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Come faccio a dire alla mia terra di smettere di essere schiacciata tra

l’arroganza dei forti e la codardia dei deboli?*


L’arroganza dei forti è quella che se ne fotte della volontà popolare che si è già espressa
contro le centrali nucleari con un Referendum quasi vent’anni or sono.
L’arroganza dei forti è quella che in cambio di uno sporco profitto economico se ne
fotte della salute e della vita nostra e dei nostri figli.
L’arroganza dei forti è quella che espropria i territori della possibilità di opporsi a scelte
scellerate che peseranno per millenni, che condizioneranno il nostro futuro mettendosi al riparo di
una legge iniqua.
L’interesse nazionale è l’ombrello al riparo del quale si sono sempre perpetrate le peggiori
porcherie, insieme al segreto di stato e alla militarizzazione dei siti dove saranno costruite le
quattro centrali nucleari previste dall’accordo italo-francese.
Si recide alla base ogni possibilità di discussione decidendo di intraprendere una strada
senza ritorno sapendo bene che i costi proibitivi sia in termini economici che di ricadute sulla salute
delle popolazioni non porteranno un’apprezzabile miglioramento rispetto agli approvvigionamenti
energetici dato che il nucleare potrà contribuire al massimo, con un misero 10/15% ai fabbisogni a
fronte di una drammatica problematica sullo smaltimento delle scorie radioattive.
Il nostro territorio provinciale già pesantemente compromesso dal punto di vista ambientale
con i “regali” che la grande industria ci fa ogni giorno, con le mega discariche anche di rifiuti tossici
che spuntano come funghi fottendosene delle leggi non può e non deve pagare anche il prezzo
infernale del rischio di una sempre possibile contaminazione radioattiva, un mostro dal quale non
c’è difesa!
Tutto ciò in una regione che produce circa il 90% di energia in più rispetto al proprio
fabbisogno, questo è il federalismo che il governo immagina? Quello di vendere energia fuori dalla
nostra regione lasciando a noi malattie, malformazioni, tumori, danni genetici irreversibili,
leucemie?
Tutto ciò in una città dove già si vive nel veleno e dove, solo per citare l’ultima perla,
si brinda al finanziamento per i dragaggi al Porto di Taranto fottendosene dei depositi
inquinanti di materiale sversato in decenni che giace sul fondale e che le correnti
porterebbero dappertutto terminando di distruggere l’ecosistema marino già pesantemente
degradato!
Noi abbiamo deciso che non vogliamo essere deboli e non possiamo continuare ad essere
schiacciati dai forti, che insieme possiamo essere più forti degli sporchi interessi mafiosi che ci
stanno ammazzando!
Noi non intendiamo consentirlo.
Difendiamo la nostra salute, quella dei nostri figli, per il futuro della nostra terra!
Fate che diventi una battaglia collettiva, insieme ci possiamo riuscire.

*da “La bellezza e l’Inferno” di Roberto Saviano

COMITATO ANTINUCLEARE TARANTO


Via Lazio, 70 – Taranto - Tel. 00000000000
Fotoriprodotto in proprio: 14 novembre 2009