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STUDIO LEGALE FABIO FALCONE
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Avv. Fabio Falcone
Avv. Giuseppe Caltanissetta
Avv. Roberto Vannucchi
Dott. Pietro Salvatore Rappa
Dott. Carmelo Butticè

TRIBUNALE DI PALERMO
UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
ILL.MO DOTT. MATASSA

MEMORI A DI FENSI VA
Il sottoscritto Avv. Fabio Falcone, difensore di fiducia e procuratore
speciale di Ciampolillo Giuseppe, nato a Candela (FG) il 22.06.1946 e
residente in Isola delle Femmine (PA), via Sciascia n. 13, imputato nel
proc. pen. n. 8565/ 10 R.G.N.R. – 13957/ 10 R.G. GIP, ad
integrazione della memoria sottoposta alla cognizione della S.V.
all’udienza del 16.10.2013, espone e chiede quanto segue.
Il predetto Ciampolillo è stato chiamato a rispondere dinanzi a Codesto
Giudice del reato di cui agli artt. 595 c. 3 c.p., 13 L.n. 47/48,
asseritamente commesso in danno di Portobello Gaspare, all’epoca dei
fatti Sindaco del Comune di Isola delle Femmine, in relazione ad un
articolo pubblicato sul periodico a diffusione locale “Il Vespro”, nell’aprile
del 2010.
Orbene, l’obiettiva analisi dei contenuti del menzionato pezzo
giornalistico - condotta anche alla luce del contesto sociale in cui
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lo stesso è stato redatto; nonché dei successivi riscontri
giudiziari alle problematiche affrontate dall’autore - consente di
escludere in modo assoluto qualsivoglia profilo di penale responsabilità
dell’odierno imputato, il quale si è mosso entro i confini del diritto di
cronaca (e critica politica), tracciati da consolidata giurisprudenza
lungo le note direttrici della verità, pertinenza e continenza dei formulati
assunti.
§§§
Invero, come anticipato da questo difensore nella richiamata memoria
del 16.10.2013, lo scritto oggetto della querela del Portobello si sostanzia
in un accorato invito da parte del Ciampolillo all’allora primo
cittadino, perché - si riporta testualmente dall’epigrafe - “con atti
concreti respingiate le accuse che hanno visto gruppi ben individuati di
rappresentanti dei POTERI FORTI (un modo diverso di dire MAFIA)
AVERVI FAVORITO nella vittoria elettorale delle amministrative scorse …
Signor Sindaco Professore Gaspare Portobello, respinga le accuse di
mafiosità della Sua amministrazione …” .
Il messaggio rivolto dal giornalista all’odierna persona offesa, tuttavia,
non traeva origine da un pur paventato intento diffamatorio nei confronti
del denunziante, trovando piuttosto una giustificazione del tutto
razionale nei clamorosi contenuti delle coeve delibere del
Consiglio Comunale di Isola delle Femmine, consultabili sullo stesso
sito istituzionale dell’Ente Locale.
In data 12.03.2010, infatti - poche settimane prima della
pubblicazione del testo per cui è processo - l’assise civica del predetto
Comune veniva riunita per discutere del seguente argomento all’ordine
del giorno: “Infiltrazioni mafiose nell’Amministrazione di Isola delle
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Femmine” e, nel corso della seduta, l’opposizione consiliare
rappresentava tutta la sua preoccupazione per l’opacità nella
gestione della cosa pubblica da parte della Giunta Portobello,
individuando specifiche criticità nelle procedure di rilascio di talune
concessioni edilizie, e denunziando inaccettabili connessioni tra
taluni esponenti politici e personaggi in vario modo riconducibili
alla criminalità organizzata di stampo mafioso (censure
pienamente condivise da Prefettura e Procura della Repubblica di
Palermo, v. in tal senso Sentenza n. 132/2013 del Tribunale di Palermo –
I Sez. Civile del 10.06.2013).
Era sulla scorta dei predetti circostanziati rilievi - che saranno tutti
analiticamente riscontrati dalla Commissione Interforze, qualche mese
dopo inviata dal Ministero dell’Interno, per vagliare i presupposti per lo
scioglimento del Consiglio Comunale ex art. 143 TUEL, v. relazione del
Viminale del 05.11.2012, in atti - che l’odierno imputato si decideva a
scrivere la contestata lettera aperta al Sindaco pro-tempore
(pubblicata dalla rivista Il Vespro nell’aprile del 2010), chiedendo a
gran voce che questi facesse chiarezza sulla vicenda e desse prova
tangibile dell’integrità morale dell’Amministrazione dal medesimo
nominata e retta!!!
Il Ciampolillo, del resto, blogger e rappresentante di Legambiente sul
territorio, a capo dell’Associazione Isola Pulita, a buon diritto si
interessava (e si interessa) di politica locale, costituendo un punto di
riferimento per i suoi compaesani, e lecitamente pretendeva
risposte dai propri rappresentanti: elementi, questi, da cui consegue
la piena legittimazione soggettiva in capo all’autore dell’articolo de quo, e
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la cristallina rispondenza ai valori ordinamentali dell’intrapresa iniziativa
giornalistica.
§§§
In quest’ottica, il veicolo scelto dal mio assistito per la diffusione
dell’appello al Portobello - un periodico generalista, distribuito (e letto)
nel solo comprensorio di Carini - contribuisce a ritenere PERTI NENTE lo
scritto, palesandosi come indubbio l’interesse della comunità
isolana ad apprendere dello scandalo montante (evidentemente
scoppiato per cause estranee alla volontà dell’odierno imputato), ed
eventualmente a conoscere la versione dei fatti del primo
cittadino (che, come si è avuto modo di vedere anche in sede
giudiziaria, non è mai stata fornita in modo credibile!!!).
Sotto un profilo squisitamente formale, poi, il registro adoperato nella
stesura dell’articolo resta circoscritto entro i doverosi margini della
CONTI NENZA, rappresentando tutta l’insofferenza degli abitanti di
Isola delle Femmine per una quotidianità fosca – si legge in
rubrica “i cittadini di Isola delle Femmine sono stanchi di vivere in un
paese dominato da un <<sistema cupola affaristico>>” – ed invocando
iniziative reali (e non, come osserverà acutamente il Ministro degli
Interni nella sua relazione illustrativa circa l’operato dell’Amministrazione
Portobello, “mere operazioni di facciata”, v. documento del 05.11.2012,
depositato all’udienza del 16.10.2013) da parte dell’odierna persona
offesa, a difesa della legalità e della trasparenza della vita
pubblica!!!
Nell’indicato senso va letta, dunque, l’ulteriore notazione vergata dal
Ciampolillo ed evidenziata in contestazione: “la pianificazione del
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territorio deve essere utile ai Cittadini tutti di Isola delle Femmine e non
ai SOLITI IGNOTI o lobby elettorali o affaristi o mafiosi decida lei”.
Sensato si reputa, del resto, che un elettore per bene invochi il
massimo rispetto delle regole ed una imparziale finalizzazione al
bene comune della più delicata delle attività, ad oggi riservate ai
Comuni: la redazione, approvazione ed applicazione della
disciplina urbanistica (non a caso, al momento dell’accesso presso
l’Ente Locale della Commissione Interforze, il settore maggiormente
attenzionato sarebbe stato l’Ufficio Tecnico, v. relazione prefettizia già
transitata al fascicolo).
Per quel che attiene alla tematica relativa al contegno lessicale
mantenuto dall’odierno imputato nella redazione del pezzo (che, lo si
rimarca, non impedisce certo la trattazione di problematiche serie ovvero
la formalizzazione di critiche ed interrogativi anche scottanti), questa
difesa non può conclusivamente esimersi dal rilevare come il primo
passaggio dell’articolo incriminato, pedissequamente riportato in epigrafe
– “il Vostro sporto preferito (a parte lo j ogging mattutino praticato
tra l’immondizia del paese dei suoi Assessori)” – costituisca il
frutto di una malevola interpretazione da parte del querelante,
distrattamente riproposta in contestazione: giammai il mio assistito si
sarebbe permesso di insultare brutalmente i componenti della Giunta
(non sfugga come lo scritto, in nessuna sua sezione, scada in
esecrabili volgarità), che invece quotidianamente si dedicavano a
passeggiare sul lungomare di Isola delle Femmine, incuranti delle
montagne di rifiuti che giacevano sulla strada, parallele alla direttrice
della corsa!!!
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Sul punto, nel doveroso rispetto della prudenza della S.V., tantum
sufficit.
§§§
Infine, non può esser sottaciuto come la documentazione già versata in
atti costituisca granitico riscontro circa la fondatezza delle
preoccupazioni addotte dal Ciampolillo nell’elaborato censurato dal
Portobello: la VERI TA’ delle accuse formulate dalle opposizioni (si
ribadisce, non certo dall’odierno imputato) nei riguardi dell’allora primo
cittadino di Isola delle Femmine, sbiadisce al cospetto della gravità dei
riscontri individuati dalle Forze dell’Ordine, incaricate di esaminare gli
atti prodotti dall’Amministrazione Comunale.
Le durissime espressioni utilizzate dalla Prefettura di Palermo e dal
Ministero dell’Interno per motivare il disposto scioglimento dell’Ente
Locale per infiltrazioni mafiose afferiscono a cointeressenze e legami
tra personaggi sconvenienti e politici locali, che il mio assistito aveva
soltanto temuto fossero realmente esistenti; e la scelta della Procura
della Repubblica – nella persona della Dott.ssa Mazzocco – di richiedere
la sanzione dell’incandidabilità anche per il Portobello
(puntualmente comminata dal locale Tribunale, con provvedimento in
atti), in quanto ritenuto responsabile di comportamenti di
inaccettabile degrado e parzialità nella gestione della cosa
pubblica, fotografa una situazione certamente più scandalosa di quella
che il Ciampolillo chiedeva all’odierna persona offesa di chiarire, in seno
all’articolo dell’aprile del 2010.
Le prefate osservazioni - sulle quali non si insiste ulteriormente,
rinviandosi ai contenuti degli atti pubblici già prodotti nell’interesse
dell’odierno imputato - indubbiamente sostanziano una fondatissima
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exceptio veritatis, che le spiegate argomentazioni poggiano tuttavia
sui solidi pilastri della correttezza formale dello scritto e della
pubblica rilevanza del contenuto, quantomeno entro il ristretto
ambito (locale) di fruibilità dello stampato.
Tutto quanto sopra premesso, si chiede che
LA S.V. I LL.MA
voglia assolvere Ciampolillo Giuseppe dal delitto ascrittogli, con formula
perché il fatto non costituisce reato.
Palermo lì 11.12.2013
Avv. Fabio Falcone