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ISBN 978-88-904294-1-5

euro 20,00
Il volumeIl territorio grumentino e la valle dell’Agri nell’antichità,
acuradi Francesco Tarlano, raccogliei contributi presentati durante
laGiornatadi Studi tenutaaGrumento Nova(Potenza) il 25 aprile
2009, dedicataagli studi sull’evoluzionedel paesaggio antico, il
popolamento elaviabilitànellavalledell’Agri duranteil lungo
periodo di tempo chevadallaPreistoriafino al Medioevo.
Oltreagli Atti dellaGiornatadi Studi, fanno dacorollario al volumei
lavori di alcuni giovani studiosi impegnati sul territorio, sui temi della
storiadegli studi edelleproblematichedellametodologiaedella
tecnologiaapplicateallaconoscenzadel territorio.
Contributi di:
SalvatoreBianco, J ulian Bogdani, Antonio Capano, Dario Cianciarulo,
Antonio DeSiena, HelgaDi Giuseppe, MariaPinaGargano,
LilianaGiardino, Enrico Giorgi, Attilio Mastrocinque, ElenaNatali,
Antonio Pellegrino, AdaPreite, Antonio Priore, Lorenzo Quilici,
AlfonsinaRusso, MariateresaSacchetta, Francesco Tarlano,
MariangelaTocci, Vincenzo Vertunni
i cardini di
g
I S BN 978- 88- 904294- 1- 5
7 8 8 8 9 0 9 4 2 9 4 1 5
roma
1
Il territorio grumentino
e la valle dell’Agri
nell’antichità
a cura di Francesco TARLANO
Atti della Giornata di Studi
Grumento Nova (Potenza), 25 aprile 2009
ALMA MATER STUDIORUM
Università di Bologna
Dipartimento di Archeologia
COMMUNICATING
C U L T U R A L
H E R I T A G E
bradypus. net
BraDypUSs.a.
CommunicatingCulturalHeritage
Comune di
GRUMENTO NOVA
Direzione Regionale
per i Beni Culturali e Paesaggistici
della Basilicata
Soprintendenza
per i Beni Archeologici
della Basilicata
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Il recente rinvenimento della villa romana in
località Barricelle, nel comune di Marsicovetere
(Potenza), ha gettato nuova luce sugli interessi del-
la potente famiglia lucana dei Bruttii Praesentes,
vicini alla corte imperiale dei Flavi e degli Anto-
nini
1
(fg. 1). Dalle fonti epigrafche e letterarie sa-
pevamo che molte dovevano essere le proprietà dei
Bruttii in Lucania, ma fnora nessuna loro villa era
stata scavata in estensione, né tantomeno si cono-
scevano le attività produttive su cui fondarono il
loro impero economico
2
.
I documenti epigrafci rinvenuti durante lo sca-
vo della villa hanno permesso di formulare alcune
ipotesi circa i passaggi di proprietà che hanno in-
teressato la storia dell’edifcio
3
. Le prime iscrizioni
(fg. 2) sono rappresentate da due bolli frammenta-
ri su tegola e un sigillo in bronzo, rinvenuti in uno
strato generatosi a seguito del secondo terremoto
che ha distrutto la villa (fne II-inizi III secolo d.C.)
situato nella pars rustica del complesso, nei pressi
1
Questo testo riprende e amplia quantro scritto in Di Giu-
seppe 2007. Notizie preliminari sullo scavo della villa di Barricelle
sono in Russo et alii 2007 e 2009; per ulteriori aggiornamenti
vedi M.P. Gargano in questo volume.
2
Una villa con mosaici di II sec. d.C., scavata solo in minima
parte nel territorio di Tegianum, contrada San Marco, viene loro
attribuita in base al rinvenimento di un’epigrafe dedicata dall’ac-
tor Idaeus a Bruttia Crispina (CIL X, 285, I.It., 3, 1, n. 259): BRacco
1965 pp. 286-287 e tav. III, 2. La villa scavata nel territorio di
Volcei, in località San Nicola, dotata di ricchi rivestimenti parie-
tali e arredi scultorei (capitello in marmo, sostegno scanalato in
calcare, Dyson 1983, pp. 140-168, fg. 297, 299; Di Giuseppe 1996,
pp. 229-230) ha restituito, tra le altre cose, una zampa di cavallo
pertinente ad una statua equestre in bronzo (Dyson 1983, p.
145, fg. 298). Camodeca (1982, p. 153) ipotizza che la statua po-
trebbe essere stata dedicata insieme all’epigrafe (CIL X, 408) a C.
Bruttius Praesens, padre di Bruttia Crispina e, quindi, che anche la
villa di San Nicola sia una pertinenza dei Bruttii.
3
Di Giuseppe 2007, pp. 105-106.
dell’area delimitata da un portico.
La tegola meglio leggibile
4
(fg. 2, a) reca
un’iscrizione frammentaria in rilievo entro carti-
glio rettangolare, contenente parte di una formu-
la onomastica abbreviata, in cui si riconoscono
un [—-]r?ut. Prae. Il praenomen è andato perduto
mentre si conserva parzialmente l’abbreviazione
del gentilizio e integralmente quella del cogno-
men. Considerati i gentilizi noti in Lucania e l’ab-
breviazione del cognomen, è apparsa subito ovvia
4
Da US 88. Cartiglio: lungh. cm 7,5; largh. cm 2,6; h. lettere cm
2,1. Inv. 408497.
Bruttii Praesentes. Interessi politici ed economici
Il territorio grumentino e la valle dell’Agri nell’antichità
Atti della Giornata di Studi (Grumento Nova, Potenza, 25 aprile 2009)
pp. ??-??
HELGA DI GIUSEPPE
Associazione Internazionale di Archeologia Classica
I
di un’importante famiglia lucana
Fig. 1. Posizionamento della villa in contrada Barricelle nel Comune
di Marsicovetere (Potenza)
Fig. 2, a. Frammento di tegola con bollo: [—-]r?ut. Prae. (US 88)
HELGA DI GIUSEPPE
40
l’identifcazione del personaggio menzionato in un
membro della potente famiglia dei Bruttii Praesen-
tes e di conseguenza la proposta di scioglimento
del bollo è stata [C. vel L. B]r?ut(ti) Prae(sentis) es-
sendo Caius e Lucius i praenomina usati da questa
famiglia. I caratteri paleografci e l’organizzazione
dell’iscrizione su un rigo entro cartiglio rettangola-
re porterebbero a una datazione compresa tra l’età
augustea e il pieno I sec. d.C., cronologia coeren-
te con una delle fasi principali della villa. Non è
escluso, comunque, che questo tipo di bollo possa
protrarsi anche fno agli inizi del II sec. d.C. Per il
secondo bollo
5
(fg. 2, b), frammentato e di incerta
lettura, era stata proposta in prima battuta la lettura
[B]a?ssae, ma alla luce dei più recenti e numerosi
rinvenimenti, relativi esclusivamente ai bolli dei
Bruttii, è assai probabile che anche questo lo sia e
che le due S siano in realtà i resti molto abrasi della
R di Prae(sentis).
5
Da US 30. Cartiglio: largh. cm 6,8; h. cons. cm 1,8; h. lettere
cm 1,7. Inv. 408496. Per la prima lettura vedi Di Giuseppe 2007,
p. 114.
Come è noto, la funzione del bollo su opus dolia-
re ha suscitato opinioni contrastanti, riassumibili in
due posizioni fondamentali: secondo alcuni studio-
si si tratterebbe del nome del proprietario della f-
glina che fabbrica le tegole, secondo altri del nome
del committente delle tegole stesse
6
. Non v’è dub-
bio che entrambe le interpretazioni sono corrette e
che la diversa funzione del bollo va analizzata in
relazione al contesto di rinvenimento e all’area ge-
ografca. Per una serie di ragioni che vedremo sia-
mo portati a credere che nel caso della villa di Bar-
ricelle i bolli indicassero una proprietà dei Bruttii
Praesentes. Infatti, a oggi le tegole rinvenute con
lo stesso tipo di marchio sono ben dodici, alcuni
frammentati altri integri, e realizzati con punzoni
diversi, tutti rinvenuti nell’area del peristilio in
posizione di reimpiego
7
(fg. 3). Il rinvenimento di
bolli integri ci permette di sapere che si tratta di un
Caius Bruttius Praesens, informazione che, insie-
me alla cronologia dei bolli, restringe le possibilità
di identifcare i proprietari della villa nel nonno e
nel padre dell’imperatrice Bruttia Crispina, aventi
entrambi lo stesso praenomen.
Un altro rinvenimento nella villa fornisce un
ulteriore elemento di supporto all’identifcazione
di una loro proprietà. Si tratta del già menziona-
to sigillo in bronzo con forma orbicolare che reca
un’inscrizione in rilievo su due righe con andamen-
to sinistrorso, entro signa raffguranti palmette(?)
e foglie(?) stilizzate menzionante un Moderati /
Aug. n@. (fg. 2, c), ovvero
un sigillo appartenente ad
uno schiavo di nome Mo-
deratus della familia di un
imperatore genericamente
defnito Augusto
8
. Il si-
gillo concepito per essere
indossato come un anello
rientra nella categoria dei
signacula anuli sulla cui
funzione ancora molto si
6
ManacoRDa 1993, p. 46; Id. 2000, pp. 132-133, 372; steinBy
1993, pp. 140-141.
7
Alcune tegole sono state reimpiegate nelle murature della
fase tarda della villa, altre riusate capovolte come basi per fo-
colari.
8
Diam. sigillo cm 6,3; diam. orbicolo cm 3; h. lettere I rigo cm
0,8; II rigo 1,1. L’anello posteriore ha forma esterna rettangolare:
cm 2,7x1,3 e interna circolare. Inv. 408498 (Di Giuseppe 2007, p.
106, fg. 11, b).
Fig. 2, b. Frammento di tegola con bollo: [C. Brut.]P?rae (US 30)
Fig. 2, c. Sigillo in bronzo e relativo calco: Moderati / Aug.n@. (US 88)
I Bruttii Praesentes. Interessi politici ed economici di un’importante famiglia lucana
41
discute. Dovevano servire per apporre frme e si-
gilli su documenti o per timbrare materiale deperi-
bile, come ad esempio pane, legno, cuoio, tessuti o
per la marchiatura di animali tramite riscaldamento
del punzone o impiego di sostanze coloranti
9
. Qua-
lunque sia la soluzione è certo che nella villa un
servo della casa imperiale svolgeva attività pro-
duttive usando un marchio di proprietà. La gran-
dezza della parte falcata del sigillo e dell’orbicolo,
l’uso di due righe di testo, che si afferma a partire
dall’età adrianea, la formula Augusti nostri al posto
di Caesaris nostri
10
, oltre che il contesto storico,
spingono a proporre una datazione compresa tra
l’età adrianea (117-138 d.C.) e quella di Commodo
(180-193 d.C.).
Ma vediamo ora chi sono questi personaggi di
nome C. Bruttius Praesens e per quale motivo
una loro proprietà sarebbe fnita nelle mani di un
imperatore.
9
Vedi Dollfus 1967, p. 131; loReti 1994; Di stefano Manzella,
isola 2004. In particolare per punzoni usati su legno, pellame e
animali vedi BaRatta 2007.
10
ERC II, p. 234.
Prosopografa dei Bruttii Praesentes
Come accennato, quella dei Bruttii Praesentes
è una delle più importanti e potenti famiglie della
Lucania, rimasta sulla scena politica a vario titolo
per circa cinque secoli. Non è semplice rintraccia-
re le origini di questa famiglia (fg. 4). Incerto, ad
esempio, è se un tal L. Bruttius eques romanus rac-
comandato nel 46 a.C. da Cicerone al proconsole
della Sicilia M. Acilius Caninus (Fam. XIII 38) e il
Bruttius che nel 44 a.C. soggiornava ad Atene con il
fglio di Cicerone (Fam. XVI 21, 4), fossero la stes-
sa persona e se avessero rapporti con i Bruttii Pra-
esentes. Il primo personaggio riconoscibile come
appartenente a questa famiglia con un certo mar-
gine di certezza è L. Bruttius Maximus proconsole
a Cipro (80-81 d.C.) e sposato verosimilmente con
un membro della gens Fulvia, da cui nacque verso
il 68 d.C. C. Bruttius Praesens L. Fulvius Rusticus,
console una prima volta nel 118 e una seconda volta
nel 139 d.C. Si tratta del nonno di Bruttia Crispina,
vero fondatore della fortuna della famiglia Bruttia
che ebbe una carriera molto importante
11
.
11
Su questa famiglia vedi caMoDeca 1982, pp. 152-154; siMe-
Fig. 3. Distribuzione dei 12 bolli integri e frammentati di C. Bruttius Praesens nella villa di Barricelle
HELGA DI GIUSEPPE
42
Le sue fortune iniziano sotto Domiziano, quan-
do tra l’88 o l’89 d.C. ottiene il tribunato militare;
nell’89 partecipa alla guerra Marcomannica, meri-
tando i dona militaria; tra il 92 e il 95 è questore
nella Betica; tra il 96 e il 107 vive un periodo di
crisi e si ritira, forse a seguito di problemi politici,
per vivere una vita bucolica tra le proprietà cam-
pane e quelle lucane
12
. Lo sappiamo da una lettera
di Plinio il Giovane (Ep. VII, 3)
13
databile nel 107
lon 1993, pp. 95-97, n. 29; silvestRini 1994, pp. 82-85; anDeRMahR
1998, pp. 182-187; BRusini 2000[2001], pp. 27-35 con bibliogra-
fa precedente.
12
Per le tappe della sua carriera vedi picaRD 1949, Id. 1951,
syMe 1985, BRusini 2000[2001], pp. 28-31.
13
[1] Tantane perseverantia tu modo in Lucania, modo in Cam-
pania? ‘Ipse enim’ inquis ‘Lucanus, uxor Campana.’ [2] Iusta causa
longioris absentiae, non perpetuae tamen. Quin ergo aliquando in
urbem redis? ubi dignitas honor amicitiae tam superiores quam mi-
nores. Quousque regnabis? quousque vigilabis cum voles, dormies
quamdiu voles? quousque calcei nusquam, toga feriata, liber totus
dies? [3] Tempus est te revisere molestias nostras, vel ob hoc solum
ne voluptates istae satietate languescant. Saluta paulisper, quo sit
tibi iucundius salutari; terere in hac turba, ut te solitudo delectet. [4]
Sed quid imprudens quem evocare conor retardo? Fortasse enim
his ipsis admoneris, ut te magis ac magis otio involvas; quod ego
non abrumpi sed intermitti volo. [5] Ut enim, si cenam tibi facerem,
dulcibus cibis acres acutosque miscerem, ut obtusus illis et oblitus
stomachus his excitaretur, ita nunc hortor ut iucundissimum genus
vitae non nullis interdum quasi acoribus condias. Vale.
Trad.: Dunque, sei tanto ostinato nel dimorare ora in Lucania,
ora in Campania? “Sì”, dirai, “perché io sono lucano ma mia mo-
glie è campana”. Ma questa è una buona ragione per una lunga,
non per una eterna, assenza. Perché dunque non torni qualche
volta in città, dove tu hai uffzi, onori e amicizie di ogni grado?
d.C. in cui lo scrittore rimprovera benevolmente
l’amico di aver abbandonato i suoi uffci politici
a Roma per dedicarsi al riposo e ai piaceri rurali
delle sue proprietà.
Tra il 107 e il 119 d.C. il nostro Presente doveva
essere già sposato con Laberia Crispina, fglia
del facoltoso console Manius o Marcus Laberius
Maximus
14
, che fu condannato sotto Traiano
con il sospetto di congiura contro l’imperatore.
Non sappiamo se la moglie campana di cui
parla Plinio nella sua lettera sia proprio questa
Laberia Crispina o una precedente moglie, di cui
comunque ignoriamo il nome. Mario Torelli è del
Fino a quando vorrai farla da despota? Fino a quando ti sveglie-
rai quando ti piace? E dormirai quanto ti pare? Fino a quando
non porterai mai scarpe né toga? E vorrai avere libero il giorno
intero? Tempo è che tu ritorni alle nostre noie, se non per altro,
perché la sazietà non ti scemi codesti diletti. Vieni a dar qualche
saluto, onde ti riesca più caro l’esser salutato; cacciati in questa
turba, onde la solitudine ti ricrei. Ma perché da incauto io trat-
tengo colui che cerco di richiamare? Forse infatti tu sarai ammo-
nito da queste stesse cose ad involverti sempre di più nell’ozio,
che io non voglio che tu dismetta, ma che interrompa. Sicchè, sì
come io, se ti imbandissi una cena, frammischierei alle vivande
dolci le agri e piccanti, onde ravvivare con queste lo stomaco
ottuso e intorpidito dal quelle, così ora ti esorto a condire con
alcunché di acre codesta tua vita beatissima. Addio.
14
Sull’uso di due praenomina diversi – Manius e Marcus – vedi
toRelli 1962, p. 58, fgg. 1-2 (= AE 1964, 106.1), p. 60, nota 3.
e p. 67. Va segnalato, comunque, che anche in un’epigrafe dedi-
catoria rinvenuta in Africa proconsolare (CIL VIII, 110) Laberia
Crispina viene defnita Marci flia.
Fig. 4. Stemma dei Bruttii Praesentes (rielaborazione da PIcard 1950 e da camodeca 1982)
I Bruttii Praesentes. Interessi politici ed economici di un’importante famiglia lucana
43
lo ritroviamo legato della Cilicia; nel 118 o 119
d.C. ottiene il primo consolato e diventa membro
del collegio sacerdotale dei XVviri sacris faciun-
dis; tra il 120 e 122 d.C. è curator aedium sacra-
rum et operum locorumque publicorum; tra il 121
e 124 è legato della Cappadocia; tra il 124 e il 128
della Mesia Inferiore; intorno al 133 è proconsole
d’Africa; nel 138 è legato in Siria (fg. 5); nel 139
d.C. arriva al secondo consolato e, ricoprendo la
carica insieme all’imperatore Antonino Pio, ottiene
l’accesso al patriziato e forse anche la praefectura
Urbis. Con il secondo consolato e con la praefec-
tura Urbis Presente raggiunge il culmine della sua
carriera politica, rivestendo le due più alte cariche
della stato. Poco dopo, probabilmente verso il 140
d.C., arrivato al suo settantaduesimo compleanno
e avendo operato politicamente e militarmente con
ben cinque imperatori, il nonno di Bruttia Crispina
muore prima di aver conosciuto la nipotina che di-
venterà imperatrice in giovanissima età.
Il fglio di Presente dalla titolatura lunghissima
L. Fulvius C. f. Pom. Rusticus C. Bruttius Prae-
sens Minu[cius—-L]aberius Maximus Pompeius
L(ucius) Valens Cornelius Proculus [—-] Aquilius
Veientanus, non dovette essere da meno del padre,
ricalcandone in parte il percorso, su cui comun-
que abbiamo molte meno informazioni
18
. Nato tra
il 119 e il 120, d.C. da Laberia Crispina diventa
tribuno militare della III legione Gallica in Siria
18
CIL X, 408 = I.It. 3, 1, 18; pflauM 1966; caMoDeca 1982, p.
154, n. 3; BRusini 2000[2001], pp. 34-35.
Fig. 5. Tappe della vita privata,
politica e militare di C. Bruttius
Praesens nonno di Bruttia Cri-
spina (segnalate nella mappa dai
punti grandi)
parere che i Laberii fossero di origine campana
o che passassero lì molta parte del loro tempo
15
;
Camodeca, invece, ritiene che i Laberii fossero di
Lanuvium nel Lazio, dove ricoprirono importanti
incarichi politici
16
. Per l’una o l’altra ipotesi non
abbiamo nessuna certezza, per cui la questione
dell’origine campana della moglie o di una delle
mogli di Presente rimane al momento aperta.
Riprendendo ora il cursus della sua carriera poli-
tica e militare, C. Bruttius Praesens torna sulla sce-
na politica nel 114 d.C. con la conquista dell’Arme-
nia, cui prende parte e grazie alla quale ottiene da
Traiano i dona militaria; nel 115 o 116 d.C. diviene
curator Viae Latinae, una carica considerata di re-
trocessione rispetto alla carriera che stava svolgen-
do. Alcuni studiosi pensano che l’incarico sia stato
voluto da Presente stesso per riposarsi dalle fati-
che militari, altri, invece, che sia stata una forma
di punizione voluta da Traiano nella fase in cui il
padre di Laberia Crispina, suo suocero, era stato
condannato per sospetto di congiura contro l’impe-
ratore, altri ancora che la retrocessione sia legata al
momento di crisi di Adriano a corte nella fase della
guerra partica
17
. Verosimilmente, fu questo il mo-
mento in cui Presente strinse rapporti di amicizia
con l’imperatore Adriano che divenne suo protetto-
re e a cui rimarrà legato per sempre. Nel 117 d.C.
15
toRelli 1962, p. 65. Vedi anche anDeRMahR 1998, p. 314.
16
caMoDeca 1982, p. 153, n. 2. Sulla controversia vedi anche
BRusini 2000[2001], p. 32, nota 66 e ulteriori osservazioni in Di
Giuseppe 2007, pp. 109-110.
17
BRusini 2000[2001], p. 30.
HELGA DI GIUSEPPE
44
nel 138 d.C.; nel 145 d.C. è questore e in seguito
pretore; nel 153 d.C. ottiene il primo consolato e
l’ingresso tra i Sodales Antoniniani; nel 177 parte-
cipa alla spedizione sarmatica con Marco Aurelio e
Commodo. È in questa occasione verosimilmente e
grazie ai legami di amicizia intrattenuti, che Marco
Aurelio suggerisce il matrimonio tra Bruttia Cri-
spina e suo fglio Commodo.
Il matrimonio, contratto nel 178 d.C. sarà un
matrimonio controverso, durato solo quattordici
anni che fnirà con l’esilio di Bruttia Crispina,
accusata di adulterio, a Capri, dove fu ammazza-
ta
19
. Negli anni immediatamente seguenti il matri-
monio, comunque, le furono tributati molti onori,
quali dedica di statue (fg. 6, a-c)
20
, di iscrizioni
21

e emissioni di monete con la sua effge (fg. 7)
22
.
Inoltre, fu una delle poche imperatrici a meritare
il titolo di Augusta.
19
PIR
2
B 170, Raepsaet-chaRlieR 1987, n. 149.
20
Busti ritratti sono conservati a Palazzo Massimo Roma (da
Tivoli: nista 1998, p. 89), al Louvre di Parigi (KeRsauson 1996,
pp. 330-331, n. 151) e alla NY Carlsberg Glyptothek di Co-
penhagen (poulsen 1974, pp. 110-111, tav. CLXVII); una statua
verosimilmente attribuita a Crispina che la raffgura in veste di
Cerere è sempre al alla NY Carlsberg Glyptothek di Copenha-
gen (poulsen 1974, pp. 111-112, tav. CLXIX-CLXX).
21
CIL X, 285 da parte dell’actor Idaeus alla salute di Bruttia
Crispina.
22
RIC III, pp. 398-400, tav. XV, nn. 314-321.
È proprio questo rapporto parentelare che lascia
immaginare che la villa di Barricelle appartenuta
al nonno di Bruttia Crispina – e forse anche a un
bisnonno – sia passata nel patrimonio imperiale a
seguito del matrimonio e che qui si siano svolte
attività economiche cui necessitava la marchiatu-
ra. Il sigillo in bronzo potrebbe essere riferito alla
timbratura del pane, del formaggio, di animali, di
pelli o di tessuti da parte di Moderatus probabile
servo di Marco Aurelio o di Commodo. Risulta na-
turale pensare alla bollatura di prodotti deperibili,
in quanto, sulla villa non sono stati ancora rinve-
nuti manufatti marchiati con tale sigillo, problema
quest’ultimo estendibile a tutti i sigilli della me-
desima specie, che pur essendo di frequente rin-
venimento nei contesti archeologici, non sono mai
associati ai prodotti cui erano funzionali.
Non sappiamo chi sia questo Moderatus
23
, ma il
supposto legame con gli Antonini potrebbe essere
suffragato da un’epigrafe rinvenuta a Roma
24
che
menziona una famiglia di liberti, verosimilmente
di Marco Aurelio, composta da un’Aurelia
Publicia Moderata e da un Marcus Aurelius Iulius
23
In Italia meridionale il cognomen è poco attestato: AE 1994,
n. 498 (Larino), CIL IX, 2164 (Caudium), CIL IV, 10616 (Ercolano),
CIL X, 1136 (Atripalda).
24
CIL VI, 13372.
Fig. 6 a, b. Busti raffguranti Bruttia Crispina. A sinistra: da NIsta
1998, p. 89 (Palazzo Massimo Roma); a destra: da PoulseN 1974,
pp. 110-111, tav. CLXVII (NY Carlsberg Glyptothek di Copenhagen)
I Bruttii Praesentes. Interessi politici ed economici di un’importante famiglia lucana
45
Moderatus fgli di un Marcus Aurelius Moderatus.
Inoltre, dalla Historia Augusta apprendiamo che
Marco Aurelio fu molto preso in giro per aver
innalzato a varie dignità gli amanti della moglie,
tra cui un tal Moderatus
25
, ma sapere se si tratti
dello stesso personaggio del sigillo di Barricelle
resta al momento questione non dimostrabile. In
ogni caso a sostegno dei forti interessi di questa
famiglia imperiale nella zona di Grumentum
possiamo addurre la consistente presenza degli
Aurelii proprio nell’epigrafa della città
26
.
I Bruttii a Grumentum
Il radicamento dei Bruttii in questa parte della
Lucania è ben testimoniato da varie epigraf che
25
SHA, Vita Marci 29, 1. Vedi stein 1932, col. 2318.
26
M. Aurelius Felicissimus, defnito splendidissimus eques Roma-
nus (CIL X, 223); Aurelia Hermione, cui fa la dedica il padre Im-
petratus di condizione servile (CIL X, 248), lo stesso che onora
anche la moglie Aureliae Septiminae: capano 2007, p. 47; Aelius
Marcianus, che ricorda nel nome la titolatura di Marco Aurelio
(CIL X, 215); Aureliae Tullinae, cui fa la dedica il marito Aurelius
Hesperus: capano 2007, p. 41.
Fig. 6, c. Statua
raffgurante Bruttia
Crispina: da PoulseN
1974, pp. 111-112,
tav. CLXIX-CLXX
(NY Carlsberg Glyp-
tothek di Copenha-
gen)
menzionano probabili loro liberti
27
; la stessa città di
Grumentum offre testimonianze di servi/actores
28

di L. Bruttius Quintius Crispinus console nel 187
29

e fratello di Crispina o di suo fglio L. Bruttius Cri-
spinus console nel 224 d.C.
30
. La loro presenza in
Lucania si rintraccia ancora nel IV sec. d.C., quan-
do è attestato un pontifex e un corrector Lucaniae
et Bruttii, incerto è se ritratti della stessa persona
31
.
Più diffcile, invece, è rintracciare l’origine dei
Bruttii. In letteratura archeologica sono tutti con-
cordi nel sostenere che fossero di origine lucana e
in particolare che venissero da Volcei
32
, in base ad
un’epigrafe dedicatoria intestata al padre di Brut-
tia Crispina rinvenuta in questa città (CIL X, 408).
Tuttavia il primo Bruttius noto in Lucania compare
proprio a Grumentum e non a Volcei e appartiene
alla tribù Sergia, tipica delle aree osco-sabine e
umbre piuttosto che lucane, i cui municipes erano
ascritti alla tribù Pomptina. Si tratta di un C. Brut-
tius C. f. Ser(gia tribu) (CIL X, 219), edile proque-
store che nel 57 a.C. aveva fatto ricostruire a sue
spese un tratto delle mura urbane di Grumentum.
Poiché in epoca tardo-repubblicana sono vari i per-
sonaggi estranei alla comunità lucana che si trova-
vano in città
33
, possiamo pensare che vi arrivarono
a seguito della guerra sociale e che qui rimasero
per fondare le loro fortune, acquisendo proprietà
nei territori gravitanti intorno all’abitato in cui ri-
vestirono incarichi pubblici.
Una possibile domus dei Bruttii a Grumentum
potrebbe essere quella cosiddetta dei mosaici scavata
da Liliana Giardino
34
. In epoca tardo-repubblicana/
27
Si tratta di una Bruttia Apollonia, Bruttius Oriens (CIL X, 249)
e Bruttius Maximinus (CIL X, 256) noti a Grumentum e di Bruttius
Lupercus, cui fece fare una dedica il patronus tra il II e il III sec.
d.C. (CIL X, 180) e di un Bruttius Sabinus (CIL X, 181) noti nel
territorio tra Marsiconuovo e Marsicovetere.
28
CIL X, 238 e GiaRDino 1983, p. 205, n. 57 = Munzi 1997, p.
291, n. 9.
29
caMoDeca 1982, p. 154, n. 5.
30
caMoDeca 1982, p. 154, n. 7.
31
lepoRe, Russi 1972-73, col. 1937; Russi 1995, pp. 97-98; ca-
MoDeca 1982, p. 154, n. 9.
32
Così ad esempio caMoDeca 1982, pp. 110 e 152; D’isanto
1993, p. 83; siMelon 1993, p. 96, nota 141; silvestRini 1994, p. 83;
chelotti 1996, p. 18.
33
Sono attestati individui ascritti, oltre che alla tribù Sergia, an-
che alla Oufentina, Falerna (o Galeria) e Tromentina: MastRocin-
que 2007. Sull’origine dei Bruttii vedi Di Giuseppe 2007, p. 111 e
scalfaRi 2009, pp. 128-129.
34
GiaRDino 1977; ead. 1980, pp. 489-490; ead.1981, pp. 33-35,
37-38; ead 1990, pp. 207-208; Bottini 1997.
HELGA DI GIUSEPPE
46
primo augustea essa era appartenuta alla gens
Stasia non meglio nota
35
e era poi diventata, per
passaggi che ci sfuggono, una probabile proprietà
imperiale. Lo si intuisce dal fatto che la dimora
viene ristrutturata intorno alla metà del II sec. d.C.
con tegole provenienti dai praedia di una coppia
di imperatori: [e]x? p?r?(aediis) Augg(ustorum)
36
,
che, visto quanto abbiamo fnora ricostruito per la
villa di Barricelle e considerate le possibili coppie
imperiali, è spontaneo pensare si tratti di Marco
Aurelio e Commodo, nella fase in cui padre e fglio
regnarono insieme (176-180 d.C.) o forse proprio
Commodo e Bruttia Crispina, essendo quest’ultima
defnita Augusta. La domus, quindi, potrebbe essere
appartenuta in epoca primo-imperiale ai Bruttii e
poi passata in virtù del matrimonio regale nella res
imperiale oppure potrebbe semplicemente essere
stata acquisita dalla coppia imperiale. Elementi
signifcativi in questa prospettiva interpretativa
appaiono anche una testina di terracotta rinvenuta
nella domus, che richiama l’iconografa antoniana
37

e l’arredo scultoreo e pittotrico della casa
particolarmente pregiato
38
.
Gli interessi economici
La ragione per cui i Bruttii rimasero così a lungo
sulla scena politica, dalla metà del I sec. a.C. fno
al IV sec. d.C. non può non essere legata anche al
patrimonio accumulato nel corso della loro carriera
militare e politica. L’impero economico costruito
doveva essere ingente, possedendo essi moltissime
proprietà in tutta la fascia centro-settentrionale
della Lucania e dell’Apulia. Tramite le epigraf
si rintracciano actores, servi e liberti che tra il II
e gli inizi III sec. d.C. dovevano lavorare presso
i loro fondi situati nei territori di Velia
39
, Volcei
40
,
35
Il loro nome compare su una fstula plumbea rinvenuta nella
casa: Eperastu(s) fe(cit) / T(iti) Stasi Culi: GiaRDino 1981, p. 34; Di
Giuseppe 1997, p. 200, n. 17 = AE 1998, n. 395.
36
Di Giuseppe 1997, p. 196, n. 6 = AE 1998, n. 394 b; Di Giuseppe
2007, p. 113.
37
Di Giuseppe 1997, p. 207, n. 33.
38
Vi sono stati rinvenuti un trapezoforo in pavonazzetto, zam-
pe leonine in marmo saccaroide, una mano che stringe un lituo
e un piccolo torso di satiro in marmo bianco e tutti databili
nel corso del II sec. d.C.: Schede nn. 18-22 a cura di Giuseppe
Mesolella, Sabrina Violante e Claudia Valeri in Di Giuseppe 1997.
39
CIL X, 468 e AE 1978, n. 262, ove il gentilizio viene presen-
tato nella variante attestata Brittius: vedi siMelon 1993, p. 96,
nota 141.
40
I.It., 3, 1, nn. 18, 31-33, 78, 116, 282.
Cosilinum
41
, Tegianum
42
, Grumentum
43
e Potentia
44
,
fno ad arrivare all’alta valle del Bradano
45
, dove
di recente Maurizio Gualtieri ha individuato bolli
dei Bruttii nella villa di Masseria Cicciotti, che si
candida quindi ad essere un’altra possibile proprietà
imperiale in zona, se si potesse dimostrare che il
bollo è un’attestazione di proprietà piuttosto che di
produzione. Altri possedimenti sono rintracciabili,
o quantomeno ipotizzabili, sempre tramite epigraf,
anche a Venusia
46
, Canusia
47
e probabilmente
Herdonia
48
. In questa parte dell’Apulia, in
particolare nella zona di Lucera, erano presenti
41
I.It., 3, 1, n. 227-228.
42
CIL X, 285 = I.It., 3, 1, n. 259.
43
GiaRDino 1983, p. 205, n. 57 = Munzi 1997, p. 291, n. 9; CIL
X, 180-181, 238.
44
CIL X, 150, anche qui nella variante Brittius.
45
GualtieRi 2008, p. 201.
46
AE 1993, n. 528 = chelotti 1993, p. 446, n. 1 = 2003, p. 208,
n. 119; CIL IX, 425 = chelotti 1996, pp. 15-18, n. 1; CIL IX, 473,
488-489.
47
CIL IX, 338.
48
silvestRini 1994, p. 85.
Fig. 7. Alcune delle monete emesse con l’effge
di Bruttia Crispina. Dall’alto: asse (RIC 680);
denario (CRE pl. 91, 16); denario (CRE pl. 91,
18); aureo (CRE pl. 92, 5)
I Bruttii Praesentes. Interessi politici ed economici di un’importante famiglia lucana
47
anche possedimenti dei Laberii, parenti di Bruttia
Crispina, come abbiamo visto, e passati per questo
nel patrimonium Caesaris
49
.
Le vocazioni ambientali della Lucania setten-
trionale attraversata da un importante tratturo che
collegava l’area del Potentino occidentale con
l’Apulia, erano varie e consentivano uno sfrutta-
mento agricolo orientato verso la viticoltura, l’oli-
vicoltura e la cerealicoltura, oltre che le tradizio-
nali attività di allevamento e di artigianato doliare.
La villa di Barricelle, ad esempio, era certamente
deputata alla produzione dell’olio e alla cereali-
coltura, all’allevamento degli ovini e caprini con
relativo sfruttamento dei prodotti secondari, quali
latte e lana, come testimoniato dal torculario, che
comprendeva due torchi per la premitura delle oli-
ve nella pars rustica, da macine granarie a trazione
manuale e da abbondanti strumenti tessili legati
agli articolati processi della lavorazione laniera.
Inoltre, i monti di Marsicovetere, alle spalle del-
la villa, dovevano fornire abbondante legname,
anch’esso ampiamente commercializzabile, non-
ché carne di cinghiale e di cervo, i cui resti oste-
ologici sono ugualmente documentati in villa. È
chiaro che la possibilità di diversifcare lo sfrutta-
mento delle risorse naturali garantiva loro la tenuta
economica nel tempo a prescindere da crisi o cala-
mità naturali. Non va trascurato il fatto, oltretutto,
che varie dovevano essere le loro proprietà anche
nelle province in cui rivestirono uffci politici a dai
quali potevano arrivare ulteriori fortune
50
.
49
ManacoRDa 1995, p. 162; volpe 1998, pp. 328-331; Id. 2001,
pp. 337-338; chelotti 1996, pp. 14-55, ead. 2001, pp. 309-310;
De fino-RoMano 2001, p. 50.
50
Probabili liberti dei Bruttii, o loro discendenti, sono rintrac-
ciabili in Africa proconsolare, dove il nonno e il padre di Bruttia
Crispina erano stati proconsoli. Si tratta di una Lucretia Bruttia
Praesentilla che richiama anche nel cognomen il legame con la
prestigiosa famiglia (Ain Tounga: CIL VIII, 25919). Non abbiamo
nessun elemento certo, invece, per stabilire se altri liberti recanti
il gentilizio Bruttius, attestati in luoghi in cui il nonno e il padre
di Crispina svolsero uffci pubblici, appartengano effettivamente
al ramo dei Presentes. Si veda ancora per l’Africa proconsolare:
CIL VIII, 21567 (Mauretania Caesarensis), 2914, 2916, 3058, 4263,
4377, 5551, 8021 (Numidia), 24885 (Carthago); per le province
iberiche: CIL II, 3048, 4043, 4341-4342 (Tarragona), 5178 (Mer-
tola), 1373 (Basilippo), HEp-1, 528, HEp-10, 533 = AE 2002,
+722 (Betica), HEp-10, 534 = AE 2002, +722 (Lusitania). Per
i Bruttii in Africa si veda anche lassèRe 1977, pp. 173, 195, 286,
288, 446, 460, 629, 641.
Tra le presenze in Africa proconsolare appare interessante no-
tare per l’assonanza onomastica di un Lucius Bruttidius Augustalis
fabbricante di opus doliare nell’ambito delle fglinae Oceanae Mi-
nores, diventate di proprietà imperiale tra l’età traianea e quella
Che i Bruttii fossero coinvolti in molti tipi
di attività agricole e commerciali può essere
indirettamente testimoniato anche dalla dedica di
un actor a Mercurio per la salute di uno dei Bruttii
defnito Praesentis nostri e dalla presenza di una
possibile statua di Mercurio
51
tra gli arredi scultorei
della villa che possedevano in Sabina, in località
Monte Calvo non lontano da Trebula Mutuesca.
La villa in Sabina, nota già da molto tempo, e
attualmente in corso di scavo
52
, fu costruita dal
nonno di Bruttia Crispina e da sua moglie Laberia
dopo il 107 d.C., quindi verosimilmente dopo o
in concomitanza con il momento in cui la villa
di Barricelle aveva subito una prima distruzione
dovuta al terremoto che abbiamo avuto modo di
documentare tra la fne del I e gli inizi del II sec.
d.C. La villa sabina restituisce un ciclo scultoreo
che comprende statue di Muse, di satiri e poeti e
divinità, quali Nettuno, Mercurio, Atena e Dafne;
opere originalissime, appositamente commissionate
per la villa
53
che nell’insieme testimoniano l’alto
livello culturale, la sensibilità e il gusto del nonno
di Bruttia Crispina, probabilmente maturati negli
anni dell’amicizia con l’imperatore Adriano e in
occasione dei suoi innumerevoli viaggi in Oriente.
Rifessi di tanta bellezza si spera possano essere
individuati anche nella villa di Baricelle con la pro-
secuzione delle ricerche.
adrianea e i cui prodotti sono attestati a Cartagine, Roma, Ostia
Antica, Porto, Frascati, Ravenna, Cusercoli, Pesaro, Milano, Arles:
CIL VIII, 22632,7b = CIL 15, 375,20, 373,1-7, 375,1-29, 376,1-9,
378,1-4. Si ricorda, a tal proposito, che la sezione defnita Ma-
iores delle stesse offcine appartennero agli Antonini che delle
proprietà dei Bruttii sono i principali eredi. Sulle offcine vedi
steinBy 1974/75, pp. 69-71; filippi, stanco 2005, pp. 189-190.
51
BRusini 2000[2001], pp. 249-261.
52
Vedi toRelli 1962; alvino 2003.
53
Sull’arredo scultoreo vedi BRusini 2000[2001].