You are on page 1of 20

Carichi di emozioni indimenticabili

che il viaggio, dalla Puglia a Milano,


ci ha regalato, arriviamo finalmen-
te nel quartiere dove Dax ha
vissuto. Incontriamo e salutiamo
alcuni compagni e crew che non
vedevamo da diverso tempo,
scambiando qualche risata e
captando gi elettricit nell'aria, in
vista della giornata che avremmo
trascorso. Poco dopo il nostro
arrivo, infatti, dei compagni mila-
nesi, impegnati nell'affiggere una
targhetta dedicata a Dax con
scritto "Dax vivo", strappano un
applauso spontaneo a tutti coloro
che erano presenti in quel
momento. I primi brividi, lungo la
schiena. Dopo qualche ora di
attesa, ci dirigiamo verso il punto
di ritrovo e poco dopo, formatosi il
corteo, carico e compatto, inizia-
mo il percorso con a capo lo
spezzone de i movimenti di lotta
per la casa dei ragazzi milanesi e
con quello Skinhead Antifa a
chiudere. Continua ad aggiungersi
gente al corteo, l'aria profuma gi
di rivolta, quel fottuto elicottero
che ci martella le orecchie, i primi
cori per Davide, la musica, i bonghi
che suonano ad unisono il blocco,
il nero composto da banditi, ha
preso gi forma davanti all'ultimo
spezzone; la manifestazione
iniziata, procede tutto cos veloce-
mente... Eccoci nella prima via, gi
un attacco contro la polizia che, in
inferiorit numerica, difende il
commissariato dove i compagni di
Dax, quella notte, cercarono,
SENZA ALCUNA RISPOSTA,
notizie del loro amico. Si difendono
grazie ad una rete metallica,
proteggendosi da quelle pietre,
bottiglie e bombe carta che
arrivano da ogni parte. Sapevano
che prima o poi avrebbero dovuto
pagare, anche solo a livello simbo-
DA OGNI LUOGO PER TE
44
lico, il flagello causato quella notte
di dieci anni fa. Sapevano che non
sarebbero stati recapitati dei fiori,
quel pomeriggio. Si difendono
come meglio possono: lacrimogeni.
Il corteo, costretto a divergere
altrove, riprende il percorso stabi-
lito; gli animi sono gi in escande-
scenza, Qualcuno cerca vendetta:
Dax, quella dannata notte, mor
due volte. Tutto ci che i milanesi e
litalia intera, presente quel pome-
riggio, vogliono vendetta. Non si
pu parlare pi di giustizia, in un
paese dove fasci e polizia si distin-
guono solo per luso o meno di una
divisa blu. Dove muoiono ragazzi
per ragioni improponibili, per mano
di ci che qualcuno chiamo Stato.
Quellorgano meschino che paga
degli sbirri affinch difendano gli
stessi fascisti in causa per un
omicidio. Questi erano i pensieri
che giravano tra i manifestanti
quel giorno, mentre un ufficio
militare veniva mangiato dalle
fiamme, mentre le banche perde-
vano del loro aspetto composto,
mentre le telecamere improvvisa-
mente riprendevano vernice,
mentre i muri di quelle vie, gi
testimoni di quella giornata, diven-
tavano tela per scritte in memoria
di Dax. Unaggregazione che ha
visto da ogni citt d'Italia, da ogni
luogo e da ogni dove, unit nel
ricordare quel compagno che ha
trasmesso nel cuore di tanti, sia in
chi non lo conosceva ma soprat-
tutto in chi gli era sempre accanto,
il dovere dell'antifascismo,
lopporsi a questo sistema ormai
malato, di cui solo noi potremmo
esserne la cura, memori di un
sacrificio che non sar mai vano.
"Dax vivo e lotta insieme a noi, le
nostre idee non moriranno mai"
Ecco cosa si urlava a squarciagola
in quel corteo dedicato a te.
10 ANNI SENZA DI TE, 10 ANNI
CON TE. DAX ODIA ANCORA!
Carichi di emozioni indimenticabili
che il viaggio, dalla Puglia a Milano,
ci ha regalato, arriviamo finalmen-
te nel quartiere dove Dax ha
vissuto. Incontriamo e salutiamo
alcuni compagni e crew che non
vedevamo da diverso tempo,
scambiando qualche risata e
captando gi elettricit nell'aria, in
vista della giornata che avremmo
trascorso. Poco dopo il nostro
arrivo, infatti, dei compagni mila-
nesi, impegnati nell'affiggere una
targhetta dedicata a Dax con
scritto "Dax vivo", strappano un
applauso spontaneo a tutti coloro
che erano presenti in quel
momento. I primi brividi, lungo la
schiena. Dopo qualche ora di
attesa, ci dirigiamo verso il punto
di ritrovo e poco dopo, formatosi il
corteo, carico e compatto, inizia-
mo il percorso con a capo lo
spezzone de i movimenti di lotta
per la casa dei ragazzi milanesi e
con quello Skinhead Antifa a
chiudere. Continua ad aggiungersi
gente al corteo, l'aria profuma gi
di rivolta, quel fottuto elicottero
che ci martella le orecchie, i primi
cori per Davide, la musica, i bonghi
che suonano ad unisono il blocco,
il nero composto da banditi, ha
preso gi forma davanti all'ultimo
spezzone; la manifestazione
iniziata, procede tutto cos veloce-
mente... Eccoci nella prima via, gi
un attacco contro la polizia che, in
inferiorit numerica, difende il
commissariato dove i compagni di
Dax, quella notte, cercarono,
SENZA ALCUNA RISPOSTA,
notizie del loro amico. Si difendono
grazie ad una rete metallica,
proteggendosi da quelle pietre,
bottiglie e bombe carta che
arrivano da ogni parte. Sapevano
che prima o poi avrebbero dovuto
pagare, anche solo a livello simbo-
55
lico, il flagello causato quella notte
di dieci anni fa. Sapevano che non
sarebbero stati recapitati dei fiori,
quel pomeriggio. Si difendono
come meglio possono: lacrimogeni.
Il corteo, costretto a divergere
altrove, riprende il percorso stabi-
lito; gli animi sono gi in escande-
scenza, Qualcuno cerca vendetta:
Dax, quella dannata notte, mor
due volte. Tutto ci che i milanesi e
litalia intera, presente quel pome-
riggio, vogliono vendetta. Non si
pu parlare pi di giustizia, in un
paese dove fasci e polizia si distin-
guono solo per luso o meno di una
divisa blu. Dove muoiono ragazzi
per ragioni improponibili, per mano
di ci che qualcuno chiamo Stato.
Quellorgano meschino che paga
degli sbirri affinch difendano gli
stessi fascisti in causa per un
omicidio. Questi erano i pensieri
che giravano tra i manifestanti
quel giorno, mentre un ufficio
militare veniva mangiato dalle
fiamme, mentre le banche perde-
vano del loro aspetto composto,
mentre le telecamere improvvisa-
mente riprendevano vernice,
mentre i muri di quelle vie, gi
testimoni di quella giornata, diven-
tavano tela per scritte in memoria
di Dax. Unaggregazione che ha
visto da ogni citt d'Italia, da ogni
luogo e da ogni dove, unit nel
ricordare quel compagno che ha
trasmesso nel cuore di tanti, sia in
chi non lo conosceva ma soprat-
tutto in chi gli era sempre accanto,
il dovere dell'antifascismo,
lopporsi a questo sistema ormai
malato, di cui solo noi potremmo
esserne la cura, memori di un
sacrificio che non sar mai vano.
"Dax vivo e lotta insieme a noi, le
nostre idee non moriranno mai"
Ecco cosa si urlava a squarciagola
in quel corteo dedicato a te.
10 ANNI SENZA DI TE, 10 ANNI
CON TE. DAX ODIA ANCORA!
... calda o fredda andr servita
... Senza essere noiosi.
Dopo averci martoriato i cosid-
detti con termini mai sentiti
prima, come lo Spread, l'Imu e
Tares, siamo arrivati ad un perio-
do di tregua mediatica.
Sar dovuto alla stabilizzazione
del governo Renzi, ma quasi
nessun giornale o tv parla di
economia cos assiduamente
come l'anno scorso.
Intanto, crisi o non crisi, la gente
spende e spande spesso com-
prando cose futili di cui si potreb-
be fare a meno.
Fin qui nulla di nuovo, ma la cosa
pi divertentemente assurda
che a lamentarsi non sono solo le
famiglie con un basso stipendio,
bens gli stessi spendaccioni che
pur comprando il terzo yacht
privato non sono felici e puntano a
comprare il quarto.
Lamentarsi della crisi non pi un
diritto ma una routine. Quante
volte abbiamo sentito dire dal
panettiere o dal fruttivendolo
"Eeeh con sta crisi non si pu pi
mangiare"? Oppure "fammi lo
scontrino se no la crisi non
finisce."?
Tutti luoghi comuni preimpostati
per terrorizzarci. Ma, vedendo a
fondo della questione, per man-
giare basterebbe una capatina
per le campagne a cercare
dell'ottima frutta di stagione o
semplicemente basterebbe
chiedere al vicino di casa o a chi ti
vuole bene, di offrire ospitalit.
Le banconote, gli scontrini restano
solo dei fogli di carta e in quanto
talihanno un bassissimo valore
morale. Valore che possiamo
ritrovare nella generosit e nel
voler rendersi utile riscoprendo
quell'umanit che il profitto ci ha
fatto dimenticare.
FINESTRA SULLECONOMIA
66
Alcuni di voi avranno gi provato
con le proprie mani a seguire
ricette su come autoprodurre vari
tipi di prodotti. Con
lautoproduzione possibile sosti-
tuire la maggior parte degli ingre-
dienti tossici per la salute, (usati
nei prodotti venduti sia nei piccoli
negozi che nei grandi centri com-
merciali) con ingredienti naturali
privi di sostanze nocive.
Potrete notare, se avete un
comune detersivo, nella tabella
degli ingredienti, una serie di nomi
di cui potreste non conoscere il
significato, ma informandovi
avreste le risposte per iniziare a
cambiare le normali abitudini. Da
non tralasciare, inoltre, i test
compiuti su animali per valutare il
grado di tossicit di questi ingre-
dienti che tuttavia rimangono
ugualmente molto dannosi per
ogni essere vivente (che sia uomo,
animale o pianta).
Tornando a come sostituire questi
ingredienti, rilasciamo un esempio
per autoprodurre il detersivo
liquido per piatti: basta prendere
un limone, tagliarlo a pezzi
-togliendo i semi ma lasciando la
buccia- frullarlo con mezzo
bicchiere dacqua e un cucchiaino
di sale. Ottenuto cos un compo-
sto omogeneo, aggiungete 400 ml
di acqua e 100 ml di aceto di vino
bianco. Versate il liquido ottenuto
in una pentola e lasciatelo sobbol-
lire per 10 minuti a fuoco lento;
infine potete usarlo per lavare
piatti e quantaltro.
Nellimpegnarsi a realizzare anche
altri prodotti, si ha sia una soddi-
sfazione personale, che quella di
aver boicottato lacquisto e il
consumo di prodotti nocivi non
solo per la propria salute, ma
anche per quella di animali inno-
centi e della stessa Terra, che
assorbe ogni giorno da milioni di
scarichi fognari tonnellate di
acqua contaminata, la quale
dovrebbe essere invece depurata
e rilasciata nelle falde acquifere.
Autoprodurre significa dunque
realizzare prodotti di cui hai biso-
gno senza invischiarsi di sostanze
eticamente e concretamente
dannose; insomma, diventa una
vera e propria filosofia di vita che
potrebbe rivoluzionare la globalit
stessa, escludendo qualsiasi
marchio multinazionale da cui
siamo sommersi ormai da decen-
ni, approcciandoci cos a un vec-
chio ma ottimo metodo che tutti
conosciamo, ma che, nella societ
in cui siamo costretti a vivere, non
c la possibilit di utilizzare: il
BARATTO.
Sembrerebbe complicato da
realizzare, ma in realt non lo ;
esistono, di fatto, i cosiddetti
gruppi dacquisto, vale a dire
insiemi di persone che autoprodu-
cono qualcosa, creando tra di loro
una rete di scambio sociale dei
vari prodotti, aborrendo lutilizzo
del denaro come metodo di
compravendita; cos si d un
valore al prodotto stesso in modo
tale da avere ci che al comprato-
re serve ripagando il fornitore con
il proprio prodotto, avendo come
risultato un prodotto realizzato
naturalmente, senza sostanze
nocive per luomo, per lanimale e
per la natura stessa.
molto importante contrastare il
mercato multinazionale che am-
malia il consumatore con pubblici-
t e strategie di marketing per
acquistare i loro prodotti pur
essendo dannosi. Certo, non si
pu eliminare definitivamente
lutilizzo del denaro, ma col
metodo del baratto si pu in
buona parte limitarlo.
Concludendo, se ancora non
avetei familiarizzato con le
autoproduzioni, questo articolo
potrebbe essere un incipit per
farlo, cos da poteri capire meglio
cosa significhi; se invece lo fai gi,
espandi questa idea che sta pian
piano coinvolgendo molte persone
e magari ci ritroveremo, un giorno,
a barattare i nostri prodotti eco-
sostenibili, dietro ai quali si cela
anche un grande lavoro autonomo
e/o collaborativo.
AUTOPRODUZIONE
77
Alcuni di voi avranno gi provato
con le proprie mani a seguire
ricette su come autoprodurre vari
tipi di prodotti. Con
lautoproduzione possibile sosti-
tuire la maggior parte degli ingre-
dienti tossici per la salute, (usati
nei prodotti venduti sia nei piccoli
negozi che nei grandi centri com-
merciali) con ingredienti naturali
privi di sostanze nocive.
Potrete notare, se avete un
comune detersivo, nella tabella
degli ingredienti, una serie di nomi
di cui potreste non conoscere il
significato, ma informandovi
avreste le risposte per iniziare a
cambiare le normali abitudini. Da
non tralasciare, inoltre, i test
compiuti su animali per valutare il
grado di tossicit di questi ingre-
dienti che tuttavia rimangono
ugualmente molto dannosi per
ogni essere vivente (che sia uomo,
animale o pianta).
Tornando a come sostituire questi
ingredienti, rilasciamo un esempio
per autoprodurre il detersivo
liquido per piatti: basta prendere
un limone, tagliarlo a pezzi
-togliendo i semi ma lasciando la
buccia- frullarlo con mezzo
bicchiere dacqua e un cucchiaino
di sale. Ottenuto cos un compo-
sto omogeneo, aggiungete 400 ml
di acqua e 100 ml di aceto di vino
bianco. Versate il liquido ottenuto
in una pentola e lasciatelo sobbol-
lire per 10 minuti a fuoco lento;
infine potete usarlo per lavare
piatti e quantaltro.
Nellimpegnarsi a realizzare anche
altri prodotti, si ha sia una soddi-
sfazione personale, che quella di
aver boicottato lacquisto e il
consumo di prodotti nocivi non
solo per la propria salute, ma
anche per quella di animali inno-
centi e della stessa Terra, che
assorbe ogni giorno da milioni di
scarichi fognari tonnellate di
acqua contaminata, la quale
dovrebbe essere invece depurata
e rilasciata nelle falde acquifere.
Autoprodurre significa dunque
realizzare prodotti di cui hai biso-
gno senza invischiarsi di sostanze
eticamente e concretamente
dannose; insomma, diventa una
vera e propria filosofia di vita che
potrebbe rivoluzionare la globalit
stessa, escludendo qualsiasi
marchio multinazionale da cui
siamo sommersi ormai da decen-
ni, approcciandoci cos a un vec-
chio ma ottimo metodo che tutti
conosciamo, ma che, nella societ
in cui siamo costretti a vivere, non
c la possibilit di utilizzare: il
BARATTO.
Sembrerebbe complicato da
realizzare, ma in realt non lo ;
esistono, di fatto, i cosiddetti
gruppi dacquisto, vale a dire
insiemi di persone che autoprodu-
cono qualcosa, creando tra di loro
una rete di scambio sociale dei
vari prodotti, aborrendo lutilizzo
del denaro come metodo di
compravendita; cos si d un
valore al prodotto stesso in modo
tale da avere ci che al comprato-
re serve ripagando il fornitore con
il proprio prodotto, avendo come
risultato un prodotto realizzato
naturalmente, senza sostanze
nocive per luomo, per lanimale e
per la natura stessa.
molto importante contrastare il
mercato multinazionale che am-
malia il consumatore con pubblici-
t e strategie di marketing per
acquistare i loro prodotti pur
essendo dannosi. Certo, non si
pu eliminare definitivamente
lutilizzo del denaro, ma col
metodo del baratto si pu in
buona parte limitarlo.
Concludendo, se ancora non
avetei familiarizzato con le
autoproduzioni, questo articolo
potrebbe essere un incipit per
farlo, cos da poteri capire meglio
cosa significhi; se invece lo fai gi,
espandi questa idea che sta pian
piano coinvolgendo molte persone
e magari ci ritroveremo, un giorno,
a barattare i nostri prodotti eco-
sostenibili, dietro ai quali si cela
anche un grande lavoro autonomo
e/o collaborativo.
Alcuni di voi avranno gi provato
con le proprie mani a seguire
ricette su come autoprodurre vari
tipi di prodotti. Con
lautoproduzione possibile sosti-
tuire la maggior parte degli ingre-
dienti tossici per la salute, (usati
nei prodotti venduti sia nei piccoli
negozi che nei grandi centri com-
merciali) con ingredienti naturali
privi di sostanze nocive.
Potrete notare, se avete un
comune detersivo, nella tabella
degli ingredienti, una serie di nomi
di cui potreste non conoscere il
significato, ma informandovi
avreste le risposte per iniziare a
cambiare le normali abitudini. Da
non tralasciare, inoltre, i test
compiuti su animali per valutare il
grado di tossicit di questi ingre-
dienti che tuttavia rimangono
ugualmente molto dannosi per
ogni essere vivente (che sia uomo,
animale o pianta).
Tornando a come sostituire questi
ingredienti, rilasciamo un esempio
per autoprodurre il detersivo
liquido per piatti: basta prendere
un limone, tagliarlo a pezzi
-togliendo i semi ma lasciando la
buccia- frullarlo con mezzo
bicchiere dacqua e un cucchiaino
di sale. Ottenuto cos un compo-
sto omogeneo, aggiungete 400 ml
di acqua e 100 ml di aceto di vino
bianco. Versate il liquido ottenuto
in una pentola e lasciatelo sobbol-
lire per 10 minuti a fuoco lento;
infine potete usarlo per lavare
piatti e quantaltro.
Nellimpegnarsi a realizzare anche
altri prodotti, si ha sia una soddi-
sfazione personale, che quella di
aver boicottato lacquisto e il
consumo di prodotti nocivi non
solo per la propria salute, ma
anche per quella di animali inno-
centi e della stessa Terra, che
assorbe ogni giorno da milioni di
scarichi fognari tonnellate di
acqua contaminata, la quale
dovrebbe essere invece depurata
e rilasciata nelle falde acquifere.
Autoprodurre significa dunque
realizzare prodotti di cui hai biso-
gno senza invischiarsi di sostanze
eticamente e concretamente
dannose; insomma, diventa una
vera e propria filosofia di vita che
potrebbe rivoluzionare la globalit
stessa, escludendo qualsiasi
marchio multinazionale da cui
siamo sommersi ormai da decen-
ni, approcciandoci cos a un vec-
chio ma ottimo metodo che tutti
conosciamo, ma che, nella societ
in cui siamo costretti a vivere, non
c la possibilit di utilizzare: il
BARATTO.
Sembrerebbe complicato da
realizzare, ma in realt non lo ;
esistono, di fatto, i cosiddetti
gruppi dacquisto, vale a dire
insiemi di persone che autoprodu-
cono qualcosa, creando tra di loro
una rete di scambio sociale dei
vari prodotti, aborrendo lutilizzo
del denaro come metodo di
compravendita; cos si d un
valore al prodotto stesso in modo
tale da avere ci che al comprato-
re serve ripagando il fornitore con
il proprio prodotto, avendo come
risultato un prodotto realizzato
naturalmente, senza sostanze
nocive per luomo, per lanimale e
per la natura stessa.
molto importante contrastare il
mercato multinazionale che am-
malia il consumatore con pubblici-
t e strategie di marketing per
acquistare i loro prodotti pur
essendo dannosi. Certo, non si
pu eliminare definitivamente
lutilizzo del denaro, ma col
metodo del baratto si pu in
buona parte limitarlo.
Concludendo, se ancora non
avetei familiarizzato con le
autoproduzioni, questo articolo
potrebbe essere un incipit per
farlo, cos da poteri capire meglio
cosa significhi; se invece lo fai gi,
espandi questa idea che sta pian
piano coinvolgendo molte persone
e magari ci ritroveremo, un giorno,
a barattare i nostri prodotti eco-
sostenibili, dietro ai quali si cela
anche un grande lavoro autonomo
e/o collaborativo.
D.I.Y OR DIE!
88
Alcuni di voi avranno gi provato
con le proprie mani a seguire
ricette su come autoprodurre vari
tipi di prodotti. Con
lautoproduzione possibile sosti-
tuire la maggior parte degli ingre-
dienti tossici per la salute, (usati
nei prodotti venduti sia nei piccoli
negozi che nei grandi centri com-
merciali) con ingredienti naturali
privi di sostanze nocive.
Potrete notare, se avete un
comune detersivo, nella tabella
degli ingredienti, una serie di nomi
di cui potreste non conoscere il
significato, ma informandovi
avreste le risposte per iniziare a
cambiare le normali abitudini. Da
non tralasciare, inoltre, i test
compiuti su animali per valutare il
grado di tossicit di questi ingre-
dienti che tuttavia rimangono
ugualmente molto dannosi per
ogni essere vivente (che sia uomo,
animale o pianta).
Tornando a come sostituire questi
ingredienti, rilasciamo un esempio
per autoprodurre il detersivo
liquido per piatti: basta prendere
un limone, tagliarlo a pezzi
-togliendo i semi ma lasciando la
buccia- frullarlo con mezzo
bicchiere dacqua e un cucchiaino
di sale. Ottenuto cos un compo-
sto omogeneo, aggiungete 400 ml
di acqua e 100 ml di aceto di vino
bianco. Versate il liquido ottenuto
in una pentola e lasciatelo sobbol-
lire per 10 minuti a fuoco lento;
infine potete usarlo per lavare
piatti e quantaltro.
Nellimpegnarsi a realizzare anche
altri prodotti, si ha sia una soddi-
sfazione personale, che quella di
aver boicottato lacquisto e il
consumo di prodotti nocivi non
solo per la propria salute, ma
anche per quella di animali inno-
centi e della stessa Terra, che
assorbe ogni giorno da milioni di
scarichi fognari tonnellate di
acqua contaminata, la quale
dovrebbe essere invece depurata
e rilasciata nelle falde acquifere.
MALASANIT
99
ENDOMETRIOSI: una malattia
sempre pi comune e sempre
meno riconosciuta.
Intervista ad una compagna in
fase di guarigione da questa
malattia, solo per aver agito in
modo opposto a quello che le
consigliavano i medici
Uno dei problemi pi comuni nella
societ doggi la cos detta
malasanit.
In questo articolo, la Crew, eviter
di presentare al lettore il solito
articolo che si potrebbe trovare su
internet o su riviste riguardanti la
sanit italiana.
Punteremo principalmente ad un
esperienza che viene dalla
strada, di cui cerchiamo di essere
sempre i principali testimoni.
Lesperienza di una ragazza la cui
malattia sta regredendo grazie al
suo documentarsi in proprio,
tralasciando tutte le prescrizioni
mediche (errate, oltre che nocive)
ricevute negli anni.
Per questo abbiamo deciso di
intervistare questa persona che
rimarr anonima, ma con cui
abbiamo scritto e corretto questo
articolo e che per ci ringraziamo.
Ciao, conoscendo personalmente
la tua storia, ho sentito il dovere
morale di chiederti questa intervi-
sta a nome della Crew per ripor-
tare agli occhi di tutti un esperien-
za di vita non facile.
Per quanti anni sei stata affetta
da Endometriosi?
La malattia mi stata diagnosti-
cata 5 anni fa, ma i primi i sintomi
li ho riscontrati ben 10 anni fa
Quando hai capito che finalmente
stavi iniziando a guarire?
I primi accenni, fisici e psicologici, di
una guarigione, li ho percepiti da
circa 1 anno e 6 mesi, a seguito
dellinizio di unalimentazione
unicamente vegana
In cosa ti ha fatto soffrire di pi,
portare in grembo questa ma-
lattia? Nella tua vita sociale o in
quella privata e quindi intima?
Quando diagnosticano una malat-
tia del genere, la prima reazione di
una donna la preoccupazione di
non poter avere figli, compromet-
tendo inoltre la propria femminili-
t, in quanto, nella maggior parte
dei casi pi gravi, procedono con
lasportazione dellutero. Nella vita
sociale il disagio maggiore dato
dalla paura di non essere compre-
Autoprodurre significa dunque
realizzare prodotti di cui hai biso-
gno senza invischiarsi di sostanze
eticamente e concretamente
dannose; insomma, diventa una
vera e propria filosofia di vita che
potrebbe rivoluzionare la globalit
stessa, escludendo qualsiasi
marchio multinazionale da cui
siamo sommersi ormai da decen-
ni, approcciandoci cos a un vec-
chio ma ottimo metodo che tutti
conosciamo, ma che, nella societ
in cui siamo costretti a vivere, non
c la possibilit di utilizzare: il
BARATTO.
Sembrerebbe complicato da
realizzare, ma in realt non lo ;
esistono, di fatto, i cosiddetti
gruppi dacquisto, vale a dire
insiemi di persone che autoprodu-
cono qualcosa, creando tra di loro
una rete di scambio sociale dei
vari prodotti, aborrendo lutilizzo
del denaro come metodo di
compravendita; cos si d un
valore al prodotto stesso in modo
tale da avere ci che al comprato-
re serve ripagando il fornitore con
il proprio prodotto, avendo come
risultato un prodotto realizzato
naturalmente, senza sostanze
nocive per luomo, per lanimale e
per la natura stessa.
molto importante contrastare il
mercato multinazionale che am-
malia il consumatore con pubblici-
t e strategie di marketing per
acquistare i loro prodotti pur
essendo dannosi. Certo, non si
pu eliminare definitivamente
lutilizzo del denaro, ma col
metodo del baratto si pu in
buona parte limitarlo.
Concludendo, se ancora non
avetei familiarizzato con le
autoproduzioni, questo articolo
potrebbe essere un incipit per
farlo, cos da poteri capire meglio
cosa significhi; se invece lo fai gi,
espandi questa idea che sta pian
piano coinvolgendo molte persone
e magari ci ritroveremo, un giorno,
a barattare i nostri prodotti eco-
sostenibili, dietro ai quali si cela
anche un grande lavoro autonomo
e/o collaborativo.
Qualche ultima parola a chi
dovesse leggere questo articolo e
fosse affetto dallo stesso male..
Non smettete di informarvi e di
cercare medici competenti che vi
dicano la realt delle cose ma
soprattutto come affrontare tutto
ci! una malattia che abbatte
molto, d tanti sconforti, ma non
smettete di essere ottimisti!
Sfidate questa malattia in modo
pi consapevole, non buttate
troppi soldi in medicine, ginecologi
e ospedali! Provate altro e arrive-
rete ad una soluzione. Vi invito ad
informarvi sullalimentazione
vegana, ma sappiate che sar
solo la vostra forza danimo a farvi
guarire!
Grazie alla DBB per aver dato
spazio a questo richiamo, rivolto a
tutte le donne.
tsa da nessuno. Un disagio conti-
nuo dato da improvvisi dolori, fitte,
crampi, cambiamenti dumore, che
magari, durante una serata tra
amici, imbarazzante dover
giustificare: il pensiero di tutti si
rif ad un semplice ciclo di
mestruazioni, ma in realt, nel
frattempo, mi sono rovinata la
serata. Qualsiasi serata per
meglio dire, prima di aver avuto
miglioramenti.. un inferno dunque!
Si parla tanto di malasanit. Noi,
compresa te, antagonisti di
questa societ dove comandano
le case farmaceutiche, come gi
detto, troviamo altri modi per
curarci realmente. Se dovessi
raccontare di un aneddoto di
malasanit?
Quando ho saputo che ci che
dovevo portarmi dietro a vita,
fosse una malattia genetica. Qui
ho avuto la prima, di una lunga
serie di conferme, che la sanit
marcia e corrotta: studiando il mio
lalbero genealogico e notando
che nessuna delle donne della mia
famiglia fosse stata affetta da
malattie del genere, ho subito
compreso che qualcosa non
stesse funzionando. Una volta
riportata la notizia agli stessi
medici, hanno abbinato la malattia
Endometriosi
10 10
a cause derivanti
dallinquinamento, dalle plastiche,
dagli OGM, ecc... Da qui capii che la
soluzione reale sarebbe stata
quella di informarmi da sola,
aiutandomi con lo strumento pi
forte del millennio, il web, trovando
diete di cui la pi consigliata era
quella vegana. In seguito altri
medici, probabilmente pi onesti,
mi han dato ragione sul non
mangiare carne e derivati. Nono-
stante ci, prima e dopo lultima
operazione allutero, volevano
somministrarmi dei men onnivori,
che ho rifiutato in primis, richie-
dendo solo men vegani, per
fortuna ottenuti. Dunque mi
chiedo: quindi sanno che fa male
mangiare in modo onnivoro?
Perch non dicono a chi affetto
da endometriosi, di intraprendere
solo diete vegane? La ciliegina
sulla torta, bens, un'altra. Lo
stato continua, dopo tantissimi
anni dal riconoscimento scientifico
di questa malattia, a non ricono-
scerla a livello legale e quindi non
recapitando nessun fondo ad
aiuto delle spese per le cure dei
malati. Questo il sistema in cui
viviamo: ci fanno ammalare, non ci
curano e solo sei scaltro o fortu-
nato sopravvivi, ma solo grazie a
te stesso!
Intervista a una compagna
11 11
Qualche ultima parola a chi
dovesse leggere questo articolo e
fosse affetto dallo stesso male..
Non smettete di informarvi e di
cercare medici competenti che vi
dicano la realt delle cose ma
soprattutto come affrontare tutto
ci! una malattia che abbatte
molto, d tanti sconforti, ma non
smettete di essere ottimisti!
Sfidate questa malattia in modo
pi consapevole, non buttate
troppi soldi in medicine, ginecologi
e ospedali! Provate altro e arrive-
rete ad una soluzione. Vi invito ad
informarvi sullalimentazione
vegana, ma sappiate che sar
solo la vostra forza danimo a farvi
guarire!
Grazie alla DBB per aver dato
spazio a questo richiamo, rivolto a
tutte le donne.
tsa da nessuno. Un disagio conti-
nuo dato da improvvisi dolori, fitte,
crampi, cambiamenti dumore, che
magari, durante una serata tra
amici, imbarazzante dover
giustificare: il pensiero di tutti si
rif ad un semplice ciclo di
mestruazioni, ma in realt, nel
frattempo, mi sono rovinata la
serata. Qualsiasi serata per
meglio dire, prima di aver avuto
miglioramenti.. un inferno dunque!
Si parla tanto di malasanit. Noi,
compresa te, antagonisti di
questa societ dove comandano
le case farmaceutiche, come gi
detto, troviamo altri modi per
curarci realmente. Se dovessi
raccontare di un aneddoto di
malasanit?
Quando ho saputo che ci che
dovevo portarmi dietro a vita,
fosse una malattia genetica. Qui
ho avuto la prima, di una lunga
serie di conferme, che la sanit
marcia e corrotta: studiando il mio
lalbero genealogico e notando
che nessuna delle donne della mia
famiglia fosse stata affetta da
malattie del genere, ho subito
compreso che qualcosa non
stesse funzionando. Una volta
riportata la notizia agli stessi
medici, hanno abbinato la malattia
a cause derivanti
dallinquinamento, dalle plastiche,
dagli OGM, ecc... Da qui capii che la
soluzione reale sarebbe stata
quella di informarmi da sola,
aiutandomi con lo strumento pi
forte del millennio, il web, trovando
diete di cui la pi consigliata era
quella vegana. In seguito altri
medici, probabilmente pi onesti,
mi han dato ragione sul non
mangiare carne e derivati. Nono-
stante ci, prima e dopo lultima
operazione allutero, volevano
somministrarmi dei men onnivori,
che ho rifiutato in primis, richie-
dendo solo men vegani, per
fortuna ottenuti. Dunque mi
chiedo: quindi sanno che fa male
mangiare in modo onnivoro?
Perch non dicono a chi affetto
da endometriosi, di intraprendere
solo diete vegane? La ciliegina
sulla torta, bens, un'altra. Lo
stato continua, dopo tantissimi
anni dal riconoscimento scientifico
di questa malattia, a non ricono-
scerla a livello legale e quindi non
recapitando nessun fondo ad
aiuto delle spese per le cure dei
malati. Questo il sistema in cui
viviamo: ci fanno ammalare, non ci
curano e solo sei scaltro o fortu-
nato sopravvivi, ma solo grazie a
te stesso!
"Nella gabbia un leone non pu
nemmeno girarsi.
Tutte le bestie, senza eccezione,
tremano per il freddo 6 mesi
all'anno.
Le foche vivono quasi sempre
senz'acqua, e per le giraffe non
esistono carri abbastanza alti.
D'inverno le bestie non hanno
quasi mai paglia a sufficienza e
restano prigioniere del ghiaccio,
che ogni mattina dev'essere
rimosso. Durante i trasporti gli
animali si riempono di piaghe
procurate dalle catene e dalla
sporcizia"
EGRNAR OSTERBERG (vissuto per
30 anni nei circhi)
Il circo, nella sua accezionepi
moderna, fece la sua prima com-
parsa a partire dalla fine del VIII
secolo, sebbene le sue forme pi
antiche abbiano un collocamento
temporale ben pi remoto.
L'affascinante attrattiva del circo,
che entusiasma adulti e sorpren-
de i bambini, nasconde per molti
fattori discutibili.
Di fatto, gli spettacoli circensi con
animali si configuranocome la
forma pi ancestrale di sfrutta-
mento animale, dove grattezza e
violenza umane trovani ampio
spazio. Alla base di questi spetta-
coli (come anche nel caso dello
zoo) c' l'idea (cos radicata ma
cos profondamente sbagliata)
che l'uomo sia talmente "intelligen-
te" da sentirsi in diritto di domina-
re su un'altra specie, che sia
l'uomo pi debole o che sia, come
in questo caso, l'animale.
Vittime di questa distorsione
mentale sono per lo pi gli animali
esotici, ma anche cani, gatti e
cavalli. Animali esotici come tigri,
babbuini, pantere, orsi polari,
pinguini, ecc.. non sono in alcun
modo addomesticabili, pertanto si
ricorre all'addestramento, vale a
dire alla sottomissione crudele e
violenta. Ma la sofferenza di questi
animali ha inizio ben prima, a
partire dalla cattura, che coincide
il pi delle volte con il prelievo
forzato dal proprio habitat, e che
sottintende l'uso di metodi molto
crudeli; segue poi la reclusione
finalizzata al trasporto , dove lo
stress a cui viene sottoposto
l'animale, senza acqua n cibo,
sfocia spesso in episodi di aggres-
sivit, autolesionismo e morte
prematura.
Infine, gli animali vengono venduti
ai circhi, dove ha inizio la loro lenta
agonia.
I metodi di addestramento degli
animali vengono incentrati sulla
crudelt e violenza.
L'addestramento di una tigre
prevede che questa venga legata
LAMBIGUA ATTRATTIVA DEL CIRCO
12 12
sono per le uniche sofferenze
per questi animali, costretti a
trascorrere una vita di prigionia, in
piccole anguste gabbie che repri-
mono ogni traccia di dignit e
istinto per questi poveri animali. E
tra l'altro si tratta di spettacoli
diseducativi, soprattutto a livello
pedagogico, perch insegnano
l'indifferenza dinanzi a tanta
brutalit.
insegnano che la violenza un
atteggiamento sempre lecito,
specie se si tratta del dominio del
pi forte sul pi debole.
La pratica circense dovrebbe
includere in realt solo trapezisti,
giocolieri, clowns e quant'altro;
dovrebbe trattarsi insomma di
spettacoli fatti dall'uomo per
l'uomo, dove gli atisti si impegnano
volontariamente in straordinarie
performance sfidando i limiti
umani. Esempi di circhi senza
animali esistono e il loro successo
indiscutibile; basti pensare al
Circ du Soleil, al Circo nazionale di
Corea, al Circo acquatico Zappis o
al Circo Cinese (giacch in Cina
sono illegali i circhi con animali).
E sulla base di quanto spiegato,
queste incredibili manifestazioni
artistiche dovrebbero ricevere
sempre pi consensi, proprio
perch a livello oggettivo sba-
gliato supportare ci che cela
sofferenza e crudelt.
per le zampre con delle funi, che
poi vengono tirate al fine di sten-
dere il povero animale a m di
tappeto; dopo di ch partono da
pi uomini bastonate e frustate,
che si intensificano ad ogni ruggito
di protesta da parte della tigre.
L'addestramento di un orso
finalizzato a fargli alzare le zampe
anteriori, assumendo cos una
posizione eretta del tutto innatu-
rale, e ancor pi brutale: si
passati all'antico metodo dei
carboni ardenti , al porre due
piastre arroventate (o pungoni di
acciaio) in corrispondenza del
punto in cui l'orso avrebbe poggia-
to le zampe. Il "ballo dell'orso" non
l'unica assura performance
circense; possiamo annoverare
anche l'equilibrismo dell'elefante, i
cui pesanti intestini premono ogni
volta pericolosamente sul cuore
quando si pone a testa in gi con
una sola zampa anteriore.
I metodi di addestramento non
"Nella gabbia un leone non pu
nemmeno girarsi.
Tutte le bestie, senza eccezione,
tremano per il freddo 6 mesi
all'anno.
Le foche vivono quasi sempre
senz'acqua, e per le giraffe non
esistono carri abbastanza alti.
D'inverno le bestie non hanno
quasi mai paglia a sufficienza e
restano prigioniere del ghiaccio,
che ogni mattina dev'essere
rimosso. Durante i trasporti gli
animali si riempono di piaghe
procurate dalle catene e dalla
sporcizia"
EGRNAR OSTERBERG (vissuto per
30 anni nei circhi)
Il circo, nella sua accezionepi
moderna, fece la sua prima com-
parsa a partire dalla fine del VIII
secolo, sebbene le sue forme pi
antiche abbiano un collocamento
temporale ben pi remoto.
L'affascinante attrattiva del circo,
che entusiasma adulti e sorpren-
de i bambini, nasconde per molti
fattori discutibili.
Di fatto, gli spettacoli circensi con
animali si configuranocome la
forma pi ancestrale di sfrutta-
mento animale, dove grattezza e
violenza umane trovani ampio
spazio. Alla base di questi spetta-
coli (come anche nel caso dello
zoo) c' l'idea (cos radicata ma
cos profondamente sbagliata)
che l'uomo sia talmente "intelligen-
te" da sentirsi in diritto di domina-
re su un'altra specie, che sia
l'uomo pi debole o che sia, come
in questo caso, l'animale.
Vittime di questa distorsione
mentale sono per lo pi gli animali
esotici, ma anche cani, gatti e
cavalli. Animali esotici come tigri,
babbuini, pantere, orsi polari,
pinguini, ecc.. non sono in alcun
modo addomesticabili, pertanto si
ricorre all'addestramento, vale a
dire alla sottomissione crudele e
violenta. Ma la sofferenza di questi
animali ha inizio ben prima, a
partire dalla cattura, che coincide
il pi delle volte con il prelievo
forzato dal proprio habitat, e che
sottintende l'uso di metodi molto
crudeli; segue poi la reclusione
finalizzata al trasporto , dove lo
stress a cui viene sottoposto
l'animale, senza acqua n cibo,
sfocia spesso in episodi di aggres-
sivit, autolesionismo e morte
prematura.
Infine, gli animali vengono venduti
ai circhi, dove ha inizio la loro lenta
agonia.
I metodi di addestramento degli
animali vengono incentrati sulla
crudelt e violenza.
L'addestramento di una tigre
prevede che questa venga legata
Gli animali non si divertono
13 13
sono per le uniche sofferenze
per questi animali, costretti a
trascorrere una vita di prigionia, in
piccole anguste gabbie che repri-
mono ogni traccia di dignit e
istinto per questi poveri animali. E
tra l'altro si tratta di spettacoli
diseducativi, soprattutto a livello
pedagogico, perch insegnano
l'indifferenza dinanzi a tanta
brutalit.
insegnano che la violenza un
atteggiamento sempre lecito,
specie se si tratta del dominio del
pi forte sul pi debole.
La pratica circense dovrebbe
includere in realt solo trapezisti,
giocolieri, clowns e quant'altro;
dovrebbe trattarsi insomma di
spettacoli fatti dall'uomo per
l'uomo, dove gli atisti si impegnano
volontariamente in straordinarie
performance sfidando i limiti
umani. Esempi di circhi senza
animali esistono e il loro successo
indiscutibile; basti pensare al
Circ du Soleil, al Circo nazionale di
Corea, al Circo acquatico Zappis o
al Circo Cinese (giacch in Cina
sono illegali i circhi con animali).
E sulla base di quanto spiegato,
queste incredibili manifestazioni
artistiche dovrebbero ricevere
sempre pi consensi, proprio
perch a livello oggettivo sba-
gliato supportare ci che cela
sofferenza e crudelt.
per le zampre con delle funi, che
poi vengono tirate al fine di sten-
dere il povero animale a m di
tappeto; dopo di ch partono da
pi uomini bastonate e frustate,
che si intensificano ad ogni ruggito
di protesta da parte della tigre.
L'addestramento di un orso
finalizzato a fargli alzare le zampe
anteriori, assumendo cos una
posizione eretta del tutto innatu-
rale, e ancor pi brutale: si
passati all'antico metodo dei
carboni ardenti , al porre due
piastre arroventate (o pungoni di
acciaio) in corrispondenza del
punto in cui l'orso avrebbe poggia-
to le zampe. Il "ballo dell'orso" non
l'unica assura performance
circense; possiamo annoverare
anche l'equilibrismo dell'elefante, i
cui pesanti intestini premono ogni
volta pericolosamente sul cuore
quando si pone a testa in gi con
una sola zampa anteriore.
I metodi di addestramento non
"Nella gabbia un leone non pu
nemmeno girarsi.
Tutte le bestie, senza eccezione,
tremano per il freddo 6 mesi
all'anno.
Le foche vivono quasi sempre
senz'acqua, e per le giraffe non
esistono carri abbastanza alti.
D'inverno le bestie non hanno
quasi mai paglia a sufficienza e
restano prigioniere del ghiaccio,
che ogni mattina dev'essere
rimosso. Durante i trasporti gli
animali si riempono di piaghe
procurate dalle catene e dalla
sporcizia"
EGRNAR OSTERBERG (vissuto per
30 anni nei circhi)
Il circo, nella sua accezionepi
moderna, fece la sua prima com-
parsa a partire dalla fine del VIII
secolo, sebbene le sue forme pi
antiche abbiano un collocamento
temporale ben pi remoto.
L'affascinante attrattiva del circo,
che entusiasma adulti e sorpren-
de i bambini, nasconde per molti
fattori discutibili.
Di fatto, gli spettacoli circensi con
animali si configuranocome la
forma pi ancestrale di sfrutta-
mento animale, dove grattezza e
violenza umane trovani ampio
spazio. Alla base di questi spetta-
coli (come anche nel caso dello
zoo) c' l'idea (cos radicata ma
cos profondamente sbagliata)
che l'uomo sia talmente "intelligen-
te" da sentirsi in diritto di domina-
re su un'altra specie, che sia
l'uomo pi debole o che sia, come
in questo caso, l'animale.
Vittime di questa distorsione
mentale sono per lo pi gli animali
esotici, ma anche cani, gatti e
cavalli. Animali esotici come tigri,
babbuini, pantere, orsi polari,
pinguini, ecc.. non sono in alcun
modo addomesticabili, pertanto si
ricorre all'addestramento, vale a
dire alla sottomissione crudele e
violenta. Ma la sofferenza di questi
animali ha inizio ben prima, a
partire dalla cattura, che coincide
il pi delle volte con il prelievo
forzato dal proprio habitat, e che
sottintende l'uso di metodi molto
crudeli; segue poi la reclusione
finalizzata al trasporto , dove lo
stress a cui viene sottoposto
l'animale, senza acqua n cibo,
sfocia spesso in episodi di aggres-
sivit, autolesionismo e morte
prematura.
Infine, gli animali vengono venduti
ai circhi, dove ha inizio la loro lenta
agonia.
I metodi di addestramento degli
animali vengono incentrati sulla
crudelt e violenza.
L'addestramento di una tigre
prevede che questa venga legata
Gli esseri umani costituiscono la
specie vivente dotata di pi intelli-
genza, cos dicono. Hanno inventa-
to e scoperto tante cose e pos-
siedono un linguaggio cos com-
plesso e sviluppato che sono gli
unici esseri a produrre pi stron-
zate in assoluto.
Lessere umano, infatti, cos
intelligente e di larghe vedute che
vede le altre specie in tante
maniere diverse. La specie anima-
le, in particolare, riesce a perce-
pirla in tanti modi quanti sono i
comodacci propri: ora come
peluche da accarezzare e cocco-
lare, ora come pesi morti di cui
sbarazzarsi; da salvare quando
sono in via destinzione, da repri-
mere quando sono troppi; come
cibo, come vestiario, come acces-
sori, come sport, come business,
come surplus a una vita dedita al
mostrare agli altri ci che si pos-
siede, come oggetti rari da espor-
re in pubblico alla merc di fami-
gliole e comitive armate di mac-
chine fotografiche e noccioline. Qui
risiede lintelligenza umana. Nel
sentirsi continuamente giudici,
avvocati e carnefici, investiti dal
potere di decidere per la vita degli
altri. La mossa abitudinaria di un
pollice in gi che condanna ogni
giorno milioni di vite.
Portare le scolaresche al circo o
allo zoo addirittura istruttivo,
perch fondamentale insegnare
ai bambini che, in nome delle pi
elevate leggi della natura, gli
animali vivano in gabbia e vengano
costretti a fare i pagliacci. Cos
come naturale che siano il
soggetto delle migliori reflex ogni
giorno in un ambiente travestito
da loro habitat naturale. Terrifi-
cante che la gente trovi diver-
tente guardare dei delfini, delle
foche e delle orche addirittura,
costrette a vivere in piscine grandi
quanto vasche da bagno, educate
a compiere esibizioni al comando
di qualche imbecille che in cambio
promette cibo. Terrificante che
la gente trovi interessante guar-
dare un animale sotto effetto di
sedativi o dietro le sbarre, senza
mai soffermarsi a guardarlo negli
occhi, senza mai riuscire a sentire
il desiderio scalpitante di libert
che prova. Quello stesso desiderio
che ha portato, qualche tempo fa,
la giraffa Marius a scappare, a
UN INFERNO CHIAMATO ZOO
14 14
sono per le uniche sofferenze
per questi animali, costretti a
trascorrere una vita di prigionia, in
piccole anguste gabbie che repri-
mono ogni traccia di dignit e
istinto per questi poveri animali. E
tra l'altro si tratta di spettacoli
diseducativi, soprattutto a livello
pedagogico, perch insegnano
l'indifferenza dinanzi a tanta
brutalit.
insegnano che la violenza un
atteggiamento sempre lecito,
specie se si tratta del dominio del
pi forte sul pi debole.
La pratica circense dovrebbe
includere in realt solo trapezisti,
giocolieri, clowns e quant'altro;
dovrebbe trattarsi insomma di
spettacoli fatti dall'uomo per
l'uomo, dove gli atisti si impegnano
volontariamente in straordinarie
performance sfidando i limiti
umani. Esempi di circhi senza
animali esistono e il loro successo
indiscutibile; basti pensare al
Circ du Soleil, al Circo nazionale di
Corea, al Circo acquatico Zappis o
al Circo Cinese (giacch in Cina
sono illegali i circhi con animali).
E sulla base di quanto spiegato,
queste incredibili manifestazioni
artistiche dovrebbero ricevere
sempre pi consensi, proprio
perch a livello oggettivo sba-
gliato supportare ci che cela
sofferenza e crudelt.
per le zampre con delle funi, che
poi vengono tirate al fine di sten-
dere il povero animale a m di
tappeto; dopo di ch partono da
pi uomini bastonate e frustate,
che si intensificano ad ogni ruggito
di protesta da parte della tigre.
L'addestramento di un orso
finalizzato a fargli alzare le zampe
anteriori, assumendo cos una
posizione eretta del tutto innatu-
rale, e ancor pi brutale: si
passati all'antico metodo dei
carboni ardenti , al porre due
piastre arroventate (o pungoni di
acciaio) in corrispondenza del
punto in cui l'orso avrebbe poggia-
to le zampe. Il "ballo dell'orso" non
l'unica assura performance
circense; possiamo annoverare
anche l'equilibrismo dell'elefante, i
cui pesanti intestini premono ogni
volta pericolosamente sul cuore
quando si pone a testa in gi con
una sola zampa anteriore.
I metodi di addestramento non
esistenze altrui e, in fondo, anche
la nostra. Vite relegate dietro le
sbarre e che implorano finte
libert tra un anello e laltro delle
catene che indossiamo come
fossero gioielli. La voglia di avere
senza capire, per loro la libert
Cos, quindi, che entusiasma cos
tanto lesercito delle macchine
fotografiche della domenica
soleggiata? Non sicuramente la
libert delle ali, delle pinne o delle
zampe. Non sicuramente la Liber-
t.
liberarsi dal dominio umano e
correre per le strade di una citt
che ha ritenuto necessario ucci-
derla e fermare quattro zampe
che desideravano correre lontano
dalla prigione che la teneva
rinchiusa. E non lunico caso.
Ogni anno decine di migliaia di
animali presenti negli zoo vengono
uccisi attraverso eutanasia per
mantenere la stabilit genetica e
stabilizzare la popolazione di
animali cresciuti in cattivit.
Ma per noi tutto questo assolu-
tamente normale. Di questo sono
fatte le nostre squallide vite, di
gabbie in cui costringiamo le
"Nella gabbia un leone non pu
nemmeno girarsi.
Tutte le bestie, senza eccezione,
tremano per il freddo 6 mesi
all'anno.
Le foche vivono quasi sempre
senz'acqua, e per le giraffe non
esistono carri abbastanza alti.
D'inverno le bestie non hanno
quasi mai paglia a sufficienza e
restano prigioniere del ghiaccio,
che ogni mattina dev'essere
rimosso. Durante i trasporti gli
animali si riempono di piaghe
procurate dalle catene e dalla
sporcizia"
EGRNAR OSTERBERG (vissuto per
30 anni nei circhi)
Il circo, nella sua accezionepi
moderna, fece la sua prima com-
parsa a partire dalla fine del VIII
secolo, sebbene le sue forme pi
antiche abbiano un collocamento
temporale ben pi remoto.
L'affascinante attrattiva del circo,
che entusiasma adulti e sorpren-
de i bambini, nasconde per molti
fattori discutibili.
Di fatto, gli spettacoli circensi con
animali si configuranocome la
forma pi ancestrale di sfrutta-
mento animale, dove grattezza e
violenza umane trovani ampio
spazio. Alla base di questi spetta-
coli (come anche nel caso dello
zoo) c' l'idea (cos radicata ma
cos profondamente sbagliata)
che l'uomo sia talmente "intelligen-
te" da sentirsi in diritto di domina-
re su un'altra specie, che sia
l'uomo pi debole o che sia, come
in questo caso, l'animale.
Vittime di questa distorsione
mentale sono per lo pi gli animali
esotici, ma anche cani, gatti e
cavalli. Animali esotici come tigri,
babbuini, pantere, orsi polari,
pinguini, ecc.. non sono in alcun
modo addomesticabili, pertanto si
ricorre all'addestramento, vale a
dire alla sottomissione crudele e
violenta. Ma la sofferenza di questi
animali ha inizio ben prima, a
partire dalla cattura, che coincide
il pi delle volte con il prelievo
forzato dal proprio habitat, e che
sottintende l'uso di metodi molto
crudeli; segue poi la reclusione
finalizzata al trasporto , dove lo
stress a cui viene sottoposto
l'animale, senza acqua n cibo,
sfocia spesso in episodi di aggres-
sivit, autolesionismo e morte
prematura.
Infine, gli animali vengono venduti
ai circhi, dove ha inizio la loro lenta
agonia.
I metodi di addestramento degli
animali vengono incentrati sulla
crudelt e violenza.
L'addestramento di una tigre
prevede che questa venga legata
Gli esseri umani costituiscono la
specie vivente dotata di pi intelli-
genza, cos dicono. Hanno inventa-
to e scoperto tante cose e pos-
siedono un linguaggio cos com-
plesso e sviluppato che sono gli
unici esseri a produrre pi stron-
zate in assoluto.
Lessere umano, infatti, cos
intelligente e di larghe vedute che
vede le altre specie in tante
maniere diverse. La specie anima-
le, in particolare, riesce a perce-
pirla in tanti modi quanti sono i
comodacci propri: ora come
peluche da accarezzare e cocco-
lare, ora come pesi morti di cui
sbarazzarsi; da salvare quando
sono in via destinzione, da repri-
mere quando sono troppi; come
cibo, come vestiario, come acces-
sori, come sport, come business,
come surplus a una vita dedita al
mostrare agli altri ci che si pos-
siede, come oggetti rari da espor-
re in pubblico alla merc di fami-
gliole e comitive armate di mac-
chine fotografiche e noccioline. Qui
risiede lintelligenza umana. Nel
sentirsi continuamente giudici,
avvocati e carnefici, investiti dal
potere di decidere per la vita degli
altri. La mossa abitudinaria di un
pollice in gi che condanna ogni
giorno milioni di vite.
Portare le scolaresche al circo o
allo zoo addirittura istruttivo,
perch fondamentale insegnare
ai bambini che, in nome delle pi
elevate leggi della natura, gli
animali vivano in gabbia e vengano
costretti a fare i pagliacci. Cos
come naturale che siano il
soggetto delle migliori reflex ogni
giorno in un ambiente travestito
da loro habitat naturale. Terrifi-
cante che la gente trovi diver-
tente guardare dei delfini, delle
foche e delle orche addirittura,
costrette a vivere in piscine grandi
quanto vasche da bagno, educate
a compiere esibizioni al comando
di qualche imbecille che in cambio
promette cibo. Terrificante che
la gente trovi interessante guar-
dare un animale sotto effetto di
sedativi o dietro le sbarre, senza
mai soffermarsi a guardarlo negli
occhi, senza mai riuscire a sentire
il desiderio scalpitante di libert
che prova. Quello stesso desiderio
che ha portato, qualche tempo fa,
la giraffa Marius a scappare, a
sono per le uniche sofferenze
per questi animali, costretti a
trascorrere una vita di prigionia, in
piccole anguste gabbie che repri-
mono ogni traccia di dignit e
istinto per questi poveri animali. E
tra l'altro si tratta di spettacoli
diseducativi, soprattutto a livello
pedagogico, perch insegnano
l'indifferenza dinanzi a tanta
brutalit.
insegnano che la violenza un
atteggiamento sempre lecito,
specie se si tratta del dominio del
pi forte sul pi debole.
La pratica circense dovrebbe
includere in realt solo trapezisti,
giocolieri, clowns e quant'altro;
dovrebbe trattarsi insomma di
spettacoli fatti dall'uomo per
l'uomo, dove gli atisti si impegnano
volontariamente in straordinarie
performance sfidando i limiti
umani. Esempi di circhi senza
animali esistono e il loro successo
indiscutibile; basti pensare al
Circ du Soleil, al Circo nazionale di
Corea, al Circo acquatico Zappis o
al Circo Cinese (giacch in Cina
sono illegali i circhi con animali).
E sulla base di quanto spiegato,
queste incredibili manifestazioni
artistiche dovrebbero ricevere
sempre pi consensi, proprio
perch a livello oggettivo sba-
gliato supportare ci che cela
sofferenza e crudelt.
per le zampre con delle funi, che
poi vengono tirate al fine di sten-
dere il povero animale a m di
tappeto; dopo di ch partono da
pi uomini bastonate e frustate,
che si intensificano ad ogni ruggito
di protesta da parte della tigre.
L'addestramento di un orso
finalizzato a fargli alzare le zampe
anteriori, assumendo cos una
posizione eretta del tutto innatu-
rale, e ancor pi brutale: si
passati all'antico metodo dei
carboni ardenti , al porre due
piastre arroventate (o pungoni di
acciaio) in corrispondenza del
punto in cui l'orso avrebbe poggia-
to le zampe. Il "ballo dell'orso" non
l'unica assura performance
circense; possiamo annoverare
anche l'equilibrismo dell'elefante, i
cui pesanti intestini premono ogni
volta pericolosamente sul cuore
quando si pone a testa in gi con
una sola zampa anteriore.
I metodi di addestramento non
Fotografate sta minchia
15 15
esistenze altrui e, in fondo, anche
la nostra. Vite relegate dietro le
sbarre e che implorano finte
libert tra un anello e laltro delle
catene che indossiamo come
fossero gioielli. La voglia di avere
senza capire, per loro la libert
Cos, quindi, che entusiasma cos
tanto lesercito delle macchine
fotografiche della domenica
soleggiata? Non sicuramente la
libert delle ali, delle pinne o delle
zampe. Non sicuramente la Liber-
t.
liberarsi dal dominio umano e
correre per le strade di una citt
che ha ritenuto necessario ucci-
derla e fermare quattro zampe
che desideravano correre lontano
dalla prigione che la teneva
rinchiusa. E non lunico caso.
Ogni anno decine di migliaia di
animali presenti negli zoo vengono
uccisi attraverso eutanasia per
mantenere la stabilit genetica e
stabilizzare la popolazione di
animali cresciuti in cattivit.
Ma per noi tutto questo assolu-
tamente normale. Di questo sono
fatte le nostre squallide vite, di
gabbie in cui costringiamo le
preso consapevolezza. L'insosteni-
bilit di un modello di sviluppo
come quello capitalista, basato
sullo sfruttamento dell'uomo da
parte dell'uomo, sulla crescita
continua, sulla ciclicit delle crisi di
produzione il collante di questo
ultimo lavoro. In seguito alla globa-
lizzazione, alla nascita dell'Unione
Europea e all'apertura dei mercati
mondiali l'essere umano divenu-
to sempre pi una merce, privato
di qualunque tipo di individualit a
favore di un consumo sfrenato
che sembra ora essere l'unica sua
ragione di vita. Crediamo nella
potenzialit della musica intesa
come mezzo di comunicazione
volto a risvegliare le coscienze e a
rendere le persone consapevoli
del contesto di schiavit nel quale
vivono. Cerchiamo di far passare il
pi possibile messaggi di tipo
politico, non voglio arrivare a dire
che i 5MDR siano ormai solo
politica ma la maturazione che
abbiamo avuto ci ha spinto
sempre di pi ad intraprendere
questa via e a vederla come
miglior modo per esprimere noi
stessi, la nostra rabbia e le nostre
frustrazioni.
Appena uscito il nuovo disco, La
Prospettiva del Conflitto, avete
fatto un tour in giro per lItalia e
non solo. Che impressioni avete
panorama musicale savonese e,
giunti alla terza edizione, possiamo
dirci soddisfatti di come cresciu-
ta la scena e dei gruppi che la
popolano.
Quali sono le vostre influenze
musicali?
Il primo approccio che abbiamo
avuto con la musica stato il punk,
chi pi orientato sul punk italiano,
chi pi sull'hardore americano, chi
pi sull'oi! E' ovvio che col passare
degli anni queste influenze si sono
evolute e ci hanno portato a
scoprire moltissimi altri generi, non
so quanto senso avrebbe fare un
elenco di nomi ma se devo sfor-
zarmi di cercare le coordinate pi
ampie possibili di questa evoluzio-
ne posso dire: Kina, Banda del
Rione, Converge, Fluxus, Affranti,
Bull Brigade, Attrito, La quiete.
Aggiungendo poi tutti gli altri
generi che di norma ascoltiamo
ma che pi difficile ritrovare nei
nostri pezzi!
Di cosa parlate nei testi delle
canzoni?
I testi dell'ultimo album cercano di
definire una panoramica pi
chiara possibile della situazione
attuale, del "nostro tempo", del
contesto socio-politico in cui
siamo cresciuti e di cui abbiamo
Ci piacerebbe riuscire a registrare
uno split da fare uscire nell'anno
nuovo, da settembre 2014 a
gennaio 2015 ci prenderemo una
pausa e non avremo modo n di
provare n di suonare in giro, e
vorremmo quindi riuscire ad
iniziare l'anno nuovo con un nuovo
lavoro fra le mani ( i pezzi sono gi
in via di composizione). Split o non
split l'idea era di riuscire a suonare
il pi possibile nel 2015 e, con
calma, iniziare a comporre i pezzi
per un nuovo disco che, molto
indicativamente, pensiamo di fare
uscire nel 2016. Progetti a lungo
termine che speriamo di mante-
nere, si vedr!
testa sempre rivolta a riprendere
a suonare il pi presto possibile e
in pi posti possibili.
Cosa fate nella vita oltre a suona-
re?
Siamo per 4/5 studenti, Guido
lavora come restauratore, Giulio
studia da ingegnere del suono a
Milano, Filippo studia lettere
antiche a Torino, Gabriele scienze
politiche a Genova e Andrea
chimica e tecnologie farmaceuti-
che a Genova.
Forse presto per parlarne, ma
avete gi qualche vaga idea sui
progetti futuri?
Come e quando sono nati i
5MDR? Qual il significato di
questo nome?
I 5MDR nascono nel 2006, la
formazione originaria era compo-
sta da Filippo, Gabriele, Giulio e
Nicol, dopo due anni entra
Andrea come seconda chitarra e
nel 2011 Guido sostituisce Nicol
alla batteria. Con questa forma-
zione ci siamo stabilizzati e abbia-
mo iniziato a lavorare a "La Pro-
spettiva del Conflitto" che uscito
a settembre 2013, a distanza di
quattro anni dal primo full lenght
"Via di qua". 5MDR l'acronimo di
5 minuti di rivolta, nome dato in
giovent alla quale rimaniamo
molto affezionati pur preferendolo
abbreviato!
In che modo vivete il vostro rap-
porto con la realt savonese?
Negli anni in cui abbiamo iniziato a
suonare la scena savonese era
totalmente appiattita, non c'erano
n realt autogestite n locali
disposti a far suonare musica
propria (indipendentemente dal
genere), cos gli unici contesti in cui
riuscivamo a suonare erano
concerti organizzati in Societ di
Mutuo Soccorso con tutte le
implicazioni del caso (tempi biblici
per riuscire a fissare una data,
sbirri, siae ecc...). Col passare degli
anni tuttavia Savona riuscita a
produrre un humus culturale che
ha favorito la nascita di moltissime
band dei pi svariati generi:
dall'hip hop, al punk, al metal che,
in un contesto di provincia quale
quello savonese, sono riuscite a
creare veri e propri rapporti di
collaborazione e supporto reci-
proco. Vivendo in una realt di 60
mila abitanti ovvio conoscere
tutti coloro che iniziano a suonare
musica propria, da questo punto
di vista l'apertura dello spazio
sociale Rude Club, nel quale
militiamo, ha favorito la creazione
di festival e serate con solo gruppi
savonesi. Ogni anno organizziamo
un festival a giugno chiamato This
Is The Way Fest che raccoglie le
maggiori realt emergenti del
INTERVISTA AI 5MDR
16 16
avuto dalle scene locali che, di
volta in volta, vi hanno ospitato?
Ogni concerto e ogni serata fatta
rimarr nei nostri cuori per
sempre, le emozioni che abbiamo
provato suonando in questo anno
sono state incredibili. Da Lecce a
Innsbruck, Nancy, Teramo, Cremo-
na, Lugano, Napoli, Roma, Torino,
Mantova stato tutto bellissimo.
Mi riesce difficile riuscire a scrivere
di queste cose, il punto era che
durante il viaggio l'ultima cosa a
cui riuscivi a pensare era al con-
certo in s, non vedevamo l'ora di
conoscere persone nuove, vedere
nuovi contesti, capire quali politi-
che portavano avanti, come le
portavano, capire pratiche alter-
native di condivisione e lotta.
Personalmente il suonare un
contorno (un ottimo contorno),
ma la cosa veramente bella del
riuscire a girare tanto sono le
persone e i contesti nei quali ti
trovi. Senza di questi il concerto
perde di senso.
Cosa ne pensate, invece, della
scena attuale italiana hc-punk-oi! ?
Siamo cresciuti ascoltando Gavro-
che e Bull Brigade ed ovvio che a
distanza di tanti anni riuscire a
condividere il palco e a cantare le
canzoni che ascoltavi dieci anni fa
sia la cosa pi bella che si potesse
desiderare. Detto questo girando
in Italia siamo entrati in contatto
con un sacco di gruppi validissimi
specialmente nel centro-sud italia
dove abbiamo avuto la percezione
che il punk e l'oi siano molto pi vivi
che nel nord. Per quanto riguarda
la scena hc, pur avendo difficolt a
muoverci spesso per concerti,
siamo orgogliosi della scena che
c' in Liguria, in particolar modo a
Genova, e della viva attivit di
autoproduzioni e organizzazione di
concerti che rimasta negli anni
grazie alla passione di ragazzi ai
quali va tutto il nostro rispetto e la
nostra massima stima.
Dove avete suonato finora da
quando siete nati come gruppo?
In un po' di posti, diciamo che
prima del cambio di batterista fra
problemi organizzativi e impossibi-
lit di muoverci (niente patente,
quando uscito "Via di Qua"
eravamo tutti sui 17 anni) siamo
riusciti a suonare soprattutto in
liguria e in piemonte. Da quando
c' stato il cambio di formazione
abbiamo preso a provare con pi
continuit e a comporre canzoni
nuove, nell'arco di un anno abbia-
mo scritto "La Prospettiva del
Conflitto" e da l siamo riusciti a
girare molto pi di prima. Ora ci
prenderemo una breve pausa per
tirare un attimo il fiato ma con la
Street Punk da Savona
preso consapevolezza. L'insosteni-
bilit di un modello di sviluppo
come quello capitalista, basato
sullo sfruttamento dell'uomo da
parte dell'uomo, sulla crescita
continua, sulla ciclicit delle crisi di
produzione il collante di questo
ultimo lavoro. In seguito alla globa-
lizzazione, alla nascita dell'Unione
Europea e all'apertura dei mercati
mondiali l'essere umano divenu-
to sempre pi una merce, privato
di qualunque tipo di individualit a
favore di un consumo sfrenato
che sembra ora essere l'unica sua
ragione di vita. Crediamo nella
potenzialit della musica intesa
come mezzo di comunicazione
volto a risvegliare le coscienze e a
rendere le persone consapevoli
del contesto di schiavit nel quale
vivono. Cerchiamo di far passare il
pi possibile messaggi di tipo
politico, non voglio arrivare a dire
che i 5MDR siano ormai solo
politica ma la maturazione che
abbiamo avuto ci ha spinto
sempre di pi ad intraprendere
questa via e a vederla come
miglior modo per esprimere noi
stessi, la nostra rabbia e le nostre
frustrazioni.
Appena uscito il nuovo disco, La
Prospettiva del Conflitto, avete
fatto un tour in giro per lItalia e
non solo. Che impressioni avete
panorama musicale savonese e,
giunti alla terza edizione, possiamo
dirci soddisfatti di come cresciu-
ta la scena e dei gruppi che la
popolano.
Quali sono le vostre influenze
musicali?
Il primo approccio che abbiamo
avuto con la musica stato il punk,
chi pi orientato sul punk italiano,
chi pi sull'hardore americano, chi
pi sull'oi! E' ovvio che col passare
degli anni queste influenze si sono
evolute e ci hanno portato a
scoprire moltissimi altri generi, non
so quanto senso avrebbe fare un
elenco di nomi ma se devo sfor-
zarmi di cercare le coordinate pi
ampie possibili di questa evoluzio-
ne posso dire: Kina, Banda del
Rione, Converge, Fluxus, Affranti,
Bull Brigade, Attrito, La quiete.
Aggiungendo poi tutti gli altri
generi che di norma ascoltiamo
ma che pi difficile ritrovare nei
nostri pezzi!
Di cosa parlate nei testi delle
canzoni?
I testi dell'ultimo album cercano di
definire una panoramica pi
chiara possibile della situazione
attuale, del "nostro tempo", del
contesto socio-politico in cui
siamo cresciuti e di cui abbiamo
Ci piacerebbe riuscire a registrare
uno split da fare uscire nell'anno
nuovo, da settembre 2014 a
gennaio 2015 ci prenderemo una
pausa e non avremo modo n di
provare n di suonare in giro, e
vorremmo quindi riuscire ad
iniziare l'anno nuovo con un nuovo
lavoro fra le mani ( i pezzi sono gi
in via di composizione). Split o non
split l'idea era di riuscire a suonare
il pi possibile nel 2015 e, con
calma, iniziare a comporre i pezzi
per un nuovo disco che, molto
indicativamente, pensiamo di fare
uscire nel 2016. Progetti a lungo
termine che speriamo di mante-
nere, si vedr!
testa sempre rivolta a riprendere
a suonare il pi presto possibile e
in pi posti possibili.
Cosa fate nella vita oltre a suona-
re?
Siamo per 4/5 studenti, Guido
lavora come restauratore, Giulio
studia da ingegnere del suono a
Milano, Filippo studia lettere
antiche a Torino, Gabriele scienze
politiche a Genova e Andrea
chimica e tecnologie farmaceuti-
che a Genova.
Forse presto per parlarne, ma
avete gi qualche vaga idea sui
progetti futuri?
Come e quando sono nati i
5MDR? Qual il significato di
questo nome?
I 5MDR nascono nel 2006, la
formazione originaria era compo-
sta da Filippo, Gabriele, Giulio e
Nicol, dopo due anni entra
Andrea come seconda chitarra e
nel 2011 Guido sostituisce Nicol
alla batteria. Con questa forma-
zione ci siamo stabilizzati e abbia-
mo iniziato a lavorare a "La Pro-
spettiva del Conflitto" che uscito
a settembre 2013, a distanza di
quattro anni dal primo full lenght
"Via di qua". 5MDR l'acronimo di
5 minuti di rivolta, nome dato in
giovent alla quale rimaniamo
molto affezionati pur preferendolo
abbreviato!
In che modo vivete il vostro rap-
porto con la realt savonese?
Negli anni in cui abbiamo iniziato a
suonare la scena savonese era
totalmente appiattita, non c'erano
n realt autogestite n locali
disposti a far suonare musica
propria (indipendentemente dal
genere), cos gli unici contesti in cui
riuscivamo a suonare erano
concerti organizzati in Societ di
Mutuo Soccorso con tutte le
implicazioni del caso (tempi biblici
per riuscire a fissare una data,
sbirri, siae ecc...). Col passare degli
anni tuttavia Savona riuscita a
produrre un humus culturale che
ha favorito la nascita di moltissime
band dei pi svariati generi:
dall'hip hop, al punk, al metal che,
in un contesto di provincia quale
quello savonese, sono riuscite a
creare veri e propri rapporti di
collaborazione e supporto reci-
proco. Vivendo in una realt di 60
mila abitanti ovvio conoscere
tutti coloro che iniziano a suonare
musica propria, da questo punto
di vista l'apertura dello spazio
sociale Rude Club, nel quale
militiamo, ha favorito la creazione
di festival e serate con solo gruppi
savonesi. Ogni anno organizziamo
un festival a giugno chiamato This
Is The Way Fest che raccoglie le
maggiori realt emergenti del
avuto dalle scene locali che, di
volta in volta, vi hanno ospitato?
Ogni concerto e ogni serata fatta
rimarr nei nostri cuori per
sempre, le emozioni che abbiamo
provato suonando in questo anno
sono state incredibili. Da Lecce a
Innsbruck, Nancy, Teramo, Cremo-
na, Lugano, Napoli, Roma, Torino,
Mantova stato tutto bellissimo.
Mi riesce difficile riuscire a scrivere
di queste cose, il punto era che
durante il viaggio l'ultima cosa a
cui riuscivi a pensare era al con-
certo in s, non vedevamo l'ora di
conoscere persone nuove, vedere
nuovi contesti, capire quali politi-
che portavano avanti, come le
portavano, capire pratiche alter-
native di condivisione e lotta.
Personalmente il suonare un
contorno (un ottimo contorno),
ma la cosa veramente bella del
riuscire a girare tanto sono le
persone e i contesti nei quali ti
trovi. Senza di questi il concerto
perde di senso.
Cosa ne pensate, invece, della
scena attuale italiana hc-punk-oi! ?
Siamo cresciuti ascoltando Gavro-
che e Bull Brigade ed ovvio che a
distanza di tanti anni riuscire a
condividere il palco e a cantare le
canzoni che ascoltavi dieci anni fa
sia la cosa pi bella che si potesse
desiderare. Detto questo girando
in Italia siamo entrati in contatto
con un sacco di gruppi validissimi
specialmente nel centro-sud italia
dove abbiamo avuto la percezione
che il punk e l'oi siano molto pi vivi
che nel nord. Per quanto riguarda
la scena hc, pur avendo difficolt a
muoverci spesso per concerti,
siamo orgogliosi della scena che
c' in Liguria, in particolar modo a
Genova, e della viva attivit di
autoproduzioni e organizzazione di
concerti che rimasta negli anni
grazie alla passione di ragazzi ai
quali va tutto il nostro rispetto e la
nostra massima stima.
Dove avete suonato finora da
quando siete nati come gruppo?
In un po' di posti, diciamo che
prima del cambio di batterista fra
problemi organizzativi e impossibi-
lit di muoverci (niente patente,
quando uscito "Via di Qua"
eravamo tutti sui 17 anni) siamo
riusciti a suonare soprattutto in
liguria e in piemonte. Da quando
c' stato il cambio di formazione
abbiamo preso a provare con pi
continuit e a comporre canzoni
nuove, nell'arco di un anno abbia-
mo scritto "La Prospettiva del
Conflitto" e da l siamo riusciti a
girare molto pi di prima. Ora ci
prenderemo una breve pausa per
tirare un attimo il fiato ma con la
17 17
preso consapevolezza. L'insosteni-
bilit di un modello di sviluppo
come quello capitalista, basato
sullo sfruttamento dell'uomo da
parte dell'uomo, sulla crescita
continua, sulla ciclicit delle crisi di
produzione il collante di questo
ultimo lavoro. In seguito alla globa-
lizzazione, alla nascita dell'Unione
Europea e all'apertura dei mercati
mondiali l'essere umano divenu-
to sempre pi una merce, privato
di qualunque tipo di individualit a
favore di un consumo sfrenato
che sembra ora essere l'unica sua
ragione di vita. Crediamo nella
potenzialit della musica intesa
come mezzo di comunicazione
volto a risvegliare le coscienze e a
rendere le persone consapevoli
del contesto di schiavit nel quale
vivono. Cerchiamo di far passare il
pi possibile messaggi di tipo
politico, non voglio arrivare a dire
che i 5MDR siano ormai solo
politica ma la maturazione che
abbiamo avuto ci ha spinto
sempre di pi ad intraprendere
questa via e a vederla come
miglior modo per esprimere noi
stessi, la nostra rabbia e le nostre
frustrazioni.
Appena uscito il nuovo disco, La
Prospettiva del Conflitto, avete
fatto un tour in giro per lItalia e
non solo. Che impressioni avete
panorama musicale savonese e,
giunti alla terza edizione, possiamo
dirci soddisfatti di come cresciu-
ta la scena e dei gruppi che la
popolano.
Quali sono le vostre influenze
musicali?
Il primo approccio che abbiamo
avuto con la musica stato il punk,
chi pi orientato sul punk italiano,
chi pi sull'hardore americano, chi
pi sull'oi! E' ovvio che col passare
degli anni queste influenze si sono
evolute e ci hanno portato a
scoprire moltissimi altri generi, non
so quanto senso avrebbe fare un
elenco di nomi ma se devo sfor-
zarmi di cercare le coordinate pi
ampie possibili di questa evoluzio-
ne posso dire: Kina, Banda del
Rione, Converge, Fluxus, Affranti,
Bull Brigade, Attrito, La quiete.
Aggiungendo poi tutti gli altri
generi che di norma ascoltiamo
ma che pi difficile ritrovare nei
nostri pezzi!
Di cosa parlate nei testi delle
canzoni?
I testi dell'ultimo album cercano di
definire una panoramica pi
chiara possibile della situazione
attuale, del "nostro tempo", del
contesto socio-politico in cui
siamo cresciuti e di cui abbiamo
Ci piacerebbe riuscire a registrare
uno split da fare uscire nell'anno
nuovo, da settembre 2014 a
gennaio 2015 ci prenderemo una
pausa e non avremo modo n di
provare n di suonare in giro, e
vorremmo quindi riuscire ad
iniziare l'anno nuovo con un nuovo
lavoro fra le mani ( i pezzi sono gi
in via di composizione). Split o non
split l'idea era di riuscire a suonare
il pi possibile nel 2015 e, con
calma, iniziare a comporre i pezzi
per un nuovo disco che, molto
indicativamente, pensiamo di fare
uscire nel 2016. Progetti a lungo
termine che speriamo di mante-
nere, si vedr!
testa sempre rivolta a riprendere
a suonare il pi presto possibile e
in pi posti possibili.
Cosa fate nella vita oltre a suona-
re?
Siamo per 4/5 studenti, Guido
lavora come restauratore, Giulio
studia da ingegnere del suono a
Milano, Filippo studia lettere
antiche a Torino, Gabriele scienze
politiche a Genova e Andrea
chimica e tecnologie farmaceuti-
che a Genova.
Forse presto per parlarne, ma
avete gi qualche vaga idea sui
progetti futuri?
Come e quando sono nati i
5MDR? Qual il significato di
questo nome?
I 5MDR nascono nel 2006, la
formazione originaria era compo-
sta da Filippo, Gabriele, Giulio e
Nicol, dopo due anni entra
Andrea come seconda chitarra e
nel 2011 Guido sostituisce Nicol
alla batteria. Con questa forma-
zione ci siamo stabilizzati e abbia-
mo iniziato a lavorare a "La Pro-
spettiva del Conflitto" che uscito
a settembre 2013, a distanza di
quattro anni dal primo full lenght
"Via di qua". 5MDR l'acronimo di
5 minuti di rivolta, nome dato in
giovent alla quale rimaniamo
molto affezionati pur preferendolo
abbreviato!
In che modo vivete il vostro rap-
porto con la realt savonese?
Negli anni in cui abbiamo iniziato a
suonare la scena savonese era
totalmente appiattita, non c'erano
n realt autogestite n locali
disposti a far suonare musica
propria (indipendentemente dal
genere), cos gli unici contesti in cui
riuscivamo a suonare erano
concerti organizzati in Societ di
Mutuo Soccorso con tutte le
implicazioni del caso (tempi biblici
per riuscire a fissare una data,
sbirri, siae ecc...). Col passare degli
anni tuttavia Savona riuscita a
produrre un humus culturale che
ha favorito la nascita di moltissime
band dei pi svariati generi:
dall'hip hop, al punk, al metal che,
in un contesto di provincia quale
quello savonese, sono riuscite a
creare veri e propri rapporti di
collaborazione e supporto reci-
proco. Vivendo in una realt di 60
mila abitanti ovvio conoscere
tutti coloro che iniziano a suonare
musica propria, da questo punto
di vista l'apertura dello spazio
sociale Rude Club, nel quale
militiamo, ha favorito la creazione
di festival e serate con solo gruppi
savonesi. Ogni anno organizziamo
un festival a giugno chiamato This
Is The Way Fest che raccoglie le
maggiori realt emergenti del
avuto dalle scene locali che, di
volta in volta, vi hanno ospitato?
Ogni concerto e ogni serata fatta
rimarr nei nostri cuori per
sempre, le emozioni che abbiamo
provato suonando in questo anno
sono state incredibili. Da Lecce a
Innsbruck, Nancy, Teramo, Cremo-
na, Lugano, Napoli, Roma, Torino,
Mantova stato tutto bellissimo.
Mi riesce difficile riuscire a scrivere
di queste cose, il punto era che
durante il viaggio l'ultima cosa a
cui riuscivi a pensare era al con-
certo in s, non vedevamo l'ora di
conoscere persone nuove, vedere
nuovi contesti, capire quali politi-
che portavano avanti, come le
portavano, capire pratiche alter-
native di condivisione e lotta.
Personalmente il suonare un
contorno (un ottimo contorno),
ma la cosa veramente bella del
riuscire a girare tanto sono le
persone e i contesti nei quali ti
trovi. Senza di questi il concerto
perde di senso.
Cosa ne pensate, invece, della
scena attuale italiana hc-punk-oi! ?
Siamo cresciuti ascoltando Gavro-
che e Bull Brigade ed ovvio che a
distanza di tanti anni riuscire a
condividere il palco e a cantare le
canzoni che ascoltavi dieci anni fa
sia la cosa pi bella che si potesse
desiderare. Detto questo girando
in Italia siamo entrati in contatto
con un sacco di gruppi validissimi
specialmente nel centro-sud italia
dove abbiamo avuto la percezione
che il punk e l'oi siano molto pi vivi
che nel nord. Per quanto riguarda
la scena hc, pur avendo difficolt a
muoverci spesso per concerti,
siamo orgogliosi della scena che
c' in Liguria, in particolar modo a
Genova, e della viva attivit di
autoproduzioni e organizzazione di
concerti che rimasta negli anni
grazie alla passione di ragazzi ai
quali va tutto il nostro rispetto e la
nostra massima stima.
Dove avete suonato finora da
quando siete nati come gruppo?
In un po' di posti, diciamo che
prima del cambio di batterista fra
problemi organizzativi e impossibi-
lit di muoverci (niente patente,
quando uscito "Via di Qua"
eravamo tutti sui 17 anni) siamo
riusciti a suonare soprattutto in
liguria e in piemonte. Da quando
c' stato il cambio di formazione
abbiamo preso a provare con pi
continuit e a comporre canzoni
nuove, nell'arco di un anno abbia-
mo scritto "La Prospettiva del
Conflitto" e da l siamo riusciti a
girare molto pi di prima. Ora ci
prenderemo una breve pausa per
tirare un attimo il fiato ma con la
Se la vostra violenza la giustizia...
18 18
preso consapevolezza. L'insosteni-
bilit di un modello di sviluppo
come quello capitalista, basato
sullo sfruttamento dell'uomo da
parte dell'uomo, sulla crescita
continua, sulla ciclicit delle crisi di
produzione il collante di questo
ultimo lavoro. In seguito alla globa-
lizzazione, alla nascita dell'Unione
Europea e all'apertura dei mercati
mondiali l'essere umano divenu-
to sempre pi una merce, privato
di qualunque tipo di individualit a
favore di un consumo sfrenato
che sembra ora essere l'unica sua
ragione di vita. Crediamo nella
potenzialit della musica intesa
come mezzo di comunicazione
volto a risvegliare le coscienze e a
rendere le persone consapevoli
del contesto di schiavit nel quale
vivono. Cerchiamo di far passare il
pi possibile messaggi di tipo
politico, non voglio arrivare a dire
che i 5MDR siano ormai solo
politica ma la maturazione che
abbiamo avuto ci ha spinto
sempre di pi ad intraprendere
questa via e a vederla come
miglior modo per esprimere noi
stessi, la nostra rabbia e le nostre
frustrazioni.
Appena uscito il nuovo disco, La
Prospettiva del Conflitto, avete
fatto un tour in giro per lItalia e
non solo. Che impressioni avete
panorama musicale savonese e,
giunti alla terza edizione, possiamo
dirci soddisfatti di come cresciu-
ta la scena e dei gruppi che la
popolano.
Quali sono le vostre influenze
musicali?
Il primo approccio che abbiamo
avuto con la musica stato il punk,
chi pi orientato sul punk italiano,
chi pi sull'hardore americano, chi
pi sull'oi! E' ovvio che col passare
degli anni queste influenze si sono
evolute e ci hanno portato a
scoprire moltissimi altri generi, non
so quanto senso avrebbe fare un
elenco di nomi ma se devo sfor-
zarmi di cercare le coordinate pi
ampie possibili di questa evoluzio-
ne posso dire: Kina, Banda del
Rione, Converge, Fluxus, Affranti,
Bull Brigade, Attrito, La quiete.
Aggiungendo poi tutti gli altri
generi che di norma ascoltiamo
ma che pi difficile ritrovare nei
nostri pezzi!
Di cosa parlate nei testi delle
canzoni?
I testi dell'ultimo album cercano di
definire una panoramica pi
chiara possibile della situazione
attuale, del "nostro tempo", del
contesto socio-politico in cui
siamo cresciuti e di cui abbiamo
...La nostra giustizia sar violenza
Ci piacerebbe riuscire a registrare
uno split da fare uscire nell'anno
nuovo, da settembre 2014 a
gennaio 2015 ci prenderemo una
pausa e non avremo modo n di
provare n di suonare in giro, e
vorremmo quindi riuscire ad
iniziare l'anno nuovo con un nuovo
lavoro fra le mani ( i pezzi sono gi
in via di composizione). Split o non
split l'idea era di riuscire a suonare
il pi possibile nel 2015 e, con
calma, iniziare a comporre i pezzi
per un nuovo disco che, molto
indicativamente, pensiamo di fare
uscire nel 2016. Progetti a lungo
termine che speriamo di mante-
nere, si vedr!
testa sempre rivolta a riprendere
a suonare il pi presto possibile e
in pi posti possibili.
Cosa fate nella vita oltre a suona-
re?
Siamo per 4/5 studenti, Guido
lavora come restauratore, Giulio
studia da ingegnere del suono a
Milano, Filippo studia lettere
antiche a Torino, Gabriele scienze
politiche a Genova e Andrea
chimica e tecnologie farmaceuti-
che a Genova.
Forse presto per parlarne, ma
avete gi qualche vaga idea sui
progetti futuri?
Come e quando sono nati i
5MDR? Qual il significato di
questo nome?
I 5MDR nascono nel 2006, la
formazione originaria era compo-
sta da Filippo, Gabriele, Giulio e
Nicol, dopo due anni entra
Andrea come seconda chitarra e
nel 2011 Guido sostituisce Nicol
alla batteria. Con questa forma-
zione ci siamo stabilizzati e abbia-
mo iniziato a lavorare a "La Pro-
spettiva del Conflitto" che uscito
a settembre 2013, a distanza di
quattro anni dal primo full lenght
"Via di qua". 5MDR l'acronimo di
5 minuti di rivolta, nome dato in
giovent alla quale rimaniamo
molto affezionati pur preferendolo
abbreviato!
In che modo vivete il vostro rap-
porto con la realt savonese?
Negli anni in cui abbiamo iniziato a
suonare la scena savonese era
totalmente appiattita, non c'erano
n realt autogestite n locali
disposti a far suonare musica
propria (indipendentemente dal
genere), cos gli unici contesti in cui
riuscivamo a suonare erano
concerti organizzati in Societ di
Mutuo Soccorso con tutte le
implicazioni del caso (tempi biblici
per riuscire a fissare una data,
sbirri, siae ecc...). Col passare degli
anni tuttavia Savona riuscita a
produrre un humus culturale che
ha favorito la nascita di moltissime
band dei pi svariati generi:
dall'hip hop, al punk, al metal che,
in un contesto di provincia quale
quello savonese, sono riuscite a
creare veri e propri rapporti di
collaborazione e supporto reci-
proco. Vivendo in una realt di 60
mila abitanti ovvio conoscere
tutti coloro che iniziano a suonare
musica propria, da questo punto
di vista l'apertura dello spazio
sociale Rude Club, nel quale
militiamo, ha favorito la creazione
di festival e serate con solo gruppi
savonesi. Ogni anno organizziamo
un festival a giugno chiamato This
Is The Way Fest che raccoglie le
maggiori realt emergenti del
avuto dalle scene locali che, di
volta in volta, vi hanno ospitato?
Ogni concerto e ogni serata fatta
rimarr nei nostri cuori per
sempre, le emozioni che abbiamo
provato suonando in questo anno
sono state incredibili. Da Lecce a
Innsbruck, Nancy, Teramo, Cremo-
na, Lugano, Napoli, Roma, Torino,
Mantova stato tutto bellissimo.
Mi riesce difficile riuscire a scrivere
di queste cose, il punto era che
durante il viaggio l'ultima cosa a
cui riuscivi a pensare era al con-
certo in s, non vedevamo l'ora di
conoscere persone nuove, vedere
nuovi contesti, capire quali politi-
che portavano avanti, come le
portavano, capire pratiche alter-
native di condivisione e lotta.
Personalmente il suonare un
contorno (un ottimo contorno),
ma la cosa veramente bella del
riuscire a girare tanto sono le
persone e i contesti nei quali ti
trovi. Senza di questi il concerto
perde di senso.
Cosa ne pensate, invece, della
scena attuale italiana hc-punk-oi! ?
Siamo cresciuti ascoltando Gavro-
che e Bull Brigade ed ovvio che a
distanza di tanti anni riuscire a
condividere il palco e a cantare le
canzoni che ascoltavi dieci anni fa
sia la cosa pi bella che si potesse
desiderare. Detto questo girando
in Italia siamo entrati in contatto
con un sacco di gruppi validissimi
specialmente nel centro-sud italia
dove abbiamo avuto la percezione
che il punk e l'oi siano molto pi vivi
che nel nord. Per quanto riguarda
la scena hc, pur avendo difficolt a
muoverci spesso per concerti,
siamo orgogliosi della scena che
c' in Liguria, in particolar modo a
Genova, e della viva attivit di
autoproduzioni e organizzazione di
concerti che rimasta negli anni
grazie alla passione di ragazzi ai
quali va tutto il nostro rispetto e la
nostra massima stima.
Dove avete suonato finora da
quando siete nati come gruppo?
In un po' di posti, diciamo che
prima del cambio di batterista fra
problemi organizzativi e impossibi-
lit di muoverci (niente patente,
quando uscito "Via di Qua"
eravamo tutti sui 17 anni) siamo
riusciti a suonare soprattutto in
liguria e in piemonte. Da quando
c' stato il cambio di formazione
abbiamo preso a provare con pi
continuit e a comporre canzoni
nuove, nell'arco di un anno abbia-
mo scritto "La Prospettiva del
Conflitto" e da l siamo riusciti a
girare molto pi di prima. Ora ci
prenderemo una breve pausa per
tirare un attimo il fiato ma con la
19 19
Il 1 Febbraio un movimento sce-
glie di rispondere alla sottrazione
di uno spazio sociale Villa Roth
Occupata riappropriandosi di
uno nuovo, e non di uno qualun-
que: la Caserma Rossani Liberata
() La Caserma Rossani simbolo
dell'abbandono e del degrado, del
profitto che si antepone al benes-
sere comune. Oggi ribaltiamo
questi piani
Cos si presenta agli occhi di tutti,
un nuovo spazio occupato a Bari,
fulcro di una serie di sgomberi. A
distanza di mesi ormai divenuto
un punto di riferimento centrale
(data la sua posizione in citt) per
tutta la popolazione barese e non
solo.
Parte di quel movimento com-
posto, per lappunto, dalla stessa
Dusty Boots Brigade, che nei mesi
ha contribuito al buon funziona-
mento del posto dando una mano
nellorganizzare eventi e concerti
ed essendo parte attiva di un
processo volto alla ricostruzione di
un Movimento attraverso
laggregazione.
Il risultato stato ottimo quanto
soddisfacente: la risposta dei
frequentatori e sostenitori, finora
positiva, stata alimentata da
una curiosit, vista la particolarit
degli eventi (e non solo quelli
organizzati dalla DBB), che
progredita col tempo contando un
numero di presenze sempre
maggiore ad ogni serata.
Nella Ex-Caserma Liberata si
svolto e si continua a svolgere un
enorme lavoro anche manuale: le
molteplici stanze, prima simbolo
dell'abbandono, in questi mesi
sono rinate, dando vita a luoghi di
cultura e laboratori differenti: il
Cineteatro (nel quale si tengono
cineforum e rappresentazioni
teatrali), il Laboratorio Artistico
(dove i bambini sentono pi
stimolata la loro creativit), lo
Skate Park - Skate & Destroy, il
Bosco Sociale e lOrto Urbano, la
Libreria Sociale Pavloss Fyssas, la
Palestra Popolare Morad Tahiri pi
altri progetti in corso dopera
come il campo da calcio. Coinvolge
cos, qualsiasi fascia della popola-
zione: bambine/i, ragazze/i,
LEX CASERMA LIBERATA E LA DBB CREW
20 20
rendiamo parte integrante dellEx
Caserma, un luogo in cui sentiamo
lesigenza di contribuire manual-
mente e politicamente spingendo i
valori dellantifascismo, antispeci-
smo, antisessismo, anticapitali-
smo.
Sempre nellottica politica del
riappropriarsi di ci che dovrebbe
essere della collettivit e gestirlo
secondo i principi
dellautogestione, siamo ferma-
mente contrari a qualsiasi forma
di delega. Non riteniamo di aver
bisogno che qualcuno, dallalto,
prenda decisioni per noi, che siano
a nostro favore (fantascienza) o
meno. In vista delle prossime
elezioni -comunali ed europee-
non voteremo nessuno perch
nessuno ci rappresenta. Autode-
terminazione ci in cui crediamo.
E mentre il 25 maggio si consu-
mer il teatrino elettorale fatto di
gente che crede di rendersi prota-
gonista delle scelte politiche
governative infilando un pezzo di
carta in unurna, noi rivendichiamo
quanto detto sinora il 24 al NO
VOTE DAY con Weedz, Astensio-
ne, Cattivo Sangue e DSA Com-
mando.
Invitiamo chi ancora non lavesse
fatto a venire a trovarci allEx
Caserma Liberata (via G.Petroni,
8C - Bari).
adulte/i e anziane/i.
E proprio della presenza di quegli
ambienti che la Ex-Caserma
Rossani Liberata si nutre, dando
vita a forme culturali alternative
ed efficaci, che col passare del
tempo continueranno a crescere
e migliorare!
Ma ridare vita ad un luogo abban-
donato e su cui vertono i peggiori
interessi speculativi non la
nostra unica prerogativa.
fondamentale, per noi, che
cresca la maturit politica insieme
con la forza del dissenso ad un
sistema in cui non crediamo. Tutto
quello che viene portato avanti
nellEx Caserma rende evidente
cosa significhi per noi dare e
pretendere delle alternative a ci
che, invece, ci viene imposto fuori
da quelle mura. E per questo
allinterno di quelle mura c uno
spazio occupato e liberato. Ma le
alternative da sole non bastano.
Riteniamo giusto intraprendere un
percorso conflittuale e mirato
contro tutte le istituzioni, contro
ogni forma di sfruttamento, contro
la devastazione dei territori,
contro tutti coloro con cui avremo
larroganza di intralciare un cam-
mino fatto di scalate al potere ed
interessi economici.
col cuore che sosteniamo e ci
Il 1 Febbraio un movimento sce-
glie di rispondere alla sottrazione
di uno spazio sociale Villa Roth
Occupata riappropriandosi di
uno nuovo, e non di uno qualun-
que: la Caserma Rossani Liberata
() La Caserma Rossani simbolo
dell'abbandono e del degrado, del
profitto che si antepone al benes-
sere comune. Oggi ribaltiamo
questi piani
Cos si presenta agli occhi di tutti,
un nuovo spazio occupato a Bari,
fulcro di una serie di sgomberi. A
distanza di mesi ormai divenuto
un punto di riferimento centrale
(data la sua posizione in citt) per
tutta la popolazione barese e non
solo.
Parte di quel movimento com-
posto, per lappunto, dalla stessa
Dusty Boots Brigade, che nei mesi
ha contribuito al buon funziona-
mento del posto dando una mano
nellorganizzare eventi e concerti
ed essendo parte attiva di un
processo volto alla ricostruzione di
un Movimento attraverso
laggregazione.
Il risultato stato ottimo quanto
soddisfacente: la risposta dei
frequentatori e sostenitori, finora
positiva, stata alimentata da
una curiosit, vista la particolarit
degli eventi (e non solo quelli
organizzati dalla DBB), che
progredita col tempo contando un
numero di presenze sempre
maggiore ad ogni serata.
Nella Ex-Caserma Liberata si
svolto e si continua a svolgere un
enorme lavoro anche manuale: le
molteplici stanze, prima simbolo
dell'abbandono, in questi mesi
sono rinate, dando vita a luoghi di
cultura e laboratori differenti: il
Cineteatro (nel quale si tengono
cineforum e rappresentazioni
teatrali), il Laboratorio Artistico
(dove i bambini sentono pi
stimolata la loro creativit), lo
Skate Park - Skate & Destroy, il
Bosco Sociale e lOrto Urbano, la
Libreria Sociale Pavloss Fyssas, la
Palestra Popolare Morad Tahiri pi
altri progetti in corso dopera
come il campo da calcio. Coinvolge
cos, qualsiasi fascia della popola-
zione: bambine/i, ragazze/i,
Forme di vita autogestita dal Capitale
rendiamo parte integrante dellEx
Caserma, un luogo in cui sentiamo
lesigenza di contribuire manual-
mente e politicamente spingendo i
valori dellantifascismo, antispeci-
smo, antisessismo, anticapitali-
smo.
Sempre nellottica politica del
riappropriarsi di ci che dovrebbe
essere della collettivit e gestirlo
secondo i principi
dellautogestione, siamo ferma-
mente contrari a qualsiasi forma
di delega. Non riteniamo di aver
bisogno che qualcuno, dallalto,
prenda decisioni per noi, che siano
a nostro favore (fantascienza) o
meno. In vista delle prossime
elezioni -comunali ed europee-
non voteremo nessuno perch
nessuno ci rappresenta. Autode-
terminazione ci in cui crediamo.
E mentre il 25 maggio si consu-
mer il teatrino elettorale fatto di
gente che crede di rendersi prota-
gonista delle scelte politiche
governative infilando un pezzo di
carta in unurna, noi rivendichiamo
quanto detto sinora il 24 al NO
VOTE DAY con Weedz, Astensio-
ne, Cattivo Sangue e DSA Com-
mando.
Invitiamo chi ancora non lavesse
fatto a venire a trovarci allEx
Caserma Liberata (via G.Petroni,
8C - Bari).
adulte/i e anziane/i.
E proprio della presenza di quegli
ambienti che la Ex-Caserma
Rossani Liberata si nutre, dando
vita a forme culturali alternative
ed efficaci, che col passare del
tempo continueranno a crescere
e migliorare!
Ma ridare vita ad un luogo abban-
donato e su cui vertono i peggiori
interessi speculativi non la
nostra unica prerogativa.
fondamentale, per noi, che
cresca la maturit politica insieme
con la forza del dissenso ad un
sistema in cui non crediamo. Tutto
quello che viene portato avanti
nellEx Caserma rende evidente
cosa significhi per noi dare e
pretendere delle alternative a ci
che, invece, ci viene imposto fuori
da quelle mura. E per questo
allinterno di quelle mura c uno
spazio occupato e liberato. Ma le
alternative da sole non bastano.
Riteniamo giusto intraprendere un
percorso conflittuale e mirato
contro tutte le istituzioni, contro
ogni forma di sfruttamento, contro
la devastazione dei territori,
contro tutti coloro con cui avremo
larroganza di intralciare un cam-
mino fatto di scalate al potere ed
interessi economici.
col cuore che sosteniamo e ci
21 21
ANTIPASTO: INSALATA DI CRESTE
1 arancia tagliata a fette
50 gr di rucola fresca
20 gr di olive verdi
Un po' di sale
Un cucchiaio d'olio
PRIMO: CANNELLONI OI!
Besciamella
250 ml di acqua
1 cucchiaio e mezzo di farina
2 cucchiai di lievito secco in scaglie
Noce moscata in quantit desiderata
Salsa di pomodoro
Olio d'oliva
Aglio in quantit desiderata (generalmente 2 spicchi) o una cipolla
Passata o pelati tagliati a pezzettini
Ripieno
Una cipolla
Funghi (anche gli champignon in vaschetta)
Mezzo panetto di tofu bianco
Prezzemolo
Erba cipollina
Vino bianco
Olio d'oliva
SECONDO: POLPETTINE GANG
500 g di zucchine
2 fette di pane a cassetta
2 cucchiai di lievito alimentare
2 cucchiai di pangrattato
LE RICETTE DI NONNA VEG
22 22
... E vedi che ti mangi!
23 23
4 cucchiai di fiocchi d'avena
Mezzo bicchiere di latte di riso
Paprika
Olio di semi
Preparazione
Grattuggiare le zucchine, immergere le fette di pane nel latte di riso,
scaldare a fuoco molto basso, strizzarle e unirle alle zucchine. Aggiunge-
re il lievito alimentare, il pangrattato, i fiocchi d'avena, un po' di paprika
e il sale. Mescolare il tutto, formare delle crocchette, compattarle bene
e friggere in olio caldo. Se l'impasto sembra troppo umido aumentare
la quantit di fiocchi d'avena!
DOLCE: TORTA ARDECORE
150 g di farina
150 g di fecola di patate
160 g di zucchero di canna
150 g di yogurt di soia neutro
100 ml d'oliva
100 g mandorle tritate
200 g di carote crude tritate
1 bustina di lievito
4 cucchiai di latte di riso
un cucchiaino e mezzo di succo di limone
1 pizzico di sale
vanillina
scorza di limone
Preparazione
Tritare le mandorle e le carote crude, dopodich zmescolare tutti gli
ingredienti, lasciando il lievito per ultimo. Versare nella pentola il conte-
nuto e infornare in forno caldo a 180 per 30 minuti.