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Storia contemporanea I – Banti A – 11 – Le

classi sociali
1. Borghesi e proletari:
a. la borghesia imprenditoriale: fabbriche, ferrovie, miniere, comunicazioni, banche;
b. il Manifesto del partito comunista di Marx ed Engels (1848):
i. borghesia come classe rivoluzionaria: trasformazioni economiche, globalizzazione e
liberalizzazione dei mercati;
ii. impronta cosmopolitica della produzione e del consumo, materiale come
intellettuale;
iii. tutte le nazioni sono costrette ad adottare il sistema di produzione della borghesia, se
non vogliono andare in rovina;
iv. fattori di debolezza: crisi di sovrapproduzione (eccesso nell’offerta dei beni: merci
invendute, investimenti non fruttuosi, disoccupazione) e formazione del proletariato
di fabbrica;
v. società duale, dominata da due grandi classi in aspra lotta tra loro;
c. i primi conflitti di classe:
i. divario di ricchezze e pessime condizioni di vita degli operai;
ii. prime forme di organizzazione operaia;
iii. moti luddisti (1799 e 1811-13): distruzione delle macchine;
iv. formazione di società di mutuo soccorso e poi di sindacati (Trade Unions);
v. lo sciopero come forma di protesta: riconoscimento legale progressivo (Inghilterra,
1825);
d. le differenze interne alle classi:
i. errore nell’analisi di Marx ed Engels: le classi sociali non sono gruppi naturalmente
compatti;
ii. coesione attraverso l’azione e la propaganda politica, non attraverso processi sociali;
iii. differenze nazionali, soprattutto in ambiente operaio;
iv. differenze confessionali, talvolta riflettentisi anche in differenze politiche;
v. retorica della concorrenza: donne e bambini, diversi settori;
vi. la coesione dei gruppi sociali non è un effetto naturale, ma un prodotto
dell’organizzazione politica;
e. gli altri raggruppamenti sociali:
i. i liberi professionisti:
1. notai, avvocati, medici, ingegneri;
2. ottima educazione, redditi buoni;
ii. il ceto medio: funzionari, impiegati, insegnanti, commercianti, artigiani;
f. mobilità e stabilità sociale:
i. mobilità sociale: i borghesi sono nuovi ricchi;
ii. strumenti di controllo sociale: repressione, ma anche differenziazione dei quartieri
per gruppi sociali e scarse possibilità di incontro.
2. Proprietari e contadini:
a. il lavoro agricolo:
i. aumento della popolazione urbana, ma permanenza della dominante agricola;
ii. addensamento delle maggiori ricchezze in aree rurali: i proprietari terrieri
possiedono i maggiori patrimoni;
b. le novità:
i. natura delle culture;
ii. dimensioni, distribuzione, proprietà;
c. le proprietà:
i. grande proprietà: Inghilterra, Penisola iberica, Italia meridionale, Europa centro-
orientale, Russia;
ii. piccola proprietà contadina: Francia (Codice Napoleone e divisione paritaria dei
beni tra gli eredi);
d. i residui feudali:
i. abolizione delle giurisdizioni feudali;
ii. abolizione della servitù della gleba: da contadini soggetti legati per nascita a un
proprietario e individui liberi;
iii. i contadini diventano sudditi come tutti gli altri: polizia, magistrati, amministratori
statali;
iv. eguaglianza di fronte alla legge, non necessariamente accompagnata da un
miglioramento delle condizioni materiali.
3. Strategie della distinzione:
a. la nobiltà:
i. il caso dell’Inghilterra: i pari (o lord) e la Camera dei Lord;
ii. cancellazione generalizzata dei privilegi giuridici;
iii. da una società di ceti a una società di individui: uguaglianza di tutti di fronte alla
legge;
b. l’ossessione della differenza:
i. creazione di barriere immateriali per mantenere le ineguaglianze;
ii. strategie della distinzione: linguaggio e comportamenti.