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Hans Skandergag
IL SANTO GRAAL - LA LINEA DI SANGUE DI GESU'
CAPITOLO 1 - IL SANTO GRAAL
1. La ricerca del “Santo Graal” rappresenta uno dei più affascinanti campi di
ricerca della cultura occidentale.
2. Si tratta della storia di re Artù, dei nobili cavalieri della tavola rotonda,
della connessione tra Giuseppe d’Arimatea e il Santo Graal, trasportati al
sicuro in Britannia, solo per perdersi successivamente nelle le sabbie del
tempo.
3. Nel 1980, fu pubblicato per la prima volta un libro controverso che
sorprese il mondo. Tale testo sosteneva che il “Santo Graal” rappresentasse
in realtà l’anagramma di Sangreal, ovvero che indicasse la sacra linea di
sangue di Gesù Cristo.
4. Il libro di Michael Baigent, Richard Leigh e Henry Lincoln dal titolo “The
Holy Blood and the Holy Grail” (Il Santo Graal) delineò una teoria basata
sull’analisi biblica, su antichi scritti esoterici e leggende, che sostenevano
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alle linee di sangue dei Re e delle Regine del mondo occidentale.
5. Dopo 20 anni di costante e premeditato discredito ai danni di tale libro, la
chiesa di Roma aveva quasi raggiunto l’obiettivo di renderlo irrilevante
quando il romanzo, ormai storico, “Il Codice Da Vinci” di Dan Brown, abbatté
tutti i precedenti record relativi ai best seller.
6. Come il precedente lavoro di Baigent, Leigh e Lincoln, Brown basò il suo
romanzo sull’idea che la linea di sangue di Gesù esistesse ancora ai nostri
giorni, e che, per qualche misteriosa ragione, la Chiesa Cristiana, ed in
particolare la Chiesa Cattolica Romana, avesse intrapreso una campagna
implacabile per eliminare tutti i discendenti di Gesù che fosse riuscita a
scovare.
7. Il resoconto presentato risultò una lettura intrigante, tuttavia diede vita ad
una trama cinematografica eccessivamente lunga e contorta. In ogni caso,
ciò che il libro e il film hanno fatto è radicare ormai tali leggende
nell’immaginario psichico delle persone comuni di tutto il mondo.
8. Le persone non ridono più all’idea che Gesù abbia potuto sopravvivere
alla crocifissione grazie a una serie di sottili stratagemmi.
9. Le persone non si fanno più beffe dell’idea che Gesù potesse essere
sposato.
10. Le persone non respingono più l’idea che Gesù abbia potuto avere dei
discendenti.
11. Il problema è, e rimane, quello di ottenere prove a sostegno di tali
affermazioni.
(CONTINUA QUI....) http://connessionecosciente.wordpress.com/il-santo-
graal-linea-di-sangue-di-gesu/
CAPITOLO 2 - L’ENIGMATICO SAN GIOVANNI
1. Il Vangelo di Giovanni è il più singolare e caratteristico dei quattro vangeli
canonici (“approvati”) del Cristianesimo. E’ con riferimento a tali differenze,
rispetto alle evidenti analogie che esso ha con gli altri tre (Matteo, Marco e
Luca), che tali vangeli vengono definiti vangeli “sinottici”, e riveriti come il
resoconto “più accurato” riguardante la vita di Cristo.
2. Eppure, nel caso di nessuno degli altri tre vangeli è stato mai sostenuto
che essi siano stati scritti da uno degli originari dodici apostoli di Gesù,
mentre, nel caso del Vangelo di Giovanni, per gran parte degli ultimi 2.000
anni, si è costantemente affermato, riferendosi esplicitamente all’autore, che
si trattasse a tutti gli effetti del Vangelo di Giovanni l’apostolo, noto anche
come Giovanni l’evangelista e Giovanni di Patmos.
3. Soltanto nel corso degli ultimi cento anni, la Chiesa Cattolica Romana ha
tentato di minimizzare tale affermazione, sostenendo, per diverse vie, che
tale Vangelo poteva non essere stato scritto dall’apostolo Giovanni, ma da
“qualche altro” Giovanni.
4. Ciò si è verificato poiché, grazie ai nuovi metodi forensi, tanto relativi alle
analisi delle lingue, quanto relativi all’indagine storica, il Vangelo di Giovanni
ha finito col suscitare una serie di interrogativi piuttosto che contribuire a
fornire delle risposte.
5. Sussiste una evidente sfumatura di Gnosticismo nel corso del Vangelo di
Giovanni nel suo complesso, una sorta di anomalia se si considera che
Giovanni fu uno degli originari dodici apostoli e che le chiese cristiane hanno
trascorso gli ultimi 2000 anni impegnandosi ad eliminare ogni possibile
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6. E appunto lì, nel Vangelo secondo Giovanni, c’è la notissima storia di
Lazzaro. Lazzaro non figura per nome nei Vangeli di Luca, Matteo e Marco –
anche se la sua “resurrezione dai morti” era in origine contenuta nei
“primissimi” Vangeli di Marco, seppure sia stata successivamente rimossa.
7. Di risulta, Lazzaro è noto ai posteri solo grazie al quarto Vangelo – il
Vangelo di Giovanni.
8. La storia della resurrezione di Lazzaro resta un episodio di critica
rilevanza, dimostrandosi inoltre assai controverso per la Chiesa Cristiana. Si
tratta di un episodio che è assimilabile alla morte ed alla resurrezione di
Gesù. La similitudine di fondo è tale che, in numerosi casi, i Cristiani hanno
utilizzato l’episodio di Lazzaro a sostegno dell’episodio relativo alla
resurrezione di Gesù, sostenendo che il Nuovo Testamento non fornisca
solo uno, ma “due” episodi di persone ritornate alla vita.
9. Eppure le caratteristiche assimilabili e l’evidente connessione tra Gesù e
Lazzaro non si ferma semplicemente alla questione “morte e resurrezione” di
ambedue i personaggi.
10. E’ chiaro, in base a ciò che chiaramente traspare dalle parole di
Giovanni, che Lazzaro godesse di una sorta di trattamento preferenziale
rispetto agli stessi discepoli. Eppure, curiosamente, non un singolo Vangelo
lo enumera tra i discepoli.
11. Giovanni, in definitiva, si riferisce a Lazzaro come a “colui che Gesù
amava” – più degli altri discepoli. Considerata una simile affermazione,
appare un’anomalia straordinaria che Giovanni menzioni nuovamente
Lazzaro in altri contesti, mentre gli altri Vangeli evitano accuratamente di
farlo.
(CONTINUA QUI....) http://connessionecosciente.wordpress.com/il-santo-
graal-linea-di-sangue-di-gesu/capitolo-2-lenigmatico-san-giovanni/
CAPITOLO 3 - NASCONDERE LA VERITA’ IN PIENA VISTA
1. Nel tentativo di comprendere il significato di fondo di uno specifico
messaggio, il contesto riguardante la condizione ed il tempo specifico in cui
l’autore visse risulta spesso un elemento critico.
2. Sappiamo per certo che Giovanni fu l’ultimo degli originari dodici discepoli
a morire. La data della sua morte, in base a diversi resoconti, viene collocata
intorno al 101 d.C., sull’isola di Patmos, in Grecia.
3. Ciò significa che Giovanni fu testimone del periodo tumultuoso in cui si
verificò la nascita del Cristianesimo, le rivolte in Giudea, la distruzione di
Gerusalemme, l’incendio di Roma e l’imposizione, in tutto l’impero, della
legge romana che prevedeva la pena capitale per chiunque si dichiarasse
cristiano.
4. Il fatto che Giovanni fosse sopravvissuto fino a tarda età, per almeno 35
anni, mentre vigeva tale condanna alla pena capitale , ed inoltre nella fase in
cui si verificava una decisa persecuzione ai danni dei Cristiani in tutto
l’impero, è già in sé significativo.
5. Ma se non avete ancora letto la storia dei fondatori del Cristianesimo, che
è parte integrante delle informazioni che presentiamo, e siete persone che
semplicemente credono ai resoconti delle chiese cristiane e dei loro testi,
allora potreste non rendervi conto della straordinaria sfida che Giovanni
dovette affrontare scrivendo a proposito di una serie di questioni ed evitando
accuratamente di deviare in qualsivoglia maniera dalla dottrina paolina.
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Giovanni e il Libro dell’Apocalisse. Entrambi sono ricchi di analogie, di
potenziali anagrammi e di simbolismi assai poco chiari. Eppure entrambi
sono chiaramente scritti per trasmettere conoscenza occulta ad un pubblico
che non sarebbe stato limitato solo quello che visse nei pochi decenni in cui
il Cristianesimo ebbe origine.
7. Che tali testi siano sopravvissuti, per non parlare del fatto che essi siano
inclusi tra i testi canonici del Cristianesimo, è già in sé un fatto straordinario,
e testimonia la saggezza e l’abilità di Giovanni. Sebbene buona parte dei
testi gnostici siano stati considerati eretici sin dall’affermazione del
Cristianesimo, i messaggi segreti di Giovanni riuscirono a perdurare.
8. Ripeto, se avete letto di Paolo e degli effettivi fondatori del Cristianesimo,
sarete in grado di comprendere esattamente perché tutto ciò si verificò. Se
non lo avete ancora fatto, allora ciò che sto per affermare potrebbe risultare
per voi probabilmente ancora poco chiaro.
9. Giovanni fu costretto a fare attenzione, naturalmente, non solo ai rischi a
cui era soggetto in ogni angolo dell’Impero romano, ma anche ai leader
Cristiani che rappresentavano i successori di Paolo nell’ambito del sistema
da lui istituito, ovvero il Cristianesimo.
10. Se vi erano elementi di saggezza che egli era intenzionato a diffondere,
allora è chiaro che fu costretto a ricorrere a specifiche tecniche per
mascherare il vero significato del proprio messaggio. Questo elemento, in
buona parte, potrebbe contribuire a spiegare la natura disarticolata dei suoi
testi.
(CONTINUA QUI....) http://connessionecosciente.wordpress.com/il-santo-
graal-linea-di-sangue-di-gesu/capitolo-3-nascondere-la-verita-in-piena-vista/
CAPITOLO 4 - LA SACRA FAMIGLIA IN FRANCIA
1. Un testo straordinario fu messo a punto verso la metà dell’anno 800 dopo
Cristo dall’arcivescovo di Magonza, Rabano Mauro Magnenzio (766-856
d.C.), ed il suo titolo era “La vita di Maria Maddalena”.
2. All’interno di questo testo, Magnenzio testimonia che Giuseppe
d’Arimatea si recò in Britannia accompagnato da una serie di altri
personaggi, alcuni dei quali presero congedo dal resto della compagnia in
Francia, mentre altri raggiunsero via nave Glastonbury, un sito collocato al
centro degli antichi distretti minerari irlandesi di stagno e di oro dei Sommi
(Grandi) Re d’Irlanda in Galles e Inghilterra – un distretto noto anche per il
fatto di rappresentare il sito dell’antica area mineraria in cui gli ebrei
operavano direttamente. Una copia autentica del testo di Magnenzio si trova
nella Bodleian Library dell’Università di Oxford.
3. “Abbandonarono le coste dell’Asia, e, favoriti da un vento che spirava da
oriente, viaggiarono lungo il Mar Tirreno, tra Europa e Africa, lasciandosi la
città di Roma e tutto il paese a dritta. Successivamente, favoriti dalle
condizioni atmosferiche, mutarono la propria rotta, giungendo infine nei
pressi della città di Marsiglia, nella provincia di Viennoise popolata dai Galli,
dove il fiume Rodano sbocca nel mare. Lì, avendo invocato Dio, il Signore
supremo del mondo intero, si separarono; i singoli gruppi si recarono quindi
in direzione della provincia verso la quale lo Spirito Santo li aveva indirizzati;
di lì a breve avrebbero predicato ovunque … ”
4. Il percorso che descrive è quello della nota rotta commerciale utilizzata
dai fenici per recarsi in Britannia, così come descritta nelle opere dello
storico greco Diodoro Siculo (90 a.C.-30 a.C.).
5. Pare che un testo ancora antecedente al VI secolo d.C., abbia registrato
questo storico viaggio e questi stessi eventi, che furono riportati all’interno
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(presumibilmente andato distrutto).
6. Le date straordinariamente antiche di tali resoconti forniscono qualche
prova a sostegno della nostra ipotesi, prove che non possono essere
liquidate così su due piedi.
7. In effetti, in tempi a noi più vicini, nel XVII secolo, pare che la Chiesa
Cattolica Romana fosse pronta a riconoscere l’autenticità di tali affermazioni,
basandosi sull’opera del cardinale Cesare Baronio (1538-1609), bibliotecario
e storico del Vaticano, che trascrisse tale viaggio da parte di Giuseppe
d’Arimatea, Lazzaro, Mariamne (Maria Maddalena), Marta, Marcella e degli
altri personaggi nei suoi Annales Ecclesiastici, volume 1, sezione 35.
8. E’ nella città di Rennes-le-Château, che si trova in quella stessa regione,
che il misterioso sacerdote Bérenger Saunière fu accusato di aver ritrovato
alcuni antichi ed occultati documenti ufficiali di viaggio romani che, a quanto
pare, identificavano quei membri della parte politica vicina a Giuseppe che
successivamente operarono nella zona. La leggenda che circonda tale
scoperta, avvenuta alla fine del XIX secolo, è quella in base alla quale il
parroco di Rennes-le-Château sia stato messo a tacere rispetto
all’esposizione di tali fatti successivamente alla concessione di ingenti
finanziamenti a vantaggio della sua parrocchia.
(CONTINUA QUI....) http://connessionecosciente.wordpress.com/il-santo-
graal-linea-di-sangue-di-gesu/capitolo-4-la-sacra-famiglia-in-francia/
CAPITOLO 5 - LAZZARO, IL “BUON’UOMO”
1. Le leggende riguardanti Lazzaro non terminano in occasione del suo
viaggio in Francia con la sua compagna di viaggio Mariamne (Maria
Maddalena).
2. La tradizione afferma che Lazzaro e Mariamne (Maria Maddalena) fossero
sbarcati in Provenza, in Francia, in una località nota oggi come Saintes-
Maries. A partire da lì, si dice che Lazzaro abbia raggiunto Marsiglia, e che,
dopo aver convertito un certo numero dei suoi abitanti al Cristianesimo, sia
divenuto il loro primo pastore.
3. In base alla versione cristiana della storia, nel corso della prima
persecuzione ai danni dei Cristiani ai tempi di Nerone (65 d.C.), si ritiene che
Lazzaro abbia trovato rifugio in una cripta, su cui la celebre Abbazia di San
Vittorio (Vittore)(St Victor) fu poi costruita nel V secolo.
4. Fu quindi sepolto in questa stessa cripta, quando invece avrebbe dovuto
essere arrestato, imprigionato al tempo di Domiziano (51-96 d.C.), e quindi
decapitato in una località, tradizionalmente una grotta, situata sotto la
prigione di Saint-Lazare.
5. In seguito, il suo corpo sarebbe stato trasportato ad Autun e sepolto nella
cattedrale di quella città. Tuttavia, gli abitanti di Marsiglia affermano di
essere in possesso della sua testa, quella che ancora ai nostri giorni
venerano.
6. È interessante notare che, intorno alla stessa data della nascita di
Domiziano, Paolo di Tarso iniziò il suo terzo grande viaggio “missionario” da
Antiochia in direzione dell’Asia Minore, quindi attraversò la Macedonia e si
spinse successivamente ad ovest fino a raggiungere la Spagna e quindi la
stessa regione in cui Lazzaro si trovava in quella fase.
7. Quest’ultimo rappresenta un elemento assai singolare, perché Lazzaro
era quasi certamente divenuto uno dei più antichi leader della chiesa della
zona, sicuramente reso famoso dai resoconti di Giovanni, eppure i testi
Cristiani fanno di tutto per sottolineare che Paolo non si trovasse
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8. Perché i resoconti presenti nel Nuovo Testamento di Paolo sono tanto
interessati ad escludere che egli abbia visitato la Francia, la Spagna o
l’Inghilterra? Perché tali resoconti presenti nel Nuovo Testamento si
presentano tanto simili ad un alibi?
(CONTINUA QUI....) http://connessionecosciente.wordpress.com/il-santo-
graal-linea-di-sangue-di-gesu/capitolo-5-lazzaro-il-buonuomo/
CAPITOLO 6 - MARIAMNE (MARIA MADDALENA)
1. Ora, una delle sfide principali riguardanti la collocazione temporale delle
azioni e delle specifiche cronologie riferibili ai numerosi personaggi che
intrapresero quel pericoloso viaggio con Giuseppe d’Arimatea
(Ha-Rama-Theo, Sua Maestà Divina), è rappresentata dall’enorme varietà di
ipotesi in merito all’effettiva età dello stesso Giuseppe.
2. Ad esempio, uno dei miti più popolari riguardanti Giuseppe riporta il fatto
che egli morì alla veneranda età di 80 anni il 27 luglio dell’82 d.C.
Presumibilmente, stabilire un giorno e una data precisa aveva in qualche
modo lo scopo di rafforzare la credibilità di tale affermazione.
3. Abbiamo poi l’anno della morte di Mariamne (Maria Maddalena), il 62
d.C., lo stesso anno della morte di Giacomo il Giusto, il fratello di sangue di
Gesù, e dell’arresto di Paolo. In quell’anno, si suppone che Giuseppe, Sua
Altezza Divina (Ha Rama Theo), e Re d’Israele in esilio, abbia costruito la
famosa cappella di Glastonbury in Inghilterra quale monumento in onore di
“Maria”, la madre di Gesù.
4. Tanto per aggiungere un’altra serie di date e di elementi riguardanti l’età
nella nostra analisi, viene considerata attendibile l’affermazione in base alla
quale, ai tempi di Giuseppe e Mariamne (Maria Maddalena), gli uomini
dovessero avere, al momento del matrimonio, un’età superiore a quella delle
donne. Nel caso degli Esseni, l’età media dell’uomo era intorno ai 30 anni,
quella della donna intorno ai 15-16 anni.
5. Tuttavia, nel caso di Mariamne (Maria Maddalena), è chiaro invece che
quest’ultima fosse almeno di qualche anno più grande, quando divenne la
compagna di Gesù. Questo elemento potrebbe in parte spiegare la
frustrazione e il fastidio manifestato nei suoi confronti da parte della cerchia
più ristretta dei discepoli, al di là del fatto che si trattasse di una donna.
6. Il motivo per cui tendo a sottolineare tali date, in questa fase, è quello di
evidenziare la ‘astuzia’ degli studiosi Cristiani nell’indicare la data dell’ 82
d.C. come quella della morte di Giuseppe, poiché tale data implicherebbe,
dato che Gesù era il primogenito, che Giuseppe avesse avuto in effetti circa
106 anni di età (Gesù era nato nel 6 d.C.), chiaramente un’età al di là di ogni
possibile credibilità.
7. Dato che la Chiesa Cristiana ha storicamente avuto una consapevolezza
piuttosto limitata dell’avanzato regime vegetariano e dell’attenzione riservata
alla salute da parte degli Esseni, i creatori delle tecniche della moderna
medicina, la maggior parte degli studiosi della Bibbia si sarà probabilmente
sentita sicura del fatto che, proponendo datazioni tarde e improbabili,
l’affermazione in base alla quale Giuseppe Rama-Ha- Theo fosse il padre di
Gesù non sarebbe mai stata presa in considerazione.
8. Ciò che è noto, con riferimento ai secoli di dominio esercitati dalla Chiesa
Cristiana nel mondo, a partire dall’anno 500 dopo Cristo in avanti, è che
l’aspettativa di vita e le condizioni di salute dei popoli collassarono. Quindi,
per un fanatico seguace di Paolo di mezza età, l’idea che una persona
comune potesse vivere fino ad un’età che superasse i 60 anni apparve
probabilmente come un elemento che non era necessario sostenere o
modificare.
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Altezza Divina – ovvero il 68 d.C. circa, a Glastonbury, in Inghilterra – non è
irragionevole, pur dovendo considerare una probabile età compresa tra gli
82 e i 92 anni.
(CONTINUA QUI....) http://connessionecosciente.wordpress.com/il-santo-
graal-linea-di-sangue-di-gesu/capitolo-6-mariamne-maria-maddalena/
CAPITOLO 7 - SU’RAZAL
1. Ora, un lettore, giunti a questo punto, potrebbe chiedersi: avete parlato di
Lazzaro e dei riferimenti presenti nei Vangeli e in numerosi altri manoscritti e
leggende, ma che dire di Gesù? Quali sono le prove riferibili alla vita di Gesù
successivamente alla crocifissione? Quali sono le prove in relazione alle
linee di sangue che da egli ebbero origine?
2. Prima di rispondere a queste domande, permettetemi di menzionare per
l’ultima volta Lazzaro. E lasciate che in questa occasione prenda in
considerazione una diversa interpretazione riferita a quello che è il suo nome
(Lazzaro).
3. Gli anagrammi (parole e lettere la cui collocazione viene deliberatamente
mutata per occultare un dato messaggio) hanno rappresentato un elemento
caratteristico dei tentativi miranti all’occultamento di specifici fatti sin dai
primordi dell’arte della scrittura.
4. Quando si inverte la parola Lazzaro, si ottiene “surazal”, un termine che di
per sé indicherebbe poco e nulla.
5. Tuttavia, quando si suddivide il termine “surazal” in due elementi per
rispecchiare la struttura tipica delle parole dell’antica lingua semitica
occidentale del tempo, in generale quella delle tribù dei mercanti beduini e
arabi che parlavano una lingua che costituiva a propria volta una variante
dall’aramaico antico, si ottiene “su’razal” che significa “buono/santo uomo”, o
in altre parole, “il Santo”.
6. A questo punto, sorge una domanda: perché Giovanni avrebbe scelto uno
specifico dialetto, assai meno noto dell’aramaico, per creare un
anagramma? Perché non usare il greco o qualche altra lingua?
7. La risposta a questa domanda ha certamente una doppia valenza.
Sebbene l’aramaico fosse una lingua antica comune in tutto il Medio Oriente,
articolata in diversi dialetti dall’antica origine, non ogni scriba ebreo o
studioso istruito dell’epoca era versato in tutte queste varianti dialettali. Se
l’anagramma fosse stato elaborato in una lingua nella quale i nemici di Gesù
e dei discepoli erano ben versati, assai probabilmente sarebbe stato
interpretato.
8. In secondo luogo, e probabilmente si tratta di un elemento ancora più
rilevante, l’aramaico è noto per il fatto di ricorrere all’utilizzo di un complesso
limitato di termini che assumono tuttavia significati molteplici, elemento che,
a propria volta, implica la possibilità di ottenere numerose e differenti
interpretazioni.
9. Questo è la stessa argomentazione, ad esempio, che viene utilizzata dagli
studiosi Cristiani nel tentativo di invalidare qualsiasi riferimento possibile a
Giacomo il Giusto quale fratello di sangue di Gesù, dato che questi ultimi
giustamente fanno notare che l’aramaico di quel tempo non facesse alcuna
chiara distinzione tra ‘fratelli’ e ‘cugini’.
10. Quindi, dopo esserci resi conto che l’anagramma “Lazzaro” invertito
significhi in effetti “uomo buono” o “il Santo” in dialetto aramaico, qualunque
altro significato (senso) potrebbe essere spacciato per elemento di pura
speculazione o semplice coincidenza.
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graal-linea-di-sangue-di-gesu/capitolo-7-surazal/
CAPITOLO 8 - LA SCENA DELLA CROCIFISSIONE
1. Dopo esserci resi conto del significato occulto del riferimento che
Giovanni fa nel caso di Lazzaro, volendo in effetti intendere Gesù,
l’interpretazione da lui fornita in relazione all’intero episodio come riferito a
Gesù ha ora un senso.
2. Reso edotto del fatto che la sua vita è in pericolo, Gesù resta indifferente
e impassibile. Giovanni ci racconta, attraverso le pagine del tempo, che
Gesù appariva indifferente rispetto all’ipotesi legata alla sua morte.
(Giovanni 11:6)
3. Gesù non morì sulla croce, come credono tutti. Sopravvisse, tuttavia i
Sommi (Alti) Sacerdoti (del Casato di Ananus) (Hanan) lo braccarono per
mari e monti con l’intenzione di rintracciarlo e ucciderlo. Paolo di Tarso (S.
Paolo) fu l’assassino a cui essi affidarono questa missione. (Giovanni 12:10)
4. La crocifissione fu da Gesù considerata un evento necessario. La
considerò come quell’evento che avrebbe reso note agli ebrei le
caratteristiche orripilanti e abominevoli tipiche della classe dei sacerdoti
(sadducei) e del loro culto satanico praticato in segreto. (Giovanni 11:11)
5. Gesù pianificò la data della sua crocifissione. Desiderò che accadesse il
14 Nisan di un Venerdì. In altre parole, il Vangelo di Giuda è nel giusto, a lui
fu effettivamente richiesto di tradire Gesù. (Giovanni 11:15).
(CONTINUA QUI....) http://connessionecosciente.wordpress.com/il-santo-
graal-linea-di-sangue-di-gesu/capitolo-8-la-scena-della-crocifissione/
CAPITOLO 9 - I FIGLI DI GESU’
1. Un elemento di cui non abbiamo trattato, a questo punto, è l’esistenza di
possibili figli di Gesù e di Mariamne (Maria Maddalena), sua moglie.
2. La leggenda tratta del grande viaggio in seguito al quale Mariamne (Maria
Maddalena) giunge infine per la prima volta in Francia in compagnia di
“Lazzaro” ed accompagnata da una figlia femmina di nome “Sara”.
3. Il nucleo centrale di tale leggenda è sempre stato il fatto che la famiglia
reale avesse avuto all’epoca un solo figlio. Considerati gli almeno 8 anni
trascorsi dalla data della crocifissione di Gesù (36 d.C.) sino al suo arrivo in
Francia (44 d.C.), è decisamente improbabile, se non assolutamente
improbabile, che Maria abbia concepito un solo figlio.
4. Una possibile giustificazione potrebbe essere rintracciata nel fatto che
Gesù fosse stato reso sterile a motivo delle ferite riportate durante il calvario.
Di nuovo, tale ipotesi resta decisamente improbabile.
5. Al contrario, è probabile che Gesù e Mariamne (Maria Maddalena)
avessero almeno due, se non addirittura tre figli in questa fase, ed almeno
un figlio maschio tra questi ultimi.
6. Sappiamo che Gesù e Mariamne ebbero almeno un figlio maschio, perché
uno degli ossari all’interno della Tomba di Famiglia di Gesù da Talpiot est
recita “Giuda figlio di Gesù”.
(CONTINUA QUI....) http://connessionecosciente.wordpress.com/il-santo-
graal-linea-di-sangue-di-gesu/capitolo-9-i-figli-di-gesu/
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Franc Franc
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1. Successivamente al 36 d.C., è documentato che la famiglia di “Lazzaro”
risiedette a Betania, nei pressi del Monte degli Ulivi per diversi anni. E’
inoltre documentato che l’estensione delle proprietà di tale famiglia restò di
assoluta rilevanza e che, in base a tutti i resoconti, queste ultime furono
gradualmente liquidate. Fu Marta, la terza figlia maggiore, la responsabile
dell’amministrazione di tali proprietà.
2. Tali elementi sono documentati nel libro di Rabinus (capitoli 34 e 35), da
cui risulta che l’intero ricavato derivante dalla cessione delle proprietà fu
concesso a Pietro, ed utilizzato per la costruzione della Chiesa Nazarena di
Gerusalemme.
3. Possiamo a questo punto renderci conto del fatto che la questione
apparentemente singolare relativa a tale proprietà possa essere chiarita
facendo riferimento a Giuseppe (Ha-Rama-Theo), l’effettivo e Sommo
(Supremo) Re d’Irlanda in esilio e padre di Gesù, che liquidò le sue proprietà
in Giudea, concentrando la propria attenzione su un progetto di ordine
differente.
4. Ora, il fatto che Gesù fosse effettivamente tenuto al sicuro in una località
a due passi dalla sede del Casato di Ananus, è decisamente improbabile. In
realtà, il riferimento al centro di Betania risulterebbe a quanto pare un
riferimento indiretto al centro di Nazara, nota anche come la “nuova
Betania”, mentre il Monte degli Ulivi costituirebbe un riferimento specifico al
Monte della Galilea.
5. Ciò che sembrerebbe accertato, in riferimento alla Galilea, area
controllata dai leader dei Sicari, devotissimi seguaci di Gesù, è che nessun
fariseo, né sadduceo, né Paolo stesso, avrebbero potuto avvicinarsi a
quell’area senza rischiare la propria incolumità. La Galilea e Nazara stessa
sarebbero stati quindi, quasi certamente, le località in cui Gesù fu condotto
affinché recuperasse le proprie forze, in compagnia di tutti gli altri membri
della propria famiglia, ad esclusione di Giacomo, che in questa fase era
incaricato della gestione della Chiesa Nazarena, e che operava a partire da
Gerusalemme.
6. Siamo anche relativamente certi del fatto che, in base a quanto sinora
affermato, lo stesso Giuseppe risiedesse a Gerusalemme con alcuni dei suoi
familiari della casa reale, per verificare in prima persona la condotta tenuta
dal Casato di Ananus. La maniera più semplice e diretta per farlo sarebbe
stata fondamentalmente quella di continuare a svolgere le sue mansioni
quale uno dei membro più anziani (importanti) del Grande Sinedrio.
7. Tra il 36 d.C. e il 42 d.C., sembra che vi sia stata una disagevole stasi
nelle questioni riguardanti Gerusalemme, e la regione immediatamente a
ridosso di tale città, tra i Nazareni ed i loro acerrimi nemici del Casato
sadduceo di Ananus (Hanan).
8. Tuttavia, le condizioni mutarono intorno al 43 d.C., quando, utilizzando
probabilmente la siccità e la carestia appena manifestatasi, e sentendosi
incoraggiato, il Casato di Ananus, ovvero la famiglia dei Sommi (Alti)
Sacerdoti che aveva dominato su quelle terre per decenni, servendosi di
quell’assassino professionista che fu Paolo di Tarso, catturò Stefano e lo
giustiziò, ostacolando le operazioni di supporto alla popolazione in quella
difficile fase.
(CONTINUA QUI....) http://connessionecosciente.wordpress.com/il-santo-
graal-linea-di-sangue-di-gesu/capitolo-10-il-luogo-in-cui-fu-occultato-il-graal/
CAPITOLO 11 - I DIVINI SPIRITI DELL’AGRIFOGLIO E IL GRAAL
1. Detto questo, l’Irlanda non rappresenta l’unica località in cui le linee di
sangue e i discendenti di Gesù e Mariamne (Maria Maddalena) perdurarono.
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rappresenta inoltre l’unico luogo ad essere caratterizzato da un riferimento
ineliminabile ai Cuileann stessi, quelli che sopravvissero alla persecuzione
nascondendosi infine nella regione di West Cork.
2. La seconda area in cui questo stesso discorso resta valido è il Galles, e la
regione sud-occidentale dell’Inghilterra.
3. A differenza dell’Irlanda, il Galles non è mai stato uno stato sovrano.
Tuttavia, ha mantenuto una fiera indipendenza e si è battuto per difendere
l’integrità del proprio territorio ed il proprio patrimonio culturale per almeno
duemila anni.
4. Ma prima di parlare del Galles quale possibile località in cui perdurò
effettivamente la linea di sangue di Giacomo, il figlio secondogenito di Gesù
e di Mariamne (Maria Maddalena), passiamo a considerare questa
incredibile fase storica.
5. I Dumnonii, quel popolo che occupava l’area sud-occidentale della
penisola e una parte del Somerset meridionale, quel popolo che controllava
regione in cui Giuseppe – Re Supremo d’Irlanda in esilio e padre di Gesù –
tradizionalmente possedeva proprietà reali quali le preziose miniere di
stagno e di oro, quel popolo che rifiutò di fare fronte comune con la regina
Boudicca contribuendo alla distruzione delle città romane, viene
incredibilmente ritenuto semplicemente un assembramento neppure troppo
omogeneo di persone dedite all’agricoltura di sussistenza!
6. Di nessun resoconto storico riferito a leader, re o discendenti, al di là delle
leggende riguardanti il Re, vi è traccia in questa regione.
7. Consideriamo questo cospicuo “buco nero” della storia. Stiamo parlando
di una regione che comprende circa i due terzi del territorio del Galles,
dotata di terreno fertile, di acqua potabile ed inoltre di un territorio
dall’essenziale importanza strategica.
8. Il fatto che la maggior parte degli storici accettino come veritiera quella
che appare come una spaventosa voragine della storia, è stupefacente.
Fatta eccezione per le leggende arturiane, non vengono fornite informazioni
a proposito di alcuna linea dinastica.
9. Prima di parlare in maniera approfondita delle leggende arturiane,
cerchiamo di prendere in considerazione una probabile catena di eventi.
10. E’ chiaro che l’anno 62 d.C. rappresentò un anno assai insidioso per i
membri della famiglia di Gesù. E’ inoltre evidente il fatto che, a partire dal 64
d.C. Fino al 78 d.C., i Romani, in Britannia e in Galles, furono impegnati a
scrivere a proposito di quelli che oggi consideriamo dei pagani fanatici.
Considerato il collegamento con Paolo, ora sappiamo che gli eventi che in
quella fase ebbero luogo rappresentarono con tutta probabilità le prime
ribellioni paolino-cristiane, innescate dall’arresto di Paolo e dalla sua
esecuzione, nonché dall’esecuzione del Principe Linus (primo vescovo
cristiano di Roma), figlio della regina Boudicca e membro di un’antica linea
di sangue reale della Britannia.
(CONTINUA QUI....) http://connessionecosciente.wordpress.com/il-santo-
graal-linea-di-sangue-di-gesu/capitolo-11-i-divini-spiriti-dellagrifoglio-e-il-graa
l/
CAPITOLO 12 - RE ARTU’
1. La leggenda di Re Artù è senza dubbio una delle più note nel mondo
occidentale. E’ anche una delle più sconcertanti, anche perché, come si
verifica nel caso del Vangelo di Giovanni, queste antiche leggende e queste
antiche storie sembrano fornire un’abbondanza senza di limiti in termini di
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2. Ad uno specifico livello, si tratta di una storia che tratta della lotta tra il
bene e il male, della saggezza e del culto del vero dio, così come di una
religione oscura legata alla magia, ai sacrifici di sangue ed al satanismo.
3. Ad un livello differente, si tratta invece di cavalleria e di nobiltà, di valori
legati all’onore ed al rispetto nei confronti della conoscenza
(sapere/saggezza). E si tratta inoltre di un processo che ha lo scopo di
occultare determinate conoscenze, del deliberato occultamento di un certo
tipo di origini e degli stessi eventi storici.
4. La storia tratta anche di inganno, inganno deliberato e premeditato ad
opera dei personaggi più vicini al Re, per nascondere un terribile male, quel
male in grado di mascherare sé stesso ed in grado di spacciarsi per il bene.
5. Si tratta inoltre, naturalmente, di una ricerca, della ricerca del Santo Graal,
ovvero della linea di sangue di Gesù.
6. Gli storici, i teologi della Chiesa, ed altri “esperti”, sono pronti a rigettare la
storia di Artù definendola una storia elaborata a tavolino e di carattere e
mitologico, sebbene intrigante e ricca di singolari allegorie. Ma ci sono
elementi nelle leggende arturiane, così come nel Vangelo di Giovanni, che
continuano a colpirci senza mai perdere il proprio fascino.
7. Anche perché, per quante volte si sia letta quella storia, sembra che vi sia
in quest’ultima un misterioso elemento che pare occultato nel profondo di
quelle meravigliose storie fiabesche, e che pretende di venire alla luce e di
essere riconosciuto come verità. La domanda è: di cosa si tratta? E perché
ciò accade?
8. Artù appare per la prima volta nell’ambito della letteratura gallese. In un
antico e sopravvissuto poema gallese, “Il Gododdin” (594 d.C.), il poeta
Aneirin (ca. 535-600 d.C.) scrisse in una delle sue opere “ha nutrito corvi
neri sui bastioni, anche se non era Artù”.
9. In un’altra opera, attribuita a Taliesin, e che risale probabilmente ad una
data addirittura antecedente: “The Chair of the Sovereign” (Il Trono del
Sovrano), si parla di “Artù il Benedetto”; Preiddeu Annwn (“I Tesori di
Annwn”), menziona “il valore di Artù” e afferma “ci siamo recati con Artù
negli splendidi (luoghi) delle sue gesta”.
10. Ci sono poi altre opere di poesia epica che parlano di Artù, quali “Il
Viaggio a Deganwy”, che contiene il passaggio “come avvenne nella
battaglia di Badon grazie ad Artù, condottiero glorioso, con le sue splendide
armi, rese rosse dalla battaglia, che tutti gli uomini ricordano.”
(CONTINUA QUI....) http://connessionecosciente.wordpress.com/il-santo-
graal-linea-di-sangue-di-gesu/capitolo-12-re-artu/
CAPITOLO 13 - GLI ULTIMI ANNI DI GESU’
1. Ora, il fatto di nascondere il “Santo Graal” in Irlanda è solo una
componente, un piccolo particolare di questa complessa storia.
2. Perché quando Giuseppe fece ritorno dalla sua missione segreta nel 44
d.C., intraprese successivamente un lungo viaggio portando con sé il resto
della propria famiglia (tra cui “Lazzaro”), ma non Giacomo il Giusto, che era
ormai il capo dei Nazareni.
3. Vi è un certo disaccordo sul fatto che “Lazzaro” e Mariamne (Maria
Maddalena) si fossero recati prima in Gran Bretagna e successivamente in
Francia, o se fossero stati in un primo tempo “lasciati” in Francia.
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Giuseppe e della sua famiglia da Caesarea, sorge immediato il sospetto che
Glastonbury possa essere stata la prima destinazione che egli raggiunse via
mare.
5. Non vi può essere alcun dubbio sul fatto che i Sommi (Alti) Sacerdoti del
Casato degli Ananus avessero fornito istruzioni rigorose affinché a Giuseppe
e agli altri figli non venisse fatto del male, ma Gesù, Mariamne (Maria
Maddalena) e i loro figli dovevano essere eliminati ad ogni costo.
6. La ragione di un simile atteggiamento risiedeva nel fatto che qualsiasi atto
pubblicamente commesso ai danni di Giuseppe o della sua famiglia, anche
in un’altra area del mondo, avrebbe scatenato un terremoto al quale i Sommi
(Alti) Sacerdoti rischiavano di non sopravvivere. Ma nel caso di Gesù,
quest’ultimo “doveva assolutamente essere ucciso e/o finire in cielo”.
7. Quindi è probabile che Giuseppe avesse fatto in modo che il suo figlio
primogenito Gesù (Lazzaro), Mariamne (Maria Maddalena), sua moglie, e il
figlio più giovane (Giuda) ‘Sara’, fossero fatti sbarcare in Francia nei pressi
di Marsiglia, mentre gli avrebbe fatto successivamente rotta verso la
Britannia con gli altri figli di Gesù e sua moglie (la “Vergine”) Maria.
8. Per quanto riguarda la storia tramandata dalle famiglie nobili francesi,
quella che si cela dietro buona parte delle storie riportate nel Codice da
Vinci, Sara, in qualche maniera, sopravvisse alla morte della madre, ed ebbe
dei figli che vissero senza contribuire ad alcuna delle più note linee di
sangue, almeno fino al V secolo dopo Cristo.
9. Si dice poi nella leggenda, che, intorno al periodo in cui Patrizio, su ordine
della Chiesa di Roma, tentò di eliminare ogni persona che avesse avuto
accesso all’istruzione in Irlanda per riportare quella terra all’età della pietra, i
rifugiati fuggirono e si unirono tramite vincolo matrimoniale ai Franchi
Sicambri, e che da quest’ultimo emerse successivamente una nuova
dinastia ‘regnante’. Si trattava dei ben noti Re Merovingi che fondarono la
monarchia francese ed introdussero il ben noto fleur-de-Lys (il simbolo
ebraico della circoncisione), come emblema reale di Francia.
10. A partire dalla linea di sangue merovingia, un altro ceppo della famiglia
costituì un regno ebraico assolutamente indipendente nel sud della Francia:
il Regno di Septimania, nella regione che noi oggi conosciamo come
Linguadoca. In questo caso, i primissimi principi di Tolosa, Aquitania e
Provenza discesero tutti dalla linea di sangue messianica del Santo Graal.
La Septimania fu concessa successivamente alla Casa Reale di Davide nel
768, e il principe Bernardo di Septimania sposò infine una figlia
dell’imperatore Carlo Magno.
(CONTINUA QUI....) http://connessionecosciente.wordpress.com/il-santo-
graal-linea-di-sangue-di-gesu/capitolo-13-gli-ultimi-anni-di-gesu/
CAPITOLO 14 - L’UOMO PIU’ MALVAGIO DELLA STORIA
1. C’è un ulteriore capitolo da scrivere sulla linea di sangue di Gesù e
Mariamne (Maria Maddalena), e riguarda ciò che a quanto pare è stato
scoperto nella regione che circonda Marsiglia.
2. Se, nell’ambito delle informazioni che presentiamo, avete prestato
attenzione alla storia dei concili della Chiesa e dei fondatori del
Cristianesimo, allora saprete che, successivamente al primo concilio della
Chiesa nel 48 d.C., Paolo raddoppiò i propri sforzi indirizzati a creare la sua
nuova religione per rendere inoffensivi i Nazareni e il messaggio stesso di
Gesù.
3. Sappiamo, in base al contenuto del Nuovo Testamento, che Paolo fosse
stato impegnato in una serie di grandi missioni. Con ogni probabilità si
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locale al fine di rintracciare e scovare il rifugio della famiglia reale.
4. Mentre dalla Bibbia appare evidente che Paolo non si sia mai recato in
Britannia o in Spagna, è pressoché certo che Paolo si sia a tutti gli effetti
recato in Britannia. Una leggenda racconta di come egli sia giunto lì ed abbia
attraversato la regione controllata da Giuseppe, e la stessa Glastonbury,
transitando nell’area del Devon. Esiste un antico racconto, in questa stessa
area, che riferisce il fatto che il “Diavolo” abbia visitato il Devon.
5. Sappiamo inoltre che Paolo fu scomunicato intorno al 59-60 d.C. A causa
dei suoi terribili crimini contro la vera Chiesa di Gesù.
6. Su tale base, i seguenti eventi risultano tristemente, e con tutta
probabilità, la vera storia di ciò che accadde nel caso di Gesù, Maria e Giuda
in seguito all’opera dell’uomo più malvagio della storia umana, il fondatore
del Cristianesimo, Paolo di Tarso.
7. Essendosi impegnato a predicare apertamente assolute menzogne per
danneggiare Gesù e l’effettivo messaggio dei discepoli di quest’ultimo, sin
dal 50-52 d.C., Gesù e Mariamne (Maria Maddalena) ne avranno certamente
avuto notizia.
8. Probabilmente, in una prima fase, Gesù fu in grado di contenersi. Ma
quando il momento della scomunica di Paolo giunse, non fu probabilmente
in grado di rimanere a lungo in silenzio. E’ possibile che sia stato Gesù
stesso l’istigatore di tale evento tramite l’invio di uno specifico messaggio a
suo fratello Giacomo, citando in giudizio Paolo affinché fosse scomunicato
quale primo eretico della storia cristiana.
9. Tuttavia, agendo in questa maniera, Paolo e il Casato di Ananus
avrebbero potuto finalmente rendersi conto della località in cui si trovavano
tanto Gesù stesso quanto la famiglia reale.
10. Dopo essere stato scomunicato, Paolo quasi certamente tornò all’opera,
impegnato nella sua grande “terza” missione, e raggiungendo la Francia. In
base alla leggenda di Lazzaro, Paolo e la sua banda di assassini scovarono
Gesù e con ogni probabilità fu Paolo stesso ad uccidere Gesù, tagliandogli
la testa per consegnarla, come prova, a J onathan (Gionata) ed al resto della
famiglia dei Sommi (Alti) Sacerdoti.
(CONTINUA QUI....) http://connessionecosciente.wordpress.com/il-santo-
graal-linea-di-sangue-di-gesu/capitolo-14-luomo-piu-malvagio-della-storia/
CAPITOLO 15 - LE PROVE SONO OVUNQUE
1. Nonostante tutto questo male, le linee di sangue di Gesù e Mariamne
(Maria Maddalena) sono sopravvissute e sono state rievocate grazie ad
alcuni dei più grandi poeti, autori delle vite dei santi e musicisti di ogni
epoca.
2. Chi afferma che non esista oggi alcun rappresentante della linea di
sangue di Gesù e della linea reale di Giuda, si sbaglia.
3. Chi ama invece rivendicare il fatto che tali stirpi siano rintracciabili
esclusivamente nelle famiglie aristocratiche d’Europa e nelle famiglie
segretissime associabili alle teorie della “cospirazione” e alle società
segrete, si sbaglia, in buona parte, alla stessa maniera.
4. Perché non ci sono solo una o due dozzine di persone che hanno nelle
proprie vene le linee di sangue di Gesù, di Giuseppe, di re Zedechia, di Re
Davide e di Salomone, esistono decine di migliaia di persone che possono
vantare una simile ascendenza.
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Franc Franc
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loro vene scorre il sangue dei veri eredi al trono dei faraoni d’Egitto,
andando a ritroso nel tempo fino ad Akhenaton, il vero Mosè.
6. Eppure, ancora più sorprendentemente, queste migliaia di persone
risultano le eredi della singolarissima combinazione di linee di sangue che
include quelle dei faraoni Hyksos e dei re di Ugarit, risalendo indietro nel
tempo fino ai re di Ebla e ai primi re-sacerdoti d’Irlanda, a più di 8.000 anni
fa.
7. Nel corso della storia, questi ultimi sono stati variamente indicati come “I
Divini Spiriti dell’Agrifoglio”, o gli Spiriti Santi, i “Santi (Holly) “, o la Sacra
Famiglia, gli Illuminati e gli dei viventi, poiché nessun altra categoria di
persone ha mai avuto una tale possibilità di accesso alla saggezza nelle
proprie vene, nessun altro gruppo di persone ha mai avuto la possibilità di
vantare ascendenze riconducibili a linee di sangue ‘divine’ più importanti di
queste ultime.
8. Nessun altro gruppo è mai stato definito in questo modo. Loro
rappresentano gli “Holly” da cui deriva il termine “holy”, santo/sacro. La
“sacralità” è nella loro stessa denominazione!
9. Sopravvivono grazie al loro numero, perché non sono più stati regine e re
da quando il Cristianesimo ha preso il sopravvento. Sopravvivono
semplicemente perché si è perduta la memoria di cosa e di chi sono.
(CONTINUA QUI....) http://connessionecosciente.wordpress.com/il-santo-
graal-linea-di-sangue-di-gesu/capitolo-15-le-prove-sono-ovunque/
CAPITOLO 16 - LA BATTAGLIA FINALE TRA IL BENE E IL MALE
1. Quando accendete la televisione e guardate un film riguardante
personaggi della Bibbia che si battono contro il male, noterete quella trama
classicheggiante, quella maniera di presentare i personaggi quasi come dei
super-eroi di fronte ai terribili ostacoli che gli si presentano mentre si battono
per fare del bene, di fronte alle risorse invece apparentemente infinite del
male.
2. Per la maggior parte delle persone, tali disquisizioni a proposito di una
vera e propria battaglia letteralmente intesa tra il bene e il male potrebbero
apparire esagerate, l’ambito tipico di predicatori fanatici, che si illudono
spesso di rappresentare una sorta di figure messianiche e che tendono a
manipolare le menti dei propri seguaci.
3. Tuttavia, queste ultime non sono ipotesi irragionevoli. Numerose persone
vedono sé stesse come una sorta di salvatori e messia, e predicano alle
persone ciò che è bene e ciò che è male, etichettando sommariamente le
persone e spesso facendo appello ad argomentazioni fondate sull’odio.
4. Ma tale tendenza non è in alcuna maniera paragonabile alla storia più
profonda ed effettivamente “storica” che parla di forze che sono ancora ai
nostri giorni ossessionate dal sacrificio umano, dal conservare il proprio
potere e la propria ricchezza, dall’impegnarsi nel controllare il destino del
mondo per ostacolare quella forza che è in grado di cooperare con l’universo
in qualsiasi momento lo desideri, che cerca di illuminare il mondo, che cerca
di smascherare coloro i quali tengono in ostaggio il mondo e di porre fine al
loro regno.
5. Questa è una guerra reale ed effettiva, ed è una guerra che non è
infuriata solo per 100 anni, o mille anni, o anche per duemila anni, ma che
risale a numerose migliaia di anni fa, agli albori della civiltà e della stessa
religione.
6. Sin dall’inizio emersero rapidamente due ‘gruppi, quelli che
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che comprendevano la “via lunga”, la via legata all’impegnarsi
creativamente, al tentativo di aiutare le proprie comunità e, quindi,
riconducibile al tentativo di cooperare con l’Universo nei secoli.
7. Da allora, questi due gruppi sono stati coinvolti in una grande battaglia, e,
nel tempo, o l’uno o l’altro ha prevalso in una determinata fase.
8. L’ultima grande guerra del bene contro il male, iniziò intorno al 600 a.C.,
vide l’età dei lumi scemare fino al 62 d.C. circa, quando l’incendio
intenzionale di Roma, appiccato da S. Paolo e dai suoi fanatici cristiani
controllati dai Sadducei, causò la morte di centinaia di migliaia di persone.
(CONTINUA QUI....) http://connessionecosciente.wordpress.com/il-santo-
graal-linea-di-sangue-di-gesu/capitolo-16-la-battaglia-finale-tra-il-bene-
e-il-male/
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Zoe Bless Ma "Gesù" esiste solo nella fantasia francescana.
19 J uly 2013 at 20:38 · Like
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