You are on page 1of 18

PASQUA, UN “PASSAGGI O” PER CAMBI ARE

ne; e il passaggio per ciascuno di noi alla
vita nuova, grazie al battesimo che ci fa figli
di Dio nella Chiesa.
Una festa dinamica, dunque, di movimento,
di passaggio. Anche per noi a scuola? Sì,
certamente, può essere passaggio:
- dal “faccio domani” al “mi impegno oggi”,
con una responsabilità (= capacità di ri-
spondere alla vita e a quanto la vita chie-
de a me) che cresce con l’età;
- dall’accusa e lamentela (“è colpa di…
quello non mi capisce… quella chiacchie-
ra e disturba…”) alla risorsa personale:
posso dare di più, posso far meglio, ho le
capacità e i talenti per raggiungere il tra-
guardo;
- dal “tocca a lui/lei e non a me” al
“collaboriamo insieme”, ragazzi genitori e
(Continua a pagina 2)
ILBARBARIGO
NUMERO 18
Più facile un uovo (di cioccolato) che un
sepolcro, pur vuoto; più gradevole una
colomba che una croce, anche se gloriosa.
La Pasqua, ormai alle porte, è un invito a
far festa dando sostanza a simboli e gesti
che incontriamo ogni anno e non sempre
cogliamo nella loro essenza. E magari ci
sarebbero utili per vivere meglio, anche a
scuola (o nonostante la scuola, direbbe
qualcuno).
Pasqua significa passaggio: il passaggio
dell’angelo sterminatore che risparmiò gli
ebrei e colpì gli egiziani; il passaggio del mar
Rosso, cioè la liberazione dall’oppressione;
volendo allargare lo sguardo alla natura,
anche il passaggio dall’inverno alla primave-
ra. Ma soprattutto, per i cristiani, il passag-
gio di Gesù “da questo mondo al Padre”,
attraverso la morte di croce e la risurrezio-
In questo numero
Passa parola!
Questo notiziario viene inviato a circa
2.500 indirizzi; invitiamo tutti a
“passar parola” (=inoltrare la mail
con il notiziario) a persone che po-
trebbero essere interessate a conosce-
re la vita del Barbarigo. Grazie!
- Aspettando la Pasqua
- Il 17 maggio la festa degli Ex Allievi
- La comunicazione nel 2013
- Il 15 aprile grande concerto di
Andrea Azzolini
- Le foto degli scambi internazionali
e dello spettacolo delle Medie
- Le riflessioni dei nostri studenti
- Le attività didattiche più innovative
- Interviste
- Notizie, foto e tanto altro!
Pubbl i cazi one i nf ormati va bi mestral e del l ’ I sti tut o Barbari go di Padova APRI LE- MAGGI O 2014


QUARESI MA: UN TEMPO PER DI RE “SÌ ALLA VI TA”
Pagina 2
I LBARBARI GO
SPI RI TUALI TÀ
APRI LE- MAGGI O 2014
www.barbarigo.edu
Qual è il valore del tempo di Quaresima
oggi, in particolare per un giovane? Co-
me rendere attuali le “pratiche peniten-
ziali” dell’elemosina, del digiuno e della
preghiera, suggerite da Gesù nel Vange-
lo (Mt 6), proposto il mercoledì delle
Ceneri?
Queste e altre domande stanno accom-
pagnando la comunità del Barbarigo in
queste settimane di preparazione alla
Pasqua.
Durante la prima settimana di Quaresi-
ma, ho avuto la gioia di incontrare le
varie classi e di scoprire insieme ai ra-
gazzi che la Quaresima è un tempo im-
portante per la nostra vita e la nostra
fede, durante il quale possiamo ritrova-
re il senso del nostro Battesimo e, quin-
di, del nostro essere cristiani, mettendo
al centro la Croce di Cristo. Abbiamo
così compreso che l’elemosina di cui
parla il Vangelo non è l’elargizione di
qualche spicciolo per liberarci la co-
scienza o scrollarci di torno qualche
fastidioso richiedente, ma piuttosto il
dono di qualcosa di prezioso (ad esem-
pio il nostro tempo) a chi ne ha biso-
gno, nella gratuità e nella solidarietà
fraterna. Che il digiuno non può essere
solo astinenza dalla carne il venerdì o
diminuzione del cibo, ma rinuncia a ciò
che ci sembra necessario per crescere
nella virtù della temperanza, nel dare il
giusto valore alle cose, nell’imparare la
libertà (anche dal telefonino o dai social
network!). Infine, che la preghiera è
l’atto di affidamento a un Dio che si fa
nostro compagno di strada, un dialogo
fatto anche di ascolto, premessa per
vivere bene ogni momento della nostra
giornata. Preghiera, digiuno ed elemosi-
na non sono pratiche tra loro staccate,
ma tappe di un percorso che porta a
uscire da se stessi, dal proprio egoismo,
per aprirci al fratello, nel cui volto scor-
giamo il volto di Gesù.
In questa nostra scoperta siamo aiutati
dalla “testimone” scelta quest’anno
come compagna di cammino (dopo
Ezechiele Ramin, don Lorenzo Milani,
Piergiorgio Frassati, Rosario Livatino
negli anni passati): Maria Bonino, medi-
co pediatra del CUAMM, morta nel
2005 a causa di un virus contratto nello
svolgimento della sua missione: una
voce semplice che non ama il chiasso
delle cronache, ma proprio per questo
ancor più eloquente. Maria ha scorto
docenti, per migliorare le situazioni,
anche difficili;
- dall’obbligo e dal dovere subìto, atteg-
giamenti che assimilano agli schiavi, al
piacere di scegliere, di imparare, di
fare cose belle, di vivere una vita buo-
na.
La lista potrebbe continuare, ma ci sa-
ranno altre occasioni, altre Pasque…
L’augurio per tutti è di vivere una bella
Pasqua 2014, nel mistero delle celebra-
zioni liturgiche e nei segni più semplici e
consueti: anche facendo festa in famiglia
possiamo pensare “oltre”, anche donan-
do un regalo possiamo esprimere un
augurio profondo. Buona Pasqua!
PASQUA, UN “PASSAGGI O” PER CAMBI ARE
PRI MO PI ANO
SEGUE DALLA PRI MA
notissimi riferimenti biblici, e il conigliet-
to/lepre che sin dai primi tempi del cri-
stianesimo era simbolo del Cristo e
anche della risurrezione.
don Cesare Contarini
rettore
PS. La colomba simboleggia il messagge-
ro di Dio (la colomba di Noè, lo Spirito,
Gesù stesso…) che porta belle notizie
all’umanità; l’uovo, con il pulcino che
esce dal guscio, fa pensare a Gesù che
esce dalla tomba; così pure l’agnello, dai
nel volto dei tanti bambini africani che
ha fatto nascere e di cui si è presa cura
lo sguardo di Gesù che la chiamava a
donarsi, senza riserve e per questo il
suo impegno è stato un continuo “Sì alla
Vita”.
Anche noi vogliamo dire “Sì alla Vita”,
continuando a sostenere il progetto del
CUAMM “Prima le mamme e i bambi-
ni”: è a questo scopo di solidarietà che
destineremo il frutto del “digiuno” qua-
resimale che ogni classe si è impegnata a
raccogliere. Ci piacerebbe che questa
proposta venisse accolta non solo dagli
studenti ma anche dalle famiglie, dai
docenti e dal personale tutto del Barba-
rigo, tutti uniti nel cammino verso la
Pasqua del Risorto.
don Lorenzo Celi
animatore spirituale


www.barbarigo.edu
NUMERO 18 PRI MO PI ANO
Pagina 3
I LBARBARI GO
È DI NUOVO “BARBARI GO I N FESTA”!
EVENTI
Torna il 17 maggio, dopo il grande
successo dell’anno scorso (oltre 500 i
partecipanti!), la seconda edizione di
Barbarigo in festa: la giornata dedicata
agli studenti di oggi e di domani orga-
nizzata dall’Istituto e dall’Associazione
degli Ex Allievi!
Come l’anno scorso il programma pre-
vede musica, cultura e convivialità, con
in più qualche novità. Gli ex allievi po-
tranno assistere o prendere parte agli
eventi sportivi o musicali, oppure sem-
plicemente ritrovarsi per trascorrere
delle ore nel chiostro dove hanno vis-
suto alcuni dei loro ricordi più belli.
Anche quest’anno nell’apposita sala
vintage sarà possibile vedere e toccare
i cimeli della nostra storia; saranno
inoltre premiati i diplomati d'argento e
d'oro. Attraverso gli stand nel cortile
sarà possibile conoscere le attività del-
le associazioni che oggi sono legate
all’Istituto e, inoltre, contattando l’or-
ganizzazione, gli ex allievi potranno
illustrare eventuali attività e iniziative
benefiche. In una sala sarà allestito un
apposito set di posa, dove sarà possibi-
le fare insieme ai propri compagni di un
tempo una “foto di classe”.
Non potrà mancare un breve momen-
to per la riflessione e la preghiera co-
mune, poi si festeggerà con il catering e
cocktail finale. Queste sono solo alcu-
ne delle idee per una giornata indimen-
ticabile di allegria e di condivisione:
chiunque vuole suggerirne altre, o par-
tecipare all’organizzazione, può contat-
tare l’Associazione Ex Allievi!
1° Gianmarco Fasolo

Associazione
ex Allievi Barbarigo

via Rogati 17, Padova
Cell. 333.7899783

Web
www.barbarigo.edu/exallievi

E-mail
exallievi@barbarigo.edu

Contattaci per idee e proposte!
ORGANIZZAZIONE


Pagina 4
I LBARBARI GO APRI LE- MAGGI O 2014
www.barbarigo.edu
PRI MO PI ANO
UN ANNO DI ( BUONA, SI SPERA) COMUNI CAZI ONE
RAPPORTO 2013
In particolare a partire dal 2010 il Barba-
rigo ha deciso di investire sulla comuni-
cazione, sia interna che esterna. Gli
obiettivi sono quelli di informare, di
condividere i momenti di vita comune e
i valori dell’istituto e di raccogliere pro-
poste, idee e impressioni, sia all’esterno
che all’interno della comunità del Barba-
rigo (formata da studenti, famiglie, do-
centi e personale),

Di seguito riportiamo le principali attivi-
tà di comunicazione compiute dall’istitu-
to l’anno scorso, così come riportate al
Consiglio di amministrazione dell’Istituto
nel corso dell’ultima riunione. Tutti i
dati sono aggiornati, ove non riportato
espressamente, al 31 dicembre 2013.

Sito internet
Consolidamento attività di comunicazio-
ne www.barbarigo.edu, dopo il totale
rinnovo della veste grafica nel 2012.
99 news pubblicate nel 2013; cura, ma-
nutenzione e arricchimento pagine stati-
che del sito.
Visualizzazioni di pagina: +75% rispetto
al 2012. Attualmente: +8% tendenziale
nel 2014 rispetto ai primi mesi del 2013.

Notiziario on line
5 bimestrali e un magazine annuale diffu-
si tramite newsletter con news, foto,
interviste e contributi di insegnanti e
studenti. Tra gli intervistati, Caterina
Simonsen, ex allieva poi finita al centro
della stampa nazionale e internazionale,
di cui siamo stati i primi a parlare. Au-
mento considerevole della paginazione,
arrivata a 15 facciate.
Ufficio stampa e rasse-
gna stampa
18 comunicati stampa
diffusi nel 2013 presso
oltre 200 contatti, ripresi
da stampa locale e nazio-
nale, con apparizioni tv e
radio. Raccolta dei ritagli,
cura e aggiornamento
della rassegna stampa on
line.

Gestione eventi
Ogni evento principale
(rappresen-tazioni teatra-
li, saggi musicali, scambi
internazionali e attività
didattiche) è coperto da
un “pacchetto” che com-
prende comunicato stam-
pa, news su sito, foto e
video da pubblicare sui
social network.
Supporto all’Associazione
Ex Allievi per l’organizzazione dell’even-
to “Barbarigo in festa”. Raccolta e orga-
nizzazione di un indirizzario di circa 800
nominativi, diviso per indirizzo scolasti-
co e anno di diploma. Invio di tre mail di
invito e recall di circa 150 nominativi
specifici, in collaborazione con altri vo-
lontari. Comunicato stampa ripreso
dalle testate locali e dalla tv. Oltre 500
partecipanti.

Newsletter
Circa 20 mail, tutte con grafica appro-
priata e contenuti multimediali, per la
diffusione del notiziario segnalazioni e
invito eventi. Diffusione mirata presso
Ex Allievi, docenti, istituzioni, amici,
contatti e giornalisti, con elevati tassi di
apertura e di visualizzazione delle mail.

Social Network
Il Barbarigo è presente su tutti i princi-
pali Social Network con circa 1.000
aggiornamenti all’anno, ognuno specifica-
mente pensato e calibrato sull’immagine
e i valori dell’Istituto: Facebook, Twitter,
Scribd, Instagram, Pinterest, Tumblr,
Soundcloud, Linkedin...
Nell’ottica di una comunicazione anche
emozionale valoriale, quini più che infor-
mativa, oltre alle news relative alle attivi-
tà dell’Istituto sono stati diffusi anche
video, foto, articoli di approfondimento,
massime e citazioni (il “Pepe e sale della
settimana” di don Alberto Gonzato).

Archivio fotografico e video
In tre anni di attività sono state raccolte
centinaia di immagini, solo in parte utiliz-
zati nell’attività di comunicazione, che
possono essere messe a disposizione
della comunità dei docenti, degli studen-
ti e delle famiglie del Barbarigo, even-
tualmente riorganizzate in forma di ar-
chivio.

Canale Youtube
Implementazione di una vera e propria
web tv aggiornata settimanalmente. 100
video caricati nel 2013: +3.000% visualiz-
zazioni mensili in un anno, +100% negli
ultimi 4 mesi. Del 2013.


www.barbarigo.edu
NUMERO 18 PRI MO PI ANO
Pagina 5
I LBARBARI GO
MUSI CA/EVENTI
ANDREA AZZOLI NI I N CONCERTO PER I L CUAMM

Martedì 15 aprile alle 20. 45 al Barbarigo gran-
de concerto di Andrea Azzolini, per l'occasione
proveniente direttamente da Mosca: ex allievo del
Barbarigo e soprattutto pianista giovane ma già affer-
mato sulla scena internazionale. Un grande evento,
organizzato dalla Associazione Ex Allievi, di musica e
di solidarietà, con esecuzioni da opere
di Beethoven, Schumann, Bach, Chopin e Brahms.
L'ingresso è gratuito e aperto a tutti, con la possibilità
di dare un contributo che verrà interamente versato
al Medici con l'Africa Cuamm, la ONG padovana -
diretta da un altro ex allievo, don Dante Carraro - che
si spende per il rispetto del diritto umano fondamen-
tale alla salute nei luoghi più poveri del mondo. Per
motivi organizzativi è gradita una mail di conferma
all'indirizzo exallievi@barbarigo.edu.



SCAMBI O CON L’ UNGHERI A, TUTTO OK!
Pagina 6
I LBARBARI GO
CRESCERE I NTERNAZI ONALI
APRI LE- MAGGI O 2014
www.barbarigo.edu
GALLERI E

Come ogni anno, scambi internazionali
al Barbarigo, Sabato 29 marzo sono
venuti a trovare gli amici della 3° e 4°
Liceo Musicale Barbarigo gli allievi della
scuola diocesana di Piliscsaba, in Unghe-
ria (nelle foto: gli studenti durante il pic-
nic in Prato della Valle, il 30 aprile). Il 1°
febbraio erano stati gli allievi del Barba-
rigo a recarsi in visita in Ungheria.
La scuola di Piliscsaba, nel nord dell’Un-
gheria, due anni fa è stata intitolata a
Sant’Antonio di Padova: di qui lo spunto
per trovare contatti proprio nella città
del Santo, al fine di stringere un gemel-
laggio. La scuola cattolica è molto ap-
prezzata e valorizzata in Ungheria, an-
che dal punto di vista del sostegno dello
Stato.



www.barbarigo.edu
NUMERO 18 GALLERI E
Pagina 7
I LBARBARI GO
NORVEGESI E OLANDESI A PADOVA!
SCAMBI ELOS
Dal 6 al 12 aprile sono stati nostri
ospiti anche gli studenti e i docenti
norvegesi e olandesi nell’ambito del
programma europeo Comenius.
Circa due mesi fa i ragazzi del quarto
anno del Liceo Scientifico, del Liceo
Classico e dell’ITE erano stati a loro
volta ospitati dai loro coetanei di Stee-
nwijk in Olanda e Askim in Norvegia.
Le attività hanno compreso laboratori
didattici e lezioni, interamente in lingua
inglese: proprio nello studio e nella
pratica della lingua infatti, oltre che
nell’apertura a culture diverse, questi
scambi internazionali trovano uno dei
maggiori punti di forza. Gli studenti
stranieri, così come i padovani in feb-
braio, sono tutti ospiti presso le fami-
glie degli allievi dell’Istituto


CHI TARRE I N CONCERTO E LI UTERI A I N MOSTRA
Pagina 8
I LBARBARI GO
MUSI CA
APRI LE- MAGGI O 2014
www.barbarigo.edu
GALLERI E
Il poeriggio di mercoledì 2
aprile il teatro dell’Istituto ha
ospitato una giornata dedicata
la mondo della chitarra classi-
ca.
Per l'occasione è stata allesti-
ta un'esposizione della colle-
zione di strumenti dei maestri
liutai Andrea Marcellan, Ma-
nuel Massarotto e Donatella
Salvato, che hanno illustrato
ai visitatori le caratteristiche
della produzione artigianale di
strumenti.
A seguito ha avuto luogo un
concerto degli allievi chitarri-
sti e degli insegnanti di chitar-
ra Carlo Di Turi e Rosamaria
Reato.
Venerdì 4 aprile 2014 la Scuola
Media Barbarigo ha partecipato,
unica invitata, allo Sports Day
organizzato dalle scuole inglesi di
tutto il Veneto. I nostri porta-
bandiera hanno partecipato ai
tornei di calcio a 5 e calcio a 7
maschile, assieme a quello di
pallavolo femminile, cogliendo
ottimi risultati. Sia la squadra di
volley che quella di calcio a 7
hanno infatti raggiunto la finale,
classificandosi seconde. Arrive-
derci all’anno prossimo per la
vittoria, intanto sempre Forza i
bocia del Barba!
LE MEDI E ALLO SPORTS DAY!
SPORT


www.barbarigo.edu
NUMERO 18 GALLERI E
Pagina 9
I LBARBARI GO
Servizio di Federica Martelli
STORI A DI UN PARCO, UN SUCCESSO!
TEATRO SCOLASTI CO
È tornato il teatro delle scuole me-
die. Sabato 5 aprile, alle 20.45 nel tea-
tro dell'Istituto, è andato per la prima
volta in scena Storia di un parco, ideato
e diretto da Mariantonioa Colonna
Preti e realizzato dai ragazzi delle me-
die. Il pomeriggio di venerdì 4 hanno
invece avuto luogo le prove generali.
Lo spettacolo era composto cinque
scene ambientate in un parco pubblico
(tra cui l'arena romana di Padova) e
vede coinvolti quasi 40 ragazzi di SS1G,
con la preziosa collaborazione delle
professoresse Carla Zotti e Sasha Za-
binski. Scene, alcune anche in dialetto
veneto. tutte recitate secondo copio-
ne, tranne una d'improvvisazione. Un
modo per imparare, lavorare e diver-
tirsi insieme.


Pagina 10
I LBARBARI GO APRI LE- MAGGI O 2014
www.barbarigo.edu
SCUOLA
LETTORATO I N SPAGNOLO PER LE MEDI E
PROGETTO LI NGUE/MEDI E
Anche quest’anno, con entusiasmo e diver-
timento, gli studenti della scuola secondaria
di primo grado partecipano alle lezioni di
spagnolo con la lettrice madrelingua Cristi-
na Pérez coordinate dalla prof.ssa Silvia
Peron. I ragazzi sono coinvolti in attività
didattiche e ricreative atte a sviluppare le
competenze linguistiche e, in alcuni casi…
artistiche! Gli studenti della prima classe,
infatti, si sono cimentati nella creazione di
simpatiche marionette di carta e hanno
messo in scena delle divertenti rappresen-
tazioni. Le altre classi hanno prodotto
video spiritosi e cartelloni colorati.
Il progetto mira a sviluppare tra gli studenti
entusiasmo e interesse per la lingua stra-
niera in modo ludico e informale, renden-
doli i veri protagonisti dell’apprendimento.
PROGETTO LI NGUE/SUPERI ORI
LEONARDO 2014, ARRI VI AMO!
Ginevra, Michele e Fausto della classe prima.
I ragazzi che hanno partecipato alla precedente
esperienza con la prof.ssa Peron a Londra
Anche quest’anno alcuni studenti delle classi quarte del Bar-
barigo sono stati selezionati per la partecipazione al Progetto
Leonardo. Alice La Creta, Emanuele Magrini, Anna Barzon,
Giovanna Ghinello e Giovanni Tessaro partiranno a fine mag-
gio per uno stage di formazione e lavoro della durata di cin-
que settimane a Portsmouth (Gran Bretagna), grazie a delle
borse di studio europee nell’ambito del Programma di Ap-
prendimento Permanente.
Per prepararsi all’esperienza, gli studenti stanno seguendo un
corso di inglese di circa 20 ore con la prof.ssa O’ Reilly e
parallelamente partecipano a incontri di formazione al Pro-
getto tenuti dalla prof.ssa Peron.
E’ il terzo anno che il preside e i docenti vedono con orgoglio
la partecipazione dei loro studenti a questo programma, che
include una ventina di ragazzi provenienti da istituti superiori
padovani statali e paritari.
Il Centro oficial de examen DELE-Cervantes (Diploma ofi-
cial Español como Lengua Extranjera) propone per quest’e-
state, in collaborazione con il Barbarigo, l’Acampada de
verano en la ciudad. Un centro estivo in lingua spagnola per
giocare, imparare e socializzare con la seconda lingua più
parlata al mondo (dopo il cinese). L’iniziativa, diretta ai ra-
gazzi che hanno frequentato una classe delle medie, si svol-
gerà interamente presso il Barbarigo dal 7 al 18 luglio 2014,
ogni giorno dalle 8.30 alle 16. Le attività consistono in gio-
chi e laboratori in lingua per imparare divertendosi, e pre-
vedono la partecipazione di insegnanti madrelingua per la
docenza e di monitores perfettamente bilingue per l’anima-
zione. Al termine verrà rilasciato un attestato di partecipa-
zione, valido come credito scolastico e formativo e certifi-
cazione del livello di competenza linguistica raggiunto. Pre-
visti sconti e facilitazioni per gli studenti del Barbarigo.
CENTRO ESTI VO I N SPAGNOLO
PROGETTO LI NGUE/ESTATE



A ROMA A TROVARE AUGUSTO, DOPO DUEMI LA ANNI
VI SI TE D’ I STRUZI ONE
Il 3 febbraio 2014 la classe seconda del
Liceo Scientifico dell’Istituto Barbarigo,
accompagnata dai professori Pillepich e
don Zaramella, si è ritrovata alle ore 6:20
presso la stazione ferroviaria di Padova
per recarsi a Roma per visitare la mostra
di Augusto, alle Scuderie del Quirinale, e le
molteplici bellezze che la capitale ha da
offrire. In seguito a tre ore di treno sia-
mo giunti a destinazione, desiderosi di
visitare e conoscere ciò che ci circonda-
va. Usciti dalla stazione siamo giunti alle
terme di Diocleziano, dove don Paolo ha
benedetto il nostro viaggio con una pre-
ghiera.
Tappa numero1: il Quirinale. Ci è stato
dato il permesso di accedere unicamente
a determinate stanze ed aree dell’edificio,
aperte al pubblico. In alcuni di questi
luoghi erano racchiusi oggetti particolare,
ad esempio sequestrati dalla Polizia alla
mafia, mentre altri mostravano i segni dei
più importanti passaggi socio-politici che
l’Italia ha attraversato dal Rinascimento
ad oggi.
Tappa numero 2: nel tempo libero
uno dei luoghi che ha attratto la nostra
curiosità è stata la Fontana di Trevi, luogo
frequentato e conosciuto da milioni per-
sone.
Tappa numero 3: Quando si decide di
andare a Roma, non occorre necessaria-
mente visitare un museo per osservare e
conoscere la storia, in quanto basta una
sola camminata, un solo sguardo in grado
di catturare la nostra curiosità e di por-
tarci a visitare ciò che ci attira maggior-
mente. Insomma Roma è come un mu-
seo a cielo aperto, e proprio per questo
ci ha portato ad esempio ad ammirare
anche l’Altare della Patria, luogo che at-
trae quotidianamente migliaia di turisti.
Come quarta ed ultima tappa, final-
mente abbiamo avuto accesso alla mo-
stra di Augusto presso le Scuderie del
Quirinale, organizzata in occasione del
bimillenario della morte dell’imperatore
(19 agosto 14 d.C.). Il percorso museale
ha voluto mostrare come la vita e la
carriera del princeps si intrecciassero con
la formazione di una nuova cultura e di
un linguaggio artistico che ancora oggi
sono alla base della nostra civiltà. La
nostra attenzione si è in particolare sof-
fermata sulle numerose statue di Augu-
sto che hanno saputo mettere in luce i
diversi aspetti dell’imperatore: dalle im-
magini spigolose della gioventù combatti-
va ai volti placidi della maturità. Interes-
santi sono stati anche i cosiddetti “rilievi
Grimani”, che raffiguravano animali selva-
tici (come ad esempio una leonessa) che
allattavano i propri cuccioli, ma anche i
preziosissimi cammei, utilizzati come
dono personale da parte dei membri
della famiglia imperiale. Il professore Pille-
pich ci ha fornito le nozioni principali su
ciascuno dei reperti archeologici che
vedevamo al museo, informandoci sulle
caratteristiche dell’opera e sul loro signi-
ficato. Giunti al piano superiore, abbiamo
avuto l’opportunità di osservare innume-
revoli quantità di utensili molto antichi, il
cui utilizzo era di ambito domestico e
quotidiano (come ad esempio spille e
vasi).
Successivamente, verso le 17:40, siamo
ritornati in stazione per attendere il tre-
no che ci ha riportati a Padova, orgogliosi
ed entusiasti della giornata,
Francesco Aligo, II Scientifico
www.barbarigo.edu
NUMERO 18 SCUOLA
Pagina 11
I LBARBARI GO
Il giorno 6 marzo 2014, presso il teatro
del Barbarigo, il biennio e le terze supe-
riori hanno assistito allo spettacolo tea-
trale Una danza nel cuore - Giulia Gabrieli,
per la regia di Filippo Crispo. Questo
spettacolo ha messo in scena una storia
reale che vede come protagonista Giu-
lia, una ragazza di quattordici anni mala-
ta di tumore. Ciò che ha particolarmen-
te colpito noi ragazzi è stata la gioia di
vivere e la fede di questa ragazza, che è
stata trasmessa anche ai famigliari e alle
sue care amiche. Intervistando una delle
amiche della protagonista, nostra com-
pagna di 4° Ginnasio, abbiamo potuto
approfondire i sentimenti provati dagli
PROPOSTE
I L TEATRO CHE FA RI FLETTERE SULLA VI TA
attori. Daniela ci ha fatto partecipi di
forti emozioni e di quanto per lei ha
significato prendere parte a questo spet-
tacolo, e la crescita che questo gruppo
sta facendo assieme. Il momento più
commovente e coinvolgente inoltre è
stato quando la ragazzina trova un bar-
bone, lo porta a casa e lo soprannomina
"Nonno Virginio". È stato molto interes-
sante anche scoprire quanto sia bello il
teatro e le emozioni che trasmette,
emozioni reali, prive di schermo davanti
agli occhi. Questo spettacolo ci ha fatto
riflettere sugli aspetti davvero importan-
ti della vita.
I ragazzi della 4° Ginnasio Giulia Gabrielli


Pagina 12
I LBARBARI GO APRI LE- MAGGI O 2014
www.barbarigo.edu
SCUOLA
I MPRESA DI CLASSE
DI DATTI VA E I MPRESA
Si è tenuto il 18 marzo presso l’Istituto
Tecnico Economico Barbarigo il corso
Da una buona idea a una buona impresa!,
organizzato da UniCredit con l’obiettivo
di promuovere la cultura d’impresa e
favorire lo sviluppo di un pensiero im-
prenditoriale presso i giovani. Durante
l'incontro Giorgio Mattaliano Belforti,
ex allievo dell'Istituto, ha illustrato ai
ragazzi dell'Istituto Tecnico Economico
la sua esperienza di imprenditore di
successo nel ramo delle energie rinno-
vabili (Smile Energy Srl), focalizzando in
particolare sull’esigenza di pensare in
maniera creativa e giocare di squadra.
Sono intervenuti nel corso della lezione
anche Daniele Businaro e Nicoletta
Forzan, manager Unicredit.

Durante la seconda guerra mondiale,
più precisamente negli anni tra il 1943 e
il 1945, le foibe rappresentarono il sim-
bolo di una tragedia. Alcune migliaia di
persone della popolazione giuliano-
dalmata vennero uccise nei modi più
atroci: chi trovò la morte nei campi di
prigionia, chi venne gettato nell'Adriati-
co e chi nelle fosse comuni. Tra tutte
questi orrori spicca la terribile realtà
delle foibe (dal latino fovea-fossa), cavità
naturali o voragini che sprofondano
verticalmente nel territorio carsico per
decine di metri, dove vennero gettate
persone ancora vive. L'elemento princi-
pale di questo eccidio è la totale man-
GI ORNATA DELLA MEMORI A/3
GI ORNATA DEL RI CORDO
canza di notizie delle persone deporta-
te. L'assenza di informazioni è ancora
attuale: molti ignorano ancora questa
parte della storia perché fu subito tenu-
ta nascosta dal governo di allora.
L’11 Ffbbraio il triennio del Barbarigo ha
partecipato a un incontro, tenutosi nel
teatro della scuola, con la professoressa
Ivanov, riguardante il "Giorno del Ricor-
do" che non è noto come la "Giornata
della Memoria" ma che per questa po-
polazione ha un valore importantissimo.
La professoressa, che ha vissuto in pri-
ma persona questa parte di storia, con
commozione ha voluto sottolineare
l'importanza di questo giorno, raccon-
tando le esperienze della sua famiglia
(lei infatti era ancora troppo piccola per
ricordare), e quelle anche più tragiche
di cui è venuta direttamente a cono-
scenza. Con la sua voglia di raccontare
per far emergere un passato che si è
cercato di dimenticare, la professoressa
è riuscita a coinvolgerci e farci capire
che le storie più tristi e macabre sono
molto più vicine a noi di quanto immagi-
niamo. Alcune classi sono poi andate a
Trieste a visitare i luoghi dei massacri e
grazie a questo hanno potuto constata-
re quanto la prof.ssa Ivanov aveva testi-
moniato.
Laura Tonietto 1 Classico
SOCI ALE
I MPARARE L’ I NGLESE E LA CI TTADI NANZA
Il Barbarigo ha partecipato anche per il
2014 al progetto educativo e formativo
"Partecipazione e Territori", organizzato
dalla Fondazione Fontana e dal St. Martin
CSA, attive in Italia e in Kenya. Il percor-
so si è articolato in tre incontri di due
ore ciascuno, preceduti da un incontro di
progettazione con gli insegnanti, e segui-
to da un incontro di valutazione dei risul-
tati, in cui sono stati coinvolti sia i docen-
ti che gli studenti. Gli obiettivi sono l'e-
sercizio dell’inglese, usato come lingua di
lavoro duranti gli incontri con i rappre-
sentanti della ONG kenyana, e la sensibi-
lizzazione degli studenti sulla cooperazio-
ne e gli altri temi sociali.



I MPARARE, TRA BATMAN E OMERO
Ci siamo! Dopo un po’ di anni di silen-
zio, torna a far capolino nel menù didat-
tico del Barbarigo un progetto che mira
ad unire buona lettura e bel cinema.
In questa veste totalmente rinnovata del
“Salotto letterario”, gli studenti potran-
no tornare ad assaporare l’inebriante
sapidità delle pagine di Calvino, Omero
e Bradbury, sapientemente mescolate
alla straordinaria vitalità di pellicole
altrettanto memorabili. A loro il compi-
to di cogliere i collegamenti più o meno
evidenti tra le due arti; il tutto - è bene
sottolinearlo - arricchito, oltre che dalla
presenza di un moderatore, anche dalle
analisi e dai preziosi contributi della
giovane e preparata dottoressa Marghe-
rita Grotto, laureatasi in Scienze dello
FAHRENHEIT 451 è un film realizzato
nel 1966. Tratto dal celebre e omonimo
romanzo di Ray Bradbury, diretto dal
regista Francois Truffaut, è ambientato
in un futuro imprecisato: la società è
dominata dal potere assunto del mezzo
televisivo, che costringe la popolazione
a sottomettersi alle volontà di un gover-
no totalitario. Si tratta di un regime che
ha bandito il diritto di leggere e che
cerca di ridurre tutti gli individui a uno
stato di omologazione e ignoranza.
Trama
Il protagonista Guy Montag svolge con
grande impegno ed estrema diligenza il
suo lavoro di pompiere, ma in questa
strana società il pompiere non spegne
gli incendi, bensì li genera bruciando e
distruggendo i libri. La vicenda è infatti
ambientata in un periodo in cui il poten-
te Governo totalitario ha bandito il
diritto di leggere, poiché la lettura è
considerata un reato e chi viene sorpre-
so in possesso di libri è punito severa-
mente.
Montag si limita ad eseguire gli ordini
del suo superiore, senza mai chiedersi
se quello che fa sia giusto o sbagliato.
Un giorno, però, tornando dal lavoro, il
protagonista conosce una simpatica e
seducente ragazza, Clarisse, che lo fa
riflettere sullo scopo del suo lavoro e lo
convince addirittura a cimentarsi nel
leggere alcuni dei libri ai quali, fino a
quel momento, non aveva dato minima-
mente importanza.
Dopo aver deciso di cedere alla tenta-
zione di scoprire cosa celano le nume-
rose pagine di quei libri, Montag riuscirà
a continuare a svolgere il suo lavoro,
rimanendo convinto delle sue idee ini-
ziali o cambierà radicalmente il suo
modo di pensare, esigendo maggiore
libertà e capendo l'importanza della
conoscenza e della cultura? ...Buona
visione!!
Commento
Mi ha fatto molto piacere vedere que-
sto film, perché riesce a mostrare vero-
similmente alcuni aspetti tipici dei tota-
litarismi e ci permette di fare un con-
fronto con il modo in cui viviamo at-
tualmente. Nella società in cui è am-
bientato il film, i pensieri degli uomini e
ogni singola azione vengono monopoliz-
zati e controllati dal governo, che detie-
ne nelle proprie mani tutto il potere. In
questo modo il regime fa sì che le per-
Film: Batman begins. Relatore prof. Ga-
sparoni
TRIENNIO mercoledì, 30/04/2014
(ore 15:45-19:00): Blade Runner, tra
pagina e pellicola Lettura: Alan E. Nour-
se, The Bladerunner (1974). Film: Blade
Runner (1982) Relatore prof. Gasparoni
Ebbene, che aspetti? Manchi solo tu!
Gli organizzatori
Prof. Dino Gasparoni
Prof.ssa Catia Giordan
Spettacolo, in modo tale che l’esperien-
za cine-letteraria risulti in questo modo
completa e indimenticabile.
Siamo già partiti con due incontri, ri-
spettivamente uno per il biennio e il
triennio, e questi hanno riscontrato un,
notevole successo.
Ecco i prossimi appuntamenti:
BIENNIO giovedì, 24/04/2014 (ore
15:45-19:00): Riconoscere l’eroe: la tra-
ma di agnizione tra Odisseo e Batman.
Lettura di passi scelti dall’Odissea ome-
rica (possibilmente nell’edizione in pro-
sa curata da M. G. Ciani, Omero, Odis-
sea, Tascabili Marsilio, Venezia 2000,
pag. 197-378); in alternativa, edizione a
scelta, sezione specifica dal XIII-XXIV
libro.
sone non possano avere del tempo
libero per riflettere, non rendendosi
conto che, in realtà, sono “schiave” del
potere e che non hanno alcuna possibi-
lità di farsi una cultura e di realizzare i
propri sogni.
Il film, infatti, dimostra che un solo or-
gano politico può influenzare e modifi-
care a suo piacimento un'intera comuni-
tà, portando le persone a pensare tutte
allo stesso modo e nascondendo loro la
verità riguardo molte circostanze che,
se conosciute nella loro reale essenza,
potrebbero rivelarsi pericolose.
Consiglio vivamente la visione di Fah-
renheit 451, soprattutto ai ragazzi e alle
ragazze della mia età, in quanto affronta
alcuni argomenti centrali del program-
ma scolastico, ma soprattutto perché ci
aiuta a vivere con maggiore “vigilanza”.
Jessica Trevisan, V Scientifico
www.barbarigo.edu
NUMERO 18 SCUOLA
Pagina 13
I LBARBARI GO
FAHRENHEI T 451: LEGGERE È LI BERTÀ
RASSEGNA “RACCONTAMI UN’ I MMAGI NE”
“SALOTTO” CI NE-LETTERARI O


Pagina 14
I LBARBARI GO APRI LE- MAGGI O 2014
www.barbarigo.edu
PAROLA AGLI STUDENTI
QUEL FONDAMENTALE DI RI TTO UNI FI CANTE: LA CI TTADI NANZA
EDUCAZI ONE CI VI CA E DI RI TTI
La maggior parte delle persone oggi può
vantare la fortunata sicurezza della propria
ufficiale appartenenza ad uno stato, un
paese, una comunità, senza rendersi pie-
namente conto di quanto sia proprio que-
sta condizione di cittadinanza a tutelare lo
stile di vita che conduce. Questa situazio-
ne, per noi scontata, cela nella sua defini-
zione una serie di diritti e privilegi di cui
non sappiamo immaginare la mancanza,
ma che spesso, invece, nella storia sono
stati negati, con drammatiche conseguen-
ze. La cittadinanza ci designa come parte
di una società regolata da leggi volte a
tutelare gli individui, ci pone sotto la rassi-
curante ala protettiva della democrazia,
con tutti i benefici che ne conseguono.
Come afferma Hannah Arendt ne Le origi-
ni del totalitarismo del 1951, senza questa
difesa l’uomo incorrerebbe nella disgrazia
della privazione del diritto alla vita, alla
libertà individuale e di opinione, al perse-
guimento della felicità e alla tutela giuridi-
ca. E a questo punto che ne sarebbe di lui?
Non gli resterebbe che la sua condizione
naturale, confinato oltre i limiti della co-
munità; diverrebbe null’altro che mero
appartenente alla specie umana: non più
uomo, bensì umano, in quanto la sua iden-
tità, invece, è data non solo dall’apparte-
nenza biologica al genere, ma anche e
soprattutto dalla relazione con i suoi simi-
li, esplicata nelle forme delle istituzioni e
dei diritti.
A nulla serve inorridire di fronte a questi
pensieri, poiché l’uomo nel corso della
storia ha già dato prova di esperienze
nelle quali l’aspetto umano è stato offeso.
Quale esempio migliore di Adolf Hitler,
che nel ’33 sospese la costituzione tede-
sca? Le persone si videro negare all’im-
provviso quei diritti di cui avevano sempre
inconsapevolmente goduto: chiunque, se
sospettato di dissidenza o troppo vicino a
una persona considerata tale, poteva ve-
dersi irrompere in casa la Gestapo o le SS,
senza speranza di tutela da parte della
legge. Le persone semplicemente svaniva-
no e nessuno poteva opporsi. Questa era
la situazione che vigeva anche nella Russia
stalinista e in ogni altro regime totalitario,
dove si assiste a una regressione per cui il
sistema torna a fondarsi sulla legge della
forza e della violenza, come nello stato
naturale.
Sulla base di quanto afferma G. Zagrebel-
sky in Imparare democrazia (Einaudi, 2007),
non bastano buone regole senza uomini
buoni che agiscono in conformità al loro
spirito: i cittadini onesti rendono accetta-
bili anche le costituzioni mediocri, ma
costituzioni buone possono essere vanifi-
cate da persone disoneste, che mantengo-
no una facciata di legalità e democrazia,
per coprire il loro indiscriminato interesse
per il potere fine a se stesso. Oltretutto,
secondo le teorie classiche della degene-
razione dei governi (Platone, Polibio e
Cicerone), la democrazia sarebbe destina-
ta alla degradazione: ecco dunque il moti-
vo per cui il nostro vero compito sarebbe
proprio quello di farla resistere, rimandan-
do sempre più il giorno fatidico in nome
della giustizia, della libertà e dell’uguaglian-
za.
Se però un tempo il concetto di cittadinan-
za era statico, legato all’appartenenza a una
società per lo ius sanguinis e lo ius soli, oggi
I ragazzi di V Scientifico, sez. A, e III Classico,
a Berlino in visita al museo della memoria

la sua concezione è divenuta più dinamica.
Sono messe in discussione quelle due
condizioni necessarie per il godimento dei
diritti e la cittadinanza si riveste di un
elemento unificatore e non di distinzione,
che individua un patrimonio comune. Ciò
che sta alla base è l’idea di fratellanza,
tanto cara ai rivoluzionari francesi, che
concede una definizione meno elitaria
all’accezione sempre più comune del ter-
mine “cittadino del mondo”.
Quindi, sulla scia delle parole di P. Levi in
Se questo è un uomo, meditiamo che que-
sto è stato. Non percepiamo tutto ciò
come lontano dalla realtà, improbabile,
poiché si è davvero verificato nel corso
della storia. E sempre troppe volte.
Alessandra Lovison, V Scientifico
Negli ultimi tempi la scuola ha subito
moltissime riforme che hanno mirato ad
ottimizzare i metodi di insegnamento e
apprendimento. Non sempre però le
decisioni prese sono state ben viste da
tutti, specialmente da noi studenti.
Da un punto di vista lavorativo, prima si
terminano le superiori, prima ci si iscri-
ve all’università e prima si entra nel
mondo del lavoro, ma finire la scuola un
anno prima vorrebbe anche dire toglie-
re una parte del programma o fare tut-
to in modo superficiale e veloce.
Io stessa mi sono trovata in difficoltà
con una riforma avviata nel 2011-12 che
prevede che al liceo scientifico si inizi lo
SUPERI ORI I N QUATTRO ANNI : ATTENTI CON GLI ESPERI MENTI !
studio della fisica non più al terzo anno,
ma già dal primo. All’inizio noi studenti
eravamo più che contenti di questa
iniziativa, ma poi già dai primi mesi ci
siamo ritrovati a dover affrontare pro-
blemi ed esercizi senza le basi matema-
tiche adeguate. Di conseguenza il no-
stro insegnante ha dovuto riadattare il
programma di matematica anticipando
molti argomenti: il risultato è stato ri-
trovarsi a giugno con 3/4 della classe
con il debito. Mi pare quindi palese che
se riadattare il programma di una sola
materia possa essere così dannoso,
sarebbe impensabile fare lo stesso con
tutte le altre. Questo metodo andrebbe
prima adeguatamente sperimentato, per
poi essere messo in pratica, ma anche in
questo caso si potrebbero aprire delle
discussioni: è giusto che alcune classi
prese a campione vengano utilizzate
come “esperimento”? Io non credo,
perché una eventuale bocciatura, per
colpa di argomenti affrontati troppo
velocemente, potrebbe infierire molto
sulla vita di uno studente.
Come soluzione al problema si potreb-
be proporre di anticipare la scuola
dell’obbligo di un anno in modo da man-
tenere ugualmente le superiori di 5
anni, e arrivare a diplomarci a 18 anni.
Linda Marcellan, II Scientifico)
ATTUALI TÀ


PARTI RE DALL’ I GNOTO
SCI ENZA E FI LOSOFI A
Nasce la vita. Non sappiamo come, né il
perché, ma la vita nasce ogni giorno
senza sosta da quando in quei fatidici
momenti della creazione si generarono
spazio, tempo, mondi e stelle che ci
affascino tuttora. Da qui, con una moti-
vazione a noi sconosciuta, si è creato il
tutto, quel tutto che dagli albori della
nostra civiltà cerchiamo di comprende-
re e manovrare a nostro piacimento,
pur sapendo di non avere la conoscenza
per farlo. La ricerca di questa conoscen-
za ha interessato vari ragionamenti ed
implicato pensieri filosofici, matematici
e fisici, ma non ha ancora prodotto la
risposta risolutiva al dubbio sulla vita,
che ognuno di noi si è posto almeno
una volta.
Si dice però che il mondo continui a
girare, il tempo passi, le persone cambi-
no e inizino a conoscere e conoscersi
appropriandosi di una sapere sempre
più ampio. Nonostante ciò, dopo un
lungo cammino costellato di scoperte
scientifiche, possiamo affermare con
certezza di aver appreso nozioni e leggi
inutili a scoprire la finalità della nostra
esistenza. E. Husserl scrive infatti ne La
crisi delle scienze europee nel 1959 che la
scienza “esclude di principio proprio
quei problemi che sono i più scottanti
per l’uomo, il quale, nei nostri tempi
tormentati, si sente in balia del destino”.
Sembriamo in effetti esserci arresi ad
osservare solo ciò che l’uomo ha crea-
to, cercando di ignorare il fatto che il
nostro progresso poggia su una base
per cui noi capiamo solo il funziona-
mento meccanicistico, poiché “ci si è
In Italia le scuole superiori sono di cin-
que anni. Ma nel resto del mondo? La
maggior parte dei Paesi, fra i quali anche
i più sviluppati, hanno il sistema scolasti-
co superiore che termina al quarto an-
no. Facendo dunque il punto della situa-
zione, i ragazzi italiani si inseriscono nel
mondo del lavoro un anno dopo la mag-
gior parte del mondo.
Cosa ci impedisce quindi di metterci alla
pari? Cinque anni potrebbero essere
necessari per i licei, classico in particola-
re, avendo questi indirizzi di studio ma-
terie come greco e latino da affrontare
in modo disteso e quattro anni non
potrebbero bastare. Ma per gli altri
ATTUALI TÀ
SUPERIORI IN QUATTRO ANNI: UNA SFIDA POSSIBILE
Stiamo quindi cercando la verità con i
metodi sbagliati? Riesce difficile pensare
che qualcosa del nostro essere ci rimar-
rà sempre e fatalmente nascosto e che i
mezzi a nostra disposizione non bastino
a rincuorare il nostro animo spaventato
dall’ignoto. L’unica soluzione sembra
essere quella di avere fede negli avveni-
menti che non comprendiamo. Sembra
però vacillare anch’essa, mentre leggia-
mo Husserl scrivere che “la storia non
ha altro da insegnare se non che tutte le
forme del mondo spirituale, tutti i lega-
mi di vita, gli ideali, le norme che volta
per volta hanno fornito una direzione
agli uomini, si formano e poi si dissolvo-
no in onde fuggenti”. Il destino umano,
ammesso che ci sia, forse è proprio
quello di vedere la vita trascorrere e
finire senza capire il perché e il come
essa sia potuta iniziare e perdersi così
velocemente.
Anna Supino, V scientifico
limitati strettamente
e del tutto consape-
volmente a ricercare
soltanto ciò che pote-
va essere misurato e
contato”, dice il car-
dinale e teologo au-
striaco Christoph
Schönborn in un in-
tervista su La Repub-
bl i ca (6/11/2005).
Siamo giunti fino a qui
senza conoscere il
nostro punto di par-
tenza, affidandoci ad
istinti e speranze per
riconoscere le possibili risposte a do-
mande, come: “Qual è la natura dell’u-
niverso? Qual è il nostro posto in esso?
Da che cosa ha avuto origine l’universo
e da dove veniamo noi?”. In questo
modo ci siamo resi conto che
“quand’anche ci fosse una sola teoria
unificata possibile, essa sarebbe solo un
insieme di regole e di equazione” ci fa
notare S. Hawking in Dal big Bang ai
buchi neri, 1988. È probabile dunque che
qualora si trovasse una finalità oggetti-
vamente provata essa risulterebbe co-
munque mancante della motivazione
per cui essa è in atto e con suddetta
motivazione non ci si potrebbe approc-
ciare in modo scientifico, poiché, anche
secondo S. Hawking nella fonte sopra
citata “l’approccio consueto della scien-
za, […] non può rispondere alle do-
mande del perché dovrebbe esserci un
universo reale descrivibile da un model-
lo stabilito da noi”.
ordini scolastici si potrebbe applicare
questa riforma. Può sembrare una bana-
lità, anno in più, anno in meno, ma se
vogliamo essere al passo degli altri stati,
l’Italia farebbe bene a mettersi in linea.
Si tratta anche di una questione di men-
talità: come ci vede il resto del mondo?
Come dei giovani che a 19 anni abbiamo
appena finito le superiori. E come vedia-
mo noi loro? Come persone che a 19
anni sono già inseriti nel mondo dell’uni-
versità e del lavoro.
Tuttavia per noi studenti una riforma di
tal genere potrebbe far nascere il pro-
blema di non avere il tempo di studiare
bene e potrebbero venire tralasciate
nozioni importanti. L’istruzione italiana
ha molti aspetti positivi: la nostra matu-
rità è riconosciuta in molti Paesi e anche
se con un anno in più siamo rispettati
per le nostre conoscenze.
Ci sono, perciò, vari pro e vari contro
da valutare prima di prendere una deci-
sione: bisognerebbe però abbandonare
la paura del cambiamento e fare qualche
passo avanti, ascoltando le richieste
della maggior parte delle famiglie. L’a-
spetto più importante è comunque l’i-
struzione e la cultura, che dovrebbe
essere considerata guardando al futuro
dei nostri ragazzi.
Maddalena Macola, II Scientifico
www.barbarigo.edu
NUMERO 18 PAROLA AGLI STUDENTI
Pagina 15
I LBARBARI GO


Pagina 16
I LBARBARI GO APRI LE- MAGGI O 2014
www.barbarigo.edu
GENI TORI
“NELLA SCUOLA ANCHE I GENI TORI PROTAGONI STI ”
I NTERVI STA: ALESSANDRA DE STEFANI ZAGARESE
«Nella scuola i genitori sono chiamati
ad avere un ruolo sempre più attivo,
anche cercando in prima persona la
collaborazione da parte dei docenti e
del personale». Proprio quello di stimo-
lare la partecipazione delle famiglie è tra
gli obiettivi di Alessandra De Stefani
Zagarese, dopo le elezioni dello scorso
ottobre al suo primo incarico come
presidente del consiglio d’Istituto del
Barbarigo.
«I momenti di i ncontro e di
aggregazione in realtà non mancano -
continua De Stefani - ci sono molte
iniziative, a cominciare da quelle
proposte dall’Associazione dei Genitori
(Agib)». Allora cosa si può fare di più
per stimolare la partecipazione? «Una
possibile iniziativa potrebbe essere quel-
la di organizzare delle assemblee prima
di quelle di Istituto, aperte a tutti i geni-
tori e non solo ai rappresentanti di clas-
se, per raccogliere osservazioni e pro-
poste. Alcuni hanno espresso questo
desiderio, e non credo ci siano proble-
mi a organizzarsi in tal senso».
La nuova rappresentante ha tre figli, di
cui due in questo momento frequentano
l ’ I s t i t ut o ( Li c eo S c i e nt i f i c o) :
«Un’esperienza molto positiva per la
nostra famiglia. Dopo il figlio più grande,
che ha frequentato una scuola statale,
abbiamo deciso di provare con il Barba-
rigo. Filippo si è trovato molto bene,
quindi due anni dopo è stato seguito da
Federica».
Che cosa ha apprezzato del Barbarigo?
«Ho trovato più attenzione ai ragazzi e
alla loro individualità, sia da parte dei
docenti che dello staff. Un aspetto de-
terminante durante la fase della crescita,
che comporta anche tante difficoltà. Poi
molta collaborazione e fiducia recipro-
ca, proprio come si usava una volta».
AGI B
TRE INCONTRI PER RISCOPRIRE LA PATERNITÀ
Le sere del 20 febbraio e del 13 e del
27 marzo 2014 l’Associazione Genitori
dell’Istituto Barbarigo (Agib) ha organiz-
zato tre incontri dedicati alla figura del
padre aperte a tutti e condotti da don
Roberto Ravazzolo, docente al Barbari-
go e alla Facoltà Teologica.
Il primo appuntamento ha avuto come
titolo Cosa resta del padre? Riflessioni in
margine alla lettura del libro di Massimo
Recalcati; il secondo e il terzo seminario
invece rispettivamente Abramo, Ettore,
Giuseppe: figure paterne a confronto e
Onora il padre e la madre. Parole disattese:
ma da chi?.
Nel periodo attuale si tende a minimiz-
zare le differenze tra i ruoli educativi; la
società moderna inoltre, ponendo la
libertà individuale come unico valore
supremo, non ha tardato a mettere sul
banco degli accusati proprio la figura del
padre, assieme a quella Dio (come han-
no evidenziato nella loro opera Freud e
Nietzsche, solo per citare due tra i più
importanti pensatori moderni). Che
senso ha dunque oggi tornare a parlare
della paternità? «Quella del padre è la
figura che, all’interno della famiglia, è
stata maggiormente ridefinita nell’epoca
moderna – spiega don Ravazzolo –.
Durante gli incontri ho tentato di af-
frontare la questione delle ragioni stori-
che, sociali e psicologiche di questa crisi
e di dare alcuni spunti per il futuro».
Un confronto aperto non solo ai cre-
denti: «la questione riguarda tutti, al di
là delle fedi e della appartenenze – con-
tinua Ravazzolo –. Non c’è solo il pro-
blema linguistico di passare da ‘padre’ e
‘madre’ a ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’,
come ultimamente viene proposto. La
vera questione si apre quando le due
figure si confondono e non hanno più
una loro identità, rischiando di privare i
ragazzi degli elementi decisivi per la loro
crescita».
«La nostra associazione organizza questi
incontri per offrire un appoggio e un
momento di formazione ai genitori»
spiega la presidente dell’Agib Marina
Montecchio. «I padri di oggi hanno un
compito particolarmente difficile, essen-
do spesso costretti tra una concezione
autoritaria del loro ruolo – caratteristi-
ca del periodo in cui sono cresciuti – a
una invece basata sull’autorevolezza.
Spesso poi mancano i modelli e i mo-
menti per la riflessione e il confronto».
I video dei due primi incontri sono stati
pubblicati integralmente sul sito e sul
canale Youtube del Barbarigo:
www.youtube.com/IstitutoBarbarigo


LA PROFESSI ONALI TÀ AL SERVI ZI O DEGLI ALTRI
I NTERVI STA: LUI GI OMETTO, EX ALLI EVO E I MPRENDI TORE
La situazione è molto difficile, ma non si
può smettere di pensare al futuro. Così
almeno la pensa Luigi Ometto, ex allie-
vo del Barbarigo, una laurea in architet-
tura in tasca e rappresentate di una
quinta generazione di costruttori, oltre
che presidente dell’Ance di Padova,
l’associazione degli imprenditori edili.

Qual è il suo ricordo del Barbari-
go? Quali sono le figure che l’han-
no colpita maggiormente?
Ho ricordi meravigliosi di quel periodo,
sia per le capacità dei professori che
per il rapporto con i compagni. Tra i
docenti ricordo il preside, mons. Mor-
tin: con lui avevo un rapporto particola-
re, visto che sono stato rappresentate
di istituto per 4 anni. Un impegno molto
formativo e anche una bellissima espe-
rienza personale. Sempre trai i profes-
sori ricordo soprattutto Giovanni Pon-
chio, Talami per italiano, Marchesi per
matematica, Pozzo a filosofia, la Baessa-
to, padre Girardi che ci faceva latino e
poi, non ultimo, don Alberto Gonzato.
Per quanto riguarda invece i compagni
siamo ancora in contatto. Eravamo una
classe molto fortunata, siamo rimasti
tutti molto legati.

Qualche altro ricordo della sua
esperienza nell’Istituto?
Il Barbarigo ha formato il mio carattere
in maniera importante, lasciandomi un
vero e proprio imprinting nel rapportar-
mi con le persone. Poi è stato impor-
tante anche per quanto riguarda il mio
cammino di fede. Lo rifarei subito, ho
Grande soddisfazione nella comunità del
Barbarigo per una notizia giunta da poco
dalla Svizzera: la nostra ex allieva Luisa
Bonafé, maturità scientifica al Barbarigo
nel 1988 e laurea in Medicina a Padova, è
stata da poco nominata professore asso-
ciato presso l'università di Losanna in
Svizzera, dove esercita anche la profes-
sione di medico e di ricercatrice presso il
Centre des Maladies Moléculaires. A pro-
posito di quelli che: "Tanto nelle scuole
non statali il diploma lo regalano!". Un
ringraziamento per la segnalazione e un
caro auguro alla professoressa Bonafé,
assieme a coloro che, anche all’estero,
tengono alto il nome della nostra scuola!
EX ALLI EVI CHE FANNO STRADA
DOCENTE IN SVIZZERA!
stitutiva per il corpo del Santo. Una
sfida, sia dal punto di vista tecnico che
del contenimento dei costi, alla quale
abbiamo risposto, assieme a una ditta di
Vicenza che si è occupata del marmo,
approntando gratuitamente la nuova
soluzione nella cappella della Crocifis-
sione.

Una grande emozione.
Sicuramente: ricordo ancora quando
l’arca è stata aperta, per la traslazione e
l’ostensione del Santo. In seguito, quan-
do il restauro è terminato, mi hanno
incaricato di portare quello che era il
sarcofago sostitutivo a San Pietroburgo,
dove è stato regalato a una chiesa per-
ché facesse da altare. La consacrazione
dell’altare è stato un altro momento
bellissimo, forse pari addirittura al pri-
mo, per la fede e nella gratitudine per il
dono che ho visto nei russi presenti.
avuto cinque anni
davvero attivi e
proficui. La matti-
na non vedevo
l’ora di svegliarmi
per andare a
scuola, e non so
quanto questo sia
normale per un
ragazzo di quell’e-
tà. La nostra poi
era una classe
memorabile: era-
vamo abbastanza
agitati, ma anche
piuttosto svegli.
La nostra era la
sezione C dello Scientifico, che di solito
il terzo anno veniva smembrata per
confluire nella A e nella B. Per noi però
non fu così: decidemmo che nessuno
sarebbe stato bocciato e ci muovemmo
di conseguenza, ogni volta aiutandoci e
dando una mano a chi restava indietro.
E infatti riuscimmo ad arrivare tutti fino
in quinta!

Lei ha anche collaborato con i frati
della Basilica di Sant’Antonio: co-
me è nato questo rapporto?
Sono arcellano, nato praticamente sot-
to il campanile di Sant’Antonino, e da
sempre con la mia famiglia sono molto
devoto al Santo. In seguito sono stato
avvicinato dalla Veneranda Arca, e ho
messo a disposizione la mia professio-
nalità, anche tramite l’azienda di fami-
glia. Quindi, quando c’è stato il restau-
ro, ci hanno chiesto di fare un’arca so-
www.barbarigo.edu
NUMERO 18 EX ALLI EVI
Pagina 17
I LBARBARI GO


I LBARBARI GO
pubblicazione informativa bimestrale dell’I-
stituto Barbarigo, scuola paritaria (Scuola
Media, Ginnasio Liceo Classico, Liceo
Scientifico, Liceo Musicale, Istituto Tecnico
Economico).
Direttore:
Don Cesare Contarini
Coordinamento di redazione:
Daniele Mont D’Arpizio
Via dei Rogati 17, 35122 Padova
Tel. 049-8246911 - Fax 049-8246950

Hanno collaborato a questo numero:
Francesco Aligo, Lorenzo Celi, Margherita
Coeli, Dino Gasparoni, Catia Giordan,
Alessandra De Stefani Zagarese, Alessandra
Lovison, Maddalena Macola, Linda Marcel-
lan, Chiara Pegge, Silvia Peron, Federica
Rigobello, Anna Supino, Laura Tonietto,
Jessica Trevisan.

comunicazione@barbarigo.edu
I LBARBARI GO
Pagina 18 www.barbarigo.edu

APRI LE- MAGGI O 2014
APRILE
6-12 Scambio con Norvegia e Olanda
10-12 Visite di istruzione
15 Pollini Day
17-22 Vacanze di Pasqua
29 Giornata culturale autogestita


MAGGIO
3 Conversazioni su Dante (ore 16)
9 Europe Day
10 Fine ricevimento genitori
17 Festa Ex Allievi (dalle 16)
21 Consiglio di Istituto


GIUGNO
6 Festa del Libro
7 Fine delle lezioni
Il Vescovo Antonio durante la riunione del
consulta delle aggregazioni laicali, che si è
tenuta in sala Ramin lo scorso 13 marzo.
CALENDARIO
Due immagini provenienti
dall’ex allievo Frank Cule-
mann, tra la fine degli anni ‘70
e l’inizio degli ‘80. Si ricono-
scono Gigi Gasparoni, Luca
Malvezzi, Fabio Barat-
to, Andrea Merlo, Gianni
Celentano, Luca Bassan, Luigi
Ometto, Antonio Za-
non, Gabriele Giol, Francesco
Reccanello, Roberto Bosco-
lo, Giuseppe Resch, Lilli Car-
raro, Manu Spada, Vittorio
Zatti, Vanna Bessega, Luciana
Pavan, Stefano Breda, Chiara
Pescarin, Roberto Sarto-
re e Mons. Mortin.

L’ ARCHI VI O DI DON FLORI ANO
FOTO E RI CORDI
Grande successo e sala sempre gremita quest’anno
per le Conversazioni su Dante. Il 3 maggio ultimo
appuntamento per ascoltare il prof. Talami.
FOTONEWS