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Corso di Laurea in Scienze Naturali e Ambientali

Cartografia
Anno accademico 2010-2011
Prof. Marta Pappalardo
Coordinate geografiche
Sono coordinate angolari che servono per definire in modo univoco la
posizione di un punto nello spazio.
Latitudine: valore angolare dell’arco di
meridiano compreso fra un punto dato e
l’equatore
Varia da 0 a 90° N e S
Lunghezza del grado di latitudine:
1°di latitudine al polo misura 111,68 km
1°di latitudine all’ equatore misura 110,56 km
In media 111,12 km
Longitudine: valore angolare dell’arco di
parallelo compreso fra un punto dato e il
meridiano di riferimento
Lunghezza del grado di longitudine all’equatore: 111,21 km
.
P
N
S
λ
φ
equatore
m
e
r
i
d
i
a
n
o

d
i

r
i
f
e
r
i
m
e
n
t
o
Meridiani di riferimento:
Parigi, Roma M.te Mario, Greenwich
Calcolo della latitudine
Calcolo della longitudine
La carta geografica è una rappresentazione
ridotta, approssimata e simbolica
della superficie terrestre o di una parte di essa
Perché ridotta? Concetto di scala
La scala di una carta è il rapporto fra una lunghezza misurata sulla
carta e la lunghezza ad essa corrispondente misurata sul terreno
d
Calcolo della scala:
D - sul terreno - 1 km
d - sulla carta - 4 cm
d : D =1 : x
X = D/d
la scala della carta è 1/x
1 km =100.000 cm
x =
100.000 cm
4 cm
=25.000
la scala della carta è 1: 25.000
Classificazione delle carte in base alla scala
Geografiche
Corografiche
Topografiche
1: 1.000.000 e minori
1:100.000 e 1:1.000.000
1:100.000 e maggiori
Attenzione! il
denominatore
indica in
proporzionalità
inversa la
grandezza della
rappresentazione!
a grande scala
maggiore di 1: 10.000
a media scala
fra 1:10.000 e 1:25.000
a piccola scala
minore di 1:25.000
Rappresentazione a scala diversa
della medesima area
1:100.000
1:25.000
Perché approssimata?
Una superficie sferica non è
sviluppabile su un piano a meno
che essa non venga parzialmente
deformata.
Le proiezioni geografiche sono
procedimenti geometrici attraverso
i quali si provoca una deformazione
nota alla posizione e alla forma
degli oggetti geografici
rappresentati sul piano.
Proiezione ortografica
Proiezione conica centrale di Lambert
Proiezione cilindrica diretta
Di Mercatore
Prospettiche: ottenute per proiezione dei
punti su un piano tangente alla sfera
Per sviluppo: ottenute per proiezione dei punti sulla
superficie di un solido ausiliario
Perché simbolica?
Per motivi di scala gli oggetti geografici non possono essere
rappresentati nella loro reale forma e dimensione, quindi è
necessario utilizzare dei simboli
puntuali
areali
lineari
Simbolismi altimetrici
Per rappresentare l’andamento dell’altimetria nelle carte topografiche si
utilizzano le curve di livello (o isoipse)
•sono linee continue che uniscono tutti i punti del terreno ad uguale
quota rispetto al livello medio marino, e pertanto non si intersecano mai.
•si definisce equidistanza il dislivello fra due isoipse successive. Il
valore della quota di un’isoipsa sarà sempre un multiplo
dell’equidistanza a partire dal valore zero (livello del mare).
•in alcuni tipi di carte topografiche esiste una gerarchia fra le isoipse,
evidenziata graficamente.
Ad esempio nelle tavolette IGMI (scala 1:25.000)
nome equidistanza simbolo
direttrici 100 m tratto continuo e marcato
intermedie 25 m tratto continuo e leggero
ausiliarie 5 m tratteggiate
La cartografia IGMI
L’Istituto Geografico Militare Italiano, che ha sede a Firenze, è
l’organo cartografico ufficiale dello Stato Italiano, ha compiti di
produzione della cartografia ufficiale e di controllo sull’attività
cartografica effettuata da altri enti.
http://www.igmi.org
Vecchia serie Nuova serie
foglio
Quadrante
1:50.000
Tavoletta
1:25.000
foglio
sezione
La tavoletta
Denominazione: 35INE Arco
La completa copertura del
territorio italiano comprende 3545
tavolette, pubblicate a seconda
delle aree in una sola delle tre
versioni : a un solo colore (nero);
a 3 colori (nero, bistro e azzurro);
a 5 colori (nero, bistro, azzurro,
verde e rosso).
Taglio: ogni tavoletta ha le dimensioni di
7'30'' in longitudine e 5' in latitudine
Proiezione e sistema di riferimento: E'
inquadrata nella rappresentazione conforme
di Gauss - Boaga, nel sistema geodetico
nazionale (ellissoide internazionale con
riferimento a Roma M. Mario - 1940)
TACCA
N
S
La proiezione di Gauss, detta anche
cilindrica trasversa di Mercatore, è una
proiezione per sviluppo, in cui l’asse
terrestre è ortogonale a quello del
cilindro che costituisce il solido
ausiliario; quest’ultimo inoltre è
tangente alla sfera lungo un meridiano a
scelta (meridiano centrale del fuso)
Sviluppo della proiezione di Gauss
L’Italia nel sistema Gauss-Boaga
Al sistema di riferimento fatto da meridiani e paralleli (reticolato
geografico) si sovrappone un sistema di riferimento cartesiano,
costituito da una rete di maglie quadrate il cui lato misura 1 km,
dettoreticolato chilometrico UTM, che è riferito al sistema
geodetico europeo (ED 50)
Il sistema UTM
Quadrati
centochilo
metrici del
territorio
italiano
Universale Trasversa di Mercatore
UTM
Il globo è stao suddiviso in:
60 fusi (6°)
20 fasce (8°)
Fuso+fascia =zona (1200)
È il tipo di proiezione scelta in base ad accordi
internazionali con l’obiettivo di realizzare una
cartografia omogenea per tutti i paesi del mondo.
Per ogni fuso è stata costruita una proiezione
a se stante che utilizza un cilindro tangente al
meridiano centrale del fuso
Le zone sono state suddivise in
quadrati di lato pari a 100 km
denominati con una coppia di lettere
maiuscole
La sezione
Denominazione: 273 IV Pisa
Taglio: ogni sezione ha le le
dimensioni di 6‘ in latitudine e 10' in
longitudine
Proiezione e sistema di riferimento: è
inquadrata nella rappresentazione
conforme "Universale Trasversa di
Mercatore" (UTM); il sistema di
riferimenti geodetico è basato sull'ellissoide
internazionale con orientamento medio
europeo ED 1950 (serie 25), ovvero
l’ETRS89, basato sull’ellisoide GRS80 (serie
25 DB)
La longitudine è riferita al meridiano
di Greenwich
Il territorio italiano è coperto da
2298 sezioni, stampate a 4 colori
La sezione abbraccia una zona di terreno pari circa 150 kmq contro i
circa 100 kmq della " tavoletta".
273
I
II III
IV
foglio
sezione
Calcolo delle coordinate geografiche di un punto
Latitudine: si determina sul margine verticale
della carta:
•Si traccia la perpendicolare al margine
verticale passante per il punto
•Si legge il valore in gradi e primi del vertice
più vicino
•Si sommano (o sottraggono) a questo valore i
primi interi compresi fra il vertice e la
proiezione del punto sul margine
La latitudine è sempre crescente da sud a nord!
•Si aggiunge (o sottrae) la frazione di primo
(secondi!) compresa fra l’ultimo valore di primi
intero considerato e il punto
I secondi si calcolano impostando la
proporzione:
N : 60” =n : x”
N = lunghezza in mm della tacca
n =lunghezza in mm della frazione di
tacca della qual vogliamo calcolare il
valore in secondi sessagesimali
P
n
N
P
n
N
Latitudine del punto P:
41° 41’ x” N
Per calcolare x:
74 mm : 32 mm = 60” : x
x = (32 X 60) / 74 = 25”
41° 41’ 25” N
Longitudine: si determina sul margine orizzontale della carta:
P
n
Dato che questa tavoletta si trova ad ovest del
meridiano di Roma Monte Mario (fuso ovest) i
valori della longitudine crescono da est verso
ovest
Pertanto il valore che si legge sul margine est va
aumentatodi un opportuno numero di primi e
secondi.
P
n
Longitudine del punto P:
2° 2’ x” ovest da Monte Mario
x = (n X 60) / N = (21 X 60)/ 54 = 23”
2° 2’ 23” O da Monte Mario
Quindi per questa tavoletta:
Nelle sezioni la longitudine è sempre riferita al meridiano
di Greenwich, quindi si può essere sicuri che i valori di
longitudine sono sempre crescenti da ovest verso est
Nota la longitudine di un
punto rispetto a Roma
Monte Mario, per ottenere
quella rispetto a
Greenwich occorre
conoscere la distanza fra i
due meridiani di
riferimento (12°27’ 08”)
•se il punto si trova nel
fuso est occorre sommare
la longitudine rispetto a
Monte Mario a tale valore
•se il punto si trova nel
fuso ovest occorre
sottrarre la longitudine
rispetto a Monte Mario a
tale valore
Calcolo delle coordinate chilometriche di un punto
Al sistema di riferimento
fatto da meridiani e
paralleli (reticolato
geografico) si sovrappone
un sistema di riferimento
cartesiano, costituito da
una rete di maglie quadrate
il cui lato misura 1 km,
dettoreticolato
chilometrico UTM
Zone:
32T 33T
32S 33S
Siano le coordinate chilometriche UTM del punto P:
32TNQ67323790
32T zona in cui è collocata la carta
(numero del fuso e lettera della
fascia)
NQ sigla del quadrato
centochilometrico (lettera della
colonna e della riga)
6732 coordinata orizzontale (ascissa)
3790 coordinata verticale (ordinata)
il meridiano rete di
riferimento assume
un valore arbitrario
di 500
Calcolo della coordinata orizzontale (ascissa)
500 + + 500 + +
Il punto P dista dal meridiano centrale
del fuso 500-567 = 67 km, più una
frazione di km (si può esprimere in hm,
dam o m); alla scala 1:25.000 il si
consiglia di esprimerla in dam (1km =
100 dam, quindi la frazione sarà un
numero di due cifre, es: 15, 44, 03…)
P
.
Il valore di questa frazione di km
si o calcola tramite una
proporzione o si misura
direttamente con il
coordinatometro
P
Proporzione per le sezioni e le
tavolette (scala 1: 25.000):
100 : 4 cm =x dam : n cm
4 cm
n cm
ogni tacca grande vale
1 hm (10 dam)
ogni tacca piccola
vale 2 dam
la coordinata orizzontale (ascissa),
P
sarà indicata,
convenzionalmente con
le due cifre scritte in
carattere grande
corrispondenti al meridiano
rete avente il valore minore
fra i due tra i quali è
compreso il punto P
a queste si aggiunge la
distanza in dam (due cifre)
o in hm (una cifra) di P
dal meridiano rete di cui
sopra
32TNQ67323790
la coordinata verticale (ordinata)
P
sarà indicata,
convenzionalmente con
le due cifre scritte in
carattere grande
corrispondenti al parallelo
rete avente il valore minore
fra i due tra i quali è
compreso il punto P
a queste si aggiunge la
distanza in dam (due cifre)
o in hm (una cifra) di P
dal parallelo rete di cui
sopra
32TNQ67323790
90 dam
Indicazione delle coordinate a dodici cifre
(senza il riferimento alla zona)
32TNQ67323790
156732493790
P
1 numero convenzionale
per indicare il fuso:
1 fuso 32
2 fuso 33
3 fuso 34
Cartometria
Come si definisce la quota di una isoipsa?
•Occorre fare riferimento ai punti quotati posti
nelle vicinanze della curva
•Occorre conoscere l’equidistanza della carta
•Se possibile si rilevano le curve direttrici
Come si determina la quota di un punto collocato tra due isoipse?
A
B
Eq
P
P’
x
Eq: x = AB:AP
Il valore di x va
aggiunto a quello
dell’isoipsa inferiore
Calcolo della pendenza
Per inclinazione di un versante si
intende l’angolo, misurato in gradi,
tra la superficie considerata e il
piano orizzontale
Per pendenza si intende la tangente
di tale angolo
Per dislivello ∆ si intende la
differenza di quota fra due punti
La distanza topografica o
planimetrica tra due punti (d) si
ottiene misurando sulla carta il
segmento rettilineo compreso fra i
due punti e riportando poi il valore
alla scala della carta
Calcolo della distanza reale
Il profilo topografico
o profilo altimetrico è
una curva che
rappresenta
l’andamento altimetrico
del terreno lungo una
traccia prescelta.
Come si realizza un profilo topografico?
1) si riporta sulla carta la traccia della
sezione
2) su un foglio di carta
millimetrata si costruisce un
sistema di assi cartesiani
•asse delle ascisse: si
riportano le distanze
fra le successive
intersezioni della
traccia con le isoipse
•asse delle ordinate: si
riportano le quote in
corrispondenza delle
stesse intersezioni
N.B. Se non diversamente richiesto la scala delle
altezze deve coincidere con quella delle
lunghezze es: se la carta è 1:25.000 1 mm =25 m
3) Si proiettano le intersezioni alla
relativa quota, procedendo a partire
dalle isoipse direttrici ed infittendo
gradualmente i punti
4) Si riportano anche i punti quotati
(la cima del monte, in rosso) ed
eventuali altri punti attigui alla
traccia del profilo. Più punti si
riportano più preciso viene il
profilo.
5) Si uniscono i punti attraverso
un’interpolazione. Attenzione ad
interpretare correttamente
l’andamento del rilievo tra un
punto e l’altro!
6) Si completa aggiungendo
quote, toponimi ed
orientazione della traccia del
profilo
Delimitazione di un bacino idrografico
Il bacino idrografico di
un corso d’acqua è l’area
in cui tutte le acque
meteoriche sono
convogliate nel corso
d’acqua stesso. Il bacino
idrografico è delimitato
da una linea virtuale,
detta linea spartiacque,
che lo separa di bacini
limitrofi.
Per tracciare la linea spartiacque bisogna tenere conto che essa deve passare sul
crinale che separa due bacini. Occorre quindi ricordare che:
•sui crinali le isoipse rivolgono la concavità verso l’alto
•la linea di massima pendenza è quella perpendicolare all’andamento medio delle
isoipse
•la linea spartiacque è una linea chiusa, che termina dove il corso d’acqua
confluisce in un altro o dove sfocia in mare
Orientamento della carta
Sul terreno per orientare la carta, cioè disporla rispetto
all’osservatore in modo tale che vi sia una corrispondenza
immediata fra oggetti geografici in carta e in panorama, occorre
utilizzare la bussola.
L’ago della bussola si
dispone secondo la
componente
orizzontale del campo
magnetico terrestre, ed
indica quindi la
posizione del polo nord
magnetico.
Si chiama declinazione
magnetica δ l’angolo
fra il nord magnetico e
quello geografico
Dato che il polo nord
magnetico non coincide con
quello geografico, mentre i
meridiani in carta indicano
la posizione del polo nord
geografico, occorre ruotare
la carta di un angolo δ in
modo da far coincidere le
direzioni del nord
geografico e magnetico
δ
Come si calcola il valore di questo angolo?
1948-2005=57 anni
8’ x 57 anni =456’
456’ =7°36”
4°05’- 7°36” =-4°29’
Nm
La cartografia tecnica regionale è rappresentata nella proiezione di Gauss,
inquadrata nel sistema Geografico Europeo Unificato E D 1950, ma con
coordinate piane riferite al sistema nazionale di Gauss Boaga
La Carta Tecnica Regionale CTR
Ogni foglio alla scala 1:10.000, denominato Sezione rappresenta la 16ma parte
del foglio della Carta d'Italia alla scala 1:50.000. Ogni sezione è contraddistinta
da un nome di località seguito da un numero di sei cifre le cui prime tre
indicano il foglio alla scala 1:50000 in cui si trova, la quarta e la quinta cifra
(variabile da 01 a 16) precisano la posizione che occupa sul foglio al 50.000, e la
sesta cifra è sempre zero
ogni foglio alla scala 1:5000, denominato Elemento, è limitato dalle trasformate di
due paralleli e di due meridiani aventi rispettivamente una differenza di latitudine
di 1'30" e di longitudine di 2'30".
Ciascun elemento
rappresenta la quarta parte
di una Sezione ed è
contraddistinto da un nome
di località seguito da un
numero di sei cifre di cui le
prime cinque sono uguali a
quelle della Sezione a cui
l'elemento appartiene e la
sesta (variabile da 1 a 4)
precisa la posizione che
occupa nella Sezione