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Storia contemporanea I – Banti A – 25 –

Alleanze e contrasti fra le grandi potenze
1. Uno sguardo d’insieme:
a. rivalità tra Francia e Germania e questione dell’Alsazia e della Lorena;
b. contrasto nei Balcani tra Austria e Russia;
c. contrasto tra Regno Unito e Germania e corsa agli armamenti.
2. Accordi internazionali e crisi nei Balcani (1873-78):
a. la politica bismarckiana dell’equilibrio:
i. isolamento diplomatico della Francia;
ii. il patto dei tre imperatori: Germania, Austria, Russia (1873);
iii. isolazionismo del Regno Unito;
iv. inconciliabilità degli interessi esteri di Russia e Austria: la questione d’Oriente;
b. la crisi balcanica:
i. ribellioni antiottomane in Erzegovina, Bosnia, Montenegro e Bulgaria (1875-76);
ii. repressione degli insorti e violenze contro i sudditi cristiani: emigrazione in
territorio austriaco e attenzione dell’opinione pubblica europea;
iii. crisi interna in Turchia: concessione di una Costituzione e di un Parlamento
bicamerale (1876);
c. la guerra russo-turca (1877-78):
i. la Russia attacca gli ottomani in difesa dei «fratelli slavi»;
ii. disfatta ottomana (1878);
iii. revoca della Costituzione;
iv. trattato di pace di Santo Stefano (1878): indipendenza di Bulgaria, Serbia,
Montenegro e Romania (Moldavia e Valacchia);
v. destabilizzazione dell’intera regione: Bulgaria satellite della Russia;
d. il congresso di Berlino (1878):
i. piena indipendenza di Serbia, Montenegro e Romania;
ii. costituzione di un Principato autonomo di Bulgaria;
iii. la Bosnia-Erzegovina diventa un protettorato dell’Austria;
iv. il Regno Unito acquisisce Cipro;
v. ridimensionamento delle ambizioni russe.
3. La riorganizzazione del sistema delle alleanze (1879-1907):
a. peggioramento dei rapporti tra Austria e Russia: mancato rinnovo della Lega dei tre
imperatori;
b. stipula della Duplice Alleanza tra Austria e Germania (1879);
c. adesione dell’Italia e nascita della Triplice alleanza (1882):
i. alleanza con la nemica storica del Risorgimento: il problema delle terre irredente e il
caso di Guglielmo Oberdan;
ii. reazione all’occupazione francese di Tunisi (1881): interessi economici e
commerciali italiani in Tunisia;
iii. rinnovo della Triplice (1887);
iv. patto militare difensivo;
d. il trattato di controassicurazione tra Germania e Russia (1887): reciproca neutralità in caso di
guerra con altri Stati:
i. la richiesta russa di rinnovo (1890);
ii. il rifiuto di Guglielmo II, desideroso di mutare la linea politica di Bismarck:
preoccupazione di indisporre l’Austria;
iii. speranza di un avvicinamento al Regno Unito grazie all’ostentata distanza dalla
Russia;
iv. convinzione che l’isolamento diplomatico della Russia le impedisca l’avvicinamento
alla Repubblica francese;
e. l’avvicinamento tra Francia e Russia:
i. la necessità di uscire dall’isolamento diplomatico: firma di un trattato di mutua
protezione tra Francia e Russia (1894);
ii. né rivalità in Europa, né in area coloniale;
iii. timore per la potenza economica e militare della Germania;
iv. patto militare difensivo;
f. la politica militare tedesca:
i. minaccia potenziale al confine occidentale e orientale;
ii. potenza marittima del Regno Unito: pericolo sulle coste;
iii. potenziamento della marina, guidata da von Tirpitz;
iv. parallelo incremento delle spese militari nel Regno Unito;
g. la nuova politica estera della Gran Bretagna:
i. la fine dello splendido isolamento;
ii. avvicinamento alla Francia: l’entente cordiale del 1904 e il reciproco
riconoscimento dei rispettivi interessi coloniali;
iii. l’intesa anglo-russa (1907): risoluzione dei contenziosi in Persia, Cina, Afghanistan;
h. i sistemi di alleanze:
i. la Triplice alleanza (Germania, Austria, Italia) e la Triplice intesa (Francia, Russia,
Regno Unito);
ii. tensioni nelle aree coloniali;
iii. corsa al riarmo e disponibilità di armamenti tecnologicamente avanzati: ricaduta
economica positiva non trascurabile sulla produzione industriale;
iv. effetto psicologico degli armamenti: senso di sicurezza e fiducia in una guerra breve.
4. Il crollo dell’Impero ottomano:
a. gli attacchi:
i. conquista francese della Tunisia (1881);
ii. conquista inglese dell’Egitto (1882);
b. l’assetto interno:
i. la revoca della Costituzione (1878) e il regno di Abdül-Hamid II;
ii. allontanamento dall’obbiettivo della laicizzazione: rafforzamento del potere
autocratico del califfo attraverso l’appello alle autorità religiose;
iii. riavvicinamento all’islam: attacchi subiti da potenze cristiane;
iv. islamizzazione demografica e politico-culturale;
c. le tendenze nazionaliste e l’opposizione interna:
i. presenza di etnie diverse;
ii. opposizione all’abbandono della modernizzazione e della laicizzazione;
iii. insurrezione di Creta (1896): guerra greco-ottomana (1897) ed ampia autonomia di
Creta;
d. il movimento nazionale armeno:
i. organizzazione religiosa e buon livello d’istruzione;
ii. presenza armena tra i funzionari, nella burocrazia, nella magistratura, nella sanità;
iii. stretti rapporti culturali degli armeni con le altre comunità armene nel mondo;
iv. sorveglianza e repressione delle iniziative dei gruppi nazionalisti armeni e
insediamento di musulmani in Anatolia;
v. episodi di aggressioni indiscriminata;
e. i Giovani Turchi:
i. studenti turchi, entrati a contatto con il pensiero filosofi e politico europeo;
ii. modello dell’esperienza modernizzatrice delle Tanzimat: laicizzazione e
rinnovamento dei costumi, costituzione, patriottismo;
iii. insurrezioni e rivolte in Macedonia: l’esercito turco è aiutato dagli eserciti
occidentali, e ciò è vissuto come un’umiliazione;
iv. crisi economica: cattivi raccolti e aumento dei prezzi dei beni di prima necessità;
v. notizie dell’accordo tra Russia e Gran Bretagna (1907) per la divisione della Persia
in zone d’interesse: preludio allo smembramento dell’Impero ottomano;
f. l’insurrezione e la crisi:
i. sollevazione dei reparti militari macedoni, che chiedono la Costituzione (1908): la
Costituzione del 1876 rientra in vigore;
ii. la Bulgaria ottiene la completa indipendenza (1908);
iii. Creta si riunisce alla Grecia (1913);
iv. l’Impero austroungarico annette definitivamente Bosnia ed Erzegovina, su cui
esercitava il protettorato;
g. le elezioni e la vittoria del Comitato Unione e Progresso:
i. opposizione dei religiosi islamici alla modernizzazione e al turcocentrismo;
ii. scoppio di una rivolta favorevole ad Abdül-Hamid II (1909);
iii. repressione della rivolta con l’intervento dell’armata macedone e abdicazione di
Abdul Hamid II: salita al trono di Maometto V (1909-18);
h. la questione femminile:
i. i Giovani Turchi: necessaria emancipazione femminile;
ii. legislazione innovativa sul velo, sulla scuola, sulle associazioni politiche femminili;
iii. mutamenti vistosi ma scarsamente diffusi;
iv. conservazione delle leggi precedenti: poliginia, superiorità del marito nella famiglia,
separazione tra uomini e donne negli spazi pubblici;
i. le guerre balcaniche:
i. ulteriore rovescio militare: conquista italiana della Libia (1911-12);
ii. esplosione della questione macedone;
iii. la prima guerra balcanica (1912(:
1. alleanza di Bulgaria, Serbia, Montenegro e Grecia contro la Turchia;
2. formazione di un’Albania indipendente;
iv. la seconda guerra balcanica (1913):
1. alleanza di Grecia e Serbia contro la Bulgaria;
2. divisione della Macedonia tra Grecia e Serbia: estromissione dall’Europa
dell’Impero ottomano
j. il colpo di Stato del Comitato Unione e Progresso: regime nazionalista a partito unico.
5. Vienna, Belgrado, Sarajevo:
a. la Serbia:
i. indipendenza (1878) sotto la dinastia filoaustriaca Obrenović;
ii. rivoluzione nazionalista (1903): affermazione del Partito radicale serbo, di ideologia
panserbista, ostile all’Austria per via della Bosnia-Erzegovina;
iii. annessione all’Austria della Bosnia-Erzegovina (1908);
iv. rafforzamento dell’alleanza serba con la Russia e irritamento di Vienna;
b. la Bosnia-Erzegovina:
i. popolazione serba ortodossa (45%), musulmana (30%), croata cattolica (25%);
ii. formazione di società segrete nazionaliste filoserbe: la Mano Nera, di tendenze
anarchiche;
c. l’attentato all’arciduca Francesco Ferdinando (28 giugno 1914):
i. il personaggio: posizione favorevole alla concessione di autonomie significative alle
minoranze nazionali, in modo tale da rendere meno solide le rivendicazioni dei
nazionalisti servi;
ii. uccisione dell’arciduca come modo per far inasprire la politica austriaca contro i
nazionalisti slavi: rafforzamento dei nazionalisti serbi;
iii. data significativa: la battaglia di Kosovo;
iv. assassinio di Francesco Ferdinando da parte di Gavrilo Princip;
d. lo scoppio della guerra:
i. reazione ferma e decisa del governo austriaco: l’ultimatum chiede la condanna della
propaganda antiaustriaca e dei responsabili dell’attentato, su cui devono indagare
anche magistrati austriaci (23 luglio 1914);
ii. la Serbia rifiuta la partecipazione degli austriaci alle indagini (25 luglio);
iii. l’Austria dichiara guerra alla Serbia (28 luglio), gli altri Stati intervengono
tempestivamente.