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Storia contemporanea I – Banti B – 1 – La

Grande Guerra
1. L’estate 1914:
a. gli intellettuali: favore per la guerra e arruolamenti;
b. i socialisti:
i. approvazione dei crediti di guerra o ingresso in maggioranze di coalizione;
ii. uccisione di Jean Jaurès, pacifista (31 luglio);
iii. scioglimento di fatto della seconda Internazionale;
c. le conseguenze della guerra:
i. 10 milioni di morti;
ii. feriti e mutilati;
iii. devastazioni economiche e sociali;
d. l’idea della guerra:
i. fiducia in una guerra breve;
ii. grafica della propaganda e cultura occidentale: guerra come scontro cavalleresco;
iii. ideali nazional-patriottici: difesa della patria e dell’onore.
2. La brutalità della guerra:
a. il combattimento:
i. l’errore di valutazione della guerra di movimento;
ii. la guerra di trincea: fronti lunghi, ben fortificati;
iii. disponibilità di armi sofisticate;
iv. ricerca dell’attacco che sfondi le linee nemiche: grande numero di caduti;
b. le nuove armi:
i. la mitragliatrice;
ii. i cannoni;
iii. le granate (bombe a frammentazione);
iv. i gas asfissianti e le maschere antigas;
v. gli aerei da combattimento: bombardamento di posizioni nemiche e duelli in aria;
c. la trincea: condizioni igieniche impossibili;
d. la propaganda:
i. esasperazione dei toni;
ii. successo dell’appello al patriottismo bellicista: arruolamento di volontari;
iii. difesa della propria terra e disprezzo o timore per gli altri;
e. i civili:
i. aggressioni e maltrattamenti;
ii. descrizione dei nemici come mostruosi e pericolosi;
iii. degradazione del nemico: vignette di guerra;
f. le allucinazione collettive:
i. diffusione di false notizie;
ii. le riflessioni Marc Bloch: rappresentazioni collettive appartenenti al linguaggio
nazional-patriottico prebellico;
iii. intima fusione tra la tradizione cristiana e l’ideale del sacrificio affrontato in nome
della nazione;
g. la brutalità:
i. brutalizzazione della mentalità europea: assuefazione alla violenza;
ii. passaggio delle fantasie ottocentesche alla realtà;
h. il genocidio degli armeni:
i. ostilità storica della Turchia contro la Russia: speranza di riconquistare il Caucaso;
ii. trasferimento delle popolazioni armene dal fronte alla Siria: truppe speciali e
violenze indescrivibile;
iii. genocidio pianificato o morti causati dal trasferimento: eliminazione, di fatto;
i. i partiti socialisti:
i. la conferenza di Zimmerwald (settembre 1915);
ii. la conferenza di Kienthal (aprile 1916);
iii. appello all’internazionalismo proletario e alla rivoluzione antiborghese: trasformare
la guerra in rivoluzione;
j. il papa Benedetto XV (1914-22):
i. contrarietà alla guerra;
ii. invito alla pace senza annessioni né indennità (1917).
3. Disagi e ribellioni:
a. impiego massiccio delle donne come forza lavoro;
b. controllo statale sul sistema economico:
i. direzione delle importazioni;
ii. regolazione del mercato alimentare;
c. le industrie:
i. produzione di materiale bellico;
ii. profitti degli imprenditori, crescita dei salari;
d. le zone rurali e la crescita dei prezzi dei prodotti agricoli:
i. diminuzione della produzione;
ii. priorità dell’approvvigionamento degli eserciti;
iii. emissione di cartamoneta: inflazione;
e. il 1917:
i. difficoltà per gli Imperi centrali, la Russia e l’Italia, prive di colonie;
ii. scoppio di rivolte, insubordinazioni, scioperi;
iii. tra i civili: rincaro dei prezzi e scioperi;
iv. sul fronte: attacchi «a caso» ed episodi di ammutinamento o autolesionismo;
v. punizione severa di un certo numero di soldati;
vi. rivoluzione in Russia.
4. Le prime fasi della guerra (1914-15):
a. gli schieramenti:
i. l’Intesa: Francia, Regno Unito, Russia, Serbia;
ii. gli Imperi centrali: Austria, Germania, Turchia;
b. l’offensiva tedesca sul fronte occidentale:
i. occupazione del Belgio e attacco alla Francia;
ii. avanzamento dell’offensiva fin quasi a Parigi;
iii. controffensiva francese: i tedeschi sono fermati;
iv. stabilizzazione del fronte: Ypres, Arras, Reims, Verdun;
c. il fronte orientale:
i. offensiva russa iniziale;
ii. controffensiva tedesche: vittorie di Tannenberg e dei Laghi Masuri;
iii. invasione tedesca della Polonia, invasione russa della Galizia;
d. dalla guerra di movimento alla guerra di trincea
e. i nuovi interventi:
i. la Bulgaria (ottobre 1915) al fianco degli Imperi centrali;
ii. l’Italia al fianco dell’Intesa (maggio 1915).
5. L’Italia dalla neutralità all’intervento:
a. i motivi della neutralità allo scoppio della guerra:
i. carattere difensivo della Triplice alleanza, e mancato avviso preventivo all’Italia;
ii. incertezza del governo sulla possibilità di ottenere dall’Austria le terre irredente;
iii. impreparazione militare e possibili attacchi della marina britannica;
b. i neutralisti:
i. liberali giolittiani;
ii. socialisti;
iii. mondo cattolico;
c. gli interventisti:
i. interventisti democratici (Salvemini): lotta dell’Italia contro gli Imperi centrali, per
la democrazia e contro l’autoritarismo;
ii. interventisti rivoluzionari, ex sindacalisti, socialisti o anarchici (Mussolini, ora
direttore del Popolo d’Italia);
iii. l’interventismo liberale di Albertini (Corriere della Sera), Salandra, Sonnino:
calcoli di politica intera antigiolittiana e antisocialista;
iv. l’interventismo nazionalista;
d. la svolta:
i. il governo Salandra intavola trattative segrete bilaterali con entrambi gli
schieramenti;
ii. le potenze dell’Intesa: concessione delle terre irredente, del Tirolo meridionale,
dell’Istria, della Dalmazia, dell’Albania e di una provincia turca;
iii. stipula del patto di Londra (26 aprile 1915);
iv. maggioranza neutralista dei deputati: Salandra rassegna le dimissioni (13 maggio
1915);
v. il tour patriottico di d’Annunzio e degli altri interventisti;
vi. le «giornate di maggio»: manifestazioni dei gruppi nazionalisti e interventisti;
vii. riconferma dell’incarico a Salandra e conferimento al governo dei pieni poteri in
caso di guerra (20 maggio);
viii. neutralità dei socialisti e dei liberali giolittiani;
ix. dichiarazione di guerra (23 maggio) e apertura delle ostilità contro l’Austria.
6. Trincee e assalti (1915-17):
a. ingresso in guerra di Portogallo, Romania e Grecia con l’Intesa;
b. il fronte italiano:
i. offensive italiane lungo l’Isonzo e sul Carso (1915);
ii. la Strafexpedition (1916): avanzamento degli austriaci e resistenza italiana;
iii. caduta del governo Salandra e formazione del governo Boselli di coalizione
nazionale;
c. il fronte occidentale:
i. offensiva tedesca di Verdun (1916);
ii. contrattacco anglo-francese sulla Somme: mancanza di risultati apprezzabili;
d. il fronte orientale:
i. occupazione tedesca della Polonia (1915);
ii. occupazione e definitiva sconfitta della Serbia;
iii. fallito tentativo franco-inglese di sbarco a Gallipoli, sui Dardanelli (1915-16);
e. la guerra sul mare:
i. attacchi tedeschi a tutte le navi, anche civili, battenti bandiera inglese e francese:
indebolimento delle flotte nemiche e disturbo dei traffici commerciali;
ii. riorganizzazione della Marina britannica e blocco navale dl Mare del Nord;
iii. la guerra sottomarina tedesca e l’affondamento del Lusitania (1915): proteste del
governo statunitense;
iv. vittoria tedesca dello Jutland (1916), ma mancata interruzione del blocco navale.
7. La fase conclusiva (1917-18):
a. il rilancio della guerra sottomarina e la reazione degli USA: entrata in guerra (aprile 1917);
b. i motivi dell’intervento statunitense:
i. retorica della lotta alla barbarie e della difesa della democrazia;
ii. legami dell’economia statunitense con i paesi dell’Intesa: armi e prestiti;
iii. intervento a tutela e garanzia degli interessi economici nordamericani in Europa;
iv. scarso entusiasmo nel paese: dall’esercito volontario alla coscrizione obbligatoria;
v. arrivo dei soldati statunitensi sul fronte nella primavera 1918;
c. il fronte orientale:
i. prima rivoluzione russa e abdicazione dello zar (marzo 1917);
ii. seconda rivoluzione russa: formazione della Repubblica socialista;
iii. il trattato di Brest-Litovsk con la Germania (3 marzo 1918);
iv. crollo del fronte russo e spostamento di truppe sul fronte occidentale;
d. il fronte italiano:
i. sfondamento del fronte italiano a Caporetto (24 ottobre 1917);
ii. fuga disordinata e resistenza sul fiume Piave;
iii. sostituzione di Cadorna con Armando Diaz: buon sistema di propaganda e
miglioramento delle condizioni dei soldati al fronte;
iv. caduta del governo Boselli e formazione del governo Orlando;
e. il fronte occidentale:
i. grande offensiva tedesca contro i francesi, contemporaneamente a un’offensiva sul
Piave;
ii. mancato sfondamento dei fronti francese e italiano;
f. il 1918:
i. arrivo dei soldati statunitensi;
ii. controffensiva sul fronte occidentale con l’uso dei carri armati: avvio delle trattative
per l’armistizio (settembre 1918);
iii. resa di bulgari e turchi;
iv. offensiva italiana di Vittorio Veneto (24 ottobre 1918) e armistizio con l’Austria (3
novembre, entrata in vigore il 4 novembre);
v. arenamento delle trattative sul fronte occidentale;
g. il crollo della Germania:
i. scoppio di una rivoluzione a Berlino (9 novembre 1918): il socialdemocratico Ebert
è proclamato presidente;
ii. fuga di Guglielmo II e proclamazione della Repubblica;
iii. firma dell’armistizio di Rethondes (11 novembre 1918).
8. Le conseguenze geopolitiche della guerra:
a. i 14 punti di Wilson (gennaio 1918):
i. libertà di navigazione;
ii. rinuncia alla diplomazia segreta;
iii. disarmo generale;
iv. reintroduzione del liberismo;
v. autodeterminazione dei popoli;
vi. creazione di un organismo internazionale a tutela della pace;
vii. pace senza vincitori: nessuna rivalsa vendicativa;
viii. contrarietà dei delegati delle potenze vincitrici;
b. la conferenza di pace di Versailles (1919):
i. crollo dell’Impero zarista e affermazione della Repubblica socialista in Russia;
ii. crollo dell’Impero tedesco e proclamazione della Repubblica democratica;
iii. crollo dell’Impero austro-ungarico: disagio socioeconomico, nazionalismi,
abdicazione di Carlo I (11 novembre 1918);
iv. crollo dell’Impero ottomano;
c. la situazione in Oriente:
i. ribellione di tutta l’area araba: lo sceicco della Mecca e gli aiuti britannici;
ii. la dichiarazione Balfour: la national home per il popolo ebraico;
iii. controllo britannico della Palestina;
iv. occupazione strategica di alcune aree dell’Impero, in Medio Oriente e in Turchia;
d. la Repubblica tedesca:
i. restituzione dell’Alsazia e della Lorena alla Francia;
ii. cessione di Slesia, Posnania e Pomerania alla Polonia;
iii. enclave tedesca nel territorio polacco e corridoio di Danzica, città libera;
iv. spartizione delle colonie tedesche tra Regno Unito, Francia e Giappone;
v. abolizione della coscrizione obbligatoria e riduzione delle forze militari e della
flotta;
vi. smilitarizzazione della Renania;
vii. indennità di guerra;
e. l’Austria e i nuovi Stati:
i. emersione della Repubblica d’Austria e della Repubblica ungherese;
ii. formazione del Regno di Jugoslavia;
iii. formazione del Regno di Romania e della Repubblica di Cecoslovacchia (Boemia,
Moravia, Slovacchia);
iv. cessione delle terre irredente (Trento e Trieste) e dell’Istria all’Italia, ma non della
Dalmazia;
f. la Russia:
i. mancato riconoscimento della repubblica socialista;
ii. indipendenza di Finlandia, Estonia, Lituania, Lettonia;
g. l’Irlanda:
i. concessione dell’Home Rule (1914);
ii. diritto dell’Ulster di dissociarsi dall’Irlanda autonoma;
iii. applicazione della legge rimandata a causa della guerra;
iv. rivolta di Dublino (Pasqua 1916): proclamazione della Repubblica d’Irlanda;
v. mancato scoppio di una rivolta generale e repressione da parte dell’esercito:
ravviamento dei sentimenti nazionalisti;
vi. collegamento tra il Sinn Fein e i gruppi paramilitari, sostegno della Chiesa cattolica;
vii. elezioni del dicembre 1918: schiacciante vittoria del Sinn Fein sul Partito
parlamentare, favorevole all’Home Rule;
viii. autocostituzione di un’Assemblea nazionale irlandese e indipendenza dell’Irlanda;
ix. guerra civile tra l’Ira e l’esercito britannico (1919-21);
x. la pace (1921): formazione dello Stato Libero d’Irlanda, che è un dominion
britannico e non comprende l’Ulster;
xi. grave spaccatura in Irlanda e guerra civile tra favorevoli e contrari ai termini del
trattato (1922-23): vittoria del governo dello Stato Libero;
h. la Turchia:
i. idea dell’Intesa: smembramento e occupazione dell’Impero;
ii. l’azione di Mustafà Kemal: rilancio del nazionalismo turco (1919) e raduno delle
forze armate (1920);
iii. contestazione del trattato di pace di Sèvres: fine dell’Impero ottomano,
internazionalizzazione degli Stretti, cessione di Smirne e delle isole dell’Egeo alla
Grecia, e di Rodi all’Italia;
iv. attacco dei greci verso Ankara ed efficace controffensiva di Kemal (1921): violenze
sui civili;
v. la popolazione greca è scacciata con indicibili violenza dalla Turchia;
vi. firma di un armistizio (1922): riconoscimento dello Stato indipendente turco e
mantenimento dell’unità territoriale;
vii. decadenza del sultano e costituzione della Repubblica di Turchia (1923);
viii. il trattato di Losanna (1923): deportazione di turchi in Turchia e di greci in Grecia;
i. il Medio Oriente:
i. controllo della Francia su Siria e Libano;
ii. controllo inglese su Palestina, Transgiordania, Iraq e Kuwait;
iii. rapporti diplomatici privilegiati del Regno Unito con l’Arabia Saudita e lo Yemen;
j. la Società delle Nazioni:
i. fallimento dei 14 punti di Wilson: autodeterminazione dei popoli solo parziale,
durezza delle condizioni di pace imposte alla Germania;
ii. istituzione della Società delle Nazioni (gennaio 1920);
iii. rispetto dell’integrità territoriale e dell’indipendenza politica degli stati membri;
iv. divieto del ricorso alla guerra per la risoluzione dei contenziosi internazionali:
sanzioni economiche;
v. il Consiglio direttivo: cinque membri permanenti (Stati Uniti, Gran Bretagna,
Francia, Italia, Giappone) e quattro temporanei;
vi. mancata adesione degli Stati Uniti: autonomia dalla politica europea;
vii. organismo incredibilmente debole.