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Hans Skandergag
Il Gesuita Papa Francesco e Lucifero – Le Origini dell’Ordine Militare del
Nuovo Pontefice: Francesco Borgia, Ignazio di Loyola e Francesco Saverio
LUCIFERO
Elementi Chiave
Altri Nomi: Fr. Francesco Borgia
Anno di Origine del Culto: 71 dopo Cristo, ripristinato e rimodulato tuttavia
dai Gesuiti nel 1571
Collocazione: Roma, Chiesa del Gesù
Principali Luoghi di Culto: Roma, Chiesa del Gesù; oltre a tutte le Chiese
Gesuite che sono fondate sullo stesso modello di riferimento (design) di
base (della Chiesa del Gesù stessa)
Adorazione: dal 1571 ad oggi
Background
Lucifero rappresenta una delle più comuni denominazioni ai nostri giorni per
indicare la personificazione del Male - alrimenti nota come Satana, o il
Diavolo. Si ritiene inoltre che Lucifero rappresenti la specifica divinità a cui è
diretta la segreta devozione dei Gesuiti, ovvero la più potente
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1 di 17 21/04/2014 11:24
Il termine "Lucifero", e il suo utilizzo indirizzato a descrivere il supremo
spirito del male, è relativamente recente (risale a meno di 700 anni fa) -
avendo avuto origine nel XIV secolo ed avendo acquisito popolarità a partire
dal 1667 in avanti, successivamente alla pubblicazione del poema epico "Il
Paradiso Perduto" ad opera di John Milton.
Etimologia del termine "Lucifero"
Lucifero è un termine Latino che significa 'portatore di Luce (colui che porta
la Luce)' (Light-Bringer/Luci-fero)(derivante dal termine 'lux', ovvero luce, e
dal verbo 'ferre', ovvero 'portare con sè, portare'). Era comunemente
utilizzato per indicare il pianeta Venere, detto anche "Stella del Mattino".
Cicerone (106-43 avanti Cristo) scrisse:
"La stella Venere è nota come Φωσφόρος (phosphoros) in Greco e Lucifero
in Latino quando precede il Sole, e come Espero quando segue il Sole."
Plinio il Giovane (23-79 dopo Cristo) scrisse:
"La stella nota come Venere... quando sorge al mattino (prima del Sole),
viene definita Lucifero... mentre quando risplende al tramonto (dopo il Sole),
viene definita Vespro."
Contrariatamente alla disinformazione in atto a livello popolare, tale termine
non è mai stato associato al male sino alla fase finale del secolo XVI.
Ad esempio, San Girolamo (347-420 dopo Cristo) utilizzò il termine in due
occasioni nella sua traduzione e principale riadattamento della Bibbia di
Nicea in Greco nell'ottica della creazione della Bibbia Cattolica nota come
Vulgata.
La prima occasione in cui Girolamo utiissò il termine è in Isaia 14:12, in cui il
titolo 'Stella del Mattino' viene attribuito a un tirannico re Babilonese.
La seconda occasione in cui Girolamo utilizzò il termine, è nel suo
riadattamento di Pietro 2 1:19, allo scopo di tradurre il termine Greco
'Phosphoros', che ha appunto lo stesso significato letterale, quello di
'portatore di luce' (light-bringer), attribuito a Lucifero.
Primo caso in assoluto di testo scritto in cui viene operata l'associazione tra
Lucifero e il Principe delle Tenebre
La prima registrazione storica accertata relativa all'utilizzo del termine
"Lucifero" quale denominazione attribuita alla suprema incarnazione del
male è riconducibile a Dante Alighieri, che scrisse il suo poema epico "La
Divina Commedia" utilizzando quel termine quale denominazione ulteriore di
Satana.
La Divina Commedia non era nè ben nota, e neppure un'opera famosa
all'epoca di Alighieri, nè lo fu nei decenni successivi. Fu soltanto con la
ristampa dell'ultimo manoscritto sopravvissuto, noto come la "Divina", ad
opera di Giovanni Boccaccio (1313-1375), che il mondo ebbe la possibilità di
conoscere Dante e la sua visione relativa al paradiso, al purgatorio e ai
gironi dell'inferno.
Sfortunatamente, nessun manoscritto originale de "La Divina Commedia"
esiste, se non quello che dobbiamo all'opera di Giovanni Boccaccio. In ogni
caso, ci sono evidenti prove a suggerire che l'opera fu progressivamente
rieditata e perfezionata nel corso dei secoli successivi allo scopo di
incorporare gli ultimissimi aggiornamenti a proposito di Papi e famiglie papali
dalle attitudini sinistre - tra le quali nessuna poteva stare alla pari dei
"Borgia".
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2 di 17 21/04/2014 11:24
o 'Borge' (Borgia), nel termine mai adeguatamente descritto e privo di
significato di 'Bolge', è praticamente accertato che il poema abbia acquisito
considerevole notorietà solo successivamente all'osceno Papato di Rodrigo
Borgia (Papa Alessandro VI, 1492-1503).
Non vi sono dubbi sul fatto che l'opera sia stata ben nota tra i circuiti dell'elite
nel corso della vita di FRANCESCO Borgia (1510-1572) - l'effettivo
finanziatore e fondatore dei Gesuiti. Allora come oggi, i Papi Borgia sono e
restano sinonimi della manifestazione stessa del male.
La vendetta dei Borgia - il revival di Lucifero
Tramite la creazione dell'Ordine Gesuita successivamente al reclutamento di
Ignazio di Loyola, di FRANCESCO Saverio e di altri, il Cardinale Borgia si
dimostrò una potenza politica di rilevanza assoluta. Tuttavia, nella
costituzione di un esercito di sacerdoti vincolati ad una assoluta lealtà e ad
azioni da condurre utilizzando ogni mezzo possibile, il Cardinale Borgia
preparò inoltre il campo per la vendetta definitiva dei Borgia contro le
famiglie papali rivali ed inoltre contro le divinità pagane tradizionalmente
adorate in Vaticano, quali Moloch e Cibele - successivamente alla morte, egli
sarebbe divenuto la più grande tra le divinità - Borgia sarebbe divenuto
Lucifero.
Piuttosto che perseguire l'opera di fiction di Dante, e gli innumerevoli
attacchi al nome dei Borgia, il Cardinale Borgia utilizzò la segretezza e la
lealtà dell'Ordine Gesuita, e la fase in cui operò in qualità di Superiore
Generale dell'Ordine, per collocare sè stesso al vertice, rispetto a tutti gli altri
oggetti di adorazione, per ogni singolo Gesuita .
I sacerdoti Gesuiti avrebbero espresso la propria devozione e pregato
utilizzando il loro simbolo, IHS, inscritto su una stella risplendente - il
simbolismo più importante nelle loro più rilevanti chiese (quali la Chiesa del
Gesù) - simbolo che sarebbe stato attribuito a Ignazio di Loyola, ma che in
verità aveva avuto origine grazie all'opera del Cardinale Borgia.
Non Dio, nè Loyola, nè Francesco Saverio (Francisco Xavier) - bensì Borgia,
è lui la chiave essenziale per comprendere il senso e l'importanza del
simbolo dell'IHS - anche nell'mbito delle stesse mura della Chiesa del Gesù.
In basso viene mostrato un dipinto essenziale, quello che riporta il Cardinale
Borgia, che è collocato immediatamente a ridosso dell'altare principale, e in
cui viene mostrato quanto la sua rilevanza sia maggiore di quella del Papa e
di quella dello stesso Gesù.
Consapevolezza popolare relativamente alla denominazione Lucifero
Sebbene i Gesuiti di livello più elevato adorino il proprio fondatore trapassato
come "Lucifero", è stato solo successivamente alla pubblicazione dell'opera
"Il Paradiso Perduto" di John Milton, nel 1667, che il termine "Lucifero" quale
denominazione attribuita alla suprema incarnazione del male ha cominciato
a divenire comune tradizione.
Ai nostri giorni, il termine è comunemente noto - seppure erroneamente -
quale sinonimo di Satana o del Diavolo.
Il defunto spirito di FRANCESCO Borgia, l'effettivo fondatore dei Gesuiti, è e
resta il primo ed unico Lucifero.
http://one-evil.org/content/entities_gods_lucifer.html
FRANCESCO BORGIA (S.J.)
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3 di 17 21/04/2014 11:24
Anno di Nascita: 1510
Luogo di Nascita: Gandia, Spagna
Linea di Sangue: Borgia
Moglie: Eleonora di Castro Melo e Menezes
Figli: 8 figli
Carica: Superiore Generale (Preposto Generale della Compagnia di Gesù)
(1565-1572)
Anno di Morte: 1572, il 30 Settembre
Background
FRANCESCO Borgia (anche noto come Borja e Borga) nacque nei pressi di
Gandia, Valencia, figlio di Juan de Borja (Giovanni Borgia), 3° Duca di
Gandia, e di Giovanna d'Aragona, a sua volta figlia di Afonso d'Aragona,
Arcivescovo di Saragozza, il quale, a sua volta, era il figlio illegittimo di
Ferdinando il Cattolico (Ferdinando II d'Aragona) e della sua amante
Aldonza Ruiz de Iborra y Alemany. FRANCESCO era tra l'altro anche il
pro-nipote di Papa Alessandro VI.
Già da bambino fu inviato presso la Corte dell'Imperatore Carlo V. Nel
Settembre del 1926, all'età di 16 anni, sposò Eleonora di Castro Melo y
Menezes, appartente alla nobiltà portoghese. Dal matromonio nacquero 8
figli: Carlos nel 1530, Isabella nel 1532, Juan nel 1533, Alvaro intorno al
1535, Fernando nel 1537, Dorotea nel 1538, e Alfonso nel 1539.
Fu nominato Vicerè di Catalogna e, alla morte di suo padre, Duca di Gandia.
I Borgia, nonostante la notevole ricchezza e le cariche acquisite, avevano
continuato a perdere prestigio e influenza nell'ambito dei salotti di potere
Papali, soprattutto a partire dalla pubblicazione, per loro tristemente nota,
del poema epico "La Divina Commedia" (1316) ad opera di Dante Alighieri e
la presentazione dei Borgia stessi tanto come frequentatori dell'Ottavo
Girone dell'Inferno quanto dei suoi più noti ospiti. lì impegnati al servizio di
Lucifero.
L'utilizzo da parte di Dante di un termine decisamente esoterico ed assai
raramente utilizzato quale Lucifero, nella denominazione dell'entità
demoniaca suprema, si dimostrò decisamente singolare e provocatorio, dato
che i nomi più comuni per indicarla erano a quei tempi il Diavolo, Satana o
Belzebù. Detto questo, buona parte del pubblico a cui era destinata la lettura
delle copie della "Divina Commedia" era costituita da ricchi mercanti o dagli
stessi vescovi, per cui il termine "Lucifero" rappresentò più che altro un
giochino ad uso interno, considerato il riferimento esplicito a Venere e di
conseguenza all'adorazione della Dea Madre.
Borgia ebbe modo inzialmente di conoscere Ignazio di Loyola in occasione
del complotto miranto all'eliminazione di Papa Clemente VII e dell'Imperatore
Carlo V. Nel 1537, Borgia viaggiò personalmente in compagnia dei Gesuiti in
direzione di Roma - non appena Loyola e i suoi compagni fecero ritorno da
Venezia - allo scopo di incontrare Papa Paolo III. Nel giro di tre anni, i
Gesuiti furono ufficialmente riconosciuti qiali speciale "Ordine militare" della
Chiesa Cattolica, in base alla Bolla "Regimini militantis" (27 Settembre
1540). Essi sono restati una organizzazione militare a partire da tale Bolla
Papale, e continuano ad esserlo ai nostri giorni.
Dopo la morte di sua moglie Eleonora, nel 1546, Borgia fu maggiormente
coinvolto nella progressiva strutturazione del suo nuovo Ordine, coadiuvato
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Gesuita e relativa colonia di San Paolo, che ricorreva a manovalanza a base
di schiavi, nel 1554, e più tardi con il porto di Rio de Janeiro, adibito al
traffico di schiavi con relativa colonia, nel 1565, grazie a personaggi quali
Emanuel Nòbrega (S.J.) e Joseph Anchieta (S.J.), e relativa milizia Gesuita.
Quando le condizioni di salute di Ignazio cominciarono irrimediabilmente a
peggiorare, FRANCESCO Borgia decise che era necessario divenisse lui
stesso il Secondo Superiore Generale dell'Ordine che egli aveva contribuito
a fondare.
Nel 1554, annunciò che sarebbe entrato a far parte dei Gesuiti e fu
prontamente nominato Cardinale da Papa Giulio II. Tuttavia, gli eventi non
favorirono FRANCESCO Borgia. Ignazio morì nel Luglio del 1556, durante il
Regno di Giovanni Pietro Carafa, in carica come Papa Paolo IV
(1555-1559). I Carafa erano stati da sempre i principali avversari di Papa
Borgia, Alessandro VI, per cui ad essere nominato Superiore Generale fu, di
lì a poco, Diego Laynez (Jaime Lainez).
Papa Paolo IV morì nell'Agosto del 1559, e fu sostituito da Angelo de'Medici
(Papa Pio IV). In ambedue i casi, il Superiore Generale Diego Laynez si
allineò al potere dominante, risultando virtualmente intoccabile.
Tuttavia, quando Pio IV fece arrestare e torturò e uccise Benedetto Accolti
ed altri membri delle famiglie Papali, in seguito a quello che venne definito
un tentativo di attentato, il Cardinale Borgia compì la mossa decisiva, e Pio
IV fu avvelenato a morte il 9 Dicembre del 1565. A pochi giorni di distanza,
al Superiore Generale Diego Laynez toccò la stessa sorte, e nella fase
immeditamente successiva il Cardinale Borgia fu all'unanimità eletto 3°
Superiore Generale.
Borgia rafforzò i già notevolissimi poteri del Superiore Generale Gesuita, fino
al punto di farli divenire notevolmene più elevati di quelli di chiunque altro in
qualsivoglia ordine nella storia della Chiesa Cattolica. Nei fatti, sono appunto
tali norme, contenute nella Costituzione (Statuto) dei Gesuiti, che hanno
portato ad attribuire al Superiore Generale dei Gesuiti il nomignolo di 'Papa
Nero'.
Esattamente come il Papa, il Superiore Generale dei Gesuiti poteva ora
assolvere sacerdoti e le nuove reclute da tutti i loro peccati, anche dai
peccati di eresia e di scisma, così come dalla falsificazione di scritti
apostolici. Inoltre, i Superiori Generali, dai tempi di Borgia in avanti, hanno
avuto il potere "ufficiale", in base a una serie di Bolle Papali e di norme ad
esse riconducibili, di modificare sentenze di scomunica, di sospensione e di
interdizione ed inoltre di assolvere sacerdoti Gesuiti colpevoli di omicidio e
bigamia.
In ogni caso, una delle più straordinarie vittorie del Superiore Generale
Borgia fu quella di assicurarsi, sotto il Papato di Gregorio XIII, nel 1572, il
diritto per i Gesuiti di condurre attività commerciali e bancarie - un diritto che
non era più stato concesso ad alcun ordine della Chiea Cattolica sin dai
tempi dei Cavalieri Templari, 400 anni prima.
Borgia morì in quello stesso anno, il 1572, e viene venerato come Santo
della Chiesa Cattolica.
http://one-evil.org/content/people_16c_borga.html
IGNAZIO DI LOYOLA S.J.
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5 di 17 21/04/2014 11:24
Anno di Nascita: 1491
Luogo di Nascita: Castello dei Loyola, Navarra, Spagna
Linea di Sangue: Lòpez
Sposato: No
Figli: Nessuno
Carica: Superiore Generale dei Gesuiti
Anno di Morte: 1556, 31 Luglio
Background
Inigo Lòpez de Recalde nacque in una nobile e benestante famiglia presso il
Castello dei Loyola, nel Regno di Navarra, nell'odierna provincia Basca di
Guipùzcoa, in Spagna.
Nel 1511, (Giuliano Della Rovere) Papa Giulio II dichiarò una riformata Lega
Santa contro la Francia, e ordinò ai suoi feudi di fornire le truppe necessarie.
Re Giovanni III di Navarra (1484-1516) rifiutò di aderire dichiarando neutrale
il suo regno. Il risultato fu che numerose famiglie nobili (quali quella di Inigo)
fecero fronte comune con gli spagnoli contro il loro stesso re e il loro stesso
popolo.
Nel 1512, le forze di Ferdinando II d'Aragona, affiancate dalla milizia della
Castiglia e dai nobili ribelli della Navarra, unirono le proprie forze sotto il
comando del Generale Fadrique Alvarez de Toledo di Castiglia contro Re
Giovanni III di Navarra, sconfiggendolo ed annettendo le regioni meridionali
della Navarra al Regno di Castiglia.
Inigo di Loyola si comportò egregiamente in battaglia e fu nominato
Comandante alle dipendenze di Antonio Manrique de Lara, Duca di Najera e
Vicerè per conto della Castiglia (Spagna) nella Navarra occupata, con base
a Pamplona - con il compito di rendere più sicuro il dominio spagnolo, e
soprattutto allo scopo di condurre attività di Inquisizione nei confronti della
popolazione della Navarra.
Sebbene nessun resoconto ufficiale sia giunto sino ai nostri giorni, il dominio
di Manrique de Lara in qualità di Vicerè Spagnolo (Castigliano) pare si sia
dimostrato particolarmente duro e crudele, dato che nel 1516 si scatenò una
rivolta generale in tutta la Navarra occupata, inclusa Pamplona, nella quale
lo stesso Manrique del Lara rimase ucciso. Inigo di Loyola e le truppe della
Castiglia sotto il suo comando tuttavia si riorganizzarono e diedero la caccia
ai nobili ribelli, incendiando le loro città e distruggendo i loro castelli.
Nel 1516, all'età di 25 anni, Inigo di Loyola fu nominato nuovo Vicerè della
Navarra occupata, al comando di numerose migliaia di soldati. Nella fase
iniziale dell'incarico, egli si dimostrò particolarmente cruento nei confronti di
diverse centinaia di ribelli, a cui diede la caccia servendosi delle proprie
truppe e dei suoi inquisitori di fiducia, condannandone infine a morte la quasi
totalità. Dopo aver ricevuto l'incarico, Inigo ordinò al suo luogotenente
Alfonso Salmeron da Toledo di dare il via alla costruzione di una nuova
Cittadella spagnola a Pamplona in grado di dimostrarsi inespugnabile di
fronte ad ogni possibile attacco.
Tuttavia, fu l'invenzione ad opera di Inigo di un concetto innovativo noto
come "forza professionale di polizia segreta", in termini di gerarchia, rigoroso
codice di condotta, normative ed ordine, e di contro-spionaggio, a
rappresentare il suo principale e relativamente poco noto contributo alla
civiltà.
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6 di 17 21/04/2014 11:24
Inigo commissionò al suo più affidabile responsabile di polizia segreta,
Francisco Xavier (Francesco Saverio) - anch'egli originario della Navarra - il
compito di dare vita a rigorose istruzioni, o "regole", grazie alle quali, tali
forze di polizia segreta avrebbero garantito la propria assoluta devozione ed
addirittura il sacrificio della "propria volontà", allo scopo di assumere tanto il
ruolo di soldati di una milizia segreta, quanto il ruolo di protettori e di
assassini di "nemici dello Stato", conducendo tuttavia la propria esistenza in
mezzo al popolo, e non all'interno di caserme.
Tale concetto riconducibile a bande comprendenti un numero ristretto di
uomini ben addestrati in grado di vivere tra la gente comune e in numerosi
casi di abbigliarsi come questi per poter meglio applicare e gestire la legge e
l'ordine, piuttosto che condurre la propria vita in caserme in gruppi più ampi,
rappresentò un'idea assolutamente rivoluzionaria per quei tempi, dato che
contraddiceva buona parte delle più "tradizionali" teorie militare legata
all'applicazione di una forza preponderante (overwhelming force).
In senso stretto, Francisco Xavier (Francesco Saverio) non può essere
tecnicamente considerato il primo "Capo della Polizia", dato che il termine
"Polizia" (dal Latino Polus= "minore" e ice="forza d'attacco") non fu coniata
che ai tempi di Re Francesco I, nel 1527, grazie alla fusione delle antiche
cariche di Connestabile (Constable) e Maresciallo Sovrintendente (Marshal
Provost) in una nuova forza da allora nota come Polizia.
Di così grande successo di dimostrò tale forza di polizia segreta che Inigo di
Loyola riuscì a tenere sotto controllo la Navarra con il pugno di ferro per 4
anni con l'aiuto dei suoi fedeli compagni, Francisco Xavier (Francesco
Saverio), Alfonso Salmeron, e Diego Laynez dalla corte di Castiglia.
Nel 1520, numerose importanti città del Regno di Castiglia si ribellarono
contro l'Imperatore Carlo V del Sacro Romano Impero, nipote di Ferdinando
II - incluse le città di Valladolid, Tordesillas e Toledo. Sebbene il compito
principale del Vicerè Inigo di Loyola fosse quello di utilizzare le sue migliaia
di soldati per difendere la Navarra oramai sotto il controllo della Spagna
dagli attacchi francesi, Carlo ordinò al Vicerè che il grosso delle sue truppe
fossero spostate in direzione sud per contribuire a domare la ribellione
interna alla Castiglia passata alla storia come la "Rivolta dei Comuneros".
Enrico II di Navarra, percependo una possibilità unica, si impegnò a
reclutare immediatamente un'armata francese di oltre 14.000 uomini guidati
dal Generale Asparros, che avviò l'invasione nel 1521. Nella Navarra
occupata, scoppiarono immediatamente le prime rivolte, che misero in
decisa difficoltà Inigo di Loyola, il quale si ritrovò solo con qualche migliaio
dei suoi soldati circondato nella propria Cittadella a Pamplona, oltre alle
forze rappresentate dalla sua polizia segreta. Contrariamente alla storia
successivamente rivista e corretta, la Cittadella riuscì a resistere nel corso
della Battaglia di Pamplona - nell'ambito della quale il Vicerè Inigo di Loyola
rimase gravemente ferito - battaglia che terminò intorno al Maggio del 1521,
in parte grazie alla contro-guerriglia coordianata da Francisco Xavier
(Francesco Saverio), nel suo ruolo di capo delle forze di polizia segreta e
responsabile dei leali membri della propria compagnia resisi praticamente
"inivisibili" nell'ambito della locale popolazione.
In ogni caso, l'occupazione francese di Pamplona non sarebbe durata a
lungo. Nel Luglio del 1521, un grande esercito, proveniente dalla Castiglia,
sconfisse il Generale francese Asparros, riconquistando la Navarra
meridionale inclusa Pamplona. Gravemente ferito, Inigo non fu più in grado
di ricoprire la carica di Vicerè e fece ritorno al feudo di famiglia per
riprendersi e curarsi.
Viene sostenuto che Inigo si sia avvicinato alla religione a partire dal 1522,
nel corso del suo periodo di riposo e recupero forzato. Considerata la sua
storia di tiranno brutale e sadico, è assai più probabile che nel corso di tale
periodo egli abbia decisamente raffinato le proprie teorie a proposito
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Franc Franc
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7 di 17 21/04/2014 11:24
in senso stretto.
A partire dal 1523, Inigo di Loyola si era ripreso a sufficienza dalle ferite
subite tanto da poter tornare in servizio, e tra il Maggio e il Giugno di quello
stesso anno, egli fu nominato, dallo stesso Carlo V, ambasciatore a Venezia,
allo scopo di concludere un trattato con gli astuti manovratori politici
veneziani, successivamente all'elezione di un distinto diplomatico e
Generale quale nuovo Doge in quello stesso anno, si trattava di Andrea
Gritti.
Contrariamente alle fiabe in base alle quali si sostiene che Loyola si fosse
fermato a Venezia solo per un periodo limitato di tempo, prima di recarsi in
Terra Santa, è quasi certo che in occasione della conclusione del trattato,
Loyola abbia trovato il clima e l'ospitalità dei Veneziani particolarmente adatti
al suo recupero proprio oramai in progresso, e che abbia protratto con tutta
probabilità la sua permanenza, ospite del Doge Andrea Gritti, almeno sino
all'inizio del 1524.
Quando fu richiamato in Spagna da Carlo V nel 1524, non risultano affatto
prove relative al fatto che Loyola abbia conosciuto una qualsivoglia
"conversione", se non una crescente frustrazione e ostilità nei confronti di
Carlo, successivamente all'incarico di Governatore di Salamanca, in
Spagna, e allo scarso interesse, da parte dell'Imperatore, per le tecniche
raffinate elaborate da Inigo di Loyola e finalizzate alla creazione e alla
gestione di una vera e propria forza di polizia segreta in grado di soggiogare
qualsiasi nemico.
La goccia che fece traboccare il vaso fu probabilmente il fatto che Loyola
fosse stato relegato ai margini nel corso della campagna coronata da
successo ai danni di Re Francesco I di Francia, successivamente alla
Battaglia di Pavia del 1525, essendo stato semplicemente nominato
accompagnatore del re sconfitto in Francia, in occasione del suo rilascio,
avvenuto nel Marzo del 1526.
Contrariamente all'assoluta mancanza di interesse da parte di Carlo V
rispetto alla "regola della compagnia" promossa da Loyola relativamente a
forze di polizia segreta e di sezioni di assassini specializzati da infiltrare
nell'ambito della popolazione comune, Re Francesco, così come i Veneziani,
quasi certamente considerarono tali conoscenze decisamente utili per
quanto riguarda l'arte di "governare".
In cosa consistettero in effetti i rapporti tra Loyola e Francesco I,
probabilmente non sarà mai reso noto. In ogni caso, ciò che appare chiaro è
che da quel punto in avanti, Loyola non si considerò più un leale soldato
dell'Imperatore, era oramai divenuto un agente e un maestro per quelli che
erano stati in precedenza i suoi nemici, i Francesi, i Veneziani e gli Inglesi.
La crescente ricchezza e arroganza della Spagna sotto il regno di Carlo V,
anche grazie all'appoggio dei Medici da Firenze, e di Genova, continuò ad
innervosire le altre potenze d'Europa, in particolare gli antichi alleati di
Roma, tanto Venezia, quanto l'Inghilterra. Consapevole di aver individuato
innovative possibilità in relazione alle nuove tattiche militari impiegate da
Loyola, Francesco I di Francia convocò quindi un consiglio di ambasciatori a
Cognac, per cui la Lega di Cognac fu creata nel 1526, tra Francia, Venezia e
Inghilterra, contro la crescente ricchezza e potenza della Spagna oltre che
dei Medici e delle famiglie Lombarde all'opera per il Vaticano. Nella stessa
fase, la "Rivolta dei Contadini" (Peasants Revolt) si scatenò in Germania,
forzando Carlo a destinare il grosso delle sue truppe a contenere la
potenziale perdita di feudi dal notevole valore economico.
Mentre Carlo veniva distratto dai problemi legati alla Germania, nel 1527, la
Lega di Cognac fece giungere un significativo contingente militare in Italia, e
si mosse per attaccare Roma, a tale attacco corrisposero ribellioni in
numerose città italiane, quali Milano e Firenze, guidate dai Colonna, contro
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Franc Franc
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8 di 17 21/04/2014 11:24
riuscirono a far fronte agli eserciti uniti di Francia, Inghilterra e Venezia.
Le susseguenti tattiche di guerriglia della milizia papale, che si era
progressivamente occultata tra i civili, nel 1527, costò assai cara alla
popolazione di Roma, tanto da ridurre la popolazione romana da 98.000 a
32.000 abitanti in appena 8 giorni. In ogni caso, Giulio de'Medici (Papa
Clemente VII) riuscì a fuggire.
Successivamente, le forze della Lega concentrarono al loro attenzione più a
sud, in direzione di Napoli. In ogni caso, l'assedio non ebbe gli esiti sperati e
tanto l'esercito francese quanto quello inglese subirono notevoli perdite a
causa della peste, ponendo fine alle speranze di una campagna d'Italia
rapida e di successo.
L'intero resoconto storico relativo a tali eventi è stato deliberatamente
mistificato, se non addirittura riportato travisando tuttavia le parti in lotta,
tanto che è stato attribuita allo stesso Carlo V di Spagna la responsabilità del
cosiddetto "Sacco di Roma" del 1527, e non alla Lega di Cognac. In ogni
caso, Carlo riuscì ad utilizzare tali eventi a proprio vantaggio, tenendo per sè
una parte ancora maggiore del prezioso bottino rappresentato dal Nuovo
Mondo con tanto di "legale" Autorizzazione Papale (Papal Charter).
Al contrario della mitologia riguardante Inigo di Loyola in base alla quale lo si
definisce una sorta di "soldato itinerante", che in maniera quasi "magica"
pare si fosse assicurato una istruzione di livello elevato presso l'Università di
Parigi, appunto presso i suoi precedenti nemici, Loyola fu responsabile
diretto della formazione della prima Forza di Polizia ufficiale della storia,
nell'occasione in cui Francesco I nel 1527 fuse le antiche cariche di
Connestabile (Constable) e di Maresciallo Sovrintendente (Provost Marshal)
creando una nuova forza nota come "Marèchaussè", o più formalmente
come Connestabile e Maresciallo di Francia (connètablie et marèchaussè de
France) - comunemente nota come Polizia.
Per assicurarsi l'effettività e l'auto-regolamentazione in relazione a tale
nuovo concetto di "forza di polizia" professionale, Inigo affidò agli stessi
effettivi la responsabilità di aderire alla propria "Costituzione", rispetto alla
quale ogni singolo membro della "marèchaussè" doveva prestare
giuramento in base al principio di "E Spiritus De Corpus" - vale a dire in base
allo "Spirito di Corpo/della Compagnia", nel linguaggio comune indicato
semplicemente come "spirito di corpo".
In definitiva, nel 1529, Carlo V offrì alla Lega di Cognac una tregua, a patto
che avessero ritirato le proprie truppe dall'Italia. Tale tregua è passata alla
storia come il Pace di Cambrai, dato che fu firmato nella omonima località
nel nord della Francia.
Il trattato fornì a Carlo ancora più potere, riconducendo Giulio de'Medici
(Papa Clemente VII) in Vaticano, a Roma, l condizione posta fu che i membri
della Lega fossero assolti dalla colpa legata al "sacco di Roma".
In ogni caso, Carlo V e Giulio de'Medici (Papa Clemente VII) non riuscirono
ad ottemperare a quelle che erano le proprie intenzioni iniziali, ed alla fine
Papa Clemente VII si decise a lanciare un'offensiva per vendicarsi del
tradimento di Venezia, mentre Carlo rinnovò le proprie pretese presso Enico
VIII in relazione al Nord America.
Nonostante la propria frustrazione in riferimento ai limiti imposti
progressivamente rispetto alla propria visione, Inigo di Loyola restò alle
dipendenze di Francesco I, almeno fino al 1534. Tuttavia, pare che Loyola
ricevette infine una "più alta chiamata", in forma di allettante proposta, da
parte di alcuni emissari di Alessandro Farnese e del Doge Veneziano
Andrea Gritti, all'inizio del 1534, proposta che, riassumendo, sarebbe
consistita nel fatto che, se fosse stato possibile "liberarsi" dell'Imperatore
(Carlo V) e di Papa Medici, a quel punto il sogno di Loyola sarebbe potuto
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Franc Franc
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9 di 17 21/04/2014 11:24
Fu l'avanzamento di questi piani segreti che portò per la prima volta a
stabilire i primi contatti tra Loyola e FRANCESCO Borgia, il pro-nipote, per
via paterna, di Papa Alessandro VI. Utilizzando l'esperienza acquisita presso
Re Francesco I, Loyola modificò quelle originarie Costituzioni allo scopo di
creare un nuovo Ordine - un Ordine di "Soldati di Cristo", tra loro legati da
uno Spirito di Corpo caratterizzato da obbedienza e lealtà assolute nei
confronti dei propri Superiori, pronti a morire senza esistazione "Per la
Maggior Gloria di Dio" ("A Maggior Gloria di Dio"), o AMDG, "Ad Maiorem
Dei Gloriam".
A partire dall'estate del 1534, Loyola aveva già convocato i propri vecchi
compagni a Parigi affinchè lo assistesero nella creazione di tali nuovi
"Soldati di Cristo", tra questi vi erano Francisco Xavier (Francesco Saverio),
Alfonso Salmeron, Diego Laynez, e Nicola Bobadilla, tutti spagnoli, Peter
Faber, un francese, e Simao Rodriguez dal Portogallo.
Il "Giorno dell'Assunzione", il 15 Agosto 1534, Inigo e gli altri 6 suoi
compagni si incontrarono nella cripta della Cattedrale di Saint Denis (San
Dionigi), presso Montmartre, a Parigi, e fondarono la Compagnia di Gesù -
"per attaccare i nemici della Chiesa ricorrendo a qualunque mezzo possibile,
e per recarsi senza porre alcuna obiezione ovunque il Generale dell'Ordine
avrebbe ordinato".
In ogni caso, quest'ultimo non fu semplicemente un giuramento, e un rito.
Poichè in questa prima segretissima cerimonia relativa alla creazione dei
Gesuiti, vi sono le origini delle stesse cerimonie segrete della Massoneria,
che risalgono indietro nel tempo sino al culto di Osiride. Qui, nella cripta,
ogni iniziato "moriva" rispetto al proprio vecchio sè, giurando assoluta lealtà
allo Spirito di Corpo (Esprit De Corps), la propria lealtà assoluta e senza
limiti temporali a Ignazio stesso, in qualità di "Illuminato". E' così che ebbe
origine il codice di condotta morale più rigoroso tra le organizzazioni che
hanno fatto la storia dell'umanità - uno Spirito di Corpo che solo in casi
rarissimi è stato rotto nel corso dei numerosi secoli della sua esistenza.
Successivamente alla cerimonia, un gruppo, che includeva Loyola, si spostò
a nord, nei Paesi Bassi, per pianificare e porre in atto il tentativo di omicidio
ai danni dell'Imperatore, mentre un altro gruppo si diresse verso Roma per
occuparsi, tramite il veleno trattato nel tristemente noto libro dei Borgia, del
destino di Giulio de'Medici (Papa Clemente VII).
Loyola, e il gruppo che con lui si era spostato nei Paesi Bassi, fallì nel
tentativo di assassinare l'Imperatore, tuttavia, appena 40 giorni giorni più
tardi, il 25 Settembre del 1534 (a 41 anni), Papa Clemente VII trovò la morte,
e Alessandro Farnese fu eletto nuovo Papa.
Dopo essere sfuggito alla cattura, Inigo di Loyola non fece ritorno a Parigi, si
diresse invece in direzione di Venezia dove fu calorosamente accolto dal
suo vecchio compagno, il Doge Andrea Gritti di Venezia. Tuttavia, prima che
Venezia sponsorizzasse, con l'appoggio decisivo del nuovo Papa Paolo III,
la creazione della "Forza di Polizia" internazionale di Loyola, lo stesso
Loyola avrebbe dovuto dimostrare nuovamente il proprio talento fornendo
aiuto a Venezia nella creazione di una nuova forza militare "che operasse
sul mare".
Fino a questa fase storica, I Veneziani avevano fatto ricorso alle abilità
militari di altri e alle proprie brillantissime capacità a livello bancario e
finanziario per stringere accordi riconducibili a tematiche di carattere militare,
o anche ricorrendo al pagamento di mercenari al fine di garantirsi adeguate
capacità militari, utilizzando truppe storicamente note come i "lagunari".
Tuttavia, la potenza militare dell'Impero Ottomano e gli eserciti professionali
sempre più numerosi dei paesi d'Europa, implicavano che tale capacità
bellica "in affitto" non costituisse più un sentiero stragicamente percorribile -
soprattutto in relazione al fatto che le minacce nei confronti della potenza
veneziana si facevano sempre più numerose.
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10 di 17 21/04/2014 11:24
prime unità militari professionali permanenti di Venezia, denominati
ufficialmente Reparti di Marina (Marine Corps) - un esercito limitato costituito
da poche miglia di soldati altamente addestrati, altamente motivati, legati da
un sacro giuramento di assoluta e incrollabile fedeltà e onore. Il termine
"Marine" (di marina), stava ad indicare appunto il "mare", mentre il termine
"corps" (reparti) stava ad indicare, in tale contesto, un "banco di cavalieri"
(bank of knights), per cui il primo corpo dei "marine" della storia era riferito,
letteralmente, a una "banda di cavalieri di mare" - la denominazione "Fanti
da mar" (fanteria di marina) rappresenta una deliberata mistificazione per
occultare la loro denominazione ufficiale.
Nel frattempo, a Venezia, nel 1537, all'età di 46 anni, Inigo di Loyola e i suoi
più fedeli compagni presero i voti, e furono resi Frati Francescani presso la
Basilica dei Frari, giurando fedeltà al "Papa Grigio", ovvero al Ministro
Generale (dell'Ordine dei Frari/Frati Minori Francescani), e di conseguenza a
Venezia e alla sua partnership con Roma nota come SANTA SEDE.
Nel 1537, questi neo-membri dell'Ordine dei Frati Minori (Francescani)
viaggiarono in direzione di Roma per incontrarsi con Papa Paolo III, con
Loyola ansioso di onorare la propria promessa e garantire tale nuova Polizia,
ovvero la "Compagnia di Gesù", allo scopo di operare al servizio dei
Veneziani e del Culto Romano in pieno controllo della Chiesa Cattolica.
Tuttavia, le sue ambizioni furono immediatemnte frustrate. In poche parole,
un'entità in tale maniera strutturata, rappresentava decisamente uno
strumento di potere troppo grande, e i Cardinali si dimostrarono decisissimi
ad opporsi alla sua costituzione con ogni mezzo.
Loyola fu costretto a restare a Roma, alle prese con giochi diplomatici e
politici, impegnato ad offrire concessioni e condizioni, quali quella in base
alla quale il nuovo Ordine avrebbe avuto la propria sede a Roma e non a
Venezia, e fissando regole per l'Ordine che assicurassero l'assoluta
affidabilità rispetto allo status quo dello stesso, delimitando inoltre con
precisione i poteri di tale Ordine oramai in rampa di lancio. Alla fine, dopo tre
anni di trattative lunghe e difficili, quelle concessioni furono sufficienti, a
Papa Paolo III, per emanare in tutta tranquillità una Bolla Papale
appositamente dedicata.
Papa Paolo III fissò i poteri dell'Ordine tramite la Bolla Papale "Regimini
militantis" (27 Settembre, 1540), tuttavia limitò il numero dei suoi membri a
60. Tale limite numerico ostacolò decisamente il ruolo che ci si era augurato
per i Gesuiti, e rese il proprio principale proposito, quello di rappresentare la
più potente forza di Polizia mai concepita, solo teorico. In ogni caso,
esercitando pazienza e ricorrendo ad ulteriori negoziati, tale limite numerico
fu successivamente rimosso grazie alla Bolla Papale "Injunctum nobis" del
14 Marzo 1543.
Un'altra rilevantissima vittoria, nel processo che portò alla progressiva
strutturazione dell'Ordine Gesuita, è legato al fatto che Paolo III emanò una
Bolla Papale nel 1545 che permise loro di predicare, confessare e
dispensare i sacramenti ed inoltre di celebrare la messa senza fare
riferimento ad un vescovo - collocando così i membri dell'Ordine al di fuori
del controllo esercitabile da parte del clero regionale.
Inoltre, sebbene tecnicamente da considerare dei monaci, la Costituzione di
Loyola era unica nel proprio genere, dato che esentava tali nuovi sacerdoti
(frati) dalla regola della clausura (ovvero dalla vita in monastero). Al
contrario, i monaci Gesuiti erano incoraggiati a "vivere nel mondo".
Nel 1546, Papa Paolo III affidò ai Gesuiti la loro prima missione politica,
nominado Lainez e Salmeron come propri rappresentanti ufficiali presso il
Concilio di Trento, in qualità di Teologi Pontifici. Lainez, con l'aiuto del
Cardinale Monroe, con successo sconfisse ogni singolo tentativo in agenda,
tranne uno, indirizzato alla riforma della Chiesa Cattolica, assicurandosi che
il potere del Papa rimanesse sostanzialmente intatto se non potenziato.
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11 di 17 21/04/2014 11:24
http://one-evil.org/content/people_16c_loyola.html
FRANCISCO XAVIER (FRANCESCO SAVERIO) S.J.
Elementi Chiave
Altri Nomi: Francisco de Jaso y Azpilicueta
Anno di Nascita: 1496
Luogo di Nascita: Javier, Navarra
Linea di Sangue: Casato di Javier
Sposato: Sì
Figli: Jerome Javier
Anno di Morte: 1552, Dicembre (all'età di 56 anni)
Background
Francisco de Jaso y Azpilicueta (altrimenti noto come Francisco Xavier, o
Francesco Saverio) era il figlio più giovane del nobile basco Juan de Jasso
ed erede del titolo dei Javier, derivante da sua madre, Maria de Azpilicueta y
Javiera. Suo padre era noto per essere un nobile di alto lignaggio presso la
Corte di Re Giovanni III di Navarra (1484-1516).
Nel 1512, quando Francesco aveva appena 16 anni, la parte meridionale del
Regno di Navarra fu annessa dalle forze di Ferdinando II d'Aragona,
comadate dal Generale Fadrique Alvarez di Toledo dalla Castiglia - come
rappresaglia in relazione al fatto che la Navarra aveva rifiutato di aderire alla
Lega Santa promossa da Papa Giulio II contro la Francia. Il feudo dei Javier
fu in quella fase annesso dal Regno di Castiglia.
Nel 1516, quando Francesco aveva 20 anni, suo padre e i suoi fratelli
ebbero un ruolo rilevante nella rivolta, poi fallita, ai danni del giogo di
Manrique de Lara, riuscendo tuttavia a riconquistare Pamplona per un breve
periodo di tempo, ed eliminando lo stesso de Lara. In ogni caso, il
Comandante dei Castigliani (Spagnoli), Inigo di Loyola, riuscì a riorganizzare
le sue truppe e mettendo in rotta e catturando i ribelli, inclusi Francesco e la
sua famiglia.
Come ricompensa per aver riguadagnato il controllo dell'area, Inigo di
Loyola, all'età di appena 25 anni fu nominato nuovo Vicerè, ed
immeditamente intervenne elargendo pesantissime condanne ai danni delle
famiglie ribelli, distruggendo i loro castelli e massacrando intere famiglie. Ma
prima di dare il via a tali atti, offrì ai leader del movimento dei ribelli la
possibilità di cambiare fronte, collaborando con lui, principalmente allo scopo
di creare una locale "forza di polizia".
La concezione che prevedeva piccoli gruppi di uomini ben addestrati in
grado di vivere in mezzo al popolo e di abbigliarsi appunto come loro per
controllare la legge e l'ordine, piuttosto che risiedere in caserme in gruppi di
dimensioni maggiori rappresentava un'idea radicalmente rivoluzionaria per
quei tempi, dato che andava contro buona parte della "tradizionale" strategia
militare legata alla "forza preponderante" (overwhelming force). A ragione,
Loyola riteneva che la pura forza bruta non sarebbe stata sufficiente per
conservare il controllo dell'annessa Navarra.
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12 di 17 21/04/2014 11:24
avesse distrutto il castello dei Javier rappresenta pura e semplice
disinformazione. E' quasi certo, invece, che il castello dei Javier sia stato
preso di mira da altre famiglie nobili, che avevano Francesco e la sua stessa
famiglia come traditori. Francesco fu l'unico a sopravvivere.
Mentre Loyola dava la caccia e progressivamente provvedeva ad eliminare i
nobili ribelli che si erano resi responsabili del fatto, a Francesco Saverio fu
offerta, ed egli l'accettò, la carica di secondo "commissario di polizia".
Nel senso proprio del termine, Francesco Saverio non può essere
considerato un a tutti gli effetti un "Capo della Polizia", dato che il termine
"Polizia", (dal Latino Polus= "minore" e ice="forza d'attacco") non fu coniata
che ai tempi di Re Francesco I, nel 1527, grazie alla fusione delle antiche
cariche di Connestabile (Constable) e Maresciallo Sovrintendente (Marshal
Provost) al fine di creare una nuova struttura operativa, da quel punto in
avanti nota come Polizia.
Dopo che la sua famiglia fu massacrata dai nobili ribelli, Francesco Saverio
si dimostrò risolutamente dedito al proprio nuovo ruolo, e al servizio da
prestare a beneficio di Loyola. Fu così efficiente nel suo ruolo che quando
Enrico II tentò di riconquistare il resto del Regno di Navarra nel 1521,
scatendo la propria offensiva con decisione, furono Francesco Saverio e le
sue forze di polizia a sottrarre con al propria condotta ingenti contingenti
militari dalle forze impegnate a porre sotto assedio la Cittadella di Pamplona,
iniziative che ebbero come effetto la possibilità per le truppe di Loyola di
guadagnare tempo a sufficienza per organizzare una reazione e mettere in
rotta i francesi.
Tuttavia, quando Loyola fu rimpiazzato da Diego di Avellaneda in qualità di
Vicerè, nel 1521, a causa delle gravi ferite ricevute, anche la forza di polizia
appena costituita fu congedata, e Francesco Saverio fu costretto ad
abbandonare la Navarra e a viaggiare sotto mentite spoglie, prima in
direzione nord, verso la sezione della Navarra controllata dai francesi,
dirigendosi infine in Francia.
Nel 1522, mentre il recupero di Loyola lentamente proseguiva, Saverio fece
richiesta diretta di assistenza e ausilio, che Loyola prontamente gli
concesse, assicurando a Saverio fondi a sufficienza per viaggiare sino a
Parigi ed essere ammesso alla locale e prestigiosissima Università, presso
la quale aveva intenzione di completare i propri studi. A partire dal 1526,
Saverio non solo aveva condotto a termine in maniera eccellente i propri
studi, ma era divenuto addirittura docente presso quella stessa Università.
In quello stesso anno, Loyola giunse a Parigi quale rappresentante ufficiale
dell'Imperatore Carlo V, impegnato a ricondurre in patria Re Francesco I.
Saverio e Loyola si ricongiunsero ed anche lo stesso Loyola frequentò per
un breve periodo l'Università di Parigi, allo scopo di perfezionare
ulteriormente le proprie strategie ed idee.
A partire dal 1527, Loyola, con l'aiuto di Saverio, con successo contribuì alla
creazione della prima Forza di Polizia ufficiale della storia, quando
Francesco I, nel 1527, fuse le antiche cariche di Connestabile (Constable) e
Maresciallo Sovrintendente (Marshal Provost) in una nuova forza, nota come
Marèchaussè, in termini più formali, i Connestabili e Marescialli di Francia
(Constabulary and Marshalcy) di Francia (connètablie et marèchaussè de
France) - comunemente noti come Polizia.
Quando Francesco Borgia, quale alleato ed emissario di Alessandro
Farnese e dei Veneziani, avvicinò Loyola per affidargli una pericolosa
missione, al successo della quale era condizionato il finanziamento della
visione di Loyola relativa a una innovativa ed imponente forza di polizia,
Francesco Saverio fornì il suo contributo in termini di pianificazione
strategica e logistica.
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13 di 17 21/04/2014 11:24
cripta della Basilica di Saint Denis (San Dionigi), presso Montmartre, a
Parigi, e fondarono la Compagnia di Gesù - "allo scopo di attaccare i nemici
della Chiesa e dargli la caccia ricorrendo a ogni mezzo, e di essere pronti a
dirigersi senza porre obiezioni ovunque il Papa avrebbe comandato".
E' praticamente certo che Saverio abbia accompagnato Loyola nei Paesi
Bassi in occasione del fallito attentato che prevedeva l'assassinio
dell'Imperatore Carlo V nel 1534, così come nel successivo tentativo di
sottrarsi agli arresti, viaggiando in direzione di Venezia subito dopo.
Di nuovo, pare certo che Francesco Saverio di sia dimostrato fondamentale,
in riferimento alla consulenza fornita a Loyola nell'ottica della creazione del
Corpo dei Marines Veneziani nel 1537, ovvero della "banda dei cavalieri di
mare", tra l'altro l'antesignano diretto del Corpo dei Marines degli Stati Uniti.
In quello stesso anno, con altri compagni di Loyola, detti anche i "leali",
Saverio prese i voti, divenendo Frate Francescano (Franciscan Priest)
presso la Basilica dei Frari (Frati Minori Francescani), giurando fedeltà al
"Papa Grigio", ovvero al Ministro Generale (dei Frati Minori Francescani), e
di conseguenza a Venezia e alla sua partnership con Roma, ovvero alla
SANTA SEDE.
Nel 1537, Saverio viaggiò quindi con Loyola ed altri membri dell'Ordine dei
Frati Minori in compagnia del loro principale promotore, Francesco Borgia,
allo scopo di ottenere l'approvazione papale per il proprio Ordine. Papa
Paolo III approvò quindi l'Ordine dei Gesuiti con la Bolla Papale "Regimini
militantis" (27 Settembre, 1540), ma limitò il numero dei suoi membri a 60.
Tale limite numerico fu successivamente aggirato grazie alla Bolla Papale
"Injunctum nobis" del 14 Marzo 1543.
Tra le prime missioni chiave strategiche per i Gesuiti vi fu quella orientata a
stabilire relazioni a numerosi livelli con le emergenti dinastie dell'Oriente, le
quali (anche con un limitato appoggio militare) avrebbero potuto contribuire a
contenere l'espansione dell'Impero Ottomano. Le principali priorità erano e
restavano l'Impero Mughal (Moghul) e il vuoto di potere determinatosi nella
regione della Persia.
Francesco Saverio fu scelto per condurre tale essenziale missione,
accompagnato da un gruppo di Gesuiti, a partire dal 1541, viaggiando
attraverso il Mediterraneo, quindi passando per Il Cairo, quindi per Suez e di
lì in direzione del Mar Morto e lungo le coste dell'Arabia sino a giungere in
Persia. Per occultare tale missione, e il ruolo chiave in relazione ad essa
ricoperto dai Gesuiti, questo episodio è stato completamente cancellato dalla
storia. La tradizione riporta invece la versione di un viaggio ridicolo e
assolutamente privo di senso caratterizzato dalla circumnavigazione del
continente africano per giungere infine in Madagascar - in pratica
trascurando completamente le antichissime e più comuni rotte in direzione
dell'Iran e dell'India (che prevedevano il passaggio attraverso l'Arabia)
operative da migliaia di anni.
Nonostante l'assurdità e la natura assolutamente illogica di tale "primo
viaggio" tradizionale di Saverio e dei Gesuiti - un viaggio che contraddiceva
assolutamente le più comuni e tradizionali rotte commerciali e di transito di
quella fase storica - i Gesuiti e il Vaticano continuano ancora ai nostri giorni
a rifiutare di ammettere che Saverio, o qualsivoglia Gesuita, abbia mai
messo piede in Iran, se non qualche decennio più tardi.
Saverio e ciò che restava dei suoi Gesuiti giunsero infine in India nel 1542,
area in cui stazionarono sino al 1545, per tornare successivamente in Iran.
Nuovamente per nascondere la tappa in Iran, i Gesuiti hanno sin da quel
tempo elaborato la fantasiosa storia in base alla quale Francesco Saverio
avesse viaggiato avanti e indietro lungo lo Stretto di Malacca.
Nel 1548, i disciplinatissimi Ottomani, consapevoli della crescente potenza
del Safavide Tahamasp I, che beneficiava del contributo dei suoi consiglieri
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14 di 17 21/04/2014 11:24
nella propria controffensiva, riuscendo a ricacciare indietro gli assai più
disciplinati Ottomani. Come ricompensa per il servizio fornito, ai Gesuiti
furono concessi titoli su tutte le terre che circondavano le antiche rovine di
Ray, mentre Tahamasp I si impegnò nella costruzione della sua nuova
capitale Qazvin circa a 145 km a nord-ovest del primo possedimento
Gesuita in Asia.
I Gesuiti denominarono la loro prima stazione commerciale e possedimento
terriero in Asia quale "Ter'gan" dell'Ordine, termine che in ebraico significa
"giardino benedetto" - un anagramma per "Eden". Noi conosciamo oggi le
terre concesse ai Gesuiti come la città di Teheran.
Francesco Saverio fece quindi ritorno in India nel 1548, questa volta
fornendo al Mughal (Moghul) Indiano ciò che egli desiderava - un Trattato ed
un Accordo Commerciale con Tahamsp I.
Fresco del successo diplomatico riconducibile all'aver costituito rapporti
commerciali tra l'Iran e l'India, Saverio giunse in Giappone nel 1549, paese
in cui sostò fino al 1551, fallendo tuttavia nel suo tentativo di raggiungere
accordi diplomatici di rilievo. Diresse invece le proprie attenzioni nei confronti
della Cina, e, nel Dicembre di quello stesso anno, approdò sull'isola cinese
di Shangchuan, morì tuttavia nel Dicembre del 1552, all'età di 56 anni.
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Paolo Laitempergher I richiami della Blavatsky prima, e poi di
Steiner, a Lucifero riguardano la medesima cosa (qui sopra
riportata)?
13 June 2013 at 11:04 · Like
Paolo Caltagirone oh Hans, a volte penso che il magnifico
lavoro che hai fatto non se lo meriti proprio nessuno, a parte quei
pochissimi che si possono contare sul palmo di una mano, mi
auguro che tu stia bene e che torni presto !
12 July 2013 at 23:28 · Like · 5
Barbara Stanley Anch'io sono venuta ad intervalli sulla tua
pagina e sono preoccupata per te, spero tanto che tu stia bene.
Sono andata a vedere pure parecchie volte sul sito "connessione
cosciente", ma anche là è tutto fermo! Ti aspettiamo Hans! Un
forte abbraccio!
16 August 2013 at 18:27 · Like · 2
Carlo Bruni Tornerà!
12 September 2013 at 01:56 · Like · 3
Max Groovebox http://www.cieliparalleli.com/.../le-relazioni-
tra-la...
LE RELAZIONI TRA LA RUSSIA DI PUTIN E
LA SANTA SEDE
www.cieliparalleli.com
LE RELAZIONI TRA LA RUSSIA DI PUTIN E
LA SANTA SEDE, Putin per il Vaticano puo' ...
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13 September 2013 at 21:28 · Like · 2
Max Groovebox Hans dacci un segnale anche con un
semplice saluto sulla tua pagina,grazie.
13 September 2013 at 21:38 · Like
Barbara Stanley Mi sa tanto che in questo profilo Hans non
può più entrare, anche perché lui aveva aperto un nuovo profilo
con il nome "Hans Kurgan Skandergag" che f b gli ha
puntualmente ri-chiuso. Anche il blog ove collaborava -
connessione cosciente - è rimasto fermo. Chissà cosa gli sarà Chat (Off)
Franc Franc
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Carlo Bruni http://www.dionidream.com/obama-ritira-lattacco-
in-siria.../
Obama ritira l’attacco in Siria dopo che il
capo dei gesuiti ha detto NO.
www.dionidream.com
Fonte: risvegliodiunadea Secondo questa
fonte “Obama ha cancellato l’attacco all...
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13 September 2013 at 21:43 · Like · 2
Max Groovebox Gia',lo chiusero e poi lo riaprirono..poi
sparito...
13 September 2013 at 21:44 · Like
Max Groovebox Divide et impera,come sempre,falsi
antagonismi per proseguire la manipolazione globale.
13 September 2013 at 21:47 · Like
Max Groovebox Credere che Putin sia un cane sciolto è da
ingenui.
13 September 2013 at 21:49 · Edited · Like · 4
Giovanna La Cava Hans.. si sente la tua mancanza.. torna
presto ogni tanto vengo a prendere un po di materiale.. che
meraviglioso lavoro che hai fatto.. grazie
10 October 2013 at 16:51 · Like
Max Groovebox Molti preziosi link sono stati rimossi.
11 October 2013 at 01:56 · Like
Felice Laforgia Da chi?
See Translation
11 October 2013 at 14:26 · Like
Paolo Laitempergher lucifero = satana ?
5 March at 06:57 · Like
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