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Storia contemporanea I – Banti B – 2 – La

Russia rivoluzionaria
1. Le rivoluzioni:
a. la Russia dopo la guerra:
i. perdite: inefficienza dei comandanti e pessimi armamenti;
ii. insufficienza della produzione agricola e industriale: blocco navale inglese,
incursioni sottomarine tedesche, blocco dei Dardanelli, cattiva annata agricola;
b. la rivoluzione di febbraio:
i. agitazione degli operai industriali;
ii. sciopero del 18 febbraio per l’aumento dei salari;
iii. intervento dell’esercito (26 febbraio);
iv. ammutinamento di un intero reggimento (27 febbraio): gli insorti si impadroniscono
di Pietrogrado;
v. lo zar abdica (1° marzo) a favore del fratello, il granduca Michele: Michele
proclama di accettare la corona solo se offertagli da una Costituente;
vi. uscita di scena della dinastia dei Romanov;
vii. la Duma nomina un governo provvisorio presieduto da L’vov;ù
c. i compiti del governo provvisorio:
i. rinnovamento degli assetti istituzionali;
ii. problema della guerra: prosecuzione dell’impegno bellico;
d. i soviet:
i. formazione di comitati degli operai;
ii. volontà di arrivare alla pace;
iii. importanza del soviet di Pietrogrado, in mano ai menscevichi;
iv. posizione minoritaria dei bolscevichi;
v. il soviet di Pietrogrado: controllo di ferrovie, poste, telegrafi e delle forze armate
ribelli;
e. il ritorno di Lenin:
i. esilio dal 1907;
ii. favore per l’uscita della Russia dalla guerra;
iii. le Tesi di aprile sulla Pravda (4 aprile);
iv. rovesciamento del governo provvisorio e trasferimento del potere ai soviet;
v. uscita della Russia dalla guerra;
vi. nazionalizzazione di tutte le proprietà terriere;
vii. allontanamento dei bolscevichi da menscevichi e socialrivoluzionari;
f. il secondo governo provvisorio (inizio di maggio):
i. adesione di menscevichi e socialrivoluzionari;
ii. presidenza di L’vov;
iii. conservazione dell’influenza dei socialrivoluzionari nelle campagne;
iv. progressivo indebolimento delle posizioni mensceviche nel soviet di Pietrogrado;
v. organizzazione di una possente forza paramilitare bolscevica (le Guardie rosse);
g. l’ultima offensiva:
i. il ministro della guerra Kerenskij, socialista menscevico;
ii. sfascio dell’esercito;
iii. ultima offensiva in Galizia: disfatta disastrosa;
h. il governo Kerenskij:
i. tentativo di rivolta popolare di operai e soldati (inizio luglio);
ii. intervento di truppe fedeli al governo e fallimento della rivolta;
iii. dimissioni di L’vov e creazione di un governo Kerenskij;
iv. tentativo di colpo di Stato di Kornilov (26 agosto): intervento delle Guardie rosse;
i. l’affermazione dei bolscevichi:
i. apporto fondamentale alla sconfitta di Kornilov;
ii. radicamento dei bolscevichi a Pietrogrado;
iii. insurrezione bolscevica (24-25 ottobre): occupazione del Palazzo d’Inverno e arresto
dei membri del governo;
j. il potere bolscevico:
i. formazione del Consiglio dei commissari del popolo: Lenin presidente, Trotskij
ministro degli Esteri, Stalin ministro per le Questioni nazionali;
ii. avvio delle trattative con gli Imperi centrali per una pace senza annessioni né
indennizzi;
iii. confisca di tutte le proprietà terriere dei possidenti e della Chiesa e loro
distribuzione: auspicio di togliere il consenso delle campagne ai socialrivoluzionari
realizzando la riforma agraria;
k. la Costituente:
i. elezioni per l’Assemblea Costituente (25 novembre);
ii. sconfitta dei cadetti e dei menscevichi, maggioranza social rivoluzionaria;
iii. scioglimento con la forza della Costituente (gennaio 1918): premesse per la
costruzione di un regime dittatoriale a partito unico.
2. La guerra civile:
a. la pace di Brest-Litovsk (3 marzo 1918):
i. cessazione delle ostilità e avvio delle trattative di pace;
ii. consenso interno attorno ai bolscevichi;
iii. grave debolezza e durezza delle condizioni di pace: occupazione tedesca di
Finlandia, Estonia, Lituania, Lettonia, Ucraina, Polonia;
iv. spostamento della capitale a Mosca e approvazione del trattato di Brest-Litovsk;
b. le armate controrivoluzionarie bianche e gli eserciti dell’Intesa:
i. controrivoluzionari per la restaurazione dello zar;
ii. presenza di generali zaristi nel sud, attorno a Rostov;
iii. formazione della Legione cecoslovacca dei prigionieri in Siberia;
iv. minaccia di una marcia della Legione cecoslovacca su Ekaterinburg, dove è
prigioniero lo zar: esecuzione della famiglia reale (luglio 1918);
v. sbarco a Murmansk (aprile) e ad Arcangelo (agosto) di un corpo di spedizione
franco-inglese, per evitare l’avanzata tedesca in Finlandia;
vi. truppe zariste, nazionaliste estoni, lituane e lettoni in marcia verso Pietrogrado;
vii. formazione di truppe nazionaliste con l’appoggio tedesco in Ucraina;
c. la reazione comunista:
i. costituzione dell’Armata Rossa guidata da Trotskij;
ii. disciplina rigidissima e abolizione delle pratiche democratiche nell’esercito;
iii. reclutamento misto: coscrizione e volontariato, aperto anche alle donne;
iv. reintegrazione degli ufficiali zaristi, controllati da commissari politici e sottoposti al
ricatto;
d. la vittoria dell’Armata Rossa:
i. efficacia dello sforzo di Trotskij e inefficacia delle armate controrivoluzionarie:
assenza di un comando unificato e azione disorganica;
ii. rifiuto dei bianchi di riconoscere l’indipendenza di Finlandia, Lituania, Estonia,
Lettonia;
iii. capovolgimento delle sorti della guerra (1919) e vittoria definitiva dei bolscevichi
(1920);
e. la guerra con la Polonia (1920-21):
i. attacco militare della Polonia alla Russia;
ii. contenimento dell’attacco polacco: cessione di ampie parti di Bielorussia e Ucraina
alla Polonia;
iii. riconquista della Crimea, del Caucaso e di aree di confine con Persia e Afghanistan.
3. I comunisti al potere:
a. l’economia:
i. annullamento dei debiti con l’estero;
ii. espropriazione e nazionalizzazione delle fabbriche;
b. il comunismo di guerra:
i. requisizione di viveri e rifornimenti nelle campagne, talvolta con compensi decisi
unilateralmente;
ii. requisizione di negozi e ristoranti: gestione municipale dei beni alimentari;
iii. razionamento e controllo statale: tessere annonarie;
iv. fioritura del mercato nero e violenta repressione da parte della Ceka;
v. necessità di approntare un apparato burocratico nutrito e un organismo centrale
egemone;
vi. malcontento delle campagne e dei socialrivoluzionari: soppressione di tutti gli
organi rappresentati delle campagne;
c. la Costituzione del luglio 1918:
i. attribuzione del potere ai soviet;
ii. suffragio universale, ma non per i nemici dello Stato;
iii. il voto degli operai vale più di quello dei contadini;
d. la costruzione del regime:
i. persecuzione dei membri degli altri partiti;
ii. il terrore rosso: distruzione delle opposizioni;
iii. instaurazione di un regime politico a partito unico;
e. il Comintern (terza Internazionale):
i. favorire la diffusione della rivoluzione comunista;
ii. adesione dei partiti al modello bolscevico: rottura con gli altri partiti della sinistra e
difesa delle ragioni bolsceviche;
iii. adesione di diversi partiti europei;
f. insurrezione della base navale di Kronštadt contro il comunismo di guerra: reazione dura del
governo;
g. la Nuova politica economica:
i. abolizione della requisizione dei grani e sostituzione con un’imposta fissa in natura;
ii. possibilità di vendere le eccedenze sul mercato;
iii. arricchimento dei kulaki o di commercianti particolarmente intraprendenti;
iv. voci di protesta;
h. la leadership e l’assetto istituzionale:
i. un ictus colpisce Lenin (1922), che smette di operare (1923) e infine muore (21
gennaio 1924);
ii. lotta alla successione;
iii. proclamazione dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche;
iv. rimodulazione delle strutture istituzionali: la nuova Costituzione (1924);
v. federazione di repubbliche;
vi. il potere è affidato al Congresso dei Soviet dell’Unione, i cui rappresentanti sono
eletti da un’unica lista e designati dall’unico partito legale;
vii. organismi direttivi del Partito comunista: segretario generale e Comitato centrale;
i. la successione di Stalin:
i. Stalin diventa segretario generale del Partito comunista (1922);
ii. il testamento politico di Lenin: dure critiche al comportamento brutale e autoritario
di Stalin;
iii. il testamento di Lenin non è reso pubblico: Stalin continua a guidare il partito;
iv. la tesi di Trotskij: la rivoluzione permanente, da esportare in Europa e nel mondo;
v. la tesi di Stalin: il socialismo in un solo paese e la necessità di consolidare i risultati
della rivoluzione;
vi. riconoscimenti ufficiali dell’Urss da parte delle potenze occidentali;
vii. favore di Stalin per la Nep, inclinazione di Trotskij per una politica più dirigista;
viii. la sconfitta di Trotskij: allontanamento dal governo (1925), espulsione dal partito
(1927), deportazione in Kazakistan (1928) ed esilio dall’Urss (1929);
ix. ruolo egemone di Stalin: principale dirigente del Partito e dell’Urss;
x. inesistenza di opposizioni: società monistica.
4. Donne nuove, famiglie nuove:
a. la legislazione sulle donne:
i. diritto di voto (1917);
ii. legislazione innovativa nel diritto di famiglia;
iii. divorzio consensuale ed eguaglianza assoluta tra uomini e donne;
iv. matrimonio civile;
v. legislazione speciale per le zone musulmane: abolizione della poligamia, del velo e
del matrimonio delle bambine;
vi. gratuità dell’assistenza ospedaliera per le partorienti;
vii. liberalizzazione dell’aborto;
viii. il Codice di famiglia (1926): riconoscimento delle unioni extraconiugali;
ix. incremento delle donne nel mondo del lavoro;
b. la destrutturazione delle relazioni familiari:
i. liberazione dei giovani dall’influenza pedagogica delle famiglie;
ii. l’opera di Alexandra Kollontaj: la grande famiglia proletaria al posto della famiglia
tradizionale;
iii. azione della scuola: istruzione obbligatoria fino a quindici anni, privilegiamento
delle materie tecniche e del marxismo sulle materie umanistiche;
iv. grandissimo sconvolgimento dei nuclei familiari: deragliamento completo;
v. guerra civile e legislazione familiare: notevole crescita dei nuclei familiari
incompleti e del numero di donne sole in difficoltà;
c. il vagabondaggio:
i. le donne sole e i figli: aborto, orfanotrofi, abbandono;
ii. le bande di bambini: accattonaggio, furto, omicidio, prostituzione.
5. Paura e consenso:
a. il sistema di governo:
i. dittatura a partito unico istituzionalizzata dalla Costituzione del 1924;
ii. coercizione e ricorso al terrore rosso;
iii. consenso e paura;
b. i vantaggi del sistema comunista:
i. facile accettazione del sistema autoritario in una società che non ha mai conosciuto
una reale dialettica politica;
ii. vantaggi economici e sociali immediati a operai e contadini: acquisizione di
prestigio;
iii. la Nep: arricchimento di alcuni contadini;
iv. ambivalenza dell’esperienza femminile: apprezzamento per le nuove normative;
v. vantaggi in cambio di fedeltà politica: il clientelismo d’apparato;
c. i nemici:
i. identificazione di nemici interni ed esterni: doppia guerra contro bianchi e stranieri;
ii. tecnica di governo fondata sistematicamente sulla ricerca dei traditori e dei nemici;
iii. la geometria variabile: gli amici possono diventare nemici;
iv. purghe politiche: socialrivoluzionari, menscevichi, oppositori interni;
v. la spinta della paura: introiezione di norme e comportamenti;
d. la sacralizzazione:
i. analogie tra il Partito e una Chiesa: testi sacri, santi, icone;
ii. la verità: il Partito come depositario unico (il giornale è la Pravda) e le accuse di
eterodossia agli oppositori interni;
iii. la sacralizzazione rituale;
iv. la scristianizzazione: esproprio delle terre ecclesiastiche, separazione tra Stato e
Chiesa, divieto dell’insegnamento religioso nelle scuole, proibizione della stampa di
materiale religioso, chiusura di luoghi di culti;
v. il culto parareligioso di Lenin: sacralizzazione e militarizzazione della politica;
vi. l’imbalsamazione di Lenin e la dimensione metafisica del partito-ecclesia:
costruzione di un Paradiso in Terra e senso della morte;
vii. immortalità del morto giusto: conservazione della memoria, fisicamente significata
dalla salma di Lenin.