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Storia contemporanea I – Banti A – 15 –

L’unificazione tedesca e le sue
conseguenze
1. La Prussia dopo il 1848-89:
a. la Costituzione prussiana:
i. monarchia costituzionale;
ii. preminenza del sovrano sul Parlamento;
iii. bicameralismo: Senato ereditario e di nomina regia, Camera elettiva a suffragio
universale secondo il Dreiklassenwahlsystem;
b. la società:
i. alleanza tra i proprietari terrieri nobili delle regioni orientali (Junker): ruoli politici,
diplomatici, militari;
ii. permanenza delle giurisdizioni feudali: nomina di funzionari di polizia e magistrati;
iii. autorità degli Junker sulle popolazioni rurali: elezioni a suffragio palese;
iv. le aree urbane: maggiore sviluppo economico e demografico, radicamento
dell’opinione liberale;
c. l’esercito:
i. sistema della quantità: coscrizione universale obbligatoria;
ii. periodo di ferma biennale, seguito da due anni di riserva e quattordici di milizia
territoriale;
iii. buon addestramento;
iv. effetti nazionalizzanti dell’esercito: doveri di cittadini;
v. partecipazione alla vita politica: il servizio militare non è sentito solo come
un’imposizione.
2. Le guerre di unificazione (1864-70):
a. l’ascesa di Bismarck (1862):
i. morte di Federico Guglielmo IV e ascesa di Guglielmo I (1861);
ii. riorganizzazione e potenziamento tecnologico dell’esercito: crisi politico-
costituzionale;
iii. sostegno della destra conservatrice e del sovrano a Bismarck: approvazione del
piano per l’aumento delle spese militari e della pressione fiscale;
iv. potenziamento dell’autorità del re a danno del Parlamento;
b. il potenziamento dell’esercito:
i. produzioni belliche fornite da industrie siderurgiche e meccaniche;
ii. impulso alla produzione industriale: Zollverein (1834) esteso a tutta l’area
germanica (esclusa l’Austria);
iii. ottime attrezzature militari;
c. la guerra dei ducati (1864):
i. crisi interna al Regno danese;
ii. maggioranza tedesca della popolazione di Schleswig e Holstein;
iii. alleanza della Prussia con l’Austria;
iv. conquista di Schleswig e Holstein e resa danese (gennaio-agosto 1864);
v. affidamento dello Schleswig alla Prussia e dello Holstein all’Austria;
d. la guerra austro-prussiana (1866):
i. progetto prussiano: Stato egemone dell’intera area tedesca;
ii. tensione tra Austria e Prussia per l’amministrazione dei ducati danesi;
iii. alleanza della Prussia con l’Italia e la Sassonia e neutralità della Francia,
iv. esercito austriaco organizzato secondo il criterio della qualità;
v. vittoria prussiana a Sadowa;
vi. annessione di Schleswig, Holstein, Assia-Cassel e Hannover alla Prussia;
vii. formazione di una nuova Confederazione della Germania del Nord, dominata dalla
Prussia;
e. la preparazione della guerra contro la Francia:
i. entusiasmo dell’opinione pubblica tedesca;
ii. sanatoria sui bilanci militari degli anni precedenti;
iii. tentativi di accordo tra Napoleone III e l’Austria e la Russia in funzione
antiprussiana;
iv. crisi dinastica spagnola e possibilità di una successione Hohenzollern;
v. sottovalutazione del potenziale militare prussiano da parte francese;
vi. il caso del telegramma di Ems (luglio 1870);
f. la guerra franco-prussiana (1870):
i. dichiarazione di guerra di Napoleone III alla Prussia (19 luglio);
ii. manifestazioni nazionaliste in Francia e in Germania a favore della guerra;
iii. vittoria prussiana a Sedan (1° settembre);
iv. resa di Napoleone III e caduta dell’Impero: formazione della Repubblica (4
settembre);
v. formazione di un governo provvisorio a Parigi assediata: armistizio (28 gennaio
1871);
vi. proclamazione dell’Impero tedesco a Versailles (18 gennaio 1871).
3. L’Impero tedesco:
a. la Costituzione dell’Impero (16 aprile 1871):
i. federazione di 25 Stati con un certo margine di autonomia;
ii. potere esecutivo e comando delle forze armate all’imperatore;
iii. responsabilità del primo ministro (cancelliere) nei confronti del solo sovrano;
iv. bicameralismo:
1. Camera dei Deputati (Reichstag) eletta a suffragio universale maschile
segreto, con potere di proporre e approvare leggi, intervenire
nell’elaborazione delle leggi finanziarie in materia di spese militari, rifiutare
l’approvazione del bilancio;
2. Consiglio federale (Bundesrat): rappresentanti dei 25 Stati, con una forte
presenza prussiana, eletti dai Parlamenti degli Stati federali, con diritto di
approvare le decisioni del Reichstag;
b. il trattato di pace con la Francia (10 maggio 1871):
i. pesante indennità di guerra;
ii. cessione alla Germania dell’Alsazia e della Lorena.
4. La Comune di Parigi e la Terza Repubblica francese:
a. crisi istituzionale:
i. proclamazione della Terza Repubblica (4 settembre 1870);
ii. armistizio con l’Impero tedesco (28 gennaio 1871);
iii. elezioni per l’Assemblea nazionale (8 febbraio);
iv. formazione di un governo a maggioranza monarchica e moderata, guidato da
Adolphe Thiers;
b. il governo Thiers:
i. pace rapida con i tedeschi;
ii. ristabilimento dell’ordine sociale e politico a Parigi dopo l’assedio: contestazione da
parte degli strati popolari della capitale;
iii. stabilimento del governo a Versailles e invio delle truppe a Parigi;
c. la Comune (28 marzo-28 maggio 1871):
i. autogoverno di matrice repubblicana, anarchica e socialista;
ii. proprietà collettiva di alcune aziende;
iii. equiparazione degli stipendi di impiegati e operai;
iv. dura repressione della Comune (21-28 maggio 1871);
d. la fazione monarchica:
i. divisione tra fautori dei Borbone e di Bonaparte;
ii. inadeguatezza caratteriale di Henry de Chambord, monarchico vecchio stile e non
costituzionale;
e. la Repubblica fino al 1875:
i. presidente della Repubblica eletto con mandato settennale dal Parlamento: capo
del’esercito, responsabile della politica estera e della nomina dei ministri e del
governo, con diritto di presentare le leggi, sciogliere la Camera e concedere la
grazia;
ii. Camera dei Deputati eletta a suffragio universale;
iii. Senato composto da 75 senatori inamovibili con diritto di scegliere i propri
successori e 225 membri eletti da un corpo di secondo grado;
iv. responsabilità del governo di fronte al Parlamento;
v. architettura istituzionale complessa e non codificata in un testo unico.
5. L’Impero austroungarico:
a. dopo il ’48:
i. assenza di significativi mutamenti costituzionali;
ii. impero di Francesco Giuseppe (1848-1916);
iii. linea autocratica;
iv. mantenimento dell’abolizione della servitù della gleba: riconoscenza delle comunità
contadine;
v. élites urbane e sentimenti nazionalisti e indipendentisti;
b. la politica estera:
i. sconfitta da parte di Francia e Italia (1859);
ii. sconfitta nella guerra con la Prussia (1866);
iii. perdita del Lombardo-Veneto e dell’influenza sulle terre settentrionali;
c. l’accomodamento del 1867 e la nascita dell’Impero austroungarico:
i. due organismi statali distinti e indipendenti: Austria (Cisleitania) e Regno
d’Ungheria (Transleitania);
ii. struttura dualistica: Francesco Giuseppe è imperatore d’Austria e re d’Ungheria;
iii. governo imperiale: ministeri della Guerra, delle Finanze e degli Esteri;
iv. governi e Parlamenti distinti;
v. sistema bicamerale:
1. Senati composti da membri di nomina imperiale ereditaria e vitalizia;
2. Camera austriaca eletta secondo un sistema complicato che garantisce
rappresentanze difformi;
3. Camera ungherese eletta a suffragio censitario;
vi. stabilizzazione dell’Impero: riconoscimento delle due maggiori nazioni, tedesca e
ungherese, e divisione dei gruppi slavi e rumeni;
d. le linee guida della politica: consenso nelle campagne e marginalizzazione dei gruppi
nazionali slavi e rumeno.