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LIBRO II.

II, 1.
1. Dopo che i cospiratori ebbero ucciso Commodo
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, come stato narrato
nel primo libro della nostra storia, essi erano ansiosi di mantenere segreto
il fatto. E cos, per impedire che i pretoriani di guardia nel palazzo
imperiale scoprissero ci che avevano fatto, avvolsero il corpo
dellimperatore nelle lenzuola e lo legarono strettamente. Consegnarono
linvolto a due fedeli schiavi e lo fecero portare fuori dal palazzo come se
si trattasse di semplice biancheria da lavare, solo un po pi voluminosa
del solito.
2. Gli schiavi superarono le guardie trasportando il loro carico; alcune di
esse erano addormentate, vinte dal vino, altre ancora sveglie ma mezze
addormentate, appoggiate alle loro lance. I pretoriani non fecero alcun
tentativo di accertare il contenuto dellinvolto portato via dalla camera
dellimperatore, poich non era loro compito occuparsi di queste cose.
Dopo essere stato trasportato clandestinamente attraverso il palazzo e oltre
la porta, il corpo dellimperatore fu collocato in un carro e portato nei
sobborghi della citt.
3. Poi Leto ed Ecletto discussero con Marcia sulla condotta migliore da
tenere. Decisero che venisse annunciato che limperatore era morto
improvvisamente per un colpo apoplettico. Erano certi che questa versione
sarebbe stata accolta senza domande da coloro che lavrebbero ascoltata,

39
Il 31 dicembre 192.
poich le sue orge incessanti ed eccessive li avevano preparati a un simile
esito. Ma prima di fare qualsiasi altra cosa, i congiurati ritennero fosse
opportuno scegliere un uomo di Stato anziano e sensato quale successore
al trono, sia per salvare se stessi sia per concedere a tutti una tregua da un
tiranno cos duro e sfrenato. Discutendo la questione tra loro, non
trovarono per lincarico un uomo pi adatto di un italico di nome
Pertinace.
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4. Questo Pertinace era celebre per i suoi successi, sia civili sia militari;
aveva ottenuto molte vittorie sui Germani e sui barbari orientali ed era
lunico superstite tra i rispettati consiglieri assegnati a Commodo da suo
padre
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. Commodo non laveva messo a morte questuomo cos distinto
tra i compagni e i generali di Marco per rispetto delle sue nobili qualit o
per indifferenza verso di lui, dato che era povero. Eppure la sua povert
aveva contribuito non poco allapprezzamento universale di cui Pertinace
godeva; poich, malgrado le sue responsabilit superassero di gran lunga
quelle dei suoi colleghi, era meno ricco di ognuno di loro.
5. Quella notte, mentre tutti dormivano, Leto ed Ecletto, accompagnati da
alcuni altri congiurati, si recarono da Pertinace. Davanti alla porta chiusa
della sua casa, svegliarono il portiere che stava l di guardia. Quando
luomo si svegli e vide i soldati in piedi davanti alla porta con Leto, che
sapeva essere il prefetto del pretorio, si allarm ed entr ad avvertire il suo
padrone.
6. Pertinace invit i visitatori a entrare, dichiarando che il destino che
attendeva da tempo stava finalmente per cadere su di lui. Ma perfino in
questa circostanza estrema, si dice, rimase cos sereno che non si alz
nemmeno, ma li ricevette coricato a letto. Bench credesse che Leto fosse
venuto con Ecletto per ucciderlo, parl loro con calma, senza alcun segno
di pallore.
7. Ormai da lungo tempo, disse, attendo che la mia vita termini in
questo modo, ed ero sorpreso che Commodo tardasse tanto ad agire contro
di me, unico superstite tra i consiglieri che suo padre gli aveva assegnato.
Perch indugiate? Voi eseguirete i vostri ordini, e io sar liberato da una
speranza avvilente e da una costante paura.
8. A ci Leto rispose: Ti prego, cessa di dire cose indegne di te e della tua
condotta passata. La nostra visita non riguarda la tua morte ma la nostra

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Publio Elvio Pertinace (Alba 1 agosto 126-Roma 28 marzo 193).
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Si tratta di unesagerazione. Almeno tre erano ancora in vita: Tiberio Claudio Pompeiano (I, 8, 3),
marito di Lucilla; lAcilio Glabrione citato in II, 3, 3-4 (Glabronio); e Marco Peduceo Plauzio
Quintillo, marito della Fadilla citata in I, 13.1.
salvezza e la salvezza dellimpero romano. Il tiranno morto, vittima di
un destino che ha largamente meritato. Ci che progettava di fare a noi, lo
abbiamo fatto a lui.
9. Siamo qui per porre limpero nelle tue mani, consapevoli che sei non
solo il pi distinto tra i senatori, in virt della tua vita moderata, e che hai
conquistato il rispetto per la tua grandezza e la dignit dei tuoi anni, ma
anche che godi dellamore e della stima del popolo. Tutti questi motivi ci
inducono a ritenere che ci che stiamo facendo soddisfer il popolo e
salver le nostre vite.
10. In risposta, Pertinace disse: Perch vi burlate di un vecchio? Perch
mi giudicate tanto codardo da volermi prendere in giro per poi
uccidermi? A questo punto parl Ecletto: Se non credi alle nostre parole,
leggi questa tavoletta (conosci la calligrafia di Commodo la vedi
abitualmente). Da essa apprenderai il pericolo a cui siamo sfuggiti, e
saprai che non vi tradimento ma solo verit in quanto diciamo. Dopo
aver letto la tavoletta, Pertinace credette a questi suoi vecchi amici.
Comprendendo ora pienamente quanto era accaduto, si mise a loro
disposizione.

II, 2.
1.
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Decisero che per prima cosa Pertinace dovesse recarsi
allaccampamento dei pretoriani per accertare latteggiamento dei soldati
della guardia. Leto si assunse il compito di assicurare lappoggio dei
pretoriani, poich essi gli dovevano un certo rispetto in qualit di loro
ufficiale comandante.
2. Accompagnati da tutti i presenti, partirono alla volta
dellaccampamento dei pretoriani. La notte era quasi trascorsa, e la festa
stava per cominciare; perci si doveva fare tutto prima dellalba. Alcuni
uomini fidati furono inviati a diffondere la notizia che Commodo era
morto e che Pertinace era diretto allaccampamento dei pretoriani per
assumere il comando dellimpero.
3. Quando questi eventi furono conosciuti, il popolo eruppe in una frenesia
gioiosa, come posseduto, e ciascuno gioiva nel riferire la notizia ai suoi
vicini, in particolare se si trattava di uomini di sostanza e con una
posizione, poich Commodo era particolarmente pericoloso per costoro.
Accorso ai templi e agli altari, il popolo si un nel ringraziare gli dei,
urlando ogni sorta di cose: Il tiranno morto!, Il gladiatore
abbattuto! e altre imprecazioni pi scurrili.

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il 1 gennaio 193.
4. Tutti gli insulti che fino ad allora non erano stati pronunciati per paura
venivano ora profferiti apertamente, in libert e con rinnovata sicurezza.
Buona parte della popolazione accorse velocemente allaccampamento dei
pretoriani, poich temeva che i pretoriani sarebbero stati riluttanti ad
accettare Pertinace come imperatore.
5. Sospettavano in realt che in futuro questi soldati avrebbero dimostrato
ben poca moderazione; erano abituati a obbedire ciecamente a un tiranno
ed erano maestri nelluso della violenza. Tutto il popolo si rec quindi
allaccampamento per costringere i pretoriani a ottemperare. Tutti erano
nel campo quando arrivarono Leto ed Ecletto, portando con loro Pertinace.
Leto ordin quindi ai pretoriani di riunirsi e rivolse loro queste parole:
6. Commodo, il vostro imperatore, morto per un colpo apoplettico. In
un caso del genere, la colpa non si pu gettare su nessun altro.
Limperatore stato responsabile della sua stessa morte. Non ci ha dato
ascolto quando pi volte labbiamo invitato ad adottare un comportamento
pi prudente e pi sano. Sapete come ha vissuto. Ora giace morto,
soffocato dalla sua ghiottoneria. La morte a cui era destinato lo ha
finalmente colto. Come sapete, la causa della morte non la stessa per
tutti gli uomini. Le cause pi diverse ci conducono allinevitabile
conclusione della vita.
7. In luogo di Commodo vi portiamo, e lintero popolo romano vi porta,
un uomo rispettato per la sua et, per la sua condotta moderata e celebre
per le sue valorose imprese. Voi veterani avete preso parte alle sue
campagne militari, e gli altri tra voi gli hanno tributato grande onore e
stima durante i suoi anni di servizio quale prefetto della citt.
8. Ora la Fortuna vi sta offrendo un imperatore che anche un padre
gentile per voi. Il suo regno soddisfer non solo voi soldati pretoriani in
servizio qui a Roma ma anche i soldati di stanza sulle rive dei fiumi remoti
e ai confini dellimpero romano, uomini che sono al corrente delle sue
imprese grazie ai loro stessi ricordi. Mai pi placheremo i barbari con il
denaro. Essi ci obbediranno perch ci temono, memori di ci che hanno
subito per mano di questuomo quando ha condotto campagne contro di
loro.
9. Dopo questo discorso di Leto, il popolo non si trattenne pi. Mentre i
pretoriani esitavano ancora, indecisi, il popolo proclam Pertinace
imperatore, chiamandolo padre e gridando a tutti le sue lodi. Al che i
soldati, non perch fossero altrettanto entusiasti ma perch costretti dal
gran numero di persone presenti (erano circondati dalla folla e dal canto
loro poco numerosi e disarmati, comera abituale durante la festa),
aggiunsero infine le proprie voci a quelle degli altri e proclamarono
Pertinace imperatore.
10. Dopo che ebbero prestato i consueti giuramenti in suo nome ed
effettuato i sacrifici, tutto il popolo, insieme ai pretoriani, prese rami
dalloro e scort Pertinace al palazzo imperiale appena prima dellalba.

II, 3.
1. Dopo essersi stabilito nel palazzo imperiale, fino al quale era stato
scortato dai pretoriani e dal popolo durante la notte, come si riferito pi
sopra, Pertinace era attanagliato da seri dubbi; bench in ogni circostanza
desse limpressione di essere calmo e coraggioso, in questo frangente era
assai nervoso. Limperatore non temeva per la propria sicurezza (aveva
corso molte volte pericoli ben maggiori), ma era preoccupato per questo
brusco cambiamento rispetto allautocrazia di Commodo e per il nobile
lignaggio di alcuni senatori. Temeva che questi senatori, dopo essere stati
governati dal pi nobile per nascita di tutti gli imperatori, non sarebbero
stati disposti a lasciare le redini del governo nelle mani di un uomo giunto
a tale alta carica da origini umili e poco distinte.
2. Bench nella sua vita avesse meritato ammirazione per la sua
moderazione, e malgrado le sue imprese militari fossero celebri, per
nobilt di nascita era molto inferiore allaristocrazia. Quando spunt il
giorno, si rec alla sede del senato, ma non permise che il fuoco sacro
venisse trasportato davanti a lui n acconsent a che le insegne imperiali
venissero levate prima di aver determinato quali erano i sentimenti del
senato sulla situazione.
3. Ma non appena comparve, tutti i senatori con una sola voce gridarono le
sue lodi, chiamandolo imperatore e augusto. Dapprima declin linvidiato
titolo di imperatore e, chiamando a pretesto let avanzata, supplic che
gli fosse permesso di rifiutare quellonore, osservando che vi erano molti
uomini di nobile stirpe che avrebbero potuto pi degnamente governare
limpero. Al che Glabronio
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lo prese per mano e lo fece avanzare,
invitandolo a prendere posto sul trono imperiale.
4. Questo Glabronio era il pi nobile per nascita di tutti gli aristocratici
romani (il suo lignaggio risaliva infatti a Enea, figlio di Venere e Anchise,
e aveva ricoperto due mandati quale console). Sono io stesso, disse
Glabronio, che tu consideri il pi eleggibile tra tutti, a cederti il trono, e
insieme a tutti gli altri sono felice di avere parte nel consegnarti il potere
supremo. Allora, mentre tutti lo supplicavano e quasi gli imponevano di

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Si chiamava in realt Manio Acilio Glabrione.
accettare la carica, Pertinace sal lentamente e con riluttanza sul trono
imperiale e si rivolse al senato in questo modo:
5. Sono persuaso che la vostra grande sollecitudine nel rendermi onore,
lo straordinario entusiasmo con cui mi acclamate e lavermi voi scelto
come imperatore preferendomi a quelli di voi che vantano tanta nobilt di
nascita, non hanno alcun intento di lusinga, ma sono prova e testimonianza
della vostra benevolenza verso di me. E questo potrebbe rendere un altro
pronto e ansioso di accettare senza esitazione ci che gli stato offerto, e
potrebbe ragionevolmente albergare la speranza di guidare limpero senza
difficolt fra sudditi cos ben disposti verso di lui.
6. Ma questi favori che sto ricevendo dalle vostre mani, cos grandi e cos
lusinghieri, bench consapevole dellonore che mi fanno, mi causano non
poca apprensione e conflitto interiore. Poich quando i favori iniziali sono
cos grandi, sempre difficile ripagarli con favori equivalenti. Ora,
quando qualcuno che riceve piccoli favori li ripaga con favori maggiori, il
fatto che questo sia facile non viene mai preso in considerazione; si ritiene
che sia semplicemente la prova della sua gratitudine. Ma quando il favore
iniziale pressoch ineguagliabile, se chi lo riceve non ne d in cambio
uno altrettanto grande, il fatto che questo sia difficile non viene mai preso
in considerazione; si ritiene che sia semplicemente la prova della sua
ingratitudine e del suo mancato apprezzamento.
7. Vedo, quindi, che mi attende il compito non facile di dimostrarmi degno
di un onore quale quello che mi avete tributato. Ma lonore del trono non
sta nel trono in s, ma negli atti che colui che lo occupa deve fare se non
vuole gettare la rovina sulla sua alta carica. Pi gli uomini odiano un
passato spiacevole, maggiore la speranza con cui guardano a un futuro
piacevole. Le ferite si ricordano per sempre (il ricordo del dolore
difficile da cancellare), ma i benefici e il ricordo dei benefici scompaiono
quando il loro godimento passato.
8. La libert non mai tanto piacevole quanto spiacevole la schiavit, e
nessuno si considera mai fortunato di possedere ci che suo senza
correre rischi; ritiene di godere semplicemente delle sue propriet. Ma
luomo che viene privato delle sue propriet non dimentica mai il
responsabile della sua perdita. E se avvengono cambiamenti per il bene
comune, nessuno pensa di averne ricavato alcun beneficio personale,
poich, quando il bene comune prospera, gli individui se ne curano ben
poco. Riguardo ai propri affari, nessuno ritiene che qualcosa abbia valore
per lui, se non quando gli capita di ottenere qualcosa che desidera
personalmente.
9. Ma coloro che si sono abituati a godere degli stravaganti eccessi di una
tirannia non solo si oppongono a qualsiasi cambiamento verso uno stile di
vita pi moderato e pi parsimonioso reso necessario dalla carenza di
denaro, non definendolo uneconomia accorta o una gestione controllata e
giudiziosa, ma lo rifiutano come modo di vivere spregevole e disgraziato,
dimentichi che se non fosse stato per il bottino accumulato con il
saccheggio e la rapina, non avrebbero mai potuto godere del loro stile di
vita lussuoso. Daltro canto, il dare a ognuno secondo ci che merita e
secondo ragione, e non fornirgli unabbondanza di denaro ottenuto da
fonti illegali, insegna a conservare con prudenza tutte le cose disponibili in
quantit.
10. E cos voi, che siete abili in queste materie, dovete collaborare con me
e considerare la guida dellimpero come unimpresa condivisa, e dovete
nutrire alte speranze di vivere sotto unaristocrazia, non sotto una
tirannide, e dovete fare s che ci sia vero per tutti i nostri sudditi.
11. Con questo discorso, Pertinace esort i senatori e riscosse il plauso di
tutti. Dopo avergli tributato tutti gli onori e tutti i segni di rispetto, essi
scortarono il nuovo imperatore al tempio di Giove e negli altri luoghi
sacri; quando ebbe ultimato i sacrifici per il suo regno, egli entr nel
palazzo imperiale.

II, 4.
1.
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Quando il discorso di Pertinace al senato e le sue lettere al popolo
furono resi pubblici a Roma, tutti i romani furono grati, sperando che
sarebbe stato per loro, pi che un imperatore, un sovrano e un padre mite e
pio. Ordin ai pretoriani di porre fine al trattamento arrogante che
riservavano al popolo; proib loro di portare asce o di colpire chiunque
incontrassero. Tent di gestire tutto con decenza e disciplina, e nei suoi
compiti giudiziari fu mite e moderato.
2. Nellimitare costantemente e deliberatamente il regno di Marco, delizi
gli anziani e ottenne la benevolenza degli altri senza difficolt, che erano
finalmente liberi dalla violenta e oppressiva tirannide e potevano condurre
una vita ordinata, liberi dalla preoccupazione. Quando la mitezza del suo
governo divenne nota ovunque, tutte le nazioni soggette a Roma o amiche
dei romani e anche tutti gli eserciti sul campo finirono per considerare il
suo regno come quello di un dio.
3. E invero, i barbari che in precedenza erano riottosi e ribelli, consapevoli
dei brillanti successi da lui ottenuti nelle sue precedenti campagne, lo

44
Siamo nel gennaio 193.
temevano e gli si sottomettevano volontariamente. Riposero la loro fiducia
nel fatto che aveva fama di non commettere mai uningiustizia di
proposito e di trattare sempre ognuno secondo i suoi meriti;
comportamenti inadeguati e violenza sfrenata erano del tutto estranei alla
sua natura. Giunsero presso di lui ambascerie da tutti i paesi, e tutti erano
felici del dominio dei romani sotto Pertinace.
4. Tutti, in pubblico e in privato, erano soddisfatti dellordine e della
moderazione del suo regno. Ma ci che soddisfava tutti gli altri non faceva
che irritava i soldati della guardia imperiale di stanza a Roma. Ora soggetti
al divieto di saccheggiare e comportarsi con insolenza, i pretoriani
ricevettero ordine di ritornare a uno stile di vita ordinato e disciplinato.
Poich consideravano il mite e moderato governo di Pertinace un insulto e
una sciagura per loro, nonch una riduzione del loro potere illimitato,
rifiutarono di tollerare oltre il suo regno ben ordinato.
5. Allinizio avevano obbedito ai suoi ordini con riluttanza e spirito di
ribellione. Ma quando era imperatore da meno di due mesi, durante i quali
aveva attuato in breve tempo molte misure moderate e pratiche, e i suoi
sudditi iniziavano appena a nutrire alte speranze per il futuro, uno
sventurato rovescio della fortuna sconvolse la situazione e rovin tutto,
impedendo che numerosi progetti eccellenti e utili per i suoi sudditi
venissero portati a termine.
6. Per cominciare, Pertinace assegn tutte le terre non coltivate in Italia e
nel resto delle province a chiunque volesse occuparsene e coltivarle, in
propriet privata; diede a ognuno tutta la terra che desiderava e che era in
grado di gestire, anche quando si trattava di propriet imperiali.
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A questi
agricoltori concesse lesenzione da tutte le tasse per dieci anni e inoltre
lesenzione dagli obblighi governativi.
7. Rifiut di permettere che il suo nome venisse impresso sulle propriet
imperiali, dichiarando che queste non erano propriet personali
dellimperatore, ma propriet comuni e pubbliche dellimpero romano.
Infine, cancell i pedaggi precedentemente riscossi sotto la tirannide come
facile mezzo per accumulare denaro, quelli riscossi sulle rive dei fiumi,
nei porti delle citt e agli incroci stradali, ripristinandone lantica gratuit.
8. chiaro che avrebbe reso benefici ancora maggiori ai suoi sudditi,
come dimostra chiaramente la sua politica generale, poich band i delatori

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Provvedimenti agrari di questo tipo avevano rappresentato tanto la soluzione quanto la causa di
diversi problemi e non vi sono prove a sostegno dellaffermazione di Erodiano. Daltro canto, vi era
stata una grave epidemia durante il regno di Marco Aurelio, ed effettivamente possibile che ancora
una generazione dopo vi fossero vaste estensioni di terreno incolto.
dalla citt e ordin che fossero perseguiti altrove; prese precauzioni per
evitare che chiunque fosse minacciato dai delatori o implicato nelle loro
false accuse. Allora il senato in particolare, ma anche tutti gli altri,
sembrarono vivere in una condizione benedetta di sicurezza.
9. Pertinace era tanto modesto e privo di pretese che non port suo
figlio,
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un giovane, al palazzo imperiale. Il giovane rimase nella casa
paterna e continu a frequentare normalmente la scuola e il ginnasio; nella
sua istruzione, cos come in tutte le altre sue attivit, era un normale
cittadino romano, e non mostrava alcuna arroganza o presunzione
imperiale.

II, 5.
1.
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In una situazione cos prospera e ordinata, solo i pretoriani si
lamentavano del loro destino. Ansiosi di ritornare alla violenza e al
saccheggio della precedente tirannide e alla loro condotta stravagante e
dissoluta, complottarono di rimuovere Pertinace ritenendolo un fardello e
un fastidio per loro, e di scegliere un imperatore che restituisse loro un
potere incontrollato e sfrenato.
2. E cos, senza alcun preavviso, un giorno
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i pretoriani a mezzogiorno si
precipitarono fuori dal loro accampamento mentre erano fuori servizio.
Schiumanti di folle rabbia, irruppero nel palazzo con le lance levate e le
spade sguainate.
3. Gli attendenti dellimperatore in servizio a palazzo rimasero stupefatti
da questo incredibile e inatteso assalto. Poich erano solo un pugno di
uomini disarmati contro unorda di soldati in armi, gli attendenti
abbandonarono i loro posti e fuggirono allinterno del palazzo o nei
corridoi vicini. Ma alcuni, che erano devoti a Pertinace, lo informarono
dellattacco e gli consigliarono di fuggire e di riporre nel popolo la propria
speranza di salvezza.
4. Limperatore, tuttavia, non segu il consiglio di coloro che gli
suggerivano questa utile condotta nella situazione di emergenza in corso.
La considerava una soluzione vigliacca e servile, indegna di un imperatore
e indegna della sua vita precedente e dei suoi successi. Perci rifiut di
fuggire o di nascondersi; preferendo affrontare il problema a viso aperto,
usc a parlare con i pretoriani, sperando di persuaderli e di mettere fine alla
loro folle ira.

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Publio Elvio Pertinace (181 circa-213).
47
Siamo nel marzo 193.
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Il 28 marzo 193.
5. E cos usc dalla stanza e si avvicin ai pretoriani, nel tentativo di
scoprire il motivo della loro ira, e tent di convincerli a non agire da folli.
Mantenendo la calma e il sangue freddo di fronte alla crisi e dimostrando
la dignit di un imperatore, non mostr alcun segno di paura, vigliaccheria
o servilismo.
6. Essere ucciso da voi, disse, non n sconvolgente n triste per me,
un vecchio che ha ricevuto tanti onori nel corso di una lunga vita.
inevitabile che ogni uomo muoia prima o poi. Ma per voi, che dovreste
essere i guardiani e i difensori dellimperatore, essere i suoi assassini, e
macchiarvi le mani con il sangue di un imperatore e, quel che peggio, di
un compatriota romano, siate certi che non sar solo un sacrilegio nel
presente, ma rappresenter un pericolo per voi anche nel futuro. Nel mio
cuore so di non avervi fatto alcun torto.
7. Se siete ancora afflitti per la morte di Commodo, ricordate che non
sorprende di certo che la morte lo abbia colto. Era un mortale. Ma se
credete che la sua morte sia stata la conseguenza di un tradimento, la colpa
non ricade su di me. Poich sapete che sono al di sopra di ogni sospetto a
questo riguardo, e di quanto accaduto ne so quanto voi. Perci, se avete
dei sospetti, muovete accuse contro qualcun altro.
8. Ma bench Commodo sia morto, non mancherete di nulla che possa
esservi dato onestamente e meritatamente, purch sia possibile farlo senza
ricorrere alla violenza e alla confisca dei beni.
9. Le sue parole furono cos persuasive da riuscire a convincere alcuni di
loro; anzi, diversi iniziarono ad arretrare, rispettosi dellet del loro
riverito imperatore. Ma mentre ancora stava parlando, i pi arditi tra i
pretoriani lo aggredirono e lo uccisero.
10. Dopo aver commesso questo brutale crimine, allarmati per ci che
avevano fatto e desiderosi di prevenire lira del popolo che, come
sapevano, si sarebbe infuriato per lomicidio, i pretoriani ritornarono in
tutta fretta allaccampamento. Chiusi tutti i cancelli e sbarrati gli ingressi,
collocarono sentinelle sulle torri e rimasero allinterno delle mura per
difendersi dalla folla qualora avesse attaccato laccampamento. Tale fu il
destino di Pertinace, di cui sono state descritte sopra la vita e le politiche.

II, 6.
1. Quando lassassinio dellimperatore fu riferito al popolo, tutti correvano
qua e l come pazzi, in preda al dolore e alla rabbia. Colta da una furia
incontrollata, la folla si mise in cerca degli assassini dellimperatore, ma
non riusc a trovarli e a prendersi la sua vendetta.
2. I senatori erano particolarmente sconvolti dallaccaduto. Consideravano
la perdita del padre benevolo e del riverito protettore come una sciagura
pubblica, e ancora una volta insorse il timore di una tirannide, massima
delizia dei pretoriani.
3. Ma dopo che furono trascorsi un giorno o due, durante i quali ognuno
temette per la propria vita, il popolo inizi a calmarsi. Gli uomini pi in
vista si trasferirono nelle loro tenute pi lontane dalla citt, per evitare il
rischio di essere presenti alla scelta del nuovo imperatore.
4. Quando i pretoriani videro che il popolo era tranquillo e che nessuno
osava vendicare lomicidio dellimperatore, rimasero isolati allinterno del
campo. Quindi, fatti avvicinare alle mura gli uomini dalle voci pi forti,
proclamarono che limpero era in vendita, promettendo di consegnarlo a
chi avesse offerto il prezzo migliore e promettendo di condurre
lacquirente in tutta sicurezza al palazzo imperiale sotto la protezione delle
loro armi.
5. Quando fecero questo annuncio, i senatori pi augusti e rispettati, quelli
di nobile nascita e ancora facoltosi, sparuti superstiti della tirannide di
Commodo, non si avvicinarono alle mura; non avevano alcuna intenzione
di usare le loro ricchezze in modo infame e vergognoso per comprarsi
limpero.
6. Ma la proposta dei pretoriani fu riferita a un uomo di nome Giuliano,
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mentre cenava nel tardo pomeriggio tra abbondanti bevute e gozzoviglie.
Questo Giuliano aveva gi ricoperto un mandato di console ed era
considerato molto ricco; era uno dei romani criticati per il suo stile di vita
sfrenato.
7. Poi sua moglie, sua figlia e una folla di parassiti lo persuasero ad
abbandonare il divano su cui cenava e a correre alle mura
dellaccampamento per scoprire che cosa stava succedendo. Per tutto il
tragitto fino al campo lo esortarono a impadronirsi dellimpero ormai
prostrato; aveva denaro in abbondanza e avrebbe potuto battere qualsiasi
altro offerente.
8. E cos, quando raggiunsero le mura, Giuliano grid che prometteva ai
pretoriani di dare loro tutto ci che volevano, assicurandoli di avere
denaro in abbondanza, che i suoi forzieri traboccavano di oro e argento.

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Marco Didio Salvio Giuliano (Milano 133-1giugno 193). Questore a 24 anni (uno meno dellet
minima), fu in seguito edile e pretore. Legato della legione XXII Primigenia a Mogontiacum, fu poi
governatore della Gallia Belgica, della Dalmazia e della Germania Inferiore e infine prefetto
dellannona. Sotto Commodo rischi di essere condannato per una denuncia ma limperatore non
credette allaccusa e lo nomin prima governatore della Bitinia, poi console insieme a Pertinace e
infine governatore dell'Africa.
Nello stesso momento, il prefetto urbano Sulpiciano,
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uomo di rango
consolare (era il padre della moglie di Pertinace), giunse per partecipare
allasta dellimpero.
9. Ma i pretoriani rifiutarono di accettarlo, preoccupati per la sua parentela
con Pertinace e temendo inoltre che si trattasse di un trucco per vendicare
lassassinio dellimperatore. Calandogli una scala, fecero salire Giuliano
sulle mura, poich non volevano aprire il cancello prima di sapere quanto
avrebbe pagato in cambio dellimpero.
10. Salito sulle mura, Giuliano promise di ridare vita al ricordo di
Commodo, di ripristinare i suoi onori e di erigere nuovamente le sue statue
abbattute dal senato; promise inoltre di restituire ai pretoriani tutti i poteri
che avevano avuto sotto quellimperatore e di donare a ogni soldato pi
oro di quanto chiedesse o si aspettasse di ricevere.
11. Persuasi dalle sue promesse e deliziati dalle aspettative, i soldati della
guardia proclamarono Giuliano imperatore e, alla luce della sua famiglia e
delle sue origini, ritennero appropriato che assumesse il nome di
Commodo. Quindi, levando i loro stendardi su cui erano state appiccicate
effigi di Giuliano, si prepararono a scortare limperatore a palazzo.
12. Dopo che ebbe effettuato i consueti sacrifici imperiali
nellaccampamento, Giuliano fu condotto fuori sotto la protezione di un
contingente di guardie pi numeroso del normale. Poich aveva comprato
limpero in modo vergognoso, sciagurato e fraudolento, usando la forza e
contro i desideri del popolo, il nuovo imperatore temeva giustamente che
il popolo gli sarebbe stato ostile.
13. Perci, armati di tutto punto e con le corazze addosso, i pretoriani
formarono una falange in modo tale da poter combattere qualora fosse
stato necessario. Misero limperatore prescelto al centro della formazione,
tenendo le lance e gli scudi sollevati sulle loro teste per proteggere la
processione da eventuali lanci di pietre dalle abitazioni. In tal modo
riuscirono a condurre Giuliano al palazzo, poich nessuno tra il popolo os
contrastarli. Nessuno, tuttavia, grid le congratulazioni che si ascoltavano
normalmente quando gli imperatori venivano accompagnati da una scorta
ufficiale; al contrario, la gente si teneva a distanza, gridando imprecazioni
e insultando aspramente Giuliano per aver usato la sua ricchezza per
comprarsi limpero.

50
Tito Flavio Sulpiciano (Ierapetra 145 circa-197). Originario di Creta, allinizio degli anni 170 fece
parte del collegio religioso degli Arvali. Fu in seguito console suffetto e governatore dAsia sotto
Commodo. Sua figlia Flavia Taziana spos Pertinace prima che questi ascendesse al trono.
14. Fu in questa occasione che il carattere dei pretoriani si corruppe per la
prima volta; essi acquistarono cos la loro insaziabile e sciagurata sete di
denaro e il loro disprezzo per la sacralit dellimperatore. Il fatto che
nessuno prendesse liniziativa contro questi uomini che avevano
selvaggiamente assassinato il loro imperatore, e il fatto che nessuno
impedisse la vergogonsa asta e la vendita dellimpero romano, furono le
cause originarie della sciagurata e proditoria rivolta dei pretoriani in
questa occasione, nonch delle rivolte successive. La loro sete doro e il
loro disprezzo per i loro imperatori si moltiplicarono, cos come gli
omicidi.

II, 7.
1. Assunta la carica di imperatore, Giuliano si abbandon immediatamente
alle bevute e alle gozzoviglie. Non prestava alcuna attenzione ai suoi
doveri verso lo stato e dedicava il tempo al lusso e ad attivit di
depravazione. Si scopr ben presto, tuttavia, che aveva mentito ai
pretoriani e li aveva imbrogliati, poich non era in grado di mantenere le
sue promesse.
2. La verit che non possedeva personalmente tanto denaro quanto
fingeva di possederne, e che nelle casse pubbliche non cera denaro
disponibile; erano state interamente prosciugate dalle stravaganze di
Commodo e dalle sue spese folli e incessanti. I pretoriani, delusi nelle loro
aspettative, si infuriarono per questa insultante violazione del patto; e il
popolo, quando si accorse dellatteggiamento dei pretoriani, rivers il suo
disprezzo su Giuliano. Quando limperatore compariva in pubblico, lo
insultavano aspramente e lo schernivano per le sue continue e vergognose
gozzoviglie.
3. Al Circo Massimo, dove la folla era pi grande, il pubblico lanciava
insulti a Giuliano e chiamava Nigro
51
difensore dellimpero e protettore
del sacro ufficio dellimperatore, implorandolo di venire a salvarlo non
appena possibile, poich era sottoposto a insopportabili umiliazioni.
4. Questo Nigro aveva precedentemente ricoperto un mandato di console;
allepoca degli eventi sopra riferiti era governatore della Siria, allora la pi
grande e importante delle province romane. Lintero territorio della
Fenicia e tutte le terre fino al fiume Eufrate si trovavano sotto il comando
di Nigro.

51
Gaio Pescennio Nigro (140 circa-194). Nato in unantica famiglia italica di ceto equestre, era in
questepoca governatore della Siria.
5. Il governatore, allora appena oltre la mezza et, si era conquistato una
reputazione con le sue numerose e brillanti imprese. Si diceva fosse un
uomo onesto e capace e che modellasse la sua condotta su quella di
Pertinace; i romani, di conseguenza, avevano grande fiducia in Nigro. Lo
invocavano in tutte le riunioni pubbliche e insultavano Giuliano alla sua
stessa presenza, salutando lassente Nigro e offrendogli limpero con alte
grida.
6. Quando gli furono riferiti latteggiamento del popolo romano e le sue
azioni, Nigro naturalmente acconsent, ritenendo che la situazione si
sarebbe evoluta senza difficolt secondo i suoi desideri. Il fatto che
Giuliano fosse stato abbandonato dai pretoriani poich non aveva dato loro
il denaro promesso, e che fosse disprezzato dal popolo per il modo
vergognoso in cui aveva comprato limpero, incoraggiava Nigro
allottimismo sulle sue probabilit di divenire imperatore.
7. Come primo atto, convoc alcuni comandanti, tribuni e soldati in vista
nel suo alloggio; qui discusse la situazione con loro e ne ottenne il
sostegno. Rivel con tutti i particolari ci che aveva saputo da Roma, con
lintento che la notizia, una volta resa pubblica, si diffondesse tra i soldati
e tra il resto della popolazione dellOriente.
8. Sperava di ottenere il sostegno di tutti senza difficolt, quando fosse
apparso chiaro che non stava tentando di impadronirsi dellimpero, ma
semmai stava andando in aiuto al popolo di Roma, che lo supplicava di
venire. Tutti i popoli dOriente si unirono nellappoggiarlo e lo
supplicarono di prendere il controllo della situazione.
9. Il popolo siriaco, infatti, per natura instabile e favorevole a qualsiasi
cambiamento nellordine costituito delle cose. Inoltre, i siriaci provavano
un certo affetto per Nigro poich questi li governava in modo mite sotto
ogni aspetto e organizzava per loro un gran numero di spettacoli. Sono per
natura un popolo amante degli spettacoli, e i cittadini di Antiochia, citt
grande e prospera, celebrano festeggiamenti praticamente ogni giorno
dellanno in citt e nella regione circostante.
10. E cos, organizzando continuamente spettacoli, per i quali essi provano
un entusiasmo incontenibile, e dando loro licenza di festeggiare e fare
baldoria, Nigro conquist la loro stima.

II, 8.
1. Conscio del grande rispetto che nutrivano per lui, Nigro radun i soldati
di tutti i distaccamenti in un giorno prestabilito
52
; dopo che anche il

52
Allinizio di aprile del 193.
popolo si fu riunito, sal su una piattaforma eretta appositamente e si
rivolse loro in questo modo:
2. La mitezza del mio carattere e il mio approccio moderato a tutte le
imprese importanti che ho intrapreso vi sono ben noti da molto tempo.
Mai mi sarei presentato a voi per discutere di queste questioni spinto
soltanto dai miei obiettivi personali, da speranze irragionevoli o dal
desiderio di ottenere successi ancor pi grandi. Ma i romani mi chiamano,
e con grida incessanti mi supplicano di tendere loro la mano del salvatore
e di non permettere che un impero cos illustre, spesso reso famoso dai
nostri antenati dei tempi antichi, sia condotto a una sciagurata rovina.
3. Come imprudente e azzardato intraprendere simili grandi progetti
senza giusta causa e motivo, cos vigliacco e proditorio esitare quando si
viene chiamati e supplicati di passare allazione. Questo mi ha portato a
venire davanti a voi per conoscere quale sia il vostro atteggiamento e che
cosa riteniate si debba fare in breve, per usarvi come miei consiglieri e
collaboratori nellattuale circostanza. Se le cose andranno bene, ci andr
a vantaggio di entrambi.
4. Non sono spinto da speranze egoistiche e illusorie. Il popolo romano mi
chiama, il popolo romano al quale gli dei hanno consegnato limpero e il
dominio su tutti gli uomini. Limpero stesso mi invoca, precario in quanto
non ancora ben saldo nelle mani di un sol uomo. Poich questa la
situazione, la sicurezza di questa condotta sar evidente, sia per
latteggiamento di coloro che mi chiamano sia per il fatto che non vi
nessuno che mi si opponga o mi sbarri la strada.
5. I miei informatori a Roma dicono che i pretoriani, che hanno venduto
limpero a Giuliano, sono guardie del corpo infide poich egli non ha
pagato loro il denaro promesso. E ora, rivelatemi qual il vostro
atteggiamento.
6. Quando ebbe terminato di parlare, lintero esercito e tutti i presenti lo
salutarono immediatamente come imperatore chiamandolo augusto. Lo
rivestirono dei panni imperiali e gli tributarono gli altri segni della dignit
imperiale con ogni mezzo disponibile. Portarono il fuoco sacro davanti
allimperatore e, dopo averlo scortato nei templi di Antiochia, lo
condussero nella sua residenza, non trattandola pi come unabitazione
privata ma come il palazzo imperiale, poich decorarono lesterno della
casa con le insegne imperiali.
7. Nigro fu oltremodo soddisfatto di questi sviluppi e ritenne che il
controllo degli affari imperiali fosse saldamente nelle sue mani grazie
allatteggiamento del popolo romano e allentusiasmo dei popoli orientali.
Quando la situazione divenne nota, tutto il popolo del continente asiatico
situato di fronte allEuropa si rec da lui, e tutti si affrettarono a
sottomettersi a lui di spontanea volont; ambascerie di tutti questi popoli
furono inviate a Nigro ad Antiochia, come se fosse limperatore romano
riconosciuto.
8. I governanti e i re delle terre oltre il Tigri e lEufrate gli inviarono le
loro congratulazioni e promisero il loro aiuto qualora fosse stato
necessario.
53
In cambio, Nigro invi a questi sovrani lussuosi doni e li
ringrazi per il loro appoggio e le loro offerte, assicurandoli per che gli
alleati non gli mancavano. Disse loro che limpero era suo al di l di ogni
dubbio e che intendeva governare senza spargimenti di sangue.
9. Esaltato da queste speranze, Nigro divenne quindi sempre pi
negligente riguardo ai suoi compiti. Trascorreva il suo tempo vivendo nel
lusso, faceva festa con il popolo di Antiochia, si dedicava a divertimenti e
spettacoli e rimandava la sua partenza per Roma, quando avrebbe dovuto
precipitarvisi alla massima velocit.
10. Era indispensabile che visitasse le citt dellIllirico quanto prima e che
ne conquistasse il sostegno prima che lo facesse qualcun altro. Tuttavia,
non diffuse nellIllirico alcuna comunicazione relativa a ci che era
avvenuto, sperando che lesercito locale, una volta saputo di questi
sviluppi, sarebbe stato daccordo con le suppliche del popolo romano e
con latteggiamento degli eserciti dOriente.

II, 9.
1. Mentre Nigro accarezzava questi sogni facendo affidamento su speranze
incerte e infondate, ci che era avvenuto in Siria fu riferito ai Pannoni e
alla popolazione dellIllirico, nonch a tutte le forze militari in questa
regione cio alle truppe dislocate sulle rive del Danubio e del Reno per
impedire incursioni dei barbari di quelle regioni e difendere limpero
romano.
2. Il governatore di tutti i Pannoni (poich essi erano allora soggetti a un
comando unico) era un libico di nome Severo, amministratore nato e uomo
di straordinaria energia. Avvezzo a una vita aspra, era fisicamente in grado
di sopportare grandi fatiche; mentalmente, era rapido a comprendere e
rapido ad agire dopo aver compreso.

53
Oltre lEufrate si trovavano lOsroene (capitale Edessa), Nisibi e Hatra. Oltre il Tigri e a sud di
Hatra vi era limpero dei Parti; a nord di Nisibi, lArmenia. Laiuto prestato da questi regni a Nigro
fu motivo di guerra per Settimio Severo.
3. Quando apprese dai rapporti che limpero romano pendeva dal cielo
come una cometa pronto per essere afferrato da Nigro e da Giuliano,
Severo, accusando il primo di negligenza e il secondo di codardia, decise
di intervenire nella questione. Aveva fatto dei sogni che lo avevano
indotto ad aspettarsi qualcosa del genere, e i suoi sogni erano suffragati da
responsi oracolari e da tutti i segni che sono interpretati come profezie
delle cose a venire. Tutti questi segni, veri o falsi che siano, vengono
invariabilmente creduti quando preconizzano qualcosa che si verifica
effettivamente in seguito.
4. Severo stesso registr numerosi portenti nella sua autobiografia, e li
fece incidere anche sulle sue statue pubbliche. Ma lultimo e pi
importante dei suoi sogni, quello che gli rese chiaro che avrebbe ottenuto
tutto ci che desiderava, non pu essere passato sotto silenzio.
5. Nel periodo in cui fu riferito che Pertinace aveva assunto il controllo
dellimpero, Severo, dopo aver compiuto i sacrifici e prestato il
giuramento di fedelt al nuovo imperatore, ritorn nella sua abitazione al
crepuscolo e cadde addormentato. Sogn di vedere un grande e nobile
stallone adorno delle insegne imperiali che trasportava Pertinace in mezzo
alla Via Sacra di Roma.
6. Ma quando il cavallo raggiunse lingresso del Foro, dove nei tempi
antichi della repubblica si tenevano le assemblee popolari, nel suo sogno
lo stallone disarcion Pertinace gettandolo al suolo. Mentre Severo
rimaneva immobile, il cavallo scivol sotto di lui, prendendolo in groppa e
trasportandolo avanti in tutta sicurezza. Quindi, arrestatosi in mezzo al
Foro, lo stallone sollev Severo, perch potesse essere visto e salutato da
tutti. E ai nostri giorni unenorme statua di bronzo che ritrae questo sogno
sorgeva in quel punto.
54
7. Rafforzata cos la sua determinazione, con alte speranze di essere
chiamato al trono dalla volont divina, Severo saggi latteggiamento dei
soldati. Come primo atto, si riun nel suo alloggio con alcuni comandanti,
tribuni e soldati in vista e discusse con loro dellimpero romano, di come
fosse del tutto inerme poich non vi era alcun membro della nobilt n
alcun uomo abbastanza abile da prenderne il controllo.
8. Parl con disprezzo dei pretoriani di Roma, definendoli sleali e
spergiuri per aver sparso il sangue del loro imperatore e concittadino
romano, e dichiar di dover andare a Roma per vendicare lassassinio di
Pertinace, poich era consapevole che tutti i soldati dellIllirico
ricordavano il periodo in cui luomo era stato governatore.

54
Non solo la statua equestre; lo splendido Arco di Severo si trova pi o meno nello stesso punto.
9. Quando Marco era imperatore, Pertinace aveva ottenuto con loro molte
vittorie sui Germani; nominato generale e governatore della provincia
dellIllirico, aveva dato sfoggio di grande coraggio nel combattere il
nemico. Ma al tempo stesso aveva dimostrato la sua benevolenza e buona
volont verso coloro che governava con la sua moderazione e il suo uso
sensato dellautorit. Per questi motivi essi riverivano il suo ricordo ed
erano infuriati contro coloro che lo avevano trattato in modo cos brutale.
10. Sfruttando questo pretesto, Severo li persuase senza difficolt a fare
ci che desiderava; finse di non aspirare personalmente allimpero e di
non desiderare il potere per s, ma di voler soltanto vendicare lomicidio
di un imperatore tanto grande come Pertinace.
11. Bench gli uomini di quelle regioni abbiano membra grandi e robuste
e siano abili e micidiali in battaglia, sono tardi di intelletto e lenti ad
accorgersi di essere ingannati. Perci credettero a Severo quando disse di
essere infuriato e di voler vendicare lassassinio di Pertinace; e messisi a
sua disposizione, lo fecero imperatore e gli consegnarono il controllo
dellimpero.
12. Poich ora conosceva latteggiamento dei Pannoni, rifer questi eventi
nelle province confinanti e ai governanti di tutte le nazioni settentrionali
sotto il controllo romano; li convinse con allettanti promesse e con
laspettativa di grandi ricompense, e ne ottenne facilmente il sostegno.
13. Era senza dubbio il pi abile degli uomini nel simulare benevolenza,
ma non manteneva mai la parola data se si rivelava necessario violarla;
mentiva ogni qual volta poteva trarne vantaggio, e la sua lingua diceva
molte cose che non trovavano riscontro nel suo animo.

II, 10.
1. Severo invi lettere a tutti i soldati dellIllirico e ai loro ufficiali e ne
ottenne il sostegno. Riunite le truppe di tutti i distaccamenti, assunse i
nomi di Severo e Pertinace, sperando che ci lo avrebbe reso caro non solo
al popolo dellIllirico ma anche ai romani in virt del loro ricordo di
quellimperatore. Poi
55
chiam i soldati nel campo dellassemblea e, salito
su un palco eretto per lui, rivolse loro queste parole:
2. La fede e la riverenza che avete per gli dei, in nome dei quali giurate, e
il rispetto che nutrite per i vostri imperatori, che stimate, li avete
dimostrati abbondantemente con la vostra ira per gli atti dei pretoriani di
Roma, che sono pi adatti alle parate che alle battaglie. E ora, poich lo
chiedete, bench non abbia mai nutrito prima tale speranza (conoscete la

55
L11 aprile 193.
mia lealt verso gli imperatori), mio dovere affrontare e quindi portare a
termine questa impresa che gode della vostra approvazione.
3. Non posso permettere che limpero romano giaccia inerme, questo
impero che, fino alla fine del regno di Marco, stato amministrato con
riverenza e appariva augusto e straordinario. Sotto Commodo, tuttavia,
limpero ha subito un mutamento, e daltronde, bench limpero abbia in
parte sofferto per mano sua a causa della sua giovent, tutto gli stato
perdonato a causa della sua nobile nascita e del ricordo di suo padre. E la
verit che vi era maggior ragione di commiserarlo che di accusarlo per i
suoi errori, poich attribuivamo la maggior parte di ci che avveniva non a
lui personalmente, ma ai parassiti che si affollavano intorno a lui e ai suoi
complici e consiglieri nei suoi atti inconsulti.
4. Ma quando limpero passato nelle mani di Pertinace, quel riverito e
anziano statista, il ricordo del cui coraggio e servizio allo Stato rimane
tuttora fisso nei nostri cuori, i pretoriani non solo non hanno protetto il
loro imperatore, ma si sono spinti fino ad assassinare quelluomo illustre.
E ora qualcuno ha vergognosamente comprato limpero e le sue immense
distese di terra e di mare; come avete sentito, egli odiato dal popolo e
non gode pi della fiducia dei pretoriani delusi.
5. E anche se lo amassero e intendessero sostenerlo, voi siete pi numerosi
di loro e li superate per coraggio. Vi siete addestrati nel combattimento
vero e proprio, nelle vostre continue scaramucce con i barbari, e siete
avvezzi a sopportare ogni sorta di fatiche. Incuranti del caldo e del freddo,
attraversate fiumi gelati camminando sul ghiaccio; non bevete lacqua dei
pozzi, ma quella che portate alla luce voi stessi scavando. Siete inoltre
temprati dai combattimenti con gli animali e, nel complesso, vi siete fatti
una tale reputazione di valore che nessuno potrebbe contrastarvi.
6. La fatica la vera prova del soldato, non la vita facile, e quelle canaglie
amanti del lusso non reggeranno non dico al vostro ordine di battaglia, ma
nemmeno al vostro grido di battaglia. Ma se qualcuno tra voi
preoccupato per gli eventi in corso in Siria, potr rendersi conto di quanto
insignificante sia quel tentativo e quali minime speranze di successo abbia
dal fatto che quegli uomini non hanno osato avventurarsi al di l dei loro
confini e non hanno nemmeno avuto il coraggio di organizzarsi per
raggiungere Roma. Se ne restano l, tutti contenti, credendo che questo
momentaneo assaggio di vita lussuosa costituisca lintero profitto che
questo impero cos solido riserver loro.
7. La verit che i siriaci sono adatti solo ai giochi e agli scherzi da
fanciulli. Questo vale soprattutto per coloro che vivono ad Antiochia, e
che a quanto si dice sono entusiastici sostenitori di Nigro. Ma le altre
province e citt non hanno finora trovato nessuno che sia degno del trono
imperiale, e poich non comparso nessun uomo capace di governare con
coraggio e di fare uso di pratiche amministrative adeguate, chiaro che
stanno solo fingendo di appoggiare questo personaggio.
8. Ma se apprendessero che lesercito dellIllirico ha gi fatto la sua scelta,
e se sentissero pronunciare il nostro nome, che non ignoto o privo di
onore tra loro, in virt del nostro mandato quale governatore della Siria,
sappiate, vi dico, che non avranno di che rimproverarmi indecisione o
codardia, n sceglieranno di resistere e di affrontare il vostro valore e la
vostra prodezza in battaglia, poich vi sono di gran lunga inferiori per
sviluppo fisico, resistenza alla fatica e abilit nel corpo a corpo.
9. Occupiamo dunque Roma prima che lo facciano loro; quella citt la
sede dellimpero. Stabilendo il nostro quartier generale a Roma, potremo
controllare tutto il resto facilmente, riponendo la nostra fede nelle profezie
divine e il nostro affidamento nella vostra forza e nelle vostre armi.
10. Quando Severo ebbe finito di parlare, i soldati urlarono le sue lodi,
chiamandolo augusto e Pertinace, e dimostrandogli il massimo entusiasmo
e apprezzamento.

II, 11.
1. Senza indugiare e senza perdere tempo, Severo ordin loro di preparare
i soli bagagli che ciascuno era in grado di trasportare agevolmente e
annunci la sua decisione di partire alla volta di Roma. Distribu denaro
alle truppe e assegn le provviste per il viaggio. Con uno sforzo
prodigioso, part a tutta velocit, senza fermarsi e non concedendo tempo
per riposare fatta eccezione per le brevi pause necessarie a permettere ai
soldati di riprendersi dalla marcia forzata.
2. Condivise personalmente le loro fatiche, dormando in una normale
tenda militare e mangiando e bevendo ci che era disponibile per tutti; in
nessuna occasione fece uso di comodit o lussi propri di un imperatore. Di
conseguenza, pot godere di una popolarit ancor maggiore tra le truppe;
rispettandolo non solo perch condivideva le loro fatiche, ma anche perch
superava ogni difficolt, eseguivano i suoi ordini con entusiasmo.
3. Dopo aver attraversato la Pannonia, Severo raggiunse le montagne
dellItalia; precedendo la notizia del suo arrivo, comparve di persona
davanti alla popolazione locale prima che questa apprendesse che era
imperatore o che era in viaggio per Roma. Le citt dItalia erano
preoccupate per lavvicinarsi di questo formidabile esercito. Gli uomini
dItalia, da lungo tempo disabituati alle armi e alla guerra, si dedicavano
allagricoltura e ad attivit pacifiche.
4. Finch gli affari dei romani furono governati secondo i principi
repubblicani e il senato sceglieva i generali che si occupavano delle
questioni militari, tutti gli italici erano sotto le armi e controllavano terre e
mari, guerreggiando con i greci e con i barbari. Non vi era un solo luogo
sulla terra e sotto il cielo fino al quale i romani non estendessero i confini
del loro impero.
5. Dallepoca in cui Augusto assunse il controllo dellimpero, tuttavia, il
principe liber gli italici dalla necessit di lavorare e di portare le armi;
creando fortini e accampamenti per la difesa dellimpero, vi colloc dei
mercenari destinati a fare da bastione difensivo delle frontiere. Limpero
era inoltre protetto da grandi barriere costituite da fiumi, montagne e
deserti insuperabili.
6. Quando la gente dItalia seppe che Severo si stava avvicinando con un
grande esercito, fu comprensibilmente sconvolta da uno sviluppo cos
inatteso. Non osando contrastarlo o tentare di fermarlo, presero rami
dalloro e uscirono a incontrarlo, accogliendolo con le porte aperte.
Trattenendosi solo il tempo necessario per assicurarsi buoni presagi e per
dire qualche parola alla popolazione, Severo si affrett alla volta di Roma.
7. Quando questi sviluppi furono riferiti a Giuliano, questi si disper per
ci che aveva udito sulle dimensioni e sulla forza dellesercito dellIllirico,
per la sua mancanza di fiducia nel popolo romano, che lo odiava, e per la
sua mancanza di fiducia nei pretoriani, che aveva ingannato. Nondimeno,
raccolse il proprio denaro e quello dei suoi amici, si appropri di quanto
restava nelle casse pubbliche e in quelle dei templi e procedette a
distribuire la somma ai pretoriani nel tentativo di comprarne la
benevolenza.
8. Ma malgrado ricevessero vaste somme di denaro, i pretoriani non
furono affatto grati allimperatore; ritenevano che questi non stesse
versando loro un donativo, ma semplicemente quanto doveva loro. Bench
i suoi amici gli consigliassero di condurre fuori lesercito e di occupare i
passi delle Alpi, Giuliano non fece nulla. Le Alpi sono montagne molto
alte non ve ne sono di simili nella nostra parte del mondo; circondano
lItalia come una muraglia e sono la sua prima linea di difesa. questa
unulteriore fortuna che la Natura ha concesso agli italici, una barriera
insuperabile che copre tutta la loro frontiera settentrionale, poich le Alpi
si estendono ininterrotte dal mar Tirreno allAdriatico.
9. Ma Giuliano, come ho detto, non os avventurarsi fuori Roma. Invi
tuttavia un messaggio ai pretoriani, supplicandoli di imbracciare le armi,
esercitarsi e scavare trincee per difendere la citt. In citt prese le misure
che pot per la battaglia con Severo. Tutti gli elefanti usati dai romani
nelle parate furono addestrati a trasportare uomini e torrette sul dorso. Si
sperava che gli elefanti avrebbero terrorizzatole truppe dellIllirico e
scompaginato la cavalleria nemica quando queste enormi bestie, che i
cavalli non avevano mai visto, fossero comparse sul campo. Lintera citt
era in armi e si preparava per la battaglia.

II, 12.
1.
56
Mentre le truppe di Giuliano si attardavano a prepararsi per la
battaglia, giunse la notizia che Severo si stava avvicinando. Divisa gran
parte del suo esercito in piccoli gruppi, Severo ordin loro di infiltrarsi in
citt di nascosto. Sparpagliandosi su tutte le strade che conducevano a
Roma, molti di giorno ma ancora pi numerosi di notte, essi entrarono in
citt inosservati, in abiti civili, tenendo nascoste le armi.
2. Il nemico era cos gi entrato in citt mentre Giuliano esitava, ignaro di
quanto stava accadendo. Quando il popolo seppe di questi sviluppi,
precipit nella pi completa confusione; temendo lesercito di Severo,
finse di sostenere la sua causa, accusando Giuliano di vigliaccheria e
Nigro di esitazione e pigrizia. Ma quando seppe che Severo era a Roma, il
popolo rimase sbalordito.
57
3. Giuliano, inebetito e incapace, non sapeva come controllare la
situazione. Ordinando al senato di riunirsi, invi a Severo una lettera in cui
proponeva la pace e, proclamandolo imperatore, lo nominava suo collega
nel governo dellimpero. Il senato approv con il voto queste proposte; ma
quando apparve chiaro che Giuliano era in preda al panico e alla
disperazione, tutti i senatori lo abbandonarono immediatamente passando
con Severo.
4. Dopo due o tre giorni i senatori, sapendo che Severo era a Roma e
disprezzando Giuliano, entrarono nella sede del senato per ordine dei
consoli, i funzionari che si occupavano del governo di Roma quando
limpero era in crisi.
5. Dopo essersi riunito, il senato si consult sul da farsi di fronte
allemergenza. Nel frattempo Giuliano era ancora nel palazzo imperiale a

56
Siamo nel maggio del 193.
57
E aveva tutte le ragioni per esserlo: era trascorso meno di un mese e gli uomini di Severo avevano
coperto non meno di mille chilometri. Il conquistatore entr in citt il 9 giugno.
lamentarsi del disastro che era piombato su di lui e a supplicare che gli
fosse consentito di dimettersi dalla carica di imperatore e di consegnare
tutto il potere a Severo.
6. Quando il senato seppe che Giuliano era in preda al panico e che la
guardia pretoriana lo aveva abbandonato per timore di Severo, vot per
togliere limpero a Giuliano e per proclamare Severo unico imperatore. I
senatori inviarono quindi a Severo unambasceria composta dai principali
funzionari e dai senatori pi in vista, per consegnargli tutti gli onori
imperiali.
58
7. Un tribuno fu inviato a uccidere Giuliano, il vecchio codardo e
disgraziato che in questo modo aveva acquistato con il proprio denaro la
sua stessa miserevole morte.

II, 13.
1. Abbandonato da tutti, Giuliano fu trovato che piangeva disperato e fu
ucciso.
59
Quando seppe dellazione del senato e della morte di Giuliano,
Severo, incoraggiato a sperare in un successo ancor maggiore, utilizz uno
stratagemma per prendere prigionieri i pretoriani, gli assassini di
Pertinace. Invi segretamente lettere private ai tribuni e ai centurioni,
promettendo loro ricche ricompense se avessero persuaso i pretoriani di
Roma a sottomettersi e a obbedire agli ordini dellimperatore.
2. Invi una lettera anche allaccampamento dei pretoriani, ordinando ai
soldati di lasciare le armi al campo e di presentarsi da lui disarmati, come
era uso quando scortavano limperatore per i sacrifici o per la celebrazione
di una festivit. Ordin inoltre loro di prestare il giuramento di fedelt in
suo nome e di presentarsi a lui, confidando nella possibilit di continuare a
servire come guardie del corpo dellimperatore.
3. Fidandosi di questi ordini e persuasi dai loro tribuni, i pretoriani
lasciarono le armi al campo e ne uscirono in tenuta da libera uscita,
portando rami dalloro. Giunti allaccampamento di Severo, fecero sapere
di trovarsi al campo dellassemblea, dove limperatore aveva ordinato loro
di riunirsi per dargli il benvenuto.
4. I pretoriani avanzarono verso limperatore mentre questi saliva sul
palco; quindi, a un segnale prestabilito, furono catturati mentre lo
salutavano a gran voce. Ai soldati di Severo era stato precedentemente
ordinato di circondare i pretoriani, che erano ora i loro nemici, nel
momento in cui si fossero trovati con lo sguardo rivolto in attesa

58
Lambasceria, composta da almeno un centinaio di persone, raggiunse Severo a Interamna.
59
Il 2 giugno del 193.
allimperatore; non avrebbero tuttavia dovuto ferire o colpire nessun
membro della guardia. Severo ordin alle sue truppe di stringere i
pretoriani in un cerchio dacciaio, convinto che essi non avrebbero fatto
resistenza, poich erano poco numerosi, disarmati e vulnerabili, di fronte a
una schiera armata.
5. Dopo averli stretti in una rete come pesci con un cerchio di armati,
come prigionieri di guerra, limperatore furibondo grid a gran voce:
Come vedete, siamo superiori a voi per intelligenza, per forza delle armi
e per numero di sostenitori. Siete stati intrappolati con facilit e catturati
senza alcuna lotta. Ho il potere di fare di voi ci che voglio, quando
voglio. Inermi e indifesi, giacete di fronte a noi, vittime della nostra forza.
6. Ma se si volesse cercare una punizione allaltezza dei crimini che avete
commesso, sarebbe impossibile trovarne una appropriata. Avete
assassinato il vostro riverito e benevolo vecchio imperatore, luomo che
avevate giurato di proteggere. Limpero del popolo romano, eternamente
rispettato, che i nostri avi hanno conquistato con il loro valoroso coraggio
o ereditato in virt della loro nobile nascita, questo impero lo avete
vergognosamente e sciaguratamente venduto per denaro, come se fosse di
vostra propriet.
7. Ma siete stati incapaci di difendere luomo che voi stessi avevate scelto
come imperatore. Anzi, lo avete tradito, da codardi quali siete. Per questi
atti e crimini mostruosi meritereste mille morti, se vi si dovesse dare ci
che vi spetta. Vedete chiaramente che cosa dovreste giustamente subire.
Ma io sar misericordioso. Non vi massacrer.
8. Le mie mani non commetteranno ci che hanno commesso le vostre.
Ma io dico che non affatto giusto o consigliabile che voi continuiate a
servire come guardia del corpo imperiale, poich avete violato il vostro
giuramento e vi siete macchiati le mani con il sangue del vostro
imperatore e compatriota, tradendo la fiducia riposta in voi e la sicurezza
offerta dalla vostra protezione. Nondimeno, la compassione mi induce a
risparmiare le vostre vite e le vostre persone. Ma ordino ai soldati che vi
hanno circondati di radiarvi, di spogliarvi di tutte le uniformi e degli
equipaggiamenti militari che indossate, e di condurvi fuori nudi.
9. E a voi ordino di allontanarvi dalla citt di Roma quanto umanamente
possibile, e vi prometto e giuro solennemente e proclamo pubblicamente
che se uno di voi verr colto a meno di cento miglia da Roma, pagher con
la sua testa.
10. Dopo che ebbe impartito questi ordini, i soldati dellIllirico si fecero
avanti e tolsero ai pretoriani le loro corte spade cerimoniali intarsiate doro
e dargento; poi strapparono loro i cinturoni, le uniformi e le insegne
militari che indossavano e li mandarono via nudi.
11. I pretoriani dovettero sottoporsi a questo trattamento perch erano stati
traditi e catturati con linganno. Daltronde, che altro avrebbero potuto
fare pochi uomini nudi contro tanti soldati armati di tutto punto? Cos se
ne andarono, lamentando il loro destino, e bench accettassero con
gratitudine il salvacondotto loro concesso, rimpiansero amaramente di
aver lasciato il loro accampamento senza armi e di essere stati presi in
trappola in questo modo umiliante e brutale.
12. Le circostanze indussero Severo a fare uso di un altro stratagemma.
Temendo che, una volta radiati dal servizio, i pretoriani ritornassero di
corsa al loro accampamento e recuperassero le loro armi, limperatore
mand avanti, per altre strade, alcuni uomini scelti per il loro provato
coraggio; questi uomini avrebbero dovuto raggiungere il campo prima dei
pretoriani, impadronirsi delle armi e chiudere fuori i pretoriani qualora si
fossero presentati al campo.
Tale fu la punizione subita dagli assassini di Pertinace.

II, 14.
1. Poi Severo entr a Roma
60
con il resto del suo esercito in armi: la sua
presenza caus paura e panico nei romani in virt delle sue imprese, cos
ardite e fortunate. Il popolo e il senato, portando rami dalloro, lo
accolsero, primo tra gli uomini e tra gli imperatori, che aveva compiuto
grandi imprese senza spargimento di sangue e senza difficolt.
2. Tutto era straordinario in questuomo, ma particolarmente eccezionali
erano la sua acutezza, la sua resistenza alle fatiche e il suo spirito di ardito
ottimismo in tutto ci che faceva. Poi, dopo che il popolo lo ebbe accolto
festosamente e il senato lo ebbe salutato alle porte della citt, Severo si
rec al tempio di Giove e offr sacrifici; dopo aver sacrificato negli altri
templi secondo luso imperiale, entr nel palazzo.
3. Il giorno seguente si rec al senato e rivolse a tutti i senatori un discorso
dal tono molto mite e pieno di buone promesse per il futuro. Salutandoli in
gruppo e individualmente, disse loro che era venuto a vendicare
lassassinio di Pertinace e li assicur che il suo regno avrebbe segnato la
restaurazione del governo senatorio. Nessuno sarebbe stato messo a morte
o si sarebbe visto confiscare le sue propriet senza processo; non avrebbe
tollerato delatori; avrebbe dato ai suoi sudditi una prosperit illimitata;

60
Il 9 giugno del 193.
intendeva imitare in ogni cosa il regno di Marco; e avrebbe assunto non
solo il nome ma anche i modi e lapproccio di Pertinace.
4. Con questo discorso conquist una buona reputazione presso la maggior
parte dei senatori e questi credettero alle sue promesse. Ma alcuni dei
senatori pi anziani conoscevano il vero carattere di questuomo, e in
privato dicevano che era indubbiamente un uomo assai astuto, che sapeva
gestire le cose in modo scaltro; dicevano inoltre che era molto abile
nellinganno e nel simulare qualunque cosa; e per il resto faceva sempre
ci che fruttava vantaggio e profitto al suo interesse personale. La
veridicit di queste osservazioni fu dimostrata in seguito da ci che egli
fece concretamente.
5. Dopo aver trascorso un breve periodo a Roma, durante il quale fece
generosi doni al popolo, organizz spettacoli e premi lussuosamente i
suoi soldati, scelse per il servizio nella guardia imperiale,
61
in sostituzione
dei pretoriani che aveva licenziato, i soldati pi qualificati del suo esercito.
Poi part per lOriente.
6. Poich Nigro continuava a indugiare e a perdere tempo tra i lussi ad
Antiochia, Severo voleva coglierlo di sorpresa prima che fosse pronto.
Perci ordin ai suoi soldati di prepararsi per la marcia, e radun reclute
ovunque, richiamando i giovani dalle citt dItalia e arruolandoli
nellesercito. Tutte le unit dellesercito che aveva lasciato nellIllirico
ricevettero ordine di marciare nella Tracia e di attenderlo l.
7. Predispose ununit navale; caricate di truppe pesantemente armate tutte
le triremi dItalia, fece salpare anche queste. Predispose un contingente
vasto e potente con incredibile velocit, consapevole che avrebbe avuto
bisogno di un grande esercito per agire contro Nigro e contro lintero
continente che si trova di fronte allEuropa.

II, 15.
1.
62
Severo fece i suoi preparativi per la guerra con grande cura. Uomo
avveduto e prudente, aveva dei dubbi sullesercito della Britannia, che era
grande e molto potente, composto da ottimi soldati. La Britannia si

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Fino a quel momento, la guardia pretoriana era composta da italici; i nuovi pretoriani provenivano
dallIllirico. In seguito, Severo avrebbe ampliato la guarnigione di stanza nellItalia centrale con una
legione di nuova fondazione, la II Parthica. In altre parole, costitu un esercito del tutto nuovo,
personalmente fedele a lui.
62
Siamo nellestate del 193.
trovava allora sotto il comando di Albino,
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uomo dellordine senatorio
che era cresciuto nel lusso grazie al denaro ereditato dai suoi avi.
2. Severo, desiderando conquistare lamicizia di questuomo, lo ingann
con un trucco; temeva che Albino, fortemente stimolato a tentare la
conquista del trono e reso ardito dal suo lignaggio e dalla sua ricchezza, da
un potente esercito e dalla sua popolarit tra i romani, si impadronisse
dellimpero e occupasse Roma mentre Severo era occupato con le
questioni dOriente.
3. E cos lo ingann fingendo di rendergli onore. Albino, vanitoso e un po
ingenuo nei suoi giudizi, credette davvero alle molte cose che Severo gli
giurava nelle sue lettere. Severo lo nomin cesare, anticipando la sua
speranza e il suo desiderio di una quota del potere imperiale.
4. Scrisse ad Albino le lettere pi amichevoli, mentendo naturalmente, in
cui lo supplicava di dedicare la sua attenzione al benessere dellimpero.
Gli scrisse che la situazione richiedeva un membro della nobilt nel fiore
degli anni; lui era anziano e afflitto dalla gotta, e i suoi figli erano ancora
molto giovani. Credendo a Severo, Albino accett con gratitudine questo
onore, felice di ottenere ci che desiderava senza combattimenti e senza
rischi.
5. Dopo aver fatto le stesse proposte al senato, per accrescere la fiducia in
lui da parte dei senatori, Severo ordin che venissero coniate monete con
la sua effigie, e accrebbe il favore che aveva ottenuto erigendo statue a se
stesso e assumendo gli altri onori imperiali. Organizzate le cose con
lastuzia in modo sicuro in relazione ad Albino e non avendo quindi nulla
da temere dalla Britannia, limperatore, accompagnato dallintero esercito
dellIllirico, part contro Nigro, persuaso di aver organizzato a proprio
vantaggio tutto quanto riguardava il suo regno.
6. Dove si ferm durante la marcia, che cosa disse in ogni citt, i portenti
che sembravano apparire per volont divina, i paesi e i conflitti, il numero
di uomini caduti in battaglia in ciascuno schieramento, tutte queste cose
sono state riferite in modo esauriente dai molti storici e poeti che hanno
fatto della vita di Severo largomento delle loro intere opere. Ma il mio
intento comporre un resoconto cronologico delle gesta di molti
imperatori nel corso di un periodo di settantanni, gesta di cui sono a

63
Clodio Albino (Hadrumetum 145 circa Saona 19 febbraio 197). Originario dellAfrica,
intraprese da adolscente la carriera militare ricoprendo quindi i ruoli di tribuno a capo dei cavalieri
dalmati e di legato delle legioni IV Flavia Felix e I Italica, per poi ricevere un nuovo incarico
militare in Bitinia nel 175 durante la rivolta di Avidio Cassio contro Marco Aurelio. Combatt i
Marcomanni in Dacia nel 183-184 come legato insieme a Pescennio Nigro. Fu quindi console nel
187 e governatore della Germania Inferiore intorno al 189 e della Britannia nel 191.
conoscenza per esperienza personale. Di conseguenza riferir le imprese
pi distinte e significative di Severo nellordine in cui ebbero luogo, non
scegliendo solo quelle pi favorevoli allo scopo di lodarlo, come fecero gli
scrittori del suo tempo; ma daltro canto, non ometter nulla che valga la
pena di raccontare o di ricordare.