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La dottrina del Purgatorio

a confronto con la Bibbia













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0 Indice
0 INDICE ...................................................................................................................... 2
1 INTRODUZIONE........................................................................................................ 3
2 CONCLUSIONE .......................................................................................................... 4
2.1 NOTE ..................................................................................................................................................... 4
3 LA DOTTRINA DEL PURGATORIO PROVIENE DALLA BIBBIA? ............................. 5
3.1 SPIEGAZIONE DELLE PAROLE DI PAOLO AI CORINZI................................................................................ 5
3.2 RIFLESSIONI SU ALTRI ESEMPI USATI PER GIUSTIFICARE LIDEA DEL PURGATORIO ................................. 5
4 QUAL OGGI, NEL NOSTRO PAESE TRADIZIONALMENTE CATTOLICO,
LOPINIONE COMUNE SULLALDIL IN GENERALE E SUL PURGATORIO IN
PARTICOLARE? ............................................................................................................... 7
4.1 MA, ALLORA, PERCH IL PURGATORIO? .................................................................................................. 7
4.2 NESSUNA VIA DI MEZZO NELLALDIL .................................................................................................... 8
4.3 CONCLUSIONI ........................................................................................................................................ 8

















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1 Introduzione
La chiesa cattolica insegna che, dopo la morte, alcune persone vanno in un luogo
chiamato purgatorio, affinch siano ulteriormente purificate prima di andare in cielo.
Questa dottrina fondamentale viene da Dio, oppure unaltra tradizione inventata dagli uomini? La
risposta la troviamo proprio in un verso del catechismo cattolico:
La Chiesa [Cattolica] ha formulato la propria dottrina di fede sul Purgatorio in modo particolare ai
Concili di Firenze e di Trento (catechismo cattolico, pagg. 268-269, #1031).
Non irragionevole chiedersi da dove un gruppo di uomini abbia preso simili informazioni sulla vita
dopo la morte per poter formulare una tale dottrina.
Amici Cattolici, se state pregando per i vostri amati defunti, credendo che essi siano in purgatorio,
sappiate che non stato Dio a dire che essi sono in purgatorio, ma un gruppo di leader religiosi:
Ma al momento presente alcuni dei suoi discepoli sono pellegrini in terra. Altri sono morti e si stanno
purificando, mentre altri ancora sono in gloria... (catechismo cattolico, pag. 249, #954).
Ci che turba maggiormente in questa dottrina, che la Bibbia non ha mai parlato dellesistenza di
un luogo simile. E la Bibbia non insegna neppure che dopo la morte necessaria unulteriore
purificazione per guadagnare lingresso nei cieli. Al contrario, la Parola di Dio dichiara che la salvezza
un dono gratuito per chiunque la accetta:
Perch il salario del peccato la morte, ma il dono di Dio la vita eterna in Cristo Ges, nostro
Signore. (Romani 6:23)
...con un solo atto di giustizia (quello di Ges) la grazia si estesa a tutti gli uomini in giustificazione
di vita. (Romani 5:18)
Potrebbe un Dio amorevole e veritiero, offrirti la vita eterna come dono gratuito - e poi farti soffrire
per guadagnarla - e quindi mentire nella Sua Parola?
Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ci non viene da voi, il dono di
Dio. (Efesini 2:8)
Se credi a ci che dice la Bibbia, allora non serve alcunaltra purificazione per quelli che muoiono in
Cristo. Essi sono gi stati purificati da Ges:
Tanto pi dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di Lui salvati
dallira. (Romani 5:9)
...sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che in Cristo
Ges. (Romani 3:24)
Non mi ricorder pi dei loro peccati e delle loro iniquit (Ebrei 10:17)
Lapostolo Paolo sottolinea questo stesso punto:
E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome
del Signore Ges Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio. (1 Corinzi 6:11)

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I veri Cristiani sono gi stati purificati perch Ges ha portato tutti i loro peccati sulla croce:
...una volta sola, alla fine dei secoli, stato manifestato per annullare il peccato con il suo
sacrificio. (Ebrei 9:26)
Ai figli di Dio non viene chiesto di soffrire per essere salvati, perch sono gi stati acquistati e pagati a
caro prezzo:
Infatti siete stati comprati a caro prezzo; glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito,
che appartengono a Dio. (1 Corinzi 6:20)
Il prezzo pagato fu il sangue di Ges Cristo:
...la chiesa di Dio, che egli (Ges) ha acquistata con il proprio sangue. (Atti 20:28)
2 Conclusione
Se la Bibbia cos chiara su questo argomento, perch la chiesa cattolica ha istituito una dottrina che
ha persuaso membri fedeli a dare soldi a questa chiesa, in cambio di preghiere e messe in favore dei
cari defunti? A questo rispondete voi stessi.
Ora almeno sapete che la dottrina del purgatorio una dottrina nata dalle menti degli uomini e non
provenuta da Dio:
Ora dunque non vi alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Ges, i quali non camminano
secondo la carne ma secondo lo Spirito. (Romani 8:1)
2.1 Note
Il libro dei Maccabei, che la chiesa cattolica usa per giustificare la dottrina del purgatorio, un libro
apocrifo, cio non parte delle Sacre Scritture ispirate da Dio. Sulla storia del libro dei Maccabei
(che, come dimostrato qui, contraddice la Bibbia) c da dire quanto segue: durante una battaglia,
furono scoperti degli idoli sotto gli abiti di alcuni soldati ebrei. Il loro generale, Giuda il Maccabeo,
fece inviare del denaro a Gerusalemme per offrire dei sacrifici per essi. In questo, Giuda Maccabeo
non stava seguendo linsegnamento delle Scritture. Tra i tanti precetti della legge mosaica, non ve ne
era nessuno che raccomandava il sacrificio per i defunti, ma solo per i vivi. Nelle Sacre Scritture non
vi sono esempi di ebrei o cristiani che hanno offerto sacrifici per i morti, n Ges ha mai introdotto
una dottrina simile. La chiesa cattolica non accetta questi fatti perch ci vorrebbe dire riconoscere
di essere colpevole di stare insegnando e praticando il peccato didolatria.
Il libro dei Maccabei non fa parte del canone ispirato da Dio dellAntico Testamento e neanche della
comunit Ebrea che li produsse. Ges e gli Apostoli non citarono mai dai Maccabei. Sono stati
rigettati dal canone ispirato anche da molti padri della chiesa, primo fra tutti Girolamo, il
traduttore che produsse la versione latina della Bibbia detta Vulgata, sulla quale si basano tutte le
Bibbie cattoliche.
Oltretutto i Maccabei vennero aggiunti alla Bibbia cattolica solo dopo la Riforma (dopo il 1546, da
qui il nome di deuterocanonici ovvero divenuti canonici dopo), in quanto serviva un alibi per
mantenere indulgenze e quantaltro, dopo che la conoscenza biblica si stava espandendo ad opera dei
riformatori protestanti, che cominciarono a tradurre la Bibbia nella lingua del popolo.
Si tenga presente che ai tempi di Lutero il clero cattolico aveva imposto a chi volesse leggere la Bibbia,
naturalmente in latino (quindi solo per i colti, i ricchi o il clero) di avere una particolare
autorizzazione ecclesiastica che non era concessa a tutti; basti pensare che la Bibbia era uno dei libri
messi allindice dalla chiesa cattolica.
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3 La dottrina del purgatorio proviene dalla Bibbia?
Il Nuovo Testamento conosce solo due classi di persone: i salvati e i non salvati. Esso parla
dellimmediata felicit dei morti in Cristo (Luca 16:22; Luca 23:43; 2 Corinzi 5:6,8), e inoltre, riconosce
unefficacia senza limiti al sangue di Cristo, che ci purifica da ogni peccato. Il destino di ognuno viene
determinato in questa vita, che il solo periodo di opportunit menzionato. La morte chiude il periodo
delle opportunit, poi segue il giudizio secondo le opere fatte nel corpo (Ebrei 9:27; 2 Corinzi 5:10).
Lidea del purgatorio proviene dal paganesimo. Virgilio collocava le anime dei defunti in tre luoghi
diversi: Tartaro per i dannati; Campi elisi per i buoni e un luogo di espiazione per i meno cattivi (Eneide
6, 1100-1105).
3.1 Spiegazione delle parole di Paolo ai Corinzi
Paolo disse ai Corinzi: Io, secondo la grazia di Dio che m stata data, come savio architetto, ho posto
il fondamento; altri vi edifica sopra. Ma badi ciascuno comegli vi edifica sopra; poich nessuno pu
porre altro fondamento che quello gi posto, cio Cristo Ges. Ora, se uno edifica su questo
fondamento oro, argento, pietre di valore, legno, fieno, paglia, lopera dognuno sar manifestata,
perch il giorno di Cristo la paleser; poich quel giorno apparir come un fuoco; e il fuoco prover
quale sia lopera di ciascuno. Se lopera che uno ha edificata sul fondamento sussiste, egli ne ricever
ricompensa; se lopera sua sar arsa, egli ne avr il danno; ma egli stesso sar salvo; per come
attraverso il fuoco (1 Corinzi 3:10-15).
Secondo i teologi cattolici, la frase sar salvo per come attraverso il fuoco significa che il giusto dopo
avere penato nel purgatorio per un certo tempo, sar salvato in paradiso, perch il fuoco lo avr
purificato da ogni residuo di peccato. A sostegno di questa interpretazione essi citano le idee di Agostino
di Ippona e Gregorio Magno (questultimo credeva che il purgatorio si trovasse sulla terra). Queste
parole di Paolo non si riferiscono affatto ad un fuoco purificatore esistente in qualche luogo visibile o
invisibile dove le anime degli uomini vanno per essere purificate dai loro peccati, ma al fuoco del
giorno di Cristo, il che unaltra cosa.
Diamo la spiegazione delle parole di Paolo. Lapostolo aveva predicato Cristo a Corinto e molti in
seguito alla sua predicazione credettero nel Signore, dopodich furono battezzati. Fu lui quindi a porre
il fondamento (Cristo Ges) di quella casa spirituale (la chiesa) di Corinto. Ma dopo di lui a Corinto
erano giunti altri che avevano edificato dellaltro materiale sul fondamento da lui posto. E lui a questo
proposito dice a ciascuno di badare a come edifica sopra il fondamento, perch nessuno pu togliere il
fondamento che Cristo Ges per metterne un altro; e perch nel giorno di Cristo sar ricompensata
solo la fatica impiegata per edificare oro, argento e pietre di valore (cio, cose che hanno valore)
perch alla prova del fuoco rimarranno; mentre la fatica impiegata per edificare legno, fieno, e paglia
non sar premiata, e colui che ha edificato questo materiale sar salvato, per, come uno che passato
attraverso il fuoco (cio, come una persona scampata a un incendio perdendo nelle fiamme i propri
averi e le cose per cui ha faticato); dunque senza alcun premio, perch le sue opere erano vane.
3.2 Riflessioni su altri esempi usati per giustificare lidea del purgatorio
Un esempio extrabiblico citato da alcuni il diario di Perpetua. In questo diario, una donna di nome
Perpetua parla di una sua visione e infine scrive: Mi svegliai e compresi che la pena gli era stata
rimessa.... Queste parole non possono in alcun modo giustificare la dottrina del purgatorio; inoltre
evidente che non ammissibile basarsi su delle visioni per avvalorare una dottrina che non ha nessun
fondamento scritturale, e che nella chiesa del primo secolo non era n insegnata n creduta da alcuno.
Diversi cattolici per giustificare il purgatorio citano Agostino, il quale era convinto che non si pu
negare che le anime dei defunti possono essere aiutate dalla piet dei loro cari. Ancora una volta si
tratta di una dottrina senza fondamento biblico. E soprattutto, i cattolici dovrebbero ricordare che
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proprio Agostino disse: Che cosa vogliono dire le parole Io edificher la mia chiesa su questa pietra?
Su questa fede, su quello che detto: Tu sei il Cristo, il figlio di Dio vivente; e anche: Sopra questa
pietra che tu hai confessato, io edificher la mia chiesa, imperocch Cristo era la pietra. La chiesa
cattolica invece dice che Pietro la pietra, e sulla loro interpretazione basano lidea che la chiesa
cattolica appartiene a Pietro ed la sola vera Chiesa Cristiana.
Vediamo ora i passi biblici che i cattolici citano per giustificare lidea del purgatorio. Uno di questi 2
Samuele 12,1-19. Essi vi vedono il purgatorio in quanto qui evidente una colpa rimessa e tuttavia una
pena da estinguere. In realt chiaro che nel brano si parla di una punizione IN VITA, non dopo morti.
Un altro brano spesso citato dai cattolici Matteo 5:25-26. Ma qui le parole di Ges si riferiscono alle
liti fra fratelli, perch prima di dire quelle parole egli disse: Se dunque tu stai per offrire la tua offerta
sullaltare, e quivi ti ricordi che il tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia quivi la tua offerta dinanzi
allaltare, e v prima a riconciliarti col tuo fratello; e poi vieni ad offrire la tua offerta (Matteo 5:23,24).
Se un fratello ha qualcosa contro di noi perch gli abbiamo fatto un torto, prima di offrire i nostri
sacrifici spirituali a Dio dobbiamo andare dal fratello offeso e chiedergli perdono per riconciliarci con
lui. Se non facciamo cos, Dio ci punir per il torto commesso contro di lui (Ges lo sottoline ancora
in Matteo 6:14,15) e ci far pagare fino allultimo il debito che abbiamo commesso con il fratello, in
terra e non in qualche luogo immaginario chiamato purgatorio.
Altri ancora citano il fatto che Ges and ad annunciare la salvezza agli spiriti (1 Pietro 3,19). Queste
anime prigioniere sarebbero, secondo i cattolici, anime nel purgatorio.
In realt, Ges dopo la sua risurrezione and in quella parte del soggiorno dei morti che lAntico
Testamento chiama figurativamente il seno dAbramo, dove prima della venuta di Cristo si trovavano
anche i credenti morti in fede (come Abrahamo).
Prima di salire al Padre (Giov. 20,17), Ges and ad annunciare a quelle anime la salvezza per grazia
che era ora possibile mediante il sacrificio espiatorio che Ges aveva appena compiuto sulla croce:
per questo che detto: Salito in alto, egli ha menato in cattivit un gran numero di prigionieri ed ha
fatto dei doni agli uomini. Or questo salito che cosa vuol dire se non che egli era anche disceso nelle
parti pi basse della terra? Colui che disceso, lo stesso che salito al disopra di tutti i cieli, affinch
riempisse ogni cosa (Efesini 4:8-10).
Un altro passo quello della parabola del padrone della messe e degli operai ad ore. Questa parabola
parla semplicemente di quelli che hanno faticato di pi per il Padrone della messe (i primi apostoli,
martiri, ecc. che hanno avuto lincarico di diffondere il Vangelo nel mondo) e via via fino a noi, i
lavoratori dellultima ora. Il Signore d un diverso e giusto premio a ciascuno, ci sono ultimi che sono
primi e viceversa, ma la paga, la vita eterna, la stessa per tutti: Amico, non ti faccio alcun torto; non
ti sei accordato con me per un denaro?
Infine, lultimo passo che vogliamo considerare quello in cui Paolo menziona gli spiriti dei giusti
portati a perfezione. Questo passo non sottintende affatto un presunto purgatorio. La spiegazione
semplice, se si intende il brano nel contesto delle altre dottrine cristiane.
Anzitutto, va ricordato che persino il pi giusto tra gli uomini, con la sola eccezione del Figlio di Dio,
peccatore e cade sette volte (Proverbi 24:16).
Non c sulla terra nessun uomo giusto che faccia il bene e non pecchi mai (Ecclesiaste 7:20).
Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua
grazia, mediante la redenzione che in Cristo Ges (Romani 3:23,24).
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I credenti sono resi perfetti mediante limputazione immeritata della giustizia perfetta di Cristo, la
giustizia perfetta di Colui che ha adempiuto TUTTA la santa legge di Dio, e che ci viene messa in conto
mediante la fede. Ma anche per noi, ai quali sar pure messo in conto; per noi che crediamo in colui
che ha risuscitato dai morti Ges, nostro Signore, il quale stato dato a causa delle nostre offese ed
stato risuscitato per la nostra giustificazione. (Romani 4:24,25)
Siamo stati santificati mediante lofferta del corpo di Ges Cristo fatta una volta per sempre. (Ebrei 10:10)
Ed sempre e solo grazie a Lui che siamo purificati da ogni peccato, se dimoriamo in Lui: Ma se
camminiamo nella luce, comegli nella luce, abbiamo comunione luno con laltro, e il sangue di Ges,
suo Figlio, ci purifica da OGNI peccato. (1 Giovanni 1:7).
Come cristiani riconosciamo dunque che Cristo Ges lunico che per noi sapienza, giustizia,
santificazione e redenzione (1 Corinzi 1:30), e non un ipotetico purgatorio.
4 Qual oggi, nel nostro Paese tradizionalmente cattolico, lopinione
comune sullAldil in generale e sul purgatorio in particolare?
Purtroppo moltissimi italiani cattolici non solo non sanno quasi pi spiegare cosa sia il purgatorio ma,
addirittura, hanno scarsissima fede nella vita futura, post-mortem, della quale - dicono - nulla si sa.

Questo vuol dire, in pratica, che quegli italiani sono atei, fedeli solo per tradizione o compiacenza
famigliare e nazionale alla religione cattolica. chiaro che nella massa della gente non vi fede in Dio
(quella vera, basata sulla Parola di Dio) e che la situazione odierna al riguardo si rivela drammatica
perch quasi sempre ci si affida a tradizioni umane.
Il vero Cristianesimo, per, rifugge da ogni tipo di tradizione umana, atea o cattolica o protestante che
sia; e non vi vero Cristianesimo senza pratica e perseveranza dei comandamenti di Ges, e senza fede
e speranza nella vita eterna.
Il Nuovo Testamento insegna che, in Dio e mediante Cristo, luomo pu ricevere la salvezza ma, si badi
bene, solo durante la sua esistenza terrena. Dopo la morte lanima non pu pi operare ai fini
della propria salvezza, n i viventi nulla possono per essa.
4.1 Ma, allora, perch il purgatorio?
Il purgatorio non esisterebbe senza il concetto cattolico di peccato veniale e mortale (di cui la Bibbia
non parla affatto, dato che il peccato uno soltanto: la violazione della Legge di Dio, come insegna
la prima Lettera di Giovanni 3,4).
Come per altre formulazioni, anche nel caso del purgatorio i teologi fanno ricorso alla Sacra Scrittura,
alla Tradizione e al Magistero della chiesa cattolica romana. Non di meno, poich nella Bibbia nulla si
dice riguardo al purgatorio (e infatti una dottrina falsa che fu inventata per primo dal filosofo Platone,
400 anni prima di Cristo), la sua esistenza fu messa in dubbio da molti.
Ebbene, il purgatorio, al pari di altre dottrine cattoliche, nasce soltanto tra il 1100 e il 1250 d.C., vale a
dire in quel sec. XII in cui il cattolicesimo latino esplode (rinnovamento monastico, la scolastica)
insieme con il sistema feudale; e la concezione cattolica dellAldil si realizza a pieno con Dante
Alighieri il quale, nella sua celebre opera letteraria La Divina Commedia, descrive la triplice
ripartizione Inferno, Purgatorio (luogo di pena) e Paradiso (luogo di premio). In tale opera, redatta
poco pi di 100 anni dalla nascita del purgatorio (ossia tra il 1302 e il 1321 d.C.), limmaginazione
dantesca contribuisce a diffondere lidea del tutto infondata della triplice divisione.
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La speranza, dunque, che il peccato non decida tragicamente il destino dellanima spinge a vivificare la
fede nel secondo regno, dove lumano spirito si purga e di salir al cielo diventa degno. Parlare, per,
del purgatorio quale luogo necessario allascesa celeste secondo i versi di Dante appena citati, equivale
a credere alla parola umana invece che alla Parola di Dio!
4.2 Nessuna via di mezzo nellAldil
Concludendo, il purgatorio non esiste. Esiste, invece, lAldil (come chiaramente insegna il Vangelo di
Luca 16,19-31), dove tutti dovremo comparire davanti al tribunale di Dio per rendere conto di come
abbiamo operato nella nostra vita terrena: taluni andranno a vita eterna, ma a coloro invece che
contendono e non ubbidiscono alla verit, ma ubbidiscono allingiustizia, spetta indignazione ed ira
(Lettera ai Romani 2,7-8).
NellAldil, dunque, non ci saranno vie di mezzo: o paradiso o inferno. E il purgatorio una via di mezzo.
4.3 Conclusioni
Jacques Le Goff, noto medievalista francese, nel 1982 ha pubblicato in Francia il libro La Naissance
Du Purgatoire (La Nascita Del Purgatorio). Esso spiega come agli albori del XIII secolo la chiesa
cattolica si impadron di un luogo che pareva al di l delle influenze di ogni struttura umana, di uno
spazio che si era sempre pensato proprio di essenze trascendenti lumanit: la Divinit, il Fato, la
Morte. Una conquista di tale importanza avvenne grazie a una invenzione, quella del Purgatorio. Quella
cio di un terzo luogo dove si ripara, un luogo dove c ancora speranza vivendo tra i patimenti.

Quanti sono stati allevati nel cattolicesimo sono a considerare il Purgatorio come un posto al di l del
tempo, alla pari di Paradiso e Inferno. Ma a sostenere queste affermazioni, non uno qualsiasi ma
nientemeno che Jacques Le Goff, il grande medievalista francese, erede di Marc Bloch, signore della
Nouvelle Histoire, condirettore di quegli Annali che hanno rivoluzionato il modo di fare la ricerca
storica.

Le Goff spiega: prima del XIII secolo n la parola Purgatorio n la sua rappresentazione esistevano.
Come ha dichiarato al settimanale parigino LExpress, linvenzione del Purgatorio ebbe un ruolo nella
grande mutazione dellOccidente del XII-XIII secolo. Per arrivare allinvenzione del Purgatorio, infatti,
ci voluto del tempo: la Bibbia non ne parla affatto (come ribadiranno, in epoca della Riforma, i
Protestanti) ma il concetto and sviluppandosi adagio in seno alla chiesa cattolica. Il concetto di un
terzo luogo intermedio tra Inferno e Paradiso dove non ci fosse n salvezza n dannazione era anche
unidea estranea alluomo medievale.
Con il Purgatorio - immaginazione potente che god di un pubblicitario di eccezione, Dante Alighieri -
la chiesa cattolica prende possesso dellAldil e, attraverso di esso, anche dellAldiqua. Con esso, la
morte finiva di essere il momento cruciale in cui tutto giocato, momento di frontiera tra vita e eternit.
Si pu parlare - afferma Le Goff - di una vera e propria dilatazione delle occasioni di salvezza.
Da quel momento tra vivi e morti inizia uno scambio attivo. Di qua le messe per aiutare lanima del
penitente a liberarsi pi in fretta dal Purgatorio, di l il rapporto individuale con lOltretomba. E in
questa situazione grottesca e anti-biblica la chiesa cattolica, osserva Le Goff, che gestisce la politica
del Purgatorio. Cos la giurisdizione ecclesiastica si estende allAldil che era di Dio. La folla di anime
in attesa del Purgatorio si trova legata al mondo dei vivi. E i fedeli vengono gradualmente abituati (quasi
legati) a un nuovo repertorio di gesti, preghiere, offerte.
Le indulgenze - dice Le Goff - queste chiavi del Paradiso, ne sono lesempio celebre e remunerativo.
La chiesa cattolica stabilisce in terra un potere spirituale, ma anche economico, vastissimo.
Loperazione, sostiene il libro, teologica, ma loperazione teologica non fa che sanzionare unidea che
gi si era profondamente radicata nellinconscio collettivo, nellimmaginazione popolare. In unepoca
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confusa come il Medioevo, in cui gli spiriti viaggiavano in strani universi e tornavano a preoccupare
i viventi, la chiesa cattolica seppe far buon viso a cattivo gioco: appropriandosi del Purgatorio seppe
incanalare unoffensiva che non poteva contenere. Se si vuole - dice lo storico - il grande
rinserramento dei morti. Per fare questo, per portare Immaginazione e Potere a coincidere, la chiesa
cattolica ebbe bisogno di rendere visibile il Purgatorio, di descriverlo, di dargli unimmagine reale. E
il trionfo visuale del Purgatorio avviene grazie allOpera di un grandissimo propagandista, Dante
Alighieri e la sua seconda Cantica. In fondo, prima di Le Goff che porta dimostrazioni e prove, due poeti
avevano percepito lo sforzo geniale dantesco: sia Chateaubriand (le purgatoire surpasse en poesie le
ciel et lenfer), che Ezra Pound avevano per il Purgatorio una predilezione assoluta.
Con tutto questo (forse proprio per questo carattere, misterioso sognante e nuovo) lidea del Purgatorio
non si afferm poi tanto facilmente. La stessa invenzione teologica fu, seppure mal avversa, abbastanza
cauta: il Purgatorio diviene dogma solo nel XVI secolo.
Ci rendiamo conto della tragedia?