Laura Rubino

CAPITOLO 1
I t r eno r al l entò e i mboccò
1
il l ungo ponte che congi unge
Venezi a alla ter r afer ma.
"Guardate ragazzi , — disse il papà — sti amo per arri vare!"
Lucia e Andr ea, dal fi nestri no, osser vavano stupi ti .
"Pr i ma di par ti r e ho I etto una gui da del l a ci ttà — di sse Andr ea.
— Questo ponte, ad esempi o, è l ungo 3 623 metr i . Fu costr ui to
nel 1846 dagl i Au s t r i aci , che a qu el l ' epoca domi n avan o la
Ser eni ssi ma.
2
Pr i ma di al l ora, si poteva r aggi unger e Venezi a sol o
vi a mar e".
1. imboccò : entrò sul.
2. Serenissima : il nome forse più famoso con il quale era conosci uta
l 'anti ca Repubblica di Venezi a, the fu ceduta da Napol eone all'Austria
il 17 ottobr e 1797 con il tr attato di Campoformi o.
» Uf
Hi l l
"Magar i su una gondol a. . . " — sugger ì la mamma, che vol eva
Iii i iv,iiv l 'emozi one di farsi tr aspor tar e dalla più r omanti ca barca
11r• I mon do. "S apet e, anch' i o mi sono docu men t at a e or a vi
iii'.iy,iuTÒ una cosa sor pr endente che ho l etto in un bel libro del
no, che tr atta di i mbar cazi oni .
Vi r i cor date che due anni fa, quando abbi amo fatto il vi aggi o
in Nor vegi a, si amo andati a vi si tar e il museo del l e navi vi chi nghe
,nl Osl o? Beh, al cuni studi osi di nau t i ca
1
hanno osser vat o che
e:,iste una chi ara somi gl i anza tra la for ma del l e navi vi chi nghe e
la gondol a venezi ana. La cosa si spi ega faci l mente: i Vi chi nghi ,
navi gando sui fi umi per i l oro commer ci , dal l e r egi oni nor di che
r aggi ungevano il Mar Ner o. Qui i ncont r ar ono i mer cant i del l a
Repubbl i ca di Venezi a, che not ar ono la for ma snel l a
2
di quel l e
navi che, anche se pi u t t ost o pi ccol e, er ano vel oci e stabi l i . I
Venezi ani le studi ar ono attentamente, ne fecer o dei di segni e li
por tar ono nella l oro ci ttà. Il gover no appr ezzò il sugger i mento e
di ede or di ne di costr ui r ne di si mi l i .
Nei tempi più anti chi , a Venezi a queste barche ser vi vano per
tr aspor tar e le merci ed er ano mol to più grandi di quel l e che noi
vedr emo nei canal i del l a ci ttà. Con il passar e degl i anni , queste
gondol e fur ono usate sol o per t r aspor t ar e passegger i e le l or o
mi sure fur ono r i dotte si no a r aggi unger e quel l e che ancora oggi
le car atter i zzano: una gondol a è lunga quasi undici metr i , ha una
car ena
3
pi atta che le consent e di sci vol ar e anche sui fondal i
4
mol to bassi , pr or a e poppa
5
al te e sl anci ate. La pr or a è or nata dal
1. nautica : sci enza della navi gazi one.
2. snella : magra, sl anci ata; (qui ) sotti l e, stretta.
3. carena : fondo del l 'i mbarcazi one che ri mane i mmerso nel l 'acqua.
4. fondali : luoghi dove l'acqua è poco profonda.
5. prora e poppa : parte anteri ore e posteri ore di un'i mbarcazi one.
'I l i
O V i a g g i o a V e i s u ^i a
"l . - i o", f i or un f er r o f at t o come un pet t i n e a sei dent i , che
i i]i| T(",c.ivlano i sei quar ti er i in cui è di vi sa la ci ttà. Sembr a che
il n omo " go n d o l a " der i vi da una s t o r p i a t u r a
1
del ver b o
"dondol ar e".
2
Tutte le fami gl i e nobi l i di Venezi a possedevano una
•ondol a, pr opr i o come oggi noi abbi amo l 'automobi l e, e anche le
'/ indole, come le nostr e automobi l i , er ano di pi nte a col ori vi vaci . "
"Come mai oggi sono tutte ner e?" — chi ese Lucia.
".So di rvi anche questo — r i pr ese la mamma. —
In quei tempi l ontani i col or i vi vaci er ano mol t o costosi e il
vc)vc• i• no del l a S er en i s s i ma R epu bbl i ca ne s c or aggi ò l ' u so
i mponendo forti tasse. Così i Venezi ani di pi nser o le gondol e sol o
di IRTO, non per l oro scel ta, ma per evi tar e le tasse."
Men t r e ch i acch i er avan o tr a di l or o, il t r en o r aggi u ns e la
i a/ i one e si fer mò.
"Ah, eccoci ar r i vati , fi nal mente! Ai utate la mamma a por tar e
10 due bor se pi ccol e, mentr e io mi occupo del l e val i gi e" — di sse il
]>,.],,i.
H. i ngi unser o il l or o al ber go a bor do di una gondol a, che li
11.i• . por t ò l ungo canal i si l enzi osi , abi l men t e man ovr at a dal
l 'oni l ol i er e che r emava in pi edi sulla poppa.
I noni o i ni zi ò a par l ar e con or gogl i o del l a sua ci ttà: "È uni ca
11 mundi).. . Le sue or i gi ni r i sal gono alla metà del V secol o dopo
• i l o, quando un gr uppo di abi tanti del l a t er r afer ma, al l 'ar r i vo
. 11 • 111 > popol a/ i oni b a r b a r i c h e
3
che i n vadevan o la pen i s ol a
il 111.111.i, i r i r ó r i fugi o su al cune pi ccol e i sol e di sabi t at e del l a
1
>,i i ii pl.il iir.i uni ia scorretta.
I ni , i o- ' i l i i n , oncl ep.i '.i are.
P"t>''I '" l'nii i li.n ii he popolazioni nordiche che invasero più volte
i | 11 , 1111 . i 111 • i • i • i t j 11.
m
I Q V i a g g i o fl V e n e z i a
l aguna.
1
Nessuno avr ebbe mai pensato che quel l a pover a gente,
con il passar e degl i anni , avr ebbe dato vi ta a una ci ttà ri cca e
pot ènt e. Ment r e le al t r e ci t t à si pr ot eggevan o con l e mur a,
Venezi a era di fesa sol o dal l a l aguna: nessuno osava avventur ar si
Sul l 'acqua dove, se non si con os con o i fondal i , si r i schi a di
r i maner e i ncagl i ati . "
2
I quattr o passegger i ascol tavano con i nter esse la spi egazi one.
Al moment o di scender e, la mamma chi ese al gondol i er e se
era di sposto a far l oro da gui da nei gi orni seguenti .
"Non pos s o — r i s pos e l ui — per c h é ho degl i i mpegn i
i mpor tanti . Domani , per esempi o, devo or nar e la gondol a con
fi ori bi anchi per accompagnar e una sposa in chi esa. Per ò, se
vol ete, mander ò qui al l 'al bergo mi a sorel l a Cateri na che conosce
bene Venezi a e le sue i sol e. Studi a Stori a del l 'Arte al l 'uni ver si tà
3
e quindi vi farà vol enti er i da gui da. Sapete bene che gli studenti
si danno da fare
4
per guadagnar e qual che sol do!"
"Lo sappi amo eccome!" — sospi r ar ono Lucia e Andr ea.
Ri mas er o d' accor do che il gi or no dopo Cat er i na s ar ebbe
venuta a prenderl i .
La r agazza si pr esentò di buon matti no e si atti r ò subi to le
si mpati e dei quattr o nuovi ami ci con il suo sor r i so spontaneo:
"Mi chi amo Cateri na e sono qui per gui darvi a vi si tar e i posti più
belli di Venezi a. "
"l o sono Andr ea!" "E io Lucia." — r i sposer o i due fratel l i .
1. l aguna : tr atto di mare vi ci no alla costa e chiuso da numerose i sol e.
2. i ncagl i ati : fermati con il fondo del l 'i mbarcazi one sulla sabbi a.
3. uni ver si tà : (qui ) Uni versi tà di Ca' Foscari, una del l e più anti che e
presti gi ose della regi one veneta.
4. si danno da fare : si i mpegnano.
L'arrivo
"Luci a! Hai l o st esso n ome del l a pr ot agoni st a di un'anti ca
l eggenda del l a nostr a ci ttà." — di sse Cateri na.
Lucia la pr egò di r accontar l a subi to, ma Cater i na ri spose:
"Non ora: lo far ò quando sar emo nel l 'i sol a di Burano, l 'i sol a
dei mer l etti . Ti avver to, però, che è una stor i a mol to tr i ste.
Penso che si a megl i o por t ar vi pr i ma a vi si t ar e l e i sol e —
Burano, Mur ano e Tor cel l o
1
— che fur ono il nucl eo più anti co
del l a ci ttà, i pr i mi l uoghi dove gl i abi t ant i si st abi l i r ono. La
B as i l i ca di San M ar c o l a vi s i t er emo in s egu i t o, se s i et e
d'accor do. "
Tutti accettar ono di buon gr ado la pr oposta di Cateri na, anche
per ché per r aggi unger e le i sol e bi sognava sal i re su un vapor etto,
il mez z o di t r as por t o pu bbl i co t i pi co di Ven ezi a, e qu es t o
si gni fi cava fare una nuova esper i enza.
La gi or nata era l i mpi da e cal da.
Du r ant e la t r aver s at a,
2
Cat er i na s pi egò che l a pi ant a di
Venezi a ha cur i osamente la for ma di un pesce e che il gover no
del l a Repubbl i ca aveva devi ato il cor so dei tr e fi umi Brenta, Pi ave
e Sile
3
per evi tar e che con i l oro det r i t i
4
r i empi sser o la l aguna e
di str uggesser o qui ndi la di fesa più val i da del l a ci ttà.
"St r aor di nar i o!" — commen t ò il papà, che non smet t eva un
atti mo di scattar e fotogr afi e.
"Or a pr epar at evi — di sse Cat er i na — per ché s t i amo per
ar r i var e al l 'i sol a di Burano."
1. Burano, Murano, Torcello : isole che si tr ovano nella parte nord della
laguna veneta.
2. traversata : vi aggi o per mare.
3. Brenta, Piave e Sile : tre dei maggi ori fiumi della regi one veneta.
4. detriti : pezzi di rocci a e pi etra trasportati dai fiumi.
Scesl a terra nsser vato-
no fé abi t azi on i , i i m Libie
quasi i mmutate nei secol i ,
pi ccol e e vi ci ne tr a l or o,
di pi n t e a c o l o n mol l n
vi vac i : r os s o, gi al l o,
turchi no, aranci one...
C at er i n a s p i egò ch e
qu ei c ol on cos i vi ol en t i
s er vi va n o c ome r i f er i -
men t o per il r i t or n o dei
p es c at or i e ch e er an o
par t i col ar men t e uti l i nei
gi or ni vel at i dal l a nebbi a,
che s cen de s pes s o sul l a
l aguna.
"Vedet e quel l a caset t a
vi ol a, l aggi ù ? — di s s e
Cateri na. É la casa di Lucia,
o megl i o Lusi eta, come, . . .
c ome u s i amo di r e noi a
V en ez i a. È gi u n t o il
momen t o di r accon t ar vi
questa l eggenda che spi ega
l 'ori gi ne dei bel l i ssi mi pi zzi
di B u r an o, an c or a oggi
es egu i t i dal l e d on n e di
quest'i sol a.
(limosità veneziane
liJ Iri Icmpi antichi si usava il miele come dolcificante. Fu Venezia, nel
M'i olo XI, a importare dall'Oriente lo zucchero e a introdurlo nei
mei-rati e, di conseguenza, nell'alimentazione occidentale.
Nella cucina veneziana i dolci occupano un posto importante. Da
grandi pezzi di zucchero, venivano ricavate delle sculture che
costituivano allo stesso tempo un ornamento per la tavola e un dolce
raffinato. Anche la produzione di biscotti ha una lunga tradizione: ad
esempio, ancora oggi sono venduti iielle pasticcerie veneziane i
"zaleti", piccoli biscotti di colore giallo, ricordati già dal grande
commediografo
1
del 1700 Carlo Goldoni.
Il leggero pasto (XVI I I secolo), Scuola di Pietro Longhi.
1. commediografo : scri ttore di commedi e teatral i .
Ecco la ricetta per chi vuole
provarli:
Mescolare e impastare a
mano tutti gli ingredienti,
aggiungendo per ultimi
uva passa e pinoli. Formare
dei biscotti non troppo
piccoli, di forma ovale,
dallo spessore di circa un
centimetro. Infornare sulla
placca unta, a 200°, per 15
minuti.
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Co mp r en s i o n e
CE.U 3
Rileggi il capitolo e indica con una A l'affermazione corretta.
2.
3.
4.
Caterina è una studentessa di:
a. ! , Architettura
b. n Scienze Politiche
c. ! ^ Storia dell'Arte
d. | _J Archeologia
Lucia e Andrea sono:
a.

cugini
b.

fratelli
c.

amici
d.

fidanzati
1 sei denti del "fero" rappresentano il numero di:
a. Q quartieri della città
b. QH rematori
c. I ] passeggeri
d. Q isole della città
Le origini della città risalgono al:
a. P ] XVI sec.
b. F ] V sec.
c. Q IV sec.
d. !
n
> VII sec.
La pianta della città di Venezia è a forma di:
a. , ~~I pesce
b.
1 1
leone
c.
n
stella
d. ,
d
gondola
ft' l ^^ Ascolta attentamente. Alcune parole sono cambi ate. Trovale e
completa la tabella.
il treno rallentò e imboccò il lungo ponte che unisce Venezi a alla
I- rriit'erma.
"( ii lardate ragazzi, — disse il papà — sti amo per arri vare!"
I iicìa e Andrea, dal finestrino, osservavano stupefatti. ; '.
v
"Prima di partire ho letto una guida della città — spi egò Andrea. —
"Questo ponte, ad esempio, è lungo 3 723 metri. Fu costruito nel 1846
1 itigli Austriaci, che a quel tempo domi navano la Serenissima. Prima di
allora, si poteva arrivare a Venezia solo via mare."
"Magari su una gondola..." — aggiunse la mamma, che vol eva provare
l'emozione drfarsi trasportare dalla più bella barca de},mondo.
"Sapete, anch'io mi sono documentata e ora vi dirò una cosa
sorprendente che ho letto in un bel libro del nonno, che tratta di barche.
1
2
3
4
5
6
7.
8
9
I O
Riordina le seguenti frasi seguendo l'ordine cronologico del testo.
a. | ] Caterina decide che è giunto il momento di raccontare la
leggenda che spiega l'origine dei pizzi di Burano.
b. | | Il treno raggiunge la stazione e si ferma.
c. j | Il gondoliere inizia a parlare con orgogl i o della città di Venezia.
d. | | Caterina si presenta di buon matti no per guidare Lucia e la sua
famiglia a visitare i posti più belli di Venezia.

CKi I *
ftfy ©Asc ol t a il testo e i ndi ca con una / la l ettera corri spondente
all'affermazione corretta.
1. Un tempo la gondola era:
a. slanciata, nera, el egante
b. | | leggera, maneggevol e, a fondo piatto
c. | nera e simmetrica
d. i colorata e asi mmetri ca
2. Le gondol e sono lunghe:
a. | ) 18 metri
b. | 10 metri e 80 centimetri
c. I j 180 centimetri
d. | 1 8 metri e 18 centimetri
3. La gondola è utilizzata per il trasporto:
a. ' | pubblico
b. [ ^ pri vato
c. ] merci
d. [ , turistico
4. Nella voga alla veneta il gondol i ere è:
a.
1
seduto e rivolto a poppa
b. i in piedi all'estremità della prua
c.
1
seduto e rivolto a prua
d. in piedi all'estremità della popp
5. La voga alla veneta è:
a.
i
| faticosa
b. | | particolare
c. | | inefficace
d. ' scomoda
Co mp et en ze l i n gui st i c i l t'
A'.'.ocia ad ogni parola o espressione il sinonimo appropriato.
»•
. di buon grado a. guidare
A | dondolare b. credenza
<
leggenda c. spostato
•1. | congiungere d. uguali
manovrare e. istintivo, naturale
fi.
j osare f. abbellire
7, ornare
g-
unire
H. spontaneo
.
h
"
punto fermo
'>.
devi ato
i.
allegro
IO. ] immutate I. avere il coraggi o
11. | riferimento m. volentieri
1.'. | vivace n. oscillare
Pro< l uzi one • -"aie
l l u i
fl) Andrea è appena giunto a Venezia, ma ha già scattato numerose
fotografie, tra cui questa. Osservala e descrivila.
a quando esi ste Venezi a, Burano è sempr e stata
un'i sol a di pescator i . Come tante al tr e donne di
f qu ei t empi , L u s i et a er a una r agaz z a che si
guadagnava da vi ver e r i camando i cor r edi
1
per le
dame ri cche del l a ci ttà.
Vedete quel l a fi nestrel l a lassù, nel l 'angol o del l a casa? Da lì lei
guar dava la l aguna al tr amonto, quando r i entr avano i pescator i .
Aspettava di veder e la vel a aranci one del br agozzo
2
di paron Toni ,
3
CAPITOLO 2
I. corredi : biancheria per uso personal e e per la casa.
. bragozzo : barca a vela venezi ana con il fondo pi atto.
.'.. 'paron' Toni : (di al etto veneto) padrone Antoni o.
'.ili qual e l avorava anche Si mone, il suo i nnamor ato. I due gi ovani
•.i conoscevano fin da bambi ni ; avr ebber o vol uto sposarsi subi to,
ma er ano pover i e dovevano aspettar e di r i spar mi ar e un po' di
'. oi di . Si mone s ogn ava di compr ar e una bar ca t u t t a per sé;
10 aveva pr omes s o a L usi eta: "Qu ando avr ò da par t e ci nque
/ cechi ni
1
d'oro, compr er ò un pi ccol o br agozzo e ti sposer ò. "
Tu t t e le ser e, qu ando l e bar che er an o r i en t r at e, Si mone
.nuCava Leonar do, il fi gl i o di Toni , a scari care a ri va le ceste pi ene
di pesce f r esco e poi cor r eva da L usi et a. E nt r ava in qu est o
pi ccol o corti l e, dove si amo noi ora, e la chi amava. Lei met t eva da
par te ago e filo e cor r eva gi ù. Qual che vol ta, nei gi orni d'estate
lunghi e l i mpi di , i due gi ovani andavano in ci ttà con una pi ccol a
barca a remi . Ar r i vavano fi no a Ri al to dove, esat t ament e come
oggi , c'er a il mer cat o degl i or t aggi , del l a fr ut t a e del pesce,
l egavan o al l a r i va la l or o bar ch et t a, s cen devan o a t er r a e
spiravano tra i banchi dei vendi tor i .
Lusi eta, come t u t t e l e r agazze, cur i osava vol ent i er i nel l e
botteghe di Ri al to; ma Si mone poteva compr ar l e al massi mo un
car t occi o
2
di uva passa.
Un gi or no ar r i var ono a Venezi a alcuni ambasci ator i da Roma.
11 Papa aveva bandi to
3
una nuova cr oci ata contr o i musul mani
per l i berare i Luoghi Santi e i messi ponti fi ci
4
i nvi tavano i gi ovani
ad arruol arsi tra i croci ati .
I zecchini : moneta d'oro fino della Sereni ssi ma Repubblica, che a
parti re dalla metà del 1500 fu accettata su tutti i mercati d'Europa, in
quanto consi derata una moneta assol utamente sicura.
. cartoccio : foglio di carta usato come conteni tore.
'. bandito : annunci ato con un avvi so pubblico (il bando).
'I messi pontifici : ambasci atori del Papa.
Si r accont ava che mol ti r agazzi avevan o fat t o for tuna ed
.ino tor nati a casa ri cchi .
Si mone deci se di par ti r e: sper ava che al suo r i tor no avr ebbe
potuto compr ar si il br agozzo e sposar e Lusi eta.
Ma pr i ma di par ti r e vol eva compr ar e un anel l i no da l asci are
come pegno
1
d'amor e alla sua r agazza. Andò quindi a pesca con
l 'i ntenzi one di vender e il pesce al mer cato: con il denar o r i cavato,
avr ebbe potuto compr ar e un anel l i no d'ar gento.
Str anamente, quel gi or no non riuscì a pescar e nemmeno un
pesce; nel l a sua r et e er a r i mast a i mpi gl i at a sol o u n ' al ga.
2
11
gi ovane la get t ò sulla prua del l a barca e tor nò del uso al l 'i sol a.
Andò per l 'ul ti ma vol ta a t r ovar e Lusi eta e le r accontò del suo
muti l e tentati vo di pesca: non poteva r egal ar l e l 'anel l o.
"Non i mpor t a — di sse la r agazza — me lo compr er ai al tuo
ri torno. Regal ami per r i cor do l 'al ga che hai pescato. "
Il gi ovan e l a ac c on t en t ò e l a r agazza depos e l ' al ga su
un'assi cel l a, per farla seccar e.
Erano tr ascor si mol ti mesi dal l a par tenza di Si mone.
Un gi or no gi unse la noti zi a che le gal ee
3
venezi ane stavano
| n'i ar r i var e a San Mar co: a bor do
4
c'er ano i cr oci ati di r i tor no
dal l a P al es t i n a. Ma S i mon e non er a fr a l or o e L u s i et a fu
i nl or mata che il suo i nnamor ato era mor t o in battagl i a.
I a i agazza si ri fugi ò nel l a sua camer etta; ti r ò fuori dalla sua
i ( " l i da l avor o del fi l o bi anco e i l unghi aghi da r i camo, pr ese
I' il;;a che le aveva r egal ato il fi danzato e comi nci ò a l avor ar e.
I [M• ;Mvi> : | ji tjnli ".^a.
-iln.i : ' 'I ha marina.
;• 111 i• j.M ancli navi da guerra e da cari co.
I i hi iritu i il Ir navi.
aro
V I A C G I O A V E N E Z I A
Lavor ò tutta la notte e il gi or no seguent e e poi una notte ancor a
r un al tr o gi or no. Non mangi ava, non dor mi va.
"Devo l avor ar e in fr etta — di ceva — devo fare pr esto, per ché
Si mone sta per t or nar e e io devo aver e pr onto il vel o da sposa.
Devo far e pr esto, pr esto. . . "
La madr e e l e ami che la guar davano pr eoccupate.
Lusi eta cont i nuava a r i camar e con mani abili e vel oci : l 'al ga
s er vi va da mod el l o e l ei ne r i pr odu ceva l e l i nee e l e cu r ve
el eganti , r i cavando un pi zzo st upendo e pr ezi oso. La t r ovar ono
mor ta al cuni gi or ni dopo nel l a sua stanza.
Ri pi egat o su una panca accan t o al l a f i nes t r a c' er a il suo
candi do vel o da sposa.
Le r agazze di Bur ano non vol l er o che si per desse il r i cor do di
quel l a vi cenda d' amor e e i mpar ar ono anche l or o a r i pr odu r r e
l 'al ga di L usi eta. Qu est ' ar t e, t r aman dat a di madr e in fi gl i a, è
gi unta fi no a noi ."
Ter mi nato il r acconto, Cater i na si accor se che Luci a pi angeva.
"Dai — le di sse la mamma — asci ugati gli occhi , è sol o una
li i ggenda!"
"si mamma, hai r agi one, per ò è st r ano: mi sembr a quasi di
t;v:t:Te gi à stata in questi posti ..." — r i spose Luci a.
"Si cur o! — sghi gnazzò Andr ea — Si tr atta cer to di un caso di
i r'ii i cnrnazi one..."
1
"ur n basta! — i nt er venne il papà — Tor ni amo al ponti l e;
2
il
iìmM m vapor et t o sta per par ti r e. "
t . mi .tni azi one • s rondo alcune religioni, l'anima dopo la morte
| * , ,,i in uii 'li in corpo, umano, ani mal e o vegetal e.
I ii m t ìli' | ir ili i jxntte di Ifign o/ ce mento che sporge dalla riva e
I !• 'i i m 111 • , illi • I i:ir-f'ho dì approdare.
si i mbar car ono ne) t ar do pomer i ggi o, ment r e l 'acqua del l a
l acuna di ventava sempr e più scura.
Il vapor et t o fi l ava ver so Venezi a e Cater i na vol l e aggi unger e
qual che spi egazi one, anche per di st r ar r e Luci a che sembr ava
ancor a r at t r i st at a dal l a l eggenda: "Qu ando le r i camat r i ci di
Burano er ano le uni che capaci di pr odur r e quei pi zzi stupendi , i
l oro pr odotti er ano acqui stati a pr ezzi mol to el evati dal l e dame di
tutta Europa, sopr attutto da quel l e francesi . Per evi tar e che tanto
den ar o u s ci s s e dal l a F r anci a, nel 1600, C ol ber t , l ' abi l e e
i ntel l i gente mi ni str o di Luigi XIV, i nvi ò i suoi i ncari cati a Burano,
af f i n ch é di n as c os t o c on vi n c es s er o al cu n e r i camat r i ci a
espatr i ar e
1
in Franci a dove avr ebber o dovuto i nsegnar e la l or o
ar te in cambi o di un compenso al ti ssi mo. Il pi ano ebbe successo:
le mer l ettai e tradi tri ci fecer o scuol a e questo spi ega perché i pi zzi
francesi del 1700 sono pr ati camente uguali a quelli venezi ani .
In segui to, con il tr ascor r er e del tempo, nacquer o nuovi centri
di pr oduzi one anche in al tri paesi , fi nché non si ar r i vò al l 'uso dei
tel ai meccani ci nel 1800.
Ma r i cor dat e che ancor a oggi i mer l et t i di Bur ano ven gon o
esegui ti compl et ament e a mano: per questo sono tanto pregi ati
e, natur al mente, tanto costosi ."
Raggi unto il ponti l e, il vapor et t o attr accò e i nostri ami ci si
di r esser o al l oro al ber go.
Pr i ma di sal utar l i , Cat er i na pr omi s e che il gi or n o dopo li
avr ebbe con dot t i a f ar e un gi r o a Mu r an o che avr eb b er o
appr ezzato mol to.
"Dopo cena f ar emo una pas s eggi at a al chi ar o di l una —
pr opose il papà — e poi... tutti a l etto!"
1. espatriare : trasferi rsi al l 'estero.
La moda veneziana
Ile ricche dame veneziane erano famose in Europa per la loro
bellezza e per la ricchezza dei loro abiti che, secondo la moda
francese, venivano gonfiati con una serie di cerchi legati con nastri
alla cintura.
I £ stoffe utilizzate per questi abiti erano ricche e vistose: sete, velluti,
damaschi
1
trapunti d'oro e d'argento, ornati di perle e pietre
preziose. Poiché la loro statura media era piuttosto bassa, le donne
veneziane portavano scarpe con rialzi sotto la punta e sotto il tacco
che potevano raggiungere i trenta centimetri. Queste calzature, oltre
I l Sarto (1741), Pietro Longhi.
I damaschi : tessuti di seta l avorati a fiori.
\
-*i " ; .
ad aumentare notevolmente la statura, impedivano alle dame di
bagnarsi e sporcarsi i piedi di fango, poiché a quei tempi molte zone
di Venezia non erano state ancora lastricate.
1
Queste calzature
facevano camminare le donne con un'andatura poco disinvolta, goffa
e dondolante.
Anche gli indumenti intimi erano lussuosi: le camicie venivano
confezionate in sottilissima tela di Fiandra, erano ornate di pizzi
d'argento e di bottoni d'oro smaltato. Le calze lunghe erano di seta e
tenute da nastri colorati adorni di gioielli.
CELI 3
Ascolta il testo e completa le informazioni con poche parole
(massimo tre).
1. I fazzoletti di seta bianca erano impreziositi da .'.....
2. La piccola scatola d'oro o d'argento conteneva il tabacco ...:
• • - -
:
3. 1 profumi si usavano anche per compensare la scarsa ...bf.^.Vh..
"(
4. La donna el egante amava dipingersi il vol to ...-:....:..
5. A seconda della posizione, i nei avevano un
6. L'acconciatura dei capelli era complicata e richiedeva ....< '
a
7. 1 capelli erano arricciati, raccolti in :.-•/, '...).....
8. La dama veneziana si adornava con gioielli .A. .j .
1. lastricate : ri vesti te di pi etra, pavi mentate.
A T T V
Co mp r en s i o n e
CELI 3
^^ Rispondi alle seguenti domande.
(da un mi ni mo di 10 ad un massi mo di 25 parol e)
1. Chi era Lusieta?
2. Quali erano le intenzioni di Simone?
3. Cosa fa Simone prima di partire e perché?
4. Perché Lusieta si rifugiò nella sua cameretta?
5. Cosa fanno le ragazze di Burano, per ricordare la triste vicenda?
Completa il testo con le parole mancanti.
Un gi orno arrivarono a Venezia alcuni da Roma. Il
Papa aveva bandito una nuova crociata contro i musulmani per
i Luoghi Santi e i messi pontifici invitavano i giovani
ad arruolarsi tra i
Si raccontava che molti ragazzi avevano fatto fortuna ed erano tornati
a casa
Simone decise di partire: sperava che al suo ritorno avrebbe potuto
comprarsi il bragozzo e Lusieta.
Ma prima di partire vol eva comprare un anellino da lasciare come
d'amore alla sua ragazza. Andò quindi a pesca con
l'intenzione di vendere il pesce al : con il denaro
ricavato, avrebbe potuto comprare un anellino d'argento.
, quel giorno non riuscì a pescare nemmeno un pesce;
nella sua rete era rimasta impigliata solo un' Il
gi ovane la gettò sulla prua della barca e tornò
all'isola.
V I T A
Gr ammat i c a
Il p as s at o (I )
Per indicare un'azione avvenuta nel passato, in italiano si usano
principalmente tre tempi :
a. passato prossimo per indicare un'azione recente:
Ieri ho i ncontrato un amico.
b. passato remoto per indicare un'azione lontana nel tempo:
"Cesare conqui stò la Gallio."
c. imperfetto per indicare un'azione ripetuta o abituale nel passato:
"Dopo cena mio padre faceva sempre una breve passeggiata."
Completa la tabella, seguendo l'esempio.
Pass, prossimo Imperfetto Pass, remoto
r
1. fu è stato era X
2. dormi va ha dormi to X dormì
3. hai guadagnato
X guadagnava guadagnò
4. dovettero
5. andai
6. ho ri camato
7. decise
8. raccontammo
9. ha vi sto
IO. arrivarono
11. correva
12. avete guardato
13. riuscì
14. tornavo
15. sono rientrati
16. ti ravate
17. gettasti
18. deponevi
19. hai aspettato
20. aggi ungevamo
21. interveniste
Completa le frasi coniugando i verbi tra parentesi.
1. Lusieta (guadagnarsi) da vi vere ricamando.
2. Simone e Lusieta (•conoscersi) fin da bambini.
3. Nei giorni d'estate, Simone e Lusieta (andare) in
città.
4. Lusieta (curiosare) volentieri nelle botteghe di
Rialto.
5. Un giorno, Simone (partire) per far fortuna.
6.
7.
Per molti mesi Lusieta (aspettare) il ritorno di
Simone.
Le amiche di Lusieta (guardare) con
preoccupazione l'amica che continuava a ricamare.
8. Lusieta (ricamare) per alcuni giorni.
Le amiche di Lusieta la (trovare) morta nella sua
stanza.
Mentre Caterina (raccontare) la storia, Lucia
(piangere)
9.
10.
Pr oduzi one orale
Q) Rispondi alle seguenti domande.
1. Caterina è iscritta alla facoltà di Storia dell'Arte
A quale facoltà universitaria ti piacerebbe
iscriverti? Per quali moti vi ?
2. Descrivi l'aspetto fisico che ti piacerebbe
attribuire ad Andrea e Lucia.
3. I mmagina che Simone ritorni dalla
crociata: come si sarebbe svolta
la vicenda?
4. Quali potevano essere i pensieri delle
amiche di Lusieta?
CAPITOLO 3
L
' i n d oman i
1
C at er i n a non si f ece a t t en d er e.
Raggi unser o l 'i sol a di Mur ano con il vapor etto.
"Dai , comi nci a a r accontar e — la sol l eci tò Andr ea —
le tue spi egazi oni sono più avvi ncenti di una favol a."
La r agazza sor r i se e comi nci ò: "Mur ano fu anch'essa ri fugi o
per i pr of u ghi
2
del l al 'ter r afer ma. L'isola era popol osa e ri cca; le
bel l e f acci at e dei pal azzi e del l e ch i es e s on o an cor a oggi
testi moni anza del l 'anti co spl endor e. "
Cateri na comi nci o a spi egar e ai suoi ami ci quanto fosse stata
i mpor tante l 'arte del vetr o per la Ser eni ssi ma.
"I maestr i vetr ai er ano tenuti in gr ande consi der azi one e i l oro
1. l'indomani : il giorno seguente, il gi orno dopo.
2. profughi : esuli, fuggi aschi .
L'isoladel vetro
nomi er ano scr i tti in un l i br o speci al e, tr a i benemer i t i
1
del l a
R epu bbl i ca, per c h é gr az i e al l ' abi l i t à di qu es t i ar t i gi an i
straordi nari entr ava nel l e casse del l o Stato una gr ande quanti tà
di denar o: i vetr i soffi ati a Mur ano er ano r i chi esti ovunque ed
er ano pagati a pr ezzi al ti ssi mi . Un par t i col ar e non da poco ci
most r a di qual i speci al i pr i vi l egi godesser o i maestr i vetr ai : le
l or o fi gl i e pot evan o s pos ar e gi ovani pat r i zi ,
2
con ces s i on e
3
d avver o i mpor t an t e, se c on s i der i amo che a quei t empi l e
di vi si oni in cl assi soci al i er ano mol to più r i gi de di oggi . Dovet e
saper e che nei secol i XI e XI I , quando l 'arte del vet r o fu i mpor tata
dal l e fabbr i che sar acene del l a Siria, le fornaci in cui si l avor ava
s or gevan o in ci ttà. Spesso, per ò, accadeva che scoppi asser o
i n cen di di s as t r os i , poi ch é al l or a l e cas e er an o c os t r u i t e
pr i nci pal ment e in l egno. Fu così che il gover n o stabi l ì che l e
for naci per la l avor azi one del vet r o f osser o t r asf er i t e t u t t e
sul l 'i sol a di Murano.
In tal modo si pose fi ne al per i col o di i ncendi e, nel l o stesso
t emp o, si c on t r ol l a r on o pi ù f ac i l men t e t u t t i c ol or o che
l avor avano i prezi osi manufat t i .
4
Pensate che la Ser eni ssi ma appl i cava la pena di mor t e a chi
avesse r i vel ato i segr eti di fabbr i cazi one dei bel l i ssi mi vetr i !
Nei nostr i musei ci sono al cuni esempl ar i che r i sal gono alla
met à del XV secol o: si t r at t a di coppe, vasi , t azze col or ver de
1. benemeriti : persone che hanno acqui stato mer i to in un determi narl i
campo con opere buone o di pubblica utilità.
2. patrizi : ti tol o nobi l i are generi co (mentr e al trove si di sti nguevi ! tra
conti , baroni , duchi, ecc.). Nonostante questo, il ti tol o di "patri zi o",
presso gli stati strani eri , era tenuto in maggi or consi derazi oni '
ri spetto a tutti gli altri.
3. concessione : permesso, favore.
4. manufatti : oggetti l avorati a mano.
Mi i cral ri o, r osso r ubi no, azzu r r o i ntenso, sui qual i sono st at e
i l i pi ni e a smal t o
1
scene di var i o gener e. Gli spl endi di vetr i di
Mur ano sono r appr esent at i anche in al cuni quadr i di gr andi
pi t t or i come Paol o Ver on es e o Ti zi ano. Nel 1600 e 1700, gl i
arti gi ani pr odusser o i vetr i pesanti , ti pi ci del l e pr oduzi oni del l a
bavi er a, ma ben pr esto Venezi a pr efer ì t or nar e alla sua ti pi ca
tecni ca del vetr o l egger i ssi mo, pr odotto sol o in quest'i sol a. Oggi i
maestr i vetr ai sono r i masti in pochi . Ci ascuno di l oro, pr opr i o
come in passato, ha al l e sue di pendenze ci rca qui ndi ci per sone
tr a l avor anti e gar zoni .
2
Quest ' ar t e è t ant o r affi nata quant o
fati cosa, per ché bi sogna l avor ar e davanti al l e fornaci : quando la
pasta di vet r o è i ncandescent e,
3
il maest r o la gonfi a soffi ando
ari a con una canna; qui ndi le dà for ma con una spatol a e una
pi nza. Ogni pezzo pr odotto è uni co e i rri peti bi l e,
4
per ché anche
qu ando un maes t r o pr odu ce una pi ccol a ser i e di ogget t i , è
i mpossi bi l e che ri escano tutti uguali."
Appena fi ni to di par l ar e, Cater i na pr opose di vi si t ar e una
for nace.
E n t r ar on o. Nel l ' at r i o
5
vi er an o vet r i n e i l l u mi n at e che
pr esentavano oggetti spl endi di e... costosi ssi mi !
La ma mma a mmi r ò p a r t i c ol a r men t e una c oppa l ar ga
sostenuta da un del fi no e Cater i na spi egò che la Ser eni ssi ma
pr edi l i geva tr e ani mal i si mbol i ci : il del fi no, che r appr esentava il
1 smal to : materi al e usato per col orare oggetti .
?.. gar zone : persona, spesso un ragazzo, che si occupa dei l avori meno
i mportanti .
V i ncandescente : portata a temperatura al ti ssi ma con il fuoco.
•1. i rri peti bi l e : i mpossi bi l e da ri petere,
atr i o . il i'jit'i'iU.
V I A G G I O A V E N E Z I A
suo domi ni o
1
sui mari ; l 'el efante, che si mbol eggi ava la saggezza
del suo gover no e il cel ebr e l eone al at o
2
che ti ene il vangel o sotto
una zampa, segno di domi nazi one potente ma gi usta.
"Venezi a era chi amata anche 'la Domi nant e'
3
— aggi unse la
ragazza con or gogl i o. Ri cor date che il suo gover no fu amato da
tutte le popol azi oni che domi nò, t ant ' è ver o che ovunque è
sempr e stato custodi to con cura e r estaur ato il suo embl ema,
4
il
l eone appunto."
La vi si t a al l a f or nace si concl use nel l abor at or i o, dove i
vi si tator i ammi r ar ono l 'abi l i tà di un maest r o che, sot t o i l or o
occhi stupefatti , mescol ò alla pasta di vet r o al cune sotti l i ssi me
fogl i e d'oro, cr eando uno spl endi do vaso.
"È lo stesso or o che bri l l a nei mosai ci del l a Basi l i ca di San
Marco. — spi egò Cateri na — Ma... anche di questo par l er emo in
segui to. È ora di tornare."
"Cosa far emo domani ?" chi ese Lucia.
"Vi condurrò a veder e il Ponte di Ri al to!" — ri spose Cateri na.
"Bene! Al l ora arri vederci a domani !"
1. dominio : comando, supremazi a.
2. leone alato : il l eone con le ali è il si mbol o del l 'Evangel i sta Marco.
Venezi a lo ha scel to come segno di sti nti vo, anche perché S. Marco è il
patrono della ci ttà.
3. Dominante : dal ver bo "domi nare", che significa comandare, vi ncere,
essere superi ore.
•ì. emblema : si mbol o.
V I T
2. Che cosa erano in passato le classi sociali?
Co mp r en s i o n e
CELI 3
^^ Rispondi alle seguenti domande.
(da un mi ni mo di 10 a un massi mo di 25 parol e)
1. Perché i maestri vetrai erano tenuti in
grande considerazione a Venezia?
3. Per quale moti vo il governo venezi ano stabilì di trasferire le
fornaci nell'isola di Murano?
4. Come si lavora il vetro?
5. Quali sono I simboli di Venezia e cosa rappresentano?
^ Ascolta il testo e completa le informazioni con poche parole (massimo
tre).
1. Le spiegazioni di Caterina sono più avvincenti
2. L'isola di Murano era
3. I maestri vetrai erano tenuti
4. I vetri soffiati a Murano erano
5. Le figlie dei vetrai potevano sposare
T
Gr ammat i c a
Il p as s at o (I !)
Per indicare un'azione precedente ad un'altra, avvenuta nel passato, in
italiano si usano due tempi :
a. trapassato prossimo per indicare un'azione nella sua durata.
Si usa in correl azi one con l'imperfetto, il passato prossimo e il
passato remoto.
La Repubblica aveva spostato le fornaci perché scoppi avano troppi
incendi.
Formazione: i mperfetto di essere/ avere + participio passato del
verbo utilizzato: Avevo mangiato, ero andato
b. trapassato remoto per un'azione conclusa.
Si usa in correl azi one con il passato remoto.
Dopo che furono arri vati a Murano, Caterina comi nci ò a raccontare la
storia dell'isola.
Formazione: passato remoto di essere/ avere + participio passato del
verbo utilizzato: Ebbi mangiato, fui andato
^^ Completa le frasi coniugando il verbo tra parentesi.
1. Andrea (dire) a Caterina che le sue spiegazioni
(essere) avvincenti.
2. Dopo che (sorridere) , Caterina (cominciare)
a raccontare.
3. 1 vetrai (ottenere)
grandi artigiani.
4. La Serenissima (applicare)
speciali privilegi perché (essere)
la pena di morte a chi
(rivelare) i segreti di fabbricazione del vetro.
5. Dopo un periodo in cui gli artigiani (fabbricare)
vetri pesanti, Venezia (preferire)
produzione del vetro leggero.
tornare alla
CAPITOLO 4
i r
1 gi or no seguente, una pi oggi a sotti l e l uci dava il sel ci ato
1
di pi etra gri gi a, ti pi co di Venezi a.
Quando Cater i na ar r i vò al l 'al ber go, gli al tri pr eser o
ombr el l i e i mper meabi l i e usci r ono tutti i nsi eme r i dendo
al l egr amente.
"Venezi a sotto la pi oggi a ha un fasci no par ti col ar e. — di sse
Cater i na — Mol ti la pr efer i scono alla Venezi a i l l umi nata dal sol e.
C'è men o gen t e in gi r o e la ci t t à è pi ù godi bi l e. Mu ovet evi ,
pi gr oni ,
2
al l ungate il passo!
3
Eccoci al Ponte di Ri al to!"
Davanti a l oro c'era il cel ebr e monumento, vi si tato ogni anno
da mi l i oni di turi sti .
1. selciato : pavi mentazi one stradal e.
2. pigroni : (fam.) che non hanno vogl i a di l avorare, di faticare:.
3. allungate il passo : cammi nate più vel ocemente.
V I A G G I O A V E N E Z I A
Cateri na comi nci ò la sua spi egazi one: "Nei tempi più antichi, il
Ponte di Ri al to era l 'uni co col l egamento fi sso tra le due ri ve del
Canal Gr ande che, come sapete, è la vi a di comuni cazi one più
i mportante della ci ttà. Era il centro economi co di Venezi a, perché
qui approdavano le navi cari che di merci prezi ose che proveni vano
dal l 'Ori ente e che poi veni vano vendute su tutti i mercati europei :
sete, pr ofumi , gi oi el l i , spezi e. Pensate che il pepe era tal mente
cost oso che per un cer t o per i odo fu ut i l i zzat o al post o del l a
moneta. Solo i ricchi se lo potevano per metter e e lo usavano sulla
carne e sul pesce: allora non esi stevano i frigoriferi e gli al i menti
deper i van o
1
r api dament e, sopr at t ut t o nei mesi cal di . Il pepe
faceva senti re di meno il catti vo odor e e sapore dei cibi.
Pri ma che veni sse costr ui to il Ponte di Ri al to, ver so la metà
del secol o XI I I , il col l egamento tra le due ri ve era gar anti to da un
ponte di barche che si attr aver sava pagando come pedaggi o
2
una
moneti na: il 'quartarol o'.
Il pr i mo Ponte di Ri al to era in l egno e fu ri costrui to più vol te,
per ché er a sogget t o spesso a danni ; aveva una par te centr al e
mobi l e, che veni va al zata per consenti r e il passaggi o del l e navi
più gr osse. Al l 'i ni zi o del 1500 il gover no del i ber ò che veni sse
costrui to in pi etra. Gli archi tetti più famosi del l 'epoca, tra i quali
Mi chel angel o, Palladio, Vi gnol a, Sansovi no — pr esentar ono i l oro
pr ogetti . Fu scel to quel l o di Antoni o da Ponte.
Nonostante le mol te di scussi oni , osti l i tà e cri ti che, il ponte fu
costrui to tra il 1588 e il 1591. Non pi acque a mol ti e ancora oggi
al cuni cr i ti ci gi u di cano il pont e t r oppo massi cci o
3
e poco
1. deper i vano : andavano a mal e, marci vano.
2. pedaggi o : somma di denaro dapagar e.
3. massi cci o : pesante, compatto.
Il Ponte di Rialto
el egante, sopr attutto se par agonat o con al tri edi fi ci del l a ci ttà
costr ui ti nel l o stesso per i odo. Un'ampi a cor si a centr al e di vi de
due file di bot t eghe,
1
tra le più anti che del l a ci ttà.
P ar t i col ar men t e f amos e er an o qu el l e degl i or afi e degl i
ar gent i er i che l avor avan o i met al l i pr ezi osi con eccezi on al e
abi l i tà.
Nei pressi del ponte furono costrui ti grandi magazzi ni ,
2
dove i
mer canti strani eri deposi tavano le l oro mer canzi e.
Il n ome di Ri al t o der i va da Ri voal t us, ci oè la zona dove i
fuggi aschi del l a ter r afer ma t r ovar ono il ter r eno più el evato. "
L en t amen t e s al i r on o sul pon t e e gi u nt i sul l a s ommi t à
sostar ono ad ammi r ar e il Canal Gr ande.
Lucia si fer mò davanti alla vetr i na di un or efi ce e, r i vol gendosi
a suo padr e, i ndi cò un anel l i no d'ar gento:
"Papà, me lo compr er esti ? Costa poco!"
"Cer to, Lucia — r i spose il papà — te lo comper o. Se vuoi te ne
comper o uno d'oro."
"No, gr azi e. . . Vor r ei quel l o d'ar gent o, per ché sono cer ta che
sar ebbe pi aci uto a Lusi eta..." — ri batté, sor r i dendo, Lucia.
Luci a i nfi l ò al l 'anul ar e
3
il pi ccol o anel l o, che le di ede una
strana emozi one.
La pi oggi a era cessata e il sol e comi nci ava a fare capol i no
4
tra
le nubi.
1. botteghe : negozi , l aboratori di arti gi ani .
2. magazzi ni ... mer canzi e : questi magazzi ni veni vano chi amati
"fondachi " (par ti col ar mente famosi quelli dei Tedeschi e del Turchi ),
La Sereni ssi ma garanti va la pr otezi one del l e merci deposi tate,
3. anul are : quarto di to della mano (gli altri sono: pol l i ce, I ndice, mmlln t»
mi gnol o).
4. fare capolino : (fam.) spuntare, mostrarsi , veni r fuori, farai vadui'l",
"Ora scender emo e, per cor r endo le Mer cer i e, — di sse Cateri na
cont i nu ando la sua s pi egazi one — ar r i ver emo in Pi azza San
Marco, meta di tutti i vi si tator i .
Come sugger i sce il l or o nome, le Mer cer i e sono una ser i e di
negozi che espongono merci bel l i ssi me. Qui le si gnor e venezi ane
vengono a far e i l or o acqui sti più pr esti gi osi o per lo meno. . . a
sognar e di farl i !"
Di tanto in tanto il gr uppo si fer mava davanti alle vetr i ne più
bel l e ad ammi r ar e, comment ar e, for mul ar e desi der i . Ma Luci a
non sembr ava i nter essata a guar dar e i negozi . Di ceva che non
vedeva l'ora di r aggi unger e Pi azza San Marco.
"Manca mol t o?" chi ese più vol te a Cateri na.
"Ma che fr etta hai? Hai un appuntamento? Tra poco ci si amo,
abbi pazi enza ancor a qual che mi n u t o!" — r i spose Cat er i na,
ri dendo.
"Gi à, è s t r an o. . . — af f er mò L u ci a — Non ho n es s u n
appu nt ament o, eppur e ho la sensazi one che qual cuno mi sti a
aspettando..."
"Che dici? — le ri spose Cateri na un po' stupi ta e preoccupata —
Cr edo che tu sia stanca... comunque eccoci arri vati in Pi azza San
Marco."
Luci a pr ecedet t e gli al tri di cor sa e ar r i vò per pr i ma nel l a
gr ande pi azza.
"F er mati ! Aspetta! — chi amò la mamma.
"Da quando abbi amo vi si tato Burano, mi a sorel l a è di ventata
pr opr i o str ana" — bor bottò Andr ea.
Luci a si f er mò ad at t ender e gli al tr i . Era del usa. Non c'er a
nessuno ad aspettar l a.
"Sono una sci occa — pensò — chi dovr ebbe aspettar mi ? Qui
non conosco nessuno, tr anne Cateri na."
Si por tò una mano al vi so per pr ot egger e gli occhi dalla tr oppa
l uce e l 'anel l i no d'ar gento bri l l ò al sol e.
I palazzi
Il palazzi veneziani erano famosi per le loro splendide facciate, alle
quali corrispondeva uguale bellezza degli ambienti interni. Camere e
sale erano adorne di ogni splendore artistico: pitture, sculture, mobili
laccati e finemente decorati, lampadari in vetro di Murano,
tappezzerie tessute in seta tramata a fili d'oro.
Queste ricche abitazioni avevano due ingressi: uno principale, che si
affacciava sull'acqua e al quale si accedeva in gondola; l'altro,
secondario, che si apriva su una stradina stretta, detta "calle".
La Cu" d'Oro .sul Canal Granile.
Al piano terreno si trova un grande atrio che nei tempi più Unii,mi
era usato come deposito merci.
La sala più importante, quella destinata ai ricevimenti, era situ.it.) ,il
primo piano. Da essa, attraverso varie porte, si accedeva alle stanze,
sempre di dimensioni molto ampie. Il lusso di questi ambienli
suscitava in tutti gli ospiti ammirazione e stupore. Le pareti e i sol lini
erano affrescati dai pittori più famosi; qualche soffitto era rivestito in
lamine d'argento dorato; alcuni pavimenti erano di alabastro.
1
I ponti di Venezia
D ponti di Venezia sono il simbolo di una città unica al mondo e fanno
ormai parte della sua leggenda.
Costruiti in vari materiali (ferro, pietra, legno) sono in tutto 411 e
uniscono tra loro 118 isole della laguna. Ognuno di essi ha una
propria storia, che traspare anche dai nomi (ponte delle osfreghe,
delle maravegie, malvasia, baretteri, dell'angelo, delle beccarie, dei
squartai); a questa varietà di nomi corrisponde, però, una notevole
unità di stile: quasi tutti sono costruiti ad arco unico.
A differenza di oggi, tutti i ponti di Venezia non avevano scalini per
facilitare il passaggio dei cavalli. Anche i parapetti
2
sono si.ili
adottati abbastanza recentemente, ma a San Felice, nel centro storico,
e sull'isola di Tornello se ne possono vedere ancora due senza.
Ecco, di seguito, un'antologia di alcuni, forse meno noli, ponli
veneziani che ci permetterà un breve viaggio nel passalo di ipi«".l.i
straordinaria città.
1. alabastro : ti po di pi etra mul ti col ore, vari. I, i.
2. par apetti : ripari sul bordo di ponti , lcrr.i/ / i e h.i
l'nll!< drilli l';t«lia
Uno dei ponti più antichi di Venezia, realizzato in pietra già nella
seconda metà del XIV secolo, è così chiamato perché qui giungevano
le barche cariche di paglia per i cavalli e gli altri animali domestici.
Una leggenda racconta che sotto di esso, durante una notte di
vsV^w'
tllff lll.-T itS
l'unir dei Sospiri (primo piano) e Ponte della Paglia.
tempesta, un pescatore incontrò San Marco che gli consegnò un
anello da dare al doge. Quando gli fu consegnato, questi si accorse
che apparteneva al tesoro di San Marco, dal quale era scomparso.
Ponte Ma l paga
E dedicato a Santa Barnaba. Malpaga era il soprannome di un
patrizio del '400, che abitava nelle vicinanze e aveva l'abitudine di
pagare pochissimo i propri dipendenti.
Il soprannome si trasferì così sia al ponti- che al rio vicino.
Punte di Ile Osli-eglie
Su questo ponte, che si trova a Santa Maria del Giglio, si vendevano
le ostriche.
1
Ponti Malvasia
Sono quattro i ponti che hanno questo nome, il quale proviene da
una città greca dominata dai veneziani. Questo termine indicava un
luogo dove, oltre al vino, si potevano trovare molti altri piaceri.
I ponti votu t
Una volta all'anno, in occasione della festa della Salute (21
novembre), viene eretto sul Canal Grande un ponte votivo in legno
montato su barche.
La terza domenica di luglio, invece, per la festa del Redentore, si
costruisce un altro ponte sul Canale della Giudecca. Le due
costruzioni permettono ai fedeli di raggiungere con facilità la chiesa
della Salute e il Tempio del Redentore.
1. ostriche : frutti di mare.
Co mp r en s i o n e
' l l I 3
Rispondi alle seguenti domande.
(da un mi ni mo di 10 ad un massi mo di 25 parol e)
1. Perché molti preferiscono Venezia sotto la pioggia?
2. Perché il Ponte di Rialto era il centro economi co di Venezia?
3. A cosa serviva un tempo il pepe?
4. Perché il Ponte di Rialto incontrò dure critiche?
5. Da che cosa deriva il nome "Rialto"?
6. Perché Lucia desidera acquistare un anellino d'argento?
CELI 3
Ascol ta il testo e i ndi ca con una X la l ettera corri spondente
all'affermazione corretta.
1. Il Ponte dei Sospiri a.
f
collega b. G
e- •
d.[ |
2. Il Ponte dei Sospiri è a. \
b . n
c - G
d.[
3. Il ponte dei Sospiri fu a. f
costruito per volontà di b.
c. •
«U ]
le prigioni a Palazzo Ducale
il tribunale a Palazzo Ducale
le prigioni all'isola di S. Giorgio
Palazzo Ducale all'isola di S. Giorgio
in legno, chiuso e coperto
in pietra e aperto
in pietra, chiuso e coperto
in legno e aperto
Marino Grimaldi
Mariano Grimani
Mario Grimati
Marino Marino
A T T I V I T À
4. Il ponte fu costruito nel a. | 1502
b. [ J 1602
c. (_ ] 1512
d. f ] 1612
Co mp et en ze linguistiche
Indica l'esatta definizione di ciascun termine.
1. Selciato a.

vetrata
b.

pavi mentazi one ^fl
c.
[ i
pianta
d.
1 ]
antico documento J
i
2. Approdare a.
[ ]
arri vare
b.
| 1
partire
c.
n
attraversare
d.
LI
girare
3. Deperire a.

puzzare
b.

cuocere
c.

andare a male
d.

pulire
4. Deliberare a.

legare
b.

disegnare
c.

decidere
d.

mettere in libertà
5. Depositare a.

comprare
b.

vendere
c.

levare
d.

mettere
Collega le frasi utilizzando le congiunzioni, le preposizioni, i pronomi
e gli avverbi necessari.
Es. — Caterina arrivò all'albergo
— in seguito gli altri escono
— mentre escono ridono allegramente
Dopo che Caterina arrivò all'albergo, gli altri uscirono ridendo
allegramente.
1. — Il Ponte di Rialto era il centro economi co di Venezia
— al ponte approdavano le navi
— (e navi veni vano dall'Oriente
— nelle navi c'erano merci preziose
2. — C'è stato un peri odo
— in quel peri odo solo i nobili potevano comprare il pepe
— il pepe era tanto costoso
— il pepe era usato al posto della moneta
3. -
4. -
Fino al 1500 il Ponte di Rialto era in legno
il ponte è stato ricostruito con una struttura in pietra
a molti la struttura non piace
molti trovano la struttura troppo massiccia
Lucia chiede una cosa
la cosa è un anellino d'argento
il papà è in dubbio su una cosa
la cosa è se sia meglio un anellino d'oro
Lucia precedette gli altri
in seguito gli altri arrivano
Andrea trova strana la sorella
Lucia pensa di essere sciocca
0 Completa il testo utilizzando le seguenti parole:
turisti famoso tempi rive pietra volte decise
legno fretta costruito danneggiava passo
Caterina disse di allungare il (1) per raggiungere in
(2) il Ponte di Rialto, il (3) monumento
visitato ogni anno da milioni di (4)
Nei (5) antichi, era l'unico col l egamento fisso tra le due
(6) del Canal Grande.
Il primo Ponte di Rialto fu (7) verso la metà del XIII sec.
in (8) , ma fu ricostruito più (9) perché
si (10) spesso.
All'inizio del 1500, il governo (11) che venisse costruito
in (12)
Pr oduzi one scritta
In questo capitolo Caterina spiega in maniera precisa la storia del
Ponte di Rialto.
Immagina ora di dover descrivere un monumento del tuo paese.
(90-100 parol e)
ai
entr e uno st or mo
1
di col ombi si al zava in vol o, i nostri S A
ami ci guar dar ono ammi r at i la pi azza consi der at a
come la più bella del mondo. Ecco la favol osa Basilica,
le Procurati e, la Bi bl i oteca, il Pal azzo Ducale.
"È un sogno!" — sussurrò la mamma.
"Sì, è davver o mer avi gl i osa. — di sse Cater i na — Non mi sarà
facile i l l ustrarvel a in modo compl eto, perché per farlo ci vor r ebber o
mol ti gi orni e voi , purtroppo, parti te domani . Cercherò di fare del
mi o megl i o
2
per darvi al meno le noti zi e più i mportanti .
C omi n c i amo dal campan i l e: in or i gi n e er a una t or r e di
avvi s t amen t o
3
e un far o. Dopo la cos t r u zi on e del l a pr i ma
1. stormo : gruppo di uccelli.
2. fare del mio meglio : fare il possi bi l e.
3. torre di avvistamento : alta costruzi one che consente di veder e da
l ontano.
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1
V I A G G I O A V E N E Z I A
basi l i ca, sul l e sue fondamenta fu i nnal zato il campani l e, che è
al t o cent o met r i dal l a base fi no al l ' angel o in r ame dor at o,
r affi gur ant e l ' Ar cangel o Gabr i el e, che poggi a sul l a cuspi de.
Ter mi nat o nei pri mi anni del 1500, r i mase sal do fi no al 1902,
quando crol l ò, per fortuna senza fare vi tti me né causare danni
alla basilica.
I Venezi ani l o vol l er o r i costr ui r e subi to esattamente dove e
come era pri ma del crol l o; l 'opera fu ter mi nata nel 1912.
Si può sal i re in ascensor e fi no alla cella del l e campane, dalla
qual e si ammi r a un panor ama str aor di nar i o sulla ci ttà e sulla
l aguna.
Le due fi l e di por ti ci che del i mi t ano i l ati più l unghi del l a
pi azza si chi amano Pr ocur ati e, per ché in or i gi ne ospi tavano le
abi tazi oni dei Pr ocur ator i di San Marco. La Procura era un'al ta
magi str atur a si mbol i ca data a patri zi par ti col ar mente mer i tevol i .
Senti te questi ri ntocchi ?
1
Al zate gli occhi : si amo di fr onte alla
Tor r e del l 'Orol ogi o, sulla cui ci ma le or e vengono battute contr o
una grande campana da due vi gor ose statue maschi l i , chi amate
'Mor i ' per ché sono di br onzo e con l 'andar del t empo hanno
assunto un col or e mol to scuro.
E ora fer mi amoci a guar dar e la Basi l i ca, il monu ment o più
famoso e i mpor tante della ci ttà. Lo spl endor e dei mosai ci a fondo
d'oro e la raffi natezza del l e decorazi oni espr i mono la potenza e la
r i cchezza del l a Ser eni ssi ma. Qui il Doge,
2
la massi ma car i ca
r appr esentati va, veni va accl amato e qui veni va cel ebr ato il suo
1. rintocchi : suoni ri petuti di campana.
2. Doge : in real tà il Doge era prati camente pri vo di poteri , perché
Venezi a era ammi ni strata dal Maggi or Consi gl i o, di cui facevano parte
membri del l e più anti che fami gl i e ari stocrati che della ci ttà (i patri zi ).
Pi azzaSan Marco
f u ner al e; qui gl i u omi ni d' ar me r i cevevan o l e i n s egn e
1
del
comando; qui si r i cevevano Pri nci pi e Re; qui sono sepol ti i resti
di San Marco, il patr ono del l a ci ttà.
La pri ma costr uzi one fu consacr ata nel l 'anno 1094.
L'edificio fu modi fi cato e abbel l i to più vol te, fi nché raggi unse
l 'aspetto attual e nel secol o XVI . La Basilica f on de
2
in un esempi o
uni co e s t r aor di nar i o el emen t i r omani ci , got i ci e bi zant i ni .
Avvi ci ni amoci !"
Men t r e s t avan o per en t r ar e, vi der o gi u n ger e un cor t eo
nu zi al e. La sposa s ces e da una gon dol a addobbat a di fi or i
bi anchi . Due gondol i er i in l i vr ea
3
bi anca accompagnar ono gli
sposi fi no al l a chi esa. Poi , uno di l or o si vol t ò a sal utar e: ma
cer t o! Era il fr atel l o di Cater i na! L'al tro gondol i er e er a un bel
gi ovane bruno con gli occhi verdi come l 'acqua del l a l aguna.
Cat er i na f ece le pr es en t azi on i : "Mi o f r at el l o Gi acomo l o
conoscete gi à. Questo, i nvece, è nostr o cugi no Si mone; anche lui
fa il gondol i er e. "
Qu ando il gi ovan e l e sor r i se s t r i n gen dol e la mano, Luci a
i mpal l i dì .
"Come ti chi ami ?" le chi ese lui.
"Luci a... — r i spose lei — anzi no... Lusi eta."
Dal por t al e
4
s pal an cat o del l a Basi l i ca u sci va la mu si ca
del l 'or gano che suonava la marci a nuzi al e. Entr ar ono.
I mosai ci d'or o r i fl ettevano la l uce del l e candel e e il pr ofumo
dei fiori era tal mente for te da stor di r e. Finita la cer i moni a, tutti
usci rono.
1. insegne : oggetti (spesso bandi ere) che simboleggiavano un pòter»,
2. fonde : unisce.
3. livrea : di vi sa.
4. portale : grande porta esterna di un edi fi ci o.
V I A G G I O A V E N E Z I A
"Noi dobbi amo f i ni r e il n os t r o gi r o — s pi egò Cat er i n a
sal utando il fratel l o e Si mone — Ci vedi amo questa sera a casa."
Si mone chi amò in di spar t e Luci a: "Senti , Lusi eta, che ne
di resti se ti portassi a fare un bel gi ro in gondol a?"
"Sar ebbe mer avi gl i oso, Si mone!" — ri spose Lucia.
"S i amo d' accor do, al l or a. Or a devo andar e, ma ver r ò a
prenderti al tuo al ber go pri ma del tr amonto. "
Le str i nse l egger ment e la mano tr a le sue e cor se vi a. La
r agazza r aggi unse gli al tri . Cateri na stava spi egando con mol ta
pr eci si one l 'ar chi tettur a del Pal azzo Ducal e, ma Luci a non la
ascol tava più. Sor r i deva fel i ce facendo gi r ar e attor no al di to il
suo pi ccol o, l ucente anel l o d'ar gento.
"Ti vedo di str atta, Luci a. Non ti i nter essa quel l o che di ce
Cater i na?" — di sse il papà.
Lucia gli buttò le bracci a al col l o, di cendogl i :
"Papà, possi amo r i maner e ancora qual che gi or no?"
"Ma lo sai che domani dobbi amo parti re... — ri batté lui — io
devo r i tor nar e in uffi ci o!"
"Ti pr ego papà, sol o un gi orno o due!"
Cateri na aveva senti to il l oro di scorso: "Se vuoi , Lucia, e se i
tuoi geni tori te lo consentono, puoi r i maner e da noi per un po' di
tempo!"
Alla fine Lucia, dopo l unghe i nsi stenze,
1
ottenne il per messo di
restare.
Lei sapeva, ne era certa, che non sar ebbe più ri parti ta; sapeva
che un gi or no Si mone l 'avrebbe por tata a Burano e, tenendosi per
mano, sar ebber o entr ati i nsi eme nel cor ti l e del l a pi ccol a casa
di pi nta di vi ol a.
1. insistenze : ri chi este ri petute.
Gli svaghi
Ila popolazione di Venezia, soprattutto la classe nobiliare, amava
molto i divertimenti.
Uno degli spettacoli preferiti era il ballo: danzatrici professioniste si
esibivano, ricevendo applausi tanto più calorosi quanto indossavano
vesti ridotte.
Anche le commedie, recitate in teatri per lo più privati, erano molto
apprezzate. Ogni anno, prima che iniziasse la stagione teatrale, i
proprietari dovevano far visitare le sale da un architetto che
controllava la solidità dell'edificio. Durante gli spettacoli, giravano
tra gli spettatori i venditori di acqua e anice, biscotti, arance,
castagne secche; all'esterno dei teatri c'erano banchi di venditori di
pere e mele cotte. Il pubblico, anche durante lo spettacolo, non
smetteva mai di chiacchierare, mangiare e bere.
Tuttavia, lo svago preferito era il gioco d'azzardo, che la Serenissima
dovette permettere dopo aver cercato per un lungo periodo di
impedirlo. Negli edifici riservati al gioco si vendevano cioccolata,
caffè, vino, formaggio, salame e frutta. Anche le donne patri/ ,io
frequentavano questi ambienti dove ci si incontrava, oltre che por
giocare d'azzardo, per conversare e per ascoltare buona musica.
Ogni classe sociale aveva un suo ritrovo: c'erano quelli riservati ai
nobili, ai mercanti, agli avvocati, ai popolani.
Altro importante momento di svago per i veneziani era il Carnovale,
che aveva inizio il 26 dicembre. La gente di tutti i ceti sociali amava
travestirsi ed era disposta a spendere cifre molto doval o poi
acquistare gli abiti. Centro delle feste era, naturalmente, l'i,1/ ,za
S. Marco. Il Giovedì grasso, alla presenza del Dogo, dei pili alti
magistrati, degli ambasciatori stranieri, si dava inizio alla Ionia più
grande. Tra la folla sfilavano le maschere più note: Pantalone,
Brighella, Arlecchino, il dottor Balanzone, Colombina, eccetera; si
cantava e ballava, mentre i burattinai facevano divertire i bambini.
L'ultimo giorno di Carnevale le campane di San Marco e di San
Francesco della Vigna annunciavano la fine delle feste.
Conversazi one tra maschere (metà del XVI I I secolo), Pietro Longhi.
Venezia e il cinema
[l'atmosfera magica e fantastica che si respira a Venezia lia l al l n m
che la laguna sia diventata una specie di set "pronto per l'uso".
Già alla fine del secolo scorso Albert Promio, un collaboratole dri
fratelli Lumière, girò alcuni metri di pellicola da una gondola in
movimento sul Canal Grande.
E con Luchino Visconti, però, che il cinema d'autore fa la mm
comparsa a Venezia con due film: Senso e Morte a Venezia.
Scena del film Morte a Venezia (1971) dirètto da Lucili no Visconti.
Celebre è il commovente film Anonimo veneziano di Enrico Maria
Salerno, mentre Woody Alien ha girato a Venezia parte di 'Dilli ilii onn
l love you.
Anche i film d'azione hanno trovato uno spazio in questa citta, rln-
ha fornito l'ambientazione agli 007 interpretati da Sean ( omu'iv r
Roger Moore, e a una parte di Indiana jonrs e l'iillinui enniiiln ili
Steven Spielberg.
T T V
^ P R O G E T T O INTERNET
Cerca su qualsiasi motore di ricerca la sezione dedicata al cinema del sito
della Biennale di Venezia e rispondi alle seguenti domande.
• Quando ha luogo la prima Esposizione Internazionale d'Arte
Cinematografica?
• Qual è il premio più importante che viene assegnato dalla giuria?
• Quali sono gli altri premi che vengono conferiti ai lungometraggi?
• A chi è stato conferito quest'anno il Leone d'oro alla carriera?
• Quali sono le sezioni della mostra?
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B ^ f* IU BHf unal e C}
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A T T 1 V I T A
Co mp r en s i o n e
Rileggi il capitolo e segna con una X se l'affermazione è vera (V) o falsa
" (F)-
1. In origine, il campanile della Basìlica era una torre
di avvi stamento. J [ ]
2. L'angelo in cima al campanile è in argento dorato.
3. Il campanile fu ricostruito nel 1902. , }[ [
4. La Procura era una carica data ai patrizi meri tevol i .
5. I Mori prendono il loro nome dal col ore scuro del bronzo. |_ | [ |
6. La Basilica fu consacrata nel XII secolo. | j | ]
7. Gi acomo è il cugino di Caterina. | ] [ ]
8. Simone propone a Caterina di andare a cena assieme. | |
r
j
9. Lucia ascolta attentamente le spiegazioni di
Caterina su Palazzo Ducale. I 1 I
10. Il papà di Lucia decide di prolungare la vacanza
di qualche giorno. [ ] i J
Metti in ordine cronologico i seguenti momenti dell'intera vicenda.
1. 1 ] Caterina presenta Simone a Lucia.
2. j I quattro turisti visitano il Ponte di Rialto.
3. 1 quattro turisti visitano l'isola di Murano.
4. | | Lucia acquista un anellino d'argento.
5. Gi acomo trasporta in gondola ì quattro turisti fino
all'albergo.
6. ^ Si celebra un matri moni o nella Basilica di San Marco.
7. r [ Caterina racconta la leggenda dell'origine del merl etto
di Burano.
8. I quattro turisti arrivano alla stazione di Venezia.
V
T A
Co mp et en ze linguistiche
^^ Abbina i seguenti modi di dire al loro significato.
1.

Mangiare la foglia.
2.

Tagliare la corda.
3.

Raddri zzare le gambe ai cani.
4.

Cercare il pelo nell'uovo.
5.

Chiedere all'oste se il suo vino è buono.
6.

Prendere il toro per le corna.
7.

Tirare l'acqua al proprio mulino.
8.

Rendere pane per focaccia.
9.

Lavare la testa all'asino.
10.

Prendere fischi per fiaschi.
a.
b.
c.
d.
e.
f.
g-
h.
1.
Agi re per la propria utilità.
Tentare un'impresa impossibile.
Prendersi una vendetta.
Formulare domande inutili.
Essere troppo pignolo.
Fuggire rapidamente.
Affrontare una difficoltà con coraggi o e decisione.
Compi ere un'azione inutile.
Comprendere quello che gli altri vorrebbero tenerti nascosto.
Commettere errori grossolani.
i
T