Risanare oggi: una scelta vincente

N˚ 1 – gennaio 2009
Offizielles Organ der KlimaHaus Agentur,
Autonome Provinz Bozen
Rivista ufficiale dell’Agenzia CasaClima,
Provincia Autonoma di Bolzano
Certificazione in classe A per il “Villaggio del futuro”
1° edificio commerciale ad emissioni zero
Il certificato energetico CasaClima: cosa sapere?
N˚ 01 gennaio 2009
II anno
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RISPARMIO ENERGETICO | COMFORT ABITATIVO | TUTELA DEL CLIMA
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4 KlimaHaus | CasaClima 01/2009 5 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
... nessuno ci salverà dalla domanda: perché
siete rimasti a guardare? Cosa diremo ai no-
stri figli? Di certo oggi nessuno può nascon-
dersi dietro la scusa, “ma io non sapevo”. Noi
sappiamo che il processo di riscaldamento del
pianeta galoppa, ma preghiamo l’Unione Euro-
pea di prorogare i nostri impegni e se questo
non funziona, chiediamo almeno una sfilza di
deroghe.
Noi sappiamo che il nostro sistema finanziario
ed economico orientato solo alla massimizza-
zione dei profitti, porterà inevitabilmente ad
un crash globale. Noi sappiamo che in questo
secolo la questione cruciale ha sempre a che
fare con l’energia. L’energia è il fondamento
della vita e la garanzia per il benessere. Noi
sappiamo che le riserve di petrolio e di metano
si stanno esaurendo lentamente ma inevitabil-
mente. Ciononostante perdiamo tempo in ope-
razioni di facciata ben sapendo che una febbre
non se ne va facendo annusare per un attimo
l’aspirina al paziente. Noi sappiamo di aver bi-
sogno di una rivoluzione globale sia sui modi
con cui noi produciamo energia, sia su come
noi la utilizziamo. Sono svariate le possibilità
per dare avvio ad un’era che abbia futuro. La
legge finanziaria statale con gli incentivi per i
risanamenti energetici è un grande passo nella
giusta direzione, perché questo provvedimen-
to fiscale combatte il cambiamento climatico,
incentiva la crescita economica e crea fonti di
lavoro. Solo nel 2007 e 2008, attraverso i ri-
sanamenti energetici incentivati, in Italia so-
no state risparmiate 500.000 megawattora di
energia. All’atmosfera si sono così risparmiate
70.000 tonnellate di CO
2
. L’energia ed il clima
richiedono un’azione tempestiva e soprattutto
concreta. Da questo non si scappa, per questo
non serve mettere la testa nella sabbia. Il futu-
ro non aspetta.
Norbert Lantschner
Norbert
Lantschner
38 Rekord, Rovereto
40 Finstral, Renon
41 Hella, Bolzano
42 Röfix, Parcines
43 Rubner Porte, Chienes
44 Maico, San Leonardo i. P.
45 Eurotherm, Appiano
Possiamo
nascondere la testa
nella sabbia ma …
60
CASACLIMA
NATURE
Nella costruzione di un
edificio, la scelta dei mate-
riali da impiegare non è solo
determinante ai fini dell’effi-
cienza energetica, ma incide
in modo significativo anche
sul nostro benessere, sulla
nostra salute e sulla qualità
dell’ambiente che ci circonda.
78
IL SISTEMA ISOLAMENTO A CAPPOTTO
Come recita un antico proverbio “il diavolo si nasconde sempre nei dettagli”.
Questo vale anche per un sistema di isolamento a cappotto: solo una corretta
progettazione ed esecuzione dei dettagli ne assicura la qualità e la durata nel tempo.
L’EMOZIONE DI
COSTRUIRE
“Io cerco la semplicità, purificata
dall’inutile, colma di speranza e quiete
spirituale. La mia arte è un tentativo
di abbandonare l’ambito dell’intelletto
per affrontare quello dei sentimenti e
delle emozioni”. T. S.
46 Hoval, Grassobbio
61 Monier/Wierer, Chienes
62 Haas Hoco Italia, Ora
64 Faliselli, Costa Volpino
69 Baufritz, Erkheim D
74 Spf Group, Frugarolo
SERVI ZI | PR
PORTRAI T
85 L’emozione di costruire
La redazione non si assume alcuna responsabilità
sulle notizie e sui dati pubblicati che sono stati
forniti dalle singole aziende.
È vietata la riproduzione, anche parziale,
di quanto contenuto nella presente rivista
senza preventiva autoriazzazione da richiedersi
per iscritto alla Redazione.
Impressum
Editore: Agenzia CasaClima,
39100 Bolzano
n° 03/08 del 03.03.2008
Coordinazione Progetto:
Dir. Norbert Lantschner
Resp. Redazione:
Michaela Falkensteiner
Redazione: Donata Bancher,
Ulrich Klammsteiner, Luca Devigili,
Norbert Lantschner, Gebhard Platter
Annunci: Marita Wimmer
Foto: G. Hofer, Röfix AG,
T. Salcher, Agenzia CasaClima,
Sto AG, C. Leozzi
Copertina: Stefan Gamper
Concetto/Realizzazione:
King Laurin S.r.l., Appiano (BZ)
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Fax: +39 0471 062 141
redazione@agenziacasaclima.it
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RI SANAMENTO
6 Risanare oggi, un investimento
per il futuro
15 Riqualificazione in classe B
a due passi da Verona
18 Da fienile a CasaClima B
20 Obbiettivo 2018: risanare
le preesistenze a costo zero
AGENZI A CASACLI MA
48 CasaClima in Brasile
50 Come leggere il certificato
energetico CasaClima
54 Costruire il futuro
58 Agenzia News
60 CasaClima Nature
76 CasaClima risponde
ATTUALI TÀ
23 Prima CasaClima in classe A
in Emilia Romagna
24 Il villaggio del futuro
30 Il 1° edificio commerciale
ad emissioni zero
34 La casa SOFIE in legno trentino
66 La Provincia di Udine
sceglie la classe “A”
70 Conclusione secondo master
CasaClima a Bolzano
SERI E
72 Una sfida per la cura
degli anziani
78 Il sistema isolamento a cappotto
Periodico
trimestrale
6
RISANARE OGGI,
UN INVESTIMENTO PER IL FUTURO
In un territorio densamente edificato come quello
italiano il più alto potenziale di risparmio energetico
non risiede nelle nuove costruzioni, dati i volumi
ridotti che si costruiscono ogni anno, ma nel
patrimonio edilizio esistente.
IL 1° EDIFICIO
COMMERCIALE
AD EMISSIONI ZERO
L’obiettivo di una sede destinata
ad ospitare persone e prodotti,
ma soprattutto l’idea “naturale”
intrinseca nella filosofia
dell’azienda Naturalia-BAU,
è stato centrato appieno.
24
IL VILLAGGIO
DEL FUTURO
Alta efficienza energetica e
sostenibilità ambientale sono le
parole d’ordine del nuovo complesso
residenziale “Villaggio del futuro”
alla periferia di Bergamo,
certificato CasaClima A.
30
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6 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
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energetici molto bassi, tanto da collocare l’Italia
ai primi posti fra i Paesi Europei per consumo
energetico specifico per unità di superficie e Gra-
di Giorno.
La mancanza o spessori insufficienti di isolamen-
to termico e l’approvvigionamento quasi esclusivo
da fonti energetiche fossili rende tali edifici non
più sostenibili, né dal punto di vista economico,
per gli alti costi di gestione, né dal punto di vista
ambientale, per le elevate emissioni di CO
2
. Per
questo sono da auspicare ed incentivare interventi
sull’esistente finalizzati al miglioramento dell’ef-
ficienza energetica. Grazie alle tecnologie attual-
mente disponibili sono possibili riduzioni consi-
stenti del fabbisogno energetico con risparmi fino
ad oltre l’80% rispetto alla situazione ante operam:
un risparmio significativo di energia che si traduce
in primo luogo in un risparmio economico per pro-
prietari e inquilini grazie alla riduzione dei costi
della bolletta.
Un fabbisogno energetico ridotto risulterà inoltre
rilevante anche per il contenimento delle emissioni
di gas clima-alteranti e per il risparmio di risor-
se non rinnovabili ed ad alto impatto ambientale.
Se si opta per fonti rinnovabili è inoltre sempre
garantita una sicurezza nell’approvvigionamento
di energia: ci si rende così indipendenti dai paesi
produttori di petrolio e dalle continue fluttuazio-
ni del prezzo del carburante, destinato a portarsi
inevitabilmente su livelli sempre più elevati data la
sempre più pressante domanda di energia e l’ine-
vitabile esaurimento delle materie fossili.
Risanare energeticamente un edificio consente
contemporaneamente di adeguare la costruzione
alle nuove esigenze degli abitanti in termini di
spazio e di comfort. Grazie all’isolamento termico
dell’involucro sarà possibile godere di temperatu-
re superficiali interne più elevate e gradevoli e sarà
meglio preservata anche la materia costruttiva.
Investire nell’efficienza energetica
è sempre vantaggioso
Chi opta per un risanamento energetico del pro-
prio edificio ne trarrà dunque giovamento sotto
molti punti di vista, non ultimo l’aumento del va-
lore dell’immobile: tale valore sarà infatti sempre
più determinato dai costi energetici necessari per
la gestione dell’edificio. In questo senso anche l’in-
troduzione dell’obbligatorietà del certificato ener-
getico, ossia di un documento in grado di attestare
in modo obiettivo ed indipendente la qualità ener-
getica di un immobile, risulta un ulteriore incenti-
vo per il perseguimento di una maggior efficienza
nel costruito.
A sfavore del risanamento dei vecchi edifici si ar-
gomenta spesso che gli interventi sono troppo di-
spendiosi ed economicamente non convenienti. In
realtà non si considera il fatto che l’aumento dei
costi dell’energia non può essere frenato: questo fa
sì che, per quasi tutti gli interventi di risanamen-
to energetico, l’investimento sia ammortizzabile
in relativamente pochi anni grazie al risparmio
concreto sui costi delle bollette. L’investimento nel
risanamento energetico è inoltre reso più agevole
dagli incentivi attualmente disponibili sia a livello
nazionale sia a livello locale. In ogni caso ulteriori
U
n patrimonio, quello italiano, costituito per
quanto riguarda il settore residenziale per
almeno i 2/3 da abitazioni costruite prima della
legge 373 del 1976 sul contenimento dei consu-
mi energetici, quindi caratterizzato da elevati
consumi per la climatizzazione: le problemati-
che relative alla protezione termica sia invernale
che estiva erano allora completamente trascu-
rate. Anche l’edilizia costruita successivamente
a tale periodo presenta nel complesso standard
In un territorio densamente
edificato come quello italiano il
più alto potenziale di risparmio
energetico non risiede nelle nuove
costruzioni, dati i volumi ridotti che
si costruiscono ogni anno, ma nel
patrimonio edilizio esistente.
Risanare oggi, un investimento per il futuro
Edificio Schneider a lavori conclusi, certificato in classe A
Prima dell'intervento
8 KlimaHaus | CasaClima 01/2009 9 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
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Epoca di costruzione n. di abitazioni %
Prima del 1919 3.893.567 14,3%
Dal 1919 al 1945 2.704.969 9,9%
Dal 1946 al 1961 4.333.882 15,9%
Dal 1962 al 1971 5.707.383 21%
Dal 1982 al 1981 5.142.940 18,8%
Dal 1982 al 1991 3.32.794 12,2%
Dopo il 1991 2.161.345 7,9%
TOTALE 27.268.880 100%
Fonte: dati ISTAT 14° Censimento Generale della Popolazione
e della Abitazioni 2001
Consumi medi di energia nella conduzione di una casa
80% Riscaldamento
10% Acqua calda sanitaria
2,6% TV/PC/piccoli apparecchi
(inclusa pompa di calore 8%)
2% Cucinare/pulire
1,7% Refrigerare/congelare
1,7% Lavare/asciugare
1% Illuminazione
1% Stand-by
sforzi andranno compiuti per incentivare politiche
di risanamento delle preesistenze a costo zero in
modo da consentire a chiunque, indipendente-
mente dalle proprie disponibilità finanziarie, di in-
traprendere la strada verso una maggior efficienza
energetica ( vedi articolo Fattor pag. 36).
Come avvicinarsi in modo corretto al
risanamento energetico?
L’obiettivo da perseguire è di elaborare per l’edifi-
cio in questione un concetto di risanamento ener-
getico su misura: ogni edificio ha infatti un suo
carattere ed una sua storia che vanno rispettati.
Per questo è opportuno appoggiarsi ad un tecnico
competente, che accompagni il committente attra-
verso tutto il processo di risanamento.
Una corretta consulenza deve cominciare con
l’analisi dell’edificio: questa serve per definire gli
interventi necessari e stabilire i passi da fare. At-
traverso un sopralluogo sarà possibile focalizzare
i punti critici e particolari dell’edificio in questione.
Verranno presi in considerazione ed analizzati tutti
gli elementi costruttivi, come le pareti perimetrali
(esterne), il tetto, il solaio verso lo scantinato o con-
tro terra, ma anche l’impianto di riscaldamento. In
base ai dati raccolti saranno calcolati il fabbisogno
termico per il riscaldamento, da confrontare con i
consumi reali, ed il fabbisogno di energia primaria
dell’esistente.
Sulla base di questa analisi e tenendo conto delle
aspettative del committente si fisseranno gli obiet-
tivi del risanamento e si potrà redigere un elenco
dei provvedimenti da realizzare, compresi anche
eventuali lavori di ristrutturazione. Per ogni prov-
vedimento andranno chiariti anche i relativi ri-
sparmi energetici ottenibili.
Se possibile è sempre consigliabile un intervento di
risanamento globale rispetto ad interventi parziali
diluiti nel tempo in quanto:
i provvedimenti che riguardano l’involucro e •
gli impianti possono essere meglio armoniz-
zati con maggiori potenzialità di risparmio;
viene minimizzato il rischio di danni alla co- •
struzione a seguito ad esempio di sostituzione
delle finestre senza aver prima isolato le pa-
reti esterne;
si possono maggiormente razionalizzare le •
spese di investimento in quanto si hanno più
sinergie: ad esempio non è necessario monta-
re più volte i ponteggi.
D’altra parte spesso un risanamento a più tappe
consente di diluire le spese di investimento. In ogni
caso, qualsiasi sia la scelta, il progettista stabilirà
i passi da seguire per raggiungere gli obbiettivi di
risanamento prefissati ed andrà a formulare diver-
se alternative con relativi costi. In questa fase la
consulenza tecnica è particolarmente importante
perchè aiuta ad orientarsi nella scelta dei metodi
costruttivi, della tipologia di materiali da impiega-
re o di impianti da installare.
Una volta deciso quale strada seguire, il progettista
potrà sviluppare un progetto esecutivo dettagliato.
Si potrà così fare una stima più precisa dei costi
dell’intervento e predisporre un capitolato sulla
base del quale richiedere le offerte alle diverse
ditte. Un alto grado di definizione del capitolato
consente di effettuare un confronto oggettivo fra
offerte diverse e facilitare così al committente la
scelta delle ditte esecutrici. Conferiti gli incarichi
alle diverse ditte esecutrici, si potrà dare il via ai
lavori. È fondamentale che questi vengano seguiti
attentamente da un direttore dei lavori che con-
trolli scrupolosamente tutte le fasi costruttive in
modo che il risultato finale del risanamento corri-
sponda alle previsioni.
L’esecuzione dei lavori deve essere accompagnata
da misure di controllo della qualità come, fra al-
tre, il Blower-Door-Test (test di tenuta all’aria). In
parallelo rispetto a quanto sopra descritto potrà
essere richiesta la certificazione energetica Casa-
Clima; l’Agenzia CasaClima seguirà e controllerà
tutto il processo ed a lavori correttamente ultimati
rilascerà il certificato energetico e l’eventuale tar-
ghetta da apporre sull’edificio in oggetto.
Il risanamento dell’involucro
Qualsiasi intervento finalizzato al miglioramento
dell’efficienza energetica dell’esistente, per essere
efficace, dovrà riguardare sia l’involucro che l’im-
piantistica installata.
In un edificio non risanato le perdite maggiori so-
no quelle per trasmissione attraverso tutti gli ele-
menti non coibentati che delimitano l’involucro:
pareti perimetrali, tetto o ultimo solaio e solaio
verso scantinato o contro terra. Le finestre ed i
ponti termici costituiscono dei punti particolar-
mente deboli. Un risanamento energetico eseguito
a regola d’arte deve essere finalizzato in primo
luogo a ridurre al minimo queste perdite, appli-
cando un isolamento termico il più possibile privo
di interruzioni all’intero involucro, possibilmente
sul lato esterno, e mettendo in opera serramenti
di alta qualità ed a tenuta all’aria. Una maggior
Tetto esistente con coibentazione in lana di vetro degradata Radiatore esistente prima della sostituzione Posa del riscaldamento a pavimento Rifacimento dell’isolamento termico
11 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
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Confronto fra valori U [W/m
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K] dell’esistente – valori minimi previsti dalla Finanziaria 2008
Valore U Ed.
esistenti
Valore U sec. lg.
finanziaria 2008
(zona climatica F)
fino al 31.12.2009
Spessore di
materiale iso-
lante necessario
(λ=0,035 W/mK)
Isolante neces-
sario
(λ=0,040 W/mK)
Valori U
CasaClima B
Spessore di
materiale iso-
lante necessario
(λ=0,035 W/mK)
Spessore di
materiale iso-
lante necessario
(λ=0,040 W/mK)
Pareti esterne Muratura
25 cm λ-0,50 W/mK
0,60-2,40 W/m
2
K 0,33 W/m
2
K ca. 8 cm ca. 10 cm 0,15-0,25 W/m
2
K 12-22 cm 14-24 cm
Tetto
Isolamento fra travi
Isolamento sopra travi
0,70-1,80 W/m
2
K 0,29 W/m
2
K ca. 12 cm
ca. 10 cm
ca. 14 cm
ca. 12 cm
0,15-0,25 W/m
2
K 16-30 cm
14-24 cm
18-35 cm
14-25 cm
Solaio vs. scantinato 0,50-1,70 W/m
2
K 0,32 W/m
2
K ca. 10 cm ca. 10 cm 0,25-0,35 W/m
2
K 8-12 cm 10-14 cm
Finestre: valore Uw 2,50-4,60 W/m
2
K 2,0 W/m
2
K _< 1,5 W/m
2
K
tenuta all’aria dell’involucro consente una riduzio-
ne delle perdite per ventilazione, con vantaggi per
il bilancio energetico dell’edificio, ma allo stesso
tempo impone un comportamento più attento da
parte degli utenti: per raggiungere il ricambio mi-
nimo igienicamente necessario, anche per legge,
bisognerebbe infatti ricambiare completamente
l’aria dell’ambiente ogni due ore aprendo le fine-
stre. Pensare che questo avvenga, se si considera-
no le abitudini abitative attuali, è poco realistico.
Le conseguenze sono un aumento incontrollato
dell’umidità interna e della concentrazione di
CO
2
con conseguente abbassamento del livello di
comfort e la possibilità di danni da condensa se
l’umidità arriva a contatto con superfici fredde, ad
esempio in corrispondenza di ponti termici non
risolti. Per questo in edifici risanati ed ancor più
in edifici risanati con isolamento interno è oppor-
tuno installare un impianto di ventilazione mecca-
nica per lo smaltimento regolare dell’umidità in
eccesso, meglio se abbinato con un recuperatore
di calore: quest’ultimo trasferirà parte del calore
contenuto nell’aria esausta in uscita all’aria fresca
in ingresso. Si riduce così ulteriormente il fabbiso-
gno di energia per riscaldamento.
L’obiettivo di un risanamento dovrebbe tendere
al raggiungimento di un fabbisogno energetico
per riscaldamento inferiore ai 50 kWh/m², ossia
dello standard CasaClima B.
Edificio Ex-Post CasaClima Oro
progetto
CasaClima
La natura è patrimonio inviolabile;
preservare l’ambiente è un imperativo.
La filosofia progettuale e il sistema
produttivo Balken sono in sintonia
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compatibile. Una progettazione
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edifici Balken e un processo produtti-
vo efficiente permettono di investire
oggi per risparmiare domani.
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L’ammodernamento degli impianti
La riduzione del fabbisogno termico ottenuta grazie
al risanamento energetico dell’involucro permette
di poter agire anche nel campo dell’impiantistica
secondo principi di elevata efficienza e sostenibilità,
con conseguenti bassi consumi ed una corrispon-
dente diminuzione delle emissioni di inquinanti in
atmosfera.
Un ridotto fabbisogno per riscaldamento permette
ad esempio di:
installare caldaie con potenza ridotta, quindi •
più piccole ed efficienti,che necessitano di spa-
zi ridotti per il deposito del carburante;
sostituire le caldaie esistenti con caldaie a bio- •
massa anche in edifici in cui precedentemente
ciò non era possibile per motivi di spazio;
optare per sistemi di emissione a bassa tem- •
peratura: in questo modo si può migliorare il
rendimento di caldaie a gas e gasolio ma an-
che inserire il solare termico come ausilio per
il riscaldamento oppure utilizzare una pompa
di calore.
Un carico termico ridotto amplia la scelta delle fonti
energetiche, fra le molteplici a disposizione per la
produzione di calore. Chi ancor oggi si orienta verso
petrolio o gas sceglie probabilmente la fonte ener-
getica meno adatta, non solo in considerazione dei
costi economici, ma anche del bilancio ecologico.
L’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili come la
biomassa, la geotermia, l’energia solare o il calore
immagazzinato nell’acqua rappresentano invece
una valida alternativa alle fonti tradizionali.
La sostituzione della caldaia è sempre vantaggiosa
in caso di risanamento dell’involucro in quanto le
vecchie caldaie sono generalmente sovradimensio-
nate rispetto ai ridotti carichi termici di un edificio
risanato termicamente e quindi presentano uno
scarso rendimento, in particolare nel funzionamen-
to a carichi parziali, ossia quando le temperature
esterne non sono molto basse e non si richiede il
massimo della prestazione. La sostituzione della
vecchia caldaia con una nuova ad alta efficienza
può comportare un miglioramento dei rendimenti
anche nell’ordine del 25-30 %. La sostituzione della
caldaia dovrebbe in ogni caso essere prevista circa
ogni 15 anni. Fra le molteplici possibilità offerte dal
mercato vanno sicuramente privilegiate le moderne
caldaie a biomassa (a pellets, trucioli o legna), le
caldaie a condensazione a gas o gasolio, le caldaie a
bassa temperatura o l’allacciamento ad un impian-
to di teleriscaldamento.
In caso di fabbisogno di calore ridotto, almeno stan-
dard CasaClima B, può essere vantaggioso l’impie-
go di una pompa di calore abbinata ad un sistema
di distribuzione del calore a bassa temperatura a
pavimento o a parete.
Nel momento in cui si decide di ammodernare l’im-
pianto di riscaldamento è infatti necessario rife-
rirsi non alla sola caldaia ma a tutto il sistema nel
suo complesso ossia anche alle modalità di distri-
buzione, regolazione ed accumulo del calore pro-
dotto dal generatore. La sostituzione di un vecchio
impianto a radiatori con uno a bassa temperatura
oltre ad essere sempre vantaggioso è sempre neces-
sario in abbinamento con sistemi di riscaldamento
con pompa di calore o nel caso di riscaldamento
con integrazione solare. Importante per l’efficienza
dell’impianto di riscaldamento è anche un corretto
bilanciamento idraulico del sistema.
L’intervento sull’impiantistica di un edificio è una
buona occasione per ripensare anche il sistema di
produzione dell’acqua calda, dato che in molti edi-
fici questa viene ancora prodotta in maniera decen-
tralizzata, spesso mediante boiler elettrico. Per que-
sto in caso di risanamento è sempre meglio optare
per un sistema centralizzato di produzione dell’ac-
qua calda mediante il sistema di riscaldamento
principale e possibilmente con l’integrazione
anche di un impianto solare, sempre che
l’orientamento delle superfici del tetto lo
consenta. L’installazione di un impianto
solare termico permette in un edificio
unifamiliare o bifamiliare di copri-
re circa il 70% del fabbisogno di
acqua calda sanitaria in ma-
niera completamente gratu-
ita ed ecologica.
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Nuovo manuale CasaClima
sul risanamento energetico
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mico è stato scelto valutando sia il comportamento
estivo che quello invernale. La coibentazione della
copertura, posizionata sopra le travi, è costitui-
ta da un pacchetto di 12 cm di fibra di legno con
densità 45 kg/m³, completato da pannelli di 2 cm
di spessore con densità di 230 kg/m³, tutti posati
sfalsati. La scelta di utilizzare la fibra di legno è
derivata dalla necessità di aumentare la capacità
termica del tetto e conseguentemente lo sfasamen-
to in regime estivo. Per garantire l’impermeabilità
all’aria è stato steso un telo antivento traspirante,
mentre al di sotto delle travi, prima della posa, è
stato posizionato un nastro autoespandente al fine
di contenere eventuali fessure dovute ai movimenti
degli intonaci. La posa dei lucernari del tetto è sta-
ta eseguita risvoltando il telo antivento e fissandolo
poi con nastro butilico.
Il risanamento energetico
dell’involucro
L’isolamento delle superfici verticali è stato effet-
tuato in modi differente sulle diverse facciate: sulla
piccola porzione di parete a Nord è stato applicato
un cappotto in polistirene espanso e grafite, men-
tre sul lato Sud si è intervenuti con un intonaco
termoisolante premiscelato in polistirolo espanso
al 90% e legante idraulico al 10%.
La scelta è ricaduta su un materiale applicabile a
pompa sia per la facilità di posa, sia per la pos-
sibilità di superare la mancanza di complanari-
tà della superficie. Una scelta che ha permesso
inoltre di risolvere il problema causato dall’alli-
neamento dei marmi delle finestre, marmi dallo
spessore importante, i quali per essere corretta-
mente posizionati e garantire un corretto risulta-
to estetico necessitavano di un prodotto plastico
e adattabile. Inoltre la presenza del materiale
all’interno dell’elenco dei Materiali Coibenti Am-
missibili per l’ottenimento del contributo edito
dall’Ufficio Risparmio Energetico della Provincia
Autonoma di Bolzano ha giocato un ruolo chiave
nella fase di scelta.
I serramenti in legno con caratteristiche termiche
Uw = 1,35 W/m²K, sono stati posati direttamen-
te dalla ditta produttrice. Per le cornici in marmo
delle finestre è stato predisposto un pacchetto iso-
lante in polistirene estruso ad alta densità sul qua-
le posare il blocco. Al fine di garantire la staticità
degli elementi in marmo egizio a sbalzo, è stato
necessario provvedere all’ancoraggio delle basi
mediante delle barre filettate in acciaio inox fis-
sate con resine epossidiche. L’acciaio inox è stato
scelto sia perché più sicuro rispetto alla possibile
corrosione del metallo, sia per la minore condutti-
vità del materiale.
L
a residenza, che con i suoi tre livelli occupa
la porzione centrale di un immobile a doppia
schiera, è stata trasformata su progetto dello
studio Ecospazi di S. Bonifacio (VR) senza com-
promettere o snaturare il luogo in cui è inserita.
Per la committenza era infatti importante poter
percepire la presenza del passato ma allo stesso
tempo poterlo reinterpretare, anche per l’assen-
za di caratteristiche architettoniche di rilievo.
Tra i desiderata espressi compariva la necessi-
tà di un luogo familiare ma al contempo anche
di rappresentanza per l’attività del proprieta-
rio il quale, commerciando in marmi di pregio,
desiderava poter ospitare gli amici-clienti in un
ambiente ove importante risultasse la presenza
della pietra e dei marmi. È stata quindi partico-
larmente curata la scelta dei materia-
li delle finiture, per le quali sono stati
impiegati alcuni marmi veronesi usati
in passato ed ora particolarmente rari,
quali il gialletto di Verona.
Spazialità verticale
Il progetto, che doveva prevedere spa-
zi abitabili per almeno cinque persone,
con un soggiorno ed una cucina oltre
ad una stanza comune, è stato sviluppato attorno
all’elemento verticale costituito dal vuoto del vano
scale che collega i tre piani. I tre livelli sono stati
concepiti come unico spazio abitativo e non come
piani isolati e separati, sia da un punto di vista
distributivo-funzionale sia per quanto riguarda gli
aspetti termo-climatici. L’aver capovolto il senso
di percorrenza della scala rispetto alla situazione
esistente e l’averla lasciata a vista ha conferito allo
spazio un senso di apertura verso i piani superiori
ed ha consentito una maggiore interrelazione fra
i diversi livelli.
Riqualificazione in classe B a due passi da Verona
La prima targhetta CasaClima in
Provincia di Verona ha premiato una
residenza in località Chievo, che
grazie alla riqualificazione energetica
ha potuto ridurre il fabbisogno
termico per riscaldamento dagli oltre
200 kWh/m² anno della situazione
prima dell’intervento ai
46 kWh/m² anno attuali.
Lo spazio orizzontale, ridotto e costretto anche
dalla presenza del muro di spina centrale, è stato
sviluppato in verticale, il soggiorno è stato allar-
gato al massimo e prosegue, non solo idealmente,
lungo la scala fino al piano superiore ove è pre-
sente il bagno riservato agli ospiti, un piccolo vano
impreziosito dalla presenza del marmo di Carra-
ra “calacatta” posato a macchia aperta. Il locale
attiguo al bagno possiede delle caratteristiche di
spazio pubblico, ed invita a proseguire verso l’ulti-
mo piano ove è situata una zona dal carattere più
familiare.
Il vano scale è un elemento fondamentale anche
nella gestione climatica dell’ambiente, poiché,
fungendo da camino di ventilazione, è in grado
di garantire lo scambio d’aria in senso verticale,
soprattutto in regime estivo. Un’aerazione natu-
rale che sarebbe stato difficile ottenere altrimenti
dal momento che tutte le finestre sono posizionate
sulla parete Sud e sul tetto, essendo la residenza
circondata sugli altri tre lati da immobili.
Il riuso abitativo del sottotetto
La necessità di fornire una comoda abitabilità
per cinque persone ha portato a considerare fin
dall’inizio l’utilizzo abitativo del sottotetto mansar-
dato. Rendere climaticamente confortevoli i locali
abitati al di sotto del manto di copertura ha richie-
sto una particolare attenzione. L’isolamento ter-
L'edificio prima dell'intervento
L'edificio a lavori conclusi
Classe energetica:
CasaClima B
Committente:
sig. Leone Bindi
Progetto architettonico
e direzione lavori:
Arch. Carlo Di Pillo,
S.Bonifacio (VR)
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La coibentazione della pavimentazione del primo
solaio è avvenuta mediante l’applicazione di 21 cm
di soluzione di perlite espansa in un unico getto.
Una nuova impiantistica
L’impianto di riscaldamento dell’edificio è costitui-
to da un impianto idro-termosanitario con
caldaia a condensazione alimentata a gas. Si è op-
tato per una soluzione tradizionale con semplici
radiatori in acciaio in quanto non vi era la pos-
sibilità di intervenire inserendo pannelli radianti
nelle strutture verticali od orizzontali, a causa di
problemi distributivi e di natura amministrativa
legati all’altezza degli ambienti. Ciononostante i
radiatori sono stati dimensionati per divenire dei
pannelli radianti esterni, essendo alimentati da
fluido vettore a circa 30° C di temperatura. Tutte
le tubazioni verso l’esterno sono state coibentate
mediante l’impiego di lana di roccia.
Le ragioni di una scelta
La volontà di aderire al protocollo “CasaClima” è
emersa a seguito di una serie di considerazioni
che hanno portato alla conclusione che il rispetto
del protocollo avrebbe garantito la qualità globa-
le dell’immobile. In particolare, le quattro ragioni
fondamentali che hanno portato ad aderire al pro-
tocollo “CasaClima” sono state:
il risparmio generato dal minor consumo •
di carburante;
il minor inquinamento dell’ambiente; •
il maggior comfort termico all’interno •
dell’immobile;
la rivalutazione economica dell’immobile. •
Nella fase di valutazione è stato seguito un per-
corso nel quale alla committenza sono stati pro-
spettati i differenti “scenari futuri” a seconda delle
diverse scelte percorribili.
Trattandosi di un intervento di recupero, le inco-
gnite tecniche e di conseguenza finanziarie erano
notevoli. Per questo, in collaborazione con il dott.
Giuliano Zusi di Ecospazi, è stato sviluppato un
modello di analisi finanziaria utile a verificare in
sede preventiva il valore e la redditività dell’inve-
stimento. Questo modello ha preso in considera-
zione numerosi variabili, tra cui inflazione e varie
ipotesi sull’aumento del prezzo degli idrocarburi.
Il modello ha evidenziato come il punto di rientro
dell’investimento aggiuntivo necessario per rag-
giungere lo standard CasaClima B avvenga in soli
8 anni, generando un cash-flow superiore ad altri
investimenti “sicuri” come ad esempio i titoli di
stato.
Un investimento, quello nella riqualificazione
energetica, che si ripaga dunque in breve tempo
grazie ai benefici ottenibili, sia in termini di mag-
gior comfort abitativo che in termini finanziari,
senza dimenticare l’incremento di valore che un
immobile riqualificato e certificato acquisisce sul
mercato.
Isolamento della parete fra le unità abitative
Isolamento del tetto
Interno piano mansardato
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di trasmittanza termica compresi fra i 0,19 W/m²K
ed i 0,30 W/m²K. L’isolamento termico dell’intero
involucro e l’utilizzo di serramenti in legno con vetri
termoisolanti a due strati basso-emissivi ha consen-
tito di raggiungere un fabbisogno specifico per riscal-
damento di 49 kWh/m²a, quindi la classe energetica
CasaClima B. In questo modo si sono potute limitare
le spese di riscaldamento, una voce che pesa molto
sui bilanci di gestione di qualunque struttura, ma an-
cora di più quando, come in questo caso, ospita spazi
destinati ad accogliere persone anziane.
Isolamento interno e risoluzione
dei ponti termici
L’isolamento dell’involucro all’interno è un compro-
messo accettabile nel caso si debbano mantenere
inalterati i caratteri degli edifici storici; in ogni caso
è una misura cui ricorrere solo quando non vi siano
altre soluzioni perchè comporta comunque sempre
rischi e difficoltà se non si adottano opportuni ac-
corgimenti. È infatti difficile, spesso impossibile, eli-
minare i ponti termici, che anzi rischiano di venire
accentuati ed inoltre resta sempre alto il rischio di
condensa sull’interfaccia fra l’isolante e la struttura
cui è applicato.
Per ovviare a queste problematiche, nell’intervento
a “Casa Anna” si sono studiate soluzioni specifiche.
In particolare, per risolvere il ponte termico che si
sarebbe venuto ad originare nel contatto fra solaio
intermedio e pareti esterne, si è scelto un ancoraggio
puntuale del solaio al cordolo perimetrale mediante
delle putrelle in acciaio posate ogni 2 metri circa. Fra
solaio e cordolo, per tutto il perimetro, è stato inseri-
to, prima del getto, uno strato di isolamento termico
in lastre di polistirene estruso da 6 cm in continuità
con l’isolamento delle murature perimetrali. Queste
ultime, nei due piani superiori, sono state rivestite
con un doppio strato di polistirene da 6 cm, comple-
tato da una barriera al vapore, per evitare possibili
fenomeni di condensa interstiziale, e da una contro-
parete in doppia lastra di cartongesso su orditura
metallica. Le lastre di isolante sono state posate sfal-
sando i giunti. Le pareti perimetrali al piano terra
sono state rivestite con un doppio strato di pannelli
in polistirene estruso da 6 cm e una controparete in
laterizio da 8 cm. Per ridurre il ponte termico in cor-
rispondenza dell’attacco fra solaio voltato e muratu-
ra perimetrale, prima di gettare la cappa armata del
primo solaio è stato inserito lungo tutte le murature
perimetrali, sull’estradosso delle volte, uno strato
continuo di isolamento con spessore di 6 cm.
I serramenti in legno sono stati inseriti nello stesso
piano dell’isolante, con l’ausilio di falsi telai aggan-
ciati con delle zanche alle murature sul lato interno.
Per le tapparelle avvolgibili sono stati scelti cassonet-
ti isolati verso l’interno. Le partizioni interne sono
state realizzate con un sistema costruttivo a secco
in cartongesso ed isolamento acustico in interca-
pedine in lana di roccia termicamente
separate dall’involucro esterno. Il tetto
esistente è stato sostituito da un tetto in
legno ventilato isolato sia sopra che tra
le travi e chiuso verso l’interno da un
controsoffitto in cartongesso.
Il controllo in cantiere
come garanzia dei risultati
Grazie al controllo costante in cantie-
re sia da parte dei progettisti che dei
tecnici dell’IPES e dell’ Ufficio Aria e
Rumore della Provincia Autonoma di
Bolzano, si è assicurata la corretta
esecuzione dei dettagli da parte della ditta esecu-
trice, che per la prima volta si confrontava con un
intervento di risanamento di questo tipo. Si è così
potuto realizzare un involucro termico continuo
dove i punti deboli sono stati minimizzati. Dopo
due anni dalla consegna degli alloggi agli assegna-
tari i risultati sono positivi sia per quanto riguarda
il contenimento dei costi energetici, sia per quanto
riguarda il benessere abitativo, a dimostrazione
che interventi finalizzati al miglioramento dell’effi-
cienza energetica sono possibili con buoni risultati
anche su edifici posti sotto tutela e con budget li-
mitati. “La soddisfazione delle persone che abitano
‘Casa Anna’” afferma l’architetto Bruno Pedri “è
lo stimolo più efficace per continuare ad agire sul
costruito ed in particolare sugli edifici storici se-
condo lo standard CasaClima. Solo in questo modo
il patrimonio esistente non sarà più considerato di
serie B e potrà competere alla pari con le nuove
costruzioni, sia in termini di benessere abitativo
che di consumi energetici e non ultimo in termini
di valore degli immobili”.
L
a duplice sfida che ha impegnato i progettisti,
gli architetti Bruno ed Enrico Pedri di Salorno
ed i tecnici dell’IPES è stata, da un lato, quella di
inserire nuove funzioni senza intaccare il carat-
tere dell’esistente e dell’intorno, dall’altra, quella
di garantire ai nuovi utenti condizioni di comfort
adeguati ed uno standard di efficienza energetica
pari a quello delle nuove abitazioni costruite negli
ultimi anni in Alto Adige. Un obiettivo di qualità
da perseguire con i più bassi costi possibili, dato
il limitato budget a disposizione. La decisione di
accompagnare il recupero dell’antico stabile con
un risanamento energetico in grado di far rien-
trare l’edificio in classe CasaClima B nasce infatti
a progetto di ristrutturazione già concluso ed ap-
paltato: a fronte del significativo ribasso proposto
dalla ditta aggiudicatrice, l’Amministrazione Co-
munale di Magrè decise di investire i fondi così
risparmiati nell’incremento dell’efficienza energe-
tica dell’edificio.
Il nuovo cuore sociale della comunità
L’edificio, adibito nei secoli a stalla e fienile, appar-
teneva ad un ampio complesso circondato da recinto
fortificato risalente al XVII secolo e di proprietà di
una delle famiglie nobili del luogo che lo cedette in
seguito al Comune di Magrè. L’edificio era caratte-
Da fienile a CasaClima B
Nel centro storico di Magrè un antico
edificio rurale, composto da stalla e
fienile, è stato trasformato in un centro
civico con alloggi sociali e residenze
protette per anziani. “Casa Anna”,
inaugurata nell’ottobre 2006, ha potuto
fregiarsi per prima, nell’ambito degli
edifici sottoposti a vincolo di tutela,
della prestigiosa targhetta CasaClima.
rizzato da un piano terra con soffitti voltati ad uso
stalla ed un vasto primo piano ad uso fienile.
L’intervento di recupero ha previsto la conservazione
degli spazi voltati del piano terra e la loro trasforma-
zione in spazi pubblici a disposizione della comunità:
accanto all’ingresso , collocato nell’antico passaggio
che divideva originariamente l’edificio, sono stati ri-
cavati un ambulatorio infermieristico, un consultorio
materno e familiare, un centro diurno per anziani e
le cantine a servizio degli alloggi. Lo spazio del fie-
nile al piano superiore è stato suddiviso mediante
un nuovo solaio in due piani che ospitano ciascuno
due alloggi di edilizia sociale e due residenze protette
per anziani per un totale di otto appartamenti. Gli
spazi di distribuzione centrali mettono in relazione
le diverse utenze facilitando così le relazioni inter-
personali.
Risanare energeticamente
nel rispetto dei vincoli
Il vincolo di tutela imposto dalle Soprintendenza alle
Belle Arti, che prevedeva per l’edificio la conserva-
zione ed il recupero degli intonaci esterni esisten-
ti, non ha consentito un intervento di risanamento
dell’involucro di tipo tradizionale, ossia con un siste-
ma di isolamento a cappotto esterno. Per questo si
è optato per un isolamento termico sul lato interno
delle strutture, una soluzione sicuramente più im-
pegnativa, che ha richiesto una progettazione molto
attenta dei singoli dettagli per poter meglio risolvere
le questioni legate ai ponti termici. Il limite di spesa
imposto dalla committenza ha determinato la scelta
del materiale isolante da utilizzare: dopo aver atten-
tamente valutato i costi di un isolamento termico con
fibra di legno e sughero, i progettisti hanno optato
per un prodotto più economico come il polistirene.
Tutte le superfici disperdenti dell’involucro sono sta-
te quindi isolate termicamente sul lato interno utiliz-
zando pannelli di polistirene estruso, con spessori
compresi fra gli 8 ed i 18 cm a seconda dell’elemento
costruttivo. È stato così possibile raggiungere valori
Classe energetica:
CasaClima B
Committente:
Comune di Magrè
Progetto architettonico ed
energetico, direzione lavori:
Architetti Bruno ed Enrico
Pedri, Salorno (BZ); colla-
boratore Arch. Ing. Bruno
Gotter I.P.E.S. – W.O.B.I.
Realizzazione:
Impresa costruzioni
Zanotelli, Cembra (TN)
Edificio dopo l’intervento Isolamento interno delle pareti esterne
Isolamento termico in corrispondenza dell’estradosso degli avvolti Risoluzione cordolo perimetrale
20 KlimaHaus | CasaClima 01/2009 21 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
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Potrebbero nascere soluzioni esteticamente assai
accattivanti e, nei casi dei brutti edifici anni ’60,
certamente migliorative e sostitutive di tanti inter-
venti che in Italia invece le varie normative locali
hanno consentito sui sottotetti.
Il vantaggio sarebbe molteplice:
si darebbe una risposta alla richiesta di nuovi •
alloggi a prezzi più contenuti (il costo del ter-
reno incide in maniera praticamente discre-
zionale);
si ridurrebbero i costi energetici nell’ambito •
più energivoro delle attività umane;
non si consumerebbe suolo e verde pur poten- •
do potenzialmente costruire migliaia di nuovi
alloggi;
si svilupperebbero tecniche costruttive a sec- •
co, adatte alle sopraelevazioni, a minor impat-
to energetico rispetto a quelle tradizionali;
i risanamenti sarebbero a costo zero per i •
proprietari della preesistenza che si ritrove-
rebbero oltretutto a suddividere le spese di
condominio su più unità;
si assicurerebbe lavoro agli operatori del •
settore edile per una generazione, cioè a chi
lavora veramente, tagliando fuori chi invece
vive girando solo denaro e speculando sulla
rendita fondiaria;
si avvantaggerebbero i Comuni, che vedreb- •
bero attratti nuovi residenti senza grossi oneri
di nuova infrastrutturazione.
Ma soprattutto si garantirebbe un risparmio a tanti
e per sempre (700-800 euro/anno per famiglia di
spese di riscaldamento in meno) contro il tradi-
zionale guadagno una tantum e per pochi che ha
sempre caratterizzato il mercato edilizio.
Un sogno possibile
Un sogno? No. I conti tornano perfettamente e lo
dimostra una tesi scritta dall’arch. Silvia Barde-
schi, neo diplomata al master CasaClima di Bolza-
no con relatore il redattore di questo articolo.
La simulazione è stata fatta su 5 edifici di 20-30-
40 unità abitative degli anni ‘50-‘60-‘70 in un co-
mune non favorevole (per i bassi va-
lori immobiliari – 2.900-3.000 euro/
m²), Buccinasco, in provincia di Mi-
lano. Gli interventi ipotizzavano di
portare in classe B oggetti edilizi da
una classe di partenza G o F. Nella
tabella sottostante i risultati: a fronte
di interventi radicali di risanamento
(cappotto, finestre, caldaia, tetto) che
oscillavano tra gli 0,8 e i 2,6 milioni di
euro (compresa la sopraelevazione), il
risanamento risultava autofinanziato
in toto 3 volte su 5 e in due casi, cioè
quando il rapporto superficie disper-
dente/sedime era maggiore di 6, qua-
si totalmente autofinanziato. Va da sé
che, in caso di valori immobiliari solo
un po’ più alti, l’autofinanziamento
dell’intervento si estenderebbe a rapporti ben più
elevati di 6, in pratica a quasi tutti gli edifici.
L’obiezione che arriva sempre: e gli edifici storici?
Il credito di cubatura (perché di questo si tratta) è
spendibile anche per essi, assumendo altre forme
di cui ci si potrà occupare in successivi articoli. Ma
ricordiamoci due cose: gli edifici storici rappresen-
tano per l’Italia non più del 6-7% del patrimonio
immobiliare totale. Un intervento mirato a ridurre
i costi energetici deve puntare al grosso dello spre-
co. E percentualmente, gli edifici storici rappre-
sentano una minoranza poco significativa.
Parlando di “normazione urbanistica creativa” ri-
cordo un illustre precedente storico. Jules-Harduin
Mansart nel ‘700 alzò Parigi di due piani per dare
su ordine del re una risposta alla tensione abitativa
che affliggeva la città. Nacque qualcosa che prima
non c’era: la mansarda.
E per problemi nuovi come i cambiamenti climati-
ci e la crisi energetica bisogna inventarsi davvero
strumenti tecnici, urbanistici, normativi diversi
perché quelli tradizionali non bastano più.
Edificio di 30 anni Edificio A Edificio B Edificio C (fittizio) Edificio D
Sedime ca. 900 m
2
ca. 400 m
2
ca. 280 m
2
ca. 380 m
2
ca. 200 m
2
Sup. disperdente ca. 5.400 m
2
ca. 2.400 m
2
ca. 1.500 m
2
ca. 2.400 m
2
ca. 1.650 m
2
Rapporto Superf.
disperdente area sedime
6 6 5,36 6,32 8,25
Costo intervento 2.676.143 € 1.100.000 € 883.000 € 1.148.000 € 783.000 €
Ricavo vendita 2.783.887 € 1.137.000 € 885.000 € 1.090.000 € 676.000 €
Utile 107.745 € 37.000 € 2.000 € -58.000 € -107.000 €
S
econdo il Ministero dello Sviluppo Economico
quasi il 90% del patrimonio edilizio italiano
(più o meno 13,5 milioni di edifici) ha un fabbi-
sogno energetico di circa 220-250 kWh/m² anno,
ovvero consumi di 25 litri di gasolio per m². Una
quantità pazzesca di energia dissipata; il vero
“buco nero” del sistema energetico nazionale.
Se si vuole incidere veramente sui consumi energe-
tici bisogna quindi pensare di ridurre innanzitutto i
consumi termici delle preesistenze architettoniche.
Il problema non è certamente tecnico (come fare a
risanarle?) anche se l’accademia italiana pochissi-
mo si occupa di queste cose, al contrario di quello
che avviene oltralpe. Il problema è economico (co-
me finanziare gli interventi?).
La situazione dell’esistente
La caratteristica dell’edificio-tipo che abbisogna di
un recupero di efficienza energetica e che percen-
tualmente rappresenta la maggiore quantità di cu-
batura e di consumo è il condominio con decine di
alloggi, costruito negli anni del boom economico e
per tutti i successivi 35 anni. Questa tipologia edili-
zia è caratterizzata da una proprietà frammentata
economicamente, socialmente ed anagraficamente
(quindi con aspettative di vita e prospettive assai
diverse), per la quale qualsiasi intervento che ne-
cessita di un accordo su spese che hanno tempi di
ammortamento di almeno 7-10 anni risulta presso-
ché impossibile.
Gli incentivi per la riqualificazione
Nel panorama europeo le strade da percorrere sono
tradizionalmente tre:
incentivazione/detassazione delle ESCO (Ener- •
gy Service Company) e delle relative attività di
contracting, ovvero la promozione di società
private che si offrono di risanare gli edifici a
loro totale o parziale spesa in cambio dei van-
taggi economici per un certo numero di anni
AUTORE
Arch. Stefano Fattor,
docente a.c. al Poli-
tecnico di Torino e al
master CasaClima,
relatore nei corsi
dell’Agenzia Casa-
Clima. Tra il 2000 e il
2005 assessore nel
Comune di Bolzano
Obbiettivo 2018: risanare le preesistenze a costo zero
In Alto Adige, nel Voralberg o a Friburgo
possiamo più o meno affermare che
il problema dell’efficienza energetica
nella nuova edilizia è un problema risolto
del tutto o quasi. Ma come si dice,
il problema è un altro,
ovvero i consumi delle preesistenze.
derivati dalla conquistata efficienza energetica
dell’edificio;
estensione della possibilità da parte delle ESCO •
di produrre Titoli di Efficienza Energetica (detti
“Certificati Bianchi” in Italia) da vendere alle
società erogatrici di energia che sono obbligate
a conseguirli;
incentivi fiscali; l’Italia con la Finanziaria 2007 •
ha ideato un ottimo congegno fiscale (sgravi
IRPEF del 55%).
Tutto questo riguarda competenze dello Stato e ha
il difetto di non essere per tutti. Puoi offrire tutti gli
sgravi IRPEF che vuoi ma per una pensionata di 80
anni spendere 8.000 euro per la sua quota di cap-
potto termico con un tempo d’ammortamento di 8
anni è sempre troppo.
E per quanto riguarda le ESCO, in Italia, nonostante
i miglioramenti apportati nel 2007 al sistema dei
Certificati Bianchi (innalzamento degli obbiettivi di
risparmio portati a 6 milioni di tep e ridimensiona-
mento del ruolo delle lampadine a basso consumo
che avevano da sole coperto la prima emissione dei
certificati) di fatto rimarranno fuori mercato. Le so-
cietà che erogano energia continuano ad ottenere
rimborsi di 100 euro per tep conseguita, che non
vengono corrisposti al contrario alle ESCO.
Nuovi strumenti per nuovi problemi
L’obbiettivo deve perciò essere uno: finanziare a
costo zero questi risanamenti, perché se così non
fosse le preesistenze sono destinate a rimanere i
“colabrodo” energetici che sono.
Ma i Comuni e gli enti locali in generale, in tutto
questo non possono proprio farci nulla?
Certo non con gli strumenti normativi tradizionali:
ICI irrilevante ora più che mai; contributi in con-
to capitale ormai fuori dalla portata dei bilanci di
chiunque; normative impositive impossibili anche
solo da pensare perché di fatto scaricherebbero
l’onere finanziario totalmente sui privati. E allora?
L’unica soluzione è inventarsi strumenti nuovi di
zecca per combattere problemi nuovi di zecca.
La proposta: consentire l’innalzamento di un pia-
no (o la costruzione di una quota determinata di
cubatura) da immettere sul mercato a fronte del
totale reinvestimento di quanto introitato a favore
del risanamento energetico dell’edificio interessa-
to. Si attiverebbero rapidamente forze economi-
che nuove; imprese edili, cooperative di artigiani,
società con nuove specializzazioni, che in questo
senso troveranno le formule più convenienti di
contracting da proporre ai singoli condomini.
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1ª CasaClima in classe A in Emilia Romagna
di ponti termici; l’involucro garantisce un coefficien-
te di trasmittanza termica inferiore ai 0,25 W/m²K
ed un’efficace tenuta all’aria. Il solaio contro-terra è
stato opportunamente isolato dal terreno con l’im-
piego di un vespaio aerato e con una coibentazione
costituita da caldana in calce, sughero granulare
e pannelli in sughero. Gli infissi esterni sono stati
realizzati in legno e con vetri tripli basso-emissivi
per garantire una trasmittanza termica complessiva
inferiore a 1,3 W/m²K e l’abbattimento dell’inquina-
mento acustico proveniente dall’esterno.
Riscaldare e raffreddare
risparmiando energia
Per l’impianto di riscaldamento e raffrescamento è
stato previsto un sistema di emissione di tipo radian-
te. Per il riscaldamento è stato installato un gene-
ratore modulante a condensazione alimentato a gas
metano; il generatore centralizzato, che offre una po-
tenza termica pari a 30 kW, permette di conteggiare
i singoli consumi delle unità abitative. Al medesimo
generatore è affidata la produzione d’acqua calda
nella stagione invernale; nel corso delle altre stagioni
l’acqua sarà invece prevalentemente riscaldata con
fonti energetiche rinnovabili, quali il sole, attraverso
una batteria di pannelli solari posti sulla facciata sud
dell’edificio. L’impianto realizzato consentirà di ri-
durre i consumi di combustibile fossile e di contenere
di conseguenza le emissioni di CO
2
.
Una serie di pannelli fotovoltaici “grid connected”,
installati in copertura con esposizione a sud, per-
mettono di ridurre i consumi di energia elettrica,
immettendo nella rete generale l’energia elettrica
dagli stessi generata; la quantità di energia immes-
sa nella rete generale, quantificata da un apposito
contatore, è prevalentemente destinata all’illumina-
zione delle parti comuni dell’edificio: atrio, scale,
aree esterne etc.
Bandire sperperi e rischi
ai danni della salute
Il rischio di esposizione ai campi elettromagnetici
all’interno dell’edificio è stato arginato con l’im-
piego, nella realizzazione dell’impianto elettrico,
di cavi elettrici e scatole schermati e di disgiunto-
ri nelle zone notte: questi sospendono la tensione
presente nel circuito elettrico in assenza di assor-
bimento di corrente, in altre parole quando non
si utilizza più la corrente elettrica. Il sistema in-
stallato permette in tal modo di risparmiare anche
energia, poiché previene consumi
derivati da correnti disperse. Per
ottenere valori di resistenza elettri-
ca bassi è stata prevista la messa a
terra sia dell’impianto elettrico sia
di tutti gli elementi metallici presen-
ti nell’edificio.
I consumi idrici sono contenuti
grazie all’utilizzo di dispositivi che
regolano il flusso (regolatori di
pressione, cassette di scarico diffe-
renziato per i WC, dispositivi fran-
gigetto per rubinetterie) e grazie
ad un sistema di ricircolo dell’ac-
qua calda. È stato inoltre adottato un sistema che
recupera le acque meteoriche, provenienti dalla
copertura dell’edificio, e le acque grigie, in uscita
da lavabi, docce, vasche, bidet, lavatrici; queste
ultime acque sono riutilizzate a scopo non potabi-
le, tramite rete duale di distribuzione, per le cas-
sette di scarico dei WC. Le acque meteoriche sono
invece utilizzate per i garage, per l’irrigazione del
verde comune e per la pulizia di cortili e passag-
gi comuni. Per la pavimentazione di tutte le aree
carrabili, dei parcheggi e dei percorsi pedonali
sono infine stati impiegati materiali permeabili,
che drenano rapidamente e in maniera funziona-
le le acque piovane e ne favoriscono la naturale
re-immissione nel sottosuolo.
Il certificato CasaClima
Grazie al ridotto fabbisogno energetico per riscal-
damento raggiunto, la costruzione ha potuto otte-
nere la certificazione CasaClima in classe A. Il cer-
tificato energetico CasaClima e la relativa targhetta
sono stati consegnati alla committenza dal diretto-
re dell’Agenzia CasaClima Norbert Lantschner, in
occasione del convegno “Anticipiamo il futuro: co-
struire benessere risparmiando energia”, tenutosi
a settembre 2008 a San Felice sul Panaro.
L
’edificio residenziale a tre piani, sito in Miran-
dola (MO), ospita 4 unità abitative e sarebbe
stato realizzato con tecniche costruttive tradi-
zionali in latero-cemento, se al progetto iniziale
non fosse stata apportata una variante, avente
lo scopo di ridurre al minimo l’impatto ambien-
tale della costruzione e di limitarne i consumi
energetici. La committenza, l’impresa VAM Spa
– Edilizia Sostenibile di Mirandola, ha così af-
fidato la progettazione e la realizzazione della
struttura in legno alla Damiani Legnami – part-
ner CasaClima – sulla base del progetto architet-
tonico elaborato dall’architetto Stefano Delli di
Bologna.
Un investimento progettuale
che garantisce risparmio
energetico e rispetto
dell’ambiente
Il fabbricato è stato così
concepito per garantire il
rispetto dei principi sanciti
dal progetto altoatesino Casa-
Clima, emblema di costruzioni
energeticamente efficienti ed a
basso impatto ambientale. Per
la realizzazione della struttura in
È stata certificata la prima CasaClima
in classe A nella Regione Emilia
Romagna. L’edificio è stato realizzato
con struttura in legno e l’impiego di
materiali e componenti ecologici.
legno e per l’isolamento sono stati infatti adottati
criteri progettuali e metodologia costruttiva che
ottimizzano le prestazioni dell’edificio; inoltre per
struttura e finiture sono stati impiegati materiali e
componenti ecologici.
Per conseguire la certificazione Casa Clima in clas-
se A (indice di consumo energetico inferiore ai 30
kWh/m²a) e la certificazione energetica ai sensi del
D.Lgs. 311/2007 sono state adottate soluzioni sia a
livello costruttivo sia a livello impiantistico tali da
consentire l’ottimizzazione delle prestazioni dell’in-
tero edificio; rispetto agli altri fabbricati apparte-
nenti alla medesima lottizzazione, sono stati per
questo modificati assetto distributivo, involucro ed
impianti.
Le zone giorno sono state collocate a sud per ricava-
re il massimo vantaggio dall’irraggiamento solare
in stagione invernale; sono stati realizzati loggiati
che attenuano l’azione dei venti invernali e scher-
mano le abitazioni dalle radiazioni solari in estate;
sono state ridotte le dimensioni delle finestre espo-
ste a nord, zona soggetta a maggiore dispersione
termica. Per i locali del sottotetto, collegati alle zone
giorno delle singole unità abitative situate al secon-
do piano, sono stati realizzati abbaini, progettati in
maniera tale da fungere da canale di ventilazione e
contemporaneamente da ricettori di luce naturale e
di radiazioni solari in inverno. Nell’edificio è stato
inoltre installato un impianto di ventilazione mecca-
nica, che ricicla con efficienza il calore immettendo
aria di rinnovo in soggiorni e camere, e recuperan-
do l’aria viziata da bagni e cucine.
Un involucro edilizio che
ottimizza risorse e prestazioni
Al fine di ottimizzare le prestazioni dell’edificio, ol-
tre all’impiego del legno per la struttura portante di
pareti, solai e copertura, è stato realizzato un isola-
mento termico in pannelli di fibra di legno. L’involu-
cro edilizio così prodotto riduce al minimo il rischio
o
n
Classe energetica:
CasaClima A
Committente:
VAM Spa – Edilizia Sostenibile,
Mirandola (MO)
Progetto architettonico:
Arch. Stefano Delli, Bologna
Progetto e realizzazione
strutture in legno:
Damiani Legnami Spa,
Bressanone (BZ)
Il sistema costruttivo
in legno
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le tecniche che semplificano lo smontaggio e la
sostituzione con un basso dispendio energetico.
Al termine della vita utile dell’edifico dovrà essere
possibile lo smontaggio delle sue componenti con
un input energetico ridotto ed il riciclo di tutti i
materiali in esso presenti.
Per attuare questa serie di politiche costruttive,
tutti gli edifici adottano nella parte fuori terra
un meccanismo costruttivo leggero che è del tipo
struttura/rivestimento (S/R) con elementi stratifi-
cati assemblati tramite connessioni non perma-
nenti. Questa tecnica si basa sulla separazione fra
la struttura e gli altri elementi tecnici (involucro,
partizioni orizzontali e verticali, impiantistica). La
progettazione di questi ultimi risulta da un attento
assemblaggio di strati specializzati per raggiun-
gere i livelli di performance desiderata. Il sistema
adotta nello specifico una struttura portante in ac-
ciaio su cui sono appoggiati i solai prefabbricati
in lamiera grecata con un getto collaborante in
calcestruzzo, al di sopra del quale è montato un
pavimento a secco. Le pareti esterne si compongo-
no di circa 20 cm di materiale isolante composto
da fibra di legno e fibre minerali a diversa densi-
tà. La finitura esterna è in intonaco su pannello in
polistirolo espanso e lastra di cemento rinforzato.
Internamente la finitura è in gesso su pannelli in
cartongesso.
Questa tecnica comporta indubbi vantaggi am-
bientali che si possono così riassumere:
leggerezza • delle soluzioni tecniche dal mo-
mento che la massa si concentra solo dove
serve (strutture), il resto della costruzione vie-
ne alleggerito, con riflessi positivi dal punto di
vista strutturale e del risparmio delle risorse;
componibilità • del processo costruttivo
attraverso l’accostamento di materiali spe-
cializzati funzionalmente e di spessore ade-
guato orientati alle massime prestazioni in
termini di comfort abitativo (termico, acu-
stico);
rapidità di assemblaggio, •
con sistema prevalentemen-
te a secco, dei componenti
con un indubbio risparmio
sia sulla manodopera in
cantiere, sia sull’energia
incorporata dell’edificio;
riciclabilità • delle diverse
componenti e reversibili-
tà del processo costruttivo
grazie alla possibilità di
operare il disassemblaggio
dell’edificio separando di
nuovo i diversi materiali
impiegati.
Il villaggio del futuro
Alta efficienza energetica e
sostenibilità ambientale sono le
parole d’ordine del nuovo complesso
residenziale “Villaggio del futuro”
alla periferia di Bergamo,
certificato CasaClima A.
G
li edifici, costituiti da due blocchi composti
ognuno da quattro unità aggregate, sono cer-
tificati in classe A grazie ad un fabbisogno ener-
getico per riscaldamento che non raggiunge i 30
kWh/m²a. Oltre all’adozione del protocollo Ce-
ned, obbligatorio in Lombardia, il progetto del-
lo studio Gritti Architetti ha voluto confrontarsi
anche con il protocollo CasaClima. Un’adesione
volontaria che ha consentito un miglior svolgi-
mento dei lavori, la verifica costante del progetto
ed il tempestivo intervento nel caso di migliorie
apportate in corso d’opera, con notevoli risultati
rispetto alle garanzie di qualità del prodotto edi-
lizio per l’utente finale.
Il progetto è stato inoltre impostato seguendo i più
avanzati protocolli ambientali: Itaca, LEED ed e3
per le costruzioni a secco. La ricerca progettuale
non ha riguardato solo le tematiche propriamente
costruttive (involucro ed impianti), ma anche gli
aspetti più propriamente ambientali: mobilità so-
stenibile, progetto degli spazi pubblici, diritto al
sole, recupero delle acque meteoriche, uso di fonti
rinnovabili (sia per la produzione di acqua calda
che di elettricità), ciclo di vita dei materiali in pro-
spettiva di una eventuale e futura dismissione del
complesso, logistica di cantiere.
Tecniche costruttive a
bassa energia incorporata
Le tecniche costruttive influiscono direttamente
sul contenuto energetico dell’edificio in tutte le
sue fasi di vita: dalla fase costruttiva, alla fase ma-
nutentiva, fino all’esaurimento dei suoi contenuti
d’uso. La fase costruttiva avrà minore incidenza
energetica se si utilizzano modalità costruttive che
minimizzano il peso e la quantità di materiali uti-
lizzati. Se la costruzione impiega minor forza la-
voro rispetto ad un edificio tradizionale, si otterrà
una diminuzione dell’energia spesa e dell’energia
contenuta nell’edificio. Per aumentare la facilità
di manutenzione, di modificazione interna, di ag-
giornamento impiantistico, andranno privilegiate
Classe energetica:
CasaClima A
Progetto architettonico:
Arch. Gianpaolo Gritti, Arch. Andrea
Gritti, Arch. Pietro Gritti, Bergamo
Progetto strutturale:
Ing. Valter Andreoli, Bagnatica (Bg)
Progetto idro-termo sanitario
ed elettrico:
Silvestri Associati, Dalmine (Bg)
Progetto domotico:
Isi2, Bergamo
Realizzazione:
Andreoli Costruzioni, Bagnatica (BG)
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luce è affidato ad un sistema schermante che
permette la regolazione puntuale dell’apporto lu-
minoso. Le aperture sono disposte in modo tale
che chi frequenta la casa possa sempre traguar-
dare il paesaggio su entrambi i fronti aperti. In
entrambi i blocchi edilizi i soggiorni sono orien-
tati verso spazi verdi: i giardini privati in pri-
mo piano, il parco e la campagna coltivata sullo
sfondo.
Impianti innovativi ed
utilizzo di fonti energetiche
rinnovabili
Gli impianti sono collocati esclusivamente nelle
intercapedini delle pareti e dei controsoffitti, per
permettere una miglior accesso alla rete impian-
tistica e garantire il controllo evolutivo del sistema
impiantistico.
La pensilina fotovoltaica a copertura dei posti auto
Dal punto di vista del comfort termico, l’utilizzo di
spessori di isolamento consistenti consente di in-
nalzare la temperatura media superficiale delle pa-
reti e quindi di raggiungere condizioni di migliore
comfort termico a parità di temperatura dell’aria;
ovvero, a parità di comfort, di ridurre leggermen-
te la temperatura interna e quindi risparmiare sui
costi di esercizio. La tenuta dell’involucro è stata
verificata in sito tramite il Blower Door Test su
due unità a campione, la verifica è stata effettuata
tramite termocamera e fumo freddo per rilevare
eventuali difetti di tenuta.
Il comfort acustico è garantito dalla successione di
strati con abbattimenti acustici differenti. Le chiu-
sure verticali assolvono pienamente ai requisiti
della normativa e la prova di calpestio si è rivelata
particolarmente efficiente.
Ottimizzazione dei guadagni solari in
inverno ed ombreggiamento estivo
Il sistema di aperture si caratterizza per le ridotte
dimensioni dei fronti rivolti a Nord e per le mag-
giori aperture di quelli rivolti a Sud. I fronti me-
ridionali sono caratterizzati da aggetti che con-
sentono la completa schermatura passiva delle
vetrate in fase estiva e il guadagno solare diretto
in fase invernale. Lungo i fronti Sud-Est e Sud-
Ovest sono state realizzate delle serre solari che
accumulano calore nel periodo invernale per ce-
derlo in forma gratuita all’alloggio e che possono
essere schermate nel periodo estivo per evitare il
surriscaldamento degli ambienti interni.
Il controllo dell’illuminamento e dell’abbaglia-
mento è stato considerato un fattore determi-
nante per garantire all’utente le sensazioni di
benessere fisico e psicologico. Il controllo della
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I due blocchi edilizi utilizzano un impianto termi-
co centralizzato con due sottostazioni solari (una
per blocco edilizio) che sfruttano quasi 70 m² di
collettori solari termici e circa 6000 litri di acqua
di accumulo termico, destinati in fase invernale
ad integrare il riscaldamento. Ogni casa adotta
un impianto di ventilazione meccanica controllata
con dispositivo di recupero del calore e controllo
del comfort termico ed igrometrico.
Su una pensilina che ospita i parcheggi di super-
ficie del complesso è stato predisposto un impian-
to fotovoltaico da 6 kW di potenza di picco che
alimenta le utenze elettriche comuni (macchine
di ventilazione, illuminazione notturna e pompe).
Anche i singoli tetti sono predisposti per ospitare
fino a 6 kW di potenza di picco per ogni casa,
garantendo così la possibilità di avere 3 kW di
potenza di picco per appartamento.
Tutte le abitazioni hanno in dotazione piastre ad
induzione con blocco a 3 kW: oltre ad essere un
sistema più sicuro ed efficiente rispetto a quello
tradizionale a gas, si permette il funzionamento
ottimale dell’impianto di ventilazione meccanica.
Un’unità è stata progettata interamente con un si-
stema domotico (domus divus) che permette un’ot-
timizzazione del controllo clima (interfacciandosi
con il sistema d’allarme), dei carichi elettrici (scon-
nessione dei carichi al raggiungimento dei 4,5 kW
e riconnessione automatica) e si interfaccia in mo-
do “intelligente” con una centralina meteo (con
sensori luce, pioggia, vento e temperatura) che
permette alla casa di reagire a seconda delle con-
dizioni climatiche, senza la presenza dell’utente. Il
monitoraggio nel tempo delle abitazioni porterà al
confronto delle prestazioni tra le unità con impian-
to tradizionale e quella con impianto domotico.
Il recupero dell’acqua piovana coinvolge comples-
sivamente 50.000 litri da destinare all’irrigazione
dei giardini privati ed alle aree di uso pubblico.
Nuove tecniche per edifici più
efficienti ed a costi contenuti
Questo progetto con tecnica S/R (struttura /rivesti-
mento) non risulterà probabilmente soddisfacente
né a chi crede fermamente nella bioedilizia, né a
chi crede fermamente nelle tecniche tradiziona-
li. Tuttavia è convinzione dei progettisti che una
ricerca sulle potenzialità delle diverse tecniche
costruttive sia necessaria: solo in questo modo
è possibile perseguire meglio l’obiettivo finale di
un’edilizia a basso consumo e sostenibile, ossia
il minore utilizzo possibile di energia per gestire
la casa e l’abbattimento dell’energia incorporata
nell’edificio.
Solo la sperimentazione di tecniche diverse da-
rà la possibilità di realizzare un miglior prodotto
edilizio, a costi ragionevoli, che non potrà che
essere una miscela tra le diverse tecniche costrut-
tive.
Struttura portante in acciaio
Parete perimetrale
Intonaco
Polistirene espanso densità
25 kg/ m³ 4 cm
Lastra in cemento rinforzato
1,25 cm
Barriera al vapore in polietilene
Pannello in fibra di legno densità
densita’ 140 kg/ m³ 6 cm
Pannello in lana di roccia
densità 40 kg/ m³ 10 cm
Pannello in fibre minerali densità
40 kg/ m³ 4 cm
Pannello in cartongesso 1,25 cm
Barriera al vapore in alluminio
Finitura con pannello in
cartongesso 1,25 cm
Stratigrafia parete esterna
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tutta altezza che collega l’edificio verticalmente e
relaziona le varie attività.
Il concetto energetico
della sede Naturalia-BAU
I concetti base che consentono il raggiungimento
di uno standard “CasaClima Oro” e zero emissioni
sono una tecnologia che sfrutta al meglio il calore
terrestre e l’energia fornita dal sole, una determi-
nazione precisa del fabbisogno termico ed energe-
tico ed un involucro dall’elevata performance. La
ventilazione controllata ed un sistema di riscalda-
mento e raffrescamento ad alte prestazioni chiu-
dono il cerchio.
1° passo: ottimo isolamento termico
È questo il passo più importante. L’involucro edi-
lizio con struttura a telaio di legno raggiunge dei
livelli di trasmittanza termica U molto bassi. Le pa-
reti esterne isolate con 26 cm di coibente naturale
raggiungono un valore U di 0,13 W/m²K mentre la
copertura, isolata con 33 cm di fibra di legno, ha
una trasmittanza termica U di 0,11 W/m²K, senza
tener conto del tetto verde che aiuta a mantenere
elevate le prestazioni ambientali. Molti pensano
che raggiungere dei livelli di prestazione dell’invo-
lucro così elevati sia molto oneroso: in realtà l’in-
cidenza in percentuale sui costi totali dell’opera è
molto bassa, si può affermare che sia la meno in-
cidente. Solo il 2,4% del costo complessivo è infatti
da attribuire all’isolamento. I serramenti, vista la
notevole quantità di superfici finestrate, hanno in-
ciso invece con un 9,7%.
2° passo: la ventilazione controllata
Il secondo passo, dopo l’isolamento dell’involucro, è
la riduzione delle perdite per ventilazione. L’edificio
ha una superficie netta utilizzata di 735 m² ed un
volume riscaldato di 2350 m³: per la ventilazione,
ossia per il ricambio d’aria, è stata fatta un’analisi
critica rispetto ai volumi d’aria da ricambiare op-
tando per impianto ridotto che ricambi solo il ne-
cessario e non tutto il volume riscaldato. Il sistema
di ventilazione funziona a servizio del primo pia-
no, dove si trovano gli uffici, e del secondo, dove
è collocata la sala conferenze. Il volume calcolato
per il ricambio d’aria, con la conseguente scelta
della macchina, è di 1200 m³, poiché la necessità
di ricambiare costantemente l’aria al piano terra
destinata a sala esposizioni, è del tutto superflua,
come superfluo è il ricambio costante nella sala
conferenze. La previsione di utilizzo della sala, che
può ospitare 35 persone, è di una o due volte al
mese; sicuramente l’uso non sarà prolungato oltre
le tre ore consecutive. Per questo, nei giorni in cui
è necessario, le serrande poste all’interno
delle tubazioni permetteranno lo scambio
ventilativo tra il primo ed il secondo piano.
Questo piccolo calcolo, finalizzato al rispar-
mio, ha permesso di agire solo sul necessa-
rio, eliminando gli sprechi sia nel materiale
sia nell’impianto. Dopo una prima analisi,
che aveva portato alla scelta di una pompa
di calore che ricambiava 2800 m³ e di uno
scambiatore adiabatico con recupero del
90% del calore in uscita, è stata scelta una
macchina più piccola, da 1200 m³ di por-
tata volumetrica, con uno scambiatore di calore a
flusso incrociato il cui recupero è sempre del 90%.
3° passo: l’approvvigionamento
energetico tramite un impianto
geotermico
L’impianto geotermico sfrutta quattro sonde pro-
fonde 100 metri a circuito chiuso. La temperatura
dell’acqua scambiata con il terreno è di circa 13 °C
costanti durante tutto l’arco dell’anno. La potenza
termica richiesta per il riscaldamento invernale è
di 35 kW mentre nel periodo estivo è di 30 kW;
l’indice energetico invernale è di 7,44 kWh/m² an-
Tetto piano
Trasmittanza terrmica U: 0,10 W/m
2
K
Sfasamento termperatura: oltre 30 ore
Giardino pensile
Manto impermeabile in poliolefine
Pannello in fibra di legno densità 240 kg/m³ 35 mm
Pannello in fibra di legno ad alta resistenza
a compressione densità 180 kg/m³ 160 mm
Pannello OSB 15mm
Pannello in fibra di legno morbido
densità 50 kg/m³ 140 mm
Telo sottomanto
Solaio in legno a tavole impilate
I
l risultato è un edificio “CasaClima Oro” costru-
ito con materiali naturali a basso impatto am-
bientale e le cui emissioni di CO
2
durante l’arco
dell’anno sono pari a zero.
Un progetto sostenibile,
un futuro possibile
Il progetto architettonico, affidato all’architetto
Dietmar Dejori di Bolzano, è basato sulla ricerca
Il 1° edificio commerciale
ad emissioni zero
di materiali e tecnologie atte all’abbattimento dei
consumi e della CO
2
emessa.
Per questo la scelta è ricaduta su una struttura di
legno che permette un consumo energetico alla
fonte molto basso. Questo, chiaramente, in con-
seguenza dell’uso di una massa edificata minore
rispetto all’edilizia tradizionale pesante. Conside-
rando l’intero ciclo di vita dell’edificio risultano
importanti anche le modalità di smaltimento dei
materiali usati per la costruzione: nel caso della
Naturalia-BAU, questi sono quasi tutti interamente
riciclabili o riutilizzabili. L’edificio è composto da
tre piani per un totale di 750 m². Al piano terra si
trova la zona espositiva con la segreteria, al primo
piano gli uffici ed al secondo una sala conferenze
per 35 posti, affacciata su un ampio tetto a verde
pensile, copertura del sottostante magazzino. Il
tutto relazionato e completato da un ampio atrio a
L’obiettivo di una sede destinata
ad ospitare persone e prodotti, ma
soprattutto l’idea “naturale” intrinseca
nella filosofia dell’azienda
Naturalia-BAU, è stato centrato appieno.
Classe energetica:
CasaClima Oro +
Indice termico:
8 kW h/m
2
a
Indice di CO
2
:
-3 kg CO
2
/m
2
a
Committente:
Naturalia-BAU s.r.l.
Progetto architettonico:
Arch. Dietmar Dejori
La parete ventilata esterna in legno
32 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
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no che nel protocollo CasaClima indica la classe
ORO. Il COP medio della pompa di calore geoter-
mica è di 3,8 mentre in raffrescamento è di 4,2.
I consumi di energia elettrica necessari alla pompa
di calore, compresi i picchi di energia ausiliaria,
sono di 14100 kWh elettrici/anno. Gli impianti
tecnici hanno un’incidenza nel costo complessivo
della costruzione più alta rispetto all’isolamento.
Per quanto riguarda l’impiantistica è infatti neces-
sario investire circa il 14,8% dei costi totali così
divisibili: il 12,8% (di cui 4,2 per le sonde geoter-
miche e il vano tecnico necessario) per la pompa
di calore e tutti gli impianti di distribuzione ed il
2% per la macchina per la ventilazione controllata.
La progettazione, architettonica ed impiantistica,
con un 11,8%.
4° passo: l’impianto fotovoltaico
L’impianto fotovoltaico è parte integrante dell’edi-
ficio a zero emissioni, senza il quale non sarebbe
possibile ottenere l’energia elettrica necessaria a
coprire il fabbisogno dell’edificio. Il calcolo dell’im-
pianto è stato effettuato sulla base del fabbisogno
per illuminazione, per il funzionamento della pom-
pa di calore e per tutte le apparecchiature elettri-
che in dotazione. L’energia elettrica per l’illumina-
zione è calcolata in 6250 kWh el che sommata a
quella per le postazioni di lavoro, di 3700 kWh el,
risulta pari a 9950 kWh el. L’energia necessaria
per la climatizzazione è di 1500 kWh el in periodo
invernale, 4500 kWh el in periodo estivo e 4000
kWh el per gli ausiliari per un totale di 10000
kWh el per anno. Ne consegue che sono necessari
25 kWp da coprire con una superficie di 192 m² di
pannelli fotovoltaici.
Il calcolo è stato eseguito con un margine abba-
stanza ampio e, dopo successive modifiche, legate
agli orari di lavoro e all’uso effettivo dell’edificio, è
stato deciso di installare una potenza di 20 kWp ta-
li da coprire il fabbisogno effettivo e con ogni pro-
babilità anche sufficiente a coprire parte del fabbi-
sogno della vicina costruzione. In questo modo si
è ottenuto anche un vantaggio economico legato al
conto energia che prevede un trattamento diverso
per impianti inferiori o uguali ai 20 kW, non consi-
derati come produttori di energia. L’orientamento
dell’impianto posto sul tetto piano dell’edificio è
orientato esattamente a sud con inclinazione di
circa 30° rispetto all’orizzonte, così da ottenere il
massimo irraggiamento possibile. È stato calcolato
che il risparmio di CO
2
è dell’ordine dei 0,3-0,4
kg per ogni kWh prodotto tramite fotovoltaico. In
un edificio della medesima entità con impianto
tradizionale a gas avremmo 9800 kg/anno di CO
2

riducibili del 37% a 6200 kg/anno con l’impianto
geotermico ed infine del 100% quindi a zero con
l’installazione dell’impianto fotovoltaico.
Questo edificio è il primo edificio commerciale in
Italia totalmente autosufficiente a livello energetico
e ad emissioni zero. Inoltre, grazie ad una scelta
di materiali naturali per la costruzione, può essere
classificato come “CasaClima Oro +”.
Parete esterna
Trasmittanza terrmica U: 0,14 W/m
2
K
Sfasamento termperatura: oltre 18,2 ore
Intonaco fine in argilla 5 mm 1.
Intonaco di fondo in argilla 2.
30 mm
Pannello portaintonaco in fibra 3.
di legno mineralizzata 35 mm
Pannello OSB 15 mm 4.
Pannello in fibra di legno 5.
morbida densità 50 kg/m³
160 mm
Tavolato incrociato 24 mm 6.
Pannello in fibra di legno 7.
densità 140 kg/m³ 100 mm
Telo antivento traspirante 8.
Listello per ventilazione 9.
Rivestimento in legno 10.
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34 KlimaHaus | CasaClima 01/2009 35 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
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del sistema costruttivo a pannelli cross-lam, ov-
vero pannelli -solai e pareti- realizzati incollando
fra di loro, in maniera incrociata -come i fogli di
un pannello di compensato, per intenderci- tavole
di legno massiccio e/o giuntato a dita. I pannelli
sono poi collegati tra di loro attraverso staffature
metalliche e viti a gambo lungo ed auto-foranti
di nuova generazione. Il comportamento che ne
deriva è un comportamento scatolare, molto sta-
bile e resistente sotto ogni tipo di sollecitazione
meccanica.
Il prodotto che si ottiene -pannelli di spessore va-
riabile dagli 8 cm a oltre i 30cm- ha caratteristi-
che meccaniche sorprendenti:
praticamente indistruttibile anche nelle prove •
di laboratorio più severe: la compensazione
delle caratteristiche deboli del legno in dire-
zione ortogonale alla fibratura è controbilan-
Figura 2: l’edificio SOFIE durante il test al fuoco
ciata perfettamente dalle tavole con la fibratu-
ra messa in direzione trasversale; il fenomeno
dello splitting non si presenta più;
la resistenza locale in corrispondenza degli at- •
tacchi metallici è accresciuta grazie alla com-
pensazione delle caratteristiche meccaniche;
la stabilità fuori del piano aumenta grazie al •
funzionamento a piastra dei pannelli;
l’infiammabilità è ridotta rispetto al sistema •
americano a montanti di legno e pannelli in
compensato, mentre la resistenza agli urti ed
ai colpi è di gran lunga superiore;
grande è la stabilità dimensionale nei con- •
fronti delle variazioni di umidità ambientale;
il pannello ha la resistenza termica propria •
del legno massiccio e ne mantiene le caratte-
ristiche di traspirabilità;
le colle usate sono colle poliuretaniche, esenti •
da formaldeide;
infine, il materiale si può approv- •
vigionare in loco. Non è necessa-
rio avere tavole di prima scelta:
tavole di seconda, per i solai, e
di terza, per le pareti, possono
bastare.
Tuttavia per riuscire ad avere un im-
patto diretto sulla signora Maria, le
prove di laboratorio e le publicazioni
scientifiche a volte -spesso- non basta-
no. Quindi, ad IVALSA, si è sin da su-
bito messa in campo la realizzazione
di due prove su edifici in scala reale,
al vero. Le prove sono state realizzate
entrambe in Giappone perché solo lì esistono delle
facilities che permettevano di realizzare quanto
previsto e perché l’esperienza dei colleghi ricer-
catori giapponesi era fra le prime al mondo nel
campo del fuoco e la prima al mondo nel campo
delle prove sismiche. U
n anno importante il 2007 per le costruzioni
in legno a pannelli di tavole incollate incro-
ciate (cross-lam)! Due in particolare le date da
ricordare: il 6 marzo ed il 23 ottobre. Nel primo
caso un edificio di tre piani (superficie in pianta
di circa 50 m
2
) è stato sottoposto ad una prova di
incendio reale negli spazi esterni dei laboratori
del BRI -Building Research Institute- di Tsukuba,
in Giappone.
Nel secondo caso un edificio in legno di sette piani
(superficie in pianta di circa 100 m
2
) è stato sot-
toposto a prova sismica reale nel laboratorio di
Miki-Kobe del NIED -National Institute for Earth
science and Disaster prevention- in Giappone.
Il tutto è avvenuto nell’ambito del programma di
ricerca denominato SOFIE (Sistema cOstruttivo
FIEmme), finanziato dalla Provincia Autonoma
di Trento, con lo scopo di valorizzare il legno del
Trentino attraverso il suo uso in edilizia e condot-
to dal Consiglio Nazionale delle Ricerche attraver-
so l’Istituto per la valorizzazione del legno e delle
La casa SOFIE
in legno trentino
Le prove sperimentali condotte
dal CNR-IVALSA contribuiscono a
migliorare la percezione del legno
come materiale da costruzione per
l’edilizia residenziale ecosostenibile.
specie arboree, IVALSA, diretto dal prof. Ing. Ario
Ceccotti, con sede in San Michele all’Adige.
La resistenza ai terremoti ed al fuoco ha sempre
rappresentato un punto delicato nella percezione
che l’utente finale ha della costruzione a struttura
portante di legno.
Anche non a torto: nel 1995, il 17 gennaio, un de-
vastante terremoto, di magnitudo 7,2 gradi della
scala Richter, con un picco di accelerazione del
terreno alla base degli edifici pari a 0,82 volte
l’accelerazione di gravità (il terremoto del Friuli
del 1976 raggiunse “solo” i 0,35g), colpì la citta-
dina di Kobe in Giappone, provocando la morte
di 6600 persone di cui 6000 perirono in case di
legno. Nel 1906, dopo il terremoto del 18 aprile,
un incendio di vaste proporzioni colpì la città di
San Francisco in California. L’incendio ebbe fa-
cile esca nelle case, tutte di legno (ancor oggi il
90% dell’edilizia residenziale in Nord America è
realizzato in legno).
Ricerca ed innovazione
Ma ricerca ed innovazione hanno fatto recente-
mente passi da gigante per migliorare le presta-
zioni delle costruzioni in legno nei confronti di
questi due importanti aspetti.
Le ricerche svolte da IVALSA sono andate proprio
in questa direzione, concentrandosi sullo studio
Figura 1: l’edificio SOFIE di 3 piani
AUTORE
Prof. Ing. Ario
Ceccotti, direttore
Centro CNR-IVALSA
di San Michele
all’Adige (Tn)
36 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
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La prova al fuoco
All’interno dell’edificio mostrato in figura 1, si è
ricavata una stanza di 3,5mx3,5 m, dentro la qua-
le si sono messi due materassi e circa 380 kg di
legno a simulare il carico incendio di una camera
di albergo. Le pareti erano rivestite con doppia
lastra in cartongesso. La prova è durata 60 minu-
ti. Durante l’incendio si sono raggiunti all’interno
della stanza circa 1200 gradi centigradi. All’ester-
no della stanza non più di 20 gradi. Non c’è stata
propagazione di fumi all’esterno della stanza e
l’incendio non si è propagato al piano superio-
re in quanto la facciata rivestita di fibra di legno
intonacata non ha costituito via di propagazione
dell’incendio al piano superiore (figura 2).
La prova sismica
All’interno dell’edificio mostrato in figura 3 si so-
no messi, sul pavimento di ogni piano, 30 tonnel-
late di piastre di acciaio a simulare i pesi propri
portati dalla struttura (sovraccarico solai, rivesti-
menti alle pareti, etc).
I terremoti “forniti” sono stati 7, uno in fila all’al-
tro, tutti di intensità distruttiva. Fra un terremoto
e il successivo si provvedeva solo al riserraggio dei
bulloni di collegamento fra un piano e l’altro. Le
deformazioni massime raggiunte sono state di 28,7
cm e 17,5 cm. Ma le deformazioni residue finali so-
no state assolutamente trascurabili, per cui la con-
figurazione dell’edificio al termine della prova era
ALCUNI DATI INTERESSANTI E CURIOSI
SULL’EDIFICIO DI 7 PIANI
spessore pareti piano terra e piano primo: 14,2 cm
spessore pareti secondo e terzo piano: 12,2 cm
spessore pareti ultimi tre piani in alto: 8,5 cm
volume del legno di abete rosso del
Trentino impiegato: 250 metri cubi
peso proprio del legno: 120 ton
zavorra ad ogni piano (per simulare altri
pesi portati oltre al peso proprio del legno): 150 ton in totale
tempo necessario perchè il bosco
del Trentino accresca il proprio volume
di 250 metri cubi: 2 ore
semi di abete rosso della val di Fiemme
necessari per ottenere il predetto volume
in 70 anni: meno di 250
ferramenta necessaria: hold-down metallici : 800
angolari metallici: 2200
viti: 52000
chiodi: 32000
Figura 3: l’edificio SOFIE di 7 piani dopo tutti i test sismici
identica a quella all’inizio di tutte la serie di prove.
Questo garantisce che un edificio di questo tipo, se
correttamente progettato, possa sopravvivere ad
una serie impressionante di scosse di assestamen-
to, e che comunque, al termine del peggior terre-
moto, non solo non ci sia perdita di vite umane, ma
neanche perdita del patrimonio immobiliare.
Conclusioni
Una casa di legno cross-lam è destinata a sopravvi-
vere senza danni importanti ai terremoti peggiori,
ha una sicurezza nei confronti dell’incendio para-
gonabile a quella degli edifici ottenuti con altri ma-
teriali da costruzione più tradizionali. Resiste agli
urti, è durevole ed ecologica quanto il materiale da
cui è costituita, il legno. Se si aggiunge che se ben
progettata rientra facilmente nei criteri di rispar-
mio energetico di CasaClima, non ci resta che fare
i nostri migliori auguri alla casa SOFIE.

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38 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
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i recente Rekord è divenuta Partner CasaCli-
ma, entrando a far parte di una “famiglia” di
aziende che di distinguono per l’elevata compe-
tenza tecnica e un costante impegno per una ge-
stione attenta e responsabile. “Abitare in luoghi
sani e rispettosi dell’ambiente”, infatti, è l’idea di
CasaClima e l’obiettivo di Rekord, primo utensi-
liere a raggiungere tale riconoscimento. L’azien-
da pertanto punterà a qualificare questa sua po-
sizione particolare, cercando di sensibilizzare i
propri clienti verso la filosofia di CasaClima.
Un progetto in tal senso è il sistema ESPERIA di
Rekord Engineering, una soluzione integrata per
la realizzazione di serramenti in legno 69/78 e 92
mm, in grado di ridurre gli sprechi di energia e
aumentare il benessere abitativo.
Grazie a vetrocamere con spessori “importanti” in
termini di isolamento termico, le finestre ESPERIA
impediscono al calore degli ambienti di disperder-
si, aiutando a creare un microclima piacevole e
a ridurre i costi energetici per il riscaldamento.
ESPERIA 69/78 ed ESPERIA 92, infatti, con un
doppio e triplo vetro basso-emissivo stratificato,
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progettato per i tuoi clienti.
Esperia è un progetto per
serramenti in legno 69/78
e 92 mm, che aumentano
il benessere della casa e
riducono lo spreco di energia.
Trasmittanza termica U
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0,77 W/m
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K: in linea con i parametri
del D.Lgs. 311/06 per tutte le zone
climatiche.
Permeabilità all’aria: Classe 4.
Tenuta all’acqua: Classe E1050.
Resistenza al carico di vento: Classe C5.
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Esperia, più comfort
con meno energia
Una comunione di intenti con l’Agenzia
CasaClima ha permesso a Rekord di
diventare Partner CasaClima.
Un impegno importante concretizzato
nel progetto Esperia, gamma di
serramenti in legno attenti al risparmio
e al benessere degli ambienti.
rispettivamente, offrono valori ben al di sotto di
quelli imposti dalle attuali normative.
ESPERIA 92 ha dimostrato di poter raggiunge-
re valori di trasmittanza termica Uw di 0,77 W/
(mq·K). Si tratta quindi di un serramento adatto
a CasaClima Oro, classe che identifica le case con
fabbisogno energetico inferiore a 10 kWh/(mq·a),
le cosiddette case “da 1 litro”.
ESPERIA 69/78 con una trasmittanza termica Uw
di 1,28 W/(mq·K) è ideale per la classe CasaClima
A, ossia per case “da 3 litri”.
Il progetto ESPERIA è stato pensato anche per
proteggere la serenità degli ambienti domesti-
ci dal rumore esterno. ESPERIA 92 ed ESPERIA
69/78 permettono di ridurre l’inquinamento acu-
stico dell’80% circa rispetto a una finestra dotata
di vetro semplice, raggiungendo quindi valori di
abbattimento acustico di altissimo livello.
I NFO
Rekord Srl
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intemperie. Sia nelle nuove
costruzioni, che in caso di
ampliamenti o ristrutturazioni,
l’obiettivo è sempre un ambiente
confortevole, a casa e sul lavoro.
E
se c’è anche un risparmio energetico, tanto me-
glio. Per ottenere ciò si spazia tra veneziane,
tende da sole, avvolgibili e veneziane esterne.
Non importa come si vive o dove si lavora, per
sentirsi bene una cosa dovrebbe essere perfetta:
la protezione dal sole e dalle intemperie. Con la
giusta protezione è possibile creare sempre in ca-
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senso, si imbatte di continuo nel marchio HELLA.
Hella Italia, grazie alla sua spinta innovativa e alla
varietà di prodotti, è leader del mercato nel pro-
prio settore.
Consulenza competente
I consulenti specializzati di HELLA sono in grado di
consigliare con competenza la soluzione migliore
anche per gli aspetti che riguardano un clima abi-
tativo confortevole, la sicurezza, il risparmio ener-
getico e l’aspetto estetico. In questo senso HELLA è
un passo avanti. Con una vasta gamma di prodotti
è in grado di offrire la soluzione perfetta per qual-
siasi esigenza. Gli avvolgibili e le veneziane esterne
HELLA sono la protezione ottimale dal sole e dalle
intemperie per esterni, possono essere inseriti nel
HELLA-trav, il famoso sistema a cassonetto HEL-
LA, ovvero montati successivamente, e permetto-
no di far risaltare le linee architettoniche.
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Sia montate all’esterno che all’interno, le venezia-
ne permettono di regolare in modo piacevole la
luce incidente e proteggono da sguardi indiscreti.
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zariere e ombreggiatura di giardini d’inverno,
HELLA si distingue per la perfetta funzionalità e la
straordinaria qualità dei suoi prodotti. Sono sem-
pre più richiesti i sistemi tessili di ombreggiatura
ambiente, come plissee, avvolgibili in stoffa e vene-
ziane verticali. Per dare la possibilità di apprezza-
re appieno il tempo libero sul terrazzo o sul balco-
ne, HELLA completa la propria gamma di prodotti
con tende da sole. I suoi consulenti competenti e
professionali offrono informazioni complete e un
servizio orientato al cliente. HELLA Italia ha la
propria sede a Bolzano.
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Ombreggiamento Tende da sole
Architravatura
E
ra prevista una fase di coesistenza delle vec-
chie normative nazionali con la nuova norma-
tiva di 2 anni, dopodichè le vecchie normative
dovevano essere ritirate e l’unica normativa va-
lida sarebbe diventata quella europea. Su inter-
vento di alcune associazioni nazionali, la data
definitiva per la validità unica della EN 14351-1
è stata posticipata al 1° Febbraio del 2010. Que-
sto significa, che la fase di coestistenza vale per
3 anni.
La nuova normativa è valida
per tutti i materiali usati
In quanto, specialmente nelle grandi costruzioni i
tempi di realizzazione dal capitolato al fine lavori
e alla consegna dell’opera sono piuttosto lunghi,
diventa necessario redarre i capitolati e definire
la qualità richiesta già adesso secondo le nuova
normativa.
Con la data dell’unica validità della EN 14351-1
diventa obbligatoria anche la marchiatura CE per
porte e finestre. Questo comporta che in tutti i pa-
esi dell’UE a partire dal 1° Febrraio 2010 possono
essere vendute ed installate solo finestre con la re-
lativa marchiatura.
Il marchio CE non rappresenta in
nessun modo un marchio di qualità
Con la marchiatura CE e la relativa documentazio-
ne devono si essere dichiarati una serie di valori
del prodotto secondo la normativa EN 14351-1,
però non vengono richiesti dei requisiti e valori
minimi. Questo spiega come possano essere di-
chiarati anche valori molto bassi e rispettare così
la richiesta di marchiatura CE.
La vera certificazione di qualità deve avvenire
sempre attraverso certificazioni serie da parte di
Istituti notificati a livello europeo oppure attraver-
so marchi di qualità con una costante supervisione
da parte di Istituti specializzati.
Per dare un`informazione compatta sull’ampia e
complessa tematica della EN 14351-1 e la mar-
chiatura CE, FINSTRAL ha redatto una brochure
nella quale questi argomenti sono descritti e spie-
gati in modo leggibile e semplice.
Già dal 1° di Febbraio del 2007 è valida
la nuova normativa sui serramenti
EN14351-1 in tutti i paesi dell’UE.
Il contenuto comprende:
Campi di validità dell’EN 14351-1 •
Termini di applicazione •
Informazioni sulla marchiatura CE •
Descrizione dettagliata sui criteri qualitativi •
più importanti per i serramenti, con
riferimenti alla normativa •
sistemi di classificazione •
classificazione die prodotti FINSTRAL •
Consigli per l’applicazione •
Questa documentazione è prevista come aiuto
per progettisti, Enti, e per chi costruisce oppure
ristruttura una casa, per definire in modo chia-
ro e già secondo la normativa Europea il livelli di
qualità richiesti. La Brochure può essere di aiuto
particolare per trovare il giusto equilibrio tra i vari
aspetti di qualità che definiscono un buon serra-
mento e i livelli effettivamenti richiesti in quanto
ogni costruzione ha delle necessità particolari.
La documentazione è redatta in 4 lingue ( italiano,
tedesco, francese e spagnolo)
Può essere richiesta attraverso:
il nuovo sito FINSTRAL (www.finstral.it) •
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bligatoria per FINSTRAL).
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a casa colonica della famiglia Obexer, costruita
nel 2007, spicca come un vero e proprio gioiello
nel piccolo abitato di Lajon/Ried. Seguendo il de-
siderio del proprietario, il progettista Roman Pro-
fanter di Castelrotto ha progettato una casa in sti-
le antico (17./18. secolo) classico della Valgardena.
All’esterno la casa appare del tutto tradizionale,
ma come costruzione essa corrisponde agli stan-
dard più moderni. Un sistema di isolamento ter-
mico RÖFIX MINOPOR con strato di isolamento di
16 cm fa sì che la casa sia catalogabile nello stan-
dard CasaClima A+. Temperature interne confor-
tevoli, equilibrate in tutte le stagioni e bassissimi
consumi di energia caratterizzano questo proget-
to ideale sotto il profilo sia ecologico che economi-
co. In quanto conduttrice di un’azienda agricola
biologica è naturale che la famiglia Obexer abbia
Tradizione e modernità:
una combinazione perfetta
Moderno nella costruzione,
tradizionale nell’aspetto. Che una
cosa non escluda necessariamente
l’altra, lo dimostra in modo
estremamente convincente la casa
della famiglia Obexer a Lajon/Ried.
Il sistema di isolamento termico
RÖFIX MINOPOR contribuisce poi
a far sì che la casa raggiunga lo
standard CasaClima A+.
voluto costruire la propria ca-
sa con materiali naturali e sani,
trovando nella ditta produttrice di mate-
riali per l’edilizia RÖFIX il fornitore ideale per
la realizzazione dell’opera.
Nel sistema di isolamento termico RÖFIX MINOPOR
sono impiegati pannelli isolanti minerali. Questo si-
stema di isolamento termico di struttura omogenea,
completamente minerale, presenta caratteristiche
isolanti straordinarie. Esso protegge la casa d’esta-
te dal caldo eccessivo, mentre d’inverno impedisce
che essa si raffreddi. Si tratta di un sistema isolan-
te incombustibile, permeabile al vapore, basato su
componenti riciclabili e assolutamente innocui sotto
il profilo bio-edilizia. Questo sistema di isolamen-
to termico omologato come tale in conformità alla
norma ETAG 004 può essere impiegato sia per nuo-
ve costruzioni che nel risanamento di vecchi edi-
fici. La ditta produttrice di materiali per l’edilizia
RÖFIX fornisce questo prodotto di qualità collauda-
ta con tutti gli altri componenti del sistema ai mi-
gliori rivenditori specializzati.
Casa colonica costruita in vecchio stile
della Val Gardena
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Il freddo resta fuori .
PortaCl i ma. Rubner.
Ri sparmi o energet i co, personal i zzazi one e si curezza
ant i ef f razi one: la versatilità delle porte termoisolanti
Rubner per CaseClima e ristrutturazioni è imbattibile.
A
Bolzano ha preso piede un nuovo concet-
to espositivo per architetti e progettisti che
possono visitare 2° ore su 24 il “Mondo Porte
Rubner”. Si ha l’opportunità di dare uno sguardo
approfondito a oltre 150 modelli di porte e por-
toncini in legno 365 giorni all’anno.
“Siamo molto orgogliosi di poter proporre ai no-
stri partner un tale concetto espositivo”, afferma
Christian Kerschbaumer, responsabile ammini-
strazione e marketing della Rubner. “General-
mente, le visite e i colloqui con il committente non
si orientano agli orari di apertura abituali degli
showroom. D’ora in poi le visite spontanee non
rappresentano più un problema.” Tutto questo
è possibile grazie ad un innovativo lettore d’im-
pronta realizzato dalla ditta ekey, il fornitore lea-
der in Europa di soluzioni d’accesso biometriche.
Per ottenere l’autorizzazione d’accesso al “Mondo
Porte Rubner”, gli architetti e progettisti non do-
vranno far altro che registrare l’impronta digitale
del loro dito. Dopo questa prima registrazione, si
potrà accedere allo spazio espositivo senza alcun
vincolo di orario. “Le chiavi possono essere smar-
rite con facilità e i codici di accesso sono trasfe-
ribili a terzi senza bisogno di autorizzazione – il
proprio dito invece è saldamente attaccato alla
mano”, spiega Kerschbaumer.
Ekey anche per l’intera gamma
La Rubner propone il lettore d’impronta ekey anche
per l’intera gamma di porte in legno. “Gli scanner
d’impronta sono una realtà sempre più diffusa”,
afferma Leopold Gallner, direttore commerciale
della ditta ekey. “Ben presto le chiavi perse, le tes-
sere smarrite o i codici dimenticati apparterranno
al passato.”
Con 140 collaboratori e quattro stabilimenti di
produzione, la Rubner Türenwerk Spa si è gua-
dagnata la reputazione di specialista nella pro-
duzione di pregiati portoncini e porte in legno su
misura. Un’ampia gamma di funzionalità soddi-
sfa tutti gli ambiti delle case clima e a basso con-
sumo energetico nonché le esigenze in materia
di isolamento acustico, protezione antincendio e
antieffrazione.
Come fornitore numero 1 in Europa di soluzioni
d’accesso biometriche, ekey propone un’alternati-
va confortevole e sicura a chiavi, tessere magneti-
che o codici d’accesso. Grandi aziende, banche e
corpi di pompieri si affidano ai sistemi ekey.
Spazio espositivo
aperto 24 ore su 24
44 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
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rande versatilità per applicazioni a pavi-
mento, a soffitto ed a parete, con l’obiettivo
di soddisfare a 360° tutte le esigenze del cliente,
in ogni ambito di vita. A casa come in ufficio il
benessere, invisibile e silenzioso, ti accompagna
365 giorni all’anno, sia d’estate che d’inverno. Si-
nonimo di qualità, i sistemi radianti Eurotherm
garantiscono elevati rendimenti termici abbinati
a basse temperature di funzionamento, a tutto
vantaggio del risparmio energetico.
Come Partner CasaClima, Eurotherm sostiene
un’etica dell’abitare sano ed eco-sostenibile, nel
rispetto dei delicati equilibri ambientali. L’azienda
collabora attivamente a convegni, corsi di formazio-
ne, e manifestazioni che mirano a diffondere nel-
la società la cultura del risparmio energetico degli
edifici. Tra le molte realizzazioni (Cranchi, Palazzo
River, Le Fablier, Thun) compiute in 25 anni di at-
tività, Eurotherm ha contribuito in modo attivo e
concreto allo sviluppo dell’edilizia certificata Casa-
Clima, partecipando ad opere che hanno segnato
un passo avanti sulla via della eco-sostenibilità e del
risparmio energetico. Tra queste, il complesso resi-
denziale Casanova di Bolzano, ad oggi il più grande
quartiere certificato CasaClima, che ha puntato su
tecnologie a basso consumo energetico e a basso
impatto ambientale per creare un nuovo tipo di in-
sediamento urbano di qualità.
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U
n buon serramento posato male non è più un
buon serramento. Quando una finestra viene
installata in modo scorretto, infatti, questa non
riesce più a raggiungere i valori di tenuta e isola-
mento già ottenuti in laboratorio. Affinché il me-
todo di posa non peggiori le prestazioni del serra-
mento servono gli strumenti giusti. Come il nuovo
“Controtelaio Clima per finestra”.
Che cos’è
Il “Controtelaio Clima per finestra” di Maico è
fornito in barre da assemblare, aggiungendo una
tavola strutturale (in legno o altro
materiale isolante). La forma a “L”
lascia al serramentista la libertà di
decidere la larghezza della tavola.
Stop alle dispersioni
termiche
Per evitare che il controtelaio si tra-
sformi in un ponte termico è stato
scelto un materiale isolante come il
PVC, anziché uno conduttore come,
per esempio, l’acciaio o l’alluminio.
Maico fornisce anche le indicazioni
su come estendere l’isolamento al
traverso inferiore, inserendo tra da-
vanzale esterno e interno un listello
(in legno o Pur Massive) che funge da
taglio termico.
Sigillatura esterna facile
Le barre contengono nastri che ridu-
cono il lavoro in cantiere. Come il na-
stro auto espandente già integrato per
la sigillatura esterna (con 600 Pascal
di tenuta e isolante termicamente):
basta strappare lo sportello di coper-
tura prima di montare il telaio della
finestra. Un listello adesivo, al quale
applicare un foglio trasparente di pro-
tezione, facilita invece l’intonacatura.
Il controtelaio non si sporca e non si
perde tempo a ripulirlo.
Strumenti giusti per la posa in opera
Il nuovo “Controtelaio Clima
per finestra” di Maico evita
i ponti termici, facilita la sigillatura
e migliora l’adesione dell’intonaco.
Migliore adesione dell’intonaco
Nei punti in cui materiali con dilatazioni diverse
entrano in contatto tra loro, sono molto probabi-
li crepe e infiltrazioni. La zona più a rischio è la
giunzione tra controtelaio, intonaco e telaio della
finestra. A questo problema il “Controtelaio Clima
per finestra” risponde con due accorgimenti:
un elemento terminale che reagisce in modo •
flessibile alle dilatazioni
una rete montata sull’elemento flessibile, •
alla quale l’intonaco può aggrapparsi stabil-
mente.
Controtelaio
Clima per finestra
di Maico
Nastro per sigillatura
integrato
La forma a “L” delle barre
non vincola la lar ghezza
del listello in legno
Barra in materiale
isolante con rete
Rete per l’adesione
dell’intonaco
Niente ponte termico sul
davanzale
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Maico Srl | Zona Artigianale 15 | 39015 San Leonardo i. P. (Bz)
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46 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
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a ventilazione domestica controllata in rela-
zione al concetto “CasaClima” proposto in Alto
Adige è un tema di grande attualità per tutta Ita-
lia. Gli edifici di moderna concezione sono costru-
iti in modo da consentire un maggiore isolamento.
Il vantaggio: il risparmio energetico. Lo svantag-
gio: l’eccessiva tenuta dei serramenti impedisce il
ricambio d’aria, questo causa il deterioramento
del clima interno e la formazione di batteri, muf-
fe, funghi e sostanze nocive.
Hoval HomeVent
®
risolve efficacemente questi pro-
blemi. Si tratta di un apparecchio per la ventila-
zione domestica controllata con recuperatore ental-
pico, che assicura una migliore qualità dell’aria e
costi energetici contenuti. La tecnologia Hoval per la
ventilazione domestica controllata è oggi utilizzata
anche su larga scala: rispetto a un sistema di con-
dizionamento dell’aria centralizzato, gli apparecchi
HomeVent
®
possono essere adattati alle specifiche
esigenze delle singole unità abitative. A queste si
aggiungono importanti ragioni di sostenibilità
ambientale e di riduzione dei costi
energetici. Di seguito si analizzano
due casi concreti.
Un esempio di “edificio sano” in Au-
stria. A Wiener Neustadt, nell’Au-
stria meridionale, sta per essere ter-
minata la prima fase di realizzazio-
ne di un notevole progetto residen-
Hoval pioniere nella ventilazione domestica controllata
Gli impianti HomeVent lo dimostrano
ziale, in cui sono stati installati nella “Ernst Höger
Hof” 110 sistemi di ventilazione domestica Hoval.
L’intero complesso - edificato in centro sull’area
dell’ex-piscina coperta in Grazerstraße - conta 110
appartamenti con le migliori comodità. Oltre alla
grande attenzione prestata ai servizi e alle finiture,
i progettisti hanno curato, in particolare l’adozione
di standard rigorosi in materia di risparmio energe-
tico. Tra le preoccupazioni principali dei progettisti
c’è stata quella di elevare la qualità dell’aria negli
spazi abitativi, per migliorare la qualità della vita.
Raro Haus, Vandoies:
Casa campione esemplare
La Raro Haus di Vandoies in Val Pusteria è un’azien-
da leader nel settore delle case in legno. L’impresa,
esperta nell’esecuzione di edifici corrispondenti
agli standard più elevati di “CasaClima”, da anni su
molti progetti installa impianti per la ventilazione
controllata, per offrire ai propri clienti un ambiente
sano e all’insegna del benessere.
Hoval per la casa simbolo dell’azienda ha fornito
due impianti HomeVent
®
che permettono la certi-
ficazione dell’edificio nella prima categoria ‘Casa-
Clima Gold’.
Hoval HomeVent
®
pone nuovi
standard
La regolazione dell’umidità dell’aria (con il re- •
cupero dell’umidità) aumenta il comfort;
Grazie al suo principio costruttivo l’apparec- •
chiatura HomeVent
®
aumenta l’energia recupe-
rata dall’aria in uscita (livello di messa a dispo-
sizione di calore: circa 150% invece del 90%;
Non si crea condensa, non è quindi necessaria •
l’installazione di un condotto per la condensa e
ciò elimina la trasmissione di cattivi odori;
I NFO
Hoval Srl
Via Per Azzano S. Paolo, 26/28 | 24050 Grassobbio (Bg)
Tel. 035 525069 | info@hoval.it | www.hoval.it
S
ono iniziati a maggio 2008 e si concluderan-
no nell’autunno 2009 i lavori di realizzazione
dell’edificio Casa Capriata a Gressoney Saint-Jean.
Progettato dal celebre architetto torinese, Carlo
Mollino nel 1954 e mai costruito, sarà uno dei rifu-
gi più ecosostenibili dell’arco alpino.
La firma del protocollo d’intesa, avvenuta a fine mar-
zo 2008 tra il Comune di Gressoney, la Regione Valle
d’Aosta, il Politecnico di Torino e vari sponsor, tra i
quali Hoval Italia, raccoglie dopo più di cinquant’an-
ni la sfida lanciata da Mollino.
L’edificio propone un’architettura aerea in legno,
sollevata dal suolo. L’idea base è semplice ma al tem-
po stesso innovativa: la struttura portante è costitu-
ita da tre capriate a catena che sostengono i solai.
In questo modo le falde del tetto diventano le pareti
stesse dell’edificio. Casa Capriata si candida a ottene-
re la certificazione CasaClima in classe Gold, anche
grazie al contributo di Hoval che fornirà i sistemi più
Casa Capriata 1954-2008:
Hoval partecipa al miglior progetto ecosostenibile 2008
Il mattone d’oro 2008 è stato
assegnato al progetto per la
realizzazione di un’opera
di Carlo Mollino.
ecocompatibili per il riscaldamento e la produzione
d’acqua calda, oltre ai sistemi di ventilazione dome-
stica controllata HomeVent
®
.
“Si tratta di un importante esempio di edificio pas-
sivo in Europa - spiega Guido Callegari, responsa-
bile scientifico dell’iniziativa e docente di tecnologia
dell’architettura della Facoltà di architettura di To-
rino -, con un livello di dispersione pari a zero e un
particolare sistema di recupero delle acque reflue”.
Il progetto Casa Capriata è stato recentemente rico-
nosciuto come il miglior progetto di edilizia Sosteni-
bile ed ha ricevuto il ‘Mattone d’oro’ in occasione dei
Real Estate Awards 08.
L’innovativo sistema di ventilazione
domestica controllata HomeVent,
consente di avere aria fresca
e salubre 24 ore su 24 con il
massimo risparmio energetico
Particolare del recuperatore rotativo entalpico, il cuore del sistema HomeVent, che permette di raggiungere rendi-
menti energetici elevati (110-150%)
Comandi elettrici
Funzionamento
e sorveglianza
automatici (filtro,
ventilatori). Com-
ponenti elettrici
ad innesto.
Aria
espulsa
Aria
dall’interno
Aria
immessa
Aria
dall’esterno
Ventilatori
Regolazione automatica
del flusso d’aria con
motore a corrente con-
tinua tipo EC. Supporti
antivibranti incorportati
per il montaggio in tutte le
posizioni.
Recuperatore ad entalpia
Blocco estraibile: rotore con assorbitore
cuscinetti che non richiedono manuten-
zione, gruppo motore elettrico a consumo
contenuto. Sistemi speciali di tenuta
e lavaggio dell’aria. (Dritti protettivi
depositati).
Corpo
Corpo a doppio involucro in lamiera
di zinco-alluminio con isolamento in-
terno. Portelli d’ispezione a chiusura
rapida. Coperchio avviato. Liscio
all’interno (igiene, pulizia).
Silenziatore e diffusore
Il corpo silenziatore
estraibile attenua il
rumore ed accresce
l’efficienza per la tra-
smissione dell’aria.
Filtro
Filtro a tasche estrabile
ad alta efficienza per
polveri, ridotte perdite di
carico. Provvisto di filtro
per polline.
Il nuovo recuperatore di calore non gela, non è •
quindi necessario un preriscaldamento con un
captatore posato nel terreno;
È un’apparecchiatura di ventilazione che può •
essere utilizzata in diverse situazioni d’incasso
(non si crea condensa, silenziatore per le vibra-
zioni integrato nel ventilatore).
48 KlimaHaus | CasaClima 01/2009 49 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
I
l progetto CasaClima, presentato dal direttore
dell’Agenzia Norbert Lantschner, ha suscita-
to molto interesse sia a Salvador de Bahia che a
San Paolo. In particolare l’Università di Bahia,
quella di San Paolo e le società di distribuzio-
ne dell’energia si sono dimostrate entusiaste nei
confronti del modello CasaClima, non solamente
per quanto riguarda il protocollo di certificazio-
Ing. Claudio Leozzi
CasaClima in Brasile
La filosofia del vivere bene
risparmiando energia, che
rappresenta il fondamento del
progetto CasaClima, sta prendendo
piede anche in Brasile.
In maggio una delegazione
dell’Agenzia CasaClima si è recata
in Brasile per promuovere la propria
iniziativa alle autorità brasiliane che si
occupano di tutela ambientale.
ne, ma anche del percorso di formazione propo-
sto dall’Agenzia. A fare da pioniere ai corsi di
formazione CasaClima, direttamente dal Brasile,
è stato l’Ing. Claudio Leozzi. Il nome non nascon-
de le sue origini italiane, precisamente laziali, ma
lui è nato e sempre vissuto a San Paolo.
Laureatosi in ingegneria civile presso l’Università
Paulista UNIP, è esperto in progettazione e con-
sulenza nel settore residenziale brasiliano. Colla-
bora inoltre con le grandi società di costruzione e
con i dipartimenti comunali brasiliani.
L’Ing. Leozzi ha partecipato ai corsi base ed
avanzato, qualificandosi Consulente CasaClima.
Durante il periodo passato a Bolzano presso la
sede dell’Agenzia CasaClima ha potuto conosce-
re in modo approfondito le attività di certifica-
zione e consulenza svolte dal team dell’Agenzia,
acquisendo piú informazioni possibili con il fine
di divulgare il suo sapere ai suoi collaboratori in
Brasile. Lo scopo è quello di sviluppare il proces-
so di certificazione CasaClima anche in Brasile,
adattando il sistema di calcolo ai dati progettuali
e climatici locali.
KH - CC: Qual’è la Sua opinione sull’esperienza for-
mativa offerta dall’Agenzia CasaClima?
Leozzi: Frequentare i corsi CasaClima è stato per
me molto utile dal punto di vista professionale. Ho
conosciuto una realtà differente nel modo di pro-
gettare che mi ha lasciato molto contento dell’espe-
rienza fatta. Ora riuscirò a sviluppare dei progetti
partendo da parametri che saranno da conside-
rare indispensabili per i prossimi anni. Quindi il
bilancio è assolutamente positivo.
KH - CC: Com’è la situazione energetica in
Brasile?
Leozzi: La situazione energetica in Brasile è
ancora molto comoda. Si dispone di grandi
quantità di energia, ricavata da numerosi
impianti idroelettrici, che fino ad ora è ri-
masta a costi relativamente bassi. Tuttavia
anche in Brasile il prezzo dell’energia sta
gradualmente aumentando. Lo si percepi-
sce sensibilmente nel bilancio economico della vita
di tutti i giorni, e semplicemente per questo moti-
vo è necessario ridurre, prima ancora del prezzo,
il consumo energetico. Quello che si impara dal
progetto CasaClima va proprio in questa direzione,
che secondo me è quella giusta.
KH - CC: Come è stata accolta la presentazione del
progetto CasaClima durante la visita del direttore
Lantschner?
Leozzi: È stato molto interessante e tutti sono stati
molto contenti, hanno sentito delle cose per loro
assolutamente inedite e l’idea CasaClima è stata
ben accolta. Ora stiamo lavorando per mandare
avanti il progetto di
certificazione in Bra-
sile.
Fino ad oggi la cer-
tificazione ener-
getica in Brasile è
stata applicata so-
lamente ai grandi
complessi edilizi.
Dal punto di vista
dei singoli edi-
fici il campo è
ancora tutto da
esplorare, per
esempio non
si sta ancora
considerando
la potenzialità del risparmio energetico dell’invo-
lucro, di cui assolutamente non si parla.
KH - CC: Il sistema CasaClima può essere applicato
alla vostra realtà?
Leozzi: Il sistema CasaClima è un sistema basato
sulla fisica e come tale può essere applicato a qual-
siasi realtà. Riporta alla fisica e ai parametri di
progetto, e quindi è scienza. Può dunque essere
considerato come un punto di partenza per svi-
luppare un progetto adatto alla realtà del Brasile
e di qualsiasi altro posto dove si vuole costruire
una casa.
Attualmente sto progettando un palazzo di 7 pia-
ni ed un complesso per l’abitazione di un ordine
di suore. Stiamo lavorando per la certificazione
di questi progetti. Forse non saranno CasaClima
A, però sicuramente cercheremo di stare sulla C!
Progettare ai fini di una certificazione e applicare
le nozioni imparate durante i corsi ha reso il mio
lavoro molto più gratificante ed ha rafforzato il
mio rapporto con il cliente.
KH - CC: Come proseguirete con il progetto Casa-
Clima in Brasile?
Leozzi: Inizieremo a fare degli studi sui dati cli-
matici del Brasile, il cui problema principale è il
caldo. Sono sicuro che tutto il lavoro che si fará
in questa direzione in Brasile frutterà anche allo
sviluppo del progetto in Italia. Non sarà solo una
strada che va in un´unica direzione, ma sarà una
collaborazione, una condivisione di idee, di tec-
nologie, di soluzioni. Non so ancora quanto tempo
ci vorrà ma comunque la strada è stata iniziata, il
primo passo è stato fatto.
avanti il p
certificazio
sile.
Fino ad o
tificazion
getica in
stata ap
lamente
comple
Dal pu
dei s
fici i
anco
espl
esem
si
con
Presentazione
del progetto
CasaClima a
Salvador de
Bahia
La delegazione brasiliana che ha partecipato ai corsi
CasaClima a Bolzano
50 KlimaHaus | CasaClima 01/2009 51 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
A
G
E
N
Z
I
A

C
A
S
A
C
L
I
M
A La classificazione energetica CasaClima
In apertura vengono riportati i dati
essenziali che riguardano l’edificio:
proprietario, ubicazione, permesso di
costruzione, dati catastali, progettisti.
Lo standard energetico dell’edificio oggetto di cer-
tificazione viene individuato mediante due parametri:
• l’efficienza energetica
dell’involucro
• l’efficienza
complessiva
L’efficienza energetica
dell’involucro è indivi-
duata attraverso l’indice
termico, ossia il fabbiso-
gno di calore annuo per
riscaldamento riferito
alla superficie netta ri-
scaldata dell’edificio (in
kWh/m²a).
Indice termico e relativa
classe di efficienza sono
riportate all’interno della
barra grigia nella prima
colonna.
L’indice termico riportato
si riferisce all’ubicazione
CasaClima standard
L’efficienza energetica complessiva è individuata mediante il fabbisogno annuo di energia primaria
riferito alla superficie netta riscaldata dell’edificio (in kWh/m²a)e il corrispondente indice di emissioni
di CO
2
(in kg/m²a).
Fabbisogno di energia primaria, indice di CO
2
e relativa classe di efficienza dell’edificio certificato so-
no riportate all’interno della barra grigia nella seconda colonna. L’efficienza energetica complessiva
è riferita alle condizioni climatiche specifiche del luogo in cui l’edificio è costruito.
Nella terza colonna vie-
ne eventualmente ripor-
tato se l’edificio soddisfa
i criteri di sostenibilità
ambientale individuati
con il marchio Casa-
Clima Più
Classificazione energe-
tica: le diverse categorie
di riferimento vengono
rappresentate mediante
barre colorate graduate.
Il colore verde indivi-
dua le classi a più alta
efficienza e quindi con
basso fabbisogno ener-
getico ossia le classi
CasaClima Oro, A e B;
il colore rosso individua
invece le classi a bassa
efficienza e quindi alto
fabbisogno energetico.
Qui viene riportata
l’efficienza energetica
dell’involucro riferita alle
condizioni climatiche
specifiche del luogo in
cui l’edificio è costruito
Ad ogni edificio certifi-
cato dall’Agenzia
CasaClima viene asse-
gnato un codice nume-
rico per poterlo ricono-
scere in modo univoco.
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completo, dal sopralluogo al preventivo, dalla
posa in opera al controllo qualità proponendo in
volta in volta la soluzione più addata alle esigenze
del cliente.
Il certificato energetico è uno stimolo per sfruttare
le potenzialità di risparmio nel campo delle costru-
zioni, ma soprattutto uno strumento a tutela degli
interessi del consumatore. L’inquadramento degli
edifici in classi di efficienza dalla “A fino alla G” av-
viene sulla base del fabbisogno energetico, espresso
da un valore numerico. Grazie a questa indicazione,
proprietari, acquirenti o affittuari dispongono di un
valore caratteristico oggettivo, di facile comprensio-
ne, che consente un rapido e semplice confronto fra
edifici diversi. Il certificato energetico permette quin-
di di orientare e facilitare le scelte rendendo compa-
rabili, in termini di qualità energetica, alternative
diverse, così come succede ogniqualvolta si acquista
un frigorifero, una lavatrice od un’automobile.
La certificazione energetica degli edifici, intro-
dotta in Provincia di Bolzano dal 2004, è affidata
all’Agenzia CasaClima, ente indipendente che si
occupa di tutto l’iter di certificazione, dalla verifica
del progetto e del calcolo dei fabbisogni energe-
tici, al controllo diretto degli interventi, con so-
pralluoghi in cantiere da parte di tecnici specia-
lizzati, all’emissione del certificato energetico e
dell’eventuale targhetta.
Il punto di forza della certificazione CasaClima, ol-
tre al controllo portato fin in fase di cantiere, sta
sicuramente nella sua trasparenza ed obiettività: il
protocollo CasaClima impedisce infatti che il sog-
getto certificatore sia coinvolto a qualsiasi titolo nel
processo di progettazione e realizzazione di un edi-
ficio. Questo garantisce un’informazione oggettiva
ed affidabile sulla qualità energetica di un immo-
bile a tutto vantaggio dell’utente finale, che viene
così tutelato. È infatti un diritto dell’utente, sia esso
proprietario, affittuario o acquirente, esigere che un
determinato livello di prestazione dell’edificio, di-
chiarato nel certificato energetico, sia poi conferma-
to nei fatti, ossia al momento di pagare la bolletta.
Sia il fabbisogno termico per riscaldamento che il
fabbisogno di energia primaria ed il conseguente
fattore di emissione di CO
2
sono determinati tramite
un procedimento di calcolo normalizzato, indipen-
dente dal comportamento degli utenti. Per questo
non sempre è possibile una corrispondenza esatta
fra fabbisogni calcolati e consumi effettivi: grande
influenza hanno in questo senso comportamenti
non appropriati degli utenti (per esempio aprire le
finestre con un impianto di ventilazione con recupe-
ro di calore) o un oscillazione significativa dei dati
climatici.
Il certificato energetico CasaClima viene rilasciato
dall’Agenzia CasaClima anche per edifici fuori dal-
la Provincia di Bolzano. La validità del certificato
energetico è di 10 anni.
Come leggere il certificato energetico CasaClima
52 KlimaHaus | CasaClima 01/2009 53 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
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Parametri fondamentali per la determinazione
dell’efficienza energetica complessiva
Il fabbisogno di energia
primaria globale
dipende:
dai fabbisogni •
energetici per i
diversi impieghi;
dall’efficienza degli •
impianti , quindi
dal rendimento e
perdite dei sistemi
di produzione,
distribuzione,
emissione,
regolazione;
dal combustibile o •
vettore energetico
utilizzato.
Ridotti fabbisogni,
impiantistica efficiente
e risorse energetiche
rinnovabili riducono il
fabbisogno di energia
primaria e quindi
migliorano l’efficienza
energetica complessiva.
Legge finanziaria 2008 e successive modifiche
I parametri qui presentati individuano nel caso
di un edificio sottoposto ad un intervento di
riqualificazione energetica globale il rispetto o
meno dei valori limite di prestazione energetica
per la sola climatizzazione invernale fissati
per legge e necessari per l’accesso alle
agevolazioni fiscali.
Efficienza complessiva:
oltre che come indice
di CO
2
viene anche
espressa come
fabbisogno annuo di
energia primaria globale
riferito alla superficie
netta dell’edificio.
Più questo valore è
ridotto, migliore è
l’efficienza complessiva
dell’edificio.
Fabbisogno di energia
primaria per i diversi
impieghi:
riscaldamento •
produzione acqua •
calda
raffrescamento •
illuminazione •
energia ausiliaria •
Guadagni energetici
di tutti i sistemi di
produzione di energia
elettrica (nel contesto
dell’energia primaria):
vanno tolti dai fabbisogni
di cui sopra per ottenere
il fabbisogno di energia
primaria globale
Quota di energia
alternativa: percentuale
di energia rinnovabile
impiegata nell’edificio
Emissione di CO
2
: in
base al fabbisogno
di energia primaria
vengono calcolate le
emissioni annue di gas
clima-alteranti espresse
in tonnellate di CO
2

equivalenti per anno
Indice di CO
2
: si ottiene
dividendo le emissioni
di CO
2
per la superficie
netta dell’edificio
Questo parametro
individua la classe di
efficienza complessiva
dell’edificio. Più l’indice
è elevato, minore risulta
l’efficienza energetica
complessiva.
Parametri fondamentali per la determinazione
dell’efficienza energetica dell’involucro
A
B
è la superficie totale
lorda dell’involucro
ossia la somma delle
aree di tutti gli elementi
costruttivi che disperdo-
no calore (pareti, solai,
tetto, finestre)
A/V è il rapporto fra la
superficie disperdente
totale dell’involucro e
il volume lordo riscal-
dato. Più questo valore
è basso, maggiore è la
compattezza dell’edificio
e quindi minori le perdite
di calore per trasmis-
sione.
U
m
: trasmittanza termica
media dell’involucro
Perdite e guadagni termici attraverso l’involucro riferiti all’ubicazione specifica dell’edificio
Perdite per trasmissione: dipendono dal grado di isolamento dell’involucro e dall’area delle
superfici disperdenti. Più l’involucro è isolato, minori sono le perdite per trasmissione.
Perdite per ventilazione: dipendono dai ricambi d’aria che sono sempre necessari per mo-
tivi igienici. Le perdite per ventilazione possono essere ridotte sensibilmente utilizzando
un sistema di ventilazione controllata con recupero di calore. In questo caso una parte
dell’aria fresca in ingresso all’edificio viene riscaldata con il calore recuperato dall’aria
esausta in uscita.
Guadagni termici o apporti gratuiti: il fabbisogno termico per riscaldamento del nostro edi-
ficio può essere ridotto se vengono sfruttati i guadagni gratuiti dal sole e il calore prodotto
all’interno dell’edificio dagli apparecchi illuminanti, dagli elettrodomestici, dalla stessa
presenza umana. Gli apporti solari possono esser ottimizzati mediante un corretto orienta-
mento e dimensionamento delle finestre e dalla scelta di vetri con un alto fattore solare g.
Il fattore γ individua il rapporto fra guadagni e perdite.
Grado di utilizzo degli
apporti gratuiti η: indica
la parte degli apporti
gratuiti disponibili (sole,
calore interno) che può
essere utilizzata per il
riscaldamento. Questo
valore dipende sia dal
fattore γ, sia dalla capa-
cità di accumulo termico
delle strutture.
Fabbisogno di calore
per riscaldamento: è la
quantità di calore che
noi dobbiamo impiegare
per poter mantenere ad
una temperatura teorica
di 20°C gli ambienti del
nostro edificio durante
il periodo freddo. Il fab-
bisogno di calore per
riscaldamento dipende
dal bilancio perdite-gua-
dagni e dalle condizioni
climatiche specifiche.
Potenza di riscaldamento: individua il carico di
riscaldamento dell’edificio calcolato in base alle
perdite di calore per trasmissione e ventilazione e
tenendo conto della temperatura esterna di
progetto
Potenza specifica di riscaldamento: carico di riscal-
damento riferito alla superficie netta riscaldata.
Efficienza dell’involucro edilizio: è ottenuta divi-
dendo il fabbisogno di calore per riscaldamento per
la superficie netta riscaldata. Più questo valore è
elevato, più elevate sono le perdite energetiche e
quindi peggiore la classe di efficienza dell’involucro.
54 KlimaHaus | CasaClima 01/2009 55 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
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Costruire il futuro
I
n Italia addirittura più dell’80 per cento delle
abitazioni evidenziano gravi carenze dal pun-
to di vista energetico. Ed è proprio qui che con
il nostro modello “CasaClima” – ideato, pensato
e realizzato in Alto Adige – riusciamo a dare la
giusta risposta a questa sfida dell’efficienza ener-
getica. Per quanto riguarda le nuove costruzioni
già da qualche anno abbiamo raggiunto, tramite
una rigorosa legislazione provinciale, la nostra
meta di far diventare standard un’alta efficienza
energetica. Adesso dobbiamo puntare con forza
al risanamento energetico degli edifici vecchi.
Questo può funzionare però soltanto, se i cittadini
riconoscono la necessità di un intervento energe-
ticamente efficiente, se i presupposti legislativi e
fiscali siano favorevoli e se viene prestata una forte
dose di informazione e consulenza in merito. La
nostra politica energetica già parecchi anni fa con
grande previsione e responsabilità ha intrapreso
la strada giusta per un futuro all’insegna dell’era
solare. Con l’istituzione di un’apposita Agenzia Ca-
saClima sussiste ora il garante per uno sviluppo
professionale del modello CasaClima – anche aldi-
là dei confini provinciali. L’omonima fiera Klima-
House rappresenta ormai la piattaforma ideale
a far conoscere questo know how altoatesino, a
mettere in rete operatori e mondo imprenditoria-
le. L’obiettivo è chiaro: dare le risposte giuste alle
A livello mondiale le abitazioni
sono responsabili per il 40 per
cento del consumo energetico.
sfide centrali quali la tutela del clima, la garanzia
dell’approvvigionamento d’energia e la sostenibi-
lità, per non parlare del rinforzo della concorren-
zialità delle nostre imprese. Perché accanto ai due
pilastri di una moderna politica energetica che so-
no il risparmio energetico e le energie rinnovabili,
il terzo pilastro va cercato nell’incremento dell’ef-
ficienza energetica nel settore edilizio. E la nostra
chiave di successo in quest’ambito si chiama Casa-
Clima!
Dott. Michl Laimer,
Assessore provinciale all‘urbanistica energia e ambiente
22 GENNAI O 2009
14.00 - 18.00 Applicazioni innovative di risparmio e di
efficienza energetica nell’ edilizia sociale.
14.00 - 14.15 Konrad Bergmeister (Presidente dell’ Agenzia
CasaClima) Saluto e introduzione.
14.15 - 14.30 Albert Pürgstaller (Presidente dell’ Istituto
per l’ Edilizia Sociale della Provincia di
Bolzano / IPES) Introduzione.
14.30 - 15.00 Bruno Gotter (Direttore della Ripartizione
Tecnica dell’ IPES), Strategia di risparmio
energetico nell’ Edilizia Sociale in Provincia
di Bolzano.
15.00 - 15.30 Luigi Fazari (Ripartizione Tecnica ATC Torino),
Intervento di riqualificazione energetica in un
quartiere di Torino.
15.30 - 16.00 Gianfranco Minotti (Direttore Tecnico IPES),
Risanamento energetico di un edificio
esistente a Bolzano con caratteristiche
CasaClima B.
16.00 - 16.30 Pausa Caffè
16.30 - 17.15 Wolfgang Ritsch (Libero professionista a
Dornbirn - Austria), Esempi ed esperienze di
risparmio energetico nell’ edilizia residenziale
Austria, Svizzera, Germania.
17.15 - 17.30 Luca Devigili (Agenzia CasaClima), ATER
Perugia a Spoleto - Progetto pilota CasaClima
per un’ edilizia residenziale pubblica ad
elevato risparmio.
17.30 - 18.00 Resumè e discussione.
23 GENNAI O 2009
9.00 - 18.00 Costruire nella sostenibilità.
9.00 - 9.30 Michl Laimer (Assessore provinciale
all’ urbanistica, ambiente ed energie),
Saluto e introduzione.
9.30 - 10.00 Matteo Thun (Architetto e Designer, Milano),
Architettura nelle Alpi.
10.00 - 10.30 Georg Reinberg (ufficio architettura Reinberg
ZT GmbH), Architettura come mezzo per la
sostenibilità e sostenibilità come mezzo per
una nuova architettura.
10.30 - 11.00 Pausa Caffè
11.00 - 11.30 Ario Ceccotti (Ivalsa), Sofie - La casa che
resiste a terremoti ed incendi.
11.30 - 12.00 Siegfrid Camana (Presidente ANAB),
Costruire biologicamente - un investimento
per il benessere.
12.00 - 12.30 Ulrich Klammsteiner (Responsabile reparto
tecnico dell’ Agenzia CasaClima), XClima -
Il sistema online innovativo con numerosi
strumenti di lavoro per il settore edile.
12.30 - 14.30 Pausa per una visita in fiera
14.30 - 15.00 Tilmann E. Kuhn (Fraunhofer Institut für Solare
Energiesysteme ISE), Sistemi solari integrati in
strutture trasparenti.
15.00 - 15.20 Evelyn Selva (Responsabile reparto
formazione dell’ Agenzia CasaClima),
CasaClima Oro - Nuove offerte di formazione
per costruzioni sostenibili.
Programma convegno
4° CONVEGNO INTERNAZIONALE
56 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
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15.20 - 15.50 Hildegund Moetzl (IBO Vienna - Austria),
KlimaHaus Nature - Materiali ecologici nella
CasaClima Nature.
15.50 - 16.10 Andreas Franzelin (Responsabile reparto
Comunicazione dell’ Agenzia CasaClima),
Prodotti CasaClima - La finestra certificata
CasaClima.
16.10 - 16.30 Pausa Caffè
16.30 - 16.50 Andrea Miorandi (Idecom), Sportello
Energivivo CasaClima - Uno strumento
di comunicazione per le pubbliche
amministrazioni.
16.50 - 17.05 Kurt Schöpfer (Wolf Haus), Asilo in Bioedilizia
(Bologna).
17.05 - 17.30 Helmuth Profanter (Product Manager della
ditta Röfix), Direttiva di posa per i sistemi di
isolamento termico - Applicazioni pratiche.
17.30 - 17.45 Francesca Righetti (Glas Müller Vetri Spa),
Vetri tripli e giunto caldo: miglioramento
dell’ efficienza energetica della finestra.
17.45 - 18.00 Andrea Ferro (Celenit Spa), Soluzioni di
isolamento in lana di legno mineralizzata per
il benessere abitativo, risparmio energetico e
comfort acustico.
24 GENNAI O 2009
9.00 - 13.00 L’ innovazione a servizio della sostenibilità
energetica.
9.00 - 9.30 Norbert Lantschner (Direttore dell’ Agenzia
CasaClima), Il manifesto per la sostenibilità:
un decalogo per i progettisti.
9.30 - 10.00 Conrad Lutz (Lutz conrad architecte, Givisiez),
Costruire e risanare con MINERGIE-P e
MINERGIE-ECO - Esempi di case ed uffici
realizzate.
10.00 - 10.30 Stefan Hitthaler, Dalla CasaClima al territorio
clima.
10.30 - 10.45 Pausa Caffè
10.45 - 11.15 Manuel Benedikter (Architetto e relatore
dell’ Agenzia CasaClima), Visto da vicino -
Esempi di riqualificazione energetica.
11.15 - 11.45 Gerhard Mahlknecht e Kurt Egger (Architetti),
L’ asilo di Monguelfo - Un esempio per il
risanamento.
11.45 - 12.15 Norbert Klammsteiner (Ingegnere, libero
professionista e docente), Applicazioni di
impiantistica innovativa - Presentazione di un
progetto.
12.15 - 12.30 David Herzog (Hoval Italia), Il risparmio
energetico, le nuove energie per il clima.
12.30 - 12.45 Stephan Reisigl (Alpi Fenster), La finestra nel
contesto del basso consumo energetico.
12.45 - 13.00 Dietmar Holzner (Istituto Tecnico Industriale
“Oskar von Miller”, Merano), Progetto di
ricerca “Climacubes” - Presentazione del
progetto e primi risultati di misurazione
56 Kli H | C Cli 01/2009
comfort acustico.
*–9edl[]de_dj[hdWp_edWb[
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58 KlimaHaus | CasaClima 01/2009 59 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
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Il 5 novembre a Berna/CH, nell’ambito del
concorso cc.alps, la CIPRA ha premiato sette
comuni, aziende e organizzazioni che si sono
particolarmente distinte nella protezione del cli-
ma. Il climatologo svizzero Thomas Bucheli e il
presidente della CIPRA Dominik Siegrist hanno
consegnato i premi per un valore complessivo di
100.000 euro. I premi vengono assegnati dalla
CIPRA, Commissione Internazionale per la Pro-
tezione delle Alpi, a progetti che si sono parti-
colarmente distinti su scala alpina. Un premio
è stato assegnato anche all’Agenzia CasaClima,
che si è impegnata ad attuare e divulgare il suo
progetto di risparmio energetico e tutela del cli-
ma. “I vincitori del concorso cc.alps dimostrano
come sia possibile affrontare le conseguenze dei
cambiamenti climatici nello spazio alpino con in-
CasaClima premiata per concorso CIPRA “cc.alps”
Il 15 novembre 2008 un numeroso gruppo di
Partner CasaClima si è ritrovato a Castel Flavon
presso Bolzano per uno scambio di idee. I più di
60 partecipanti sono stati informati delle novità
che riguardano l’Agenzia CasaClima. Allo stesso
tempo l’evento ha offerto l’occasione per un pro-
duttivo scambio di opinioni nel comune intento di
promuovere l’efficienza energetica e la sostenibili-
tà nel campo dell’edilizia.
Incontro dei Partner
CasaClima a Castel Flavon
Sono stati quasi 2.500 gli operatori del settore che
hanno visitato “Klimahouse Roma 08”, presso il Pa-
lazzo dei Congressi dell’EUR di Roma. “Klimahouse
Roma è stata per Fiera Bolzano un test importan-
te”, afferma Reinhold Marsoner, direttore di Fiera
Bolzano, “quest’edizione fuori casa di Klimahouse è
stata pensata ed organizzata come fiera-congresso
e come tale ha avuto il meritato
successo”. La buona riuscita
è confermata dalla soddisfa-
zione da parte delle aziende
espositrici che hanno ap-
prezzato, in quest’edizione
Klimahouse Roma 2008
te”, afferma Reinhold
Bolzano, “quest’edizio
stata pensata ed orga
e com
s
romana della fiera specializzata, l’atto di coraggio
da parte dell’organizzazione. Sono stati circa 1.000
gli operatori che hanno partecipato alle manifesta-
zioni di contorno organizzate da Fiera Bolzano. Il
cuore della rassegna è stato il congresso di alto
livello organizzato in collaborazione con l’Agen-
zia CasaClima, al quale hanno partecipato in due
giorni circa 600 operatori. Il forum è stato visitato
da circa 200 operatori del settore a cui sono state
presentate le novità, i prodotti e i servizi da parte
di alcune delle 100 aziende espositrici. I workshop
hanno registrato la presenza di un centinaio di
ascoltatori.
Ali Shakeri Shemirani da Teheran è il
primo progettista dal Medio Oriente ad
aver frequentato i vari steps di formazio-
ne per ottenere il titolo “Esperto Casa-
Clima junior”. Il tecnico ventottenne ha
seguito i corsi in occasione del suo stage
di due mesi presso l’Agenzia, durante il
quale ha dimostrato grande interesse per i metodi
costruttivi secondo lo standard CasaClima. Accanto
all’esperto junior dall’Iran i nostri corsi sono stati
frequentati da progettisti dall’Austria, Germania,
Francia, Grecia, Israele e Brasile.
Primo Esperto junior
dall’Iran
Prima CasaClima Oro in Lombardia
La prima targhetta CasaClima Oro in Lombardia
è stata assegnata ad un edificio residenziale nel
quartiere di Colognola, Bergamo, progettato dal-
lo studio Atelier2 di Milano e realizzato diretta-
mente dalla committenza, l’impresa Vanoncini
Spa. L’ambito traguardo di un edificio a bassissi-
mo consumo (fabbisogno termico pari a 6 kWh/
m²a) è stato raggiunto combinando più fattori: un
volume ben orientato e compatto, una corretta
disposizione e dimensionamento delle aperture
vetrate e delle schermature solari, un involucro
stratificato a secco iperisolato, l’impiego di mate-
riali ad elevata inerzia termica, l’utilizzo di serre
bioclimatiche, e non ultima un’impiantistica ad
elevata efficienza. “Un esempio di successo” ha
affermato il direttore Norbert Lantschner in occa-
sione della cerimonia di consegna della targhetta
“che si spera possa essere seguito da molti altri
in un prossimo futuro”. Rimandiamo i lettori al
prossimo numero di questa rivista per una più
ampia illustrazione del progetto.
Gentili abbonati, negli
ultimi mesi siamo venuti
a conoscenza di problemi
relativi alla mancata consegna
della rivista.
Ci scusiamo con tutti Voi per gli inconvenienti e vi pre-
ghiamo di segnalare alla redazione eventuali ulteriori
disguidi. Per segnalazioni di ogni tipo vi preghiamo di
contattare redazione@agenziacasaclima.it
terventi ad ampio raggio”, ha affermato Dominik
Siegrist, presidente della CIPRA e membro della
giura internazionale, in occasione della premia-
zione.
A tutti gli
abbonati
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OGGI LE CITTÀ AVRANNO
I POLMONI PIÙ PULITI
Auranox è il frutto evoluto della ricerca Monier: è la nuova
rivoluzionaria tegola in grado di neutralizzare gli agenti
inquinanti prodotti dal traffico cittadino e dai sistemi di
riscaldamento.
Bastano 200 m2 di Auranox per smaltire, nel corso di un
anno, l’inquinamento prodotto da un’auto di media cilindrata
che percorra ca. 18.000 km.
Auranox: dall’alba al tramonto, ogni giorno, tutti i giorni,
pulisce il nostro cielo e le nostre città.
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na delle principali cause dell’inquinamento
atmosferico, problema che affligge i centri
abitati, sono gli ossidi di azoto (NOx), prodotti nei
processi di combustione utilizzati per riscalda-
re le nostre case e alimentare i veicoli a motore.
Per ridurre l’impatto sull’ambiente delle emissioni
nocive, la ricerca Wierer ha messo a punto AU-
RANOX
®
, la nuova tegola in cemento contenente
biossido di Titanio (TiO
2
). Oggi, infatti, anche i tetti
possono contribuire a eliminare lo smog con un
semplice processo di fotocatalisi.
Se sottoposto a radiazione luminosa, il biossido di
Titanio che compone lo strato di finitura di AURA-
NOX
®
agisce accelerando la reazione di ossidazio-
ne degli inquinanti e favorendo la loro trasforma-
zione in sali inorganici non nocivi per l’ambiente,
Auranox di Wierer:
La tegola amica dell’ambiente
Dalla ricerca Wierer nasce una
innovativa tegola in cemento dalle
esclusive proprietà antismog.
che vengono poi eliminati dalle piogge. Il biossido
di titanio è un agente catalizzatore, pertanto non
diminuisce nel tempo la propria efficacia.
Perché impiegare AURANOX
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nelle nostre città?
È stato dimostrato che una copertura di circa 200
metri quadrati realizzata con la nuova tegola AU-
RANOX
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permette di smaltire, nel corso di un anno,
una quantità di agenti inquinanti pari alle emissio-
ni di un’automobile di media cilindrata (ipotizzan-
do una percorrenza di 18.000 chilometri), oppure
a quelle di due caldaie impiegate nel riscaldamento
di un edificio a uso residenziale. Si pensi poi alla
vastità delle superfici occupate dai tetti a falda, sti-
mate in 50.000.000 di metri quadrati, un’opportu-
nità unica per impiegare un prodotto che contribui-
sca a creare un ambiente sempre più pulito.
La superficie AURANOX
®
è attualmente disponibi-
le per il modello Coppo di Grecia e nelle colorazioni
Terra umbra e Terra toscana, riprendendo quindi
l’effetto di antichizzazione che viene richiesto per
gli edifici di particolare prestigio.
P
er questo nella valutazione dei materiali da
costruzione, accanto alle caratteristiche fisi-
co-tecniche ed economiche, è sempre necessario
prendere in considerazione anche gli aspetti legati
all’ecologia. Con il termine ecologia dei materiali
si fa riferimento ad un’interpretazione e valuta-
zione delle interazioni tra materiali ed ambiente
durante tutto il ciclo di vita di un prodotto, dal-
la culla alla tomba. La produzione, il montaggio,
l’impiego, lo smaltimento ed il trattamento a fine
ciclo dei materiali implica infatti un consumo di
risorse, più o meno importante ed in molti casi an-
che un’emissione di sostanze tossiche, che posso-
no avere effetti negativi sia sull’ambiente sia sulla
salute dell’uomo. Questo vale anche per i materiali
termoisolanti: pur avendo tutti un bilancio ener-
CasaClima Nature
Nella costruzione di un edificio,
la scelta dei materiali da impiegare
non è solo determinante ai fini
dell’efficienza energetica, ma incide
in modo significativo anche sul nostro
benessere, sulla nostra salute e sulla
qualità dell’ambiente che ci circonda.
getico positivo, che consente di ammortizzare in
pochi mesi, grazie alla riduzione dei consumi ener-
getici, l’energia primaria impiegata per la produ-
zione, alcuni possono presentare maggiori criticità
sia per quanto riguarda il consumo di risorse non
rigenerabili, sia per quanto riguarda l’emissione
di sostanze tossiche. È dunque importante imple-
mentare dei metodi che consentano un raffronto
fra i materiali da costruzione anche sotto questo
punto di vista: si potranno così scegliere i mate-
riali con minor impiego di energia, con un basso
impatto ambientale e soprattutto non dannosi per
la nostra salute.
La nuova certificazione
ambientale CasaClima
Per la valutazione ambientale di un edificio la certi-
ficazione CasaClima ha finora utilizzato un sistema
semplificato, il CasaClimapiù, sviluppato in accor-
do con l’Agenzia per l’Ambiente della Provincia di
Bolzano. Si tratta di un sistema restrittivo, basato
su requisiti di esclusione (non utilizzare materia-
li termoisolanti di origine sintetica, non utilizzare
materiali plastici per pavimenti ed infissi, non ri-
scaldare con fonti energetiche fossili, etc.) che non
permette però di quantificare l’impatto di una co-
struzione sull’ambiente.
Per questo l’Agenzia CasaClima sta lavorando ad
un sistema che permetta di valutare in termini
quantitativi la sostenibilità dei materiali impiegati
e quindi l’impatto ambientale dell’edificio: il Casa-
Clima Nature. Come pre-requisito è richiesto che
l’edificio rientri almeno nello standard CasaClima
B per quanto riguarda l’efficienza dell’involucro e
possieda un indice di emissione di CO
2
inferiore
ai 20 Kg/m²a. Questo a sottolineare come la so-
stenibilità ambientale debba sempre avere come
principio fondamentale il risparmio energetico
e la riduzione delle emissioni di sostanze clima-
alteranti. In base ad una banca dati europea, ogni
materiale edile impiegato nella costruzione sarà
valutato in funzione dell’energia primaria impie-
gata per la produzione e in funzione delle emis-
sioni di inquinanti e di CO
2
. Attraverso una valuta-
zione della vita media dei materiali e di algoritmi
di normalizzazione verrà emesso un punteggio di
valutazione che andrà a definire le classi di soste-
nibilità ambientale dell’edificio. Le prime applica-
zioni di questo sistema sono molto soddisfacenti:
questo permetterà nel 2009 la sostituzione della
certificazione ambientale CasaClimapiù con il nuo-
vo sistema, il CasaClima Nature.
62 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
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Trasmittanza termica: Uf = 1,5 e Uw = 1,4*
Isolamento acustico: Rw = 40 dB**
Tenuta all'acqua: 8A secondo UNI EN 12208
Permeabilità all'aria: 4 secondo UNI EN 12207
L
e case prefabbricate in legno hanno molteplici
vantaggi legati alle qualità tipiche del materia-
le stesso e al processo produttivo che porta alla
loro realizzazione. Rispettano non solo l’ambiente
ma anche chi vi abita. Il legno è infatti un materia-
le naturale, traspirante e durevole.
Usare il legno come materiale da costruzione non
è sinonimo di deforestazione. Nel caso specifico di
Haas, i legnami utilizzati per l’edilizia provengono
sempre soltanto da foreste soggette alla sostituzione
delle piante.
La riforestazione aiuta maggiormente il manteni-
mento della funzionalità dell’ambiente. Scegliere
una casa prefabbricata in legno non è solo garanzia
di sicurezza, ha infatti anche un forte valore esteti-
co. L’utilizzo del legno rende un qualsiasi ambiente
più caldo e confortevole. I numerosi vantaggi, unita-
mente alla grande valenza estetica, fanno del legno
il migliore materiale per la realizzazione della mag-
gior parte degli edifici. Non solo, anche problemati-
che, come il numero di addetti che parteciperà alla
costruzione della casa prefabbricata, l’impresa che
seguirà i lavori stessi e la realizzazione dell’impian-
tistica, richiedono risposte chiare ed esaurienti.
Il Gruppo Haas può rispondere a queste e ad altre
domande grazie alla sua esperienza quasi quaran-
tennale che lo vede protagonista nel mercato delle
case prefabbricate. Haas è in grado di consegnare
case prefabbricate a diversi livelli di finitura, dal
grezzo avanzato al chiavi in mano, in base alle esi-
genze specifiche del committente. Il tipo di finitura
scelto è compatibile con qualsiasi realizzazione, in-
Haas:
Case in legno
dai mille volti
Ecologiche, resistenti e si adattano
perfettamente a qualsiasi
ambiente queste sono le case
prefabbricate in legno di Haas.
dipendentemente dal fatto che la casa venga scelta
dall’ampio catalogo Haas o che sia il progetto indi-
viduale sviluppato dal progettista di fiducia, il qua-
le partecipa attivamente alla creazione della casa
ma viene supportato nella progettazione esecutiva
dall’Azienda. È importante ricordare che anche le
stupende case scelte dal catalogo potranno essere,
entro alcuni limiti, personalizzate alle esigenze spe-
cifiche di ogni singola persona.
Riuscire a far risparmiare tempo è un ulteriore ser-
vizio importante che differenzia Haas dai principali
competitors.
Nella vasta e completa show room aziendale infatti,
la famiglia può trovare i livelli di finitura deside-
rati, sia da quelli più economici, sia da quelli più
raffinati, evitando così di dover ricorrere a persone
differenti, dovendo coordinare.
La garanzia è data da uno dei maggiori nomi eu-
ropei specializzati nella realizzazione di case pre-
fabbricate. Haas nasce nel 1971 in Baviera, a Fal-
kenberg. All’interno operano circa 4.000 persone.
Realizzando i vari componenti nelle varie aziende
facenti parte del Gruppo, Haas è in grado di sod-
disfare le più svariate richieste, senza tralasciare
l’importanza della qualità impiegata.
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Haas Hoco Italia Srl
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64 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
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abbiamo
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Il pianeta terra ha bisogno di aiuto.
E noi di Faliselli abbiamo da tempo colto il suo
messaggio. Il nostro piccolo contributo per
la salvaguardia del mondo si esprime attraverso
un’economia sostenibile, una gestione aziendale
responsabile e soprattutto attraverso un prodotto
a massimo risparmio energetico, per consentire
a tutti voi di scegliere un serramento capace di
aiutare l’ambiente e promuovere il benessere
abitativo. Perché tante piccole azioni possono,
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solamento termico, risparmio energetico, be-
nessere abitativo. Sono questi i cardini attorno
ai quali ruotano le più recenti proposte di Fali-
selli. Si tratta di serramenti, Klima92 e Passiv92,
che rispondono a requisiti prestazionali mol-
to elevati e che propongono soluzioni ai massi-
mi livelli tecnologici. Vetri basso-emissivi, telai
super-spessorati da 92 mm, tripli vetri, doppia
camera, triple guarnizioni: si tratta di caratteri-
stiche costruttive all’avanguardia che consento-
no di abbattere i consumi energetici, di ridurre
sensibilmente i costi di gestione e di abbattere le
emissioni di anidride carbonica.
Klima92, in legno lamellare, è indicato per presta-
zioni di “CasaClima A +”, grazie ad una trasmittan-
za media del sistema finestra pari a 1,2 W/mqk.
Passiv92 al legno lamellare aggiunge anche il su-
ghero vaporizzato, proponendo un serramento in-
dicato alle prestazioni di una Passivhaus. Con Pas-
siv92 l’obiettivo è quello dell’iperisolamento che
si esplica in un fabbisogno termico inferiore ai 10
kWh per metro quadro all’anno. La trasmittanza
media del sistema fienstra è pari a 1,0 W/mqk.
Faliselli vi aspetta per presentarvi queste novità a
KlimaHouse09 - settore CD - stand D22/28.
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Standard CasaClima sia per
le nuove costruzioni che per
i risanamenti
L’APE (Agenzia Provinciale per l’Energia di
Udine), fondata su iniziativa dell’Assessorato
all’Ambiente della Provincia di Udine ed impe-
gnata a livello locale a promuovere un utilizzo
intelligente dell’energia, ha individuato in Casa-
Clima il sistema di certificazione più completo
ed indipendente per raggiungere la sostenibilità
energetica in campo edile. È stato quindi un pas-
so naturale, per la Provincia di Udine, quello di
avvicinarsi a tale sistema per dare un’etichetta
energetica al proprio patrimonio immobiliare.
In tale contesto, sarà l’APE, in quanto gestore
del sistema CasaClima in Friuli Venezia Giulia,
a garantire uno sviluppo dinamico del progetto a
livello provinciale.
Nel concreto, l’impegno preso dall’Amministra-
zione riguarda sia gli edifici di nuova costruzione
che quelli in ristrutturazione.
Nel primo caso, la Provincia punta in alto, sce-
gliendo una classe A: tutti gli immobili di futura
edificazione appartenenti al patrimonio provin-
ciale dovranno ottenere un fabbisogno energe-
tico specifico dell’involucro minore di 30 kWh/
m²a. Per la copertura di tale fabbisogno, andrà
La Provincia di Udine sceglie la classe “A”
Con la delibera di Giunta del 28
luglio 2008 la Provincia di Udine ha
abbracciato lo standard
CasaClima per migliorare le
prestazioni energetiche del proprio
patrimonio immobiliare.
S
i tratta di diversi palazzi, uffici e complessi
scolastici presenti sul vasto territorio della
provincia friulana, ampia quasi 5.000 km². La
scelta mira a promuovere l’efficienza energetica
degli edifici attraverso la riduzione del fabbiso-
gno di energia e l’integrazione delle fonti rin-
novabili, con una conseguente diversificazione
energetica.
L’Amministrazione Provinciale udinese, con que-
sta delibera, intende contribuire al raggiungi-
mento degli obiettivi nazionali di limitazione delle
emissioni di gas serra posti dal Protocollo di Kyoto.
La considerazione che nel settore edilizio abitativo
e terziario esiste un enorme potenziale di rispar-
mio energetico, e di conseguenza di riduzione delle
emissioni, ha spinto la Provincia ad agire proprio
su questo settore, dando per prima come ente lo-
cale il buon esempio e aprendo la strada alle “good
practices”.
utilizzata preferibilmente energia rinnovabile
proveniente da fonti locali; in direzione della so-
stenibilità ambientale, andranno inoltre privile-
giati materiali bio-ecocompatibili.
Nel caso di risanamento di vecchi edifici di pro-
prietà dell’Amministrazione, se per dimostra-
te motivazioni fosse impossibile raggiungere la
classe A, andrà perseguito l’obiettivo dello stan-
dard inferiore massimo possibile.
Primi interventi in classe A
La Provincia ha già in cantiere il primo interven-
to che segue questa norma: si tratta della costru-
zione secondo gli standard CasaClima del convit-
to “Ingeborg Bachmann”, un collegio destinato
ad ospitare gli studenti dell’omonimo liceo dello
sport durante i mesi scolastici. L’istituto si trova
a Tarvisio, località friulana al confine con l’Au-
stria. La realizzazione del convitto, i cui lavori
cominceranno ad inizio 2009, sarà completata
in tre lotti, funzionali anche da un punto di vista
economico.
L’edificio si compone di quattro piani di circa 840
m² ciascuno: un piano terra destinato ad ospitare
ambienti comuni quali portineria, mensa, uffici,
sale lettura, ed i superiori nei quali saranno situate
le camere con bagno interno. La forma compatta
68 KlimaHaus | CasaClima 01/2009 69 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
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’impresa tedesca di lunga tradizione, leader
europeo nella realizzazione di case sane a tu-
tela del clima, nel 2009 si espande in Italia.
La pluripremiata impresa si occupa da decenni di
edilizia in senso completo e nel rispetto dell’am-
biente e del clima. È considerata una delle imprese
più innovative d’Europa per quanto riguarda la tu-
tela del clima.
“Il nostro scopo è di proporre, anche a tutti i clien-
ti italiani che hanno a cuore la salute, delle case
confortevoli, progettate individualmente da archi-
tetti italiani, caratterizzate da un clima abitativo
percettibilmente sano.” Ovviamente queste case
soddisfano i massimi standard CasaClima. Inoltre
ogni edificio Baufritz, grazie ai metodi di costruzio-
Case ecologiche a tutela del
clima - ora anche in Italia!
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a risparmio energetico BAUFRITZ
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dell’Hotel Sheraton di Bolzano
ne naturali, riduce le emissioni di CO
2
di più di 40
tonnellate! Le case Baufritz sono sinonimo di pregio
artigianale e design individuale. Un piano sulla sa-
lute sviluppato nel corso di vari decenni, garantisce
un clima abitativo sano e privo di sostanze nocive.
Unico nel suo genere è il test gratuito sulla sanità
di ciascun edificio. Un vantaggio importante so-
prattutto per persone allergiche o con disturbi delle
vie respiratorie. Esemplare è anche il rivestimento
anti-elettrosmog di ciascuna casa, in grado assorbi-
re quasi il 100% delle radiazione esterne. “I nostri
clienti ricevono una casa con valori aggiunti esclu-
sivi, e accrescimento del valore futuro assicurato”,
spiega Ralf Palzer, amministratore della PCC di Me-
rano. L’importatore ufficiale PCC e Baufritz sono
lieti di invitare architetti, geometri, ingegneri edili
e chiunque fosse interessato, all’evento informativo
del 23.01.2009 alle 8:30 nell’atrio dell’Hotel Shera-
ton di Bolzano. Confermi la Sua presenza all’indi-
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traspiranti in legno spesse 40 cm,
ad esempio, sono assolutamente
innovative, grazie al pannello unico
nel suo genere “Xund-E” di prote-
zione dall‘elettrosmog, e generano
un clima abitativo molto equilibra-
to; in estate piacevolmente fresco,
d‘inverno confortevolmente caldo.
Il tutto con un consumo energetico
estremamente basso. Con l‘utilizzo
di geotermia o pannelli solari, si
può inoltre ottenere uno standard
CasaClima ai massimi livelli.
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a parallelepipedo orientata in direzione est-ovest
permetterà di massimizzare i guadagni solari gra-
tuiti.
Secondo il progetto definitivo, la struttura sarà di
tipo misto, in cemento armato al piano terra, ed
in legno ai piani sopraelevati. È soprattutto nella
struttura leggera che si concentrano i problemi di
tenuta all’aria e di tenuta al vento, che se si verifi-
cassero si tradurrebbero in uno spreco energetico
dovuto alle perdite per infiltrazioni e che potrebbe-
ro anche danneggiare la struttura stessa.
Per evitare queste problematiche, sarà seguita at-
tentamente la progettazione esecutiva dei dettagli
costruttivi e soprattutto la loro realizzazione in
cantiere. L’opportuno utilizzo di nastri a tenuta e
la corretta posa del cappotto e dell’intonaco che ne
uniforma la superficie saranno decisivi nell’evitare
dispersioni e punti di discontinuità. Al termine dei
lavori, il controllo sarà effettuato tramite il Blower
Door Test, che quantifica appunto le dispersioni
per mancata tenuta all’aria dell’edificio. Per rag-
giungere la classe A si dovrà installare un impianto
di ventilazione forzata, attraverso il quale rinno-
vare l’aria attraverso un sistema che recupera il
calore dall’aria esausta in uscita e lo trasferisce a
quella fresca in entrata.
Nella costruzione del convitto Bachmann, l’atten-
zione a livello di involucro e di impiantistica con-
segnerà alla collettività un edificio a basso fabbi-
sogno energetico e ad alto comfort abitativo, una
CasaClima A.
In prospettiva infine, il prossimo intervento fon-
damentale e strategico riguarderà l’ampliamento
della sede della Provincia di Udine che permetterà
di razionalizzare e concentrare gli uffici sparsi sul
territorio e creare una vera cittadella della Provin-
cia. Il progetto, oltre a seguire lo standard classe A,
prevede l’utilizzo di energie rinnovabili ed un’at-
tenta progettazione delle aree esterne che riduca
al minimo gli spazi impermeabilizzati realizzando
un parcheggio interrato fruibile anche dalla Città
di Udine.
Arch. Rudi Zancan Relatore CasaClima
CasaClima Cartoon
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Schiestlhaus in Stiria:
la casa passiva a più
alta quota d’Europa.
Un rifugio di montagna
a 2154 metri di altezza
sullo Hochschwab,
vincitore del primo premio
dell’”Energy Globe”
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stati federali.
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Cerificato
da
Darmstadt
Il giorno 12 dicembre 2008 alla Libera Università
di Bolzano sono stati consegnati i diplomi del se-
condo Master CasaClima. I 19 professionisti, che
per 2 anni sono tornati “sui banchi di scuola” per
specializzarsi in progettazione a basso consumo
energetico ed edifici in legno, avevano presentato
e discusso nel giugno scorso il loro lavoro con-
clusivo.
I temi trattati, che approfondivano tematiche
proposte sia durante il corso base che nel cor-
so specialistico, hanno spaziato dal risanamento
energetico degli edifici alla progettazione di edifi-
ci ecologici a bassissimo consumo, dalla salubrità
e benessere negli ambienti chiusi alla domotica,
dalla diagnosi e recupero di strutture in legno de-
gradate alla progettazione con il legno, anche in
zona sismica.
Conclusione secondo master CasaClima a Bolzano
I lavori presentati:
Recupero energetico di edifici a costo zero. Un’analisi in comune di Buccinasco (MI) arch. Silvia Bardeschi
Economia ed energia - Scenari energetici ed interventi urbanistici ed edilizi ing. Antonio Cadoni
La domotica come supporto alla didattica: per insegnare il risparmio energetico
nella scuola
arch. Daniele Cipeletti
Un nuovo villaggio solare per risanare a costo zero il quartiere Murattiano di Bari arch. Margherita Colonna
Zero emission. La sostenibilità di un futuro possibile arch. Carlo Dal Vera
Gallerie stradali, nuove strategie: la certificazione energetica e l’utilizzo di fonti
energetiche alternative
arch. Claudio De Luca
Applicazione del metodo LCA per la valutazione delle prestazioni
energetico-ambientali della tecnologia fotovoltaica
ing. Paolo Dignani
Valutazione del fabbisogno energetico per la climatizzazione estiva di un edificio sito
in Canale Monterano, Roma
arch. Maria Giulia Faiella
Riabilitazione strutturale di elementi lignei degradati: influenza dei materiali sulle prestazioni
del giunto
arch. Mariangela Gavioli
Nuovi scenari urbani- Metodologia e tecniche per il risanamento di edifici condominiali arch. Davide Silvio Gigli
Applicazione di metodologie non distruttive per la diagnosi di elementi lignei in opera.
Confronto con la normativa italiana attraverso due casi di studio
arch. Maurita Glorioso
Strutture portanti per l’edilizia moderna in legno: applicazione dei pannelli strutturali massicci
di grandi dimensioni - Esempio pratico quale caso di studio
ing. Mauro Leonesio
Costruire con il legno: Valorizzazione delle specie autoctone di castagno e robinia nella
regione Piemonte
arch. Luca Malavolta
Linee metodologiche per il quartiere ecologico. Progetto: Masterplan per l’insediamento
residenziale ad alta sostenibilità “LACO”
arch. Jürgen Johann Mantinger
Progettazione di un edificio a basso consumo energetico in legno a Padova arch. Luciano Miotto
Progettazione di un teatro all’aperto arch. Cristina Pasquale
Manuale applicativo per pacchetti murari in Friuli Venezia Giulia arch. Domenico Pepe
L’Approccio Sentinel Haus nel mondo costruttivo italiano ing. Simona Pezzuchi
Studio sperimentale e teorico del comportamento sismico di un sistema
costruttivo intelaiato in legno
ing. Elia Terzi
Congratulazioni!
72 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
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el corso dell’estate la costruzione è progredita
secondo i tempi previsti; tra la fine di luglio e la
fine di ottobre sono stati realizzati il 1° e il 2° piano
destinati alle unità di cura. Le strutture verticali
Una sfida per la cura degli anziani
sono costituite prevalentemente da setti in cls, i so-
lai in cls sono prevalentemente a vista. La sommi-
tà del vano scale ovest, che consente di accedere
alla copertura piana, è stata conclusa ai primi di
dicembre. Poco dopo il brusco abbassamento della
temperatura esterna (arrivata anche a -14°C) e le
copiose nevicate hanno fatto decidere per una so-
spensione temporanea. I lavori riprenderanno al
termine dell’inverno con le opere di impermeabi-
lizzazione e coibentazione, le chiusure esterne e i
sottofondi.
Vista lato sud-ovest Interno vano scale Vista lato nord-ovest
Una camera di degenza La terrazza-patio al piano terra L'ingresso al garage La sommità del vano scale ovest
Atrio al piano terra Vista lato sud-est La sala multifunzionale al piano terra Vano scale al 1° piano Vista lato nord-est
1 2 3 4 5
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11 10 12
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Nel marzo scorso sono stati avviati
i lavori per la costruzione del nuovo
centro residenziale di cura a Valdaora
presentato nei precedenti numeri di
questa rivista. Il cantiere continua...
74 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
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na giornata davvero speciale”: questo il ben-
venuto dell’amministratore delegato della
SPF Group Salvatore Falleti a tutti i presenti ,
che la mattina dello scorso 5 dicembre si sono
ritrovati nella sala congressi dell’Hotel Diaman-
te di Alessandria per inaugurare VerdeCasa
®
, la
prima casa passiva in Piemonte, una colorata
palazzina disposta su tre piani, composta di do-
dici alloggi e progettata secondo i principi dello
sviluppo eco-sostenibile basato innanzitutto sul
massimo sfruttamento dell’apporto energetico
naturale. Con VerdeCasa
®
, sviluppata seguendo
le linee guida del Protocollo dell’Agenzia Casa-
Clima di Bolzano, anche il Piemonte si può van-
tare di ospitare un progetto innovativo: uno stu-
dio accurato sull’orientamento, sulle scherma-
ture solari, sull’involucro dell’edificio, sulle alte
prestazioni dei serramenti, sull’eliminazione dei
ponti termici e sull’integrazione impiantistica
che unisce comfort termico e benessere abitativo
ad elevatissimi risparmi energetici, con conse-
guente enorme abbattimento dell’impatto am-
bientale, in termini di emissioni di CO
2
.
Una giornata davvero speciale per tanti motivi:
intanto il risultato finale di VerdeCasa
®
, assolu-
tamente migliorativo rispetto al progetto iniziale:
l’Agenzia CasaClima ne ha certificato l’efficienza
energetica dell’involucro in classe A con 12 Kwh/
La prima CasaClima A
in Piemonte
Inaugurazione di VerdeCasa
®

a Spinetta Marengo nell’alessandrino,
il primo edificio certificato
dall’Agenzia CasaClima di Bolzano
in classe A e Gold in Piemonte.
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SPF Group
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2
anno (rispetto all’ipotesi progettuale di 21 Kwh/
m
2
anno) e l’efficienza complessiva degli impianti
in classe ORO con 5 Kg di CO
2
/m
2
anno.
E poi, la forte adesione all’evento, segno di una
volontà comune finalizzata alla riduzione dell’im-
patto ambientale in edilizia, nonostante i nuovi
preoccupanti scenari normativi.
Infine, la presenza delle più alte cariche istituzio-
nali a sottolineare l’importanza dell’evento. “C’è
effettivamente stato un cambiamento delle sensibi-
lità: un paio di anni fa non sarebbe stato possibile
pensare alla concretizzazione di un progetto eco-
sostenibile di tale portata: la CasaClima sarebbe
stata vista solo come un lontano miraggio, un’idea
di un visionario. Invece oggi siamo qui a parlare di
una realtà, e bisogna saperne rigenerare altre da
questa”, è il commento del Sindaco di Alessandria,
prof. Piercarlo Fabbio.
Finalmente un risultato concreto, una realizzazio-
ne, potremmo dire, pilota che - ha affermato Paolo
Filippi, Presidente della Provincia di Alessandria
- diventerà un esempio da seguire, soprattutto
da esportare negli enti locali”. Anche l’Assessore
Regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture della
Regione Piemonte Daniele Borioli ha lodato l’ini-
ziativa, confermando che “il tema dello sviluppo
sostenibile va sviluppato. Il progetto VerdeCasa
®
è
mosso da una grandiosa lungimiranza di un’azien-
da privata, che ha saputo ben cogliere una sfida
innovativa”.
Ben presente il tema del taglio del “bonus ener-
gia”: “Innovazione e modernità restano le parole
d’ordine in edilizia”, sono le parole del Direttore
del Collegio Costruttori Ance di Alessandria, dott.
Luigi Tosi. “Anche in Provincia di Alessandria per
il 2009 è previsto un forte calo delle richieste di
ristrutturazioni edili ambientali causato dalla so-
spensione agli eco-incentivi, ma non bisogna de-
mordere: da una grande crisi si esce utilizzando
tecnologie alternative, usando materiali speciali,
altamente tecnologici…”.
Venti di crisi che non toccano il progetto Verde-
Casa
®
, lo confermano le richieste.

per murature portanti,
anche in zona sismica,
e murature di tamponamento.
per murature
di tamponamento e
murature portanti
in zona non sismica.
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CasaClima risponde
Gentile lettore,
le soluzioni disponibili per l’isolamento ter-
mico delle pareti esterne sono diverse: la più
efficiente, sia per risparmiare sui costi per ri-
scaldamento che per elevare il comfort termico
interno è sicuramente un isolamento termico
posato esternamente, ossia sul lato freddo della
parete. Questa soluzione permette di proteggere
la muratura esistente dalle rapide variazioni di
temperatura e dalle intemperie, evitando possi-
bili danni e quindi allungando la durata di vita
dell’edificio. Un adeguato spessore, generalmen-
te superiore agli 8-10 cm, assicura inoltre che un
eventuale formazione di condensa interstiziale
possa aversi solo negli strati più esterni dell’iso-
lante, dove risulta più facilmente smaltibile. Per
la scelta dello spessore più adatto è sempre utile
comparare la variazione di costo per un aumen-
to di spessore dell’isolante con il risparmio sui
costi per il riscaldamento ottenibili. In ogni caso
si consiglia di superare gli standard minimi at-
tualmente fissati per legge, in considerazione di
un’evoluzione continua della normativa in ter-
mini più restrittivi.
Le soluzioni più frequentemente utilizzate per
l’isolamento esterno sono i sistemi a cappotto e
le facciate ventilate. Nel primo caso i pannelli iso-
lanti sono incollati e tassellati direttamente alla
parete e poi rifiniti esternamente con intonaco.
Nel caso delle facciate ventilate sul lato esterno
della muratura viene fissata una sottostruttura
metallica o in legno fra la quale viene inserito il
materiale termoisolante che viene poi sigillato
con un telo di tenuta al vento. Sulla sottostruttu-
ra viene fissato il rivestimento esterno ( in tavole
di legno, in lastre di metallo, in lastre di ardesia
etc.) lasciando un’intercapedine d’aria di alme-
no 4 cm fra questi e l’isolante. La ventilazione
dell’intercapedine favorisce lo smaltimento di
eventuale umidità.
A parità di spessore dell’isolante le due soluzioni
sono egualmente efficienti dal punto di vista ter-
mico. La soluzione con cappotto è sicuramente
meno costosa ma come in questo caso, con una
muratura esistente dalle molte irregolarità e so-
lo parzialmente intonacata, necessita di un’ade-
guata preparazione del supporto su cui andran-
no fissati i pannelli. Una soluzione con facciata
ventilata risulta invece più costosa e modifica
l’aspetto architettonico dell’edificio.
Per la possibilità di superare facilmente le ir-
regolarità delle murature esistenti può essere
presa in considerazione una soluzione con into-
naco termoisolante ma questa va attentamente
valutata per verificarne i vantaggi sia dal punto
di vista energetico che economico. I ridotti spes-
sori ottenibili e la conduttività termica elevata
del materiale rispetto ai comuni materiali iso-
lanti rendono infatti spesso questa soluzione po-
co adatta, soprattutto nelle zone climatiche più
fredde come nel suo caso.
In tutti i casi è importante risolvere con cura
eventuali ponti termici in particolare in corri-
spondenza dei balconi, delle finestre e nel rac-
cordo con il tetto.
Consigli, domande e curiosità di
voi lettori sui temi del costruire
energeticamente efficiente
troveranno in questa nuova
rubrica, curata dalla redazione
in collaborazione con il Master
CasaClima della Libera Università di
Bolzano, una qualificata risposta.
A
Gentile redazione,
possiedo una piccola casa in una località di mon-
tagna che mi piacerebbe rinnovare. Alcuni anni fa
ho sostituito la vecchia copertura con un nuovo
tetto in legno isolato. È ora mia intenzione pro-
cedere anche all’isolamento delle pareti esterne,
costruite in pietra e solo in parte intonacate.
Quali soluzioni ho a disposizione?

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va steso a strisce verticali ravvicinate sul pannello
o direttamente sul supporto in muratura. I pannelli
vanno sempre applicati sulla colla ancora fresca.
L’incollaggio dei pannelli
I pannelli vanno incollati a giunti strettamente acco-
stati a partire dal basso e proseguendo verso l’alto.
Lo sfalsamento verticale dei giunti nella parte cen-
trale della facciata deve essere di almeno 25 cm. Du-
rante la posa bisogna fare attenzione che i pannelli
siano perfettamente piani ed allineati. Tra un pan-
nello e l’altro non devono esserci fughe: eventuali
fessure superiori ai 2 mm vanno riempite con strisce
di materiale isolante, nel caso dei pannelli a base di
silicato di calcio con una malta per riempimento.
In ogni caso nelle fessure fra i pannelli non deve
mai essere collocato collante.
Solitamente si devono essere utilizzare solo pannelli
interi: strisce di pannello di larghezza comunque
Applicazione a seconda del tipo di pannello
Pannelli in polistirolo EPS-F (per facciata)
Metodo a punti e strisce (superficie di contatto >40%) o a tutta
superficie sui pannelli; sul supporto solamente a tutta superficie.
Pannelli in lana di roccia MW-PT
Metodo a punti e strisce (superficie di contatto >40%) o a tutta
superficie sulla parte non rivestita dei pannelli; sul supporto sola-
mente con il metodo a tutta superficie.
Pannelli in lana di roccia lamellare MW-PT
A tutta superficie sul pannello; per i pannelli rivestiti su entrambi
i lati il collante può essere applicato al supporto con il metodo a
tutta superficie.
Pannelli a base di idrati di silicato di calcio
(schiuma minerale)
Metodo a punti e strisce (superficie di contatto >70%)
Pannelli in sughero
Metodo a punti e strisce (superficie di contatto >40%)
o a tutta superficie.
Altri tipi di pannello
Applicazione del collante secondo le indicazioni
del produttore.
Serie tecnica a fascicoli 4
Q
uesto presuppone che tutti i soggetti coinvolti
nella realizzazione di un sistema ETICS, dal
progettista agli artigiani che si occupano diret-
tamente della posa, abbiano un’adeguata forma-
zione e la necessaria esperienza: solo così potrà
essere garantito un intervento a regola d’arte. La
qualità di un isolamento a cappotto non dipende
infatti solo dall’utilizzo di prodotti certificati e con
caratteristiche tecniche conformi alle prescrizio-
ni dell’ETAG 014, ma anche da una corretta appli-
cazione delle indicazioni per la posa riportate in
questo e nei precedenti fascicoli. La direttiva per
la posa di un sistema di isolamento a cappotto di-
venterà a breve uno dei requisiti di qualità per la
certificazione CasaClima.
Incollaggio
I pannelli vengono normalmente fissati al suppor-
to mediante incollaggio. I collanti impiegati devono
essere di alta qualità, compatibili con i materiali
isolanti impiegati, e devono garantire un’adeguata
Il sistema isolamento a cappotto
Come recita un antico proverbio
“il diavolo si nasconde sempre nei
dettagli”. Questo vale anche per un
sistema di isolamento a cappotto:
solo una corretta progettazione ed
esecuzione dei dettagli ne assicura la
qualità e la durata nel tempo.
aderenza tra supporto e pannello isolante. In ausi-
lio all’incollaggio, per molte condizioni di impiego,
vanno quasi sempre previsti anche i tasselli, come
riportato nel fascicolo 3.
Preparazione ed applicazione
del collante
La preparazione del collante deve avvenire secondo
le indicazioni del produttore. L’applicazione del col-
lante può essere effettuata a mano e/o a macchina.
In ambedue i casi bisogna fare attenzione affinché:
tra il pannello isolante ed il supporto non ci sia •
la possibilità di circolazione di aria;
il pannello sia trattenuto in modo uniforme al •
supporto: in caso contrario, a seconda delle
temperature superficiali esterne, si può avere
un effetto cuscino o materasso (vedi grafico 1).
L’applicazione del collante può avvenire con il me-
todo a punti e strisce o anche su tutta la superficie
del pannello.
Nel metodo a punti e strisce il collante viene steso
con la cazzuola in una striscia perimetrale larga 5
cm e con minimo tre punti di collante al centro delle
dimensioni di un palmo della mano. Lo spessore
dello strato di collante deve essere compreso tra i 5
e 20 mm (vedi grafico 2).
Nel metodo a tutta superficie il collante va steso sia
sul pannello che sul supporto con la cazzuola denta-
ta. Se l’applicazione avviene a macchina il collante
Esterno caldo: effetto cuscino
Grafico 1
Esterno freddo: effetto materasso
Grafico 2: Metodo di incollaggio a punti e strisce Incollaggio dei pannelli a punti e strisce
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superiore ai 15 cm e dello stesso materiale sono so-
lo in singoli casi ammissibili, ma non dovranno mai
essere utilizzati in corrispondenza degli spigoli.
Negli spigoli vanno impiegati solo pannelli interi o a
metà, da applicare in modo alternato.
Se lo spessore dell’isolante è superiore a 25 cm si
consiglia che questa “dentatura” sia eseguita con un
collante speciale per garantire un fissaggio resisten-
te e duraturo (vedi grafico 3).
Il taglio dei pannelli deve essere eseguito a regola
d’arte e ad angolo retto e per questo vanno utilizzati
gli attrezzi appropriati (cesoie). I pannelli rovinati,
per esempio con spigoli o angoli mancanti o schiac-
ciati, non possono essere impiegati.
Le sporgenze dei pannelli in corrispondenza degli
spigoli vanno tagliati solo dopo l’indurimento del
collante (di regola dopo 2-3 giorni o secondo diverse
indicazioni del produttore). I raccordi tra i pannelli
non devono essere allineati con gli angoli di finestre
e porte (vedi grafico 4).
Intonaco di sottofondo
con armatura (rasatura)
Questo strato viene realizzato annegando in uno
strato sufficiente di rasante una rete in fibra di vetro
resistente agli strappi che funge da armatura. Le ri-
chieste tecniche del sistema ed il materiale isolante
1
) Valore medio di un campione rappresentativo.
2
) Copertura della rete minimo 1 mm, in caso di giunto minimo 0,5 mm.
3
) Questo spessore della rasatu-
ra è necessario se il rivestimento ha uno spessore “alto”.
Grafico 5: Armature diagonali
di rinforzo
Grafico 6
Esecuzione dell’intonaco di sottofondo
spessore
[mm]
spessore
minimo [mm]
spessore
medio
1
[mm]
posizionamento
della rete
2
misure da rispettare
per sistemi con pannelli di
3 2 _> 2,5 a metà EPS e schiuma minerale
5 4 _> 4,5 nel terzo esterno EPS -F
3
lana di roccia, sughero,
schiuma minerale, fibra di legno
8 9 _> 7,0 nel terzo esterno lana di roccia e sughero
Grafico 4: Corretta applicazione dei pannelli
in prossimità degli angoli della finestra
impiegato determinano la scelta del tipo di rasa-
tura. Si distinguono sistemi di rasatura a spessore
sottile, a spessore medio ed a spessore alto. Nel caso
in cui il sistema a cappotto esterno necessiti di uno
strato d’intonaco di compensazione (fibra minerale
MW-PT, sughero ICB, fibra di legno porosa WF-PT),
prima di applicare l’intonaco di sottofondo bisogna
aspettare che la rasatura livellante si sia indurita.
Applicazione della rasatura e
posizionamento dell’armatura
Sul pannello isolante, eventualmente livellato, il ra-
sante può essere applicato a mano o a macchina con
spessore come indicato in tabella.
La rete d’armatura va possibilmente applicata verti-
calmente oppure orizzontalmente in fasce complete,
in modo da evitare raccordi non necessari. I giunti
sono da eseguirsi con una sovrapposizione delle stri-
sce di rete di almeno 10 cm. La rete va annegata sen-
za pieghe a metà rasatura oppure nel terzo esterno
dell’intonaco come specificato in tabella.
La rasatura si applica con il metodo “fresco-su-fre-
sco” per garantire che tutta la rete venga adeguata-
mente ricoperta .
In corrispondenza di angoli di finestre e di porte so-
no necessarie delle armature diagonali di rinforzo:
queste vanno annegate e fissate nell’intonaco pri-
ma dell’applicazione dell’armatura superficiale, in
modo tale che il bordo della striscia di rete risulti
posizionato direttamente sull’ angolo a circa 45°. Le
dimensioni delle strisce di rete sono in genere 20 x
40 cm (vedi grafico 5).
Per la protezione di elementi particolarmente sog-
getti ad azioni meccaniche vanno previste:
Armature rinforzate: • queste devono essere in-
serite prima dei profili angolari protettivi insieme
alla rete d’armatura superficiale e devono essere
annegate nello strato di rasante di ca. 2 mm.
Strato di armatura doppio: • in questo caso è im-
portante fare attenzione che il posizionamento
della prima rete avvenga senza sovrapposizioni
e che lo strato di annegamento si sia indurito
prima di procedere con l’applicazione della se-
conda rete, da sovrapporre a giunti sfalsati.
Esecuzione di spigoli ed angoli
In caso di impiego di profili angolari con rete in
fibra di vetro incollata e di angolari in rete si deve
applicare l’intonaco di sottofondo per
la larghezza del fianco di rete previsto,
in modo tale da poter annegare sopra
il profilo angolare e il fianco della re-
te. Il raccordo con la rete d’armatura
superficiale va realizzato con una so-
vrapposizione di almeno 10 cm (vedi
grafico 6).
Sfalsamento verticale dei giunti
Grafico 3
“Dentatura” d’angolo
Posa dei nastri adesivi autoespandenti nei raccordi con
finestra e davanzale
Armature diagonali di rinforzo
Posa della rete di armatura
Applicazione dei pannelli in prossimità degli angoli finestra
Profilo per intonaco
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seconda del tipo di rivestimento. Anche la struttura
delle superfici può essere diversa a seconda degli
attrezzi utilizzati.
Indicazioni generali di lavorazione
I rivestimenti sono fabbricati utilizzando granu-
lometrie e colori naturali, perciò non è possibile
garantire la totale uniformità delle strutture e
delle tonalità.
Se i rivestimenti murali sono forniti in polvere
conviene miscelare tutta la quantità necessaria
per la realizzazione della facciata. Se si rendes-
sero necessarie delle forniture successive è neces-
sario conservare una parte del vecchio materiale
per miscelarlo con il nuovo. Con l’impiego di suf-
ficiente manodopera si evitano giunti visibili: lavo-
rando fresco su fresco si limita infatti il rischio di
una superficie strutturalmente e cromaticamente
disomogenea. Per la configurazione cromatica gli
intonaci di rivestimento possono essere pitturati
con i colori previsti per il sistema. Nella scelta del
colore bisogna sempre tenere in considerazione
sia il fattore di riflessione sia le indicazioni del
produttore per quanto riguarda i tempi intercor-
renti tra la stesura della rasatura e della pittura.
L’ esecuzione di spigoli ed angoli senza impiego di
profili prefabbricati va effettuata in fase di appli-
cazione della rasatura superficiale. A tale scopo si
stende la rete di armatura su un lato per circa 20
cm oltre lo spigolo e si annega nel rasante sovrap-
ponendola per almeno 10 cm nelle giunzioni (ve-
di grafico 7). L’esecuzione di angoli a gocciolatoio
(facciata-solaio) avviene come illustrato in figura
(vedi grafico 8).
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Grafico 7
Indice di riflessione
Questo fattore indica la quantità di luce che vie-
ne riflessa da una superficie. Quanto maggiore è il
suo valore, tanto più chiara è la tonalità di colore
(0%=nero / 98%=solfato di bario, bianco). In un si-
stema di isolamento a cappotto questo valore non
dovrebbe mai essere inferiore al 25%: questo vale
sia per le pitture protettive sia per gli intonaci di
rivestimento.
Un indice di riflessione troppo basso comporta in-
fatti un surriscaldamento dei pannelli: questo può
generare delle tensioni che si manifestano con la
deformazione dello strato di intonaco superficiale e
la conseguente formazione di crepe, che minaccia-
no la durabilità del sistema.
Grafico 8
Profilo di giunto Taglio della rete di armatura in corrispondenza dello zoccolo
Il rivestimento
Il rivestimento, disponibile in un’ampia gamma di
granulometrie e colori, deve garantire un’adegua-
ta protezione del sistema a cappotto dalle intempe-
rie. Esso va sempre applicato dopo l’essiccamento
del rasante: in caso di applicazione prematura
c’è infatti il pericolo di formazione di macchie o
chiazze.
A seconda del sistema utilizzato per il cappotto
esterno si possono applicare diversi tipi di rivesti-
menti. Lo spessore minimo è pari a 1,5 mm, a 2 mm
se la struttura del rivestimento è rigata. Per ottenere
una struttura a frattazzo fine, con una granulome-
tria inferiore a 1,5 mm, è necessaria l’applicazione
a strati “fresco su fresco”.
L’ applicazione del rivestimento può avvenire a ma-
no o a macchina seguendo le indicazioni del produt-
tore. A seconda del tipo di rivestimento utilizzato
potrebbe rendersi prima necessaria l’applicazione
di un fissativo (primer).I rivestimenti possono es-
sere applicati a cazzuola, a spruzzo o a frattazzo a
84 KlimaHaus | CasaClima 01/2009 85 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
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ono le emozioni ad accoglierci in una nevosa
giornata d’inverno varcando la soglia di casa
Salcher, nel piccolo abitato di Bulla sopra Ortisei.
Arroccato su un ripido pendio a 1600 metri di
quota, l’edificio sembra affiorare dalla neve con
la stessa naturalezza delle innumerevoli scul-
ture che lo circondano. Thaddäus Salcher, noto
artista altoatesino e la moglie Elisabeth, me-
dico pediatra, ci accolgono nell’atelier al piano
interrato, vero cuore della casa. La luce diafa-
na che penetra dai lucernari rifulge sulle enor-
mi tele dagli intensi colori addossate alle pareti.
Una piccola stufa in ghisa riscalda l’ampio spa-
zio di lavoro dove Thaddäus Salcher trascorre le
giornate dando forma alle sue emozioni. Forme
semplici ed essenziali ma cariche di sentimento
che nascono scolpendo materiali naturali come
il legno, la pietra, il metallo e che trovano nella
natura meravigliosa che circonda questo luogo
una fonte inesauribile di ispirazione.
L’emozione di costruire
“Io cerco la semplicità,
purificata dall’inutile,
colma di speranza e quiete spirituale.
La mia arte è un tentativo di
abbandonare l’ambito dell’intelletto
per affrontare quello dei sentimenti
e delle emozioni”. T. S.
La stessa semplicità ed essenzialità caratterizza
l’abitazione al piano superiore: un volume intera-
mente in legno inciso da lunghe vetrate e scavato
nell’angolo sud-est per accogliere un terrazzo nel
verde da cui godere nelle giornate più calde del
magnifico panorama circostante. Lo spazio inter-
no mostra sin dall’ingresso un carattere fortemente
personalizzato ma molto accogliente. I materiali na-
turali e non trattati di pareti e solai, le ampie vetrate
che incorniciano come quadri pezzi di natura in-
contaminata, le opere dell’artista a far mostra di sé,
il mobilio essenziale ma carico di storia , i numerosi
strumenti musicali e la stufa in pietra ollare accesa
raccontano in silenzio dei modi e delle abitudini di
vita, degli interessi e dei gusti degli abitanti di que-
sta casa. Uno spazio confortevole sia per i coniugi
Salcher ed i loro quattro figli ma anche per gli ospiti
che si sentono subito partecipi della vita che qui si
svolge. Una vita che Elisabeth e Thaddäus raccon-
tano con orgoglio e soddisfazione e che ha visto
nella costruzione di questa casa la realizzazione di
un sogno inseguito con tenacia per molti anni.
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La fase di indurimento dei rivestimenti a base mi-
nerale avviene attraverso una reazione chimica: se
le condizioni esterne (temperatura umidità ecc..)
cambiano durante la posa o l’indurimento, si pos-
sono manifestare delle disomogeneità cromatiche.
La granulometria del rivestimento infine determi-
na lo spessore applicabile in una mano. Se questo
spessore è ridotto viene meno la funzione principale
del rivestimento, ossia quello di proteggere gli strati
sottostanti del sistema dagli agenti atmosferici.
Raccordi e chiusure
Per garantire la funzionalità e la praticità nonché
l’estetica e la durabilità di un sistema di isolamen-
to a cappotto, oltre all’osservazione attenta delle
linee guida pubblicate in questi fascicoli, è neces-
saria una competenza specifica in materia di ese-
cuzione dei raccordi e delle chiusure. Questo im-
pedisce che le azioni dovute agli agenti atmosferici
(sole, vento, pioggia, neve) e l’utilizzo dell’edificio
si ripercuotano sfavorevolmente sulla durata della
facciata. Per un’esecuzione conforme al sistema di
raccordi e chiusure delle diverse parti dell’edifi-
cio è consigliato affidarsi ad accessori ed elementi
specifici, studiati e sperimentati dalle ditte pro-
duttrici di componenti dei sistemi di isolamento a
cappotto.
Posa del rivestimento Finitura speciale per parti sotto la quota di campagna
Applicazione di un primer
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INPEK Srl Via Val di Vizze 57/e . I-39049 Prati/Vipiteno . Tel. +39 0472 760 576 . info@inpek.it . www.inpek.it
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avete optato per una costruzione moderna. Perché
questa scelta?
T.S.: Fin dall’inizio abbiamo pensato ad un edificio
dal carattere moderno, quasi una forma scultorea,
che dialogasse con le costruzioni circostanti attra-
verso l’utilizzo di un materiale tradizionale come il
legno. Non volevamo un edificio fintamente tradi-
zionale ma autenticamente moderno e non per que-
sto meno integrato nel paesaggio. Un edificio che
nel tempo, grazie all’ingrigimento del rivestimento
in legno di larice non trattato, finirà per diventare
un tutt’uno con il paesaggio. Mi piace paragonare
la costruzione di un edificio al lancio di un sasso
in una pozzanghera: all’inizio questo fa sollevare
schizzi ed agita la superficie, ma ben presto la si-
tuazione ritorna alla calma. Così dovrebbe essere
anche per gli edifici.
KH - CC: Quali sono state le scelte fondamentali
nella progettazione e costruzione della vostra abi-
tazione?
T.S.: All’inizio molto tempo è stato speso per veri-
ficare l’orientamento dell’edificio, il dimensiona-
mento e la disposizione delle aperture e natural-
mente l’organizzazione degli spazi. Per questo ci
siamo aiutati con un plastico da me costruito ma
soprattutto con l’esperienza diretta sul sito. Più di
una volta mi sono preso una sedia, l’ho collocata in
un punto preciso del prato ed ho osservato la posi-
zione del sole e gli eventuali ostacoli. Ho verificato
le viste da valorizzare mediante le aperture e le
sensazioni che le diverse posizioni mi suscitava-
no. Un’interazione profonda con il luogo che ci ha
permesso di pre-figurare ciò che il nostro edificio
sarebbe diventato.
Il secondo grande passo è stato quello della scelta
del tipo di costruzione e dei materiali da utilizzare.
La struttura della casa, ad esclusione del piano in-
terrato, è in legno ed anche nella scelta dei materiali
di finitura si sono privilegiati materiali di origine
KH - CC: La tua abitazione è stata una delle prime ad
essere certificata Casaclima A+. Come è nata l’idea
di costruire una casa energeticamente efficiente ed
oltretutto con materiali ecologici?
Thaddäus Salcher: Da quando io ed Elisabeth abbia-
mo iniziato a pensare alla costruzione di una casa il
nostro primo obiettivo è stato quello di realizzare un
luogo su misura per le nostre esigenze. Per noi era
importante avere a disposizione degli spazi non so-
lo per l’abitazione ma anche destinati ad accogliere
l’atelier e quindi la mia attività artistica. La nuova
casa doveva garantire un ottimo comfort termico e
luminoso a garanzia del nostro benessere e della
nostra salute. Per questo ritenevamo fondamentale
l’utilizzo per la struttura di un materiale ecologico
come il legno. Anche tutte le finiture avrebbero do-
vuto seguire lo stesso principio. L’efficienza ener-
getica è stata poi una diretta conseguenza di questa
scelta. Una scelta consapevole e irrinunciabile a
fronte anche delle non sempre positive esperienze
con le nostre precedenti abitazioni.
KH - CC: In che tipo di edifici abitavate in precedenza?
T.S.: In Germania abitavamo in un piccolo monolo-
cale che si trasformava alternativamente in soggior-
no, stanza da letto ed anche atelier. Ritornati in Alto
Adige abbiamo abitato per un po’ di tempo in una
vecchia casa di pietra dove, pur riscaldando con
continuità, la sensazione era sempre di un grande
freddo. Le cose non sono migliorate quando
ci siamo trasferiti in una casa più moderna,
ma evidentemente altrettanto scadente dal
punto di vista termico. Qui il problema era
soprattutto legato alla formazione di muffe
sulle pareti a nord che ci costringeva ad una
continua aerazione dei locali. Tutto questo
è comunque servito come valida lezione per
capire quali errori andassero assolutamente
evitati nella nostra nuova casa.
KH - CC: A chi vi siete affidati per la proget-
tazione di questo edificio?
T.S.: Bisogna subito dire che il nostro percor-
so è stato molto particolare. Prima di affida-
re l’incarico ad una persona di nostra fiducia
abbiamo avuto a disposizione molto tempo
per pensare alla nostra futura abitazione. I
lunghi tempi di attesa per l’assegnazione del
terreno edificabile ci hanno consentito di in-
formarci al meglio sulle tecnologie a disposi-
zione, di valutare più soluzioni e soprattutto
di poter decidere con la necessaria calma.
La nostra permanenza in Germania ci aveva
portato a conoscere da vicino alcune espe-
rienze nel campo della bioedilizia là già ma-
turate negli anni ’90 . Ci siamo inoltre recati
più volte sia in Austria che in Germania per
visitare alcune realizzazioni esemplari.
La difficoltà era poi quella di trasferire que-
sta nostra esperienza e soprattutto il nostro
“sentire” al progettista. Per questo ci siamo
affidati ad un giovane architetto nostro ami-
co, Heinold Gasser, con il quale abbiamo
potuto lavorare in stretta collaborazione e
con ottima intesa. Per quanto riguarda gli
aspetti più tecnici, legati soprattutto alla cor-
retta realizzazione dell’isolamento termico e della
tenuta all’aria dell’edificio, ci è stato di grande aiuto
la consulenza dei tecnici dell’Ufficio Aria e Rumore
della Provincia Autonoma di Bolzano.
KH - CC: Pur in un contesto ambientale fortemente
caratterizzato dal punto di vista architettonico, voi
naturale: la fibra di legno per l’isolamento termi-
co di pareti e tetto, l’argilla per le murature e per
l’intonaco interno, le stuoie in canna palustre come
elemento portaintonaco. Molti dei lavori dovevano
inoltre poter essere svolti direttamente da noi: e così
è stato. Ancor prima dello scavo del terreno tutta la
famiglia è stata coinvolta con l’aiuto di un carpen-
tiere nella realizzazione dei solai e delle pareti in
legno, realizzati impilando tavole messe a coltello e
collegandole con cavicchi in legno.
Thaddäus Salcher,
noto scultore e
pittore altoatesino,
nasce a Bressanone
(BZ) il 30 marzo 1964.
Dopo un periodo di
apprendistato come
scultore presso il pa-
dre Richard Salcher,
nel 1987 si trasferisce
a Monaco dove fre-
quenta l’Accademia
di Arti Figurative
sotto la guida del
prof.Ladner. Dopo il
diploma ha svolto la
sua attività dapprima
a Monaco per poi
trasferirsi dal 1997 ad
Ortisei (Bulla) dove
attualmente vive e
lavora.
E’ vincitore di nu-
merosi concorsi fra
i quali quello per la
realizzazione della
cappella nella Kol-
pinghaus di Merano
(2001). Oltre a nume-
rose mostre personali
e collettive sia in Al-
to Adige che all’este-
ro , egli ha all’attivo
numerosi lavori per
spazi pubblici.
www.salcher.net
88 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
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KH - CC: L’abitudine a sporcarsi le mani plasmando
la materia, propria del tuo lavoro, sembra dunque
aver contagiato tutta la famiglia.
T.S.: Sicuramente la mia esperienza nella lavora-
zione del legno è stata molto utile in questa circo-
stanza. Bisogna anche dire che la scelta di eseguire
molti dei lavori in prima persona, oltre ad un’inap-
pagabile esperienza per tutta la nostra famiglia, ha
permesso di ridurre in modo significativo i costi
per la costruzione. In ogni caso molto importante
è stata la collaborazione di molti amici che hanno
portato il proprio aiuto ma soprattutto la loro espe-
rienza in campi specifici, come ad esempio nella
lavorazione dell’argilla.
KH - CC: Come per la tua arte, anche per descrivere
questa casa le parole più adatte sembrano essere
essenzialità, semplicità ed emozione: sei d’accor-
do?
T.S.: Sì, per noi è sempre stato prioritario concen-
trarci sull’essenziale e non sul superfluo. Questo sia
per una ragione economica ma anche per la nostra
filosofia di vita. Per questo, ad esempio, i materiali
utilizzati per la costruzione sono stati lasciati volu-
tamente a vista e senza trattamenti superficiali che
avrebbero potuto renderli artificiosi. È così per il
legno grezzo dei soffitti come per le lastre di pietra
della pavimentazione.
Per le stesse ragioni per noi è stato irrinunciabi-
le l’inserimento di una stufa a legna nella stanza
di soggiorno: questo nonostante la presenza di un
sistema di ventilazione meccanica con recupero di
calore e di un riscaldamento a parete e pavimen-
to alimentato con caldaia a pellet. Per noi il calore
emanato dal fuoco di una stufa è un elemento essen-
ziale della casa, in grado di assicurare un benessere
fisico ma anche un’atmosfera che altri tipi di riscal-
damento non riescono a dare.
KH - CC: A proposito di ventilazione forzata, qual’è
stata la vostra esperienza con questo tipo di impian-
to allora ancora poco utilizzato nell’edilizia residen-
ziale?
T.S.: Bisogna dire che anche noi, come molti, era-
vamo all’inizio abbastanza scettici sulla necessità e
sui benefici di questo sistema. Ci sembrava qualcosa
di superfluo, da inserire solo per poter raggiungere
un determinato standard energetico. Così non era:
dopo i primi mesi, in cui l’impianto non è stato
messo in funzione, abbiamo sentito la necessità di
azionarlo e da allora non abbiamo più rinunciato a
questo ricambio meccanico e costante dell’aria che
ci assicura in ogni momento un’elevata qualità del
clima interno. Una sensazione di benessere che dif-
ficilmente si può spiegare se non viene vissuta in pri-
ma persona e di cui non potremo più fare a meno.
KH - CC: Siete dunque pienamente soddisfatti delle
vostre scelte, o , nel caso questo fosse possibile, co-
struireste una seconda volta in modo diverso?
T.S.: Devo dire che tutte le decisioni prese, soprat-
tutto quelle che riguardano i concetti essenziali
della costruzione, non potrebbero essere state di-
verse perché ci appagano completamente. La ca-
sa è accogliente, gli spazi sono luminosi e sempre
ad una temperatura gradevole anche se l’impianto
di riscaldamento viene utilizzato pochissimo. Non
abbiamo nessun problema di muffe o spifferi in-
desiderati ed è incredibile come, grazie all’utilizzo
dell’intonaco in argilla, anche nella stanza da bagno
lo specchio non si appanni mai, a dimostrazione
delle ottime capacità di regolazione dell’umidità di
questo materiale. Anche durante l’estate la nostra
casa è altrettanto confortevole: gli sporti di gronda
e l’aggetto dei balconi consentono un ombreggia-
mento delle grandi vetrate ad est ed a sud per tutto
il periodo più caldo, mentre una sufficiente capaci-
tà di accumulo è garantita dalla massa delle pareti
interne. Un ambiente ottimale in tutte le stagioni,
dove riscoprire ogni giorno l’emozione di abitare e
di creare.
90 KlimaHaus | CasaClima 01/2009
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CasaClima, Bolzano 92
Celenit, Onara di Tombolo 25
Chimiver Panseri,
Pontida Bergamo 79
Climaveneta Home System,
Treviso 73
Damiani, Bressanone 10
Eurotherm, Appiano 45
Faliselli, Costa Volpino 65
Finstral, Renon 13
Foamglas, Bolzano 31
Haas Hoco Italia, Ora 62
Hell, Appiano 50
Hella, Bolzano 41
Hoval, Grassobbio 3
Inpek, Val di Vizze 86
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Gardolo di Trento 71
Isodomus, Gais 55
Laterlite, Milano 75
Leitner Solar, Brunico 54
Maico, San Leonardo i. P. 63
Monier/Wierer, Chienes 61
Rekord, Rovereto 39
Röfix, Parcines 2
Rottensteiner, Bolzano 84
Roverplastik, Volano 59
Rubner Haus, Chienes 81
Rubner Porte, Chienes 43
Silvelox, Castelnuovo 35
SPF Group, Frugarolo 74
Tassullo, Tassullo 57
Tip Top Fenster, Rio di Pusteria 91
Unterluggauer, Lienz A 79
Vario Haus, Nalles 67
Velta, Terlano 17
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tutti gli elementi isolanti oltre a un cassonetto per
avvolgibile di nuova concezione. Il tutto è predi-
sposto per i più svariati tipi di davanzale inter-
no ed esterno nonché per sistemi di oscuramento
con relativa guida. Il vantaggio più evidente che il
blocco presenta, è la mancanza di ponti termici,
pressoché inevitabili con il montaggio convenzio-
nale.
L’idea rivoluzionaria per
il montaggio di finestre
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