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Storia contemporanea I – Banti A – 19 –

Studiare, lavorare, comprare, amare
1. Sistemi educativi e strutture sociali. Le scuole elementari:
a. il mercato del lavoro agricolo:
i. crisi agraria e diminuzione della domanda di forza lavoro;
ii. parziale equilibrio del mercato raggiunto attraverso l’emigrazione;
iii. l’Europa orientale: incremento demografico e abolizione della servitù della gleba,
con conseguente indebitamento e riduzione a manodopera bracciantile;
iv. migliori condizioni per la manodopera industriale: differenziazione interna tra gli
operai e formazione di gruppi di operai qualificati;
b. il sistema educativo elementare:
i. potenziamento del sistema di istruzione pubblica: obbligatorietà della frequenza ai
primi anni della scuola elementare;
ii. differenti organizzazioni e differenti livelli di alfabetizzazione;
iii. alfabetizzazione e lettura dei testi sacri;
iv. istruzione migliore per i ragazzi;
v. innalzamento dell’età minima per entrare in fabbrica ed estensione dell’obbligo
scolastico;
c. la resistenza dei conservatori:
i. le classi popolari non hanno bisogno di istruzione;
ii. risposta: l’istruzione dà insegnamenti etici fondamentali a persone che rischiano lo
sradicamento a causa dell’emigrazione;
iii. scuola come istituto di formazione morale e disciplinamento: individui più istruiti
sono lavoratori più efficienti;
d. le resistenze delle Chiese:
i. notevoli tensioni politiche;
ii. istruzione statale: la formazione dei cittadini è compito dello Stato.
2. Le scuole superiori:
a. la duplicità dei curricula:
i. suole superiori selettive, che danno pieno accesso alle Università;
ii. scuole superiori professionalizzanti, meno selettive: posti di operai qualificati e ceti
impiegatizi;
b. il modello angloamericano:
i. scuole d’élite, private e costose, con curricula fondati sullo studio delle materie
umanistiche e con una struttura a college;
ii. scuole, private o pubbliche, meno costose e selettive, con curricula più equilibrati e
con una più ampia gamma di materie;
c. l’Europa continentale:
i. scuola più qualificata e culturalmente selettiva, basata sulla preminenza delle
materie umanistiche, che dà pieno accesso all’università;
ii. scuola tecnico-professionale, che dà accesso solo ad alcune facoltà;
d. pregi del sistema scolastico statunitense: minore selettività e maggiore efficacia, mobilità
sociale;
e. formazione dei ceti medi:
i. scuole meno selettive;
ii. impiegati, tecnici, funzionari, commessi, operai specializzati;
iii. distinzione tra colletti bianchi e colletti blu;
iv. buoni livelli salariali, ma con differenze di genere;
f. il lavoro femminile:
i. professione di infermiera e maestra;
ii. altri impieghi femminili: operatrice telegrafica, venditrice nei grandi magazzini,
cassiera, commessa, impiegata.
3. L’insegnamento universitario:
a. la riorganizzazione dell’insegnamento:
i. necessità di formare insegnanti per le scuole, ingegneri, chimici, medici, magistrati,
avvocati, notai;
ii. razionalizzazione delle sedi, dei corsi e delle facoltà;
b. il sistema statunitense a doppio livello:
i. istituzioni statali e private, con tasse d’iscrizione basse;
ii. più ristretta rete di università private, finanziate attraverso donazioni concesse da
ricchi imprenditori o associazioni locali, molto selettive e costose: Harvard,
Princeton, Yale;
c. il sistema britannico:
i. le università più prestigiose: Oxford e Cambridge, dotate di larga autonomia, anche
finanziaria;
ii. altre università, spesso private, meno prestigiose, con corsi tecnici;
d. il sistema europeo:
i. dominio del modello tedesco;
ii. sistema di insegnamento centrato su università come centri di studio e di ricerca al
contempo;
iii. finanziamento statale e libertà di insegnamento;
iv. limitatezza delle istituzioni confessionali;
e. un bilancio:
i. maggiore efficienza e apertura del sistema statunitense;
ii. apertura sociale delle università statunitensi e tedesche, massima selettività di quelle
inglesi;
iii. disoccupazione intellettuale;
iv. borghesia delle professioni: livelli di reddito medio-alti, consapevolezza di sé;
f. la presenza femminile:
i. ambizione a frequentare le università contrastata dalla cultura dominante;
ii. incentivazione della presenza femminile nelle scuole superiori volte a formare le
insegnanti elementari;
iii. apertura generale dei sistemi universitari alle studentesse, ma presenza largamente
minoritaria;
iv. promozione dell’apertura del sistema educativo alle ragazze da parte di alcuni
gruppi protestanti;
v. poche donne laureate riescono ad esercitare una professione, oltre a quella medica;
vi. il caso di Marie Curie (1867-1934): premio Nobel per la fisica (1903) e per la
chimica (1911);
g. gli imprenditori:
i. ascesa economica di imprenditori e banchieri, difficoltà dei proprietari terrieri;
ii. studi universitari per gli imprenditori: ingegneria, chimica, giurisprudenza;
iii. maggiore apertura e mobilità della società statunitense: mito degli USA come terra
delle opportunità.
4. Redditi e consumi:
a. i redditi:
i. redditi buoni delle élite imprenditoriali e dei ceti medi;
ii. salari degli operai costanti o in crescita;
b. l’andamento di prezzi e salari:
i. aumento del numero di famiglie di operai e contadini in grado di acquistare beni
voluttuari o di consumo durevole;
ii. grosso aumento del numero di compratori e genesi del mercato di massa;
c. i nuovi modi del consumo:
i. costruzione dei grandi magazzini: ampi spazi commerciali che mettono a
disposizione una grande varietà di merci;
ii. riduzione dei prezzi: vendere un grande volume di merce a prezzi minori consente
un profitto maggiore;
iii. il prezzo fisso: i commessi non sono autorizzati a trattare;
iv. lo spettacolo della merce esposta: le vetrine;
d. la pubblicità:
i. immagini e testi sui giornali, sui muri o su cartelloni lungo le strade;
ii. informare dell’esistenza di una merce convincere a comprarla;
e. le donne e i consumi:
i. maggiore frequentazione dei grandi magazzini, specie per le donne borghesi o di
ceto medio;
ii. moda e cosmesi femminile: variabilità maggiore;
iii. nuova esperienza dello shopping come momento di indipendenza;
f. spazio ancora ristretto della grande distribuzione sul totale degli scambi commerciali.
5. Divertimenti di massa:
a. i quotidiani e le riviste specializzate: informazione politica ed economica;
b. il melodramma ottocentesco:
i. biglietti a prezzi diversi a seconda del settore;
ii. diffusione globale e socialmente ampia;
c. il cinema;
d. lo spettacolo sportivo:
i. attività ginnica come mezzo per temprare i corpi e i carattere e abituare alla lealtà e
al rispetto;
ii. pratica delle attività ginniche nelle scuole e nelle università;
iii. lo sport passa da pratica a spettacolo;
iv. il successo del calcio e la professionalizzazione dello sport;
v. interessi economici notevoli: stampa sportiva, sponsor, scommesse;
vi. sport come ambito in cui vige il più assoluto egualitarismo;
vii. sport come scontro tra tribale e civilizzato: dura fisicità nell’ambito del fair play;
viii. morale del successo: conta vincere, come nella società borghese capitalistica;
ix. carattere simbolicamente bellico e cavalleresco: spettacolo quasi esclusivamente
maschile.
6. Amore, famiglia e sessualità:
a. i luoghi di divertimento commerciale di massa: Luna Park, parchi a tema, sale da ballo;
b. i giovani dei ceti medi e operai:
i. minore controllo da parte dei genitori;
ii. intreccio di relazioni, amicizie e flirt;
iii. interpretazione delle storie d’amore attraverso l’ideologia dell’amore romantico;
iv. diffusione dei rapporti sessuali prematrimoniali: gravidanze non desiderate e
matrimoni;
c. le élite borghesi:
i. maggiore controllo sui figli e, in particolare, sulle figlie;
ii. valori della castità e della verginità;
iii. lettura di romanzi sentimentali: ideale dell’amore romantico come norma nella scelta
del compagno;
d. la scelta del partner:
i. innamoramento e matrimonio all’interno della stessa cerchia sociale di
appartenenza;
ii. rarità dei conflitti tra genitori e figli per il superamento dei confini di classe: scarsità
delle possibilità di incontro con giovani di altre classi sociali;
iii. caratteri estremamente formali del fidanzamento;
e. la caduta del tasso di natalità:
i. crisi agraria e desiderio di migliorare il tenore di vita della famiglia, attraverso la
riduzione del numero dei figli (che ora sopravvivono in ampia parte all’infanzia);
ii. rivoluzione affettiva: responsabilità dei genitori per il futuro dei figli;
iii. miglioramento delle tecniche anticoncezionali: il profilattico;
iv. pianificazione familiare;
v. possibilità di svincolare la dimensione dell’erotismo da quella della procreazione:
rivoluzione nei comportamenti sessuali.
7. Scienze mediche, misoginia, patriottismo:
a. preoccupazione dei poteri costituiti e delle Chiese:
i. illiceità morale;
ii. rischio di una diminuzione della popolazione, e dunque degli eserciti e della forza
lavoro;
b. la critica medica e psichiatrica:
i. studio del significato dei comportamenti sessuali patologici e delle cure;
ii. la Psychopatia sexualis di von Krafft-Ebing: le donne, puri oggetti del desiderio
maschile, sono anormali qualora vivano in modo libero e autonomo la propria
sessualità;
iii. la Donna delinquente, la prostituta e la donna normale di Lombroso: la passività
femminile come effetto del processo di civilizzazione che l’ha condotta a controllare
i propri istinti sessuali, e la sessualità esagerata e sterile come istinto atavico;
c. la doppia morale sessuale:
i. naturale inclinazione all’attività sessuale degli uomini;
ii. negazione della possibilità di esperienze erotiche femminili;
iii. conservazione delle asimmetrie di genere;
iv. la riflessione morale: ricerca del piacere sessuale femminile, secondarietà del ruolo
materno, declino demografico e degenerazione sociale;
v. nazioni e razze: destino di grandezza garantito da un rigoroso disciplinamento dei
costumi sessuali femminili.