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Storia contemporanea I – Banti A – 18 –

Popolazione e produzione
1. Il realismo nell’arte:
a. abbandono dei temi mitologici o storici;
b. coglimento dei più importanti fenomeni contemporanei nell’arte.
2. Crescita demografica, inurbamento, emigrazione:
a. le fonti statistiche:
i. nuovo genere di fonti: ragioni militari, fiscali, conoscitive,
ii. illustrazione significative delle tendenze socio-economiche di un paese o di
un’epoca;
iii. censimenti e uffici anagrafici: dati sulla popolazione;
b. la popolazione:
i. crescita costante;
ii. differenziale tra tassi di natalità, alti, e tassi di mortalità, in lenta discesa;
iii. il caso della Francia: crescita demografica lenta, per via del tasso di natalità basso e
in discesa;
iv. diffusione del modello demografico francese in tutta Europa negli anni Ottanta;
v. ulteriore discesa dei tassi di mortalità: mantenimento di un andamento positivo;
vi. aumento della speranza di vita: miglioramenti nell’alimentazione e nell’igiene;
c. i lavori urbani contro le epidemie:
i. creazione di grandi parchi interni alle città;
ii. risanamento dei quartieri più poveri: demolizione degli edifici fatiscenti e
costruzione di stabili nuovi;
iii. costruzione di un moderno sistema di fogne;
iv. costruzione di un sistema idrico: acqua in ogni casa;
v. depurazione delle acque potabili;
d. le conoscenze mediche:
i. cultura positivista e istruzione superiore e universitaria;
ii. nuovi ospedali: ospitare adeguatamente i malati;
iii. microscopi e studio dei microrganismi: scoperta dei bacilli di alcune malattie
animali (Pasteur) e della tubercolosi (Koch);
iv. cura per l’igiene: sterilizzazione e disinfezione degli strumenti e delle ferite;
v. miglioramenti delle industrie chimiche: farmaci e anestetici;
e. i flussi migratori:
i. crescita della popolazione superiore alla domanda di forza lavoro;
ii. l’emigrazione a breve e media percorrenza: dalle aree rurali alle città;
iii. l’emigrazione a lunga distanza: Americhe e Oceania;
iv. origini dei flussi migratori: carestia degli anni 1846-47, in particolare in Irlanda;
v. crescita costante dell’entità dei flussi;
vi. emigrazione transoceanica negli Stati Uniti: contributo essenziale all’aumento
popolativo e alla conquista di territori a ovest;
f. il popolamento mondiale:
i. incrementi demografici in America dovuti all’emigrazione europea;
ii. incrementi sostenuti in Oceania dovuti all’emigrazione europea;
iii. incrementi demografici in Europa, Asia e Africa dovuti a fattori endogeni;
iv. incremento demografico europeo in un’area già densamente popolata e conseguente
emigrazione;
v. densità di popolazione asiatica elevata: emigrazione verso Stati Uniti e Oceania.
3. La seconda rivoluzione industriale:
a. città e campagne:
i. spostamento verso i centri urbani e impiego industriale: urbanizzazione e industria;
ii. crescita della percentuale di popolazione impiegata nell’industria;
b. la seconda rivoluzione industriale:
i. nuove invenzioni, provenienti non da dilettanti o imprenditori, ma da inventori e
scienziati di professione;
ii. fenomeno non limitato a imprenditori britannici, ma anche tedeschi, francesi,
svedesi, italiani, statunitensi: emersione di nuove potenze industriali;
iii. settori produttivi nuovi: acciaio, chimica, elettricità;
iv. macchinari e impianti grandi e costosi: trasformazioni delle modalità di
finanziamento, gestione e organizzazione della produzione;
c. l’acciaio:
i. materiale duro, robusto, ben lavorabile;
ii. il convertitore Bessemer e il forno Martin-Siemens: forni ad alta temperatura e
ottenimento dell’acciaio dalla ghisa;
iii. il sistema Gilchrist Thomas: possibilità di depurare i minerali ferrosi dal fosforo;
d. la chimica:
i. fabbricazione della soda (Solvay);
ii. sintesi di composti organici;
iii. coloranti artificiali, catrame, vernici, fibre artificiali, farmaci;
iv. la Germania e la Svizzera: aree di maggiore sviluppo;
v. impieghi: procedimenti fotografici, fertilizzanti artificiali;
vi. la dinamite (Nobel, 1866);
vii. la gomma e la vulcanizzazione (Goodyear, 1839);
e. gli alimenti:
i. tecnica dell’inscatolamento in barattoli di metallo sterilizzato;
ii. tecniche di refrigerazione e costruzione di celle frigorifere;
f. l’energia:
i. permanenza della macchina a vapore;
ii. costruzione dei primi motori a scoppio: Daimler-Benz e Diesel;
iii. prime autovetture a tre e a quattro ruote;
iv. fondazione delle prime fabbriche di automobili: Benz, Peugeot, Renault, Fiat, Ford;
g. il petrolio:
i. diffusione delle automobili e impulso all’estrazione del petrolio;
ii. la Standard Oil di John Rockefeller;
iii. costruzione dei primi velivoli e attraversamento in volo della Manica (1909);
h. l’energia elettrica:
i. ottenuta dal vapore o dal movimento dell’acqua;
ii. possibilità di convertire l’elettricità in altre forme di energia: calore, luce,
movimento;
iii. prime sperimentazioni: inizio Ottocento (es. pila di Volta);
iv. prime applicazioni importanti: telegrafo;
v. anni Ottanta dell’800: costruzione di centrali elettriche (termoelettriche o
idroelettriche);
vi. costruzione di cavi ad alta tensione per la distribuzione dell’energia elettrica,
vii. invenzione della lampadina (Edison, 1879): illuminazione anche pubblica;
viii. invenzione del telefono, del grammofono, della ferrovia elettrica, del cinematografo;
ix. introduzione dell’energia elettrica nelle fabbriche;
i. le industrie meccaniche:
i. notevoli vantaggi dall’introduzione dell’energia elettrica;
ii. sviluppo nella produzione di armi, leggere e pesanti;
iii. l’automobile e la bicicletta;
iv. la macchina per cucire (Singer): commercializzazione, corsi, acquisto a rate, sistema
di assistenza e manutenzione, mercato industriale o familiare;
v. la macchina da scrivere: aziende e consumatori privati.
4. Nuove forme di gestione e di organizzazione produttiva:
a. il taylorismo:
i. osservazione delle modalità di lavoro degli operai: tempi morti, ritardi, mancanza di
coordinazione;
ii. lo scientific management del lavoro in fabbrica: ottimizzazione dei tempi e
integrazione delle fasi di lavorazione;
iii. pubblicazione dei Principi della gestione scientifica (1911): leggi del taylorismo;
iv. nascita della prima catena di montaggio alla Ford (1913): gli operai sono addetti a
una sola mansione;
b. il capitalismo finanziario:
i. necessità di grandi capitali per il funzionamento delle nuove aziende;
ii. ricorso sistematico all’emissione di azioni vendute nelle Borse azionarie a migliaia
di piccoli risparmiatori: dalla proprietà familiare alla società per azioni;
iii. il fondatore mantiene una quota di maggioranza e un ruolo direttivo;
iv. necessità di inserirsi nel mercato borsistico;
v. nascita delle banche miste: raccolta di risparmi da investire nelle industrie, o da
prestare alle imprese industriali;
vi. necessità di personale direttivo, tecnici laureati, impiegati ai reparti contabilità
amministrazione;
c. la grande depressione (1873-96):
i. l’ipotesi dell’offerta eccessiva di beni sul mercato;
ii. diminuzione dei prezzi, in realtà, contenuta: non è l’eccesso dei beni, ma le
innovazioni e la diminuzione dei costi di produzione a determinare la diminuzione
dei prezzi;
iii. reazione: dazi protettivi per preservare le imprese nazionali;
iv. accentuata concentrazione delle imprese esistenti: acquisizione delle imprese minori,
o accordo tra le imprese di uno stesso settore;
v. gli scopi della concentrazione: spartizione geografica e merceologica del mercato,
determinazione dei prezzi, attenuazione degli effetti della concorrenza;
vi. creazione di cartelli o trust industriali;
vii. riduzione a una dimensione solo retorica della libera concorrenza e del libero
mercato e opposizione ai tentativi di organizzazione dei lavoratori.
5. Crisi agraria e protezionismo:
a. miglioramento dei sistemi di comunicazione:
i. completamento delle reti ferroviarie: Stati Uniti (1869), Orient Express (1883),
Transiberiana (1904);
ii. le comunicazioni marittime: navi a pale (potenza limitata, percorsi brevi o fluviali) e
piroscafi a elica (tratte transoceaniche);
iii. le linee di trasporto passeggeri: il caso del Titanic;
iv. le linee di trasporto mercantile: miglioramento delle tecniche di refrigerazione e
importazione di grano dagli USA e dall’Ucraina;
b. l’importazione di grano:
i. prezzi bassi: uso di mietitrebbiatrici negli Stati Uniti, bassissimo costo del lavoro in
Ucraina;
ii. impiego dei piroscafi: diminuzione dei costi di trasporto, aumento della sicurezza;
iii. aumento dell’offerta di grano sui mercati europei, diminuzione conseguente dei
prezzi: discesa improvvisa dei prezzi dei cereali;
iv. difficoltà per i produttori agricoli europei: costo di produzione più alto (scarsa
meccanizzazione, costo del lavoro più alto);
c. la crisi agraria:
i. richiesta dell’intervento dei governi: dazi protettivi ed equilibramento dei prezzi;
ii. richiesta di dazi anche da parte degli industriali, preoccupati dalla grande
depressione;
iii. toni nazionalisti: difesa del lavoro e della produzione nazionale;
iv. rovesciamento delle linee di politica economica: dal liberismo alle tariffe doganali
protettive;
v. contrazione delle aree coltivate, destinate ad altri usi, come l’allevamento del
bestiame: la diminuzione del prezzo dei cereali permette di acquistare anche altri
beni alimentari (carne, formaggio);
vi. adozione di nuovi tipi di rotazione delle colture, di nuovi macchinari agricoli, di
fertilizzanti (sostituzione del guano cileno allo sterco animale; poi introduzione dei
fertilizzanti chimici): nuova competitività dell’agricoltura europea;
d. tendenza generale: abbassamento dei costi di produzione e risparmio sulla forza lavoro, con
conseguente intensificazione dell’emigrazione.