You are on page 1of 3

Storia contemporanea I – Banti A – 13 – Il

modello parlamentare: Gran Bretagna e
Irlanda
1. Dall’inizio dell’Ottocento alla riforma elettorale del 1832:
a. la stabilità istituzionale:
i. diarchia re-Parlamento;
ii. fissità del quadro politico: schieramenti tory e whig;
iii. i tory: conservazione dell’identità e delle tradizioni e favore dell’opinione pubblica;
iv. i whig: simpatia iniziale per la Rivoluzione francese con conseguenze negative;
b. l’egemonia tory (1794-1830):
i. conduzione delle guerre contro Napoleone;
ii. introduzione delle Corn Laws (1815): dazi sull’importazione dei cereali, a tutela
della produzione agricola nazionale;
c. la questione della riforma elettorale:
i. sottorappresentazione dei protagonisti della rivoluzione industriale: imprenditori,
mercanti, banchieri;
ii. non problema di censo, ma di circoscrizioni elettorali: mancato aggiornamento
secondo gli spostamenti della popolazione;
iii. i «borghi putridi» e le pratiche clientelari;
iv. campagna whig guidata da Charles Grey per la riforma elettorale (1829);
d. la questione irlandese:
i. costituzione del Regno Unito (1801);
ii. formazione di organizzazioni cattoliche in Irlanda per l’abolizione dei Test Acts, che
impediscono ai cattolici di partecipare alla vita politica;
iii. questione sociale, oltre che religiosa;
iv. i provvedimenti di Wellington: emancipazione dei protestanti dissidenti (1828) e dei
cattolici (1829);
e. la vittoria dei whig:
i. permanere delle tensioni in Irlanda;
ii. emancipazione dei cattolici e crisi interna al partito tory;
iii. vittoria elettorale dei whig (1830);
f. il Reform Act (1832):
i. ridefinizione delle circoscrizioni elettorali;
ii. ampliamento del corpo elettorale al 4% della popolazione;
iii. mutamento nel profilo sociale del corpo elettorale: borghesia capitalistica delle aree
industriali;
iv. dichiarazione esplicita dell’esclusione delle donne dal suffragio.
2. La regina Vittoria (1837-1901):
a. le funzioni:
i. delega di molte incombenze al marito;
ii. morte del marito (1861) e mantenimento di un profilo pubblico controllato;
b. immagine di buona madre di famiglia prima che di personaggio politico: grandissima
popolarità.
3. La lotta politica dal 1832 al 1852:
a. la legislazione sociale:
i. istituzione di una Commissione d’inchiesta sull’impiego dei bambini nelle fabbriche
ed emanazione del Factories Regulation Act (1833):
1. proibizione dell’impiego di minori di nove anni;
2. proibizione del lavoro notturno per i minori di diciotto anni;
3. nove ore come orario di lavoro massimo per i minori di tredici anni;
4. proibizione dei maltrattamenti sui bambini;
ii. il Poor Law Amendment Act (1834):
1. riforma del sistema assistenziale;
2. abolizione dei sussidi temporanei elargiti dalle parrocchie;
3. trasformazione delle workhouses in istituti di reclusione, con regole ferree;
4. impulso a cercare lavoro fuori dalle workhouses;
b. la questione delle Corn Laws:
i. necessità per i conservatori (ex tory) di contrastare l’azione riformatrice messa in
atto dai whig: politiche decise e dinamiche;
ii. governo conservatore di Robert Peel (1841-46);
iii. il Factory Act (1844): riduzione dell’orario di lavoro per donne e bambini e
stabilimento di standard di sicurezza;
iv. formazione dell’Anti-Corn Laws League di Richard Cobden: campagna
extraparlamentare;
v. effetti dell’abolizione dei dazi: maggiore offerta di cereali sul mercato,
abbassamento dei prezzi, ridimensionamento dei salari operai e dei costi di
produzione, aumento di competitività dei beni industriali;
vi. favore dei gruppi meno agiati e degli industriali per l’abolizione delle Corn Laws,
opposizione i proprietari terrieri, affittuari, contadini e lavoranti agricoli;
vii. crisi agricola in Irlanda (1845);
viii. il tentativo politico di Peel: fiducia nel legame tradizionale delle circoscrizioni rurali
verso i conservatori e tentativo di allargamento verso le classi imprenditoriali;
ix. abolizione delle Corn Laws (1846);
x. spaccatura nello schieramento conservatore e crollo del governo: Peel e i suoi
seguaci abbandonano il gruppo conservatore e, dopo la morte di Peel (1850),
confluiscono tra i whig.
4. Le pratiche clientelari:
a. le campagne elettorali:
i. rappresentanza virtuale: inclusione simbolica anche degli esclusi dal suffragio;
ii. la nuova politica: identificazione di temi ritenuti significativi per il proprio elettorato
potenziale;
iii. campagne propagandistiche: costituzione di associazioni, stampa, manifestazioni
pubbliche;
b. gli schieramenti parlamentari:
i. non partiti politici, ma raggruppamenti informali di individui sotto una guida, con
una certa libertà interna di movimento;
ii. base elettorale di tipo clientelare;
c. il sistema clientelare:
i. scambio di favori tra un candidato e gli elettori;
ii. voto palese fino al 1872: facilità nel controllare l’operato degli elettori;
iii. le aree rurali:
1. legame di deferenza e riconoscenza tra proprietario terrieri e affittuari;
2. candidatura del solo proprietario terriero, dotato di grande autorità;
iv. le aree urbane: rapporti di deferenza meno efficaci e ricorso alla corruzione;
v. un’ulteriore risorsa clientelare: l’attribuzione di incarichi ben retribuiti ai propri
sostenitori.
5. Il movimento cartista (1838-48):
a. modello ideale della competizione elettorale: confronto di opinioni, non rapporti di forza;
b. critica ai limiti del sistema elettorale stabilito dalla riforma del 1832: movimento emanante
dai sindacati e dalla classe operaia;
c. la Carta del Popolo (1838) dell’Associazione dei Lavoratori di Londra:
i. suffragio universale;
ii. voto segreto;
iii. abolizione del requisito di censo per l’ammissione in Parlamento;
iv. indennità di presenza ai membri del Parlamento;
v. risoluzione degli squilibri nella distribuzione delle circoscrizioni elettorali;
vi. elezioni annuali per fronteggiare la corruzione;
d. il movimento cartista:
i. nuove tecniche comunicative: petizioni e manifestazioni di piazza;
ii. molte adesioni, ma non nelle élite politiche;
iii. velleità insurrezionali: repressione preventiva del movimento (1848);
iv. movimento interno alle logiche della rappresentanza parlamentare: i cartisti non
vogliono abbattere il Parlamento ma riformarlo;
v. fascino e rispetto dell’opinione pubblica britannica per il Parlamento: elemento
profondo di identità nazionale.
6. Conservatori contro liberali (1852-74):
a. i protagonisti della discussione politica:
i. repressione del cartismo;
ii. egemonia di conservatori e liberali;
iii. secondarietà del movimento operaio e dei sindacati;
b. l’ampliamento del corpo elettorale:
i. proposta di riforma del liberale Gladstone (1866): opposizione del Parlamento;
ii. spaccatura interna ai liberali e formazione di un governo conservatore di cui è
membro Benjamin Disraeli;
iii. seconda legge di riforma elettorale (1867): modificazione della distribuzione dei
seggi tra le circoscrizioni e allargamento del suffragio all’8% della popolazione;
iv. sconfitta dei conservatori e formazione di un governo liberale guidato da Gladstone;
c. le dinamiche politiche:
i. aumento delle dimensioni dell’elettorato e necessità di forme organizzative
permanenti;
ii. nascita di associazioni conservatrici: l’Unione nazionale conservatrice e l’Ufficio
centrale conservatore;
iii. prima formazione di partiti politici: strutture organizzative stabili fuori dal
Parlamento, organi direttivi, statuti, programma, vincolo di fedeltà;
iv. dallo scontro di opinioni allo scontro tra due figure-simbolo opposte: Disraeli e
Gladstone;
d. il governo Gladstone (1868-74):
i. lotta contro la corruzione e leggi di riforma;
ii. istituzione del concorso per l’accesso ai posti pubblici: fine delle nomine arbitrarie;
iii. sostituzione del voto palese con il voto segreto (1872);
iv. istituzione di una Commissione sanitaria centrale: attuazione dei regolamenti adatti
alla tutela dell’igiene e della salute pubblica;
v. l’Education Act (1870): istituzione di scuole elementari pubbliche, obbligatorie dal
1876.