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Storia contemporanea I – Banti A – 24 –

L’Occidente alla conquista del mondo
1. Colonialismo e imperialismo:
a. i caratteri:
i. irrefrenabile espansione coloniale occidentale;
ii. coinvolgimento anche degli Stati di recente formazione;
iii. uscita di scena della Spagna;
iv. impulso alla globalizzazione economica;
v. la novità dell’imperialismo: conquista politica e militare integrale
vi. divario tecnologico tra Oriente e Occidente dopo le rivoluzioni industriali:
superiorità dell’industria bellica occidentale;
b. gli interessi economici:
i. disponibilità di materie prime;
ii. collocazione dei prodotti della madrepatria;
iii. aree di investimento per i capitali occidentali;
iv. la teoria di John Hobson (L’imperialismo, 1902): espansione dovuta alla
sovraccumulazione di capitali;
v. la teoria di Rudolf Hilferding (Il capitalismo finanziario, 1910): accordo triangolare
tra banche, imprese e governi;
vi. la teoria di Lenin (L’imperialismo, fase suprema del capitalismo, 1917): ricerca,
attuabile anche senza la conquista militare, di nuovi mercati o ambiti di investimento
in seguito alla saturazione dei mercati interni;
vii. un caso di dominio economico informale, l’America latina:
1. esportazione di prodotti (frutta, caffè, grano, carne) in Europa e negli USA;
2. investimenti di capitalisti britannici e statunitensi;
3. intensa dominazione britannica per tutta l’Ottocento, pur senza interventi
nella politica interna locale;
4. tra fine Ottocento e inizio Novecento ingresso di interessi e capitali
statunitensi: intervento diretto del governo USA in caso di contenziosi e
pesanti condizionamenti verso i governi locali;
c. la conquista politica e militare:
i. conquista militare diretta del resto del mondo;
ii. il caso dell’Egitto:
1. guida del kedhivè Ismail Pascià: modernizzazione, laicizzazione;
2. realizzazione del canale di Suez con capitali europei: indebitamento
superiore alle possibilità dello Stato;
3. costituzione di un organismo di gestione del debito pubblico egiziano,
affidato a Francia e Inghilterra;
4. tentativo di colpo di Stato militare (1881) e repressione della rivolta:
l’Egitto diventa protettorato inglese (1882);
5. protezione degli interessi delle banche e degli investitori inglesi;
6. controllo diretto del canale di Suez e dei collegamenti con l’India;
7. risanamento del bilancio egiziano: miglioramento dell’esazione;
8. costruzione di dighe sul Nilo e miglioramento dell’agricoltura;
iii. motivazioni di carattere strategico per il controllo di zone anche prive di rilievo
economico: es. Afghanistan;
iv. ragioni di politica interna: enfatizzazione di forza, autorità, efficienza,
consolidamento del prestigio e della coesione nazionale;
d. le motivazioni politico-simboliche:
i. superiorità dei colonizzatori rispetto ai popoli assoggettati;
ii. conquista e civilizzazione: missione etica dell’uomo bianco;
e. punizioni e coercizioni:
i. scarso senso di rispetto per gli indigeni;
ii. sistematica oppressione fisica, normativa ed economica;
iii. il caso del Congo Belga:
1. iniziativa personale di Leopoldo II del Belgio: esplorazione di Stanley
(1879-82) e controllo del Congo come possesso personale di Leopoldo
(1884-85);
2. occupazione militare;
3. raccolta e commercio del caucciù e dell’avorio;
4. attività lavorative imposte ai locali come obbligo, in sostituzione delle
imposte: punizioni e metodi coercitivi;
5. cattura delle donne, mutilazioni, frustate, incatenamento;
6. commissione d’inchiesta: lo Stato Libero del Congo diventa parte dello
Stato belga (1908);
iv. azioni di guerra come tentativo di annientamento sistematico: cultura razzista;
v. il caso dell’Algeria:
1. conquista francese (1830);
2. ribellioni (1832-47 e 1870-71): massacro delle popolazioni locali;
3. confische dei beni e consegna a coloni bianchi;
vi. effetti demografici spaventosi: crollo popolativo.
2. Rivalità coloniali:
a. l’Afghanistan:
i. incidente diplomatico (1878): preoccupazione dei britannici per un’alleanza tra
Russia e Afghanistan;
ii. secondo attacco britannico all’Afghanistan (1878; il primo è del 1839-42);
iii. conquista del territorio, ma impossibilità di sconfiggere la guerriglia: ritirata (1881);
iv. seconda crisi (1885): i russi cercano di spingersi a sud, ma trovano poi un accordo
con i britannici;
v. accordo (1907): Afghanistan come area cuscinetto;
b. la crisi di Fashoda (1898):
i. conquista britannica del Sudan;
ii. stabilimento di un forte militare francese a Fashoda;
iii. rischio di una crisi internazionale: i britannici giungono a Fashoda;
iv. ritirata francese e conquista britannica di tutto il Sudan;
c. la guerra anglo-boera (1899-1902):
i. disegni di espansione del governatore britannico Cecil Rhodes: occupazione della
Rhodesia (1895);
ii. l’Orange e il Transvaal: Stati controllati dai boeri con ricca disponibilità di oro e
diamanti;
iii. tensione e ultimatum (1899);
iv. scoppio delle ostilità: guerriglia e brutalità (1899-1902);
v. distruzione delle fattorie boere e deportazione dei boeri in campi di concentramento;
vi. annessione di Transvaal e Orange all’Unione sudafricana (1902), dal 1910 dominion
britannico;
d. la guerra ispano-americana:
i. decadenza coloniale della Spagna e ascesa degli Stati Uniti;
ii. rivolta indipendentista a Cuba (1895): tentativi spagnoli di repressione e
danneggiamento delle società statunitensi;
iii. il dibattito interno agli USA sull’espansione coloniale: disponibilità di risorse
economiche e militari;
iv. intervento militare diretto a Cuba, in difesa delle forze indipendentisti (1898);
v. la guerra (1898): distruzione della flotta spagnola e indipendenza di Cuba;
vi. gli USA guadagnano Filippine, Porto Rico, Guam, nonché il protettorato informale
su Cuba: controllo dell’economia cubana da parte delle imprese statunitensi;
vii. repressione di un’insurrezione indipendentista nelle Filippine (1898-1902);
viii. sostegno alla secessione di Panama dalla Colombia (1903): le imprese USA si
aggiudicano il diritto di costruire e gestire il canale di Panama, completato nel 1914;
e. la guerra sino-nipponica (1894-95):
i. ambizioni imperiali del Giappone sul Pacifico;
ii. restaurazione Meiji (1867) e Costituzione (1889): potere imperiale forte;
iii. istruzione integrale: obbedienza, rispetto, scintoismo;
iv. potenziamento e riorganizzazione dell’esercito: attrezzature tecniche straniere;
v. ideologia razzista;
vi. guerra contro la Cina (1894-95): annessione di Taiwan e indipendenza formale della
Corea, nonché indennità di guerra;
f. la guerra russo-giapponese (1904-05):
i. entusiasmo nazionalistico per la vittoria sulla Cina;
ii. ulteriori sviluppi dell’industria meccanica e siderurgica: potenziamento
dell’esercito;
iii. il conflitto con la Russia: vittoria giapponese in Manciuria e a Tshushima;
iv. rafforzamento del controllo sulla Corea, annessa al Giappone nel 1910;
v. controllo sulla Manciuria;
g. le crisi marocchine (1905 e 1911):
i. accordo tra Francia e Regno Unito: riconoscimento francese del protettorato
britannico sull’Egitto e sostegno britannico all’espansione francese in Marocco;
ii. opposizione di Guglielmo II: visita a Tangeri (1905);
iii. conferenza di Algeciras (1906): isolamento diplomatico della Germania,
indipendenza del Marocco ma tutela degli interessi europei ad opera di una forza
franco-spagnola;
iv. disordini in Marocco: la Francia interviene militarmente in modo massiccio (1911);
v. invio di una cannoniera tedesca ad Agadir e richiesta di compensi territoriali;
vi. occupazione francese del Marocco e cessione alla Germania del Camerun.
3. Forme di resistenza antioccidentale:
a. i caratteri:
i. forma strutturata e non occasionale dei movimenti di resistenza;
ii. riscoperta delle radici religiose locali: islamismo e induismo;
iii. tentativo di definire un’autonoma identità nazionale;
b. la resistenza islamica nell’Impero britannico:
i. il Sudan di Muhammad Ahmad (1881-98):
1. autoproclamazione messianica di Ahmad;
2. appello al jihad;
3. conquista di Khartoum da parte di Ahmad (1884-85) e proclamazione
dell’autonomo Sudan mahdista;
4. riconquista inglese (1898);
ii. ribellione della Somalia sotto Mohammed Abdullah Hassan: guerriglia (1899-1920);
iii. il caso dell’Egitto:
1. il modernismo islamico di al-Afghani e ‘Abduh: aspetto anticoloniale e
aspetto modernizzante;
2. nazionalismo egiziano, generato dal contatto con l’Occidente;
c. la Persia:
i. accordo tra Russia e Regno Unito per una spartizione territoriale ed economica della
Persia (1907);
ii. insoddisfazione della popolazione locale per la gestione dello shah, vicino agli
occidentali;
iii. il dissenso: mullah sciiti, mercanti, ufficiali e intellettuali;
iv. formazione di un movimento politico di opposizione: boicottaggio del tabacco
nazionale e suggestioni del movimento egiziano;
v. necessità di una generale rinascita islamica;
vi. la Costituzione (1906): Parlamento e Sharia;
vii. intervento militare russo (1911): restaurazione nominale del regime autocratico dello
shah;
viii. piena politicizzazione dei mullah sciiti;
d. l’India:
i. costituzione del governo britannico (1857-58): struttura amministrativa interna
molto complessa;
ii. la proclamazione imperiale di Vittoria (1876): maggiore unità alla struttura statale
indiana;
iii. istituzione di assemblee locali, parzialmente elettive: collaborazione dei britannici
con le élite locali;
iv. fondazione del Congresso nazionale indiano (1885), organizzazione politica
moderata;
v. il ruolo di Tilak: nazionalismo indù su base religiosa;
vi. scissione del Congresso tra moderati e nazionalisti: esilio dei nazionalisti;
vii. parallelo movimento delle élite islamiche indiane e istituzione della Lega
musulmana (1906):
1. soluzione tradizionalista: conservazione delle tradizionali pratiche
dell’islam;
2. soluzione del rinnovamento;
e. la Cina:
i. occupazione militare francese del Vietnam (1883-85);
ii. penetrazione occidentale nell’Impero;
iii. sconfitta nella guerra con il Giappone (1894-95);
iv. avvicinamento del governo cinese alle potenze europee: prestiti in cambio della
concessione di nuovi basi;
v. nascita delle società segrete dei boxer: insofferenza per gli stranieri e rivolta;
vi. guerra delle potenze europee e del Giappone contro i boxer: repressione della rivolta
e condizionamento imperialista sulla Cina;
vii. tentativi riformistici: sistema scolastico integrato, riorganizzazione dell’esercito,
assemblee rappresentative;
viii. ascesa di Sun-Yat-Sen e della Lega repubblicana: i Tre principi del popolo (identità
nazionale, democrazia, benessere materiale);
ix. rivolta antimperiale e proclamazione della Repubblica cinese (1911);
x. guerra tra repubblicani e l’ esercito imperiale, guidato da Yuan Shikai;
xi. trattative: Yuan Shikai costringe l’imperatore ad abdicare e assume il ruolo di
presidente, instaurando una dittatura personale;
xii. fondazione del Kuomintang (Partito nazionalista cinese, 1912);
xiii. ribellione di Sun-Yat-Sen ed esilio (1913);
xiv. morte di Yuan Shikai e frammentazione della repubblica: disgregazione politica.
4. Colonialismo e letteratura:
a. il romanzo coloniale:
i. trasfigurazione della violenza;
ii. la narrazione coloniale: rimozione e nobilitazione della violenza;
iii. indigeni e natura locali: funzione narrativa di ostacoli;
iv. la figura dell’europeo prigioniero: giustificazione retrospettiva dell’impresa
coloniale come impresa di liberazione;
b. i dissensi:
i. intellettuali e politici: John Hobson, Lenin, Rosa Luxemburg;
ii. socialismo e propaganda antimperialista;
iii. il caso di Conrad: immagine inquietante dell’avventura coloniale.