macchinari ed apparecchiature nca Concentrazione settoriale .c.Anni 2001-2013 (indici destagionalizzati) (a) 140 130 120 110 100 90 80 70 60 50 40 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 T1-2013 2013 T3-2013 Fonte: Commercio estero Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a) L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero. (b) La rilevazione sul credito viene effettuata regolarmente con cadenza mensile a partire da settembre 2009. Esportazioni del settore e media manifatturiera .Grado di utilizzo degli impianti del settore e media manifatturiera Anni 2008-2013 (a) (b) Anni 2008-2013 (in percentuale. dati destagionalizzati) 50 40 30 C: attività manifatturiere 28: fabbricazione di macchinari ed apparecchiature nca 80 75 70 C: attività manifatturiere 28: fabbricazione di macchinari ed apparecchiature nca 20 10 0 M GSND GFA M ASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND 2008 2009 2010 2011 2012 2013 65 60 55 T1-2008 T3-2008 T1-2009 T3-2009 T1-2010 T3-2010 T1-2011 T3-2011 T1-2012 T3-2012 Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a) L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli. 97 .Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) Fonte: Indagine mensile sul fatturato e ordinativi (a) I dati sono destagionalizzati.a. Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere Incidenza dell’export sul fatturato per le imprese esportatrici del settore e media manifatturiera .Anni 2001-2013 (variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) 40 30 20 10 0 -10 -20 -30 -40 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 28: fabbricazione di macchinari ed apparecchiature nca Clima di fiducia del settore e ciclo economico .Fabbricazione di macchinari ed apparecchiature n.

Scheda settore 29
INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale manifattura) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) Indice sintetico di competitività (a) 49,8 34,8 24,4 -31,8 86,0 99,6 …. 20,2 101,1 50,0 39,0 26,2 21,9 86,0 100,0 55,7 21,7 119,0 47,5 40,8 28,0 13,3 85,6 100,4 128,2 23,8 111,6 …. …. …. …. …. 100,9 …. …. …. 20,9 32,2 34,3 10,8 50,1 105,4 21,7 18,3 100,0 9,5 50,8 29,8 8,5 100,5 2,7 8,3 50,8 45,7 4,1 100,0 1,2 6,1 …. 30,0 5,5 101,5 1,6 …. …. 27,2 8,1 103,2 …. 6,5 43,9 34,7 4,1 106,9 2,5 43,3 36,5 118,4 15,8 61,2 40,0 153,2 35,0 58,6 41,8 140,1 28,9 …. …. …. …. 52,9 39,6 133,6 28,6 2.251 175.743 4,2 74,7 110 123 56,3 15,5 0,59 2.348 172.258 5,1 77,1 102 149 54,9 19,6 0,56 2.397 168.916 4,8 75,0 90 151 51,6 17,1 0,5 …. …. …. …. …. …. …. …. …. 425.155 3.931.389 100,0 34,6 19.756 27.944 …. 22,6 5,89 (c) 2009 2010 2011 2012 Totale manifattura ultimo anno

(a) Per maggiori dettagli su fonti, definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico. I dati fanno riferimento alla media d’anno. (c) Il valore è al netto del settore petrolifero. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto. (e) I dati si riferiscono all’insieme dei settori degli autoveicoli e degli altri mezzi di trasporto.

Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a)
Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) Escluse le società cooperative sociali. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti. 1,5 98,5 100,0 0,6 1,7 14,2 85,8 100,0 1,5 1,5 2.545 165.489 168.034 1.023 2.790 552.659 3.339.324 3.891.983 60.121 57.300 Manifattura

Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a)
170 160 150 140 130 120 110 100 90 80 70 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013

dati destagionalizzati

trend

Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.

98

Fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi
Esportazioni del settore e media manifatturiera - Anni 2001-2013 (variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente)
C: attività manifatturiere

Clima di fiducia del settore e ciclo economico - Anni 2001-2013 (indici destagionalizzati) (a)
140 130 120 110 100 90 80 70 60 50 40 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 T1-2013

40 30 20 10 0 -10 -20 -30 -40 -50 2001 2002

29: fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

2012

2013

Fonte: Commercio estero

Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a) L  ’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.

Indicatore di tensione creditizia del settore e media manifatturiera - Grado di utilizzo degli impianti del settore e media manifatturiera Anni 2008-2013 (a) (b) Anni 2008-2013 (in percentuale, dati destagionalizzati)
70 60 50 40 30 20 10 0
M GSND GFA M ASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND 2008 2009 2010 2011 2012 2013
C: attività manifatturiere 29: fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi

85 80 75 70 65 60 55 T1-2008 T3-2008 T1-2009

C: attività manifatturiere 29: fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi

T3-2009

T1-2010

T3-2010

T1-2011

T3-2011

T1-2012

T3-2012

2013 T3-2013

Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli. (b)  La rilevazione sul credito viene effettuata regolarmente con cadenza mensile a partire da settembre 2009.

Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere

Incidenza dell’export sul fatturato per le imprese esportatrici del settore e media manifatturiera - Anni 2008-2013 (valori percentuali) (a)
65 60 55 50 45 40 35 30 2008 2009 2010 2011 2012 2013
C: attività manifatturiere 29: fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi

Concentrazione settoriale - Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale)

Fonte: Indagine mensile sul fatturato e ordinativi (a) I dati sono destagionalizzati.

99

Scheda settore 30
INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale manifattura) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) Indice sintetico di competitività (a) 29,5 49,5 22,6 -3,2 83,2 99,1 …. 25,2 129,7 32,8 49,1 25,2 5,5 81,5 100,0 22,0 28,5 127,3 32,4 51,6 27,3 -3,6 84,8 100,9 25,7 29,3 115,7 …. …. …. …. …. 101,6 …. …. …. 20,9 32,2 34,3 10,8 50,1 105,4 21,7 18,3 100,0 7,4 80,4 29,8 8,5 99,4 1,0 5,7 80,4 45,7 4,1 100,0 2,4 5,6 …. 30,0 5,5 100,1 2,4 …. …. 27,2 8,1 99,6 …. 6,5 43,9 34,7 4,1 106,9 2,5 52,7 43,6 120,9 18,6 61,5 46,1 133,6 26,3 59,6 48,8 122,0 19,1 …. …. …. …. 52,9 39,6 133,6 28,6 3.047 97.397 2,9 75,7 230 318 40,7 24,6 0,38 2.773 92.162 2,7 78,7 247 269 46,9 25,6 0,43 2.762 87.461 2,5 77,1 211 265 43,5 25,4 0,4 …. …. …. …. …. …. …. …. …. 425.155 3.931.389 100,0 34,6 19.756 27.944 …. 22,6 5,89 (c) 2009 2010 2011 2012 Totale manifattura ultimo anno

(a) Per maggiori dettagli su fonti, definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico. I dati fanno riferimento alla media d’anno. (c) Il valore è al netto del settore petrolifero. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto. (e) I dati si riferiscono all’insieme dei settori degli autoveicoli e degli altri mezzi di trasporto.

Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a)
Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) Escluse le società cooperative sociali. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti. 3,3 96,7 100,0 1,2 2,6 14,2 85,8 100,0 1,5 1,5 2.815 82.668 85.483 1.002 2.187 552.659 3.339.324 3.891.983 60.121 57.300 Manifattura

Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a)
140 130 120 110 100 90 80 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013

dati destagionalizzati

trend

Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.

100

2013 101 .Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) Fonte: Indagine mensile sul fatturato e ordinativi (a) I dati sono destagionalizzati. (b)  La rilevazione sul credito viene effettuata regolarmente con cadenza mensile a partire da settembre 2009.Anni 2001-2013 (variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) 140 120 100 80 60 40 20 0 -20 -40 -60 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 30: fabbricazione di altri mezzi di trasporto Clima di fiducia del settore e ciclo economico .Fabbricazione di altri mezzi di trasporto Esportazioni del settore e media manifatturiera .Anni 2008-2013 (valori percentuali) (a) 85 80 75 70 65 60 55 50 45 40 35 30 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 30: fabbricazione di altri mezzi di trasporto Concentrazione settoriale .Anni 2001-2013 (indici destagionalizzati) (a) 140 130 120 110 100 90 80 70 60 50 40 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 T3-2012 Fonte: Commercio estero Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.Grado di utilizzo degli impianti del settore e media manifatturiera Anni 2008-2013 (a) (b) Anni 2008-2013 (in percentuale. Indicatore di tensione creditizia del settore e media manifatturiera . 60 T1-2008 T3-2008 T1-2009 T3-2009 T1-2010 T3-2010 T1-2011 T3-2011 T1-2012 T1-2013 T3-2013 Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere Incidenza dell’export sul fatturato per le imprese esportatrici del settore e media manifatturiera . dati destagionalizzati) 60 50 40 30 20 10 0 -10 -20 M GSN D GFA M ASO ND GF M A M GLASO N D GFM A M GLAS O ND GF M A M GLASO N D GFM A M GLASO N D 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 30: fabbricazione di altri mezzi di trasporto 80 C: attività manifatturiere 30: fabbricazione di altri mezzi di trasporto 75 70 65 Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli.

….232 6. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) Escluse le società cooperative sociali.1 108.Scheda settore 31 INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale manifattura) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) (c) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (e) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (f) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (f) Quota di lavoratori ad alta qualifica (imprese con almeno 10 dipendenti) (%) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) (c) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) Indice sintetico di competitività (a) 22.6 12.5 30.8 0.0 ….6 5.54 20.9 3.0 34.0 1.8 1. (f) I dati si riferiscono all’insieme dei settori dei mobili.6 16.2 85.55 18.0 1.9 34.3 23.0 81. …. …. (c) I dati si riferiscono all’insieme dei settori dei mobili e delle altre industrie manifatturiere.4 99.1 14.0 33.866 1.121 57.832 2. 6.2 13.5 32.6 3.6 30.8 30.2 100.311 121.7 38.0 100.7 27.119 147.9 2.558 163. 20.9 32.6 19.4 100. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.1 106. ….4 18.0 7. 28.6 4.4 26.1 10.0 0.324 3. ….2 5. ….5 26.3 1.7 54.9 75.4 23. ….430 1.3 100.5 32. 102 .9 10. (e) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto. (d) Il valore è al netto del settore petrolifero.9 27.155 3.7 36. ….5 ….4 714 1.89 (d) 2009 2010 2011 2012 Totale manifattura ultimo anno (a) Per maggiori dettagli su fonti.4 103.7 18. …. 425.1 100.3 10. I dati fanno riferimento alla media d’anno.944 ….0 2. 17.8 50.6 21.879 149.3 -23.8 82.1 105.1 ….7 32.6 26.3 …. …. delle altre industrie manifatturiere e delle riparazioni e manutenzioni. ….430 5.756 27.6 4.6 2.339.8 727 1.630 2.6 38. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.6 2.983 60. 2. ….659 3.5 43.0 4.6 100.7 30.7 0.1 9.948 3.4 21.3 0.7 101.4 …. …. ….4 109. …. 33.3 ….6 ….7 4.198 7.6 133.581 552. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume.9 11.5 1.389 100.3 29.300 Manifattura Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a) 135 125 115 105 95 85 75 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 dati destagionalizzati trend Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a) L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero. ….2 30. 52. 22. 103. ….4 6.3 ….4 101.891.4 653 1.1 23.8 100.2 34.6 28.8 2.811 174.3 0.7 6.5 1. ….8 35.9 39.931.

Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere Incidenza dell’export sul fatturato per le imprese esportatrici del set. T3-2012 103 . (b) La rilevazione sul credito viene effettuata regolarmente con cadenza mensile a partire da settembre 2009. Indicatore di tensione creditizia del settore e media manifatturiera .Anni 2001-2013 (indici destagionalizzati) (a) 140 130 120 110 100 90 80 70 60 50 40 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 T1-2013 2013 T3-2013 Fonte: Commercio estero Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a) L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.Concentrazione settoriale .Fabbricazione di mobili Esportazioni del settore e media manifatturiera .Grado di utilizzo degli impianti del settore e media manifatturiera Anni 2008-2013 (a) (b) Anni 2008-2013 (in percentuale.Anni 2008-2013 (valori percentuali) (a) alle unità locali su quota nazionale) 80 75 70 65 60 55 50 45 40 35 30 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 31: fabbricazione di mobili Fonte: Indagine mensile sul fatturato e ordinativi (a) I dati sono destagionalizzati. dati destagionalizzati) 60 50 40 30 20 10 0 M GSND GFA M ASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 31: fabbricazione di mobili 80 75 70 65 60 55 T1-2008 T3-2008 T1-2009 T3-2009 T1-2010 C: attività manifatturiere 31: fabbricazione di mobili T3-2010 T1-2011 T3-2011 T1-2012 Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a) L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli.Anno 2011 (quota provinciale degli addetti tore e media manifatturiera .Anni 2001-2013 (variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) 40 30 20 10 0 -10 -20 -30 -40 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 31: fabbricazione di mobili Clima di fiducia del settore e ciclo economico .

1 45.6 40.6 33.9 39.659 3. ….5 43. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.4 21.8 1.4 0.6 6. (e) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto.756 27.0 4.Scheda settore 32 INDICATORI (a) 2009 2010 2011 2012 Totale manifattura ultimo anno CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale manifattura) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) (c) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (e) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (f) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (f) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) (c) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) Indice sintetico di competitività (a) 31.7 3.789 15. ….528 131.0 2.7 18.5 36.6 44.7 0.5 20.4 1.6 28.3 10.89 (d) 52. ….3 96.0 …. ….1 106.8 31.5 39.2 39.2 ….6 19.983 60.8 8. ….3 36. ….9 32.0 1. 425.9 68.3 27.8 50.9 34.0 34.0 (a) Per maggiori dettagli su fonti. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti. ….2 ….4 110. (c) I dati si riferiscono all’insieme dei settori dei mobili e delle altre industrie manifatturiere.795 1.9 51. delle altre industrie manifatturiere e delle riparazioni e manutenzioni.7 4.7 20.339.2 85. 104 . ….6 5.2 ….1 34. 8.731 17.8 13.349 127.783 1.2 14.976 1.7 28.2 102. …. ….7 1.172 1. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) Escluse le società cooperative sociali. 33. (f) I dati si riferiscono all’insieme dei settori dei mobili.4 0. 31.0 7.206 2.891.389 100.300 Manifattura Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a) 145 135 125 115 105 95 85 75 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 dati destagionalizzati trend Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.3 32.7 -27.2 34.5 9.1 34.4 6.546 13.297 125.2 44.8 100.294 123.5 12.1 100. 22. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume.5 1. ….55 39.7 30.4 29.1 40. 105. 28. ….3 31. ….4 105.1 110. ….0 0.6 4. …. ….4 102. ….9 1.9 25.306 1.9 2.2 14.4 1. ….0 122.259 2.7 100.642 552.5 13.121 57.1 99.3 51.0 30.324 3.9 50. I dati fanno riferimento alla media d’anno.5 111. …. (d) Il valore è al netto del settore petrolifero.4 98.6 2.1 31.6 133.9 ….931.6 2.3 14.1 105.54 33.944 ….1 0.0 100. ….4 125. ….3 100.3 31.5 20.4 26.155 3.0 1.682 2.501 84.9 3.

Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere Incidenza dell’export sul fatturato per le imprese esportatrici del settore e media manifatturiera . dati destagionalizzati) 50 40 30 20 10 0 M GSND GFA M ASO ND GFM A M GLASO ND GFM A M GLASO ND GFM AM GLASO ND GFM A M GLASO ND 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 32: altre industrie manifatturiere 80 C: attività manifatturiere 32: altre industrie manifatturiere 75 70 65 60 T1-2008 T3-2008 T1-2009 T3-2009 T1-2010 T3-2010 T1-2011 T3-2011 T1-2012 T3-2012 T1-2013 T3-2013 Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli.  Indicatore di tensione creditizia del settore e media manifatturiera . (b)  La rilevazione sul credito viene effettuata regolarmente con cadenza mensile a partire da settembre 2009. 105 .Anni 2008-2013 (valori percentuali) (a) 75 70 65 60 55 50 45 40 35 30 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 32: altre industrie manifatturiere Concentrazione settoriale .Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) Fonte: Indagine mensile sul fatturato e ordinativi (a) I dati sono destagionalizzati.Grado di utilizzo degli impianti del settore e media manifatturiera Anni 2008-2013 (a) (b) Anni 2008-2013 (in percentuale.Altre industrie manifatturiere Esportazioni del settore e media manifatturiera .Anni 2001-2013 (indici destagionalizzati) (a) 140 130 120 110 100 90 80 70 60 50 40 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Fonte: Commercio estero Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.Anni 2001-2013 (variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) 50 40 30 20 10 0 -10 -20 -30 -40 -50 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 32: altre industrie manifatturiere Clima di fiducia del settore e ciclo economico .

976 1. ….6 2009 2010 2011 2012 Totale manifattura ultimo anno (a) Per maggiori dettagli su fonti.339. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) Escluse le società cooperative sociali.5 45.4 36.179 3.3 111.2 15.954 114.983 60.3 17.9 48.1 106.226 2.5 6. ….2 34.1 105.8 39.4 10.3 …. …. …. 425.8 8. 28.2 48.8 …. 20.11 35.6 19.7 7. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume. ….659 3.0 1.1 8. 6.0 1.300 Manifattura Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a) 120 110 100 90 80 70 60 50 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 dati destagionalizzati trend Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a) L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero. …. …. ….891.0 2.9 2. 4. ….5 2.5 37. 33.6 5.396 2.4 ….324 3.3 100.7 18.8 50.1 16.0 34.4 …. 0.3 48. (c) Il valore è al netto del settore petrolifero.5 2.693 3.0 8.878 6.7 35.7 4. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.1 ….6 6.4 25.3 25.2 85.89 (c) 52.826 3.389 100. ….121 57. …. ….042 161.1 14. ….8 7.5 2.4 1.9 32.3 36.7 71.8 100. ….636 165. ….3 3. ….1 11.3 100.8 14. ….4 …. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto.3 10.944 ….956 5.0 ….6 4.3 37.Scheda settore 33 INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale manifattura) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) Indice sintetico di competitività (a) 8.5 1. 28.2 13.2 ….1 40.9 39.6 133. ….6 28.5 3.3 36. 106 .0 1.931. 0.2 2.2 38.5 0.4 …. 22.0 12.5 35.1 8.301 2.19 40.4 5.4 21. I dati fanno riferimento alla media d’anno.6 2.960 10.2 13.4 32.649 3.8 1.3 6.225 160.6 38.227 162. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti. ….756 27.7 11.9 109. (e) I dati si riferiscono all’insieme dei settori dei mobili.5 8.2 13. 34.0 2. delle altre industrie manifatturiere e delle riparazioni e manutenzioni.9 3.0 102.304 552.7 -1.155 3. …. ….6 2.

manutenzione ed installazione di macchine ed apparecchiature Clima di fiducia del settore e ciclo economico . manutenzione ed installazione di macchine ed apparecchiature Incidenza dell’export sul fatturato per le imprese esportatrici del settore e media manifatturiera . Grado di utilizzo degli impianti del settore e media manifatturiera Anni 2008-2013 (in percentuale. manutenzione ed installazione di macchine ed apparecchiature 75 70 30 25 20 65 60 T1-2008 T3-2008 T1-2009 T3-2009 T1-2010 T3-2010 T1-2011 T3-2011 T1-2012 T3-2012 T1-2013 T3-2013 15 10 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere Fonte: Fonte: Indagine mensile sul fatturato e ordinativi (a) I dati sono destagionalizzati. (a) L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero. Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere (a) L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli. manutenzione ed installazione di macchine ed apparecchiature Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere. dati destagionalizzati) 80 C: attività manifatturiere 33: riparazione. (b) La rilevazione sul credito viene effettuata regolarmente con cadenza mensile a partire da settembre 2009.Anni 2001-2013 (indici destagionalizzati) (a) 140 130 120 110 100 90 80 70 60 50 40 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Indicatore di tensione creditizia del settore e media manifatturiera Anni 2008-2013 (a) (b) 60 50 40 30 20 10 0 -10 M GSND GFA M ASO N D GF M A M GLASO N D GF M A M GLASO N D GF M A M GLASO N D GF M A M GLASO N D 2008 2009 2010 2011 2012 2013 C: attività manifatturiere 33: riparazione.Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) 107 .Anni 2008-2013 (valori percentuali (a) 50 45 40 35 C: attività manifatturiere 33: riparazione.Riparazione. Concentrazione settoriale .

.

….0 16. 105. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.3 19.7 13.7 256. …. …. 30.9 ….6 42.6 56.9 * 95 139 89. …. …. …. 13.576 35.02 165. ….6 35.496 33.2 …. …. …. ….9 ….563 5. 98. 1.0 62. …. ….4 11.033.0 32.7 17.Scheda settore B INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale industria) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) Estrazione di minerali da cave e miniere 2009 2010 2011 2012 Totale industria ultimo anno 2.8 73.3 * 42.6 17.7 2.5 (a) Per maggiori dettagli su fonti. ….9 ….0 78.0 43.3 46.8 59.6 2.9 0. ….7 64. …. 100. I dati fanno riferimento alla media d’anno.161 100. …. ….6 …. …. ….7 …. 109.7 ….Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) dati destagionalizzati trend Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero. ….2 91 170 92.5 64. 96.1 60.4 1. 100.3 ….8 ….6 2.5 60. ….6 247.7 3.10 (c) 52.3 6.0 245. …. 109 . 2.01 144.3 38.8 7. 100.9 150. 104. 14.8 40.6 ….798 1. …. ….580 87. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume. 15. ….888. ….6 43. ….8 134.6 …. ….936 1.7 14.1 ….1 91 145 91. …. Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a) 145 135 125 115 105 95 85 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Concentrazione settoriale . ….527 34.879 1. 100. 23. ….117 …. ….6 30.1 1. (c) Il valore è al netto del settore petrolifero.5 …. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto. 110. …. ….4 7. ….7 ….8 …. ….8 ….

2 25.7 …. 1.8 …. vapore e aria condizionata e acqua. 20.9 60.7 33. ….3 81.9 79. Indice della produzione industriale del settore e ciclo economico .563 5. ….2 ….Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) Anni 2001-2013 (dati mensili destagionalizzati) (a) 115 110 105 100 95 90 85 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 dati destagionalizzati trend Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine mensile sulla produzione industriale (a)  L’area colorata rappresenta i periodi di recessione del settore manifatturiero.6 13. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico. ….8 3.0 6.8 37. I dati fanno riferimento alla media d’anno. ….8 …. ….9 …. ….2 (f) 109.3 8.9 75. (f) Il valore è al netto del settore estrattivo.2 ….920 85. ….9 ….Scheda settore D INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale industria) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) Fornitura di energia elettrica. ….7 15.5 (f) 3.5 60.6 30. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto. 110 . …. …. …. …. …. ….5 60.84 280.3 38. vapore e 2009 2010 2011 2012 Totale industria ultimo anno aria condizionata 2.161 100.077 7.8 981 337 30. 38.6 35.2 …. ….3 6. ….580 87.8 41.7 13. 23. ….10 (c) 52.9 2.2 8.1 78. 8. …. (e) I dati si riferiscono all’insieme dei settori energia.9 25. 40.6 4.5 …. …. …. 39.1 25.2 466.0 513 190 32. gas.6 400.8 …. 30. ….0 ….888.5 74.9 70.1 105.117 ….2 100. ….5 64.243 8. 32. …. 105.7 6. …. …. ….8 134.5 14.0 288.4 7. ….5 476.8 92. 21. ….0 2.80 242.396 7.Concentrazione settoriale . reti fognarie. attività di gestione dei rifiuti e risanamento.5 4.0 66. ….3 19.4 4.722 499 33. 38. ….033. ….3 118.0 32. ….518 85. ….5 (a) Per maggiori dettagli su fonti.1 26. …. (c) Il valore è al netto del settore petrolifero.7 26.1 101. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume.5 7.3 100.5 1. gas.994 86. ….

5 36.2 40.9 41.564 Industria Concentrazione settoriale .784.4 29. ….14 55.7 135.9 20.161 100. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto. …. …. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) E  scluse le società cooperative sociali.29 62. …. ….762 4. …. …. ….10 (c) 52.9 …. …. ….281 1.8 43.463 178.5 (f) 3. …. 32.0 32. 40. ….7 33. attività di gestione dei rifiuti e risanamento 2010 2011 2012 2009 Totale industria ultimo anno 8. ….0 2.6 4.1 7.3 6.3 38.845 4. ….7 43. reti fognarie. 2.3 64.8 134.5 ….8 513 528 8.5 95.5 1. 0.6 41. ….2 8.1 100. 1.903 179. ….563 5.6 * 423 417 8.1 ….2 34. …. I dati fanno riferimento alla media d’anno.3 37.854 165.888. 19.4 36.6 35. ….7 155.580 87.4 4.6 * 15.2 (f) 109.1 96. ….5 64. …. ….6 30. 0.4 …. 4.5 1.9 ….0 1.202 65.931 89. 4.7 15.9 ….3 41.0 8.295 3.5 100.194 3. gas.6 2. …. ….5 (a) Per maggiori dettagli su fonti.4 2.5 …. reti fognarie.709 180.908 173. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.4 4. (c) Il valore è al netto del settore petrolifero.0 ….4 7.370 3. vapore e aria condizionata e acqua.3 29.7 4. 23.0 472 446 8.2 100. …. 3.3 114.2 …. …. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.Scheda settore E INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale industria) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) (e) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) Fornitura di acqua.4 ….3 …. attività di gestione dei rifiuti e risanamento. …. …. (e) I dati si riferiscono all’insieme dei settori energia.9 79.0 36. (f) Il valore è al netto del settore estrattivo.2 4. ….576.208.6 151.075 3. ….9 2. ….7 13.1 13. …. ….1 109.033. 4.Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) 111 .086 5. 30.117 …. ….0 2.8 38.

576.2 …. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a) E  scluse le società cooperative sociali. 22.5 3.475 70.4 29. …. …. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.Anni 2000-2013 (dati mensili destagionalizzati. …. …. …. 2.816.9 26. ….30 607. …. 1.4 ….0 94. …. 5. ….4 ….224 3.8 32.117 ….2 59.1 0.6 …. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume.7 33. ….30 590.2 12.0 ….7 0. 19.3 6. ….888. I dati fanno riferimento alla media d’anno.6 1.2 (e) ….6 42. ….10 (c) 2009 2010 2011 2012 Totale industria ultimo anno (a) Per maggiori dettagli su fonti.Scheda settore F INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale industria) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all'estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) ….9 104.1 100.2 15. …. …. …. 40. 7.086 5.8 …. 29.580 87. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto.903.2 0.033. base 2010) 125 120 115 110 105 100 95 90 85 80 75 70 65 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Fonte: Indagine mensile sulla produzione nelle costruzioni 112 .6 30.0 33. ….8 1. 5.784.5 …. …. (e) Il valore è al netto del settore estrattivo.007 1.3 ….0 7.9 ….758 1.658.3 38. 3. ….202 65.916 3. ….2 106. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.824 19.0 -1.5 7.1 ….7 0. …. ….0 1. ….9 79. 1.0 1.8 ….8 29.931 89. ….3 20. ….007 21.3 35.5 15. ….8 100.563 5.2 33. 5. …. (c) Il valore è al netto del settore petrolifero.491 1.7 ….5 1.6 63. ….0 ….879 1.8 134.616 4. 23. ….457 19.233 21. 4.0 11. 31.539 58.7 8.4 623.5 (e) 3. …. …. ….600.7 50.6 35. ….4 0.5 1. ….382 1. 52.564 Industria Indice della produzione nelle costruzioni .161 100 32.7 …. 30.845 4.208.083 4. ….5 64. …. 3. ….9 33.0 0. ….4 1.1 643. ….354 956.255 59. ….2 31.7 13.9 29.

0 T1-2008 T3-2008 T1-2009 T3-2009 T1-2010 T3-2010 T1-2011 T3-2011 T1-2012 T3-2012 T1-2013 T3-2013 1.5 7.0 T1-2008 T3-2008 T1-2009 T3-2009 T1-2010 T3-2010 T1-2011 T3-2011 T1-2012 T3-2012 3.5 Fonte: Indagine sulla fiducia delle imprese di costruzione Fonte: Rilevazione rapida sui permessi di costruire (a) Il valore è espresso in milioni di mq. 113 .0 2.5 9.0 10.0 4.0 9.0 5.0 3. Durata di attività assicurata dai lavori in corso o da eseguire .0 7.5 2.0 8.0 1.5 3.Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) Fonte: Rilevazione rapida sui permessi di costruire (a) Il valore è espresso in milioni di mq.Anni 2008-2013 (a) 11.5 5.5 4.5 1.0 4.5 8.5 6.5 2.5 10.5 T1-2008 T3-2008 T1-2009 T3-2009 T1-2010 T3-2010 T1-2011 T3-2011 T1-2012 T3-2012 T1-2013 Concentrazione settoriale .0 3.Anni 2008-2013 (a) 6.Costruzioni Clima di fiducia delle imprese di costruzione .0 2. Superficie dei nuovi fabbricati non residenziali per cui è stato richiesto permesso di costruire .Anni 2000-2013 (indici destagionalizzati) 125 115 105 95 85 75 65 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Indicatore di tensione creditizia del settore delle costruzioni .Anni 2009-2013 (a) 60 50 40 30 20 10 0 -10 Mag-2009 Mag-2010 Mag-2011 Mag-2012 Mag-2013 Feb-2010 Feb-2011 Feb-2012 Ago-2009 Ago-2010 Ago-2011 Ago-2012 Feb-2013 Ago-2013 T1-2013 Nov-2009 Nov-2010 Nov-2011 Nov-2012 Nov-2013 Fonte: Indagine sulla fiducia delle imprese di costruzione Fonte: Indagine sulla fiducia delle imprese di costruzione (a) L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli.Anni Superficie utile abitabile delle abitazioni dei nuovi fabbricati residenziali 2008-2013 (in mesi) per cui è stato richiesto permesso di costruire .

…. noleggio e agenzie di viaggio.4 6. ….308 318.9 1. 5.445.6 6. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei 41.4 19. …. attività artistiche.6 ….7 58. di intrattenimento e divertimento e altre attività di servizi.6 (e) 36.3 (c) 233. ….3 1.1 8.193.023 2. 25.494 3.419 3.325. 4.504 55.6 …. sportive.4 68. …. …. (c) Il valore è al netto dei servizi finanziari e assicurativi.8 31. …. sanità e assistenza sociale. …. ….953 3. …. 40. ….517 73.1 107.1 0. ….Anni 2000-2013 (dati trimestrali destagionalizzati) 115 110 105 100 95 90 85 T1-2000 T1-2001 T1-2002 T1-2003 T1-2004 T1-2005 T1-2006 T1-2007 T1-2008 T1-2009 T1-2010 T1-2011 T1-2012 T1-2013 commercio all'ingrosso (escluso quello di autoveicoli e di motocicli) vendite del commercio fisso al dettaglio (a) Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a)  Escluse le società cooperative sociali e le imprese dei servizi finanziari e assicurativi.907 30.5 37.8 (c) 31.2 37.0 3.4 ….9 32. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto.0 30.Scheda settore G INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale servizi di mercato) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all'estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) ….1 100.0 36.2 1.8 (f) 9.381 (c) 10. 9.7 19. ….8 20.389. …. 10. …. Fonti: Elaborazioni su dati della Rilevazione mensile delle vendite al dettaglio e dell’Indagine trimestrale sul fatturato dei servizi (a) Media aritmetica dei dati mensili destagionalizzati. ….3 11.072 9.9 93.8 13. …. ….312 3. 16. 8. istruzione.424 (c) 100. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.173.9 16. …. …. sanità e assistenza sociale.8 15. …. …. 7. ….7 (c) 1. (e)  Il valore è al netto dei settori alloggio e ristorazione.47 1.6 75.084 6.7 (c) 125. …. ….183.747 29. 39.3 100. immobiliari.9 ….8 7.9 ….578 Servizi Indice del fatturato del commercio all’ingrosso e delle vendite al dettaglio .6 (c) 27.7 ….0 2. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume. ….316 (c) …. 31. ….6 1.7 1.3 …. ….511.497. di intrattenimento e divertimento e altre attività di servizi.2 43.2 0. 6.977.854 6. 13.3 ….7 ….6 32. ….211 93.57 1.4 21. ….1 …. …. ….082 7.442.10 2009 2010 2011 2012 Totale servizi ultimo anno (a) Per maggiori dettagli su fonti. …. ….008. …. sportive.3 4.8 ….0 ….5 (c) 23. 7.9 12. I dati fanno riferimento alla media d’anno.1 21.434. …. 114 .728 29.4 16.0 74.866 3.9 62. …. 29.9 ….672 18.784.982 93.6 (c) 1.3 34. …. 6.5 113.9 …. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.171.542 93. (f) Il valore è al netto dei settori istruzione.669 (c) 248. 3. …. attività artistiche.9 21.6 (f) …. ….236 6.

riparazione di autoveicoli e motocicli Clima di fiducia delle imprese del commercio al dettaglio .Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) 115 .Commercio all’ingrosso e al dettaglio.Anni 2008-2013 (variazioni tendenziali) 8 6 4 2 0 -2 -4 -6 -8 -10 Gen-2008 Apr-2008 Lug-2008 Ott-2008 Gen-2009 Apr-2009 Lug-2009 Ott-2009 Gen-2010 Apr-2010 Lug-2010 Ott-2010 Gen-2011 Apr-2011 Lug-2011 Ott-2011 Gen-2012 Apr-2012 Lug-2012 Ott-2012 Gen-2013 Apr-2013 Lug-2013 Ott-2013 grande distribuzione imprese operanti su piccole superfici Fonte: Rilevazione mensile delle vendite al dettaglio Fonte: Rilevazione mensile delle vendite al dettaglio Concentrazione settoriale .Anni 2009-2013 (a) 50 40 30 20 10 0 -10 Mag-2010 Mag-2011 Mag-2012 Mag-2013 Feb-2010 Feb-2011 Feb-2012 Ago-2009 Ago-2010 Ago-2011 Ago-2012 Feb-2013 Ago-2013 Nov-2009 Nov-2010 Nov-2011 Nov-2012 Nov-2013 Fonte: Indagine sulla fiducia delle imprese del commercio al dettaglio Fonte: Indagine sulla fiducia delle imprese del commercio al dettaglio (a) L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli.Anni 20032013 (indici mensili destagionalizzati) 115 110 105 100 95 90 85 80 75 70 Gen-2003 Gen-2004 Gen-2005 Gen-2006 Gen-2007 Gen-2008 Gen-2009 Gen-2010 Gen-2011 Gen-2012 Gen-2013 Indicatore di tensione creditizia del commercio al dettaglio .Anni 2008-2013 (dati mensili destagionalizzati) 108 106 104 102 100 98 96 94 92 Mag-2008 Set-2008 Mag-2009 Gen-2008 Set-2009 Mag-2010 Gen-2009 Set-2010 Mag-2011 Gen-2010 Set-2011 Mag-2012 Gen-2011 Set-2012 Mag-2013 Gen-2012 Gen-2013 Set-2013 alimentare non alimentare Indice delle vendite del commercio al dettaglio nella grande e nella piccola distribuzione . Indice delle vendite del commercio al dettaglio alimentari e non alimentari .

….091.1 100.5 23.316 (c) ….7 (c) 125.Anni 2000-2013 (a) 50: trasporto marittimo e per vie d'acqua 51: trasporto aereo 53: servizi postali e attività di corriere 135 125 115 105 95 85 75 T1-2000 T1-2001 T1-2002 T1-2003 T1-2004 T1-2005 T1-2006 T1-2007 T1-2008 T1-2009 T1-2010 T1-2011 T1-2012 Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a)  Escluse le società cooperative sociali e le imprese dei servizi finanziari e assicurativi. …. ….0 131.0 17. …. (e) Il valore è al netto dei settori alloggio e ristorazione.9 7. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.5 57.8 (f) 9.8 3.32 50.5 ….6 7. 4.Scheda settore H INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale servizi di mercato) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) 2009 2010 2011 2012 Totale servizi ultimo anno 137. 13. di intrattenimento e divertimento e altre attività di servizi.9 13.2 0. ….8 14.6 4.0 5. ….977. sanità e assistenza sociale. 22.0 …. …. ….5 25.021 18. …. ….7 …. ….5 (c) 23. 7.2 17.2 37. …. Fonte: Indagine trimestrale sul fatturato dei servizi (a) Indici trimestrali destagionalizzati.8 25.424 (c) 100.7 2. ….2 39. ….41 43.8 100. 4.504 55.5 ….10 39.121. (c) Il valore è al netto dei servizi finanziari e assicurativi. I dati fanno riferimento alla media d’anno. 25.072 9.578 Servizi Indice del fatturato del trasporto marittimo. ….2 6. …. …. ….6 56. ….1 38. …. ….394 1.4 ….113. istruzione.0 134.236 6. 7. …. immobiliari. di intrattenimento e divertimento e altre attività di servizi. (f) Il valore è al netto dei settori istruzione.8 38.5 0.316 10. …. ….517 4.6 (c) 1. ….6 (c) 27.1 ….528 13. ….784.669 (c) 248.0 1. …. …. 7. …. sportive. 3.3 135.145 13.487 11. ….4 7. del trasporto aereo e dei servizi postali e attività di corriere .8 130. ….2 86. …. …. attività artistiche. ….6 (e) 36.093.953 16.3 (a) Per maggiori dettagli su fonti. ….6 144. …. 8.4 51. attività artistiche. ….381 (c) 10.325.4 …. ….9 114.0 3.4 37.404 3.931 949.022 1.616 17.7 (c) 5.6 3. ….0 38. ….855 10.9 ….203 13.8 (c) 31. …. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume.932 16. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei 13.3 39.105 1.0 7.389.3 2. sanità e assistenza sociale. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto.9 62.0 3.0 30. …. ….193. 26.7 11.9 …. 116 T1-2013 . (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.0 14. noleggio e agenzie di viaggio. ….308 318.3 (c) 233. 7.5 …. sportive.5 32. ….6 (f) ….9 57.183 1.

Trasporto marittimo.Trasporto e magazzinaggio Clima di fiducia delle imprese dei servizi .Anni 2009-2013 (in per.Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) Fonte:  Rilevazione del trasporto ferroviario. Trasporto merci su strada (a) Esclusi i transiti.Merci trasportate in migliaia di tonnellate . 2012 Ago-2013 Nov-2013 117 . Trasporto aereo.Anni 2003-2013 (indici destagionalizzati) 155 145 135 125 115 105 95 85 75 65 55 totale servizi (h-n exc k) trasporto e magazzinaggio Indicatore di tensione creditizia nel totale servizi (settori h-n exc.Anni 2008-2013 (a) 40 30 20 10 0 -10 Mag-2010 Mag-2011 Mag-2012 Mag-2013 Feb-2009 Feb-2010 Feb-2011 Feb-2012 Nov-2008 Nov-2009 Nov-2010 Nov-2011 Nov-2012 Feb-2013 Mar-2008 Ago-2009 Ago-2010 Ago-2011 Ago-2012 Gen-2003 Lug-2003 Gen-2004 Lug-2004 Gen-2005 Lug-2005 Gen-2006 Lug-2006 Gen-2007 Lug-2007 Gen-2008 Lug-2008 Gen-2009 Lug-2009 Gen-2010 Lug-2010 Gen-2011 Lug-2011 Gen-2012 Lug-2012 Gen-2013 Lug-2013 Fonte:  Indagine sulla fiducia delle imprese dei servizi Fonte: Elaborazione su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese dei servizi (a)  L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli. Grado di utilizzo degli impianti del settore .Anni 2005-2012 (variazioni annuali) 12 10 8 6 4 2 0 -2 -4 -6 -8 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Ferroviario Marittimo Aereo (a) Concentrazione settoriale . Trasporto merci su strada Passeggeri trasportati in migliaia . Trasporto aereo.Anni 2005-2012 (variazioni centuale) annuali) 90 85 80 75 70 65 60 55 50 T4-2009 T1-2010 T2-2010 T3-2010 T4-2010 T1-2011 T2-2011 T3-2011 T4-2011 T1-2012 T2-2012 T3-2012 T4-2012 T1-2013 T2-2013 T3-2013 T4-2013 totale servizi (h-n exc k) trasporto e magazzinaggio 18 14 10 6 2 -2 -6 -10 -14 -18 -22 2005 2006 Ferroviario Marittimo Aereo Su strada (percorrenza > 100 Km) 2007 2008 2009 2010 2011 Fonte:  Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese dei servizi Fonte:  Rilevazione del trasporto ferroviario. Trasporto marittimo. k) .

25. ….003 1.985 4. ….578 Servizi Indice del fatturato del settore.7 …. sportive.5 …. 5.7 19.4 38.381 (c) 10. …. ….921 1.6 (e) ….8 (c) 31.253.5 ….316 (c) ….98 303.3 0.2 89. Fonte: Indagine trimestrale sul fatturato dei servizi 118 .8 ….Scheda settore I INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale servizi di mercato) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) ….4 37. 18. 3.2 20. …. 25.6 21. ….348 20. …. …. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei 36. …. ….4 15.9 ….9 37.5 39.1 100.5 (c) …. ….0 20. 3. …. ….923 774. …. di intrattenimento e divertimento e altre attività di servizi.9 23.843 6.193.10 2009 2010 2011 2012 Totale servizi ultimo anno (a) Per maggiori dettagli su fonti.6 (c) 1.0 0. 18. ….4 21. 36.9 22.424 (c) 100.9 …. ….0 …. …. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume. 3. ….6 102. ….6 445.8 20.4 …. ….5 100.454 4.Anni 2011-2013 (variazioni tendenziali trimestrali) 7 6 5 4 3 2 1 0 -1 -2 -3 T1-2011 T2-2011 T3-2011 T4-2011 T1-2012 T2-2012 T3-2012 T4-2012 T1-2013 T2-2013 T3-2013 55: Alloggio 56: Attività dei servizi di ristorazione I: Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a)  Escluse le società cooperative sociali e le imprese dei servizi finanziari e assicurativi. ….4 0.1 19. attività artistiche. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.510 3. …. …. (c) Il valore è al netto dei servizi finanziari e assicurativi.5 14.984 20. …. I dati fanno riferimento alla media d’anno.5 7.529 9.3 …. 25.97 294.087 1. ….3 3.8 (e) 9. 5. 4. 13.184 21.0 ….1 ….504 55.281.267.236 6. …. ….977. 7.325.9 ….5 0.8 0. sanità e assistenza sociale.0 30.072 9.7 -7.5 63.4 5. 25.389.784.027 6.944 4. …. ….2 0. 5. …. ….3 6.670 4.669 (c) 248.9 62. …. ….1 20. ….7 (c) 291. ….8 …. 3. ….308 318.7 19. (e) Il valore è al netto dei settori istruzione.606 1.6 (c) 27.8 101. …. 6. 5.3 ….6 14.220. ….390 6.3 (c) 233. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto.0 6.2 21. 39.9 ….0 ….0 3. …. base 2010=100 . …. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.7 (c) 125.

Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione
Clima di fiducia delle imprese dei servizi - Anni 2003-2013 (indici destagionalizzati)
130 120 110 100 90 80 70 60 Gen-2003 Lug-2003 Gen-2004 Lug-2004 Gen-2005 Lug-2005 Gen-2006 Lug-2006 Gen-2007 Lug-2007 Gen-2008 Lug-2008 Gen-2009 Lug-2009 Gen-2010 Lug-2010 Gen-2011 Lug-2011 Gen-2012 Lug-2012 Gen-2013 Lug-2013 20 10 0 -10 Mar-2008 Nov-2008 Feb-2009 Ago-2009 Nov-2009 Feb-2010 Mag-2010 Ago-2010 Nov-2010 Feb-2011 Mag-2011 Ago-2011 Nov-2011 Feb-2012 Mag-2012 Ago-2012 Nov-2012 Feb-2013 Mag-2013 Ago-2013 Nov-2013
servizi turistici (i+ 79) totale servizi (h-n exc k)

Indicatore di tensione creditizia nel totale servizi (settori h-n exc. k) - Anni 2008-2013 (a)
40 30

Fonte: Indagine sulla fiducia delle imprese dei servizi

Fonte: Elaborazione su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese dei servizi (a)  L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli.

Presenze negli esercizi ricettivi per cittadinanza dei clienti - Anni 2008-2013 (dati mensili destagionalizzati in milioni di presenze)
19,5 18,5 17,5 16,5 15,5 14,5 13,5 12,5 Set-2008 Set-2009 Set-2010 Mag-2008 Set-2011 Mag-2009 Set-2012 Mag-2010 Mag-2011 Mag-2012 Mag-2013 Gen-2008 Gen-2009 Gen-2010 Gen-2011 Gen-2012 Gen-2013 Set-2013
residenti non residenti

Concentrazione settoriale - Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale)

Fonte: Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi

119

Scheda settore J
INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale servizi di mercato) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all'estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) …. …. 10,5 …. …. …. …. 26,8 …. …. 11,9 …. …. …. 10,3 28,0 …. …. 11,1 …. …. …. 14,1 27,4 …. …. …. …. …. …. …. …. …. …. 7,9 …. …. …. …. 13,3 11,1 48,7 60,7 12,4 …. …. 10,2 48,7 68,5 9,5 …. …. 10,2 …. 53,7 9,8 …. …. …. …. 66,8 9,6 …. …. 5,5 (c) 23,6 (e) 36,8 (f) 9,6 (f) …. …. 83,7 49,3 169,8 45,4 90,8 51,1 177,7 47,3 93,1 50,4 184,8 49,7 …. …. …. …. 39,8 (c) 31,7 (c) 125,6 (c) 27,7 (c) 100.656 582.142 13,7 67,5 8.534 8.309 35,9 43,9 0,31 99.177 570.161 12,8 68,4 8.436 9.350 33,8 45,5 0,30 97.456 546.539 12,3 69,8 8.539 8.458 32,9 45,2 0,3 …. …. …. …. …. …. …. …. …. 25,6 (c) 1,10 3.325.381 (c) 10.389.424 (c) 100,0 30,3 (c) 233.669 (c) 248.316 (c) 2009 2010 2011 2012 Totale servizi ultimo anno

(a) Per maggiori dettagli su fonti, definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico. I dati fanno riferimento alla media d’anno. (c) Il valore è al netto dei servizi finanziari e assicurativi. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto. (e) Il valore è al netto dei settori alloggio e ristorazione, immobiliari, noleggio e agenzie di viaggio, istruzione, sanità e assistenza sociale, attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento e altre attività di servizi. (f) Il valore è al netto dei settori istruzione, sanità e assistenza sociale, attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento e altre attività di servizi.

Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a)
Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei 16,3 83,7 100,0 7,7 0,7 37,9 62,1 100,0 3,2 0,6 88.064 450.906 538.970 41.724 3.547 3.784.236 6.193.072 9.977.308 318.504 55.578 Servizi

Indice del fatturato dei servizi di informazione e comunicazione - Anni 2000-2013 (dati trimestrali destagionalizzati)
110 105 100 95 90 85 80 T1-2000 T1-2001 T1-2002 T1-2003 T1-2004 T1-2005 T1-2006 T1-2007 T1-2008 T1-2009 T1-2010 T1-2011 T1-2012 T1-2013

Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a)  Escluse le società cooperative sociali e le imprese dei servizi finanziari e assicurativi. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.

Fonte: Indagine trimestrale sul fatturato dei servizi

120

Servizi di informazione e comunicazione
Clima di fiducia delle imprese dei servizi - Anni 2003-2013 (indici destagionalizzati)
125 115 105 95 85 75 -10 Feb-2009 Ago-2009 Nov-2009 Feb-2010 Mag-2010 Ago-2010 Nov-2010 Feb-2011 Mag-2011 Ago-2011 Nov-2011 Feb-2012 Mag-2012
totale servizi (h-n exc k) servizi di informazione e comunicazione

Indicatore di tensione creditizia nel totale servizi (settori h-n exc. k) Anni 2008-2013 (a)
40 30 20 10 0

55 Gen-2003 Lug-2003 Gen-2004 Lug-2004 Gen-2005 Lug-2005 Gen-2006 Lug-2006 Gen-2007 Lug-2007 Gen-2008 Lug-2008 Gen-2009 Lug-2009 Gen-2010 Lug-2010 Gen-2011 Lug-2011 Gen-2012 Lug-2012 Gen-2013 Lug-2013

Fonte: Indagine sulla fiducia delle imprese dei servizi

Fonte: Elaborazione su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese dei servizi (a) L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli.

Grado di utilizzo degli impianti del settore - Anni 2009-2013 (in percentuale)
90 85 80 75 70 65 60 T4-2009 T1-2010 T2-2010 T3-2010 T4-2010 T1-2011 T2-2011 T3-2011 T4-2011 T1-2012 T2-2012 T3-2012 T4-2012 T1-2013 T2-2013 T3-2013 T4-2013
totale servizi (h-n exc k) servizi di informazione e comunicazione

Concentrazione settoriale - Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale)

Fonte: Elaborazione su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese dei servizi

Ago-2013 Nov-2013

65

Ago-2012 Nov-2012 Feb-2013 Mag-2013

Mar-2008 Nov-2008

121

13.0 3. …. 39.1 ….1 37.8 0.8 …. …. 42.4 50. di intrattenimento e divertimento e altre attività di servizi. ….6 (e) ….214 4. …. 35. I dati fanno riferimento alla media d’anno.4 30.9 ….2 …. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.395 302 3.8 2.1 7.685 2.4 9.6 ….9 ….236 6.005 4. 3.7 ….0 …. (e) Il valore è al netto dei settori istruzione.443 56. …. 18.3 (c) 233.6 * 53.8 0. 4.Scheda settore L INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale servizi di mercato) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) ….9 * 12.8 …. ….2 …. ….9 0. 3.5 1.802 281. ….381 (c) 10.9 62. …. …. ….578 Servizi Clima di fiducia delle imprese dei servizi . 40.10 2009 2010 2011 2012 Totale servizi ultimo anno (a) Per maggiori dettagli su fonti.1 100.0 ….424 (c) 100.325.7 66. ….2 100. …. ….308 318. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto.1 170. 51. 5.5 10.6 42.2 ….328 338. ….8 …. ….0 30. ….7 149.977.6 2.6 (c) 1.092 14.6 224. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.5 (c) …. …. 3.6 180.982 2.193.814 14. 25.180 4. …. 15. …. 39.056 346. …. (c) Il valore è al netto dei servizi finanziari e assicurativi.2 11. Fonte: Indagine sulla fiducia delle imprese dei servizi 122 . …. attività artistiche.8 46.784.11 222.Anni 2003-2013 (indici destagionalizzati) 125 115 105 95 85 75 65 55 Gen-2003 Lug-2003 Gen-2004 Lug-2004 Gen-2005 Lug-2005 Gen-2006 Lug-2006 Gen-2007 Lug-2007 Gen-2008 Lug-2008 Gen-2009 Lug-2009 Gen-2010 Lug-2010 Gen-2011 Lug-2011 Gen-2012 Lug-2012 Gen-2013 Lug-2013 totale servizi (h-n exc k) servizi alle imprese (l-n) Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a)  Escluse le società cooperative sociali e le imprese dei servizi finanziari e assicurativi.2 48. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume. …. ….0 …. 3. …. …. ….389. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei 79.504 55.072 9.539 282. …. 15.3 28.2 0.8 20. …. sanità e assistenza sociale. …. 39.4 35.8 …. ….3 4.6 0.9 52.0 4.7 (c) 214. …. …. …. sportive.0 3. …. 7.7 ….245 13. ….316 (c) …. ….5 6.2 36.7 (c) 125.606 13.8 (e) 9.669 (c) 248. …. …. 36. ….172 4.6 (c) 27.8 (c) 31.12 229.

Attività immobiliari Indicatore di tensione creditizia nel totale servizi (settori h-n exc. k) .Anni 2009-2013 (in percentuale) 85 80 75 totale servizi (h-n exc k) servizi alle imprese (l-n) 70 T4-2009 T1-2010 T2-2010 T3-2010 T4-2010 T1-2011 T2-2011 T3-2011 T4-2011 T1-2012 T2-2012 T3-2012 T4-2012 T1-2013 T2-2013 T3-2013 T4-2013 Fonte: Elaborazione su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese dei servizi (a)  L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli.Anni 2008-2013 (a) 40 30 20 10 0 -10 Mar-2008 Nov-2008 Feb-2009 Ago-2009 Nov-2009 Feb-2010 Mag-2010 Ago-2010 Nov-2010 Feb-2011 Mag-2011 Ago-2011 Nov-2011 Feb-2012 Mag-2012 Ago-2012 Nov-2012 Feb-2013 Mag-2013 Ago-2013 Nov-2013 Grado di utilizzo degli impianti del settore dei servizi . Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese dei servizi Concentrazione settoriale .Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) 123 .

406 46.7 109. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto. ….6 7. 6. ….9 2. 6. ….0 3. ….473 1. ….0 46. …. 8.1 41. 3. attività artistiche.625 10.9 …. …. …. ….8 698.970 57.263 5. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei 61.8 12. …. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.8 24.421 47. …. sportive. …. …. ….316 (c) ….8 (c) 31. ….53 45.669 (c) 248.7 1. ….8 ….9 10.9 0.193. …. 10.3 (a) Per maggiori dettagli su fonti.8 107. ….426 12. ….578 Servizi Clima di fiducia delle imprese dei servizi . ….4 46.2 0.7 41. …. ….1 716.7 91. 50.784. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.2 37.8 38. ….0 11. (c) Il valore è al netto dei servizi finanziari e assicurativi. …. sanità e assistenza sociale. …. immobiliari. ….183.389.514 2.9 0. ….7 (c) 125.790 44.991 1. (f) Il valore è al netto dei settori istruzione.4 ….Anni 2003-2013 (indici destagionalizzati) 125 115 105 95 85 75 65 55 Gen-2003 Gen-2004 Gen-2005 Gen-2006 Gen-2007 Gen-2008 Gen-2009 Gen-2010 Gen-2011 Gen-2012 Gen-2013 totale servizi (h-n exc k) servizi alle imprese (l-n) Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a)  Escluse le società cooperative sociali e le imprese dei servizi finanziari e assicurativi.2 100.3 44.0 ….Scheda settore M INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale servizi di mercato) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) 2009 2010 2011 2012 Totale servizi ultimo anno 706.3 (c) 233.5 0. ….7 (c) 5.6 (f) …. 13.1 48.7 3. di intrattenimento e divertimento e altre attività di servizi. noleggio e agenzie di viaggio.9 9. …. ….4 40.6 (e) 36.3 45.504 55. Fonte: Indagine sulla fiducia delle imprese dei servizi 124 . ….6 727. ….0 4.874 12. ….3 48.532 14. ….233.7 …. 7.9 12.563 8.236 6.6 …. ….219. ….5 46.877 1.634 3.977. 25.3 ….2 ….3 ….0 4.52 37.5 45. ….9 26. istruzione.9 62.1 100.072 9.0 30.6 (c) 27.308 318. I dati fanno riferimento alla media d’anno. 10. 7. attività artistiche. sanità e assistenza sociale.3 2. sportive.439 450.531 1. ….325. …. ….4 2. ….8 (f) 9.6 (c) 1.3 55.5 (c) 23.7 0. ….5 53. di intrattenimento e divertimento e altre attività di servizi. (e) Il valore è al netto dei settori alloggio e ristorazione.3 58. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume. ….177.381 (c) 10. 38.10 39.4 0. ….424 (c) 100. ….6 ….

Anni 2008-2013 (a) 40 30 20 Grado di utilizzo degli impianti del settore dei servizi .Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) 125 . k) .Attività professionali. Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese dei servizi Concentrazione settoriale .Anni 2009-2013 (in percentuale) 85 totale servizi (h-n exc k) servizi alle imprese (l-n) 80 10 0 -10 Mag-2010 Mag-2011 Mag-2012 Mag-2013 Feb-2009 Feb-2010 Feb-2011 Feb-2012 Ago-2009 Ago-2010 Ago-2011 Ago-2012 Feb-2013 Mar-2008 Ago-2013 Nov-2008 Nov-2009 Nov-2010 Nov-2011 Nov-2012 Nov-2013 75 70 T4-2009 T1-2010 T2-2010 T3-2010 T4-2010 T1-2011 T2-2011 T3-2011 T4-2011 T1-2012 T2-2012 T3-2012 T4-2012 T1-2013 T2-2013 T3-2013 T4-2013 Fonte: Elaborazione su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese dei servizi (a)  L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli. scientifiche e tecniche Indicatore di tensione creditizia nel totale servizi (settori h-n exc.

236 6.7 (c) 125. ….6 …. sportive.856 7.5 24.0 5.6 (c) 27. 7.4 ….910 5.6 142.2 126.0 ….8 21.553 13. I dati fanno riferimento alla media d’anno. ….8 43.833 60.4 10.125.8 0.3 36. …. sanità e assistenza sociale.3 43. 4.9 ….6 114.6 (c) 1. 5.3 3. …. 25. 33.669 (c) 248. …. 19. …. 7.325. 3. …. ….7 37.749 6. Fonte: Indagine sulla fiducia delle imprese dei servizi 126 . 30.0 30. …. 7.593 1. 39.193.4 20. (e) Il valore è al netto dei settori istruzione.549 1.468 5. ….0 15. …. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico. ….1 16.9 ….Scheda settore N INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale servizi di mercato) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all'estero (in % del fatturato interno) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) …. ….4 …. …. …. …. ….4 ….9 0. ….504 55.3 (c) 233. …. 31.8 41. ….1 ….4 ….0 28.785 7.784. …. ….70 148.578 Servizi Clima di fiducia delle imprese dei servizi .2 …. …. 6.6 30.1 19.1 20. ….1 …. 5.5 (c) …. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei 13.1 18.3 ….2 …. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto.9 62. 7.6 8. ….113. di intrattenimento e divertimento e altre attività di servizi.6 86.381 (c) 10.895 15. 24.1 100.0 3. ….117.316 (c) …. 5. (c) Il valore è al netto dei servizi finanziari e assicurativi. ….8 (e) 9.7 (c) 149. ….389. 28.826 1.2 5.10 2009 2010 2011 2012 Totale servizi ultimo anno (a) Per maggiori dettagli su fonti. ….750 3. ….5 …. …. ….424 (c) 100. ….411 1.69 146.048.1 23.308 318. ….7 …. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume.8 (c) 31.2 121. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti. ….2 0.578 17.4 100.3 4.6 (e) …. ….977. ….369 8. ….0 39.9 …. 36.4 0. ….240 906.072 9. 13.Anni 2003-2013 (indici destagionalizzati) 125 115 105 95 85 75 65 55 Gen-2003 Gen-2004 Gen-2005 Gen-2006 Gen-2007 Gen-2008 Gen-2009 Gen-2010 Gen-2011 Gen-2012 Gen-2013 totale servizi (h-n exc k) servizi alle imprese (l-n) Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a)  Escluse le società cooperative sociali e le imprese dei servizi finanziari e assicurativi.6 5.8 13. attività artistiche.532 15.8 1.7 40. ….

agenzie di viaggio.Anni 2009-2013 (in percentuale) 85 totale servizi (h-n exc k) servizi alle imprese (l-n) Fonte: Elaborazione su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese dei servizi (a) L’indicatore è calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte che indicano condizioni di accesso al credito meno favorevoli e la percentuale di quelle che indicano condizioni di accesso al credito più favorevoli. Fonte: Elaborazioni su dati dell’Indagine sulla fiducia delle imprese dei servizi Concentrazione settoriale .Noleggio. k) . servizi di supporto alle imprese Indicatore di tensione creditizia nel totale servizi (settori h-n exc.Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) 127 .Anni 2008-2013 (a) 40 30 20 10 0 -10 Mag-2010 Mag-2011 Mag-2012 Mag-2013 Mar-2008 Feb-2009 Feb-2010 Feb-2011 Feb-2012 Ago-2009 Ago-2010 Ago-2011 Ago-2012 Feb-2013 Ago-2013 Nov-2008 Nov-2009 Nov-2010 Nov-2011 Nov-2012 Nov-2013 70 T4-2009 T1-2010 T2-2010 T3-2010 T4-2010 T1-2011 T2-2011 T3-2011 T4-2011 T1-2012 T2-2012 T3-2012 T4-2012 T1-2013 T2-2013 T3-2013 T4-2013 75 80 Grado di utilizzo degli impianti del settore dei servizi .

….0 0.9 0. ….3 (a) Per maggiori dettagli su fonti. ….6 1.5 2.5 23. ….9 62.9 2.Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a)  Escluse le società cooperative sociali e le imprese dei servizi finanziari e assicurativi.9 97.2 17. 13. …. ….5 117. ….919 5.1 …. …. 2. …. …. …. ….308 318. …. ….3 21. 24.2 ….57 24.5 (c) ….901 88. ….7 (c) 5. 2.2 ….1 ….825 16. ….0 * 27. ….2 47. ….5 …. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei 38.878 2.236 6.5 47. …. …. di intrattenimento e divertimento e altre attività di servizi.424 (c) 100. ….381 (c) 10. 2.354 4.325. ….1 37.977. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.3 0.389.193.3 (c) 233.6 28.042 74. …. …. 2009 2010 2011 2012 Istruzione Totale servizi ultimo anno 3. ….5 61. …. ….3 25.7 (c) 125.5 ….5 2. ….8 (c) 31. …. …. attività artistiche.Scheda settore P INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale servizi di mercato) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) (e) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) (e) ….1 100. …. ….260 2. ….367 5.5 2.3 ….5 100.2 …. ….3 3. …. sanità e assistenza sociale.2 0. ….59 26.072 9. …. …. 3.810 0.6 (c) 1.527 0. 128 .6 (c) 27. …. ….316 (c) …. 21.0 21.578 Servizi Concentrazione settoriale . 25.0 30.783 46. …. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto. ….298 86.2 100. …. (c) Il valore è al netto dei servizi finanziari e assicurativi. sportive. …. …. …. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.9 …. 3. ….784. 2.669 (c) 248.088 87.5 0. …. ….504 55.2 ….0 …. ….7 3. ….10 39.1 ….5 * 2.853 0. (e) I dati si riferiscono all’insieme dei settori istruzione. 2. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume. 3.414 1. 7. …. I dati fanno riferimento alla media d’anno.0 25. ….395 67 3.0 3. …. ….3 46. 2.

7 (c) 125.3 140. ….578 Servizi Concentrazione settoriale . …. …. …. ….6 3.2 253.940 10.0 58. ….7 3.8 17.563 266. …. …. ….0 3.9 23. …. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume. …. …. 129 . ….3 37.6 252. …. …. …. 35. …. …. ….308 318.0 …. ….8 ….424 (c) 100.954 18. ….1 60.6 0. ….9 0.0 0. 12.252 6. 14.220 7.1 100.2 4.0 ….2 14.0 30. …. ….3 (a) Per maggiori dettagli su fonti. …. …. ….5 ….316 (c) …. 2. …. 7.2 38. ….5 ….9 150. ….8 (c) 31.784. (c) Il valore è al netto dei servizi finanziari e assicurativi.5 ….Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a)  Escluse le società cooperative sociali e le imprese dei servizi finanziari e assicurativi.966 11. sanità e assistenza sociale.236 6.662 732.3 (c) 233.9 62.452 3. ….504 55. I dati fanno riferimento alla media d’anno.4 18.6 (c) 1.977.325. 13. ….3 100. ….3 24. …. ….5 35.283 709. ….0 3.82 2009 Sanità e assistenza sociale 2010 2011 2012 Totale servizi ultimo anno 245. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei 48. …. …. ….1 41.2 0.958 748.072 9. (e) I dati si riferiscono all’insieme dei settori istruzione.2 154.5 (c) …. ….9 15. ….4 238.842 2. ….380 2.281 19. ….1 …. attività artistiche.10 39. …. …. …. ….8 18.389. ….Scheda settore Q INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale servizi di mercato) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) (e) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) (e) …. 2.8 37. …. ….381 (c) 10.2 16. ….193. 13. 3.1 24.239 2.6 (c) 27. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.8 0. …. di intrattenimento e divertimento e altre attività di servizi. ….9 …. …. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti. …. ….931 6.1 56. ….377 518. 25. sportive.669 (c) 248.3 3.89 34. ….7 51. ….307 1. 2.0 2. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto.7 (c) 5.

…. ….316 (c) …. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.6 64.9 …. …. ….6 12.1 37. 5. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto.578 Servizi Concentrazione settoriale .2 0.3 (a) Per maggiori dettagli su fonti.3 3. …. ….6 7. ….424 (c) 100. (e) I dati si riferiscono all’insieme dei settori istruzione. …. ….7 38.5 37.7 (c) 5.8 …. 2. sanità e assistenza sociale.360 15. …. …. ….325. …. di intrattenimento e divertimento e altre attività di servizi. ….8 ….977. sportive.879 168. 25.5 (c) ….5 0. ….308 318.504 55. ….2 8.0 30. …. I dati fanno riferimento alla media d’anno. …. ….059 6. ….2 119. …. …. 34. …. …. ….513 174.0 * 60.8 (c) 31.Scheda settore R INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale servizi di mercato) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) (e) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) (e) …. ….0 3.6 (c) 27.7 41. …. ….1 24. ….099 1.072 9. attività artistiche. ….066 93.10 39. 130 .70 2009 di intrattenimento e divertimento 2010 2011 2012 Totale servizi ultimo anno Attività artistiche. ….6 47. ….6 95.1 100.193. …. 2. ….2 6. (c) Il valore è al netto dei servizi finanziari e assicurativi. …. …. ….1 0.9 35.389. …. ….Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a)  Escluse le società cooperative sociali e le imprese dei servizi finanziari e assicurativi. ….7 3.236 6.0 39. ….9 7. …. 3. …. ….139 10. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.127 10.5 …. ….4 115. …. ….0 6.095 1. 13.8 16.2 6. ….784. ….2 62. ….381 (c) 10.024 6.6 ….7 36.138 6. 2. ….669 (c) 248.2 8. ….8 59.523 18.9 13.073 157. …. ….3 (c) 233.142 857 3.70 41. 7.510 165. 5. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei 40.9 …. …. ….5 …. sportive. …. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume.8 0.7 (c) 125. 5.7 ….6 (c) 1.0 0. …. 62.2 100.707 1.2 28. ….9 62.

9 5. ….204 432. 25.6 19. …. …. ….6 ….316 1.9 …. …. …. ….0 2.2 …. ….0 -1. …. …. ….0 8. ….2 2. ….958 11. …. …. …. di intrattenimento e divertimento e altre attività di servizi.2 0.281 2. ….4 37. ….9 62.1 100.0 ….529 3.235 3.2 18. ….636 3.Scheda settore S INDICATORI (a) CARATTERISTICHE STRUTTURALI Numero di imprese (b) Numero di addetti (b) Valore aggiunto (in % del totale servizi di mercato) Valore aggiunto delle grandi imprese (in % del totale del settore) Numero di imprese nate Numero di imprese cessate Rapporto di concentrazione (CR5) (%) Integrazione verticale (valore aggiunto/fatturato) (%) Intensità energetica (Tj/valore della produzione in milioni) RISULTATI ECONOMICI Valore aggiunto per addetto (mgl euro) (A) Costo del lavoro per dipendente (mgl euro) (B) Competitività di costo (A/B) (%) Redditività lorda (%) (d) STRATEGIE Investimenti per addetto (mgl di euro) Imprese innovatrici (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano acquisti on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Imprese che effettuano vendite on line (imprese con almeno 10 addetti) (%) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato interno (2010=100) Investimenti per la tutela ambientale (in % degli investimenti fissi lordi) INTERNAZIONALIZZAZIONE Imprese esportatrici (in % delle imprese del settore) Esportazioni su fatturato (%) Intensità delle importazioni (importazioni di beni e servizi/consumi intermedi) (%) Esportazioni delle imprese del settore (variazioni annue) (%) Esportazioni delle grandi imprese (in % del totale del settore) Indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero (2010=100) Fatturato prodotto all’estero (in % del fatturato interno) (e) Valore aggiunto delle imprese a controllo estero (in % del totale del settore) (e) ….901 10. ….308 318.074 1.214 3. ….9 10.0 199. …. (c) Il valore è al netto dei servizi finanziari e assicurativi.3 (a) Per maggiori dettagli su fonti.977. …. ….2 …. (e) I dati si riferiscono all’insieme dei settori istruzione. 16.10 39.673 440. ….0 30.387 8.2 2. 2. 13.1 100. …. 2. ….29 2009 2010 Altre attività di servizi 2011 2012 Totale servizi ultimo anno 201. ….0 3.784. …. definizioni e metodologie si rinvia al database completo scaricabile da questa pagina e alle note presenti nel volume. ….193. …. …. …. ….5 ….6 231. attività artistiche.381 (c) 10.6 (c) 1. sportive. …. ….18 199. ….6 89. …. ….8 (c) 31.2 18. ….389.9 5. …. 6. (b) A partire dall’anno 2011 sono state introdotte importanti innovazioni dal punto di vista definitorio e metodologico.424 (c) 100.5 (c) …. 6.6 (c) 27.0 ….316 (c) …. ….6 …. …. 6. ….504 55.669 (c) 248.Anno 2011 (quota provinciale degli addetti alle unità locali su quota nazionale) Fonte: 9° Censimento generale dell’industria e dei servizi (a)  Escluse le società cooperative sociali e le imprese dei servizi finanziari e assicurativi.325.6 -2. ….3 (c) 233.5 ….9 45.0 5.761 190.5 47. …. ….1 48.072 9.402 439.7 3. …. 3. 2.0 0.0 20. I dati fanno riferimento alla media d’anno. ….4 -2. …. ….0 47.8 86.3 2. ….2 89.7 (c) 125. 131 . 3. …. …. 7. ….5 17. …. (d) Rapporto tra margine operativo lordo (depurato della componente di remunerazione dei lavoratori indipendenti) e valore aggiunto.280 12. ….243 1.9 2.7 (c) 5.578 Servizi Concentrazione settoriale .626 422.3 3. Struttura occupazionale delle imprese al 31 dicembre 2011 (a) Settore VALORI ASSOLUTI Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei VALORI PERCENTUALI (b) Lavoratori indipendenti Lavoratori dipendenti Totale addetti Lavoratori esterni Lavoratori temporanei 54.236 6. ….2 10. (b) Percentuali calcolate sul totale degli addetti.0 2. sanità e assistenza sociale.