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I Dialetti dell' Italia Antica

Tendenzialmente i notti dialetti / lingue si possono comprendere in due gruppi, a seconda che
questi siano tendenzialmente conservativi oppure alterati-
Fra i conservativi ricordiamo il Toscano e il Sardo, che soprattutto nelle trafile di derivazione
mantengono fortemente fattori tipici del termine di partenza (trisillabismo al posto del
comunemente romanzo bisillabismo, ad esempio).
L' italia peninsulare fu colonizzata grazie al metodo della ver sacrum "primavera sacra", un
rito espiatorio, col quale si credeva venissero allontanati dal gruppo la carestie e più
generalmente i pericoli, che consisteva nel perpeturare sacrifici per parte prescelta dell' anno.
Dovevano essere protagonisti dei sacrifici anche infanti, nati in determinati mesi, benché
solitamente si decidesse di espiare il sacrificio solo con l' ausilio di bestie e i bambini
risparmiati, a quel punto definiti scartai, venivano cresciuti per, in futuro, essere
colonizzatori di altre terre. Così avvenne.
Il latino fu imposto alle popolazioni italiche e solo in seguito grazie a somiglianze avvenne
una mescolanza fra queste lingue.
In Puglia si parla un dialetto particolare, il Messapico che corrisponde alla Penisola Salentina
A Nord degli Appennini abbiamo due aree:
1) Italico Celtica in Piemonte e Lombardia
2) Gallica. Nel V secolo a.C si svolge non solo in Piemonte e Lombardia ma anche in Emilia
Romagna (punta estrema Senigallia) --> Area degli odierni dialetti italici
3) A separare i Celti dagli Etruschi era Bologna (Bononia in Celtico e Felsina in Etrusco)
Nell' Italia dell' Est vi era la popolazione dei « Veneti » che parlavano il Venetico
completamente distante dal nostro Veneziano.
Il contatto principale del Latino è con l' Osco - Umbro
1) Trattamento della labiovelare
[kw]. In latino l' esito è qu- mentre in osco umbro p-
es.
quis pis
quatro petro Petronius
quinque pempe Pompeius
Quintilius Pompilius Numa Pompilius era Re Sabino
2) Trattamento delle sonore aspirate in posizione interna alla parola
LATINO
— posizione iniziale
[*bh] ! -f- oppure [*dh] " -f- di qui ad esempio "#$ = fera, ae "bestia"
— posizione interna
[*bh] ! b- I.E. *ghebh = habeo
[*dh] " d- I.E. *bheidh = fido
OSCO UMBRO
L' esito è sempre -f- sia che il suono si trovi in posizione iniziale che interna.
1) gr. %&'("'$)* lat. liber osc.umbr. loufir con cui veniva identificato il Dio Bacco
2) gr. %$+"$,* lat. ruber osc.umbr. rufro . Si cfr. ad ex. Rufus
Parole Latine di provenienza italica (Lessico della Fauna)
scrofa: è evidente che questo termine sia di derivazione italica. Di fatto non si spiega in
latino la -f- in posizione interna al lemma. Di qui si può facilmente ricostruire una forma
scroba da mettere in rel con il genitivo scrobis "fossa". Si è pensato al fatto che i maiali
tendano a scavare buche e di qui ad una *metafora di tale genere. Si è giunti infine a credere
che la connessione metaforica fra i due termini non sia tanto la "buca", bensì la vagina e che
la scrofa indici perfettamente la vagina. per altro manca un suffisso derivativo
bufalo: rispetto al lat. classico bubalus vi è la presenza di una -f- interna tipica dell' osco
umbro.
bue: si noti la -b- iniziale come lavorazione di una labiovelare [gw]
lupo: termine pluriattestato in varie lingue. Rappresenta un termine che a causa del suo
empirico referente ha subito nel tempo e nelle varie civiltà forti deformazioni tabuistiche. In
greco troviamo &+-,* -)., / Il lat. riporta un l!pu(m) con ! che non sopporta la derivazione
in -o- e quindi bisogna necessariamente supporre una variante con -"-. Per la trafila
tabuistica notiamo un Ulpius con metatesi e suffisso gentilizio, appunto nomen di Traiano.
tafano: variante rustica del lat. tabanus tipico dell' urbe.
bifolco: lo riteniamo composto di 0).* e !(&12, 1-)* "guardiano di buoi" notiamo come la -
f- in posizione interna sia una chiara origine osco umbra.
sibilare: formazione classica di sibil#re ‘fischiare’ . Al lat. sibil#re i grammatici attestano una
var. sifil#re con fonetismo di tipo osco, di cui *sufil#re è var. ulteriore con assim. della prima
-i- alla consonante labiale seguente.
Zufolare: esito popolare del lat. volg. *sufil#re per il lat. class. sibil#re ‘fischiare’ con
rafforzamento della s-
Anomalie: La III persona pl. del perfetto latino
Se andiamo ad analizzare la III persona pl. del perfetto di facio è f$cerunt, fec$re. Il latino
volgare però ammette anche una forma *f$c%runt. Questo passaggio è stato attestato in
Plauto e in alcune epigrafi. Per esempio troviamo dedront (III sec. a. C) con usuale sincope
della vocale atona. Qualora fosse ded$ront la vocale $ non potrebbe essere sincopata vista la
sua particolarità di "portare" l' accento.
Nel latino Classico troviamo, soprattutto in autori come Sallustio, la forma fec$re. Con la
sovrapposizione di fec$re e f$c%runt ha avuto origine la forma classica f$c$runt. Il risultato
sarebbe potuto essere anche f$c%r"nt ma a livello prosodico si verrebbe a creare un cretino
quod in versu non licet esse di conseguenza ai fini prosodici è stata introdotta la forma
f$c$r"nt.
In questo caso, nel passaggio dal lat. alla lingua romanza, si è abbandonata la forma che
appariva presa "a forza" dalla µ'3$4-5 36789 ed è stata ripristinata la forma originaria. Vi sono
quindi in Italiano termini che non derivano direttamente dal lat. class., ma che in un certo
senso prendono forme. Di qui la felice frase di Rohlfs: « per certi aspetti le lingue romanze
sono più antiche del Latino ».
Definizione di
— Sostrato: ciò che rimane di una lingua sostituita
— Superstato: entra in gioco quando una popolazione si sovrappone ad un' altra, ma senza
imporre una propria lingua.